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maggio - 4 - 2018

LA RIVISTA SU MISURA DEI RAGAZZI E DELLE RAGAZZE

Chris Pratt torna nel Jurassic World Alla scoperta delle emozioni Incontro con Annalisa

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Il mese delle e mozion i

Articoli Teenworld

La mia compagnia è alla deriva Cinema

Salvate i dinosauri! Musica

Annalisa Bye bye al passato Zoom

Sulla strada giusta Speciale

Andiamo a lavorare Inserto

Emozionando Persone

Le ragazze cervellone Sport

Il judoka senza paura Ragazzi Più

Doping? No, grazie!

Rubriche

7 Cara Rosy 11 Best Games 12 Quasar 16 Music Show 21 Fa ridere 22 Librolandia

In copertina: Chris Pratt

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40 Mondo Web 42 Fumetto 50 Super Test 55 Assist 60 Giochi di Gris 62 Chiedi al don

L’abbiamo riempito ben bene, questo Mondo Erre, di ogni tipo di emozione. E non parlo solo del preziosissimo inserto su cui confrontarsi, completamente dedicato alle emozioni, quell’universo interiore che si muove dentro ognuno di noi e che ci spinge ad agire, o che ci blocca e condiziona. C’è anche la gioia che sprizza dalle strisce del simpatico giullare di corte, dalle strampalate trasmissioni televisive di Cubitus e dalle barzellette del mitico Beppe Sghignazza. C’è lo stupore di trovarsi faccia a faccia con dinosauri dal cuore di cucciolone che si affezionano al sorridente protagonista catapultato nel giurassico e c’è la nostalgia scacciata via da Annalisa grazie alle giuste melodie e un bel bye bye. C’è la soddisfazione che si prova nel risolvere un rebus e i giochi di Gris, o la pienezza che invade quando si arriva all’ultima pagina di un libro letto con calma e con gusto. C’è la paura, che corre sulle strade e le autostrade d’Italia e la follia incosciente di chi non si accorge dei pericoli che corre o che può generare. C’è il terrore e la follia di chi non sente nulla dentro di sé, abbandonando per strada un cucciolo ormai divenuto troppo ingombrante, e c’è la rabbia che deve trasformarsi in impegno ed educazione. E poi c’è il judoka che la paura, quella sana, l’ha trasformata in medaglie e in valore. C’è l’orgoglio, quello cattivo, che porta a fingere e a imbrogliare, a cercare scorciatoie e a mentire e c’è l’orgoglio, quello buono, di fronte a chi sa dire no al doping e alle scappatoie. Un orgoglio che diventa ammirazione verso chi – e sono tutte donne – ha conquistato mete grandi e traguardi impensabili a favore di tutta l’umanità grazie allo studio, alla ricerca, all’impegno. C’è la fierezza costruita con le mani, con il lavoro, magari duro e sacrificato, ma onesto, con il rispetto dei diritti e la responsabilità nel compimento dei propri doveri. Ci siete voi, ragazze e ragazzi, nostri affezionati lettori, vulcani inquieti che vi fermate un momento, con noi, a gustare le pagine che vi abbiamo preparato mettendoci tutto il nostro cuore.

La

Valter Rossi

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eenworld Elena Giordano

La mia compagnia

ici si ritrovano m a li g , ia o n a iano A causa dell e a volte risch i, a u g re a in b a com sto punto? e u q a a iv rr a i és ne? grosso. Perch mbiare direzio a c e m o c : o tt E soprattu Che noia, oggi che si fa? «Io propongo di rubare a quel ciccione laggiù il cellulare, figurati se ci rincorre»; «Io invece voglio bucare le ruote delle bici di tutti i bambini che sono all’oratorio, tanto figurati se riescono a risalire a noi». Quando la giornata è lunga e la compagnia non ha un progetto, se non quello di tirare sera, ecco che spuntano fuori idee strampalate, negative, delinquenziali.

Amici, che sta succedendo? Semplice: i bambini, diventati ormai ragazzi, più liberi, lontani dall’occhio da falchetto di papà e mamma, sperimentano la libertà. O meglio, una forma strana di libertà, che non prevede il rispetto degli altri (che si tratti di regole, persone, cose, situazioni), ma solo puro divertimento misto a tanta voglia di combinare guai.

Le regole-non regole Leggere in tranquillità? Non se ne parla. Guardare una serie Tv? Manco morti. Girolare senza una meta? Ecco, questo sì. I ragazzi se-

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Scelte giuste da fare

è alla deriva

guono di solito un codice non scritto composto Ci sei anche tu? da tre punti: 1 Stare fuori casa il più possibile. Fai parte anche tu di un gruppo di amici co2 Non impegnarsi in niente di me quello appena descritto? Davvero ti costruttivo. 3 Stare insieme e senti a tuo agio? Non preferiresti fare Divertirsi è un diritto, provare a fare un po’ i duri (a qualcosa di utile, tutti insieme, oppuspecie alla tua età: re pensare a un progetto che vi aiuti a dispetto di quelli più deboli). Chi non accetta di fare parte spendere bene il tempo? siccome ti spetta, di un gruppo che adotta questi fallo al meglio del meglio! Se non ti piace rischiare una multa, atteggiamenti viene in automao il sequestro della bici o del cellulare Con le persone giuste, da parte dei tuoi genitori, puoi sempre tico escluso; in alcuni casi può anche diventare l’oggetto delle ossia con gli amici veri… cambiare (vedi il box). Anzi, puoi esseprese in giro e degli scherzi. re tu il motore del cambiamento di Cosa fa un gruppo che detutto il gruppo. cide di “non fare niente”? Se, invece, ti piace divertirti infaCome detto, si “inventa cose”, stidendo gli altri, perché questo ti fa un po’ per farsi vedere, un po’ sentire potente e grande, chiediti: doper mettersi alla prova, un po’ per dare fastidio agli altri, un po’ per dimostrare «Cosa volete da noi? Lasciateci stare»: tra queste, iniziare a fumare, rubacchiare, rompere le cose altrui, fare foto rubate agli altri e Vuoi distinguerti, essere migliore degli altri? Magari postarle sui social aggiungendo anche farti notare, oppure diventare il capo del tuo gruppo di amici? Al frasi stupide e così via. posto di rompere, in tutti i sensi (dare fastidio, combinare guai, prendere in Chi ferma questi ragazzi? giro), costruisci! Cosa? Dipende dalle tue doti. Sino a che non intervengono ■ Ti piace cantare? Forma un gruppo musicale. i genitori, oppure i vigili, o la polizia… nessuno. A meno ■ Ti piace recitare? Scegli una sceneggiatura e invita i tuoi amici a organizzare che qualcuno, all’interno con te uno spettacolo. del gruppo, non capisca che divertirsi a discapito ■ Ti piace agire-fare-usarelemani? Scegli lo spazio più disastrato degli altri non è bello, e della parrocchia e chiedi al tuo don il permesso non va mai fatto. di rimetterlo a posto. Anche i bambini ■ Ti piace parlare e far conoscere agli sperduti di Peter Pan, altri il tuo pensiero? Organizza all’interno messi alle strette, hanno della parrocchia un dibattito su un tema compreso di come fosse che ti sta a cuore (sballo, compiti, possibile andare oltre la futuro, fede…) e prepara tutti gli dimensione di un gioco interventi insieme ai tuoi amici, invitando anche gli adulti sempre uguale.

Vuoi essere alternativo davvero?

per un confronto.

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inema

Claudio Facchetti

Anteprima giurassica

Salvate i

! dinosauri

rassic World Ju i d li a im n a I colossali la ati sulla loro Is rb tu is d in o n o viv alla no di sparire d ia h c s ri a m r, Nubla Ma qualcuno è . ta e n ia p l e d faccia loro soccorso. in e ir n e v a pronto

Sono spariti circa 230 milioni di anni fa dalla faccia della Terra, ma non per il cinema. Stiamo parlando ovviamente dei dinosauri, tornati in vita tempo fa grazie al geniale regista Steven Spielberg con Jurassic Park e ancora oggi vivi, vegeti e arrabbiati con l’imminente

Jurassic World - Il regno distrutto, quinto capitolo della saga con protagonisti i colossali animali vissuti nell’Era mesozoica. Una saga che, a un certo punto, sembrava avviata all’estinzione proprio come i suoi protagonisti nella realtà dopo la partenza sprint varata da Spielberg nel 1993 con Jurassic Park, come accennato. Un film strabiliante Chris Pratt torna a indossare i panni di Owen Grady, l’addestratore di velociraptor.

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est Games Lorenzo Roagna

Hearthstone: Boscotetro Il celebre gioco di carte è arrivato all’ottava espansione.

Finalmente è arrivata la nuova espansione di Hearthstone, chiamata Boscotetro (The Witchwood). È l’ottava per il celebre gioco di carte di casa Blizzard e ora vediamo tutto quello che cambia e come acquistare, spendendo il meno possibile, i pacchetti della nuova espansione. Ricordatevi di fare acquisti solo insieme ai vostri genitori, per evitare brutte sorprese. Con l’uscita di Boscotetro inizia ufficialmente l’anno del Corvo su Hearthstone. Questo significa che in formato Standard scompariranno le carte delle seguenti espansioni/avventure: Sussurri degli dei Antichi, I Bassifondi di Meccania e Una notte a Karazhan. Inoltre verranno spostate nella Hall of Fame tre carte del set classico: Blocco di Ghiaccio, Oracolo Lucefredda e Gigante di Magma. Il costo della carta ritornerà ad essere 20 Mana. Per queste tre carte, all’uscita dell’espansione, verrà restituito il pieno valore in polvere arcana senza necessità che vengano disincantate. Si potranno comunque usare in formato Selvaggio.

Informazioni sull’espansione

 135 nuove carte aggiunte al gioco e una sola nuova carta Eroe per lo sciamano: Hagatha.  Ogni classe riceve 2 carte leggendarie.  Ci sono due nuove meccaniche di gioco: Eco e Assalto.  Le missioni giornaliere hanno requisiti minori da soddisfare e ricompense aumentate.  Nuova modalità single player: Caccia ai Mostri.  È possibile pre-ordinare il pacchetto d’espansione di 70 carte al prezzo di 49,99 €. Potrete però risparmiare acquistando tramite Amazon Coins. Con il pre-ordine si otterrà un nuovo dorso esclusivo.

Omaggi

 Verrà aggiunto il ritratto alternativo per il druido, Lunara. Per ottenerlo basterà vincere 10 partite in modalità Classificata o Amichevole dopo il lancio dell’espansione.  Otterrete un nuovo dorso per aver completato la Caccia ai Mostri.  Una carta leggendaria di classe casuale al primo login dopo la pubblicazione dell’espansione.  Tre pacchetti della nuova espansione verranno regalati al primo login dopo la pubblicazione dell’espansione.  Altri pacchetti gratuiti verranno regalati per il completamento di missioni dopo la pubblicazione dell’espansione.

Nuove meccaniche

Eco - Puoi giocare le carte con Eco più volte in un turno. Ogni volta che lo farai, ne verrà aggiunta una copia fantasma nella tua mano che scomparirà alla fine del turno. Assalto - Una volta giocati o evocati, i servitori con la meccanica Assalto possono attaccare immediatamente gli altri servitori. Non possono però attaccare gli eroi fino al turno successivo. Carte a costo pari/dispari - Diversi servitori di Boscotetro ricompensano la creazione di mazzi composti esclusivamente da carte con costo in Mana pari o dispari. Carte Worgen - Gli abitanti di Gilneas possono alternare la loro forma umana a quella lupina dei Worgen, e altrettanto possono fare alcune carte di Boscotetro. Finché una carta Worgen resta nella mano del giocatore, scambia Attacco e Salute ogni turno, creando opportunità per essere giocata al momento giusto.

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M Bye bye usica

Francesca Binfarè

Incontro con Annalisa

al passato

Il terzo posto conquistato all’ultimo Sanremo è un’ulteriore conferma del talento della cantautrice. Lanciata da “Amici”, disco dopo disco sta costruendo una carriera sempre più convincente. Bye bye, il più recente album di Annalisa, ha debuttato ai vertici della classifica di vendita in febbraio, trainato dal successo riscosso al Festival di Sanremo dove il brano Il mondo prima di te si è aggiudicato il terzo posto. Il pubblico è rimasto stregato dalla voce di Annalisa, scoperta e lanciata anni fa dal talent televisivo Amici. Sonorità e temi per lei originali contraddistinguono le nuove canzoni, che ci propongono Annalisa in veste di raffinata cantautrice e anche come persona nuova, con una direzione precisa da seguire nella vita. Ci ha raccontato tutto nell’incontro con Mondo Erre.

L’intervis ta

Cosa rappresenta per te questo Bye bye?

È il racconto di un cambiamento ma l’ho capito alla fine, quando ho guardato l’album da fuori e mi sono vista diversa, più energica, consapevole e autentica di quanto fossi stata sino ad allora. Eppure mi vedevo allo stesso tempo simile a quando, bambina, la musica per me era scoperta impulsiva, illogica, senza regole, senza filtri. Ho lavorato tantissimo su queste nuove canzoni e nel farlo ho lavorato molto

anche su me stessa. Concetti che si rispecchiano nel brano Direzione la vita.

In che senso?

È la canzone che chiarisce l’intenzione, il contenuto e le sonorità dell’intero disco. Direzione la vita rappresenta lo stato d’animo con cui ho lavorato sul disco e su di me, rivelando la voglia di iniziare un nuovo viaggio facendo di ogni particolare e imprevisto l’occasione per costruire qualcosa di bello.

Veniamo al brano sanremese, Il mondo prima di te.

Questa canzone coincide con il momento in cui mi sono accorta che stavo cambiando come persona. Il fatto è che non mi accorgevo di essere cambiata. Sono state le canzoni che ho scritto a farmelo capire: a un certo punto mi sono vista diversa da com’ero proprio grazie a Il mondo prima di te.

Come vedi la tua carriera, guardandola con occhi diversi?

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ling artistico. Lo apprezzo, bisognerebbe chiedere a Michele se lui apprezza me (ride, nda). Sono stata molto contenta di averlo con me sul palco di Sanremo: mi ha regalato la sua interpretazione, grandi risate, tanto supporto.

Questo disco è un saluto riconoscente a quello che c’è stato prima.

Non c’è niente da rinnegare, anzi, provo gratitudine per le persone incontrate, per le esperienze fatte e anche per gli ostacoli che ho incontrato. Alla fine, questo disco è un saluto riconoscente a quello che c’è stato prima.

Il terzo posto al Festival di Sanremo è stata una grande gioia, una conferma per te o cos’altro?

Ha rappresentato l’opportunità enorme di far volare la mia musica il più lontano possibile.

Al Festival nella serata dei duetti hai cantato con Michele Bravi: che rapporto hai con lui?

Siamo amici e ci lega anche un certo fee-

Annalis

C hi è

1985. Ha poco a Scarrone è nata a S av chitarra classi meno di sei anni quando ona il 5 agosto ca e flauto tr inizia a studia averso. Succes re canto; a 13, te si cnica vocale e pianoforte. vamente studia Da adolesc par tecipando ente inizia la gavetta cant an a laurea in Fisica concorsi per voci emergen do nei locali e , nel 2010 par tecipa ad Am ti. Nel 20 09 si al secondo po ici, dove si piaz sto. A oggi, A za nnalisa ha pubb licato 6 albu m.

Tu hai anche collaborato con Benji & Fede nel brano Tutto per una ragione, che ha dominato le classifiche della passata estate.

Grazie a loro mi sono riscoperta, merito della spensieratezza che la nostra canzone ci ha fatto vivere. La scorsa estate è stata bellissima, mi sono molto divertita. Stare insieme a Benji & Fede, grazie alla canzone che ho scritto per loro, è stato molto bello. Pensare che non avrei dovuto cantarla, ma poi i ragazzi mi hanno fatto la sorpresa di volerla interpretare con me.

Sei protagonista in tv ad Amici, come tutor dei ragazzi in gara. Come ti trovi a tornare nel programma che ti ha lanciata nelle vesti di guida e insegnante?

Bene, sento di poter fare qualcosa per loro e con loro condividendo le mie esperienze. Rivedo nei ragazzi alcuni aspetti che all’epoca della mia partecipazione avevo anch’io, piccole fragilità su cui bisogna lavorare. Mi prendo la responsabilità di dire quello che non va, nei momenti e con i modi giusti: penso sia importante non illudere i giovani e, al tempo stesso, quando qualcuno ha talento bisogna dirglielo e incoraggiarlo..

In televisione ti abbiamo visto anche come volto del programma di divulgazione scientifica Tutta colpa di Darwin. Da laureata in fisica ti sarai sentita a tuo agio.

Sì, sono una vera appassionata di temi scientifici. Abbiamo parlato di evoluzione, quindi di spinta verso il futuro. Mi è piaciuta molto come esperienza.

Il tuo prossimo sogno?

Cantare davanti a tanta gente.

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Valter Rossi

Sulla strada giusta

Un progetto di prevenzione gioco Quello che può sembrare un altà è un atto per sconfiggere la noia, in re eguenze terribili. criminale che può avere cons dono all’educazione Ma ci sono persone che cre pressione. più che al controllo e alla re

Qualche settimana fa i giornali hanno dato notizia di sassi lanciati sulle vetture in transito sull’autostrada A5, in corrispondenza di un sovrappasso nei pressi di San Benigno Canavese, in Piemonte. Gli autori del gesto, che fortunatamente non ha avuto le gravissime conseguenze registrate in altri casi di questo genere, sono risultati essere due ragazzini di 11 e 12 anni. Di questi fatti abbiamo parlato con Giovanni Ossola, presidente della ATIVA.

L’intervis ta

Presidente, perché Lei ritiene opportuno affrontare un argomento di questo genere sul nostro periodico e con i nostri lettori?

Qualche volta, purtroppo, i ragazzi sono tentati da giochi solo apparentemente innocui. Così come per gioco hanno dichiarato di avere agito i due ragazzini sorpresi a gettare sassi sull’autostrada per Ivrea. Le conseguenze in questo caso non sono state tragiche e si sono limitate a qualche ammaccatura sulla carrozzeria delle auto di passaggio, anche perché la A5 non è tra le autostrade più trafficate. Ma sulla Tangenziale torinese, ad esempio, passano più di 400.000 veicoli al giorno: equivalgono agli abitanti di una grande città. Gettare un sasso su una tale massa di veicoli, complice la loro velocità, può produrre effetti disastrosi. È già capitato, e su altre autostrade italiane delle persone hanno perso la vita. Non deve più capitare.

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a ridere

Beppe Sghignazza

Amore

«Tua moglie ti vuole bene?» domanda un tale a un amico. «Molto. Pensa che quando litighiamo e mi tira in testa la spazzola, fa in modo di colpirmi con le setole per non farmi male…».

Ora esatta

Un turista sta facendo una passeggiata in montagna. Dopo qualche ora di cammino, incontra un montanaro. «Mi sa dire che ore sono?» gli chiede. Il montanaro dà un’occhiata al sole e risponde: «Sono le undici e ventisette». Il turista, sorpreso per la precisione, rovista nello zaino e trova il suo orologio, che segna le undici e ventinove. «Incredibile, lei ci ha quasi azzeccato» dice al montanaro. «Ha ragione lei – gli dice di rimando l’altro guardando in alto – , questa mattina il sole è in ritardo di due minuti!».

Nome

L’ostetrica chiede alla neomamma: «Come vuole chiamare il suo bambino, signora?». «Qzerostl, per ricordargli suo padre». «Perché, il papà è polacco?». «No, oculista!».

Arruolamento

Un anziano signore legge un manifesto dell’esercito che invita ad arruolarsi come volontari. Si reca in caserma e presenta la domanda. «Siamo spiacenti, signore – gli dice l’addetto – , ma lei è troppo anziano per fare il soldato». «Capisco… Allora non avreste un posto da generale?».

Catechismo

Il parroco chiede ai ragazzi: «Chi di voi, adesso che avete studiato catechismo, mi sa dire fino a quando Adamo ed Eva rimasero in Paradiso?».

E un ragazzino: «Fino a metà settembre, don!». «Fino a metà settembre? Ma cosa ti viene in mente?». «Be’, prima di allora le mele non sono mature…».

Salvataggio

«Aiuto, aiuto, sto affogando!». «Niente paura: adesso le getto una ciambella di salvataggio!». «No, per carità, sono diabetico!».

Pignoleria

Due amici entrano in un bar. Uno dei due dice al barista: «Vorremmo due bicchieri di acqua minerale, uno con un cubetto di ghiaccio». E il barista: «Quale dei due con il ghiaccio?».

Cavernicoli

Durante l’Età della Pietra, in una grotta, la mamma sta rimboccando le pelli al figlioletto. «Adesso dormi, è tardi» gli dice. «Sì, mamma, ma prima mi racconti una bella preistoria?».

Manicomio

Dopo aver visitato una clinica psichiatrica, il ministro della Sanità si rivolge al primario per avere qualche chiarimento. «Le camere sono tutte singole e questo è un’ottima cosa. Però ho notato che, all’ultimo piano, alcune avevano due letti…». «Certo – spiega il dottore – . Quelle sono per i pazienti che soffrono di sdoppiamento della personalità…».

Indovinelli

Cosa fanno due muri all’angolo? Si danno l’appuntamento. Come si chiama una persona dura d’orecchio? Molto forte.

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peciale Leo Gangi

La strada della democrazia - 4

Andiamo a

ambiamenti c , a ic m o n o c e Crisi cnologico. te o s s re g ro p , sociali so lavoro dignito n u re e v a i g g O è tato, anche se n o c s sì o c è n no stituzione. o C a ll a d o it c n sa «Andiamo a lavorare». Immagina di sentire queste parole come se fossero in una canzone di Rovazzi. Poi pensa che si tratta di un ordine che ci dà la Costituzione: l’articolo 4 ci insegna che il lavoro è un diritto, e anche un dovere.

Un lavoro per tutti Quando è stato pensato questo principio, avere un impiego era il modo per tutti di procurarsi il sostentamento per vivere. Lo è sempre stato.

Allora perché precisarlo in un documento così importante? Perché ci si è accorti che, per dirsi tale, il lavoro dev’essere dignitoso e dove possibile deve realizzare le aspirazioni di chi vi si dedica. È una parte importante della vita, come la scuola per una ragazza e un ragazzo. Per questo l’articolo 4 non si limita a riconoscere una prerogativa, ma aggiunge che la Repubblica «promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto». Cioè, lo Stato deve farsi parte attiva nel permettere ai cittadini di svolgere un’occupazione «secondo le proprie possibilità e la propria scelta». Verso la fine del secolo scorso questo concetto è diventato (almeno in Italia e in Europa) un diritto acquisito, cioè una conquista da cui non si torna indietro. O almeno così sembrava.

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lavorare Tutte le attività devono avere un comun denominatore: la persona al centro.

Cosa succede oggi Oggi le cose stanno diversamente. Le ragioni sono tante e complesse: certamente, la crisi economica innescata da quella finanziaria, cioè dall’eccessiva fiducia nella possibilità di ottenere denaro investendo altro denaro. Ma c’è di mezzo anche l’evoluzione del modo di lavorare, iniziata decenni fa passando da una dimensione locale a una sempre più globale. E poi, la concorrenza spietata sui prezzi di vendita: molte aziende sono state costrette alla chiusura o a trasferirsi in Paesi dove il costo della manodopera e della gestione è inferiore. Senza dimenticare l’espandersi delle multinazionali, che sta portando alla scomparsa progressiva delle piccole realtà (fabbriche e negozi) a cui i nostri genitori erano abituati. L’acquisto online sta accentuando questo fenomeno, sostituendo i grandi market virtuali a quelli reali.

Il ruolo del progresso Intendiamoci: il progresso non è un male, al contrario. L’invenzione di Internet ha spezzato molte barriere; ci ha fatto aprire gli occhi su ciò che accade attorno a noi, al di là della nostra cameretta. Più in generale, la rivoluzione tecnologica ha portato molti benefici, riducendo la fatica del lavoro e migliorando la produttività.

Articolo 4 della Costituzione La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.

Alternanza scuola lavoro Negli ultimi anni si stanno sperimentando diversi sistemi per far prendere confidenza ai giovani con il mondo del lavoro. Uno di questi è l’alternanza scuola lavoro «che attraverso l’esperienza pratica aiuta a consolidare le

conoscenze acquisite in classe e a testare sul campo le attitudini di studentesse e studenti, grazie a progetti in linea con il loro piano di studi», spiegano dal Ministero dell’Istruzione (il MIUR). I progetti di alternanza sono obbligatori per tutti gli studenti degli ultimi tre anni delle superiori, che li devono svolgere nell’ambito dell’anno scolastico, e coinvolgono anche le aziende del territorio, creando un rapporto stabile con gli istituti che si rivolgono a loro. Un altro è il servizio civile nazionale, che si rivolge ai giovani tra i 18 e i 28 anni: in questo caso si tratta di partecipare per un anno alla proposta specifica di un ente pubblico o di un’associazione accreditata. L’esperienza prevede un rimborso ai partecipanti da parte del Governo. maggio 2018

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peciale

L’uomo non è solo uno strumento per produrre ricchezza, ma la società di oggi spesso sembra dimenticarlo.

Non possiamo però accettare che l’uomo sia considerato solo uno strumento per produrre ricchezza. Il messaggio della nostra Carta fondamentale è che il lavoro ci rende indipendenti e liberi. Ci dà la possibilità di decidere del nostro futuro senza sentirsi in debito con qualcuno, perché ciò che abbiamo è frutto dei nostri sacrifici, e non di quelli di altri. Allo stesso tempo, però, ci impegna a dare il nostro contributo personale alla comunità di cui facciamo parte, dove ognuno ha un ruolo ben preciso. E dove tutte le attività devono avere un comun denominatore: la persona al centro.

Cosa dice papa Francesco Lo dice anche papa Francesco, e in più occasioni. Nell’enciclica Laudato si’ dedica un intero capitolo al tema, facendoci notare che il lavoro è “integrato” nel nostro Dna, fin dalla creazione: «Rinunciare ad investire sulle persone per ottenere un maggior profitto immediato è un pessimo affare per la società», avverte.

È importante però che la nostra occupazione ci renda fieri o comunque consapevoli di essere utili. «Non tutti i lavori sono lavori degni – ha precisato qualche tempo fa alla Settimana sociale dei cattolici italiani – . Ci sono lavori che umiliano la dignità delle persone: quelli che nutrono le guerre con la costruzione di armi, che svendono il valore del corpo con il traffico della prostituzione, che sfruttano i minori. Offendono la dignità del lavoratore anche il lavoro in nero, quello gestito dal caporalato, i lavori che discriminano la donna e non includono chi porta una disabilità». Anche il lavoro precario che non dà certezze per il futuro non è un lavoro. A settant’anni dalla nascita della Costituzione il lavoro è ancora un problema. Però a differenza del passato oggi abbiamo la consapevolezza che le cose devono cambiare, su scala non solo nazionale ma mondiale. La sfida è molto più grande. La Costituzione continua a ricordarcela, come un post-it che non si scolla. Sta a noi tradurre il proposito in realtà.

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Inserto Testi: Leo Gangi

Emozionando Paura, rabbia, tristezza, felicità ‌ Sono solo alcune delle emozioni che proviamo ogni giorno. Ma quante sono? E come ci aiutano a vivere?

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Inserto

Emozioni al quadrato

Di solito se dico «Sono emozionato» intendo che sento un misto di imbarazzo e gioia e il cuore batte a mille. In realtà le emozioni sono molte, diverse una dall’altra e pronte tutte a scattare, anche in contemporanea. Uno studio recente ne ha contate ben 27, e parliamo solo di quelle fondamentali, da cui si formano tutte le altre. Proviamo ad approfondirle e a vedere se nella società di oggi le emozioni hanno ancora un senso o se invece vale la pena di metterle da parte.

Sono così tante?

Ebbene, lo studio condotto da due giovani ricercatori di un’università americana ha mostrato un ampio ventaglio di reazioni di base, dall’ammirazione alla noia, passando per l’orrore e il do-

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lore empatico (v. box). Ha svelato così il complicato sistema attraverso cui ogni giorno comunichiamo noi stessi agli altri. È successo tutto esaminando il senso di meraviglia, forse l’emozione più antica di cui l’uomo è capace fin da bambino. Quella che suscita la curiosità e che permette di imparare cose nuove. Il dato principale della ricerca è la scoperta che ogni emozione è in grado di ingenerarne un’altra: per esempio, lo stupore davanti a un bello spettacolo naturale fa sentire più generosi. O la rabbia per un’ingiustizia può sfociare nell’eccitazione che dà la forza per superarla. In altre parole, i nostri stati d’animo non sono “a compartimenti stagni” ma al contrario sono interconnessi tra loro. Il passaggio da uno all’altro può essere anche immediato. I ricercatori hanno definito questa mappa

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ersone

Ferdinando Albertazzi

Le ragazze Linea diretta con la scrittrice Vichi De Marchi

cervellone ualsiasi Hanno superato q iungere ostacolo per ragg Sono quindici il proprio sogno. tate scienziate, raccon lgente. in un libro coinvo Direttrice del Comitato WE (Women Empower the World: “Con le donne un mondo migliore”), per molti anni portavoce per l’Italia del Programma alimentare mondiale dell’Onu, figura portante del gruppo Facebook SheSCIENCE. Vichi De Marchi è dunque una donna in azione, sotto il segno della scienza e della centralità delle donne nella costruzione e nel divenire della società. Ecco cosa ha raccontato a Mondo Erre in occasione dell’uscita del libro Ragazze con i numeri, scritto con Roberta Fulci.

L’intervis ta

Continua a valere l’affermazione di quasi un secolo fa di André Breton, il fondatore del Movimento Surrealista, secondo il quale “le donne sono la sola risorsa contro l’invivibile”?

Sicuramente senza di loro, senza il pensiero, la presenza, l’agire delle donne, il mondo sarebbe meno vivibile. La cosa più ovvia è pensare che lo sarebbe perché le donne si sobbarcano le incombenze della famiglia; in realtà sarebbe meno vivibile un mondo che rinuncia allo sguardo e all’intelligenza femminili. Persino le aziende che hanno nominato donne nei consigli di amministrazione, funzionano meglio e fanno maggiori profitti. A sinistra, Vichi De Marchi. A destra, con Roberta Fulci.

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ersone Quale, il segreto?

Perché?

Le donne mostrano una minore propensione al Colpa dei modelli che hanno assimilato, dei mesrischio e più capacità di lavorare in squadra, anche saggi anche molto sottili, insidiosi, di cui è stata disquando svolgono funzioni dirigenziaseminata la loro crescita, in famiglia e Ogni conquista li. E sono sicura che avremmo meno a scuola. guerre, se ai vertici degli Stati e nella costa tempo, In quale misura le sue scienziate politica ci fossero più donne in posi- fatica e sacrificio, ma possono rappresentare dei modelli zioni di spicco.

Su che cosa possono contare, le ragazze, per diventare donne consapevoli e decisive?

alla fine si potrà dire “ne è valsa la pena”.

Sulle loro forze e sulla capacità di fare rete: da soli non si va da nessuna parte, uomini e donne, ragazzi e ragazze. Non è facile darsi valore, ma credo sia fondamentale.

In che senso?

Esiste una non corrispondenza tra i risultati delle ragazze, ad esempio a scuola, dove tendenzialmente vanno molto meglio dei loro compagni maschi, e la sottovalutazione che le ragazze operano delle proprie capacità. Qualcuno ha definito “sindrome dell’impostore” lo scollamento tra ciò che una persona è e ciò che la società si aspetta da lei: quando ottengono ottimi risultati su una specifica materia, spesso le ragazze pensano che sia stato un caso, o la fortuna e che presto verranno smascherate.

invoglianti, per le ragazze di oggi?

Ogni percorso di emancipazione, di conquista, di liberazione, ha bisogno di alleati ma anche di modelli a cui ispirarsi, soprattutto nell’età in cui si cresce e in cui è fortissimo il bisogno di trovare delle figure di riferimento. Le quindici scienziate del libro raccontano soprattutto la determinazione, la caparbietà con cui hanno perseguito il loro sogno, incuranti delle barriere culturali e degli ostacoli materiali che hanno dovuto superare.

Lo ribadiamo: elemento portante di qualsivoglia impresa è la fiducia in se stessi, di cui troppi giovani denunciano la carenza. Che cosa può aiutarli a riappropriarsene?

La fiducia si conquista dando valore a ciò che si è e si ha: un bel voto, un’intuizione, un talento per qualsiasi cosa, una buona manualità. Servono l’impegno, sapere che “volere è potere”, avere delle “guide”, cioè delle figure di riferimento, dall’amico, al prof, al conoscente che rappresenta un modello.

Alcune illustrazioni del libro: Rita Levi Montalcini, Rosalind Franklin e, in alto, Vera Rubin.

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questioni del mondo, dall’uso delle risorse allo sviluppo sostenibile, richiedono un di più di scienza, meglio se al femminile.

Lei, intanto, ha apparecchiato un’opportunità…

Con amiche e amici scienziati, divulgatori, insegnanti, scrittori, editori, librai e bibliotecari, ci confrontiamo su questi temi in un gruppo Facebook che si chiama SheSCIENCE, a cui si può facilmente aderire. Si può cogliere una miriade di stimoli, inclusi quelli della migliore produzione letteraria per ragazzi, benché persistano stereotipi difficili da sradicare...

E poi conta costruirsi un universo fatto anche di letture, di stimoli, di scommesse. E accettare l’idea che ogni conquista costa tempo, fatica e sacrificio, ma che alla fine si potrà dire “ne è valsa la pena”.

Le ragazze attratte dalla scienza, su che cosa devono puntare e concentrarsi per forgiare la curiosità in interesse operativo?

Un primo scoglio da superare è evitare che nel passaggio dalle elementari alle medie si perda la fiducia nelle proprie abilità scientifiche: un ruolo importante spetta alla scuola, alla comunità degli educatori. Inoltre serve capire che la scienza non è la sommatoria di conoscenze specifiche ma presuppone uno sguardo indagatore, aperto sul mondo; una capacità di fare squadra e di avere la cosiddetta visione “divergente”, tutte qualità che servono alla scienza e che le ragazze e le donne hanno ampiamente.

Quali, gli ostacoli lungo il percorso?

Perdere fiducia, pensare che la scienza sia appannaggio delle menti razionali, maschili. E accettare che, in quanto femmina, vadano bene altri studi.

E quali, invece, le risorse da cui attingere?

Avere dei modelli, darsi valore, pensare che se uno ha un sogno deve realizzarlo, tanto meglio se presuppone un percorso scientifico. Questo ambito reclama un crescente numero di persone: le grandi

Il libro Ragazze con i numeri. Storie, passioni e sogni di 15 scienziate

Editoriale Scienza, pp. 204, € 18,90

Quindici figure dal Seicento all’oggi, che Vichi De Marchi presenta così:

“Nel libro scritto con Roberta Fulci, una bravissima divulgatrice scientifica di RadioTre Scienza, descriviamo sia il contributo di scienziate che le storie di ragazze, poi donne, vissute in Paesi ed epoche diverse. Mostriamo il variegato contributo delle donne alla scienza, compresi nomi meno conosciuti al grande pubblico quale la cinese Tu Youyou (Premio Nobel per la medicina). E raccontiamo al contempo pezzi di storia dell’Italia e del mondo: attraverso Laura Conti la tragedia ambientale della diossina a Seveso, attraverso Valentina Tereshkova la competizione Usa-Urss per inviare la prima donna nello Spazio, senza contare la dura battaglia antirazziale e antisegregazionista vinta dalla matematica nera Katherine Johnson. A nessuna di loro è stato regalato nulla, hanno dovuto conquistarsi pezzo per pezzo il loro futuro di scienziate”.

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Adalberto Scemma

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televisiva i s e t n e r a Una p o l’atleta, t a r t n e c n co non ha de prossimi i a a r a p e r no che si p sso impeg e t s lo n o c o: incontri ro olimpic o l’ o t in v con cui ha ci testa, mettendo cuore. muscoli e Mai fidarsi delle apparenze. Dopo l’oro olimpico nel judo (prima medaglia italiana a Rio 2016) Fabio Basile si è fiondato in tv quasi a tempo pieno: Ballando con le stelle è stato il top, con il secondo posto conquistato accanto ad Anastasia Kuzmina, ma da allora le comparsate si sono succedute a ritmo continuo. Un percorso accidentato per chi fa dello sport agonistico una professione. Soprattutto in vista di una partecipazione olimpica che lo vedrà difendere a Tokyo l’oro di Rio. E tuttavia basta un semplice scambio di battute, per capire che Fabio non è proprio il tipo da lasciarsi incantare dalle luci del palcoscenico. Sa perfettamente quello che vuole e sa come ottenerlo disciplinando a suo modo tutte le energie. «Dopo l’Olimpiade – dice – mi sono preso un anno tutto per me. Nel judo i guadagni non esistono, mi è sembrato normale sfruttare quel momento di popolarità che mi ha regalato la vittoria olimpica. Da adesso però basta tv. Testa, muscoli e cuore, da qui a due anni, sono tutti per il judo. Anche perché con il cambio di categoria mi servirà il massimo della concentrazione».

Questione di stimoli La scelta di passare dai 66 ai 73 chili è apparsa in effetti un po’ azzardata, soprattutto perché Fabio, alto soltanto 1,72, dovrà vedersela con atleti massicci, mediamente più alti e potenti di lui (pensiamo al francese Benjamin Axus, che misura addirittura 1,89!). E tuttavia, anche se il primo impatto nel Gran Slam

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a senza paura

Mosse vincenti

Il mio obiettivo è sempre e soltanto uno: vincere. Non esiste altro!

di Parigi, nello scorso febbraio, non è stato dei più esaltanti, sconfitto di fronte al mongolo Tsend-Ochir, Fabio non ha alcuna intenzione di fare un passo indietro. «Dovete capire – commenta – che io sono uno dei judoka più matti che esistono. In allenamento mi preparo con coscienza. In gara invece amo improvvisare, e questa è sempre stata la mia forza. Sono sicuro che arriverò fino in fondo. Il mio obiettivo è sempre e soltanto uno: vincere. Non esiste altro!». L’atteggiamento guascone può lasciare perplessi, soprattutto perché il salto di categoria porrà Fabio di fronte ad avversari che non ha mai incontrato, e con Fabio in azione. Dice: “In gara amo improvvisare, e questa è la mia forza”.

caratteristiche ben diverse rispetto agli atleti da 66 chili. Il pesante lavoro di palestra sta lasciando tuttavia il segno muscolarmente: di qui la percezione di un cambio non soltanto necessario ma addirittura fisiologico. «Avrò un compito pieno di ostacoli – osserva Fabio – ma soltanto chi non mi conosce parla di mission impossible. Anche prima di Rio dicevano le stesse cose e abbiamo visto invece come è finita. È soltanto una questione di stimoli, la ricerca delle novità è da sempre la benzina migliore». È questione di stimoli, certo, ma al tempo stesso è anche questione di carattere. Fabio è uno che “si butta”, come s’usa dire, e che affronta di petto ogni tipo di situazione. «Non ho paura di niente e di nessuno – garantisce – e non mi importa se qualcuno mi considera uno sbruffone. So prendermi le mie responsabilità, sono un misto di rabbia e di compostezza, scatto

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Disegni: Virginia Chiabotti - Jacopo Tagliasacchi. Testi: Marco Daeron Ventura.

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Doping? No, grazie! di Valter Rossi

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Suggerimenti del Coach Bravo, Mattia, sei proprio tecnologico, ma soprattutto veramente onesto, e credo che di questo ci sia veramente bisogno: di gente onesta! In ogni competizione, come nella vita di tutti i giorni, c’è sempre la tentazione di imbrogliare credendo di esser più furbi degli altri, di cercare scorciatoie pensando di farla franca! Ma la nostra squadra dev’essere diversa. Flavio mi ha detto che voleva farlo

per il bene della squadra, ma gli ho fatto capire che non si può fare nulla di bene pensando di usare mezzi illeciti. E tocca anche a voi riflettere su quanto è capitato: primo perché nessuno si deve sentire giusto e giudicare gli altri, e secondo perché non ci sono mostri da condannare, ma fratelli che possono sbagliare e devono essere aiutati. In fondo anche questo vuol dire essere una squadra.

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hiedi al don

don Valter Uomo. 53 anni Italia

L’altalena

Caro don, la mia fede è un po’ come l’al talena. È divertente, ti dà l’idea della libertà, ti sembra di andare di qua e di là, ma alla fine stesso posto. Dopo un po’ che sei sempre nello vai avanti e indietro, ti stufi, perché non si può and are oltre un cer to limite e se esageri, rischi anc he di ora di scendere, è un gioco tro far ti male. Forse è ppo da bambini… Marco

Caro Marco,

l’immagine dell’altalena è bellissima ma perme ttimi di con tinuarla, spe rando che diven ti la par abola della tua vit a. Su quell’alt alena ti hanno messo per la prima volta i tuoi quando eri pic cino, spingendoti dolcemente, for zandoti un po ’, cer ti che ti avrebbe fat to piacere. Poi hai inizia to ad andarci da solo, a starci quando i tuoi avevan o fre tta, a rischiare sempre più , per dimost rar e che eri capace. Infine è arrivata la noia ins ieme a tante alt re cos e da far e, più im po rta nti , più da grandi, più emozionanti. Come se la fed e che ti ave va rie mpit o la vit a fin o a qu el mo me nto di col po no n avesse più nulla da dire… Ma non è così: l’asse su cui sedevi è Gesù, che non si stanca mai di accoglierti e sos tenerti; le due corde sono lo Spirito Santo e la Vergine Maria . So no lor o che guidano la tua preghier a e ti tengono att accato al ramo che tut to sor regge, Dio, al quale ti potrai sempre affidare. Un giorno ti troverai a spingere un bambino e sen tirai la sua gioia rie mpire il suo ess ere e il tuo . E no n ti vergognerai, se qualcuno penserà che sei rimasto un po’ bambino.

Scrivi a: 62

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Valter Rossi

chiedialdon@elledici.org

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Samir

Ciao, sono mussulmano e a voi cristiani proprio non vi capisco. Nella vostra fede ci sono tante cose strane. Ad esempio? Forse dipende da quello che hai visto intorno a te. Io vado all’oratorio con tanti altri, ma… Non ti accolgono bene? Mi spiace... No, è proprio il contrario. Voi accogliete tutti senza distinzione. Per noi il comandamento dell’amore è il primo e più importante. Però sento anche altri che fanno discorsi di odio e che dicono che noi siamo un danno per la vostra religione. Non vedo molta coerenza… Hai ragione, ma tu, chi credi che abbia ragione? Appunto, è lì che non capisco: come si può essere convinti della propria religione e accogliere tutti? Anche gli altri hanno ragione? La vostra fede non sembra convinta. La fede non è estremista di suo? Papa Francesco, nella sua visita in Egitto ha detto: Dio gradisce solo la fede professata con la vita, perché l’unico estremismo ammesso per i credenti è quello della carità! Qualsiasi altro estremismo non viene da Dio e non piace a Lui! Scrivi un mess...

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Nata nel 2003, la giovane e promettente attrice americana ha iniziato a recitare fin da piccina. Ăˆ apparsa in varie serie tv e in alcuni film in ruoli di contorno. Ora è la protagonista dell’avventuroso Nelle pieghe del tempo, nei panni di Meg Murry.

Storm Reid


Pacific Rim La rivolta Sequel del primo film, Pacific Rim, questa seconda puntata segna il ritorno in azione dei robot Jaeger contro i mostri Kaiju. Sconquassanti, chiassosi, fantastici.

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Ultimo

Si definisce cantautorap il romano Niccolò Moriconi, in arte Ultimo. Lui, però, a Sanremo è arrivato primo tra le “Nuove Proposte” con Il ballo delle incertezze, e con il cd Peter Pan sta volando in alto.

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Mondo Erre maggio 2018  
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