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[ S TA RT E R ] FA T T I * P E R S O N E * T RE N D

IL CONGRESSO TEME REAZIONI AL DIVIETO DI FUMO PER I DETENUTI

IN USA, CARCERI NO SMOKING

AJIM HAVEY / ALAMY / GRANATA

ge già nelle carceri di altri Stati, dal 2001 in quelle del Maryland e più di recente in quelle della California, del Colorado, del Michigan e del Texas. Ma fumare è uno dei pochi svaghi concessi ai carcerati, e il Congresso teme che il divieto causi ribellioni e proteste un poco ovunque. Le prigioni Usa, ha ammonito il Congresso, sono sovraffollate e in preda a forti tensioni, i detenuti potrebbero insorgere. E.C.

“Vietato fumare”. Questa scritta appare da mesi in un numero crescente di prigioni della Virginia, il massimo produttore americano di ta-

bacco. Entro il prossimo febbraio, ha annunciato il governatore Tim Kaine, nessun virginiano detenuto potrà più avere sigarette. Il divieto vi-

UN ITALIANO ESPONE NELLA METROPOLITANA DI NEW YORK I mezzi pubblici stringono New York in un abbraccio. È l’idea con cui l’illustratore milanese Carlo Stanga, 43 anni, ha conquistato i responsabili della Metropolitan Transportation Authority, l’azienda che gestisce il trasporto pubblico della Grande Mela. Dal 1991 MTA commissiona ai migliori professionisti del disegno dei poster a tema sul rapporto tra la città e la metro, per poi affiggerli per qualche mese in tutte le stazioni della subway. Per il periodo tra il 15 giugno e il 15 ottobre è stata scelta l’illustrazione di Stanga, che sarà il primo italiano a esporre in una “galleria” da 80 milioni di visitatori al giorno, la media quotidiana dei passeggeri della metro newyorchese. E.P.

CONTRAPPASSI PAOLO CONTI

WEBPHOTO

Il cinema, come industria, può dar vita a tutto: a un semplice prodotto o a un sogno, o a una polemicaccia. Il regista Felice Farina materializza un sogno. Chiudere un film quattro anni dopo la sospensione delle riprese dopo il fallimento della casa di produzione. Finalmente il suo La fisica dell’acqua vedrà la luce al Festival del Cinema di Pesaro proprio oggi, giovedì 25 giugno FARINA 2009. E poi c’è il capitolo delle 34 | MAGAZINE

reazioni stizzite. Per esempio Christian De Sica finisce, chissà perché, nel frullatore di un batti-e-ribatti con Belen Rodriguez (non Ingrid Bergman, insomma) che si sente “scaricata” dal cinepanettone in produzione per Natale. Christian legge “con disappunto” le accuse e rilascia una dichiarazione ufficiale alle agenzie. Quanta perdita di tempo. Papà Vittorio avrebbe DE SICA riso, e basta. OLYCOM

DI

DONNOLA DI

PAOLA TAVELLA

W LA CICCIA DELLE DONNE INCINTE Che vergogna la barretta dietetica per donne incinte. Si chiama Mater, è un prodotto di automedicazione. Sul foglietto illustrativo vengono riportati gli indici di massa corporea, così la futura madre può andare in paranoia, sentirsi grassa e colpevole con il conforto della scienza. È di moda mettere a dieta le donne incinte, ben oltre la cautela necessaria a evitare guai di salute. È pieno di donne col pancione che mangiano un hamburger e un’insalata poco condita, un regime da fotomodelle. Il ritornello di tanti ginecologi è diventato: «Non prenda più di nove chili, così dopo tornerà proprio come prima». Ma come prima di aver partorito e allattato non si torna mai più, la gravidanza non si cancella dal corpo né dall’esperienza. La maternità è ormai campo di contesa fra obbligo e colpevolizzazione. Se non sei madre per scelta o sventura diventi una fallita, ma quando aspetti un bambino ti fanno sentire una cicciona proprio nell’unico periodo in cui è un vanto avere un po’ di carne addosso.

Un italiano espone alla metropolitana di New York  

Breve apparsa nel giugno 2009 sul Corriere della Sera Magazine.

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