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Num ero 2 - Di ce mbr e 2006

La Finestra sul

MAZZINI

Così si combatte il senso di abbandono

Notiziario promozionale del

CONT RAT TO DI QUART IERE II - MAZZINI

Rapporto sui Patti Locali di Sicurezza

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ggi la questione della sicurezza è certamente uno dei principali indicatori per misurare il livello di qualità della vita. Sono in genere i quartieri periferici, e in particolare quelli di edilizia pubblica, che risultano i più “fragili”, in quanto caratterizzati da un senso generalizzato di abbandono e marginalità. Per accogliere questo bisogno di “sicurezza” il Contratto di Quartiere - che comprende, oltre ad interventi edilizio-urbanistici, anche l’attivazione sul territorio di azioni mirate allo sviluppo locale - ha favorito la partecipazione al bando regionale del “Patto Locale di Sicurezza” da parte dell’amministrazione comunale e, in un secondo momento, di alcuni soggetti locali. La finalità principale del progetto è il miglioramento delle condizioni di sicurezza urbana attraverso una rete di interventi pubblici e privati; il punto di forza è il coinvolgimento di molteplici soggetti presenti sul territorio (organi decentrati pubblici, enti, associazioni), per individuare e realizzare azioni in diversi ambiti, tutte mirate a rendere più sicuro il quartiere. ALLE PAGINE 2 E 3

UNITI

per ritrovare la fiducia

“Povero Meneghino!”

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uando camminiamo per le vie della nostra città così affollata, soprattutto nelle sue periferie non è agevole far la passeggiata.

rmai le bici van sui marciapiedi, sfrecciando come andassero a una gara e son guai se in tempo non le vedi, se sei distratto è un’esperienza amara.

e guardi i muri di case e palazzi, tutti marcati coi segni più strani, ti ricordano un po’ quegli svolazzi, quelle scritte degli antidiluviani.

poveri, veri o falsi, a profusione, a centinaia ti stendono la mano e i ladri, come dice una canzone ruberanno anche il Duomo di Milano…


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L’importanza delle regole e della legalità

l bando annuale del “Patto Locale per la Sicurezza” ha permesso lo svolgimento di attività importanti per il territorio, alcune delle quali in collaborazione con le scuole. Si è puntato soprattutto su progetti rivolti ai giovani, coinvolgendoli nell’identificazione dei disagi e dei problemi legati alla loro diretta

COOP. SOCIALE “LA STRADA”

Dall’indagine al cortometraggio La cooperativa sociale “La Strada” ha realizzato con i ragazzi una ricerca-intervento sui temi della legalità, della sicurezza e della convivenza sociale, per stimolare in loro una riflessione sulle tematiche legate alla qualità della convivenza a partire dalla loro realtà e dalla loro esperienza. Sono stati così attivati tre gruppi di lavoro: 1) Indagine sociologica - Sedici ragazzi tra i 14 e i 17 anni, affiancati da un psicopedagogista, hanno preparato tre questionari utilizzati in tre contesti differenti nell’ambito del quartiere: le attività commerciali, le agenzie per il tempo libero e gruppi di giovani; 2) Il laboratorio espressivo - Un gruppo di 5 ragazzi ha aderito alle attività della “Fabbrica del Talento” presso la comunità “Martinitt” con la realizzazione di 16 incontri. Il lavoro si è concentrato sull’arte dei graffiti e i ragazzi hanno sperimentato che l’espressività, il desiderio di essere “visti” dagli altri attraverso le proprie tag (firme) sui muri e di trasgredire, possono essere vissute anche in modo legale. La legalità non è un intralcio, ma piuttosto un contenitore che permette di esprimere creatività ed emozioni; 3) Il film - E’ stato girato un cortometraggio dal titolo “Lotta al Grigio” che ha coinvolto 15 ragazzi e ragazze, che hanno partecipato agli incontri settimanali di realizzazione creando una storia sul tema “Legalità e benessere”. Questo gruppo di lavoro è stato seguito da un’educatrice ed un regista professionista, grazie anche alla collaborazione della sala di registrazione “Suoni Sonori” e della troupe di tecnici dell’associazione

esperienza, al fine di trovare con loro soluzioni condivise per esprimere i loro desideri e le loro emozioni nel rispetto delle regole e della legalità. Dal novembre 2005 al maggio di quest’anno, grazie a questo bando, le associazioni e le società coinvolte hanno realizzato gli interventi riassunti in queste pagine.

PuntoZero che ha fornito attrezzature specifiche e professionali.

PARROCCHIA S. MICHELE E S.RITA SOCIETÀ S. VINCENZO DE’ PAOLI

Sostegno scolastico per italiani e stranieri Parrocchia e San Vincenzo hanno proposto l’“Accompagnamento scolastico interculturale”, vista la presenza di molti bambini italiani e stranieri che necessitano di questo servizio. Il sostegno scolastico è stato attivato per i ragazzi delle scuole medie che hanno difficoltà di motivazione verso lo studio di qualche materia, in due pomeriggi di quattro ore alla settim ana, coinvolgendo nove volontari formati dalla Caritas (otto studenti dell’istituto Gonzaga ed un coordinatore fornito dalla parrocchia) e due operatori professionisti. L’attività ha avuto un discreto successo e i ragazzi hanno seguito con regolarità fino alla fine, mentre la formazione ha rappresentato per le due animatrici e i volontari un’occasione di crescita e di confronto.

mento scolastico e professionale per ragazzi e genitori, con accompagnamenti nelle scuole superiori. Sono stati poi promossi dei percorsi orientativi individualizzati per aiutare i ragazzi nel difficile momento della scelta della scuola. Riguardo alle abilità sociali, sono stati sperimentati percorsi formativi per lo sviluppo di competenze nelle classi seconde, con lo scopo di migliorare le relazioni in classe e in preparazione al lavoro sull’orientamento da svolgere in terza. Alla Ludoteca-laboratorio “La società del gioco”, condotto da un educatore con il supporto di nove volontari e di un coordinato-

“La legalità non è un intralcio, ma un contenitore per esprimere creatività ed emozioni”

ASSOCIAZIONE ANGELA GIORGETTI

L’orientamento per non “perdersi” a scuola Nella scuola media “Martinengo Alavaro” sono stati promossi percorsi di orientamento e abilità sociali. L’orientamento prevedeva la formazione e l’informazione rivolta alle classi terze (attività condotta da un orientatore ed un insegnante con la collaborazione del “Servizio orientamento scuole” del Comune di Milano) e la creazione di uno Sportello di orienta-

re, ha poi partecipato un gruppo eterogeneo di ragazzi in orario extrascolastico, per renderli più consapevoli di che cosa significa collaborare nel gioco di squadra e partecipare ad un torneo che ha delle regole da rispettare.

COOPERATIVA SOCIALE CE.SE.D.

Il quartiere per i piccoli, l’hip-hop per i più grandi L’intervento si è svolto su due livelli, uno diretto ai bambini dai 5 ai 10 anni, l’altro rivolto ai ragazzi del quartiere e della zona, in giornate dedicate alla cultura Hip-hop o della strada. I bambini sono stati stimolati alla compartecipazione delle regole ed al rispetto del lavoro del gruppo, effettuando anche un monitoraggio dei luoghi della “sicurezza” in quartiere, portando i piccoli nei posti che


COPERTINA Tutti i lavori realizzati dal “Patto locale” promosso dal Comune

La SICUREZZA si costruisce partendo dai GIOVANI Tante le associazioni coinvolte in attività per bambini e ragazzi sentivano essere i più sicuri. Parallelamente a questa iniziativa è stato organizzato un incontro con il vigile di quartiere per insegnare ai ragazzi non solo la sicurezza, ma anche il rispetto per le forze dell’ordine. A partire dal gioco nei cortili ALER i risultati sono stati apprezzabili: ragazzi e famiglie hanno imparato a fidarsi della realtà circostante, facendo propria l’idea di sicurezza che parte dal basso attraverso la condivisione delle regole. Le giornate Hip-hop, svolte alla presenza di un’istruttrice professionista, hanno attirato un buon numero di partecipanti favorendo il consolidamento dei rapporti fra i gruppi e confermando il ruolo del Polo Ferrara nel quartiere come un posto sicuro dove svolgere le proprie attività nel rispetto di regole condivise.

culturali integrati di Arci Milano, offrendo servizi di housing sociale con funzioni di portineria sociale e di tutoraggio. Sono stati così avviati percorsi di inserimento abitativo che rispondessero alla complessità dei bisogni della persona straniera (ascolto, informazione, orientamento e accompagnamento). È stato inoltre sperimentato uno sportello itinerante in alcuni cortili per fornire servizi di informazione, ascolto ed invio allo sportello fisso. Il lavoro di animatori e mediatori linguistici ha permesso la costruzione di relazioni significative con gruppi di cittadini stranieri del quartiere.

COOPERATIVA DEDO

In cerca di mediazioni tra conflitti e culture

ASSOCIAZIONE AGA 14

Percorsi di prevenzione di bullismo e disagio Dopo un’attenta indagine sui bisogni della scuola, l’intervento “Percorsi di prevenzione” ha previsto lo svolgimento di incontri nelle classi seconde sulla prevenzione del disagio nell’adolescenza, con particolare riferimento ai comportamenti devianti, al fenomeno del bullismo, all’uso e abuso di alcol e sostanze stupefacenti. Il progetto ha coinvolto le scuole materne (incontri con i genitori), le elementari (incontri con i genitori e gli alunni di quinta) e le medie (incontri con genitori ed alunni, e lo “Sportello Giovani), ha incontrato la soddisfazione sia degli insegnanti che degli alunni. La valutazione finale è stata realizzata attraverso l’analisi di questionari di gradimento distribuiti ai ragazzi alla chiusura dei lavori.

CIRCOLO ARCI CORVETTO

Nei cortili per conoscere i cittadini stranieri Arci ha sperimentato ed avviato all’interno di alcuni cortili interventi di costruzione di percorsi di partecipazione ed aggregazione fra cittadini stranieri, con l’obiettivo di far emergere e rendere visibili le risorse e le progettualità relative al vivere e al coabitare il territorio. Il Circolo ha anche promosso uno sportello fisso collegato con la rete dei servizi sociali, lavorativi e

La cooperativa ha attivato uno sportello di mediazione culturale e dei conflitti. Il progetto ha così promosso sul territorio del quartiere una serie di azioni di accompagnamento nella risoluzione dei conflitti di natura culturale, cioè causati dalle differenze multietniche, familiare/relazionale (nel rispetto dei ruoli sia in famiglia che in condominio) e intergenerazionale, cercando di far condividere regole e spazi comuni. Una équipe multiprofessionale ha attivato la mediazione culturale tra le famiglie e la scuola per favorire l’integrazione sociale e l’orientamento verso i servizi e le risorse esistenti nel territorio. Questo lavoro è stato reso possibile dall’utilizzo in rete degli spazi e degli strumenti delle associazioni e cooperative sociali, e dalla possibilità di utilizzare alcuni locali delle scuole.


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Il CAPANNONE ri Dalle attività per gli anziani a quelle per ideate per i più piccoli: così il di riferimento nella zona per quanti, di tutte le età, vogliono passare

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l Polo Ferrara, è un centro polifunzionale del Comune di Milano gestito dalla cooperativa Ce.se.d. e dall’associazione La Traccia, ed ha una funzione aggregativa trasversale all’interno del quartiere Mazzini e, più in generale, all’interno della zona Quattro. Al Polo Ferrara, vengono proposte e presentate svariate attività che spaziano dalla pura animazione fino all’arte, per così dire, “alta”. Andrea Ferrari, coordinatore del centro, illustra le attività di una realtà divenuta importantissima per il territorio.

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o scopo del Polo Ferrara è dare la possibilità all’utenza di avvicinarsi a più esperienze contemporaneamente, mischiando a proprio piacimento cultura e spensieratezza. Le attività proposte si dividono quindi in tre grandi aree: iniziative ludico-ricreative, corsi formativi ed animazione per bambini. Al Polo Ferrara si frequentano così corsi di ginnastica per anziani, corsi di ballo liscio e latinoamericano, aerobica e balli di gruppo; si possono frequentare corsi di inglese e spagnolo, oppure assistere a conferenze mirate su alcuni fra i maggiori artisti del panorama pittorico europeo. Nell’immaginario collettivo probabilmente il Polo Ferrara è considerato solo come un centro anziani, ma sarebbe un gravissimo errore limitarsi a questa visione. Il Polo Ferrara è un centro ricreativo aperto a tutte le fasce di età, ci piace dire che la nostra utenza spazia dai bambini di quattro anni a quelli di novanta. Per venire a passare un po’ di tempo da noi non c’è bisogno di alcuna tessera e, soprattutto, non c’è bisogno di essere anziani: basta avere un po’ di voglia di condividere con gli altri le proprie esperienze e di mettere in comune anche le proprie inquietudini. Una risata non manca mai al Polo Ferrara. Abbiamo anche quattro campi da bocce in funzione tutto l’anno e ci sono moltissimi signori desiderosi di insegnare anche ai giovani la paziente arte di andare vicino al pallino. La saggezza popolare si mischia alla modernità al Polo Ferrara.

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l nostro giardino, poi, è méta tutto l’anno di numerosissime famiglie che portano i propri figli a giocare approfittando della riservatezza e della sicurezza del luogo. E il Polo Ferrara è anche una nota sala da ballo: la gente si muove da tutta Milano per venire a passare qualche ora nel nostro salone con la musica delle orchestre che ospitia-

APERTO TUTTO L’ANNO Ci vorrebbe molto spazio per elencare tutte le iniziative svolte nel Polo Ferrara. Per avere una panoramica di ciò che viene offerto, basta recarsi al Centro per ritirare le locandine con i calendari delle diverse attività.

mo. Le nostre feste sono rinomate, soprattutto quella dell’uva e delle ciliegie. Lavoriamo anche sul tema dell’integrazione, cercando un approccio che sia il più naturale possibile.

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a, chi incontrerete entrando al Polo Ferrara? Beh, entrando al Polo Ferrara vedrete sempre un mucchio di gente, che gioca o discute, ma se state attenti vedrete anche tante persone che si danno da fare e che cercano di far girare tutto per


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creativo

TUTTE LE INIZIATIVE

Dai corsi di lingua al “Sabato dei bambini”

Polo Ferrara è diventato un punto un po’ di tempo in compagnia

Le attività culturali:

Corsi di lingue (inglese e spagnolo 1° e 2° livello); Corso di terracotta; Corso di manualità creativa (1° e 2° livello); Corso di grafologia; Corso di calligrafia; Ascolto guidato della musica; Corso di teatro; Conferenze e visite guidate.

I corsi di ginnastica e di danza:

Ginnastica dolce; Ginnastica generale; Biodanza; Aerobica; Danze caraibiche (livello base, intermedio e avanzato); Balli di gruppo; Balli di gruppo serali; Ballo liscio (livello base, intermedio, avanzato I, avanzato II); Flamenco.

Le attività per i bambini:

Corsi di danza moderna e danze caraibiche; Corso di bocce; Laboratorio musicale (1° e 2° livello). Nel “Sabato dei bambini” i bambini delle scuole elementari e medie possono fare i compiti, giocare, vedere film di animazione e fare merenda assieme (ingresso libero).

Mantovani, responsabile dei volontari e memoria storica della zona e del Polo Ferrara.

A il verso giusto. Questi sono i volontari del Polo Ferrara: un gruppo di venticinque persone, anziane e non, che con il loro prezioso contributo ci aiutano ad organizzare le nostre attività. Una volta all’interno della struttura, sulla destra c’è il bar e di fianco al bar c’è un piccolo ufficio, quella è la segreteria. In segreteria troverete spesso un signore sui settanta, molto alto e con la faccia sempre severa (non vi preoccupate, sembra burbero, ma in fondo è buono!). Questi è il Signor

h, dimenticavo, poi ci sono io. Sono quello dietro al computer. Sì, non vi siete sbagliati. Sono proprio io, anche se ho meno di trent’anni. Sono il dottor Ferrari, ma il mio vero nome è Andrea e sono il coordinatore del Polo Ferrara, per conto della cooperativa Ce.se.d. Sono quello che organizza le attività e che chiama la manutenzione quando si rompe qualche cosa; quello che tiene i rapporti con il Comune e con il Consiglio di Zona e che cerca di sbagliare il meno possibile per fare andare le cose nel migliore modo possibile. Tutto il resto è da scoprire, venite giù da noi: siamo in Piazzale Ferrara, angolo via Mincio. Venite quando volete, tanto siamo aperti tutto l’anno. Andrea Ferrari


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Così nacque Milano I

Dall’annessione dei “Corpi Santi” alla straordinaria espansione del ‘900 dettata dallo sviluppo dell’industria alle porte della città

l nostro quartiere esterno all’antica cinta delle mura della città è sorto e cresciuto in virtù della laboriosità dei suoi abitanti che, da contadini, divennero in breve tempo operai nelle industrie che dal Dopoguerra si sono sviluppate attorno a Milano. Per molti anni - anzi, per secoli la città era rimasta circoscritta nei suoi confini, grosso modo identificabili con la prima circonvallazione, fino alla metà del 1700 quando cominciò ad espandersi oltre le mura spagnole. Sotto Maria Teresa d'Austria furono costituiti i “Corpi Santi”, zona amministrativa esterna e separata dalla città. Questi “Corpi Santi” circondavano ad anello Milano ed erano divisi in sei distinte porzioni all’intorno delle Porte, tra cui Porta Romana che includeva un’area che corrisponde grosso modo a quella dell'attuale Zona 4. Prima di ogni decisione statutaria, ad unificare il territorio intorno a Milano era stato per lungo tempo il sistema di coltura basato sulle marcite: prati irrigui permanenti che tutto l'anno, indipendentemente dalla temperatura e dalla piovosità, fornivano foraggio per innumerevoli capi di bestiame ("da fare concorrenza con altri paesi europei”), il tutto in un clima di operosità derivato direttamente dalla regola dei frati attorno alle cui Abbazie erano sorti i centri abitati, i cui residenti coltivavano le marcite. I Frati, sia che fossero gli Umiliati di Brera o i Cistercensi di Chiaravalle, erano frati lavoratori ed ingegnosi. Ad aiutare nelle loro fatiche i frati, i contadini e gli artigiani c'era la paziente forza delle acque del Lambro che azionava da sempre le ruote dei mulini destinate a diversi scopi.

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urante la prima metà del 1800 I “Corpi Santi” si trasformarono in un unico comune popoloso e pieno di opifici, il secondo della Lombardia: nel 1872 questo comune contava più di 250 mila abitanti, ed era diventato uno dei maggiori centri industriali italiani. È a questo punto che la città di Milano finì con l’annettersi gli ex “Corpi Santi” nel 1873, destando l'ostinata opposizione di quegli abitanti che avrebbero perso, oltre all'autonomia, consistenti vantaggi fiscali. Verso la fine del secolo XIX cominciano a caratterizzarsi, perlopiù a ridosso di scali o nodi ferroviari, quartieri e località come San Luigi, Gamboloita e Rogoredo. Dalle vecchie porte iniziano a

diramarsi strade, binari, snodi e scali per servire le nuove strutture industriali e le case di chi vi veniva a lavorare da fuori: la manodopera locale dei milanesi di città e di quelli dei Corpi Santi non era infatti più sufficiente a soddisfare il fabbisogno di una industria in continuo sviluppo. Con l’avanzare del XX Secolo la periferia più esterna (che corrisponde ai "Corpi Santi" di Romana, Vittoria e Venezia) è caratterizzata dalla necessità di ricercare nuovi spazi per le industrie. L'ubicazione di questi nuovi centri produttivi è stata quasi obbligata: per il grande consumo d'acqua, le nuove aziende dovevano sorgere in prossimità di corsi d'acqua dove, quasi sempre, si trovavano in-

I RACCONTI DEGLI ABITANTI

RICOSTRUIAMO LA STORIA DEL QUARTIERE

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er riuscire a ricostruire il nostro “puzzle” sulla storia del Quartiere Mazzini abbiamo bisogno del contributo di tutti.

Potete collaborare con noi raccontando le vostre esperienze e testimonianze, anche piccole, riguardo al rione. Se volete raccontare la vostra storia sul Mazzini o vedere pubblicata una vostra foto d’epoca rivolgetevi a: LABO RATO RIO DI QUARTIERE MAZZINI via Mompiani 5, telefono e fax 02.56814894


sediamenti agricoli con annesse attività artigianali. Il continuo flusso di personale per le fabbriche provocava inevitabilmente l'edificazione di quartieri operai che sorgevano soprattutto come edilizia pubblica o con tentativi cooperativi. Una autentica “invasione” che creò spesso problemi di convivenza con i centri preesistenti. Ma l’urbanizzazione doveva avanzare, e con essa le linee tranviarie e le diramazioni ferroviarie per il trasporto merci.

In epoca medioevale, nell'anno 1158, l'arco di Porta Romana - trasformato in torre fortificata - diventa teatro della lotta tra comunali e imperiali. I primi, costretti alla resa, ricevono l’onore delle armi dell’Imperatore Barbarossa potendo così tornare incolumi a Milano. Ma quattro anni più tardi, quando la città viene distrutta, molti milanesi sono costretti a rifugiarsi proprio a Nosedo, dove il Barbarossa farà edificare la sua zecca.

acciamo ora un passo indietro per parlare della nostra zona. Il riferimento storico più antico è la presenza, nell'area dell'attuale Porta Romana, di una necropoli precristiana. Nel VI secolo acquista im por tanz a la loc alità “Noceta” (l’attuale Nosedo), attraversata dalla via Romeria, "strada Romea" nel medioevo, antica arteria diretta a Roma in parte coincidente con l’attuale Corso Lodi. Di rilievo anche la località “Porto di Mare” dove, già in epoca romana, la roggia Vettabbia metteva in comunicazione la città con il mare attraverso il Lambro e il Po.

ui i religiosi tra il 1200 e il 1250 ricostruirono su antiche rovine la chiesetta dei Santi Filippo e Giacomo come luogo di preghiera, abbellendo le pareti interne con affreschi che si possono ammirare ancora oggi su quella absidale. Tali affreschi sono una rarità in Lombardia, e sono arrivati fino a noi grazie ad una provvidenziale controsoffittatura a cannette durata fino al 1985, epoca dell’ultimo restauro. Senza questa protezione non avremmo mai potuto godere di questo raro affresco di scuola lombarda, e non si sarebbero salvate alcune travi

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originarie del soffitto. Per secoli, infatti, alterne vicende fecero cadere la chiesetta dei Santi Filippo e Giacomo nell’indifferenza e nell’abbandono, trasformandola in un banale ricovero di attrezzi agricoli con il conseguente degrado della struttura e dei beni.

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nel secolo scorso che la zona attorno a questa chiesetta, verso la città, diviene sempre più popolata ed urbanizzata: nel 1900 viene avviato il progetto per l’installazione nella zona di un grande porto in grado di collegare per via fluviale Milano con il mare, attraverso Cremona e il Po. Tale progetto non avrà però sviluppo, lasciando in eredità solo uno specchio d’acqua artificiale. Quel “Porto di mare” - di cui abbiamo parlato nel primo numero de La Finestra sul Mazzini - che servirà per l’estrazione di ghiaia e sabbia per la costruzione delle case popolari milanesi, e che per anni è stato una zona di “vacanza” per molte famiglie di questo quartiere. Roberto Poli

UN QUARTIERE NEI CAMPI Piazzale Gabriele Rosa nel 1930. I quartieri “ultrapopolari” vennero costruiti per offrire manodopera all’industria in continua espansione alle porte di Milano


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ASSISTENZA Da aprile Davide Pisu si occupa delle persone non autosufficienti della zona

Il CUSTODE che aiuta gli anziani Dagli accompagnamenti al rapporto con le associazioni locali COME FUNZIONA

A servizio della Terza Età Il Custode Sociale fornisce assistenza alle persone anziane di via dei Panigarola e delle strade vicine. Il compiti del Custode Sociale sono: „ monitorare situazioni di anziani bisognosi e con ridotta autonomia, in collaborazione con la Portiera Sociale; „ dare un aiuto materiale nella gestione del quotidiano (accompagnamenti per spesa, farmacia, medico, posta…); „ fornire un supporto nel disbrigo di pratiche burocratiche (prenotazioni visite, richieste di invalidità, domande di pensioni…); „ accompagnare gli anziani in ospedali e ambulatori per visite, controlli, ricoveri, ecc. „ essere in contatto con i servizi pubblici e privati operanti nella zona, per creare una rete di sostegno ed un progetto comune a favore dell’anziano; „ creare e favorire momenti di aggregazione e di socializzazione.

Il Custode Sociale Davide Pisu si può trovare in via dei Panigarola 1 dal lunedì al venerdì dalle ore 8.30 alle 13.

Tel. 338.6208036

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petenza, sul volantino che distribuisce c’è scritto: “via dei Panigarola e vie limitrofe”. Cosa significa? “Da contratto la zona di competenza è via dei Panigarola. Nonostante ciò, raccolgo segnalazioni che riguardano un’area abbastanza ampia che comprende e supera il Mazzini”. Da dove provengono le segnalazioDi cosa si occupa il Custode Sociani? le? “La maggior parte dal CMA “La figura del Custode Sociale è (Centro Multiservizi Anziani). Lostata studiata per permettere agli ro mi segnalano la persona in diffianziani non autosufficienti, ma ancoltà e mi mettono in contatto con cora in grado di rimanere nella questa, per vedere come posso espropria abitazione, di ricevere un sere d’aiuto”. aiuto concreto nello svolgimento di Ci sono anche richietutte quelle mansioni ste fatte in prima che, senza un supporpersona? to, rischiano di tra“Sì, certo. Specialsformarsi per loro in mente chiamate teleostacoli insormontafoniche. Trovarmi bili. Per esempio: c’è qui in guardiola è abla spesa da fare, rebastanza complicato, carsi all’ospedale per perché sono quasi le visite mediche, il sempre fuori per serdisbrigo di pratiche vizio… Talvolta anamministrative e via che vicini o parenti dicendo”. mi segnalano qualQual è il servizio che che situazione diffiincide di più in tercile. Io cerco di farmini di tempo? mi conoscere il più “Sicuramente gli acpossibile. Il volanticompagnamenti. Una no che ho stampato è visita in ospedale può per tale scopo”. impegnarmi anche Davide Pisu Che differenza c’è per un’intera mattifra “Custode Socianata. Ciò è purtroppo le” e “Portiera Sociale”? dovuto al fatto che non ho in dota“Diciamo che la Portiera è una dizione un mezzo proprio per accompendente dell’ALER che svolge pagnare le persone”. normale compito di portineria, in Si viaggia sui mezzi pubblici, dunun certo caseggiato. Il Custode non que. è un dipendente ALER, ma di una “Sì, con tutte le difficoltà che posassociazione che ha ricevuto in apsono comportare. Tuttavia, ci sono palto il servizio dal Comune di Midelle associazioni no profit che forlano. La mia è la Fondazione Franiscono, su prenotazione, un’auto telli di San Francesco d’Assisi”. privata con autista. Ma, ovviamenE oltre a questo? te, non è sempre possibile averla a “La Portiera è, per così dire, più disposizione…”. stanziale. Il Custode si rivolge inA proposito della sua zona di comi chiama Davide Pisu. È solo da pochi mesi nel quartiere, ma è già molto benvoluto da tutte le persone a cui fornisce assistenza. Davide Pisu è il “Custode Sociale” di via dei Panigarola e delle vie limitrofe e, in questa intervista, ci spiega quali sono le sue mansioni ed i suoi utenti.


La Finestra sul MAZZ IN I vece ad un territorio più ampio e svolge i compiti che ho già elencato. In realtà con la Portiera, con cui condivido la guardiola, c’è una collaborazione molto più flessibile e complementare. Si cerca di rispondere il meglio possibile ai problemi che si presentano di volta in volta”. Quando ha iniziato a lavorare in questo quartiere e come si trova? “Ho iniziato lo scorso aprile ed ho un buon rapporto con le persone che aiuto. Inizialmente ho avuto l’impressione di un quartiere in cui erano pochi i servizi dedicati agli anziani, ma poi ho scoperto che esistono diverse realtà. Tra queste, c’è un associazione che si occupa di consegnare la spesa a domicilio alle persone che lo necessitano. Questa collaborazione mi permette di avere più tempo per gli accompagnamenti”. Collabora con altri servizi? “Beh, ci sono i “Custodi Socio Sanitari” di via Pomposa con cui ho un buon rapporto. Di fatto svolgiam o com pi ti m ol to si mili … L’associazione Emergenza Anziani si occupa di reperire fondi per dare un aiuto ha chi ha particolari problemi economici. Per esempio mi hanno permesso di comprare un apparecchio per misurare la pressione ad una signora che non poteva permettersela. Un CAF (Centro di Assistenza Fiscale) delle ACLI mi aiuta poi con le pratiche pensionistiche, e poi c’è il Centro Anziani, il Polo Ferrara, l’ARCI…”. Com’è la situazione economica degli anziani che segue? “Difficile. In moltissimi devono arrivare a fine mese con la pensione minima, spesso inferiore a 500 euro mensili. Anche in caso di invalidità parziale o totale le cifre integrative sono assolutamente insufficienti”. Un’ultima domanda: di cosa avrebbe bisogno questo quartiere? “Potrebbe essere utile un maggior coordinamento fra i servizi presenti sul territorio, per rendere la rete meno frammentata e più efficace. Un altro aspetto è la forte carenza nel rapporto di vicinato, spesso quasi assente. Questa mancanza è grave, poiché potrebbe invece sopperire a molte necessità”. Lorenzo Buzzi

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Quartiere in festa

Cena e balli in cortile per conoscersi meglio Festoni, musiche e un ricco banchetto sono stati i protagonisti della festa che si è svolta venerdì 29 settembre nei cortili tra via Mompiani 5 e via Polesine 6. La serata, organizzata dal Laboratorio di Quartiere, dal Centro Ricreativo per gli Anziani e dagli inquilini, ha voluto salutare la fine dell’estate, ma soprattutto creare un’ occasione per promuovere la convivialità, la conoscenza reciproca e la collaborazione tra il vicinato. È stato un modo per ritrovarsi e scambiare due parole, per brindare e per mangiare insieme. Tutto naturalmente all’insegna della partecipazione: “Ognuno porta qualcosa”. Moltissime persone sono scese in cortile portando non solo la loro curiosità per ciò che stava succedendo, ma anche succulenti piatti da gustare. Per i più piccoli, poi, è stato organizzato uno spettacolo con un illusionista e, dopo cena, un maestro di ballo ha animato la serata con balli di gruppo per tutte le età.

LA CURIOSITA’

Un’idea dei “vicini” di Parigi La “Festa dei vicini” nasce nel 1999 nel 17. arrondissement di Parigi, grazie a Atanase Périfan e all’associazione Paris d’Amis. Ebbe un fortissimo impatto: pensate che parteciparono oltre 10 mila persone e, l’anno dopo, l’iniziativa assunse proporzioni nazionali. Nel 2003 l’evento contagiò l’Europa e in ben 170 città circa tre milioni di persone alzarono il bicchiere per il cin cin della solidarietà. Nel 2005 ha coinvolto 4,5 milioni di persone di 13 Paesi dell’Unione europea. Il primo appuntamento cittadino di solidarietà sociale ha coinvolto città come Roma, Berlino, Dublino, Atene, Bruxelles, Birmingham, Lisbona e Lubiana.


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...E alla fine sarà la volta di piazza Ferrara

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a riqualificazione di piazza Ferrara sarà l’ultimo, fondamentale tassello degli interventi previsti dal Contratto di Quartiere, per quanto riguarda la viabilità nella zona del Mazzini.

I PROGETTI DEL CONTRATTO DI QUARTIERE

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Quella pubblicata nella pagina a destra è una simulazione al computer di come potrebbe diventare piazza Ferrara, trasferendo l’attuale mercato coperto in una struttura vicina appositamente costruita e restituendo al verde e

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all’uso pubblico lo spazio così riconquistato. Tra le altre modifiche ipotizzate (ma ancora nella fase di studio) vi è perfino la pedonalizzazione della piazza, modificando radicalmente il traffico proveniente dal-

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CASE

In un anno verranno riqualificate le vie che circondano il Quartiere Mazzini

el contratto di quartiere non c’è “solo” (si fa per dire) il rifacimento delle palazzine del Quartiere Mazzini. Nei progetti elaborati dall’Aler e dal Comune di Milano c’è infatti anche la riqualificazione e la valorizzazione di molti spazi pubblici della zona e, tra questi, vi sono ovviamente anche le strade. Che cambieranno radicalmente volto. Saranno interessate dai lavori di riqualificazione via Pomposa, cui seguiranno gli interventi in via dei Panigarola e via Mompiani. Parallelamente partiranno anche i lavori del progetto di via Polesine, mentre l’intervento su piazza Ferrara, molto più importante, dovrebbe essere lasciato alla fine. “Le opere mirano ad una riqualificazione delle strade - spiegano i progettisti del Settore Tecnico Infrastrutture (ex Settore Manutenzione Strade) del Comune di Milano -, consentendo al tempo stesso di migliorare ed incrementare l’offerta di posti auto regolari, sempre più richiesti, lungo le vie del quartiere”. L’obiettivo non è però quello di trasformare le strade in un maxiparcheggio, ma di creare degli spazi ben definiti riservati ai percorsi pedonali e alle auto. “Gli interventi riguarderanno quindi sia le carreggiate stradali che le parti laterali destinate ai marciapiedi - aggiungono in Comune -. Proprio i marciapiedi verranno ricalibrati e modificati per migliorarne la percorribilità, creando una netta divisione con la zona riservata alla sosta delle auto nel rispetto delle norme di sicurezza e di quanto previsto dal Codice della strada”. E precisano all’Ufficio Ristrutturazioni Stradali: “Per l’intero periodo dei lavori saranno garantiti tutti gli accessi ai passi carrabili ed il passaggio dei pedoni, mentre le zone dei lavori verranno delimitate con recinzioni metalliche alte circa due metri”. La riqualificazione delle vie interessate dai lavori verrà completata entro la fine del 2007. I lavori in via Pomposa e via dei Panigarola dureranno quattro

mesi ciascuna, mentre quelli di via Mompiani - che completeranno l’intervento di riqualificazione delle strade - dureranno per altri cinque mesi. Per consentire gli interventi sulle vie dei Panigarola e Mompiani, il mercato settimanale verrà progressivamente spostato, in sede provvisoria, nelle aree di via Pomposa e zone adiacenti, per ritornare poi nel-

VIA POLESINE “DECLASSATA” L’intervento di riqualificazione di questa arteria cittadina ne prevede la trasformazione da strada di attraversamento a via riservata al traffico locale


le vie Pomposa, Mompiani e Panigarola. Per l’intera operazione sono stati stanziati oltre due milioni e 250 mila euro, per via Polesine e per piazza Ferrara, mentre i lavori di ristrutturazione (una volta avviati) dovranno essere portati a termine entro 400 giorni.

Le strade diventano luoghi di incontro le sedi di origine, a lavori finiti. Per portare a termine l’intervento su queste tre strade sono stati stanziati un milione e 400 mila euro: una cifra notevole, ma che verrà investita per ridisegnare la fisionomia delle strade principali del quartiere, abbattendo le barriere architettoniche, migliorando l’illuminazione pubblica e potenziando il sistema fognario di raccolta delle acque piovane. “La pavimentazione sarà differenziata per delimitare marciapiedi e parcheggi, con dissuasori di sosta nelle zone riservate ai pedoni e dispositivi di protezione per tutelare le aiuole e gli alberi”, sottolineano in Comune.

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a le novità non finiscono qui, perché i progetti di riqualificazione della zona riguarderanno presto anche via Polesine. Per questa strada, oltre ad interventi di arredo urbano, di sistemazione dei marciapiedi e di razionalizzazione della sosta delle auto, è previsto un vero e proprio “declassamento”: in pratica, da arteria utilizzata dagli automobilisti per dirigersi verso il centro della città, via Polesine diventerà in futuro una strada riservata al traffico locale. Il progetto prevede inoltre la realizzazione di alcune zone particolarmente sicure per i pedoni in prossimità del complesso scolasti-

SI SPOSTA IL MERCATO Con l’inizio dei lavori in via Mompiani, il mercato settimanale verrà progressivamente spostato in via Pomposa

co, degli attraversamenti pedonali e delle fermate dei mezzi pubblici. Se tutto filerà secondo i programmi prestabiliti, i lavori in via Polesine cominceranno nel febbraio prossimo per essere conclusi nel giro di un anno. Il cantiere dovrebbe iniziare da piazzale Corvetto per poi proseguire verso piazza Ferrara per la quale, come riferiamo in queste pagine, sono previste davvero grandi novità. (Si ringraziano per la collaborazione il geometra Luigi Gigante del Settore tecnico Infrastrutture e il geometra Enrico Landi Settore Strade, parcheggi e segnaletica del Comune di Milano)


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Orari dello Sportello : martedì dalle ore 10 alle 12, mercoledì dalle ore 15 alle 17, giovedì dalle 15 alle 17

IN QUESTO NUMERO:

“DEDICATO

A

K AROL WOITYLA ”

Un quadro del signor Ettore

IN COPERTINA La Sicurezza si costruisce partendo dai giovani

a pagina 2

POLO FERRARA Il Capannone ricreativo

a pagina 4

LE ORIGINI DEL MAZZINI Così nacque Milano

“Chi elimina Dio dall’universo, elimina il proprio rapporto con l’Assoluto e diventa immagine e somiglianza delle apparenze. Karol Woityla mi ha convinto che la cultura è cultura solo se è equilibrio fra cervello e cuore, che l’amore è amore solo se è equilibrio fra cuore e cervello.”

a pagina 6

ASSISTENZA Il Custode che aiuta gli anziani

La Finestra sul MAZZINI

LA NOVITÀ In tanti alla Festa del Quartiere

In redazione: Giovanna Dalmasso, Armando Antonelli, Andrea Ferrari, Roberto Poli, Carla Pansecchi, Lorenzo Buzzi, Costanza Maspero e Fulvio Fenzo.

CONTRATTO

Ringraziamo per la collaborazione: Francesco Spera per la poesia, Davide Pisu, Ettore Battisti, Architetto Paola Romagnoni, Geometra Enrico Landi, Geometra Luigi Gigante, Architetto Patrizia Bertocchi. Stampato da Arti Grafiche Jolly’s Milano

Notiziario promozionale del Laboratorio di Quartiere Mazzini

a pagina 8

a pagina 9

DI

QUARTIERE

Le strade diventano luoghi d’incontro

a pagina 10

...E alla fine sarà la volta di piazza Ferrara

a pagina 10

PARTE L’OPERAZIONE “REGALA AVETE

IN CASA UN MOBILE ANCORA IN BUONO STATO, MA CHE NON UTILIZZATE PIU?

Segnalatelo al LABORATORIO DI QUARTIERE e, se lo desiderate, verremo a casa vostra per fotografare il pezzo di arredo di cui non avete più

UN

MOBILE”

bisogno, e la foto verrà esposta nella nostra bacheca. Invece, CHI CERCA un mobile può venire a consultare gli ANNUNCI nel nostro ufficio negli orari di apertura. I mobili a disposizione verranno ritirati direttamente dall’inquilino interessato.


Finestra sul Mazzini 2 - dicembre 2006