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BOLLETTINO PARROCCHIALE Giornale dell’Unità Pastorale S. Luigi Orione MENSILE DELLE PARROCCHIE DI CASTELNUOVO SCRIVIA, ALZANO, GUAZZORA, OVA

Anno 92, n. 3 - 4

MARZO - APRILE 2006

Pasqua: vittoria della vita e della speranza n padre della chiesa antica, Isacco il Siro, diceva “Il solo e vero peccato è rimanere insensibili alla resurrezione”. Proprio per questo nel giorno di Pasqua è possibile misurare la fede del cristiano e discernere la sua capacità di sperare per tutti e comunicare a tutti gli uomini questa speranza. Nel giorno di Pasqua ogni cristiano proclama la vittoria della vita sulla morte, perché Gesù il Messia è resuscitato da morte per essere il vivente per sempre: colui che essendo uomo come noi, carne come noi siamo carne,

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segue a pag. 2

Iscritto al Tribunale al n° 4/69 il 22 giugno 1969 Spedizione in a. p. art.2 comma 20/c legge 662/96 - Aut. Dir. Prov. P.T. Filiale AL Direttore editoriale: il parroco Don Costantino Marostegan Direttore Responsabile: Dott. Roberto Carlo Delconte Impaginazione e stampa: Dieffe s.n.c. Castelnuovo Scrivia (AL) Piero della Francesca, Risurrezione di Cristo


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Bollettino Parrocchiale

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quella narrazione autentica che solo chi ha fatto l’esperienza del Vivente può dare. Ci possiamo chiedere: dove sono oggi questi cristiani? Allargando i nostri orizzonti scopriamo che ci sono ancora i martiri cristiani, i profeti cristiani come pure i testimoni che non arrossiscono del vangelo (es. don Andrea Santoro). Ancora una volta giunge dalla tomba vuota, oggi come quel mattino della resurrezione, l’annuncio: “Non temete, non abbiate paura, non siate nell’angoscia! Il Crocifisso è risorto e vi precede!”. Le nostre comu-

Resurrezione, Petrus Christus, ca 1450

colui che è nato e vissuto in mezzo a noi, colui che è morto di morte violenta, che è stato crocifisso e sepolto, è risorto . La morte non è più l’ultima parola per gli uomini, ma diventa un passaggio, l’ora dell’esodo dalla vita terrena alla vita eterna, da questo mondo al regno di Dio. Questo dovrebbe essere il canto del cristiano nel giorno di Pasqua, festa delle feste, perché Cristo è risorto quale primizia di tutti noi, perché la vita regna definitivamente e in ogni creatura è iniziato un processo segreto ma reale di redenzione, di trasfigurazione. Gli uomini attendono, cercano a fatica, e a volte per cammini sbagliati, la buona notizia della vita più forte della morte, dell’amore più forte dell’odio e della violenza. Cristo, risorto e vivente per sempre, è la risposta vera che attende dai cristiani

nità mostrano la resurrezione ogni volta che si passa dall’io al noi, ogni volta che si perdona senza chiedere reciprocità, ogni volta che si ha compassione per gli ultimi e i sofferenti, ogni volta che si rinuncia ad affermare se stessi senza gli altri o peggio in opposizione. Il cuore della Pasqua sta proprio in questo: credere l’incredibile, amare chi non è amabile, sperare contro ogni speranza. Possa ognuno di noi diventare testimone di questa rivoluzione dell’amore e del servizio. Buona Pasqua! don Costantino M.

S o m m a r i o pag.

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Oblò di R .C. D. Preti di L. Stella Laicità dello Stato e valori religiosi di Helenio Pasquali La comunità monastica di Bose di Gian Luigi Zeme Tempo di conti a S. Rocco Carnevale 2006 di Marcello Spinetta L’Oratorio è come una grande nave Gli animatori Festeggiata a Guazzora la Madonna di Lourdes di T. B. Ricordo di Luigi Ricci Solenne Pontificale per San Marziano di R. C. D. La Maddalena - Dal Sepolcro al Codice da Vinci di G. Chichino Le vostre offerte Battesimi - Tornati al Padre Calendario Benedizione famiglie 2006


Bollettino Parrocchiale “Un po’ di scienza allontana da Dio, molta riconduce a Lui” (Louis Pasteur) uò sembrare azzardato e pretestuoso voler tentare di affrontare un tema così complesso come quello del rapporto tra scienza e fede – che ha appassionato da secoli la nostra civiltà – nello spazio di poche righe. Ma lo spirito di questa rubrica – senza facili ricette o esaustive dissertazioni – è proprio quello di stimolare l’attenzione, e cercare poi di sollecitare la curiosità e la volontà del lettore a compiere una personale riflessione, attraverso il percorso della propria esperienza e coscienza. Il grande biologo francese Pasteur (1822-1895), famoso in tutto il mondo per i suoi studi di batteriologia (ancora oggi il procedimento per la sterilizzazione e conservazione di alcuni prodotti alimentari prende da lui il nome di

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L. Stella a primavera ritorna ed invita a guardare al futuro. Non ci si rende quasi conto che un altro anno è trascorso, ed il dover andare avanti stende un velo d’oblio sul nostro passato, qualcosa che fu parte di noi, ma non ritornerà. Una cosa è certa, abbiamo un anno in più, e molti, che erano con noi la scorsa primavera, non risponderanno più all’appello… La Terra continua il suo viaggio nello spazio, e nel completare, ancora una volta, la sua traiettoria quasi circolare, conclude quel tratto di tempo, che chiamiamo anno, e con-

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“pastorizzazione”), ci offre una geniale osservazione sul rapporto tra conoscenza umana e fede. Il pensiero corre immediatamente alla Lettera Enciclica di Giovanni Paolo II “Fides et ratio”, del 14 settembre 1998. Ecco alcuni rapidi ma essenziali passaggi. “Il mondo e ciò che accade in esso, come pure la storia e le diverse vicende del popolo, sono realtà che vengono guardate, analizzate e giudicate con i mezzi propri della ragione umana, ma senza che la fede resti estranea a questo processo. Essa non interviene per umiliare l’autonomia della ragione o per ridurne lo spazio di azione, ma solo per far comprendere all’uomo che in questi eventi si rende visibile e agisce il Dio di Israele” (n° 16). E “la forza per continuare il suo

sente la vita con l’alternarsi dei climi e delle stagioni L’inizio della primavera, nel trascorso triennio, ci ha privato della presenza fisica di due Pastori, che hanno caratterizzato, in vita, il loro tempo, trasmettendoci un esempio che resta attuale. Preti. Nel significato più profondo che diamo alla loro missione. La comunità cristiana vuole i suoi sacerdoti perfetti, pazienti, sempre disponibili. La loro vita diviene sempre più difficile, il loro numero, nel tempo, diminuisce, forse in proporzione inversa alle nostre necessità (o pretese). In questo contesto, mi provo a ricordare Giovanni Paolo II e Don

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Oblò cammino verso la verità gli viene dalla certezza che Dio lo ha creato come un ‘esploratore’, la cui missione è di non lasciare nulla di intentato nonostante il continuo ricatto del dubbio” (n° 21). E’ importante poi ricordare come “San Tommaso… ebbe il grande merito di porre in primo piano l’armonia che intercorre tra la ragione e la fede. La luce della ragione e quella della fede provengono entrambe da Dio, egli argomentava; perciò non possono contraddirsi tra loro” (n° 43). Ed ecco perché “la ragione, privata dell’apporto della Rivelazione, ha percorso sentieri laterali che rischiano di farle perdere di vista la sua meta finale. La fede, privata della ragione, ha sottolineato il sentimento e l’esperienza, correndo il rischio di non essere più una proposta universa-

di R. C. D.

le. E’ illusorio pensare che la fede, dinanzi a una ragione debole, abbia maggior incisività; essa, al contrario, cade nel grave pericolo di essere ridotta a mito o superstizione. Alla stessa stregua, una ragione che non abbia dinanzi una fede adulta non è provocata a puntare lo sguardo sulla novità e radicalità dell’essere” (n° 48). Dunque, a ciascuno il suo compito: sia nel rispetto del ruolo altrui, e sia nell’ umile consapevolezza che “la conoscenza dell’uomo è un cammino che non ha sosta”, ma che richiede il massimo impegno. Blaise Pascal diceva che “tutti errano in modo tanto più pericoloso in quanto seguono ognuno una verità: il loro errore non sta nel seguire una falsità, ma nel non seguire un’altra verità”!

Preti Ezio Cerutti. Non appaia irriverente l’accostamento, l’uno Papa, l’altro Parroco di un modesto paesone di pianura. Aprirono gli occhi alla vita in momenti tristi per l’umanità. La loro infanzia fu serena, ma difficile. La guerra li sorprese nel pieno della loro giovinezza , e dovettero essere uomini di pace in momenti in cui regnava l’odio, la violenza. Appresero la democrazia per contrasto, in momenti di dittatura, e

divennero con l’azione e l’esempio maestri di libertà. Uno giunse al massimo della gerarchia (più servo dei servi), l’altro si fermò ad una missione solo in apparenza più modesta. Forze occulte distruttrici si organizzarono per cancellare i valori dal mondo. Essi divennero fari nella difesa della verità, della fede. Don Ezio ci insegnò ad essere noi stessi. Rigido nella difesa della verità, nemico dell’errore, non


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Bollettino Parrocchiale

accettò compromessi, e ciò lo espose all’invidia, all’incomprensione. Ma amò il suo gregge, lo volle libero e consapevole, non lo abbandonò neppure da morto. Riposa nel nostro cimitero. Giovanni Paolo II guidò il cattolicesimo nel momento giusto, e con le innate capacità di docente ci trasmise indimenticabili lezioni di vita. Forse, a conoscerlo meglio, furono per primi i suoi avversari, che tentarono di farlo tacere con un attentato, contro cui lo salvò l’intervento della

Provvidenza. “Non paura!” abbiate “Aprite la porta alla speranza!” furono due delle sue prime esortazioni. La parte più responsabile dell’umanità lo seguì; ricordiamo l’unanime rimpianto, quando lasciò la Terra. Noi, che lo vedemmo soffrire e morire un anno fa come Cristo sulla croce, e nei giorni della settimana santa, non riusciamo ancora a convincerci che ci abbia lasciato, tanto viva è ancora la sua azione di apostolato. Torniamo al pensiero iniziale. La primavera ci ha tolto due

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preti nello spazio di due anni. Ad una umanità confusa e disorientata risposero con la difesa della verità, che è una e non può valere insieme al suo contrario. Siamo quasi obbligati a pensarli sereni nella loro nuova dimensione, ma non del tutto, se Dio consente loro di vederci. Dobbiamo rassicurarli. Aprendo gli occhi, e vivendo come essi vollero insegnarci. Spesso, basta solo chiamare ogni cosa con il proprio nome, per smascherare i falsi maestri. Non è poi così difficile.

Giovanni Paolo II

PENSIERI IN LIBERTA’

Laicità dello Stato e valori religiosi

Helenio Pasquali

a difesa della laicità dello Stato funziona a giorni alterni. Oggi sì, domani no, tra una settimana può darsi. Dipende da chi è l’aggressore, presunto o reale. Ricordiamo tutti la polemica esplosa, e non più placatasi, nei giorni del referendum sulla procreazione assistita. Ruini prese una posizione netta, e subito si scatenarono i guardiani della separazione fra Stato e Chiesa. Le parole del cardinale furono interpretate come un grave sconfinamento, una indebita intromissione, addirittura un assalto alla Repubblica. E perfino il recente intervento del Papa, in margine al Congresso

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sull’embrione umano, ha infastidito molti commentatori e politici. Queste reazioni per quanto discutibili, hanno un pregio: l’intransigenza. Di fronte alla vicenda delle vignette danesi e relativi assalti a chiese e ambasciate viene da chiedersi che fine abbia fatto proprio tale laica intransigenza. I censori mediorientali sono capi religiosi, oltre che politici, e agiscono in nome di un libro sacro. Che senso ha allora intimare il silenzio al Papa e, nello stesso tempo, farsi dettare le nuove leggi sulla libertà d’espressione da un imam? Perché due pesi e due misure? Non è possibile cedere alle pressioni dei fondamentalisti senza buttare a mare proprio la separazione fra Stato e Chiesa (Chiese).

L’idea che sull’Islam non si debba scherzare per non urtare la acuta sensibilità dei musulmani è ormai accettata e rimbalza di articolo in articolo sulle pagine dei giornali progressisti. Nel frattempo si moltiplicano i casi di autocensura. Daniele Raineri, sul Foglio, ne ha raccolti alcuni. Il sindaco di Mosca ha vietato il Gay Pride russo su richiesta dello scandalizzato Muftì della capitale. La nazionale di calcio danese ha cancellato lo sponsor (Arla Foods, catena di alimentari boicottata nei Paesi islamici) in occasione dell’incontro amichevole con Israele. Il motore di ricerca Yahoo ha proibito la creazione di caselle di posta che contengano la parola “Allah” (però “pretepedofilo” è ammessa). In una scuola vicino a

Minneapolis, i bambini, per non “violare l’iconoclastia islamica”, non possono più disegnare figure umane né animali. La tennista indiana Sania Mirza ha rinunciato a disputare il doppio in coppia con l’israeliana Shahar Pe’er negli Open di Bangalore. Il motivo? Ha paura di una reazione violenta dei musulmani integralisti dell’India. Altri esempi si potrebbero aggiungere: il cartone animato “Simpsons”, nella versione per il mercato arabo, è stato purgato da tutti gli elementi islamicamente scorretti; nella sigla del reality show “La Fattoria”, in onda in questi giorni, il ritornello “Allah Allah Allah” è diventato “Pascià Pascià Pascià”. Sciocchezze irrilevanti? Può essere. Ma con la censura non si scherza: si sa quando


Bollettino Parrocchiale inizia ma non dove finisce. In occidente, la libertà d’espressione è garantita dalle leggi dello Stato. La satira stessa rientra nel diritto di critica, senza il quale “libertà d’espressione” è una formula priva di significato. Ciò non vuol dire che sia possibile insultare o diffamare. Ma spetta alle leggi stesse e alle sentenze dei tribunali tracciare un confine accettabile. Non a un imam.

La Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, emanata dall’Onu nel 1948, è il punto di arrivo di una laicissima battaglia iniziata proprio con l’Illuminismo. All’articolo 19 si legge: “Ogni individuo ha il diritto alla libertà di opinione e di espressione, incluso il diritto di non essere molestato per la propria opinione e quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee

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attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere”. Questo principio, respinto dai Paesi islamici che non hanno mai sottoscritto la Dichiarazione, è stato recepito da tutti i Paesi liberi. E’ presente nella nostra Costituzione e nella Convenzione europea dei diritti dell’uomo. Oggi è messo in discussione dalle “autorità” religiose musulmane. Per questo ci sarem-

mo aspettati un coro di “voci laiche” contro le minacce e le violenze islamiche. Quelle stesse “voci laiche” sempre pronte a bacchettare la Chiesa per le sue “ingerenze”. Invece si odono soltanto balbettii conditi da mille distinguo e vuoti inviti al dialogo. Dialogare? In nome di cosa, se si chiede allo Stato di ignorare proprio i principi (laici) su cui si fonda?

La Comunità monastica di Bose (BI) Gian Luigi Zeme

25 Marzo 2005 redo che nessuno di noi possa dirsi immune da momenti di crisi, più o meno passeggeri, di tipo esistenziale o di fede. Avere una chiara sensazione di essere ben collocati nel nostro ambiente ci dà serenità e sicurezza. A volte questa sensazione viene meno e, come un castello di carte, crollano ad una ad una tutte le certezze. I rimedi a questo malessere possono essere: gli affetti famigliari e di amici, il dialogo e la confessione con un sacerdote, l'impegno in un’opera materiale di aiuto e assistenza al prossimo. Ma, a volte, si cerca una parola, una verità che non si trova a portata di mano. Si cerca una testimonianza, un’esperienza spirituale che dev’essere più assoluta e più distante

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dal quotidiano. E, come in un racconto antico, si vorrebbe ricevere da un “saggio” la parola chiave per riprendere la strada. Oggi, nel nostro mondo così privo di consistenza spirituale, così secolarizzato e distante dal momento religioso, esistono ancora luoghi dove si rallenta il ritmo e si medita sul divino e sulle scritture per aiutare gli uomini che cercano un sostegno. Non distante da noi, a Bose (BI), esiste, dal 1966, una comunità monastica mista ed ecumenica (ne fanno parte uomini e donne, cattolici e cristiani di altre confessioni). La caratteristica che distingue Bose da altri monasteri è proprio quella di considerare l’ospitalità verso chi arriva dall’esterno uno dei tratti costituenti della relazione della comunità con il mondo: voluta e cercata. I rapporti con i visitatori che vengono a Bose per motivi diversi (dalla meditazione personale alla

Sopra: l’ingresso del monastero Sotto: le camere.

partecipazione ad un convegno) sono diventati una parte importante della vita della comunità. A Bose si è accolti come persone, ciascuno a suo modo importante, unico e speciale, non si va per giudicare o per criticare,

si lasciano da parte antipatie o rancori e si vive nello stile dell’accoglienza cristiana e della fratellanza. Si può rimanere tranquilli, si può lavorare con i membri della Comunità, si può parlare con i


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Bollettino Parrocchiale

monaci (tra l’altro ve ne sono di coltissimi), che si rivelano disponibili ed acutissimi nel cogliere l’essenza dei problemi con poche parole, oltre che capaci di avere davvero cura delle persone che accolgono. Accanto a loro si percepisce la

monaci ciò che ci manca provocandoci sofferenza ed essi risponderanno generosi. E’ quindi un invito che faccio al lettore che si trovasse in un momento di ricerca a visitare questa comunità; non mancheranno i frutti. Notizie sulla comunità.

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retta da Enzo Bianchi che è indubbiamente, dal punto di vista sia della conoscenza delle scritture sia della riflessione sul ruolo attuale del cristiano nel mondo, una delle figure di spicco, italiane e non solo, degli ultimi anni. Alla preghiera

soprattutto coloro che cercano un’occasione per confrontarsi o per saggiare la vita comunitaria, e quanti hanno bisogno di un luogo in disparte, nel quale sostare in silenzio. Oggi la comunità è formata da circa ottanta persone,

Enzo Bianchi Enzo Bianchi, uomo di sincera spiritualità e interprete di uno spirito autenticamente cristiano, è nato a Castel Foglione nel Monferrato nel 1943 ed è fondatore (8 Dicembre 1965) e priore della Comunità Monastica di Bose. Nel 1966 ha raggiunto il villaggio di Bose a Magnano (VC) e ha dato inizio a una comunità monastica ecumenica che tuttora presiede. E’ direttore della rivista biblica “Parola, Spirito e Vita”, membro della redazione della rivista internazionale “Concilium” ed autore di numerosi testi, tradotti in molte lingue, sulla spiritualità cristiana e sulla grande tradizione della Chiesa, scritti tenendo sempre conto del vasto e multiforme mondo di oggi. Collabora a La Stampa, Avvenire e Luoghi dell’infinito.

dimensione della gioia e della serenità profonde, che nascono evidentemente dall’aver trovato il senso del proprio esistere ed operare. La giornata inizia presto ed ha un ritmo regolare, è scandita dai tempi della preghiera: alle sei del mattino le Lodi; alle 12,30 l’Ora Media, alle 18,30 i Vespri; la domenica e nelle feste alle 20 si canta anche Compieta. E’ certamente questo un luogo dove si può rallentare la corsa e recuperare la serenità che nasce dall’uso del tempo pazientemente dosato tra lavoro e preghiera. Si dovrà cercare tra questi

E’ una comunità monastica in ricerca di Dio nel celibato, nella comunione fraterna e nell’obbedienza all’evangelo. Oltre all’accoglienza essa pone attenzione anche a ripercorrere le tradizioni del monachesimo antico e recuperare la funzione storica del monastero come luogo in cui si conserva e sviluppa il sapere. Bose è attualmente sede di corsi sulle scritture, ospita una volta all’anno un importante convegno di ortodossi, è alle spalle di una casa editrice (Qjqaion) che pubblica testi della tradizioni cristiana tradotti dai monaci. E’

comunitaria, nei tre uffici quotidiani, fa eco nella vita di ogni fratello e ogni sorella la preghiera personale, anzitutto la lectio divina, offerta ogni giorno anche agli ospiti da un membro della comunità. Il sabato sera, in preparazione all’eucaristia domenicale, comunità e ospiti si ritrovano per la veglia comunitaria, nel corso della quale si ascoltano insieme i testi biblici della domenica e il priore, o un fratello da lui incaricato, che aiuta a cogliere l’unità spirituale che caratterizza i brani della Scrittura proposti dal lezionario. A Bose tutti sono accolti, ma

uomini e donne, alcuni dei quali evangelici, cinque presbiteri e un pastore. Per informazioni e per soggiornare a Bose è sufficiente scrivere o telefonare a: Ospitalità Comunità Monastica di Bose I-13887 Magnano (BI) Tel. 015.679.185 Fax 015.679.294 (telefonate in questi orari: dalle 10.00 alle 12.00, dalle 14.00 alle 16.00, dalle 20.00 alle 21.00, dal lunedì al sabato, eccetto la sera del sabato). Indirizzo elettronico: ospiti@monasterodibose.it


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Tempo di conti al Centro San Rocco omenica 5 marzo si è tenuta l’assemblea dei soci al Centro Ricreativo San Rocco. Argomento discusso (ed approvato) il Bilancio consultivo 2005. Riguarda alcune cifre, che nella loro aridità testimoniano l’esistenza d’una realtà viva ed insostituibile. Il Centro è un po’ quello che , per i giovani, è l’Oratorio; un ritrovo per i meno giovani, che non potrebbero trovare altrove quello che disponibilità del personale e amicizia dei colleghi consente loro di avere qui, all’ombra della Chiesa di San Rocco. Ente parrocchiale, filiazione della Confraternita di San Desiderio, vive una gestione autonoma ed è retto da un Consiglio eletto dai soci. Le cifre che stiamo per dare illustrano l’attività nell’anno 2005.

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Per il 2005 le entrate comprendono: 1. 2. 3. 4.

tesseramento soci incasso attività bar feste ed iniziative diverse offerte varie soci/sostenitori

1460 euro 13875 “ 4012 “ 320 “ ________________

TOTALE ENTRATE

Voci in uscita: 1. 2. 3. 4. 5. 6. 7.

gestione bar bollette Tidone Gas ENEL Telecom imposte e tasse manutenzione attrezzature organizzazione feste

19667 euro TOTALE USCITE

6612 euro 1472 “ 1576 “ 424 “ 813 “ 2112 “ 2623 “ ______________ 16216 euro

Non vi è avanzo di amministrazione: il saldo attivo Saldo attivo 3451 euro, trasmesso alla Confraternita di San Desiderio. (per l’oculata gestione dei consiglieri) passa, ogni anno, in toto alla Confraternita di San Desiderio, che concede in uso i locali dove si svolge ogni attività.Lo Il ricordo di Don spazio limitato non consente l’elenco e l’illuOpilio Carrà è il strazione delle varie iniziative, che si aggiunfilo conduttore gono alla normale attività quotidiana, feste di “Ciao, bel fiö”, nelle varie ricorrenze, conferenze culturali, pubblicazione gite, attività svolte in collaborazione con la che raccoglie Parrocchia e il Comune. Il tutto reso possibitestimonianze, le dalla presenza di personale volontario, stralci di articoli, cronache di pronto e disponibile ad ogni necessità. eventi realizzati Il Consiglio, a nome dei 139 soci, rivolge un con persone invito alla Comunità parrocchiale: venite a che hanno trovarci, a conoscerci: se aumenteremo di conosciuto Don numero, maggiori in numero e migliori saranOpilio in posti diversi ed in no le iniziative. anni diversi, per Un’ultima osservazione il Centro non è momenti un’appendice, è parte della Parrocchia, di religiosi o tutta la Parrocchia, che l’ha voluto ed ha il sportivi o per semplice dovere di mantenerlo e trasmetterlo, in futuamicizia. ro, a coloro che lo frequenteranno.


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Carnevale 2006

Bollettino Parrocchiale

Marcello Spinetta

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na buona quantità,un pizzico di fantasia e tanta tanta spensieratezza sono gli ingredienti base di una ricetta unica, inconfondibile ed estremamente divertente: il “carnevale”. Questa festa tradizionale giunge, ogni anno, immancabile in tutti i paesi italiani: con i suoi colori, i suoi più svariati costumi e la sua magica atmosfera riporta il sorriso sui volti dei

paese, di lanciare coriandoli colorati, di mettere in atto gli scherzi originali rappresenta per molti un’imperdibile occasione di sfogo, di liberazione dallo stress quotidiano. È per questo che la festività del carnevale costituisce una forte tradizione popolare e deve essere valorizzata come tale. Con la magia dei suoi colori e dell’allegria coinvolge tutti i luoghi d’Italia, dalle grandi città ai più piccoli e sperduti paeselli di campagna. È impossibile che

za non deve essere perciò interrotta per il bene di tutti. È per questo che anche noi castelnovesi abbiamo deciso di contribuire a non spezzare questa tradizione portando nelle strade e nelle case del nostro paese l’allegria e la spensieratezza del Carnevale. Abbiamo anche noi scelto di farci “investire” dalla piacevole atmosfera carnevalesca organizzando una festa veramente unica e ricca di colori. Il tutto si è svolto nell’arco di due giornate distin-

ragazzi, immersi nelle difficoltà dello studio, e spezza quella imperturbabile monotonia che il freddo e triste inverno porta sempre con sé. La possibilità di correre per le strade del proprio

ognuno di noi, giovani, adulti, nel giorno di Carnevale non provi quella tipica sensazione di giocosità che riprende, ti trasforma, ti rende felice. Questa magnifica ricorren-

te, in cui ognuno ha potuto vivere attimi di pura allegria. Il primo evento importante riguarda la giornata di domenica 26 febbraio, nel corso della quale è avvenuta la tradizionale e molto

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attesa sfilata dei carri e dei costumi per le vie di Castelnuovo. Il tema che ci siamo prefissati per questo carnevale, dal titolo “Coloriandoli”, riesce a rendere da solo, l’idea di come una massa variegata di colori abbia caratterizzato i singoli carri e gli abiti di tutti i partecipanti. Durante la sfilata il rosso della passione, il blu della libertà, il giallo del sole, il verde della natura e l’arancione del romanticismo si sono uniti a formare un arcobaleno carico di gioia. Il viaggio dei carri colorati ha seguito un tragitto preciso, che percorreva le principali strade del paese per poi giungere alla meta, rappresentata dal nostro oratorio. Qui i ragazzi in maschera sono stati accolti dall’allegria, dalla musica e dal profumo inconfondibile delle chiacchiere e della cioccolata che, preparate con impegno da alcune volonterose signore castelnovesi, hanno soddisfatto l’appetito di tutti. Infine i partecipanti più giovani, spinti dallo spirito di gioco dagli animatori dell’oratorio, sono stati coinvolti in canti e balli di gruppo fino a sera. Di pari importanza e valore è la festa organizzata per martedì 28 febbraio nel salone dell’oratorio di Castelnuovo. All’interno di quest’ampia struttura gli animatori, che anche in questa occasione si sono confermati molto attivi, preparati, disponibili ed assai preziosi, hanno dato libero sfogo alla fantasia, organizzando giochi coinvolgenti ed originali, e anche semplici balli di gruppo.


Bollettino Parrocchiale I bambini in maschera sembrano essersi alquanto divertiti in questa memorabile giornata. Ma la festa è stata caratterizzata da due eventi principali: il tradizionale gioco della pentolaccia che ha regalato caramelle a tutti, e l’immancabile mostro del carnevale che, per impedire che tutti i colori fossero

rubati è stato bruciato davanti agli occhi dei partecipanti. Anche in questo caso il pomeriggio è stato allietato dalle squisite chiacchiere, accompagnate da una calda e saporita cioccolata. Nel complesso l’intera festa si è rivelata estremamente divertente e coinvolgente. Direi che noi castelnovesi

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siamo riusciti a non spezzare questa tradizione, portando nell’animo di tutti l’allegria e la felicità del Carnevale. Se ciò è stato possibile lo si deve soprattutto ad alcune persone che sono state indispensabili nell’organizzazione della festa. Si tratta di un gruppo di uomini particolarmente disponibili ed operosi che hanno dato una grossa mano nella realizzazione degli otto carri colorati, ed un aiuto delle forze dell’ordine che hanno garantito l’ordine pubblico. Per costoro e per tutti quelli che hanno contribuito a rendere unica

questa festa è stata organizzata una cena in oratorio, preparata dagli animatori con l’aiuto delle persone che forse più di ogni altra hanno permesso la realizzazione e la buona riuscita di questo Carnevale 2006: il parroco Don Costantino Marostegan ed il curato Don Fulvio Berti. Senza il loro sostegno probabilmente la magica atmosfera del Carnevale non sarebbe penetrata nel nostro paese e nell’animo di tutti noi castelnovesi, che abbiamo vissuto questa festa inconfondibile, una festa che con i suoi colori e la sua fantasia può donare un sorriso a tutti i bambini del mondo, anche quelli che la felicità non sanno nemmeno cosa sia.

L’oratorio è come una grande nave

L’oratorio è come una grande nave, come tutte le grandi navi che si rispettino ci devono essere dei capitani (i nostri DON) molto abili nel navigare nelle acque insidiose e allo stesso tempo devono saper condurre la propria nave e il suo equipaggio sulla giusta rotta. Subito dopo ci sono le hostess, rappresentate dalle nostre assistenti che aiutano a gestire il bar e seguono i ragazzi che lo frequentano, trasformandosi allo stesso tempo in cuoche quando la situazione lo richiede. Ma sapete la particolarità che le rende uniche? Se loro possono dare 10 ma la situazione richiede 11, loro magicamente danno 12… Poi ci siamo noi, gli animatori che con inventiva facciamo giocare e divertire i bambini e cerchiamo, in base alle nostre possibilità di insegnare qualcosa di Cristiano e umano ai nostri ragazzi. Fino a Dicembre a questo punto ci saremmo fermati, ma ora fortunatamente all’equipaggio sembra che si siano aggiunti, come li chiamiamo noi ragazzi, “GLI UOMINI DEI CARRI”, e grazie a loro ci è stata data la possibilità di festeggiare il carnevale con una bellissima serie di carri allegorici. Speriamo che questa collaborazione non venga a mancare il prossimo anno, chissà, magari questo vostro aiuto si può estendere anche durante il resto dell’anno in base alla vostra disponibilità….

Ancora un grazie a tutti!

Gli animatori


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Festeggiata la Madonna di Lourdes con il Vescovo Mons. Canessa a particolare devozione dei guazzoresi alla Madonna di Lourdes è riconducibile alla presenza, nella parrocchiale, della grotta della Vergine che risale all’anno 1909 quando il compaesano Don Carlo Balladore la fece edificare in rendimento di grazia. Da allora il giorno 11 febbraio ha sempre rappresentato, per la piccola comunità, una ricorrenza celebrata con solennità dai parrocchiani e da una notevole presenza di fedeli provenienti da frazioni e paesi vicini. Negli anni la festa –preceduta da una partecipata novena- ha sempre visto la presenza dei diversi Vescovi diocesani o dei Vicari , accolti con gioia ed entusiasmo dal parroco e dalla popolazione. Come non ricordare la partecipazione per molti anni di Mons. Libero Meriggi che portava la sua calorosa e convinta parola sulla devozione a Maria e un’efficace testimonianza sulla sua esperienza missionaria! Come non ricordare le significative presenze del Vescovo Ausiliare Mons. Angeleri, di Mons. Canestri, di Mons. Rossi, di Mons. Bongianino! Dall’inizio del ministero nella Diocesi di Tortona, su invito di Don Opilio, l’attuale Vescovo

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Mons. Canessa, con disponibilità e dedizione, ha dato continuità alla tradizione e anche quest’anno non ha voluto mancare alla Messa solenne celebrata il pomeriggio di domenica 12 febbraio, unitamente al parroco Don Costantino e al diacono Ernesto. Come sempre la festa era stata preparata dalla novena

mata dal coro parrocchiale e guidata alla tastiera da Guido Coscia, ha visto la partecipazione di tanti fedeli, del Sindaco e dei componenti dell’Amministrazione comunale. Al termine della funzione reli-

T.B.

Ricordo di Luigi Ricci Guazzora, la scomparsa di Luigi Ricci avvenuta il giorno 11 gennaio 2006 all’età di 81 anni, ha destato commozione e tristezza. Profondamente legato al paese dove ha sempre vissuto con la famiglia, da qualche anno si era tra-

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guidata dalla Prof.ssa Piera Contardi e dalla Liturgia della Parola celebrata dal diacono il pomeriggio dell’ 11 febbraio, giorno dell’Apparizione. Il giorno 12, in una chiesa addobbata a festa e con una grotta ricca di fiori donati dai parrocchiani, la celebrazione, ani-

giosa, presso l’Edificio Tagliacarne, la stessa Amministrazione ha gentilmente offerto un piacevole rinfresco, quale momento di fraterna convivialità.

sferito a Chiavari presso la figlia M.Grazia ed il genero Pier Giorgio, per motivi salute. Tutti lo ricordano per il suo temperamento gioviale e sereno, per la sua disponibilità,

cordialità e bontà d’animo. Oltre a queste autentiche doti, a Guazzora , Luigi, verrà ricordato per il suo amore per la musica e per il canto, passione che ha coltivato soprattutto nell’età della pensione attraverso la sua presenza attiva e puntuale nella corale parrocchiale e animando – come solista - la Messa domenicale. In occasione del suo ultimo viaggio a Guazzora per la liturgia del commiato, è stato accolto con affetto da numerosi parenti e amici, nonché dalle note dell’organo e da alcuni cantori con i quali per tanti anni ha condiviso le più significative ricorrenze religiose. T.B.


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Tortona: in occasione del decimo anniversario dell’ingresso in diocesi di Mons. Canessa

Solenne Pontificale per San Marziano R. C. D.

unedì 6 marzo, alle ore 18, con una solenne Concelebrazione in Cattedrale in onore di San Marziano, patrono e primo vescovo-martire di Tortona, presieduta da S.Em.za il cardinale Giovanni Canestri, è stato anche degnamente festeggiato il decimo anniversario dell’ingresso in diocesi di Mons. Martino Canessa. Il nostro vescovo - che, ricordiamo, è nato a Genova - Voltri il 22 luglio 1938 e consacrato il 9 luglio 1989 - dopo aver svolto il proprio ministero episcopale in qualità di vescovo ausiliare e vicario generale della Archidiocesi di Genova, proprio chiamato a tale incarico dall’allora Arcivescovo Card. Canestri, è stato successivamente nominato vescovo di Tortona il 2 febbraio 1996. Sono così dieci anni che il presule è alla guida della diocesi tortonese, dopo le dimissioni, per sopraggiunti limiti di età, del suo predecessore Mons. Luigi Bongianino, di cara memoria. Durante l’omelia il cardinale Canestri ha voluto ricordare sia la sua esperienza pastorale alla guida della diocesi di Tortona – è stato vescovo sulla cattedra di San Marziano dal 7 gennaio 1971 al febbraio 1975 – sia la sua fruttuosa collaborazione ecclesiale con Mons. Canessa, negli anni dell’episcopato genovese. In particolare, il porporato ha voluto sinceramente ricordare le doti sacerdotali dell’amato

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confratello, esortando i numerosi fedeli presenti a voler generosamente collaborare con il loro pastore. Inoltre, proprio conoscendo, per diretta esperienza, le caratteristiche del vasto territorio diocesano – a cavallo delle tre province di Alessandria, Pavia e Genova – ha rivolto a tutti un caloroso invito alla pre-

gente, consapevole della ricchezza spirituale e pastorale del proprio servizio sacerdotale. Infine, ha voluto richiamare l’attenzione sull’attualità e la grandezza della testimonianza eroica della fede, che da sempre – attraverso i martiri, a cominciare da San Marziano – ci dà la miglior prova della totale

di quel sacerdote romano (“mi invitava spesso nella sua parrocchia per parlare della famiglia”) che può essere davvero considerato il più recente martire della fede: Don Andrea. Al termine del pontificale - a cui hanno preso parte una quarantina di concelebranti, tra cui il vicario generale della diocesi Mons. Pruzzi, i

La Cattedrale di Tortona

ghiera per le vocazioni sacerdotali, affinché il Signore possa mandare validi e santi sacerdoti per il bene spirituale comune di questa porzione del popolo di Dio. A tale proposito ha voluto poi sottolineare come il sacerdote – oltre a dover inevitabilmente correre per riuscire ad assolvere alle varie incombenze parrocchiali – debba primariamente pregare per la propria

missione d’amore della Chiesa per Dio e per l’umanità. Lo stesso cardinal Canestri ha poi ricordato sia la figura del Beato Vescovo e martire salesiano Luigi Versiglia (beatificato da Giovanni Paolo II il 15 maggio 1983 e da lui canonizzato il 1° ottobre 2000, e nativo di Oliva Gessi; che guidò nel 1906 la prima missione salesiana in Cina) e sia la sua personale conoscenza

parroci cittadini ed il padre provinciale orionino Don Ondei, oltre alla presenza delle autorità civili e militari il cardinale ha impartito la solenne benedizione, rendendosi poi disponibile per alcuni affettuosi saluti di rito, tra cui il commosso abbraccio alla sorella del caro Don Pasqualino Negri, prematuramente scomparso in seguito ad un incidente stradale.


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La Maddalena

S e p o l c r o

G. Chichino ileggiamo il Vangelo di Luca (Lc 8,1) sulle donne alla sequela di Gesù. In quel tempo, Gesù se

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alcune donne che erano state guarite da spiriti cattivi e da infermità: Maria di Magdala, dalla quale erano usciti sette demoni, Giovanna, moglie di Cusa, amministratore di Erode, Susanna e molte altre,

Antonello da Messina, VERGINE ANNUNZIATA

ne andava per le città e i villaggi, predicando e annunziando la buona novella del regno di Dio. C’erano con lui i Dodici e

che li assistevano con i loro beni. In queste poche righe, come in altri passi del Vangelo, è contenuta una

C o d i c e

d a

rivoluzione epocale, per quei tempi. Si passa dal concetto vetero testamentario di donna uguale proprietà (“non desiderare le cose d’altri, non desiderare la donna d’altri”) alla compartecipazione femminile alla vita comunitaria degli Apostoli, senza alcun cenno a legami sentimentali che vadano oltre l’amicizia. Anzi, alcuni momenti fondamentali della “epifania” di Gesù sono proprio scanditi dalla presenza delle donne. E’ sua Madre che gli chiede di compiere il primo miracolo; sono Marta e Maria che gli chiedono di resuscitare Lazzaro; sono ancora solo delle donne che rimangono ai piedi della croce, quando tutti gli uomini erano spariti, tanto per fare degli esempi. Ma è la figura della Maddalena che ha sempre suscitato interesse ed in particolare è diventato in questi anni di grande attualità; prova ne sono alcuni film anche recenti (uno all’ultimo Festival di Venezia) ed il successo planetario ottenuto lo scorso anno dal romanzo di Dan Brown Il Codice da Vinci . In questo romanzo, ed occorre ribadire che si tratta solo di un romanzo, viene riproposto come un intrigante thriller un grande segreto che ha sempre tormentato moltissimi cultori dell’esoterismo e che si intreccia con altri “miti”, come i Cavalieri Templari, il Santo Graal, i Rosacroce, i quadri di

V i n c i

Poussin, i fatti di Rennes le Chateau, ecc. Il segreto , in sintesi, secondo il romanzo sarebbe questo: Maria Maddalena avrebbe sposato Gesù e, fuggiti nella Francia del sud, dalla loro unione sarebbero discesi i re Merovingi. Tuttavia, come gli storici hanno dimostrato da tempo, questo presunto segreto è in realtà una vecchia favola che circola da alcuni secoli, inventata proprio dai barbari Merovingi nel VI sec., quando si convertirono al cristianesimo, per accreditarsi un blasone di regalità. E, per beffa, tale presunta discendenza divina non impedì loro di passare alla storia come “i re fannulloni” e di farsi soffiare il potere da un loro maestro di palazzo, Pipino il Breve. In realtà un vero segreto attorno alla figura di Maria di Magdala ed alle altre figure femminili esiste e si trova in tutti i Vangeli: le donne, e la Maddalena in particolare, sono le prime persone a far visita al Sepolcro e le prime annunziatrici della Resurrezione. Perchè il culmine e la fonte della nostra fede viene comunicato a delle donne ed in modo speciale ad una dal passato turbolento? Quale è il significato di questo disegno Provvidenziale? Questo è il vero mistero che circonda la figura della Maddalena e che ci deve far riflettere! Non delle panzane esoteriche che offendono la fede e l’intelligenza!


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chi fosse interessato, è possibile ritirare copia del

Compendio presso la Sacrestia della Chiesa Parrocchiale.

Le vostre offerte ilanese M.Grazia 50 ¤ in suffr. di Milanese Remo – Maria Rosa 50 ¤ in suf fr. defunti – Prima Antonio 30 ¤ in suf fr. defunti – N.N.50 ¤ in suf fr. defunti – Giacari Maria 30 ¤ in suf fr. defunti Fam. Bellezza 15 ¤ in suf fr. defunti – Fam. Codevilla 20 ¤ in suf fr. di Franco – Pastore Angelo 30 ¤ in suffr. fam. Pastore – N.N. 100 ¤ in suffr. defunti – Fam. Leva 10 ¤ in suffr. defunti – N.N. 50 ¤ in suf fr. di Luigi – Fam. Lazzaro 50 ¤ in suf fr. defunti – N.N. 200 ¤ in suf fr. defunti – Pelizzari 25 ¤ in suf fr. defunti – Zanchetta 50 ¤ in suf fr. defunti – Valente Teresa 50 ¤ in suf fr. defunti – N.N. 50 ¤ in suf fr. defunti – Frattini

M

Giuseppina 20 ¤ - Barbaro 20 ¤ in suffr. defunti – Bensi-Grassi 15 ¤ in suffr. defunti - Ferrari Caterina 50 ¤ in suffr. defunti – Saviolli 50 ¤ in suf fr. defunti – Chiodi Emilia 50 ¤ in suf fr. defunti – I familiari 30 ¤ in suf fr. di Ricci Mariangela – Fam. Testa 50 ¤ in suffr. defunti – G.B.S. 50 ¤ in suf fr. defunti – N.N. 15 ¤ in suf fr. defunti – Taverna Marcellina 20 ¤ in suf fr. defunti – Poletti Lucia 15 ¤ in suf fr. defunti – N.N. 20 ¤ in suf fr. defunti – Ghibaudi Sergio 50 ¤ in suf fr. defunti – Scaffino Mario 50 ¤ - Simaz Maria 30 ¤ in suf fr. defunti – Alfarano Agnese 20 ¤ in suf fr. genitori – Cristina Carpignano 50 ¤ in suf fr. defunti – Gavio Rosetta 100 ¤ in

dal 1 gennaio al 21 febbraio 2006

suffr. defunti – N.N. 500 ¤ in suf fr. defunti – N.N. 25 ¤ in suf fr. defunti – Alda, Francesco e Cristina 50 ¤ in ricordo e pregando Ivo – N.N. 30 ¤ in suffr. defunti – Granelli Giuseppina e Albertina 50 ¤ in suf fr. defunti – Gatti Anna 25 ¤ in suf fr. di Gatti Federica – Cotroneo Carmela 20 ¤ in suf fr. defunti – Rizzi Torti Antonietta 10 ¤ in suffr. defunti – Torti 20 ¤ in suf fr. defunti – N.N. 300 ¤ in suf fr. di Cecilia e Agostino – N.N. 60 ¤ in suffr. defunti – Morosin Ida 50 ¤ in suffr. defunti – Rosotti Vittorina 50 ¤ in suffr. defunti – Stella Carlo 150 ¤ in suffr. defunti – Bassi Piera 25 ¤ in suffr. defunti – N.N. 25 ¤ in suf fr. defunti – Albina Garberi 20 ¤ in suf fr.


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Bollettino Parrocchiale

defunti – Usai Floreanna 50 ¤ in suf fr. genitori – Anversa Fernando 100 ¤ in suffr. defunti – N.N. 100 ¤ in suf fr. defunti – Fam. Contardi 50 ¤ in suf fr. defunti – N.N. 100 ¤ in suf fr. defunti – N.N. 50 ¤ in suf fr. di Maurizio – Chiapedi 40 ¤ in suf fr. di Silvia – I famigliari 250 ¤ in ric. di Tomaso Stringa – Torlasco Mariuccia 20 ¤ in suf fr. defunti – Chiapedi Maria 50 ¤ in suf fr. defunti – N.N. 50 ¤ in suf fr. defunti – Maurizio Cairo 30 ¤ in suf fr. di Luigina e Maria – Oliva Marilena 50 ¤ in suf fr. del papà Giuseppe – I famigliari di Torre Cesarina 300 ¤ - Zurzolo 30 ¤ Gianfranco Isetta e Caterina 50 ¤ in suffr. defunti – N.N. 50 ¤ ( per fiori N.S. Lourdes ) – I famigliari 70 ¤ in occ. del funerale di Maria Rosa Cavalli – I famigliari 300 ¤ in occ. del funerale di Maria Teresa Cervetti – Torti Remo 50 ¤ in suffr. di Torti Cristiana – Fam. Curone Gianna 100 ¤ in suf fr. defunti – C.P. 10 ¤ in suf fr. defunti – Ghibaudi Giuseppina 50 ¤ in suf fr. defunti – N.N. 50 ¤ in suf fr. di Fulvia - Ferrari Delfina 15 ¤ in suf fr. defunti – Scabini Primina 15 ¤ in suf fr. defunti – Chilelli Carmela 40 ¤ in suf fr. defunti – Rosalba Cavalli 10 ¤ in suffr. defunti – Pavan Maria 30 ¤ in suf fr. defunti – Le sorelle e il fratello 200 ¤ in occ. del funerale di Tomaso Stringa – Fam. Lavezzari 50 ¤ in suf fr. di Mario – Rosella De Benedetti 50 ¤ in suffr. defunti – N.N. 40 ¤ in suf fr. defunti – N.N. 100 ¤ in suf fr.defunti – I famigliari 50 ¤ in suf fr. di Gino Rossi – Lidia Pelizza 20 ¤ in suf fr. di Mario – Polizzari 20 ¤ in suf fr. defunti – Bloise Giovanni 50 ¤ in suf fr. defunti – G.B.S. 50 ¤ in suf fr. defunti – Ventura 20 ¤ in suffr. defunti – Piera e Primo 50 ¤ nel cinquantesimo di matrimonio – Balduzzi Lorenzo 25 ¤ in suf fr. defunti – Campiglio Angiolina 30 ¤ in suf fr. defunti – Simonelli Anna 30 ¤ in suf fr. defunti – N.N. 15 ¤ in suf fr. defunti – Bice Pisa Curone 40 ¤ in suf fr. defunti - N.N. 15 ¤ in suf fr. defunti – Tortora Bruno 50 ¤ in suf fr. defunti – Giordano Pasqualina 50 ¤ in suf fr. di Freddo Giovanni – Arzani Giuseppe e Elsa 50 ¤ in suf fr. defunti – Isetta Carlo 40 ¤ in suffr. defunti – Fam. Andriolo 50 ¤ in suffr. defunti – Le figlie 50 ¤ in suf fr. Maria e Giuseppe – Curone Gianna 250 ¤ in suf fr. della famiglia – Fam. Mussini 10 ¤ in suf fr. defunti – Bassi Maria Rosa e Giuseppe 30 ¤ in suf fr. defunti – Bassi Giancarlo 50 ¤ in suf fr. defunti – N.N. 20 ¤ in suf fr. Vercesi

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Luigina – Fam. Migliore 20 ¤ in suf fr. def. Rocco – N.N. 20 ¤ in suf fr. defunti – Prima Francesco 25 ¤ in suf fr. defunti – Fam. Gonella 50 ¤ in suf fr. defunti – Sacco Cecilia 20 ¤ in suf fr. defunti – Fam. Ghignino 15 ¤ in suf fr.defunti – Torti Angiolina e figlie 150 ¤ in suf fr. defunti – N.N. 40 ¤ in suf fr. defunti – N.N. 30 ¤ in suf fr. defunti – Prandi 50 ¤ in suffr. fam. Prandi e Gorrani – Olivieri Mandirola Anna 50 ¤ in suf fr. defunti – N.N. 50 ¤ in suf fr. defunti – La moglie e il figlio di Orsi Luigi 50 ¤ in suf fr. defunti – Novelli Anna 20 ¤ in suf fr. defunti – Giuffrè 20 ¤ in suf fr. defunti – B.M. 60 ¤ in suf fr. defunti – N.N. 20 ¤ in suf fr. defunti – N.N. 50 ¤ in suf fr. defunti Piero-Anna-Bruno – Fam. Mattioli 30 ¤ in suffr. defunti – N.N. 20 ¤ in suf fr. defunti – I famigliari 80 ¤ in occ. del funerale di Rocco Migliore – Fam. Ditto 100 ¤ in suf fr. defunti – Fam. Sacchi 100 ¤ in occ. del battesimo di Cristian – De Siato 20 ¤ in onore della B.V .M. – N.N. 10 ¤ in on. del S.S. Sacramento – Civelli 50 ¤ in suf fr. defunti – Ada Concaro 25 ¤ in suf fr. defunti – Schiavi Teresa 50 ¤ - Musarò 30 ¤ in suf fr. defunti – Pipero Teresa 20 ¤ in suf fr. defunti – Fam. Garavelli 50 ¤ in suf fr. defunti – Curone Piera 20 ¤ in suf fr. defunti. BOLLETTINO Maria Rosa 20 ¤ - N.N. 10 ¤ - Scaf fino Mario 50 ¤ - Fam. Stefanet 15 ¤ Stella Carlo 30 ¤ - Albina Garberi 10 ¤ - Isetta Franca Chicchino 50 ¤ - I fami gliari 50 ¤ in ric. di Tomaso Stringa – Chiapedi Maria 10 ¤ - Ghibaudi Giuseppina 20 ¤ - N.N. 20 ¤ - Torti Lino 20 ¤ - Anna 10 ¤ - N.N. 20 ¤ - Torti Natale 30 ¤ - Bice Pisa Curone 20 ¤ Torti Maria Curone 20 ¤ - Isetta Carlo 10 ¤ - Antonietta Patricola 10 ¤ - Torti Angiolina 50 ¤ - N.N.20 ¤ CORO LITURGICAL SONG EMMANUEL N.N. 100 ¤ a ricordo di Andrea nel primo anniversario. SAN DOMENICO N.N. 100 ¤ a ricordo di Andrea nel primo anniversario – Bassi Silvana 100 ¤ . RISCALDAMENTO N.N. 400 ¤ a ricordo di Andrea nel primo anniversario – AVIS 200 ¤ - N.N. 50 ¤ - Scaf fino Mario 100 ¤ in suf fr.

defunti – Andrea e Astrid Bassi 25 ¤ Gruppo cucito Suor Pierina 55 ¤ - N.N. 200 ¤ in suf fr. di Cecilia e Agostino – N.N. 50 ¤ - Torti-Bensi 50 ¤ - N.N. 50 ¤ - Rossi Basiglio Carolina 100 ¤ - Torti Maria Curone 100 ¤ - Antonietta Patricola 30 ¤ - Antonio Bloise 50 ¤. CARITA’ Bambini 2^ elementare 122 ¤ per i poveri ( vendita biglietti di Natale ). ORATORIO AVIS 200 ¤ - Elvis Quaglia e Stefano Secondo 50 - Peschieri 25 ¤ - N.N. 20 ¤ - N.N. 15 ¤ - Maria Simaz 10 ¤ . SAN ROCCO Fam. Testa 50 ¤ - i famigliari 100 ¤ in ric. di Tomaso Stringa. SANTUARIO DELLE GRAZIE I famigliari 100 ¤ in ric. di Tomaso Stringa – N.N. 50 ¤. CENTRO SAN CARLO Marinella 30 ¤ in ric. di Torre Cesarina. La famiglia Rossi con i parenti e gli amici ¤ 1500 in ricordo della nonna Cesarina. CHIESA CROCE Fam. Mussini 40 ¤.

BATTESIMI 19 Febbraio 2006 : Sacchi Cristian

TORNATI AL PADRE Stringa Tomaso 02/01/1920 – 08/01/2006 Torre Cesarina 01/11/1919 – 22/01/2006 Cavalli M. Rosa 21/08/1930 – 22/01/2006 Cervetti M. Teresa 06/10/1935 – 25/01/2006 Migliore Rocco 16/11/1922 – 03/02/2006 Arzani Giuseppina 07/10/1920 27/02/2006 Rapetti Marina 14/08/1960 – 28/02/2006


Bollettino Parrocchiale

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Benedizione delle famiglie 2006 Mercoledì 19 Aprile: Pomeriggio: Via Umberto I, Via Galilei, Via Pietro Giglio, Via dei Bandello. Giovedì 20 Aprile: Pomeriggio: Via Milano, Vicolo P. Grassi, Piazza Vittorio Veneto. Venerdì 21 Aprile: Mattino: Via Roma (Lati destro e sinistro ad iniziare dal n.1), Ufficio Postale. Pomeriggio: Via Roma (fino alla fine) Lunedì 24 Aprile: Mattino: Vicolo Grassi, Vicolo Butteri, Vicolo Milazzo, Via F. Torti, Municipio e Carabinieri. Martedì 25 Aprile: Pomeriggio: Via Magenta. Mercoledì 26 Aprile: Mattino: Via Ludovico Costa, Via Carlo Alberto, Via San Martino. Pomeriggio: Via Lamarmora, Via Caduti per la Patria, Comunità S. Carlo, Viale Madonna delle Grazie. Giovedì 27 Aprile: Pomeriggio: Via Montebello, Via Matteotti, Vicolo Valenti. Venerdì 28 Aprile: Mattino: Strada Prati, Strada Casei Gerola, Via S. Desiderio, Via V. Colli, Via Bertetti, Asilo Nido. Pomeriggio: Via Gattinara, Via S. Damiano, Strada Sgarbazzolo, Strada S. Damiano. Mercoledì 3 Maggio: Mattino: Via Marconi, Piazza della Libertà. Pomeriggio: Via Torino, Vicolo Gerolamo Torti. Giovedì 4 Maggio: Pomeriggio: Via Einaudi (Numeri Pari). Venerdì 5 Maggio: Mattino: Via Einaudi (Numeri Dispari), Strada Pontecurone. Pomeriggio: Strada Privata Tavernelle, Via Rigoni, Via Verdi, Via Donizetti, Via Luraghi, Strada del Cerro. Lunedì 8 Maggio: Pomeriggio: Via Soldini, Vicolo Volta, Vicolo del Basiglio, Via Palestro. Martedì 9 Maggio: Mattino e Pomeriggio: Strada Viguzzolo, Strada S. Bartolomeo, Strada Piccagallo, Strada Piccagallone. Pomeriggio: Via A. Moro. Mercoledì 10 Maggio: Mattino: Via Bellini. Pomeriggio: Strada Tortona, Strada Buschi Tortona. Giovedì 11 Maggio: Pomeriggio: Via De Gasperi. Venerdì 12 Maggio: Mattino: Via Marconi. Pomeriggio: Strada Scrivia, Strada Sale Lunedì 15 Maggio: Mattino: Scuola dell’infanzia, Scuola Primaria, Scuola Secondaria di I grado. Pomeriggio: fabbriche: Torti Cementi, Kettler, Acerbi e area industriale


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Bollettino Parrocchiale

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Mercoledì 17 Maggio: Pomeriggio: Strada Bassa Cantona, Strada Vecchia Ova, Strada Infermera Ova, Strada Ova. Giovedì 18 Maggio: Pomeriggio: Strada Panatera, Strada Marca Mora, Strada Brizia, Strada Bovera, Viale Scrivia. Venerdì 19 Maggio: Mattino: Via Tortona. Pomeriggio: Strada Guazzora, Strada Secco, Strada Ceroggia. Lunedì 22 Maggio: Mattino: Via Castelfidardo. Pomeriggio: Viale IV Novembre. Martedì 23 Maggio: Mattino: Via A. Berri. Pomeriggio: Via Garibaldi. Mercoledì 24 Maggio: Mattino: Via V. Curone, Via Zibide, Piazzetta del Bosco, Via D. Orione. Pomeriggio: Via Borghi, Via Cardinale Zerba. Venerdì 26 Maggio: Mattino: Via De Berris, Via Zanchetta, Via Port Saint Marie. Lunedì 29 Maggio: Mattino: fabbriche: Salvas, Canobbio, Torlasco, Primula e Principessa. Pomeriggio: Strada Molino, Ramaplast. Martedì 30 Maggio: Mattino: Via Mazzini. Pomeriggio: Via Solferino, Via XX Settembre. Mercoledì 31 Maggio: Mattino: Via delle Rose, Via Kennedy, Via M. L. King. Pomeriggio: Via P. Giovanni XXIII, Via Gioberti. Giovedì 1 Giugno: Pomeriggio: Via Gramsci. Venerdì 2 Giugno: Mattino: Via Fornasari, Via Bersani. Pomeriggio: Via Canina, Via De Bonis, Via Nicolosio. Martedì 6 Giugno: Mattino: Vicolo Frambaglia, Vicolo Castello, Piazza Vittorio Emanuele II, Via M. D’Azeglio. Pomeriggio: Via Dante Alighieri, Vicolo Monza. Mercoledì 7 Giugno: Mattino: Via Cavour. Pomeriggio: Via De Agostani, Via Nino Bixio. Giovedì 8 Giugno: Pomeriggio: Via Scarabelli, Via XXV Aprile, Via Montegrappa, Via Piave, Piazza Scuderie, Via Marguati. Venerdì 9 Giugno: Mattino: Via L. Perosi, Via Puccini. Dal 12 Giugno: Benedizione delle famiglie di : Alzano Scrivia, Guazzora e Molino dei Torti (con calendario a parte)


Bollettino marzo aprile 2006