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Corriere del Mezzogiorno Mercoledì 23 Novembre 2011

Economia 15

BA

alizzato in Italia e ha filiali a Miami (Usa), nel Guandong (Cina), a Hillcrest (Sudafrica), Tirana (Albania) e Brasov (Romania). Fa anche della ricerca la sua punta di diamante: in partnership con il Politecnico di Bari ha allestito un laboratorio aziendale, dove laureandi e borsisti possono innovare in correlazione con l’attività produttiva. In questo terreno di confine è nata la differenziazione produttiva dell’azienda: con il progetto «Geofisica» realizza precursori sismici con l’Università di Bari, con «Fisica» costruisce amplificatori per l’acceleratore di particelle del Cern di Ginevra (il più grande laboratorio al mondo di fisica delle particelle). Con la Masmec, azienda del presidente di Confindustria Vinci, invece, la società ha dato vita a una partnership, finanziata da un Pon, per realizzare sistemi elettromedicali utili a distruggere i tessuti tumorali con le microonde.

Viaggio nelle imprese Si è avviata ieri l’iniziativa di Confindustria Bari

L’internazionalizzazione parte da Palo del Colle Elettronika, solo il 25% delle vendite in Italia BARI — Non è Palo Alto (centro della Silicon Valley e dell’alta tecnologia Usa) ma a Palo del Colle. Ai lati delle strade nella zona industriale non c’è prato inglese. «A malapena ci sono strade, acqua e fogna. Malgrado ciò, anche in questo territorio possono nascere delle eccellenze». Lo rivendica con orgoglio Raffaele Fasano, direttore generale di Elettronika, azienda leader nel settore dei trasmettitori e delle reti radio e tv, in cui opera dal 1988 (presente in più di 40 Paesi e nei cinque Continenti con rivenditori, partnership e joint venture). Il tour Elettronika è stata la prima tappa di un itinerario, «Viaggio nell’impresa. Sulle tracce delle eccellenze di Bari e Bat», iniziato ieri e destinato a durare almeno un anno. Il tour, promosso da Confindustria Bari e Bat, consentirà a istituzioni, stampa, scuole, Università e imprenditori di conoscere direttamente, ogni mese, un’azienda del territorio di successo ma spesso poco nota. «Vogliamo far apprezzare alla comunità locale — spiega Michele Vinci, presidente dell’Associazione provinciale degli industriali di Bari-Bat — le capacità produttive e tecnologiche delle imprese locali. Spesso tra imprenditori non ci conosciamo, cerchiamo partner all’estero anche se li abbiamo vicino casa. E magari sono delle eccellenze. Lo stesso accade per gli studenti, che emigrano quando potrebbero trovare lavoro qui, e per giornalisti, cittadini e imprenditori, che rischiano di convincersi che nel nostro territorio non ci sia niente e che, pertanto, non convenga investire».

La misura

Hanno detto Raffaele Fasano è direttore generale della Elettronika

Michele Vinci è il presidente di Confindustria provinciale Bari-Bat

❜❜ ❜❜ I nostri trasmettitori sono Spesso cerchiamo anche sull’Empire State building di New York L’azienda Il caso della Elettronika sembra abbattere alcuni luoghi comuni. Ad esempio quello per cui i giovani debbano emigrare per fare fortuna.

Azienda giovane L’età media dei 57 dipendenti si attesta intorno ai 45 anni

partner all’estero e li abbiamo vicino casa

Qui ci sono 57 dipendenti, con un’età media intorno ai 45 anni, di cui 18 laureati, molti ex studenti del Politecnico che hanno svolto tesi di ricerca in azienda. Altri miti

sfatati: la ricerca e l’internazionalizzazione sarebbero appannaggio delle grandi imprese. Elettronika è piccola ma solo il 25% del fatturato totale (6,5 milioni di euro) è re-

L’iniziativa

Per gli sconfinamenti bancari dal 2012

Industriali pugliesi, accordo con l’Abi

Numero uno Piero Montinari presidente di Confindustria Puglia

Confindustria Puglia e Abi Puglia hanno sottoscritto oggi una lettera di intenti per assistere al meglio le imprese alla luce della prossima scadenza, che prevede nuovi termini per gli sconfinamenti bancari a partire dal prossimo anno. Dal 1˚ gennaio 2012, infatti, si concluderà il periodo di deroga concesso da Basilea 2 alle banche italiane per effettuare la segnalazione degli sconfinamenti (Past-due) dopo 180 giorni. Dall’inizio del 2012 la segnalazione dovrà essere attivata dopo 90 giorni, in armonia con il resto dei sistemi bancari europei. Tutto questo, se non conosciuto, rischia di compromettere ulteriormente la possibilità di accesso al credito. Confindustria e Abi Puglia, per dare un aiuto concreto alle imprese, hanno concordato la possibilità di esaminare tempestivamente le posizioni delle aziende che possano

oggettivamente essere ricomprese tra le posizioni definite «Past Due». Ciò con riferimento a tutte le banche del territorio che hanno già aderito a tale iniziativa e alle imprese associate a Confindustria. «Da tempo abbiamo iniziato un percorso di collaborazione che ha portato al sistema banca-impresa reciproci vantaggi — ha dichiarato Piero Montinari, presidente di Confindustria Puglia — e questo accordo è un esempio concreto di come sia possibile mettere a disposizione delle aziende un insieme di soluzioni sempre aggiornate e legate alle esigenze del momento». «Le difficoltà di questo momento congiunturale — gli ha fatto eco Alessandro D’Oria presidente di Abi Puglia — ci portano a lavorare insieme con maggiore impegno. Banche e imprese stanno rafforzando il dialogo attraverso un confronto costante e fattivo».

La prima tappa Elettronika è stata la prima tappa di un itinerario, «Viaggio nell’impresa. Sulle tracce delle eccellenze di Bari e Bat», iniziato ieri e destinato a durare almeno un anno. Il tour, promosso da Confindustria Bari e Bat, consentirà a istituzioni, stampa, scuole, Università e imprenditori di conoscere direttamente, ogni mese, un’azienda del territorio di successo ma spesso poco nota. L’obiettivo Obiettivo dell'iniziativa è quello di far conoscere meglio alla comunità locale e agli stessi imprenditori le capacità produttive e tecnologiche, spesso notevoli, espresse dalle imprese locali.

L’università «Siamo orgogliosi — spiega il rettore del Politecnico di Bari, Nicola Costantino — di questa e di tante altre sinergie con imprese nazionali e soprattutto locali, realizzate con i fondi Pon. I nostri ingegneri non vanno solo all’estero, ma lavorano molto sul territorio». «Da studente del Politecnico di Torino — racconta ai suoi ospiti il general manager Fasano — ho conosciuto la diffidenza dei leghisti della prima ora. Mi hanno fatto venire voglia di tornare in Puglia. Poi ho capito l’importanza della ricerca e della fantasia dei giovani laureati, di cui mi sono circondato. Con la legge Mammì negli anni ’90 in Italia è arrivata la crisi nel nostro settore: abbiamo investito in altri Paesi e abbiamo capito che si mangia meglio su più tavoli. Ora i trasmettitori che produciamo qui sono anche sull’Empire State building di New York».

Giuseppe Daponte © RIPRODUZIONE RISERVATA

Partono in via sperimentale gli indici di congruità per calcolare il rapporto tra superficie coltivata e manodopera: così si individua il lavoro nero

Imprese agricole, 200 euro per ogni lavoratore assunto Dalla Regione un sostegno minimo «Ma unico in Italia», spiega Vendola BARI — La Regione mostra bastone e carota alle imprese agricole. Partono, in via sperimentale, gli indici di congruità, un modo per calcolare il rapporto tra superficie coltivata e manodopera indispensabile. Scendere sotto quell’indice significa segnalare la presenza di lavoro nero. Qui le aziende bofonchiano. Ma c’è anche la carota, un contributo in denaro per ogni lavoratore assunto: 200 euro fino a cinquemila euro massimo per ciascuna azienda. Un sostegno economico non altissimo, ma «unico in Italia». Così almeno l’hanno definito Nichi Vendola e gli assessori Elena Gentile (Welfare) e Nicola Fratoianni (Immigrazione). Hanno presentato entrambi i provvedimenti, alla presenza dei rappresentanti di Cgil, Cisl, Uil e Ugl. Assenti i datori di lavoro, a dimostrazione di quanto sopra. «È vero — ha sottolineato il governatore — le aziende non hanno sventolato le bandiere. Ma sono venute agli incontri. Perché questi nostri provvedimenti sono anche a tutela del libero mercato e a garanzia della concorrenza: chi ricorre al lavoro nero pratica una concorrenza sleale». Per sostenere i contributi alle aziende

sono stati stanziati 700 mila euro. Un bando, che sta per essere emanato, disporrà le modalità per ottenere il contributo. Si prevede di assegnare 200 euro per ogni bracciante assunto per almeno nove mesi (270 giorni) nell’arco di un triennio; a patto che si tratti di un lavoratore già precedentemente impegnato

con la stessa azienda (una sorta di incentivo al legame); a condizione che sia assunto dalle «liste di prenotazione». Sono quelle predisposte, in chiave anti-caporalato, da sindacati, Regione e Cti (centri per l’impiego) dopo le proteste della scorsa estate nelle campagne salentine. Ogni azienda può incassare al massimo cinquemila euro nell’arco del triennio: insomma 200 euro per 25 lavoratori assunti. Gli indici di congruità indicano il rapporto ettaro/coltura. Sono molto complicati da definire in via astratta e preventi-

Consiglio regionale

Un odg per il «Made in Italy» La Regione Puglia si schiera per la tutela del made in Italy nell’agroalimentare. E cioè contro tutto ciò che all’estero è venduto come prodotto italiano e non lo è: dalla mozzarella, al parmigiano, all’olio, eccetera. Il Consiglio regionale ha approvato un ordine del giorno (tutti a favore, un solo astenuto) suggerito dalla Coldiretti e presentato dal presidente dell’assemblea Onofrio

Introna. Il documento impegna la giunta regionale «a sensibilizzare il governo centrale, e in particolare i ministeri dello Sviluppo economico e delle Politiche agricole, perchè vogliano ispirare la loro azione alla difesa senza eccezioni dell’autentico Made in Italy». La Coldiretti (foto) ha tenuto un sit-in davanti alla sede del Consiglio fino a quando il documento non è stato approvato.

va. Quelli fissati sono sperimentali, si tornerà a rivederli. Variano secondo le colture, ma anche secondo le province. Per dire: un ettaro di olivi non è la stessa cosa a Bari o a Lecce. Dipende, è stato spiegato, dalle tradizionali tecniche di lavoro. Tutto è stato fissato con apposite tabelle. «Chi non rispetterà gli indici — così la Gentile spiega il punto cruciale dell’iniziativa — non potrà percepire i contributi dei fondi europei o altre provvidenze pubbliche. Ciò nello spirito della nostra legge anticaporalato, la 28 del 2006, premiata dall’Unione europea. Finora era rimasta inattuata su questo versante, proprio per l’assenza degli indici di congruità». «Il caporalato — ha ammonito Vendola — non è un residuo del mondo arcaico, come dimostra il film di Ken Loach sulle pratiche in uso nella Londra contemporanea. Oggi incombe il rischio che un’economia distorta si organizzi, su scala planetaria, per assumere il caporalato quale propria forma organizzativa. Succede perché si sta perdendo il valore so-

ciale del lavoro». La Puglia, spiega il governatore, ha guardato e poi denunciato forme di schiavismo sul proprio territorio. Ora reagisce perché il rischio più grave «è l’assuefazione, l’accettazione sociale». «Potevamo mettere in campo soluzioni giacobine — insiste Vendola — con riverberi propagandistici e la possibilità di nuocere al sistema delle imprese. Qualcuno dice che io sia anticapitalista. Il contrario: la nostra è una battaglia antifeudale. Una lotta per il capitalismo, per il mercato, per la libera concorrenza.

Meno di un milione Per sostenere i contributi sono stati stanziati 700 mila euro Il lavoro nero è concorrenza sleale». Il tema è stato toccato anche da Francesca Abbrescia (Cgil), che ha annunciato una mobilitazione simile anche per l’edilizia. «Il lavoro nero e il caporalato — ha sottolineato l’assessore Fratoianni — sono una piaga autentica. Non colpisce tutti alla stessa maniera: le vittime più deboli sono gli immigrati». Indici di congruità e incentivo alle assunzioni tuteleranno anche loro.

Francesco Strippoli © RIPRODUZIONE RISERVATA

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Corriere della Sera: "Viaggio nelle imprese di Confindustria"