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Numero 8 - Giugno 2009

La Finestra sul

MAZZINI

Notiziario promozionale del

CONTRATTO DI QUARTIERE II - MAZZINI

QUARTIERE CORVETTO

Arriva la seconda edizione abbinata ad una grande Lotteria

L

a data è decisa: sabato 27 giugno ci sarà la 2. Festa del Quartiere Mazzini! Il Comitato Promotore della festa è ormai da qualche mese all’opera per fare in modo che l’evento sia, rispetto al 20 settembre scorso, ancora più coinvolgente e ricco di attività e spettacoli. Il tema centrale di questa giornata rimane naturalmente fedele alla festa del settembre 2008, che vedeva protagoniste le risorse del quartiere, ma quest’anno, anche con il vostro aiuto, cercheremo di dare maggiore risalto agli abitanti che vorranno esibirsi e ai cortili, che saranno animati da diverse iniziative. Una prima novità è rappresentata dalla Lotteria, organizzata con la collaborazione di moltissimi commercianti della zona che hanno messo a disposizione premi e buoni premio (l’elenco è a pagina 2). Una iniziativa importante perché il ricavato della vendita dei biglietti sarà utilizzato proprio per finanziare la festa. Ben quattromila biglietti (costo 2 euro ciascuno), saranno in vendita già da questa settimana, mentre per l’estrazione dei premi bisognerà attendere il 27 giugno!

BUONA FORTUNA! - Alle pagine 2 e 12 -

MAZZINI IN QUESTO NUMERO

Primo Piano

Via Mompiani

DUELLO SUI PARCHEGGI

GABRIO ROSA

Trovata l’intesa tra Aler e inquilini A pagina 6

A pagina 3

Un Ponte per l’Arcipelago

LE IDEE PER IL FUTURO

A pagina 4


Pagina 2

Numero 8 - Giugno 2009

In palio tanti premi e buoni acquisto nei negozi

Partita la caccia ai biglietti vincenti T

utti con il fiato sospeso fino al 27 giugno, giorno della 2. Festa del Mazzini e anche della grande estrazione della Lotteria, organizzata grazie alla collaborazione di moltissimi commercianti del quartiere che hanno messo a disposizione premi e buoni acquisto. I biglietti (di cui vedete la riproduzione in questa pagina) costano 2 euro ciascuno, e sono venduti in quartiere, ma chi non li trovasse può venire in Laboratorio. Il ricavato servirà proprio come forma di autofinanziamento della festa. A destra pubblichiamo i nomi dei

-

negozi e degli esercizi che hanno reso possibile l’iniziativa, mentre nell’ultima pagina di questo numero de “La Finestra sul Mazzini” è riportato l’elenco completo dei premi messi in palio nella lotteria.

ALLA FESTA CI SARÀ ANCHE IL BANCO DEL BARATTO In questo momento in cui la moneta scarseggia e sappiamo quanto è difficile arrivare a fine mese, è importante riscoprire la cultura del recupero, del riutilizzo e del riciclo delle cose. Nell’ottica di “cosa mi serve” e “che cosa posso dare” si è così pensato di inserire all’interno della festa anche “L’Angolo del Baratto”: un banchetto basato sul concetto di scambio dove ciascuno potrà portare qualcosa per scambiarla o donarla in base al suo bisogno. Per il “baratto” è quindi importante avere una esposizione di oggetti in buono stato al fine di scambiarli con altri oggetti. Tutto il materiale da barattare dovrà quindi essere pulito, funzionante e integro. Sottolineiamo che barattare significa “scambiare un oggetto con un altro”, e che non sarà dunque ammessa la vendita per nessuna ragione. Tutti coloro che sono interessati a questa iniziativa possono rivolgersi al Laboratorio di Quartiere, dove troveranno tutte le informazioni utili per partecipare a questa iniziativa!

La Finestra sul

M AZZINI

I commercianti che collaborano alla lotteria PIAZZOLLA ANTONIO - Edicola MASCHERPA - Abbigliamento AUTOFFICINA FRANCAVILLA BEAUTY & RELAX – Estetista MIGLIARINI MARCO – Bar MIGLIAVACCA GIOVANNI Formaggi e salumi HOTEL CORVETTO AUTOFFICINA ROSSINI SALUMERIA GASTRONOMIA BERGONZI STAZIONE DI SERVIZIO ESSO TENTAZIONI IN AGRODOLCE Alimentari AUTOSCUOLA DEL SOLE PANE DOLCE FANTASIA CARTAMONDO -Cartolibreria MAAR – Parrucchiere per donna ARLI SHOP – Di tutto e di più ROGER - Abbigliamento GIALLO 105 - PHOTO G. PIANETA FOTO ALESSANDRO D’ALESSANDRO IL PANE ENRICO MARIA - Macelleria FRUTTETO VENTOLA RINALDO INIZIATIVA DUE S.A.S. - Pizzeria LATTICINI RACCA LIDIA PALOMBARO TULLIO Parrucchiere per uomo POLLERIA MIRI G. REDAELLI GERMANA – Edicola TACCO EXPRESS - Calzolaio BAR PASTICCERIA FEDERICA BAR GIAVA TORREFAZIONE COLORIFICIO PERFETTI CENTRO CARNI EQUINE DACCI UN TAGLIO – Parrucchiere ATHENA Esthètique PIZZERIA DEMUS UPIM CORVETTO BAR CAFFETTERIA di Vito Verzi BEN LAMINE SLAHEDINE Lavanderia CHARME - Abbigliamento LA FATTORIA DEL CASARO STEFANO GAUDIOSO Panetteria FANTASIA INTIMA Abbigliamento intimo DROGHERIA LIBUTTI ANTONIO ASSALTO AL TRENO - Giocattoli BREMBO S.A.S. - Bazar EDICOLA BEN LAMINE ENOTECA - VINI E LIQUORI GELATERIA SCOOP SAS MACELLERIA STRINGA

Notiziario promozionale del Laboratorio di Quartiere Mazzini

In redazione: Idro, Rosa Maria Moresco, Roberto Poli, Giovanna Dalmasso, Sliman Boufellah, Margherita Dettori, Costanza Maspero, Fulvio Fenzo. Hanno collaborato a questo numero: Marco Acerbi (per la poesia), Josh (per il logo della festa), Paolo Zanichelli (Presidente Consiglio di zona 4), Ermanno Ronda (Segretario Sicet di Milano), dott. Maggioni (Aler

Milano), Paolo Larghi (Cooperativa La Strada), Comitato Inquilini via Mompiani 9, Comitato inquilini via Gabrio Rosa 9 e 11. Un particolare ringraziamento ai Portieri Aler per il prezioso aiuto nella distribuzione del periodico Stampato da Arti Grafiche Jolly’s via San Francesco, 324 E/3 Brugherio (MI)


La Finestra sul MAZZINI

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VIA MOMPIANI Inquilini contrari al progetto del Comune

Duello sui PARCHEGGI Ma è necessario dare ordine e sicurezza alle strade del quartiere

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o hanno chiamato “I Cortili”. È il Comitato degli inquilini di via Mompiani 9, formato da solo due mesi e già promotore di alcune iniziative riguardanti la casa, motivo centrale per cui alcuni abitanti del condominio si sono uniti in un comitato. Ma l’altra questione interessa i progetti delle strade avviati in quartiere che hanno trovato il disappunto di alcuni residenti. Ed ecco i nodi critici sottolineati dagli abitanti e le loro proposte. Anche se, come leggerete qui a fianco, non tutti sono d’accordo. «Abbiamo promosso una raccolta di firme per la modifica dei progetti riguardanti le strade di via Mompiani, Panigarola e Pomposa - affermano i componenti del comitato -. Hanno già aderito più di 500 persone tra abitanti, negozi e alcuni venditori ambulanti del mercato del martedì. Un’adesione notevole che dimostra lo scontento generale». Per gli abitanti di via Mompiani 9 ci sarebbero diversi punti critici. «La riqualificazione stradale è importante e positiva solo se corrisponde effettivamente alle esigenze di chi vive in una certa zona - riprende il comitato “I Cortili” -. Questo intervento Continua a pagina 4 X

L’INDAGINE

Per capire meglio la situazione dei parcheggi, il Laboratorio di Quartiere ha fatto una “fotografia” delle strade in questione. Abbiamo così contato, in differenti momenti della giornata e in giorni diversi, le macchine parcheggiate nelle soste autorizzate, i posti auto liberi e le auto sul marciapiede. Una rilevazione che non è sicuramente scientifica, ma che offre comunque dei dati che ci permettono di avere qualche informazione utile in più.

L’OPINIONE

I MARCIAPIEDI SONO DEI PEDONI di Idro

I

l Comune di Milano, nell’intento di mettere ordine su viabilità e parcheggi, ha progettato degli interventi per le vie Pomposa, Panigarola e Mompiani che, subito, hanno innescato malcontento fra i residenti. Lo scorso anno i lavori per la via Pomposa sono stati ultimati con il senso unico da via Ravenna a Piazza Ferrara ed i parcheggi a spina di pesce nei due lati (manca tutt’oggi la relativa segnaletica orizzontale), sostituendo nell’occasione il collettore del gas e migliorando la rete fognaria. Ma l’intervento più gradito è stato quello di riportare il marciapiede ad uso dei pedoni, mentre in passato era stato trasformato in un parcheggio per le auto con la tolleranza della polizia municipale che, secondo regolamento, avrebbe dovuto applicare le previste contravvenzioni. Per contrastare il progetto in via Mompiani varato dal Comune, i residenti del quartiere si sono ora mobilitati con una raccolta di firme, ritenendo che, a lavori ultimati, il numero dei parcheggi diventerà insufficiente, dato che i marciapiedi non saranno più disponibili. Ogni decisione in merito spetta al Comune, sperando che vengano prese iniziative che soddisfino tutti. Nel frattempo i lavori in via Panigarola sono iniziati. Staremo a vedere se la tempistica stimata verrà rispettata. Data e ora

VIA POMPOSA Posti auto 96

VIA PANIGAROLA Posti auto 50

VIA MOMPIANI Posti auto 79

25 febbraio 2009 Ore 10.00

76 parcheggi occupati

45 parcheggi occupati

68 parcheggi occupati 60 auto sui marciapiedi

11 marzo 2009 Ore 11.30

83 parcheggi occupati

37 parcheggi occupati

76 parcheggi occupati 61 auto sui marciapiedi

20 marzo 2009 Ore 16.00

95 parcheggi occupati

50 parcheggi occupati

77 parcheggi occupati 78 auto sui marciapiedi

8 aprile 2009 Ore 18.00

91 parcheggi occupati

45 parcheggi occupati

75 parcheggi occupati 70 auto sui marciapiedi


Pagina 4

X Continua da pagina 3 riduce drasticamente i parcheggi e, anche se è vero che Milano è invasa dalle auto e che le aiuole sono sicuramente più piacevoli delle macchine posteggiate sui marciapiedi, è necessario che i progettisti facciano i conti con la realtà. Non si tratta solo delle auto degli abitanti, perché bisogna tenere conto che in questo quartiere parcheggiano anche moltissimi pendolari per usufruire poi del metro o del filobus. È quindi impensabile ridurre i posti auto perché ciò significherebbe penalizzare il quartiere e non migliorarlo». E il comitato è poi contrario anche all’eliminazione del doppio senso di marcia su via Mompiani: «Questa strada non è una via di grande flusso e non capiamo il senso di questa trasformazione che, abbinata alla diminuzione dei parcheggi, obbliga gli automobilisti in cerca di un posto a compiere un giro vizioso dell’isolato». Gli inquilini di via Compiano 9 lanciano allora la loro proposta: «Il progetto va rivisto per lasciare i parcheggi “tollerati” sostengono gli abitanti -. Sappiamo benissimo che i marciapiedi sono destinati ai pedoni, ma quello di via Mompiani è talmente ampio che le macchine parcheggiate non intralciano in alcun modo i pedoni o le carrozzine. Si potrebbero quindi mantenere i posti auto e le piante presenti, preservarle con una doppia recinzione come hanno fatto in via Ravenna. Togliere la sosta delle macchine dai marciapiedi non agevola nessuno, anzi, siamo sicuri che ciò aumenterebbe la possibilità di vederli trasformati in corsie preferenziali per i motorini». E conclude il comitato: «Vorremmo che venisse fatta più progettazione partecipata senza essere costretti a “prendere atto” di interventi già decisi. Chiediamo quindi di essere ascoltati e, visto che si parla di norme e di ordine, di sapere perché i cani continuano a fare i loro bisogni sui marciapiedi senza che nessun vigile intervenga multando i loro padroni. Se deve esserci ordine, almeno che sia per tutti!». „

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QUARTIERE Ha preso il via il progetto “Un Ponte

Le tue IDEE pe f

«Vogliamo ascoltare le persone attive nel

«C

ostruire un “ponte” tra tutte le persone che si danno da fare per il quartiere, con l’obiettivo di conoscere più a fondo il territorio e costruire, insieme, proposte e azioni per il futuro». Si chiama infatti “Un Ponte per l’Arcipelago” il progetto avviato dallo scorso mese di marzo nel territorio dei quartieri Mazzini e Corvetto. Il progetto “Un Ponte per l’Arcipelago”, realizzato dagli enti, associazioni e gruppi aderenti ad “Arcipelago Mazzini” e promosso da Fondazione Cariplo, rappresenta, in termini più tecnici, uno “studio di fattibilità”: una ricerca che intende coinvolgere le persone che vivono e lavorano nei quartieri Mazzini e Corvetto per comprendere meglio le problematiche, le difficoltà, le possibilità e le prospettive di questo territorio. Il gruppo di lavoro che promuove e guida lo studio di fattibilità è composto da: Paolo Larghi (della cooperativa La Strada), Claudio Bandini (Galdus), Ilaria Scovazzi (Arci Milano), Carla Salina (cooperativa Martinengo), Michele Widenhorn (cooperativa Dedo), Donatella Bramanti (Centro studi e ricerche sulla famiglia dell’Università cattolica di Milano), Salvatore Tummino (del Laboratorio di Quartiere) e Massimo Casiraghi, presidente della commissione Politiche sociali, famiglia e salute del Consiglio di Zona 4. «L’obiettivo di questo lavoro, che terminerà nel prossimo mese di luglio, è quello di costruire un nuovo progetto, un nuovo “Arcipelago Mazzini”, per il triennio 2010-2012 spiegano all’Arcipelago Mazzini -. Un progetto che permetta di continuare la costruzione di un quartiere più vivibile per tutti, che permetta alle persone di stare meglio e di migliorare la propria “qualità della vita”. Pensiamo che la strada

INSIEME PER LA “C Il progetto Arcipelago Mazzini è attivo da ormai due anni, ed ha come obiettivo il miglioramento della coesione sociale del quartiere Mazzini. Dal luglio dell’anno scorso il progetto ha ampliato le sue attività ad altri quartieri comprendendo anche Corvetto, Rogoredo e Gamboloita. ll progetto organizza i servizi e le iniziative già esistenti, integrandoli con nuove proposte per renderli intrapresa nel 2006 da Arcipelago Mazzini sia quella giusta, ma tutte le cose sono migliorabili!».

D

avanti all’opportunità di poter lavorare insieme alla comunità ancora per un lungo periodo, si è dunque scelto di interpellare il maggior numero di persone possibili: «In questi mesi sono stati contattati e coinvolti gli abitanti del territorio, alcune famiglie, i ragazzi, gli insegnanti e i dirigenti delle scuole - riprendono all’Arcipelago -. E, ancora, sono stati interpellati i commercianti, le parrocchie, le associazioni, le cooperative, i servizi territoriali del Comune e dell’Asl, il Consiglio di Zona e molti altri ancora. Ad alcuni abbiamo proposto dei questionari, ad altri delle interviste, ad altri ancora dei momenti di incontro e confronto». Ma, in particolare, a tutti è stato chiesto di esprimere un parere sulle


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Iper l’Arcipelago”, promosso dalla Fondazione Cariplo con le associazioni locali

r progettare il FUTURO territorio per promuovere nuove iniziative dirette alla comunità»

OESIONE SOCIALE” patrimonio comune, attraverso la partecipazione attiva delle famiglie, della popolazione e delle realtà associative e aggregative locali. I quartieri Mazzini,Corvetto, Rogoredo e Gamboloita sono situati nella zona 4 del decentramento della città di Milano. Tutte le informazioni nella “Mappa delle Opportunità” di Arcipelago Mazzini o nel sito www. arcipelagomazzini.org possibili azioni da inserire nel nuovo progetto per il triennio 20102012, oltre a suggerimenti e disponibilità per le attività future. «Con le sensibilità, i suggerimenti ed il contributo di tutti riusciremo, ne siamo certi, a creare un piano di lavoro importante per il nostro futuro, da sottoporre alla Fondazione Cariplo nella speranza di un sostegno a partire dal 2010 - concludono all’Ar-

PARTECIPAZIONE La locandina promozionale del questionario rivolto agli abitanti cipelago Mazzini -. L’appuntamento, dunque, è per il settembre 2009, quando restituiremo a tutta la comunità dei quartieri Mazzini e Corvetto l’esito del lavoro svolto».

disponibilità a collaborare: oltre ad utilizzare il sito web www.arcipelagomazzini.org, si può scrivere una e-mail all’indirizzo arcipelagomazzini@lastrada.it

l gruppo di lavoro di “Un Ponte per l’Arcipelago” rinnova infine l’invito a tutti coloro che vogliono dare pareri, suggerimenti e

Tutti gli interessati possono inoltre contattare le persone, i referenti e le associazioni coinvolte direttamente in “Arcipelago Mazzini”.

I

Ciao Mazzini!

S

vegliarsi ogni giorno, vedere anziani e bambini, tutti intorno al quartiere Mazzini! Gente che da tanto è qua, le mamme con altri parenti danno a tutti una bontà con molto amore e senza lamenti.

Ci sono centri ricreativi dove un incontro è sempre bello, per poi trovarsi ancor più vivi con la sorella o con il fratello. In questi alloggi sì popolari, ormai la gente, sai, si conosce, noi siamo tutti alla pari, come avessimo la stessa voce.

Un’area grande, voi la vedete, esiste il bene e non il male, quando si andava, voi lo sapete, in riva al vecchio porto di mare. Coi mezzi ormai siamo completi, filobus, bici, metrò chessia, se voi sapeste, nei giorni lieti, arrivo sempre a casa mia.

Questo è bello! Senza opinione, mi sento molto un grande fratello e invio alle famiglie e alla redazione un bacio e un augurio per un giorno più bello. (Poesia di Marco Acerbi)


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DALL’ALTO Piazzale Gabriele Rosa

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Dopo diversi anni il progetto degli stabili di Gabriele Rosa 9 e 11 è finalmente approvato e condiviso da tutti. Raggiungere questo obiettivo, però, non è stato affatto facile perché la “partita” tra gli inquilini e l’Aler è stata lunga e articolata: si è partiti con un progetto che prevedeva una mobilità forzosa che ha scatenato profonde proteste e opposizioni, fino ad arrivare ad un progetto alternativo che soddisfa entrambe le parti e che prevede una mobilità solo volontaria. Tutto questo è avvenuto grazie all’intervento e al sostegno di diversi attori presenti in quartiere, come il Sicet, il Consiglio di Zona e il Forum Mazzini. Vi raccontiamo questa esperienza unica in quartiere attraverso le voci dei protagonisti. A partire dagli inquilini.

GABRIO ROSA L’inte Il braccio di ferro tra inquilini e Aler sul restauro dei condomin

«C

ome è iniziato il nostro percorso? Bisogna ritornare indietro di almeno cinque anni. Ricordo che la prima cosa che è avvenuta nei nostri stabili è stata un avviso scritto attaccato all’entrata delle scale interessate dal progetto di ristrutturazione. Questa comunicazione ci avvertiva dell’arrivo degli incaricati Aler e, in quell’occasione, per la prima volta siamo venuti a conoscenza dell’esistenza del Contratto di Quartiere. Ci è venuto un colpo: a breve tutti noi saremmo entrati “in mobilità” perché le case dovevano essere ristrutturate e gli alloggi frazionati per aumentare il numero di appartamenti. Tutto ciò ha scatenato sentimenti di preoccupazione e confusione in ognuno di noi. Davvero, credeteci, non capivamo che cosa stesse

avvenendo». Parlano gli inquilini dei civici 9 e 11 di piazza Gabriele Rosa. È dalla loro voce diretta che ripercorriamo la storia di questo “braccio di ferro” che ha condotto ad un progetto alternativo condiviso da abitanti e Aler. Ma, all’inizio, le posizioni erano ben diverse... «Allora noi non conoscevamo nulla del “Contratto di Quartiere” all’interno del quale erano state inserite anche le nostre case - raccontano gli inquilini -. Cinque anni fa non era ancora stata ancora fatta una informazione capillare e non esisteva il “Laboratorio di quartiere” al quale chiedere informazioni. Le riunioni e le presentazioni dei progetti previsti per il quartiere sono iniziate solo in un momento successivo».

Quindi che cosa è avvenuto? «A questo punto ci siamo attivati chiedendo informazioni e facendo ricerche su Internet. Così abbiamo scoperto che cosa si intendeva quando si parlava di “Contratto di Quartiere”. La meraviglia è stata grossa soprattutto quando abbiamo letto che, per legge, il Contratto di Quartiere si doveva basare proprio su un’informazione accurata, sulla partecipazione degli abitanti e

“Tutto è iniziato cinque anni fa. Da un giorno all’altro volevano costringerci a cambiare alloggio”


MAZZINI La Finestra sul MAZZINI

P a gPi anga i n 7a 5

sa dopo la tempesta i, terminato grazie a Sicet, Consiglio di Zona e Forum Mazzini sulla “progettazione partecipata”. Tutte cose che, da noi, non erano state fatte». In seguito avete incontrato i dirigenti dell’Aler? «È stata avviata una serie di incontri, ma si è subito creata una situazione difficile perché, da parte nostra, non vedevamo nessuna apertura da parte di Aler e, in particolare, da parte di chi a quel tempo era responsabile del progetto. Continuavano a non

“Noi siamo davvero affezionati alle nostre case. Stiamo bene in Gabrio Rosa”

ascoltarci e a dire che i lavori sarebbero partiti “con o senza la nostra approvazione”. A queste condizioni il dialogo aveva lasciato il posto solo a scontri forti e logoranti». Ma quali erano i punti critici del progetto? «Non vedevamo utile frazionare e dividere i nostri appartamenti, visto che in quartiere ci sono pochissimi alloggi delle dimensioni dei nostri, cioè alloggi medio/grandi. Per noi il “frazionamento” significava non solo un dispiacere personale, ma anche uno spreco di soldi tenendo in considerazione che le nostre case, rispetto ad altri stabili del quartiere, non erano poi così malmesse. E poi noi abbiamo investito tanti risparmi nelle nostre case, e naturalmente con i permessi di Aler, perché abbiamo

quasi tutti ristrutturato in maniera significativa le nostre abitazioni. Doverle lasciare per un alloggio, anche se nuovo, non aveva senso. Noi siamo affezionati alle nostre case, stiamo bene in Gabrio Rosa, godiamo di una posizione bellissima e non vorremmo cambiarla per niente al mondo». Più chiaro di così… Ma come avete affrontato questa situazione? «Abbiamo deciso di opporci al progetto e abbiamo messo insieme le nostre forze, partendo dal fatto che in Gabrio Rosa 9 esisteva già l’autogestione. Ci siamo organizzati anche con il civico 11 e abbiamo formato il “Comitato inquilini” al quale hanno aderito gli abitanti delle scale interessate, ma anche quelli Continua a pagina 8 X


Pagina 8

X Continua da pagina 7

delle scale che non rientravano nel progetto. Così, una volta organizzati, siamo riusciti a bloccare il primo progetto». Come è nata la proposta di un nuovo progetto? «Durante una riunione in Consiglio di Zona, l’architetto Ronda del Sicet di Milano ci ha sottoposto questa proposta: dare al Politecnico di Milano l’incarico di trovare un soluzione. Abbiamo incontrato quindi una professoressa del Politecnico che aveva già lavorato in passato su un altro contratto di quartiere di Milano e che, insieme ad un gruppo di laureandi della Facoltà di Architettura, si è resa disponibile a prendersi carico del progetto. Dopo un grosso lavoro di mappatura, di rilevazioni casa per casa e di incontri, è nato un nuovo progetto e solo allora è stato presentato ai dirigenti dell’Aler». Il nuovo progetto è stato accolto dai dirigenti Aler ? «Sì! In questa occasione abbiamo conosciuto dei nuovi dirigenti dell’azienda perché le persone che ci avevano seguito prima erano, nel frattempo, andate in pensione. L’architetto Beretta e il dottor Maggioni, due persone molto disponibili, ci hanno ascoltato con attenzione e serietà. Hanno visionato il progetto lo hanno studiato a fondo. E, alla fine, lo hanno accolto con qualche piccola modifica». Siete soddisfatti? «Certamente, perché abbiamo ottenuto due grandi risultati. Il primo è legato alla casa, in quanto la mobilità è diventata solo volontaria: ciò significa che nessuno è più costretto a lasciare la sua abitazione, a meno che non lo desideri. E il secondo risultato raggiunto riguarda l’aspetto personale: l’architetto Beretta e il dottor Maggioni hanno capito i nostri bisogni e da quel momento ci siamo sentiti riconosciuti come persone. Da lì per noi è iniziata la vera “progettazione partecipata”: un lavoro condiviso da tutti, discusso nel rispetto delle

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IL SICET Il sindacato degli inquilini spiega i motivi

Gli alloggi gr L’INTERVENTO

«UN VERO ESEMPIO DI PARTECIPAZIONE» di Paolo Zanichelli Presidente del Consiglio di Zona 4

I

contratti di quartiere sono una quel percorso è arrivato al termine grande opportunità per la e il nuovo progetto ha trovato il riqualificazione di importanti consenso di tutti. zone della nostre città. Il Comune di Questa esperienza ci insegna che Milano è riuscito a far sì che il la riqualificazione dei nostri quarquartiere Mazzini potesse benetieri deve essere gestita con struficiare di questa straordinaria menti che favoriscano soprattutto opportunità. Già molti la partecipazione dei risultati si sono visti, cittadini e delle istitusoprattutto in quei conzioni, in particolare al domini dove Aler ha già Consiglio di Zona che è realizzato la riqualificala realtà più immediazione degli impianti e tamente vicina ai citdelle facciate. Un rallentadini e, quindi, più intamento lo hanno subìto cline a farsi portavoce quei condomini dove la delle loro richieste. ristrutturazione richieCertamente non deve deva il trasferimento mai mancare il senso di degli inquilini. Possiamo responsabilità da parte senz’altro a questo prodi tutti gli attori, che posito ricordare i civici 9 devono sempre ricordaPaolo Zanichelli e 11 di Piazzale Gabrio re che il proprio punto Rosa. di vista è importante e La mancata condivisione del prodeve essere preso in consideraziogetto da parte dei residenti ha ne, ma non a scapito dell’interesse spinto Aler a mettersi intorno a un generale a vedere rinascere i tavolo con gli inquilini coinvolti, nostri quartieri. In tutta questo insieme anche a Comune, Consiglio percorso un ruolo fondamentale lo di Zona 4, Laboratorio di Quartiere ha avuto il Laboratorio di Quare sindacati, per individuare un tiere: ai suoi componenti esprimo percorso nel quale tutte le parti il mio ringraziamento per il lavoro interessate fossero coinvolte. Oggi svolto.

competenze di chi è inquilino e di chi è un tecnico per arrivare, alla fine, ad un risultato che ha lasciati tutti soddisfatti». Oggi come sono ora i rapporti con Aler? «Si respira un clima di rispetto e serenità. Anche con il Laboratorio di Quartiere, con il quale abbiamo

avuto momenti di tensione, il rapporto ora è di assoluta stima. Anzi, passata la “tempesta”, ci siamo resi conto che il Laboratorio ha molte volte “subito” in maniera pesante la nostra rabbia. Vogliamo aggiungere che in tutto questo percorso per noi è stato fondamentale l’appoggio dell’ar-


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Iche lo hanno indotto ad affiancare la battaglia dei residenti di Gabrio Rosa

andi servono «Q

uando all’inizio del secolo l’architetto Giovanni Broglio progettò il Mazzini, decise di inserire diversi tipi di alloggi per varie tipologie di utenti. C’erano case per gli ultra poveri, case per gli impiegati e così via, e a quel tempo gli stabili di Gabriele Rosa erano ritenuti all’avanguardia perché realizzati con le tecnologie più avanzate rispetto al resto del quartiere, oltre a godere della vista migliore perché affacciati sulla piazza. Il buon livello dei materiali utilizzati e la manutenzione che gli abitanti hanno costantemente eseguito negli anni non giustificava certo la loro demolizione, ma il progetto di Aler prevedeva che queste abitazioni di dimensioni medio/ grandi venissero frazionate per ottenere mono e bilocali. Per noi del Sicet ciò rappresentava una scelta inadeguata ai bisogni del Quartiere Mazzini. La tipologia di questi alloggi è ancora valida, anche perché in quartiere vi sono molte famiglie numerose, grazie anche alla presenza di stranieri, spesso con figli minori a carico». L’architetto Ermanno Ronda, segretario del Sicet di Milano, spiega così l’interessamento del Sicet (Sindacato Inquilini Casa e Territorio) alla vicenda del Contratto di Quartiere Mazzini, e ripercorre la vicenda che ha condotto all’accordo con Aler dopo la modifica dei progetti iniziali.

Il Sicet e la causa degli abitanti

«Abbiamo ritenuto che l’istanza degli abitanti fosse legittima perché, in via prioritaria, il Sicet ha sempre ribadito in tutte le sedi pubbliche e istituzionali l’importanza della reale partecipazione e del consenso degli abitanti ai piani di mobilità previsti dai piani

chitetto Ronda del Sicet, del presidente del Consiglio di Zona Paolo Zanichelli, del dottor Gentili e di altri consiglieri comunali e del signor Poli del Forum Mazzini, perché sono stati presenti alle molteplici riunioni e hanno condiviso con noi idee e preoccupazioni, aiutandoci a

di riqualificazione edilizia, come il Contratto di Quartiere - spiega l’architetto Ermanno Ronda -. È con questo obiettivo generale che, già il 4 luglio 2005, abbiamo firmato un primo protocollo d’intesa con Aler per garantire la libertà di decisione da parte dell’inquilino rispetto ai piani di mobilità. In secondo luogo, ciò che ci ha spinto a sostenere gli abitanti è che questi alloggi sono di buon livello edilizio. Nel quartiere Mazzini sono quelli con migliori caratteristiche tipologiche, con un degrado non molto avanzato e sono ancora dotati di adeguati livelli tecnologici. Abbiamo quindi proposto ad Aler di salvaguardare il più possibile le dimensioni di questi alloggi in quanto, anche a causa dei piani di dismissione avvenuti

raggiungere più serenamente il nostro obiettivo». Ora a che punto siete? «Stiamo aspettando il progetto preliminare per rivederlo nuovamente tutti insieme, quindi si passerà alla fase esecutiva con l’inizio dei lavori, previsti per fine anno».

Continua a pagina 10 X

Ma ci sono ancora delle questioni da risolvere? «Avevamo chiesto di inserire nel progetto la sistemazione delle scale interne. Tuttavia, non rientrando nel progetto, bisognerà vedere se avanzeranno dei finanziamenti. Ma, a parte questo, ora siamo „ tranquilli e fiduciosi».


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X Continua da pagina 9 negli ultimi anni e attuati soprattutto in quei quartieri degli anni ’70 (quelli con le tipologie più grandi), il patrimonio residenziale pubblico ne è particolarmente carente. Spesso Aler non riesce a soddisfare questo tipo di domanda abitativa».

La collaborazione con il Politecnico

«Per rivedere il progetto iniziale di piazzale Gabriele Rosa abbiamo quindi avviato un lungo percorso, fatto di molti incontri con gli abitanti e con le altre realtà locali, che ci ha portato ad individuare una strategia comune e condivisa. Da qui è nata anche la proposta di chiedere un aiuto al Dipartimento di Tecnologia del Politecnico di Milano per la costruzione di un progetto alternativo a quello presentato da Aler, che partisse questa volta dai bisogni degli inquilini prosegue il segretario del Sicet di Milano -. Mi riferisco in particolare al Dipartimento di Tecnologia “Best” della facoltà di Architettura, e alla professoressa Anna Delera con la quale abbiamo collaborato in alcune ricerche di rigenerazione urbana, come per esempio il progetto partecipato per il recupero delle Corti di via Maratta e piazza Monte Falterona nel Quartiere San Siro. Come allora, anche in questa occasione gli abitanti si sono trovati per la prima volta a confrontarsi con tecnici e progettisti che hanno favorito la “progettazione partecipata”: uno strumento innovativo e valido se utilizzato come elemento fondante nella riqualificazione e rinascita di questi quartieri. Ma, purtroppo, spesso questa partecipazione viene invece ostacolata e soffocata».

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Anche se non è facile soddisfare tutti,

ALER: «Asc L’esempio migliore della progettazione partecipata è quanto è avvenuto in questo quartiere

Una vittoria degli abitanti

«Il merito dell’intesa per gli stabili di piazzale Gabriele Rosa va dato soprattutto agli abitanti che si sono uniti e sono stati tenaci - conclude l’architetto Ermanno Ronda -, mentre noi siamo stati uno strumento di supporto e di aiuto. Non è quindi vera l’affermazione secondo la quale gli abitanti siano sempre mossi dal “desiderio di rivendicazione”: se aiutati nel cambiamento, dagli abitanti nascono delle risorse importanti, ma perché ciò avvenga è tuttavia indispensabile che tutti gli attori, istituzionali e non, si predispongano in modo paritario attorno ad un tavolo e in modo paritario ricerchino la soluzione». La condivisione delle decisioni è dunque la vera scommessa dei Contratti di Quartiere. «Occorre promuovere il coinvolgimento degli abitanti in un processo di cambiamento e di evoluzione che parta e si misuri sempre con il loro vissuto e ne rispetti soprattutto le loro peculiarità - conclude il segretario del Sicet -. In questo modo è possibile evitare il rischio che, una volta terminato il Contratto di Quartiere, queste zone “fragili” ritornino nelle difficoltà e nell’immobilismo di partenza. L’obiettivo del Contratto di Quartiere non è solo consegnare agli inquilini delle case ristrutturate con i soldi pubblici, ma fare in modo che gli stessi residenti siano poi in grado mantenerle in uno stato decoroso e possano viverci meglio di prima. È in questo senso che abbiamo cercato di operare, pensando di aver dato una mano non secondaria».

P

er spiegare come vengono scelti gli stabili che rientrano nel Contratto di Quartiere, abbiamo chiesto aiuto al dottor Maggioni di Aler. Come mai avete deciso di puntare su quelli di Gabrio Rosa? «La scelta di includere i fabbricati che sono oggetto dei nostri interventi viene da un’attenta e dettagliata analisi che è stata svolta dal Politecnico e dal Comune di Milano sulle problematiche e criticità rispetto sia alla struttura fisica degli edifici, che all’aspetto sociale che caratterizzavano il quartiere. Dopo questo studio si è deciso di procedere con la riqualificazione degli edifici di piazza Gabrio Rosa». La “progettazione partecipata” è un valore fondamentale dei Contratti di quartiere, ma dai diversi attori in campo (in particolare Sicet e Consiglio di zona) emerge che troppo spesso viene sottovalutata o, come in questo caso, sottoutilizzata, scatenando così frustrazione negli abitanti e polemiche da parte delle istituzioni. Quali sono le difficoltà concrete che impedisco-

FORUM MAZZINI

Un grande risul

N

«Non se ne può più di sterili conflitti “muro contro muro”»

ell’ambito degli interventi relativi al Contratto di Quartiere Mazzini è risultata inizialmente problematica la riqualificazione degli stabili dei civici 9 e 11 di piazza Gabriele Rosa. L’interpretazione dell’Aler nell’applicazione dei requisiti inseriti nel decreto regionale per la realizzazione dei Contratti si è infatti scontrata con le esigenze di parte degli inquilini. Se gli interventi iniziali prevedevano la completa ristrutturazione dei loro appartamenti e, in taluni casi, la riduzione della superficie con il trasferimento dei residenti, non era stato tenuto in debito conto che molti avevano già ristrutturato e adattato le case a loro spese.


La Finestra sul MAZZINI

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la buona riuscita del Contratto di quartiere dipende dalla collaborazione

oltiamo gli abitanti» no ad Aler di servirsi al meglio di questo strumento? «Anche per noi la “progettazione partecipata” è sicuramente il principio cardine dei Contratti di quartiere in quanto permette di pensare l’intervento con le indicazioni ed i suggerimenti che arrivano da chi l’intervento lo vive in prima persona. Sicuramente non è semplice rapportarsi con tutti i soggetti coinvolti e riuscire ad agire in modo sinergico, ma è pur vero che la buona riuscita del Contratto di Quartiere dipende dal valore aggiunto rappresentato proprio dalla cooperazione dei diversi soggetti. L’esempio migliore di questo approccio è il risultato conseguito in questo quartiere». Cioè? «Aler si è presentata con un progetto che teneva conto di tutte le problematiche sociali e strutturali rilevate dall’indagine condotta dal Comune e dal Politecnico, mentre gli inquilini hanno proposto un progetto alternativo realizzato da alcuni studenti dell’Ateneo milanese. Grazie alla buona comunicazio-

ne ed alla collaborazione, con un pizzico di mediazione, siamo riusciti ad elaborare un progetto che rispondeva alle reali esigenze degli abitanti. Essendo l’inquilino il soggetto coinvolto in prima persona nell’ambito di questi interventi, riteniamo sia fondamentale renderlo partecipe delle nostre scelte che devono essere sempre finalizzate a rispondere alle esigenze di tutti i soggetti coinvolti». Aler come ha vissuto l’intervento del Politecnico? «Gli interlocutori principali rimangono il “Comitato Inquilini” ed il Laboratorio di Quartiere, con i quali siamo riusciti ad instaurare

un dialogo costruttivo ed un rapporto di fiducia. Aler ha studiato ed analizzato un progetto proposto dagli inquilini. L’intervento del Politecnico è stata una loro iniziativa». Crede che sia l’inizio di una collaborazione che potrà ripetersi anche in futuro? «Da parte nostra, un progetto elaborato e condiviso dagli inquilini viene comunque preso in esame dai responsabili dell’intervento ed andrà poi a comporre le linee guida che porteranno alla realizzazione del progetto definitivo. La nostra priorità sarà sempre quella di collaborare con gli inquilini».

GRUPPO INTERGENERAZIONALE

tato raggiunto grazie al dialogo Con questi presupposti si è formato un Comitato Inquilini che ha chiesto, in sostanza, di rimanere nei propri alloggi lasciandoli quindi strutturalmente nello stato di fatto, permettendo al massimo la messa a norma. Dopo un periodo di conflittualità si è arrivati a stabilire un “protocollo di intesa” sulle “modalità di attuazione dell’ intervento edilizio”, che prevedeva l’apertura di un tavolo di discussione fra Aler, Comitato Inquilini, Consiglio di Zona 4, Forum Mazzini, sindacato Sicet e il Laboratorio di Quartiere. Con questo protocollo Aler ha accettato di rivedere il progetto, anche in considerazione del fatto che il

Comitato inquilini aveva presentato un progetto alternativo. È nato così un tavolo di progettazione partecipata che, dopo una serie di riunioni, è arrivato alla definizione di una possibile fattibilità che ha fornito la base per un nuovo progetto tecnico, controfirmata da tutti i soggetti coinvolti. Come partecipante al tavolo per il Forum Mazzini devo ritenere con buona soddisfazione di aver assistito finalmente ad una discussione veramente partecipata e civile, tesa alla ricerca di soluzioni soddisfacenti per tutti, e devo dire anche che i responsabili del Laboratorio di Quartiere si sono fatti in quattro per moderare e

aiutare ad individuare una soluzione proficua. Un buon esempio quindi da seguire, e che spero di ritrovare ancora nei prossimi tavoli e in tutti i prossimi incontri, perché mi sembra che da più parti si senta la necessità di coordinamenti fra istituzioni e società civile, di processi partecipativi che diano forza, autorevolezza e stabilità agli interventi che riguardano la popolazione. Insomma, non se ne può più di sterili conflitti “muro contro muro”, che sembrano più atti di forza che reali modi di arrivare alle soluzioni. Roberto Poli Forum Mazzini


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La lotteria della 2. Festa del Mazzini

Ecco i premi in palio

AAA Cercansi talenti

RITORNA L’ANGOLO DEGLI ARTISTI

Si parte da una super-tv piatta da 32 pollici!

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ono tanti, tantissimi i premi in palio alla Lotteria della 2. Festa del Mazzini: da una super-tv da 32 pollici a moltissimi buonispesa messi a disposizione dai commercianti del quartiere. I biglietti vincenti saranno estratti durante la festa di sabato 27 giugno. Ecco l’elenco completo dei premi in palio:

V

1 TV LCD da 32” 1 FORNO COMBINATO 1 ASPIRAPOLVERE 1 Buono da 100 € in autofficina 1 Buono sconto su servizi autoscuola ed agenzia da 30 € 2 Buoni da 50 € per cambio olio 1 Buono per un pernottamento in camera doppia in hotel 1 Abbonamento annuale alla rivista “L’Espresso” 1 Buono spesa in edicola da 20 € 1 Set coltelli e posate con valigetta 1 Set per pizza 1 Buono Fotodepilazione da 100 € 1 Buono Fotoringiovanimento da 90 € 1 Buono Massaggio relax durata due ore da 75 € 1 buono Microdermoabrasione da 60 € 1 Servizio estetico da 15 € 2 Buoni per taglio + piega 1 Buono per shampoo per uomo 1 Buono per taglio capelli per uomo 1 Buono da 25 € in negozio di abbigliamento sportivo 1 Cintura in pelle 1 Abito da donna 2 Gonne Max Mara 14 Paia di collant 1 Buono spesa in alimentari da 50 € 1 Buono spesa in alimentari da 20 € 6 Buoni spesa in alimentari da 10 € 2 Buoni spesa in panificio da 10 € 1 Buono spesa in panificio da 30 € 1 Cesto di beni alimentari 1 Buono spesa dal fruttivendolo da 20 € 2 Buoni spesa in macelleria da 20 € 1 Kg di salami cacciatori carne di cavallo

2 Buoni per lavanderia da 10 € 2 Detersivi AVA liquidi da 3 litri 1 Buono da 100 € per consumazioni al bar 1 Buono per 10 caffè + brioches 1 Buono per 10 cappuccini + brioches 3 buoni per due persone pizza+bevanda+dolce 1 Buono per due persone pizza + bibita 1 Bottiglia di spumante 1 Confezione bottiglia + 6 bicchieri 1 Confezione da tre bottiglie di vino 1 Scatola cioccolatini 10 Buoni omaggio per un cono gelato 2 Cornici porta foto 7 Album fotografici 1 Fotocamera digitale 1 Custodia per macchina fotografica con cavalletto 10 Macchine fotografiche usa e getta 4 portacandele 3 Zaini scuola 2 Giocattoli 1 Angelo in stoffa 3 Pupazzi di pelouches 3 Cassettine con colori per disegnare 5 Kit montaggio articoli di fantascienza 4 Buoni spesa da 5 euro al bazar 1 Gioco di società Prodotti e buoni spesa indicati nell’elenco in diverse unità corrispondono ad altrettanti biglietti che verranno estratti nella sottoscrizione a premi. Le immagini della tv-lcd, del forno e dell’aspirapolvere sono puramente indicative

i ricordate “L’Angolo degli Artisti” alla festa dell’anno scorso? Un tratto di via Mompiani era stato allestito come una mostra dove si potevano ammirare le opere (quadri, bigiotteria, bambole ed altro) realizzate da alcuni abitanti del quartiere, mentre su due palchi si sono esibiti cantanti, gruppi e poeti. Ebbene, questi spazi saranno a disposizione degli abitanti anche il prossimo 27 giugno! Se siete pittori, se ricamate, se esprimete il vostro talento producendo prodotti artigianali e volete esporli alla festa, o se volete cantare, suonare, ballare o mostrare sul palco la vostra abilità artistica, potete chiamare il Laboratorio di Quartiere al numero 02.5681489, oppure venire direttamente al Laboratorio nelle mattine di martedì e giovedì dalle ore 10 alle 12.

“I CORTILI SI PRESENTANO” UNO SPAZIO PER RACCONTARE IL PROPRIO CONDOMINIO Per rendere la festa più allegra e coinvolgente e per promuovere la solidarietà tra i vicini di casa tornerà anche quest’anno l’iniziativa “I cortili si presentano”. Le persone che vogliono aderire avranno a disposizione un banchetto dove potranno esporre cartelloni, fotografie del cortile e prodotti artistici! Ogni cortile sarà libero di addobbare il proprio spazio e di raccontarsi al quartiere secondo le proprie capacità e la propria fantasia.


Finestra sul mazzini