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Settimanale online delle Marche - Direttore Elpidio Stortini

Anno II - N. 6 Venerdì 31 Gennaio 2014

giornale

LA MACROREGIONE SEMPRE PIU’ VICINA

SERVIZIO A PAGINA 7

NELLE MARCHE NUOVO CROLLO DELLE IMPRESE SERVIZIO A PAGINA 3


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LA REGIONE

L’INIZIATIVA

Innovazione, export e qualità Ecco la ricetta dell’eccellenza del “Made in Marche” Straordinario confronto ad Ancona ANCONA Il Resto del Carlino e l’Unicredit si sono ancora una volta distinti per aver organizzato un interessante forum. Dopo un veloce spot/ presentazione di Oda Costa (Progetti Iniziative Editoriali) salgono sul palco Luca Lorenzi (Deputy Regional Manager Unicredit Centro Nord) e Nando Ottavi (Presidente di Confindustria Marche) che mettono in bella evidenza il tema del forum. Il conduttore Andrea Brusa (responsabile della Redazione di Ancona e coordinatore delle Edizioni marchigiane del Resto del Carlino) conduce il meeting con delicatezza e sobrietà senza mai interrompere (come spesso vediamo nelle varie trasmissioni televisive, costringendoci anche a fare zapping), mettendo a proprio agio gli invitati delle “eccellenze”. Inizia Stefano Centelli (Direttore Commerciale Marche Unicredit) che nell’ammettere qualche errore del passato, evidenzia la nuova mentalità di colloquio ed ascolto per riacquistare la fiducia della clientela e invita tutti a pensare e lavorare al presente e prossimo futuro, imponendosi come “Banca del fare” e non del parlare: questo concetto unitamente al principio che il risparmio va redistribuito sul territorio consentirà all’azienda di salire qualche gradino nel ranking bancario delle Marche (che ora vede Unicredit al terzo posto). Segue Nardo Filippetti (Amministratore Unico di Eden S.r.l.) che esprime

l’importanza del “turismo” ribadendo che, al tempo stesso, la Regione Marche deve assolutamente crearsi la “Cultura dell’Accoglienza”: non è possibile che gli stessi albergatori andando in vacanza non andrebbero mai nelle loro ricezioni turistiche. Adolfo Guzzini (Presidente di I Guzzini Illuminazione Spa.) che con la sua grinta e il suo entusiasmo a mille (quest’uomo non invecchierà mai) mette in risalto le eccellenze dell’Azienda a livello regionale, nazionale, internazionale (“anche se ad Ancona non vendo neanche una lampadina”, lasciandosi poi scappare una simpatica ironica risatina circa, il “Nemo profeta in patria”) ponendo in evidenza anche il buon lavoro impostato dal governatore Spacca che ha lasciato fare il progetto agli stessi imprenditori, cooperando poi a spingerli verso mercati di successo. Ecco il turno della

giovanissima e determinata imprenditrice Maria Cristina Loccioni (Summa Gruppo Loccioni) che pone in evidenza l’elevata qualità e le “tecnologie innovative” del Gruppo, il target di collaboratori (età media 32 anni) esprimendo il concetto di “sussidiarietà/circolare”, poi ripreso più volte anche da altri interventi. Annamaria Pilotti (titolare del Calzaturificio Loriblu) nell’esprimere la propria soddisfazione per gli elevati livelli raggiunti su prodotto e commercializzazione, ha evidenziato una strategia di assunzione, dando la possibilità a circa 100 giovani (media/diplomati/laureati di ogni tipologia) di mettersi in gioco facendo fare degli stage, a gruppi di 10, inserendoli come tranciatori, modellisti, magazzinieri, manovia (posizione di lavoro dove lei ha fatto iniziare anche suo figlio). La signora Pilotti é rimasta molto soddisfatta

della risposta dei giovani, tanto da convincersi di dover subire un trauma quando dovrà fare le scelte finali: .. “ io li assumerei tutti (dice con convinzione) per l’impegno, la volontà che hanno messo, interpretando il mio pensiero: lavorare con entusiasmo, capacità e voglia di imparare”. I tanti presenti nella sala della Loggia dei Mercanti di Ancona a p p l a u d o n o spontaneamente. Tocca poi al giovane Mario Tassi (amministratore delegato di Elettropicena Sud S.r.l..) mettere in evidenza l’importanza della lingua inglese che sarebbe bene fosse “lingua corrente” in tutti gli Istituti Tecnici affinché non vi siano problemi di alcun genere con il mondo della Internazionalizzazione. Oggi chi non ha la naturale conoscenza della lingua ufficiale internazionale, difficilmente supera le difficoltà. Quindi Maurizio Testaguzzi

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(contitolare e amministratore delegato Ifi Spa) condivide sulla “lingua inglese” e coopera con i collaboratori, accorciando tempi di apprendimento, con la rappresentazione di “figure” circa l’uso di mezzi e comportamento delle risorse proprio come oggi si trova su oggetti telematici, dove la visione a volte sostituisce la conoscenza e la lettura della didascalia. Lo stesso Testaguzzi ha poi chiesto al responsabile dell’edizione marchigiana del Resto del Carlino Andrea Brusa di dare sempre più spazio alle richieste degli imprenditori ed al direttore commerciale Marche di Unicredit, Stefano Centelli, di continuare a incrementare la vicinanza agli imprenditori. Ultima testimonianza quella di Orietta Maria Varnelli (ma non ultima, tanto che Andrea Brusa promette di chiamare al prossimo incontro un testimonial con la lettera

“Zeta”) che, tornata dagli Usa proprio da due giorni, ha messo in evidenza la creatività e la bellezza del prodotto Made in Italy, tanto desiderato e amato dall’estero. Ha esternato un pizzico di “italianità” chiamiamolo pure nazionalismo italiano che ha strappato uno scrosciante applauso alla sala mostrando la voglia di tutti noi di sentirci orgogliosi di essere italiani anche se, subito dopo, cambia volto e diventa cupa nell’ammettere la sua delusione quando, sbarcata all’aeroporto di Roma, si trova davanti un enorme cartellone dove anziché una bella scritta welcome, legge un “visitate la Cina, fate le vostre vacanze in Cina” , tanto da far pensare ai turisti scandinavi appena arrivati “abbiamo sbagliato aeroporto?”. Una risata generale copre una arrabbiatura interna di Orietta e dei presenti in sala: alla faccia del turismo italiano, del nostro favoloso Paese che tutto il mondo vorrebbe visitare e della “sussidiarietà circolare” precedentemente enunciata.A concludere i lavori viene chiamato Antonio Canzian (vicepresidente della Regione Marche) che mostra vera soddisfazione per il livello del forum, ringraziando sia Il Resto del Carlino, sia l’Azienda Unicredit. Anche noi plaudiamo con la speranza che molti esempi vengano seguiti, imitati, migliorati creando ulteriore occupazione, sicuri di ascoltare sempre meno la parola crisi che in cinese significa opportunità sì, proprio opportunità. ( t.p.)


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LA REGIONE

LAVORO

Nel 2013 nuovamente in calo nelle Marche il numero delle imprese: perdono colpi agricoltura e artigianato

ANCONA Il sistema produttivo marchigiano continua a sentire i colpi della crisi. Anche nel 2013 si sono perse 918 aziende, con la scomparsa di tremila posti di lavoro. Sono 220 le aziende in meno nell’ultimo trimestre. Lo scorso anno, infatti, le 10.679 aziende che si sono iscritte ai registri delle Camere di commercio non sono riuscite a compensare le 11.597 cessazioni di attività. Lo comunica il Centro Studi Unioncamere Marche che ha elaborato i dati di Movimprese per la nostra regione. A pagare il prezzo più pesante di una crisi che ancora non demorde, sono i comparti dell’agricoltura (-1.215 imprese attive ) e dell’artigianato (-984). Tra i settori ancora in calo le costruzioni (-663) e il manifatturiero (- 412) al cui

interno le calzature perdono 97 imprese, l’abbigliamento 52 e la meccanica 51. Male anche il mobile (-48) e gli alimentari (-33). Negativo anche il saldo delle imprese marchigiane in attività nei trasporti (-95) e nel commercio (-22). Il numero delle imprese è invece aumentato per le attività immobiliari (+199), le attività finanziarie e assicurative (+145) ed i servizi alle imprese (+153). In crescita anche le aziende attive nella comunicazione (+57), alloggio e ristorazione (+42) servizi sociali e sanitari (+24), attività professionali e di consulenza (+13). Malgrado i numeri non siano incoraggianti, “commenta il presidente Unioncamere Marche Adriano Federici (nella foto) “la rilevazione del nostro Centro Studi dimostra che il sistema produttivo marchigiano è comunque

vitale. Mentre soffrono e gettano la spugna le piccole imprese agricole, edili e

quelle dell’artigianato conto terzi, riprendono slancio certi settori del turismo e dei

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servizi più innovativi. Vanno bene anche le imprese del nostro manifatturiero ad alto

contenuto tecnologico e quelle che hanno saputo conquistare i mercati esteri. Per far ripartire la stragrande maggioranza delle nostre piccole imprese, serve un mercato interno capace di sostenere consumi e occupazione ed occorrono istituzioni capaci di infondere fiducia a chi fa impresa e alle famiglie. Soprattutto occorre che riparta il credito alle imprese, che vede in sofferenza le aziende di tutti i settori e di tutte le dimensioni. Auspichiamo che il sistema bancario nel 2014 proceda in questa direzione con più convinzione rispetto allo scorso anno, per assecondare la competitività e lo sviluppo del nostro sistema produttivo.” Pur tra mille difficoltà, (dalla burocrazia alla stretta creditizia) sono sempre numerosi i marchigiani che hanno scelto di fare impresa nel 2013. Ma, secondo il Centro Studi Unioncamere, lo hanno fatto scegliendo le società di capitale (+832), i consorzi e le cooperative (+434 di cui 48 cooperative). A registrare un vero e proprio crollo sono invece le imprese individuali (-.1769) seguite dalle società di persone (415). A livello territoriale la provincia che ha visto una maggior diminuzione di imprese è stata quella di Pesaro Urbino (-379) seguita da Fermo (-224), Macerata (169), Ascoli Piceno (-130) e Ancona (-16). ----------------Nella foto: il presidente di Unioncamere Marche Adriano Federici


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LA REGIONE

IL VERTICE

L’assessore Malaspina a Bruxelles “Le Marche ribadiscono la contrarietà agli Ogm perché intendono salvaguardare la salute dei consumatori” BRUXELLES “Le Marche ribadiscono la contrarietà agli Ogm perché intendono salvaguardare la salute dei consumatori e il benessere della comunità regionale”. Lo ha affermato l’assessore all’Agricoltura della Regione Marche, Maura Malaspina, che ha presieduto, a Bruxelles, l’incontro della rete delle Regioni per “Un’Europa libera dagli Ogm”. In mattinata si è riunito il Comitato direttivo della rete che ha stabilito tempi e modalità in vista della rotazione triennale della presidenza, detenuta ora dalle Marche. Il Comitato tornerà a riunirsi il 10 aprile per definire il nuovo assetto, in vista della prossima conferenza della rete, in Grecia, organizzata dalla regione est MacedoniaTracia e che cadrà durante il periodo del semestre italiano. Il Comitato della Rete - che sotto la Presidenza marchigiana si è allargata a 61 Regioni europee con l’adesione delle Regioni Champagne-Ardenne (F), Nordrhein-Westfalen (D), Thüringen (D), SchleswingHolsteien (D), BadenWürttemberg (D) e Saarland (D) (oltre al distretto di Kupiškis della Lituania e alla Regione Valle d’Aosta in corso di adesione) - è stato organizzato anche per fare il punto della situazione normativa, a livello UE e

focalizzare le questioni più attuali nel dibattito UE sugli Ogm, nonché per organizzare i prossimi lavori della stessa Rete. Successivamente alla riunione, le Regioni hanno tenuto un incontro con interlocutori nazionali ed europei. “La rete, che conta attualmente 61 regioni europee per 163 milioni di abitanti in nove Paesi – è stato ribadito - vuole rimarcare la libertà di scelta dei governi europei di vietare le coltivazioni geneticamente modificate nei propri territori, con il fine di tutelare la biodiversità, le produzioni di

qualità biologiche, tradizionali e tipiche, l’immagine di un territorio, anche in chiave turistica, per un’agricoltura sostenibile dal punto di vista ambientale, sociale ed economico”. Alfonso Pecoraro Scanio, già ministro dell’Ambiente e presidente della Fondazione UniVerde, ha ringraziato la Regione Marche “per l’azione anti Ogm, oggi di grande valore”. Ha poi lanciato un appello al Consiglio europeo “per un’opposizione decisa alla coltivazione degli Ogm. Per raggiungere questo obiettivo sarà importante, da una parte, la scelta del prossimo ministro

dell’Agricoltura italiano che non può non essere una figura di respiro internazionale, come quella di Carlo Petrini; dall’altra l’Expo di Milano deve rilanciare le produzioni biologiche e tipiche per essere orgogliosamente NoOgm”. L’eurodeputato Andrea Zanoni, relatore di una risoluzione approvata al Parlamento europeo per fermare una marca di mais transgenica, ha affermato: “È stata una bella vittoria, ma ora dobbiamo sfruttare il prossimo semestre italiano per sbloccare l’approvazione del regolamento utile a dare la possibilità alle Regioni di

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limitare e bloccare le coltivazioni Ogm”. Nel corso del suo intervento, Angelo Consoli, direttore dell’Ufficio europeo di Jersey Rifkin, ha sottolineato che “tutte le Regioni Ogm free devono fare rete e promuovere i propri prodotti agroalimentari di qualità affinché la lotta agli Ogm sia, prima di tutto, una battaglia culturale”. “Gli Ogm vanno contro gli interessi degli agricoltori europei – ha dichiarato Gianluca Carrabs, amministratore unico Assam Marche - In un mondo sempre più globalizzato, dove regna l’omologazione, per

rimanere competitivi in agricoltura la formula vincente è quella di produrre qualcosa di diverso, perché tipico e eccellente. Gli Ogm sono la negazione del nostro modello agricolo, la cancellazione della nostra identità alimentare frutto di secoli di storia e tradizione”. Maurizio Reale, responsabile delle relazioni internazionali Coldiretti, ha affermato che “centrale resta l’approvazione del regolamento che introduce la libertà degli Stati di determinare le proprie scelte in materia di Ogm e, quindi, di poter scegliere di rinunciare all’utilizzo di quest’ultimi”. Corinne D.M. Lepage, eurodeputata ed ex ministro dell’Ambiente francese ha concluso l’incontro, affermando che “come primo intervento, sto incoraggiando gli Stati Uniti a rendere obbligatoria l’etichettatura dei prodotti agricoli. Secondariamente, come relatrice del regolamento che permette agli Stati membri di vietare l’utilizzo degli Ogm, sto cercando di accelerare la sua approvazione nonostante la Commissione stia temporeggiando, forse preferendo il caos normativo attuale e rendendolo operativo successivamente, quando ormai non avrebbe più efficacia. Condivido l’appello di Pecoraro Scanio per un expo Ogm free”.


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LA REGIONE

AMBIENTE

La bonifica dei siti inquinati: chimera o realtà? Presentato il dossier di Legambiente Falconara tra i 39 Sin nazionali ANCONA - Sono passati dodici anni da quando il Ministero dell’Ambiente, con la Legge 178/2002, ha inserito nel programma di bonifica nazionale il Sin (sito di interesse nazionale) di Falconara; dodici lunghi anni che sono serviti alla pubblica amministrazione per definire il problema, progettare le soluzioni, coinvolgere un numero semi-infinito di attori, stampare verbali. Con il risultato che ad oggi è stato fatto poco per il risanamento dell’area e si registrano ancora livelli di inquinamento e di mortalità per malattie tumorali molto elevati. La denuncia arriva da Legambiente, che in un dossier sullo stato dell’arte delle bonifiche in Italia, torna ad occuparsi dei gravi problemi ambientali di Falconara Marittima. L’area coinvolta comprende 108 ettari di proprietà private degli stabilimenti API, Ex Montedison, Ex Enichem, Aerodica Spa, Ex Fibrocementi, Ex Liquigas, diverse aree RFI; 1.200 ettari di area marina antistante gli stabilimenti industriali, l’area ex Antonelli e il Campo sportivo Parrocchia Montemarciano. Una gestione imbarazzante quella delle bonifiche in Italia, bollata dalla Commissione Parlamentare d’Inchiesta come “immobilismo o finto attivismo della pubblica amministrazione”, altrettanto preoccupante a Falconara. Secondo i dati forniti dal Ministero dell’Ambiente e aggiornati a marzo 2013, sullo stato di avanzamento degli interventi di bonifica in

questo sito, il 93% delle aree ha le caratterizzazioni delle matrici ambientali, cioè ha compiuto il primo step del processo di risanamento, il 90% ha la validazione dei risultati di tali caratterizzazioni e solo il 67% ha progetti di bonifica presentati, dei quali non tutti hanno ancora ricevuto l’approvazione da parte del Ministero. Per il 66% dell’area, invece, è stata attuata la messa in sicurezza: una pratica consolidata e nociva, che consiste nell’approvare Accordi di Programma mirati a mettere in sicurezza le aree mediante la realizzazione di barriere fisiche/diaframmi plastici, anziché applicare le tecnologie di bonifica. In totale sono 6 i progetti di bonifica approvati dal Ministero, ma a dicembre 2012, come riportato in una nota della Regione Marche, risultavano essere solo due le aree del sito nelle quali si era giunti alla fase di controllo dei risultati raggiunti dalla bonifica: l’area HDS3 dell’Api Raffineria di Ancona S.p.a., per la quale sono state previste misure di sicurezza per l’adeguamento di impianto HDS della raffineria e l’area di carico e scarico bitume dell’API Raffineria di Ancona. Risultava inoltre in corso di attuazione il progetto di bonifica dell’area ex Industria bitumi Casali, mentre nell’area Api è stato approvato il progetto di bonifica della prima falda. Nell’area Fratelli Borra e area ex Liquigas, si è ancora in attesa di un piano di caratterizzazione.

Per quanto riguarda le aree del Sin di interesse pubblico, che comprendono anche tutta l’area marina antistante gli stabilimenti industriali, nel 2010 è stato siglato l’Accordo di Programma per la bonifica tra il Ministero dell’Ambiente e la Regione Marche, la Provincia di Ancona, il Comune di Falconara e l’Autorità Portuale di Ancona, per un importo di circa 3,2 milioni di euro. Nel 2012 le operazioni di bonifica risultavano ancora alla fase di caratterizzazione. Solo per l’area della Parrocchia S. Maria della Neve e S. Rocco, la conferenza di servizi istruttoria ha dato esito positivo al progetto di rimozione delle ceneri di pirite.

I ritardi nelle operazioni di risanamento possono, purtroppo, rappresentare gravi conseguenze sulla salute delle persone che abitano attorno all’area da bonificare e sull’ambiente. Lo studio epidemiologico pubblicato nel 2011 dall’Arpam, con la direzione scientifica della Fondazione IRCCS (Istituto Nazionale dei Tumori) di Milano, su individui residenti nei comuni di Falconara Marittima, Chiaravalle e Montemarciano, ha associato l’esposizione alla raffineria con un eccesso di rischio di morte per leucemia e linfoma non Hodgkin, in particolare per i soggetti esposti entro i 4 chilometri dalla sorgente inquinante. Anche lo Studio Sentieri, svolto dall’Istituto

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Superiore di Sanità e pubblicato nel 2011, ha rilevato a Falconara un’eccessiva incidenza di mortalità, in particolare per tumore al polmone. Risultati confermati anche dall’indagine condotta dall’Osservatorio Epidemiologico Ambientale delle Marche. Lo studio Sentieri ha inoltre evidenziato la necessità di approfondire le indagini sui tumori del sistema linfoemopoietico e sull’eccesso di mortalità per malformazioni congenite. “La priorità assoluta – sostengono Luigino Quarchioni e Enea Neri, rispettivamente presidente di Legambiente Marche e del circolo Legambiente Martin Pescatore di Falconara - è quella di ridurre i rischi per la

salute e l’ambiente con due azioni principali: un patto forte tra amministrazioni locali, enti, Ministero dell’Ambiente e imprese coinvolte, per mettere in campo un completo programma di bonifica e garantire un’informazione completa e trasparente ai cittadini di Falconara con la costituzione di un tavolo di confronto comune che coinvolga anche le associazioni, i comitati dei cittadini; la costituzione di un fondo pubblico, vincolato agli interventi di bonifica e alimentato dalla raffineria, da creare fin da subito, in modo da avere le risorse economiche necessarie agli interventi di risanamento che dovranno essere messi in campo per dare seguito al principio di chi inquina paga”.


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LA REGIONE

L’INCONTRO

Ampia partecipazione dei sindaci marchigiani alla manifestazione di protesta di Roma Mangialardi: “Uniti ancora una volta” ANCONA “Ancora una volta abbiamo dimostrato l'unità di intenti dei sindaci marchigiani". Così Maurizio Mangialardi, presidente di Anci Marche, ha salutato l'ampia partecipazione dei primi cittadini regionali alla manifestazione tenutasi a Roma culminata poi con l'Assemblea straordinaria. La delegazione marchigiana guidata dal presidente Maurizio Mangialardi, dal vice Goffredo Brandoni e dal direttore Marcello Bedeschi, ha contato anche sulla partecipazione del sindaco di Macerata Romano Carancini, di Fermo Nella Brambatti, di Ascoli Piceno Guido Castelli, di Fabriano Giancarlo Sagramola, di San Benedetto del Tronto Giovanni Gaspari e di San Severino Marche Cesare Martini. In rappresentanza del comune di Ancona ha partecipato il presidente del consiglio comunale Marcello Milani. Nel corso del suo intervento di fronte alla platea dei circa 1000 sindaci italiani ed al presidente nazionale Piero Fassino, il presidente di Anci Marche Mangialardi ha posto l'accento su due importanti questioni per le quali, a seguito degli incontri tra la

delegazione Anci ed il governo, si attendono i decreti: quella di destinare ai comuni il gettito da Imu dei capannoni industriali e produttivi categoria D così da recuperare il miliardo e mezzo che verrebbe a mancare ai comuni per l'introduzione della Tasi, e quella relativa alla disponibilità dei Comuni di un'aliquota aggiuntiva fino allo 0,8 per mille per le famiglie da applicarsi sulla prima casa per garantire la copertura delle detrazioni a favore delle famiglie meno abbienti. Inoltre Mangialardi ha ribadito la contrarietà al programma di acquisto degli aerei JSF/F-35 chiedendo al governo di sospenderlo immediatamente. "La questione poi è anche un'altra – ha detto Mangialardi – e riguarda quanto stabilito dall'articolo 119 della nostra Costituzione che recita quanto segue: I Comuni, le Province, le Città metropolitane e le Regioni hanno autonomia finanziaria di entrata e di spesa, nel rispetto dell'equilibrio dei relativi bilanci, e concorrono ad assicurare l'osservanza dei vincoli economici e finanziari derivanti dall'ordinamento dell'Unione europea. I Comuni, le

Province, le Città metropolitane e le Regioni hanno risorse autonome. Stabiliscono e applicano tributi ed entrate propri, in

armonia con la Costituzione e secondo i princìpi di coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario. Invece la situazione

di confusione ed approssimazione che regna nei provvedimenti ministeriali in materia fiscale stanno screditando agli occhi dei

cittadini anche il 1' riferimento istituzionale che è il Sindaco, costringendoci ad innalzare aliquote e introducendo fantasiose nuove tasse".

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LA STRATEGIA

Il presidente Spacca ha illustrato a Bruxelles le tappe di avvicinamento alla nascita della Macroregione adriatico ionica BRUXELLES “L’azione di multigovernance dal basso è fondamentale per il successo delle strategie macroregionali dell’Unione Europea. E’ dunque decisiva la scelta della Commissione Europea di coinvolgere le autorità regionali e locali, accanto agli Stati membri, nel processo di formazione del Piano d’azione della Macroregione adriatico ionica. In questo modo la strategia può, da subito, focalizzarsi su priorità fondamentali concertate e ampiamente condivise”. Lo ha detto il presidente della Regione Marche, Gian Mario Spacca, ieri mattina a Bruxelles nel corso dell’Intergruppo adriatico ionico del Comitato delle Regioni da lui presieduto. Alla riunione hanno partecipato l’ambasciatore italiano presso la Ue Stefano Sannino, l’ambasciatore greco Theodoros Sotiropoulos e il direttore generale Politica regionale della Commissione europea José Palma Andres. Al centro dell’incontro, di particolare importanza visto l ’ a v v i c i n a r s i dell’appuntamento di Atene, la preparazione della Conferenza con gli stakeholder nella capitale greca, il 6 e 7 febbraio, in cui verranno presentati i risultati della consultazione sull’Eusair, la strategia della Macroregione adriatico ionica. Vista la presenza dei due ambasciatori, si è parlato anche delle attività nel corso del semestre greco e di quello italiano alla presidenza Ue.

rivolta ad Atene. L’Intergruppo adriatico ionico, nel dicembre scorso, ha trasmesso un documento di contributo alla consultazione per supportare ed integrare i lavori della Commissione europea per la predisposizione della strategia della Ue per la Macroregione adriatico ionica e del relativo piano d’azione. “Nel frattempo – ha sottolineato Spacca - si è lavorato nei rispettivi Paesi perché i futuri programmi europei 2014-2020, Accordi di partenariato, Piani Operativi Regionali IPA comprendano la stretegia Eusair ed il piano d’azione. Il nuovo Programma per la cooperazione territoriale 2014-2020 ‘Adriatic Ionian Programme’ accompagnerà l’implementazione della strategia stessa così come il Programma Baltico ed il Programma Danubio per le corrispondenti strategie macroregionali”. Prossime tappe di avvicinamento alla formalizzazione della Macroregione, la stesura nella sua forma definitiva, prevista per la primavera di quest’anno durante la presidenza greca della Ue, della strategia europea e del piano d’azione e l’adozione della strategia Eusair con l’allegato Piano d’azione per l’autunno 2014, durante la presidenza italiana. --------------------Nella foto: il presidente della Giunta regionale Gian Mario Spacca ieri a Bruxelles dove è intervenuto per illustrare le tappe di avvicinamento alla Macroregione adriaticoionica

Sarà il presidente Spacca, ad Atene, ad illustrare a nome del Comitato delle Regioni europee il documento di contributo al Piano d’azione. “Il nostro apporto, come rappresentanti regionali e locali, alla predisposizione della strategia e del piano d’azione da parte della Commissione europea e dei Punti di Contatto nazionali – ha detto il presidente - ha avviato una serie di nuovi modelli di cooperazione e di sperimentazione della governance multilivello. Modelli che, di qui alla formalizzazione della Macroregione adriatico ionica, troveranno la loro applicazione in numerosi appuntamenti, alcuni dei quali nelle Marche”. Spacca ha infatti annunciato questa mattina che il 10 e 11 luglio prossimi si terranno nella provincia di Ancona la riunione esterna Coter (la Commissione Politica di coesione territoriale del Comitato delle Regioni europee) e la Conferenza sulla Strategia europea della Regione adriatico ionica. Intanto l’attenzione è tutta

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LE NOMINE

Enrico Bordoni nuovo direttore dell’Agenzia sanitaria regionale Pietro Ciccarelli al servizio Salute Il consigliere regionale dell’Udc Luca Marconi, dopo la nuova organizzazione sanitaria, chiede un’articolata e capillare campagna informativa per i cittadini ANCONA Enrico Bordoni è il nuovo direttore dell’Agenzia regionale sanitaria delle Marche (Ars). Lo ha nominato la Giunta regionale che ha anche formalizzato la nomina di Pietro Ciccarelli alla direzione del servizio Salute, anticipata nei giorni scorsi. “Si completa così la squadra che proseguirà la partita del riordino sanitario, con un modulo nuovo e maggiormente ispirato al dialogo con la comunità regionale – evidenzia l’esecutivo - Dalla fase difensiva, di salvaguardia degli equilibri economici ottimizzando i servizi, si passa a una fase dove i sacrifici fatti verranno capitalizzati e rappresenteranno la base per completare il riordino del sistema sanitario, interpretando le nuove esigenze che vengono dai territori. Il processo di riforma della sanità marchigiana procede, dunque, nella direzione indicata dalla Giunta regionale e recepita dall’Assemblea legislativa. Gli uomini chiamati a interpretare la riforma hanno dimostrato competenza, capacità, predisposizione a lavorare in squadra. Una garanzia perché il risultato finale possa essere un successo pieno, nonostante

le pesanti penalizzazioni che le difficoltà economiche del Paese stanno causando ai territori e a chi amministra le comunità locali”. Enrico Bordoni è il direttore uscente dell’Area vasta 3 (Macerata), alla cui direzione è andato Pierluigi Gigliucci che ha lasciato il servizio Salute a Ciccarelli. Con quelle odierne si concludono le nomine ai vertici della sanità marchigiana che vedono la squadra ora così composta: Gianni Genga direttore Asur

Marche; Maria Capalbo Area Vasta 1 (Pesaro); Giovanni Stroppa Area vasta 2 (Ancona); Pierluigi Gigliucci Area vasta 3 (Macerata); Alberto Carelli Area vasta 4 (Fermo); Massimo Del Moro Area vasta 5 (Ascoli). Confermati Paolo Galassi alla direzione dell’Azienda ospedaliero universitaria Ospedali Riuniti di Ancona e Aldo Ricci, alla guida degli Ospedali Riuniti Marche Nord. Insieme a Giuseppe Zuccatelli (Inrca) e a Genga

(Asur), Galassi e Ricci formano il Comitato di coordinamento della sanità marchigiana, chiamato a esercitare “un ruolo forte di raccordo nella gestione sanitaria, in linea con gli indirizzi della programmazione regionale”. Nel frattempo, con una specifica interrogazione, presentata nei giorni scorsi, Luca Marconi, consigliere regionale dell’Udc, ha sollecitato il presidente della Giunta regionale, l’assessore

alla sanità e il nuovo direttore dell’Asur ad avviare con urgenza una campagna informativa capillare, chiara e articolata, sulla nuova organizzazione sanitaria regionale. E’ necessario, infatti, che, in modo schematico, s’individui, per ogni problematica del cittadino dove recarsi, garantendo la libera scelta dell’utente, le modalità organizzative del servizio a cui rivolgersi, i referenti e ogni altra informazione utile (orari, contatti, sede, mezzi di trasporto per raggiungere il luogo, parcheggi e altro). Il fine è quello di orientare preventivamente il paziente, evitando anche inutili e gravosi ingorghi nei diversi servizi di accoglienza dell’ammalato, specie quelli che operano in caso di urgenza. Marconi ricorda come in questi anni si sia registrata una grande trasformazione della sanità marchigiana con la riorganizzazione del servizio Potes (Postazione Territoriale dell’Emergenza Sanitaria), della rete degli ospedali di polo sul territorio e con l’avvio delle Case della salute. “Ritengo - ha dichiarato il consigliere regionale dell’Udc -, che le Istituzioni abbiano il dovere d’intervenire per garantire la corretta

informazione sulla nuova organizzazione della sanità marchigiana. Ho avuto modo spesso di ascoltare le lamentele sia dei pazienti, che hanno difficoltà ad orientarsi dove rivolgere in primis le loro richieste, sia degli stessi operatori pubblici sociali e sanitari che non riescono ad essere tempestivi ed efficaci sia nell’informazione che nella stessa prestazione sanitaria.” Marconi chiede anche al nuovo direttore Asur di stanziare specifici fondi per potenziare gli Urp dei diversi presidi sanitari e per avviare la campagna informativa attraverso l’uso dei massmedia e la stampa di materiale pubblicitario avvalendosi di tutte le postazioni sul territorio, compresi i poliambulatori e i medici di base. Il consigliere regionale dell’Udc Luca Marconi, infine, propone alla Giunta regionale di assicurare finanziamenti specifici a favore delle diverse associazioni a tutela e difesa del malato che svolgono un’azione sociale f o n d a m e n t a l e nell’orientamento e informazione dei cittadini in campo sanitario. -----------------Nella foto: Enrico Bordoni, nuovo direttore dell’Agenzia sanitaria regionale

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LA REGIONE

LA MANIFESTAZIONE

Le imprese balneari marchigiane vanno a protestare a Roma per riprendersi presente e futuro

ANCONA Dal presidente regionale del Sib Marche, Enzo Monachesi, riceviamo e pubblichiamo: “Il 18 febbraio, organizzato da Rete Imprese Italia (Confcommercio, C o n f e s e r c e n t i , Confartigianato e Cna ), si svolgerà a Roma una grande

manifestazione a sostegno e difesa delle imprese dal titolo "SENZA IMPRESA NON C’E’ ITALIA – RIPRENDIAMOCI IL FUTURO", che culminerà a Piazza del Popolo, piazza utilizzata per tutte le grandi manifestazioni. Come balneari Marchigiani è una occasione che non

possiamo perdere per aggiungere ed evidenziare, ai molti problemi di tutti, quelli specifici e vitali del mondo balneare. Per farlo in maniera adeguata e convincente saremo in tanti, tutti e ben visibili. Quindi l'appuntamento per i balneari marchigiani é a Roma il 18 febbraio, tutti con le felpe/ maglie rosse del salvataggio, tutti con la bandiera SIB . La "marea rossa" sarà ben visibile e dovrà invadere con la sua grande massa di partecipanti la Piazza del

Popolo e nessuno potrà ignorarla: le riprese televisive, la stampa e, soprattutto, i nostri "politici"( che troppo spesso o non ci considerano o lo fanno con troppo poca attenzione) dovranno avere ben chiaro chi è tutta quella gente con la maglia rossa. Saremo noi marchigiani, insieme a tutti i balneari d’Italia. La legge di stabilità, recentemente approvata, ha fissato nel prossimo 15 maggio il termine per definire il riordino della normativa che riguarda le concessioni demaniali.

Siamo alle soglie del momento cruciale per il nostro avvenire. per cui questa del 18 febbraio a Roma è una occasione per ricordare la disperazione che attanaglia le 30 000 imprese balneari. Le nostre organizzazioni provinciali/locali stanno già lavorando per predisporre modalità di partecipazione e definirne, quanto prima, tutti i dettagli così da non tralasciare nulla per portare a Roma, un numero eccezionale di concessionari balneari marchigiani. Nessuno può mancare, le

scuse non servono e non ne esistono. Non esserci è una grave responsabilità che ci assumeremo verso noi stessi e tutto il mondo balneare. Le Marche daranno il proprio grande contributo come hanno sempre fatto, quindi, maglia rossa di salvataggio e tutti in piazza del Popolo a Roma il 18 febbraio con la bandiera del Sib”. -----------------Nelle foto: il presidente regionale del Sib, Enzo Monachesi, ed ombrelloni d’estate - sulla spiaggia di Senigallia

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LA REGIONE

IL RILANCIO

E’ il turista il protagonista del programma operativo di promozione della Regione ANCONA E’ il turista il protagonista del programma operativo di promozione della Regione Marche per il 2014: sulla linea della strategia di marketing inaugurata nel 2013, con la realizzazione di migliori servizi informativi e il ricorso sempre più spinto ai social network, il nuovo piano punta sul coinvolgimento emozionale del visitatore nell’approccio con la regione al plurale, quella che propone tanti turismi da trovare in un’unica destinazione. Una destinazione poliedrica, quella dei borghi storici, dei parchi, del mare e delle spiagge, dei 400 musei e 70 teatri storici – vero museo diffuso - delle 18 Bandiere Blu e delle 19 Bandiere Arancioni, percorrendo sentieri della fede, rocche e castelli, assaporando sapori e saperi, antichi mestieri e tradizioni, terme, sport e shopping. “Le Marche - dice il presidente della Regione e assessore al Turismo, Gian Mario Spacca – al top nelle classifiche per qualità della vita e sempre più attrattive a livello internazionale, intendono consolidare e rilanciare nell’immaginario del turista il buon vivere e le bellezze che rappresentano i motivi principali per cui vengono visitate. Non quindi un’operazione di marketing turistico tradizionale, ma l’ideazione e realizzazione di un mix di strumenti di comunicazione alternati che, segnati dalla presenza di Neri Marcorè nuovo testimonial, possano offrire al visitatore molteplici punti di vista. Forti dei dati più che positivi registrati dal turismo marchigiano in un anno ancora difficile come il 2013, con tanti segni più in controtendenza con l’andamento medio

nazionale, guardiamo con grande ottimismo al 2014". Il Programma Operativo 2014 punterà sul potenziamento del sistema informativo del turismo: “un impegno importante – aggiunge Spacca – specialmente nella fase attuale, in cui il web, la comunicazione tramite internet e la multicanalità sono divenuti elementi cardine nel settore turistico nazionale e internazionale”. Scopo centrale del sistema è trasformare l’utente in cliente potenziale e, attraverso i canali di promozione tradizionale e il web, veicolarlo sui siti di riferimento e accompagnarlo fino all’eventuale prenotazione di una vacanza nelle Marche. E’ chiaro dalle indagini sullo scenario mondiale futuro e sulle tendenze in Italia, rileva il presidente, che “le Marche come destinazione potranno competere sempre di più se riusciranno a trasmettere un’immagine complessiva di territorio dove le comunità locali, la qualità della vita, lo slow life, i criteri di sostenibilità, conoscenza e benessere diventano gli asset di riferimento per raggiungere una visione lungimirante di sviluppo turistico”. Una visione delle Marche innovativa, globale, che pone il territorio al centro dell’esperienza di soggiorno sostenuta da una straordinaria offerta unica di borghi, paesaggi, riviere, contesti montani uniti alla qualità della vita e al livello di soddisfazione dei residenti come dimostra l’analisi dell’istituto Piepoli (2013). Dall’indagine risulta che nelle Marche si vive decisamente bene rispetto alla media nazionale e che i residenti sono più ottimisti rispetto il livello di vita in futuro.

La riconoscibilità delle Marche con i profili dei prodotti turistici Verrà quindi potenziata la riconoscibilità delle Marche come destinazione attraverso l’affinamento dei profili dei prodotti turistici, frutto di analisi e valutazioni che hanno portato alla definizione di offerte ognuna delle quali presenta un tema forte che risponde all’idea di vacanza del turista e che rappresenta al meglio la Destinazione Marche e le sue eccellenze: Mare. Le Marche in blu; Dolci colline e antichi borghi; Parchi e natura attiva, Cultura. The genius of Marche; Spiritualità e meditazione; Made in Marche. Gusto a km.0 e shopping di qualità. Sono indicazioni che costituiscono una base per adottare una visione m a g g i o r m e n t e promocommerciale di tutte le azioni promozionali e di comunicazione compreso il co-marketing e il co-branding; è il punto di partenza per la qualificazione delle strutture ricettive in termini di servizi e accoglienza (trekking, business, bike, cultura e family hotel); agevola gli operatori incoming Marche per la definizione di pacchetti e proposte uniformi e quindi più riconoscibili sul mercato con il sostegno economico della Regione Marche. L’ apertura dei voli di linea e charter In base ai dati emersi dall’Osservatorio della regione, il 2014 sarà un anno importante per rafforzare la penetrazione in primo luogo nei mercati obiettivo quali la Russia e i mercati di area ex Unione Sovietica, la Germania, il Nord Europa, la Spagna, la Macroregione Adriatico Ionica, il Belgio, l’Olanda, la Repubblica Ceca.

Una vera penetrazione nel mercato estero non può quindi fare a meno della promozione nei territori esteri dove principalmente saranno attivati collegamenti aerei verso l’Aeroporto delle Marche. Nel 2014 verranno attivati nuovi voli diretti da Ancona a Berlino e Dusseldorf e confermati i voli già presenti tra cui Londra, Stoccolma, Monaco, Bruxelles. Continueranno ad essere organizzati i trasferimenti dall’Aereoporto delle Marche verso le località di villeggiatura. Strategia di promozione e comunicazione multicanale e coordinata. Neri Marcorè Il programma, frutto di attente analisi sui mercati e di concertazione e condivisione delle linee strategiche con il territorio, vuole inoltre consolidare e rafforzare la strategia di promozione e comunicazione multicanale e coordinata attraverso la nuova campagna di comunicazione per il mercato italiano che avrà come protagonista Neri Marcorè in veste televisiva, radiofonica e social. La Regione continuerà a sostenere eventi di sistema (Marche in blu, Marche arancioni in piazza, Marche Endurance Lifestyle, grandi eventi della Cultura, grandi fiere del gusto); un focus sulle azioni dirette al turista, ovvero il cliente finale attraverso i social media, web marketing, destination blog, attività promozionali rivolte al consumatore; il potenziamento del centro catalizzatore rappresentato dal sito web turistico istituzionale e dal canale web in generale, con l’apertura di nuovi siti in lingua; il rafforzamento del Contact Center e l’adozione di nuove apps multilingue interoperabili con il sistema informativo del turismo e

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della cultura che è alla base del buon funzionamento dei p o r t a l i w w w. t u r i s m o . m a r c h e . i t , www.musei.marche.it e www.beniculturali.marche.it. LA SCHEDA: OBIETTIVI 2014 IN PILLOLE · mirare ad un forte posizionamento nazionale e internazionale, sviluppando una definita identità di destinazione attraverso un messaggio unico e la promozione integrata attraverso il coordinamento degli “eventi di sistema”, eventi di livello nazionale del settore enogastronomico, della cultura e dello sport; · intraprendere azioni di sostegno al brand che valorizzino la presenza online della destinazione, popolando i social media, sviluppando sempre di più una strategia specifica sui social media verso i mercati target, con particolare riferimento ai nativi digitali e attuando politiche di costante miglioramento del posizionamento e dei contenuti del sito turistico istituzionale (piattaforma DMS); · orientare la promozione della destinazione segmentata per cluster verso il cliente finale. L’orientamento al mercato rappresenterà quindi un’attrattività permanente che la Regione Marche realizzerà in maniera costante nel tempo; · insieme agli attori privati e pubblici del settore realizzare il Piano dei Prodotti Turistici della regione Marche condividere i nuovi prodotti turistici e consolidare quelli esistenti, in particolare stimolando una reingegnerizzazione dei prodotti-destinazione maturi (mare); · supportare la strategia dell’Aereoporto di Ancona

Falconara per l’avvio delle nuove tratte di volo favorendo attività promozionali e promocommerciali; · far conoscere le Marche come destinazione turistica di eccellenza e di qualità attraverso l’intensificazione dei rapporti con tour operator, agenzie di viaggi e compagnie aeree per aumentare i canali di vendita organizzati su tutti i mercati di riferimento; · sviluppare le quote del mercato turistico dei paesi europei (area tedesca, anglosassone, scandinava, Fiandre), dell’ Est Europa e extraeuropea (in particolare Stati Uniti, Cina); · coordinare l’immagine complessiva della regione; · favorire il movimento turistico tutto l’anno e la destagionalizzazione sia attraverso la strutturazione di prodotti fruibili in più fasi dell’anno, l’aumento di competività dell’offerta delle aree interne e la creazione di pacchetti e soggiorni legati ad eventi di sistema e territoriali; · supportare la promo commercializzazione e lo sviluppo di contenuti informativi riguardo le proposte turistiche e le offerte degli operatori del territorio, stimolandoli anche a sfruttare maggiormente le potenzialità offerte dai canali di vendita online (OLTA) e il web marketing; · accompagnare e favorire la condivisione della politica turistica regionale, della comunicazione e del web marketing con gli operatori, i responsabili dei Centri IAT e punti IAT delle Marche, i soggetti che lavorano nella cultura, nell’ambiente e nei settori nevralgici per il turismo e la brand reputation delle Marche, attraverso incontri, seminari informativi e formativi.


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LA REG

PER NON DIMENTICARE

Una regione e i suoi cam

Un bellissimo libro di Giuseppe Morgese e Daniel di ENZO CARLI VENEZIA Daniele Duca ha inaugurato presso l’Ikona Gallery di Venezia la mostra fotografica :”Una regione e i suoi campi”, una mostra fotografica sui luoghi di concentramento , internamento e deportazione nelle Marche (1940-1944). Il libro, edito da Ikona Venezia e curato da Giuseppe Morgese e Daniele Duca, con la prefazione di Riccardo Segni e interventi critici di Marco Severini e Enzo Carli è stato poi presentato a Venezia, Museo ebraico, in occasione della giornata della Memoria, il 27 gennaio. “..Perché dovrei essere fuori dai tuoi pensieri e dalla tua mente, solo perché sono fuori dalla tua vista? Non sono lontano, sono dall’altra parte, proprio dietro l’angolo. Rassicurati, va tutto bene. Ritroverai il mio cuore, ne ritroverai la tenerezza purificata. Asciuga le tue lacrime e non piangere, se mi ami: il tuo sorriso è la mia pace. (Herry Scott Holland) Immagini per ricordare Le immagini di Daniele Duca percepiscono la realtà così che si stabilisce, uno sguardo nello spazio e nel tempo delle sue foto-grafie; utilizza il bianco e nero e le tonalità del ricordo, esalta il dettaglio, come ideatore, regista e narratore di una recente e tragica storia, per non dimenticare. Le immagini di Duca sono in realtà corrispondenze per una costruzione metaforica di valore;attribuzioni di senso come incitamento semiotico, come sollecitazione storica, Si traduce in una costruzione di un apparato significante che abbatte la funzione d’uso della rappresentazione, per significati interiori. Lo stessa coscienza quando Duca opera un transfert sull’organico, con l’identica necessità di congelare quello che la fotografia riesce a mantenere, per incernierarne il vissuto, il senso e nello stesso tempo perpetuarne il

ricordo utilizzando nella rappresentazione forme originali e un il piano ripresa che ne evidenzia graficamente i rilievi e i tratti significanti. L’ l’interesse è fortemente subordinato al coinvolgimento emotivo e quindi lo stile, pur asciutto ed essenziale, si sviluppa con una sorta di un’introspezione segreta sul soggetto che ne mette a nudo il forte rapporto personale. Con risultati differenti e con effetti singolari, la sua curiosità l’ha spinto ad indagare sulla materia, agitata dal decise gradazioni timbriche ed infine come se volesse attribuire a questa esperienza, il ruolo di collante e di coesione nel percorso di pungolo visivo. Si affida alla lettura del paesaggio , scarno, implacabile; estrae con le immagini impronte senza età e tratti impercettibili ai quali consegna i resti e le tracce della memoria; elzeviri tipografici, texture e segni, particolari amplificati delle trame e dei percorsi dei luoghi, come corpi inanimati che continuano la testimonianza di un tempo drammatico e di una storia dolorosa, incredibile referenza di questo spazio e di un luogo che ci appartiene e che è attraversato da un flusso cognitivo sensoriale che Daniele Duca interpreta come presa di coscienza della metamorfosi della realtà e che, attraverso la sua stessa ricostruzione, carica il distacco nel ricordo nella poesia dell’esistenza, nelle luci e nelle ombre dell’immagine fotografica. Le aspirazioni ed i bisogni, pur nelle loro differenziazioni, tradotti in immagine, determinano la propria adesione diversi sistemi di riferimento e di significazione. Il mutamento in corso non tiene più conto delle ideologie e soprattutto dei velleitarismi connessi all’implicazione arte/sociale. Semmai si nota un ripristino

di alcuni valori considerati “tradizionali”, un recupero dell’estetica colta . Duca come creativo lavora in questa direzione, disponibile ad esercitare quella che è una delle funzioni principali, la conoscenza, con cui rivendicare la propria centralità del sentimento che dalla concreta rappresentazione prende il pretesto per una rappresentazione simbolica e fantastica, che ricarica di valore il significato anche attraverso l’ elaborazione di allusive forme ed allegorie. L’impianto figurativo tanto è più dettagliato ed essenziale, tanto più si isola dal contesto per prestarsi a nuove interpretazioni che giocano di rimbalzo sulle nuove servitù imposte dai ritmi frenetici della proliferazioni di immagini. L’operazione che avvia il processo di fissazione dell’immagine, coinvolge

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l’operatore in un corto circuito tautologico dove sociale si schiude nelle proprie tragiche certezze. Come ho già avuto occasione di scrivere la fotografia ha la funzione di aiutarci a superare l’angoscia provocata dal fluire del tempo, sia come sostituzione di qualcosa che il tempo annulla, sia registrando le pause della memoria, evocando momenti e situazioni ormai perse che suscitano l’illusione di vincere il potere distruttivo del tempo. Ma è anche percezione e certamente analogia del reale e quindi come succedanea della realtà fornisce il punto sulla visione sociale sulle angosce, e sui mali di questo mondo; come una fotografia a terapeutica, un’ auto-indagine nella consapevolezza della fotografia, come paradosso.


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GIONE

mpi di concentramento

le Duca sui luoghi di deportazione nelle Marche

Non ci confonda questo mutamento stilistico di Duca come fotografo che inquadra a tutto campo, una ripresa pregnante di realismo sociale , fuori dalla sua oggettivazione con un maturo tecnicismo, forma asciutta , tono realistico, descrittivo, attento alla composizione dei particolari e dei particolari della composizione; immagini che trasformano la realtà in emozioni, sensazioni e nella rappresentazione degli spazi, in pentagrammi sospesi della memoria, immagini per ricordare. Fotografare è come scrivere: il paesaggio è pieno di segni, di simboli, di ferite, di cose nascoste. Il segno chiarisce alcune cose mentre per altre rimane una macchia. Ci troviamo ognuno di fianco all’altro a osservare queste immagini ma non possiamo cancellare le differenze;la

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nostra vibrazione è coerente, selettiva, determinata. Non chiediamoci di rinnegare, non chiediamoci di far finta di niente; lo sguardo ci richiede verità e il dovere di cambiare questa realtà. Microcosmi informali, paesaggi desolati e sospetti, lampade come steli che trasudano da una superficie smussata e misteriosa,statue premonitrici e porte sbarrate, portoni preclusi, rocche severe, case e ville abbandonate o solo tracce di quello che è stato, impiantiti, anamnesi di opifici, mura oblunghe, paesaggi farseschi, teatrini del ricordo, cementifici dell’anima, capriate fatiscenti, officine della tragedia;su tutto il filo spinato del reticolato che svetta e taglia il cielo, plumbeo minaccioso , testimone dell’incredibile.


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MAZIONE OPPIA

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LA PROVINCIA DI ANCONA

L’ASSICURAZIONE

Il nuovo Inrca ad Ancona Sud Mezzolani sullo stop all’appalto “Risolte le questioni tecniche Ora riprende l’iter per realizzare l’importante struttura sanitaria” ANCONA “La decisione del Consiglio di Stato ha riguardato una valutazione tecnica della procedura di appalto. Si tratta di un pronunciamento che, a questo punto, sblocca una situazione in stallo e che consente di riprendere velocemente l’iter per la realizzazione del nuovo Inrca ad Ancona Sud che ospiterà anche la sede di Italia Longeva e che, come Regione, vogliamo portare a termine nel più breve tempo possibile”. Lo afferma l’assessore regionale alla Salute, Almerino Mezzolani, intervenendo in merito alla

sentenza del Consiglio di Stato che ha accolto il ricorso della ditta seconda nella graduatoria di aggiudicazione. “Ora la commissione di gara tornerà a riunirsi per ricalcolare i punteggi e dare esecuzione alla sentenza – continua l’assessore – Come Regione abbiamo tutto l’interesse a realizzare una struttura sicura e a un costo congruo. Quindi ci adegueremo alle indicazioni del Consiglio di Stato che hanno riguardato la valutazione del miglioramento sismico del progetto. Non sono state

toccate altre questioni, per cui sarà possibile procedere rapidamente per concludere l’assegnazione della gara e scongiurare un ulteriore prolungamento dei tempi di avvio dei cantieri”. La ditta ricorrente aveva contestato che l’offerta tecnica dell’aggiudicataria fosse migliorativa rispetto al progetto a base di gara, come previsto dal bando. Il Tar delle Marche aveva respinto il ricorso. La decisione era stata impugnata dalla ditta ricorrente al Consiglio di Stato che aveva sospeso l’esecuzione del contratto con l’aggiudicataria e

disposto una consulenza tecnica. L’istruttoria è durata un anno. “Il Consiglio di Stato, pur affermando che il progetto dell’aggiudicataria era conforme alla normativa sismica vigente e realizzabile a costi contenuti – spiega Mezzolani – ne ha negato la natura migliorativa e riballato l’esito del giudizio di primo grado. Ora tutta l’istruttoria riprenderà velocemente il suo percorso per recuperare il tempo perduto”. -----------------Nella foto: l’assessore regionale alla Salute Almerino Mezzolani

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TRASPORTI

L’Interporto Marche di Jesi è ormai diventato un nodo intermodale fondamentale per il Centro Italia JESI Cresce la valenza di Interporto Marche quale nodo intermodale di riferimento per il Centro Italia. I nfatti, in base alle decisioni del Parlamento Europeo, l'Interporto delle Marche è parte del Core Network Comunitario ed è stato individuato come "Rail-Road Terminal (RRT)", ovvero nodo nel quale è previsto lo

scambio modale tra “gomma” e ferro”, con vocazione allo sviluppo dell’intermodalità. Il provvedimento consente il collegamento delle Marche con il Corridoio Helsinki-La Valletta tramite la linea ferroviaria Bologna-Ancona. “Si tratta – ha detto il presidente Roberto Pesaresi di un importante riconoscimento che avvalora

la strategicità dell'infrastruttura che va aldilà dei confini regionali in una rete di 14 terminal italiani di cui dodici situati in interporti, dei quali i più prossimi sono: Bologna a nord, Pomezia a ovest, Bari a sud.” Queste decisioni impattano sulla programmazione comunitaria in materia di trasporti fino al 2050 con la

possibilità di accedere a cofinanziamenti europei fino dal 2014. “Il prestigioso riconoscimento – ha concluso Pesaresi - è frutto del lavoro di relazioni istituzionali, competenza tecnica ed attività operativa.” ------------------Nella foto: il presidente di Interporto Marche di Jesi Roberto Pesaresi

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PRODUZIONI

E’ nato ad Ancona Marche Teatro Si presenta come un innovativo polo produttivo culturale regionale ANCONA Presentazione ufficiale a Palazzo del Popolo per Marche Teatro, polo produttivo culturale regionale. Ne fanno parte Fondazione Teatro delle Muse, Fondazione Città del Teatro e Inteatro mentre la cooperativa del Teatro del Canguro è legata ad essa da un accordo formale. Presidente della società consortile, il cui statuto è stato già sottoscritto dagli aderenti, è l’avvocato Gabriella Nicolini supportata in consiglio di amministrazione da Daniele Carnevali (vice presidente Inteatro e vice sindaco di Polverigi), Guido Bucci, commissario straordinario di Città del Teatro, Franco Petrucci (vice presidente della Fondazione Teatro delle Muse e rappresentante dell’associazione palchettisti), Paolo Marasca per il Comune di Ancona. “Questa realtà mette insieme non in modo casuale ma con un preciso piano industriale di integrazione – ha spiegato il sindaco Valeria Mancinelli – soggetti con esperienze consolidate già presenti nel nostro territorio che in questo modo possono diminuire i costi di gestione e produrre cultura a costi sostenibili. Questa operazione permette l’abbattimento dei costi del 25% con un risparmio annuo di più di un milione di euro. Abbiamo fatto tesoro delle esperienze passate e, abbandonando ogni localismo, scelto di mettere in campo una forte sinergia adeguata alla sfida della contemporaneità. Nostro obiettivo è anche costruire con realtà vicine relazioni di mutuo interesse partendo dall’esistente che è di grande qualità. Questo progetto – ha concluso il sindaco Mancinelli - del tutto innovativo e primo in Italia, che supera i

campanilismi, ha ottenuto il plauso del Ministero per i beni culturali, tant’è che non è escluso che lo stesso ministro possa essere in primavera ad Ancona anche per questo motivo”. I componenti del CdA di Marche Teatro ricopriranno il loro incarico a titolo gratuito. Dopo l’approvazione in Consiglio Comunale, Marche Teatro – formalmente una società consortile – inizia un percorso teso alla valorizzazione dello spettacolo dal vivo, alla qualità delle produzioni e alla loro diffusione in Italia e fuori dei confini nazionali. Questo sarà possibile grazie all’integrazione operativa fra soggetti riconosciuti dal Ministero per i beni e le attività culturali a vario titolo che, per

anni, sono stati penalizzati da una frammentazione oggi non più sostenibile: la Fondazione Città del Teatro, la Fondazione Teatro delle Muse, Inteatro e il Teatro del Canguro. Si tratta di un passo fondamentale che ha come obiettivi finali un rapporto sempre più vivo e diversificato fra il teatro e la città da un lato e l’apertura ad esperienza extraterritoriali dall’altro. Cos’è Marche Teatro Marche Teatro è il nome della nuova società consortile che si è costituita con sede presso il Comune di Ancona per consentire una nuova ed efficace attività di gestione dell’attività teatrale, della attività di produzione teatrale e per conseguire altri e svariati obiettivi.

La società, con capitale sociale di 30.000,00 euro, sarà amministrata da un Consiglio di amministrazione composto da Comune di Ancona, Fondazione Le città del Teatro, Fondazione Teatro delle Muse e associazione Inteatro per un totale di 5 componenti (il Comune ne esprimerà due). Nello Statuto vengono identificate la attività di competenza della nuova realtà che in sintesi sono: contribuire alla diffusione della cultura teatrale e dello spettacolo favorendo così la formazione culturale e sociale della collettività: sostenere e diffondere i valori del teatro nazionale d’arte e tradizione con progetti di produzione, ricerca, perfezionamento professionale, promozione, ospitalità ecc; diffondere e

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promuovere la conoscenza dei nuovi aspetti e specialmente dei nuovi linguaggi del teatro; svolgere attività di promozione teatrale con carattere stabile e continuativo e curare la distribuzione dei propri allestimenti sul territorio regionale, nazionale ed estero; favorire la qualità artistica e il costante rinnovamento dell’offerta teatrale italiana, promuovendo l’innovazione, l’utilizzo di nuove tecnologie, la sperimentazione di nuove tecniche e nuovi stili, nuovi linguaggi teatrali con particolare attenzione alla contemporaneità; sostenere la diffusione internazionale del teatro italiano anche mediante iniziative di coproduzione e ospitalità in

collaborazione con qualificati organismi esteri; mantenere contatti permanenti con soggetti teatrali italiani e stranieri sviluppando attività di rete; assumere la gestione diretta e la disponibilità esclusiva di spazi nel territorio regionale su cui programmare le proprie produzioni e gli spettacoli prodotti di riconosciuto valore; ampliare le potenzialità del mercato teatrale; promuovere progetti di informazione, formazione del pubblico; sostenere la formazione e tutelare la professionalità; promuovere e sostenere altre manifestazioni, incontri e festival; perseguire una attività che conduca al più ampio coinvolgimento di tutti i Comuni e le Province e della Regione Marche.


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L’OPPORTUNITA’

Il Touring Hotel di Falconara abbraccia lo sport Incontro con amministratori e vertici marchigiani del Coni FALCONARA Il Touring Hotel Falconara abbraccia lo sport. “Non male come titolo. Credetemi amici – afferma Tarcisio Pacetti del Gruppo Amici per lo Sport - mi sono divertito; sono stato proprio bene in una serata senza dover parlare (mia moglie neanche me lo avrebbe permesso .… forse) e mi sono divertito ad ascoltare, osservare e valutare la felicità che usciva da tutti i pori di Antonella, Leopoldo e Paolo Lucconi: famiglia proprietaria del Touring Hotel in compagnia del proprio commercialista Ennio Molinelli e signora. Spesso la “comunicazione non verbale” è molto più esplicita di quella verbale. Il tema della serata sembrava scritto sui piatti e sui tovaglioli: Touring Hotel crede nello sport”. Presenti i vertici dello sport marchigiano: Fabio Sturani (Presidente CONI Marche e

membro della Giunta del CONI Nazionale) con la signora Pia, il vice presidente vicario Germano Peschini con la signora Maria, il delegato Coni della provincia di Ancona Fabio Luna, la direttrice della Scuola Regionale dello Sport del Coni Marche Teresa D’Angelo con il marito avv. Domenico D’Alessio (Mimmo, per gli amici, ha ritardato di un giorno la partenza per il Belgio –riunione dei legali FIVB- per passare una serata con propri amici), i due esponenti del G.A.S. Gruppo AMICI per lo SPORT Mauro Talleri e Tarcisio Pacetti con la Signora Isa unitamente al vice sindaco di Falconara e assessore allo Sport Clemente Rossi e signora Lucilla e, logicamente, il primo cittadino di Falconara, il sindaco Goffredo Brandoni. Unico assente giustificato (di recente ha subito un intervento chirurgico alla

spalla) il presidente del C.I.P. – Comitato Italiano Paralimpico Marche Luca Savoiardi che comunque ha promesso di passare appena ristabilitosi per confrontarsi con la proprietà su tematiche concernenti il mondo diversamente abile. La signora Lucconi ha fatto gli onori di casa accompagnando gli invitati in visita agli alloggi, salette, saloni e tutta la ricettività Touring mostrando, come avrebbe fatto ogni azienda che si rispetti, la degna capacità nell’offrire un’ottima accoglienza a delegazioni, atleti sia olimpici che paralimpici, per meeting e quanto altro necessario per ogni tipologia di incontri con tanto di lavagne, videoproiettori, internet point/ wireless e, soprattutto, la riconosciuta competente e qualificata tipologia di servizio capace di soddisfare il cliente singolo, la famiglia e lo sportivo, le squadre di passaggio o in sosta prolungata. “Volete proprio sapere tutto? Bene – afferma Tarcisio Pacetti - allora vi dico che è stato un ottimo incontro conviviale (espressone generale condivisa) tanto che tutti hanno mostrato un vero e spontaneo apprezzamento verso le specialità culinarie alzando il pollice verso l’alto all’indirizzo del ristorante ospitante “Le POESIE di JUSTINE” e la serata si è conclusa con una “stretta di mano” e un semplice ciao da interpretare come ...... “fate, organizzate manifestazioni sportive, il Touring vi accoglie”.

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AMBIENTE

Il Centro del Riuso di Falconara festeggia il primo anno Astolfi: “Bilancio soddisfacente” FALCONARA “Il centro del Riuso del Comune di Falconara compie un anno – afferma l’assessore all’Ambiente Matteo Astolf - e l’attività svolta è stata pienamente soddisfacente. Un gran numero di cittadini si sono affacciati alle porte del centro in Via della Tecnica per portare e/o ritirare oggetti non più utilizzati ma non ancora pronti per la discarica. Mi auguro che l’attività possa aumentare nei prossimi mesi”. Riuso è una parola ricca di contenuti, significa usare di nuovo degli oggetti che a qualcuno non servono più dando loro una nuova opportunità di vita. Spesso non ci rendiamo conto di mandare in discarica o all’isola ecologica cose ancora valide, per il semplice motivo che non ci servono più oppure perché ci siamo stancati di averle, mentre potrebbero essere ancora in buono stato ed essere ancora utilizzate, magari da qualcun altro. Un’indagine svolta in alcune città italiane ha rilevato che i 118 kg di rifiuti solidi procapite prodotti in un anno in verità non sono tutti rifiuti da smaltire, ovvero significa che spesso si è deciso di eliminare oggetti che in realtà sono perfetti e ancora utilizzabili, ma che inviati in

discarica diventeranno sprechi inutili e dannosi per l’ambiente. Il sottrarre materiale alla discarica è quanto mai opportuno. In una catena di comportamenti virtuosi il RIUSO si pone al vertice della piramide come sistema principale per fare del bene all’ambiente e contemporaneamente alle nostre tasche. Per tutti questi motivi

l’amministrazione comunale di Falconara Marittima il 24 gennaio del 2013 ha inaugurato il CENTRO del RIUSO nel suo territorio, in via della Tecnica, aperto tutti i giovedì dalle ore 14,30 alle 17,30. La gestione è stata affidata al CEA (Centro di Educazione Ambientale). Dopo un anno di apertura si possono vedere con grande soddisfazione i primi risultati, circa cinquecento persone

hanno usufruito di questo servizio, con uno scambio di oggetti notevole. La finalità principale del Centro del Riuso è ridurre la quantità dei rifiuti prodotti da avviare a trattamento/ smaltimento, favorendo il prolungamento della vita dei beni che possono ancora essere funzionali. Nel Centro sono accettati tutti i beni di consumo ancora in buono stato e funzionanti che possono essere

efficacemente utilizzati per gli usi, gli scopi e le finalità originarie, oltre il primo utilizzatore. Ricordiamo quali materiali si possono portare al Centro del Riuso: * elettrodomestici: ferri da stiro, aspirapolvere, phon, lampade e lampadari, rasoi, macchine fotografiche, ventilatori, telefoni, radio, tv ... * cose della cucina: piatti, tegami, posate, vasi ... * oggettistica: orologi,

soprammobili, quadri, bomboniere ... * vestiario: (adulti, bambini) abiti , giacche, maglioni , scarpe, borse ... * mobilio: tavoli, sedie, armadi, tavolini, mobiletti pensili ... * biancheria: tende, centri, asciugamani, lenzuola, cuscini, tovaglie ... * biciclette: bimbo, adulto, tricicli articoli sportivi: racchette, cyclette, giochi d'aria .. * cartoleria: libri, cartoline, giochi di società, album, figurine, stampe ... * elettronica: computer, stampanti,fax, telefonini ... * giocattoli: per tutte le età ... Al Centro possono essere consegnati e presi GRATUITAMENTE oggetti solo dai residenti del comune di Falconara Marittima, tutti i giovedì dalle 14.30 alle 17.30. Rimane comunque nella piena facoltà del Custode l’accettazione o non accettazione degli oggetti. IL RIUSO è una concreta azione di prevenzione della riduzione dei rifiuti, in quanto attraverso il riutilizzo di un prodotto e quindi l’estensione del suo ciclo di vita fa si che non prenderà la strada dello smaltimento. Invitiamo tutti i cittadini di Falconara Marittima a visitare il centro del Riuso per conoscere una modalità virtuosa per fare bene al nostro ambiente

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LA PROVINCIA DI ANCONA

L’INIZIATIVA

“Sorsi diversi”, reading di poesia Haiku a cura di Amneris Ulderigi nella suggestiva atmosfera della Cantina Garofoli di Castelfidardo

di VINCENZO PREDILETTO CASTELFIDARDO Nella suggestiva atmosfera della bellissima Cantina dello stabilimento Garofoli di Villa Musone si è tenuto l’originale reading di poesia HAIKU “SORSI DIVERSI” su idea e realizzazione di Amneris Ulderigi. L’evento perfettamente organizzato dalla bravissima performer culturale recanatese, in collaborazione con la simpatica e deliziosa padrona di casa Caterina Garofoli e la gentile mamma,di Roberto Pierini e del Fotocineclub Recanati nonché di Fotonica light per gli effetti scenografici LED, è stato suddiviso- in effetti, per motivi di spazio e fruibilità- in due momenti e luoghi differenti, arricchito da un vernissage di splendide fotografie accostate insieme ai versi delle poesie Haiku su una ventina di grandi botti ed inframezzato da un magico ed intimo concerto di suoni armonici prodotto a lume di candela da Susanna Ricci. Di fronte al numeroso ed

attento pubblico concentratosi a fianco dei due ordini di botti negli stretti corridoi dell’enorme cantina, la bravissima Amneris- già apprezzata da diversi anni in qualità di ottima lettrice del Gruppo Amici della Poesia e presentatrice di incontri con scrittori e poetesse nella Sala “Cecchetti” della Biblioteca “Zavatti” di Civitanova Marche- nella 1^ parte della serata ha deliziato tutti i presenti,amici e non, interpretando con voce calda e lo stile personale che la contraddistingue una quindicina di frammenti liricihaiku- genere poetico appartenente alla letteratura orientale giapponese. Subito dopo, ha lasciato modo e tempo ad una parte del pubblico di leggere ed ammirare da vicino appese o attaccate delicatamente alle botti le composizioni poetiche con vari addobbi floreali e gli scatti fotografici d’autore realizzati per l’occasione. Alle ore 22, mentre almeno 150 persone si disponevano in piedi,

alcune sedute ed altre accovacciate per terra nell’ampio salone di fronte agli uffici ed alla scala d’ingresso dello stabilimento, prendeva il via la 2^ parte dell’evento con la lettura espressiva- da parte di Amneris- di alcuni haiku e con un’essenziale analisi sulla funzione evocativa e sulle caratteristiche di questo genere poetico diffusissimo in Giappone e che si sta gradualmente diffondendo anche nel mondo occidentale: le stagioni con i connessi fenomeni naturali, la dimensione meditativa legata alla filosofia Zen,l’essenzializzazione espressiva al massimo senza l’uso del verbo, lo schema metrico di 17 sillabe in tre versi (5-7-5, non sempre rispettato, a dire il vero) con una struttura semplice che mira all’ascesi spirituale del poeta ed al coinvolgimento emotivo del lettore. Poi,a luci spente, con la sala magicamente rischiarata dai lumini posti dentro alcuni vasi e contenitori che fungevano da strumenti a percussioni, Susanna Ricci muovendosi a passi felpati con grazia da danzatrice e sfiorando o colpendo lievemente i suoi strumenti dava il là al suo pregevole concerto, incantando il pubblico grazie ai particolari e vibranti effetti sonori. Dopo gli applausi convinti e meritati all’artista ed all’ideatrice della serata speciale, la stessa Amneris ha riunito accanto a lei tutti gli autori della mostra fotografica (Antonio Baleani, Carlo Lovesio, Daniele Cinciripini, Ernesto Scarponi,

Franco Cingolani, Franco Giuggioloni, Giancarla Lorenzini, Massimo Marchini, Raffaele Velardocchia, Roberto Pierini, Ronaldo Domenella) e Michela Galeazzi per le suggestioni pittoriche esposte in sala,per ricevere anch’essi il plauso del pubblico e consentire alcune foto di gruppo. Quindi,

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prima d’invitare i presenti a degustare un sorso di spumante, Caterina Garofoli e la mamma hanno ringraziato i protagonisti della serata, in particolare Amneris Ulderigi- brillante factotum dell’evento- mettendosi dopo il brindisi a disposizione di coloro che avessero gradito una visita guidata sia della

suggestiva cantina sia dell’ intero stabilimento. Chi volesse ritornare o chi non è ancora andato a Villa Musone, potrà visionare l’esposizione degli haiku e la mostra fotografica per tutto il mese di febbraio presso la Casa Vinicola Garofoli, via Carlo Marx 123, a Villa Musone- Castelfidardo.


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L’INIZIATIVA

All’Istituto Panzini di Senigallia quattro corsi dedicati all’olio di qualità promossi dall’Ampo SENIGALLIA L’Istituto Alberghiero di Stato ‘Alfredo Panzini’ di Senigallia ospiterà nei pomeriggi del 4, 5, 6 e 7 febbraio quattro distinti corsi didattici dedicati all’olio di qualità e promossi dall’Ampo, Associazione Marchigiana Produttori Olivicoli, in collaborazione con Olea Organizzazione Laboratorio degli Esperti Assaggiatori. Proprio tra martedì e venerdì 7 avranno infatti luogo appositi cicli formativi di introduzione alla conoscenza ed all’assaggio dell’olio d’oliva extravergine. Ciascun corso avrà la durata di quattro ore, dalle 14 alle 18, e sarà riservato ai produttori di olio ma anche al grande pubblico e ai consumatori. Iscrizione e frequenza saranno gratuite. Gli argomenti percorso corsistico comprenderanno cenni di olivicoltura (coltivazione, raccolta e conservazione delle olive), tecnologie di estrazione dell’olio, definizione e

denominazione degli oli, cenni di legislazione e normativa in materia di olivicoltura, criteri da seguire nell’acquisto dell’olio, oltre ad appositi stages sul rapporto fra l’olio e la salute e sull’uso dell’olio nella cucina e nella gastronomia. Una parte della attività promossa dall’Ampo, alla cui presidenza è attualmente Dino Minardi, sarà poi dedicata alle tecniche dell’assaggio dell’olio. In questa sezione saranno ricompresi l’analisi sensoriale, il riconoscimento delle note aromatiche e dei difetti di base dell’olio, oltre a prove pratiche di assaggio su campioni di olio di produzione nazionale e locale (info 071.82774, mob. 335.1224430, ovvero ampo@copagrimarche.it). L’esperienza senigalliese di inquadra in un ciclo di appuntamenti gestito da Ampo e Olea che toccherà tra febbraio e marzo anche San Benedetto del Tronto, Arcevia, Piobbico e Jesi.

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IL RICORDO

C’è anche uno spaccato di storia da non dimenticare ne “La strada di Sarah” del corinaldese Luca Capotondi

di ILARIO TAUS CORINALDO Momenti di puro spettacolo misti a crude immagini di un preciso trancio di storia, vale a dire lo sconvolgente periodo dei campi di concentramento durante la Seconda Guerra Mondiale. Tutto questo, e molto di più, si è rivelato essere “La strada di Sarah”, scritto e diretto dal corinaldese Luca Capotondi, in scena in occasione della Giornata della Memoria al teatro “Goldoni”. Quello che più è saltato agli occhi consiste nel fatto che la serata, grazie in particolare

alle immagini eloquenti e talvolta agghiaccianti e alla bravura delle interpreti (Francesca Airaudo e Giorgia Penzo, accompagnate da Ximena Alexandria Iaime al violino e da Yashue Hokimoto al pianofrote), difficilmente verrà dimenticata dal pubblico presente in sala. Dopotutto, è proprio questa l’ accezione autentica del giorno della memoria: non dimenticare le infamie di cui parte dell’umanità si è macchiata. A imprimerlo ancora con più vigore negli animi dei presenti, prima

dell’inizio della rappresentazione sono saliti sul palco il vicesindaco Rosanna Porfiri e il sindaco Matteo Principi. “E’ possibile solamente in parte – ha commentato al riguardo Porfiri – realizzare il dolore che le vittime dell’Olocausto hanno dovuto subire. A riprova di ciò, è sufficiente un singolo episodio avvenuto ad Auschwitz: sopra un mattone, tramite un chiodo, vi erano incise le seguenti parole. “chissà se il mondo saprà mai della mia esperienza?”. Ho provato sul campo,

letteralmente, i brividi di terrore che mi ha comunicato una simile frase. Non dimenticare è pressoché obbligatorio ma, al contempo, è necessario pure comprendere le motivazioni di una simile tragedia”. Dopo l’intervento del primo cittadino, soddisfatto e commosso per la partecipazione dei suoi concittadini, lo spettacolo ha avuto inizio. E, quanto già citato, è stata raccontata lì esperienza di Sarah che, grazie alla sua notevole capacità di suonare il violino, riesce a sopravvivere ad

Auschwitz e a far ritorno in Polonia, sua terra di origine (ci vive la nonna). Durante il suo percorso, la protagonista si pone inevitabili domande, come ad esempio si sia potuta verificare una simile tragedia. Rimuginando, al contempo, sulla indifferenza e sul silenzio delle istituzioni, colpevoli anch’esse, con le dovute proporzioni. Una rappresentazione che lascia il segno, sicuramente, e che verrà replicata pure per gli alunni delle seconde e terze classi delle medie superiori. Che potranno

assistere, domenica 9 febbraio, anche alla mostra itinerante “L’infanzia rubata”, istituita dall’Associazione “I Figli della Shoah” e, quindi, al film del celebre regista Louis Malle “Arrivederci ragazzi”, ispirato da un ricordo di scuola dello stesso regista francese e incentrato sempre sui campi di sterminio. Tutte ottime iniziative, in definitiva, perché il mondo non dimentichi. ----------------------Nelle foto: il sindaco di Corinaldo Matteo Principi insieme a Luca Capotondi ed un momento dello spettacolo

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IL CONVEGNO

Continuo impegno per migliorare la vita cittadina: Corinaldo vuole essere un’eccellenza tra i Comuni virtuosi italiani

CORINALDO Il Comune di Corinaldo, recentemente entrato a far parte dell’associazione nazionale dei Comuni, ha organizzato un importante e significativo momento di incontro e confronto, opportunamente denominato “Percorsi virtuosi”, proprio sulle peculiarità e finalità dell’associazione. La serata ha avuto luogo presso la sala di rappresentanza della Civica Residenza. Unitamente agli amministratori locali, hanno partecipato personalità, tecnici e comuni cittadini, evidentemente coinvolti a qualche titolo e comunque interessati alle cosiddette buone pratiche che una amministrazione comunale dovrebbe sempre attuare e in virtù delle quali è possibile accedere alla prestigiosa associazione nazionale. Presenti fra gli altri: Gianluca Fioretti, sindaco di Monsano e presidente dell’Associazione “Comuni

Virtuosi”, Marco Boschini, scrittore (il suo libro “Nessuno lo farà al posto tuo” offre una lucida analisi sull’argomento in questione) e coordinatore della medesima associazione, Andrea Ceccarelli, copresidente di Rees (Rete di Economia Etica e Solidale) Marche, Giovanni Spinotti della Pierpaoli Srl e l’assessore Mauro Montesi, in questa occasione referente della Loccioni Srl, hanno calamitato l’attenzione dei presenti soffermandosi su argomenti delicati e quanto mai attuali: gestione del territorio, impronta ecologica della macchina comunale, rifiuti, mobilità, nuovi stili di vita, che poi, a ben guardare, consistono i punti cardine dell’Associazione “Comuni Virtuosi”. Originatasi, lo ricordiamo, nel 2005 grazie alla iniziativa e alla collaborazione di quattro Comuni: Monsano (in provincia di Ancona), Colorno

(in provincia di Parma), Vazzano Ligure (in provincia di La Spezia) e Melpignano (in provincia di Lecce). La serata è stata coordinata da Laura Campolucci e introdotta dal sindaco Matteo Principi, mediatore degli interventi. “Solo grazie a specifiche peculiarità come gentilezza, onestà, trasparenza e curiosità – ha commentato al riguardo Boschini – è possibile modificarne altre molto peggiori, come pigrizia, disinteresse e indifferenza. Ma attenzione: non si deve ricercare il salvatore della patria e investirlo di cariche che non gli competono, perché non esistono simili persone. Esistono, invece, amministratori volenterosi e propositivi che, e questo è fondamentale in tempi di crisi, ricominciano a fare politica in modo sano e costruttivo”. Ognuno, ha proseguito Boschini prendendo spunto dal suo libro, deve essere “sindaco di se stesso: un modo

conveniente per non scadere nella mala politica”. “I cittadini devono dunque tornare a fidarsi di chi fa politica” ha aggiunto successivamente la coordinatrice Campolucci, passando quindi la parola a Fioretti: “Durante i dieci anni da che è nata l’Associazione si è venuta a creare una rete a diffusione capillare, a disposizione di tutti, in cui rintracciare numerosi progetti all’insegna del virtuoso. A questo proposito, mi preme evidenziare che Corinaldo, grazie ai progetti presentati, si è guadagnato ampiamente l’adesione al sito (nelle Marche sono sette i Comuni Virtuosi, in tutta Italia 75), attivando iniziative inerenti alle cinque linee guida”. La successiva puntualizzazione di Fioretti riguardo ad una gestione corretta dei rifiuti non è certo sorta a caso. Sempre i rifiuti, nello specifico la raccolta differenziata, hanno riguardato l’intervento di

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Ceccarelli. “Tra le tante attività che si sono originate in questi anni (Ceccarelli, va ricordato, è pure presidente di Gerico, società cooperativa sociale) – ha ricordato ai presenti – c’è pure quella che riguarda la nascita di “Emporio E”, un progetto per modificare radicalmente stili di vita. In tale direzione, principalmente abbiamo rivolto la nostra attenzione alle scuole cui, generalmente, proponiamo la raccolta differenziata e “Altra Economia”. Il nostro interesse principale, ad ogni modo, consiste nel far crescere il territorio. Come? Grazie a cooperazione sociale, filiera corta, biologico e sociale. Tutti modi operandi che presentano notevoli vantaggi (un esempio su tutti, la filiera degli ortaggi: dove i campi non sono destinati a monoculture, si possono coltivare altre varietà di ortaggi, recuperando talvolta qualità autoctone)”. Gli

esempi di Spinozzi, imprenditore chimico senigalliese la cui azienda si è convertita al biologcio, e di Loccioni, illustrata da Montesi, hanno chiuso la serata. “Mi sono sempre dedicato sia al sociale sia alla azienda di famiglia, attiva da tre generazioni – ha spiegato Spinozzi –. La svolta, vale a dire unire entrambe le peculiarità, mi è derivata dal fatto di realizzare un detersivo biologico. Di fatto, siamo diventati produttori del primo detersivo europeo equosolidale”. “”Nel tempo – ha concluso la serie di relazioni Montesi – nel modus operandi della “Loccioni” si è venuta a creare la “Leaf community”, vale a dire la prima comunità c o m p l e t a m e n t e ecosostenibile in Italia. Un sistema di produzione all’insegna del pulito, che consente tra l’altro un notevole risparmio in tal senso, oltre che diminuire l’inquinamento”.


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L’INCONTRO

La cucina arancione, un bel testo di Lorenzo Spurio presentato da Luca Rachetta di VINCENZO PREDILETTO SENIGALLIA Luca Rachetta, insegnante di materie letterarie e valente scrittore senigalliese, nella Sala Mediateca della Biblioteca Comunale Antonelliana, ha relazionato sull’ultima fatica letteraria di Lorenzo Spurio, “La cucina arancione”, opera narrativa per la Collana Oltremare edita recentemente dalle e d i z i o n i T R A C C E P E R L A M E TA . Rachetta, naturalmente, prima di addentrarsi nella disamina del testo, ha presentato al pubblico presente con i soliti appassionati lettori e frequentatori gli ospiti al suo fianco, la scrittrice Cinzia Piccoli (già da lui presentata nella stessa sala nella scorsa primavera con la 1^ opera “Come Bovary”), il giovane scrittore jesino Lorenzo Spurio nato nel 1985, l’attore teatrale Mauro Pierfederici e la poetessa dialettale Maria Giannetta Grizi, appena arrivata da Rosora, peraltro ex maestra elementare dello stesso Lorenzo. Il relatore e critico letterario , avendo ben esaminato e letto il testo, afferma che si tratta di una raccolta di 24 racconti scritti negli ultimi anni, di cui alcuni oggetto di lettura in vari concorsi letterari con ottimi apprezzamenti di critica e valutazioni positive delle giurie nei confronti del poliedrico narratore, poeta,saggista e scrittore jesino. Tali racconti

affrontano e sviluppano sottolinea Rachetta- temi d’attualità nella società odierna, immersa in una realtà mutata rispetto al passato, in un’epoca di continue e problematiche trasformazioni a cui bisogna adattarsi,prendendo adeguate contromisure secondo alcuni valori-guida necessari per trovare un adeguato equilibrio; viene così delineato lo “scetticismo” dello scrittore. La sua si può definire una scrittura sincera, liberamente scelta,onesta, che non nasconde nè concede alibi ad una società corrotta e corruttrice. Si avverte in ogni racconto un’ispirazione onnivora con un’attenzione curiosa nei riguardi della scienza e della psicologia, nonché un retroterra culturale di

estrazione anglosassone. Il collante della silloge è rappresentato dallo stile che si avvale piuttosto del ritmo, con una sintassi semplice,essenziale, che tende al parlato, frutto di analisi ed osservazioni maturate dalla lettura di alcuni maestri- scrittori anglosassoni che l’hanno certamente ispirato. Lo scrittore interviene dall’alto per indirizzare con un artificio la scrittura e la lingua al ritmo veloce ai fini di una gradevole fruizione, con un testo focalizzato su personaggi al limite della follia e della depressione (vedi,per es.,”La casa sul mare” e “Fra quattrocento anni”), riconducibili ad un ambito della realtà che pare a noi lontana (malattie,devianze pericolose nell’esistenza

quotidiana d’oggi,perlopiù singola,egoista,individuale, casi patologici e figure “borderline” quasi al margine). Tuttavia,si tende a toccare le coscienze partendo dalla normalità di fatti quotidiani,suonando un campanello d’allarme in situazioni di pericolo incombente. Alla fine interviene e prevale il libero arbitrio di ognuno,sostenuto da una buona educazione,da una famiglia e da istituzioni serie ed attente per porre al riparo da pericoli e rischi gravi il senso della dignità umana e della collettività. Dopo la relazione di Luca Rachetta, Mauro Pierfederici porge al pubblico di volta in volta la lettura di tre brani tratti dai racconti “L’ordigno inesploso”, “Questioni di uguaglianza” e “Il muro

scrostato”con la consueta bravura interpretativa, inframezzandoli tra gli interventi della scrittrice Cinzia Piccoli (la quale anticipa la prossima pubblicazione della sua 2^ opera di narrativa,”La vecchia”) e della poetessa dialettale Maria Giannetta Grizi ( autrice nel 2012 della silloge poetica “ ‘N ballo de cielo e de tera”) che rivolgono convinti apprezzamenti sull’opera di Spurio e tra le risposte dell’autore alle domande di Rachetta sui molteplici impegni come organizzatore di eventi culturali( Spurio è direttore della Rivista letteraria on line “Euterpe” nonché fondatore con due soci dell’Associazione culturale “TraccePerLaMeta”) e sui progetti futuri. Pertanto, sulla

base di quanto affermato prima da Rachetta e ribadito poi sia da Spurio che dalle due gentili ospiti, ritengo che questi brevi racconti rivelino il pungolo e l’intento dell’autore- tramite la letteratura- di fare “denuncia” di alcune importanti problematiche sociali. Sono, in sostanza, degli spaccati di vita apparentemente normale, descritti con acume, leggerezza ed un pizzico voluto di morale, che lasciano al lettore qualcosa dentro il pensiero e la coscienza individuali. Dopo l’interessante dibattito col pubblico che ha applaudito a lungo i protagonisti dell’evento, l’autore si è intrattenuto con coloro che hanno acquistato al tavolo il libro, autografando con dedica ogni copia.

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LA SOLIDARIETA’

Gli alunni del Panzini impegnati nel progetto “Dammi 5 vado a scuola” per sostenere l’associazione Giardino degli Angeli

SENIGALLIA Per sostenere l’associazione “Giardino degli Angeli” che in Brasile, nella città di Canavieiras si occupa di bambini e adolescenti in difficoltà, la grande famiglia dell’Istituto Alfredo Panzini da anni si impegna per fare in modo che questi bambini e ragazzi possano avere una vita dignitosa. In particolare, nell’ambito del progetto “Dammi 5, vado a scuola”, sostengono nel suo percorso scolastico Raynane una bimba di 6 anni che ha così la possibilità di andare a scuola, di mangiare …. di essere felice come è nei diritti di ogni bambino. La “nostra bimba” sottolineano le alunne della classe 2A tur che quest’anno a Natale si sono prese l’impegno di sensibilizzare e raccogliere fondi per questa

speciale adozione a distanza. Come portavoce speciale, alcuni passi di una lettera scritta a Raynane da una alunna della classe: “ Cara Raynane, sei una bambina bellissima, e con il progetto “Dammi il cinque” ho avuto la possibilità di conoscerti e anche se lontana di volerti bene. Sono molto contenta che il nostro Istituto abbia aderito a questo progetto e vorrei farti sentire l’affetto di una grande, grandissima, famiglia, quella del Panzini. ….. Hai degli occhi meravigliosi che comunicano tanta dolcezza e curiosità, sono inoltre venuta a conoscenza del fatto che sei molto interessata alla storia e ti divertiti molto a dipingere e a fare il collage; io sono proprio come te, anche a me piace disegnare.

….. Sto pensando a come sarai tra 10 anni e penso che sarai ancora più bella di così. Non posso prevedere il tuo futuro, ma spero che sarai felice delle tue scelte; ti do un consiglio: ’Segui sempre il tuo cuore, non potrai sbagliare’! Spero che questa lettera, se

verrà spedita, non sarà gettata, così da grande potrai rileggerla e sorridere con un’amica o con il ragazzo vicino. ….. Un bacio, un abbraccio e una grandissima carezza, con affetto una tua amica.” Proprio nei giorni scorsi alla

presenza della dirigente scolastica prof.ssa Bitti hanno voluto consegnare la busta con il denaro raccolto al presidente dell’associazione Silvio Pasquini e sua moglie Silvia. Soddisfazione della preside che si è complimentata con i ragazzi per la loro sensibilità,

per la loro tenacia e volontà nell’essere solodali nei confronti di chi è più svantaggiato. Soddisfazione anche da parte del presidente Pasquini, grato e riconoscente per la generosità e l’impegno dimostrato dai giovani alunni.

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LA PROVINCIA DI PESARO E URBINO

TRASPORTI

“Italo” è arrivato a Pesaro Un’occasione importante per i collegamenti ferroviari

PESARO E’ arrivato alla stazione ferroviaria di Pesaro addirittura con 5 minuti di anticipo, alle ore 12.20. Ad attendere «Italo » al binario 3 c’erano il sindaco di Pesaro Luca Ceriscioli, il presidente della Provincia Matteo Ricci, l’assessore alla Mobilità Andrea Biancani e il responsabile equipaggi e servizi di bordo di Italo Treno Ntv Tomaso Cognolato. Grande la soddisfazione degli amministratori per il treno ad alta velocità che dal 15 dicembre scorso fa tappa nella nostra città. «Siamo molto soddisfatti dell’arrivo di ‘Italo’, si tratta senza dubbio di una presenza importante per la nostra città, – dice il sindaco – che abbiamo fortemente voluto. La concorrenza, in questo caso con Trenitalia, è altrettanto importante e ha già dato i suoi frutti perché la presenza di entrambi i treni veloci ha arricchito l’offerta per i cittadini pesaresi, per chi vuole venire nella nostra città per lavoro, turismo o per assistere a eventi sportivi. Significa avere a disposizione un mezzo straordinario ».

Ne fa una questione anche ambientale il sindaco. « Non solo il treno veloce permettere di raggiungere località lontane in breve tempo, ma ci permette di farlo in maniera più rilassante e comoda rispetto all’auto. E inquina anche molto meno. Occorre quindi farlo entrare tra le opzioni per i nostri spostamenti a lungo raggio ». Molto soddisfatto anche Matteo Ricci: «Abbiamo ulteriomente rafforzato le possibilità di collegamento di Pesaro con il nord e sud – spiega -. Lo abbiamo fatto con i lavori della terza corsia dell’autostrada e con le opere accessorie che abbiamo concordato con Società autostrade e che nei prossimi anni rafforzeranno ulteriormente il collegamento con la nostra città. E ora ‘Italo’ è molto importante perché aiuta lo sviluppo del nostro territorio dal punto di vista turistico ed economico. Abbiamo raccolto commenti molto positivi dai primi viaggiatori, per la comodità, la qualità e il rapporto qualità prezzo del servizo. Ringraziamo la dirigenza di Ntv che ha

accolto la richiesta degli enti locali perché ‘Italo’ potesse passare e soprattutto fermare, a Pesaro ». “Siamo contenti e grati per il fatto che oggi le istituzioni locali abbiano dato il benvenuto a Italo nella stazione di Pesaro – ha sottolineato Tomaso Cognolato -. E’un segno di

attenzione ci che fa molto piacere. L’Adriatica è una direttrice importante - , e merita un servizio più veloce, puntuale e di migliore qualità. Ntv, pur se in via sperimentale per testare il gradimento della clientela, cercherà di fare il proprio meglio. Vedremo nell’arco del 2014 come si prospetta il servizio

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e quali numeri riusciremo a completare alla fine dell’anno”. Infine l’assessore Andrea Biancani. «Il treno rientra nel programma di mobilità sostenibile del Comune. Chi abita a Pesaro per prendere il treno va alla stazione in bici, o a piedi, ma chi viene da fuori e ha bisogno di parcheggiare

l’auto ora ha a disposizione il servizio che abbiamo attivato col parcheggio del Curvone, a tariffe agevolate: gli utenti possono utilizzare un autobus gratutio, ogni dieci minuti, che passa davanti al Curvone e collega la stazione del treno. Questo tutti i giorni, dalle 6.30 del mattino alle 20.30».


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LA PROVINCIA DI PESARO E URBINO

LA PROTESTA

“Basta, non ce la facciamo più!” Commercianti e artigiani scendono in piazza Pullman da Pesaro per Roma PESARO “Basta, non ce la facciamo più! Porteremo le imprese della nostra provincia a Roma il 18 febbraio, e non per vedere le bellezze della capitale ma per dire che ci siamo, che esistiamo e che siamo stanchi”. Alberto Barilari e Moreno Bordoni (nella foto) - rispettivamente presidente e segretario provinciali della CNA aderiscono con la loro organizzazione alla manifestazione organizzata da Rete Imprese Italia insieme alle altre a s s o c i a z i o n i (Confartigianato, C o n f c o m m e r c i o , Confesercenti e Casa), e lanciano la chiamata alle “armi” degli imprenditori della provincia. Ma precisano. “Noi non agitiamo forconi. Siamo grandi organizzazioni con una storia, con una tradizione, con un futuro importante per l’Italia. Ma la decisione di scendere in piazza era ineludibile”. E spiegano. “Sono otto mesi che le piccole imprese, gli artigiani, i commercianti attendono dal Governo un’apertura al confronto sui temi cruciali per il Paese. E

non parliamo di riforma elettorale, ma di tutte le cose che servono alle imprese, al sistema economico. Di tutto quello che chiedevamo è arrivato praticamente poco o nulla. A Roma devono capire che le nostre imprese (soprattutto le piccole), sono allo stremo, non ce la fanno più. La stagnazione dei mercati con la conseguente chiusura di grandi industrie, ha messo in ginocchio il sistema delle imprese italiano ed in particolare quella della nostra provincia con moltissime aziende legate al conto-terzismo. Il settore della manifattura (escludendo le ditte che lavorano con l’export), è praticamente bloccato. Quello dell’edilizia e dei trasporti è alla canna del gas. E non si intravedono, al momento, segnali solidi di ripresa; tutto è rimandato almeno di un altro semestre”. Ed è per questo che i nostri imprenditori scenderanno in piazza. “Porteremo a Roma - dicono Bordoni e Barilari - la forza, il coraggio, la disperazione in molti casi di decine di migliaia di piccoli imprenditori in

rappresentanza di quattro milioni di imprese”. Non abbiamo aderito alle manifestazioni in molti casi strumentali dei cosiddetti “forconi”, perché le ritenevamo sbagliate nei modi e nella forma. Abbiamo contenuto il nostro dissenso con grande senso di responsabilità. Ma ora è venuto il momento di dire che ci siamo anche noi; che esistiamo; che questa forza

sana e attiva del Paese non ci sta ad essere ignorata. Non siamo per le barricate, i blocchi e le manifestazioni di violenza. Siamo per una protesta pacifica ma decisa” per chiedere con forza a Governo e Parlamento una svolta urgente di politica economica”. Il coordinamento provinciale, che raccoglie le imprese di CNA, Confartigianato, Casa Artigianato Metaurense,

Confcommercio e Confesercenti, si sta organizzando per mobilitare le imprese ed organizzare una nutrita rappresentanza di imprenditori della provincia da portare nella capitale. Tanti i motivi della protesta per Rete Imprese Italia. “La crisi, la crescita allarmante della disoccupazione e una pressione fiscale, locale e nazionale, che anche nel 2014 rimarrà a livelli

intollerabili, rischiano di prolungare i loro effetti sulle imprese, già stremate da forti difficoltà, e provocare un ulteriore impoverimento delle famiglie. “Il tempo delle attese è finito - concludono Bordoni e Barilari – per questo chiediamo un deciso cambio di rotta. Il mondo dell’impresa diffusa, dell’artigianato e del terziario di mercato rappresenta il tessuto produttivo dell'Italia. Dal futuro di questo sistema di imprese dipende il futuro del Paese. Per questo, le imprese vogliono esprimere il profondo disagio per le condizioni di pesante incertezza in cui sono costrette ad operare ma anche avanzare concrete proposte di rapida attuazione che possano evitare il declino economico e ripristinare un clima più positivo e di maggior fiducia nel futuro”. La CNA di Pesaro e Urbino sta organizzando dei pullman per il 18 febbraio. Per adesioni: 0721-426114 ------------------Nella foto: Alberto Barilari e Moreno Bordoni, presidente e segretario provinciali della Cna

La collaborazione è aperta a tutti Invia comunicati e foto a redazione@laltrogiornale.it redazione@laltrogiornale.it


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LA PROVINCIA DI PESARO E URBINO

VERSO IL VOTO/1

Sgarbi: “La mia estromissione dalle primarie è prova di grande debolezza del Pd Adesso vado avanti da solo” di PAOLO MARIA ROCCO URBINO “Mi faccia dire innanzitutto – sottolinea Vittorio Sgarbi che r a g g i u n g i a m o telefonicamente - che questa mia esclusione dalla consultazione delle primarie decisa dal Pd urbinate tramite pretestuose motivazioni, è prova di grande debolezza da parte dello stesso Pd. Adesso bisognerà controbattere, prepararsi ad una controffensiva… Di questa strana situazione che si è venuta a creare ad Urbino ne parlerò ovviamente questa sera da Santoro, in trasmissione, nel contesto generale di ciò che si dirà”. Vittorio Sgarbi non si ferma. La sua candidatura a sindaco della città ducale marchigiana non accusa battute d’arresto nonostante la Direzione del Pd urbinate ieri sera abbia deciso, con 47 voti contrari su 50, che lo storico e critico d’arte non debba partecipare alle primarie per la scelta del candidato sindaco del Pd. “Mi sembra incredibile essere tollerato da Santoro e a Urbino rifiutato… E’ bizzarro che un vecchio Pd manifesti questo tipo di atteggiamento.

Io ho rapporti ottimi con Cuperlo, con Renzi… quando si pensi che Renzi stesso ha dato indicazione a mio favore! Anche per questo mi risulta incomprensibile l’esito di quella votazione durante la quale 47 su 50 hanno votato contro di me. Me lo posso

spiegare solo come espressione, da parte del Pd, di una inconsapevole consapevolezza di perdere. Io posso vincere comunque da solo, avrei preferito raggiungere quel traguardo senza rompere con il blocco che ha ad Urbino quelle

radici ideologiche: devo pensare, allora, che l’alleanza col Pd avrebbe sfavorito la mia vittoria e, quindi, ora mi sento più libero”. Una prova di debolezza che smaschera un grande timore, da parte del Pd, che

lei possa raggiungere un ampio consenso elettorale a Urbino?: “C’è evidentemente tanta paura di me per aver addirittura costretto il Pd urbinate a mostrarsi così doppio, ambiguo: mi accusano di essere amico di Berlusconi (e lo sono, e

rimango suo amico per motivi di natura strettamente personale) e di essere legato al Centrodestra, quando si sa bene che io, oramai, da anni non condivido più nulla con quella coalizione a livello politico. Per di più, il Pd candida Tabacci alle primarie ed esclude me? E’ grottesco se non fosse che ad Urbino hanno perduto evidentemente il senso della realtà”. Quali saranno le sue prossime iniziative?: “Il problema di fondo a questo punto è arrivare alla candidatura e mettersi in quell’agone con la consapevolezza, mia, di essere utile anche per riuscire a costruire una componente politica nuova, nazionale, insieme ai Verdi, in nome della Bellezza e del Paesaggio. Urbino più funzionare come laboratorio, in questo senso, di una attività di grande respiro rivolta alla salvaguardia del patrimonio culturale, urbanistico e ambientale della città e, insieme, come elaborazione di un progetto nazionale che dialoghi con Renzi anche in vista delle prossime elezioni politiche”.

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LA PROVINCIA DI PESARO E URBINO

VERSO IL VOTO/2

Maurizio Gambini con “Adesso governiamoci” è pronto per dare l’assalto alla roccaforte del Pd di Urbino URBINO “Adesso governiamoci”. Maurizio Gambini è pronto per l’assalto alla roccaforte del Pd bulgaro ducale. Lo scorso anno, la sua entrata in campo a gamba tesa (proveniva dal Pd ndr), ha portato gli alleati del centrosinistra ai minimi storici da 60 anni circa a questa parte (54% ndr). Intanto è riuscito ad amalgamare attorno al suo nome una trasversalità da far invidia allo stratega politico più fine, poi, e non è sicuramente un fattore a seguire, è arrivato prima del centrosinistra (preso dalle aggrovigliate primarie dei ‘democrat’) a presentare la sua “seconda rivoluzione” che, secondo il presidente della cooperativa Terra Bio, “non è vero che non abbiamo possibilità di vittoria”. Gambini cosa cominciamo a dire? “In questa città non ha mai comandato chi è stato eletto, bensì le segreterie dei partiti e, soprattutto la Direzione del Partito Democratico. In Urbino non esistono rappresentanti dei cittadini. Il sistema deve essere scardinato, il Pd deve riposarsi. Dopo 60 anni è naturale che si arrivasse a queste condizioni”. Ed allora? “Noi di ‘Adesso governiamoci’ abbiamo messo assieme le forze per

poter vincere ed amministrare assieme alla gente. Dall’altra parte c’è solo litigiosità, non hanno mai una visione uniforme. Ci hanno governato persone che

avevano interessi diversi da quelli della crescita della città. In Urbino occorre lavorare seriamente per cambiare le cose. Noi non vogliamo cambiare le idee di nessuno,

vogliamo cambiare il modo di amministrare. Chi pensa che da Roma arriveranno risorse a pioggia si sbaglia, non abbiamo più bisogno di menzogne. Londei, l’ex

senatore, ora rivuole la ferrovia. Prima l’ha fatta chiudere! Ora tornare a parlare dell’ex tratta è conveniente, politicamente opportuno”.

Alfredo Sparaventi di Scelta Civica approva: “Urbino è una città ingessata, per anziani visto che i giovani se ne vanno tutti. Dobbiamo preservare i valori”. Ancora più forte è la voce di Francesco Fedeli dell’Udc: “In Urbino occorre cercare di guardare il progetto e non la politica. Le persone di buon senso possono appartenere a qualsiasi partito”. “Urbino – ha affermato Lucia Ciampi – non è una città destinata a morire perché è già morta. I cittadini scelgano da chi vogliono essere governati. La situazione della città ducale è talmente drammatica che occorreranno non solo le mani ma anche i piedi”. Elisabetta Foschi è essenziale: “Nel Pd c’è una lotta intestina plateale; nel nostro gruppo, invece, condivisione e serenità palese. Lasciamo a loro dividersi le logiche che hanno fatto il male di questa città”. Massimo Guidi, ex assessore di centrosinistra, è una sintesi: “Abbiamo la voglia e la passione per andare incontro ai cittadini”. L’offensiva spetta ancora a Gambini: “Sono fortemente convinto che queste elezioni le perderanno ed io sarò veramente il sindaco di tutti”. Un invito: “Tiriamo fuori questa città dalla palude”. (e.g.)

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VERSO IL VOTO/3

Demitri: “Uniamoci e troviamo le persone migliori per governare insieme la città” URBINO Prof. Demitri è ancora intenzionato a correre per il comune di Urbino? “Certo. Oggi, in questo bailamme ancora di più”. Lei ha paura di Sgarbi? “Ho paura che con Sgarbi saremmo finiti per passare dall’avere una città piatta e in decadenza ad una Disneyland schizofrenica e incontrollata di tutti contro tutti. Invece di unire le forze ci saremmo disgregati in mille rivoli. Non ho nulla contro di lui che ritengo un grande esperto d’Arte e grande comunicatore che chiamerei sicuramente a curare grandi mostre e conferenze per Urbino, ma non si può pensare a lui come sindaco visti i suoi innumerevoli impegni che lo vedono continuamente in movimento e la sua esuberante volubilità”. Nessuno parla, in questi giorni di cittadinanza. “La cittadinanza di Urbino è confusa, divisa e ha una giusta paura per il futuro loro e dei loro figli. Il riciclaggio dei politici del passato aumenta l’indignazione della gente e ci porterà ad un nuovo livello di a s t e n s i o n i s m o pubblico dalla politica. Questo astensionismo o passività si può pienamente capire ma potrebbe portare Urbino ad un ulteriore degrado nei prossimi anni. La distinzione fra destra e sinistra ha poco significato in una città così piccola; c’è bisogno di un candidato apolitico, onesto, sincero e sopratutto un

candidato che non ha interessi personali, un candidato che non ha alcun legame con il vecchio e screditato regime che ha portato Urbino all’attuale declino, e che abbia contatti ed esperienza sia nel mondo della cultura, dell’insegnamento e nel mondo del commercio odierno”. Ma i cittadini cosa vogliono per Urbino? “Il restauro dello spirito civico; un maggior loro coinvolgimento nello sviluppo della città; un senso di dovere genuino da parte di una nuova amministrazione e un senso di doveri in questo periodo di collasso etico e civico”. A che punto siamo in questa vigilia di primarie? “Ci sono già state troppe parole, troppe dichiarazioni, troppe falsità e troppe manovre. La gente è stanca e delusa, vuol vedere nel prossimo futuro azioni concrete e pratiche, senza corruzione e con rispetto per la città, in pieno calo economico, spirituale, culturale ed intellettuale, e l’ambiente, per cui i cosiddetti Verdi non hanno fatto nulla”. La sua soluzione. “Dovrebbero fare un passo indietro quelli che hanno governato e fallito. Ora erano tutti pronti ad osannare Sgarbi quando dice le cose che ho sempre affermato a gran voce. Insieme a tutti i partiti si dovrebbero cercare solo le persone migliori in ogni settore e governare insieme alla città”. (e.g.)

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L’INTERVENTO

Mondolfo, il Comitato cittadino dice no al Grande Comune “Grazie, ma ci costa troppo” MONDOLFO - “Se ci fosse bisogno di dimostrare cosa potrebbe succedere alle finanze comunali, nel caso dell’incorporamento di Marotta di Fano con il Comune di Mondolfo, basta leggersi con attenzione la delibera di Giunta n. 177 del 20 dicembre 2013 avente per oggetto: “approvazione delle azioni finalizzate al miglioramento del servizio di raccolta differenziata”. E’ quanto afferma, in una nota, il Comitato cittadino mondolfese. “Lo scenario che tale delibera disegna sembra proprio adatto al “grande comune” così testardamente perseguito dal Consiglio Regionale delle Marche che ha deliberato l’indizione del referendum, limitando il diritto di voto alla sola Marotta di Fano con l’aggiunta di poche altre sezioni elettorali sia a Nord che a Sud della stessa. “Innanzitutto la giunta Cavallo si legge sempre nell’intervento del Comitato cittadino mondolfese - ha deciso di aumentare la spesa, per la raccolta dei rifiuti per il 2014 fino ad un incremento massimo del 20% dell’importo contrattuale, pari a • 166.167 annui al netto di IVA; di affidare un incarico professionale per la direzione e il controllo del servizio di igiene ambientale, il cui importo verrà imputato

nel bilancio 2014; di potenziare il servizio con acquisti vari ed anche con l’istituzione del centro di riuso per un totale di • 116.000. Tanti soldi, troppi e tutti dei contribuenti.

“Con la drastica riduzione dei trasferimenti statali agli Enti locali, decisa dal governo Monti, non c’è nessuna convenienza nell’incorporare pezzi di territorio altrui e di assumersi l’onere di

amministrare altri cittadini. Pensiamo a quanti altri soldi i contribuenti dovranno sborsare per armonizzare tutti i servizi fondamentali delle due realtà. “Il Comitato Cittadino

Mondolfese - si legge ancora nell’intervento - sono anni che denuncia il possibile tracollo finanziario che si nasconde dietro questa manovra assurda. “Denunceremo con forza tutti

gli atti di spesa preparatori che andranno nel senso del “grande comune”. Speriamo che i cittadini residenti, specialmente a Marotta di Fano, lo capiscano quando andranno a votare”.

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L’ALLARME

“La riforma sanitaria procede senza soste ma i sindaci e le giunte di Mondolfo Monte Porzio e San Costanzo non si muovono e aspettano...” MONDOLFO “Con la delibera di riorganizzazione delle reti cliniche, adottata nel settembre dello scorso anno dalla Giunta Regionale, procede senza sosta la riforma sanitaria marchigiana. Ospedali centenari – afferma Daniele Ceccarelli, a nome del Comitato per la salute pubblica di Mondolfo - che perdono i loro primari, perché le Unità Operative complesse esistenti vengono ridotte, per trasferirsi in altri luoghi. E’ il caso degli ospedali di Fano e Senigallia. Gli abitanti della Val Cesano sono proprio in mezzo, come tanti vasi di coccio in mezzo a vasi di ferro. Cosa fanno i sindaci e le rispettive giunte, di Mondolfo, Monte Porzio e San Costanzo per tutelare al meglio i loro concittadini? Non si sa. Nessuna assemblea in comune, nessun convegno pubblico per illustrare agli ignari residenti le novità e le azioni che si intendono intraprendere per difenderli. “Nel Dicembre del 2012 i tre consigli comunali di Mondolfo, San Costanzo e Monte Porzio approvarono un ordine del giorno in comune che così recitava: “ci si

impegna a chiedere con forza alla Regione Marche ed all’Asur Regionale di completare questa opera così importante per i cittadini e di confermare nella sua interezza la realizzazione

funzionale della Casa della Salute di Mondolfo attraverso l’istituzione di una R.S.A. di 20 posti letto con relativo riconoscimento formale nel Piano Sociosanitario Regionale”. Sembrano tante

parole al vento. Mondolfo possiede, ancora, una struttura sanitaria invidiabile che per l’attenzione dei liberi cittadini, quelli che non hanno mai rinunciato a pensare con la

propria testa, non è stato possibile smantellare del tutto nel corso degli anni. “Ma cosa fa il sindaco di Mondolfo, cosa fa la sua giunta? Apparentemente nulla!

“Sono dietro a snocciolare percentuali sulla raccolta differenziata – afferma sempre Daniele Ceccarelli a nome del Comitato per la salute pubblica di Mondolfo senza mai citare il totale dei rifiuti raccolti, il solo dato necessario per valutare appieno la convenienza del nuovo sistema adottato dal 1° gennaio 2013 oppure vantano la non applicazione della MINI IMU senza spiegare quali siano i servizi di “qualità” che continuano ad offrire. “L’unica cosa certa è che hanno investito 600.000 euro per ampliare il cimitero comunale. Opera necessaria, certo, ma che metterà, di sicuro, una grande “allegria” ai cittadini. “L’attuale piano sociosanitario regionale scadrà il 31.12.2014, se “Lor Signori” – conclude il segretario del Comitato per la salute pubblica di Mondolfo - non si muovono ora, subito, dovremo aspettare altri 4 anni fino al 2018 per sperare delle positive novità sulla struttura sanitaria mondolfese. Ma per quella data avremo il cimitero ampliato”. -----------------------Nella foto: la Casa della Salute di Mondolfo il cui futuro resta ancora incerto

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LA MANIFESTAZIONE

Torna domenica a Cagli il nuovo e suggestivo appuntamento con la leggendaria caccia col falco

CAGLI Creato da “LoStrozziere”, Circolo di Falconeria, a Cagli, domenica 2 febbraio, alle 8.30, presso A.F.V. San Fiorano, strada Cagli – Pergola 126, superstrada Fano – Grosseto, uscita Cagli est direzione Pergola (per 6 km circa), si terrà, strepitosamente, il 7° Raduno di Falconeria al grido: “colazione, pranzo, selvaggina e premi li mettiamo noi e i falchi li mettete voi”. Antica ed affascinante, suggestiva e leggendaria la caccia col falco richiama alla mente ricordi di fiaba e d’avventure mozzafiato. Sorprende scoprire che pur essendo una forma di caccia di nicchia ancora questa nobile arte sia praticata in buona parte del territorio europeo.

Parlare di falconeria significa parlare dell’arte che addestra i rapaci con lo scopo d’insegnare loro la caccia di prede selvatiche, direttamente all’interno dell’habitat naturale. Addestrare un rapace richiede tempo, impegno e spese. Eppure non sono pochi i cacciatori professionisti che affascinati da quest’arte ripongono il fucile e si votano ad un’arma letale e intelligente quale sa essere il falco. Le prede a cui più spesso viene data la caccia sono i fagiani e le starne, le anatre, i corvidi, le lepri e i conigli ed i piccoli passeriformi. La tecnica di caccia più utilizzata in generale è quella di basso volo, in quanto è capace di regalare maggiori emozioni e battute ricche

d’avventura. In questo caso il rapace ben addestrato viene usato come proiettile che conosce il suo ruolo e che insegue intelligentemente la preda ovunque essa si diriga. Il falco è considerato a tutti gli effetti dalla legge italiana un mezzo di caccia consentito e dunque per praticare questo genere di caccia è necessario disporre del porto d’armi, così come è fondamentale essere assistito da un cane capace, che si dimostri in grado di scovare la selvaggina. Il rispetto per il falco è fondamentale; tra falconiere e falco si instaura un rapporto di amicizia e stima reciproca che consente un’affiatata collaborazione durante le lunghe battute di caccia, esattamente come accade fra cacciatore e cane. (e.g.)

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GLI INCONTRI

Fotografi e critici, in programma a Fano un ciclo di conversazioni Primo appuntamento venerdì 7 febbraio con Enzo Carli FANO La Centrale Fotografia di Fano ha organizzato “Fotografi e critici – percorsi ed esperienze”, un primo ciclo di conversazioni a cura di Alberto Masini e Marcello Sparaventi. Tutti gli incontri si terranno al Caffè Centrale, in Corso Matteotti, alle ore 21,30 ad ingresso libero, fino ad esaurimento dei posti. Gli incontri e le conversazioni saranno con Enzo Carli, Marco Vincenzi, Mario Beltrambini, Claudio Marcozzi. Il primo appuntamento è – venerdì 7 febbraio, alle ore 21,30 – con Enzo Carli. Affettuoso allievo di Mario Giacomelli, sociologo, giornalista, teorico della fotografia, ha partecipato a mostre, dibattiti e convegni sulla fotografia in Italia e all’estero. E’ autore di saggi e pubblicazioni sulla fotografia e sulla comunicazione per immagini. Appartiene alla prestigiosa Scuola fotografica di Senigallia ed è tra i soci fondatori, con Gianni Berengo Gardin e Mario Giacomelli del “Manifesto del Passaggio di frontiera”. In vista di questo primo incontro ospitiamo un intervento di Enzo Carli La fotografia, aldilà del suo valore socio-antropologico, appare come una manifestazione della fatuità moderna che riflette in parte gli atteggiamenti relazionali e comportamentali della vita pubblica e privata. La fotografia come setting terapeutico rappresenta senz’altro una via di accesso privilegiata alle narrazioni e questo perché in grado di

essere, allo stesso tempo, mezzo espressivo e linguaggio specifico dotato di un proprio codice. Oggi l’arte della fotografia è utilitaria, funzionale ai suoi processi e al suo indotto; la fotografia -anche figurazione libera- è legata anche alle ns/debolezze cognitive e collegata a forme d’arte non rappresentative. Se una foto è mossa è perché il fotografo si è mosso nel senso che è in movimento: un momento che ha un prima e un dopo, traccia un movimento. Le immagini incontrano sempre più spettatori de territorializzati, dentro un apparente universalismo caratterizzato da un’esuberanza di culture e una miriade di simboli. Il fotografo di trasformazione in particolare, è colui che utilizza le possibilità note ed equivoche della fotografia, attraverso un’indagine personale dentro la sua stessa natura, privilegiando un mezzo semplicemente per mettere in luce le sue intenzioni. Può cercare l’autorivelazione, selezionando con grande rigore nell’immensa corrente delle immagini che gli si presentano. Può produrre immagini che non si limitano a dar forma estetica alle proposizioni di contenuto, ma che si rivolgono anche all’interno di altre espressioni, svolgendo una funzione critica. Sul ruolo della critica può essere utile l’esperienza dei Fotografi del Manifesto:”Passaggio di Frontiera” Senigallia 1995, in alcuni passaggi fondamentali:

“La fotografia è il nostro mezzo privilegiato, con il quale esprimiamo la visione del mondo, i rimandi della memoria, i sogni e le ansie della nostra generazione. La vita psichica e relazionale, lo spazio esistenziale e le sue motivazioni interiori, sono al centro del nostro interesse. Le nostre proposte sul linguaggio fotografico, espressione di libertà, sono legate ad una serie di esperienze, trasformate dall’autoanalisi collettiva, in proprie motivazioni. Siamo impegnanti in un progetto di fotografia globale, tra realtà, astrazione e concetto, dentro la rete

complessa delle informazioni che le immagini instaurano e che costituiscono l’elemento dinamico del nostro percorso…… Rinnoviamo la sua storia che è spesso snaturata nelle sue ragioni interne, della libertà dell’immaginazione. Recuperiamo identità alla critica fotografica, spesso lasciata nell’indifferenza del pubblico. Il critico è un nostro simile, per pratica ed estrazione culturale, che si fa promotore ed interprete delle motivazioni e delle decisioni del fotografo..” La ricerca artistica del secolo appena trascorso ha fornito

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incredibili pretesti e proposte; dall’eidetico all’esistenziale, dall’oggetto al comportamento, dalla materia al segno per non parlare dei mutamenti artistici indotti da tecnologie fluide, alleate dell’umano, plasmabili con il pensiero, alla base, oggi, di una nuova ed incessante trasformazione dell’indagine artistica coinvolta, suo malgrado, nei caratteri e negli aspetti morfologici della nuova civilizzazione. In questo incerto passaggio epocale, oggi caratterizzato da un’interazione continua di mutevoli significati che tramano le immagini precarie della nostra esistenza, la

fotografia ha una sua parte di “rabbia” . Le forme neoespressive di questa società sono legate all’immagine, supportata da tecnologie veloci che determinano nuovi modi di fare che hanno inciso sui nostri processi di apprendimento. Le proposte, le formulazioni ed il contributo di idee non possono prescindere quindi da un concetto dinamico di cultura, traducibile nell’immaginare rapporti di conoscenza che offrono nuove opportunità di rendere distinguibili, con senso e compiutezza, il reale e l’immaginario. (Enzo Carli) -------------------In alto: una bella foto dello stesso Enzo Carli


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LA PROVINCIA DI MACERATA

IL RICORDO

“La memoria è il miglior vaccino della storia per prevenire i mali” Studenti protagonisti a Tolentino

TOLENTINO “La memoria è il vaccino della storia per prevenire i mali”. Nella straordinaria semplicità delle parole di Leonardo Cicconofri, sindaco dei ragazzi di Tolentino, si riassume il messaggio consegnato oggi dalla Provincia, dall'Istituto storico della Resistenza “M. Morbiducci” e dall'Anpi provinciale di Macerata in occasione della celebrazione ufficiale del Giorno della Memoria. E se la staffetta della

memoria, come ha specificato il giovanissimo primo cittadino, sono le teste pensanti dei giovani, al teatro “Don Bosco” di Tolentino ce ne erano almeno 300: gli alunni dell'Istituto di Istruzione Superiore “Filelfo” e quelli dell'Ipsia “Frau”, i veri protagonisti della manifestazione concepita dal presidente Pettinari “non solo come una cerimonia, ma soprattutto come un momento didattico rivolto alle nuove generazioni, perché per prime riescano a comprendere a pieno il

senso della storia e ad affrontare con maggiore consapevolezza il presente ed il futuro”. Lo hanno ribadito, nei rispettivi saluti, Giuseppe Pezzanesi, sindaco di Tolentino, e Paolo Cartechini, presidente del Consiglio provinciale, a cui era affidato il discorso ufficiale. “Abbiamo sentito come un dovere rivolgerci a voi giovani - ha detto - perché mai più si ripetano le cose terribili che sono accadute. Non voltate la faccia davanti ai soprusi - li ha esortati - non siate mai

indifferenti”. Un invito sostenuto anche da Lorenzo Marconi, presidente dell'Anpi provinciale, che ha portato il saluto dei partigiani, e da Annalisa Cegna, direttrice dell'Isrec Macerata, che ha messo in guardia sulle nuove subdole forme di razzismo e xenofobia. In quest'ottica si è inserita la lezione di Claudio Gaetani su Cinema e Shoah. Sulla scorta della proiezione di spezzoni di film, il presidente dell'Isrec Macerata ha saputo catturare l'attenzione della platea,

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trasmettendo il messaggio dell'importanza di rendersi “spettatori consapevoli” di fronte ad immagini cariche di emotività che spesso, però, rischiano di diventare ripetitive e codificate. A coordinare la mattinata, la professoressa Santa Zenobi, dirigente scolastico dell'IIS “Filelfo”, che ha ringraziato la collega Mara Amico, preside dell'Ipsia “Frau”, e le autorità presenti, civili e militari. Fra queste, il viceprefetto Tiziana Tombesi, il questore Leucio Porto, Giuseppe Bordoni, comandante provinciale del

Corpo Forestale dello Stato, Enrico Imbastaro, tenente colonnello della Guardia di Finanza di Macerata, Lorenzo Ceglie, maresciallo capo della Stazione Carabinieri di Tolentino, Paola Mariani e Leonardo Lippi, vicepresidente e assessore provinciale, Vania Longhi, consigliere provinciale, Sauro Scaficchia, presidente della Comunità Montana di Camerino, Nelia Calvigioni, sindaco di Corridonia, Mauro Sclavi, presidente del Consiglio comunale di Tolentino.


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LA PROVINCIA DI MACERATA

RIEVOCAZIONI

Sarnano, Auto sotto zero by night Massimiliano Serra e Serena Orrei segnano il loro nome nell’albo d’oro della prestigiosa manifestazione vertice essendo Pino Nardi alla fine dei suoi due mandati consecutivi il massimo previsto dallo statuto dell’associazione. CLASSIFICHE 1. Massimiliano Serra-Serena Orrei (Porsche 356 del 1963) di Macerata p. 19.56 2. Bruno Stella* (Alfa Romeo GT del 1971) di Fermo p. 30,78 3. Gian Carlo Bianchi-Daniela Ilicini (Alfa Romeo GT 1300 del 1967) di Perugia p. 35,07 4. Angelo Perleonardi- Lucia Elierani (Lancia Fulvia Coupè del 1967) di Roma p. 41,75 5. Franco Casamassima – Aurelia Gasperini (Fiat 1900 Gran Luce del 1954) di Ancona p. 46,20 6. Buongarzoni (Porsche 356 del 1963) di Macerata p. 52,16 7. Beribè (Peugeot 203 del 1953) di Civitanova Marche p. 55,08 8. Santarelli (Alfa Romeo Giulietta Sprint del 1961) di Jesi p. 59,57 9. Salvini (Lancia Fulvia Coupè del 1976) di Roma p. 68,64 10. Stacchi (Lancia Fulvia Coupè del 1972) di Ancona p. 72,24

SARNANO Cinquanta auto partecipanti in rappresentanza di dodici marchi (Porsche, Alfa Romeo, Lancia, Fiat, Peugeot, Daimler, Morris, Jauguar, Morgan, Citroen, Autobianchi, Cadillac.), equipaggi di sei club, e due nuovi vincitori: Massimiliano Serra e Serena Orrei, che hanno scritto il loro nome per la prima volta nel prestigioso albo d’oro di “Auto sotto zero by night” la gara riservata alle auto d’epoca più difficile dell’intera stagione. Difficile per le condizioni delle strade che ai piedi dei Sibillini non sono sicuramente paragonabili a piani di biliardo, difficile per le troppo spesso proibitive condizioni ambientali, per lo sforzo a cui vengono sottoposte le auto che in molti casi hanno superato di gran lunga l’età della pensione. Quest’anno non è nevicato e questo ha agevolato non poco l’intera organizzazione anche se il freddo pungente è stata la costante che ha accompagnato i piloti dall’inizio alla fine del raduno. A confortare gli sforzi profusi dalla Scuderia Marche Club Motori Storici di Macerata, che per la nona volta si è messa al timone della prova, in questa occasione sono arrivati i soci del club “La Manovella del Fermano” che unitamente alla collaborazione del comune di Fermo e di Gualdo hanno composto una quaterna organizzativa i cui risultati sono stati eccezionali. Si è cominciato da Sarnano: lì, presso l’hotel Brumforte, è stato fissato il quartier generale della manifestazione, lì si è stabilita la segreteria, lì si sono effettuate le verifiche dei mezzi. E da Sarnano, si è partiti di pomeriggio per affrontare nella vicina Gualdo i tratti delle prove di regolarità: quattro segmenti da copiare due volte e che alla fine hanno premiato Massimiliano Serra e la sua coequipier Serena Orrei di Macerata che a bordo di uno splendido esemplare di Porsche 356 del 1963, l’hanno spuntata per distacco su Bruno Stella con Alfa Romeo GT del 1971 di Fermo che ha gareggiato da solo e sul duo Bianchi-Ilicini di Perugia anche loro su una Alfa Romeo GT del 1967. Il ritorno a Sarnano è coinciso con il ritrovo a cena dopo di che ci si è recati presso il teatro Vittoria per assistere allo spettacolo musicale, appositamente messo in scena per gli iscritti al raduno automobilistico, condotto ed interpretato magistralmente da Erika e Andrea. Al mattino seguente il lungo serpentone di auto lasciandosi Sarnano alle spalle, si è diretto verso Amandola e Servigliano dove la sosta ha coinciso con la visita ai resti del campo di prigionia costruito nel 1915 che vide alternarsi ebrei, inglesi, americani, maltesi ed infine profughi italiani dall’Istria, dalla Libia e dall’Etiopia. Il pranzo di commiato e le premiazioni presso Villa Serita di Penna San Giovanni hanno mandato definitivamente in archivio una delle manifestazioni più riuscite. Adesso i programmi della Scuderia Marche si orientano sulla parte politica essendo previsto per domenica 9 febbraio il rinnovo dei quadri dirigenziali che resteranno in carica tre anni. In questa occasione ci sarà un obbligatori cambio al

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LE RUBRICHE

IL RAPPORTO

La crisi non ferma le coop ANCONA Nelle Marche, le cooperative attive sviluppano un valore della produzione pari a 2,62 miliardi di euro annui secondo il secondo rapporto Euricse “La cooperazione italiana negli anni della crisi”. Questa ricchezza viene prodotta da un mare di soggetti spesso di piccole dimensioni: il 61,8% delle cooperative presenta, infatti,

un valore della produzione inferiore ai 250 mila euro. Imprese che sono, nel complesso, ben patrimonializzate se è vero che il capitale investito sfiora i 2,28 miliardi di euro. Gli addetti, inoltre, hanno superato quota 33 mila, ovvero 2.143 ogni 100 mila abitanti. “Sono dati, quelli del rapporto Euricse, che confermano che

le cooperative, anche quelle marchigiane, hanno dato prova di saper attraversare gli anni bui della crisi meglio di ogni altra forma d’impresa – commenta Gianfranco Alleruzzo, presidente di Legacoop Marche -, tra il 2008 e il 2011, infatti, la produzione, a livello nazionale, è aumentata dell’8,2%. Gli investimenti non si sono fermati e l’occupazione non

solo non è scesa, ma è cresciuta, e più ancora le assunzioni di persone svantaggiate”. Il merito delle cooperative, come spiega Euricse, è quello di essere una forma d’impresa che, per statuto, mette al centro non la remunerazione del capitale ma un insieme ben più articolato di bisogni dei soci. Un’impresa, cioè, che si concentra sulla persona, non

sulla finanza. Dall’analisi fatta dall’European Reasearch Institute on Cooperative and Social Enterprises, sottolinea Alleruzzo, “emerge chiaramente che queste imprese hanno avuto una fondamentale funzione anticiclica molto forte, rispetto agli effetti della crisi. In particolare, le cooperative sociali, fra il 2008 e il 2011, malgrado le difficoltà di

bilancio e i ritardi dei pagamenti da parte degli Enti pubblici, hanno visto crescere gli investimenti del 19,4% e aumentare l’occupazione di persone svantaggiate del 17%”. Queste aziende, inoltre, presentano buoni livelli di patrimonializzazione e sono caratterizzate da indicatori economico-finanziari più equilibrati rispetto alle società di capitali.

LE ESCURSIONI

Pronto il “Calendario d’inverno in Casentino” BADIA PRATAGLIA Sabato 1 e domenica 2 Febbraio “Giganti nella Neve”. Visita ai due colossi delle Foreste del Casentino al Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi: Campigna e Monte Falterona. Primo giorno. Appuntamento alle 14.30 di sabato pomeriggio al parcheggio centrale di Badia Prataglia. I bagagli vengono caricati su un mezzo speciale e trasferiti al rifugio Casanova: - breve escursione nella foresta di Camaldoli con visita al colossale castagno Miraglia (500 anni e 5 metri di diametro) e quindi alla colossale sequoia della California “redwood” di Badia Prataglia, accanto ai grandi cipressi canadesi e ai cedri del Libano; - visita al Museo del Corpo

Forestale dello Stato; - trasferimento al rifugio. Ore 19.30 cena. Dopocena: breve escursione notturna nella foresta (per chi lo desidera). Secondo giorno: dalle ore 8.00 del mattino viene servita la colazione; ore 9.00 partenza per facile ma suggestiva escursione tra gli alberi altissimi della foresta secolare, nei dintorni dell’area conosciuta come “Buca delle Fate”; il percorso

l’Altro giornale settimanale online di informazione attualità e cultura www.laltrogiornale.it Anno II Venerdì 31 Gennaio 2014 Numero 6 Direttore responsabile: Elpidio Stortini Redazione Via Cesanense n. 50/A - Marotta (Pu) Telefono: 338.7899882 e-mail: redazione@laltrogiornale.it Editore Marche free press Via Cesanense n. 50/A - Marotta (Pu) Telefono: 338.7899882 e-mail: marchefreepress@laltrogiornale.it

esatto verrà scelto al momento dalle guide in base al tempo atmosferico, alla eventuale presenza di tratti di sentiero franati, alla quantità e qualità di neve al suolo. Lungo il sentiero rilevamento delle impronte degli animali selvatici che popolano la foresta (cervi, caprioli, lupi, ecc.). Ore 13.30 pranzo al rifugio. Si tratta di un’ escursioni di moderata difficoltà (molto facile per chi

ha un minimo di esperienza), con un dislivello modesto e ben distribuito. Si consigliano gomme da neve e catene a bordo. Chiedete alla segreteria informazioni sulla viabilità e sulle strade più brevi per giungere a Badia. Si consiglia abbigliamento a strati, molto pesante ma con possibilità di alleggerirsi rapidamente. Calzature a prova di neve. Il costo del soggiorno è di 78.00 euro a

testa e comprende: guida ambientale escursionistica (dal momento dell’arrivo a quello della partenza), eventuale uso di racchette da neve (ciaspole), eventuale uso bastoncini telescopici, cena di sabato sera, pernottamento, prima colazione e pranzo di domenica. Sabato 01 e Domenica 02 Febbraio 2014 ARTIGIANI IN FORESTA NEL CASENTINO: corso di tecniche tradizionali di lavorazione del legno. Il costo del soggiorno e del corso è di 88.00 euro e comprende pensione completa dal pranzo di sabato al pranzo di domenica. Il corso ci offre l’occasione di apprendere i segreti degli ultimi intagliatori eredi di una antichissima tradizione locale, modellando con le

LA NOSTRA STORIA

l’Altro giornale è stato registrato presso il Tribunale di Pesaro in data 7 gennaio 2013 con numero 1/2013

Ancona, come si presentava settant’anni fa la Stazione ferroviaria redazione@laltrogiornale.it

proprie mani un blocco di legno appena raccolto in foresta per realizzare oggetti belli e funzionali. Direttamente nel bosco, grazie all’assistenza di un esperto artigiano, impareremo a riconoscere i legni più noti, che hanno rappresentato una notevole risorsa per gli artigiani del passato: la durezza del corniolo, l’elasticità del nocciolo, la resistenza del carpino, la pieghevolezza del faggio e del frassino, la stabilità del pero, la leggerezza del salice, ecc. Imparando l’uso di banchi, morse, asce sagomate, coltelli a due manici, sgorbie ed altri attrezzi, avremo modo di realizzare ciotole, posate,taglieri, manici, bastoni da passeggio ed altri oggetti d’uso vivi e profumati. Realizzeremo almeno due oggetti per ciascun partecipante. Materiali ed attrezzi sono forniti dall’organizzazione. Verrà effettuata anche un’ escursione nella foresta. Se ci sarà neve verranno utilizzate ciaspole e bastoncini telescopici (forniti dall’organizzazione). Sotto l’aspetto gastronomico, proponiamo alcune specialità tipiche della montagna toscana. Crostini neri, Ribollita, Acquacotta casentinese, Salsiccia e fagioli all’uccelletto, Rosticciana e patate al forno, Castagnaccio dolce, Cantucci. Appuntamento al Rifugio Casanova di Badia Prataglia alle 10.00 di sabato Pprenotazione obbligatoria al Cell.366.5849069 (e.g.)


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LO SPORT

BOCCE

In serie A l’Ancona 2000 allunga in vetta, in C l’Oikos fa poker mentre il San Michele vola a +4 ANCONA SERIE A: ANCONA 2000, ALLUNGO IN VETTA Dopo la riconquista della vetta solitaria, l’Ancona 2000 allunga su La Pinetina, sconfitta sul campo del Boville. La formazione dorica ha ora sei punti sui campioni d’Italia (che devono però recuperare la gara di L’Aquila), margine interessante alla vigilia dello scontro diretto, in programma a Ostia Lido l’8 febbraio, che chiuderà il girone di andata. L’Ancona 2000 centra contro il Colbordolo la settima vittoria (2-0) in otto partite: derby deciso nel primo tempo grazie ai punti conquistati dalla terna Cesini Patregnani - Cappellacci su Grilli - Giovanelli (2° set Allegrezza) - Mauro e da Manuelli su Porrozzi nella prova individuale. Terna fatale al Montegranaro, sconfitto (10) in casa dall’MP Filtri Rinascita e superato in classifica dagli stessi modenesi e dal Boville. Risultati 8ª giornata: Ancona 2000 – Colbordolo 2-0, Boville – La Pinetina 2-1, Montegranaro – MP Rinascita 0-1, Montegridolfo – Montecatini 1-1, Virtus L’Aquila – Fashion Cattel 0-0. Classifica: Ancona 2000 22 punti, La Pinetina * 16 punti, MP Rinascita Mo 14, Boville Rm 13, Montegranaro 12, Montecatini Avis 9, Montegridolfo 8, Fashion Cattel Tv 7, Virtus L’Aquila * 5, Com. Colbordolo 3. * Una partita in meno SERIE C: L’OIKOS FA POKER, IL SAN MICHELE VA A +4 Oikos e San Michele “vedono” i playoff. La formazione di Fossombrone regola (1-0) l’Olimpia Marzocca nel girone 6 e resta a punteggio pieno (4 vittorie su 4 gare) con cinque punti di vantaggio sul Bar Cardelli Monsano (3-0 alla Sica Passo Ripe). Nel

gruppo 7, il San Michele Lido di Fermo supera (2-1) in casa il Sambucheto e porta a 4 i punti di vantaggio su La Sportiva Castel di Lama sconfitta (2-0) sul campo di una Sangiustese che conquista i primi tre punti del campionato. Girone 6, risultati 4ª giornata: Bar Cardelli – Sica Passo Ripe 3-0, Oikos Fossombrone – Olimpia Marzocca 1-0. Classifica: Oikos Fossombrone punti 12, Bar Cardelli Monsano 7, Olimpia Marzocca 4, Sica Passo Ripe 0. Girone 7, risultati 4ª giornata: San Michele – Sambucheto 21, Sangiustese – La Sportiva 2-0. Classifica: San Michele punti 10, La Sportiva 6, Sambucheto 4, Sangiustese 3. IRENE ALBIERI D’ARGENTO ALL’8° TROFEO CITTA’ DI TOLENTINO Splendido secondo posto per Irene Albieri all’8° Trofeo Città di Tolentino, gara nazionale femminile per individualiste di categoria A1-A-B-C-D organizzata dalla locale Bocciofila che ha visto la presenza di atlete provenienti da tutta Italia (104 in tutto). La giovanissima (16 anni) portacolori della Stella Monsampolo è stata interprete di un percorso superlativo che l’ha vista sfidare in finale la titolata

Marina Braconi (Olimpia Conad, Re) che si è imposta 12-2. Ma resta il grande exploit della Albieri. Terza Roberta Romano (Amici Congrega S. Anna, Sa), Marche protagoniste con Orietta Savelli (Lucrezia), quarta, Vittoria Maria Bordi (Pollentina), sesta, Elisabetta Piermartire (S. Andrea Monte Urano), settima, e Antonietta Agostini (Oikos Fossombrone), ottava. Presenti alle premiazioni il sindaco di Tolentino Giuseppe Pezzanesi, l’assessore allo sport comunale Orietta Leonori, il presidente della Fib Macerata Angelo Scocco, il delegato Coni Macerata Oreste Moretti e i consiglieri della Fib Marche Luca Gelosi e Carlo Giuliani per un appuntamento che ha visto una grande partecipazione di pubblico. A JESSICA GELOSI LA CATEGORIA A DEL 1° POKER DI BOCCE Grande successo per il 1° Poker di Bocce, anteprima al femminile della gara nazionale di Tolentino, che ha visto la partecipazione delle atlete divise per categoria (16 per la A, 19 per la B, 14 per la C e 24 per la D; direttore di gara Graziano Gattari). Nella categoria A successo di Jessica Gelosi (Fontespina Civitanova) che in finale ha superato Carmen Torricelli

(Formiginese, Mo); Teresa Rizzolo (Parmeggiani, Bo) si è imposta nella categoria B, battendo in finale Agostina Frabetti (Progresso Bocce Castello, Bo), con Tiziana Di Cecco (Lucrezia) che ha conquistato il terzo posto. Nella categoria C, vittoria di Ivana Rogante (San Michele Lido di Fermo) su Lucia Palazzo (Tursitana, Mt), mentre la categoria D è stata vinta la Flavia Morelli (Lucrezia) con la portacolori della Bocciofila di Tolentino. Sabrina Ceresani, che si è arresa in finale. LE FORMAZIONI POTENTINE PROTAGONISTE AL 2° MEMORIAL BRUNO CINGOLANI Il 2° Memorial Bruno Cingolani, gara regionale serale a coppie organizzata dalla Bocciofila di Porto Potenza Picena e diretta da Giuseppe Spaccasassi, si rivela favorevole alle formazioni di casa. Michele Sgolastra e Attilio Piermarini (Montesanto Potenza Picena) vincono la categoria A1-A-B (160 squadre iscritte), battendo in finale (10-6) Luciano Morichetti e Angelo Morresi (Civitanovese - V. Gattafoni); terzi Osvaldo Cavalieri e Gilberto Moschini (Helvia Recina Villa Potenza), quarti Sauro Petrelli e Simone Renzi (Montesanto). Nella categoria C-D (192

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formazioni al via) sono gli atleti della società organizzatrice, Onelio Cardinali e Nazzareno Pigini, a conquistare il successo: in finale si arrendono (10-3) Alberto Canale e Tonino Bertaglia (La Pineta Civitanova), terzo posto per Gabriele Marinelli e Lorenzo Biagioli (Ancona 2000), quarto per Giovanni Carpini e Mario Stortoni (Villa Teresa Recanati). CAMPIONATI PROVINCIALI AD ANCONA E PESARO Week-end di campionati provinciali 2014 per i comitati di Ancona e Pesaro-Urbino. A Chiaravalle (direttore di gara Giancarlo Spinaci) Marco Nicolini (Castelfidardo) è il nuovo campione individuale di categoria B di Ancona: in finale si arrende Walter Marco Pacenti (Città di Ostra), terzo Nello Ferretti (Cesanella Senigallia), quarto Tommaso Tombari (Olimpia Marzocca). Il titolo della terna categoria C (a Serra de’ Conti, direttore Giuseppe Veneruso) va a Federico Canestrari, Vittorio Cesaroni e Cesarino Marinelli (Jesina) che battono in finale (12-8) Nello Balducci, Giordano Giovanelli e Valter Montesi (Passo Ripe); terzi Augusto Ausili, Alberto Massaccesi e Alessandro Massaccesi (Jesina), quarti Mario Galli, Mario Moretti e Antonio Prete (Olimpia

Marzocca). Sulle corsie della Bocciofila E. Campanelli di Moie (direttore Giuliano Molinari) Aldo Bonetti e Bruno Scipioni (Serra de’ Conti) vincono il titolo della coppia categoria D, superando in finale (12-8) Ferminio Parasecoli e Dino Sgreccia (Acli Senigallia); terzi Giancarlo Donati e Filippo Trucchia (Sacra Famiglia Osimo), quarti Corrado Bocchini ed Enzo Foligna (Cesanella). A Mondavio (direttore Giuseppe Nori) il titolo individuale categoria B della provincia di PesaroUrbino viene conquistato da Luca Conti (Lucrezia) che vince (12-7) la finale con Claudio Antonioni (San Cristoforo Fano); terzo posto per Roberto Simoncini (La Combattente Fano), quarto per Enzo Bergamotti (San Cristoforo). I neo campioni della terna categoria C sono Socrate Beltrame, Giancarlo Tonelli e Alberto Tonelli (Metaurense Calcinelli): nella finale di Urbino (direttore Giuseppe Bastianoni) superano (12-5) Albino Ciaroni, Sergio Serafini e Gino Penserini (Colbordolo); terzi Andrea Brescini, Emanuele Cenci e Pietro Sabbatini (La Bocciofila Mondavio), quarti Francesco Peruzzini, Renzo Regini e Sergio Salciccia (Fermignanese). Sulle corsie della Bocciofila San Cristoforo di Fano (direttore Paolo Pozzuoli) il titolo della coppia di categoria D è ad appannaggio dei padroni di casa Marcello Morreale e Giancarlo Buiani: in finale si arrendono (12-7) Bruno Bragagnoli ed Enzo Sammarini (San Luigi Gonzaga Pesaro), terzo posto per Remo Carbonari e Ferdinando Nagni (Pergolese), quarto per Giuseppe Roselli ed Elio Crescentini (San Luigi Gonzaga).


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