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anno II 04/2011 ottobre/novembre/dicembre


elfo puccini c.so buenos aires 33 biglietteria tel. 02.00.66.06.06 biglietteria@elfo.org lunedì - sabato 10.30/19.30 domenica 14.30/17.30 ufficio promozione e scuole tel. 02.00.66.06.33/31 promozione@elfo.org lunedì - venerdì 10.00/13.00 | 15.00/17.00 info@elfo.org www.elfo.org

l’elfo è un trimestrale edito da teatridithalia s.c. corso buenos aires 33 - 20124 milano direttore responsabile barbara caldarini redazione flora cucchi, nicola manfredi, veronica pitea, diana sartori progetto grafico plum (plumdesign.it) registrazione tribunale di milano, n. 5 del 4 gennaio 2010 stampa arti grafiche bianca e volta via del santuario – 20060 trucazzano (milano) ottobre 2011 distribuzione gratuita


la città del futuro Ci sono due modi di immaginare la città del futuro. Uno è fatto di palazzi-torri e ville-fortini difesi da guardie armate, dove gente benestante si gode in privato il suo lusso, spostandosi in elicottero o in auto blindate, evitando ogni contatto con gli spazi pubblici, il luogo della massa dei diseredati. L’altro è quello di una città condivisa, dove tutti hanno cura dello spazio pubblico perché vogliono farne parte e goderne, essere un pezzo solidale di questa città plurale, senza rintanarsi in una Milano parallela, un circuito esclusivo e separato dalla città reale. È una strada in salita far prevalere la città inclusiva su quella esclusiva. Le sparse tribù metropolitane, che ne incarnano l’anima più autentica e più vivace, hanno trovato una provvisoria ma provvidenziale saldatura con la parte più aperta e solidale delle classi alte urbane. Questo slancio solidale per la costruzione di una nuova identità trova ragione nel senso ampio e profondo della parola cultura – la capacità di coltivare se stessi nella vita, individualmente e socialmente - e nel rifiuto del patto col diavolo dell’ignoranza, che ha devastato sempre più la nostra classe dirigente negli ultimi anni. A nuotare controcorrente per invertire la tendenza si fa cento volte più fatica. Bisogna saper unire in rete i fermenti

di pensiero che cercano di far uscire la città dal tempo perso degli ultimi anni – anni d’eccitazione artificiale, senza più senno, anni del giocarsi in borsa l’anima degli altri - e rimettersi al lavoro con la testa, per dire alle mani che contano i soldi che la ricchezza senza creazione di valore sociale è davvero un veleno senza antidoto per il paese. Dunque il nodo è lì: includere. E l’inclusione ha immediatamente il suo risvolto economico: invertire la tendenza alla concentrazione esasperata della ricchezza, riallargando il flusso della sua distribuzione sociale. Questo vale anche in campo artistico: niente torri d’avorio e castelli – a difesa di eccellenze vissute come privilegi - ma piazze aperte alle idee e ai progetti, allo scambio equo e solidale tra le generazioni, al futuro-presente. Questo vuole essere l’Elfo Puccini, teatro d’arte contemporanea, società cooperativa e al tempo stesso impresa sociale not-for-profit, casa laboratorio nostra, casa piazza o agorà dei cittadini che la fanno vivere con la loro presenza, casa teatro di grandi artisti, casa scuola di giovani talenti e, assieme, casa di tanti senza casa del teatro. Perché, ovviamente, anche di questo teatro vogliamo fare un bene collettivo. Perché l’Elfo Puccini ora diventa un grande hub culturale evoluto e aperto e Milano se ne è già accorta. elio de capitani


The history boys, commedia scritta da Alan Bennett nel 2004 e trasformata in film nel 2006, racconta le vicende di un gruppo di studenti alle prese con gli esami di ammissione alle università di Oxford e Cambridge. Sono ragazzi diversi ma affiatati il bello e cinico, l’ebreo complessato, lo sportivo, il ciccione - come diversi sono i loro insegnanti. C’è chi concepisce la cultura come arricchimento personale (l’eccentrico prof. Hector e la solida Mrs Lintott), chi come strumento per fare carriera (il preside ottuso e il rampante prof. Irwin). Bruni e De Capitani ne hanno tratto uno dei loro spettacoli più importanti ed emozionanti, pieno di musica, canzoni, humour e poesia, complice un cast strepitoso di quattro attori “seniores” e otto giovani under trenta.

i ragazzacci di bennett

l’attimo fuggente vent’anni dopo


Commedia sul significato dell’educazione, sottile e profonda, colta e dalla leggerezza tagliente, ironica e immensamente divertente. Magda Poli, Corriere della Sera De Capitani e Bruni hanno ormai una tale maestria nel mettere in scena delle parole, che da questi Boys escono suggestioni che vanno da Cechov ai poeti americani, da Wilde al cinema degli ultimi anni. Gianfranco Capitta, il manifesto E questa strepitosa serata di verità si chiude nella commozione. Franco Quadri, la Repubblica Hector è lo straordinario professore che tutti vorremmo avere conosciuto, al quale Elio De Capitani, con un’interpretazione maiuscola, dà un rilievo formidabile. Maria Grazia Gregori, l’Unità


figli che amano i padri Da testo poco rappresentato

la consapevolezza secondo Shakespeare

a nuovo grande successo dell’Elfo. Il duo Bruni/De Capitani firma «un allestimento che procede baldanzoso, spudorato e veloce, con costumi coloratissimi e soluzioni comiche che sottolineano il rimescolamento dei generi». Una storia dove la gelosia crea ancora una volta equivoci, errori e sofferenza. Il re Leonte, accecato dalla gelosia, distrugge (temporaneamente) la sua vita, l’amore, la famiglia e le amicizie. E ci vorrà tutta l’energia di tre donne forti (Paolina, Ermione e Perdita) e dei figli per far evolvere questo “Romeo e Giulietta al contrario” verso il meritato lieto fine.


Uno spettacolo intelligente e piacevole, da raccomandare a chi voglia conoscere la poesia di Shakespeare. Gianfranco Capitta, il manifesto Chi brilla in scena è Ferdinando Bruni… segna la vera temperatura di uno spettacolo che nasconde molto più di quanto rivela. Una “favola triste” a cui Bruni regala la maturità della sua sapienza teatrale. Sara Chiappori, La Repubblica Da tempo non vedevamo uno spettacolo così piacevole, ricco di immaginazione, perché il tono impresso è quello della fiaba. Domenico Rigotti, Avvenire Ottima la compagnia, con vari sdoppiamenti e valorizzazione dei personaggi femminili. Masolino D’Amico, La Stampa 7


il teatro civile di moni ovadia

il suono dell’esilio,


Due titoli che testimoniano il percorso di Moni Ovadia,

artista unico che in vent’anni ha fatto conoscere la cultura yiddish e creato un nuovo genere di teatro musicale, trasformando la radice ebraica in canto per la comprensione fra i popoli. Così, se lo spettacolo cult Cabaret Yiddish (1992) mette al centro della scena la figura dell’Ebreo errante e la musica klezmer, il più recente Senza confini fa risuonare questo patrimonio culturale con quello di rom e sinti. Un dittico che racconta la condizione dell’esule e dello straniero per proclamare la non negoziabilità della libertà e della dignità di ogni singolo essere umano e di ogni gente. «Gli ebrei e il popolo degli “uomini” per secoli hanno condiviso lo stesso destino», precisa Ovadia. «Il tratto comune che ha segnato la loro storia, spesso tragica per colpa delle nazioni che li tolleravano o li perseguitavano, ma sublime per loro esclusivo merito, è stata la condizione di “altro”. Ebrei e “uomini” hanno per secoli incarnato per ragioni simili e specifiche, la radicale “alterità” alle culture dominanti dell’occidente cristiano».

la musica della dispersione 9


«Tra l’incanto e le risate, tra misura e esagerazione, tra il giusto e il troppo, questo magnifico Sogno di una notte di mezza estate ci parla anche dell’oggi, della nostra vita, di qui», scriveva al debutto Luca Doninelli sulle colonne dell’Avvenire. E Maria Grazia Gregori gli faceva eco sull’Unità: «C’è una tangibile tenerezza nello smaliziato approccio di De Capitani e dei suoi attori al testo di Shakespeare, scelto quasi come spettacolo delle “svolte” per questo gruppo, cambiato nel corso del tempo, riuscendo però a restare fedele a un linguaggio teatrale personale pieno di forza e di gioco». Non a caso dal ‘97 a oggi migliaia di spettatori hanno visto e rivisto questo Sogno, che torna in scena con il cast rinnovato nel 2010.

Dopo la ripresa del Sogno e la favola nera e misteriosa del Racconto d’inverno, ecco Dove sei, o musa, un piccolo gioiello: un viaggio emozionante tra le parole dei Sonetti di Shakespeare e le musiche di John Dowland che prendono corpo attraverso la voce di Elena Russo Arman, attrice stabile della compagnia dell’Elfo, qui anche regista, e la chitarra di Alessandra Novaga che esegue dal vivo le trascrizioni della musica scritta per liuto. In scena voce e chitarra si alternano in un rimbalzo di emozioni, stati d’animo, allegorie e sentimenti. L’amore è protagonista in tutti i suoi aspetti: è inafferrabile, tradito, tormentoso, ma anche virtuoso e sublime.

due spettacoli tra favola, sogno e realtà

l’amore


ai tempi di shakespeare 11


il teatro a partire da 10 euro prezzi stagione intero €30.50 ridotto €16

<25 anni - >60 anni

convenzioni (feltrinelli, coop, arci)* €27

*per ottenere la riduzione è necessario presentare una tessera per biglietto al momento del ritiro. Tutte le convenzioni attive sono indicate sul sito www.elfo.org.

martedì posto unico €20 rassegna nuove storie posto unico €15 advance booking

ridotto a €20 per chi acquista i biglietti 15 giorni prima del debutto dello spettacolo

elfo puccini corso buenos aires 33 20124 milano tel. 02.00.66.06.06 biglietteria@elfo.org www.elfo.org

nuovi orari biglietteria lunedì/sabato 10.30/19.30 domenica 14.30/17.30

pagamento telefonico (novità)

acquisto con carta di credito telefonando alla biglietteria del teatro (senza costi aggiuntivi)

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prevendita online

biglietti e abbonamenti sono acquistabili sul sito e nei punti vendita Vivaticket.


proposte abbonamenti

e inoltre...

coppia 7 spettacoli per 2 persone €196 (€14 a biglietto)

elfopass

coppia ridotto 7 spettacoli per 2 persone

lella costa

€168 (€12 a biglietto)

gli abbonati possono effettuare la prenotazione e ritirare i biglietti 15 minuti prima dell’inizio. Eventuali modifiche vanno comunicate entro il giorno precedente.

(<25 anni / >60 anni)

prima settimana 7 spettacoli (valido solo per le prime 6 repliche) €70 (€10 a biglietto) carnet 9 ingressi a scelta libera €171 (€19 a biglietto) nuove storie abbonamento per tutti gli spettacoli della rassegna Nuove Storie €70 (€5 a biglietto) 15

in omaggio agli abbonati la carta Elfopass, che dà diritto a sconti e riduzioni. tutte le agevolazioni aggiornate su www.elfo.org/elfopass

riduzione a €18 per lo spettacolo Arie, in scena al Teatro Carcano dal 18 al 29 gennaio.

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2 biglietti utilizzabili senza vincoli per tutti gli spettacoli della stagione (€61)

per le scuole

le formule pensate per portare i vostri studenti a teatro

scuola 3 spettacoli €27 (€9 a biglietto) shakespeare Racconto d’inverno + Sogno di una notte di mezza estate + Dove sei, o musa €24 (€8 a biglietto)

abbonamenti da concordare esclusivamente presso l’Ufficio scuole (tel. 02.00.66.06.33 - promozione@elfo.org)


Un testo singolare e militante di Lars Norén - drammaturgo e regista svedese, classe ‘44 - che narra la storia di tre adolescenti che si ritrovano a festeggiare la chiusura dell’anno scolastico in un bosco, in compagnia di qualche birra, intonando cori nazisti. Ispirato a un fatto di cronaca realmente accaduto, che sconvolse la democratica Svezia negli anni novanta, Freddo non racconta il fatto, ma le possibili cause e fa luce sullo sfondo culturale che alimenta i carnefici. Norén scrive di giovani fragili, frustrati, sui quali la violenza o l’ideologia ha facile presa perché dà un’illusione di forza, riempie il vuoto interiore con l’odio per un nemico, crea l’identità che manca. Importante che sia proprio un giovane ad allestire questo testo, con uno sguardo dall’interno che non vuole esprimere un verdetto generazionale; un giovane che dirige quattro giovani per mettere in guardia dai veleni che alimentano il razzismo. Bravissimi tutti gli attori, tesi e coesi fino all’ultimo, come esige questo testo non facile, che allerta, mette in guardia e ribadisce, se ce ne fosse bisogno, il pericolo che si ripara dietro certe ideologie. L’ennesimo, grandissimo, testo di Norén, che racconta di guasti mostruosi proprio in quella che oggi si considera tra le più riuscite delle società europee. Filippo Ferraresi, klpteatro.it

il gioco della violenza


elfo puccini sala shakespeare ore 21.00

sonora in musica lunedì 28 novembre

luca madonia, l’alieno tour lunedì 05 dicembre

elfo puccini ottobre 2011- giugno 2012

cantare la voce

corsi di canto base e professionisti con francesca breschi

dolcenera, evoluzione della specie lunedì 19 dicembre

fabio concato info: 02 45484452

elfo puccini sala bausch/shakespeare

sono aperte le iscrizioni
 info: organizzazione.ospiti@elfo.org tel. 02.00.66.06.44

piccolo grande cinema

elfo puccini sala shakespeare

9 e 11 novembre, ore 9 - 13

milano musica lunedì 10 ottobre, ore 20.30

ensemble unitedberlin direttore renato rivolta lunedì 24 ottobre, ore 20.30

schola heidelberg direttore walter nussbaum

ritorna piccolo grande cinema, la festa di arrivano i film inventare rumori, musiche e suoni per film muti laboratorio per scuole con francesca badalini 10 novembre, ore 9 - 13

nella bottega dell’attore laboratorio per scuole con elena russo arman 12 novembre, ore 15

anteprima del film un gatto a parigi (vie de chat)

di Alain Gagnol & Jean-Loup Felicioli. Francia, 2010 Info: www.piccolograndecinema.it piccolograndecinema@cinetecamilano.it tel. 346.9582555

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«Ora dovrai cambiare di sana pianta, diventare più ordinata, più materna e a modo! Dovrai stare con i piedi per terra e smetterla di correre in giro in modo strambo. Dovrai pulire e cucinare come si deve e fare attenzione a dire solo cose adatte a un bambino di sette anni e utili alla sua educazione! Dovrai, dovrai, dovrai...».

piccole pesti In questa favola ipermoderna e scanzonata

Christine Nöstlinger - vincitrice del Premio Internazionale Hans C. Andersen, il “Nobel della Letteratura per l’Infanzia” - ci racconta la storia di Marius, un bambino sintetico e liofilizzato che una potente multinazionale produce per soddisfare le richieste di genitori/ acquirenti esigenti e frettolosi, con poco tempo da perdere per la procreazione e l’educazione dei figli. Cristina Crippa rivive quest’avventura attraverso lo sguardo di Berta Bartolotti, una signora disordinata e anarchica che riceve per sbaglio un esemplare di questo moderno Pinocchio…


dal brodo primordiale al mondo tecnologico Da giovane sognavo di diventare uno scrittore di teatro, dichiara in un’intervista Calvino. E infatti le Cosmicomiche appartengono al vedere dell’immaginazione e sono dunque molto teatrali, divertenti e surreali. Qui Calvino reinventa in modo giocoso la cosmologia e la genesi: una nuova narrazione delle origini, dal Big-Bang all’odierno inquinamento acustico. Ad accompagnare nello spazio e nel tempo lo spettatore è un essere indefinito con un nome impronunciabile, Qfwfq, che da milioni di anni, praticamente da sempre, abita l’universo. Graziella Galvani gli dà voce, dividendo il palcoscenico con un pianista, una disegnatrice, un piccolo leggio, un grande cavalletto e poco più.

per saperne di più elfo puccini sala fassbinder 12 dicembre 2011 ore 17.00 domande sul futuro: calvino-pasolini-fortini-sciascia

ne discutono in occasione dello spettacolo ricordando il 12 dicembre 1969 Goffredo Fofi (critico, saggista) Daniele Balicco (Università degli Studi di Siena), Mario Barenghi (Univ. degli Studi di Milano Bicocca) Peter Kammerer (Università degli Studi di Urbino)


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dove/quando elfo puccini sala bausch 18 -23 ottobre, ore 19.30 (domenica ore 15)

sogno di una notte di mezza estate Factory Compagnia Transadriatica

È in arrivo a Milano

la vetrina che porterà sul palcoscenico della Sala Bausch quattro tra le migliori espressioni del teatro pugliese, grazie alla collaborazione tra Teatro Elfo Puccini e Teatro Pubblico Pugliese. Questi particolari showcase vengono realizzati nell’ambito degli interventi che mirano all’internazionalizzazione della scena pugliese, affidati dalla Regione Puglia al TPP (in buracratese: PO FESR Puglia 2007-13, Asse IV, Azione 4.3.2). Si tratta di particolari azioni di sistema, attivate con le più grandi realtà nazionali ed internazionali dello spettacolo per creare sempre maggiori opportunità di crescita per gli operatori pugliesi oltre il confine regionale. Tra i più interessanti interventi dei progetti FESR: la rete delle residenze di Teatri Abitati; i circuiti regionali Puglia Sounds, per lo sviluppo della musica, e Dansystem, per la danza contemporanea; il sostegno alle tournèe estere dei pugliesi e alla programmazione di spettacoli internazionali in Puglia.

Un Sogno coloratissimo come un grande cartoon che parla molte lingue e dialetti. 90 minuti di divertimento assicurato.

25 -30 ottobre,

ore 20 (domenica ore 15)

have i none Fibre Parallele

La fantapolitica della commedia inglese di Edward Bond rivisitata dalla compagnia premio Hystrio-Castel dei Mondi 2011

1 -6 novembre,

muccia

ore 20 (domenica ore 15)

Teatroscalo

Un ‘bamboccione’ del sud alle prese con l’eterno precariato e l’arte di arrangiarsi... finale inaspettato.

8 -13 novembre,

iancu

ore 20 (domenica ore 15)

Cantieri Teatrali Koreja

I ricordi di un bambino rievocano la caccia al bandito Mesina in un’Italia che, forse, non esiste più.

In collaborazione con l’Associazione Regionale Pugliesi 21


il teatro-canzone di Pacifico

Un condominio milanese.

Al numero 38 di una immaginaria Via dei Sospesi abita Agostino Sella, ex pugile di tenui speranze, mediocre e tenace. È convalescente da dieci anni, smemorato dopo una violenta rissa.
 La pensione d’invalidità gli permette di assentarsi, di sedersi a guardare gli altri combattere. La perdita di memoria lo rende prezioso e apparentemente acritico ascoltatore, il suo bilocale diventa un confessionale laico, con i vicini che trovano ogni scusa per andarlo a visitare, per raccontarsi.
Agostino li vedrà crescere, complicarsi, perdere ogni giorno un round e mettere le basi per piccole rivincite.
 I combattimenti quotidiani, i pugni e i denti stretti, il rombante ring cittadino in un racconto malinconico e divertente, accompagnato da brani inediti di Luigi De Crescenzo, in arte Pacifico, cantautore che non si accontenta di scrivere belle canzoni per sé e per gli altri, ma sperimenta cimentandosi nella scrittura teatrale.


la vera storia di Elettra Una vita dedicata alle luci della ribalta, una donna coraggiosa e determinata che a 83 anni racconta la sua verità. Sola, ancora bambina, si farà carico di errori e vittorie: la fuga dalla famiglia, le difficoltà economiche e il peso d’esser unica responsabile di se stessa. Poi l’inizio come ballerina d’avanspettacolo, il mondo del teatro, gli incontri e la nascita di una figlia che dovrà abbandonare per minore età... Una vicenda drammatica che Elettra affronta col sogno, potente, del teatro.

«Nicola Russo è stato attore protagonista di molti spettacoli all’Elfo e di un fondamentale testo elisabettiano con Ronconi. Qui si applica, in perfetta sincronia con Sara Borsarelli, a raccontare la storia di Elettra. I due interpreti si calano con molto affetto negli abiti e nei pagliaccetti di lei, di cui scorre sul fondale l’immagine in primo piano. Non per giudicarli o per esibizionismo, ma per chiudere l’anello di una vita in scena, alla fine si materializza a raccogliere, anche lei commossa, gli applausi. Anche questa è vita profonda del teatro».

Gianfranco Capitta, il manifesto


ALBERGHI DOVE INCONTRARSI non solo luoghi di soggiorno, ma anche di incontro della cultura, dell'arte, della musica e del tempo libero Ristorante “Il Capriccio” Caffè Doria “JC” Jazz Club MILANO � � � �

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elfo puccini TEATRO D’ARTE CONTEMPORANEA

STAGIONE 2010 / 2011

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l'elfo 04/2011  

Trimestrale a cura di TEATRIDITHALIA

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