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BOLLETTINO PARROCCHIALE Giornale dell’Unità Pastorale S. Luigi Orione MENSILE DELLE PARROCCHIE DI CASTELNUOVO SCRIVIA, ALZANO, GUAZZORA, MOLINO, OVA

Le note della gioia allʼoratorio estivo

Anno 94, n. 7 - 8

LUGLIO - AGOSTO

2007

Musica Maestro!

Lʼoratorio estivo e i santi usica maestro!” Eʼ lo slogan che ha accompagnato i nostri ragazzi nelle tre settimane di oratorio estivo. E la musica è fatta di note. E ciascuna, nella giusta collocazione, contribuisce alla realizzazione di una composizione. Il grande concerto della fede si realizza dunque con tante note diverse, ma unite nello stesso spartito. Queste “note” sono i SANTI e il “maestro” è Cristo. Avendo presentato ogni pomeriggio ai ragazzi alcune figure significative di santi (don Bosco, Filippo Neri, Gianna Beretta Molla, …) non si poteva concludere in modo migliore lʼoratorio estivo. La celebrazione della S.Messa in parrocchia nel giorno dedicato ai Iscritto al Tribunale al n° 4/69 il 22 giugno 1969 - Spedizione in a. p. art.2 comma 20/c santi Pietro e Paolo. Nelle pagine interne vedremo e leggeremo in merito. legge 662/96 - Aut. Dir. Prov. P.T. Filiale AL Come parroco ringrazio don Fabrizio (don Fulvio che aveva riavviato lʼoraDirettore editoriale: il parroco Don Costantino Marostegan torio estivo), gli assistenti e gli animatori per lʼottima conduzione dellʼiniziaDirettore Responsabile: Dott. Roberto Carlo tiva. Delconte

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Impaginazione e stampa: Dieffe s.n.c. Castelnuovo Scrivia (AL)

don Costantino

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Nel settantesimo di Casa Buda Lelio Sottotetti astelnuovo, per Don Orione, è stato un paese particolare. In questo luogo, che chiamerà “la mia Cafarnao”, era nata la mamma e aveva vissuto le prime esperienze da ragazzo. Veniva da Pontecurone con la carriola per lavorare, insieme al padre, come stradino per selciare la strada o con la mamma al mercato del giovedì. Sognava di realizzare unʼopera in onore della Madonna delle Grazie, venerata nel nostro Santuario, che lui affettuosamente e semplicemente chiamava: “La Madonnina”. Dapprima pensò di organizzare un centro di vita e preghiera per eremiti; poi, sempre nei primi anni del suo apostolato, tentò di ripristinare il collegio di SantʼIgnazio ma trovò lʼostacolo degli amministratori comunali che lo bloccarono. Tentò anche di acquistare il palazzo Centurione ma per motivi diversi

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non gli fu possibile concludere. Con umiltà e costanza non si scoraggiò finché il Signore accolse le sue aspirazioni ed il benefattore Ernesto Buda, in memoria della moglie Bensi Amalia, donò la bella e vasta casa dove nel 1937 (settantʼanni or sono) venne aperto lʼorfanotrofio dedicato alla madonna del Rosario. Il nuovo complesso fu benedetto dal Venerabile Don Sterpi insieme al Canonico Perduca. Insieme portarono un caloroso messaggio di Don Orione che in quel momento si trovava in Argentina. Al ritorno del suo secondo viaggio nellʼAmerica del sud, il giorno sette ottobre 1939, in un pomeriggio che rimase impresso nel mio cuore di ragazzo, Don Orione fu a Castelnuovo. Pregò, parlò e, visibilmente commosso, distribuì a tutti delle medagliette di metallo con impressa lʼeffige della madonna del Rosario. Quellʼimmaginetta, ormai consunta, lʼho sempre portata con me e la conservo come una reliquia.

Nel corso dei settantʼanni che oggi ricordiamo, passarono per questa casa suore e sacerdoti che lasciarono segni della loro fede e del loro servizio. Fra questi ricordo in modo particolare lʼultimo, che tutti hanno conosciuto amato e stimato: don Gino Rizzi. Lʼorfanotrofio fu poi trasformato in casa di riposo per tante donne anziane che lì trovavano amore e conforto. Nella chiesetta inserita nel complesso dellʼIstituto dimora la Madonna che Don Orione più volte invocò; essa è un richiamo alla speranza e alla fede. Attualmente lʼistituto ospita un C. A. V. (Centro di Aiuto alla Vita) per le ragazze madri in difficoltà. Ringrazio il Signore di avermi permesso di essere presente da ragazzo nel 1937 allʼinaugurazione; nel 1987 al cinquantesimo di fondazione; ed oggi, nel 2007, al settantesimo. Si commemora la presenza tra noi di questa grande realizzazione orionina frutto della fede e della speranza di un grande e santo uomo!

Lʼincontro organizzato dalla Biblioteca di Castelnuovo presso la Scuola Media

PRESENTATO IL LIBRO DI LELIO SOTTOTETTI R. C. D.

lcuni giorni fa, presso lʼAula magna della Scuola Media di Castelnuovo Scrivia, si è svolto un interessante incontro, organizzato dalla Biblioteca civica P.A. Soldini, per presentare ad un gruppo di cento ragazzi il libro di racconti e aneddoti castelnovesi “Foglie al vento”, scritto dal Comm. Lelio Sottotetti (ritratto a destra nella foto, mentre consegna una copia del libro alla Preside prof.ssa Lorenza Daglia). Lʼincontro, coordinato dal Presidente della Biblioteca

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Delconte, ha visto anche la partecipazione dello scrittore castelnovese Giordano Stella, che ha ulteriormente vivacizzato la spiegazione delle tradizioni e dei personaggi che hanno segnato il passato del paese. Dopo la lettura, da parte di ragazzi e ragazze, di alcuni brani scelti, sono state presentate agli studenti alcune interpretazioni e osservazioni sui racconti proposti e, infine, Sottotetti ha risposto alle molte domande dettate dalla curiosità degli intervenuti. Accompagnavano i ragazzi alcuni insegnanti, tra cui le due docenti castelnovesi di lettere prof.ssa Sacco e prof.ssa Ferrari.

Sento il dovere di ringraziare per la buona accoglienza riservata a "Foglie al vento". La vendita a favore delle opere di restauro della parrocchiale sta andando bene. Un grazie sincero a tutti! Lelio Sottotetti


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“Ma voi torcete a la religione/ tal che fia nato a cignersi la spada,/ e fate re di tal chʼè da sermone;/ onde la traccia vostra è fuor di strada” (ovvero: ma voi costringete alla vita religiosa chi è nato per la vita militare, ed eleggete re chi è adatto a far prediche; per questo il vostro cammino è fuori strada), Par. VIII, 145.

na grande e sempre attuale verità: di amore e giustizia, personale e sociale. Ogni persona nasce con una sua particolare attitudine, vocazione, valore, che il mondo farebbe bene a rispettare, non soltanto per la promozione del singolo individuo (che viene così onorato nella sua profonda natura), ma per una più armonica ed efficiente convivenza civile (giacché ciascuno sarebbe al suo posto, nellʼinteresse generale e sociale). Quanto siamo lontani da questo salutare e

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utile traguardo! Dante ci avverte anche che le capacità sono sempre e soltanto personali, non di casata (gli influssi celesti imprimono cioè nelle creature il suggello della loro influenza, svolgendo saggiamente la loro opera, distribuendo fra gli uomini attitudini diverse e complementari, ma non distinguendo tra casa e casa, tra famiglia e famiglia: “la circular natura, chʼè suggello/ alla cera mortal, fa ben sua arte,/ ma non distingue lʼun dallʼaltro ostello”, Par. VIII,

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Oblò 127). Da questo punto di vista aveva ragione il famoso ex diplomatico (ora editorialista del Corriere della Sera) Sergio Romano quando scriveva che, in Italia, il merito personale – come criterio di scelta – rappresenta per lʼeconomia nostrana (chiusa e corporativa) un fastidioso fattore di disturbo – purtroppo! - anziché uno strumento di crescita e sviluppo (meglio scegliere sulla base di altri criteri, conclude amaramente Romano: “i legami di sangue, lo scambio di favori o la

di R. C. D.

fedeltà”). Il credente deve quindi pregare lo Spirito Santo per riuscire meglio a discernere i propri doni e caratteristiche e così le vocazioni altrui. E, una volta riconosciuto il proprio o lʼaltrui “talento” (ed è sempre molta bella la parabola dei talenti, in Matteo 25,14), deve impegnarsi a farlo sviluppare per il bene personale e sociale (a maggior gloria di Dio), e non certo a calpestarlo, e nemmeno a sotterrarlo, nel timore (e nella illusione) di meglio conservarlo.

Un contributo per il “tuo” Bollettino Il nostro Bollettino, ormai giunto al suo novantaquattresimo anno di vita, si è molto rinnovato, sia nella veste grafica che nei contenuti. In particolare, la scelta di stamparlo parzialmente a colori ha comportato una maggiore spesa. Pertanto, per proseguire e migliorare il cammino intrapreso, è anche necessaria la vostra partecipazione.

Se volete aiutare il Bollettino potete recarvi nellʼUfficio Parrocchiale di Castelnuovo, oppure utilizzare il conto corrente postale n° 11692159, intestato alla Parrocchia S.S. Pietro e Paolo via M. DʼAzeglio n° 9, 15053 Castelnuovo Scrivia. Per Alzano e Guazzora rivolgersi agli uffici parrocchiali la mattina dei giorni festivi.

Vi preghiamo, inoltre, di segnalarci eventuali disguidi postali.


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Le note della gioia allʼoratorio estivo

Musica Maestro! Marcello Spinetta i sono giornate che preferiresti non finissero mai, nelle quali vorresti arrestare il tempo e vivere emozioni uniche senza fine. In queste giornate lʼallegria, la magia, la voglia di stare insieme e di divertirsi prendono il sopravvento, si intrecciano tra di loro, ti avvolgono e ti fanno capire che la gioia di vivere è il sentimento più bello. Eʼ, però, proprio in questi casi, che le lancette dellʼorologio corrono ancora più veloci e senza accorgertene questa magnifica ed intensa giornata è, in un attimo, già finita. Lʼunica cosa che ci resta da fare, per non perdere quanto di bello abbiamo vissuto, è aprire la nostra mente ai ricordi, non dimenticarci delle belle sensazioni provate accanto ad un nostro amico, alla mamma, al papà, ma cercare di catturare ogni singolo momento di passione e di pura felicità e racchiuderlo nello scrigno del nostro cuore. Ed è proprio questo il consiglio che mi sento di dare a tutti i ragazzi, assistenti ed animatori che hanno preso parte allʼoratorio estivo 2007, perché sono sicuro che anche questo grest, come quelli passati, ha saputo regalarci qualcosa di indimenticabile. E questo qualcosa, se valorizzato, può aiutarci, davvero tanto, a crescere, ad imparare, a maturare. Ogni episodio in oratorio estivo ha costituito sempre, per tutti, una lezione di vita, un piccolo insegnamento, un punto di partenza per non sbagliare più. E in queste tre settimane di grest, che si è svolto dallʼ11 al 29 Giugno, gli episodi di questo tipo sono stati parecchi. Ma più che dai singoli particolari, la straordinaria atmosfera che ha circondato lʼoratorio estivo deriva dalla sua totalità: dai giochi insieme, nei campi, nel cortile e nel salone, dai momenti di preghiera guidati da Don Fabrizio, dalla sempre gradevole merenda, come pausa tra un gioco e lʼaltro, dalle uscite organizzate. A proposito di queste ultime, anche questʼanno il programma è stato davvero interessante. La prima “ gita” dei nostri ragazzi si è tenuta allʼoratorio di Tortona, unʼ esperien-

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za che, oltre al divertimento, ci ha permesso di conoscere tanti nuovi amici. Poi la giornata più rilassante ma anche più attesa è stata quella alle piscine “ Le Bolle Blu” di Vignole Borbera, che è, ormai da diversi anni, un appuntamento fisso del grest. Infine lʼultima uscita si è svolta a

tarla: è la musica di Dio. Sono state le Sue note a riempire le nostre giornate. Attraverso questa particolare melodia, che proveniva direttamente dal Signore, abbiamo fantasticato, operato, sognato, ci siamo messi in gioco. E volando sulle ali della fantasia, dellʼentusiasmo, del diverti-

Colle Don Bosco, paese dʼinfanzia di San Giovanni Bosco, dove tutti noi presenti abbiamo potuto alternare a momenti di gioco anche attimi di riflessione e di formazione sulla figura di questo Santo straordinario che per i giovani ha sempre costituito un punto di riferimento. Non bisogna poi dimenticare la biciclettata di sabato 16 Giugno alla cascina Ceroggia dove, sotto il sole cocente, abbiamo colto comunque lʼoccasione per divertirci e passare una giornata tutti insieme. Al di là di tutto questo credo, tuttavia, che a rendere davvero unico lʼoratorio estivo 2007 sia stato il tema attorno al quale esso era imperniato. Come si può intuire dal titolo del grest “Musica maestro!”, il filo conduttore è stata, appunto la musica, che ci ha accompagnato in ogni pomeriggio, sia nei momenti di gioco, sia in quelli di preghiera, sia nei momenti di comunione e di condivisione. Si è trattato, però, di una musica speciale, non una musica qualsiasi: quella capace di rallegrarci,di guidarci quando ci sentiamo smarriti, di ascoltarci, per non limitarci solo ad ascol-

mento siamo riusciti ad organizzare uno spettacolo tutto nostro, un momento che noi abbiamo fortemente voluto e che nessuno ci ha potuto togliere. La sera di Giovedì 28 Giugno, infatti, nel salone parrocchiale, si è svolta una breve ma efficace rappresentazione, fatta di varie scenette e seguita da musica, balli e giochi, a cui hanno partecipato pure i genitori. Ci sembrava questo il modo più giusto per concludere un oratorio estivo che, senza dubbio, ha lasciato a tutti quelli che vi hanno preso parte qualcosa di particolare: ha insegnato ad operare secondo gli insegnamenti di Dio, a giocare condividendo la propria gioia con altri, a crescere confrontandosi con gli amici e anche, attraverso la musica, a sognare. E proprio per questo penso che, sebbene queste tre settimane siano volate, ci lasceranno emozioni incredibili, che solo il nostro cuore può catturare, fare sue e custodire gelosamente, senza che nessuno possa cancellarle. Perché questo oratorio estivo, in fondo, non si dimenticherà mai.


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Lʼaltare si riempie di giovani

Vestizione dei chierichetti Alcuni momenti della cerimonia di vestizione dei nuovi chierichetti presso la Parrocchiale di Castelnuovo

Pietro Zeme rendi la croce!”, “Accendi le candele!”, “E il turibolo?!”, sono tutte frasi che cinque minuti prima della messa, con “lʼacqua alla gola”, vengono urlate in sacrestia. Poi però, come dʼincanto, tutto è pronto e si parte puntuali ed ordinati per la liturgia domenicale. Penso che molti di voi si siano accorti che il gruppo dei chierichetti sta diventando veramente numeroso. Questo è un bene! Una parrocchia come quella di Castelnuovo è giusto che abbia un folto numero di ragazzi sullʼaltare. Direi che è un buon segno se accade ciò, vuol dire che i ragazzi partecipano alle funzioni e credono in quello che fanno. Domenica 27 maggio, alle ore 10.30, sei ragazzi della parrocchia sono stati protagonisti della “Vestizione dei chierichetti”. La loro prima Messa come “ministri dellʼaltare!” Per la cronaca, i nuovi entrati sono: Busi Federico, Camuso Linda, Cavallero Riccardo, Di Gaetano Tamara, Ferrari Cesare, Orsi Cecilia. La vestizione si è svolta in un clima di gioia e direi anche con un poʼ di emozione. Dopo aver fatto

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la promessa di rito sono stati accompagnati allʼaltare da un “padrino” o da una “madrina” per indossare la veste dalle bande rosse, pronti per essere attivi nel gruppo. Di lavoro ce nʼè! Per esempio sono terminate da poco le benedizioni delle case che hanno visto partecipi molti chierichetti al fianco dei nostri sacerdoti e del diacono. Ma le mansioni dei chierichetti non sono solo materiali, il gruppo deve impegnarsi anche in materia spirituale. Al chierichetto viene chiesto di pregare, sia in gruppo che singolarmente. Deve essere una figura dʼesempio anche per gli altri ragazzi presenti in chiesa, deve comportarsi da testimone della nostra Fede. Speriamo che continuino a essere molti i ragazzi che scelgono di intraprendere questo cammino perchè lʼaltare possa essere sempre colmo di gioventù accanto ai nostri sacerdoti. Concludendo, ci sentiamo in questo momento vicini alla famiglia di Giacomo Stringa, nostro “compagno dʼaltare”, e chiediamo a Giacomo di essere sempre in mezzo a noi. Sentiamo che in questo momento Lui si trova a servire la Grande Mensa del Signore. Giacomo, aiutaci a percorrere sempre la giusta via!


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c r o n a c h e di L. Stella

Nel mondo della scuola Speranza

i constata che, nella scuola, le difficoltà che incontrano gli operatori sono in continuo aumento. Sono tre le componenti da esaminare, allievi, famiglie, docenti. Ciascuna tende a scaricare sulle altre due la responsabilità dʼun degrado, che non si può negare non esista. Conduco le mie riflessioni sulla scorta della Premessa alla legge istitutiva della Scuola media (n. 1859 del 31 dicembre 1962) e dʼuna osservazione del clinico canadese Osler (chi è costui?) Legge 1859/62. La scuola concorre con la famiglia alla formazione ed allʼeducazione degli adolescenti. Lʼistruzione è obbligatoria .Attenzione, lʼistruzione, non la scuola è obbligatoria. Il vero insegnante non è quello che dallʼalto pompa nozioni ad alta pressione in ricevitori passivi, ma uno studente più anziano ansioso dʼaiutare i più giovani; ad essi dà, ma reciprocamente riceve (Osler). La scuola, per legge, deve concorrere con la famiglia alla formazione dei giovani, insieme, ciascuna nel proprio ambito. Sulla famiglia, mi limito a raccontare una recente esperienza personale. Sono tornate dallʼAfrica, in questi giorni, due rondini, che dalle abitudini dimostrate sono le stesse che , un anno fa, hanno costruito un nido nella mia casa e vi hanno allevato quattro rondinini. Una coppia. Una

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famiglia. Senza aggettivi, senza se e senza ma. La natura lʼha chiamata ad un compito, e lʼosservano senza porsi problemi. Non tutti gli uccelli sono monogami e reciprocamente fedeli nella vita di coppia. Il gallo non si cura della prole. Al massimo, schiamazza quando una gallina ha deposto un uovo. Come se…lʼavesse fatto lui! I pulcini (pulastrè in dialetto) non sanno neppure dʼavere un padre. I polli non hanno famiglia. Qualche politico vorrebbe organizzarci come i polli. Io penso che, se in una scuola fantastica frequentassero rondinini e pulcini (di gallina), i primi creerebbero molto meno problemi degli altri. Sulla scuola mi basta unʼosservazione. Se invece di dirigere lʼattenzione sui ragazzi pigri e superficiali, studiassi i docenti pedanti e demotivati, troverei qui la principale causa dʼuna crisi. Ho incontrato da alunno, e penso che tutti abbiano avuto la stessa esperienza, professori che quando colloquiavano con i giovani li conquistavano. Finiva la lezione e non ce ne eravamo accorti. Ce ne furono e ce ne sono, solo non fanno notizia. Diamo ai giovani famiglie e scuole vere e la crisi sparirà. Sempre se la società in cui viviamo non faccia di tutto per distruggerle. Televisione e stampa che conta, che fa opinione, stanno programmando un tanto peggio, tanto meglio. Dovessero spuntarla, considerate inutile la mia riflessione.

Congedo

re Docenti, la cui presenza è stata determinante nellʼultimo trentennio, lasciano la scuola con il prossimo anno scolastico. Elsa Semino, Don Luigi Bernini, Ennio Negri entrano nel gruppo di coloro che, raggiunto (o superato) il limite legale dʼetà, sono messi a riposo. È difficile immaginarli seduti su una panchina dʼun pubblico giardino a meditare, o in un bar a giocare a carte per …ammazzare il tempo. Si dedicheranno ad altri obiettivi, non ci perderà la società; forse un poco la scuola, anche se la storia insegna che nessuno è indispensabile a svolgere una determinata funzione. I Professori Bernini e Negri sommano insieme sessantʼanni ininterrotti di servizio nella scuola Baxilio. Sono tanti. Soprattutto la loro fu unʼattività dinamica, mai ripetitiva. Il Saggio Musicale e lo Studio dellʼambiente non si improvvisano, sono stati una serie successiva di mete, sempre originali, sempre nuove ed attuali. Della Prof. Semino vale un esempio tipo. Lo studio coordinato in un triennio centrato su tre temi interdisciplinari, il lupo, la farfalla, il vino, dove tutti i Docenti e tutti gli alunni hanno fatto la loro parte. Idee carpite e riprodotte su una rivista specializzata… Viene spontaneo chiedersi: sono idee ancora attuali oggi?

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Saggio musicale

l trentaduesimo per la scuola, il ventinovesimo per Don Bernini. Eʼ vero che, nel tempo, cambiano i ragazzi, i loro gusti, il modo di intendere la musica a scuola. È stato tuttavia difficile non incontrare motivi già presentati in passato. Quando per più di trenta volte si colgono fiori nello stesso prato (lʼuniverso musicale mondiale) , qualcosa di già presentato deve essere scelto di nuovo. La cronaca dettagliata dellʼavvenimento è già stata illustrata nei settimanali locali. Non la ripeto. Ma cʼè stato un intervento degno di nota, quello del nostro Vescovo alla conclusione della rappresentazione. Il Presule ha osservato che le ragazze ed i ragazzi sono stati disciplinati. Non è una cosa da poco. Altrove, ci ha confessato, una scuola non è riuscita a concludere il suo Saggio… È unʼosservazione importante, cʼè del buono nei nostri giovani. Preparare un Saggio è lungo e faticoso. Ho una ventennale esperienza in proposito. Solo mediare i rapporti tra gli operatori è una fatica degna di Sisifo… Non parliamo della ricerca dʼun luogo dove presentarci, con tanti dinieghi, e Giove Pluvio che talvolta non voleva farci mancare il suo paterno intervento. Questʼanno i ragazzi sono stati bravi Come nei trentun anni precedenti. Meritano un grazie, esteso a tutti coloro che li hanno seguiti. Un augurio, non ci si deve fermare. Castelnuovo aspetta il trentatreesimo Saggio.

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c a s t e l n o v e s i Due comunità riunite nel nome di San Desiderio l paese di San Desiderio (un sobborgo della città di Genova) ha celebrato la festa del Santo Patrono il 27 maggio. Ovviamente si tratta di San Desiderio, che la tradizione dice nativo di Bavari, una località distante un paio di chilometri, e nel cui territorio si trova una grotta, di cui si parlerà appresso. La manifestazione celebrativa è stata sobria, ma profonda. Nel nome del Patrono, si è ufficializzato lʼingresso nella comunità parrocchiale di Francesca, mediante il Battesimo; alcune coppie hanno festeggiato la ricorrenza del loro matrimonio; si è detto “grazie” ad un medico ultraottantenne, che nel paese ha trascorso tutta la sua vita, in missione, a servizio di tutti. Castelnuovo è stata presente con una delegazione mista di confratelli (con stendardo e cappa) e di semplici fedeli. La Coldiretti locale ha inviato un campionario di prodotti locali tipici della stagione. Erano presenti ed hanno guidato la funzione i Parroco emerito don Raffaele Tubino e lʼamministrazione parrocchiale don Francesco Doragrossa. Cʼera un posto ed un compito per ciascuno dei presenti. Il tempo sembrava non passare. Le due comunità diverse e lontane erano diventate una, nel nome di San Desiderio, accomunate dal fatto dʼappartenere alla stessa regione ligure, secondo la Chiesa. Diciamo ora due parole sul Santo Patrono. È nato e vissuto nel IV secolo d. C., quindi sotto lʼimpero romano, sia pure nella sua fase di sfacelo. La tradizione lo

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dice agricoltore, in quella zona dove bisogna conquistare il terreno zolla per zolla, su terrazzamenti faticosi da predisporre, e ancora più faticosi da lavorare. Il

Roma. Un poʼ come lʼattuale autostrada A 12. Lʼincontro con i pellegrini che da Langres andavano a Roma dal Papa può essere immaginato verso sera, là

per il suo zelo pastorale. Durante lʼinvasione dei Germani, affronta disarmato lʼesercito barbaro per salvare i suoi fedeli, e viene decapitato fuori dalle mura

Durante l'Offertorio sono stati portati all'altare, insieme ai simboli eucaristici, i frutti della nostra terra ed alcuni libri di autori castelnovesi.

ragazzo, curioso e di intelligenza viva, frequenta un eremita, colto nelle discipline religiose, che vive in una grotta a non molta distanza da Bavari. Acquisisce unʼeducazione religiosa accurata. È opportuno ricordare che in quei tempi le conoscenze si trasmettevano in massima parte per via orale. Gli uomini di chiesa erano i più colti, se non gli unici depositari dʼogni disciplina. Anche se la storia di quei tempi è avara di documenti e si mescola spesso con la leggenda, ci sono alcuni fatti che si possono ritenere reali. Desiderio è un agricoltore giovane e colto e svolge la sua attività attorno al suo paese e in una piana vicino al mare, che costeggia la strada che da Genova, attraverso il territorio di Luni, porta a

dove il campo confina con la strada. Desiderio offre ospitalità e tratta con loro di questioni religiose. La sua figura ha colpito i pellegrini, che, a Roma, vogliono risolvere il problema della sede vescovile vacante. Per strada, cominciano a pensare a Desiderio come possibile nuovo capo religioso della loro comunità. Il Papa accetta le loro proposte. Sulla strada del ritorno trovano Desiderio intento ad arare, e lo convincono a seguirli. Come segno di saluto, Desiderio pianta il bastone che usava a guidare i buoi nel terreno. È fresco, e con il tempo da talea diviene albero. Lʼalbero di San Desiderio, un miracolo come ne avvengono tanti in natura per intervento del Creatore. Come Vescovo, brilla per la sua cultura e

della città. Il pronto intervento dellʼimperatore Giuliano allontana gli invasori, e consente il culto del Vescovo martire. San Desiderio è scelto come Patrono di Langres. I suoi fedeli ne diffondono la conoscenza. Lungo le località della via Francigena, che percorrevano per andare a Roma ad ogni sosta parlavano del loro Patrono. Per due fortunate circostanze, la strada che passava da Castelnuovo ed i pellegrini di Langres che vi dovettero transitare , avvenne che il loro Santo, agricoltore prima che Vescovo, fu scelto dai nostri progenitori e divenne il nostro Santo patrono. La mia è solo unʼipotesi. Però la trovo verosimile, e la propongo.


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DAGLI STATI UNITI DʼAMERICA A GUAZZORA ramite il cugino guazzorese Gian Antonio Stringa è pervenuta al Bollettino una “foto ricordo” della famiglia del Dottor Eugenio Librè, figlio di Pedrito Librè e di Luigina Megardi originari di Guazzora, emigrati negli USA negli anni ʼ30. Il dott. Librè, molto legato al paese dʼorigine dei genitori e alla sua chiesa, nonché affezionato lettore del nostro bollettino, è ritratto nella foto con la moglie Maria, con i cinque figli: Peter, Henry, Kennet, Nina e John ed i numerosi nipoti , nel giorno del matrimonio dellʼultimogenito John con Liz, celebrato nel settembre 2006.

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La ricorrenza del Corpus Domini omenica 10 giugno, giorno del Corpus Domini, a Guazzora, dopo la messa festiva, si è svolta la tradizionale processione. Lʼostensorio contenente lʼEucarestia è stata portata dal diacono Ernesto nelle vie del paese e accompagnata - sotto il baldacchino sorretto dai sei volontari - dai chierichetti con il giglio in mano. Tra i numerosi fedeli hanno partecipato parecchi bambini con i genitori che, durante il tragitto, spargevano i petali di rosa. Erano presenti il Sindaco Piera Vignoli e la Giunta comunale. La processione è stata animata da canti e preghiere e si è conclusa con la benedizione eucaristica, nel rispetto della tradizione della ricorrenza che, come ha ricordato il diacono nellʼomelia, fa riferimento al miracolo di Bolsena avvenuto nel lontano 1293.

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Donazioni alla Parrocchiale di Guazzora a Chiesa parrocchiale, recentemente, è stata destinataria di oggetti e opere donati dal guazzorese Gian Antonio Stringa, noto artigiano del ferro. Le donazioni sono rappresentate da alcune prestazioni che riguardano la fontana della piazza della Chiesa, lo stelo in ferro che sorregge le biciclette dei fedeli e da un piedestallo in ferro che supporta il cero pasquale; questʼultimo viene utilizzato anche in occasione dei battesimi. Il signor Stringa è titolare in paese di un antica officina/laboratorio a

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gestione familiare, che risale ai tempi del padre Francesco. La sua attività e quella del padre rientrano in quelle preziose professioni che negli ultimi tempi si sono modificate e trasformate per lʼevoluzione della moderna tecnologia, ma che in passato, nella realtà del nostro piccolo paese, erano molteplici. A Guazzora infatti, fino agli anni ʻ60/ʼ70 era possibile trovare diverse e qualificate professioni che possiamo definire gli “antichi mestieri”: da unʼaltra officina del ferro, alla valente sartoria per uomo, per donna, al prestigioso

ricamo, alla raffinata maglieria, condotti da veri professionisti noti anche fuori paese. Tutti hanno lasciato un segno tangibile e nel proprio ambito, hanno lavorato generosamente per la Chiesa Parrocchiale. Anche tramite queste colonne, il Parroco unitamente alla comunità cristiana rivolgono un ricordo riconoscente a chi non è più fra noi. In particole, al Signor Gian Antonio Stringa, va lʼespressione di doverosa riconoscenza per la pronta disponibilità e lʼimpegno profuso a favore della Chiesa.

Paola Rossi ricordata a Guazzora Domenica 10 giugno, nella Chiesa di Guazzora è stata ricordata Paola Rossi, scomparsa prematuramente a soli 43 anni il 9 marzo scorso. Paola, pur risiedendo alla periferia di Sale, era molto conosciuta in paese in quanto per ventʼanni ha svolto la professione di parrucchiera. Per questo motivo, lʼiniziativa di ricordarla con una messa è scaturita spontaneamente dalle clienti, dalle amiche, dagli amici, nonché dai suoi parenti residenti in paese, che hanno raccolto la cospicua somma di Euro 300 e devoluta alla Chiesa in sua memoria. Paola, durante gli anni della sua attività, si è inserita positivamente nel contesto del paese: ha costruito legami e amicizie significative, ha partecipato alla vita e alle ricorrenze locali, ha frequentato con affezione la Chiesa alla quale si è particolarmente legata. Ed è proprio qui che la comunità cristiana ha voluto ricordarla alla presenza dei suoi genitori e dei familiari, ai quali si rinnovano autentici sentimenti di solidarietà e affetto. T.B.

Anno 1979, il piccolo coro di Guazzora Pubblichiamo con piacere questa foto giacente presso lʼarchivio parrocchiale: risale al mese di febbraio 1979 e ritrae Don Opilio insieme al gruppo dei giovani cantori della Parrocchia. Eʼ stata scattata dal maestro Giorgio Zorzella, che allʼepoca dirigeva il piccolo coro. Chi si riconosce?


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Te m p o d i v a c a n z e : l e g g e r e u n l i b r o Gian Luigi Zeme

on ricordo quale fu il primo libro che riuscii a leggere sino alla fine. Ricordo, invece, con precisione ed affetto il primo libro nel quale “entrai” e che consumai con passione: “La ragazza di Bube” di Carlo Cassola. Quella storia (non importante in se stessa, ma adatta a quel momento) aveva catturato la mia attenzione e vissi con grande coinvolgimento le vicende di Bube e Mara. Avevo piacere di stare solo col libro e lʼimmaginazione mi portava a vivere come immerso in quelle pagine. Si verificò ciò che può capitare ad ogni adolescente

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che, preso un libro fra le mani, lo legge avidamente inserendo nel proprio animo nuovi tasselli sino a costruire, negli anni, il proprio mondo interiore. Credo che la lettura sia una strada obbligata nella crescita. Leggere non è fuori moda e non è nemmeno un atteggiamento obsoleto (sostituito da nuove tecniche di comunicazione). Ogni genitore deve sentirsi impegnato ad insegnare ai figli ad apprezzare la lettura. Ed affermo questo proprio perchè, essendo genitore, tocco con mano la resistenza ad iniziare. Leggere è importante per la formazione culturale, per lʼefficienza scolastica, per lʼallenamento cerebrale e, soprattutto, insegna a vivere, proponendo sentieri da seguire. Se può servire ad alleviare la paura dellʼinizio (un libro è valutato a

prima vista dalla sua mole) vorrei citare “I diritti del lettore” di Daniel Pennac. Nel saggio “Come un romanzo” (da cui sono tratti i dieci diritti del lettore) Pennac affronta dal duplice punto di vista di romanziere e professore, il problema di come si possa stimolare i giovani (e in genere tutti coloro che avvertono lʼoggetto libro come un macigno indebitamente e immeritatamente posato sul loro comodino) non tanto alla lettura in sé e per sé, quanto al piacere di essa, cercando di proporre i libri come complici, come amici attraverso i quali si ampliano i propri orizzonti e si costruiscono mondi inediti. Un libro intelligente e spassoso che aiuta a ricordare che il tempo della lettura, così come il tempo dellʼamore, dilata il tempo della vita.

I DIECI DIRITTI DEL LETTORE (brani tratti da: Daniel Pennac, Come un romanzo, Milano, Feltrinelli 1999) 1. IL DIRITTO DI NON LEGGERE (…) la maggior parte dei lettori si concede quotidianamente il diritto di non leggere. (…) tra un buon libro e un brutto telefilm, il secondo ha, più spesso di quanto vorremmo confessare, la meglio sul primo. Inoltre, non leggiamo sempre. I nostri periodi di lettura si alternano sovente a lunghi digiuni (…) (…) se possiamo tranquillamente ammettere che un singolo individuo rifiuti la lettura, è intollerabile che egli sia – o si ritenga – rifiutato da essa. 2. IL DIRITTO DI SALTARE LE PAGINE Ho saltato delle pagine (…).E tutti i ragazzini dovrebbero fare altrettanto. In questo modo potrebbero buttarsi prestissimo su tutte le meraviglie ritenute inaccessibili per la loro età. (…) Un grave pericolo li minaccia se non decidono da soli quel che è alla loro portata saltando le pagine che vogliono: altri lo faranno al posto loro. 3. IL DIRITTO DI NON FINIRE IL LIBRO Ci sono mille ragioni per abbandonare un romanzo prima della fine: la sensazione del già letto, una storia che non ci prende, il nostro totale dissenso rispetto alle tesi dellʼautore, uno stile che ci fa venire la pelle dʼoca (…) Inutile enumerare le 995 altre ragioni, fra le quali si debbono tuttavia annoverare la carie dentale, le angherie del capoufficio o un terremoto del cuore che ci paralizza la mente. (…) 4. IL DIRITTO DI RILEGGERE Rileggere quel che una prima volta ci aveva respinti, rileggere senza saltare nessun passaggio, rileggere da unʼaltra angolazione, rileggere per verificare (…) Ma rileggiamo soprattutto in modo gratuito, per piacere della ripetizione, la gioia di un nuovo incontro (…) 5. IL DIRITTO DI LEGGERE QUALSIASI COSA (…) ci sono “buoni” e “cattivi” romanzi. Molto spesso sono i secondi che incontriamo per primi sulla nostra strada. E, parola mia, quanto toccò a me, ricordo di averli trovati “belli un casino”. Ma sono stato fortunato: nessuno mi ha preso in giro … Qualcuno ha solo lasciato sul mio passaggio qualche “buon” romanzo guardandosi bene dal proibirmi gli altri. 6. IL DIRITTO AL BOVARISMO Eʼ questo, a grandi linee, il “bovarismo”, la soddisfazione immediata ed esclusiva delle nostre sensazione: lʼimmaginazione che si dilata, i nervi che vibrano, il cuore che si accende, lʼadrenalina che sprizza, lʼidentificazione che diventa totale e il cervello che prende (…) 7. IL DIRITTO DI LEGGERE OVUNQUE (qui Pennac ci presenta un soldato un poʼ particolare, che ama leggere Gogol durante lʼesecuzione di un servizio, considerato dai più, poco onorevole: pulire le latrine. Il messaggio, consegnatoci dallo scrittore francese, è che qualunque luogo è buono per chi ami la lettura…. anche un comune gabinetto). 8. IL DIRITTO DI SPIZZICARE Eʼ la libertà che ci concediamo di prendere un volume a caso della nostra biblioteca, di aprirlo, dove capita e di immergercisi un istante, proprio perché solo di quellʼistante disponiamo. 9. IL DIRITTO DI LEGGERE A VOCE ALTA Lʼuomo che legge a viva voce si espone completamente agli occhi che lo ascoltano.(…) 10. IL DIRITTO DI TACERE Lʼuomo costruisce case perché è vivo ma scrive libri perché si sa mortale. Vive in gruppo perché è gregario, ma legge perché si sa solo. La lettura è per lui una compagnia che non prende il posto di nessunʼaltra, ma che nessunʼaltra potrebbe sostituire. (…) (…) le nostre ragioni di leggere sono strane quanto le nostre ragioni di vivere.


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10 Giugno Festa del CORPUS DOMINI ad Alzano Scrivia ome tutti gli anni, ad Alzano la tradizione vuole che il giorno del Corpus Domini venga onorato con la festa della Prima Comunione impartita ai ragazzi ed alle ragazze che frequentano la quarta elementare. Il parroco Don Costantino, accompagnato allʼaltare dai chierichetti Marcello, Federico e Claudio, ha celebrato la Solenne Santa Messa ed impartito la prima comunione ad Elisa Guagnini, Cecilia Belvedere, Clara Milanese e Riccardo Titonen. Una folta partecipazione di persone ha gremito la chiesa parrocchiale, allestita per lʼoccasione con fiori bianchi in onore dei nostri ragazzi. La corale della Parrocchia, diretta da Stefano Granata, ha animato la funzione con canti religiosi che hanno dato solennità alla S. Messa. I nostri giovani, molto emozionati per lʼevento che li avvicinava al Signore, hanno ricevuto la Prima Comunione indossando un abito bianco, ed è la prima volta che succede ad Alzano, uguale per tutti e quattro. La catechista Valeria Fazio, che ha seguito i nostri ragazzi aiutandoli ad avvicinarsi a questo importante evento, ha letto loro una toccante lettera augurale. Al termine della S. Messa, come da tradizione, si è svolta la processione per le vie del paese portando il Santissimo tra le case di Alzano. I ragazzi che hanno ricevuto la Prima Comunione, hanno preceduto il Santissimo cospargendo la strada di petali di rose benedette da Don Costantino durante la S. Messa. Al termine delle funzione religiosa, i parenti invitati dalle famiglie dei ragazzi comunicandi, hanno festeggiato con pranzi conviviali. Un ringraziamento particolare alla nostra Santina che con amore accudisce la nostra Chiesa ed a Gianni, sempre presente in ogni circostanza.

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Chierichetti anno 1962 Don Angelo Nicrosini (a sinistra), don Cesare Nicrosini (a destra). Da sinistra: Meardi Faustino, Torti Mario, Tabbone Pasqualino, Balduzzi Luciano, De Grandi Leopoldo che ha fatto la Prima Comunione, Rigon Silvano, Torti Pier Luigi, Torti Brunetto, Zorzetto G. Carlo.

T o r t i

Ben riuscito lo spettacolo che il Circolo Culturale "Donne Più" ha offerto il 26 Maggio, nel Salone Parrocchiale a Molino dei Torti, per aiutare Massimiliano, un ragazzo di Tortona che è in coma da parecchi anni dopo un brutto incidente e ha veramente bisogno di aiuto.


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Nuovi lavori nella chiesa parrocchiale dei S.S.Pietro e Paolo OPERE CONSERVATIVE PER PORTALE STORICO E BUSSOLE SETTECENTESCHE IN FASE ESECUTIVA E PROGETTI IN ATTO PER LA SCALA DELLA TORRE CAMPANARIA Il Consiglio Affari Economici in seduta del 19 giugno scorso ha approvato la relazione del suo Presidente quale compendio dellʼandamento dei lavori di conservazione e di miglioramento della fabbrica della nostra chiesa parrocchiale. Ci sembra doveroso dare pubblicazione parziale di tale relazione per opportuna informazione ai parrocchiani e a tutte le persone di “buona volontà” sullo stato attuale e sul prossimo andamento dei lavori programmati a partire dallʼanno 2004 in avanti. Eccone il testo: (...) “La Fondazione Cassa di Risparmio di Tortona ha messo a disposizione la somma di € 24.200 quale contributo per gli interventi di recupero artistico e funzionale destinati specificamente alla cura delle bussole lignee settecentesche. La somma dovrebbe coprire interamente i preventivi di spesa.I lavori, oltre al restauro serviranno anche ad adattare una porta di ingresso, e precisamente quella del lato “sud”, ad uso delle persone “diversamente abili”. Opera questa che riteniamo di primaria necessità. La Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria ha messo a disposizione la somma di € 5.000 per il restauro degli ingressi e la manutenzione del Portale Magister Albertus. Per questi lavori si dovrebbe procedere con una certa gradualità data la loro particolare onerosità. Eʼ pertanto prevista una prima fase consistente nellʼavvio delle analisi chimiche preparatorie alla fase propria dei restauri. La spesa potrebbe quindi essere coperta da questa propria elargizione e dal contributo promesso dal Comune di Castelnuovo Scrivia di € 2.000. Per la scala della torre campanaria si è ancora nella fase progettuale e di studio dei preventivi mentre verrà quanto prima indirizzata domanda per un contributo congruo alla Conferenza Episcopale Italiana in quanto, notoriamente, questa spesa rientra fra quelle organicamente promosse e contribuite da tale Ente. La partre finanziaria relativa a tutta la programmazione è sotto controllo. La struttura operativa usufruisce per le correnti necessità, della anticipazione messa a disposizione, a far tempo dal luglio dello scorso anno, dalla Banca Regionale Europea grazie allʼintervento decisivo della Curia Vescovile di Tortona, al rientro della quale verrà, come viene continuamente, provveduto con la offerte dei vari Enti e dei privati parrocchiani, nel corso degli anni. In merito è curata una opportuna continua vigilanza per il rispetto dei limiti prefissati sia per quanto attiene alla spesa che alla esposizione bancaria.”

Dalla relazione si evidenzia che un particolare fervore anima la nostra comunità parrocchiale. Essa è tutta protesa ad abbellire, salvaguardare e migliorare la casa comune, la chiesa parrocchiale, che è monumento simbolo del suo profondo sentimento di fede e di devozione religiosa ereditata dai padri attraverso i secoli. Questo è consolante in tempi come i nostri di scarsa fede ed il merito è di tutte le buone persone che, sia singolarmente che unite nei numerosi organismi parrocchiali da esse espressi, lottano quotidianamente per il trionfo dei sacri principi che oggi sembrano essere così bistrattati. PLZ


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Parrocchia di Ova

Festa di S. Giovanni Battista omenica 24 giugno, ore 21, è stata celebrata la S. Messa in onore del Santo Patrono Giovanni Battista. Durante le celebrazione sono stati anche ricordati tre anniversari di matrimonio: il 50° di Giuseppe Castellotti e Campili Rosa, il 40° di Roberto Lasagna e Francesca Maria Guidobono Cavalchini, il 20° di Giampiero Ghibaudi e Nunzia Castellotti. Al termine della Santa Messa è stata impartita da Don Costantino la benedizione delle primizie della terra. Ricordiamo infine che Sabato 23 Giugno è stata inaugurata alle ore 19 la mostra di trattori in miniatura e di alcuni esemplari di autentici trattori dʼepoca “Landini testa calda”. Alle ore 21, dopo un simpatico “spuntino campagnolo”, si è svolto il torneo di briscola e lʼestrazione della lotteria.

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ARMENIA Isola cristiana nel cuore del Caucaso ndare a visitare lʼArmenia per “capire” la prima nazione al mondo che ha adottato il cristianesimo come religione di stato per noi è stata unʼesperienza unica, indimenticabile. Terra di terremoti e di santi, di montagne vertiginose e di fiumi impetuosi, di selve e di canyon, dello sconfinato lago Sevan, a ben 1900 metri di altitudine, di monasteri arroccati come nidi di aquile, di valli ricche di vigneti e alberi da frutto (prevalentemente albicocchi), dove contadini poverissimi, ma cordiali e ospitali, ricchi cioè di doti umane, suscitano commozione e nostalgia per una cultura da noi (così sazi di tutto) ormai quasi scomparsa da decenni. Questo è il sunto di un viaggio in Armenia, dove la religione cristiana apostolica di rito armeno, presieduta dal Supremo Catholicos, ha festeggiato nel 2001, alla presenza del Papa Giovanni Paolo II, i 1700 anni di cristianesimo, poiché nel 300 d.C.San Gregorio lʼIlluminatore ne è stato il primo strenuo evangelizzatore, ottenendo dallʼintera comunità convinta adesione di fede. Qui esistono moltissimi monasteri e chiese edificati dallʼIV al XIII secolo, di mirabile fattura, insieme a monumenti antichi, costruiti in pietre squadrate e solide, dai colori più vari: ocra e porpora, rosa e grigio della terra che li ha generati, tinti di fuoco al tramonto, miracolosamente sopravvissuti a tutti i sismi di questa martoriata terra ed alla devastazione operata dallʼavvicendarsi di

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popoli invasori (persiani, arabi, turchi, sovietici, azeri, ecc.). Monasteri oggi vuoti di monaci ma vissuti dalle memorie. Purtroppo quelli più accessibili (ed erano i più) sono stati demoliti. Ogni monastero presenta di solito una terna di chiese: una dedicata a San Gregorio lʼIlluminatore, una alla Gran Madre di Dio ed una terza ad un santo o ad un martire locale. Tutte sono precedute da un “gavid”, un portico chiuso più ampio della chiesa, destinato ad accogliere lʼintera comunità nei momenti di assedio o quando occorreva prendere decisioni importanti. Oggi i gavid si presentano come antri caliginosi, al pari della cappa dʼun camino. Gli scriptoria e le biblioteche sono state adibite a pollai, ben prima di Lenin, mentre i refettori dei monaci per molti anni sono stati riciclati come cantine, essendo assai freschi. Su tutte queste costruzioni svettano cupole ottagonali architettonicamente pregevoli, di varia dimensione ed altezza. Di straordinario interesse è stata la visita allʼantica biblioteca “Matenaradat”, dove sono custoditi preziosissimi codici miniati ed antichissimi libri sacri, frutto di un millenario amore per la cultura (in quellʼepoca assai raro, anticipando lʼopera dei nostri monaci amanuensi), e di radicamento nella fede cattolica. Questo popolo si è creato un alfabeto e una scrittura sua originale, affinché non si cancellasse ciò che custodiva come più

prezioso, identificando la sua storia con il cristianesimo. Il momento più struggente di questo viaggio è stato suscitato dalla visita al monumentale Museo del genocidio Armeno. Terribile evento risalente al 1915, da parte del governo dei Giovani Turchi, per motivi di pulizia etnica e di avversione religiosa. Episodio tuttora negato dal governo turco. Eccidio in cui perirono, dopo indicibili maltrattamenti e torture, quasi due milioni di Armeni. Gradevolissima, agognata ed emozionante è stata la tappa successiva, la meta sognata fin da bambini, dallʼalone fiabesco, quasi leggendario: il mitico monte Ararat, purtroppo adesso in territorio turco. Lo abbiamo visto da lontano quel monte, ergersi imponente con i suoi 5150 metri di altezza e con la cima imbiancata da nevi perenni, e abbiamo colto la struggente nostalgia del popolo armeno di rientrare in possesso un giorno di ciò che gli appartiene. Come non ricordare il racconto biblico dellʼammaraggio dellʼarca di Noè sulle pendici dellʼArarat a diluvio terminato, con il suo prezioso carico di varie coppie di animali e di familiari di Noè? Nel cortile del maestoso, bellissimo monastero di Khor Virap, (fondato nel 300 da SanGregorio lʼIlluminatore) alle falde dellʼArarat, abbiamo rivissuto lʼemozionante rito della liberazione della colomba, ricordando il desiderio del Patriarca di ritrovare terra prosciugata, promessa dal segno

prodigioso di riconciliazione con il Cielo, lʼarcobaleno! La visita alla città di Echmiazin (antica capitale), sede del Supremo Catholicos, capo della chiesa armena ortodossa, con la sua preziosa cattedrale ed il complesso di edifici religiosi, ci ha suscitato subito lʼanalogia con il nostro Stato del Vaticano. Sorprendenti le celebrazioni religiose, sontuose per il numero di canonici (in ricchissimi paramenti), per i canti melodiosi e per il protrarsi delle messe… fino a tre, quattro ore! I partecipanti, stranamente, si ritenevano autorizzati ad uscire ogni tanto per poi rientrare, silenziosi ed attentissimi, sempre ritti in piedi. Straordinariamente tenaci gli Armeni nel conservare gelosamente lʼemblema sacro della loro fede, la croce, anche a costo del sacrificio estremo. Paese delle croci lʼArmenia, che visse sulla sua pelle la croce e la incise poi a memoria futura sulle rocce e sulle pietre. Croci senza crocifisso, croci “fiorite” come albero della vita che germoglia dalla terra, croci che, nude, fanno memoria di tutti i crocifissi della storia, fatti uno con Gesù. Innumerevoli croci, scolpite su stele di pietra, su facciate di chiese e di conventi. Croci perenni… come il canto della fede che il tentativo egemone di dominio, fosse politico, culturale o religioso, di qualsiasi”faraone” di turno non è mai riuscito a soffocare... Croci rimaste a cantare tenacemente una resistenza. E una vittoria! Ci dovrebbe essere


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A GIACOMO veramente di monito, la tenacia di questo popolo, di risorgere sempre da calamità indicibili. La scelta dellʼindipendenza dallʼultimo invasore (lʼUnione Sovietica) negli anni 90 sta costando lacrime e sangue poiché ha lasciato sul lastrico lʼeconomia dellʼintero paese (la popolazione adulta “più fortunata” può usufruire attualmente di un reddito variabile dai 30 ai 40 euro mensili). Eʼ ben comprensibile, quindi, la massiccia emigrazione in paesi lontani, per sopravvivere e sopperire alle necessità di chi è rimasto a casa. Sorprendente però è la vivacità e il dinamismo che si coglie nella sua capitale, Jerevan, e la sua voglia di vivere e di modernità. Situata a 1000 metri di altitudine, è uno degli insediamenti più antichi del

mondo (una delle culle della civiltà) ed offre un interessante impianto urbanistico, pregevoli monumenti dʼogni epoca e almeno 20 interessanti musei di vario genere, un “tempio” per musica e teatro di straordinaria bellezza, essendone i suoi abitanti assai appassionati e, nonostante tutto, capaci di cogliere ogni occasione propizia per far festa, in un clima di sincera fraternità ed allegria. Ne abbiamo avuto dimostrazione dalla festa riservataci prima della nostra partenza e dagli omaggi ricevuti. Gradevolissimo è stato il passeggio serale “in centro”,in una città che non conosce criminalità, aggressioni o furti, da cui noi siamo abituati a salvaguardarci, anche nella nostra civilissima Italia.

Ieri è passato,

la morte se lʼè portata

lʼho salutato

via.

il suo sorriso

Sì, perché?

illuminava

Forse la vedremo

la sua anima,

illuminare il cielo.

la sua luce emanava

Le lacrime colmano

calore.

il mio cuore di dolore,

Ad un tratto, la luce si

di fronte alla morte

è spenta

solo il silenzio prevale,

e il suo viso

tutti i pensieri gioiosi

ha smesso di

sembrano svaniti.

sorridere. La luce che vedevamo brillare nei suoi occhi

Angela e Mario

Le vostre offerte

GIULIA CURONE (Scuola Media di Castelnuovo Scrivia, 3° a)

Mariuccia, Luigi e Pietro ringraziano di cuore tutti coloro che hanno dimostrato grande sensibilità e generosità in ricordo di Giacomo.

a Castelnuovo Scrivia

dallʼ11 Maggio al 25 Giugno 2007, in euro Ci scusiamo per eventuali errori e omissioni Suffragio defunti Vera Cazzato 30.- Bruna Quaglini 20. - Enrica Soldini 50. - N.N. 100. - Rosalba Cavalli 20. – Familiari di Lina Franchi 100. Familiari di Angela Tuccio 250. – Fam. Patricola 50. - N.N. 20. Angela La Bruna 20. – Mario Spinola 20.- Maria Beccaria 50. Famiglie Ventura e Santena, ricordando Teresa Lazzaro 200. + 100. – Luisa Sottotetti 20. - N.N. 100. - N.N. 15. - +Famiglia FerrariNegri 70.- Piera Curone 15.Belvedere 30. - Giuseppina Veneziano 50. - Marina Angeleri 20.- Familiari di Angelo Granata 500. – Anna Pascucci 20. Anna Maria Filella 20 - Bruna Stella 10.N.N. 15. - Giuseppe Arzani 20. -

N.N. 20. - N.N. 35. - Alda, Cristina e Francesco 50. - N.N. 500. – Annamaria Traschio 30 . Loredana Scacheri 30. – Luigina Cairo 55. – Daniela Brugnerotto 30. - Ermano Bonizzoni 20. Alda, Cristina e Francesco 50. Federico Maccarini , ricordando Salvatore Castrovinci 5. – N.N. 20, - Nipoti di Angelo Leva 50. - N.N. 200. - Flora Sampietro 50. – Fam. Lombardi 15. - Maria Carla Stringa 50. N.N. 15. – Giuseppina Granelli, ricordando Elio, 50. Emilio Freddo 50. - Fam. Piccinini 50. - Familiari di Teresa Gaiero 150. - Bensi 50. - Torlasco 50 Aldo Scaffino 20. – Giovannina Rolandi 30. - Fam. Perrotta 30. Ida Mori 50. – N.N. 70. - Famiglia Pastore, ricordando Rita 200. -

Ester ed Armando 100. - N.N. 50. – N.N. 50 - Famiglia Ghibaudi, ricordando Maria Soverino 100. N.N. 20. - Angelo Scarabelli 20. – Antonietta Grassi 50. - N.N., in suffragio di Francesco 50. Angela Stella e Luigi Cairo 300. – N.N. 4. - Nipoti Sacco – Ferrari in memoria di Luigina Sacco 200. Tonino Bloise 20 - Giuseppe Granelli 15. - Luciana Baraldi 200. - Famiglia Pellizzari (suffragando Ugo) 30. - La moglie, in suffragio di Gino Bordon 20. N.N. ricordando Papà 150. Valentina Bello, ricordando i Nonni 50. - Renato Goggi, ricordando la moglie Nella 100. – Rosina La Greca, ricordando il marito Luigi Ravelli 50. - Famiglia Stringa, ricordando Giacomo 50.


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Lavori in parrocchia

Varie

Famiglia Duilio Alessandrin 50. Familiari di Francesco Chizzoniti 300. (offerta pervenuta il 25.2.2007). – Famiglia VenturaSantena 100. - Vera Cazzato 20. Fam. Renzo Bensi 50. - Fam. Maurizio Bensi 50. — Anna Siro 10. - N.N. 300. - N.N. 10. - Fam. Elio Angeleri 50. - Giuseppe Lassola 100. - Scarabelli/Torlaschi 28. - Alessandro Gabutti 50. Giorgio ed Esterina, ricordando Angela Tuccio 20. - Fam. Conti 50. - Felice Colombassi 50. - I nipoti Sacco, ricordando Carlo Isetta 225. - Irene e Lucia Carbonato, ricordando Nonno Carlo 250. Fam. PellettaStringa 100. - Pietro Novelli 50. Sposi Bordon-Novelli 150. - Maria 100. - Famiglia Pico 50. - N.N. 30. - Antonietta Grassi 100. - Tonino Bloise 20.

Genitori, per la festa della 1a comunione 550. - I nonni, per la nascita di Matilde 50. - Fam. Malvicini, per il battesimo di Matteo Andrea 100. – Famiglie Sbordone, per i battesimi di Antonia e Asia Antonia 50. Genitori e Nonni, in occasione della 1a Comunione di Matteo Ferrari

Oratorio Anna Siro 10. - Cresimati 2007 105. - N.N. 50. - N.N. 50. - Fam. Ingrati 50. - Laura Sottotetti 52. – Maurizio Denicolò 50. - N.N. 50. Alunni classi 1a A e 1a B 84. – N.N. 20. –

200. - Matteo Moschini, in occasione della S. Cresima 30. Angioletta Stella (per san Domenico) 50. - Fam. Galasco, in occasione della S. Cresima di Lorenzo 100. Sposi Ferrigno- Freddo 200. – N.N. in occasione del battesimo di Luisa e Leonardo 100. - N.N. (per S. Giacomo) 30. - N.N. per i poveri 50. - Marco e Barbara, in occasione del matrimonio 100. - Fam. Soggia, in occasione del Battesimo di Alberto 50. - Antonella e Fabrizio Milanese, in occasione del battesimo di Irene 50 - Fam. Turco, in occasione del battesimo di Jacopo 50 - Sposi Piero Marras e Norma Boldrighi 100 - I nuovo chierichetti ricordando la loro vestizione 270. Giampiero Catto in occasione del Battesimo di Rebecca 100. - N.N. per i poveri 15.

Bollettino Colombassi 30. - N.N. 20. - Rino Besuzzi 50. - N.N. 50. – N.N. 10. – Duilio Alessandrin 20. – Elvira Masino 50. - Pietro, Angiolina e Nicolina Basiglio 50. - N.N. 20. Giuseppe Prandi 25. - Carlo Scaffino e Piera Giacomelli 10. Sergio Angeleri 20. - Sergio Rossi 10. – N.N. 50. - N.N. 10. - Bruno Maggi 20. - Renzo Novelli 10. G.A.P. 25. - N.N. 25 .- Delfina Ferrari 10. - Primina Scabini 10. Fam. Masino 25. - Aldo Setti 10. Annamaria Traschio 20. Angiolina Bensi 20. - Pietro Novelli 20. – V.C. 50. - N.N. 20. - Luigina Torti 30. - N.N. 20. - Angela 10. - Ester ed Armando 20. - Fam. Pico 20. - Fam. Balduzzi 20. - N.N. 20. - Pino e Nina 20. - Mario De Agostini 35. San Rocco N.N. in memoria del Confratello Francesco 50.

Alzano Scrivia

BATTESIMI Forasacco Maddalena Clara il 3 Giugno

TORNATI AL PADRE Bassi Natalina ved. Balduzzi il 21 Maggio

G u a z z o r a

BATTESIMI Orlando Luca il 10 Giugno

TORNATI AL PADRE Porcu Italo di anni 89 il 27 giugno

Castelnuovo Scrivia

BATTESIMI 17 giugno Alberto Soggia Rebecca Catto Jacopo Turco Irene Milanese

MATRIMONI Giuseppe Bordon con Silvia Erminia Novelli (27 maggio) Leonardo Marchi con Roberta Gaiazzi (2 giugno) Gianluca Freddo con Eleonora Ferrigno (3 giugno) Marco Gaudio con Barbara Malocco (9 giugno) Piero Marras con Norma Boldrighi (17 giugno)

TORNATI AL PADRE Giacomo Stringa (13.12.91 – 18.5.2007) Peppino Valente (17.9.21 – 29.5.2007) Rosetta Stella Bassi (1.2.20 – 4.6.2007) Gaiero Teresa (23.9.18 – 5.6.2007) Maria Antonia Soverino Ghibaudi (27.2.35 – 5.6.2007) Luigina Sacco Angeleri (4.9.19 – 15.6.2007) Mario Mesca (26.3.30 – 13.6.2007) Leonilde Bellettato Goggi (12.2.47 – 19.6.2007) Eugenio Pivato (26.9.12 – 21.6.2007)


Bollettino Luglio Agosto 2007 Anno 93 n. 7 – 8