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CULTURA E IMMAGINE / UN CAFFÈ CON

Waterland

di Emanuela Costantini

Negli scatti subacquei di Elena Kalis l’oceano diventa un insolito set in cui prendono vita gli stravaganti protagonisti di alcune delle fiabe più note. Un mondo silenzioso in cui la bellezza eterea e il ricordo dell’infanzia sembrano fluttuare in una sorta di ventre materno che li protegge da una realtà in cui la fantasia ha sempre meno spazio. Un palcoscenico sommerso, popolato dai protagonisti di fiabe e racconti senza tempo, di quelli che prendono per mano i bambini e li aiutano a diventare grandi, attraverso i sentieri surreali del sogno e l’incanto dell’immaginazione. Elena Kalis, artista nata e cresciuta a Mosca, ha lasciato dieci anni fa la sua terra per trasferirsi in un luogo del tutto nuovo al suo sguardo: una piccola isola immersa nell’arcipelago delle Bahamas, in pieno oceano 58

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Atlantico. Il suo rapporto con questo inconsueto scenario e il contatto continuo con una materia nuova e antica allo stesso tempo – l’acqua – hanno stimolato la sua creatività che ha tradotto nella sua originale versione della “underwater photography”. Alice in Wonderland, rivisitata dall’artista con il titolo di Alice in Waterland, e il suo seguito intitolato Attraverso lo specchio e quel che Alice vi trovò, sono i riferimenti ai quali Elena ai quali ha dedica-

to molti dei suoi scatti. All’elemento narrativo, l’artista aggiunge l’aspetto coreografico e simbolico dell’acqua: quella dell’oceano o di una piscina. Infine Elena utilizza solo la luce naturale, senza ricorrere a ulteriori fonti di illuminazione. Uno scenario fatto di poesia e di leggerezza, in cui è possibile dare forma ai sogni e alla fantasia. Elena Kalis e la fotografia. Un amore a prima vista?


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Elena Kalis

Direi proprio di sì. Ho cominciato a scattare solo cinque anni fa e da allora è stato un rapporto sempre più coinvolgente che ho orientato a un genere di immagini specifico. Fin da subito sono rimasta affascinata dalle potenzialità del digitale. Mi piaceva il fatto che questo strumento permettesse non solo di catturare un’immagine, ma di pensarla e realizzarla in tempi abbastanza rapidi in tutte le sue fasi, dall’idea alla stampa. La possibilità di osservare il risultato immediatamente, di ripeterlo al momento, se necessario, e di completarlo con la postproduzione è fondamentale nel mio lavoro, date le condizioni non proprio agevoli in cui scatto. Giochi, fiabe, sogni, personaggi fantastici e supereroi sono argomenti e soggetti costanti nella tua ricerca. Come mai hai scelto proprio questo mondo? È una scelta soprattutto affettiva. Infatti, il più delle volte i protagonisti delle mie fotografie sono i miei figli. Quando ho iniziato a fotografare volevo coinvolgere anche loro in questa nuova avventura. Così, per incuriosirli ho pensato di lavorare su un terreno a loro familiare. Personaggi e racconti di fantasia sono stati, quindi, una scelta obbligata, data la loro età. E comunque neanche a me dispiace ogni tanto tornare indietro nel tempo. Ecco perché scattare fotografie sott’acqua è diventato per me un divertimento, prima che un lavoro. Quale posto hanno questi personaggi nella tua vita e nella tua storia personale? Le fiabe mi hanno incantato fin da quando ero bambina. Ma ammetto di essere affascinata ancora oggi dalle storie che cominciano con la fatidica frase “C’era una volta…”. La realtà può essere dura da affrontare ed è importante che i bambini non si fissino troppo sul lato oscuro della vita e, invece, imparino a scoprirne e ad apprezzarne gli aspetti positivi. Le fiabe hanno sempre un lieto fine e insegnano loro ad affrontare la vita di ogni giorno con leggerezza e fantasia. Inoltre, a me piace modificale e creare storie nuove partendo da quelle già scritte. Anche mia madre faceva la stessa cosa con me, reinventando i racconti secondo la sua fantasia, con un finale ogni volta diverso. Maggio 2011

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Un palcoscenico sommerso, popolato dai protagonisti di fiabe e racconti senza tempo, di quelli che prendono per mano i bambini e li aiutano a diventare grandi, attraverso i sentieri surreali del sogno e l’incanto dell’immaginazione. Elena Kalis, artista nata e cresciuta a Mosca, ha lasciato dieci anni fa la sua terra per trasferirsi

Come mai hai scelto di specializzarti nella fotografia subacquea? Perché vivo circondata dal mare. Qui l’oceano è incontaminato e l’acqua è limpidissima. Trascorro molto tempo immersa nel mare o nella piscina, con o senza la fotocamera. Certo, se vivessi in un altro luogo sicuramente non scatterei questo tipo di immagini. Ma non ho avuto sempre questa possibilità. Sono nata a Mosca, nella Russia centrale, dove ho vissuto fino a non molti anni fa. Fino ad allora l’unico mare che avevo visto era il Mar Nero, che in realtà è un grande lago d’acqua dolce. Cos’hai provato quando hai visto l’oceano per la prima volta? 60

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Le vacanze sul mar Nero, dove mi portavano i miei genitori in estate, quando ero bambina, sono il più bel ricordo di quel periodo della mia vita. Il sole, l’odore di fresco, il suono delle onde, la brezza, i colori dell’alba e del tramonto, le nuvole che cambiavano forma... tutto ciò che già allora mi affascinava, qui alle Bahamas è amplificato tante e tante volte. È un posto magnifico questo, il più bello della Terra. Amo immergermi perché sott’acqua mi sento più libera di quanto non mi senta sulla terraferma, dove il senso del confine è molto più marcato. Il momento dell’immersione è una pausa nella mia vita, necessaria per riprendere fiato, rallentare e riflettere. È in assoluto l’esperienza che mi trasmette più

serenità. Sott’acqua il tempo si ferma e si vive solo il presente, senza preoccuparsi per ciò che succede all’esterno. Posso sentire il mio respiro, il battito cardiaco. I suoni sono attenuati e dall’interno tutte le percezioni cambiano e sembra di essere avvolti in un bozzolo di liquido caldo. Credo che ci si senta in questo modo anche nel grembo materno. L’esperienza dell’immersione mi lascia rinvigorita, mi dà serenità. Andare sott’acqua è per me una fuga da un presente reale e nel contempo illusorio. Hai praticato anche altri generi fotografici? Ho cominciato a lavorare a una ricerca fotografica su miti e credenze afro-caraibiche. Anche questo è un progetto legato al luogo in


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cui mi trovo e alla storia dei suoi abitanti. Molti dei tuoi progetti sono ispirati ai supereroi o ai protagonisti di fiabe. Sei affezionata a qualche personaggio in particolare? Alice nel Paese delle meraviglie è sicuramente il mio libro preferito. L’ho riletto più volte, cogliendo un significato sempre nuovo, legato alle esperienze che vivevo in quel momento. Chi sono i “modelli” delle tue foto? Sono i miei due figli, i loro amici e chiunque abbia espresso il desiderio di posare. Finora non ho utilizzato modelli professionisti, ma non è detto che non lo faccia in futuro. Hai un artista preferito? Paul Gauguin. Ma l’elenco potrebbe essere davvero lungo. Come organizzi, dal punto di vista tecnico, il tuo lavoro di ripresa subacquea? Quali sono i tuoi strumenti? Si trovano sul mercato o sono realizzati artigianalmente? Innanzitutto, per lavorare in immersione ho bisogno di oggetti molto pesanti: bombole, compressori, cintura con zavorre e, naturalmente, una custodia per proteggere l’attrezzatura fotografica. Se il set prevede anche la presenza di oggetti di scena e sfondi, devo preoccuparmi anche di trovare il modo per appesantirli quanto basta per non farli salire a galla. Questa preparazione richiede tempo e capacità di improvvisazione. Di solito acquisto on-line sia i costumi, sia gli oggetti per realizzare le scenografie che poi modifico in base alle mie esigenze. Quanto tempo impieghi per realizzare una fotografia? Non è possibile tenere impegnati troppo a lungo i bambini. Fisicamente è un lavoro molto impegnativo che non può durare per più di un’ora, anche facendo frequenti pause. Scatti in pellicola o in digitale? Scatto in digitale. Utilizzo una Canon 5D Mark II con la custodia subacquea Ikelite. Dove realizzi le tue immagini? E qual è il periodo dell’anno e l’ora del giorno che consentono di ottenere migliori risultati? Scatto in mare o in piscina. Preferisco comunque l’oceano, anche se è molto più complicato. Per immergermi a una temperatura tiepida scatto dalla primavera all’autunno. Il momen62

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6 Chi è Elena Kalis

Elena Kalis è nata a Mosca (Federazione Russa) e da circa dieci anni si è trasferita negli Stati Uniti, in un’isola delle Bahamas, insieme al marito e ai suoi due figli. Pur avendo una formazione artistica, ha iniziato a interessarsi alla fotografia solo negli ultimi anni, specializzandosi fin da subito in un’originale variante della ripresa artistica foto e video in ambiente subacqueo. Tra i suoi progetti più importanti figura la serie Alice in Waterland, in cui reinterpreta la celebre fiaba Alice in Wonderland, nata quasi un secolo e mezzo fa dalla penna dello scrittore inglese Lewis Carroll. Nelle sue immagini “underwater” Elena ripropone l’elemento vitale dell’acqua, la materia che permette alla sua immaginazione di prendere forma in modo divertente e poetico. I giovani protagonisti dei suoi scatti interpretano personaggi di fantasia: supereroi, creature mariUn palcoscenico sommerso, popolato dai protagonisti di fiabe e racconti senza tempo, di quelli che pren-

ne, evanescenti fate e ammalianti sirene. Le ope-

dono per mano i bambini e li aiutano a diventare grandi, attraverso i sentieri surreali del sogno e l’incanto

re di Elena sono pubblicate sia on line sia su carta stampata e utilizzate come copertine di libri e

to ideale della giornata, invece, è quello che va dalle 12 alle 16 del pomeriggio. A quell’ora, oltre ad avere la temperatura migliore, non ho bisogno di aggiungere fonti di illuminazione esterna. Dopo aver scattato le immagini, esegui degli interventi in postproduzione? Scatto sempre in Raw e in Photoshop effettuo la correzione del colore. Come promuovi il tuo lavoro? Il web è il canale che preferisco e anche il più efficace. Oltre che sui miei siti personali, le mie opere sono presenti anche in gallerie d’arte che operano on-line. Anche i social network sono molto utili. Tramite questi canali posso raggiungere tante persone in ogni angolo del mondo e in pochissimo tempo e ottenere un feedback costante sulle immagini. Chi acquista le tue fotografie?

Le mie immagini sono molto popolari come copertine di libri per “giovani adulti”, copertine per CD musicali, locandine per spettacoli teatrali. Ma ci sono anche molte persone che acquistano le singole stampe dal mio negozio on-line e le utilizzano come elemento di arredo decorativo. Nel tuo sito c’è anche un video con sottofondo musicale ispirato, come le tue fotografie, al mondo sottomarino. Come l’hai realizzato? Produrre un video è più complicato rispetto a scattare fotografie. Ho cominciato a filmare da quest’anno e con il tempo vorrei perfezionarmi. Le difficoltà pratiche della realizzazione dei video in immersione sono evidenti e sono legate soprattutto alla lunga permanenza in apnea. Nelle immagini fisse basta catturare un momento. Con il video, invece, bisogna costruire una storia fatta di immagini ma anche di musica, suoni, affinché il risultato abbia un forte im-

cd. Per conoscere meglio la sua produzione basta cliccare sui seguenti siti: http://elenakalisphoto.com http://underwatersite.com http://elenakalis.imagekind.com/store

patto sensoriale. Hai degli assistenti che ti aiutano? No. Ho solo bisogno di una mano per trasportare sul posto gli oggetti che mi occorrono per costruire le scene. Invece, per quanto riguarda tutte le fasi del lavoro creativo, mi muovo in autonomia. Stai lavorando a nuovi progetti? Sì, certamente. Ma preferisco non scendere troppo in dettaglio perché potrebbero prendere una strada diversa, come già è accaduto. Al momento, l’unica certezza che ho è quella di proseguire con la fotografia subacquea. E, naturalmente, ho intenzione di continuare a produrre video. Maggio 2011

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