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Amministrative borgomanero maggio 2012 Immaginare un'idea forte di cittĂ ...

‌ e renderla possibile


Il progetto di città qui presentato scaturisce dall'incontro di diversi percorsi: - ascolto di esperti in vari campi (sociale, energie, urbanistica, bilancio...) - ascolto di cittadini che hanno portato competenza, desiderio di futuro - know how maturato in 21 anni di lavoro con le Pubbliche Amministrazioni di diverse regioni italiane... E' un progetto che ha l'ambizione di mettere insieme desiderio e prassi, realtà e prospettiva, sogno e concretezza. Infatti, siamo convinti che per uscire da un periodo come quello attuale sia vitale guardare oltre, per evitare il rischio che il senso di realtà schianti ogni possibilità di evoluzione della città, ogni energia che la possa far muovere, ogni anelito di futuro dei nostri ragazzi. Non ci si sottrae, però, all'impegno di fondare nella pratica qualunque obiettivo. I cambiamenti indicati non solo sono desiderabili, ma sono REALIZZABILI. Tutt'altro, dunque, che un libro dei sogni. Anzi, spesso viene da pensare che siano normali laddove però sembra che la normalità sia diventata eroica!! In tal senso si farà spesso riferimento alle buone prassi, ad indicare che vi sono realtà virtuose che già realizzano ciò che altrove (anche a Borgomanero) pare ci si possa permettere solo di "sognare". Amministrare non vuol dire nè sedersi con il pretesto di "non si può fare", nè ricercare la soluzione originale fine a sè stessa. Si possono assumere buone pratiche realizzate altrove, con la responsabilità di adattarle al nostro contesto.


Parte I: il contesto Stagnazione...

‌ o nuovo ossigeno


Sassi o ruscelli? Sono sempre più numerosi gli articoli pubblicati sui media locali che descrivono Borgomanero come una città "impaludata, bloccata e sempre uguale a sé stessa nel corso di questi anni". Per usare una metafora, siamo in una palude che è necessario ossigenare: c'è chi pensa sia sufficiente trovarsi da soli - sempre i soliti - per buttare qualche sasso. È necessario invece far affluire un ruscello che più sarà alimentato da acque fresche, più si ingrosserà e riuscirà nell'azione di portare nuova acqua ad un sistema ormai asfittico. Questo movimento cominciato con l'apertura di Officina 32, vuole proprio essere quel ruscello che ogni giorno si ingrossa, per portare nuove idee e nuovi pensieri e permettere quello "scatto in avanti" di cui Borgomanero ha bisogno E per fare ciò occorre provare a cambiare ottica, punto di vista, "alzarsi di livello"


Immagine del monte regio con le frecce che convergono

â—?


Primo punto di osservazione: Borgomanero e il territorio circostante

Osservando il territorio della nostra città dall'alto si intuisce subito che la sua collocazione geografica ne identifica la vocazione: centro di scambi commerciali provenienti da almeno 6 direttrici, con intorno zone industriali (in particolare il "distretto dei rubinetti") Borgomanero è punto di riferimento per il territorio circostante. Era definita la "capitale del Monte Regio" (zona identificabile a partire dalle falde del Monte Fenera, fino a Gattinara, Suno, Gattico...) Anche dal punto di vista statistico la zona di Borgomanero viene considerata un nucleo territoriale significativo, raffrontabile a quello di Novara. Ha, infine, due uscite autostradali, caratteristica solitamente dei capoluoghi di Provincia. Tutte queste riflessioni ci portano a dire che non si può pensare ad un progetto su Borgomanero prescindendo da un pensiero sul contesto territoriale nel quale si inserisce la città e sul ruolo di leadership che essa deve avere per il territorio stesso.


Borgomanero policentrica


Secondo punto di osservazione: Borgomanero, città policentrica

Già ad uno zoom successivo risulta evidente quello che analisi statistiche o l'esperienza di vita racconta: Borgomanero è una città policentrica. Alcuni dati a corredo di questa osservazione: Il Centro (delimitato dall'agogna) conta 2547 abitanti. Se si allarga un po' lo sguardo alla città, comprendendone i quartieri, si sale a 10538 persone.Il resto della popolazione abita nelle frazioni: S. Stefano: 2059 abitanti S. Cristina: 2041 abitanti S. Croce: 1678 abitanti S. Marco: 1610 abitanti Vergano: 354 abitanti Cascine varie: 700 abitanti La popolazione dunque si suddivide in modo omogeneo. La visione di Borgomanero come città policentrica, è una osservazione che può apparire banale; in realtà è la prima chiave di lettura per non cadere nell'errore di pensare a politiche che vanno bene per tutti oppure, nell'eccesso opposto, che sanciscono divisioni e particolarismi. Policentrismo significa identificare soggetti diversi, che hanno quindi identità specifiche, ma che in quanto soggetti sono in relazione con le altre parti della comunità. Ed è fondamentale lavorare in entrambe le direzioni.


Borgomanero policentrica San Marco Santa Croce

(1610)

(1678) Vergano Santa Cristinetta

Santo Stefano

Centro

(2059)

(2547)

Santa Cristina

(10538)

„tabuloni�

Rivano / Meda

(2041)


Si scende sulla realtĂ ...


Scendendo dentro la realtà, si vedono chiari, palesi e incontestabili i segnali di una città che è ferma, in molti sensi: dal punto di vista demografico: Il "saldo" della popolazione residente tra il 2010 e il 2011 è di +9 unità; il dato comprende ovviamente anche l'immigrazione (per altro in discesa rispetto al passato), e dunque si comprende immediatamente qual è il "trend” demografico attuale e dell'immediato futuro. ●

dal punto di vista degli insediamenti produttivi Qui parlano in modo eclatante alcuni dati che abbiamo raccolto dai sindacati: - la città si è ulteriormente svuotata dal lavoro: le fabbriche sono state delocalizzate all'estero (in particolare in Romania) ma anche in alcuni Comuni limitrofi. - l’80% delle aziende del Borgomanerese fa cassa integrazione (comprese alcune che storicamente non l'avevano mai adottata) - molte aziende hanno tentato il riequilibrio facendo la settimana corta - considerando i dati FIOM, (120 aziende analizzate in questo territorio, per un totale di 5419 lavoratori) nel 2012 i lavoratori iscritti alla mobilità sono già 82!! E almeno 1000 sono coinvolti nella cassa integrazione!! ●


Uno sguardo sulla realtĂ ...


Per Borgomanero nello specifico, poi, il dato al contempo più eclatante e più allarmante è quello che riguarda il commercio. Forse non serve neppure sciorinare i dati dell'Ufficio Commercio del Comune di Bogomanero (nello scorso anno chiuse 9 attività commmerciali)... … basta fare un giro per le strade del centro:


‌ arrivando da via Novara


…per svoltare in via San Giovanni e via Caneto...


"Stiamo passando una grossa crisi..." Momento che separa una maniera di essere... da altra differente

DECIDO!!!


Facilmente si potrebbe dire che la situazione attuale è la conseguenza della CRISI. Non si nega certo che questo sia un periodo estremamente critico ma è importante fare alcune riflessioni in merito: - Non è un periodo di crisi giunto all'improvviso; da quanto tempo se ne parla? - Localmente, cosa è stato fatto in previsione di tale periodo, quantomeno per limitarne gli effetti devastanti? Come la definizione individua efficacemente, infatti, la crisi segna una svolta, periodo che non permette più di essere quelli di prima, momento in cui "si decide la guarigone o la morte” Dunque, crisi non è per forza un concetto completamente negativo, a patto che non lo si subisca inermi, a patto che ci si muova, si decida. Non muoversi, non decidere in questi casi è come andare indietro, non aprirsi neppure la possibilità di soluzione, di guarigione... Per questo l'immobilismo, l'ondeggiare sopra la burrasca, non è positivo in generale, ma in periodo di crisi è ancora più deleterio, quasi colposo


Ecco la risposta a tutti i mali???


Dunque, è opportuno porsi la domanda "cosa è stato fatto in previsione della crisi" (prima), oppure come ci si è attrezzati per gestirla al meglio (durante), o quantomeno per aiutare la città ad uscirne; ed è tanto più opportuno porla a chi amministra una Città, e dunque ha più potere e responsabilità su questo. Incrociando quindi la domanda con i percorsi progettuali dell'Amministrazione di Borgomanero, ci si imbatte sostanzialmente in due risposte, due grossi progetti: - il rifacimento dei corsi cittadini - il nuovo Piano Regolatore Generale Comunale. Rispetto al primo, si rimanda a riflessioni successive il ragionamento nel merito, limitandoci qui a porre un dubbio perlomeno su modalità e tempistiche con cui sono stati decisi e svolti i lavori. Gli stessi dubbi sulle tempistiche più o meno opportune hanno a che fare anche con il Piano Regolatore, presentato, almeno nel progetto preliminare, pressochè in scadenza di mandato amministrativo... Entrando poi nel merito... è questo lo strumento per uscire dalla crisi? Non ci credono neanche quelli che l'hanno approvato!


Lo sviluppo economico di Borgomanero: una possibile "lettura" "...una ragnatela di cemento e di asfalto divorò in breve tempo il verde e le distanze che separavano il centro dalle frazioni più vicine che così vennero inglobate nel nuovo tessuto urbano..." "...L'impetuosa colata di cemento esigeva la costruzione di indispensabili infrastrutture: impianti fognari, interventi sulla viabilità, allargamento e bitumatura di strade, prolungamenti..."

"...La Grande Borgomanero del futuro avrebbe dovuto assumere una vera e propria fisionomia metropolitana; si sarebbe popolata di migliaia di nuovi abitanti[…].

"[…] si pensò alla realizzazione di un'area integrata urbana di 40-50.000 abitanti, all'interno della quale avrebbero dovuto confluire i comuni di Borgomanero, Gozzano, Briga e Cureggio."


Le note qui a fianco sembrerebbero una efficace sintesi del nuovo Piano Regolatore se solo si pensa, ad esempio, che questo è strutturato secondo una previsione di incremento esponenziale della popolazione di Borgomanero, che passerebbe dalle attuali 21500 unità circa a più di 36000 in meno di un ventennio (quando invece la tendenza di sviluppo in base ai dati ISTAT diluisce tale incremento di popolazione in un periodo più lungo, di quasi 250 anni), con conseguente aumento di zone edificabili, commerciali e dei relativi servizi ed infrastrutture. E invece, le note sono tratte dai "Quaderni Borgomaneresi", laddove Angelo Vecchi fa un ritratto dello svilippo economico di Borgomanero ANNI SESSANTA.


[Testo di Angelo Vecchi, tratto dai "Quaderni Borgomaneresi"– BORGOMANERO ANNI "SESSANTA"]


Per quanto nei fatti rimasto irrealizzato (e irrealizzabile) almeno quel modello di sviluppo si innestava in un periodo (i favolosi anni '60 appunto) in cui il trend di crescita sembrava davvero inarrestabile, in cui vigeva il mito del progresso senza fine. Dunque, si tenta di rispondere a urgenze e problemi gravi e recenti con ricette vecchie e stantie, che per di più si innestano in un trend assolutamente contrario rispetto a quello che le ha partorite. Viene da chiedersi allora: per chi? Perchè? Chi è interessato a questo? A quel piano sono state presentate numerosissime osservazioni, che dovranno essere vagliate dalla Regione e dall'Amministrazione stessa: a titolo di sintesi se ne riportano alcune, quelle che attengono a riflessioni generali più che a questioni specifiche: «È un piano... ...assurdo, illogico...» «...Sovradimensionato» «...che avalla l'aggressione al territorio e la sua cementificazione totale» «...Atto ad assecondare le esigenze di chi investe in cemento ed infrastrutture che poi risulteranno assolutamente inutili [...], un grande spreco...»


Altre risposte ‌ sempre con la stessa visione del territorio �

Inceneritore


Oltre a quelle citate, vi sono state altre iniziative, che raccontano della stessa visione del territorio: - l'inceneritore - il progetto (o meglio, l'accumulo di idee) sull'area Beatrice. Le risposte e l'accoglienza che i due progetti hanno avuto nella comunitĂ , sono significative (diremmo, fortunatamente!!!).


Altre risposte … sempre con la stessa visione del territorio ●

Fiera „alto piemonte”

Golf, eliporto e giovani all'area Beatrice...


Parte II: la proposta Dalla quantità alla qualità


Borgomanero ha la potenzialità per ripartire, per fare quel famoso “scatto in avanti”, innanzitutto se si prova a mutare l'idea di sviluppo che l'ha condotta fin qui. Non funziona più lo sviluppo pensato come espansione quantitativa, occupazione di spazi, consumo di risorse. È una questione etica, che riguarda il futuro delle persone, di ogni persona; ma anche chi non condivide questa “visione” del mondo rispettosa dell'uomo si rende conto che è una questione molto pratica, è un modello che non regge più, paradossalmente, anche guardando solo gli interessi individuali: basta riguardarsi le foto dei negozi chiusi o discutere con i commercianti, basta stare un pomeriggio a Spazioper ad ascoltare quanti sono i ragazzi che parlano della loro disperata ricerca di un lavoro, basta accomodarsi a pranzo alla mensa solidale di Meltin'Pop e osservare quanti sono i pasti offerti a chi è in difficoltà (quest'ultima cosa capita ad Arona, ma Borgomanero non è diversa in questo, anzi...) E allora occorre passare decisamente da una visione dello sviluppo fondata sulla QUANTITÀ, ad una che recupera la QUALITÀ, in tutte le sue declinazioni.


Per identificare quali sono le leve per rilanciare lo sviluppo qualitativo di questa città (quelli che definiremo driver), riprendiamo i due punti di osservazione a cui ci siamo riferiti sopra: A. Guardando dal Monte Regio: Borgomanero, riferimento per il territorio circostante B. Guardando da Vergano: Borgomanero città policentrica A. Borgomanero, riferimento per il territorio circostante Non bastano dati geografici o demografici per consolidare un ruolo di leadership territoriale di una città. Borgomanero deve recuperare e ricostruire (in alcuni casi costruire dalle fondamenta) tale ruolo, in diversi campi: - Commercio - Artigianato e piccola impresa - Agricoltura (potrebbe essere la prima volta che se ne parla seriamente) - Servizi Pubblici (scuole, ospedale, tribunale, CISS, Inps...) Questi sono i settori da rilanciare, e non tanto alcuni servizi privati già presenti in sovrabbondanza (banche, avvocati...) B. Borgomanero città policentrica Evidentemente, muoversi in questa direzione significa individuare le caratteristiche peculiari di ciascuno di questi centri, i “tesori preziosi”, che vanno riscoperti, valorizzati e messi a sistema.


I 5 "driver" per lo sviluppo di Borgomanero 1.

Gli attrattori

2.

Le tipicitĂ

3.

Le filiere produttive locali e le eccellenze

4.

Fare rete, fare sistema

5.

La comunicazione e il marketing territoriale


Driver 1: gli „attrattori”


Lavorare sugli ATTRATTORI significa intanto conoscere quali e quanti sono. In questo caso, il paradosso è che vi sono non solo studi e definizioni in materia, che li rendono concretamente utilizzabili nell'immediato, ma addirittura alcuni di quegli studi sono realizzati proprio sul territorio del Comune di Borgomanero!! A titolo esemplificativo, citiamo lo studio sullo sviluppo turistico del borgomanerese portato avanti in un master presso l'Università di Novara (2008), nel quale si comprende che per rilanciare il turismo su questo territorio ci vuole ben altro che uno sportello turistico con qualche brochure, aperto in orari mattutini... L'esempio riportato, realizzato su un settore (turistico) che non è mai stato centrale per Borgomanero (basta leggere i “punti di debolezza” rilevati dalla ricerca), dimostra almeno due cose: - vi sono ampi margini di lavoro, e dunque di sviluppo, rilanciando settori in affanno e riscoprendo nuovi ambiti - le strade da percorrere non sono solo sognate o desiderate, ma molto concrete e, in alcuni casi, già studiate; si tratta di metterle in atto.


Solo un esempio: lo sviluppo turistico del Borgomanerese

SVILUPPO TURISTICO DEL BORGOMANERESE Obiettivi percezione del valore del territorio capacità di lavorare in rete

Ricerca on the desk: • analisi strumenti di pianificazione strategica • raccolta comunicati stampa ufficiali e rassegna stampa locale • analisi dati movimenti turistici • catalogazione attrattori Field research: • sopralluoghi • interviste ad Amministratori locali e soggetti attivi sul territorio

Punti di forza: • offerta diffusa e variegata di attrattori

Punti di debolezza: • scarsa consapevolezza delle potenzialità del territorio • mancanza di cultura della valorizzazione e della promozione • bassa conoscenza dei benefici della concertazione • dispersione delle risorse

Segmenti: alberghiero, extralberghiero, ristorazione, loisir, ambiente, cultura, storia, arte, religiosità, tradizione, sport, tipicità, affari ed eventi.

Fonte: field research Università di Novara, Master in organizzazioni culturali (2008)


Driver 2: le tipicità Per esempio, enogastronomiche: ●

Tapulone

Salami d'asino

Brutti ma buoni, ossa da mordere...

a Borgomanero ci sono 2 slow food, ristoranti di qualità, trattorie, osterie, pasticcerie, salumerie…


È un errore pensare che le TIPICITÀ di Borgomanero “bastino a sè stesse”, e funzionino da leva in modo automatico. Occorre, anche qui, un investimento progettuale, che va al di là delle iniziative estemporanee (ex-tempore, fuori dal tempo, sia perchè vecchie come concetto, sia perchè occasionali, fuori da un percorso che ha uno sviluppo successivo...) Dunque significa ragionare con chi ha contribuito al consolidamento di quelle tipicità e tenta faticosamente di mantenerne la tradizione, per progettare insieme un investimento con OBIETTIVI CONDIVISI, CON PASSI CONCRETI DA FARE, CON UNA PROSPETTIVA.


Il lavoro sulle tipicità NON è:


Driver 3: le filiere produttive locali e le eccellenze - 1 ●

Il commercio di qualità la filosofia della qualità è presente in numerosi esercizi commerciali del territorio (uno dei tanti esempi si legge nella presentazione del maglificio di Borgomanero, che ha fornito anche la fam. Agnelli)

L'edilizia (mattoni, gru, betoniere...) Filiere produttive da recuperare (birra, vino, uva, miele, fiera campionaria dei 100 anni e del bestiame FORO BOARIO a km 0.)


Anche in questo campo vale quanto detto rispetto ad attrattori e tipicità. Lavorare con un progetto, non in modo estemporaneo, significa: -

accorgersi della quantità di eccellenze di cui questo territorio è dotato

non permettere più che vadano disperse alcune filiere produttive (edilizia) o alcune eccellenze (per esempio la birra e la gazosa di Borgomanero) puntare davvero sulla produzione locale. Ma un conto è la filiera produttiva locale a Km 0, un conto è il mercatino dei prodotti artigianali una volta ogni tanto!!!!!


Birra Borgomanero


Gazosa Vanoli Borgomanero


Esempio: valorizzazione della vocazione commerciale di Borgomanero


Ad esempio, valorizzare la vocazione commerciale di Borgomanero, rilanciare le attività di centinaia di operatori del settore, non coincide con l'abbellimento dei corsi o la chiusura degli stessi al traffico. Il fatto che se ne parli dice che si comincia a discutere di quali possano essere gli strumenti, gli attrattori che richiamino le persone a Borgomanero, ma occorre ribadire che questo sono: strumenti. Se l'obiettivo rimane attrarre le persone, è necessario che la città si doti degli “inviti” adeguati: - marciapiedi - piste ciclabili - posteggi - circolazione sensata - EVENTI (anche qui, non occasionali, ma programmati) - COMUNICAZIONE (vedi più avanti, driver 5) E soprattutto, lo si ribadisce, l'analisi di obiettivi e strumenti va fatta condividendo, ricercando insieme, collaborando, creando un sistema (vedi più avanti, driver 4)


Mazara del Vallo

Parma Tuscia


Progetto vuol dire, inoltre, non riempirsi di parole “vuote”: promettere la valorizzazione del centro storico di Borgomanero come vero centro commerciale della città, è un ritornello che si diffonde ciclicamente da almeno tre campagne elettorali in qua (almeno...). Ma le politiche hanno bisogno di concretezza, di prassi concrete; decine e decine di Comuni in Italia (da Padova a Mazara del Vallo!!) hanno già FATTO ciò che altri PROMETTONO. Anzi, esiste addirittura una rete europea dei Centri Commerciali Naturali. Dunque occorre confrontarsi con le buone prassi, per capire se e come possono essere applicabili anche alla nostra città (tra l'altro, azione questa che non richiede fiumi di risorse sprecate in studi teorici, e anzi potrebbe addirittura essere una azione che intercetta risorse)


Solesino (Pd)

Lazio

Toscana (Firenze)


Driver 3: le filiere produttive locali e le eccellenze - 2 La creativitĂ locale, l'incubatore di idee e talenti, politiche giovanili centrate sull'acquisizione delle 8 key competences!

â—?

altre??


Ma le ECCELLENZE locali sono anche rappresentate dalle persone, dalle tante persone che avrebbero risorse e competenze da investire su questo territorio. In particolare in ambito giovanile (ma non solo), saper investire sulle competenze di singoli ed associazioni, metterle in circolo, valorizzarne la capacità di azione sui nuovi mercati (che richiedono rapide evoluzioni e creatività, capacità di differenziazione in attività sempre più specifiche) è la strada vincente. É la formula che permette a tutti i progetti di "Incubatore di Impresa" o di "Incubatore di Idee" intesi in tal senso, di mettere a servizio della collettività idee creative ed energie che altrimenti andrebbero perse (dimenticate) o disperse (a chi è andata bene, “trasferite” all'estero, Olanda, Australia...) e di creare opportunità di lavoro


Driver 4: fare rete, fare sistema ●

Commercio: con le liberalizzazioni o si fa sistema o si muore

Sistema dell' Offerta formativa

Sistema dell' offerta culturale

Sistema dei servizi per infanzia e famiglia

Sistema dei servizi per la terza età

Sistema dei servizi per le persone in difficoltà

Sistema sport...

Sistema di servizi per fasce d'età (per aumentare la fruibilità e la conoscenza delle opportunità)


La questione della Rete, o del Sistema, è un altro tema di cui spesso ci si diverte a riempirsi la bocca. La questione si fa oggi molto più di sostanza. La rete e il sistema di servizi non sono più un accessorio, una aggiunta a qualcosa che comunque basta a se stesso. Fare sistema spesso è l'unica garanzia di prosecuzione di alcuni progetti e servizi o, almeno, è la granzia che possano essere svolti con efficacia e qualità. [E il fatto che sia stata considerato spesso "accessorio" se non intralcio, lo dimostrano alcuni atti concreti: in molti percorsi visti in Comune a Borgomanero, la firma dell'accordo fra vari soggetti costituendi una rete in vari campi, è stato non il primo, ma l'ultimo atto realizzato da quel tavolo (!!!!) ]

Lo sanno bene i commercianti che, per quanto concorrenti per la natura della loro professione, esprimono la mancanza di un sistema forte a loro tutela, in particolare con l'arrivo delle liberalizzazioni Ma è importante contribuire ai faticosi tentativi di integrare l'offerta formativa (ricchissima) del territorio, con attenzione anche a quella professionale, l'offerta culturale (ci sono 3 teatri, almeno 3 importanti fondazioni e varie gallerie), sportiva e dei servizi alle diverse fasce di popolazione. Sapendo che le reti difficilmente si autosostengono, l'Amministrazione può e deve avere ruolo attivo nella "manutenzione" di questi sistemi. E se questo è vero per i "sistemi” interni, è ancor più vero per quelli esterni; Borgomanero deve tornare ad esercitare un ruolo di leadership, a maggior ragione oggi che, tra l'altro, verrà meno sempre di più (fino a scomparire) la funzione di raccordo della Provincia Citando solo l'esempio del C.I.S.S., è evidente come Borgomanero abbia una responsabilità enorme nel confermare un modello di gestione dei servizi educativi di quel genere, in particolare proprio in questo periodo di grave crisi finanziaria, aiutando a trovare soluzioni condivise, costruendo alleanze ed esercitanto pressioni, NON IPOTIZZANDO SMEMBRAMENTI O AUTOGESTIONI...


Driver 5: La Comunicazione e marketing territoriale â—?

Comunicazione che crea valore al territorio (es. in cittĂ anche per Posteggi e vie di accesso)

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Marketing territoriale per: - Enogastronomia - Cultura - Commercio - Arte


Parte III: gli strumenti Strumenti - 1

Cosa: Patto locale per lo sviluppo della "Borgomanero policentrica"

Come: coinvolgimento degli attori locali con una ricerca socioeconomico-culturale sui "valori", specificità, bisogni, attese, vocazioni di quella comunità

Esiti attesi: -individuazione spazi vuoti e riempimento con i idee e talenti - messa a sistema (drv 4) e promozione esterna (drv 5) - programma di rilancio e sviluppo - migliore welfare locale: più legami, più coesione, più socialità (occasioni e luoghi) = anche più sicurezza perchè vivibilità


Strumenti - 2 ●

Cosa: PIANO ENERGIA, su TUTTI GLI EDIFICI PUBBLICI, E SULL'ILLUMINAZIONE PUBBLICA Come: ad esempio, con la costituzione si una "Energy Service Company" a partecipazione comunale, che si assuma oneri e ricavi del piano Esiti attesi: - risparmi sulla spesa corrente (da reinvestire, per esempio, per integrare i tagli al CISS) - ristrutturazione energetica di edifici - diminuzione sensibile CO2 - occupazione


Entrate:

Strumenti - 3 il bilancio comunale

- aumento delle entrate con progettazione e fund raising: oggi su 15 milioni solo 200.000 (1,33%); - Come: partecipazione a reti di progettazione, strumenti efficaci di monitoraggio fonti e efficacia nella progettazione - Risultato atteso: raddoppio delle risorse da progettazione

introduzione di strumenti di raccolta del risparmio (BOC), con campagna di promozione (es. “finanzia il tuo Comune”) Recupero evasione fiscale (con strumenti sperimentati, ad esempio, nei Comuni di Corsico o Vicenza) Miglior gestione del patrimonio (dismissioni/investimenti)


Uscite:

Strumenti - 3 il bilancio comunale

- riduzione spesa pubblica (efficienza e razionalizzazione: anche solo -0,5% libera 75.000 euro) ●

Taglio ai costi della politica ridotti al 50% con riduzione numero assessori (risparmio 60.000€ annui) e tetti di stipendio anche a dirigenti, e cariche pubbliche. Scelte in base alle competenze e non alle appartenenze Riduzione dei consumi energetici (vedi piano energetico) Recupero efficienza nella gestione risorse umane (per es. Unificazione della „stazione appaltante” - convenzioni anche sul territorio), nella digitalizzazione e informatizzazione (es wikitalia)


Come si costruisce e difende questa idea di città Da sempre affermiamo che la sicurezza ha a che fare con la vivibilità di un territorio, con la coesione sociale ed integrazione. È quasi scontato ribadire che atteggiamenti, comportamenti ed occasioni che favoriscano tale clima sono imprescindibili.

Non si nega, però, che oggi sicurezza sia anche controllo del territorio. Per questo anche il commissariato di Polizia è utile, ma PER OCCUPARSI DELLE QUESTIONI REALI, che vedono il territorio contaminato dalla criminalità organizzata. Vi sono chiari segni di questo: - due 'ndranghetisti recentemente fermati a Borgomanero - la presenza di un bene confiscato - diffusione di cocaina - aumento delle banche a fronte dell'impoverimento della popolazione e della diminuzione delle imprese - fenomeni di corruzione che coinvolgono grandi aziende ed imprenditori del territorio

Per questo si propone l'adozione del protocollo L. 10 di Libera per tutti gli amministratori. Ci sembra uno strumento che chiunque si occupi del bene pubblico debba sottoscrivere.


La città delle „3 esse”


DiscontinuitĂ per uscire dalla crisi


Passato: è la fondazione dei valori che arrivano da una tradizione della quale Piero (Mora) ed Ercolina (Gibin) rappresentano un simboli vivente. Da quella tradizione scaturiscono alcuni princìpi cardine: - solidarietà ed equità sociale - impiego efficiente delle risorse - garanzia dei diritti di cittadinanza per tutti - dialogo tra culture Futuro: Se è vero che le radici sono quelle, paradossalmente è necessario segnare un punto di discontinuità con il passato più recente. Occorre, infatti, avere il coraggio di uno sguardo che prova ad andare oltre, che assume l'impegno del FUTURO da costruire oggi perchè non incomba come minaccia, del PROGETTO come desiderio e spinta al cambiamento sulla base di obiettivi concreti. Che assuma come centrale il punto di vista (in questo sì, giovane) di chi quel futuro vede, a volte pre-vede meglio degli adulti, e che ha diritto di abitare.


...tra radici e prospettiva

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