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Tavolette enigmatiche La mostra presentata dal Museo archeologico dell’Alto Mantovano a Cavriana, in concomitanza con l’importante convegno “Tavolette enigmatiche-Brotlaibidole”, del settembre 2010, pone l’attenzione su questi misteriosi oggetti. Il tema proposto alla mostra e al convegno è sicuramente di grande fascino: un’analisi importante dei segni impressi sulle tavolette. Lo studio archeologico è internazionale e rientra in un progetto più ampio “The enigmatic tablets: an ancient european interaction”.


Il cerchio è la forma che piÚ si avvicina al divino, al completo, alla perfezione.


Il Cerchio è lo stato della sostanza primordiale, trasparente, uniforme ed indifferenziata. Perfetto e divino.


Che cosa sono le tavolette enigmatiche? Queste domande non se le sono poste solo i visitatori dei Musei che le conservano ma anche numerosi studiosi che studiano l’Età dell’oro della Preistoria Europea: L’Età del Bronzo. Tra la fine del terzo millennio a.C. e la prima metà del secondo (2200-1400 a.C.), in Europa si formarono numerose realtà culturali omogenee le cui aree di diffusione corrispondono, almeno in parte, ad altrettanti ambiti nazionali o regionali odierni. Tra queste comunità preistoriche, che influenzarono vasti territori, vi erano concreti contatti reciproci più volte documentati nel corso dell’ultimo secolo. Dai risultati delle ricerche condotte si sono scoperti numerosi insediamenti italiani e mitteleuropei.


La figura geometrica del Triangolo è strettamente legata al numero tre. Poligono di tre lati, quindi con tre vertici. Il simbolismo universale del Triangolo, si ritrova in tutte le tradizioni, è la manifestazione del ritorno all’unità primordiale.


Nel corso degli scavi condotti nei siti databili a questo lungo periodo non è affatto casuale il ritrovamento di manufatti importati e appartenenti a Culture estranee ai contesti locali come si è verificato, per esempio a Canár (VR), a Molina di Ledro (TN) e a Lucone di Polpenazze (BS), con la presenza di Vasi e pieducci. Anche la diffusione dell’ambra nordica è un’ulteriore conferma dell’esigenza di un completo e vsto processo di interazione economica, culturale e forse, anche sociale. In questo ambito si collocano le Tavolette Enigmatiche, oggi oltre 300, rinvenute in oltre 67 siti italiani, prevalentemente concentrati nell’area del lago di Garda e 58 oltrealpini, distribuiti dalla Germania al Basso Danubio.


I cerchi concentrici rappresentano i diversi gradi della manifestazione universale dell’Essere Unico Non-Manifestato. Allontanandosi dall’unità centrale tutto si divide e si moltiplica.


La presenza di simboli ricorrenti, di sequenze e sintassi ripetute, ha fatto pensare all’esistenza di un codice noto, interpretabile e destinato ad una ristretta classe elitaria, mentre per altri potrebbe essere una sorta di calendario, un’annotazione contabile o avere un significato culturale. E se fosse una forma di pre-scrittura? Di norma queste tavolette si rinvengono in contesti insediativi con attività artigianali specializzate, prima tra tutte quella metallurgica oppure con evidenze di scambi a lunga distanza, come testimonierebbe l’import-export di manufatti metallici, di ambra nordica, o di perle di stagno.


Nelle comunicazioni del passato era molto comune interpretare una linea come un messaggio,; essa, insieme al punto, faceva parte del codice Morse adoperato dai telegrafi.


In alcuni casi, insieme alle tavolette, si riconosce anche la presenza di vasellame ceramico estraneao al sostrato culturale locale, indice di un processo di interazione culturale problabilmente mediato tra diverse comunitĂ contigue.


Questo simbolo può ricordare tante forme diverse: un fiore, una ruota oppure il sole.


La stesura di qualsiasi riga di codificazione dei segni di queste tavolette è assolutamente ipotetica. Poichè di questo sistema di comunicazione non si conosce il significato nè l’impiego, l’approccio interpretativo deve avere come punto di partenza l’analisi formale dei segni. L’insieme delle tavolette conosciute, lentamente ma constantemente, si va sempre più incrementando, quindi qualsiasi griglia rischia di essere modificata ad ogni nuovo ritrovamento. Non si sa ancora se i segni conosciuti rappresentano un insieme chiuso o aperto: questo è proprio il fascino delle tavolette enigmatiche.


A cosa servivano le tavolette enigmatiche?

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La bellezza è un enigma. Fëdor Dostoevskij


Progettazione grafica e fotografie di Elena Dalia

Profile for Elena Dalia

Enigma  

Interpretazione personale, grafica e fotografica dei segni incisi sulle "Tavolette Enigmatiche". Concept design per il Museo dell'Alto Mant...

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Interpretazione personale, grafica e fotografica dei segni incisi sulle "Tavolette Enigmatiche". Concept design per il Museo dell'Alto Mant...

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