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Delfino il pescatore


C’era una volta… tanto tempo fa, nell’antico porto Gold, il giovane pescatore Delfino, chiamato così per il grande tatuaggio che aveva sul braccio, raffigurante un delfino. Era esile e piccolino, ma molto agire e coraggioso.


Viveva in un piccolo villaggio, insieme ai suoi due fratelli e al suo perfido cugino Squalo, cosĂŹ soprannominato per via del suo brutto carattere e per il suo aspetto: aveva un grosso naso appuntito e dei denti molto sporgenti, era molto alto e muscoloso e si vantava sempre di essere piĂš forte del suo rinsecchito cugino.


Ogni mattina uscivano in mare tutti insieme su di un piccolo peschereccio, fiduciosi di fare un’abbondante pesca.


Ogni mattina il perfido Squalo iniziava a tormentare Delfino: “Caro cugino, cosĂŹ secco e piccolino, se ci assale una tempesta non riusciresti neanche ad alzare la testa. Per fortuna ci sono io, che di muscoli ne ho tanti, a salvare tutti quanti!â€?


L’esile pescatore non si preoccupava delle cattive parole del cugino, a lui bastava fare una ricca pesca e tornare serenamente a casa con i suoi fratelli.


Finché un giorno, come tutte le mattine, il peschereccio salpò ma, non appena uscito dal porto, fu assalito da una burrasca spaventosa e violenta. La barca, in balia del vento e delle onde altissime, urtò contro uno scoglio e rovesciò tutto l’equipaggio in mare.


Il perfido Squalo nuotò velocemente verso l’unico salvagente che galleggiava. I fratelli di Delfino urlarono: “Squalo! Squalo! Cosa fai!? Solo tu aiutarci potrai! Coi tuoi muscoli possenti, nuota, nuota più che puoi, per salvare tutti noi”. “Fossi matto, io non voglio morire insieme a voi, il salvagente è solo questo ed io salvo solo me stesso!” E si allontanò verso la riva, lasciando in pericolo gli altri.


Nel frattempo il giovane Delfino, con tutte le sue forze, cercò di risalire sulla barca. Trovò un canotto e con tutto il fiato che aveva in corpo lo gonfiò.


Si diresse verso i suoi fratelli, ma un’onda altissima lo capovolse. Riuscì di nuovo a risalire sulla barca, cercò una fune, la legò all’albero maestro, ma un’onda altissima la spezzò, facendo cadere Delfino di nuovo in mare.


Il giovane pescatore, disperato e senza forze, pensò: “Morirò in mare con i miei fratelli, senza aver mai visto un vero delfino”. All’improvviso, all’orizzonte vide apparire tre splendide figure azzurre.


Non potĂŠ credere ai suoi occhi, erano proprio tre delfini, che con un colpo di coda li fecero risalire sulla barca e girando velocemente per tre volte intorno ad essa, la trasformarono in uno splendido veliero.


Il vento gonfiò le vele, a tal punto che il veliero si sollevò sopra le onde e dall’alto videro un grosso squalo che nella bocca aveva un salvagente, un brutto naso appuntito e ciò che rimaneva del perfido cugino.


Una fiaba di: Anna Maria Marsala Tatiana Fanasca Antonella Muzzi Maria Rita Ceraolo Tatiana Casali

Delfino il pescatore  

libro illustrato realizzato interamente dalla sottoscritta per un asilo

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