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Fitoterapia&Nutrizione

Figura 5. Martin Schongauer. La Fuga in Egitto (1469-1474), incisione su rame, 255×169 mm. Rijksmuseum Amsterdam. A sinistra si nota un esemplare di D. draco.

isolato un primo pigmento, la dracorodina [12], e successivamente, nel 1950, da un altro gruppo di ricercatori, un secondo pigmento, la dracorubina [13]. In relazione alla stretta analogia strutturale dei due pigmenti sembra chiaro che i due gruppi di ricerca, indipendentemente, avevano lavorato sulla stessa resina e cioè su quella proveniente dal Sud-Est asiatico prodotta

Figura 6. Albrecht Dürer. Fuga in Egitto, xilografia, 291×208 mm, Museo Nazionale di Belle Arti della Repubblica di Moldavia. Sullo sfondo si osservano degli esemplari di D. draco.

da Daemonorops draco. La dracorodina è stata anche sintetizzata [14]. Studi più recenti su questa resina, basati su più moderni e sofisticati metodi di separazione, hanno permesso di stabilire le strutture di una serie di nuovi composti contenuti in essa. Sono stati così isolati [15] la nordracorodina e la

Figura 7. Hieronymus Bosch, Trittico delle delizie (1480-1490), olio su tavola, 220×195 cm (tavola centrale), 220×97 cm (tavole laterali). Museo Nacional del Prado, Madrid. Nell’anta interna sinistra denominata Il Paradiso Terrestre si nota un esemplare di D. draco.

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Theriaké

Anno I Numero 8 – Agosto 2018

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Theriaké anno I n. 8  

il mensile di A. Gi. Far. Agrigento

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