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- Anno 91 - n. 1 - 2 -

- Gennaio - Febbraio - 2005 -

BOLLETTINO PARROCCHIALE Giornale dell’Unità Pastorale S.Luigi Orione PERIODICO MENSILE DELLE PARROCCHIE DI CASTELNUOVO SCRIVIA, ALZANO, GUAZZORA, OVA - Iscritto al Tribunale al n° 4/69 il 22 giugno 1969 - Spedizione in a.p. art.2 comma 20/c legge 662/96 - Aut. Dir. Prov. P.T. Filiale AL - Direttore editoriale: il parroco Don Costantino Marostegan - Direttore Responsabile: Dott. Roberto Carlo Delconte Impaginazione: P.Luigi Bloise - Stampa della Tipografia DIEFFE (s.n.c.) di Franco Fornito e Nando De Stefani Castelnuovo Scrivia (AL) -

Il gruppo di chierichetti di Castelnuovo Scrivia 6 febbraio 2005 - Giornata per la vita

"Fidarsi della vita" di don Costantino Marostegan

Con questo titolo i vescovi hanno indirizzato un messaggio ed hanno offerto una riflessione ad ogni uomo in occasione della 26* giornata per la vita. Noi ci possiamo chiedere: come si incomincia a fidarsi della vita? Personalmente direi: riconoscendo prima di tutto che ogni persona è responsabile della vita. Da quando Dio ha domandato a Caino "dov'è Abele, tuo fratello?" (Gen 4,10) nessun uomo può eludere le sue responsabilità e i suoi doveri; "Domanderò conto della vita dell'uomo all'uomo, a ogni suo fratello" (Gen 9,5). Ogni persona, creata ad immagine e somiglianza di Dio, ha tutta la dignità del suo Creatore; ha i suoi aneliti, i suoi misteri, la sua sacralità. Il mistero di Dio si riflette dunque nella vita, da riconoscere, far crescere e proteggere. Molti sono modi per riconoscere la vita; ovvero per approfondirne i significati. Riconoscere la vita significa accettare di condividere con gli altri il privilegio della creazione, instaurando con tutti rapporti costruttivi e solidi di comunione cristiana. Riconoscere la vita significa riassaporare il corag-

"Fidarsi della vita"

Pagg. 1-2

OBLO' ANNIVERSARIO: due anni fa don Cerutti Una preghiera di don Opilio Vecchie immagini a Guazzora Intervista ai nuovi ministranti della parrocchia Brusson, che passione

Pag. 2 Pagg. 2-3 Pag. 3 Pag. 3 Pag. 4 Pag. 4

Aspettando Colonia Pag. 5 Catechismo ad Alzano Pag. 5 Scrivia Concerto di Natale Pag. 6 Colletta alimentare un nuovo Pag. 6 record La nostra bancarella "equa Pag. 7 e solidale" Don Bruno Bottallo Pag. 7 ricordato a Stradella pronto per il 23 settembre il Pag. 8 libro dedicato a don Bruno Due quadri in restauro Pagg. 8-9 Santi e Papi a Castelnuovo Pagg. 9-10 Le vostre offerte

Pagg. 10-11

Carnevale Rendiconto anno 2004 Chiesa di Sant'Ignazio Contabilità della chiesa di San Carlo Un altro bellissimo presepe vivente

Pag. 11 Pag. 12 Pag. 12 Pag. 12


BOLLETTINO PARROCCHIALE pag. 2 gio di riaccompagnare una nuova persona che nasce con la consapevolezza di essere di fronte ad una vita diversa dalla nostra, da accettare e rispettare per la sua irripetibilità. "Solamente in Cristo comuRiconoscere la vita è impegnarsi a pronicano tutte le cose; egli è centro di muovere e sostenere una cultura tutti i cuori ed esseri, è perciò il ponte e la via che accordi ad ogni vita la giusta più breve da ognuno ad ognuno" (H.U. Von tutela giuridica. Riconoscere la Balthasar). vita è credere fermamente nella *** possibilità che ognuno trovi la Il fondamento del dogma della comunione dei Santi si ritrova propria realizzazione; è schiesoprattutto nella Lettera di San Paolo ai Romani (cap. XII versetti 46), ove si afferma: "poiché, come in un solo corpo abbiamo molte memrarsi a favore di chi non ha bra e queste membra non hanno tutte la medesima funzione, così anche mani e non ha voce per pernoi, pur essendo molti, siamo un solo corpo in Cristo e ciascuno per la sua mettere a tutti una dignitosa parte siamo membra gli uni degli altri. Abbiamo pertanto doni diversi seconesistenza; è muoversi in do la grazia data a ciascuno di noi". Ed ancora l'apostolo San Giovanni (cap. cordata con gli altri perse15, versetti 4-5) proclama: "come il tralcio non può far frutto da se stesso se guendo il bene di tutti come non rimane nella vite, così anche voi se non rimanete in me. lo sono la vite, il proprio, perché il Signore voi i tralci. Chi rimane in me e io in lui, fa molto frutto, perché senza di me comanda di amare l'altro non potete far nulla". come se stessi. Dovremmo, forse, riflettere di più sulla straordinaria bellezza di queste Riconoscere la vita è rispetnostre realtà soprannaturali (per poi riuscire a gustarle meglio). In questo tare le diversità, perché siamo anche tutti chiamati a diventare autentici "testimoni": cioè non ognuno concretizzi le proprie improvvisati "maestri", ma concreti strumenti di comunione a servizio aspirazioni. Riconoscere la degli altri. vita è infine fare memoria della Ecco il sapiente avvertimento di Don Primo Mazzolari. "C'è vita passata perché la vita futura molta gente che sa fare la predica sul peccato, ma troppo sia più ricca e più gioiosa per tutti. pochi sanno far sentire che il bene è bello, che il Riconoscere la vita nel suo valore, volersi bene è bello, che il prodigarsi è bello. nel suo mistero, nel suo quotidiano Prima di disamorare bisogna innamosvolgersi, nel suo scorrere da una generare". razione all'altra è allora motivo di riconoscenza; a Dio sorgente della vita e alle nostre famiglie che l'hanno generata, perché la riconoscenza è il primo e fondamentale segno che testimodi R.C.D. nia la bellezza e il valore della vita.

Oblò

ANNIVERSARIO: due anni fa don Cerutti …

di Lino Stella Il 2 marzo, sono passati due anni dalla scomparsa di Mons. Ezio Cerutti. Ci lasciò silenziosamente, in punta di piedi. Per quasi dieci anni, in quella che la sua ultima dimora in via Zibide, dove la malattia lo aveva relegato, ha continuato ad essere intermediario tra Dio e i suoi parrocchiani. Le visite domenicali, che i suoi due successori non gli facevano mancare, non rappresentavano solo un ossequio amichevole, ma il mantenimento d'una continuità della sua missione di pastore. Tanto si sentì parte di noi, che volle, unico dei parroci del XX secolo, essere sepolto nel nostro cimitero. È doveroso ricordarlo. Fu un grande Prevosto. Succeduto a Don Bianchi, ne continuò l'opera, riassumibile in un motto, che poi fece proprio anche Don Bruno, Ut unum sint: la comunità parrocchiale sia una cosa sola. Questo suo insistere a farci trovare, tutti fratelli, nella chiesa parrocchiale, non era qualcosa contro qualcuno, ma decisamente, sicuramente la continua ricerca di attuare la dottrina di Cristo. Inflessibile contro l'errore, pronto a capire ed aiutare l'errante. Privilegiò le anime alle strutture. Visse in un momento storico che lasciò il segno nella sua vita. Nacque mentre era in pieno svolgimento la prima guerra mondiale, e suo padre si trovava in trincea contro gli austriaci; perse la mamma a nove anni; giovane prete, fu inviato come Tenente Cappellano ad assistere i ragazzi italiani sul fronte albanese, un'aggressione che ancor oggi è difficile capire, giustificare. Credette e lottò per la libertà e la democrazia, senz'odio , ma Mons. Cerutti e don Bruno: 23 maggio anche senza tentennamenti; difese in ogni occasione la verità, 1983


BOLLETTINO PARROCCHIALE pag. 3 anche quand'era scomoda. A qualcuno, come me ragazzo negli anni Sessanta, viene talvolta da chiedersi se è giusto averlo così presto dimenticato. Forse è stato lui stesso a volerlo, certo che quello che ha lasciato è la prova più tangibile dell'opera di missione svolta nel tempo che ha trascorso in mezzo a noi. La sua azione educatrice è prevalente sul fatto d'avere ricostruito la canonica , collocato nuove panche in chiesa, reso l'oratorio efficiente, elettrificate le campane… Ha aperto un solco, nel quali coloro che vennero dopo di lui hanno seminato e raccolto. Questo la polvere del tempo non riuscirà a cancellare.

UNA PREGHIERA DI DON OPILIO: "Signore, insegnaci ad invecchiare" Vogliamo ricordare Don Opilio con queste foto che lo ritraggono nel giorno del suo ingresso ufficiale a Guazzora il 19 marzo 1964 e con questa preghiera da lui scritta che, pur nella sua semplicità, pone in grande evidenza la capacità che egli aveva - e ognuno di noi dovrebbe avere - di sentirsi servi non più utili dopo aver donato al Signore tutte le energie. Ovvero l'essere in grado di "lasciare il campo" senza nulla chiedere, ma contenti di aver donato. PREGHIERA

Signore, insegnami a invecchiare! Convincimi che la comunità non compie alcun torto verso di me se mi va esonerando da responsabilità, se non mi chiede più pareri, se ha indicato altri a subentrare al mio posto. Togli da me l'orgoglio dell'esperienza fatta e il senso della mia indispensabilità. Che io colga, in questo graduale distacco delle cose, unicamente la legge del tempo, e avverta in questo avvicendamento di compiti una delle espressioni più interessanti della vita che si rinnova sotto l'impulso della Tua Provvidenza. Fa - o Signore - che io riesca ancora utile al mondo, contribuendo con l'ottimismo e con la preghiera alla gioia e al coraggio di chi è di turno nelle responsabilità, vivendo uno stile di contatto umile e sereno con il mondo in trasformazione senza rimpianti sul passato, facendo delle mie sofferenze umane un dono di riparazione sociale. Che la mia uscita dal campo di azione sia semplice e naturale come un felice tramonto di sole. Perdona se solo oggi, nella

tranquillità, riesco a capire quanto tu mi abbia amato e soccorso. Che almeno ora io abbia viva e penetrante la percezione del destino di gioia che mi hai preparato e verso il quale mi hai incamminato dal primo giorno di vita. Signore, insegnami a invecchiare così. Amen!

sta invocazione di perdono e di amore, Don Opilio l'ha composta poco prima di morire. E' un testamento con il quale dopo 40 anni di parrocchia, di guida come pastore della chiesa di Guazzora, ci spiega che nella vita di ognuno di noi viene il turno del Nunc dimittis e di lasciare ad altri il compito di guidare e ammaestrare il gregge. Grazie Don Opilio per questo insegnamento!

Ernesto, diacono.

Questa toccante preghiera, que-

VECCHIE IMMAGINI A GUAZZORA

19 marzo 1964: don Opilio Carrà fa il suo ingresso a Guazzora


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I N T E R V I S TA A I N U O V I M I N I S T R A N T I DELLA PARROCCHIA Il giorno 5 dicembre 2004 si è svolta nella nostra chiesa parrocchiale il rito d'ammissione al servizio Liturgico di 8 nuovi chierichetti. Essi sono: Vanessa Attardo, Martina Margaria, Giampaolo Auletta, Lorenzo Barilli, Federico Costa, Matteo Di Gaetano, Filippo Spinetta e Riccardo Tosino. Da quel momento sono trascorsi circa due mesi, questi ragazzi hanno già iniziato a svolgere il nuovo incarico e a fare questa nuova esperienza col resto del gruppo. Per dare la possibilità ad altri ragazzi come loro di conoscere l'importanza di questo nuovo cammino appena iniziato, abbiamo deciso di fare a questi neo-chierichetti alcune domande: -Perché avete deciso di fare i chierichetti? Abbiamo preso questa decisione perché volevamo fare una nuova esperienza, dare una mano facendo il servizio all'altare e anche perché in alcuni casi siamo stati incoraggiati dai nostri amici. -Secondo voi che significato ha fare i ministranti? Per noi fare i chierichetti significa stare più vicini al Signore ed aiutare il Sacerdote rendendoci così utili alla nostra Parrocchia. -Cosa pensavate prima di entrare nel gruppo dei ministranti e di iniziare a svolgere questo incarico? Avevamo alcuni timori, infatti pensavamo di fare delle

brutte figure sbagliando qualcosa e compiendo degli errori. Inoltre avevamo paura di non riuscire a legare bene con il resto del gruppo, soprattutto con i più grandi. -E adesso come vi trovate? Ci troviamo molto bene dato che ci siamo integrati pienamente col gruppo facendo così nuove amicizie. Soprattutto ci piace servire il Signore nella Messa. -Fare il chierichetto cambia in qualche modo la vostra vita? Svolgere il servizio all'Altare ci ha maggiormente aperto verso gli altri e ci ha resi più responsabili -Come vedete ora i ministranti più grandi visto che avevate paura di non riuscire a fare amicizia con loro? Li consideriamo persone da cui prendere esempio poiché hanno alle spalle anni di servizio all'Altare. Sono validi esempi e soprattutto nostri amici e sempre disponibili ad aiutarci. Noi seniores ringraziamo questi compagni più giovani che compiono con noi il cammino di fede del servizio all'altare. Altre facce nuove sono all'orizzonte, ma con loro parleremo la prossima volta.

Cecilia Sacco, Stefano Secondo, Mirco Villani

Brusson, che passione!!! di Marcello Spinetta

A mio parere per i giovani del nuovo millennio la possibilità di venire a contatto con ragazzi nuovi, di fare esperienze d'amicizia e di vivere alcuni giorni lontano dalle mura delle proprie case dovrebbe essere considerata un bene prezioso da sfruttare al meglio. Oggi invece troppo spesso noi ragazzi tendiamo a non uscire dalla nostra compagnia e a considerare il contatto con gente nuova con un certo scetticismo. Con lo scopo di infondere nei giovani, ma anche in quelle persone che proprio ragazzi non sono, il valore dell'incontro con persone nuove e per far vivere loro alcuni giorni all'insegna della spensieratezza si è svolta a Brusson, una località turistica in Valle d'Aosta, una "tre giorni giovanissimi", con partenza il 27 e ritorno il 30 Dicembre. Vi hanno partecipato anche alcunì giovani della nostra Parrocchia di Castelnuovo. Il tema attorno al quale era imperniato tutto il soggiorno era l'attesa,

che ha dato il nome a questo progetto intitolato appunto "Attendere...prego". In tutti i tre giorni abbiamo dedicato parte del tempo a disposizione alla discussione di questo tema in compagnia delle menti esperte (si spera, anche se non ne sono proprio sicuro) dei nostri animatori, che si sono dimostrati sempre disponibili a relazionare. Durante questi ritrovi abbiamo cercato di capire insieme cosa significa attendere e di fare una distinzione tra quelle che sono le "attese del cuore", ossia quello che noi desideriamo dalla nostra vita, e le "attese spirituali", ossia ciò che noi ci aspettiamo da Dio e quello che Lui si aspetta da noi. Tutte le discussioni si sono dimostrate molto interessanti e al momento stesso abbastanza accese: ciò ci ha permesso di vivere queste ore anche divertendoci. Tuttavia i tre giorni passati a Brusson non ci hanno visti solo impegnati in "riunioni", ma anzi ì momenti che hanno reso ancora

più indimenticabile questa esperienza sono stati i pomeriggi trascorsi in paese, alla stazione sciistica o a pattinare sul ghiaccio. Questo ci ha permesso, almeno a mio parere, di trasformare momenti di divertimento e relax in utili occasioni di apprendimento. La maggior parte dei ragazzi ha infatti svolto queste attività e ha vissuto situazioni nuove. Tuttavia, tra i giovani presenti a Brusson, c'è stato qualcuno che non è proprio riuscito a distaccarsi dalle partite di scala quaranta, dalle partite a scacchi e dalle cioccolate calde acquistate ai bar. In conclusione vorrei ancora porre in evidenza il valore di questa tre giorni che ha dato la possibilità a tutti i ragazzi di vivere momenti indimenticabili da inserire nel proprio bagaglio dì esperienze. Vorrei ancora ringraziare tutti coloro che hanno collaborato per la buona riuscita del progetto, perché è proprio grazie a loro se per alcuni giorni noi adolescenti abbiamo trascorso un soggiorno fantastico all'insegna dell'impegno, della collaborazione, ma soprattutto di quello spirito d'amicizia che rende inconfondibili noi giovani d'oggi.


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ASPETTANDO COLONIA In un mondo insanguinato dalle guerre, lacerato dalle divisioni tra culture e dominato da fenomeni negativi come il razzismo, la pace sembra sempre più un' utopia. L'unico spiraglio di speranza per risolvere questo problema che ormai da troppo tempo coinvolge l'umanità intera, ci arriva dai giovani, che con la loro spensieratezza unita alla voglia di fare e alla Fede in Dio, possono gettare le basi per un mondo migliore. Il binomio ragazzi-Fede infatti è, a nostro parere, la giusta chiave per aprire le porte a un futuro dominato dalla comprensione e non dallo scontro, dal rispetto e non dall'odio reciproco. E' anche per questo scopo che il servizio di pastorale giovanile della nostra diocesi di Tortona ha proposto a noi ragazzi un soggiorno a Colonia, località della Germania, per la XX° Giornata Mondiale della Gioventù, dal 16 al 21 Agosto.In questo breve periodo momenti di riflessione uniti a momenti di svago e divertimento ci accosteranno in modo originale alle problematiche attuali, ci consentiranno scambi interculturali con giovani provenienti da nazioni di tutto il mondo, ma soprattutto ci avvicineranno a Dio. In questo modo potremo capire quanto il nostro rapporto con Lui sia indi-

spensabile per vivere una vita serena e all'insegna della solidarietà e della fratellanza. Non a caso lo slogan di queste giornate dedicate al mondo dei giovani è "Siamo venuti per adorarlo". Queste parole ci vogliono fare capire il bene che dobbiamo a Dio, che per primo ci ha trasmesso il Suo amore sottoponendosi alla crocifissione e che tutt'ora ci supporta e ci guida in ogni istante della vita. E' con la Fede nel Signore, infatti, che ognuno di noi, ragazzi d'oggi, può contribuire nel miglioramento di un mondo sempre più inquinato da difficili realtà quotidiane. Sempre per quanto riguarda la maturazione di noi giovani a livello religioso, è di primaria importanza la possibilità che questo soggiorno ci offre di venire a contatto diretto con il Papa. Vederlo da vicino ci permetterà di apprezzare ancora di più il prezioso servizio che, nonostante l'età e la salute malferma, rende alla Chiesa universale. Da questa XX° Giornata Mondiale della Gioventù ci aspettiamo, oltre ai momenti di riflessione, di poter acquisire nozioni a livello storico, geografico e sociale su Colonia, una città di cui noi sappiamo poco, ma che cela al suo interno un ricco patrimonio culturale e che è

Catechismo ad Alzano Scrivia Tutti i lunedì e venerdì della settimana, ad Alzano i giovani si ritrovano per seguire le lezioni di Catechismo, accompagnati in questo loro avvicinarsi a Dio dalle catechiste Santina Aquino e Cinzia Bonini. L'incontro con la chiesa è molto importante per i nostri giovani, perché li introduce nel mondo della fede con l'insegnamento della dottrina cattolica. La nuova stagione di vita che si apre loro innanzi è importante per la loro crescita umana e cristiana. Accompagnati dalle nostre catechiste che si prodigano con affetto nell'insegnamento della scoperta di Dio, i bimbi e le bimbe che frequentano le classi sino alla 4^ elementare ascoltano le lezioni

impartite dalla catechista Cinzia Bonini, mentre i ragazzi e le ragazze, che frequentano le classi dalla 5^ elementare sino alle medie, sono seguiti dalla nostra Santina Aquino. Soprattutto per piccole comunità com'è quella di Alzano, in cui non è più possibile avere la presenza fissa di un parroco, l'apporto dato dalle catechiste laiche è essenziale per dare continuità alla vita cristiana educando le giovani generazioni alla fede in Cristo. La nostra Santina si prodiga nel predisporre i locali che accolgono i ragazzi e con la sua oramai decennale esperienza trasmette ai giovani le nozioni che devono accompagnare tutta la vita di un cattolico. Cinzia, mamma di due

accomunata a noi dalle stesse radici storiche. Come l'Italia, infatti, anche questa zona ha fatto parte dell'Impero Romano e ha subito a lungo l'influenza della lingua e della cultura latina. Ma oltre a conoscere qualcosa in più sulle tradizioni di Colonia, poiché la Giornata Mondiale della Gioventù ci offre la possibilità di incontrare ragazzi provenienti da ogni parte del mondo, ci auguriamo di poter scoprire usi e costumi di Paesi diversi dal nostro. Secondo noi è proprio lo scambio culturale il mezzo ideale per abbattere le barriere ideologiche che separano persone di etnie differenti e che impediscono a queste di instaurare un rapporto di fratellanza e di unione. Ci aspettiamo, infine, che questo soggiorno in Germania ci lasci ricordi positivi e momenti indimenticabili da aggiungere al nostro bagaglio di esperienze. Speriamo che ci faccia capire come con il rispetto e la comunicazione si possa facilmente migliorare il nostro mondo e unificare, anche grazie alla religione, coloro che lo abitano.

Marcello Spinetta e i compagni di viaggio: Elvis Quaglia, Cecilia Sacco, Stefano Secondo, Pietro Zeme. fanciulle che partecipano alle lezioni, mette a disposizione dei bimbi la sua esperienza di insegnante e trasmette loro la fede che li introduce nella comunità religiosa di cui fanno parte integrante. L'importanza di avere in parrocchia persone che si prodigano per il bene comune è fonte di soddisfazione per tutta la comunità e a loro va il nostro ringraziamento. A tutti i ragazzi e le ragazze che si uniscono settimanalmente in chiesa per ascoltare le lezioni di Catechismo vorremmo ricordare le parole di Gesù, -lasciate che i bimbi vengano a me- questo per sottolineare l'amore che ha per voi giovani il Cristo Gesù, e per l'importanza che riveste il partecipare in prima persona alla vita cristiana di cui è parte essenziale il Catechismo.


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CONCERTO DI NATALE

di Lino Stella Ragioni non volute, ma necessa- blema del luogo dove eseguire il riamente subite, hanno riportato il concerto è sorto improvviso, ed in Concerto di Natale nella sue sede un momento di intensa attività paroriginaria, la chiesa di san Rocco. rocchiale ,si sarebbe arrivati all'ecQui, con la nascita della Corale, si cellenza. l'Orchestra di era creata una tradizione, che con Tuttavia, il passare degli anni aveva richie- Alessandria, i solisti, il coro, il piasto più spazio, per contenere gli nista Andrea Mauri, sotto la guida spettatori, che aumentavano di del M° Albertini, sono stati perfetti, quantità in proporzione alla qualità nella presentazione di brani classici (tante prime esecuzioni) e di delle esecuzioni. San Rocco è il sito ideale per pre- ispirazione natalizia. Non parlo sentare ed ascoltare buona musi- dell'esecuzione, per evitare ripetica. L'acustica è perfetta. Con un zioni o luoghi comuni: Mi concedo minimo di preparazione in più, non una riflessione, che non è mia, ma possibile quest'anno perché il pro- del Prevosto Don Costantino.

Cinquant'anni or sono nacque l'Eurovisione, e i responsabili, con la mente non ancora annebbiata da certe mode attuali, scelsero come sigla l'introduzione del Te Deum laudamus di Charpentier, un inno secentesco a lode del Dio dei cristiani (la musica, il testo ha un'origine che si perde nella notte dei tempi). "Ringraziamo Dio" ci consente di onorare ancora il Natale con le note solenni dei "Te Deum" o con i canti popolari "Tu scendi dalle stelle" e "Notte silente" (Stille nacht). Sinceramente non sembrano urtare certe esigenze laiciste. Domani, forse, dovremo chiedere perdono per queste innocenti pretese…

C O L L E T TA A L I M E N TA R E : UN NUOVO RECORD Com'è o r m a i consuetudine a n c h e quest'anno si è svolta a Castelnuovo, in concomitanza con la giornata nazionale, la raccolta del Banco Alimentare. Nella giornata di sabato 27 novembre all'ingresso dei supermercati italiani i volontari invitavano la gente a "far la spesa" per i più poveri e i più disagiati. Sulla scia di questa giornata, (pubblicizzata a livello nazionale da testimonial del calibro di Paolo Brosio e Giancarlo Fisichella) anche nel nostro paese i volontari hanno atteso all'ingresso dei due supermercati la gente comune che come tutti i sabati si recava a far la spesa invitandola a pensare a chi , per cause a lui non imputabili, vive in condizioni disagiate che non gli consentono nemmeno di acquistare il cibo per potersi sfamare. La merce raccolta è stata poi trasferita nei magazzini di Novi Ligure dove in questi giorni verrà inventariata e poi ridistribuita alle varie parrocchie che segnalino situazioni particolarmente delicate.

A Castelnuovo il Gru.Mi. (Gruppo Missionario) si fa carico di questo compito pensando mensilmente a ritirare la merce nei magazzini di Novi Ligure e a ridistribuirla alle varie famiglie sul territorio. Parlando in numeri la raccolta di quest'anno ha fruttato nella sola nostra parrocchia più di 19 quintali di merce; se pensate che nel 2000 (anno della prima edizione a Castelnuovo) erano stati raccolti "appena" 6 quintali capirete che il salto in avanti in soli 4 anni è stato decisamente positivo. Se poi si pensa che l'intera area di competenza di Novi Ligure che si estende da Casale Monferrato passando per Acqui, Alessandria, Novi, Tortona, Voghera e spingendosi sino a Stradella ha totalizzato come materiale raccolto ben 854 quintali noi , con i nostri 19 quintali, incidiamo solo come parrocchia di Castelnuovo con un abbondante 2% (che non e' poco). Per raggiungere questi risultati serve il contributo di tante persone ma sicuramente i primi ad essere ringraziati dovete essere voi: con il vostro puntuale contributo fate sì che i numeri che abbiamo elencato prima crescano ogni anno ma soprattutto date la possibilità a

gente più sfortunata di noi di vivere in maniera più umana. Utilizziamo poi queste pagine del bollettino per ringraziare coloro i quali rendono possibile la giornata della colletta e in generale tutto il lavoro del Gru.mi. durante l'anno: quindi un grazie di cuore a tutti i volontari che si sono alternati nei supermercati, grazie ai volontari presenti in oratorio alla ricezione della merce, grazie ai direttori dei due supermercati per la sempre preziosa e disponibile collaborazione, grazie al Sig. Danza per la sua presenza sempre costante, grazie di cuore alla ditta Ramaplast per l'appoggio di materiale e di mezzi che ci dà non solo durante la colletta alimentare ma durante tutto l'arco dell'anno, grazie alle famiglie Addesa e Capelli perché trovare un pasto buono e caldo dopo una giornata di lavoro è sempre una piacevole cosa. Nel concludere non ci resta che lasciarvi una scadenza: arrivederci all'anno prossimo all'ultimo sabato di novembre per la colletta alimentare con lo scopo comune di abbattere la soglia dei 20 quintali.

GRU.MI.


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La nostra bancarella "equa e solidale" Mai avuto voglia di una tavoletta di cioccolato? Come no! Al supermercato c'è solo l'imbarazzo della scelta! Eppure da qualche tempo si possono trovare delle proposte di acquisto veramente alternative. Sono i prodotti del commercio equo e solidale. Il Commercio Equo e Solidale è un approccio alternativo al commercio convenzionale: il suo scopo è promuovere giustizia sociale ed economica e sviluppo sostenibile attraverso il commercio, la formazione, la cultura, l'azione politica. Il Commercio Equo e Solidale vuole riequilibrare i rapporti con i paesi economicamente meno sviluppati, migliorando l'accesso al mercato e le condizioni di vita dei produttori svantaggiati. Garantisce, infatti, ai produttori un giusto guadagno e condizioni di lavoro dignitose. Elimina le intermediazioni speculative e sostiene, con il prefinanziamento, progetti di autosviluppo. Il Commercio Equo e Solidale propone una nuova visione dell'economia e del mondo, attenta agli interessi di tutti. È uno strumento a disposizione di ognuno di noi per difendere e promuovere i diritti economici e sociali, cambiando i perversi meccanismi di un modello economico che antepone il profitto ai diritti fondamentali degli esseri umani. Il consumo critico è un atteggiamento quotidiano che consiste nella scelta meticolosa di tutto che compriamo non solo in base alla qualità e al prezzo ma anche in base alla storia dei prodotti ed alle scelte delle imprese produttrici. Per questo, prima di comprare qualsiasi prodotto è indispensabile conoscere anche il comportamento generale delle imprese produttrici e, di conseguenza, porsi alcune domande rispetto ai singoli prodotti: la tecnologia impiegata è ad alto o basso consumo energetico? Quanti e quali veleni sono stati prodotti durante la sua fabbricazione? Quanti ne produrrà durante il suo utilizzo e il suo smaltimento? È stato ottenuto da materie prime riciclate o di primo impiego? Sono state utilizzate risorse provenienti da foreste tropicali? Se si tratta di prodotti provenienti dal Sud del mondo è d'obbligo chiedersi: in quali condi-

zioni di lavoro sono stati ottenuti? Che prezzo è stato pagato ai piccoli contadini? Per colpa loro sono state tolte terre alla produzione di cibo? I guadagni che procurano hanno spinto i latifondisti ad arraffare nuove terre lasciando sul lastrico dei contadini? Questi sono alcuni degli interrogativi che ci dovremmo pdon orre ogni volta che ci accingiamo a fare la spesa. Molte sono le persone che fanno del consumo critico e responsabile un gesto ormai abituale e quotidiano. Noi ragazzi cresimati insieme a Elisabetta, Elisa B., Elisa S., abbiamo organizzato, anche quest'anno in prossimità delle feste natalizie, una bancarella "equa e solidale", ricca di numerosi prodotti provenienti da tutto il mondo e importati dalla organizzazione Altromercato Ctm. Molti sono stati gli acquirenti durante la giornata, ma quello che ci preme ricordare è che l'esperienza proposta non vuole essere un episodio isolato; noi abbiamo continuamente a disposizione questi prodotti e chiunque li voglia acquistare può rivolgersi a noi ed inoltre ci proponiamo di organizzare con più assiduità questa iniziativa della bancarella che ci permette veramente di fare un gesto molto responsabile e importante oltre a quello di gustare prodotti di qualità. Vi aspettiamo e vi ringraziamo di cuore se vorrete condividere con noi questa significativa scelta!

Il gruppo dei ragazzi cresimati, Elisabetta, Elisa B.,Elisa S.

Don Bruno Bottallo ricordato a Stradella Nel pomeriggio di domenica 6 febbraio la comunità stradellina ha voluto ricordare la figura e l'opera di don Bruno, parroco di Stradella per sette anni. Come luogo d'incontro è stato scelto l'ampio salone dell'ex Orfanotrofio femminile e poi Asilo infantile che proprio don Bruno aveva salvato dall'abbandono e al quale aveva ridato una funzione sociale. Alla presenza dei familiari, dopo l'introduzione di don Pietro Lanati trasferito di recente da Pontecurone a Stradella, si sono susseguiti cinque interventi fra i quali va citato in particolare un commosso ricordo da parte del sindaco. Vista la presenza di don Costantino Marostegan e di alcuni castelnovesi fra il pubblico, è stato richiesto da don Pietro l'intervento di uno di questi. Antonello Brunetti ha di conseguenza improvvisato una breve riflessione sul significato e sull'importanza di diciassette anni di collaborazione e di amicizia con don Bruno. Infine la mamma Elsa ha scoperto, nell'atrio dell'ingresso, una semplice targa che ricorda quanto fece il figlio per gli stradellini e in particolare per quell'istituzione assistenziale ed educativa.


BOLLETTINO PARROCCHIALE pag. 8

Pronto per il 23 settembre 2005 il libro dedicato a don Bruno di Antonello Brunetti

Verrà presentato in occasione del sessantesimo compleanno di don Bruno Bottallo (nato il 23 settembre 1945) il libro che intendiamo dedicargli e che finalmente raccoglierà storia, vita e arte della chiesa parrocchiale, centro da cui si è irradiata per diciassette anni la sua attività pastorale. Gli utili derivanti dalla pubblicazione verranno destinati dalla Parrocchia alle iniziative che riterrà più opportune, in particolare sarebbe bella cosa raccogliere in un libretto scritti, diari, poesie di don Bruno, il che richiede ovviamente un lavoro di ricerca e di raccolta non facile. Il 7 dicembre, nella Sala Granotti, si è tenuta una riunione (era presente una trentina di persone) per definire tempi e modalità della pubblicazione. Il libro si farà e, a seconda delle disponibilità finanziarie, conterrà tutto quanto nell'Indice proposto o qualche capitolo in meno.

INDICE

- In memoria di don Bruno Bottallo -Prefazione di Carlenrica Spantigati - Prefazione di Carlo Ferrari da Passano - Premessa - Storia della chiesa dei Santi Pietro e Paolo - La chiesa romanica - Le decorazioni in cotto del XV secolo - La Madonna della Misericordia - L'Ultima cena di Alessandro Berri

- La croce processionale, fine XV secolo - L'archivio parrocchiale - Le iscrizioni e le tombe - I paramenti - Vita religiosa e i parroci - Vicende particolari e aneddoti - I restauri del periodo 19832004 - In visita all'interno - Le fonti archivistiche - Bibliografia sulle chiese di Castelnuovo -Breve scheda su don Bruno Bottallo - "Diciassette anni a Castelnuovo" - Gli amici di don Bruno Essendo stati raccolti alla data del 31 gennaio 4.100 euro (l'obiettivo era di 5-6000 euro), è possibile realizzare, in 1200 copie, un libro di 128 pagine a colori, con copertina a colori su cartoncino plastificato. Nell'ultima pagina apparirà la seguente scritta:

Questo libro è stato pubblicato tramite il contributo finanziario di un gruppo di amici di don Bruno Bottallo e seguirà l'elenco, ovviamente senza indicare le quote:

Agostelli Angela, Alloisio-Baraldi, Apollaro Francesco, Balduzzi Alberto, Bassi Francesca, Battaiola Felice, Bernardini Stella Gilda, Berti don Fulvio, Bloise Massimo e Elisa, Bloise Tonino, Botta Gavio Marì, Bottallo Marisa e Mariella, Brunetti Antonello, Busi Famiglia, Capelli Agostino, Carbonato Giuseppe e Franca, Casasco Aldo, Chicchino Maria, Chicchino Isetta Franca, Corti Maria,

Due quadri in r e s t a u r o A fine dicembre due importanti tele sono partite verso laboratori di restauro. La prima è “La Deposizione” che si trova sulla controfacciata (al di sopra della bussola) della chiesa di Sant'Ignazio. E' un quadro del Seicento di cui si sa poco, a parte la curiosa vicenda del 1956 quando, fatto restaurare dalla dott.ssa Noemi Gabrielli per l'occasione della riapertura della chiesa, venne collocato per qualche settimana coricato dietro l'altare in attesa della sistemazione definitiva. Quando venne il momento, ci si accorse che i topi, attirati dalle colle

Crivellari Antonietta, Curone, Curone Giuseppe, Dellacà Roberto, Dematti Famiglia, Dossena Cesare, Farinetti Albina, Felice Daniela, Felice Paola, Ferrari da Passano Carlo, Ferrari Delfina, Ferrari Nina, Garavelli Rosetta, Gatti Iucci, Gavio Giuseppe, Grassi Mariarosa, Grassi Monti Maria, Isetta Paola, Lavezzari-Bruni Famiglia, Leva-Scarabelli Famiglia, Lombardi Sottotetti Adriana, Lucotti Augusto e Piera, Magistrali Primina, Marostegan don Costantino, Massone Francesco, Medagliani Gabriella, Moretti Riccardo e Rina, Moscato Nadia, Mussio Osvaldo, NN, NN, NN, NN, Occhi Attilia, Occhi-Gavio Monica, Domenico Carrea supermercati, Parodi Barbara, Pellegri Maria, Pisa Lina, Poggi Luigi, Rossi Piera, Sacco Laura, Sacco Luisa, Sacco Mario e Luigina, Sacco Torti Anna, Santafede Luigi, Santi Claudio e Stefano, Setti Cristina e Chiara, Simonelli Simon Pietro e Edvige, Soldini Attilio, Soldini Enrica, Sottotetti Lelio, Sottotetti Luisa, Sottotetti Michele e Anna, Spinola Mario, Stefanet Michele e Andrea, Stella Giordano, Suigo Andrea e Daniela, Taverna Alves, Testa famiglia, Torti Cesare, Torti Maria Teresa, Trovamala Luigi, Valente Marilena, Vignoli Carluccio, Volpini Franco, Zambelli Bruno e Onorina, Associazione "Michele Mainoli", Centro anziani San Rocco, Comitato Chiesa della Croce, Comitato Chiesa di San Damiano, Comitato chiesa di San Domenico, Confraternita di San Rocco, Coscritti della classe 1944, Gruppo Ambiente di Castelnuovo S., Milan Club di Castelnuovo S.

naturali della reintelatura, avevano rosicchiato ampiamente il dipinto. Ora , a distanza di quasi mezzo secolo, si provvede a sanare la situazione. Il quadro rientrerà dal Laboratorio dei Nicola di Aramengo per la prossima estate. Il restauro è finanziato dalla Commissione che gestisce la chiesa e viene svolto anche in memoria di Agostino Cialotti che aveva espresso ripetutamente l'auspicio del ripristino del dipinto. L'altro quadro è il “San Michele e le anime del Purgatorio” e, curiosamente, si trova nella stessa posizione della tela precedente, ma nella Parrocchiale. Il dipinto venne eseguito nel XIX secolo per essere collocato nella nicchia della Cappella del Suffragio e


BOLLETTINO PARROCCHIALE pag. 9 poi trasferito altrove nel 1923 quando la nicchia venne occupata dalla Madonna Assunta (a cui era stata posta in mano la torre di Castelnuovo) in occasione del restauro completo eseguito da Antonio Franceschetti per dedicare la cappella anche ai Caduti della Prima guerra mondiale. Il restauro viene eseguito da Vincenzo Regoli e da Giovanni Bonardi. Il patrocinio finanziario è di Marì Botta Gavio che ha, come è sua abitudine, risposto prontamente e generosamente all'appello rivolto dal "Bollettino" nel mese di luglio dello scorso anno.

A.B.

S A N T I E P A P I A C A Sdi T ELNUOVO Lelio Sottotetti Numerosi furono gli uomini illustri che sostarono nei secoli nel nostro borgo. Fra i santi ricorderò San Nazario e Celso. Nazario, battezzato dallo stesso San Pietro, lasciò Roma con il discepolo Celso verso la metà del primo secolo per portare la parola di Cristo nel mondo. Mentre si trovavano a predicare in terra di Francia, nella zona di Nizza, vennero sorpresi dai pagani e, dopo essere stati torturati, furono legati su di una zattera, trascinati in altomare ed abbandonati in balia delle onde. Per volontà di Dio il vento spinse la zattera verso la costa genovese, e la mareggiata la sbattè contro gli scogli. Più morti che vivi, coperti di ferite e contusioni, vennero raccolti da due pescatori che presi a compassione li curarono. Appena si ripresero raccontarono la loro storia e parlarono del Risorto, convertendoli alla nuova fede. Quando furono in grado di riprendere il viaggio, vennero condotti presso alcuni loro amici nell'entroterra ligure e qui segretamente continuarono la predicazione. Seguirono, poi, il corso dello Scrivia portandosi nel Tortonese e nella Bassa Valle Scrivia dove c'era già qualche cristiano fra i soldati romani . Certamente Marziano, che visse a fine del I secolo inizio II, e nella clandestinità fu vescovo di Tortona, avrà avuto contatti con Nazario e Celso. I due santi si fermarono qualche tempo nel nostro borgo frequentato da mercanti e soldati diretti al guado del Po, alla Guazzatoria e alla Rotta. Da noi il terreno era favorevole per gettare il seme del cristianesimo. I cristiani milanesi, avendo appreso che Nazario e Celso stavano predicando nelle vicinanze del Po, mandarono un messaggero che li invitò di portarsi a Milano. Aderirono all'invito e, guadato il Po, si fermarono nel primo borgo che incontrarono e qui ottennero diverse conversioni. Fra i convertiti il ricordo fu vivo e si tramandò tanto che diedero il nome di Nazzaro al borgo. Anche i nostri avi, ricordando l'opera di questi santi che a Milano trovarono il martirio, dedicarono loro in

“La deposizione” della chiesa di Sant’Ignazio contrada Stradalzano una chiesa. Era posta fra casa Prandi e la proprietà rustica dei Butteri, dove ora sorge il palazzo Ferrari. La chiesa venne ufficiata sino al 1500, come risulta da documenti presso l'archivio parrocchiale; ma già al tempo del vescovo Settala, quindi alla metà del 1600, non esisteva più. Troviamo che i suoi redditi (beneficio San Nazario) erano stati aggregati a quelli della "sagrestia" parrocchiale, amministrata dai canonici. A ricordo della chiesa venne edificata una piccola cappella, forse ad opera della famiglia Butteri, cappella che i Ferrari, devoti a Santa Rita, dedicarono alla santa e negli ultimi anni del 1900 la trasferirono sul lato del palazzo prospicente il vicolo. Fra i papi rievocherò il più importante che sostò nella nostra terra, Paolo III (Alessandro Farnese). Questo grande pontefice mirando alla restaurazione religiosa onde portare nella Chiesa un modo di vivere più consono al Vangelo, diede l'avvio ad una svolta decisiva che spalancò le porte al rinnovamento. Nel 1536, nei primi anni del suo pontificato, convocò una assemblea generale della Chiesa, gettando le basi di quello che fu il Concilio di Trento da lui aperto, dopo tante traversie, nel 1545. Uomo di grande apertura mentale, fu meritevole anche nel campo delle arti, infatti incaricò il Michelangelo di continuare la costruzione della chie-


BOLLETTINO PARROCCHIALE pag. 10 sa di San Pietro, i cui lavori si erano arenati, e di dipingere la Cappella Sistina. Approvò l'ordine dei Gesuiti, da molti temuto, ed appoggiò il gesuita Francesco Saverio, apostolo delle Indie nella sua ardente opera missionaria. Il passaggio di Paolo III a Castelnuovo avvenne nel 1538, quando constatato che i due maggiori principi cristiani, l'imperatore Carlo V e Francesco I re di Francia, fossero in continua lotta fra di loro, decise di portarsi a Nizza Marittima per incontrarli e riappacificarli. Pur malfermo in salute, lasciò Roma alla volta della Francia, affrontando un viaggio durissimo. Dopo una sosta a Parma, superata Piacenza e Voghera, seguendo l'antico tracciato della Via Emilia, dopo aver raggiunto Bagnolo e San Damiano, arrivò alla Cadè e si fermò nell'antico monastero retto da un ordine ospitaliero francese. La Cadè o Casa Dei era posta fra campi di guado e ridenti vigneti. In questa oasi sostò qualche giorno per riposare e poi riprendere il viaggio. Qui, il 6 maggio, ricevette l'omaggio del vescovo di Tortona accompagnato da uno stuolo di prelati. In processione raggiunsero Tortona e nel duomo, posto sulla collina del castello, emanò una storica bolla che univa i monaci Cassinesi e Cistercensi. Ricordando questo papa riformatore, la mente porta al Cardinale di Milano Carlo Borromeo, San Carlo, che continuò nell'opera di risanamento della Chiesa iniziata da Paolo III. San Carlo fu più volte a Castelnuovo poiché, quando

Diamo qui di seguito l'elenco delle offerte pervenute in Parrocchia, dall'ultimo Bollettino Parrocchiale al 31 dicembre 2004. Ci scusiamo per eventuali errori ed omissioni. Tripepi Giuseppe 30 € in suffr. di Annunziato - N.N. 100 € in suffr. defunti - Stradaioli Rita 50 € in occ. del funerale di Stradaioli Ermete - N.N. 100 € - I familiari 300 € in occ. del funerale di Maria Pagella ved. Curone - Stella Angelo e Mario 60 € in suffr. defunti - Ramundo Maria 30 € in suffr. defunti - Gavio Piera 20 € in suffr. defunti - I figli 200 € in occ. del funerale di Irma Bellinzona Rosetta Pagella 150 € in suffr. della sorella Maria - N.N. 20 € in suffr. di Musarò Ada - Fam. Besuzzi - Palazzolo 20 € - I coscritti della classe 1934 50 € Luciana Baraldi 300 € in suffr. di

per ragioni pastorali doveva recarsi a Tortona sede della diocesi che allora dipendeva da Milano, guadato il Po alla Rotta, la prima tappa era Castelnuovo. Prima di entrare in paese, a porta Stradalzano, si inginocchiava a pregare davanti ad un muretto dove stava dipinto il crocifisso, incorporato poi nell'attuale oratorio a lui dedicato. Quando fu santificato, ricordando la sua opera a favore degli appestati, il nostro ospedale di San Giacomo e Filippo, da poco trasferito dalla "casa vecchia" dietro il castello al nuovo edificio di Gualdenazzo, venne intitolato anche a lui, come pure la chiesetta. Nella chiesetta, sopra l'altare, venne posta una tela raffigurante la Madonna fra San Giacomo e Carlo e sullo sfondo l'abitato di Castelnuovo sovrastato da torri e campanili. Dipinto che una decina di anni fa è stato spostato nella sacrestia della chiesa di Sant'Ignazio. L'edificio venne nella seconda metà del 1800 trasformato in asilo infantile e la chiesetta che fu del antico ospedale passò al servizio dell'asilo. La chiesetta racchiude le memorie storiche e religiose del vecchio ospedale, il ricordo delle luttuose giornate della peste del 1556 e 1631, le sofferenze dei feriti delle prime guerre risorgimentali amorosamente curati, le benemerenze dell'asilo infantile voluto dal sindaco e filantropo Luraghi ed infine di Don Bruno che fra quelle mura maturò nella preghiera i progetti che realizzò nel suo fecondo apostolato castelnovese.

Baraldi Francesco - Fam. TortiMasino 50 € in suffr. defunti Carlo e Renza Sottotetti 100 € in suffr. dei genitori e della zia Rosa Maria - Angela Agostelli 50 € in suffr. di Agostelli Mario - Giorgi Pia 50 € in suffr. defunti - N.N. 20 € in suffr. defunti - N.N. 50 € in suffr. defunti - N.N. 20 € in suffr. defunti - N.N. 200 € in suffr. defunti - I coscritti della classe 1944 100 € N.N. 100 € in suffr. defunti - Marco Malvicini 50 € in suffr. defunti Pietro Torti 200 € - Trovamala Mario 30 € in suffr. defunti - Maria Curone 50 € in suffr. defunti - I coscritti della classe 1937 70 € Giancarlo Bassi 50 € in suffr. dei genitori - I coscritti della classe 1938 30 € - Teresa Stramesi 30 € in suffr. della cugina Carla - Paola Marchetti 25 € in suffr. defunti Fam. Settimio Amendola 50 € in suffr. dei loro cari - Luise

Pierangelo ed Anna Maria 200 € in occ. del funerale della mamma Teresa Stramesi 100 € in suffr. defunti - I familiari 50 € nel 2° anniv. di Ghislieri Natale - I coscritti della classe 1932 50 € in suffr. di Setti Giuseppe - N.N. 50 € in suffr. di Rossi Virginia - I coscritti della classe 1932 150 € - La moglie Bruna 50 € in suffr. di Sergio Crivelli - I coscritti della classe 1926 20 € - Unione Agricoltori 100 € nella Giornata del Ringraziamento - I coscritti della classe 1954 100 € in suffr. defunti - Giuseppe Leva 60 € in suffr. defunti - La mamma 25 € in suffr. di Ada Musarò - La moglie 50 € in suffr. di G.Paolo Golin - Angela Concaro 100 € in suffr. defunti Fabrizia e Gianfranco Corazza 30 € in occ. del 25°di matrimonio Luigi Cairo 30 € in suffr. defunti N.N. 20 € in onore di Sant'Andrea


BOLLETTINO PARROCCHIALE pag. 11 - Taverna Rita 70 € in suffr. defunti - De Luca Domenica 50 € in suffr. defunti - Valdata-Torti 100 € in ric. defunti - Col diretti sez. di Castelnuovo 100 € nella Giornata del Ringraziamento - Maria Rosa Bassi 50 € in suffr. del marito N.N. 200 € in suffr. defunti - Sacco Mario 50 € in suffr. defunti - Ines Stella 50 € in suffr. di Innocenzo, Ida, Lina e Teresa - Fam. Grassi 50 € in suffr. defunti - N.N. 500 € in suffr. defunti - Sacco Claudio e Pinuccia 50 € in suffr. papà - Maria Rosa 50 € in suffr. defunti - N.N. 200 € in suffr. defunti - Fam. GattiDeidda 50 € in suffr. defunti - Fam. Novelli 50 € in suffr. di Carlo Lidia Polizza 25 € in suffr. defunti Avis Castelnuovo 50 € - N.N. 25 € - Carretto Isabella 100 € in suffr. defunti - I coscritti della classe 1930 100 € - Fam. Novelli 30 € in suffr. defunti - N.N. 50 € in suffr. di Alfredo Lombardi - Piccolo Giuseppe 20 € in suffr. della moglie - I coscritti della classe 1930 30 € - Cotroneo Carmela 20 € in suffr.di Maggiorina - Corale Beato Stefano Bandello 40 € in suffr. defunti - N.N. 30 € in suffr. defunti - Vera Cazzato 30 € in suffr. di Alfredo Cazzato e antonio Ferramosca - I coscritti della classe 1940 150 € - N.N. 30 € in suffr. defunti - N.N. 25 € in suffr. di Giuseppe e Giacomo - Rapetti Rita 50 € in suffr. defunti - Frat. Basiglio 50 € in suffr. defunti Paolino Ersilia 100 € in occ. del funerale di Giovanni Longo - Anna Traschio 50 € in suffr. defunti Maria Ede Santafede 50 € in ric. dei defunti - Gerardo Alfarano 50 € in suffr. defunti Donato, Elena e Annita - N.N. 100 € in suffr. defunti - Zanchetta Luigi 50 € in suffr. defunti - Il figlio Franco Bassi 50 € nell'ann. di Bassi Terenzio - N.N. 20 € in suffr. defunti - N.N. 100 € in suffr. defunti - Il figlio Giancarlo 120 € in occ. del funerale di Pedrol Virginio - I genitori, il padrino e la madrina 170 € in occ. del battesimo di Valentina Bandiani - N.N. 50 € in suffr. defunti - I coscritti della classe 1969 100 € - I familiari 50 € in occ. del funerale di Mano Zerbinati - Fam. Pala 25 € - La

mamma 150 € in occ. del funerale di Mariangela Ricci - L'adorato Alessandro 100 € in ric. della cara zia Mariangela - Ferrari Caterina 50 € in suffr. defunti - I genitori 70 € in occ. del battesimo di Nicholas Patricola - I coscritti della classe 1933 55 € - Silvana, Francesca e Andrea 1000 € in ric. di Pietro Arona - Fam. Ferrari 50 € in suffr. defunti - Alfarano 20 € in suffr. di Samantha - Zurzolo Franca 20 € in suffr. defunti - Federico 20 € in ric. della nonna Luciana - Grassi Luigi 50 € in suffr. defunti - La figlia 50 € in suffr. di Zaletely Antonio - N.N. 30 € in suffr. defunti - N.N. 50 € in suffr. defunti - Fam. Carnero da Silva 60 € in occ. del battesimo di Paulo Sergio - Fam. Massara 50 € in occ. del battesimo di Raffaella Maria - Pisa Maria 30 € in suffr. defunti - Fam. Brugnerotto 30 € in suffr. di Luigi ORATORIO Fam. Ghigne 50 € in mem. di Arduino Armanda - Francesco, Alessandro, Daniele 200 € in ric. della nonna Maria Pagella ved. Curone - Scacheri Anna in Curone 20 € - Simas Maria 10 € - La moglie 50 € in suffr. di G. Paolo Golin - Barbero-Santafede 40 € Maria Ede Santafede 25 € - R.M. 20 € - C.D. 50 € - 17 € in mem. di Mano - N.N. 40 € CARITA' Fam. Besuzzi - Palazzolo 25 € per i poveri - Fam. Besuzzi - Palazzolo 25 € per le missioni - N.N. 50 € per i poveri - Fam. Massara 50 € per i bambini africani - N.N. 50 € per Emanuela BOLLETTINO Don Angelo Nicrosini 10 € - Rossi Carolina Basiglio 20 € - N.N. 50 € - N.N. 20 € - Piera Contardi (Guazzora ) 50 € - N.N.30 € - N.N. 20 € - N.N. 20 € - N.N. 20 € Bobbio Elio 20 € - Zambelli Onorina 20 € - Fam. Leva Aldo 50 € - Carnevale Anna 50 € - Ernesto Librè 50 € - Fam. Setti- Demaestri 50 € SEMINARIO I coscritti della classe 1938 20 € MADONNA DELLE GRAZIE N.N. 30 € - Ines Stella 50 € -

SAN DOMENICO Fam. Bassi-Sacco 100 € in ric. dei defunti CHIESA DELLA CROCE Spinetta Tino 150 € RACCOLTI PER la giornata delle missioni (24 ottobre) euro 1430, per la giornata del Seminario (21 novembre) euro 549, per la Santa infanzia (6 gennaio) euro 480, per le nazioni colpite dal maremoto (mese di gennaio) euro 2601, per la giornata a favore dei lebbrosi (30 gennaio) euro 320.

19 DICEMBRE: - Da Rocha Baptista Da Silva Paulo Sergio - Massara Raffaella Maria - Bandiani Valentina - Patricola Nicholas

TORNATI AL PADRE Ricci Mariangela 23/02/1965 =29/11/2004 - Zerbinati Ermanno 30/08/1941 =01/12/2004 Arona Pietro = 02 - 12 - 2004 - Fornara Pietro 27/11/1939 =05/12/2004 - Longo Giovanni 02/09/1929 =06/12/2004 - Pedrol Virginio 12/10/1915 = 14/12/2004 Taverna Tommaso 08/03/1912 =21/12/2004 - Gosatti Bruno 06/09/1925 =25/12/2004

CARNEVALE

L'Oratorio e la Parrocchia ringraziano di cuore tutti coloro che hanno contribuito alla ottima riuscita dei due incontri di Carnevale del 5 e 8 febbraio. In particolare chi ha donato materiale utile per le feste, chi si è occupato di preparare gustosi manicaretti per tutti e gli animatori che hanno reso piacevoli le due occasioni di incontro e di festa. Il resoconto del Carnevale verrà pubblicato sul prossimo numero del Bollettino.


BOLLETTINO PARROCCHIALE pag. 12

R E N D I C O N T O A N N O 2 0 0 4 C HI ES A DI S A N T ’ IGN A Z I O ENTRATE in Euro Avanzo anno precedente Contributo comunale Offerte varie (questua, ceri ecc.) TOTALE ENTRATE

6.374,33 600,00 863,33 7.837,66

TOTALE ENTRATE TOTALE USCITE SALDO AVANZO CASSA

USCITE in Euro Manutenzione (elettricista, ecc.) Materiale per pulizia Materiale per culto (fiori, ceri, ecc.) TOTALE USCITE

63,20 266,80 413,05 743,05

7.837,66 743,05 7.094,61

Contabilità della chiesa di San Carlo (dal primo di gennaio al 31 dicembre 2004)

UTILE AL 31.12.2003 DAL 1 GENNAIO 2004 AL 31 DICEMBRE 2004 ATTIVO €€ 2.392,00 PASSIVO € 1.118,00 UTILE AL 31 GENNAIO 2005 UTILE COMPRENSIVO

€ 3.612,00 €€ 1.274,00 € 4.886,00

UN ALTRO BELLISSIMO PRESEPE VIVENTE

È passato un altro Santo Natale e, come è ormai tradizione nella ricorrenza delle festività natalizie, uno degli appuntamenti più attesi e più significativi e' quello del presepe vivente. Non staremo qui a dilungarci su quanto lavoro e quanto sforzo ci sia dietro un'opera di questo tipo, innanzitutto perché, dopo ormai alcuni anni, è noto a tutti e poi perché non è lo scopo principale ne di questo articolo ne tanto meno degli uomini che anno dopo anno allestiscono il presepe e lo rendono sempre più bello. È vero però che a loro va il nostro più sincero e sentito ringraziamento perché ogni anno ci danno la possibilità di vivere in maniera un po' più intensa e significativa il mistero della nascita del Signore Gesù. Passando al tema di queste poche righe, vi comunichiamo che anche quest'anno l'affluenza di gente e' stata a dir poco eccezionale. Nelle quattro rappresentazioni, il 24 e il 26 dicembre e successivamente il 2 e il 6 gennaio, la folla che ha invaso e percorso in lungo e in largo i giardini pubblici di piazza Vittorio

Veneto (giardini magistralmente "trasformati" da quelle persone di cui parlavamo prima) ha dimostrato di apprezzare molto l'armonia e il messaggio che da quelle capanne si voleva lanciare. Questo è molto importante in quanto in un mondo dedito sempre di più a seguire i ritmi che la società "impone" il fatto di volersi fermare a riflettere e contemplare il significato di un giorno così importante come è quello del Santo Natale. Naturalmente, come ormai è tradizione, parte delle offerte raccolte in quei giorni sono andate per l'adozione a distanza di cinque bambini del Sud America che grazie al vostro contributo potranno mangiare, studiare e curarsi per un altro anno senza dover correre il rischio di perdere la vita. Inoltre, il comitato del presepe vivente, in seguito ai drammatici eventi naturali che hanno colpito il Sudest asiatico, ha deciso di destinare parte delle vostre generose e cospicue offerte proprio a quelle popolazioni che nel giro di pochi minuti hanno visto cancellati dalla forza della natura gli sforzi di una vita. In questo momento, mentre scriviamo queste poche righe, non si è ancora deciso a chi inviare la somma di denaro (3000 euro) destinata ai maremotati. Siamo in collegamento con diverse associazioni umanitarie che stanno agendo sul luogo del disastro e stiamo vagliando le alternative che ci sono state proposte al fine di rendere la nostra offerta il più tangibile e concreta possibile. Non ci resta che ringraziare da queste pagine del bollettino tutte le persone (semplici cittadini e aziende) che con il loro contributo rendono possibile la realizzazione del presepe vivente, un'importante realtà del nostro paese, invitandole sin da ora a ritrovarci il prossimo Ottobre per cominciare nuovamente quei lavori che permetteranno poi a qualcuno di vivere il Santo Natale in modo più profondo e sereno.


Bollettino Febbario 2005