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MA T


E RA


.04 TRADIZIONI ED USANZE


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Senza fermarsi all’aspetto puramente esteriore e tangibile, la ricerca si muove verso un’analisi della tradizione e del folklore tipici del luogo e delle usanze di chi lo abita. Forte elemento di tradizione è il legame con la religione che raggiunge l’apice della sua espressione nelle feste patronali, come ad esempio la nota festa della Madonna della Bruna. Questi eventi sono da considerarsi vere e proprie feste che coinvolgono l’intera comunità materana, comportando una trasformazione a 360 gradi sia del paesaggio

urbano che dell’abbigliamento di coloro che partecipano attivamente al rito. Tutto si carica di ornamenti ricchi di segni dai molteplici significati culturali e simbolici: le strade sono decorate con festoni luminosi, il carro su cui viene trasportata la Vergine è bardato di fiori di carta e velluti ed è risultato di un lavoro artigianale di mesi. Ciò che emerge in conclusione è un’idea di complessità di simboli accumulati nel corso della storia e trasformati nel significato dal susseguirsi di generazioni e modi di pensare.


.06 SPAZIO QUOTIDIANO

La complessità emergente dalla dimensione sociale, riaffiora in maniera preponderante anche nella vita privata dell’individuo. Gli interni delle case si riempiono di elementi decorativi che seguono una logica di accumulazione, intesa non solamente dal punto di vista visivo ma anche simbolico/ emotivo: gli oggetti si caricano di significati affettivi, spesso legati all’esperienza personale.

Essi risultano così racconti non solamente legati alla memoria e al passaggio di generazione in generazione, ma anche come prolungamento dell’ identità del singolo. E’ per questo che la tendenza delle persone è quella di accumulare di tutto accostando spesso elementi nuovi e innovativi ad altri antichi e tradizionali, creando una sorta di collegamento naturale tra passato e presente.


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Partendo da un analisi

è emersa una particolare

SIMBO M ant enend o in var iato l’aspetto

la tematica della

PREGNANZA è stata analizzata


del luogo e delle sue

TRADIZIONI affezione per il

LICO. fo lkl orist ico car atte r izzan te ,

DI SEGNI su un piano globale.


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.12 ACCUMULO PER PASSIONE

E’ usanza antica quella di tramandare alle nuove generazioni oggetti che possano portare con loro significati narrativi intrinsechi. Nei luoghi in cui questa tradizione è ancora molto sentita vediamo gli ambienti domestici arricchirsi di elementi che si affiancano in soluzioni inattese. Molteplici sono le forme e le estetiche degli oggetti che convivono, raccontando storie di passati lontani e riproponendo universi valoriali e affettivi che gelosamente custodiscono. La “poesia degli oggetti” è oggi divenuta “poesia dell’accumulo”, o della rifrazione

delle cose stesse. Essi infatti, pur se privi di un correlativo oggettivo, non restano muti nel nuovo panorama ma si rivestono di significati nuovi dati dalla loro compresenza. Si assiste alla sovrabbondanza di simboli rappresentativi di molteplici aspetti dell’essere. L’abbondanza di segni non è quindi un mero accumulare superficiale e sconsiderato, ma vuole invece creare una solida struttura di senso: una totalità di gusti e bisogni che va a simboleggiare la moltitudine di sfaccettature dell’animo dell’individuo a cui appartengono.


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.20 CONCEPT DI PROGETTO

I risultati emersi dall’analisi del comfort hanno portato a diverse interpretazioni dell’accumulo per passione tutte altamente significative. Nella scelta della strada da intraprendere, ci siamo rifatte non solo al nostro gusto personale ma anche a motivi pratici di realizzazione. Il concept di progetto che ne è scaturito, si definisce secondo le seguenti linee guida:

_molteplicità; intesa come intreccio di materiali diversi per aspetto stilistico, materico e cromatico.

_ complessità visiva; intesa come oggetto che risulta dalla combinazione/sovrapposizione di singoli elementi che possono differire per determinati aspetti.

_componenti prodotti industrialmente/artigianalmente; ciò per evitare il problema di mancanza di reperibilità di materia prima a lungo termine.

_ natura omogenea dei componenti; intesa come elementi che appartengono alla medesima categoria merceologica ma che, come suddetto, si differenziano fra loro in base agli aspetti già citati.


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.24 COLLEZIONI

Le tipologie di prodotto progettate verranno realizzate secondo tre diverse linee o collezioni. Ognuna di esse si caratterizza per l’impiego di una specifica categoria di materiale che conferirà all’oggetto un determinato aspetto estetico. Oltre a quest’ultimo, anche la componente strutturale varia da caso a caso poichè, in base alla natura del materiale, il prodotto presenterà ad esempio un determinato peso, un dato grado di morbidezza, ecc... Le tre collezioni verranno declinate differentemente sugli elementi di arredo progettati, ma seguiranno una continuità estetica in merito all’uso del materiale e delle combinazioni cromatiche suggerite. Di seguito le specifiche di ogni collezione.

Coll.1: realizzata in tessuti di scarto, disponibili in sette varianti cromatiche, le quali prevedono un colore neutro e sei derivanti da scale di rossi, blu e marroni. Coll.2: realizzata in pellame di scarto, presente nella tonalità cammello. Entrambe le collezioni possono prevedere la stampa di textures appositamente pensate (quattro varianti). Esse possono talvolta mescolarsi con tessuti/pellami di scarto con texture presistenti o lisci.­ Coll.3: realizzata in tessuti lavorati a maglia secondo diversi punti e presenti in otto varianti cromatiche, combinabili secondo le specifiche del prodotto considerato.


.25 PALETTE MATERIALI COLLEZIONE 1

COLLEZIONE 2

COLLEZIONE 3

TEXTURE


.26 DIVANO: METAFORA DELL’ACCUMULO

Dalla riflessione in merito ai diversi prodotti presenti nel panorama del design dell’arredo, tenendo conto delle innovazioni già attuate in questo settore e di ciò che invece ancora è stato poco sperimentato, ci si è concentrati sull’aspetto strutturale e materiale, di un elemento classico quale il divano. L’idea di seduta viene riformulata sulla base degli elementi che la costituiscono, diventando un oggetto ibrido, multifunzionale, dall’estetica insolita. La complessità di elementi strutturali, visibili e non, che costituiscono il divano, deriva da un processo avvenuto nel corso del tempo. Esso ha seguito un percorso di

stratificazione di elementi che si sono addizionati man mano, raggiungendo la configurazione odierna. Questa evoluzione può quindi essere intesa come accumulo di elementi subentrati progressivamente nel tempo. Ciò, a sua volta, si ricollega ulteriormente alla stessa idea di accumulo, precedentemente analizzata, in merito alla tradizione popolare. Infatti anche un prodotto di arredo quale il divano, come tutti lo conosciamo, è frutto di un’ evoluzione di elementi molto basici, quali ad esempio assi di legno, che nel tempo si sono trasformate fino alle ultime soluzioni, allo scopo di rispondere sempre meglio ad esigenze di comfort per l’utente.


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Partendo dalla definizione di “divano”(detto anche sofà) quale sedile imbottito, dotato di braccioli come una poltrona, ma di forma allungata in modo da poter accogliere più persone contemporaneamente, si è riflettuto sui suoi componenti strutturali e le relative funzioni. Si è deciso così di “sezionare” questa tipologia di seduta, individuando gli elementi costitutivi: _telaio, che ne costituisce la base ed è solitamente realizzato in legno o in tubolare metallico.

_ scheletro, parte di sostegno, è data invece dalle cinghie elastiche di gomma, che permettono il classico “molleggio”. _imbottitura, solitamente in poliuretano o fibre poliesteri o piume. Con l’intento di esaltarne la morbidezza al tatto, il poliuterano, espanso o schiumato, può essere rivestito con un soffice strato di ovatta acrilica, che conferisce rotondità al manufatto e pienezza alla pieghe del tessuto. Da quest’analisi prettamente strutturale, è stato messo in atto il processo inverso di decostruzione del divano, immaginando di


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riscomporlo fino al nucleo più interno. Tale procedimento si è svolto secondo tre livelli di profondità, che corrispondono alla ripresa del medesimo numero di elementi. Il primo stadio prevede un intervento sulla superficie esterna, ossia il sedile imbottito, che viene idealmente “spaccato” in due sedute. Si prosegue, in seconda istanza, con una rivalutazione della struttura interna sottostante l’imbottito, costituita, come già illustrato, da una rete di assi in legno, le quali vengono concettualmente rivisitate nella

loro funzione. Infine, l’ultimo livello indaga l’elemento del bracciolo, il quale viene idealmente svuotato per assumere una nuova connotazione. I tre stadi di analisi appena visti, possono suggerire tre diverse linee di prodotti tutte però derivanti dal medesimo processo logico. In conclusione si è giunti ad un risultato di risemantizzazione degli elementi costitutivi e ad una riformulazione dell’idea di accumulo applicata all’ambiente, innovativa sia a livello estetico che concettuale.


.30 ANALISI STRUTTURALE


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SEDUTA

ASSI

BRACCIOLO


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La prima fase di destrutturazione dell’elemento d’arredo studiato, porta ad una risemantizzazione della componente più superficiale, indentificabile con la seduta imbottita. Essa, viene sottoposta ad un processo di rottura formale, che conduce alla genesi di due sedute a sè stanti. Così, l’imbottito contenuto all’interno di esse, diventa basilare elemento estetico e fuoriesce dai cuscini stessi, i quali compongono la seduta. Il divano rimarrà costituito essenzialmente delle assi che lo compongono, diventando a loro volta luogo di seduta. Obiettivo principale di questo prodotto sarà quello di esaltare il processo di genesi al contrario, mostrando il passaggio dalla tradizionale fattura del divano fino alla struttura più nuda, solitamente nascosta.Tale prodotto presenterà una possibilità di scelta, poichè la seduta potrà essere data o dalla rete di assi o dai cuscini che normalmente fungono da appoggio. L’estetica proposta sarà quindi riassumibile secondo due variabili:

_seduta costituita dai sottostanti assi, complementare alle due sedute imbottite estratte; _seduta idealmente divisa, poichè costituita da una parte “negativa” (struttura ad assi) e da una parte “positiva” (cuscino imbottito). In fase di progettazione, si è preso in considerazione anche il concetto di funzionalità del divano; esso è pensato come elemento d’arredo atto ad ospitare un numero definito di persone ( generalmente 2/4 per le forme standard ) in un’atmosfera colloquiale. Seguendo le tendenze odierne che mostrano la necessità di avere a disposizione luoghi e oggetti ibridi, in grado di adattarsi alle varie situazioni, e quindi di trasformarsi facilmente, si è pensato di trasferire tutto ciò all’interno di questa seduta. Questo prodotto può moltiplicare il numero di sedute grazie ad una scomposizione insita nella struttura: i cuscini, pensati per essere usati anche separatamente, altro non sono che una conseguenza logica insita nel processo di studio dell’accumulo.


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.34 TECNICI

100 cm

220 cm


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60 cm

60 cm

80 cm


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.37 PALETTE COLORI


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Procedendo sull’indagine strutturale del divano, dopo una prima analisi dell’elemento più superficiale (sedute imbottite), ci si è concentrati sull’analisi degli elementi più interni: le rete formata da doghe in legno è stata a sua volta sottoposta ad una rivisitazione. Essa è stata estrapolata dalla sua abituale collocazione, per acquistare un esplicito valore del quale normalmente non gode, essendo solitamente nascosta. Quindi questa seconda fase di distruzione dell’accumulo concettuale di elementi porta ad un nuovo utilizzo delle assi in legno. Il nuovo prodotto,si compone di una serie di assi in legno di medesima lunghezza ma di sezioni differenti, tenute insieme da un intreccio accuratamente progettato in maniera tale da creare un’ unione ma, allo stesso tempo, permettere il movimento della struttura.

Per rappresentare al meglio la possibilità di scegliere tra più opzioni riassunte in un unico elemento, è nato un oggetto la cui innovazione strutturale consente una molteplicità di usi e funzioni, assecondando così le esigenze dell’utente. Oggetto che trova la giusta armonia grazie all’incontro di semplicità formale e cura del particolare, visibile nell’attenta ricerca cromatica che caratterizza l’intreccio, il quale assume così sia una valenza strutturale che estetica. La complessità che connota questo prodotto deriva dal processo di genesi che sta a monte. Conseguenza diretta della rivalutazione di un elemento solitamente nascosto, grazie alla nuova risemantizzazione, sfrutta una moltitudine di opzioni insite nel prodotto stesso, mutando la sua essenza a seconda del contesto di utilizzo.


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.40 INTRECCIO


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Il termine intreccio definisce di base una concatenazione di elementi simili o diversi: ovviamente le modalità con cui questo processo avviene sono molteplici, come molteplici saranno poi gli effetti. E’ stato quindi necessario svolgere uno studio preliminare sulle possibili tecniche in merito: nel vasto panorama degli intrecci esistenti nel settore del tessile e della pelletteria, è stato ripreso un procedimento molto semplice che non infierisce sulla mobilità della struttura che viene coinvolta. L’intreccio scelto è dato da una serie di

strisce di materiale (ora tessuto di scarto, ora pelli, ora tessuti di maglieria) in ognuna delle quali vengono praticate asole equidistanti tra loro; esse fanno sì che la medesima striscia di tessuto si incastri tra molteplici assi di legno, fissandosi e allo stesso tempo permettendo mobilità alla struttura. Il motivo così ottenuto risulta all’occhio molto lineare nella realizzazione, ma più articolato nella composizione, in quanto risultante da un mix di striscie diverse per dimensione, texture e colore, ma non per tipologia di materiale.


.42 FUNZIONI

Il prodotto proposto si configura come elemento d’arredo multifunzionale che, grazie alla sua forma, può essere utilizzato in molteplici modi. I principali usi di questa struttura possono essere: _tappeto: sdraiato per terra _ panca:arrotolato su sè stesso _divano:parzialmente arrotolato _doppio sofà:arrotolato al centro _separè: posizionato in verticale

Più in generale questo oggetto può suggerire una serie infinita di forme, variabili a seconda delle esigenze. Può essere utilizzato anche come semplice elemento di decorazione, facilmente adattabile all’ambiente in cui viene collocato, anche grazie alla vasta gamma di materiali e mix cromatici in cui è disponibile questo prodotto. Semplice per uso e struttura, progettato con un design lineare capace di assecondare gusti ed esigenze anche molto diversi tra loro.


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.44 TECNICI

2m

2,5 m


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numero assi piccole: 7

2m

numero assi grandi: 9

2m

10 cm

10 cm 15 cm

20 cm

15 cm 2,50 m X 3

30 cm

2,50 m X 3

numero asole: 16 distanza asole: 45 cm


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.47 PALETTE COLORI


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Il processo di decostruzione concettuale del divano prosegue in fase scuccessiva, ma volendo non ultima, nella rivisitazione dell’elemento del bracciolo. Nato come elemento funzionale ad aumentare il livello di comfort, e successivamente soggetto a numerose varianti di tipo estetico, esso viene completamente svuotato del suo volume interno, lasciando solo il suo involucro. Il tubolare di forma cilindrica così ottenuto, fornisce una nuova ridefinizione della sua natura, fino ad evolversi in un complemento d’arredo multifunzionale e trasformabile, in grado interagire con l’utente in vari modi. I tre tubolari, pensati nella versione doubleface, possono essere usati, all’occorrenza, singolarmente o combinati insieme, andando ad assumere forme e funzioni

diverse in base al contesto in cui l’utente si trova. Tale prodotto si può definire come “complemento d’arredo”, se lo si considera quale un elemento che, come indica il nome stesso, arreda, inserendosi ogni volta in ambienti eterogenei tra loro, con estrema facilità. Esso ha lo scopo di caratterizzare il luogo in cui si trova, conferendogli una certa dose di personalità e mantendendo contemporaneamente un’armonia con l’arredamento dello spazio col quale va a convivere. Questa tipologia di prodotto, venendo inserita in ambienti ogni volta diversi, deve quindi, più di tutte, avere una particolare capacità di adattarsi; si deve poter trasformare in base alle esigenze dell’utente, garantendogli così possibilità di scelta.


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.50 FUNZIONI

Iww tubolari, di tre dimensioni diverse, possono ricoprire diversi usi. Ognuno di loro, grazie alla propria grandezza, si distingue dagli altri due per particolari impieghi e, nel momento in cui si combinano anche solo due di questi elementi, si apre ancora di più lo spettro di funzioni che vengono messe a disposizione dell’utente. Si elencano brevemente qui di seguito le principali opzioni possibili: _porta-oggetti: i prodotti che possono essere contenuti in esso sono diversi, come diverse sono le dimensioni dei tre tubolari; _cuscino: ottenuto mediante un gioco di combinazioni ad incastro tra più tubolari, secondo svariati modi.e facendo appello

alla propria fantasia. _braccioli/schienale: di dimensione variabile se combinati gli elementi insieme. I tubolari prodotti sono caratterizzati, a livello materico, da due aspetti principali: _double-face: accoppiando due tessuti monocromatici oppure tessuto monocromo di base, con un lato arricchito da strisce di tessuti cuciti sopra di esso; _disponibile secondo tre categorie merceologiche differenti: tessuto di scarto, pelle e tessuto a maglia. A seconda della propria personalità, ognuno può scegliere il proprio mix di stile, forme e materia che più gli si addice.


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.52 TECNICI


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imbottitura gomma piuma 1,5 cm

30 cm 70 cm

15 cm

imbottitura gomma piuma 1 cm

35 cm

15 cm 17,5 cm

imbottitura gomma piuma 0,7 cm


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.55 PALETTE COLORI


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.57 PALETTE COLORI


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Laboratorio di Sintesi FInale Politecnico di Milano_Design della Moda_LM2 a.a. 2010/2011 Agnese Portolan matr_ 748060 Camilla Romani matr_ 745770 Roberta Ruozzo matr_745829 Elena Sanfilippo matr_ 749451 Michela Wissdorf matr_ 748533


M/IM gruppo6