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• la spiegazione non parte da definizioni, bensì dall’osservazione dei dati linguistici anche sotto forma di rappresentazione grafica; • gli esercizi fanno utilizzare consapevolmente le forme osservate, attraverso completamenti, trasformazioni e manipolazioni, facendo leva anche sulla grammatica implicita.

D. Notarbartolo D. Graffigna G. Branciforti

Una grammatica di nuova generazione che supera la separazione fra “grammatica”e “pratica” evitando la semplice classificazione di parti del discorso, complementi e proposizioni e puntando in modo sistematico sulla capacità di comprendere e di scrivere testi. In particolare:

Il metodo rende più intuitivo un sapere formale come quello grammaticale, e si rivela pertanto adatto anche a studenti con BES e DSA. Grammatica e pratica dell’italiano si basa su alcune idee fondamentali: • la centralità del verbo; • l’esistenza di gruppi sintattici di parole che svolgono determinate funzioni nella frase (morfosintassi); • l’importanza dell’intenzione comunicativa della frase e del significato; • la continuità fra frase e testo per le loro comuni caratteristiche di coerenza, coesione e intenzionalità.

Il volume B presenta un percorso sistematico di scrittura e di analisi testuale attraverso l’esame delle diverse caratteristiche di un testo: unità ideativa, coesione, coerenza, efficacia.

Sul sito www.bulgarini.it trovi tutte le informazioni dettagliate riguardanti questo libro.

Il metodo proposto, sperimentato con crescente successo in quanto generatore di senso in un insegnamento spesso poco motivante per lo studente, ha una ricaduta pratica anche in vista delle prove Invalsi nel II e nel V anno e della prima prova scritta conclusiva del nuovo Esame di Stato.

www.bulgarini.it

Grammatica E PRATICA DELL’ itaLiano

Il volume A, la parte più propriamente“grammaticale” del corso, aiuta lo studente a capire a che cosa servono le conoscenze grammaticali in relazione alla comprensione di testi o alla scrittura.

a

BULGARINI

Daniela Notarbartolo Daniela Graffigna Giuseppe Branciforti

Grammatica E PRATICA DELL’ itaLiano Dalla frase minima alla frase complessa ESERCIZI DI SCRITTURA E DI COMPRENSIONE GRAMMATICA IN PRATICA E GRAMMATICA D’AUTORE (GRAMMATICA E LETTERATURA) AUDIOSINTESI SINTESI DEI CAPITOLI ACCESSIBILI CON SMARTPHONE E TABLET ESERCIZI INCLUSIVI RAPPRESENTAZIONI GRAFICHE DELLA STRUTTURA DELLA FRASE ESERCIZI “PROVIAMO INSIEME” PER LIM

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VERSIONE DIGITALE Per scaricare la versione digitale di questo volume, consulta la pagina www.bulgarini.it e utilizza il seguente codice


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Daniela Notarbartolo Daniela Graffigna Giuseppe Branciforti

GRAMMATICA E PRATICA DELL’ ITALIANO

A

Dalla frase minima alla frase complessa

BULGARINI


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©2019 Edizioni Bulgarini – Firenze, Italy www.bulgarini.it info@bulgarini.it

Daniela Notarbartolo è responsabile della parte teorica, Daniela Graffigna e Giuseppe Branciforti degli esercizi. Un ringraziamento a Floriana, Grazia, Laura, Manuela e Patrizia, che ci hanno aiutato fornendoci materiali ed esempi. Progettazione, coordinamento e realizzazione editoriale a cura di GP&C Srl - Milano

I diritti di traduzione, di memorizzazione elettronica, di riproduzione e di adattamento totale o parziale con qualsiasi mezzo (compresi i microfilm e le copie fotostatiche) sono riservati per tutti i Paesi.

È vietata la riproduzione, anche parziale, o a uso interno didattico, con qualsiasi mezzo, non autorizzata.

Prima edizione: febbraio 2018 Ristampa:

6 5 4 3 2 2020 2021 2022 2023 2024

Nell’eventualità che illustrazioni di competenza altrui siano riprodotte in questo volume, l’editore è a disposizione degli aventi diritto che non si sono potuti reperire. L’editore porrà inoltre rimedio, in caso di cortese segnalazione, a eventuali non voluti errori e/o omissioni nei riferimenti relativi. Nel rispetto della normativa vigente sulla trasparenza nella pubblicità, le immagini escludono ogni e qualsiasi possibile intenzione o effetto promozionale verso i lettori.

Tecnostampa - Pigini Group Printing Division Loreto - Trevi - Luglio 2019 - 19.83.344.0


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3

Ai nostri alunni per tutte le domande che ci hanno posto, perché ci hanno costretti ad andare a fondo nelle risposte

Presentazione

Q

uesto testo di grammatica italiana si propone di colmare la separazione esistente fra “grammatica” e “pratica”.

La grammatica tradizionale purtroppo si presenta spesso come un sapere piuttosto astratto che si limita ad applicare etichette ai fenomeni. Così la “proposizione-subordinata-concessiva-introdotta-da-congiunzione” sembra un mostro spaventoso, mentre ognuno di noi la usa in continuazione: “anche se ho studiato tutto il pomeriggio ho preso un brutto voto!”. Questa grammatica non si basa su definizioni astratte, bensì sull’osservazione dei dati linguistici, sulla conoscenza implicita di chi già parla la lingua e sulla rappresentazione grafica e visiva. Per questo nel manuale si trovano molti esempi che servono a comprendere i concetti generali, molti esercizi di trasformazione per mettere “le mani in pasta”, molte schemi grafici per vedere concretamente la struttura della frase. Secondo un modello che si è affermato negli ultimi anni (sperimentato anche sul latino), è bene partire dalla frase nel suo insieme, dalla posizione stabile delle parole nella catena sintattica e

dalla funzione del verbo che organizza la frase attorno a sé, considerando sempre anche il modo in cui si produce il significato, esplicito e implicito. Con questo punto di partenza anche lo studio tradizionale di parti del discorso, complementi e proposizioni non è più semplice esercizio di classificazione, ma ha un impatto positivo sulla capacità di comprendere e di scrivere testi, oggi molto richiesta in tutti i campi.

Questa quindi è una grammatica che vuole favorire competenze, che si potranno rivelare utili anche per la prova di comprensione (di II e di V superiore) e per la prova scritta (il nuovo esame a conclusione del triennio).

Gli autori


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Indice generale

PARTE I

GRAMMATICA D’AUTORE

L’organizzazione della frase

L’ordine della frase nei testi poetici: l’anastrofe e l’iperbato L’anastrofe in Alla sera di Ugo Foscolo

34 35

CAPITOLO 1

La frase

1

Che cos’è la frase Frasi senza verbo Proviamo insieme

2

La frase come struttura predicativa La frase minima La frase semplice La frase complessa Proviamo insieme

3

La frase come struttura intenzionale e comunicativa

12 12 13 13

CAPITOLO 2

Il soggetto e la predicazione

1

Il soggetto Il soggetto e la concordanza con il verbo Il soggetto non sempre “compie l’azione” Il soggetto non sempre è in prima posizione Forme particolari di soggetto

14 15 15 16 16

Proviamo insieme

2

I soggetti non-nome

20

In sintesi

20

Proviamo insieme

ESERCIZI

21

La predicazione verbale Le valenze del verbo

GRAMMATICA IN PRATICA

L’anacoluto L’ordine della frase negli articoli di giornale

Proviamo insieme

28 32

5

37 38 38

40

La frase come struttura sintattica

4

37

Che cosa significa “predicare” Due tipi di predicazione: verbale e nominale La doppia predicazione Confronto fra i due tipi di predicazione

4

36

39 40

Proviamo insieme

3

36

Proviamo insieme

17 17 18 18 18 19

“Che cosa fa” una frase? Direzione della frase Ordine “regolare” delle parole Tema, rema e frasi “marcate”

36

40 41 42 42 43 43 44

La predicazione nominale 44 Le diverse funzioni del verbo essere 44 Verbi copulativi 45


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Indice generale

Casi dubbi: predicazione verbale o nominale? Proviamo insieme

6

La doppia predicazione Proviamo insieme

7

Verbo e predicato Proviamo insieme

46 46 47 48 49 50

In sintesi

51

ESERCIZI

52

6

Analisi sintattica e analisi logica Proviamo insieme

5

79 81

In sintesi

81

ESERCIZI

82

GRAMMATICA IN PRATICA

Gruppi sintattici e ambiguità Lettura e interpretazione di frasi articolate

90 93

GRAMMATICA IN PRATICA

Gli aggettivi predicativi: l’uso corretto e gli effetti stilistici Verbi al posto di parti nominali e viceversa

62 64

GRAMMATICA D’AUTORE

Predicazione nominale e verbale in due poesie di Gabriele D’Annunzio 67 Effetti stilistici della doppia 69 predicazione in Giovanni Pascoli

1 2

Le parole si legano tra loro Classi del lessico e gruppi di parole Parole piene e parole vuote Gruppi di parole Proviamo insieme

3

Nessi sintattici fra le parole La concordanza La reggenza L’inclusione L’aggiunta Proviamo insieme

4

La “testa” di un gruppo Proviamo insieme

5

La funzione sintattica di un gruppo Proviamo insieme

Il significato delle classi di parole CAPITOLO 4

Le classi di parola

1 2

CAPITOLO 3

I nessi sintattici fra parole

PARTE II

70

73 73 74 75 76 77 77 78 78 79

96

Morfologia: le “forme di parola”

97 Le parti variabili e le parti invariabili 97 Le “variabili” delle classi di parola 98 Declinazione e coniugazione 99 Classi e sottoclassi 100 Proviamo insieme 105

70

70 71 72 72

L’analisi delle parole

96

3

Sintassi: posizione nella frase e funzioni delle classi di parole Una classe, diverse funzioni: le parole polifunzionali Parole omofone e ortografia

4

106

Proviamo insieme

107 108 109

Semantica: lo studio del significato

109

In sintesi

110

ESERCIZI

111

GRAMMATICA IN PRATICA

Comprensione e classi di parole Tipi di testo e classi di parole

118 119


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6

Indice generale

Verbi transitivi, intransitivi e direzione della frase Forma attiva e significato passivo: il si passivante Gli effetti comunicativi della forma passiva

GRAMMATICA D’AUTORE

Classi di parole e poesia

121

CAPITOLO 5

Proviamo insieme

Il verbo e il suo significato

1 2 3

Il verbo Coniugazione del verbo e sue variabili Verbi regolari e irregolari Proviamo insieme

4

Il sistema verbale: le sette forme di partenza e le trasformazioni Trasformare secondo la persona Trasformare da tempo semplice a tempo composto Trasformare da attivo a passivo Proviamo insieme

5

La persona: “chi è che?” Persona del verbo e soggetto Quando il verbo non dice “chi è che” Proviamo insieme

6

Il tempo: “quando?”

124

Il modo: “quale valutazione esprime?” La modalità e i verbi servili (o modali) I modi verbali della valutazione: congiuntivo e condizionale Il modo del comando: l’imperativo Proviamo insieme

8

La forma attiva e passiva: “chi compie l’azione?”

151 152 153

In sintesi

154

ESERCIZI

155

124 GRAMMATICA IN PRATICA

Gli apostrofi dell’imperativo Attivo, passivo e continuità del punto di vista Il passivo nei testi scientifici e tecnici

125 126 127

128 128

132 133 134 136 136 137

Tempi verbali e narrazione in Alessandro Manzoni Azione e sfondo, 176 • Narrazione e dialogo, 176 • Tempo “zero” e relazione dei tempi fra loro, 177 • Voce narrante e azione, 177

Il gruppo del nome e le parti nominali

1

Il gruppo del nome Determinanti e modificatori del nome Proviamo insieme

2

Il nome Proviamo insieme

3

Determinanti del nome L’articolo Proviamo insieme

142

148

174 175

176

CAPITOLO 6

142

144 146 148

172

GRAMMATICA D’AUTORE

128 129 132

Tempi dell’indicativo Valore e aspetto dei tempi rispetto a chi parla 138 Valore dei tempi rispetto a un altro verbo 140 Proviamo insieme 141

7

149

L’aggettivo Gli aggettivi determinativi Proviamo insieme

4

Modificatori del nome Complementi del nome Il participio

178 178 178 179 180 181 182 183 184 185 186 188 189 189 190


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Indice generale

Apposizioni e denominazioni Aggettivi qualificativi La frase relativa Proviamo insieme

190 191 192 193

In sintesi

193

ESERCIZI

194

1

Il pronome Le funzioni del pronome Tipologie di pronomi Proviamo insieme

2

I pronomi personali

Proviamo insieme

3

I pronomi riflessivi La frase riflessiva I due usi e valori del si Proviamo insieme

4

I pronomi determinativi Proviamo insieme

5

La folla manzoniana attraverso i pronomi

206

Gli avverbi come modificatori del significato

1 2

208 209 210 210

L’avverbio

211 211 212 215 216

Proviamo insieme

3

219 220

224 225

244 244

La negazione non

246 246 247 247 248 248 249

In sintesi

249

ESERCIZI

250

GRAMMATICA IN PRATICA

Trasformare aggettivi e nomi in avverbi Gli avverbi fortunatamente e purtroppo

217 218 218 219

221 Uso del pronome relativo 221 Forme sintetiche di pronomi relativi 222 Proviamo insieme 223

ESERCIZI

242

Gli avverbi come modificatori 245 Modificatori del nome Modificatori del verbo Modificatori dell’aggettivo e dell’avverbio Modificatori della frase

208

I pronomi relativi

In sintesi

238

CAPITOLO 8

Proviamo insieme

Pronomi personali soggetto Pronomi personali complemento ci, vi e ne e i pronomi avverbiali

234 235

204

CAPITOLO 7

I pronomi e le loro funzioni

Pronomi doppi: ortografia e significato Uso dei pronomi cui e ne Dalla coordinazione all’uso del relativo

202

GRAMMATICA D’AUTORE

L’uso degli aggettivi determinativi questo e quello nell’Infinito di Giacomo Leopardi

GRAMMATICA IN PRATICA

GRAMMATICA D’AUTORE

GRAMMATICA IN PRATICA

L’apostrofo negli articoli La definizione: dal generale al particolare

7

256 257

CAPITOLO 9

Le congiunzioni e i loro significati

1 2

258

La congiunzione

258

Congiunzioni coordinanti

260 260

Coordinazione in gruppi doppi


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8

Indice generale

Coordinazione testuale con nesso di significato Proviamo insieme

3 4

Congiunzioni subordinanti Proviamo insieme

262 263

Significato di alcune congiunzioni

264

Significato di alcune congiunzioni coordinanti Significato di alcune congiunzioni subordinanti

5

261 262

265

Proviamo insieme

I connettivi

268

Proviamo insieme

Organizzazione logica della frase CAPITOLO 10

266 268

Congiunzioni come connettivi testuali Altri connettivi

PARTE III

Le preposizioni e l’analisi logica

1 2

In sintesi

272

ESERCIZI

273

3

290

Complementi fondamentali nella frase minima

Proviamo insieme

4

GRAMMATICA D’AUTORE

Parallelismi sintattici e coordinazione in Francesco Petrarca

La preposizione

Il complemento oggetto Il complemento di misura Il complemento di termine Il complemento di agente e causa efficiente

282 283

290

Proviamo insieme

GRAMMATICA IN PRATICA

La congiunzione e: gruppi complessi e uso sintattico della punteggiatura Trasformare coordinate in subordinate

Analisi logica e significato dei gruppi nominali Significato delle preposizioni e complementi Preposizioni polirematiche

269 271 272

Complementi retti da verbi specifici I complementi di luogo I complementi di colpa-pena e di stima-prezzo Il complemento di argomento

287

Proviamo insieme

5

Complementi retti da aggettivi Il complemento di paragone Il complemento partitivo Proviamo insieme

6

290

Complementi retti da un nome Il complemento di specificazione Il complemento di materia I complementi di qualità e di età Il complemento di fine Il complemento di limitazione Proviamo insieme

292 293 294 294 294 295 296 296 297 297 298 298 299 300 300 300 301 301 301 302 303 303 303 303 304


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Indice generale

7

Complementi circostanziali I complementi di tempo I complementi di mezzo, modo, compagnia (e unione) I complementi di causa, fine e concessivo Proviamo insieme

8

304 305

10

PARTE IV

La frase complessa

305 CAPITOLO 12

306 307

Complementi e pronomi avverbiali

307 Il pronome relativo: funzione logica 309 Proviamo insieme 309

9

Complementi dipendenti dal lessico

309

Riepilogo di preposizioni e complementi

310

In sintesi

314

ESERCIZI

315

Subordinazione e frase complessa

1 2

3

La frase complessa

4 326

5

Rilettura valenziale dell’analisi logica

Subordinate esplicite e implicite Relazioni di tempo fra principale e secondarie: la consecutio temporum

1 2 3

Legami sintattici e legami di significato

328

Valenze del verbo e gruppi nominali

329

Verbi classificati per valenze e gruppi nominali 330

In sintesi

334

ESERCIZI

335

GRAMMATICA IN PRATICA

Complementi circostanziali e ordine delle parole Diversi significati del verbo e numero delle valenze

La gerarchia del periodo Analisi della gerarchia del periodo Esempi di analisi della gerarchia

328

338 339

342

343 Completive, circostanziali e relative 343 Gli introduttori delle proposizioni dipendenti 345 Predicati nella frase complessa 346 Proviamo insieme 347

Proviamo insieme CAPITOLO 11

342

Le frasi subordinate

Proviamo insieme GRAMMATICA IN PRATICA

Trasformazione dei complementi in frasi

9

Proviamo insieme

348 349

349 350 350 352 352 355

In sintesi

356

ESERCIZI

357

GRAMMATICA IN PRATICA

Potenzialità delle frasi subordinate 364 Ordine temporale e ordine di frase, 364 • Focalizzazione, 365 GRAMMATICA D’AUTORE

Periodo complesso e focalizzazione in Giovanni Boccaccio Linguaggio lineare e linguaggio articolato in Alessandro Manzoni

367 368


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Indice generale

CAPITOLO 13

CAPITOLO 14

Le subordinate completive e relative

1

Le proposizioni completive

Proviamo insieme

Le proposizioni relative

375

Significati impliciti della frase relativa Proviamo insieme

3

370 370 370 371 372 373 374 374

Le completive soggettive Le completive oggettive Le completive dichiarative Il discorso indiretto Interrogative indirette

2

Le subordinate circostanziali

Le diverse funzioni di che Proviamo insieme

1 2

377 378 379

ESERCIZI

380

GRAMMATICA IN PRATICA

Subordinate circostanziali Le subordinate temporali Le subordinate causali Le subordinate finali Le subordinate consecutive Le subordinate concessive Le subordinate condizionali nel periodo ipotetico Le subordinate comparative Le subordinate modali Le subordinate limitative Costrutti lessicali e subordinazione

376 377

In sintesi

Le circostanziali e l’organizzazione logica della frase

Proviamo insieme

3

Valori dei modi participio e gerundio Proviamo insieme

Significato deittico dei verbi venire e andare Verbi preposizionali e relative Frase relativa e focalizzazione

388 389 391

396

396 397 397 398 399 399 401 401 403 404 404 405 405 405 406

In sintesi

407

ESERCIZI

408

GRAMMATICA IN PRATICA

GRAMMATICA D’AUTORE

L’uso della proposizione relativa in A Zacinto di Ugo Foscolo Uso di che in Nebbia di Giovanni Pascoli

393 394

Subordinate e virgole sintattiche Lettura e comprensione di periodi articolati

420 421

GRAMMATICA D’AUTORE

Periodi sospesi in letteratura

425

Come puoi usare al meglio il testo CAP. 6, p. 184

VOL. B, CAP. 2

Usa i rimandi che trovi nel margine della pagina per vedere come uno stesso concetto è utilizzato in un altro contesto, per fissarlo meglio e stabilire dei collegamenti. Usa i rimandi al volume B per vedere alcuni collegamenti tra aspetti grammaticali e aspetti testuali.

Gli esercizi così contrassegnati si risolvono utilizzando le conoscenze implicite e l’intuizione, senza ricorrere a definizioni teoriche.

Puoi consultare anche www.insegnaregrammatica.it


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Parte

I

Organizzazione della frase N

ell’ascoltare o leggere una frase abbiamo l’impressione di trovarci di fronte a una successione lineare di parole, una dietro l’altra. In realtà le parole si dispongono secondo una rete di rapporti reciproci che fanno della frase una struttura organizzata. Uno dei più importanti rapporti all’interno di una frase è quello costituito dalla coppia soggetto-predicazione. Nessuno di questi due elementi può stare senza l’altro. La cerniera sintattica fra soggetto e predicazione è il verbo di modo finito, che “a monte” concorda con il soggetto e “a valle” può reggere altri elementi. A questi due gruppi fondamentali si collegano tutti gli altri elementi: le parole infatti non sono isolate ma si aggregano fra loro secondo altre relazioni sintattiche. In questo sistema, valido per frasi brevi o lunghe, semplici o articolate, tutte le parti del discorso si collocano in relazione fra loro per svolgere una funzione necessaria al senso.

1 La frase 2 Il soggetto e la predicazione 3 I nessi sintattici fra parole


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CAPITOLO 1

La frase

1 Che cos’è la frase La frase è un vero e proprio piccolo testo costituito da una sola unità di “senso compiuto”, capace di realizzare il compito del linguaggio, cioè rielaborare il pensiero e comunicare qualcosa ad altri. Le parti del discorso da sole non realizzano questo compito, e nemmeno le desinenze o i suffissi, che pure contribuiscono al significato. Per questo iniziamo ad affrontare le nostre riflessioni dalla frase. La frase è contemporaneamente una struttura:

• predicativa, perché l’insieme soggetto-predicazione “dice qualche cosa di qualco• •

sa” (predica di un soggetto); intenzionale e comunicativa, perché attraverso l’ordine delle parole al suo interno e la loro posizione più o meno “forte” esprime un’intenzione specifica in un certo contesto; sintattica, perché le singole parole sono legate fra loro da nessi non arbitrari che rendono possibile il significato: questi nessi formano dei gruppi sintattici, che si dispongono intorno al verbo in posizioni regolari, a seconda del significato del verbo.

Una frase per funzionare bene deve rispettare certi principi, tanto che il nostro orecchio ci aiuta a riconoscere quando le frasi funzionano e quando invece non funzionano. Funzionano e sono frasi. Oggi sono molto contento. Ieri ha piovuto tutto il giorno. Vieni stasera a cena da noi? Non funzionano e non sono frasi: *A scuola eh qui lo cancella lavagna sempre. *Il nonno sulla poltrona. *Conigli zia alleva mia. *Mio sorella fanno i compito. *La zia abita.

il senso non è chiaro manca il verbo, perciò non “dice” niente l’ordine delle parole non è giusto le concordanze non sono corrette il verbo abitare richiede “dove”

Osserviamo altri esempi: *Voi andato nella scuola con me.

La frase è sgrammaticata, il significato si capisce, ma non si può dire che sia una frase della lingua italiana.


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1. La frase

Le macchine riposano su tasti azzurri. (?)

Sembra una frase corretta perché le parole si organizzano bene secondo le regole dell’italiano, ma non ha un significato (almeno apparente).

*Macchine le riposa tasti su azzurri.

Non funzionano né la grammatica né il senso!!!

13

Una frase funzionante: • è un insieme sensato con cui si dice qualcosa di qualcosa o di qualcuno; • ha un’intenzione comunicativa precisa; • risponde a precise regole di combinazione. Per questo la frase viene percepita come una unità ben delimitata di senso compiuto, e anche graficamente comincia con la lettera maiuscola e finisce con il punto fermo.

Frasi senza verbo Per capire la struttura della frase è necessario osservare frasi strutturalmente complete, ovvero costituite da soggetto e predicazione, e non le frasi composte da una sola parola come risposta a una domanda (tecnicamente si chiamano frasi monorematiche):

Vieni? Quando vieni? Chi l’ha detto? Quale vuoi?

Frase monorematica

Dal contesto si capisce

Sì. (avverbio) Domani. (avverbio) La zia. (nome) Quello rosso. (pronome e aggettivo)

= = = =

Sì, vengo. Vengo domani. L’ha detto la zia. Voglio quello rosso.

Non sono frasi strutturalmente complete nemmeno le frasi nominali, come quelle che costituiscono i titoli dei giornali: Incendio a Milano: salvi per miracolo gli abitanti di una palazzina Per il resto osserveremo frasi complete nella loro struttura.

PROVIAMO INSIEME

Quali fra le seguenti sono frasi e quali sono non-frasi? Individuale e cerca di spiegare i motivi che ti hanno permesso di distinguerle, proponendo le correzioni. FRASI a. L’auto corrono in punta di piedi. b. Il cuoco ha preparato un timballo di pasta. c. Ieri a casa di Luigi. d. Un passante camminavate per le strada deserti. e. Mangia un Paola di piatto pasta. f. Con i miei amici organizzerò una partita a beach volley. g. Il postino consegna.

      

NON-FRASI

      

 CAP. 2, p. 40


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Parte I • ORGANIZZAZIONE DELLA FRASE

2 La frase come struttura predicativa Il senso della frase è compiuto quando una predicazione dice che cosa succede e fa capire a chi sta succedendo qualche cosa. Osserviamo: Mia cugina ha accompagnato sua sorella al mercato. È successo qualcosa: accompagnare qualcuno al mercato; e questo è successo a mia cugina. La parte dove “viene detto qualcosa di un soggetto” è la predicazione, che contiene il verbo; quello “di cui la predicazione dice” è il soggetto. La predicazione e il soggetto non si possono separare fra loro, una implica l’altro e insieme rispondono a due domande: chi è che ha accompagnato sua sorella al mercato? Risposta: Mia cugina (il soggetto); che cosa ha fatto mia cugina? Risposta: ha accompagnato sua sorella al mercato (la predicazione). All’interno di soggetto e predicazione troviamo alcune parti del discorso (nomi, articoli, aggettivi, preposizioni…), ognuna al proprio posto:

• il soggetto è un nome o un gruppo che contiene un nome (nell’esempio mia cugina) o un elemento che si comporta come un nome; • la predicazione deve contenere un verbo concordato con il soggetto (ha accompagnato) e a seconda del significato del verbo può contenere altri gruppi del nome (sua sorella – al mercato) retti dal verbo. Osserva questa rappresentazione grafica: soggetto

predicazione

sua sorella Mia cugina

ha accompagnato al mercato

nome e altro

verbo che predica

nomi e altro

I pilastri fondamentali della frase sono il soggetto e la predicazione: per questo si dice che la frase è una struttura predicativa. Il verbo è al centro, nel rettangolo: il suo significato è importante per organizzare la frase. La frase contiene un certo numero di nomi (o meglio gruppi del nome) che stanno negli ovali insieme ad altre parole come articoli, aggettivi, preposizioni: quello rappresentato a sinistra nella figura è il soggetto; gli altri gruppi del nome insieme al verbo fanno parte della predicazione. Le frasi, sia quelle brevi sia quelle lunghe, funzionano tutte alla stesso modo e si fondano su una struttura predicativa, ovvero hanno due pilastri portanti (soggetto e predicazione), da cui dipende tutto il resto.


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1. La frase

La frase minima Ci sono frasi in cui per avere un senso compiuto basta il solo verbo oppure il soggetto con il verbo: Nevica.

Il sole splende.

Arriva il treno.

Altri verbi, invece, con il solo soggetto restano incompleti, ovvero lasciano dei “posti vuoti” che aspettano di essere riempiti per poter comunicare un significato: Un bambino teme… che cosa? dove? La zia abita… Il postino consegna… che cosa? – a chi?

Il bambino teme i tuoni. La zia abita a Roma. Il postino consegna il pacco al portiere.

La predicazione per funzionare deve essere completa, cioè deve contenere i nomi (o i gruppi del nome) necessari al significato del verbo. Quindi:

• il nome soggetto (tranne nel caso dei verbi atmosferici come nevica) e il verbo che predica sono necessari; • il verbo che predica può richiedere oltre al soggetto altri gruppi del nome per completare la predicazione. Qualcuno

fa

qualcosa

I gruppi nominali necessari al senso del verbo (fra i quali il soggetto) si chiamano argomenti del verbo. La frase minima (detta anche nucleare) comprende gli argomenti necessari al verbo per avere un senso compiuto.

La frase semplice La frase può arricchirsi di informazioni che non sono richieste dal significato del verbo, ma dicono qualcosa in più della situazione, del contesto ecc. Il nonno dopo cena legge il giornale sul divano. Queste informazioni non sono necessarie al verbo: se le togliessimo, infatti, la frase avrebbe comunque un senso compiuto; esse tuttavia ampliano il significato della frase. I gruppi nominali che contengono informazioni non necessarie al verbo sono detti circostanziali (o espansioni). Nella rappresentazione grafica della frase racchiuderemo pertanto i circostanziali nel rettangolo smussato che rappresenta la frase.

In certe circostanze qualcuno

fa

qualcosa

La frase semplice contiene sia gli argomenti necessari al verbo sia i circostanziali.

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Parte I • ORGANIZZAZIONE DELLA FRASE

In una certa situazione comunicativa, può accadere che la notizia importante sia proprio quella aggiunta da un circostanziale, che non fa parte della frase minima. Per esempio: Giuseppe abita in quella città da molto tempo. Questa frase vuole sottolineare proprio da quanto tempo Giuseppe abita in quella città: la notizia importante, posta in fondo alla frase dove solitamente si focalizza l’attenzione, è contenuta in un circostanziale non necessario al verbo (il verbo abitare richiede necessariamente di sapere dove, ma non da quanto tempo). In una frase può esserci differenza fra ciò che è “necessario al verbo” (argomento) e ciò che è importante dal punto di vista comunicativo.

La frase complessa All’interno di una frase che “fa da base”, un gruppo nominale può essere sostituito da una frase con un proprio predicato, che si trova all’interno dell’altra. Osserva gli esempi: Ho saputo la bella notizia. (qualcosa-nome)

Ho saputo che sei arrivato in cima alla vetta. (qualcosa-frase)

La frase complessa è una frase in cui anche solo uno dei gruppi del nome che fanno da argomento o da circostanziale è rappresentato da una frase. Nella rappresentazione grafica la frase contenuta nell’altra maggiore è in un rettangolo smussato trattegggiato.

(io)

Ho saputo

(io)

Ho saputo

la bella notizia

che sei arrivato in cima alla vetta

PROVIAMO INSIEME

Nelle frasi che seguono sottolinea il predicato, evidenzia in rosso i gruppi nominali necessari che stanno nella frase minima e in blu i gruppi nominali che sono circostanziali. a. Nonostante le precauzioni, mio fratello ha preso l’influenza. • b. Tutte le settimane le porte del palazzo vengono lucidate con appositi prodotti. • c. Per i nostri acquisti durante i saldi abbiamo visitato i migliori negozi. • d. L’Italia attrae turisti da tutto il mondo. • e. Nel cassetto centrale troverete le forbici. • f. In salotto il piano del tavolino si è rotto due giorni fa. • g. Ogni pomeriggio, prima dei compiti, Marco legge i suoi romanzi preferiti. • h. Ieri un pullman si è bloccato in autostrada. • i. Come ogni anno, sosterrete le prove in aula magna. • j. Scopriamo sempre cose nuove per caso.


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1. La frase

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3 La frase come struttura intenzionale e comunicativa Il significato concreto di una frase dipende anche da altri aspetti oltre che dalla struttura soggetto-predicazione. L’intento per cui si pronuncia una frase e il desiderio di voler sottolineare ciò che più ci importa producono un effetto sulla forma della frase.

“Che cosa fa” una frase? Attraverso una frase si possono compiere azioni diverse: affermare (frase enunciativa) domandare (frase interrogativa) comandare/invitare (frase imperativa)

Io vado a casa Vai via da solo? Andate subito a dormire!

In italiano, diversamente che in altre lingue, affermazione e domanda non si distinguono morfologicamente, bensì solo dall’intonazione nel parlato e dalla punteggiatura nello scritto. Osserva il confronto: italiano

Andiamo.

 VOL. B, APPENDICE

Andiamo? (punteggiatura)

tedesco

Wir gehen.

Gehen wir? (inversione soggetto-verbo e punteggiatura)

francese

Nous allons.

Est-ce que nous allons? (introduttore della domanda e punteggiatura)

inglese

We go.

Do we go? (introduttore della domanda e punteggiatura)

Per la frase imperativa esiste in italiano una forma verbale propria, l’imperativo, non sempre tuttavia distinguibile dalla forma indicativa: Mangia con noi stasera!

(l’imperativo ha una forma diversa dall’indicativo tu mangi)

Stai a casa? / Stai a casa!

(la forma dell’indicativo e dell’imperativo coincidono)

 CAP. 5, p. 146

L’azione che una frase suggerisce, infine, non sempre coincide con la sua forma linguistica: Provaci ancora!

(sembra un invito, ma è una minaccia)

Con la finestra spalancata ci prendiamo (sembra una constatazione, ma è un invito un accidente! a chiudere la finestra) «Vieni al cinema?» «Ho mal di testa.»

(sembra una informazione, ma è un rifiuto)

In questi casi il senso deve essere integrato dal contesto o per inferenza. Una frase può essere un vero e proprio atto con un suo scopo pratico (per es. dare un ordine) e con un influsso sul mondo circostante (che l’ordine venga eseguito). La punteggiatura gioca un ruolo importante e ha valore intonativo.

 VOL. B, CAP. 4


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Parte I • ORGANIZZAZIONE DELLA FRASE

Direzione della frase La frase può essere attiva, passiva o riflessiva, a seconda del ruolo del soggetto. Il soggetto può essere infatti chi agisce, chi subisce l’azione o chi è nel contempo attore e beneficiario. In conseguenza di ciò la frase assume una «direzione» che dipende dal punto di osservazione dell’evento (o prospettiva). La frase con il verbo di forma attiva ha una tipica direzione in avanti a partire dal punto di partenza del soggetto che agisce: La mamma pettina la figlia. CAP. 5, p. 148

La frase con il verbo passivo inverte la direzione all’indietro, perché il soggetto “subisce” l’evento: L’attrice viene pettinata da un famoso parrucchiere.

CAP. 7, p. 218

(il soggetto mamma agisce)

(il soggetto attrice subisce)

La frase riflessiva o media ha una doppia direzione, perché l’azione ha sia come origine sia come beneficiario il soggetto: La ragazza si pettina i capelli.

(il soggetto ragazza agisce ed è anche beneficiario)

A seconda della forma del verbo, la frase può assumere direzione o prospettiva diversa, perché cambia il punto di osservazione sull’evento espresso dal verbo.

Ordine “regolare” delle parole Le frasi tipiche dell’italiano sono nell’ordine soggetto-verbo-oggetto (o altri gruppi nominali) e in alcuni casi questo ordine delle parole è fondamentale per il significato: Giuditta chiama Gloria al telefono. è diverso da Gloria chiama Giuditta al telefono.

L’ordine delle parole trasmette lo scopo della frase: nella parte più a destra viene collocata la notizia importante, l’informazione “di arrivo” della frase. Nella frase “regolare” la notizia importante è la predicazione: (Che fa Giuditta?) Chiama Gloria al telefono.

In italiano la disposizione “regolare” delle parole in una frase segue l’ordine soggettoverbo-oggetto e la predicazione si trova nella parte destra o “di arrivo” della frase, in quanto informazione generalmente più importante.

Tema, rema e frasi “marcate” L’ordine regolare delle parole può essere modificato quando cambia l’intenzione comunicativa della frase, cioè la notizia, l’informazione più importante che si vuole trasmettere. Non sempre la notizia importante, infatti, corrisponde alla predicazione: Luigi arriva domani. Domani arriva Luigi.

(mi interessa che arriva domani, non oggi o dopodomani) (mi interessa che arriva Luigi, non Mario o Paola)


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1. La frase

Queste due frasi sono uguali nella sintassi ma diverse nell’intenzione comunicativa; nel secondo esempio il soggetto è posto in fondo alla frase perché è sul soggetto che si vuole focalizzare l’attenzione. Dal punto di vista comunicativo si chiama:

• tema della frase quanto precede, ciò da cui si parte o ciò che già si sa (nella frase regolare è il soggetto); • rema la notizia nuova o importante, finalizzata allo scopo della frase (nella frase regolare è la predicazione). Quando il rema (o notizia importante) non è la predicazione, l’ordine delle parole viene mutato e si hanno frasi “marcate” perché sottolineano una informazione particolare: Lui va a prendere il pacco. Il pacco va lui a prenderlo. Va lui a prendere il pacco.

(regolare: è tema il soggetto) (marcata: diventa tema l’oggetto) (marcata: diventa rema il soggetto)

In queste frasi il soggetto non cambia, ma interessa tematizzare una parte che non è soggetto mettendola all’inizio, o interessa enfatizzare il soggetto, che non è più il punto di partenza bensì la notizia importante. Nel primo esempio l’informazione che si vuole trasmettere è che qualcuno va a prendere il pacco, nel secondo che si sta parlando di un certo pacco, mentre nel terzo si vuole sottolineare che è proprio lui (il soggetto) e non qualcun altro a prendere il pacco. Un altro tipo di frase marcata è la frase “scissa”, cioè una frase della forma è... che…: È lui che va a prendere il pacco.

(marcata: è rema il soggetto)

Frasi marcate e frasi scisse hanno scopi comunicativi molto particolari, espressi da domande differenti a cui la frase risponde: La mamma fa la benzina. La benzina la fa la mamma. La fa la mamma, la benzina. È la mamma che fa la benzina.

(frase (frase (frase (frase

regolare: che cosa fa la mamma?) marcata: la benzina chi la fa?) marcata: chi fa la benzina?) scissa: chi è che fa la benzina?)

Queste forme, presenti nei testi scritti fin dai primi secoli della lingua italiana, sono utilizzate abitualmente nel parlato e nello scritto. L’ordine delle parole in una frase serve a trasmettere l’intenzione comunicativa, attraverso la disposizione particolare nelle frasi marcate di tema e rema, che non coincidono con soggetto e predicazione. PROVIAMO INSIEME

1. Stabilisci se le frasi che seguono hanno un ordine delle parole regolare (R) o marcato (M). a. b. c. d. e.

Il preside ho incontrato al bar! (.........) Voglio andare a San Francisco. (.........) A San Francisco vorrei viverci. (.........) L’ho già comprato, il giornale. (.........) Il giornale l’ho comprato io. (.........)

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Parte I • ORGANIZZAZIONE DELLA FRASE

4 La frase come struttura sintattica La struttura sintattica di una frase è data dai nessi fra le parole. Questi nessi non riguardano il significato, ma il legame, la “colla”, che tiene insieme le parole e le trasforma in strutture organizzate. È infatti sintatticamente corretta la frase: Le macchine riposano su tasti azzurri. (?) anche se non è semanticamente plausibile. È invece semanticamente plausibile ma sintatticamente scorretta, proprio perché non funzionano i nessi fra le parole, la frase: *Mio sorella fanno i compito. CAP. 3, p. 73  CAP. 3, p. 74 

In questo esempio risultano evidentemente sbagliate la concordanza di genere fra nome e aggettivo (si dice mia sorella) e la concordanza di numero fra soggetto e verbo (si dice mia sorella fa, oppure le mie sorelle fanno). Funziona invece la reggenza fra il verbo e il secondo argomento. I nessi sintattici sono, quindi, quei legami che garantiscono corretti rapporti grammaticali fra le parole. La frase, dunque, è un organismo ben congegnato, un sistema compatto di legami, con al centro il verbo: proprio il verbo, come un perno, “a monte” concorda con il soggetto e “a valle” regge altri gruppi nominali (se necessari), tenendo insieme prima di tutto i due gruppi fondamentali del soggetto e della predicazione, e poi tutti i gruppi minori della frase.

In sintesi La frase è contemporaneamente: • una struttura predicativa, ovvero una struttura organizzata in cui soggetto e predicazione sono i due pilastri portanti e sono in relazione reciproca; ciò accade: – nella frase minima (o nucleare), in cui tutti i gruppi nominali sono necessari al verbo (argomenti) perché questo abbia un senso compiuto; – nella frase semplice, in cui gruppi nominali non necessari al verbo (circostanziali o espansioni) si aggiungono alla frase minima; – nella frase complessa, in cui un elemento nominale è rappresentato da una frase; soggetto

predicazione

sua sorella Mio cugino

ha accompagnato

al mercato

• una struttura intenzionale e comunicativa che si adatta agli scopi di chi parla o scrive, attraverso l’intonazione e l’ordine degli elementi che la compongono, mettendo le parole in posizione forte o debole; • una struttura sintattica, perché le due parti fondamentali, soggetto e predicazione, sono legate fra loro da nessi, quali la concordanza soggetto-verbo e la reggenza verboaltri argomenti.


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ESERCIZI

esercizi interattivi

Che cos’è la frase 1.

Le sequenze di parole che seguono sono non-frasi: indica per quale ragione ciascuna di esse non funziona come frase, mettendo una crocetta nella casella corrispondente. SENZA SENSO

SENZA VERBO

ORDINE ERRATO

CONCORDANZE SCORRETTE

INCOMPLETE

a. Non so ancora chi verranno alla mia festa. b. Il mio compagno di banco tre fratelli. c. Maria dà. d. Al vado oggi mare. e. La mamma è andato a fare la spesa. f. I mobili si sdraiano su spighe rosse. g. Portinaia ogni mattina riceve. h. Dalla finestra si vede tre alberi. i. Studente ogni giorno a scuola. j. Cinema saga stasera al ultimo della film.

2.

Rifletti: nell’esercizio precedente quale parola o espressione specifica non funziona in ciascuna delle categorie di non frasi?

3.

Scrivi accanto a ciascuna frase costituita da una sola parola un possibile significato che essa lascia implicito, come nell’esempio. Salumeria = Questo negozio è una salumeria a. b. c. d. e. f. g. h. i. j. k.

Buonasera! = ............................................................................................................................................. Presto! = ..................................................................................................................................................... Zitti! = .......................................................................................................................................................... Palla! = ........................................................................................................................................................ Fuori! = ........................................................................................................................................................ Ottimo! = .................................................................................................................................................... Attento! = ................................................................................................................................................... Panificio = ................................................................................................................................................... Dentro! = .................................................................................................................................................... Certamente! = ............................................................................................................................................ Tardi. = ........................................................................................................................................................


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Parte I • ORGANIZZAZIONE DELLA FRASE

La frase come struttura predicativa 4.

Nelle seguenti frasi individua il soggetto (ciò di cui parla la predicazione) e la predicazione (ciò che viene detto del soggetto); poi sul quaderno riproduci la rappresentazione grafica e inserisci i due gruppi negli appositi spazi, cominciando sempre dal verbo della predicazione. soggetto

a. b. c. d. e. f. g. h. i. j.

5.

Vengono riportate voci allarmistiche o false. I ragazzi guardano la televisione. È stato indetto un nuovo referendum. Il postino consegna la posta ai condomini. Mia zia Paola è andata in vacanza. Ci sono sul tavolo molti quaderni. A tutti piace la pizza. Aspettiamo l’arrivo dei cugini. È stato aperto un nuovo cinema multisala. Dagli alberi cadono le foglie.

Alcune delle frasi che seguono sono complete, altre sono incomplete perché mancanti di argomenti: sottolineale e completale in modo che siano frasi minime. a. b. c. d. e. f. g. h. i. j.

6.

predicazione

I bambini piangono. L’attrice ha annunciato. Il camion trasporta Il pianista accordò. Ho affidato la ristrutturazione. Gli ho restituito ogni cosa. Maria siede. Alcuni capirono. La segretaria mise i fogli. Sono andato a teatro.

Nelle frasi che seguono, scrivi il soggetto dei verbi sottolineati, quando c’è. a. Nel fine settimana la regione sarà interessata da un campo di alta pressione e quindi farà bello b. c. d. e. f. g. h. i. j.

su tutta la zona. ......................................................................................................................................... Ci occorre un po’ di farina. ...................................................................................................................... È accaduto un fatto strano. ..................................................................................................................... Nevicava da un po’. .................................................................................................................................. Nella verifica di storia sono fioccati i 3. .................................................................................................. Cosa credi? Che il denaro piova dal cielo? ........................................................................................... Copriti, piove a dirotto! ............................................................................................................................. Ai bambini piacciono molto le caramelle. .............................................................................................. Quest’anno il Natale cade di giovedì. ..................................................................................................... Sta per piovere. .........................................................................................................................................


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1. La frase • ESERCIZI

7.

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Nelle frasi che seguono, individua e inserisci al posto giusto, all’interno dello schema, il verbo, le informazioni che non sono richieste dal significato del verbo (circostanziali) e gli argomenti. Segui l’esempio.

Nel pomeriggio Giuseppe

a. b. c. d. e. f. g. h. i. j.

8.

va

al cinema

Mio padre ogni mattina scorre il giornale. Il parroco ha avuto un malore durante la lettura del Vangelo. Durante l’adolescenza, Francesco ha abitato a Catania. Alla fine del concerto, il pubblico ha applaudito la cantante con entusiasmo. La temperatura la scorsa settimana ha raggiunto i quaranta gradi. A otto anni Giulio suonava il pianoforte. Oggi loro hanno perso il treno per colpa tua. I bambini giocano con la palla nel cortile della scuola. Ogni anno, nel mese di agosto, andiamo in Sardegna con gli zii. A luglio ti spedirò il pacco per posta.

In ogni frase, individua e inserisci al posto giusto, all’interno dello schema, il verbo e tutti i gruppi nominali. Segui l’esempio.

Nel pomeriggio Giuseppe

a. b. c. d. e. f. g. h.

9.

va

al cinema

Mia nonna va in chiesa tutte le domeniche. Per la febbre domani non mi allenerò. La donna camminava sul marciapiede. Quest’anno tutti gli studenti hanno superato l’esame con ottimi voti. Valentino Rossi ha ottenuto il quinto posto nel Gran Premio di Catalogna. A settembre andrò in vacanza. Il mio fratellino ha nascosto l’orologio sotto il divano. Grazie al discorso del comandante, i soldati ottennero una vittoria memorabile.

Nelle frasi che seguono, indica con una X se la frase è minima (M), semplice (S) o complessa (C).

        M

a. b. c. d. e. f. g. h.

Il postino mi ha consegnato la cartolina. Domani sera andrò al concerto con Giulia. Dopo la pioggia è tornato il sereno. Non vengo alla tua festa perché sei scortese. Alberto si distrae facilmente durata la lezione. L’atleta si è allenato molto perché vuole vincere la gara. Non mi piace il gelato al cioccolato. È arrivato dopo che eri partito.

        S

        C


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Parte I • ORGANIZZAZIONE DELLA FRASE

10. Nelle frasi dell’esercizio precedente sottolinea gli elementi che ti hanno permesso di identificare le frasi semplici e quelle complesse. 11. Trasforma le frasi semplici e le frasi complesse dell’esercizio 9 in frasi minime complete nella predicazione. 12. Nelle frasi che seguono, indica con una X se la frase è minima (M), semplice (S) o complessa (C).

            M

a. b. c. d. e. f. g. h. i. j. k. l.

Per il compleanno, gli zii mi hanno regalato un cellulare. Ciàula scopre la luna. Con i suoi discorsi ha rallegrato la compagnia. L’interprete ha tradotto l’intervista dall’inglese all’italiano. Il muro è crollato perché è piovuto tanto. Alfredo ha spostato i libri dal salotto alla sua stanza. I tuoi nonni abitano in città da molti anni. È necessario che tu conosca le conseguenze. Dalla commozione gli occhi si riempirono di lacrime. Sebbene abbia studiato tanto, non ha superato il test. La linea 4 va da Corsico fino a Linate. Parto per Parigi con un volo low-cost.

            S

            C

13. Nelle frasi dell’esercizio precedente sottolinea gli elementi che ti hanno permesso di identificare le frasi semplici e quelle complesse. 14. Trasforma le frasi semplici e le frasi complesse dell’esercizio 12 in frasi minime complete nella predicazione.

La frase come struttura intenzionale e comunicativa 15. Stabilisci il tipo di “azione” espressa da ciascuna delle frasi che seguono, anche se non è esplicito: affermazione, domanda, comando, invito. L’esercizio è avviato. a. Che fine hai fatto? b. Smettetela! c. Uno, nessuno e centomila è un romanzo di Pirandello. d. Lodate il vostro compagno perché è stato bravo! e. Dimmelo subito! f. Prendi nota: è un film interessante. g. Sai come si chiama quella ragazza bionda? h. Giulio Cesare fu ucciso durante una seduta del senato di Roma. i. Vai via! j. Chi può prestarmi il libro di geografia? k. Si calmi! l. Venga pure stasera che l’aspetto. m. Poiché ama cucinare, la nonna trascorre molto tempo in cucina. n. Il fiume sta straripando.

domanda ................................................. ................................................. ................................................. ................................................. ................................................. ................................................. ................................................. ................................................. ................................................. ................................................. ................................................. ................................................. .................................................


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1. La frase • ESERCIZI

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16. A seconda del verbo e del ruolo del soggetto, stabilisci se le frasi che seguono sono attive (hanno una direzione in avanti), passive (hanno una direzione all’indietro), o riflessive (hanno una doppia direzione). Metti una crocetta nella casella corrispondente.

ATTIVA

PASSIVA

RIFLESSIVA

a. Matteo lava la sua macchina in un’ora e trenta minuti. b. La borsa è stata restituita alla proprietaria dai carabinieri. c. Carlo incontra Alberto al bar la domenica mattina. d. Il pallone è stato lanciato dal bambino sul tetto del palazzo. e. Che vanitosa, ti guardi sempre allo specchio. f. Purtroppo non ti hanno detto la verità. g. Maria si lava i denti dopo ogni pasto h. La televisione è guardata poco dai giovani. i. A quella scena, un brivido mi corse lungo la schiena. j. Prima del pranzo, lavati le mani.

17. A seconda del verbo e del ruolo del soggetto, stabilisci se le frasi che seguono sono attive (hanno una direzione in avanti), passive (hanno una direzione all’indietro), o riflessive (hanno una doppia direzione). Metti una crocetta nella casella corrispondente. ATTIVA

a. Paola ha suggerito la soluzione del problema a Maria. b. Per i miei gusti, si lamenta troppo. c. Il passaporto è stato ritrovato dal portiere. d. Loro si sporcano continuamente. e. Il Barcellona è stato sconfitto in finale dalla Juventus. f. Mio padre mi ha spiegato le sue ragioni. g. Questa scuola è frequentata da un numero straordinariamente alto di alunni molto bravi. h. Durante la chiacchierata ti ho visto distratto. i. Gianni ha svelato a Serena il suo segreto. j. Oggi mi sono vestito in fretta.

PASSIVA

RIFLESSIVA


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Parte I • ORGANIZZAZIONE DELLA FRASE

18. Stabilisci se le frasi che seguono hanno un ordine delle parole regolare o marcato. Metti una crocetta nella casella corrispondente. REGOLARE

MARCATO

a. La zia compra la verdura al mercato. b. Il pane l’ha comprato Luca. c. I miei nonni vengono a trovarci ogni fine settimana. d. L’ho ascoltata con grande tristezza, la notizia. e. È a Marco che piace il gelato al limone? f. Abbiamo lavorato tutta la giornata. g. Carlo, le scarpe, alla fine non le ha comprate. h. È la Juventus che vincerà il campionato.

19. Stabilisci se le frasi che seguono hanno un ordine delle parole regolare o marcato. Metti una crocetta nella casella corrispondente. REGOLARE

MARCATO

a. I bambini ti chiamano continuamente. b. Il problema l’ha risolto Giulio. c. La vita gli ha regalato tanto. d. Lo mangia il bambino, il gelato al cioccolato. e. Lo hai detto tu a Luigi? f. Alla festa non ci vado. g. È con voi che parlerò. h. Gli studenti sono andati in gita a Parigi.

20. Nelle frasi che seguono, tutte marcate, trova e sottolinea il soggetto grammaticale o esplicitalo quando è sottinteso. a. b. c. d. e. f. g. h. i. j.

Francesca proprio non la conosco. Non la conosco, Francesca. È così che succedono i guai. La soluzione me l’ha passata Antonia. È Antonia che mi ha passato la soluzione. Antonia la soluzione me l’ha passata. È lei che ha rivelato tutto al capo. È stata lei a dirlo al capo. Al capo l’ha detto lei. Il pesce l’ha mangiato il gatto.

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1. La frase • ESERCIZI

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21. Nelle frasi che seguono, tutte marcate, trova e sottolinea il soggetto grammaticale o esplicitalo quando è sottinteso. a. Il caffè lo prendo amaro. b. È a lui che serviva il libro? c. L’ha detto a te la mamma dove ha messo il telecomando? d. Sono loro che hanno sbagliato a non dirti niente. e. Il gatto lo abbiamo visto in giardino. f. È lei che devi aspettare. g. A lui lo posso raccontare. h. Con voi è un piacere chiacchierare di queste cose. i. Al cinema stasera non ho voglia di andare. j. Questa storia l’ho sentita già due volte. k. Gustatele qui le patatine calde. l. Matteo, l’abbiamo incontrato ieri. m. Le paste le porta Carla. n. La bistecca la vogliono ben cotta.

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La frase come struttura sintattica 22. Modifica le frasi che seguono come indicato nell’esempio (un elemento per volta); quindi, dopo aver osservato in quale frase cambia anche il numero del verbo, indica il soggetto.

Gelsomina mise sul letto il cappotto.(le sorelle / sui ganci dell’attaccapanni / i vestiti da sera) Le sorelle misero sul letto il cappotto. Gelsomina mise sui ganci dell’attaccapanni il cappotto. Gelsomina mise sul letto i vestiti da sera. soggetto = Gelsomina a. Un giorno Luigi si recò in lavanderia con i panni da lavare. (Luigi e Paolo / alle lavanderie / con la

tenda) Il più furbo capì l’inghippo. (i più furbi / i problemi che si presentavano) Arrivarono anche i vigili in bicicletta. (la polizia / con le motociclette) Il ladro gettò le monete d’argento ai piedi dei complici. (i ladri / il malloppo / del complice) All’improvviso dalla villa si sentì un urlo. (dai cespugli / delle voci lamentose) Il bambino fece cadere tutto il ragù sul pavimento. (i bambini / tutte le patatine / sulle scale) Durante la sfilata delle auto d’epoca, pareva piovessero stelle filanti. (squadra di calcio / carta colorata) h. Ha portato Giovanni il dolce per la festa di fine anno. (Giovanni e Marco / pasticcini / festeggiamenti) i. Nella notte si è sentito dal cortile qualche suono. (alcuni rumori) b. c. d. e. f. g.


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GRAMMATICA IN PRATICA

L’anacoluto I due pilastri portanti di una frase, come abbiamo visto, sono il soggetto e la predicazione: attorno ad essi si costruisce tutta la struttura della frase ed è perciò importantissimo, soprattutto quando si scrive, usarli in modo corretto, affinché il significato che si vuole comunicare sia chiaro. Uno degli errori più frequenti, perché molto diffuso nella lingua parlata, è l’anacoluto, ovvero il cambio di soggetto all’interno della frase: *il fratello la sua idea sarebbe stata di partire un bel giorno per l’Oriente

VOL. B, CAP. 1 

CAP. 5, p. 134 

Questa frase è costruita in modo scorretto perché quello che pareva essere il soggetto (il fratello) non è collegato sintatticamente al resto della frase, che come soggetto ha la sua idea: il rapido cambiamento di soggetto lascia la prima parte della frase in sospeso e il tutto risulta poco chiaro. Se nel parlato spesso succede di iniziare la frase in un modo e finirla in un altro, nello scritto questo è considerato un errore. Osserva in questi esempi come evitare bruschi cambiamenti di soggetto e rendere più chiaro il testo: *Quando Renzo arriva alla casa di Tonio sta cucinando della polenta per la sua numerosa famiglia.

Quando Renzo arriva alla casa di Tonio, lo trova che sta cucinando della polenta per la sua numerosa famiglia.

Chi è che sta cucinando? A senso è ovviamente Tonio, che si trova già a casa sua, ma sintatticamente il soggetto sottinteso è ancora Renzo!

Si inserisce un pronome e la frase relativa (lo trova che sta cucinando) in modo che sia chiaro che il soggetto di sta cucinando è Tonio.

Il pericolo di anacoluto aumenta con le proposizioni che hanno un modo non finito (gerundio, infinito, participio). Osserva questi esempi: *I miei genitori mi portarono dall’otorinolaringoiatra per togliermi le tonsille.

I miei genitori mi portarono dall’otorinolaringoiatra perché mi togliesse le tonsille.

In questo periodo il soggetto della seconda frase (che è una finale all’infinito) non è chiaramente identificabile, perché sembra che a togliermi le tonsille siano i miei genitori.

Perché la frase sia corretta il verbo deve essere di modo finito: in questo modo il soggetto sottinteso di mi togliesse è inequivocabilmente l’otorinolaringoiatra.

*Essendo mio nonno gli somiglio.

Siccome è mio nonno, gli somiglio.

In questo modo la frase significa che io sono mio nonno!

Rendendola esplicita, la frase è molto più chiara.


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1. La frase • GRAMMATICA IN PRATICA

ESERCIZI 1.

Nelle frasi che seguono, individua quelle in cui il soggetto sottinteso è chiaramente identificabile senza ambiguità.

Se vuoi il mio parere, / raccontami tutto dal principio. Per farmi un’opinione precisa e obbiettiva, / raccontami tutto dal principio. Portai il mio gatto a un amico / per dargli da mangiare durante la mia assenza. Affiderò la mia tartaruga alla nonna / perché le dia da mangiare durante la mia assenza. Senza accusare nessuno dei presenti, / il mio portafogli è sparito. Appena precipitato dalla terrazza con un tremendo fragore, / mi resi conto che il vaso avrebbe potuto ammazzare qualcuno. g. Mia sorella ha deciso di invitare alla sua festa anche i nonni, / perché le facciano un bel regalo. h. Un mio amico decise di non invitare i suoi compagni alla sua festa / facendo sempre molti pasticci. a. b. c. d. e. f.

2.

Nelle frasi dell’esercizio precedente nelle quali il soggetto non è chiaramente identificabile, apporta delle modifiche in modo da rendere identificabile il soggetto e corretta la frase.

3.

Il significato delle frasi che seguono è ambiguo: rendilo chiaro aggiungendo i pronomi opportuni (io, tu...; che, i quali...; questi, quelli), in modo che i soggetti siano espliciti. a. Davanti alla scuola due vigili hanno fermato due ragazze su un motorino e hanno do-

vuto pagare la multa. b. Per lo spavento il viso gli diventò bianco come la cera e si lasciò cadere di peso sulla c. d. e. f. g.

4.

poltrona più vicina. Le fiamme serpeggiavano verso la stalla dove erano rinchiusi i puledri; ma fortunatamente riuscirono a precipitarsi fuori nitrendo e travolgendo ogni ostacolo. Il fiato gli era venuto a mancare, ma correva ancora come un forsennato. Il giudice ha chiamato a deporre il teste principale ed è svenuto per l’emozione. La pioggia gli aveva inzuppato la giacca, ma era tanto vecchia che lui non se ne preoccupò. Ieri il ministro della Difesa ha rassegnato le proprie dimissioni nelle mani del Presidente e le ha accettate.

Alcuni dei periodi che seguono risultano poco credibili o ambigui perché i soggetti delle proposizioni coordinate non sono chiari. Aggiustali aggiungendo dove è opportuno un pronome soggetto adatto (io, tu…, questi, ciò...). Segui l’esempio.

Il ritratto del re risultò troppo realistico, e così si rifiutò di comperarlo. Il ritratto del re risultò troppo realistico, e così egli si rifiutò di comperarlo. Il ritratto del re risultò un capolavoro e tutti lo ammirarono, tranne il re stesso. (= In questo periodo i soggetti delle due proposizioni coordinate sono chiari e non generano ambiguità.) a. La Fata aiutò Cenerentola e poté partecipare al grande ballo del principe. b. L’antenna della mia vicina si è spezzata e perciò viene a casa mia tutte le sere all’ora

del telegiornale.

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Parte I • ORGANIZZAZIONE DELLA FRASE

c. Il contenitore del ghiaccio è rimasto aperto e si è sciolto. d. Questa mattina il controllore ha trovato un passeggero senza biglietto ed è stato co-

stretto a pagare una multa salata. e. L’aereo in fiamme si è abbattuto su un cascinale, ma per fortuna era vuoto e abban-

donato da tempo. f. La nebbia ricoprì la città e non si vide più nulla, nemmeno i lampioni accesi.

5.

Accoppia correttamente le espressioni 1 e 2 con le espressioni 3 e 4 in modo da formare, per ogni gruppo, due frasi ben costruite; spiega poi le ragioni degli abbinamenti che hai fatto. L’esercizio è avviato. a. 1 Il film di ieri sera… 2 Nel film di ieri sera… 3 presentava delle scene di violenza ingiustificabili. 4 c’erano delle scene di violenza ingiustificabili.

(= 1/3 – 2/4)

b. 1 Della sua partenza improvvisa… 2 La sua partenza improvvisa… 3 non è facile spiegare il motivo. 4 non ha una facile spiegazione.

(= .......................)

c. 1 Un avvenimento così importante… 2 Di un avvenimento così importante… 3 bisogna ricordare ogni singolo momento. 4 va ricordato in ogni singolo momento.

(= .......................)

d. 1 Con sincerità gli confessai che… 2 No, gli confessai con sincerità, io… 3 non mi intendevo molto di filosofia. 4 la filosofia non era il mio forte.

(= .......................)

e. 1 Il guidatore dell’autotreno… 2 Riguardo al guidatore dell’autotreno, hanno saputo che… 3 stava guidando da dieci ore. 4 la sua tabella di marcia indicava che era al volante da dieci ore. (= .......................) f. 1 Certi ragazzi… 2 A certi ragazzi… 3 piace anche dire sciocchezze. 4 si divertono a dire sciocchezze.

(= .......................)

g. 1 Per certe persone 2 A certe persone 3 interessa più l’apparenza che la sostanza 4 è più importante l’apparenza che la sostanza.

(= .......................)

h. 1 In certi posti di mare 2 Certi posti di mare 3 ci sono moltissime attrazioni turistiche 4 sono pieni di attrazioni turistiche

(= .......................)

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