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Tutto ha inizio dalla semplice, quanto casuale, osservazione di un acquario che va in frantumi. Il liquido che fuoriesce dal suo contenitore viene fermato da scatti realizzati con una macchina fotografica amatoriale (FLUIDorganic, 2007). Gli scatti riprendono attimi in cui l’acqua nella sospensione della caduta assume forme mutevoli, non solo a causa delle proprietà fisiche dell’elemento ma anche dell’incidenza e ricezione della luce. L’unione accidentale di acqua e luce porta Baldelli a lavorare sulle forme, risultato dei suoi esperimenti, a studiarle, compararle, sceglierle, scartarle, in maniera sempre più metodico-ossessiva. Cristallizzare forme in divenire, bloccarle, monumentalizzarle, renderle astratte insieme alla scelta di ridurre al minimale la palette cromatica nelle stampe fotografiche (al massimo sfumature di nero, grigio e blu) rispecchia la sua formazione nell’ambito della grafica. Un’attitudine “scultorea” al lavoro “per via di levare” sviluppata sempre tra-

mite un progetto grafico bidimensionale. L’acqua rappresenta il leitmotiv di alcuni cicli di lavoro e si ricollega spesso alla natura organica del liquido amniotico con un richiamo sempre più forte nelle serie successive. In RESPIRO/luce - buio/APNEA (2008) ora sono plastiche e plexiglass fusi a nuotare letteralmente nell’acqua e ad essere ripresi, colpiti dalla luce, nel loro lento ruotare. Da qui l’artista introduce un nuovo elemento: il ritmo scandito dal respiro (persistenza) e dall’apnea (resistenza). Respiro-apnea / Respiro-apnea / Respiro-apnea / Respiro-apnea / Respiro-apnea / Respiro-apnea / Respiro-apnea / Respiro-apnea / Respiro-apnea / Respiro-apnea / Respiro-apnea / Respiro-apnea / Respiro-apnea / Respiro-apnea / Respiro-apnea /… Un mantra che vive della ripetizione e della serialità e si spande al punto di ritornare alla fonte di una dimensione installativa. Una fitta sequenza di ecografie di un feto compongono un mosaico non


immediatamente riconoscibile, una carta da parati che riveste interamente una delle pareti della galleria e la grande finestra: la luce permette di oltrepassare la materia. Le parole “respiro” e “apnea” da ripetizione fisiologico-vocale diventano scrittura che emerge, ad intermittenza, dal fondo scuro delle microscopie dando un senso sempre più inclusivo. Il ventre materno di AMNIOTIC cell (2011) riferisce ad una protezione unica e ricostruibile solo attraverso l’amplificazione dei ritmi corporei, l’uso di sensi allenati all’ascolto, che non ha sempre il segno positivo dell’accettazione, ma è anche desiderio di escludersi, di essere, solo per un istante, sordi, muti e ciechi. La nascita come “grado zero” della scelta e, allo stesso tempo, immensa possibilità. In una prima fase della ricerca il risultato del suo esperire si riversa nel tentativo di definire delle teorie sui “segni liquidi”, partendo da alcuni dei tanti studi di idraulica di Leonardo Da Vinci. Pur non arri-

vando a canonici risultati scientifici il fascino subito da Baldelli per le discipline “extra-settore” e di sua non stretta competenza come la matematica, la fisica, la medicina, la conducono a lavorare al confine con discipline differenti. La tensione che porta l’artista in limine (sulla soglia) di ambiti eterogenei conferisce una venatura “acida” a tutto il suo lavoro (la sistematicità medico-scientifica del modus operandi ne rispecchia l’intento) e una lettura che permette allo sguardo di non cedere alle lusinghe della pura estetica delle forme. ATLANTIDE (2009) è l’ideale approdo di un percorso, il porto di un mare sconosciuto, di “mondi altri” solo apparentemente lontani e irraggiungibili dove, ancora una volta, sono le forme a far muovere l’immaginazione… Conosciuto, familiare e contemporaneamente ignoto, disturbante, il ritmo dell’esistenza persiste: inspira, trattiene l’aria si immerge e poi inizia tutto da capo, sempre uguale e sempre diverso…


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ELETTROCARDIOGRAMMA DEL NUOTATORE / 2011 project


CV

elenabaldelli

Elena Baldelli 1983, Savona Nel 2007 si diploma in Arti Visive, Pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Brera e si specializza, sempre all’Accademia di Brera, in Arti Visive, Grafica nel 2009. Dallo stesso anno collabora con il dipartimento di Grafica dell’Accademia come tutor per la cattedra di Grafica e Tecniche dell’incisione. Vive e lavora tra Savona e Milano.


2011

1... 2... 3..STELLA. 3 Edizioni del Premio Terna. 1 Mostra a cura di Cristina Collu e Gianluca Marziani, Palazzo Collicola, Spoleto | catalogo AMNIOTICcell - personale a cura di Francesca Di Giorgio e Elena Saccardi, Openlab Gallery, Genova | catalogo

2010 Targetti Light Art Award Selezionata tra gli 11 finalisti del concorso Creatività e sostenibilità a cura dell’Associazione Flangini, Palazzo Thetis, Arsenale Novissimo, Venezia 2009 Connectivity 01
 Terna Prize for Contemporary Art a cura di Gianluca Marziani, Chelsea Museum, New York | catalogo Dialogo e identità Kaiserliche Hofburg, Innsbruk | catalogo Salon Primo. Giovani artisti dell’Accademia di Brera espongono per la prima volta Accademia di Belle Arti di Brera, Milano | catalogo 2008 Premio Terna per l’arte Contemporanea - Trasmettere

energia: una metafora contemporanea, a cura di Gianluca Marziani e Francesco Cascino, Palazzo delle Esposizioni, Roma | catalogo Premio Celeste selezionata per la sezione studenti | catalogo Simposio di Grafica d’arte della durata di 15 giorni su invisto dell’Associazione KAUS di Urbino PS Giovani artisti di Brera Villa San Carlo Borromeo, Senago MI 2007 Premio Nazionale delle Arti Musica, arti visive e design, danza e teatro sezione Arti Grafiche, a cura del Ministero dell’Università e della Ricerca - MIUR, Accademia di Belle Arti di Bologna | catalogo 2006 Rassegna di grafica, Corpo Urbano a cura di Alberto Balletti, in collaborazione con il Gruppo culturale De Portesio e l’Associazione Cineforum CINIT Feliciano, Palazzo della Fondazione Raffaele Cominelli, San Felice del Benaco BS | due cataloghi


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Elena Baldelli | portfolio  

works 2007-2011

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