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STORIA

Mosaico di popoli

Le popolazioni delle isole Nelle isole sorsero numerose colonie greche e fenicie. I Fenici fondarono Palermo in Sicilia e Cagliari in Sardegna; i Greci fondarono Siracusa, Agrigento, Catania e Messina in Sicilia. Nonostante la massiccia influenza dei colonizzatori, in altre zone delle due isole emersero civiltà italiche con caratteristiche autonome: i Sardi, i Siculi e i Sicani. Valle dei Templi, Agrigento

Barca lavorata in bronzo detta “Re Sole”

I Sardi Tra il 2000 a.C. e il 1500 a.C. in Sardegna si sviluppò la civiltà nuragica, il cui nome deriva dalle abitazioni costruite dai Sardi: i Nuraghi. Oltre ad occuparsi di allevamento e agricoltura, la civiltà dei Sardi sfruttò l’estrazione e la lavorazione dei minerali metallici: costruirono armi e statuette che raffiguravano imbarcazioni, figure umane e animali.

I Siculi e i Sicani Qualche secolo prima della colonizzazione greca, giunse in Sicilia, attraverso lo stretto di Messina, la popolazione dei Siculi. Essi conquistarono la zona centrale dell’isola, soppiantando la civiltà dei Sicani, e si spinsero fino a sud. I Siculi furono grandi nemici dei Greci, come i Sicani, ma ne assorbirono la cultura.

Anfora decorata appartenuta alla popolazione dei Siculi

La Valle dei Templi di Agrigento rappresenta ancora oggi la testimonianza sublime della civiltà greca in Sicilia.Tra le campagne colme di mandorli in fiore, lo sguardo si posa sui meravigliosi ruderi dei templi, che nel tempo hanno conservato intatta la loro imponenza architettonica. La Valle dei Templi sorge nella parte più a sud, sulle rovine dell'antica città. La Valle è stata dichiarata parco archeologico e vi si trovano i templi denominati con i nomi degli dei cui erano dedicati: tempio di Zeus Olimpio, tempio di Castore e Polluce, tempio di Eracle (Ercole), tempio della Concordia e tempio di Hera Lacinia. Conoscere i popoli stanziatisi nell’Italia insulare: i Siculi, i Sicani e i Sardi

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VERIFICA Osserva e completa lo schema con le caratteristiche specifiche delle popolazioni italiche. Le palafitte erano abita-

I Veneti erano di origine

zioni composte da grandi

I Camuni venivano dall’..........

............................... e si

.....................................

........................, si stabilirono

stabilirono in una zona

sorrette da pali piantati

in Lombardia e precisamente

che comprende l’attuale

nel fondo melmoso.

nella ..........................................

................... . Erano abili

Sopra

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lavorazione di ..................

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IN ITALIA I Celti erano una popolazione che proveniva dalle

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I Sanniti vivevano nelle terre

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Tra di loro non esistevano

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benestanti dividevano la pro-

guravano imbarcazioni,

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figure umane e animali.

più povere. Gli uomini erano abili .................., amanti dei giochi e del combattimento. I Sanniti furono sconfitti dai Romani intorno al .................

188

in

chiamate...................... .

rito guerriero e combatteo di lunghe lance di ferro

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Sardegna, in abitazioni

..................... Erano di spivano armati di ..................

Sardi


LABORATORIO

La storia dei popoli italici attraverso le fonti

 Le informazioni di cui possiamo disporre sulle civiltà del passato, le otteniamo dallo studio dei ritrovamenti effettuati. Osserva attentamente i reperti illustrati e poi associali alle informazioni che ritieni pertinenti.

A La statua in pietra, alta

B La statuetta, ritrovata in Veneto, ci

quasi due metri, rappresenta il cosiddetto “Guerriero di Capestrano”. Il suo ritrovamento è avvenuto casualmente in Abruzzo e si tratta di una delle più importanti scoperte relative alla cultura italica preromana.

mostra un valoroso guerriero di quel popolo. Ben evidenziati sono l’elmo a punta, la spada e un grande scudo usato per proteggersi.

C La pittura, ritrovata in

D La statuina, ritrovata presso Cagliari, rappresenta un arciere sardo in bronzo, riccamente vestito con un gonnellino di tipo orientale. Come si può notare, la testa veniva riparata da uno scudo.

una tomba, raffigura alcuni guerrieri sanniti.

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STORIA Gli Etruschi

Mosaico di popoli

C AR T I N A A PAG.

351

Tra i diversi popoli che abitavano l’Italia, attorno al 700 a.C., comparvero gli Etruschi, una popolazione di dubbia provenienza che si stabilì in Etruria, oggi corrispondente alla Toscana. Essi raggiunsero un grado di sviluppo simile a quello delle grandi civiltà dei fiumi e dei mari. L’agricoltura era la componente principale dell’economia etrusca: gli uomini sfruttavano le risorse del proprio territorio ricavando cereali ed olio. Estraevano dal sottosuolo il rame, il piombo, lo zinco e dalle rocce delle montagne vicine ricavavano marmi preziosi.

Gli artigiani lavoravano il ferro per ottenere utensili, armi ed armature. Lavoravano anche un tipo particolare di ceramica, il bucchero, un composto di argilla e carbone, che una volta cotto diventava nero e lucido come il bronzo. I commerci degli Etruschi erano intensi e i loro prodotti molto richiesti. Le navi etrusche, molto resistenti, trasportavano le merci in tutto il Mediterraneo. Insieme ai Cartaginesi, raggiunsero il predominio sul mare e si scontrarono spesso con i Greci.

Recipienti in bronzo e un piatto originario della Magna Grecia

Nell’immagine in alto, la Chimera di Arezzo in bronzo. Sopra un contadino che ara il campo con i buoi. 

L’origine degli Etruschi, ancora oggi, non è certa. Erodoto, uno storico greco, scrisse una storia particolare. Nella Lidia, una regione della Turchia, ci fu una grave carestia che costrinse il re ad una drastica decisione: cacciare una parte della popolazione. Vennero estratti a sorte alcuni abitanti che, guidati dal figlio del re, navigarono alla ricerca di una nuova terra da abitare. Così accadde che i Lidi arrivarono in Italia, si fermarono e fondarono nuove città, cambiarono il proprio nome e da loro discesero gli Etruschi.

190

Conoscere i tratti salienti e lo sviluppo della civiltà etrusca


STORIA

Mosaico di popoli

Le città Le città etrusche erano attraversate da lunghe strade diritte, realizzate con pietra dura e in alcune parti rialzate per consentire il passaggio dei pedoni. Gli Etruschi furono bravi ingegneri ed architetti: circondarono la città di grandi mura, realizzarono fognature, ponti e furono i primi ad ideare l’arco, applicato in porte e finestre. Come quelle greche, le città etrusche erano città-stato indipendenti. Inizialmente furono guidate da un re-sacerdote, chiamato “lucumone”; in seguito furono i membri delle famiglie più importanti ad occuparsi del governo della città. Ogni città volle sempre conservare la propria autonomia e per questo non ci fu mai un unico stato.

La religione Gli Etruschi erano politeisti, ossia credevano in molti dèi, che spesso coincidevano con quelli greci. I sacerdoti erano chiamati aruspici e praticavano la divinazione, cioè interpretavano la volontà degli dèi osservando il volo degli uccelli, oppure studiando il fegato degli animali sacrificati. Come gli Egizi, gli Etruschi credevano nella vita dopo la morte e, per questo motivo, costruirono le loro tombe come vere e proprie case. Nelle diverse stanze, le pareti erano ricche di affreschi che raccontavano la vita del defunto e, accanto al suo sarcofago, venivano lasciati gli oggetti personali che aveva usato in vita. I cimiteri etruschi ritrovati sono chiamati necropoli ed hanno l’aspetto di una città, con vere e proprie strade che si incrociano. Il Sarcofago degli Sposi, monumento funebre ritrovato nella necropoli di Cerveteri, oggi al Museo di Villa Giulia

Necropoli: città dei morti, dal greco nekròs “morto” e polis “città”.

Necropoli etrusca  Osserva

attentamente l’opera d’arte etrusca “il Sarcofago degli Sposi” e rispondi se è vero (V) o falso (F). - Il volto dei due coniugi è molto sereno.

V

F

- L’uomo non è pettinato con molta cura.

V

F

- Gli sposi sono raffigurati su di un sarcofago.

V

F

- Le sculture etrusche non erano realistiche.

V

F

Conoscere le innovazioni tecnologiche, le credenze religiose e il culto dei morti nella civiltà etrusca

191


STORIA

Mosaico di popoli

La vita sociale Gli Etruschi davano molta importanza al divertimento. I ricchi facevano feste con grandi banchetti, spettacoli di giocolieri, acrobati e prestigiatori. Anche i meno ricchi si divertivano con musiche, danze e giochi, come il tiro alla fune o l’arrampicata sui pali. Le donne avevano un ruolo importante: non soltanto accudivano la casa e crescevano i figli, ma partecipavano insieme ai mariti alle decisioni e alla vita pubblica.



Dai ritrovamenti archeologici si è scoperto che le donne etrusche erano molto belle. In particolar modo le signore dell’aristocrazia, per apparire ancora più affascinanti, dedicavano molte ore alla cura del loro corpo. Le ragazze usavano i bellissimi specchi in bronzo, che erano il vanto dell’artigianato etrusco, per pettinarsi i capelli. Sul tavolo, da eleganti cofanetti in bronzo, fuoriuscivano gioielli in oro, bronzo e ambra; mentre vasetti in terracotta contenevano creme profumate che venivano spalmate su tutto il corpo.

La scrittura La scrittura etrusca rimane ancora oggi non del tutto decifrata. Infatti gli esperti conoscono il significato soltanto di pochissime parole. Tutto quello che sappiamo sugli Etruschi deriva perciò dai reperti archeologici ritrovati nelle tombe e dai racconti dei Greci e dei Romani.

Soldato etrusco in bronzo.

Testo etrusco inciso su di una lastra di bronzo.

Il declino Dopo due secoli di grande splendore, la civiltà etrusca iniziò a decadere. Probabilmente l’organizzazione in città-stato indipendenti, sempre politicamente divise, fece degli Etruschi un bersaglio facile per una nuova civiltà nascente: i Romani. Questo popolo impose le proprie leggi agli Etruschi senza distruggere le città e permettendo loro di rimanere autonome.

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Conoscere l’organizzazione ed infine il declino della civiltà etrusca


STORIA

La civiltà romana

Le origini di Roma

C A R T IN A A PAG.

176

ever eT m u

I Latini erano un popolo che viveva sui Colli Albani. Intorno al 1000 a.C. alcuni di loro decisero di partire alla ricerca di nuove QUIR INAL E terre da abitare. Trovarono una V IMI NALE zona dove sette colli si affacciavano lungo il fiume Tevere. Tra CAP IT OLINO una sponda e l’altra del fiume E SQUIL IN O c’era una piccola isola, Tiberina, che permetteva di passare facilISOLA TIBERINA mente da una sponda all’altra. PALATI NO La posizione era ideale, perché il CELIO terreno era fertile e non veniva e AVENTI NO inondato dalle piene del fiume. Qui decisero di costruire i loro villaggi. Il mare era distante, quindi erano al riparo dalle incursioni dei pirati, ma allo stesso tempo il fiume, facilmente navigabile, permetteva di raggiungere la costa. Sulla costa c’erano gli Etruschi, che commerciavano il sale prodotto in grande quantità  Il sale era un pronelle saline in Etruria. dotto ricercatissimo I Romani iniziarono ad interessarsi a questo tipo di commercio. da tutte le popolaCostruirono magazzini di fronte all’isola Tiberina per raccogliere zioni, perché serviva il sale che doveva essere trasportato da una sponda all’altra. per la conservazione Pian piano, grazie al commercio del sale si arricchirono, ingrandei cibi. dirono i loro villaggi e, verso l’800 a.C., alcuni di questi si unirono e formarono una nuova città: Roma. fi



Rispondi alle domande.

- Dove vivevano i Latini prima dell’anno 1000 a.C.? - Come si chiama l’isola sul fiume Tevere? - I Latini dove costruirono i nuovi villaggi? - Come era il terreno in quella zona? - Perché il sale era prezioso? Cogliere il rapporto tra le caratteristiche ambientali e lo sviluppo della civiltà romana

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Mitologia

I miti

Romolo e Remo La leggenda narra che durante la guerra dei Greci contro Troia, il principe troiano Enea riuscì a fuggire insieme al padre e al figlio Ascanio. Dopo tante avventure, i tre riuscirono ad arrivare in Italia, dove Ascanio, diventato adulto, fondò la città di Albalonga. I re successivi regnarono in pace e con saggezza, fino a quando fu re Numitore. Egli aveva un fratello, Amulio, che voleva regnare al suo posto. Quando quest’ultimo scoprì che non sarebbe mai diventato re, decise di imprigionare Numitore e costrinse la figlia, Rea Silvia, a farsi sacerdotessa, in modo che non potesse avere figli. Un giorno il dio Marte incontrò Rea Silvia; i due si innamorarono e dalla loro unione nacquero due gemelli, Romolo e Remo. Amulio scoprì tutto e fece uccidere la nipote. Poi mise i due bambini in una cesta che lasciò scivolare nel fiume Tevere, sicuro che il fiume li avrebbe portati fino al mare dove sarebbero affogati. La cesta, invece, si incagliò fra i cespugli prima di arrivare al mare. Una lupa si accorse dei bambini, li salvò e li allattò fino al giorno in cui un pastore li trovò e li prese con sé. Quando i due bambini diventarono grandi, scoprirono la verità, ritornarono ad Albalonga e liberarono il nonno Numitore rimettendolo sul trono. Poi tornarono nel luogo dove furono trovati dalla lupa e decisero di fondare una nuova città. Ben presto però si trovarono a litigare su chi ne sarebbe stato il re. La contesa fu vinta da Romolo, che iniziò a tracciare i confini della futura città con l’aratro. A questo punto Remo oltrepassò il confine in senso di sfida e Romolo lo uccise. Fu così che nel 753 a.C. Romolo fondò e fu il primo re di una nuova città a cui diede il nome di Roma. (da “Mitologia romana”, Mondadori)



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Riordina nel modo corretto il mito appena letto.

Confrontare miti diversi con la verità storica per coglierne il significato sotteso


STORIA

La civiltà romana

La nascita della Monarchia Il primo governo della città di Roma fu la Monarchia, cioè il governo del re. Il re era a capo dell’esercito, giudicava nei processi, emanava le leggi e nessuno lo controllava; il suo regno, però, non poteva essere ereditato dal proprio figlio. Infatti era l’assemblea dei capifamiglia, il Senato, che eleggeva il re.

Monarchia: forma di governo il cui potere è affidato ad una sola persona, il re, che lo mantiene per tutta la vita.

I Sette re di Roma Secondo la leggenda, nel 753 a.C., il primo re di Roma fu Romolo, lo stesso uomo che l’aveva fondata. Dopo di lui ci furono altri sei re, che portarono Roma a trasformarsi da villaggio di capanne in una grande città.

L’iscrizione di questa lapide, rinvenuta a Roma, inizia con le seguenti parole: “Romolo, figlio di Marte, fondò la città di Roma”.

Il secondo re fu Numa Pompilio, un Sabino, che insegnò il rispetto per gli dèi, istituì il calendario, alcune feste romane e cercò di rendere meno rozze le abitudini dei Romani. Fu il primo ad unificare i villaggi dei colli romani.

Tullio Ostilio, il terzo re, fece la guerra ai Latini e distrusse Albalonga, il loro centro più importante. Il quarto re fu Anco Marzio che fondò una città alla foce del fiume, Ostia, che divenne un importante porto per i traffici dei Romani. Fece anche costruire il primo ponte di Roma, chiamato ponte Sublicio.

Delineare la prima forma di organizzazione politica della civiltà romana: la monarchia

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STORIA

La civiltà romana

Gli ultimi tre re furono di origine etrusca. Tarquinio Prisco, il quinto, si preoccupò di bonificare le paludi che si trovavano nelle pianure vicino al fiume Tevere. Negli spazi ricavati fece costruire una grande piazza, il Foro Romano (nella foto). Il suolo venne pavimentato e venne realizzato un sistema di fognature per raccogliere le acque della città. Inoltre furono realizzati edifici pubblici e templi, come il tempio di Giove in Campidoglio.

Il penultimo re fu Servio Tullio che fece costruire le mura a difesa della città, chiamate appunto Mura Serviane. Riorganizzò l’esercito e divise la popolazione in cinque classi sociali, dai più ricchi ai più poveri. L’ultimo re di Roma, il più crudele e dal carattere arrogante, fu Tarquinio il Superbo. Fece delle conquiste e rese più forte la città, ma i Romani, stanchi delle sue prepotenze, nel 509 a.C. lo cacciarono da Roma e posero fine alla monarchia.

Una veduta delle mura Serviane

Il periodo dei grandi re di Roma

 Sicuramente i re di Roma non furono sol-

tanto sette, visto che il periodo della monarchia durò circa due secoli e mezzo. Le vicende dei sette re si basano comunque su fatti storici realmente accaduti.

Al principio dell’età dei re, il territorio di Roma non era superiore ai 100 chilometri quadrati. La potenza romana era simile a quella di altre città latine, come Albalonga o Lanuvio. Dopo qualche decennio Roma era diventata molto più forte: aveva conquistato il territorio della foce del Tevere, dove fondò la sua prima colonia, Ostia, ed in seguito conquistò Albalonga e i Monti Albani. Così Roma, più forte sia dal punto di vista militare, sia da quello politico, potè stringere patti di alleanza con le altre città del Lazio. Da quel momento le sue ricchezze e la sua potenza aumentarono sempre di più.

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Delineare la prima forma di organizzazione politica della civiltà romana: la monarchia


VERIFICA

1 Vero o Falso? • I Latini erano un popolo che viveva sui Colli Albani.

V

F

• I Latini si spostarono dai Colli Albani e trovarono una zona con sei colli.

V

F

• Il fiume che si affacciava lungo i colli è il Tevere.

V

F

• Gli abitanti di queste zone costruirono magazzini per raccogliere il sale.

V

F

• Verso l’800 a.C. gli abitanti dei colli si riunirono insieme e fondarono una nuova città che chiamarono Roma.

V

F

• La prima forma di governo della città di Roma fu la Repubblica.

V

F

2 Racconta con parole tue la leggenda della nascita di Roma.

3 Collega i nomi dei re alle frasi corrispondenti. Romolo

Fu il primo ad unificare i villaggi dei colli romani.

Numa Pompilio

Alla foce del fiume fondò una città: Ostia.

Tullo Ostilio

Fu il primo re di Roma.

Anco Marzio

L’ultimo re di Roma fece molte conquiste e rese più forte la città.

Tarquinio Prisco

Fece costruire le mura a difesa della città.

Servio Tullio

Fece la guerra ai Latini e distrusse Albalonga.

Tarquinio il Superbo

Fece costruire una grande piazza: il Foro Romano.

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STORIA

La civiltà romana

La società romana La società romana era divisa in due classi sociali. I patrizi erano coloro che discendevano dalle antiche famiglie che avevano fondato Roma. Erano uomini istruiti, ricchi e possedevano molte terre, godevano di tutti i diritti, compreso quello di governare la città. I plebei erano artigiani, commercianti, contadini e pastori, ossia la maggioranza della popolazione. Essi non potevano partecipare direttamente alla vita politica, e dovevano vivere in condizioni piuttosto modeste, spesso in povertà. Tra patrizi e plebei si poteva instaurare un particolare tipo di relazione chiamato rapporto di clientela. Succedeva quando un plebeo si impegnava a lavorare per un patrizio, a seguirlo in guerra o ad appoggiarlo nelle discussioni politiche, in cambio di un aiuto economico e di protezione. In questo modo il patrizio diventava il patrono e il plebeo un cliente. Inoltre i patrizi e i plebei più ricchi potevano possedere gli schiavi, che non erano considerati cittadini romani e non avevano alcun diritto. Venivano acquistati e venduti nei mercati, svolgevano i lavori più umili e non era loro permesso possedere nulla. I padroni potevano Patrizi: è una parola che deriliberare gli schiavi che si erano comva dal latino “patres” cioè padri. Sta ad indicare proprio portati bene o che avevano prestai padri fondatori della città. to il loro lavoro per molti anni. Plebei:deriva dal latino “plebs”, Questi venivano chiamati liberti. cioè moltitudine. Patrizio romano regge i busti degli antenati

 Leggi le diciture ed associale correttamente alle fonti indicandole con il numero corrispondente.

1

200

I plebei lavoravano come artigiani nelle botteghe

2

Gli schiavi lavoravano sodo per fare le strade

3

L’abito tradizionale dei patrizi era la toga

Riflettere e conoscere la struttura sociale della civiltà romana


VERIFICA

Per le vie di Roma tra patrizi, plebei e schiavi Al termine della Monarchia, a Roma vivevano circa 30 000 persone. Tra le vie della cittĂ si potevano incontrare i patrizi, i plebei e gli schiavi. Scrivi nei cerchietti il numero corrispondente alle voci sottoindicate:

1

2

alcuni patrizi passeggiano per la via principale con le loro vesti caratteristiche: le toghe;

4

due commercianti plebei discutono delle trattative da affrontare nei loro scambi;

6

un patrizio si disseta bevendo del buon vino in una osteria;

3

5

due plebei artigiani si occupano della vendita delle stoffe prodotte nella loro bottega;

la moglie di un patrizio torna a casa trasportata su una portantina da quattro schiavi;

alcuni schiavi completano la realizzazione della strada.

201


STORIA

La civiltà romana

La nascita della Repubblica Dopo aver cacciato l’ultimo re, nel 509 a.C., i Romani formarono un nuovo tipo di governo: la Repubblica. Al posto del re i poteri furono dati a due consoli, con il compito di far rispettare le leggi e comandare l’esercito. I consoli rimanevano in carica un anno, erano scelti fra i patrizi ed erano in due in modo che l’uno controllasse l’altro, evitando così che tutto il potere fosse di una sola persona. Gli altri poteri del re furono divisi tra i magistrati, che erano formati da: • i censori, che stabilivano le tasse; • i pretori, che si occupavano della giustizia; • i questori, che amministravano i soldi dello Stato; • gli edili, che si occupavano dei lavori pubblici. I magistrati venivano eletti dalle assemblee dei cittadini, che ovviamente erano composte esclusivamente dai patrizi. Quando il governo si trovava ad affrontare momenti difficili e drammatici, si provvedeva a nominare un dittatore che assumeva su di sé tutti i poteri, ma rimaneva in carica per soli sei mesi. Il senato, formato non più dai capifamiglia ma dai magistrati anziani, aveva il controllo su tutto, consigliava i consoli nelle loro decisioni e vigilava sulle scelte dei magistrati. I senatori avevano così un forte potere decisionale, anche perché non cambiavano ogni anno, ma rimanevano in carica per tutta la vita.

202

Una parte della processione senatoriale ritrovata nel “sarcofago di Acilia”

Repubblica: dal latino“res publica”, cioè cosa pubblica. Il governo dello stato è di tutti i cittadini e non di una sola persona. Senato: deriva dal latino “senex” che significa“ vecchio”.


VERIFICA

1 Segna a chi si addice ogni frase: PA = Patrizi; PL = Plebei; S = Schiavi. • Erano i discendenti delle famiglie che fondarono Roma. • Erano operai, artigiani e commercianti. • Coltivavano i campi dei ricchi. • Potevano essere venduti. • Non erano considerati cittadini romani. • Governavano la città. • Seguivano i patrizi in guerra.

2 Osserva le immagini e segna la sigla corrispondente: PA = Patrizi; PL = Plebei; S = Schiavi.

3 Rispondi alle domande. Che cos’è la Repubblica? Perché c’erano due consoli? Da chi era formato il Senato?

203


STORIA

La civiltĂ romana

Lotte tra patrizi e plebei La maggior parte della popolazione era formata dai plebei che non potevano ricoprire cariche pubbliche, mentre i patrizi godevano di tutti i diritti. Inizialmente le leggi non erano scritte, si tramandavano a voce, cosĂŹ spesso venivano interpretate a favore di chi era piĂš potente. Inoltre, a Roma vigeva una legge che obbligava tutti i cittadini romani, che possedevano della terra, a partecipare alle guerre come soldati. I patrizi, quando partivano per la guerra, lasciavano gli schiavi a coltivare la loro terra, mentre i plebei dovevano lasciare i campi incolti. Alla fine della guerra i plebei non avevano alcun diritto nella suddivisione dei territori conquistati. Al ritorno a casa i loro campi erano abbandonati e loro si ritrovavano piĂš poveri di prima. Per questi motivi i plebei si ribellarono, riuscendo ad ottenere alcuni successi che comunque non risolsero la situazione. Le leggi furono scritte su dodici tavole di bronzo ed esposte nel Foro, in modo che tutti potessero conoscerle e rispettarle. Ai plebei venne data la possibilitĂ di riunirsi in assemblee: i comizi tributi, dove potevano discutere, approvare le leggi e, tramite votazione, eleggere i tribuni della plebe. Essi erano magistrati plebei che dovevano difendere gli interessi della plebe. I tribuni erano considerati sacri ed inviolabili e potevano opporsi anche alle decisioni prese dal Senato se erano contrarie ai bisogni Due delle dei plebei. dodici tavole

Soldato romano

 Sottolinea nel testo i motivi per cui i plebei si

ribellarono ai patrizi. 

Rispondi alle domande.

- Che cosa ottennero i plebei con le loro lotte? - Chi erano i tribuni della plebe?

204

Individuare i conflitti sociali che portarono alla crisi della repubblica


STORIA e Mitologia

I miti

Come Agrippa convinse i plebei La leggenda racconta che i plebei si ritirarono sul colle Aventino, decisi a fondare una nuova città. I senatori romani, preoccupati, inviarono un patrizio di nome Menenio Agrippa per cercare un accordo. Agrippa era un uomo molto intelligente e per convincere i plebei a ritornare a Roma, raccontò loro una storia. “Molto tempo fa il corpo umano era diviso in tante parti. Un giorno queste parti decisero di non lavorare più, perché erano stanche di portare il cibo allo stomaco che non faceva niente. Volevano farlo morire di fame, così le mani non portarono più il cibo alla bocca, la bocca non volle più aprirsi e i denti smisero di masticare. Ma più il tempo passava e più le parti del corpo si indebolivano, non avevano più la forza di muoversi e i muscoli si rimpicciolivano. Lentamente anche le parti del corpo sarebbero morte perché lo stomaco ha la funzione di distribuire il cibo in tutto il corpo... La morale della favola è che il corpo può vivere solo con la concordia e l’armonia fra tutte le parti”. In questo modo il patrizio fece capire ai plebei quanto fosse necessario che essi ritornassero a Roma. Il discorso di Agrippa fu talmente convincente che i plebei accettarono di rientrare in città, ma in cambio pretesero la nomina di due rappresentanti: i tribuni della plebe. (da “Mitologia romana”, Mondadori)



Dopo aver letto il mito rispondi alle domande.

- Che cosa vuole indicare Menenio Agrippa, nella sua storia, quando parla dello stomaco? - Che cosa sono le parti? - Che cosa ottennero i plebei in cambio del loro ritorno a Roma? 

Riordina nel modo corretto il mito appena letto.

Confrontare miti diversi con la verità storica per coglierne il significato sotteso

205


STORIA

La civiltà romana

La conquista dell’Italia

C A R T IN A A PAG.

352

Durante il periodo della Repubblica, Roma affrontò diverse guerre per difendere i propri territori e per conquistarne di nuovi.

Guerra contro i Galli Nel 390 a.C. circa, i Romani subirono l’invasione più importante, quella da parte dei Galli, un popolo di origine celtica che proveniva dall’attuale Francia. I Galli non volevano il potere sui popoli vinti, ma si accontentavano del pagamento di un riscatto. Fu così che i Romani furono costretti a pagare tanto oro quanto era il peso imposto sul piatto della bilancia, e in cambio i Galli abbandonarono Roma. Rilievo di un’urna raffigurante il saccheggio di un tempio da parte di guerrieri galli.

 Si narra che i Galli riuscirono ad entrare a Roma,

costringendo

parte dei soldati a nascondersi in Campidoglio. In quel periodo saccheggiarono la città ed uccisero gli abitanti. Durante la notte sarebbero riusciti a cogliere di sorpresa i soldati romani, ma le oche del Campidoglio al loro passaggio iniziarono a starnazzare. I soldati romani si svegliarono e riuscirono a contrastare l’attacco dei Galli.

Guerra contro i Sanniti

Guerrieri sanniti

206

Annientato il pericolo dei Galli, i Romani si riorganizzarono e cercarono di conquistare nuovi territori. Si diressero verso sud dove incontrarono i Sanniti, un popolo di rudi guerrieri che vivevano sui monti dell’Abruzzo, del Molise e della Campania. Le guerre con questo popolo durarono circa 50 anni, dal 343 a.C. al 295 a.C. Inizialmente i combattimenti erano favorevoli ai Romani, che però successivamente subirono una pesante sconfitta alle “Forche Caudine”. I Romani furono comunque abili nel riprendersi e nel riorganizzare l’esercito. Nella guerra successiva i Sanniti furono sconfitti e con loro tutti i popoli alleati: Umbri, Galli ed Etruschi. A questo punto il territorio romano si estendeva dal mar Tirreno fino all’Adriatico, arrivando a confinare con la Magna Grecia.

Conoscere le vicende e i personaggi che portarono la civiltà romana alla conquista di nuovi territori


STORIA e Mitologia

I miti

La leggenda di Muzio Scevola Caio Muzio era un giovane romano dotato di molte virtù, ma più di tutto aveva un forte amore per la patria. Quando i Romani furono assediati dal popolo etrusco, Muzio decise di travestirsi da soldato etrusco e di introdursi nell’accampamento nemico. Era deciso ad uccidere il re etrusco, sicuro che la sua morte avrebbe portato alla fine dell’assedio. Arrivato fino alla tenda del re, vi trovò riuniti alcuni dignitari. Non conoscendo personalmente il sovrano e non volendo insospettirli con strane domande, si lanciò sull’uomo che riteneva più probabile e lo pugnalò. Purtroppo l’uomo colpito non era il re, ma il suo segretario. Muzio venne preso e portato al cospetto del re che, in quel momento, stava compiendo un sacrificio agli dèi con un braciere acceso. Quando il re fu informato sull’accaduto minacciò il giovane soldato di tortura se non avesse risposto ad alcune domande. A quel punto Muzio piuttosto che parlare mise la sua mano destra sul braciere e la lasciò bruciare senza batter ciglio, tenendo gli occhi fissi sul re. Il sovrano ammirato da una tale dimostrazione di coraggio decise di lasciarlo libero e gli restituì il pugnale. Muzio lo prese con la mano sinistra e da allora fu chiamato Scevola, cioè mancino. Al momento di partire il giovane confidò al sovrano nemico che nel campo si nascondevano altri trecento giovani come lui, pronti a sacrificarsi per la patria. Sempre più impressionato, non tanto dal numero, quanto dal valore di un popolo così eroico, il re etrusco decise di negoziare la pace con i Romani. (da “Mitologia romana”, Mondadori)



Dopo aver letto il mito rispondi alle domande.

- Qual era la maggiore virtù che possedeva Muzio? - Che cosa fece Muzio piuttosto che rispondere alle domande del re etrusco? - Perché Muzio fu chiamato Scevola? Che cosa significa? - Perché il re etrusco decise di negoziare la pace con i Romani? 

Riordina correttamente il mito appena letto.

Confrontare miti diversi con la verità storica per coglierne il significato sotteso

207


STORIA

La civiltà romana

Guerra contro Taranto

C AR T IN A A PAG.

353

Dopo i Sanniti, i Romani vollero conquistare anche le città della Magna Grecia. Fra queste, l’unica che oppose una dura resistenza fu Taranto, potente città commerciale e marittima. I Tarantini per combattere i Romani chiesero ed ottennero l’aiuto di Pirro, re dell’Epiro, una regione della Grecia. Pirro arrivò in Italia con il suo esercito composto da un certo numero di elefanti. I Romani, che non conoscevano questi animali, furono colti di sorpresa, e Pirro riuscì a vincere due battaglie, anche se con molte perdite. Nel 275 a.C. si scontrarono nuovamente nella città di Maleventum (dal latino, cattivo evento), ma questa volta i Romani ebbero la meglio e Pirro fu definitivamente sconfitto e costretto a ritornare nell’Epiro. Da quel giorno quella città fu ribattezzata dai Romani “Beneventum”, che significa buon evento. Con la sconfitta di Pirro, Taranto si arrese e con essa molte altre città della Magna Grecia. Il territorio di Roma comprendeva ormai quasi tutta la penisola italica.

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Busto di Pirro

509 a.C.

390 a.C.

343 a.C.

Nascita della Repubblica

Invasione dei Galli a Roma

Guerra contro i Sanniti

295 a.C.

275 a.C.

Vittoria di Vittoria di Roma sui Roma contro Sanniti Pirro

Conoscere le vicende e i personaggi che portarono la civiltà romana alla conquista di nuovi territori


La civiltà romana

STORIA

L’incontro con la cultura greca Quando i Romani conquistarono le colonie greche nell’Italia meridionale, si trovarono di fronte ad un nuova cultura, antica e raffinata, che aveva prodotto splendide città ed opere d’arte. In Magna Grecia abitavano gli scrittori, i poeti, i filosofi, i matematici e gli scienziati più importanti di quel tempo. I Romani conquistarono queste città, ma furono a loro volta conquistati dallo stile di vita raffinato e colto del popolo sconfitto. Con il passare del tempo impararono ad apprezzare il teatro e le commedie che rappresentavano scene della vita reale, raccontate con comicità. Alcuni Romani, influenzati dalla cultura greca, iniziarono a scrivere quello che di anno in anno vedevano accadere. Nacquero così i primi libri con le vicende più antiche di Roma, cioè i primi testi di storia. Nel frattempo fra i più nobili si diffuse il A destra, maschera tragica femminile in marmo. gusto per le arti, come la musica, le rappresentazioni Sopra, mosaico che raffigura un gruppo di pittoriche e la poesia. attori in costume.

Organizzare il territorio I Romani stabilirono con i popoli vinti rapporti di solidarietà e fedeltà. Le città conquistate mantenevano la loro autonomia, cioè continuavano a governarsi da sole, ma allo stesso tempo riconoscevano la superiorità di Roma, accettando le leggi ed imparando a vivere secondo le loro abitudini. Non tutte le città avevano gli stessi diritti: ad esempio alcune si associavano a Roma, assumevano pieni diritti e i loro abitanti erano considerati come cittadini romani, altre invece pagavano i contributi al governo, inviando contingenti militari, ma gli abitanti non avevano il diritto di cittadinanza romana. Poi c’erano le colonie, dove i cittadini romani si stabilivano con le proprie famiglie diffondendo le loro abitudini. Analizzare l’incontro con la cultura greca e i rapporti creati con i popoli conquistati

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STORIA

La civiltà romana

La conquista del Mediterraneo

C A RT I N A A PAG.

354

Dopo aver conquistato gran parte della penisola, i Romani decisero di espandere il loro dominio anche sui commerci marittimi nel Mediterraneo. Cartagine, la città fondata dai Fenici in Tunisia, prevaleva su tutte le altre per i suoi traffici sul mare. Nei secoli i Cartaginesi avevano fondato diverse colonie in Spagna, Sardegna, Sicilia e Corsica. I loro traffici erano fiorenti e disponevano di una grande Commercio navale romano flotta, con navi agili e ottimi marinai. Lo scontro tra Roma e Cartagine fu inevitabile. Ci furono tre guerre che i Romani chiamarono guerre puniche; in latino infatti “punicus” significa “fenicio”. Gli scontri durarono in totale circa cento anni.

La prima guerra punica I Romani, non essendo abituati a combattere in mare, idearono per le proprie navi grandi uncini attaccati a delle tavole, i “corvi”, che permisero loro di combattere come sulla terraferma. Le navi nemiche venivano agganciate in modo che i soldati potessero sbarcarvi e combattere corpo a corpo. La prima guerra contro i Cartaginesi scoppiò nel 264 a.C. e finì con la vittoria dei Romani nel 241 a.C. Cartagine fu costretta a cedere la Sardegna, la Corsica ed a rinunciare alla Sicilia.

Ecco com’era Cartagine, con il porto circolare di Annibale.

210


STORIA

La civiltà romana

La seconda guerra punica

C A R T IN A A PAG.

354

Il secondo conflitto avvenne per ottenere il controllo della Spagna e durò dal 219 a.C. al 202 a.C. Annibale, un condottiero cartaginese, riuscì a portare la guerra in Italia e con il suo esercito di elefanti inflisse ai Romani pesanti sconfitte. I Romani, sotto il comando di Scipione, chiamato in seguito Scipione l’Africano, si diressero direttamente in Africa. Annibale fu richiamato a Cartagine e la battaglia definitiva fu combattuta a Zama, in Africa. I Cartaginesi anche questa volta persero la guerra e con essa il dominio sulla Spagna. Busto di Scipione l’Africano

Cartaginese su un elefante

La terza guerra punica Nonostante le dure sconfitte, con il passare del tempo Cartagine riprese i traffici marittimi e lentamente la città ritornò ad un nuovo splendore. Roma, temendo che Cartagine potesse riprendere il vecchio potere, decise di conquistarla definitivamente. Cartagine fu presa d’assedio per tre anni, dal 149 a.C. al 146 a.C., poi fu conquistata, incendiata e rasa al suolo.

Le conquiste ad Oriente

C AR T I N A A PAG.

354

Mentre una parte dei Romani affrontava le guerre puniche, un’altra parte di essi era impegnata nella conquista di territori nel Mediterraneo Orientale. Lentamente furono conquistate la Macedonia, la Siria, una parte dell’Asia Minore ed infine la Grecia, già abbastanza provata dalle lotte interne. A questo punto il territorio di Roma diventò vastissimo, venne suddiviso in Province con a capo un Proconsole, ed il Mar Mediterraneo, ormai completamente sotto il dominio dei Romani, fu chiamato Mare Nostrum, cioè “il nostro mare”. Conoscere le vicende e i personaggi che portarono al passaggio dalla Repubblica all’Impero

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LABORATORIO

1 Scrivi negli appositi spazi il nome del popolo conquistato ed indica la successione delle conquiste mettendo il numero progressivo nei cerchietti.

• Popolo di origine celtica che proveniva dall’attuale Francia, il quale non faceva prigionieri i vinti, ma chiedeva loro il pagamento di un riscatto. Saccheggiò Roma.

• Città fondata dai Fenici, prevaleva su tutte le altre per i suoi traffici sul mare. Forte militarmente, conquistò e fondò diverse colonie in Spagna, Sardegna, Sicilia e Corsica. Si scontrò con Roma per ben tre volte e le guerre vennero chiamate “guerre puniche”. Gli scontri durarono in totale circa cento anni ed alla fine Roma ebbe la meglio.

• Città di grande potenza economica e commerciale. Per combattere contro i Romani chiamò in aiuto Pirro, un grande re dell’Epiro, regione della Grecia. Nel 275 a.C. questa città fu sconfitta dal popolo di Roma.

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• Popolo di rudi guerrieri che vivevano sui monti dell’Abruzzo e della Campania. Inflissero una pesante sconfitta ai Romani, i quali, solo qualche tempo dopo, riuscirono a riprendersi ed a vincere la battaglia finale.


STORIA

La civiltà romana

La crisi I numerosi territori conquistati portarono a Roma ricchezze e prestigio. I beni presi alle popolazioni vinte venivano distribuiti tra generali, comandanti e soldati. Erano, dunque, solo le famiglie dei patrizi ad arricchirsi, ed i prigionieri di guerra diventavano schiavi di loro proprietà. I plebei non solo non avevano diritto alla distribuzione del bottino, anzi al ritorno dalle guerre trovavano campi devastati ed abbandonati, mentre quelli dei patrizi erano coltivati dagli schiavi. I plebei pertanto si ritrovavano costretti a chiedere prestiti che poi non riuscivano a saldare, in quanto non potevano competere con i prodotti coltivati dagli schiavi a prezzi più bassi, e così molti terreni venivano venduti. I patrizi li acquistavano a poco prezzo, aumentando le loro proprietà. In questo modo nacquero i latifondi, cioè enormi quantità di terre con un solo proprietario, coltivate da migliaia di schiavi.

I fratelli Gracchi La diffusione del latifondo, l’aumento degli schiavi e l’impossibilità di coltivare le terre crearono una massa di proletari, (cioè persone che possedevano solo i loro figli), che dalle campagne si dirigevano in città alla ricerca di un lavoro. Due tribuni della plebe, i fratelli Tiberio e Caio Gracco capirono la situazione e proposero una riforma agraria, che proponeva di sottrarre alcune delle terre dei patrizi per ridistribuirle ai plebei. Questa proposta, ovviamente, non fu gradita ai grandi proprietari terrieri che fecero assassinare Tiberio nel 133 a.C. e dopo dieci anni anche il fratello Caio.



Particolare di un ricco possidente terriero che paga i suoi lavoratori per l’opera svolta.

Rispondi alle domande.

- A quale ceto sociale di Roma venivano distribuiti i beni presi dalle popolazioni vinte in guerra? - Com’era la situazione dei plebei al rientro dalle battaglie? - Che cos’è il latifondo? - Chi propose la riforma agraria e di cosa si trattava? Analizzare i conflitti sociali e le vicende che portarono alla crisi della Repubblica

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STORIA

La civiltà romana

La prima guerra civile Con la morte dei fratelli Gracchi e la sconfitta dei loro sosteniGuerra civile: significa tori, iniziarono le lotte tra Romani, chiamate guerre civili. guerra tra cittadini, infatti C’erano i sostenitori degli interessi dei patrizi e coloro che civile deriva dal latino appoggiavano gli interessi del popolo. “civis” cioè cittadino. Caio Mario, un generale di origine plebea, realizzò la riforma dell’esercito. Inizialmente i soldati romani erano costretti a pagarsi da soli le armi, non ricevevano niente in cambio e combattevano solo per la gloria di servire Roma. Con la riforma di Mario le cose cambiarono. I soldati ricevettero armi, una paga, ed in caso di vittoria un appezzamento di terreno. Inoltre, tutti potevano entrare a far parte dell’esercito: fare il soldato diventò quindi una professione, che andava a vantaggio dei più poveri ed allo stesso tempo dei generali. Infatti, i soldati non combattevano più per la gloria di Roma, ma per il prestigio del proprio generale. Lucio Cornelio Silla di origini patrizie, anch’egli generale dell’esercito di Roma, sosteneva gli interessi dei ricLucio Cornelio Silla chi ed entrò in contrasto con Mario. I due eserciti si scontrarono nell’ 88 a.C. dando inizio alla prima guerra civile. I combattimenti durarono a lungo; Silla vinse e si mise a capo della Repubblica, facendosi nominare dittatore senza limiti di tempo. Dopo Silla molti generali si Caio Mario scontrarono per avere il dominio su Roma. La Repubblica Stele dedicata entrò in crisi e vi furono molti a Caio Mario disordini ed episodi di violenza. Moneta aurea di Silla 

Rispondi alle domande.

- Chi era il generale che sosteneva gli interessi dei plebei? - Chi sosteneva gli interessi dei patrizi? - Che cos’è la guerra civile? - Ricordi quanto durava la carica di dittatore secondo la legge?

214

Analizzare i motivi che portarono alla prima guerra civile


STORIA

La civiltà romana

Giulio Cesare

C A R T IN A A PAG.

355

Nel 60 a.C. tre uomini importanti stipularono un patto per governare Roma: Pompeo, un generale appoggiato dai senaTriumvirato: governo di tori e dai nobili, Giulio Cesare, un generale appoggiato dal tre uomini, dal latino popolo e Crasso, il più ricco commerciante di Roma. Il patto “tres” che significa tre e privato fra questi tre uomini fu chiamato il primo triumvirato. “vir” che significa uomo. Cesare fu mandato a combattere le popolazioni bellicose in Gallia, mentre a Pompeo toccarono i territori Orientali. Cesare riuscì a sottomettere l’intera Gallia ed a conquistare nuovi territori. Poiché il suo esercito aumentava e i suoi soldati lo seguivano fedelmente, concentrò su di sé un grande potere personale ed infine decise di marciare su Roma, per prendere il comando dell’intero territorio. Crasso nel frattempo era morto; allora i Senatori impauriti chiesero a Pompeo di ritornare a Roma per contrastare Cesare. Scoppiò la seconda guerra civile, nel 48 a.C. Le lotte terminarono con la vittoria di Cesare, che si proclamò dittatore a vita e assunse tutti i poteri. Durante il suo governo fece costruire importanti opere pubbliche dando lavoro ai disoccupati, tolse parte dei terreni ai patrizi per ridistribuirli ai Cesare era talmente soldati, e ridusse il potere del Senato. Nel 44 amato dalla plebe che fu a.C. i senatori ordirono una congiura per uccichiamato “imperator”, un titolo che veniva dato dere Cesare, alla quale partecipò anche solo ai generali il giorno Bruto, uno dei suoi figli adottivi. Busto in marmo del grande rivale di Cesare, Pompeo

della vittoria.

Dipinto raffigurante l’assassinio di Cesare



Rispondi alle domande.

- Da chi era composto il primo triumvirato? - Che scopo aveva? - Da chi fu combattuta la seconda guerra civile? - Come si concluse? - Secondo te chi era favorevole a Cesare? - Chi, invece, era contrario a Cesare?

Conoscere le vicende e i personaggi storici che portarono al passaggio dalla Repubblica all’Impero

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La nascita di Cesare

Nell’estate del 100 a.C., in una casa romana echeggiò il pianto di un neonato. I genitori lo chiamarono Caio, ma oggi il suo nome di famiglia è conosciuto come Cesare. Il giovane crebbe e all’età di sedici anni era già un grande esperto di politica, tanto da mettere in grande difficoltà il governatore di Roma, Silla. Per evitare ritorsioni il giovane Cesare fuggì da Roma e ne ritornò qualche tempo più tardi per esercitare la professione di avvocato.

All’età di ventisei anni il giovane Cesare si recò in Grecia per studiare e riposare un pò. Ma il viaggio non andò come previsto: vicino all’isola di Famagosta, un gruppo di pirati pronti a tutto attaccarono la nave su cui viaggiava e, accorgendosi dai vestiti e dai suoi modi di fare che era di ricca famiglia, decisero di rapirlo, per poi chiedere un riscatto.

Portato sull’isola, Cesare stupì anche i pirati, i quali volevano chiedere per lui un riscatto di trenta talenti (l’equivalente della paga di venti soldati in un anno), ma il giovane si offese e disse loro di chiederne almeno cinquanta, tanto era la sua importanza. I pirati contenti eseguirono il volere di Cesare, il quale nel frattempo partecipava ai giochi dei pirati e recitava loro moltissime poesie. In seguito il riscatto venne pagato e Cesare tornò a Roma.

Nel 63 a.C. Cesare venne eletto Pontifex Maximus, cioè il più alto sacerdote a Roma. Con questa carica egli ebbe grandissimi poteri. Nel 62 a.C. venne eletto pretore per un anno, la miglior carica pubblica dopo quella di console. A lui venne affidato il compito di governare la Spagna. Ma Cesare, in quel periodo, aveva talmente tanti debiti che decise di fuggire dai creditori, che però riuscirono a fermarlo e ad intimorirlo. Crasso, un suo grande e ricco amico, intervenne prontamente e decise di saldargli tutti i debiti. Cesare, così, si salvò dall’aggressione dei creditori.

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Cesare e le prime grandi battaglie

Nel 59 a.C. Cesare venne eletto console. Durante il suo primo giorno di carica politica egli scrisse di suo pugno e lesse una legge (legge fondiaria), che tutelava sia i ricchi che i poveri. I senatori non erano molto d’accordo, ma capirono che se si fossero opposti sarebbero stati odiati dal popolo romano. Solo il senatore Catone tentò di opporsi alla legge ma fu cacciato da Cesare, il quale si avvaleva anche del sostegno di due figure importanti, un tempo rivali: Marco Crasso ed il generale Pompeo. Nacque, così, il “triumvirato”.

Nella primavera del 58 a.C. Cesare partì per la Gallia con l’intento di conquistare nuove ricchezze per la sua amata Roma. Ci vollero otto lunghissimi anni per conquistare i territori dei Galli. Nel 52 a.C. un condottiero eroico, Vercingetorige, si oppose al progetto di conquista di Cesare e organizzò un esercito composto da 250000 soldati galli che fece arretrare 70000 soldati romani. Nel quarto giorno, però, Cesare condusse un contrattacco e mise in fuga tutti i Galli. Vercingetorige chiese al suo esercito di arrendersi alla volontà dei Romani e fu fatto prigioniero.

Nel

49 a.C. Cesare scoprì che Pompeo, un tempo suo alleato, tramava contro di lui perché preoccupato della grande potenza che acquisiva dalle sue vittorie in battaglia. A Farsalo, un’arida pianura nel nord-est della Grecia, Pompeo inviò da Roma 50000 soldati e 7000 cavalieri pronti a combattere contro i 22 000 soldati e 1000 cavalieri di Cesare. Fu la più grande battaglia mai combattuta tra due romani. Alla fine Cesare sconfisse un esercito due volte superiore il suo. In seguito Pompeo fu tradito e barbaramente pugnalato alla schiena da uno dei suoi ufficiali di fiducia.

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L’avventura in Egitto e il glorioso rientro a Roma

Nel 48 a.C. Cesare arrivò ad Alessandria, in Egitto, per riscuotere un debito da Tolomeo XII, che però nel frattempo era morto. Il grande condottiero romano chiese allora al figlio Tolomeo XIII ed alla figlia Cleopatra di saldarlo. Gli Egiziani, offesi per le richieste di Cesare e minacciati dal suo esercito, decisero di combattere. I Romani presero in ostaggio Tolomeo XIII e bruciarono tutte le navi. Cesare conquistò l’isola di Faro e prese il controllo di tutto il porto egiziano. Nonostante tutto, qualche giorno dopo, i soldati egiziani attaccarono e respinsero l’esercito di Cesare, il quale dovette fuggire. Nel marzo del 47 a.C., il condottiero romano riattaccò e sconfisse l’esercito di Tolomeo ritornando ad Alessandria in trionfo.

Nel 46 a.C. Cesare tornò trionfante a Roma. Qui lo attendeva una solenne parata che durò per ben dieci giorni. Alla grande festa sfilarono i suoi soldati a piedi, a cavallo e moltissimi animali importati dall’Egitto, come giraffe ed elefanti. Accerchiati dalle guardie c’erano i prigionieri, tra cui la sorella di Cleopatra, considerata traditrice per aver partecipato alla guerra contro Roma, e lo sconfitto Vercingetorige, che proprio in quell’occasione venne giustiziato. Ospite d’onore di Cesare era la bellissima Cleopatra che ammirava affascinata tutto quello splendore, composto da grandi banchetti ricchi di cibo e vino, canti, danze e spettacoli teatrali che ritraevano le grandi avventure in battaglia di Cesare.

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La congiura e la morte di Giulio Cesare

Nel 45 a.C. Cesare fece dei cambiamenti radicali su Roma. Egli mandò i suoi soldati nelle nuove colonie africane, fece costruire e restaurare i monumenti cittadini, realizzò canali e biblioteche. La crescita di potere di Cesare ben presto fece sì che l’opposizione aumentasse e che aumentassero anche i malumori. Così, il grande condottiero indisse una cerimonia pubblica per riappacificare gli animi di tutti. Il Senato gli aveva già dato un trono d’oro e gli aveva proposto di portare la corona degli antichi re di Roma, ma egli la rifiutò categoricamente e si proclamò dittatore. Intanto tra i senatori si parlava di congiura e assassinio nei confronti dell’ormai potentissimo Cesare.

Il centro di Roma era tranquillo, i Romani erano fuori città perché era un giorno di festa. I congiurati progettarono di uccidere Cesare in Senato, in quanto ritenuto luogo tranquillo in cui il grande condottiero non avrebbe mai portato le sue guardie. Così Marco Bruto lo andò a chiamare e lo portò direttamente nel luogo del delitto. Quando Cesare prese posto nel Senato i cospiratori si riunirono tutti attorno a lui e cominciarono a pugnalarlo fino a che morì proprio sotto la statua di Pompeo.

Il fedele amico di Cesare, Antonio, fu scelto per il discorso del funerale. Egli prese la toga ancora insanguinata del povero defunto e la sventolò come una bandiera. I suoi discorsi, pieni di dolore e di ira verso gli assassini, mobilitarono la folla che furibonda, armata di pugnali e bastoni, andò in cerca dei cospiratori. Non trovandoli perché già in fuga, appiccarono il fuoco alle loro case. Quattro mesi dopo la morte di Cesare apparve nel cielo una cometa luminosa che venne interpretata come un segno della sua divinità.

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STORIA

La civiltà romana

La vita durante la Repubblica La religione I Romani erano politeisti, cioè credevano in molti dèi. Durante la Monarchia le attività dei Romani erano l’agricoltura e l’allevamento: per questo gli dèi principali erano quelli che proteggevano la semina, il raccolto ed il bestiame. Con il passare del tempo e delle conquiste, i Romani assimilarono anche altre divinità, soprattutto quelle greche. Divinità originarie importanti erano Giano, dio della pace e della guerra, e Vesta dea del focolare, che divenne poi la protettrice di Roma. Nel suo tempio ardeva il fuoco sacro, custodito giorno e notte da sacerdotesse chiamate vestali. Queste giovani fanciulle di ricca famiglia venivano consacrate a Vesta ed avevano il compito di non far spegnere mai il fuoco nel tempio. Rilievo che raffigura

Oltre ai riti pubblici, i Romani un sacrificio a Vesta. praticavano i riti domestici all’interno delle proprie case. Ogni famiglia aveva nella propria dimora un altare dedicato ai Lari, le divinità protettrici della famiglia, e ai Penati, gli spiriti degli antenati defunti, che mantenevano le tradizioni e tenevano unita la famiglia.

In ogni casa romana era presente un altare dove erano ritratte le divinità familiari. Marte, dio della guerra. 

Molte divinità romane derivano da quelle greche che già conosci. Inserisci al posto giusto i nomi di seguito: Afrodite - Atena - Ares - Zeus. - Minerva era la dea della saggezza. Per i Greci era ........................................... - Marte era il dio della guerra. Per i Greci era ........................................... - Venere era la dea dell’amore e della bellezza. Per i Greci era ........................................... - Giove era il padre di tutti gli dèi, dio del tuono e dei fulmini. Per i Greci era ...........................................

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Analizzare e conoscere le abitudini religiose durante la Repubblica


LABORATORIO

La religione romana attraverso le fonti

 Le informazioni di cui possiamo disporre sulle civiltà del passato, le otteniamo dallo studio dei ritrovamenti effettuati. Osserva attentamente i reperti illustrati e poi associali alle informazioni che ritieni pertinenti.

A I Romani veneravano

B I Romani furono molto

Giove come grande protettore del mondo. Il Giove latino aveva ereditato le caratteristiche e gli attributi del dio greco Zeus.

influenzati dallo stile di vita e dalle credenze religiose greche. Da loro acquisirono molti dèi, tra cui Afrodite, qui raffigurata.

C Il rilievo di un’urna

D Uno dei momenti più

funeraria raffigura una veglia funebre. La cerimonia avveniva nell’atrio della casa, dove la salma, dopo essere stata lavata e cosparsa di unguenti, veniva esposta al “lectus funebris”, cioè al letto funebre.

importanti del rito funebre era sicuramente “l’elogio funebre” pronunciato in onore della persona morta. Quello raffigurato è l’Imperatore Adriano mentre pronuncia l’elogio funebre della moglie Sabina.

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Roma nel contesto sociale

La civiltà romana

La famiglia La famiglia era la base della società romana. Il padre era il pater familias (capofamiglia), che aveva diritto di proprietà su tutti i membri della famiglia. Egli poteva decidere di rinnegare e vendere i propri figli come schiavi. Quando nasceva un figlio, veniva messo ai piedi del padre; se l’uomo lo alzava verso il cielo significava che lo riconosceva come suo, altrimenti il piccolo veniva abbandonato. Chi lo trovava poteva prenderlo e farlo schiavo oppure trattarlo come un figlio vero. Il capofamiglia decideva i suoi eredi scegliendo fra i figli naturali e quelli adottivi. L’adozione, infatti, era molto frequente, Rilievo raffigurante un matrimonio. soprattutto per i figli degli amici defunti. Capitava spesso che i figli adottivi fossero molto più amati di quelli naturali. Il bambino diventava adulto a diciassette anni, mentre le donne si sposavano tra i dodici e i quattordici anni. Erano molto amate dai figli e molto più rispettate che in Grecia, probabilmente grazie all’influsso degli Etruschi.

L’istruzione

Rilievo raffigurante dei bambini a scuola

 Al tempo dei Romani gli

studenti leggevano i rotoli di papiro e scrivevano su tavolette spalmate di cera con un punteruolo. Per fare i conti si usavano i “calculi”, cioè i sassolini.

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Fino ai 6 anni di età era la famiglia che si occupava dell’istruzione dei figli. Dai 6 ai 12 anni i bambini imparavano a scrivere, a leggere e a fare i conti, con l’aiuto di uno schiavo istruito. Solitamente lo schiavo istruito era un greco prigioniero di guerra, che insegnava anche la grammatica. Per chi non aveva schiavi c’erano le scuole, dove i “magistri” erano pagati dalle famiglie. I ragazzi che volevano diventare magistrati studiavano con l’aiuto del “retor”, un maestro che insegnava l’arte di parlare al pubblico. I più grandi centri culturali di quell’epoca erano Atene e Alessandria d’Egitto, dove i più interessati si recavano per approfondire i loro studi.

Approfondire la conoscenza della struttura familiare e il tipo di istruzione impartita


VERIFICA

Tutte le strade portano a Roma

 Osserva la cartina e segui il percorso delle vie consolari in Italia.

Da dove partono?

Dove arrivano? Aurelia Emilia Postumia Cassia Flaminia Salaria Appia Popilia  Oggi quali sono le norme che regolano la realizzazione e l’uso delle nostre strade? Per saperne di piÚ vai a pagina 86 di convivenza civile. - Chi decide la costruzione di una strada? - Chi si occupa della manutenzione delle strade? - Quali strade richiedono il pagamento di un pedaggio? - Tutti possono percorrere le strade che vogliono oppure no?

- Quali sono le regole per dare la precedenza?

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STORIA

La civiltà romana

L’impero Dopo la morte di Cesare ripresero le lotte per il potere. Ci fu in particolare una rivolta guidata da tre uomini per vendicare Cesare contro i suoi assassini. Ottaviano, figliastro ed erede di Cesare, Antonio, uno dei suoi generali più fidati e Lepido un suo caro amico, formarono il secondo triumvirato e governarono insieme i territori di Roma. Ottaviano si occupò della parte occidentale, Antonio di quella orientale, mentre Lepido si tolse dalla politica e assunse il titolo di pontefice massimo dedicandosi alla sfera religiosa. Ben presto, però, Ottaviano ed Antonio entrarono in conflitto. Nel 31 a.C. i due eserciti si scontrarono: era la terza guerra civile. Antonio fu sconfitto ed Ottaviano nel 27 a.C. accentrò nelle sue mani tutti i poteri, dando vita ad una nuova forma di governo: l’Impero.

Sopra, ritratto di Marco Antonio, il grande escluso dal testamento di Cesare, che aveva nominato come suo erede il figlio adottivo Ottaviano. A sinistra, rappresentazione della vittoria ottenuta da Ottaviano su Antonio e Cleopatra ad Azio.

Antonio e Cleopatra Nonostante i triumviri si fossero divisi le zone d’influenza in modo che ad Ottaviano spettasse il controllo dell’Occidente e ad Antonio quello dell’Oriente, i contrasti fra i due nacquero immediatamente. La politica di Antonio in Oriente consisteva nel favorire lo sfruttamento di quelle province, ricavandone soldati e tributi. Quando però Antonio si alleò con Cleopatra, regina dell’Egitto, la situazione precipitò: egli venne dichiarato traditore di Roma e fu sconfitto nella battaglia di Azio, nel 31 a.C.

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Conoscere le vicende ed i personaggi storici che portarono alla formazione dell’Impero


STORIA

La civiltà romana

Ottaviano Augusto

C A R T IN A A PAG.

Ottaviano con il consenso del popolo diventò tribuno della plebe, governatore di tutte le province conquistate dai Romani (proconsole), comandante dell’esercito e pontefice massimo, assumendo di fatto tutte le più importanti cariche dello stato. Infine, si nominò imperatore e si fece chiamare Augusto, cioè sacro o degno di venerazione. Nonostante tutti questi poteri, egli governò in modo saggio. Ottaviano si accorse che nelle città si verificavano molti episodi di violenza, mentre i soldati erano impegnati nelle guerre di conquista. Le guerre erano tanto numerose che mantenere l’esercito e pagare i soldati costava allo Stato sempre di più. Ottaviano decise allora di non conquistare altri territori, ma di riordinare la situazione e dare vita ad un lungo periodo di pace. Egli voleva portare ricchezza e benessere a Roma, così si impegnò riorganizzando le province e rafforzando i confini. Tolse dei poteri ai senatori per darli ad alcuni liberti e plebei di cui aveva fiducia. Fece molte azioni a favore della plebe, come la distribuzione gratuita del grano nei momenti di bisogno, l’ingresso gratuito ai giochi nel Circo, e diede l’avvio a grandi costruzioni (templi, portici, fontane, strade, acquedotti e ponti) che portarono lavoro a molti plebei che non avevano un’occupazione. Fece abbellire Roma con marmi, statue ed ornamenti pregiati e fece restaurare gli edifici danneggiati. Accolse nella sua corte grandi uomini di lettere (Catone, Tacito, Tito Livio e Virgilio) che realizzarono straordinarie opere, dove venivano celebrate la grandezza e lo splendore di Roma. Cesare Ottaviano Augusto, il primo imperatore di Roma, morì nel 14 d.C.

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Augusto in corazza da guerra.

 Il Foro di Augusto era formato da una grande piazza dove c’era la statua dell'imperatore su una quadriga. Sui lati maggiori era fiancheggiata da due portici colonnati, dove era situato il Tempio di Marte Ultore tra due Archi onorari. Sul fondo il Foro era chiuso da un imponente muraglione alto ben 30 metri con andamento irregolare (ancora oggi perfettamente conservato).

Conoscere i personaggi storici che portarono alla formazione dell’Impero

231


STORIA

La civiltà romana

Due secoli di pace

C A RT I N A A PAG.

358

Con la morte di Ottaviano Augusto, prese il suo posto il figliastro Tiberio. Nel tempo, si susseguirono altri imperatori legati da parentela a quello precedente, oppure scelti come successore dagli stessi. Alcuni regnarono con saggezza e sapienza come Adriano, Traiano e Marco Aurelio, altri furono corrotti e capricciosi, si comportarono con crudeltà senza rispetto per il popolo come Caligola, Nerone e Diocleziano. Per due secoli l’impero romano visse il periodo di maggior splendore, denominato “pax romana”. Con la pace gli scambi diventarono più facili, il commercio aumentò e le province si svilupparono. Non furono intraprese altre guerre di conquista tranne quelle da parte di Traiano, che aggiunse ai territori dell’impero romano la Britannia, la Dacia e la Mesopotamia. Con queste nuove conquiste l’impero raggiunse la sua massima estensione. In questo periodo Roma era il centro del commercio. Nei suoi mercati si trovavano i prodotti provenienti da tutte le sue province, per questo fu chiamata “caput mundi”, cioè capitale del mondo. Nelle province furono fondate nuove città che cercarono di diventare come Roma (costruendo teatri, templi, terme…), ma nessuna riuscì a raggiungere il suo splendore. Qui vigevano le leggi romane ed il latino era la lingua ufficiale che, con il passare del tempo, si fuse con quella locale. Accanto agli accampamenti romani nacquero villaggi, dove i soldati congedati spesso decidevano di rimanere; così facendo, diffusero le abitudini romane presso gli altri popoli. Busto di Marco Aurelio.

Busto di Adriano.

Anfiteatro romano in Libia.

232

Busto di Nerone.

Colonna romana ad Arles, in Francia.

Anfiteatro romano a Tarragona, in Spagna.

Cogliere il rapporto tra il periodo denominato “pax romana” e la grande prosperità dell’impero romano


Grandi opere I Romani impararono dagli Etruschi la costruzione dell’arco. Sfruttando le caratteristiche di questa tecnica, realizzarono grandi opere di architettura che durarono nei secoli. Costruirono ponti, acquedotti, edifici pubblici come terme, teatri, anfiteatri e templi, oltre a strade e fognature.

Gli acquedotti Per portare l’acqua nelle città, i Romani realizzarono acquedotti lunghi centinaia di chilometri. L’acqua veniva fatta scorrere in pendenza attraverso dei canali, e dopo aver attraversato valli e fiumi grazie ai ponti, raggiungeva la città, dove si infilava nei tubi che la distribuivano nelle case dei patrizi, nelle terme e nelle fontane pubbliche.

Le terme I Romani si recavano spesso alle terme, edifici dove si incontravano, chiacchieravano e si prendevano cura del proprio corpo. Qui gli uomini si scambiavano idee e parlavano di politica e di cultura. Le terme avevano enormi stanze dove si trovavano vasche per il bagno di acqua fredda, tiepida e calda; c’erano stanze per i massaggi, palestre e giardini, dove si assisteva a spettacoli musicali. Le terme erano aperte tutto il giorno e i cittadini, sia patrizi che plebei, potevano frequentarle; anche le donne avevano ambienti a loro riservati.

233


STORIA

La civiltà romana

Gli anfiteatri I giochi erano il passatempo preferito dei Romani e si svolgevano negli anfiteatri, grandi costruzioni realizzate dai più ingegnosi architetti del tempo. Il più grande ed importante anfiteatro realizzato si trova a Roma, si chiama Colosseo e contiene più di 50 000 posti. Gli anfiteatri, grazie ad un sistema di pompe situate nel sottosuolo, potevano trasformarsi in laghi artificiali dove venivano messe in scena delle vere battaglie navali. Interno del Colosseo

Gli spettacoli I Romani si divertivano molto assistendo agli spettacoli: c’erano spettacoli di cultura e spettacoli cruenti, cioè sanguinosi e violenti. Gli spettacoli di cultura erano quelli che si svolgevano nei teatri, dove venivano rappresentate commedie, tragedie e mimi, che erano gli spettacoli favoriti delle poche persone che vi assistevano. La maggioranza dei Romani, infatti, preferiva gli spettacoli cruenti che si svolgevano negli anfiteatri e nei circhi. Negli anfiteatri c’erano i combattimenti fra gladiatori, che terminavano quando l’avversario cadeva a terra. Il vincitore si rivolgeva al pubblico o all’imperatore per decidere la sorte del perdente.

Corsa delle bighe Lotta tra gladiatori

Se la folla mostrava il pollice rivolto verso il basso, il perdente veniva ucciso, con il pollice verso l’alto aveva salva la vita. Spesso i gladiatori dovevano scontrarsi con belve feroci provenienti dalle province orientali o africane, trovandosi di fronte a leoni, orsi, tori, tigri, ecc. Molti erano gli sport praticati dai Romani, come il lancio del disco, il lancio del giavellotto, la lotta greco-romana, il pugilato, ecc. Nei circhi si svolgevano le corse di bighe e quadrighe, carri leggeri trainati da due o quattro cavalli. I conducenti erano chiamati aurighi e lanciavano i cavalli alla massima velocità. Per questo spesso si verificavano incidenti e difficilmente gli aurighi sopravvivevano. Il pubblico sedeva sulle gradinate e seguiva con entusiasmo le corse, proprio per la spettacolarità degli incidenti.

234

Approfondire la conoscenza della vita quotidiana dei Romani


VERIFICA

1 Scrivi nei cerchietti il numero corrispondente all’attività svolta dagli uomini: 1

L’anfiteatro è gremito di spettatori, se ne contano più di 50 000.

2

Alcuni gladiatori si mostrano in parata.

3

Altri gladiatori sono in duello fra loro.

4

Un gladiatore sta lottando con dei leoni.

5

Nel trono centrale, l’imperatore osserva, entusiasta, lo spettacolo.

235


STORIA

La civiltà romana

I Romani a tavola I Romani mangiavano tre volte al giorno; nel tardo pomeriggio iniziava la cena, che era il pasto principale dell’intera giornata. Anche nell’alimentazione c’erano molte differenze fra patrizi e plebei. I plebei si nutrivano principalmente di focacce ai cereali, verdure, zuppe di legumi e pesce salato. I patrizi invitavano a cena sempre molti ospiti ed organizzavano banchetti sontuosi. La tavola era imbandita in modo ricco, c’erano decine di portate, tutte molto abbondanti, ognuno sedeva semisdraiato su un triclinio e veniva servito da uno schiavo personale. Mangiavano con le mani e le portate erano a base di formaggio, prosciutto, carne di maiale, uova, pesce, cacciagione, il tutto condito con olio d’oliva e accompagnato da pane, verdure e vino. Solitamente il vino veniva mescolato con acqua e miele.

L’artigianato a Roma Molti degli artigiani erano uomini liberi dalla nascita. Alcuni si servivano dell’aiuto di qualche schiavo e vendevano solamente prodotti realizzati nella propria bottega. Si potevano, quindi, trovare fonditori, tornitori, fabbri, doratori ed orefici. Gli artigiani che lavoravano il bronzo fabbricavano stoviglie e letti. In altri laboratori si producevano vasi, gioielli o tessuti per realizzare abiti.

236

Approfondire la conoscenza della vita quotidiana dei Romani


VERIFICA

1 Leggi la linea del tempo e rispondi. PERIODO MONARCHICO 1 500 a.C.

PRIMI INSEDIAMENTI

PERIODO REPUBBLICANO

753 a.C.

509 a.C.

450 a.C.

27 a.C.

FONDAZIONE DI ROMA

NASCE LA REPUBBLICA

LEGGI DELLE XII TAVOLE

NASCE L’IMPERO ROMANO

0

Quanti anni è durata la Monarchia?................................................................................................... Quanti anni è durata la Repubblica?................................................................................................. Quando è iniziato l’Impero?...............................................................................................................

2 A quale periodo si riferiscono le seguenti frasi? • Durò 250 anni.

MONARCHIA

• Venivano eletti due consoli. • Roma fu governata da Ottaviano Augusto.

RE PU BB LICA

• Furono istituite le leggi delle dodici tavole. • Roma fu chiamata “caput mundi”.

IM PER O

2 Segna solo le frasi corrette. Secondo la leggenda i re di Roma furono sette. I Tribuni della plebe difendevano i diritti dei patrizi. I plebei erano proprietari terrieri. Le guerre puniche furono tre. Le “domus” erano le case dei Romani più poveri. Le “insulae” erano dei teatri. Le lotte tra gladiatori avvenivano negli anfiteatri. Per portare l’acqua nella città i Romani realizzarono gli acquedotti. Le terme erano templi per gli dèi.

237


Una giornata con i romani

I figli dei plebei più ricchi frequentavano delle scuole private, collocate sotto i portici di edifici a ridosso delle strade più frequentate. Le case dei plebei, le “insulae”, erano palazzi di quattro o cinque piani, costruiti con materiali scadenti. La gente per cucinare o per scaldarsi era costretta ad accendere i fuochi in casa e per questo spesso scoppiavano incendi.

I patrizi vivevano nelle “domus”, ville con grandi sale da pranzo, in cui organizzavano banchetti sontuosi, invitando molti ospiti. Durante questi banchetti si mangiava con le mani sdraiati di fianco su dei “triclini”.

238

I figli dei patrizi studiavano a casa con un maestro personale.


Negli anfiteatri si svolgevano i combattimenti fra gladiatori, che terminavano quando l’avversario cadeva a terra. Il vincitore si rivolgeva al pubblico o all’imperatore per decidere la sorte del perdente.

Le donne patrizie impartivano ordini alle schiave che, oltre ad occuparsi dei lavori in casa, dovevano andare al mercato pubblico per acquistare i prodotti alimentari.

Alcuni schiavi venivano impiegati per la costruzione di opere pubbliche: ad esempio acquedotti, che portavano l’acqua alle fontane e nelle terme, oppure di archi onorari che simboleggiavano il trionfo dei generali in guerra.

239


STORIA

La catastrofe

L’eruzione del Vesuvio Nel 79 d.C. un’eruzione del Vesuvio distrusse completamente due città: Pompei ed Ercolano. Ercolano venne travolta da un fiume di lava, mentre Pompei fu colpita dai lapilli e ricoperta di cenere. Alcuni abitanti riuscirono a scappare, ma la maggior parte morì nella catastrofe. Le due città rimasero coperte dalla lava per molto tempo, fino a quando alcuni archeologi, scavando fra gli strati di terra, le ritrovarono. La scoperta è stata di straordinaria importanza: poiché la lava ha conservato intatti oggetti, abitazioni, strade e altro ancora, si sono potute quindi ricavare molte informazioni sulle abitudini dei Romani.

Il Foro era il centro commerciale e politico della città di Pompei. Sullo sfondo si può vedere il Vesuvio.

Una bottega di Ercolano ben conservata. Si possono ancora vedere scaffali e anfore antiche.

La cenere caduta su animali e uomini si è con La cenere e la lava cadute durante l’eruzione si solidata fino a diventare dura come la roccia, sono consolidate fino a diventare un composto conservando l’impronta dei corpi ricoperti. duro come la roccia. Gli esseri viventi inglobati in Gli archeologi versarono il gesso in alcune questo composto con il tempo si sono decomcavità edlasciando ottennerouni calchi di alcune persone posti buco, corrispondente alla cheforma furono travolte da questa catastrofe . del loro corpo. Gli archeologi, versando il gesso in questi buchi, possono ottenerne i calchi.

240

Interno di una cucina pompeiana; i cibi venivano tenuti al caldo nei fori del bancone.



Osserva l’ immagine in basso e rispondi alle domande. - Chi potrebbe essere la persona raffigurata? - Secondo te, che cosa stava facendo al momento dell’eruzione?

Conoscere i motivi della scomparsa di due città: Pompei ed Ercolano


STORIA

Il Cristianesimo

Una nuova religione Gli Ebrei erano una popolazione monoteista che abitava in Palestina, dove aveva costituito il Regno di Israele con capitale Messia: il salvatore, colui Gerusalemme. che gli Ebrei aspettavano Nel 63 a.C. la Palestina era stata conquistata dai Romani divenda secoli e che era tando così provincia romana. annunciato nella Bibbia, Durante l’impero di Augusto, nacque a Betlemme Gesù. All’età di il loro libro sacro. trent'anni circa, Gesù iniziò a diffondere tra la gente nuovi messaggi, basati sull’amore e sulla speranza, predicando la fratellanza e l’uguaglianza fra gli uomini. Secondo lui infatti tutte le persone erano uguali: di fronte a Dio non esistevano ricchi o poveri, padroni o schiavi. Solo coloro che avevano sofferto maggiormente in vita sarebbero entrati nel regno di Dio dopo la morte; coloro che, al contrario, si comportavano con malvagità avrebbero ricevuto la sofferenza eterna. Gesù si proclamava figlio di Dio. Dopo averlo ascoltato molta gente iniziò a credere in lui e a seguirlo riconoscendolo come il Messia. Le sue parole conquistarono i poveri e i bisognosi in quanto donavano una nuova speranza in quella vita così dura e faticosa. Invece, i sacerdoti ebraici temevano che le parole di Gesù allontanassero la gente dalla religione di Jahvè, e le autorità romane vedevano in lui l’uomo capace di sollevare il popolo contro l’imperatore. Per questi motivi Gesù venne fatto arrestare, processare ed infine venne giustiziato mediante la crocifissione, secondo l’usanza del tempo.

La diffusione Dopo la morte di Gesù Cristo gli uomini che erano stati suoi allievi, i discepoli, iniziarono a diffondere i suoi insegnamenti. Gli apostoli, così furono chiamati coloro che avevano seguito il suo percorso, predicarono prima fra gli Ebrei, poi fra la gente di tutto l’impero, fino ad arrivare a Roma. I primi fedeli furono i poveri, ma nel tempo anche i ricchi e i colti si convertirono. Leggendo i testi dei Vangeli, che raccontavano la vita di Gesù, sempre più gente si affidava alla nuova religione, rinunciando agli dèi e ai riti pagani. Conoscere i tratti salienti e le tappe che portarono allo sviluppo del Cristianesimo

241


STORIA

Il Cristianesimo

La persecuzione I Cristiani erano coloro che credevano nella nuova fede annunciata da Gesù Cristo. Essi non dedicavano sacrifici agli dèi e non veneravano la figura dell’imperatore. I loro valori erano contrari a quelli della morale romana: al posto della guerra predicavano la pace, credevano nell’uguaglianza e nella fratellanza, opponendosi così alla schiavitù. Per questi motivi i Cristiani vennero ritenuti nemici dell’Impero e furono perseguitati. Le più crudeli persecuzioni furono quelle compiute da Nerone ed in seguito da Diocleziano. Essi venivano arrestati e, piuttosto che tradire la loro fede, preferivano morire crocifissi o sbranati nelle arene da belve feroci. Coloro che non rinunciavano alla loro religione nemmeno con le torture o davanti alla morte, furono chiamati martiri, cioè “testimoni” della fede. Per sfuggire alle persecuzioni molti Cristiani si rifugiarono nelle catacombe, gallerie sotterranee dove pregavano e seppellivano i loro defunti.

Un martire cristiano dato in pasto ai leoni.

La fine delle persecuzioni

Nell’immagine è rappresentato il volto dell’imperatore Costantino

242

Alcuni imperatori, colpiti dal sacrificio dei martiri e dalla loro serenità davanti alla morte, cambiarono atteggiamento nei confronti dei Cristiani. Nel 313 d.C. l’imperatore Costantino emanò l’editto di Milano, che permetteva ai Cristiani di praticare la loro religione liberamente. Nel 380 d.C. l’imperatore Teodosio dichiarò il Cristianesimo religione ufficiale dell’Impero. Conoscere le tappe che portarono allo sviluppo del Cristianesimo


STORIA

La crisi

La crisi dell’Impero romano Dopo due secoli di splendore, durante III secolo d.C., l’Impero romano entrò in una profonda crisi che colpì tutti gli aspetti della vita sociale.

La politica Gli imperatori erano sempre più attratti dalla ricchezza e dal lusso, non si curavano delle esigenze del popolo e non erano più in grado di governare un territorio così vasto. Sempre più spesso accadeva che gli imperatori venissero eletti dall’esercito e poi uccisi da quei soldati che dovevano difenderli. In questo modo l’impero rimaneva senza una vera e propria guida che lo mantenesse stabile, ma al contrario si indeboliva sempre più.

L’esercito I soldati non combattevano più per l’Impero ma per i propri generali, che venivano poi nominati imperatori. I confini venivano minacciati dalle popolazioni asiatiche e germaniche, inoltre nelle province sempre più spesso scoppiavano rivolte. L’esercito era disorganizzato e non riusciva più a garantire l’ordine e la sicurezza.

L’economia Per pagare le guerre venivano imposte pesanti tasse ai cittadini, che spesso non potevano pagare ed erano costretti a vendere i propri terreni ai ricchi. Con la fine delle guerre vennero a mancare i contadini che potevano coltivare la terra; poiché molte terre rimanevano incolte, la produzione agricola diminuì ed i prezzi dei prodotti aumentarono.

La religione Di fronte a tanti problemi molta gente abbandonava la religione pagana e trovava conforto in quella cristiana, che lentamente si andava diffondendo. Conoscere le vicende nei diversi ambiti che portarono alla crisi dell’Impero

243


STORIA

La crisi

La divisione dell’Impero

C A R T IN A A PAG.

359

Il vasto territorio e la profonda crisi portarono alcuni imperatori a cercare delle soluzioni. Nel 284 d.C. l’imperatore Diocleziano decise di: • aumentare il numero dei soldati e quindi anche le tasse per mantenere l’esercito; • obbligare i figli a continuare il lavoro del padre, così i contadini non avrebbero più potuto lasciare la terra; • fissare il prezzo di determinati alimenti; • iniziare crudeli persecuzioni contro i Cristiani, per fermare la nuova religione. Infine, decise di dividere l’Impero in quattro parti, governate da quattro uomini, i tetrarchi, due imperatori e due cesari. L’impero, comunque, non superò la crisi.

La scultura rappresenta i tetrarchi.

Moneta di Diocleziano

Diocleziano si ritirò e, dopo una serie di lotte, diventò imperatore Costantino, che subito cercò di risolvere il problema della religione. Si accorse che i Cristiani, invece di diminuire, aumentavano, rimanendo comunque fedeli all’Impero. Nel 313 d.C. a Milano emanò un editto con il quale concedeva la libertà di culto a tutte le religioni. Successivamente cercò di riunificare l’Impero; spostò la capitale a Bisanzio, che da lui prese il nome di Costantinopoli. Nonostante tutto né Costantino, né i suoi successori riuscirono a risollevare le sorti dell’Impero. Dopo alcuni anni diventò imperatore Teodosio, che nel 395 d.C. decise di dividere l’impero in due parti: l’Impero romano d’Occidente, dove la crisi aumentò a causa dello spostamento della capitale, e l’Impero romano d’Oriente, con capitale Costantinopoli. A questo punto l’Impero rimase diviso per sempre e, mentre l’Impero romano d’Oriente continuò a fiorire per altri mille anni, quello d’Occidente venne invaso da popolazioni straniere.

La cenere caduta su animali e uomini si è con L’immagine accanto raffigura il busto di Teodosio il quale, solidata fino a diventare dura come la roccia, con l’Edittol’impronta di Tessalonica, il Cristianesimo religione conservando deiproclamò corpi ricoperti. dell’Impero e proibì dichiarando che i Gli ufficiale archeologi versarono il tutte gessole altre, in alcune trasgressori avrebbero subito punizioni severe cavità ed ottennero i calchi di alcune personeed esemplaper tutti. cherifurono travolte da questa catastrofe .

244

Conoscere i personaggi e le vicende che portarono alla divisione dell’Impero romano


1 Vero o Falso?

VERIFICA

• L’eruzione del Vesuvio distrusse Pompei ed Ercolano.

V

F

• A Betlemme nacque Gesù.

V

F

• Le autorità romane vedevano in Gesù l’uomo capace di sollevare il popolo contro l’imperatore.

V

F

• Gesù morì crocifisso.

V

F

• I Cristiani vennero definiti amici dello stato.

V

F

• Per sfuggire alle persecuzioni i Cristiani si rifugiavano nelle necropoli.

V

F

• Grazie ad Augusto i Cristiani poterono praticare la loro fede religiosa.

V

F

• Teodosio dichiarò il Cristianesimo religione ufficiale dell’Impero.

V

F

2 Leggi i due documenti e confrontali. “Abbiamo creduto necessario dare sia ai Cristiani sia a tutti gli altri la libera facoltà di seguire ciascuno la religione che ha scelto. È stato da noi deciso che coloro che nutrono la volontà di osservare la religione cristiana, ora lo facciano liberamente e apertamente”. “Vogliamo che tutti i popoli a noi soggetti seguano la religione cristiana. Chi la segue sarà chiamato cristiano, gli altri invece incorreranno nei castighi divini e anche in quelle punizioni che noi riterremo di infliggere loro”.

- A quale imperatore si riferisce il primo documento? - E il secondo? - A chi viene permessa la libertà di religione nel primo documento?

- Quale dei due documenti garantisce più libertà alle persone? - Nel secondo documento, che cosa dovrà subire chi non seguirà la religione cristiana?

245


STORIA I Barbari

Le invasioni barbariche

C AR T I N A A PAG.

360

Nell’Europa centro-settentrionale vivevano i Germani, una popolazione che era divisa in tante tribù chiamate con nomi diversi: Goti, Visigoti, Ostrogoti, Vandali, Longobardi, Sassoni, Franchi… I Romani li chiamavano Barbari, ad indicare il loro modo di parlare che non capivano, una specie di “bar-bar-bar”. Elmo dei barbari

Le abitudini I Barbari erano molto diversi dai Romani in quanto erano seminomadi, cioè vivevano in villaggi fatti di capanne. Essi si dedicavano alla caccia, allevavano cavalli e, per ottenere la terra da coltivare, bruciavano parti delle foreste che incontravano. Dopo alcuni anni si spostavano e si stabilivano in un altro posto. Erano molto abili nella lavorazione dei metalli; fabbricavano spade lunghe, pesanti e più resistenti di quelle romane. Il loro abbigliamento, a differenza di quello dei Romani, che indossavano la toga, era costituito dalle pellicce degli animali, mentre sotto portavano le “brache”, una specie di pantaloni.

246

Conoscere le origini e le abitudini dei Barbari


Le invasioni barbariche

STORIA

La società e la religione Per ogni tribù c’era un capo, ma erano i capifamiglia che prendevano le decisioni importanti, riuniti in assemblee. Non sapevano scrivere; le leggi perciò si tramandavano oralmente e ognuno si faceva giustizia da solo. Spesso la famiglia della persona offesa praticava la faida, cioè puniva direttamente il colpevole per vendetta. I Germani erano politeisti e credevano in divinità che rappresentavano le forze della natura. Adoravano principalmente Odino, il dio della tempesta, e suo figlio Thor, dio dei lampi e dei tuoni. 

Dopo aver letto attentamente il testo rispondi alle seguenti domande.

- Chi erano i Germani? - Perché i Germani venivano chiamati “barbari”? 

Dopo aver osservato attentamente il disegno delle due pagine rispondi alle seguenti domande.

- Quanti e quali animali si possono incontrare nel villaggio dei Germani? - Descrivi con parole tue il villaggio dei Germani e il loro aspetto.

Conoscere l’organizzazione sociale e le credenze religiose barbariche

247


STORIA

La fine dell’Impero

Il crollo dell’Impero

C A RT I N A A PAG.

Le differenze fra Romani e Barbari crearono fra le due popolazioni sentimenti di ostilità e diffidenza, ma non impedirono gli scambi commerciali. Lungo il confine dell’Impero romano, chiamato “limes”, i Romani compravano dai Barbari le armi in metallo e le pellicce; alcuni Barbari si erano arruolati nell’esercito romano, imparando la loro lingua e abitudini. Verso la fine del IV secolo d.C. ci fu un cambiamento decisivo. Gli Unni, un popolo proveniente dall’Asia, attaccarono i Germani che furono costretti a scappare dai loro territori. Nella loro fuga oltrepassarono i confini dell’Impero romano d’Occidente che, indebolito dalla profonda crisi, non fu in grado di fermarli. I Barbari invasero l’Impero.

360

Un soldato barbaro in combattimento con un soldato romano.

Arrivarono nelle città italiane, le saccheggiarono, le distrussero ed uccisero tutti coloro che incontrarono. Roma fu invasa nel 410 d.C. dai Visigoti e nel 455 d.C. dai Vandali. Anche gli Unni riuscirono ad arrivare in Italia, guidati dal loro capo Attila che seminava distruzione e morte. L’ultimo imperatore romano d’Occidente fu Romolo Augustolo, un bambino di tredici anni, che governò per un anno. Infatti, nel 476 d.C. gli Eruli conquistarono l’Italia; il loro capo, Odoacre, catturò Augustolo e lo depose dal trono. Il 476 d.C. segna la fine dell’Impero romano d’Occidente. Gli storici indicano questa data come la fine dell’Età Antica e l’inizio del Medioevo, cioè “età di mezzo”. Barbari e Romani in guerra

 Gli Unni erano guidati da Attila, un valoroso e feroce capo che i Romani avevano soprannominato “flagello di Dio”. A lui è attribuita questa affermazione: “Dove passa il mio cavallo non cresce più un filo d’erba”. Nell’ immagine accanto è raffigurata una moneta con il volto di Attila.

248

Analizzare i motivi e le vicende che portarono al crollo dell’Impero romano


VERIFICA

1 Leggi i due documenti che Cesare e Tacito ci hanno lasciato sui Germani, poi indica se le affermazioni sono vere V o false F .

La vita dei Germani è tutta dedicata alla caccia e agli esercizi militari. Non praticano l’agricoltura e nessuno possiede terra da coltivare. Il loro vitto consiste in latte, formaggio e carne. (Giulio Cesare)

I Germani non hanno città e non abitano in case fisse. Vivono separati e sparsi, fermandosi dove c’è una fonte, una pianura, un bosco. Per costruire le case non adoperano mattoni, ma legno. (Tacito, storico romano)

I Germani... • Conducevano una vita nomade.

V

F

• Avevano paura della guerra.

V

F

• Erano bravi agricoltori.

V

F

• Costruivano le case utilizzando i mattoni.

V

F

• Vivevano in piccoli villaggi.

V

F

• Costruivano le case utilizzando il legno.

V

F

• Si dedicavano alla caccia.

V

F

• Mangiavano pesce tutti i giorni.

V

F

• Mangiavano latte, formaggio e carne.

V

F

• Possedevano terre.

V

F

2 Numera dall’1 al 5 i seguenti avvenimenti, rispettando l’ordine cronologico. Odoacre imprigionò e depose Romolo Augustolo. Roma fu assalita dai Visigoti. Roma fu assalita dai Vandali. Gli Unni attaccarono le popolazioni germaniche. Gli Unni attaccarono l’Italia.

249


VERIFICA Osserva e completa lo schema con le caratteristiche specifiche degli Etruschi.

LE CITT À

LE ATTI V IT À Gli Etruschi erano una popolazione dalla dubbia provenienza

Le città etrusche erano

che si stabilì nel ........................... . Essi sfruttavano le risorse del

attraversate da .................

proprio territorio producendo ............................ ed ....................

lunghe e diritte.

Estraevano dal sottosuolo il .................., il ....................., lo

Gli Etruschi circondarono

................. e dalle rocce delle montagne vicine ricavavano

la città di grandi .............,

............................. preziosi. Gli artigiani lavoravano il

realizzarono .....................,

........................ per ottenere utensili, armi ed armature.

.......................... e furono i

Lavoravano la ceramica producendo il ................................., un

primi ad ideare l’..............,

composto di argilla e carbone, che una volta cotto diventava

che utilizzarono per porte

nero e lucido come il bronzo.

e finestre. Le città etrusche erano ................... indipendenti.

LA RELIGIONE Gli

Etruschi

ETRUSCHI

erano

......................... I sacerdoti erano chiamati ................. e praticavano la ..............., cioè interpretavano la volontà degli dèi osser-

LA

V ITA

SOCIALE

IL DECLINO

degli

Gli Etruschi davano molta

L’organizzazione in città-

......................, oppure stu-

importanza al ........................ .

stato indipendenti, sem-

diando il ............................

I ricchi facevano feste con

pre politicamente divise,

degli animali sacrificati.

grandi banchetti, spettacoli

fece degli Etruschi un

I cimiteri etruschi sono

di ............................, acrobati

bersaglio facile per una

chiamati ...........................,

e prestigiatori. Anche i meno

nuova civiltà nascente: i

ed hanno l’aspetto di

ricchi si divertivano con

.......................... .

vere e proprie città, con

musiche, danze e giochi,

Questo popolo impose

tanto di strade che si

come il .................................. o

le proprie ............... agli

incrociano.

l’arrampicata sui pali.

Etruschi.

vando

250

il

volo


VERIFICA Osserva e completa lo schema con le caratteristiche specifiche dei Romani.

LE ORIGINI

LA LEGGENDA

ROMA MONARCHICA

Roma sorse sulle rive del

Secondo

leggenda,

Secondo la tradizione i

fiume.................................. .

Roma fu fondata da due

re di Roma furono

Gli agricoltori e i pastori

uomini: .......................... e

............... . Gli ultimi

abitavano su .............. colli.

............................. . Questi

erano ........................... .

la

furono trovati ed allattati da una ......................... .

LA RELIGIONE I Romani ebbero divinità

ROMA REPUBBLICANA

legate al mondo della civiltà

Dopo la cacciata dei re, a

...................................., a cui

Roma fu proclamata la

diedero nomi propri.

................................... .

Oltre ai riti pubblici i

Alla guida dello stato

ROMA NI

Romani praticavano i riti

c’era il ............................ ,

domestici, cioè all’interno

formato dagli anziani.

delle case. Ogni famiglia

Il re fu sostituito da

aveva nella propria dimora

................................... .

un

altare

dedicato

ai

........................., le divinità protettrici della famiglia e

L’ESPANSIONE DI ROMA

ai ..............................., spiriti

Nella prima fase della sua

degli antenati defunti, che

espansione, Roma vinse

mantenevano le tradizioni e

contro

popolazioni

Durante la Repubblica vi

tenevano unita la famiglia.

................................ . Nella

furono contrasti tra i

seconda fase combatté

......................, che erano

contro

della

i più ricchi, e i .................,

................................ . Nella

i più poveri. Alla fine

terza affrontò la città feni-

venne istituita la carica

cia di ............................, in

dei ............................... e

tre guerre dette .................

furono emanate ..............

.................... .

scritte.

le

le

città

LE CLASSI SOCIALI

251


VERIFICA Osserva e completa lo schema con le caratteristiche specifiche dei Romani.

LA FAMIGLIA

IL CRISTIANESIMO

fu

Il capo della famiglia

La religione cristiana fu

......................................... . Gli

romana era ...................... .

predicata da .................,

successero altri ......................,

lui poteva decidere di rin-

che nacque a ....................

che operarono per far giunge-

negare e vendere i propri

ai tempi dell’imperatore

re a Roma grandi ................... .

figli come ........................ .

romano ........................ .

ROMA IMPERIALE Il

primo

imperatore

Nel territorio dell’impero sor-

I Cristiani inizialmente

sero tante .................................

furono ..................... dagli

simili a Roma.

imperatori. In seguito grazie

all’imperatore

............................... otten-

VIVERE A ROMA

nero libertà di professare

Chi desiderava farsi una bella nuotata doveva recarsi alle ................................ . Chi desiderava vedere uno

la propria fede. Un altro

ROMANI

imperatore, ...................... proclamò il cristianesimo religione di Stato.

spettacolo di attori doveva recarsi al .......................... . Chi era amante di spettacoli sanguinosi poteva recarsi all’...................................... .

252

LA DIVISIONE DELL’IMPERO E LE INVASIONI

Chi voleva vedere una corsa

L’imperatore ......................................... divise l’impero

con le bighe si recava al

in quattro parti, governate da quattro uomini, due

...................................... .

.............................. e due ........................... .

A Roma i ricchi abitavano

L’imperatore ......................................... riunificò l’impe-

nelle ..................................,

ro e spostò la capitale a ................................, che da lui

mentre le case dei poveri

prese il nome di ...................................... .

erano le .............................. .

I Barbari invasero l’impero che cadde definitivamente

Per portare l’acqua nelle

nell’anno ..................... . Gli storici indicano questa

città, i Romani realizzarono

data come la fine dell’......................................... e l’ini-

................................... .

zio del ...................................., cioè “età di mezzo”.


CONVIVENZA CIVILE

La repubblica italiana

La Costituzione ed i Poteri della Repubblica La legge fondamentale dello stato italiano è la Costituzione. Secondo i principi fondamentali della nostra Costituzione, l’Italia è una Repubblica parlamentare: le leggi sono emanate dal Parlamento, mentre le decisioni sono prese dal Governo e sono valide su tutto il territorio nazionale, fatte salve le competenze degli Enti Locali. Nello specifico, i rappresentanti eletti dal popolo eleggono i membri del Parlamento, che a sua volta è diviso in due organi: la Camera dei Parlamento italiano Deputati ed il Senato della Repubblica. Al Parlamento spetta il compito di emanare e promulgare le leggi (potere legislativo), al Governo, composto dal Presidente del Consiglio e dai ministri, spetta il dovere di farle eseguire (potere esecutivo). L’ultimo potere dello Stato, che deve rimanere ben distinto dai precedenti, come specificato nella stessa Costituzione, è la Magistratura (potere giudiziario), composta da giudici e magistrati, ai quali spetta il compito di far rispettare le leggi vigenti. Il capo dello stato è il Presidente della Repubblica, che rappresenta l’unità della nazione e svolge il ruolo di coordinatore dei vari poteri. Egli viene eletto dal Parlamento ogni sette anni. Attualmente il nostro Presidente è Giorgio Napolitano (nella foto).

 Dopo aver letto attentamente il testo sopra, discutine in classe con i

compagni e completa lo schema.

POTERE LEGISLATIVO

GOVERNO

GIUDICI E MAGISTRATI

Conoscere i principali fondamenti della Costituzione e della Repubblica Italiana

253


CONVIVENZA CIVILE

La Comunità Europa

L’Europa Unita La nascita ufficiale dell’Unione Europea (UE) risale al 7 febbraio del 1992, anno in cui fu firmato il trattato a Maastricht. In origine i paesi che entrarono a far parte dell’Unione Europea erano solo 12, pian piano se ne sono aggiunti degli altri e ad oggi sono 27. Nell’ottobre del 2004, i capi di Stato e di governo di 25 Paesi comunitari si sono riuniti a Roma per firmare la Costituzione Europea, che sancisce le regole fondamentali che regolano la convivenza tra i cittadini europei. Inoltre, la Costituzione Europea sostituisce i trattati precedenti e chiarisce quali sono le competenze dell’UE. Grazie all’Unione Europea sono state eliminate le barriere doganali, quindi oggi tutti possono muoversi liberamente in qualsiasi Stato comunitario. Questo ha altresì permesso lo sviluppo economico e commerciale. Nel 2002 infatti, le monete nazionali di 12 Stati dell’UE sono stati sostituite da banconote e monete in euro (€). La bandiera che rappresenta l’UE è di colore azzurro con dodici stelle in cerchio che simboleggiano i dodici paesi che aderirono nel 1992; l’inno europeo è tratto dalla nona sinfonia di Ludwig Van Beethoven, la versione musicale dell’“Ode alla gioia”. Il motto europeo è “Uniti nelle diversità”, scelto in seguito ad un concorso al quale hanno partecipato giovani tra i 10 e i 20 anni.

Le istituzioni dell’Unione Europea Per far sì che l’Unione Europea possa adempiere ai suoi compiti sono stati istituiti degli organi, simili a quelli presenti nei vari Stati membri. La sede del Parlamento dell’UE si trova a Strasburgo, in Francia. Il numero dei deputati di ogni paese è proporzionato al numero dei cittadini che ogni 5 anni eleggono i propri rappresentanti. Il Parlamento non possiede un vero e proprio potere legislativo, ma si occupa di orientare eventuali scelte della Comunità riguardanti i problemi sociali, i rapporti con gli stati europei, l’ambiente e l’immigrazione dagli stati extracomunitari. I capi di governo degli stati membri formano il Consiglio dei Ministri che prende le decisioni più importanti e definisce gli obiettivi da perseguire. La Commissione Europea, che si trova a Bruxelles, in Belgio, garantisce l’esecuzione delle leggi emanate dal Parlamento e ne propone di nuove. La Corte di Giustizia invece, ha sede in Lussemburgo ed ha il compito di garantire l’osservanza dei trattati istitutivi dell’UE. Inoltre, si occupa di risolvere Parlamento europeo eventuali controversie tra gli Stati comunitari.

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Conoscere le istituzioni fondate dalla Comunità Europea


La Comunità Europea

CONVIVENZA CIVILE

Le organizzazioni internazionali Alla fine della seconda guerra mondiale, alcuni stati pensarono di fondare degli organismi che garantissero la pace, con lo scopo di evitare i contrasti tra le varie nazioni. La prima ad essere istituita fu l'Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU), nel 1945, alla quale aderirono solo 51 stati. Oggi ne fanno parte tutti gli stati del mondo, ad eccezione della Svizzera, dello Stato del Vaticano e di Taiwan. I suoi scopi principali sono: • mantenere la pace e la sicurezza nel mondo; • salvaguardare i diritti e la libertà di tutti; • promuovere il progresso economico, sociale e culturale di tutti i Paesi del mondo. L’ONU non possiede un esercito proprio: quando deve intervenire in Paesi in cui la pace è minacciata, chiede ai Paesi vicini uomini e mezzi per formare un esercito internazionale. I soldati che costituiscono questo esercito sono chiamati caschi blu. L’ONU ha sedi in tutto il mondo, quella centrale si trova a New York, nel famoso “Palazzo di Vetro” ed opera grazie ad una serie di istituzioni specializzate ognuna nel proprio campo.

L’UNICEF (Fondo delle Nazioni Unite per l’Infanzia) opera nei Paesi poveri in via di sviluppo. Il suo scopo è quello di migliorare le condizioni di vita di giovani e bambini. L’UNESCO (Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura) ha sede a Parigi. Si occupa di promuovere lo sviluppo attraverso la diffusione dell’istruzione e la ricerca scientifica in tutto il mondo. Inoltre, si preoccupa di tutelare zone d’interesse archeologico e naturalistico, identificate come “patrimonio dell’umanità”. L’OMS (Organizzazione Mondiale per la Sanità) con sede a Ginevra, promuove la collaborazione fra gli Stati in campo medico scientifico, al fine di migliorare le condizioni di igiene e di salute e prevenire le malattie. Ed infine la FAO (Organizzazione per l’Agricoltura e l’Alimentazione), con sede a Roma, si impegna contro la fame e favorisce lo sviluppo agricolo dei Paesi del mondo sottosviluppati. Molte altre associazioni di volontariato sono nate per aiutare chi vive in situazioni difficili, come la Caritas, che interviene nelle zone colpite dalla guerra, portando aiuti umanitari, ed Amnesty International, che s’impegna affinché siano rispettati i diritti dell’uomo. Conoscere le principali organizzazioni riconosciute dall’Unione Europea

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VERIFICA

L’Europa Unita e le Organizzazioni Internazionali

1 Osserva la cartina poi rispondi alle domande. • Quali sono gli Stati che appartengono all’Unione Europea?

• Quali Paesi dell’UE hanno adottato l’euro?

2 Dopo aver letto attentamente i testi delle pagine precedenti, completa le frasi. • La sigla ONU significa • Gli obiettivi dell’ ONU sono: • I caschi blu sono • Amnesty International si propone di

3 Collega ogni organismo dell’ONU al suo compito rispettivo.

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UNESCO

Si occupa della promozione e diffusione della cultura nel mondo.

FAO

Si adopera per lo sviluppo dell’ agricoltura ed il miglioramento dell’alimentazione.

UNICEF

Lavora per tutelare la salute e migliorare le condizioni igieniche.

OMS

Si batte per difendere i diritti dei bambini.


I diritti

CONVIVENZA CIVILE

Libertà ed uguaglianza A Roma, come nelle altre civiltà antiche, esistevano disuguaglianze sociali molto marcate che distinguevano le varie classi sociali. Gli schiavi, per esempio, erano considerati proprietà d’altri, non godevano di nessun diritto, svolgevano i compiti più faticosi e vivevano in condizioni molto dure. Anche tra gli uomini liberi c’erano grandi differenze. Alle donne, per esempio, non era permesso occuparsi di nessuna attività politica o commerciale, dovevano sottostare all’autorità dei padri e poi, una volta sposate, a quella dei mariti, e non avevano il diritto di voto.

La Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo Per molti secoli, gli abitanti delle terre conquistate da imperi potenti venivano sottomessi e resi schiavi. Oggi ufficialmente la schiavitù non esiste più. A Parigi nel 1948, fu approvata dall’ONU e firmata da quasi tutti i Paesi del mondo la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, nella quale si afferma il principio che tutti gli uomini sono uguali senza distinzione di Art.1 Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in sesso, razza, lingua, religione o dignità e diritti. condizione sociale. Art.2 Ad ogni individuo spettano tutti i diritti e tutte le Con questo documento ogni libertà senza distinzione alcuna. nazione s’impegna a garantire ai Art.3 Ogni individuo ha diritto alla vita, alla libertà ed propri cittadini i diritti fondaalla sicurezza della propria persona. mentali quali l’uguaglianza tra le Art.4 Nessun individuo potrà essere tenuto in stato di persone, la libertà, il diritto alla schiavitù o di servitù. La schiavitù e la tratta degli giustizia e all’istruzione. Essa schiavi saranno proibite sotto qualsiasi forma. infatti afferma che:



Leggi attentamente i testi sopra riportati, poi rispondi alle domande.

- Cos’ è la Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo ? - Quali sono i diritti riconosciuti ? - Cosa vuol dire secondo te essere libero ? - Ai giorni nostri, esiste ancora la schiavitù ? Conoscere i tratti salienti della Costituzione Universale dei Diritti dell’Uomo

257


CONVIVENZA CIVILE

I diritti

Il concetto di uguaglianza La società è composta da tante persone che, se pur uguali davanti alla legge, sono diversi tra loro. Essere uguali, infatti, non vuol dire pensare ed agire allo stesso modo. Ognuno di noi ha una propria personalità, una propria storia, un proprio modo di vivere. La diversità non deve essere intesa come qualcosa di negativo in quanto, al contrario, ci permette di arricchire la nostra conoscenza e riflettere sulle opinioni altrui. È importante garantire il diritto alla diversità accettandola in qualsiasi forma essa si manifesti. Sfortunatamente però, questo non sempre avviene. Ti sarà capitato, infatti, di incontrare persone disabili (diversamente abili) che vivono situazioni di “svantaggio” perché, a causa di malattie fisiche o mentali, non possono muoversi in piena libertà. Anche gli anziani possono essere considerati persone svantaggiate perché, a causa della loro età avanzata, incontrano molte difficoltà nella vita di tutti i giorni.

L’emarginazione sociale Altre persone, che vivono situazioni difficili, sono gli immigrati. Oggi il nostro Paese è terra di immigrazione per molte persone provenienti dalle zone più povere del mondo in cerca di condizioni di vita migliori. Questi immigrati extracomunitari vivono le stesse difficoltà che hanno incontrato gli italiani in passato, quando a loro volta sono emigrati in altre nazioni. Alcuni di questi ostacoli sono: l’adattarsi ad una nuova Emarginato: colui lingua e cultura, trovare una casa ed un lavoro che permetta di vivere che è messo ai marin condizioni dignitose. Spesso, circostanze di vita difficili portano gini della vita sociaalcune persone a diventare emarginati, cioè a vivere ai margini della le; escluso, isolato. società. Gli anziani, i disabili, gli immigrati e i senzatetto vivono situazioni di emarginazione sociale. Per aiutare le persone in difficoltà lo Stato interviene con forme di sostegno ed assistenza, promuovendo iniziative di solidarietà svolte da associazioni di volontariato. Sono gli stessi cittadini che, di loro iniziativa, offrono gratuitamente aiuto ad anziani, malati ed emarginati...



Rispondi alle domande.

- La tua scuola è frequentata da bambini che provengono da altri paesi? Se sì, da dove arrivano? - Conosci persone in difficoltà (disabili, anziani, persone svantaggiate...)? - Come puoi aiutarle?

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Analizzare le diversità per comprendere il concetto di uguaglianza come diritto dell’individuo


Le differenze

CONVIVENZA CIVILE

La scuola ieri ed oggi Nell’antica Roma, l’educazione dei figli maschi era compito del padre, mentre la madre si occupava delle bambine, alle quali insegnava come diventare brave donne di casa. Nelle famiglie agiate, l’educazione dei bambini era affidata a maestri (magistri) pagati dai genitori. Gli alunni di queste famiglie venivano accompagnati a scuola da uno schiavo, il pedagogo; gli altri, si recavano a scuola da soli. Le lezioni iniziavano molto presto la mattina e si svolgevano in luoghi modesti o addirittura all’aperto. L’arredo era semplice, costituito da sgabelli per gli alunni ed una sedia con spalliera alta per l’insegnante, detta cathedra. I bambini iniziavano a frequentare la scuola a sette anni ed imparavano a leggere, scrivere e calcolare. Per scrivere gli alunni utilizzavano una tavoletta in legno ricoperta di cera sulla quale incidevano grazie ad un bastoncino in metallo appuntito, chiamato stilo. Imparavano a contare servendosi dell’abaco, sul quale facevano scorrere dei sassolini, i calculi. Durante le lezioni regnava una disciplina severissima, il maestro non esitava a punire chi si distraeva o era impreparato con colpi di una bacchetta (fèrula) sulle mani. L’educazione obbligatoria andava dai 6 ai 12 anni; concluso il primo ciclo di studi solo ai maschi era permesso continuare. Chi proseguiva era affidato al grammaticus, maestro di letteratura che insegnava loro le regole del latino e del greco. Tra i 15 ed i 17 anni, i ragazzi che volevano diventare magistrati o avvocati, apprendevano l’arte dell’eloquenza sotto la guida del rethor. Oggi tutti i bambini hanno il diritto di frequentare la scuola. Infatti l’articolo 34 della nostra Costituzione dice che “La scuola è aperta a tutti. L’istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita. I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno il diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi”.

 Dopo aver letto attentamente il testo, completa la tabella e confronta la tua scuola con quella dei

bambini romani. La scuola nell’antica Roma

Analizzare e confrontare il rapporto fra la scuola di ieri e quella di oggi

La tua scuola oggi

259


CONVIVENZA CIVILE

Le religioni

Religioni diverse Come hai studiato nelle pagine precedenti, i Cristiani furono perseguitati perché professavano una religione diversa da quella romana. Oggi nel mondo esistono molte religioni; in Italia quella ufficiale e più diffusa è la religione cristiana di rito cattolico. Tuttavia, nel nostro Paese ci sono persone che hanno religione diversa da quella cristiana: ad esempio musulmana, buddista, ebraica e molte altre ancora. Chi non crede in nessuna divinità, viene detto ateo, chi invece non sa a cosa credere agnostico. Ogni religione ha proprie regole e tradizioni da seguire, riguardanti il luogo in cui pregare, l’alimentazione, i giorni di festa ecc... Gli ebrei, ad esempio, pregano nella sinagoga ed il loro giorno di festa è il sabato. I cristiani pregano in chiesa e per loro il giorno di festa è la domenica. I musulmani invece pregano nella moschea ed è il venerdi il loro giorno di festa. Ogni individuo ha il diritto di poter rispettare le regole e le tradizioni proprie della sua religione senza essere discriminato o deriso da altri. Per questo motivo è importante che tra i cittadini vi sia un atteggiamento di tolleranza e rispetto reciproco.

La nostra Costituzione difende fortemente, con alcuni dei suoi articoli, il principio di ogni persona al diritto alla libertà di culto. Art. 8 “Tutte le religioni sono ugualmente libere di fronte alla legge”. Art.19 “Tutti hanno diritto di professare liberamente la propria fede religiosa in qualsiasi forma, individuale o associata, di farne propaganda e di esercitarne in privato o in pubblico il culto, purché non si tratti di riti contrari al buon costume”.



Rispondi alle domande.

- Quale religione professi? - Nella tua classe ci sono alunni di religione diversa dalla tua ? Se sì, in quale religione credono ? - In che cosa si differenziano ? - Secondo te, quali sono le difficoltà che può incontrare un bambino che professa una religione diversa dalla tua?

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Analizzare e riconoscere religioni diverse


CONVIVENZA CIVILE

Servizi pubblici

Rispettiamo ciò che è pubblico Gli Enti Locali amministrano e gestiscono i servizi pubblici e sociali e provvedono ai bisogni dei cittadini. Essi si occupano per esempio della raccolta dei rifiuti, del mantenimento dei giardini e dei parchi pubblici, della manutenzione di strade, mezzi pubblici, dell’allestimento di scuole, biblioteche e di tutto ciò che è pubblico. Il denaro necessario per offrire questi servizi viene fornito direttamente dai cittadini, attraverso il pagamento di tasse che, secondo le competenze, vengono imposte da comuni, province o regioni. Le attrezzature e gli ambienti pubblici appartengono a tutti, di conseguenza è anche nel tuo interesse rispettarli e non danneggiarli. È importante seguire semplici regole di comportamento come: 1. non imbrattare muri, monumenti e segnali stradali con scritte o disegni; 2. non scrivere o incidere con temperini e coltelli sulle panchine; 3. non gettare rifiuti a terra, ma servirsi degli appositi cestini; 4. non calpestare le aiuole; 5. non danneggiare in alcun modo vetrine, cabine telefoniche e pensiline degli autobus; 6. non appoggiare i piedi sui sedili di mezzi pubblici, come treni, bus e tram. Rispettando queste semplici regole l’ambiente in cui vivi sarà più pulito ed ordinato.



Dopo aver letto le semplici regole, rispondi alle domande.

- Quali sono secondo te i comportamenti da seguire per rispettare l’ambiente scolastico? - Ti è mai capitato di vedere qualcuno scrivere sui muri o sui banchi? Come ti sei comportato in quell’ occasione? - Camminando per strada hai mai notato i murales (graffiti)? Credi che sia un comportamento corretto dipingere i muri delle nostre città? Analizzare l’importanza del rispetto per i servizi pubblici resi

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CONVIVENZA CIVILE

Educazione stradale

Tanti tipi di strade Il termine strada deriva dal latino “via strata”, cioè percorso stratificato con cui si indicavano le vie più importanti. In passato le strade erano distinte in ”lastricate” e strade “comuni”. Le strade lastricate erano riservate al traffico veloce e alla gente importante, mentre quelle comuni ai poveri. Oggi tutti possono percorrere qualsiasi tipo di strada senza distinzione, ed il termine “strada” è applicato a tutte le vie. Tuttavia, nel mondo moderno in cui viviamo, le strade sono molte e non sono tutte uguali. Sono distinte da nomi diversi a seconda della tipologia, da chi ne decide la costruzione o da chi ha la responsabilità della manutenzione. Le strade statali sono sempre contraddistinte da un numero. Sono strade di grandi comunicazioni che uniscono le città attraverso le varie regioni. Della loro manutenzione si occupa l’Ente statale A.N.A.S. (Azienda Nazionale Autonomia Strade). Le strade regionali collegano i capoluoghi di provincia tra loro, ed appartengono alle regioni, ma la loro gestione e manutenzione spetta in via definitiva alla Provincia. Le strade provinciali uniscono il capoluogo di provincia con i comuni più grandi. Per questo tipo di strade è la Provincia ad occuparsi della manutenzione. Infine le strade comunali sono di proprietà del Comune e collegano i comuni alle loro frazioni, borgate e quartieri. Altri tipi di strade si distinguono per la loro funzione e le loro caratteristiche costruttive. L’autostrada, ad esempio, si presenta con carreggiate separate da spartitraffico invalicabile, ciascuna con due o tre corsie di marcia ed una di emergenza. È contraddistinta da una lettera dell’alfabeto ed un numero, ad esempio A14 (Bologna - Taranto). Non ha incroci ma stazioni d’ingresso e di uscita. Ha aree di sosta e stazioni di servizio dove potersi fermare, attrezzate di bar, negozi, ristoranti e distributori di carburante. Per poterla percorrere si deve pagare il pedaggio che viene calcolato all’uscita, a seconda dei chilometri percorsi. La strada extraurbana, detta anche superstrada, è simile all’autostrada ma non richiede il pagamento di pedaggio ed è facilmente accessibile da più strade laterali.

Come si costruisce una strada Già i Romani, abili ingegneri, svilupparono tecniche sulle quali si fonda, ancora oggi, la nostra tecnica di costruzione stradale. Infatti, così come quella romana, la strada moderna è composta da strati di materiale. L’aratro livellatore livella il terreno, che viene successivamente compresso dal rullo compressore. Sulla terra battuta viene steso uno strato di pietrisco compresso che forma la massicciata. Questa viene lavata e spruzzata con una miscela calda e liquida di catrame che solidificandosi forma un solo blocco. Il tutto viene poi ricoperto da un “manto” protettivo, un impasto di asfalto e bitume steso e lisciato dalla finitrice. Una volta asciutto, l’asfalto viene dipinto con la segnaletica orizzontale (strisce bianche e gialle).

262

Conoscere la suddivisione e la struttura delle strade italiane e come sono organizzate


CONVIVENZA CIVILE

Educazione stradale

I segnali stradali Nell’antica Roma, la precedenza veniva data a seconda della classe sociale, dal più povero al più ricco e dal più debole al più potente. Oggi, è il codice stradale a regolare il diritto di precedenza, grazie ad alcuni segnali che rendono noto all’automobilista quando dare o ricevere la precedenza. In mancanza di segnali, vale la regola di concedere la precedenza a chi viene da destra.

L’ottagono rosso con scritto STOP indica che bisogna fermarsi e dare la precedenza.

Il rombo con l’interno giallo indica il “diritto di precedenza”.

Il triangolo con il bordo rosso e lo sfondo bianco indica “dare precedenza”.

Le persone che lavorano sulla strada Sono molte le persone che lavorano sulla strada per garantire la sicurezza degli utenti e far sì che le nostre strade siano ordinate e pulite. • La polizia municipale si occupa di dirigere il traffico.

• I poliziotti e carabinieri tutelano la sicurezza degli automobilisti. Inoltre, essi hanno il compito di controllare i documenti di circolazione e di fornire informazioni ed indicazioni quando necessario.

• Gli operatori ecologici lavorano perché le strade siano sempre pulite ed ordinate. Mantengono in ordine le aiuole spartitraffico e la vegetazione ai bordi delle strade. • Gli operatori dell’A.N.A.S. si occupano di costruire le strade, ripararle e dipingere le strisce bianche e gialle che vediamo sull’asfalto. • Infine, i casellanti dell’autostrada hanno il compito di ritirare i soldi del pedaggio all’uscita dei caselli autostradali. Conoscere la suddivisione e la struttura delle strade italiane e come sono organizzate

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VERIFICA 1 Rispondi alle domande.

La strada

• Quanti tipi di strada conosci?

• Hai mai viaggiato in autostrada? • Chi si occupa della sicurezza delle nostre strade? • Quali sono le altre persone che lavorano sulla strada per noi?

• Come sono le strade della tua città? Sono pulite, sporche o molto trafficate? Descrivile.

2 Passeggiando per il tuo quartiere annota i segnali stradali che incontri. Disegnane almeno quattro ed indica il loro significato.

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GALILEO  

STORIA CLASSE 5

GALILEO  

STORIA CLASSE 5

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