Issuu on Google+


Non perdiamo il filo… Ritorna settembre, ritorna il momento di rimettere la sveglia ed incamminarsi. Ed appena entrati nell'Università, investiti da folle di nuovi compagni di viaggio, sorgono i primi dubbi su come iniziare la nuova vita da studenti dell'Ateneo. Tra banchetti di orientamento e presentazione dei corsi di studio, qualcuno si inizierà a chiedere: si va bè, ma come funziona realmente questo mondo?! Lo scenario non è così meno caotico di quello iniziale. Prima di tutto, è necessario cancellare dalla mente il termine “facoltà”: dopo l’approvazione della riforma Gelmini le facoltà non esistono più, ma già hanno preso vita nuove strutture amministrative: i dipartimenti. La situazione diventa più chiara, per fortuna, rispetto ad un anno fa. Ma molte criticità restano all’interno, in generale, dell’università pubblica. Gli attacchi continui, sempre più pesanti, al mondo della formazione, i tagli dei finanziamenti al sistema universitario statale, il blocco del turn over che continua ad impedire il ricambio della docenza (che nel frattempo va in pensione!) sono tutti fattori che gravano sulle spalle degli studenti a partire proprio dalla realtà quotidiana che viviamo nei corsi di studio: servizi e didattica sono sempre più impoveriti. E’ per queste ragioni che vorremmo portarvi a fare un giro dentro i nostri nuovi dipartimenti, dentro quelli che saranno i vostri nuovi corsi di studio, dentro quelli che saranno i luoghi

dove, pian piano, inizierete a vivere da universitari. Un giro assolutamente di parte, insieme ad un collettivo che si batte da più di 16 anni per liberare l’università da logiche baronali e per difendere i diritti di tutti gli studenti. Siamo le studentesse e gli studenti di Lettere Rosse, gruppo dell’area umanistica del movimento studentesco Sinistra Per… che dal 1995 si batte per rappresentare le studentesse e gli studenti entro gli organi decisionali, per promuovere un nuovo modello di università che sia libera da logiche privatistiche e aziendali, per condividere le centinaia di esperienze culturali che vivono dentro la nostra università. Attraverso assemblee partecipate, democratiche e il lavoro quotidiano dentro e fuori i luoghi di rappresentanza, siamo riusciti a costruire in modo unitario grandi fasi di mobilitazione contro un modello di università basato sull’elitarismo e la privatizzazione dei saperi, un modello che oggi continua a essere proposto e messo in atto dal governo dei tecnici. Un governo che sta compiendo scelte politiche forti, coerenti agli scriteriati paradigmi neoliberisti della privatizzazione del sistema pubblico e della trasformazione (definanziata) degli Atenei in aziende private. Attraverso metodi assembleari, di confronto, di elaborazione critica della realtà ci siamo fatti sempre portavoce di problemi reali del mondo studentesco dandoci anche l’obiettivo più ampio di riconferire dignità a tutto il mondo della formazione, di

Filo Rosso—Non perdiamo il filo pag.1


Filo Rosso—Prima parte: giro tra Ricci e Boileau pag.2 promuovere il carattere pubblico dei saperi, di difendere i diritti delle componenti più deboli del mondo accademico. E tutto questo continuiamo a farlo senza alcun partito, organizzazione o setta religiosa alle spalle, ma soltanto grazie alla volontà e al lavoro di ragazze e

ragazzi che mettono al centro l'uguaglianza (quella reale), la solidarietà, la libertà (inautentica laddove mancano parità di condizioni e di possibilità), la coscienza critica.... Ma, potete stare certi, avrete modo di conoscerci molto da vicino! Non perdete il filo!

Prima parte: giro tra Palazzo Ricci e Palazzo Boileau con mappa dei problemi...

Nuovi Dipartimenti pag.3

Test d’Accesso pag.8

Emergenza Spazi pag.4

Difendiamo l’Università Pubblica pag.8

Per una nuova didattica pag.5 Percorso ad ostacoli verso l'abilitazione pag.6

Numero Chiuso o Programmato? pag.10 I nostri risultati, le vostre garanzie: un lavoro che deve continuare pag.11


Nuovi Dipartimenti L'anno accademico appena iniziato porta con sé un'evidente novità amministrativa: le storiche facoltà vengono archiviate per lasciare spazio ai nuovi dipartimenti, che gestiranno sia la didattica sia la ricerca nei settori di competenza. In particolare, l'area umanistica è stata suddivisa nel dipartimento di Filologia, Letteratura e Linguistica (corsi di Lettere, Lingue e letterature straniere, Informatica umanistica, LILE, FISA LEFE, LEA, LING, TLS) e in quello di Civiltà e Forme del Sapere (corsi di Storia, Filosofia, SBC, DISCO, Scienze per la Pace, Storia e Civiltà, Filosofia e Forme del Sapere, Orientalistica, Archeologia, SAVS). Cosa cambia per gli studenti? Non molto, dal momento che ci si continua ad iscrivere al corso di laurea; soprattutto, sarà possibile sostenere esami in settori scientificodisciplinari appartenenti ad ambedue i dipartimenti (per esempio, lo studente iscritto a Lettere può sostenere un esame di storia dell'arte). Questo avviene tramite un vero e proprio “prestito” di docenti, negoziato fra i diversi dipartimenti in sede di programmazione didattica: il sistema, però, ci appare eccessivamente instabile e troppo soggetto alla volontà estemporanea degli attori in gioco. Come Lettere rosse, abbiamo sottolineato l'esigenza di dotarsi di strumenti in grado di garantire la

completezza dei nostri piani di studio, caratteristica cruciale soprattutto nei primi anni degli studi umanistici. Riteniamo, pertanto, fondamentale la realizzazione di accordi duraturi e stringenti fra i due dipartimenti, nell'ottica di promuovere una collaborazione istituzionale capace di tutelare la multidisciplinarietà dell'offerta formativa dei corsi di studio. Non possiamo concepire per i saperi umanistici percorsi di studio a compartimenti stagni che non comunicano fra loro: si tratta di una visione culturale che da anni definisce il nostro agire politico. Sono in fase di redazione i regolamenti delle nuove strutture dipartimentali: un processo da non sottovalutare, poiché produrrà le norme basilari di gestione del dipartimento. Ci siamo spesi affinché la scrittura dei regolamenti non avvenisse all'oscuro e ad opera di pochi; abbiamo preteso la convocazione di commissioni formali con almeno un rappresentante per categoria (anche tecnici, assegnisti e dottorandi) e la possibilità di affrontare in consiglio di dipartimento le questioni politiche più delicate. Continueremo a vigilare su argomenti caldi che rischiano di essere affrontati secondo mere logiche baronali come le sezioni (suddivisioni interne ai docenti per organizzare ricerche e ottenere fondi) e la giunta (un esecutivo ristretto).

Filo Rosso—Prima parte: giro tra Ricci e Boileau pag.3


Filo Rosso—Prima parte: giro tra Ricci e Boileau pag.4 Emergenza Spazi Come ogni anno ricominciano le lezioni e sprigionano un forte fascino dovuto alla scoperta del nuovo e agli interessanti stimoli culturali. Tuttavia, ben presto dovrete scontrarvi con un problema ormai cronico nell'area umanistica: la carenza di spazi sufficientemente ampi per la didattica. A tutti prima o poi capiterà di doversi sedere sul “comodo” pavimento delle aule di palazzo Ricci o di doversi sporgere dalla porta a vetri dell'aula Liva di palazzo Carità per seguire un corso particolarmente affollato. Il problema non è di facile soluzione: siamo, infatti, nel bel mezzo di una fase transitoria tra la dismissione di edifici in affitto e il completamento dei lavori per nuovi stabili non ancora a disposizione. Attendiamo con ansia la conclusione dei lavori al secondo lotto del polo Guidotti e agli ex-Salesiani in via Santa Maria, edifici che garantiranno nuove aule per la didattica. Purtroppo, niente di tutto questo sarà pronto prima del prossimo anno accademico, con probabile slittamento al 2014. Quest'anno, peraltro, la situazione risulta aggravata dalle vicissitudini che si sono abbattute su Giurisprudenza: la sua storica sede, il palazzo della Sapienza, ha subito gravi danneggiamenti nel corso degli anni ed è stata dichiarata inagibile a seguito delle scosse di terremoto che hanno colpito l'Emilia nei mesi di maggio e giugno. Per sopperire a questa enorme mancanza, è previsto che palazzo Ricci ospiti gli studi dei docenti di

diritto privato ed alcune lezioni del primo semestre della stessa materia (nel secondo semestre, invece, sarà pronto il nuovo polo didattico delle scienze sociali dove sarà dislocata anche Giurisprudenza). Per non farsi mancare niente, i lavori di palazzo Boileau sono stati interrotti bruscamente dopo la chiusura della Sapienza. Studenti di Lingue, niente ampliamenti alla vostra sede: nell'ottica dell'amalgama di ex-Lettere ed ex-Lingue, questo è il primo passo verso quello che si chiama "a mal comune, mezzo gaudio". Ma sommando questa novità ai limiti storici delle aule a nostra disposizione c'è poco da essere allegri. Abbiamo avuto modo di segnalare durante il mese di luglio l'insostenibilità della situazione ai neo-eletti direttori di dipartimento, esigendo una loro convinta pressione nei confronti dell'amministrazione centrale affinché palazzo Ricci resti per questo anno a disposizione dei corsi di laurea umanistici. Stiamo, inoltre, vigilando attentamente sugli orari dei corsi, poiché in questo contesto si moltiplicano i rischi di sovrapposizioni di corsi previsti obbligatoriamente nei piani di studio. Non tutto, però, è cupo e negativo: sono finalmente conclusi i lavori a palazzo Matteucci (in piazza Torricelli, dietro il giardino della biblioteca di Storia e Filosofia), che è sfruttabile a pieno sin da settembre. Al suo interno saranno trasferite le


diverse sedi della biblioteca di LM1 (Lingue e letterature moderne 1) e soprattutto troverete finalmente un'aula magna degna di questo nome (anche se l'acustica non è delle migliori!).

Per una nuova didattica Dibattito ormai famoso è quello che si è sviluppato, nel corso di questi ultimi anni, riguardo all’importanza di costruire una didattica alternativa nei corsi di studio umanistici. Come fare? Da sempre ci siamo battuti affinché ogni docente fosse vincolato ad un livello minimo di ore di insegnamento frontale, per poter così garantire termini migliori di qualità, quantità e trasparenza dei saperi. Ad oggi il regolamento didattico d’Ateneo prevede che per ogni CFU vi sia un minimo di 7 ore di didattica “frontale” da parte dei docenti. Posizione che abbiamo sostenuto, ritenendo che tale sistema sarebbe stato recepito conformemente all'idea per cui la “didattica frontale” prevista si intende anche come esercitazioni, seminari,

tavole rotonde: un tipo didattica effettivamente alternativo a quella “frontale”, puramente cattedratica. Purtroppo non è stato così. Troppo spesso le modalità di insegnamento, all’interno dei corsi di studio, resta relegata alla canonica lezione. Resta (come abbiamo avuto modo di vedere molto bene nel corso del tempo) solo la buona volontà di alcuni studenti e docenti a cercare di organizzare forme di didattica alternativa, come seminari o momenti di incontro e confronto culturale, molto spesso al di fuori delle ore stesse di lezione, di per sé già impegnative. La nostra battaglia è sempre stata, dunque, quella di far sì che fossero garantite un minimo di ore da poter destinare alla didattica alternativa in genere, all’interno delle 7 previste, specie per quei corsi di studio che abbisognano maggiormente di una tale modalità formativa. Garantire la possibilità a tutti gli studenti di avere spazi di confronto, di poter produrre elaborati sui temi stabiliti all’interno dei corsi di studio, creare una dimensione democratica della formazione resta l’orizzonte che continuiamo a proporre per instaurare dal basso un nuovo modello di università. Pensiamo soltanto un attimo alla situazione attuale: non esistono più le vecchie facoltà, ma hanno preso forma i nuovi dipartimenti. In questo quadro, battersi affinché nei nuovi regolamenti di queste strutture sia previsto una quantità minima di ore per credito dedicata a nuove forme di didattica, garantita così a tutta la popolazione

Filo Rosso—Prima parte: giro tra Ricci e Boileau pag.5


studentesca, significa anche tentare di non affidare più all’ipotetica buona volontà di chicchessia un diritto di ogni studente. Diviene fondamentale sviluppare un tale modo di intendere l’insegnamento, anche per poter salvaguardare, fra i due dipartimenti, un rapporto sempre più sinergico, attraverso il quale possa essere preservata una forte multidisciplinarietà, essenziale all’interno del mondo umanistico. Mentre i così detti governi tecnici (che tecnici sono solo in apparenza) continuano a tagliare fondi ai servizi e alla didattica e a portare avanti un

modello di università essenzialmente aziendalistico e privatistico, è necessario iniziare ad avere la possibilità di formare laboratori di libera circolazione della cultura, nuovi spazi di democrazia, saperi che siano davvero pubblici, che siano davvero risorse culturali dell’intera collettività. Anche a partire dai nostri corsi di studio e dai dipartimenti, dentro e fuori i loro organi, Lettere Rosse Sinistra per… continuerà a battersi per costruire un’università che sia davvero di chi l’università vive ogni giorno, a battersi per liberare la conoscenza!

Percorso ad ostacoli verso l'abilitazione Le nuove modalità per conseguire l’abilitazione all’insegnamento sono un tema che sempre più si impone nel dibattito pubblico. E’ cosa nota che il 31 gennaio 2011 è stato pubblicato in gazzetta ufficiale un decreto ministeriale in cui è prevista l’attivazione,a partire dal prossimo anno accademico, di nuove lauree magistrali a numero chiuso per l’abilitazione all’insegnamento nelle scuole secondarie di primo e secondo grado - per intenderci: le medie e le superiori. A queste seguirà un anno di tirocinio formativo abilitante, il TFA appunto, il cui numero di posti sarà valutato sulla base della domanda regionale in sostituzione ai pensionamenti previsti. Cambiato nel frattempo il governo, non è cambiato l’impianto: i nodi più spinosi riguardanti la scuola pubblica e il mondo universitario non sono

ancora stati affrontati. Tra tagli e numeri chiusi si rischia una strozzatura pesante nella possibilità di accesso all’insegnamento, mentre è sicuro che i neolaureati…faranno la fame, visto che l’adempimento di un anno di questo mitico TFA comporterà 475 ore di attività disciplinari non retribuite; un evidente aiuto ai neolaureati in tempo di crisi! Con il decreto ministeriale 31/2012, emanato dal MIUR il 14 marzo, sono stati fissati i posti disponibili a livello nazionale, distribuiti regione per regione e classe di insegnamento per classe di insegnamento, per le immatricolazioni ai corsi di tirocinio formativo attivo del presente anno accademico ed è stato emanato il bando, che è scaduto il 4 luglio, per svolgere il concorso per TFA. L’introduzione dei nuovi Tirocini Formativi Attivi, a cui si accede

Filo Rosso—Prima parte: giro tra Ricci e Boileau pag.6


Filo Rosso—Prima parte: giro tra Ricci e Boileau pag.7 tramite un triplice test, comporta un serie di nodi da sciogliere. I tirocini abilitano ma non garantiscono l’insegnamento: il bando è annuale, il numero di posti varia annualmente su base regionale e, addirittura, non è certa nemmeno l’uscita stessa del bando; c’è incompatibilità tra il dottorato e il TFA, che porta al congelamento della borsa di dottorato durante la durata del tirocinio, e non è chiaro se questa in seguito sarà riattivata. Ci sono i gravissimi costi: 100€ per la prova d’abilitazione, da 2000 a 3000€ di contributo per l’intera durata del tirocinio. Cosa possono fare i nuovi dipartimenti? Sicuramente, non ostacolare ulteriormente un percorso verso l’abilitazione già notevolmente accidentato. In particolare, riteniamo che i corsi da laurea dovrebbero, per quanto più possibile, garantire nei propri piani di studio i crediti necessari a soddisfare i requisiti per accedere al TFA nelle classi di insegnamento vicine al proprio percorso formativo. Nel mese di Luglio si è svolta nelle diverse sedi italiane la prima delle tre prove che permette ai canditati di poter accedere al tirocinio. Ebbene, le sorprese non sono mancate: dopo essersi sobbarcati una spesa non irrisoria, gli aspiranti docenti si son trovati davanti a quesiti ingannevoli, estranei dal loro percorso formativo o addirittura errati che hanno fatto schizzare la percentuale di bocciature, in particolare nella classe a036 abilitante per la cattedra in filosofia, al di sopra del 70%, fra l'imbarazzo

generale del Ministero costretto dagli innumerevoli ricorsi a convacare una commissione che revisionasse i quesiti. I risultati? Si va da 25 domande su 60, cioè il 41,67% di quesiti errati, a un minimo di 4, con una media sul totale dei test che sfiora il 19%! Il ricalcolo ha permesso alla percentuale di ammessi di risollevarsi sensibilmente. Insomma, le premesse non danno adito a liete speranze! Come Lettere Rosse-Sinistra Per… ci siamo impegnati a seguire la vicenda dei TFA dal primo decreto ministeriale: abbiamo organizzato assemblee informative, studiato le norme e redatto un dossier (reperibile sul nostro sito Internet al link: http:// sinistraper.org/lettererosse/?p=248) in cui abbiamo inserito i requisiti da soddisfare per ogni classe di concorso. Stiamo, dunque, battendoci nei consigli di corso di laurea e nelle commissioni didattiche affinché allo studente sia garantita la possibilità di soddisfare tali requisiti, sostenendo gli esami richiesti dai decreti e inserendoli nel proprio piano di studio, senza, ovviamente, doversi fare carico di un spese insostenibili. Ma la nostra lotta non finisce qui: soprattutto dopo i recenti risultati dei primi test di selezione, non possiamo che continuare a seguire la vicenda rendendo partecipi gli studenti dei suoi futuri sviluppi, e agire negli organi in modo da garantire a tutti i propri diritti.


Test d’Accesso Anche quest'anno i nuovi immatricolati dovranno sostenere al loro arrivo un test d'ingresso per poter accedere alla laurea triennale. Per ora, il test è unico per entrambi i dipartimenti ed è organizzato dalle vecchie facoltà nonostante le nuove strutture saranno già in funzione. Il solo corso di laurea in Lingue avrà invece un test diversificato in quanto a numero programmato. Siamo riusciti con un continuo lavoro negli organi a fare in modo che questo test non fosse un ostacolo per la carriera accademica dello studente, un “muro” in entrata che selezionasse in

base al merito. È diventato un test auto -valutativo che non comporta propedeuticità o debiti formativi, da saldare magari con frequenze obbligatorie. La prova consiste nella lettura e comprensione di testi. In caso di non superamento, lo studente sarà unicamente obbligato a sostenere un esame con una semplice aggiunta bibliografica facente riferimento alle lacune ravvisate nel test. L'esame è stabilito da ogni corso di laurea ma è già presente nel piano di studi: un modo per non intaccare i crediti liberi dello studente.

Difendiamo l’Università Pubblica Non si può certo dire che sia un periodo roseo per l'università pubblica: a partire dal 2008, il duo GelminiTremonti ha sferrato attacchi pesanti e ripetuti al sistema, con l'intento nemmeno troppo nascosto di smantellare la formazione pubblica in favore di quella privata. Il governo Monti non ha affatto cambiato rotta: infatti, grazie a decreti

firmati dal nuovo ministro dell'istruzione, Francesco Profumo, quest'anno dovremo confrontarci con pessime novità. Innanzitutto, la tassa regionale per il diritto allo studio è stata aumentata per legge (da 98€ a 140€ per la Toscana), aggravando il paradosso italiano di un DSU finanziato prevalentemente dagli stessi studenti.

Filo Rosso—Prima parte: giro tra Ricci e Boileau pag.8


Inoltre, la c.d. spending review ha previsto la possibilità per gli atenei di aumentare le tasse agli studenti fuori corso, senza che questi aggravi vengano conteggiati nel calcolo del rapporto fra contribuzione studentesca e fondo di finanziamento ordinario, che per legge non può superare il 20%. Quest'ultimo provvedimento dimostra quanto sia pericolosa la retorica dell'efficienza e della meritocrazia, poiché rischia di colpire soprattutto gli studenti costretti a lavorare per potersi permettere gli studi universitari. Il risultato sarà quello di accelerare il processo di esclusione sociale: solo ad un'élite illuminata sarà garantito l'accesso ai saperi. Il quadro che abbiamo davanti è senza dubbio cupo, ma al tempo stesso negli ultimi anni gli studenti hanno dimostrato una forte consapevolezza del valore della conoscenza e dei benefici che ricadrebbero sull'intera società mediante la ripubblicizzazione

dei saperi. Il movimento studentesco si è opposto decisamente ai tagli della legge 133/2008 ed ha contrastato fino all'ultimo l'approvazione della legge 240/2010, la “riforma Gelmini”, riscuotendo un largo consenso nell'opinione pubblica e imponendo i propri temi nel dibattito politico. Come Lettere Rosse-Sinistra per... abbiamo promosso questo fantastico ciclo di lotte e di protagonismo sociale, attraverso la costruzione di momenti di informazione e approfondimento, la convocazione di assemblee di movimento e di giornate di mobilitazione. Riteniamo che questa strada vada percorsa anche in questo autunno, poiché per risolvere i problemi strutturali dell'università non è più sufficiente praticare soltanto il sindacato studentesco negli organi dell'ateneo. C'è bisogno delle energie, della passione e della voglia di cambiare le cose di tutti voi per opporsi con successo alla ristrutturazione dell'università secondo principi aziendali, promuovere un sistema formativo adeguatamente finanziato per ricerca e didattica di qualità, abbattere ogni barriera che si frappone tra la nostra generazione e l'accesso ai saperi. Non tiratevi indietro ed entrate in gioco: la difesa dell'università pubblica passa anche da voi!

Filo Rosso—Prima parte: giro tra Ricci e Boileau pag.9


Filo Rosso—Prima parte: giro tra Ricci e Boileau pag.10 Numero Chiuso o Programmato? Dall'anno accademico 2012/2013 il corso di Laurea triennale in Lingue e Letterature straniere sarà un corso a numero programmato, provvedimento che è stato introdotto in sede di consiglio di corso di laurea e poi passato in Senato Accademico, con il voto contrario, in entrambe le sedi, dei rappresentanti degli studenti. Cos'è il numero programmato e cosa prevede? Innanzitutto, è d'obbligo fare una distinzione tra numero programmato e cosiddetto "numero chiuso": la scelta di introdurre o meno il primo, quello che quindi ci riguarda da vicino, va sotto la giurisdizione e l'autonomia del singolo Ateneo (nel nostro caso, la nostra cara UniPi); il secondo, chiamato a livello legislativo comunque "numero programmato", è normato a livello nazionale ed è, per intenderci, quello che regola l'entrata a facoltà come Medicina od Odontoiatria (il tutto è verificabile consultando la legge 264/1999). Tutta questa premessa è fondamentale per comprendere che da quest'anno, data la dipartimentazione e la conseguente unione della ex Facoltà di Lingue con molti corsi di laurea della ex facoltà di lettere, il dato ci riguarda da vicino e deve essere correttamente analizzato: il numero programmato è

un provvedimento deleterio per la formazione didattica e culturale, specialmente in area umanistica, pericoloso, antidemocratico; soprattutto, è stato inserito con motivazioni fasulle, dato che la sostenibilità dei corsi di studio, da quest'anno, non si calcola sui dipartimenti, ma sul piano ben più ampio dell'Ateneo. Il rischio enorme che si presenta è, inoltre, che a macchia d'olio si estenda agli altri corsi del dipartimento di Filologia, Letteratura e Linguistica, producendo quello che mai vorremmo vedere: un lucchetto alla conoscenza. Ma, fortunamente, questo lucchetto ha una chiave: da questo tipo di numero programmato, infatti, per quanto difficile e tortuoso possa essere il percorso, si può tornare indetro, proprio in virtù del fatto che la normativa prevede che sia l'Ateneo stesso a stabilire la sua introduzione o la sua abolizione. Come Lettere Rosse-Sinistra per... ci siamo sempre battuti, sia in sede di organi periferici, sia in organi centrali, contro questo tipo di provvedimenti e continueremo a farlo in consiglio di Dipartimento, sia per evitare l'effetto domino sugli altri corsi , sia per togliere il numero programmato, già dal prossimo anno accademico, dal corso di laurea in Lin: chiudeteci tutto, ma non i nostri diritti!


I nostri risultati, le vostre garanzie: un lavoro che deve continuare Da sempre Lettere Rosse presidia le istituzioni per realizzare obiettivi concreti al servizio dei bisogni e dei diritti degli studenti. È un percorso ambizioso, che ha bisogno del contributo di tutti: stimoli, sollecitazioni e proposte devono essere la molla del nostro agire. Possiamo essere davvero incisivi solo con la capacità continua di pensare e proporre. Battaglia importantissima è stata quella sul test d'ingresso per i corsi di laurea triennale non a numero chiuso: da anni ci battiamo perché il test venga abolito o ripensato integralmente. La nostra vertenza politica e sindacale ha avuto gli esiti sperati nel luglio 2011: la Commissione Didattica e il Consiglio della ex Facoltà di Lettere hanno approvato unanimi la nostra proposta. Siamo riusciti a ottenere che il test fosse di carattere orientativo, auto-valutativo e senza debiti formativi o frequenze obbligatorie di alcun genere per chi non lo superasse, che la verifica si imperniasse sulla grammatica italiana, la lettura e la comprensione del testo, che il non superamento del test venisse colmato con il compimento di un esame scelto appositamente dal corso di studio fra quelli già previsti dal percorso dello studente, senza intaccare i “crediti liberi”. Rifiutiamo l'idea per cui il “debito” debba corrispondere ad oneri formativi obbligatori o a ostacoli per

la carriera dello studente: la vera selezione si fa entro il percorso di studi! Esigeremo che sia questa la linea guida con cui trattare l'accesso per le prossime matricole ai nuovi dipartimenti dell'area umanistica, “eredi” delle Facoltà di Lettere e di Lingue: contesteremo qualsiasi tentativo di rendere l'accesso una selezione in ingresso basata su una visione escludente dell'idea di merito. Lotteremo, quindi, contro il numero chiuso per il corso di laurea triennale in Lingue. Nell'ambito dei tirocini e degli stage, ci siamo impegnati per un rapporto diretto con il percorso formativo: non siamo gratuita manovalanza da offrire alle aziende! Abbiamo fatto sì, con una disciplina votata appositamente, che i diritti dei tirocinanti fossero garantiti con autentica efficacia. Abbiamo ottenuto relazioni incrociate fra tutor accademici e aziendali, presenza periodica dei docenti sui luoghi di formazione, relazioni finali sulla condizione del luogo del tirocinio, controllo periodico da parte della commissione didattica sulle richieste di attivazione di convenzioni per tirocini. Chiederemo con forza che questa disciplina sia adottata dai nuovi dipartimenti umanistici! Proseguiremo la nostra azione in materia di didattica alternativa: oggi, a 1 credito formativo universitario

Filo Rosso—Prima parte: giro tra Ricci e Boileau pag.11


Filo Rosso—Seconda Parte: Consigli e dritte pag.12 corrispondono, nell'area umanistica, 7 ore di lezione frontale. Proporremo, nell'ambito del rapporto 7:1, di istituzionalizzare forme alternative alla lezione cattedratica, che siano seminari (come realizzato in alcuni insegnamenti della magistrale in Storia e Civiltà), esercitazioni, laboratori. Vogliamo continuare a rafforzare gli spazi di democrazia nell’amministrazione del sistema bibliotecario, chiedendo maggiori rappresentanze studentesche nei comitati di gestione dei poli bibliotecari umanistici. Abbiamo avviato un percorso in Consiglio degli

Studenti e in tutti gli organi interessati per ottenere l’apertura fino alle 20.00 delle biblioteche con i servizi attivati di LM1, LM2, la biblioteca di Antichistica di via S. Maria, insieme all’apertura della biblioteca di storia delle arti il sabato dalle 8,30 alle 13.00. Ad ogni modo, tramite campagne e momenti di informazione, bisogna incrementarne l'utilizzo: le biblioteche (tutte!) non possono essere svalorizzate per cause economiche. Promuovere ed allargare le nostre conquiste: vogliamo far sì che i nostri obiettivi raggiunti corrispondano ai migliori diritti per tutte e tutti!

Seconda parte: consigli e dritte... Il Dipartimento di Filologia Letteratura e Linguistica e il Dipartimento di Civiltà e Forme del Sapere hanno a disposizione molte biblioteche: presto vi accorgerete che esse non sono solo posti di studio e fatica, ma punti di aggregazione ed incontro. Da sempre Lettere RosseSinistra Per.. ha segnalato lo stato di carenza di materiali delle biblioteche dell'area umanistica e si è battuta affinché le biblioteche potessero offrire la piena ( o quasi) efficienza e già dallo scorso anno abbiamo ottenuto vittorie che hanno permesso il prolungamento degli orari di alcune delle nostre sedi. Grazie alle pressioni di Sinistra per... è stata possibile l'apertura del polo di storia delle arti e quest'anno ci impegneremo affinché il primo lotto dell'ex complesso dei salesiani di Via dei Mille possa essere messo in funzione quanto prima per sopperire alle carenze di aule che colpiscono

duramente soprattutto il corso di laurea in lingue. INFORMAZIONI TECNICHE Tutte le biblioteche di ateneo svolgono il servizio prestito, sono dotate di postazioni computer dalle quali potrete connettervi a internet e di rete WI-FI in modo che possiate usare anche il vostro portatile. Molte di esse dispongono di fotocopiatrici e di un ampio numero di riviste consultabili, inoltre, per quei volumi introvabili, è possibile ricorrere anche al servizio di prestito inter-bibliotecario. Potrete prendere in prestito dai 3 ai 6 testi, a seconda della biblioteca di riferimento, quantitativo che potrà essere raddoppiato in fase di stesura della tesi. Escludendo i dizionari ed i testi in programma d'esame, soggetti a restrizioni, i libri si possono tenere in prestito per 30 giorni, rinnovabili per altri 30 tramite una rapidissima


procedura online. Potrete accedere a tutto ciò semplicemente registrandovi al bancone di ingresso ed è un'operazione che richiede solo pochi minuti. Per tutte le altre informazioni sui cataloghi e disponibilità dei libri o per gli orari, potete controllare il sito http://biblio.unipi.it/, sempre molto aggiornato.

nuovissima biblioteca di storia delle arti, aperta l'anno scorso: 94 postazioni, con annessi 32 posti di un'aula studio, aperta dalle 20 alle 24 nei giorni feriali. Gode di una gamma vastissima di testi su arti figurative, spettacolo, urbanistica, tutela dei beni culturali. Impianto di aria condizionata e accesso garantito alla rete d'ateneo.

SEDI D'AREA UMANISTICA

PALAZZO RICCI

PALAZZO CARITÀ

L'indirizzo ufficiale è Via del collegio ricci 10 ma l'ingresso più frequentato è quello in Via Santa Maria a pochi passi del vicoletto dell'Arancio. Fino ad oggi è stata la sede principale della Facoltà di lettere e filosofia, ma con il passaggio ai dipartimenti ed alcune modifiche dell'assetto negli spazi d'ateneo, sarà un po' meno dei letterati e non stupitevi se beccherete qualche giurista in giro per i nostri corridoi. Dispone di una decina di aule, di cui almeno 2 in grado ospitare un buon numero di studenti (aula multimediale, aula 2). Altre aulette sono utilizzate principalmente per i corsi con pochi iscritti: ci troverete spesso le lezioni delle magistrali dell'area letteraria o i laboratori. Rimangono pochi studi di docenti, collocati principalmente al quarto piano. Al terzo potrete trovare la sede degli studi italianistici. Al primo piano, subito dopo le scale in fondo a sinistra, troverete il CISIAU ossia il Centro Interdipartimentale di Servizi Informatici per l'Area Umanistica; offre servizi di formazione e certificazione ECDL ed erogazione esami per la certificazione obbligatoria SAI@UNIPI. Al pian

Sede di Storia e Filosofia e della loro spaziosa e ricca biblioteca; è in sito Via Paoli, fra Piazza dei Cavalieri e Piazza Dante. Ristrutturato da poco, high-tech, attrezzato. Pensate c’è anche l’aria condizionata a manetta d’estate, peccato che il dipartimento chiuda impietosamente alle 19. Peculiarità della biblioteca sono gli armadietti blu apribili soltanto per mezzo della tessera magnetica, la stessa che utilizzate a mensa, e l'ampio giardino attrezzato di tavoli e sedie! Il WI-FI offre copertura soprattutto nelle prime aule della struttura. POLO GUIDOTTI Si compone di due ale non comunicanti fra loro. Accedendo da Via Trieste entrerete nella sede di storia delle arti, la quale ospita tre aule di discrete dimensioni, gli studi di tutti i docenti afferenti alle discipline artistiche e alcuni laboratori utili per studi artistici e dello spettacolo (mediateca, fototeca, montaggio). Sul retro, accedendo da via Nicola Pisano, troverete invece la

Filo Rosso—Seconda Parte: Consigli e dritte pag.13


Filo Rosso—Seconda Parte: Consigli e dritte pag.14 terreno troverete una modesta aula studio, dotata di accesso alla rete d'ateneo, aperta dal lunedì al venerdì dalle 8.00 a mezzanotte! PALAZZO MATTEUCCI È in Piazza Torricelli n 2 di fronte al Bar Britannia. Fino a qualche mese fa costituiva uno dei grandi progetti incompiuti dell'università di Pisa, ma da quest'estate hanno preso il via i lavori di trasferimento sia del materiale librario, che andrà a costituire la nuova biblioteca di lingue e letterature moderne 1 (LM1), sia degli studi dei docenti di filologia romanza. Palazzo Matteucci sarà sede di riferimento anche per francesistica, iberistica e ibero-americano, lingua e letteratura rumena. I lavori dovrebbero essere quasi compiuti, speriamo di poter sfruttare quanto prima il giardino sul retro e la grande aula magna posta al primo piano! In ogni caso, è garantito il servizio di prestito del materiale librario disponibile nella struttura, limitato però ai testi in programma d'esame. PALAZZO AGONIGI Erroneamente conosciuto come palazzo Galvani, dal nome della via in cui si trova, è la piccola ed “essenziale” (nel senso che cade a pezzi...) sede di filologia classica, scienze archeologiche e scienze storiche del mondo antico. Presenta alcuni studi dei docenti di Filosofia, nonché tutti quelli di docenti “antichisti”; è raggiungibile uscendo da Matteucci e andando sempre a

sinistra. Le biblioteche per lingue e letterature antiche sono ottime e silenziose ma per raggiungerle dovete prima passare da interminabili e faticose scale! È uno dei posti preferiti da antichisti e orientalisti! BIBLIOTECA DI ANTICHISTICA Via Santa Maria 77, è nuova, pluriaccessoriata e in carenza cronica di fondi per tenerla aperta! Oltre alla straordinaria decurtazione degli abbonamenti e acquisti di riviste e nuovi libri dovuti ai tagli alle biblioteche, i servizi essenziali della biblioteca (e per essenziali intendiamo... anche i bagni!) sono in buona parte garantiti dai fondi di ricerca personale dei docenti. Come se non bastasse anche l'orario è stato “tagliato”: prima chiudeva alle 20.00, da due anni a questa parte chiude alle 18.00. Sono comunque garantite alcune postazioni computer! SEDE DI SCIENZE DELL’UOMO E DELL'AMBIENTE Se avete nel piano di studi Geografia, allora almeno una volta vi ritroverete a passare da qui. È in via san Giuseppe: uscendo da mensa centrale, andate a sinistra e poi svoltate a destra. Le aule sono poche, al massimo per 25 persone sedute (non è frequentatissimo, eh...) e la biblioteca attigua è anch’essa configurata per uno studio intimo (dal lunedì al venerdì, dalle 8.30 alle 19.30), spesso per gli specializzandi in discipline geografiche. È comunque una sede utilissima per consultare le cartine prima degli esami.


PALAZZO VENERA

PALAZZO BOILEAU

In via Santa Maria, 36 è la sede di Linguistica "Tristano Bolelli"e della relativa sezione della Biblioteca di Lingue e letterature moderne 2 (LM2). Si tratta di una biblioteca “non a scaffale aperto”: i testi che vorrete consultare li prenderà per voi il personale della biblioteca e non potrete aggirarvi tra scaffali fiutando l'odore dei libri. Sono qui collocati gli studi di diversi docenti afferenti al settore della linguistica e della glottologia ed alcune aule presso cui si tengono principalmente lezioni della magistrale in Linguistica. Il palazzo ospita inoltre la segreteria didattica del CLI, il centro linguistico interdipartimentale, l'annessa biblioteca e alcune aule di ridotte dimensioni presso cui si tengono i corsi di lingua. Passando di qui potrete iscrivervi ai corsi e richiedere il rilascio dei certificati di frequenza e conoscenza. Per raggiungerlo dovrete attraversare il cortiletto interno che si trova in fondo al corridoio d'ingresso.

Ci spostiamo in direzione torre, al civico 85 di Via Santa Maria. Qui trascorreranno parecchio tempo gli iscritti del corso di laurea in lingue e letterature straniere. Dispone delle aule più grandi del dipartimento nelle quali tipicamente ritroverete i corsi di lettorato. Ad oggi sono in trasferimento le sedi di rumeno e iberistica, ma potrete ancora trovare lo studio di qualche docente. Dal secondo piano potrete accedere alla porta che comunica con palazzo Curini.

SEDE DI ANGLISTICA Sempre in via Santa Maria ma al civico 67, quasi di fronte a palazzo Venera. Al pian terreno ospita la seconda sede della biblioteca di lingue e letterature moderne 2 (LM2) dove potrete trovare tutti i testi di riferimento di letteratura angloamericana, le sale studio e di consultazione testi, un piccolo giardino utile per le pause dallo studio. Ai piani superiori troverete gli studi dei docenti di lingua inglese.

PALAZZO CURINI Oltre alla porta di collegamento con palazzo Boileau, è possibile accedere dall'ingresso ufficiale di via santa maria 89. Anche questa sede è monopolizzata dai linguisti, ma potrete anche beccare le lezioni di scienze per la pace e storia. In questa struttura, tutta scale e cuniculi, trovano spazio la sezione privata di Studi Russi e, al terzo piano, le 63 postazioni dei laboratori multimediali 1 e 2 del CLI, per l'autoapprendimento delle lingue straniere. LABORATORI CLI Continuiamo a non spostarci da Via Santa Maria: civico 46, 3 piani e 5 laboratori multimediali, di cui 3 per l'autoapprendimento, aule per lezioni di lingua straniera all'ultimo piano. Dovrete recarvi qui quando sosterrete le prove di abilità di lingua straniera o per seguire alcune lezioni dei corsi attivati dal CLI.

Filo Rosso—Seconda Parte: Consigli e dritte pag.15


Filo Rosso—Terza parte: Guida ai corsi di studio pag.16 POLO FIBONACCI o EX MARZOTTO Si cambia zona, ci troviamo a Largo Bruno Pontecorvo, 3. Il polo è tipicamente sede delle segreterie studenti, presso cui ad esempio dovrete andare per ritirare il libretto o per richiedere la riduzione delle tasse, e dei corsi di laurea di Fisica, Matematica, Informatica e di tutto il comparto scientifico in genere. Per questo motivo diverse lezioni del corso di laurea di Informatica umanistica si terranno qui, ma non mancheranno gli insegnamenti per

scienze per la pace, i cui studenti sono quelli maggiormente “sballottolati” da una sede all'altra. POLO DI CHIMICA Da quest'anno, a causa di carenza di spazi, per le lezioni particolarmente affollate, tipiche del primo anno, potreste trovarvi ad avere lezioni a Chimica o a Farmacia, probabilmente presso il dipartimento di Chimica e chimica industriale di Via risorgimento 35, a pochi passi a piedi dal Polo Guidotti.

Terza parte: Guida ai corsi di studio Per gli orari e i luoghi delle lezioni, ma anche per le date degli appelli di esame e l’iscrizione (insomma per qualsiasi cosa!) potrete affidarvi al motore di ricerca dell’Area Umanistica, il mitico Omero (http:// omero.humnet.unipi.it). Esistono corsi che è indispensabile frequentare e per cui non conviene affidarsi agli appunti degli altri, mentre molti altri corsi sono talmente belli che sarebbe un peccato perderli, per cui il nostro consiglio è di rimboccarvi le maniche e andarli a seguire! Per qualsiasi chiarimento sulla didattica rivolgetevi senza esitazione ai coordinatori didattici (il dott. Federico Nobili all’email f.nobili@humnet.unipi.it per il Dipartimento di Civiltà e Forme del Sapere e la dott.sa Annalisa Simonetti all’email a.simonetti@ling.unipi.it per il Dipartimento di Filologia Letteratura e Linguistica) oppure al vostro

presidente di corso. E se non trovate qualche libro perché fuori stampa tra il programma d’esame, cosa che capita di frequente (!), vi verranno in aiuto le miriadi di foto-copiste-cartolibrerie nel centro di Pisa, con le dispense, raccolte di fotocopie che sostituiscono i libri originali e che vi permetteranno anche di risparmiare un po’ di soldini. Un'ultima, importante questione di cui vogliamo parlarvi riguarda il libretto elettronico: altro non è che il corrispettivo digitale del vostro libretto cartaceo. Per accedervi vi basterà seguire le istruzioni riportate sul sito dell'università. Il professore è dotato di una specie di bancomat (davvero!) che permette che il vostro voto sia direttamente registrato sul portale alice dell’università, nella pagina del libretto elettronico, risparmiando tempo e burocrazia!


FILOSOFIA Ed è fra oscuri meandri del Dipartimento di Filosofia e di Palazzo Ricci, che vi capiterà di incontrare bizzarre e variopinte persone: i filosofi e le filosofe. Molti (in particolar modo, i cugini e le cugine di Storia) vi etichetteranno come “gli strambi”. Noi di “Lettere Rosse-Sinistra Per…” da anni ci siamo fatti portavoce dei diritti studenteschi. A seguito della “dialettica” tra corpo docente e rappresentanti studenteschi, è stato ottenuto un ventaglio di corsi abbastanza buono, riuscendo a trattare esaustivamente quasi tutte le discipline filosofiche sia per tematiche che per “collocazione storica”. Grazie alla discreta flessibilità nella scelta dei corsi (molto banalmente “ciò che volete, quando volete”) si è giunti alla possibilità di gestire al meglio il proprio percorso universitario. Consiglio utile è, comunque, quello di frequentare le varie “Istituzioni” nel corso del primo anno, affrontando al meglio gli anni a venire. Alla magistrale in Filosofia e Forme del Sapere, l’abolizione dei vecchi curricula, lungi dal comportare perdite di qualità didattica, è risultata utile, consentendo allo lo studente di ritagliare un proprio percorso di specializzazione.E’ stato introdotto inoltre un nuovo regolamento (valido anche per gli iscritti dall’anno scorso facendo una richiesta scritta in Segreteria Studenti) con nuovi insegnamenti (Teoria dell’azione, Filosofia pratica, Etica e politica ecc.)

in parte attivi da quest’a.a.. Le titolature di alcuni insegnamenti sono state modificate: con questo espediente abbiamo reso il piano di studio ancora più elastico, permettendo per es. la biennalizzazione di uno stesso esame (es: se avete sostenuto Bioetica potete sostenere quest’anno Etica applicata con lo stesso docente valido nello stesso ambito del Regolamento). Infine è stato regolamentato il CFU di preparazione per la tesi che potete acquisire con i Corsi di informazione bibliografica tramite il portale Moodle o attraverso il tuo relatore.

LETTERE Il corso di laurea in lettere mira a fornire le conoscenze di base nello studio delle discipline dell'area umanistica dall'antichità ad oggi. Si tratta di un corso di laurea triennale, e in quanto tale “poco spendibile” nell'immediato, pertanto il vostro sbocco naturale sarà quasi sicuramente l'iscrizione ad un corso di laurea magistrale. Ma andiamo per ordine e vediamo di capire con cosa dovrete confrontarvi nei prossimi mesi/anni! 180 crediti da raggiungere e distribuiti tra i vari settori disciplinari. Acquisirete conoscenze di base in ambito storico, artistico-archeologico, comparatistico, geografico, filosofico; vi imbatterete in letterature antiche, moderne, di area europea e non, e avrete a che fare gli studi filologici più disparati. Potrete anche riservare un congruo numero di CFU alla formazione di tipo informatico e/o alla

Filo Rosso—Terza parte: Guida ai corsi di studio pag.17


Filo Rosso—Terza parte: Guida ai corsi di studio pag.18 conoscenza delle lingue straniere moderne, il tutto senza gravosi vincoli di propedeuticità e inserito in flessibilissimi piani di studio: esiste infatti la possibilità di seguire le lezioni, e/o sostenere gli esami, secondo l'ordine che vi è più congeniale, non necessariamente secondo quanto indicato sul sito del corso laurea, potrete gestire il vostro percorso formativo senza paletti e in piena autonomia! Ma analizziamo per ordine i 5 curricula che il corso di laurea propone... CURRICULA Antico il curriculum antico esige come prerequisito una buona conoscenza delle lingue "classiche", il latino e il greco, nonchè una predisposizione a stare sui tavoli della stretta biblioteca di via Galvani (Palazzo Agonigi, ossia dipartimento di antichistica) a tradurre, tradurre e tradurre...ma non è tutto così statico: vi potrà capitare di appassionarvi, insieme ai vostri colleghi, di filosofia antica, storia, antropologia, filologia e di creare simpatici simposia: non dimentichiamoci mai che l'antichista è molto più che un traduttore automatico! Si consiglia di seguire al primo anno almeno Lingua e Letteratura greca e latina I e Glottologia, e magari anche Storia Greca. Alcuni esami possono essere divisi in più colloqui, utile strumento per alleggerire il lavoro.

Moderno Il curriculum non ha nessun prerequisito fondamentale, sebbene una buona conoscenza della lingua latina vi potrebbe tornare utile per la preparazione di un discreto numero di esami. Il settore disciplinare caratterizzante del corso è quello filologico, a scapito purtroppo di quello smaccatamente letterario. Avrete comunque l'occasione di confrontarvi con la linguistica e con la tradizione tutta pisana degli studi di Teoria della letteratura. Ai modernisti del primo anno suggeriamo di seguire Lingua e Letteratura latina e Glottologia, anche in questo caso frazionabili in colloqui! Orientalistico Quello orientalistico è il settore che, proprio in virtù delle proprie peculiarità, ha risentito maggiormente dal definanziamento complessivo dell'Università ma anche di una gestione poco attenta da parte della Facoltà di Lettere. È per questo motivo che sul sito del dipartimento, accanto al nome di materie quantomai introvabili nel panorama nazionale, vi imbatterete tristemente alla voce “tace”: insegnamenti sacrificati e che difficilmente saranno riattivati. Il piano di studi in buona parte raccoglie i tipici esami di base del corso di studi: glottologia, lingua e letteratura latina, letteratura greca. Caratterizzanti sono però gli insegnamenti di archeologia, filologia, letteratura, storia tutti relativi a cultura e civiltà dell’antico Egitto,


Filo Rosso—Terza parte: Guida ai corsi di studio pag.19 Vicino e Medio Oriente. Vi consigliamo di andare per tappe ed iniziare magari con quanto di più simile agli studi che vi hanno accompagnato sino ad ora come i 12 crediti di storia del vicino oriente e di archeologia del vicino oriente, per poi indirizzarvi verso un campo specifico dell’orientalistica: semitistica, egittologia e sanscrito.

defunto corso, anche se, essendo un curriculum del corso di laurea in lettere e non un corso a metà tra Lingue e Lettere, non può garantire agli studenti certe specificità di studi presenti in passato. La sua introduzione ha portato alla disattivazione del curriculum georgrafico e della rispettica Magistrale, cosicchè è assente una tradizione di studi in questo settore.

Linguistico e Comparatistico Per quanto riguarda il curriculum linguistico molto importante è la glottologia e la linguistica in tutte le sue forme ed accezioni possibili; il primo anno ha molti corsi in comune con il curriculum moderno; il secondo anno sarà caratterizzato da un'ampia libertà di scelta delle varie discipline. Dipartimento di riferimento situato in via Santa Maria 36. Il curriculum comparatistico esce rafforzato dalla nuova dipartimentazione: potrete studiare due letterature straniere con le rispettive lingue. Nasce come un goffo e insufficiente tentativo di salvare la tradizione di studi di letterature comparate dell'Università di Pisa: gli stringenti vincoli quantitativi imposti dal precedente governo attraverso con DM17 hanno portato alla soppressione del corso di Letterature Europee per l'Editoria e la Produzione Culturale (LEP) a causa del non raggiungimento del numero minimo di docenti garantiti. Il taglio dato a questo nuovo curriculum ricorda l'impsotazione del

LINGUE E LETTERATURE STRANIERE Il percorso di studi che intraprenderete vanta una buona tradizione a Pisa, esso sarà caratterizzato dalla centralità delle discipline linguistico-filologiche e da una buona selezione di attività formative svolte sotto forma di corsi cattedratici, seminariali, esercitazioni di laboratorio e tirocini. Accanto ad una solida preparazione in linguistica teorica e in lingua e letteratura italiana, acquisirete la piena padronanza di due lingue straniere con adeguata conoscenza del patrimonio culturale delle civiltà di riferimento, e inoltre, gli strumentiindispensabili all’uso delle tecnologie informatiche. Al termine del percorso formativo dovreste essere in grado di svolgere compiti di comunicazione internazionale e avrete la possibilità di proseguire gli studi universitari accedendo a una laurea magistrale di tipo linguistico, filologico-letterario e storico-artistico. Tanti sono gli aspetti


da trattare, iniziamo con le novità più spinose …

il numero programmato venga tolto già dal prossimo anno accademico.

NUMERO PROGRAMMATO E TEST D'ACCESSO

CURRICULA

Da quest'anno, questo corso di laurea sarà a numero programmato: gli studenti che si immatricolano per l'a.a. 2012/13 devono sostenere un test previsto per il 17 settembre alle 11 presso il polo Fibonacci. Sono previsti 435 posti per cittadini dell'UE e non comunitari equiparati, 20 per cittadini non comunitari residenti all'estero e 5 per cittadini del progetto Marco Polo. L' iscrizione al concorso, conclusa il 24 Agosto, richiedeva il versamento di una tassa di 40 euro. Il test è composto di 80 quesiti a risposta multipla, con una esatta su 5, di cui 10 di cultura generale, 30 di comprensione del testo, 20 di lessico, 20 di morfologia, sintassi, grafia, interpunzione. La risposta esatta vale 1 punto, l'errata toglie 0.25, quella non data non toglie niente. Per ulteriori informazioni, il link utile è http:// matricolandosi.unipi.it/index.php? page=default&id=3&lang=it Da anni ci battiamo come Lettere Rosse-Sinistra per... contro il numero programmato e contro provvedimenti che, come questo, danneggiano il sistema universitario,che deve essere democratico ed egualitario; ed anche in questo caso monitoreremo la quantità di studenti che proverà l'ammissione e in sede di consiglio di dipartimento, lotteremo con tutti gli strumenti a nostra disposizione perchè

Il corso si articola in tre curricula; il primo anno è pressochè identico in tutti (cambia solo un insegnamento nel curriculum B rispetto agli altri), inizia a differenziarsi e a prendere l'aspetto di uno specifico indirizzo di studi dal secondo. Curriculum A, Lingue e culture letterarie europee: è improntato ad uno studio della lingua in rapporto alla letteratura nel senso più comune del termine: si studia critica del testo, teoria della letteratura e anche storia della tradizione classica (a scelta con letteratura latina); il terzo anno ci si può dedicare allo studio della storia e della filosofia e soprattutto sfruttare i famosissimi 12 crediti liberi! Curriculum B, Scienze Linguistiche e lingue europee ed extraeuropee: di matrice prevalentemente linguistica. Sono presenti insegnamenti settoriali e specializzati come linguistica generale, linguistica applicata e glottologia; il terzo anno è copia esatta del curriculm A. Curriculum C, Lingue, letterature e culture artistiche europee: a chi piacciono l'arte e le lingue moderne, questo è l'indirizzo adatto! Il terzo anno è previsto un tirocinio, di durata massima di un anno solare,

Filo Rosso—Terza parte: Guida ai corsi di studio pag.20


Filo Rosso—Terza parte: Guida ai corsi di studio pag.21 regolamentato dal 16/02/2010: il link utile è http://lingue.humnet.unipi.it/ index.php?id=918 PIANO DI STUDI Un pratica un po' fastidiosa in cui vi imbatterete è la presentazione del piano di studi: sostanzialmente dovrete scegliere come ripartire i 180 crediti complessivi. Avrete a disposizione diversi elenchi di materie suddivise per settore disciplinare e dovrete decidere quali sono di vostro interesse. Troverete i moduli già distinti per curriculum al sito http:// lingue.humnet.unipi.it/index.php? id=1013. Dovrete indicare le due lingue straniere (lingua A e B) che, con le relative letterature, vi accompagneranno per tutto il percorso formativo, e una terza lingua, detta “lingua C”, che invece si studia solo per un anno e senza la relativa letteratura. Nel modulo troverete anche uno spazio riservato ai 12 crediti a scelta libera, questi possono essere utilizzati in blocco per un unico esame o, in alternativa, distribuiti tra più materie. È possibile sceglierli tra quelli offerti dai corsi di laurea triennale dell'Università di Pisa, tuttavia devono pur sempre risultare coerenti con il proprio percorso formativo. Riteniamo che sia una follia essere costretti a sceglierli al primo anno perchè, ad esempio, sarebbe sicuramente più proficuo utilizzarli in vista della tesi di laurea per approfondire specifici settori utili

all'attività di ricerca, ed è ovvio che al primo anno non si può avere questo tipo di consapevolezza. Tramite la nostra presenza al consiglio di dipartimento speriamo comunque di cambiare quanto prima questo assetto... Altro inconveniente è che il modulo va presentato obbligatoriamente il I anno, solo nel mese di dicembre, e resterà valido per tutto il percorso di laurea triennale; con l'assurda conseguenza che avere qualche legittimo ripensamento, vi potrà penalizzare. Avete comunque la possibilità di modificare curriculum di appartenenza o una o più lingue prescelte, ma soltanto una volta! Una possibilità per il cambio di curriculum ed un'altra per il cambio di lingue. La procedura è comunque semplice, sempre nel mese dicembre ma in questo caso dell'anno successivo, dovrete inviare per posta elettronica al coordinatore didattico il modulo scaricabile alla pagina http:// lingue.humnet.unipi.it/index.php? id=987 LETTORATI Il lettorato è un laboratorio di lingua a frequenza non obbligatoria, ma "vivamente consigliata", fondamentale per la formazione degli studenti di lingue moderne; il lettorato non ha un esame vero e proprio, ma consiste in verifiche parziali che non vengono iscritte sui verbali e prove in itinere a cui ci iscrive senza procedura telematica, ma alla vecchia maniera: liste affisse nei dipartimenti d'afferenza. Una procedura


informatizzata dovrebbe essere in fase di preparazione (almeno questo!). I lettorati hanno pochi appelli durante l'anno: problema enorme, dato che questo insegnamento costituisce il perno fondamentale di questo corso di laurea. Inoltre, un'altra problematica non trascurabile riguarda la verbalizzazione: il lettorato non si può verbalizzare fino a che non si è sostenuto l'esame con il docente a cui afferisce il lettore e la lingua (ad esempio: se io faccio il lettorato di francese, non posso verbalizzarlo, anche se ho sostenuto l'esame, finchè non do l'esame con il docente di francese di riferimento).

SCIENZE DEI BENI CULTURALI (SBC) Un caloroso benvenuto ai nuovi studenti e alle nuove studentesse di Scienze dei Beni Culturali! In poche righe cercheremo di spiegarvi come muovervi all'interno del nostro neonato Dipartimento di Civiltà e Nuove Forme del Sapere e in particolare nel settore specifico delle arti. Iniziamo col dire che Sbc si divide in due curricula, Storicoartistico e Archeologico: gli esami da un curriculum all'altro variano notevolmente, quindi, prima di scegliere, vedete cosa può interessarvi di più tra le materie comprese nel piano di studi, andando a vedere la pagina ufficiale di Sbc: http:// lettere1.humnet.unipi.it/index.php? id=1143, che nonostante a volte non

sia molto chiara, può dare una prima infarinatura di quali materie si andranno a studiare nei 3 anni. Una volta scelto il curriculum più consono per ognuno arriva una delle difficoltà maggiori per lo studente di Sbc: farsi il proprio piano di studio! Non abbiamo nel nostro Dipartimento l'obbligo di seguire determinati corsi al primo, secondo e terzo anno, ossia i corsi non dispongono di propedeuticità, perciò si può seguire quello che più ci piace senza aver timore di sbagliare. E' da tenere a mente che in ogni curriculum ci sono gruppi di esami in cui sono compresi esami che devono essere conseguiti obbligatoriamente per laurearsi ed altri gruppi in cui è compresa una gamma di esami tra cui se ne devono scegliere un certo numero. Gli orari, i docenti e i loro corsi si trovano sulla pagina ufficiale di Omero, http:// omero.humnet.unipi.it/p_cerca.asp? ris=1&titolo=&cognome=&codice_set tore=0&cds1=SBC1, starà poi a voi vedere come combinare gli orari e i corsi. Un consiglio: almeno per il primo semestre del primo A.A. non sovraccaricatevi di corsi, li potrete seguire nel secondo o terzo anno. L'ideale sarebbe seguire un tot di corsi che alla fine dell'A.A. diano la somma di 60 cfu(ogni esame vale 6 o 12 cfu, ) perchè come sapete, e se non lo sapete ve lo diciamo noi, per conseguire la laurea devono essere acquisiti 180 cfu (all'interno dei quali ci sono anche i cfu della tesi). La sede del Dipartimento delle Arti, il Polo Guidotti, è in via Trento, è un polo

Filo Rosso—Terza parte: Guida ai corsi di studio pag.22


nuovo, molto bello e spazioso, in cui si tengono la maggior parte, ma non tutti, i corsi di Sbc; purtroppo, come sperimenterete a vostre spese, non avendo molte aule a disposizioni e avendo molti corsi in comune con altri cds, dobbiamo spostarci spesso verso Palazzo Ricci o al Dipartimento di Storia e Filosofia. Il polo Guidotti dispone di una biblioteca molto ampia e ricchissima di volumi anche molto vecchi e praticamente introvabili che potrete consultare e prendere in prestito per i vostri studi, anzi, vi consigliamo di farlo perchè se siete veramente amanti dell'arte, adorerete quella biblioteca, e, se non lo siete, lo diventerete sicuramente! Queste sono le informazioni pricipali e basilari che dovete apprendere per i primi giorni all'interno dell' Università: probabilmente alcune cose dette vi risulteranno banali ed elementari ma è importante avere chiara la struttura del corso di Sbc così da non avere problemi e se ne avrete, non esitate a contattarci!

INFORMATICA UMANISTICA (InfoUma) «Cos'è "Informatica Umanistica"?» Scegliendo questo percorso, è una domanda che vi sentirete fare spesso. L'Informatica Umanistica in Italia ha emesso il suo primo vagito già nel primo dopo-guerra con il lavoro di padre Roberto Busa e il suo Index Thomisticus (codifica digitale

dell'intera opera di Sant'Agostino), primo caso di studi letterari e filologici con strumenti di linguistica computazionale. Il corso (http://infouma.di.unipi.it), nato nel 2002, abbraccia una grande varietà di campi oltre alla linguistica computazionale (che ad esempio oggi sta dietro a mezzi conosciuti ed usati come il traduttore di google): biblioteche digitali, grafica, editoria elettronica, sviluppo di siti ed applicazioni web e gestione della conoscenza (piattaforme di e-learning, crowdsourcing, estrazione di informazioni etc.). Ovunque ci sia da gestire ed elaborare dati umanistici (linguistici, lettarari, storici, artistici), o ci sia anche solo da comunicare o preservare la conoscenza, attraverso i più recenti strumenti informatici ci sarà bisogno di noi "infoumani". Un terzo delle materie sono informatiche e consistono di insegnamenti di linguaggi e strumenti orientati al web (Javascript, HTML, CSS, XML, PHP, MySQL), o utilizzati nel campo della linguistica computazionale (Perl o Phyton), o della codifica di testi (XML-TEI, XSLT. DTD), o ancora alla grafica, all'editoria ed alla produzione di contenuti multimediali (GIMP, Photoshop, Flash, ActionScript). Metà delle materie sono di tipo linguistico-letterario: si va dalla linguistica computazionale già citata, alla linguistica italiana, alla linguistica generale, alla lingua inglese e alle letterature italiana e

Filo Rosso—Terza parte: Guida ai corsi di studio pag.23


Filo Rosso—Terza parte: Guida ai corsi di studio pag.24 straniere. Le restanti materie (circa un sesto) coprono le discipline storiche, artistiche e geografiche. Per mettere in pratica quanto appreso nel tirocinio universitario previsto (150 ore) o nel progetto informatico per la tesi di laurea, la sede pisana offre opportunità, sia per sbracciarsi e mettersi a lavoro dando sfogo alla creatività, ad esempio presso il Laboratorio di Cultura Digitale (ma anche presso le numerose aziende convenzionate con il Corso di Laurea), sia per approfondire gli studi e contribuire alla ricerca scientifica, ad esempio presso il CNR, o uno dei Dipartimenti Universitari. Essendo questi campi di studio e di ricerca all'avanguardia (tanto che alcuni corsi sono tenuti direttamente da ricercatori del CNR e del S.Anna) non vi sarà impossibile individuare anche interessanti prospettive di approfondimento durante il vostro eventuale percorso ERASMUS presso prestigiose sedi estere quali il King's College di Londra dove pure è tenuto un corso di "Digital Humanities" gemellato col nostro. Tra gli infoumani sentirete un clima da "classe affiatata", sono prove di questa solidale realtà il forum degli studenti (www.infouma.net), formidabile risorsa di consigli, informazioni e materiali d'esame e i numerosi gruppi Facebook (uno per anno e anche di più). Le lezioni sono sparse tra l'area umanistica nella zona di Palazzo Ricci

in via S.Maria e il Polo Fibonacci in via Buonarroti, accanto al Dipartimento di Informatica e questa è un'ulteriore buona notizia, perché vuol dire che vi terrete in forma! Il corso offre un bagaglio di competenze molto versatile (ideale per gli eterni indecisi che preferiscono rimandare la scelta di "cosa fare da grandi" alla fine della triennale), toccherà poi a voi specializzarvi in un settore ad esempio proseguendo con il corso di laurea magistrale in Informatica Umanistica che prevede quattro diversi percorsi consigliati: Editoria Elettronica, Grafica e Ambienti Virtuali, Tecnologie del Linguaggio, e Knowledge Management. Per chi improntasse il percorso sulla Linguistica Computazionale, anche la magistrale in Linguistica può essere uno sbocco di specializzazione coerente. Rimane sempre disponibile anche l’ipotesi di spostarsi su studi più propriamente informatici in corsi di laurea magistrale quali Informatica per l’Economia e le Aziende (ma non solo). Raro sentirlo dire per un corso dell'area umanistica, ma l'ipotesi di lavorare immediatamente, subito dopo la laurea è quella numericamente più ricorrente (il 75% degli studenti lavora entro tre anni, il restante 25% prosegue gli studi), una prima opportunità è spesso l'azienda che vi ospita per il tirocinio.


Filo Rosso—Terza parte: Guida ai corsi di studio pag.25 SCIENZE PER LA PACE: COOPERAZIONE INTERNAZIONALE E TRASFORMAZIONE DEI CONFLITTI La laurea triennale in Scienze per la Pace è caratterizzata da forte interdisciplinarità, da una specifica interazione fra cultura umanistica e cultura scientifica e da una marcata apertura internazionale. Il piano di studi è strutturato in modo da preparare lo studente ad affrontare i temi trattati da più prospettive, lasciando molto spazio ad un approfondimento personale. La partecipazione attiva alle lezioni è di conseguenza un aspetto importante durante gli anni di studio, facilitata molto spesso anche da un attivo e continuo rapporto tra studenti e docenti. Questa laurea si presta quindi ad una formazione ampia e interdisciplinare più che ad una professionalizzazione che invece può essere ricercata successivamente nella laurea magistrale omonima (attualmente sotto il nuovo Dipartimento di Giurisprudenza). Essendo un corso "piccolo" e con uno sguardo "alternativo" rispetto ad altri corsi simili le difficoltà certo non mancano (problema con gli spazi, con le docenze), ma che però possono essere superate con la partecipazione attiva di tutti gli studenti, un po' di spirito di adattamento e il dialogo continuo studenti-professoricoordinatori. All'interno del corso le assemblee tra gli studenti sono frequenti ed inoltre è presente una

mailing list che facilita il dialogo e la risoluzione dei problemi. Gli eventuali sbocchi professionali al termine degli studi sono: mediatore e conciliatore dei conflitti sociali, operatore della cooperazione internazionale, operatore per la soluzione pacifica dei conflitti, operatore del Terzo Settore, formatore. Per maggiori informazioni sul corso e sulla didattica: www.pace.unipi.it Segreteria Didattica (Lisa Venzi): l.venzi@cisp.unipi.it Rappresentanti degli studenti: perego.aurora@gmail.com clotilde.menici@gmail.com naavivi@hotmail.it (Viviana Conti) mariagrotti@hotmail.com (Elena Erizi), frapassaretti@gmail.com ilcontedino@yahoo.it (Luca Ramacciotti)

STORIA Fra il ricco e caotico intreccio di materie umanistiche offerte dall'Università di Pisa, come potrebbe mancare un corso di storia?! E infatti eccolo qui. Tranquilli e niente panico, questa guida serve anche per darvi informazioni e aiutarvi a barcamenarvi fra i primi giorni di vita universitaria. Iniziamo col piano di studi offerto agli studenti di storia: in realtà una grande distinzione c'è solo fra, da un lato, il curriculum antico, che si concentra maggiormente sullo studio


dell'archeologia, delle letterature e filologie classiche e delle istituzioni del mondo antico; dall’altro troverete, invece, il curriculum medievale e quello da due anni accorpato di storia moderna e contemporanea. Le lezioni si svolgeranno secondo il calendario didattico, presso la sede del Dipartimento di Storia e Filosofia (Palazzo Carita’), in via Pasquale Paoli 15, dove sono situate anche le aule, gli studi dei docenti e la segreteria. A partire da quest’anno accademico, inoltre, il Consiglio di corso di Storia ha approvato l’introduzione di un semestre (pari a 30 cfu) in lingua inglese per la magistrale di Storia e Civiltà, un esperimento che auspichiamo possa avere esiti positivi e che si propone di aumentare il carattere internazionale del nostro corso di laurea, rivolgendosi sia a studenti stranieri, sia a studenti italiani interessati ad aumentare le loro competenze linguistiche. Per maggiori informazioni a riguardo, rimandiamo comunque al sito dei corsi in Storia e Storia e Civiltà, http:// letterew.humnet.unipi.it/storiacivilta/. Su questa pagina è poi possibile reperire anche tutte le novita’ circa i nuovi metodi di abilitazione all’insegnamento (i TFA) e nel particolare i requisiti richiesti ai laureati in Storia per l’accesso alle diverse cattedre possibili (http:// letterew.humnet.unipi.it/storiacivilta/ orientamento/post-laurea/) Il corso in storia offre, infine, la possibilita’ di realizzare un anno di

studi all’estero durante la magistrale, attraverso il bando per la magistrale europea, che da alcuni anni a questa parte ha visto un fruttuoso interscambio culturale fra l’Universita’ di Pisa, l’Ecole Pratique des Hautes Etudes di Parigi, le università di Atene Ethniko kai Kapodistriako Panepistimio Athinon, l’Instituto Superior de Ciéncia do Trabalho e da Empresa de Lisbonne, L’Università di Siviglia « Universidad Pablo de Olavide. Ad ogni modo, per tutti i dubbi o le curiosita’ che vi restano, saremo sempre presenti e pronti a rispondere, anche in occasione della presentazione del corso di laurea che si terra’ presso l’Aula Multimediale di Palazzo Ricci, in via del Collegio Ricci, n.10, l’11 settembre.

DISCIPLINE DELLO SPETTACOLO E DELLA COMUNICAZIONE(DISCO) Sulle macerie di due corsi a rischio di definitiva chiusura per mancanza di docenti garanti, il CMT (Cinema, Musica e Teatro) e l'interfacoltà di Scienze della comunicazione, è attivo ormai dal 2010 il corso di DISCO! Un corso “bi-tabellare” che fa riferimento alle due classi L-3 (Discipline dello spettacolo, ecc...) e L -20 (Scienze della comunicazione). Per chi desideri una quinquennale “pisana” in Scienze della comunicazione s’è spezzata ogni minima continuità tra la triennale

Filo Rosso—Terza parte: Guida ai corsi di studio pag.26


Filo Rosso—I Nostri Diritti pag.27 all'insegna dell'arte, la musica e il teatro e una magistrale interfacoltà di “Comunicazione sociale e d'impresa” completamente diversa, i cui requisiti d'accesso renderanno la vita difficile. Penalizzata rispetto alla vecchia Scienze della comunicazione è a nostro avviso anche la conoscenza delle lingue. Nonostante i tanti problemi, insomma, diamo atto alla facoltà di essere riuscita bene o male a salvare due corsi di laurea molto importanti. Per gli ex-CMT la

situazione è migliore rispetto a quella dei “comunicatori” nonostante anche lì ce ne sia di strada da fare per ottenere tutti gli altri strumenti e i mezzi adeguati a sostenere e far brillare i corsi sul cinema, sulla musica e sul teatro, tante volte penalizzati. In ogni caso, molto andrebbe ancora fatto sul piano dei “contatti” con le realtà artistico-culturali pisane e della Toscana per aprire agli studenti possibilità di laboratori, tirocini ed esperienze didattiche “sul campo”.

I NOSTRI DIRITTI... da tenerci stretti! Partecipazione Nella nuova formulazione dei principi generali dello Statuto di ateneo, in fase di modifica a seguito dell'approvazione della legge Gelmini, Sinistra per... ha ottenuto con determinazione un riconoscimento importante, che sancisce il diritto degli studenti di riunirsi in assemblea. Diritto all'assemblea significa valorizzazione della trasparenza dei processi decisionali, coinvolgimento, reali pratiche democratiche. E' un caposaldo irrinunciabile che dà forza e sostanza a tutte le garanzie che seguono. Appelli Devono esserci almeno 2 appelli per sessione e 1 a settembre. Minimo 6 appelli all’anno. Tra le date d’inizio degli appelli devono trascorrere almeno venti giorni. Ogni appello deve prevedere la possibilità per lo studente di sostenere tutte le prove. Il numero

complessivo degli appelli di ciascun corso di insegnamento viene determinato in sede di programmazione didattica annuale da dipartimenti e corsi di studio. Calendario didattico Le date di svolgimento degli appelli d’esame di ciascun corso di insegnamento devono essere pubblicate con almeno novanta giorni di anticipo rispetto all’inizio del periodo di esami. Carico didattico La programmazione didattica deve assicurare la sostenibilità, da parte dello studente a tempo pieno, del carico complessivo dell’attività programmata per ciascun periodo didattico e dei relativi ritmi di lavoro. Compitini scritti (detti anche “prove in itinere”) Date di svolgimento di prove in itinere devono essere pubblicate almeno


Filo Rosso—I Nostri Diritti pag.28 trenta giorni prima. L’esame di profitto, per quegli studenti che abbiano positivamente sostenuto le prove, è costituito da uno scrutinio condotto sulla base delle suddette prove, eventualmente integrate da un colloquio. Tale colloquio potrà essere sostenuto dallo studente anche in occasione di almeno due appelli successivi al termine delle lezioni. Nel caso di esami che prevedano una prova scritta, è consentito allo studente sostenere tale prova in due appelli successivi al termine delle lezioni senza rinunciare alla possibilità di sostenere il colloquio sulla base delle prove in itinere. Dopo lo scritto obbligatorio

il

fac-simile

è

Nel caso di prove scritte, la commissione d’esame rende pubblico e consultabile, dopo la prova, un elaborato tipo che risponda alla prova d’ esame proposta. Finché non si assegna il voto, il libretto non si sfoglia La commissione di esame non può prendere visione delle votazioni riportate dal candidato negli altri esami prima di esprimere il proprio giudizio. Rispetto e all’esame

correttezza reciproca

La conduzione dell’esame da parte della commissione deve essere in ogni caso rispettosa della personalità e della sensibilità del candidato. È dovere

degli studenti attenersi ad un comportamento leale e corretto nei confronti della commissione d’esame. Vietato limitare l’accesso agli appelli In caso di mancato superamento di un esame ed in caso di esame non concluso, allo studente deve essere consentita la possibilità di sostenere l’esame nell’appello successivo. Portabilità dei programmi per 3 anni Entro tre anni dal termine del corso d’insegnamento ogni studente ha diritto, su sua richiesta avanzata all’inizio dell’appello, di essere esaminato su uno dei programmi sviluppati negli ultimi tre anni. Le modalità d’esame rimangono però quelle dell’anno in cui l’esame viene sostenuto. L’abbandono dell’esame non deve comportare conseguenze Al candidato deve essere consentito di rinunciare a proseguire l’esame in ogni fase del suo svolgimento. La rinuncia a proseguire l’esame da parte del candidato viene rilevata e registrata a soli fini statistici e non comporta alcuna conseguenza di carattere amministrativo. In particolare essa non viene riportata sul libretto personale dello studente, né nei certificati di carriera scolastica, se non a richiesta dello studente medesimo, compresi quelli forniti dalla segreteria alla commissione di esame di laurea o diploma.


Firma di frequenza La firma di frequenza non esiste a meno che non specificato espressamente nel regolamento didattico del corso di studi.

commissione informa il candidato prima dell’esame (senza guardare il libretto). Se risulta che lo studente non ha superato gli esami propedeutici allora l’esame viene annullato. Regolamento didattico

Modalità d’esame Gli esami sono pubblici e devono sempre tenersi in locali universitari accessibili al pubblico. Pubblica deve pure essere la comunicazione dell’esito dell’esame e della votazione. La verbalizzazione dell’esame deve essere immediata

E’ un documento ufficiale che comprende elenco degli insegnamenti, obiettivi formativi specifici, crediti, propedeuticità, curricula, eventuali regole di presentazione di piani di studio individuali, modalità di esame, disposizioni eventuali su obblighi di frequenza.

La verbalizzazione deve avvenire subito dopo la conclusione della verifica e, preferibilmente, utilizzando anche la tessera magnetica di riconoscimento dello studente.

Salto d’appello

Orario

Tesi

Fascia oraria consentita: 8:30 – 19:00

Devono esserci tra i 6 e i 9 appelli di laurea all’anno.

Propedeuticità

In caso di mancato superamento di un esame ed in caso di esame non concluso allo studente deve essere consentita la possibilità di sostenere l’esame nell’appello successivo.

In caso di esami con propedeuticità la

Filo Rosso—I Nostri Diritti pag.29



Guida matricole 2012/2013