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Il diario della Fenice presenta..

L'iniziatore di Antolini Elena


La fne: dal diario segreto di Asia Esposito


15 Giugno Caro diario: sono esausta, una pila scarica da buttare, un pesce fuor d'acqua che ha sbattuto nervosamente la coda a terra per l'ultima, dannata, volta. Vedi, c'è qualcosa di profondamente stupido in quello che faccio per campare. Cerco di insegnare alle donne che la vita senza un'uomo può essere splendida, piena di soddisfazioni lavorative e di rapporti sinceri e paritari. Cerco di insegnare alle mie lettrici ad accettare la propria singletudine come fosse una manna da un cielo che con noi ha davvero poco a che fare. Dopotutto per espletare quei normali bisogni fsici retaggio di un passato animale, c'è sempre il sesso occasionale. Per non parlare poi della massima sublimazione di questo bisogno, lo shopping. Insomma: la mia carta di credito gold non mi dice mai di no. Al contrario della vita. Passo il mio tempo a dispensare consigli, a mostrarmi sicura ed aggressiva nelle vesti estremamente cool di una rocker votata alla scrittura, con le sue Louboutin cosparse di borchie killer ed i suoi skinny jeans strappati. Passo il mio tempo ad odiare gli uomini. Tu mi dirai: ma qual'è allora il tuo problema? Per quale arcana ragione stai qua a deprimerti davanti allo schermo del tuo laptop invece di andare a caccia con le tue amiche Angela ed Alice? Hai trovato la chiave della felicità, no? La risposta è solo una. Ho appena visto Cenerentola. Quella stronza impenitente vittima di un destino crudele, che sgobba dalla mattina alla sera per la gloria, senza la benché minima soddisfazione che non sia sentire i suoi amici uccellini cantare al mattino per svegliarla. Poi arriva la fatina, le dice “tesoro, o ti svegli o morirai qui zitella” e la convince ad entrare in una zucca e farsi portare (vestita di tutto punto) ad un ballo indetto non dall'ultimo burino conosciuto nel peggiore pub di quel “regno lontano”, ma, addirittura, da un dannato principe. Si innamorano, mi sembra giusto. La matrigna fa di tutto per ostacolarli ma l'amore trionfa sempre, anche sul più infmo tipo di arpia. E allora mi arrabbio. Mi arrabbio perché voglio anche io una stupida fatina che mi vesta Chanel da testa a piedi e mi porti da quello che diventerà il mio bellissimo principe azzurro (che, chiaramente, crolla ai miei piedi come un sacco vuoto). Vedi diario, io inganno le mie lettrici. Non c'è nulla di più stupido nel dire una cosa e pensare l'esatto contrario. È come se vivessi due vite. Quella pubblica dove impersono la stronza che lavora ad Universo Donna, quella che non ha il benché minimo cedimento, determinata e sicura di sé in un modo che rasenta la megalomania; e quella privata, una Cenerentola china sul pavimento del bagno del suo loft di Milano, che abbraccia il suo rottweiler pacifsta, mentre la potente diga che conteneva le lacrime nei suoi occhi si è completamente disintegrata. Perché mi sono stancata di essere sola. Perché voglio anche io il mio “e vissero tutti felici e contenti”. Disastro dei disastri: io voglio riprodurmi. Altro disastro ancora: ho bisogno dell'amore perché non riesco a pensare ad altro.


17 Giugno Sto sempre peggio. Ho fatto come mi ha detto Alice, ho preso la mia Kate e Andrea (la carta di credito gold) e, piena di speranza, sono uscita di casa con un solo obiettivo: fare shopping. Bilancio della giornata: 1) una borsa + foulard Liu Jo (gratis: le commesse mi hanno riconosciuto dall'ultima copertina di Universo Donna, quella dove appaio vestita soltanto da un paio di leggins di pelle nera, ed una collana di metallo a “coprirmi” il seno) 2) Bauletto YSL in un negozietto vintage. 3) Stivaletti senza tacco, cosparsi di bellissime stelline di metallo – Jimmy 4) 2 anelli – da Accessorize, ho deciso di non spendere una fortuna in oggetti che, per tradizione, qualcuno che non ho dovrebbe regalarmi. 5) Completo intimo ultra sexy (e quindi inutile) di La Perla. Risultato: alle mie lacrime si sono unite anche quelle di Andrea, sfnita dalla lunga mattinata di shopping compulsivo. È servito a qualcosa il suo sacrifcio? no. Sono al punto di partenza. Guardo il mio fantastico completo la Perla, adagiato come fosse fatto d'oro sulle lenzuola di seta nera del mio letto a baldacchino e penso “potrai essere più idiota Asia? Per chi metterai quella roba?”. La risposta è sempre la stessa: nessuno. 20 Giugno Lo so, sono imperdonabile. Da tre giorni non ti scrivo. È che sono stata un po' impegnata grazie ad Angela. Dato che la shopping terapia non ha avuto nessun effetto benefco sul mio umore, la mia cara amica ha deciso di prendere in mano la situazione. Mi ha iscritto ad un corso di equitazione. Evidentemente, se sono ancora qua a scriverti, non è andata bene. Dopo l'entusiasmo iniziale la situazione è degenerata: il cavallo si è imbizzarrito e mi ha disarcionata. Risultato? Due ore trascorse al pronto soccorso, i timpani fracassati dalle lacrime disperate di un'Angela troppo impegnata ad urlare “scusa volevo solo aiutarti!!” per comprendere che non ero dell'umore adatto per quel tipo di stress, una spalla slogata, varie escoriazioni un po' ovunque, un male al sacro assolutamente indescrivibile, ed il morale palesemente a terra. Una sola consapevolezza: ho bisogno di un'uomo. Subito. 30 Giugno Alice ha avuto un'idea a dir poco incredibile (lei si che sa come risolvere i problemi degli altri.. forse proprio per questo è psicologa). Andare via, una settimana.


Ferie. Da sola. Basta telefono che squilla, mail deliranti a cui dare una risposta, sorrisi forzati da stamparmi in faccia e un'immagine da mantenere. Basta dovere. Solo piacere. Amen. La meta si chiama “Formentera”, partirò tra un mese esatto, il trenta di luglio, e sarò di ritorno il dieci agosto, giusto in tempo per tornare in una Milano deserta, proprio come piace a me. Non ti nascondo che nutro tutta una serie di aspettative da questo viaggio, riassumibili in un unico, grande concetto fondamentale: trovare il piacere, o, come lo direbbe Alice, nutrire il mio corpo e la mia anima con una serie molto ftta e densa di orgasmi con i focchi provocati da sexy ed aitanti sconosciuti. Questa sarà la missione più diffcile per una moderna (e fnta) Lady Godiva come la sottoscritta. Diffcilmente, quando sono con un uomo, riesco a spegnere la parte più razionale di me, lasciandomi andare a quella più “istintuale” (animalesca, direbbe Alice). É che sono così tanto abituata a rifettere su tutto che, anche in quei momenti, sono facile preda di questa indisponente inclinazione a complicarmi la vita. Penso troppo invece di vivere, non raggiungo facilmente l'orgasmo, ma fngo come tantissime colleghe donne. Ma ora basta con la fnzione. Ormai sono stanca. Di cosa? Te lo dico subito diario: • di simulare l'orgasmo • di sognare una vita perfetta (senza averla) • di fngere di bastare a me stessa • di non aver nessun al mio fanco ho decisamente bisogno di una vacanza. 3 Luglio Milano è una pozza d'acqua stagnante e putrida. Piove senza interruzione da due giorni, l'afa ha raggiunto livelli infernali e la mia insoddisfazione pure. Ho preso a segnare sull'agenda i giorni mancanti alla “grande partenza”, il super switch off di tutti i pensieri negativi. Asia Esposito deve soltanto resistere altri 27 giorni, solo 27 giorni. Resisti, resisti, resisti. Ma Diario: fa caldo. Troppo, troppo caldo. 6 Luglio MTV mi ha contattato per una proposta lavorativa: opinionista per un nuovo programma che partirà questo novembre, Sex. Non volevo accettare: dopotutto il mio è soltanto un travestimento ben riuscito, una fnzione che non avrebbe senso esporre a così tante persone (direi che i miei lettori sono più che suffcienti). Carlo Starli, il mio direttore, non la pensa esattamente come la sottoscritta. Ho dovuto accettare.


Parlerò di sesso in tv. Mi sento male. Ho un disperato bisogno di una sigaretta (e di un drink molto forte). Diario esco. Ciao. 10 Luglio ho passato tutta la giornata a chiedermi “perché”. Me lo sono chiesta quando il capo supremo, Carlo Starli, ha chiamato me, Angela e pochi altri nel suo uffcio, per dirci che da li a pochi mesi il giornale sarebbe passato nelle mani di una multinazionale spagnola di cui non ricordo nemmeno il nome. “Perchè?” gli ho chiesto. “hanno fatto un'offerta che un piccolo editore come Krieg non ha potuto rifutare”. Pensa un po': il lavoro è a rischio. Nuova leadership signifca tagli al personale. Perderò il posto di lavoro? Non ne ho un'idea. La mia rubrica è una di quelle su cui il giornale punta ma.. nessuno è mai al sicuro in questi casi. Me lo sono chiesta quando ho letto una delle mail che, giornalmente, invadono la mia casella postale. Riporto fedelmente il testo. “Asia Esposito, sei una stronza insicura. Trascorri tutto il tuo tempo a sparare a zero sull'amore, a ripetere fno alla nausea che una donna può farcela anche da sola.. e sai cosa ti dico? Tutte cazzate. Ho cinquant'anni, sono single, senza una famiglia con un dannato lavoro precario e nemmeno l'ombra di un aspirante fdanzato. Non mi sento né straordinariamente fortunata a starmene tutti i giorni da sola, né realizzata in alcun modo. Mi sai spiegare il perché? Perché sto così e non riesco a credere che la mia felicità dipenda soltanto da me stessa e non dall'amore (che evidentemente non ho)? Adele H.” Ora dimmi, diario, come posso darle torto? Adele ha ragione. Posto che il mio lavoro non è del tutto precario e che, fortunatamente, i miei anni sono fermi al numero 27, cosa dovrei dire a questa poveretta? La realtà è che sei una povera cozza fallita, per questo sei single? Eh no: perché lei ha ragione. Ci danniamo l'anima per eccellere nel lavoro, per fare carriera.. a quale pro? Per vedere tutto il nostro lavoro in crisi grazie ad uno stupido “cambio di padrone”. Sprechiamo gli anni del fore della nostra bellezza, sperando che un principe azzurro (anche nero, giallo o rosso andrebbe bene) si presenti alla nostra porta e chi arriva? L'idraulico: e non per soddisfare le nostre più recondite fantasie sessuali, ma soltanto per riparare lo scarico della cucina che perde ormai da mesi. Proprio come arriva la portinaia, i muratori a riparare alcune crepe nel sofftto, o il postino che non bussa mai due volte. Niente uomo. Niente amore. Un po' di sesso, a volte. Poca soddisfazione. Cibo (a volte tantissimo – soprattutto cioccolato). Sigarette: un'infnità. Quando proprio non ce la fai più, vino bianco. E frustrazione, tanta.


E allora, per quanto possa odiare l'amore, non posso farne a meno. PerchĂŠ? Non ne ho idea... 29 Luglio diario, domani parto. (sperando di passare dalla piĂš completa devastazione, alla gioia piĂš pura).


.. quella stessa notte, in casa Esposito.. La valigia se ne stava aperta sopra le lenzuola di seta bianca del mio letto disfatto. Era pronta, piena di succinti costumi da bagno, abiti eleganti per la sera e scarpe per ogni occasione. Ero in piedi, intenta a sorseggiare un bicchiere di Pignoletto mentre Bianca, il mio rottweiller nero e pacifsta, dormiva accucciata ai miei piedi. La radiosveglia sul comodino segnava le 23.50: era ora di dormire. Il mattino seguente Alice sarebbe passata alle sette per portarmi in aeroporto e prendere con sé il mio cane. Ma il sonno non voleva saperne di arrivare: gli occhi erano spalancati pur essendo in piedi da quasi quarantotto ore. Abbandono la mia stanza e mi lascio cadere sul divano di pelle bianca del salotto. La luce se ne stava spenta: dalle fnestre vedevo la mia città adottiva, Milano, piena di luci, sveglia, proprio come me. I ricordi, come uno strano flm a colori, iniziarono a riversarsi nella mia mente. Mi mostrarono un'Asia diversa, quella che, sette anni prima, abbandonò la Romagna nel disperato tentativo di dare un senso alla sua vita, di fornire uno scopo alla sua esistenza. Attraverso le immagini della memoria rividi quella ragazzina scendere da un taxi pieno di valigie per raggiungere quell'appartamento trovato su internet dopo mille tentativi andati male. Rividi il momento in cui incontrai, per la prima volta, le mie coinquiline... Una era una giornalista: fu lei ad aiutarmi ad ottenere il mio primo (ed unico) stage in una rivista che adoravo fn da quando ero piccola, Universo Donna. Quella giovane, ambiziosa ed umile, era Angela. L'altra, invece, era una psicologa già affermata. L'appartamento era il suo, così come la camera più grande (dove era solita ospitare diversi compagni di giochi). Era la mia democratica amica Alice. Proprio l'anno trascorso insieme nello stesso loft sedimentò la nostra amicizia rendendola ciò che è ora, unica, inaffondabile, indispensabile. Quella a Formentera sarebbe stata la prima vacanza da sola, la prima vacanza senza le ragazze. Ne avevo bisogno, non potevo negarlo: mi ero persa, ed avrei dovuto ritrovarmi con le mie sole forze, senza il loro aiuto. Ma ero troppo, troppo agitata per pensare che potesse effettivamente funzionare. In quel momento l'intero “progetto Formentera” (come lo chiamava Angela) sembrava una pessima idea. Le parole di Irene Grandi non fecero altro che aumentare la percezione di disastro che avvertivo nell'aria. "Prima di partire per un lungo viaggio, porta con te la voglia di non tornare più". Guarda un po' io non vedevo l'ora di tornare: e non ero nemmeno partita.


..continua..


L'iniziatore pt1