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BOLLETTINO PARROCCHIALE Giornale dell’Unità Pastorale S. Luigi Orione MENSILE DELLE PARROCCHIE DI CASTELNUOVO SCRIVIA, ALZANO, GUAZZORA, MOLINO, OVA

Un contributo alla nostra comunità cristiana

Lʼimpegno e lʼimpiego dei laici nella Chiesa

Anno 96, n. 9 - 10

SETTEMBRE - OTTOBRE 2009

Marì BOTTA GAVIO

dal 2003, quando sono entrata a far parte del Consiglio Pastorale, che mi sento ripetere dai nostri sacerdoti che i laici dovranno sempre più impegnarsi nella Chiesa. Ora più che mai, dopo la partenza di Don Fabrizio, mi sembra che questa massima debba essere messa in pratica poiché, data la mancanza di nuove ordinazioni nella nostra diocesi, il nostro Vescovo non potrà mandarci nessun nuovo viceparroco. La nostra unità pastorale S. Luigi Orione, come tutti ben sappiamo, si compone di cinque parrocchie e non è umanamente pensabile che il

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Iscritto al Tribunale al n° 4/69 il 22 giugno 1969. Tariffa Associazioni Senza Fini di Lucro: Poste Italiane s.p.a. - Spedizione in Abbonamento Postale - D. L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n° 46) art. 1, comma 2, DCB/AL. Direttore editoriale: il parroco Don Costantino Marostegan Direttore Responsabile: Dott. Roberto Carlo Delconte Impaginazione e stampa: Dieffe s.n.c. Castelnuovo Scrivia (AL)


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Bollettino Parrocchiale

nostro parroco, da solo, possa occuparsi di tutto quel che riguarda la liturgia, la visita ai malati, lʼoratorio, la catechesi, il bollettino e tutte le altre mille attività delle parrocchie. Il piccolo gruppo di persone, che nei vari paesi già offre il proprio servizio, ora non è più sufficiente a coprire tutte le necessità e pertanto sarebbe opportuno che ciascuno di noi facesse un esame di coscienza e si domandasse se non è in grado di dare un piccolo contributo alla nostra comunità cristiana. Non si richiedono particolari capacità né conoscenze teologiche ma solo la volontà di mettere un poʼ del nostro tempo a disposizione di tutti come ci insegna il Vangelo. Cʼè posto per tutti in parrocchia: uomini, donne e giovani di buona volontà! LʼItalia si sta scristianizzando, non so se per mancanza di sacerdoti o per mancanza di fede da parte nostra o forse per entrambe le cose. Certamente oggi il mondo ci offre tante false chimere che abbagliano e nutrono il nostro egoismo ma non dobbiamo dimenticare che siamo figli di Dio e che dovremmo metterci al servizio degli altri.

Nessuno ci chiede di dedicarci anima e corpo al Signore: ognuno di noi ha la sua famiglia, il suo lavoro, i suoi interessi ma dobbiamo cercare di trovare un poʼ di tempo anche per far sì che la nostra unità pastorale, tra le poche della nostra diocesi, non si abbassi al ruolo di un insieme di persone capaci solo di ricordare i tempi antichi, rimpiangendo quelle attività che di questo passo, senza la nostra disponibilità, non si potranno più fare. “Mondo oratori” dellʼanno scorso deve per forza averci insegnato qualcosa altrimenti che razza di cristiani siamo? Forza dunque, castelnovesi e non, cʼè bisogno di assistenti dellʼoratorio, di catechisti, di persone che aiutino a tenere aperto lʼufficio parrocchiale quando il parroco deve assentarsi, ma soprattutto di cristiani pronti a testimoniare la loro carità, quella carità tanto cantata da S. Paolo e ripresa da Papa Benedetto XVI nella sue ultime encicliche. Vi aspettiamo numerosi! Marì Botta Gavio è la rappresentante del Vicariato Bassa Valle Scrivia presso il Consiglio Pastorale Diocesano.

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Un contributo per il “tuo” Bollettino Il nostro Bollettino, ormai giunto al suo novantaseiesimo anno di vita, si è molto rinnovato, sia nella veste grafica che nei contenuti. In particolare, la scelta di stamparlo parzialmente a colori ha comportato una maggiore spesa. Pertanto, per proseguire e migliorare il cammino intrapreso, è anche necessaria la vostra partecipazione.

Se volete aiutare il Bollettino potete recarvi nellʼUfficio Parrocchiale di Castelnuovo, oppure utilizzare il conto corrente postale n° 11692159, intestato alla Parrocchia S.S. Pietro e Paolo - via M. DʼAzeglio n° 9, 15053 Castelnuovo Scrivia, causale “PER BOLLETTINO”. Per Alzano e Guazzora rivolgersi agli uffici parrocchiali la mattina dei giorni festivi. Per Molino rivolgersi in Canonica.

Vi preghiamo, inoltre, di segnalarci eventuali disguidi postali.

Domenica pomeriggio 19 luglio alla frazione Secco

RICORDATO L'ECCIDIO DEL 1944 icordare quanto barbaramente Helenio PASQUALI compiuto sessantacinque anni fa in questa frazione - sono le prime parole del nostro Vescovo, mons. Martino Canessa ci deve rendere ancora più consapevoli dell'importanza del valore della pace tra tutti i popoli esprimendo a gran voce la propria contrarietà verso qualsiasi tipo di conflitto". Si è aperto con quest'intervento il ricordo dell'eccidio del Secco consumato il 29 giugno 1944 nel quale persero la vita Carlo Galanti, Giuseppe Sottotetti, Maria Balduzzi, Pietro Sottotetti, Gino Sottotetti, Anna Maria Poma e Giuseppe Castellini. Erano presenti anche i sindaci di Castelnuovo, Gianni Tagliani, Alzano, Piero Angelo Cisi, Guazzora, Pierino Cereda e Molino, Candido Meardi, oltre all'assessore provinciale Raffaele Breglia, al comandante della compagnia dei carabinieri di Tortona, capitano Giorgio Sanna ed ai comandanti della polizia municipale e della stazione dei carabinieri, rispettivamente Angelo Secondo ed il luogotenente Salvatore Fiorentino. Molti i fedeli che hanno partecipato alla funzione liturgica animata dal "Liturgical Song Emmanuel" e presieduta dal Vescovo, mons. Canessa il quale ha ricordato anche il giovane Giacomo Stringa scomparso prematuramente in seguito ad un incidente stradale e la figura di don Opilio Carrà, sempre molto sensibile e vicino a questa cerimonia. Il rito è stato concelebrato anche dal parroco don Costantino Marostegan con il diacono Ernesto Stramesi. Al termine il tradizionale e sempre gradito momento conviviale ospitati dalla famiglia Angeleri con la sig.ra Ines che ha salutato dando il benvenuto a tutti i presenti.

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Bollettino Parrocchiale “Mai come oggi è mancata la laicità e Bobbio è anzitutto un maestro di laicità, non nel senso stupido e scorretto in cui viene correntemente usata questa parola, quasi significasse lʼopposto di credente, di religioso o di praticante, come credono e vogliono far credere gli ignoranti e i disonesti. Bobbio ha insegnato che laico non indica il seguace di una specifica idea filosofica, bensì chi è capace di distinguere le sfere delle diverse competenze; distinguere ciò che è oggetto di dimostrazione razionale da ciò che è oggetto di fede, a prescindere dallʼadesione o meno ad essa. Laicità: distinguere fra diritto e morale, sentimento e concetto, legge e passione; articolare le proprie idee secondo principi logici non condizionati da alcuna fede né ideologia” (Claudio Magris) orberto Bobbio – (1909-2004) grande filosofo del diritto, storico, politologo e insigne professore – merita certamente molta attenzione e rispetto per il suo alto insegnamento culturale e civile. Molto bella, poi, questa efficace sintesi del pensiero di Bobbio - proposta dal professor Magris – sul concetto di”laicità”. Laicità – dunque – come capacità di saper distinguere piani diversi di uno stesso problema. Ogni cosa, infatti, può essere guardata sotto lʼaspetto morale, giuridico, storico, religioso, scientifico, psicologico, sociale. Ed occorre

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saper rispettare una certa autonomia di questi specifici ambiti. Ecco il pensiero di Giovanni Paolo II. “La Chiesa riconosce, rispetta e incoraggia la legittima autonomia delle realtà temporali, e in modo specifico di quella politica. La sua missione si colloca su un piano diverso: essa è ʻil segno e la salvaguardia del carattere trascendente della personaʼ”. Ancora una volta occorre evidenziare la necessità di un corretto rapporto tra scienza e fede. Molto lucida (e per nulla polemica) la recente dichiarazione di mons. Sergio Pagano, prefetto dellʼArchivio segreto

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Oblò

vaticano, il quale ha precisato che: “Il caso Galileo insegna alla scienza a non presumere di far da maestra in materia di fede e di Sacra scrittura e insegna contemporaneamente alla chiesa ad accostarsi ai problemi scientifici, fossero anche quelli legati alla più moderna ricerca sulle staminali, per esempio, con molta umiltà e circospezione”. Anche Benedetto XVI, nella sua ultima Enciclica “Caritas in veritate” ha affermato che: “La ragione ha sempre bisogno di essere purificata dalla fede… A sua volta, la religione ha sempre bisogno di venire

di R. C. D.

purificata dalla ragione per mostrare il suo autentico volto umano. La rottura di questo dialogo comporta un costo molto gravoso per lo sviluppo dellʼumanità”. Unʼultima curiosità. Uno studioso, nel 1955, si vide costretto ad eliminare la prima parte della sua tesi di abilitazione alla docenza, dedicata alla teologia della storia di San Bonaventura, perché ritenuta dal correlatore pericolosamente “modernista”. Quel contestato autore, oggi, è papa Ratzinger. E a me, francamente, non piacerebbe proprio essere nei panni di quel miope correlatore!

DIOCESI di TORTONA CORSO BIBLICO - Anno pastorale 2009-2010 “ESSERE CRISTIANI“ secondo San Paolo (Temi di teologia trattati da Don Claudio Doglio) Tortona – Centro MATER DEI – ore 21 29 settembre Cristianesimo: non teoria, ma lʼincontro con la persona di Gesù Cristo. Il cristiano è una persona “in Cristo”

30 novembre Il cristiano è una persona “giustificata”. La fede di Gesù Cristo e la fede in Gesù Cristo (Gal 2 e Rm 3)

27 ottobre Il cristiano è una persona libera. Libertà “dal “ peccato, libertà “per” la vita (Rm 6-7 e Gal.5)

26 gennaio Il cristiano è una persona di preghiera. Lo Spirito prega in noi (Rm 8 )

16 febbraio Il Battesimo: lʼevento decisivo. Partecipazione alla morte e risurrezione di Cristo (Rm 5-6) Lʼeventuale problema del trasporto si risolve prenotandosi in parrocchia al mattino.

23 marzo La celebrazione Eucaristica: memoria – presenza e attesa del Signore. La riunione domenicale nel nome del Signore (1 Cor 11) 20 aprile Il ritratto del cristiano. La vita morale del cristiano (Rm 12 e Col 3)


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Un paese generoso I

l patrimonio artistico-religioso di Castelnuovo si arricchisce sempre più e questo soprattutto per Antonello BRUNETTI merito della disponibilità di molti nel rispondere ad appelli e segnalazioni. Nel volgere degli ultimi sette mesi, senza che la Parrocchia abbia dovuto farsi carico di alcuna spesa, si è provveduto al restauro dellʼaffresco della Madonna della Misericordia; al restauro del quadro Madonna con Bambino; alla creazione di una pala dʼaltare a San Damiano. I finanziatori sono stati i coniugi Giancarlo Bassi e Angela Barbieri, Emilietta Guagnini, il Comitato di San Damiano e il Comitato di San Domenico. - Lʼaffresco della Madonna della Misericordia, opera databile 1501, situata sulla controfacciata della Parrocchiale, fu salvata dallo stacco nel 1986 con un intervento gratuito dei Nicola di Aramengo. Ora è stata restaurata completamente, a distanza di 23 anni, da Anna Rosa Nicola, dal marito Nicola Pisano e da Daniela Boscolo. Il dipinto ripulito ha riportato alla luce le parti dorate (corona e aureole su una pasta di cera, laccetti e cintura sulla veste della Madonna, croce sul vessillo del Cristo in pietà) il volto stupendo della Madonna, i particolari delle vesti dei confratelli incappucciati (si occupavano dei malati di peste, dei condannati a morte e di tutti coloro che conducevano una vita di miseria e di malattia). I confratelli, prima della costruzione della chiesa della Misericordia (angolo via Solferino-via Mazzini), venivano sepolti in un sacello (ancora esistente) ai piedi di questa immagine sacra. Questo affresco può essere classificato fra le tre opere più importanti della chiesa unitamente al portale di magister Albertus e allʼUltima cena di Alessandro Berri. - La Madonna con Bambino, opera di Tirsi Capitini, datata 1823, venne donata dal giovane pittore, in omaggio alla madre Maddalena particolarmente legata al Santuario delle grazie. Da alcuni anni la tela viene riportata, per la novena che precede il 2 agosto, nella chiesa ove ricopriva lʼantico affresco della cappella intorno alla quale, dopo un avvenimento definito “miracoloso” (la guarigione di un soldato spagnolo gravemente ferito in un agguato), nel 1699 venne edificato il Santuario. La tela è lacerata in diversi punti. Il restauro punterà a rimettere allo scoperto il dipinto originale, procedere alla reintelatura, creare un telaio di espansione e procedere ai ritocchi pittorici. Infine verrà inserito in una cornice ottocentesca donata da A.C. ed E.D.M. Si prevede il rientro della tela per il prossimo Natale. - A inizio giugno è stata collocata la nuova pala dʼaltare della chiesa di San Damiano, dipinta su una tavola di legno. “La Madonna con Bambino” riprende una antica immagine sacra collocata dietro lʼaltare. Il dipinto venne distrutto nel 1976 in un maldestro tentativo di stacco dellʼaffresco. Per fortuna lʼopera era stata ritratta fotograficamente nel 1972 dal sottoscritto. Ovviamente il pittore Giovanni Bonardi (autore, ad esempio, del don Orione che si trova nella cappella del presepe nella Parrocchiale) ha adattato al suo modo di esprimersi la figura antica. La pala è stata collocata su due cardini al fine di consentirne lʼapertura permettendo così di osservare le poche tracce residue dellʼaffresco e tratti della sinopia di unʼimmagine precedente, probabilmente databile al Quattrocento. Per quanto riguarda il 2010 si procederà, in caso di donazioni, al restauro di una statua lignea della Madonna, ora in deposito nelle stanze sopra la canonica; allʼavvio di procedure di deumidificazione della facciata (cʼè già una compartecipazione); e infine al restauro della parte bassa della torre campanaria (vedi articolo sul campanile).

Lʼaffresco “Ra Madona dra Perdunänsa” finito di restaurare il 22 settembre. Sotto: la tela del Santuario delle Grazie, dipinta da Tirsi Capitini, verrà restaurata a cura del Comitato di San Domenico.


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A che punto siamo con lʼORGANO iamo decisamente in anticipo rispetto ai tempi previsti (fine 2012), grazie alla disponibilità delle ditte interessate, ossia gli organari DellʼOrto-Lanzini di Novara, lʼimpresa edile Castagnaro, i restauratori Bonardi-Regoli, il fabbro Maimone, i Priano, restauratori del legno, e lʼelettricista Di Gaetano. - Abbattimento del muro pericolante fra lʼorgano e la sala mantici (scoperta una lapidina con la testimonianza dellʼampliamento dellʼorgano datato 1612: Anno 1799, anno decimo della Rivoluzione francese, mese di ottobre) - Smontaggio delle 1600 canne in piombo, in stagno e in legno (una di queste risale addirittura al primo organo quattrocentesco) - Smantellamento dei quattro giganteschi mantici che rientreranno restaurati già nel prossimo mese di marzo - Intonaco, capitelli e pittura della sala mantici - Smontaggio dellʼantico pavimento ligneo che verrà restaurato in quel di Gavi - Creazione di un pavimento autoportante per non caricare quello antico a cui è aggrappata la volta in canne della cappella del Sacro Cuore - Finestrella, porta e scala che sale al sottotetto della chiesa - Collocazione di tiranti per rinforzare la cassa dellʼorgano - Restauro ligneo dellʼavvolgibile della tela di Santa Cecilia e della parte retrostante la statua di San Pietro. Qui sono apparsi parecchi nomi, datati 1911 (epoca dei dipinti della volta): Ravera, Gavio, Scarabelli, ecc. - Restauro del tavolato di insonorizzazione risalente al 1612 - Nuovo impianto elettrico con eliminazione dei fari sostituiti con lampade di inizio Novecento Entro Natale si prevede di sistemare il pavimento della sala mantici e di smantellare lʼimpalcatura di sicurezza creata al di sotto di questo pavimento, insicuro per le molte tavole prive di consistenza, conseguenza di decenni di infiltrazioni dal tetto. I COSTI Ricorderete che i costi previsti per salvare questo Organo monumentale ammontavano a 204.000 euro. Attualmente le entrate sono queste: - 33.440 dalla C.E.I. - 30.000 Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria - 1.000 dalla Banca popolare di Milano - 16.000 in offerte da parte dei castelnovesi Totale attuale 80.440 Queste le prime uscite - 19.800 prima quota alla ditta Dellʼorto-Lanzini - 17.680 per la ditta Castagnaro 700 euro varie Totale 38.180 Va detto che le relazioni di progetto e di piano sicurezza, redatte da Patrizia Ferrari e Alberto Timo, sono state offerte gratuitamente. Di conseguenza, al completo pagamento di quanto verrà realizzato, visto che non ci sono né contributi regionali né statali, occorrono ancora circa 100.000 euro. Ricordiamo che la pubblicazione finale, dedicata a questo importante restauro, vedrà anche lʼelenco di tutti i donatori e patrocinatori.

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Si abbatte il muro di sostegno dellʼorgano (solcato da larghe crepe). Preparazione del nuovo pavimento della sala mantici. Una fase di smontaggio delle 1600 canne. Smontate le canne in stagno, sono apparse le canne lignee alte 4 metri.

Commissione ai lavori della Parrocchiale


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c r o n a c h e di L. STELLA Recuperi di opere artistiche

ullʼopportunità di restituire alla primitiva bellezza le opere che tanti artisti noti o meno noti hanno trasmesso e collocato nelle nostre chiese, oppure realizzate in questi anni, riporto due autorevoli pensieri: - Paolo VI, nel discorso agli artisti nel 1964, osservava “La grande sfida dellʼartista è quella di carpire dal cielo dello spirito i suoi tesori e rivestirli di parola, di colori, di forme, di accessibilità”. - Joan Mirò, pittore catalano, “lʼarte non ha il compito di descrivere il visibile, ma di cogliere nel visibile lʼInvisibile”. Dalla “Madonna della Misericordia” di Giò Quirico Baxilio, recentemente restaurata alla “Vergine con Bambino e Rondine” di Giò Bonardi da qualche mese collocata in San Damiano passano cinque secoli. Il messaggio trasmesso è unico. Se crediamo, siamo aiutati a comprendere. Gli artisti hanno comunque carpito dal cielo un mistero, e lʼhanno reso visibile. Per noi. Le nostre chiese sono libri aperti. Riscopriamoli, anche nei minimi particolari. Quanto sʼè speso nel recupero, ci ritorna centuplicato. Per tutti, non solo per gli esperti. Da trentʼanni ad oggi, siamo diventati più ricchi.

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Ricordo dei nostri Pastori

n piccolo, modesto invito a chi vuole essere riconoscente ai Parroci, che attraversi i decenni hanno

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guidato la nostra comunità. Tutti meritano un ricordo ed una preghiera. Qualcuno, per motivi personali, ci è più caro. Ma tutti hanno amato il loro gregge, tutti hanno sofferto torti o incomprensioni. Essi, non noi. Tutti devono essere cari e nostri.

Cronaca dʼun eccidio dimenticato

orse la soppressione di sole tre persone non sembrerà per i più un eccidio. Ma erano innocenti e non costituivano un pericolo per lʼaviazione dello stato “più potente del mondo”. Forse il motivo dellʼ oblio va collocato nel modo di fare storia dalle nostre parti. Dove il vincitore ha sempre ragione, e su una ipotetica lavagna della storia sarà sempre segnato dalla parte dei buoni. Chissà se nelle scuole dʼ oggi si usa ancora quel metodo, seguito dal primo della classe collocato dal maestro a custode della disciplina in sua assenza. Noi ragazzi avevamo cominciato a porci dei “perché” sul modo di agire dʼ una umanità che sembrava impazzita. Mi aveva scritto il mio cuginetto Franco, che viveva in Campania: “Demetrio tutte le notti ci viene a far visita, non ci lascia dormire…”. Era un messaggio criptico, per scavalcare la feroce censura, che voleva si dicesse che ovunque in Italia si stava benissimo. Si era nel 1943. Demetrio era il nome del titolare della Ditta Beltrami, spettacoli pirotecnici... Una bomba americana intelligente uccise mio cugino e la sua famiglia. Di quelle che gli USA

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usano ancora oggi per “difendere la libertà del mondo”. Da quel momento io ebbi paura dei bombardieri americani. Quel giorno, era il 5 settembre 1944, stavo ai margini di una strada di campagna per raccogliere erba per i miei conigli. Un supplizio, per un ragazzo che avrebbe preferito giocare o andare a spasso. Anche a svolgere i noiosi e antipatici “compiti delle vacanze”. Comparvero, dalla parte di Sale, sei cacciabombardieri in formazione. Ho saputo in questi giorni che la loro missione era stata quella di abbattere, ad Alessandria, il ponte della Cittadella, sul Tanaro. Scaricate le bombe, avevano sorvolato lʼobiettivo, nascosto dal fumo e dalla polvere prodotta dagli scoppi. “Missione compiuta: il ponte non cʼ è più, è un vulcano” avevano comunicato al comando. Si diressero verso oriente e sorvolarono Castelnuovo. Io mi ero nascosto nel fosso, e li osservavo preoccupato. Oggi, immagino la loro soddisfazione per la riuscita dellʼimpresa. Il ponte, tuttavia, aveva resistito; solo da un mese è stato demolito, su delibera delle autorità piemontesi… Lʼequipaggio dʼuno dei sei aerei vide due carri agricoli, trainati da quadrupedi, lungo la strada per Pontecurone. Abbandonò la formazione, si abbassò e sparò qualche raffica di mitragliera. Agostino Spinola e suo padre giacevano morti in mezzo alla strada. Luigi Ghibaudi, gravemente ferito, sarebbe morto dopo alcuni giorni. Assassino, un aviere dellʼaviazione USA. Molti dissero: “Eʼ la guerra”. Qualcuno osò spingersi più

avanti: “Erano tedeschi travestiti da americani...”. Oggi mi spiego perché non avessero usato le bombe, le avevano “sprecate” tutte ad Alessandria. Caldeggiai lʼintitolazione del piazzale dʼingresso dellʼautostrada Mi-Ge ad Agostino Spinola: era stato il più giovane caduto delle seconda guerra mondiale, ed il piazzale è prossimo al punto dove fu ucciso. Quando sento parlare di missioni “di pace” , io rivedo quellʼ aereo che si abbassa e spara, e mi ribello allʼ ipocrisia di mandanti ed esecutori. La forza delle armi non produrrà mai “pace”. I vincitori avranno i loro nomi, sulla lavagna della storia, dalla parte dei buoni. Io mi schiero dalla parte dei vinti, come Agostino Spinola.

Ragazzi castelnovesi dal Papa

nostri ragazzi sono andati, ad Aosta, dal Papa. In altra parte del Giornale troveremo i particolari. Io voglio congratularmi con loro per due motivi. 1. Sono giovani, castelnovesi, e sono andati a gridare: “Viva il Papa!” Nellʼ anno 2009. Verso Benedetto XVI, un grande Pontefice. 2. Non furono “fuori tempo” quegli altri giovani castelnovesi, che nei 1948 andarono a Roma per manifestare il loro affetto per il Papa dʼallora, Pio XII. Controcorrente, secondo i criteri dʼun modo odierno di valutare il passato. Ma allora eravamo presente, e ci si preparava al futuro. La Chiesa dʼoggi sarebbe stata diversa, senza la Chiesa dʼallora. Non possiamo fare a meno

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c a s t e l n o v e s i di pensare che un disegno divino abbia portato ad “oggi” quello che era “ieri”. Il “domani”, grazie ai nostri giovani, sarà positivo. I giovani che vivranno a Castelnuovo tra settantʼ anni diranno “grazie” a quelli di oggi.

Inizia un nuovo anno scolastico

lle allieve ed agli allievi che hanno iniziato un nuovo anno scolastico un augurio di buon lavoro. Lʼaugurio, ai tempi degli antichi Romani, era la capacità, vera o presunta, di indovinare il futuro guardando il volo degli uccelli. Il compito era svolto dalla casta sacerdotale, che si sentiva interprete della “volontà degli dei”. Mi piacerebbe possedere quella capacità. Ma le rondini, le poche che erano arrivate in primavera, sono già partite per lʼAfrica. Il nostro territorio era divenuto inadatto alla loro vita. Vorrei che la vostra scuola fosse come mi sono sforzato di renderla in più di quarantʼ anni di servizio (che ci sia riuscito è un altro discorso). Un luogo di formazione completa della vostra personalità. Dove lavorare con passione, e le ore passino senza che uno se ne accorga. Le proteste del personale scolastico dovrebbero appuntarsi ad una richiesta fondamentale, la formazione continua, per migliorare il servizio. Non facciamone una questione di ore o di numero dei posti: il tempo è prezioso, e non va sprecato e perduto. Motivare i compiti, anche quelli delle vacanze, non è difficile: non met-

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tiamo gli alunni in condizione di dire, sconsolati, non capisco che cosa vuole… Le famiglie collaborino, e non si sentano controparte. Dato quanto più si può, si pretendano dagli studenti i risultati. Con un occhio alla “Parabola dei talenti”: capire i buoni ed i meno buoni che sʼimpegnano, scuotere i “lavativi”. Leggo su un giornale del 12 settembre: in Zambia, dove raggiungere la scuola, per molti ragazzi, è un problema, la distanza, il governo ha donato a tutti una bicicletta. Sono felici di raggiungere in fretta le aule. Per istruirsi. Volete sapere dovʼè lo

Zambia? Cercatelo sullʼatlante. E se piove o fa freddo? Quello ve lo possono spiegare i vostri nonni, che lʼhanno fatto per tanti anni. Direi quasi con allegria. Infine ricordate. Per certi poteri, lʼistruzione è un pericolo. Ragionando con la vostra testa, non potranno raccontarvi come vere delle frottole. Allʼinizio del Novecento, un sindaco, a Castelnuovo, soppresse alcune scuole, perché lʼistruzione dei ragazzi lo rendeva meno credibile. Bocciato! Passati alcuni decenni, un altro sindaco istituì la scuola media comunale. Nellʼ

interesse dei ragazzi e delle famiglie. Entrambi i sindaci erano ingegneri, ma quanto diversi! Ragazzi, chi vuole farvi lavorare, vi vuole bene. Seguitelo.

Sede stabile allʼA.V. I. S.

AVIS castelnovese ha finalmente una propria sede, attrezzata non solo per le riunioni, ma, soprattutto, per esercitare quella che è la sua finalità propria, la raccolta del sangue di propri soci ed amici. Da alcuni anni, Castelnuovo ha reso stabile il periodico prelevamento di sangue. È superfluo illustrarne gli scopi. Alla finalità sociale, aggiungerei quella cristiana di amore per il prossimo. È un modo di fare del bene che non costa sacrificio ed è essenziale per aiutare chi ha bisogno. Poi, nel donatore, nasce quella deformazione mentale secondo cui è più piacevole donare che ricevere. LʼAVIS è unʼassociazione che vola sopra le ideologie, lʼorigine e la provenienza dei donatori. Allʼinaugurazione del 20 luglio erano presenti italiani originari dʼogni regione, tutti castelnovesi e basta. Più gli “stranieri”, africani, sudamericani. Il sacerdote che ha benedetto la sede, Don Amancio, veniva dallʼ America latina. Un invito a tutti coloro che lo possono fare a diventare parte del gruppo dei donatori. Non è mai troppo tardi, e tanti hanno bisogno. E poi, è bello poter dire: “Sono un donatore di sangue”.


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La festa patronale dellʼAssunta l 15 agosto a Guazzora si è celebrata la festa dellʼAssunta, patrona del paese. Preceduta dalla novena, guidata dai volontari e assai partecipata, la sera della festività si è svolta la S.Messa solenne a cui ha fatto seguito la processione per le vie del paese con il simulacro della Madonna. Ha celebrato il parroco Don Costantino, affiancato da Don Giovanni, parroco di Isola S.Antonio e la liturgia è stata animata dal coro parrocchiale accompagnato da Alessandro Sonvico, organista della parrocchia di Pieve del Cairo. Al termine della celebrazione, il parroco ha ringraziato tutti i presenti per la collaborazione e lʼimpegno ed ha espresso parole di gratitudine allʼAmministrazione Comunale che ha finanziato e curato il rifacimento del piazzale antistante la Chiesa con la relativa illuminazione. Allʼopera svolta dal Comune si è unita quella realizzata dalla Parrocchia che si è fatta carico del parziale ampliamento dello stesso piazzale per la parte confinante con lʼarea verde dove è situata la fontana. Il risultato dei rispettivi lavori ha determinato una superficie degna di un sagrato decoroso e funzionale, che i guazzoresi hanno apprezzato. Nei giorni successivi è seguita la sagra paesana caratterizzata da attrazioni e divertimenti, con la tradizionale corsa ciclistica e la distribuzione gratuita di gnocchi. Come sempre la partecipazione di residenti e ospiti è stata numerosa, così come è stata particolarmente riuscita, con la presenza di molti giovani, anche la festa della birra organizzata dallʼAmministrazione Comunale nellʼultimo fine-settimana di luglio.

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Alla cappelletta della Ceroggia abato 26 settembre si è svolta lʼannuale celebrazione allʼantica Cappelletta della Cascina Ceroggia di proprietà della famiglia Basiglio. Il diacono Ernesto durante la liturgia ha rievocato il significato della ricorrenza mariana, ricordando il defunto Giacomo Basiglio. La tradizionale celebrazione rappresenta unʼoccasione di incontro religioso tra le popolazioni di Castelnuovo, Guazzora e soprattutto per gli abitanti delle cascine adiacenti, per i quali, da sempre, la cappelletta rappresenta un punto di riferimento significativo.

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omenica 13 settembre i coscritti delle classi 1939 e 1940 si sono ritrovati per festeggiare insieme. Durante la liturgia sono stati ricordati i coetanei defunti ed il diacono ha rivolto ai presenti parole di augurio e di auspicio a rinnovare lʼincontro ancora per molto tempo. Il gruppo si è poi ritrovato per il pranzo al ristorante “da Manuela” dove è trascorsa una piacevole giornata. I coscritti hanno offerto alla Chiesa una cospicua somma, che verrà devoluta per i lavori in corso di ristrutturazione della grotta della Madonna di Lourdes.

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Un saluto a Don Fabrizio Pessina omenica 19 Luglio presso la sala parrocchiale di Alzano Scrivia, al termine della S. Messa domenicale, i parrocchiani hanno salutato Don Fabrizio che lascerà lʼincarico di aiuto parroco della parrocchia di Castelnuovo Scrivia, e quindi anche della parrocchia di Alzano, per intraprendere un nuovo percorso in quanto è stato designato da Sua Eccelleza Mons. Martino Canessa nuovo parroco della parrocchia di Carbonara Scrivia. I parrocchiani di Alzano hanno voluto incontrasi con Don Fabrizio per rivolgergli il loro personale grazie per la sua presenza presso la loro parrocchia. Anche se solo per due anni lʼaiuto che Don Fabrizio ha dato alla parrocchia di Alzano Scrivia è stato determinante per stimolare nei giovani la voglia di incontrasi e di avere un punto di riferimento allʼinterno della Chiesa. LʼAmministrazione Comunale ha porto il suo saluto tramite il Vicesindaco Adolfo Guagnini che si è fatto portavoce del Sindaco Pierangelo Cisi e di tutta lʼAmministrazione comunale.A rappresentare i parrocchiani Annamaria Stella che con toccanti parole ha percorso il breve periodo in cui Don Fabrizio è stato vicino alla Chiesa Alzanese. Annamaria ha ricordato anche la tragica vicenda che qualche mese fa ha colpito Don Fabrizio con la perdita del suo caro papà a cui è stata dedicata la messa celebrata. A Don Fabrizio la comunità parrocchiale ha donato una foto incorniciata, con la veduta interna della loro chiesa dedicata a Maria Bambina , per ricordargli i suoi trascorsi presso di loro. Una lettera di commiato gli è stata consegnata da

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Valeria Fazio in cui sono riportati gli stati dʼanimo dei giovani che hanno conosciuto Don Fabrizio. Al termine della S. Messa nel salone parrocchiale, che in questi anni ha visto il Sacerdote incontrarsi con i giovani e le persone di Alzano, è stato offerto un gradito rinfresco in onore di Don Fabrizio. Possa Don Fabrizio incontrare tanta solidarietà ed accoglienza fraterna presso la comunità che si accinge a servire, come quella dimostrata dai parrocchiani di Alzano…

Alzano, presentati i restauri abato 5 settembre alle ore 21, nellʼambito della festa della Natività di Maria Vergine, sono stati presentati alla popolazione i restauri di alcune tele presenti presso la parrocchiale e restaurati dalla ditta “Gabba antichità” di Tortona. Erano presenti Mons. Pier Giorgio Pruzzi, Vicario Generale della nostra Diocesi, il parroco don Costantino Marostegan, il Sindaco Pier Angelo Cisi con i componenti della Giunta Comunale, il rag. Carlo Boggio Sola, Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Tortona, che ha totalmente sponsorizzato il restauro. La serata è stata introdotta dal diacono Ernesto Stramesi che ha ringraziato i presenti e in modo particolare la Fondazione per la sensibilità dimostrata nel finanziare il recupero di beni culturali che rappresentano la storia della comunità cristiana alzanese. Dopo gli interventi del Sindaco, del Presidente della Fondazione, del parroco e della d.ssa Valeria Moratti, da poco Funzionaria della Soprintendenza ai beni architettonici per il Piemonte, il titolare della ditta Gabba, Enzo Basiglio e i suoi collaboratori hanno illustrato le tecniche di restauro. Le tele riguardano una rappresentazione della Madonna di Loreto databile alla seconda metà del XVII secolo, un SantʼAntonio da Padova dei primi del settecento e due stazioni della via crucis databili agli anni 1830/1840. Le tele sono state scoperte dal Vicario Generale e dal Sindaco e hanno destato la meraviglia dei presenti per lʼaccurato restauro. Si è quindi provveduto alla presentazione del nuovo impianto di illuminazione, eseguito dalla ditta Ferrari e Marro di Voghera, che ha valorizzato la volta della chiesa, affrescata negli anni cinquanta del secolo scorso dai pittori tortonesi Mietta e Fossati. Un rinfresco offerto dallʼAmministrazione comunale, presso il salone SOAMS, ha concluso la piacevole serata.

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Lettera enciclica "Caritas in veritate"

I RAPPORTI ECONOMICI SONO ETICAMENTE "ULTRA SENSIBILI" Roberto Carlo DELCONTE

on questa nuova Lettera enciclica - datata 29 giugno 2009 papa Benedetto XVI affronta il tema della dottrina sociale della Chiesa e dello sviluppo dei popoli, chiarendo subito, fin dalla prima pagina, che "La carità è la via maestra della dottrina sociale della Chiesa”. La carità dona vera sostanza alla relazione con Dio e con il prossimo; “è il principio non solo delle microrelazioni: rapporti amicali, familiari, di piccolo gruppo, ma anche delle macro-relazioni: rapporti sociali, economici, politici” (n° 2). E se la verità va espressa “nellʼeconomia della carità”, la carità – a sua volta – va compresa, avvalorata e praticata alla luce della verità (luce che è, a un tempo, “quella della ragione e della fede”, ben sapendo, poi, che “la ragione ha sempre bisogno di essere purificata dalla fede…. (e) la religione ha sempre bisogno di venire purificata dalla ragione per mostrare il suo autentico volto umano”, n° 56). In questo senso “la verità libera la carità dalle strettoie di un emotivismo che la priva di contenuti relazionali e sociali, e di un fideismo che la priva di respiro umano ed universale” (n° 3). Molte sono le affermazioni che richiederebbero una approfondita meditazione, come ad esempio quelle relative alla necessità del progresso (“assolutizzare ideologicamente il progresso tecnico oppure vagheggiare lʼutopia di unʼumanità tornata allʼoriginario stato di natura sono due modi opposti per separare il progresso dalla sua valutazione morale e, quindi, dalla nostra responsabilità”, n° 14); al mistero dellʼuomo (“lʼessere umano è fatto per il dono, che ne esprime ed attua la dimensione di trascendenza”, n° 34; inoltre, “la comunità degli uomini non assorbe in sé la persona annientandone lʼautonomia…ma la valorizza ulteriormente,

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perché il rapporto tra persona e comunità è di un tutto verso un altro tutto. Come la comunità familiare non annulla in sé le persone che la compongono e come la Chiesa stessa valorizza pienamente la ʻnuova creaturaʼ che con il battesimo si inserisce nel suo Corpo vivo”, n° 53); o quelle che si riferiscono alle relazioni sociali ed economiche (“uno dei rischi maggiori è senzʼaltro che lʼimpresa risponda quasi esclusivamente a chi in essa investe e finisca così per ridurre la sua valenza sociale”, n° 40; per di più “un più incisivo ruolo dei consumatori… è auspicabile come fattore di democrazia”, n° 66). Io voglio, però, soltanto sottolineare con più evidenza quella che potrebbe essere, forse, una delle riflessioni di maggior importanza contenute nellʼEnciclica, quasi una chiave di lettura per poterci orientare in queste pagine così dense di contenuti. Ascoltiamo di cosa si tratta. “La dottrina sociale della Chiesa ritiene che possano essere vissuti rapporti autenticamente umani, di amicizia e di socialità, di solidarietà e di reciprocità, anche allʼinterno dellʼattività economica e non soltanto fuori di essa o ʻdopoʼ di essa. La sfera economica non è né eticamente neutrale né di sua natura disumana e antisociale. Essa appartiene allʼattività dellʼuomo e, proprio perché umana, deve essere strutturata e istituzionalizzata eticamente” (n° 36). Inoltre, “la grande sfida che abbiamo davanti a noi… è di mostrare, a livello sia di pensiero sia di comportamenti, che non solo i tradizionali principi dellʼetica sociale, quali la trasparenza, lʼonestà e la responsabilità non possono venire trascurati o attenuati, ma anche che nei rapporti mercantili il principio di gratuità e la logica del dono come espressione della fraternità possono e devono trovare posto entro la normale attività economica” (n° 36). La mentalità corrente, invece, crede che il terreno economico sia una specie di “zona franca” nella quale le ragioni etiche e umane siano quasi sospese, in nome della necessità e

urgenza delle cose. Le semplici ragioni economiche prevalgono così su ogni altra considerazione e vengono accettate nella loro cruda realtà. Al contrario io penso che nessun altro campo – come quello economico – possa rivelare appieno la vera natura morale di un individuo. Il rispetto degli altri, la generosità, la solidarietà verso le altrui esigenze, il senso di responsabilità, lʼimpegno e la serietà nel lavoro, la sensibilità umana, la dimensione spirituale della vita si registrano soprattutto nel come una persona si comporta nellʼuso del denaro. Del resto nel Vangelo è chiara lʼopposizione tra Dio e il denaro: “Nessun servo può servire a due padroni: o odierà lʼuno e amerà lʼaltro oppure si affezionerà allʼuno e disprezzerà lʼaltro. Non potete servire a Dio e a mammona” (Luca 16,13). Di conseguenza, sia la ricerca dei beni spirituali, che lʼamore al nostro prossimo sono documentati dal nostro atteggiamento nei confronti dei beni materiali (“perché dove è il vostro tesoro, là sarà anche il vostro cuore”, Luca 12,34). Se oggi si parla – giustamente – della partecipazione agli utili dei lavoratori (con benefici effetti sia sul piano della crescita che su quello dellʼequità distributiva, vedi lʼeditoriale di Maurizio Ferrera, Lʼazionista lavoratore, in “Corriere della Sera” del 1° settembre 2009), occorre tener presente che ciascun soggetto economico deve confrontarsi con le esigenze degli altri operatori e con quelle più generali della società (in quanto “la gestione dellʼimpresa non può tenere conto degli interessi dei soli proprietari della stessa, ma deve anche farsi carico di tutte le altre categorie di soggetti che contribuiscono alla vita dellʼimpresa”, n° 40). I problemi sono certamente complessi, ma questa semplice e universale regola li renderebbe più facili, per la costruzione di un mondo migliore (per lo “sviluppo di tutto lʼuomo e di tutti gli uomini”): “Ciò che volete gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro” (Luca 6,31).


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Ma quanti soldi spende questo parroco! questa una esclamazione che ci è giunta in più occasioni alle orecchie, motivata dai lavori che vengono compiuti per la Parrocchiale e per lʼOratorio. Ci pare opportuno fare chiarezza su questa critica, a volte un poʼ astiosa. Si vuole tornare forse ai tempi in cui nulla veniva fatto per la manutenzione di un chiesa cupa e triste (vi ricordate i pentolini disseminati nelle cappelle laterali sotto le infiltrazioni di acqua piovana)? Si vuole forse tornare ai tempi in cui le strutture dellʼOratorio erano in condizioni penose e addirittura si ventilava lʼipotesi di vendere lʼarea per ricavarne abitazioni? Le scelte di don Costantino sono precise e in sintonia con i suoi immediati predecessori; in poche parole offrire ambienti funzionali, a norma, consoni agli obiettivi per i quali sono sorti. La chiesa deve offrire una calda ospitalità a chi vuole frequentarla, ricca di stimoli culturali e artistici, esempio di ottima manutenzione; il tutto finalizzato a favorire i momenti di preghiera, di riflessione e anche di incontro, aperto a tutti. Tutto ciò costa molto in impegno e anche in denaro; ma va detto che il restauro della Parrocchiale, avviato con don Bruno nel 1993, ha raggiunto risultati eccezionali (spesso additati ad esempio da seguire) e tutte le spese sono state sostenute tramite la partecipazione dei castelnovesi, i contributi ricercati fra gli enti e le spese fortemente abbattute da un volontariato diffuso e senza costi. Le critiche più malevole riguardano lʼOratorio. È vero: si sta spendendo molto. Partiti da un contributo regionale di 14.000 euro, si prevede una spesa intorno ai 120.000 euro (di cui un terzo è già stato coperto). Lʼalternativa, tanto per citare qualche aspetto, era quella di locali a rischio (il locale murato delle vecchie caldaie, ad esempio), non a norma, con costi gestionali assai alti. Ora lʼarea verde offre una visione gradevole, i campetti sono funzionali, il salone (ex-cinema Lux) è dotato di saletta per riunioni, bagni nuovi, impianti elettrici e igienici moderni, struttura muraria revisionata, scantinati ripuliti. Lʼimponente edificio adiacente presenta le stesse caratteristiche ed è stato dotato di una cucina efficiente e collaudata, a norma di A.S.L., per offrire pasti durante il mese di Oratorio estivo e soprattutto ospitalità alle varie occasioni di incontro (tipo la Festa della famiglia) organizzate dalla Parrocchia. La cucina ha anche un altro obiettivo, ossia lʼofferta di strutture e locali adeguati a tutti i gruppi e comitati che vogliono ritrovarsi in un ambiente confortevole e autogestito per festeggiare momenti di vita, quali i battesimi, le prime comunioni, i compleanni, ricorrenze di coscritti, ecc. Lo scopo è evidente e non si riesce a capire da cosa nascano posizioni di ostilità. La nostra società si sta disgregando, aumentano le

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diffidenze reciproche, svanisce lo spirito di solidarietà, ci si isola sempre più, aumenta sempre più lʼegoismo e diminuisce il piacere del sentire comune, dello stare insieme per realizzare obiettivi che migliorano la nostra comunità. Può sembrare riduttivo, ma siamo convinti che anche il momento conviviale sia un piccolo tassello positivo del sentire comune. Per quanto riguarda lʼOratorio, non sappiamo quanto potrà incidere e durare nel tempo, ma questo dipende da tutti noi e dal nostro mettere a disposizione qualche ora settimanale per tenerlo vivo. In unʼepoca in cui i giovani vengono considerati solo come entità da ammaliare tramite una serie di mode, di oggetti, di obiettivi terribilmente stupidi ed individualistici, trasformati in consumatori improduttivi di valori e produttivi di profitti per chi riesce a manovrarli, un ORATORIO ha funzioni ben precise. La famiglia si è indebolita, la scuola è in crisi, i partiti che

portavano con sé valori (anche se contrastanti) sono scomparsi per dare spazio a politici di mestiere e veline in carriera. A questo punto ci poniamo la domanda (e nello stesso tempo chiediamo scusa per la poco diplomatica fermezza di questa affermazione) come si può essere così sciocchi da non capire che un ORATORIO, al di là dellʼaspetto religioso da cui nasce, sia una delle ultime linee di difesa. LʼOratorio ha una sua funzione ben precisa di organizzare, di far incontrare, di divertire in gruppo, di riflettere, di elaborare iniziative, di rispettarsi a vicenda; insomma di sentirsi cittadini di un mondo che ha bisogno di te, del tuo impegno, del tuo apporto e portatori di valori di fratellanza e di amore che ci pervengono dallʼesempio di vita di Gesù Cristo La Commissione lavori della Parrocchiale


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Accordi arte… ha le sue radici nel dubbio come un albero nella terra, come la santità nel peccato, e bisogna che, da questo dubbio, si riscatti da sé per essere vera”

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(P.A. SOLDINI, La forma della foglia, pag. 256).

Estate Ragazzi ome già da alcuni anni, anche per lʼestate scorsa il Comune di Molino ha organizzato, nel mese di luglio, lʼestate ragazzi con una partecipazione nutrita di molinesi ed alzanesi. Lʼestate ragazzi si è svolta presso lʼarea verde della Casa Carena, immobile di proprietà della Parrocchia, ceduto da diversi anni in uso al Comune. Lʼorganizzazione e lʼassistenza sono stati curati in modo impeccabile dalla Cooperativa San Carlo di Castelnuovo. I ragazzi e le ragazze che hanno frequentato questo periodo di svago, hanno trovato nelle assistenti persone molto qualificate ed attente ai loro bisogni.

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a XXVII festa dellʼaglio si è svolta nei giorni 28, 29 e 30 agosto con una straordinaria partecipazione di persone che hanno letteralmente invaso le vie del paese. Lʼaglio, prodotto agricolo tipico di Molino, qualifica il nostro paese non solo a livello nazionale ma anche fuori dei nostri confini. Molto partecipate le serate gastronomiche svoltesi nel cortile della Casa Carena con degustazione di piatti tipici. Inoltre, nel pomeriggio di

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Festa dellʼaglio

domenica 30 agosto, molte persone hanno partecipato alla degustazione della bruschetta distribuita gratuitamente.

Un ringraziamento particolare alle cuoche ed ai giovani che con impegno hanno dato la loro disponibilità per lo svolgimento della sagra.

Come per lʼarte, anche per la nostra vita possono valere le stesse regole. Alessandro MANZONI ha detto che “Eʼ men male lʼagitarsi nel dubbio, che il riposar nellʼerrore”. Mentre Francesco BACONE avvertiva che “Se un uomo parte da certezze, terminerà con i dubbi; ma se si contenta di cominciare con dubbi, terminerà con certezze”. Inoltre, “Ci sono due razze di sciocchi: quelli che non dubitano di niente e quelli che dubitano di tutto” (Charles-Joseph Principe di LIGNE). La verità, solitamente, non corrisponde al posto in cui siamo arrivati, ma a quello a cui dobbiamo ancora giungere. Essa richiede meno compiacimento per il suo possesso, ma più impegno per il suo raggiungimento: ben sapendo che conta non tanto lʼimportanza della meta raggiunta, ma il modo in cui abbiamo camminato.


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Le vostre offerte

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a Castelnuovo Scrivia

dal dal 5 giugno al 20 settembre 2009, in euro

Ci scusiamo per eventuali errori e omissioni

Suffragio Defunti Anna Maria Filella 20. - Alberto Balduzzi 50. - Familiari di Pierina Grassi 50. – N.N. 50. – N.N. 10. Vittoria Sergi 15. - Augusto e Mariuccia, ricordando la cugina Anna (San Rocco) 50. Famiglia Stella/Rossi 50. - Classe 1934 50. - Rina Sottotetti, ricordando il marito Gino 10. – Antonietta Zaletely 20. Rosina La Greca, ricordando Luigi Ravelli 50. - Famiglia Zanchetta 30. - Rosella Torti, ricordando Rita Rapetti Torti 150. - N.N. ricordando Pietro Gavio 50. - N.N. ricordando Mariuccia e Alberto Stella 50. Gavio, ricordando Peppino Leva 20. - Elena Angeleri Giussanti, ricordando Giulio Castellini 50. - Elena Angeleri Giussanti, ricordando le vittime del Secco e Giacomo Stringa 50. - Famiglia Castellini, ricordando Giulio 200. - Carmela Cotroneo, ricordando il marito Giuseppe 20. M. Carla Nardo 20. - Nicola Oliveto, ricordando Teresa Crusco 50. Elena Angeleri, ricordando Giulio Castellini 50. - Ida Torti, ricordando Luigi 50. - Famiglia Sboarina, ricordando Teresa 100. - N.N. 50. - N.N. 15. - Franco e Anna Bensi, ricordando la Mamma Maria 250. - Famiglia Catto 100. - Giuseppina Granelli 50. - Anna Ferrari 50. - N.N. 40. Luisa e Silvana 50. - Famiglia Angeleri 100. - N.N., ricordando Angelo Saccomanno 20. - Scarabelli 20. - Patricola 50. - N.N. in ricordo di Pietro Gavio 50. - Famiglia Bravi, ricordando Pietro 30. - Tonino Bloise 20. - Angela Pensa, ricordando Ines e Rosetta Stella 30. Serafina Cardinale 10. - Enrica Brollo 20. - I figli di Emilio Valdata 300. - Zerbinati 20. - Antonietta Crivellari 15. - Augusta Cei 100. Piera Gazzaniga Acerbi, ricordando Bruno, Mario e Jolanda 40. Virginia Torti 20. - Teresa Alampi 20. - Angelo Barbieri 50. - N.N. 30. - Giovanni Ogadri 30. - Famiglia

Gazzaniga 50. - Anna e Giorgio 20. – Maria Agata Bloise 20. – Scarabelli 25. - N.N. 20. - Sandrina Gavio 80. - Rosa Marangoni 30. - N.N. 20. Pietro Quattrocchio 20. - P.C. 20. Elio Bisio, ricordando Pietro Bravi 10. - Agnese Alfarano 30. - I figli di Romana Boem Orlando 100. - La figlia di Luigi Bensi 50. - Famiglia Bassi, ricordando Natalina Ghibaudi 200. - Apollaro 100. - Famiglia Ferrari, in memoria di Alba Da Passano Ferrari 200. - Sergio Rossi 50. - Ada Grassi 50. - Anna Maria 100. - De Siato 20. – Giuseppe Bloise 50. - Ada Poddighe Naccarato 20. - N.N. 100. - Moglie e figli di Arturo Scaffino 50. - Pietro Galanti, ricordando Carlo 50. Famiglia Orsi, ricordando Nino 100. - Laura Cairo 50. - Antonietta Crivellari (S. Rocco) 15. - N.N. 20. - Rita Pagella 20. - Carlo Vignoli 30. - Giuseppina Ghibaudi 20. Luigi Cairo 300. – N.N. 70. Famiglia Giuffrè 20. - Moglie e figli di Rino Torti 150. – Luisa, Bertino e Maria, ricordando Rino Torti 50. Maria Rivabella 20. - Famiglia Ceravolo 30. - N.N. 20. - N.N. 10. - Famiglia Sboarina, ricordando Teresa 20. - N.N. 40. - Famiglia Bertagnolli / Bordone, ricordando Liliana 2000. - Amiche di Romana Boem 20. - Margherita Ferrari Milanese 20. - Pino Civelli, ricordando Mariuccia 30. - Lina Gavio 50. – Sig.ra Saccomanno, ricordando Angelo 20. - Carla Gatti, ricordando i familiari Burlon – Gatti 20. - Fedeli del Secco, ricordando le vittime del 1944 200. - N.N. 20. - Figlie di Luigia Rapetti 50. - N.N., ricordando i genitori 100. - Gerardo Alfarano 30. - Familiari di Adolfo Bassi e Maria Alice Nobile 50. - Familiari di Michela Pisa 50. - Elisa Garbellini, in ricordo di Giuliano Zanella 20. – Angiolina Valente 10. - N.N. 50. Maddalena Stella, ricordando Emilio 50. - N.N. 20 - N.N. 10. - Domenica

20. - Famiglia Balduzzi 50. - Clara, per le famiglie Piccinini e Acerbi 20. - I genitori di Annamaria 30. - Elena e Feliciano, ricordando i genitori 30. - Maria Grassi 30. - Bottamino 20. - N.N. 15. - Maria Rivabella Balduzzi 20. - Achille Montagna 20. - Flora Sampietro, ricordando il marito Angelo Sacco, ed i familiari Emma Betto e Pier Luigi Sampietro 40. - Anna Bensi, ricordando Mario e Cesare Carnevale, Pio Bonizzoni e Maria Vai 20. - Natale Torti e Famiglia, ricordando Leonilde 200. Luigi Mesca e Paola Castagna, ricordando Giuseppina Zanchetta 250. Alessandro Cairo 20. - Rosa Veniale 30. - Margherita Ferrari 30. - Giuseppina Chiodi, in memoria di Alessandro Gabutti 20. - N.N. 60. Rita Vidotto 40. - N.N. 20. - Sig.ra Malcangi, ricordando Vito 50. - N.N. ricordando Lucia Sacchi 120. – Davide Ferrari, ricordando Caterina 100. - Il figlio di Mario Setti 10. Fabrizio Bassi, ricordando la mamma Teresa Cibrelli 100. - Sig.ra Politi, ricordando Francesco 25. Sig. Castellini, ricordando la moglie Luigia Pari Castellini 30. - Famiglia Saccomanno, ricordando Angelo, Raffaele e Cosimo 20. - Maffeis Antonietta 30. - Familiari di Mario Torti 200. - Clementina Angelini, ricordando Giovanni e Romolo 50. Francesco Marra 50. - N.N. ricordando Pierino Stella 20. - La figlia, ricordando Romana 20. - La sorella, ricordando Virginia 20. - Amica di Oscar 15. - Burlon 20. - Tiziana, ricordando i nonni 25. - Tiziana, per la mamma 25. - Giuseppina, ricordando il papà 20. - Gerardo Musarò, ricordando la mamma 20. N.N. 25. - Sorelle Orsini, ricordando il papà Giuseppe 300. - Sig.ra Belvedere, ricordando Giuseppe 40. - Roberto Sacco, ricordando Anna 50. - Antonietta Crivellari 30. Maria Pavan 30. - Lina Cattaneo, ricordando Luigi 50. – N.N. 20. -


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Bollettino Parrocchiale Famiglia Rossi, ricordando Elena 300. - Gabriele, ricordando il fratello Jacopo 150. - Margherita Ferrari, in ricordo di Pietro e Maria 30. – Dino Rossi 25. - Le figlie di Mario Guglielmone 30. - Tino Spinetta 40. - Rosina, ricordando il marito Vincenzo 30. – Famiglia Alfano 30. - Famiglia Bordon, ricordando Paolo 15. – Giuseppe Marsiglia, ricordando la moglie 30. - N.N. 20. – Clara Balduzzi Pranzo, ricordando il marito Gino 150. - Massimo Salvatore ricordando il papà Franco 50. - N.N. 20. - Silvana Geretto 40. - Gianni e Pier Luigi Balladore, ricordando papà Mario 200. - Carla Burlon 20. - N.N. ricordando Nino Orsi 20. Sergio Castellotti, ricordando il papà Angelo 400. – Carmela Cotroneo, ricordando i familiari Giuseppe, Antonio e Maggiorina Sampietro 20. - Famiglia Ferramosca, ricordando Giuseppa 45. – Marianna Piano, ricordando il marito Mario Verna 350. N.N. 350. - Alessandro, ricordando Mario Torti 50. – Luigi Pisa 100. Famiglia Taverna, ricordando Anna 150. – N.N. 50. - Ada Concaro 20. Lavori La serie di offerte che seguono riguardano il restauro dellʼ organo. Rita Pagella 100. - Alberto e Maria Luisa Balduzzi, ricordando i genitori 50. - Rina, Maria e Giovanni, ricordando Mario Bensi 100. - Amici e vicini di casa di Nino Orsi 570. Sandra Gavio 100. - N.N. 20. Pietro Quattrocchio 50. - Cognate e cognati, e nipoti di Nino Orsi 400. Ada Poddighe Naccarato 30. Luigina, Angelo e Mario, ricordando il cugino Peppino Leva 100. – Tonino Bloise 30. - Leone e Renzo Basiglio, ricordando la zia Maria Novelli 50. - Lina, Pinetta, Rita, ricordando Maria Novelli 150. Parenti di Emilio Valdata 200. Giovanni e Andrea, ricordando nonno Emilio 200. – Francesca ed Alessandro Bassi, ricordando zia Silvana 100. - S.E.A. S.p.A. 5000. - Gavio 100. – N.N. 50. - Corale Bandello, ricordando Peppino Leva e Mario Verna 250. - Simona e Gabriele 200. - Giuseppina Ghibaudi 50. - Mario Broggi 2000.

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– Vicini di casa di Anna Catto 90. N.N. 100. - Amici di Giovanni Bagnasco 105. - N.N. ricordando Adriana e Arturo 50. – Maria Grassi Monti 30. - Agnese Alfarano 50. N.N. 50. – Maddalena Stella 50. Bice e Mario Curone 100. - N.N. 20. - Comitato di San Domenico 1000. - N.N. 80. - Pinetta 50. Rosangela Todeschini 75. Familiari di Mario Torti 100. - Burlon e amiche 30. - Famiglia Grupillo 50. - Giuseppina e Gerardo Musarò, ricordando i genitori 40. - N.N. 15. - Aldo e Natalina, ricordando Mario Torti 100. - I figli di Maria Giuseppa 100.- Teresina e Graziella Piano, in memoria del cognato Mario Verna 100. - Maria Torti Curone 200. Altre offerte. Cecilia Orsi, ricordando nonno Nino 200. - Antonietta Crivellari 10. Mario Spinola (gradino firmato) 100. - Renato Stella e Mariangela Prandi (gradino firmato) 100. – Luisa Bassi (gradino firmato per Alice e Mario Pisa) 100. – Emilietta Guagnini, per il restauro della Madonna della Misericordia 1000. Famiglia De Marte, in memoria di Rita, per la Chiesa parrocchiale 100. – Famiglia Granotti, ricordando Claudio, per la Chiesa parrocchiale 500. Oratorio Clelia, Francesca e Giada (compleanno) 75. - De Faveri e Ingrati (compleanno) 50. - Gruppo Ricami (cucina) 50. - Giacomo Curone, in occasione della “vestizione” 100. Andrea Chavez e Vita Bellese 50. N.N. 30. - Assistenti e Gruppo Santa Marta, ricordando Adriana 240. - Condominio Garibaldi 20. Condominio Smeraldo 20. - Villa Biondi 50. - Condominio Smeraldo 20. - N.N. (benzina tagliaerba) 20. - Genitori di Delia e Alessandro (cucina) 200. - Cavalieri di “Castrum Novum” 100. Bambini della 1a Comunione (cucina) 180. Pasquale Torti 20. - Simona e Gabriele (cucina) 200. - Fabrizio e Simona Barbieri (battesimo di Gabriele) 100. - I nonni, ricordando Giacomo 100. - Giacomo Maggi 50. - Animatori, salutando Don Fabrizio 200. Virginio Torti, ricordando il fra-

tello Mario 200. Renato e Mariangela Stella (premio Tombola) 250. - N.N. , ricordando Mario Torti 100. - Giovanni Cermelli 50. Francesco Nordis (cucina) 120. – Classe 1991 50. - Piera e Marilena Leva, in ricordo di Mario Torti 150.Carlo e Diego (compleanno) 50. Gruppo famiglie 100. S. Rocco Cassinelli Carla per i fiori di S. Rocco 50. - Brollo Enrica in memoria di Felice 50. - N.N. pro adozioni a distanza 20. - Brollo Enrica in ricordo di tutti i def, della familia 50. Galasco Giovanna per la chiesa di S. Rocco 50. - M.M. per la chiesa di S. Rocco 50. - Stella Carla per la chiesa di S. Rocco 50. - Orsi Maria e Ada in suffr. dei defunti 50. - Orsini Anna Maria e Lauretta in ricordo del loro caro papà 100. - Gli amici di Cila in suo ricordo 50. Giornale dellʼUnità Pastorale (Bollettino) N.N. 20. - N.N. 10. - Familiari di Nino Orsi 50. - De Siato 10. - N.N. 10. - Famiglia Angeleri 20. – Patricola 10. - A.M.M. 75. - Enrica Brollo 10. - G.A. 15. - Famiglia Stefanet/Gatti 20. - Giuseppina Ghibaudi 30. - N.N. 20. - Paola e Luigi Mesca 100. - Giuseppina Chiodi 10.- Maria Curone Torti 10. Clara Balduzzi Pranzo 100. Famiglia Granotti 50. Varie Moto per Don Vittorino Arturo e Adriana 50. - N.N. 50. N.N. 100. - Umberto Perdoni e Nadia Magistroni 50. – Lucia e Pietro 100. - N.N. 100. - Michela 33. - N.N. 50. – Marisa Sartori e Pietro Curone 50. Santuario Madonna delle Grazie Famiglia Grassi/Scarabelli 150. Elvira Colombassi 5. – Sig.ra Patricola 5. - Carlo S. 50. - Fedeli Santuario per fiori 60. – Società di Mutuo Soccorso S.A. 25. - Selene 50. - Pietro Curone 50. Chiesa di S. Domenico Famiglia Secondo, ricordando Maria Novelli 50. - Amici del quintiere,


Bollettino Parrocchiale stessa motivazione 90. Familiari di Nando Secondo 100. – N.N. ricordando Pietro Gavio 100. – Elena Angeleri, ricordando Giuseppe Giussanti 100. - Setti, per defunti Setti/Lenti 50. - Angeleri 50. - N.N. 200. – N.N., in memoria di Silvana Bassi.- T.M. a suffragio suoi defunti 30. - Angelo e Mario Secondo, ricordando Mario Torti 50. Giuseppe Leva, in memoria del cugino Giuseppino, alla Chiesa della Croce 50. - Famiglie Gaudio/Vizza, in occasione del matrimonio di Angelo e Vera 100. - Famiglia Lavezzari (battesimo di Matteo) 300. - Mariuccia e Augusto, ricordano la cugina Anna (San Rocco) 50. - N.N., per comunione a domicilio 20. N.N. per terremotati dʼAbruzzo 50. - N.N. per ringraziamento 20. - Genitori di Alessia, in occasione del matrimonio 300. – Famiglia Fioretti (battesimo di Elettra) 60. - Sergio Voglino, per un volume sulla chiesa 10. – N.N., per ringraziamento alla Madonna 150. – Famiglia Giordano (battesimo di Antonio) 50. - Famiglia Chiarito (battesimo di Manuel) 70. Maria Stella Angeleri, per grazia ricevuta 500. - N.N. a S. Giuseppe, per grazia ricevuta 50. - Angela Scacheri (grazia ricevuta) per SantʼAntonio 20. Franca, per intenzioni 20.- Diego ed Ilenia, in occasione del matrimonio 200. - Genitori di Claudio (per S. Rocco) 150 e (per Chiesa della Croce) 150. – N.N. (per S. Antonio e S. Rita) 10. - N.N. per i poveri 145. - Franca, Laura e Luigina, in memoria del cognato Angelo Castellotti, per la Chiesa della Croce 150. - Gianni e Bruna Granelli, stessa motivazione 50. - Gianni e Bruna Granelli, in memoria di Valerio Bassi (per la Chiesa della Croce) 50. Curone e Sartori, in occasione del matrimonio di Flavio e Stefania 150. - Angela Scacheri (per S. Antonio) 10.

Settembre - Ottobre 2009

Alzano

MATRIMONI 29 agosto Pietro Modini con Antonella Ramundo

TORNATI AL PADRE Mario Balladore di anni 83, lʼ8 settembre 2009.

Castelnuovo Scrivia

BATTESIMI 21 giugno Martina Bordon Fatima Carolla Matteo Lavezzari Sara Barbieri Lucrezia Bottamino 19 luglio Manuel Chiarito Antonio Giordano 16 agosto Francesco Valentini Eletta Fioretti 20 settembre Diletta Giorgi Jacopo Cuscunà Maria Vignoli

MATRIMONI 13 giugno Andrea Antonio Barison con Alessia Cairo 26 luglio Alfonso Scelfo con Loredana Migliano 5 settembre Mauro Volpi con Giulia Santini 12 settembre Flavio Repetto con Stefania Curone 20 settembre Diego Migliore con Ilenia Curone

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TORNATI AL PADRE Rita Rapetti Torti (17.5.30 – 2.6.09) Anna Maria Ragazzi Catto (18.4.34 – 8.6.09) Maria Garbarini Garroni (10.10.22 – 11.6.09 Maria Rosa Torti Mantovani (2.3.32 – 15.6.09) Giulio Castellini (1.3.41 – 14.6.09) Achille Uggeri (6.6.23 – 30.5.09) Teresa Chillè Sboarina (1.9.30 – 15.6.09) Maria Luigia Novelli Bensi (10.12.23 – 19.6.09) Anna Olivieri Mandirola (3.1.25 – 19.6.09) Romana Boem Orlando (21.4.31 – 7.7.09) Natalina Ghibaudi Bassi (1.1.26 – 11.7.09) Alba Da Passano Ferrari (17.6.21 – 13.7.09) Giuseppina Zanchetta Mesca (11.7.30 – 31.7.09) Lucia Sacchi Ghibaudi (11.4.36 – 13.8.09) Caterina Ferrari Gherzi ( 27.4.16 – 14.8.09) Franco Salvatore (5.2.47 – 17.8.09) Mario Torti (30.11.28 – 19.8.09) Adriana Citarelli Saglia (9.7.55 – 21.6.09) Arturo Saglia (15.8.47 – 27.6.09) Nino Orsi (26.8.38 – 30.6.09) Maria Pierina De Alberti (30.6.09) Emilio Valdata (14.2.16 –26.6.09) Pasquale Guerrino Torti (28.8.18 – 29.6.09) Giuseppina Pavesi Magani (14.2.13 – 30. 7.09) Leonilde Coppa Torti (15.6.21 – 28.7.09) Giuseppe Orsini (15.5.20 – 26.8 09) Angelo Castellotti (19.2.26 –5.9.09) Rita Bovalina De Marte (23.1.51 – 6.9.09) Mario Verna (17.7.32 – 11.9.09) Maddalena De Carli Rossi (29.03.27 – 14.9.09) Romilda Milanese Barbieri (30.8.23 – 14.9.09) Anna Taverna (16.1.52 – 15.9.09).


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Bollettino Parrocchiale

Settembre - Ottobre 2009

Domenica 18 e 25 ottobre

VISITE GUIDATE AL CULMINE DEL CAMPANILE a parte fondamentale del restauro campanile è stata conclusa; mancano la tinteggiatura esterna, la revisione delle campane e dellʼimpianto radio che consente ai malati di ascoltare da casa la messa e le iniziative organizzate in chiesa. In sintesi, a fronte di 80.000 euro di spesa, sono affluiti 43.000 euro, di cui 20.000 dalla C.E.I. e 23.000 dal successo dellʼiniziativa “Acquista uno scalino”. Gli scalini acquistati sono stati 126 (disponibili ancora tre) per un totale di 23.000 euro. I nomi dei donatori sono stati inseriti negli scalini e le targhette in acciaio inox saranno leggibili per decenni. Ora la risalita al piano campane è agevole e sicura, sia tramite il vano scale in pietra completamente restaurato sia allʼinterno della torre campanaria costituita da rampe con scalini zincati e una scaletta finale alla marinara. Dal vano campane ripulito e pavimentato è possibile osservare i meccanismi delle campane e un paesaggio a per-

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dita dʼocchio. Nel corso dei restauri ci si è resi conto che la base del campanile ha una storia diversa da quella della chiesa ed era in origine una torre di avvistamento e di guardia sulla cinta muraria che attorniava il primo nucleo di Castronovo. Questa robusta struttura di grande interesse architettonico, risalente al Mille, se vi saranno disponibilità economiche, verrà anchʼessa restaurata mettendo in rilievo i grandi archi a tutto tondo, le finestrelle a bocca di lupo, i resti di una volta e le porte di accesso alle mura nella parte collocata sul lato est. La VISITA GUIDATA avrà luogo domenica 18 ottobre (ore 14.30 - 17.30) e domenica 25 ottobre (ore 14.30 - 16.30) con gruppi di 10 persone. Durata della visita: 40 minuti. Ad illustrare la struttura vi saranno quattro accompagnatori disposti lungo il percorso di risalita.

QUEL TRENO PER LOURDES! utti gli anni cʼè un treno speciale che parte da Voghera, si ferma in stazioni come: Tortona, Novi Ligure, ha come destinazione Lourdes e trasporta molte persone fra ammalati, pellegrini, dame e barellieri. Anche questʼanno noi oftaliani di Castelnuovo, di cui parecchi alla prima esperienza, siamo saliti su quel treno e abbiamo accompagnato i malati verso il luogo in cui la Nostra Signora ci chiama. Interessante è capire i sentimenti che spingono così tante persone a partecipare al pellegrinaggio. Per questo motivo penso sia significativo riportare i pensieri di alcuni dei partecipanti.

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“La mia esperienza a Lourdes… Indimenticabile?... Banale. Toccante?... Troppo riduttivo. Dove lo straordinario è ordinario? Sicuramente sì. Di una cosa però sono certa: là alla grotta, in raccoglimento e preghiera, una Mamma aspetta i suoi figli! E non è mai troppo presto o troppo tardi per accettare il suo invito a farle visita.” Anna “LOURDES: dove puoi ascoltare quello che ti sussurra il cuore mentre accanto sai di avere un amico.” Daniela “Durante il mio primo pellegrinaggio a Lourdes come barelliere ho vissuto momenti di raccoglimento e di grande emozione; accompagnando i malati alla grotta ho notato nei loro occhi tanta voglia di vivere e non tristezza e disperazione; i loro continui "grazie" sono stati per me

motivo di ricarica. Il silenzio, la preghiera e la meditazione mi hanno fatto capire, ancora una volta, dopo la sofferenza vissuta accanto a mio papà, il sacro rispetto che tutti dobbiamo alla vita umana.” Matteo “L'esperienza di primo viaggio a Lourdes è stata unica, meravigliosa e anche un poʼ faticosa ma quello che sono riuscita a dare ai malati è nulla in confronto ad un loro sorriso che vale più di qualsiasi altra cosa. La Madonna, dalla grotta, mi ha trasmesso un immensa gioia, tanta speranza e la voglia di ritornare sicuramente il prossimo anno.” Elisa “Nessuno di noi si aspetta dei miracoli particolari dalla Madonna però ho notato che tutti tornano a casa con il cuore pieno di serenità: è questo il vero miracolo di Lourdes” Cecilia “Ci sono tante cose da cui rimanere colpiti durante un pellegrinaggio a Lourdes. Una di queste è la fiaccolata. Questo gesto della processione indica il cammino verso Dio e qui,in modo particolare, verso la grotta dove Bernardette trovò una bella Signora vestita di bianco che cambiò la sua vita. Anchʼio ho cominciato a camminare verso quella grotta, come dama accompagnando gli ammalati; non sono molti anni, sono solo cinque, ma ogni anno il desiderio di partire è sempre molto forte. Devo dire che oltre alla preghiera silenziosa che vivo sotto la grotta, ogni

a cura di Cecilia Sacco anno vengo colta da una forte emozione, durante la fiaccolata che è la cerimonia della luce e della fede. La fiamma delle migliaia di fiaccole portate dalle persone in processione che traballa nellʼoscurità della notte rappresenta la fede illuminata da Cristo, luce del mondo.” Cinzia “Un ideale e quasi paradossale “Fil rouge” lega i nostri pellegrinaggi con lʼOftal: la speranza e la forza che i malati (persone apparentemente più deboli e fragili) possiedono e dispensano a tutti noi. Al termine di unʼintensa settimana di vita in comune siamo tutti un poʼ loro debitori!” Francesco “”Lourdes: è difficile da spiegare quello che si prova quando arrivi, la sensazione più bella è quella di un grande abbraccio che ti avvolge donandoti tanta serenità” Carla “Un pellegrinaggio a Lourdes è sempre un grande dono del Signore e io mi considero fortunata perché ho vissuto questa esperienza tante volte. Il pellegrinaggio diocesano 2009 è stato per me una fonte di grande gioia ed intensa commozione perché il gruppo di Castelnuovo era numeroso, attivo, ed ho visto realizzato mio desiderio di avere una continuità dellʼOftal nella nostra parrocchia. È stato bello pregare insieme e scoprire che il servizio dona gioia al cuore e arricchisce il tuo animo.” Albina


2009 - settembre - ottobre