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Biblioteca Comunale di Oristano La biblioteca comunale di Oristano ha da poco, maggio 2009, aperto i battenti al pubblico in una nuova sede: L'ospedale Sant'Antonio. E' un edificio a due piani sito nel centro cittadino, di grande importanza storica. Il servizio informazione e pubblica lettura si occupa del prestito e della consultazione in sede dei libri e delle riviste, dei documenti su supporti multimediali (CD rom, CD, DVD), dell'informazione bibliografica e dell'aggiornamento costante delle raccolte. All'interno è presente il servizio di mediateca che permette la ricerca, la documentazione e lo studio con l'utilizzo delle nuove tecnologie di comunicazione. La biblioteca collabora con le scuole a progetti di promozione della lettura. Svolge attività di cooperazione all'interno della Rete Bibliotecaria della Sardegna attraverso la catalogazione partecipata e il prestito bibliotecario.

Vision La direttrice, la dottoressa Enrica Vidali, da poco nuovo gestore dell'Ente, cerca di operare all'interno attraverso soluzioni innovative. Il suo obiettivo è quello di creare una biblioteca di nuova concezione, dove i cittadini si possano incontrare stabilendo relazioni sia intellettuali che affettive, un centro di condivisione e riflessione di saperi, che diventi il nodo centrale di una rete con altre istituzioni culturali. E' proprio questa voglia di fare e questa grande apertura mentale che la distingue, a mio parere dalle altre realtà bibliotecarie.


SFIDA Dal primo colloquio conoscitivo e di reciproco scambio di idee, è subito emersa la sua necessità di avere un nuovo sito ma l'incarico era già stato affidato ad un'azienda cittadina, la Consulmedia. Essa si occupa di sviluppi di software, progetta sistemi e reti di comunicazione, assiste le imprese e gli enti pubblici. Ha sede legale in Oristano e a Pula presso il Parco Scientifico Tecnologico. Il mio compito consisteva dunque di occuparmi unicamente dei contenuti di un ramo del sito: quello riguardante la sede (storia dell'edificio, il suo passaggio da ospedale ad asilo infantile). Per questo motivo ho proposto di integrare anche un nuovo link per una vista virtuale di ogni singola area della biblioteca e di essere messa in contatto con l'azienda in modo che fossi io stessa a occuparmi dell'inserimento delle pagine da me fatte.

La finalità principale del progetto è quella di modernizzare la biblioteca attirando nuovi pubblici con la visione di un edificio che non sia più concepito come lo spazio per i pochi “secchioni”, ma che a 360 gradi permetta la visione di aree in cui l'offerta si è ampliata: più libri e giornali, nuovi supporti musicali; più specializzazione: le nicchie per gli adolescenti, i bambini, gli appassionati di musica, di cinema e viaggi; più autonomia: orientarsi da soli senza dover chiedere dove sia la sala narrativa o dove si trova la zona relax....


Target La sezione da me completata del sito, è rivolta agli appassionati di storia e architettura che troveranno in sintesi e sviluppata nei particolari la

storia

di

un

edificio

dell'età

giudicale tra i più belli della città, alle persone che vanno dai 12 ai 100 anni, che curiosando nel sito della biblioteca, o per prestiti on line o per sapere le ultime novità e attività della biblioteca, si ritrovano a vedere l'interno dell'edificio stesso. MATERIALI E' una grande evoluzione per il nuovo sito culturale oristanese poter avere dei video che consentono il tour virtuale dei locali, ancora non presente nella maggior parte dei siti delle altre biblioteche nazionali. Sono dunque partita nel mio lavoro a curare prima di tutto i contenuti del link “La sede- Storia” attraverso la lettura di alcuni volumi. La questione infantile nell'Italia pre e post unitaria, di Andrea Vigilante- lettura sulla fondazione dell'Asilo Infantile Sant'Antonio (ex ospedale) e sul corso della suo operato in 130 anni;

Bollettino / Archivio storico del Comune di Oristano a cura di Walter Tomasi- origine dell'Ospedale giudicale;


San Mauro intra muros, di Gabriele Luperi- individuazione del sito in cui sorgeva e sorge tutt'ora la chiesa di Sant'Antonio;

Breve storia di Oristano, Lorenzo Manconistoria sul passato giudicale della città di Oristano;

Guida storica di Oristano, A. Melis e Oristano percorsi nell'antica città murata, Mythos iniziative- un giro fra i vari monumenti della città attraverso queste due guide.

Contenuti Recuperato le relazioni di progetto sulle ristrutturazioni avvenute nella struttura da parte del Comune di Oristano e la planimetria, ho scritto il testo sulla storia dell'edificio e l'ho visionato con la tutor. Testo finale: “In sintesi.


La biblioteca comunale dal maggio 2009 è ospitata presso i locali del monumentale ex ospedale ed asilo infantile di Sant’ Antonio,

ristrutturato recentemente e diventato lo

spazio per attività culturali e di spettacolo “Hospitalis Sancti Antoni”. Pur non avendo notizie certe sull' ospedale di Sant'Antonio si desume che esistesse precedentemente all'anno 1335, quando in data 4 aprile, venne citato nel testamento del giudice d' Arborea Ugone II de Bas-Serra. Nel periodo di passaggio tra l'epoca Giudicale e quella del Marchesato di Oristano, il servizio fornito dall'ospedale di Sant'Antonio era quello di dodici posti letto. Col tempo venne costituito un priorato, ma l'ospedale soffriva spesso di periodi di angustie economiche. Il 24 aprile del 1640 l'ospedale fu affidato all'Ordine ospedaliero di San Giovanni di Dio e successivamente, nel 1834, venne trasferito nei locali della chiesa e del monastero di San Martino. Nel diciannovesimo secolo i vecchi locali dell'ospedale di Sant'Antonio furono destinati alle Pie Maestre Venerine, giunte in Oristano per aprirvi il primo asilo infantile della città, la cui inaugurazione avvenne il 20 aprile 1866.” “Leggi. Pur non avendo notizie certe sull'ospedale di Sant'Antonio si desume che esistesse precedentemente all'anno 1335, quando in data 4 aprile, venne citato nel testamento del giudice d' Arborea Ugone II de Bas-Serra. Nel documento, il giudice raccomanda al figlio Pietro, erede al trono, di concedere le usuali provvigioni e far costruire nuovi ambienti destinati appositamente ai pazienti. Erano dunque gli stessi sovrani arborensi a fornire ogni necessario mezzo di sussistenza per garantire agli assistiti una dignitosa degenza e un pietoso conforto. Fu edificato nell'area a ovest del complesso di San Francesco (ex asilo infantile), in una delle aree della città di Oristano a maggior concentrazione di edifici ecclesiastici e conventuali, lungo una via ancora oggi ancora intitolata al santo. In epoca medievale a Oristano chi era ammalato gravemente e non poteva curarsi in casa, veniva portato in questo edificio. Dalle poche notizie pervenute, si è potuto ricavare che nel periodo di passaggio tra l'epoca Giudicale e quella del Marchesato di Oristano (sec.), il servizio fornito dall'ospedale di Sant'Antonio era quello di dodici posti letto, otto per gli uomini e quattro per le donne con personale sanitario composto da un medico e da un chirurgo. Si accoglievano indistintamente infermi, poveri, trovatelli, mentecatti e lebbrosi. Quando Oristano, nel 1479, diventò città regia, venne costituito un priorato e nel 1526 i reali di Spagna conferirono tale priorato a un certo Vincenzo della Penna, succeduto a Bartolo Ponti. L'ospedale soffriva spesso di periodi di angustie economiche tanto che si pensò di provvedere al necessario dei degenti in città, con la questua. Negli anni successivi, pur contando ancora su diversi lasciti concessi da privati, la situazione


dell'ospedale ebbe dei peggioramenti e il colpo di grazia arrivò con l'invasione della città nel1637 da parte dei Francesi, il cui saccheggio indiscriminato provocò ovunque ingenti distruzioni e non risparmiò lo stesso sant'Antonio. Il 24 aprile del 1640 l'ospedale fu affidato all'Ordine ospedaliero di San Giovanni di Dio e questo contribuì a prolungarne le attività sino a che, nel 1834, venne trasferito nei locali della chiesa e del monastero di San Martino per il diretto intervento dell'arcivescovo Giovanni Maria Bua. I canonici di Oristano, il 18 gennaio 1861, vennero invitati a contribuire alla fondazione di una scuola infantile. A tale richiesta essi risposero di non poter dare immediatamente una risposta. Chiesero poi più esplicite informazioni circa la natura del nuovo istituto, dei suoi scopi e sui mezzi con i quali ci si proponeva di sorreggerne il funzionamento. Occorreva anche avere l'adesione del Capitolo locale. Quest'ultimo si dichiarò lieto di contribuire. Nel 1864 ventotto Nel 1865 Raimondo d'Arcais destina all'Asilo il “pio lascito” istituito dalla sua casata nel 1774 a favore dei poveri. Il 20 Aprile 1866 viene inaugurato l'Asilo S. Antonio, affidato alle Figlie della Carità di S. Vincenzo De Paoli che rimarrà in attività per 130 anni, fino al 1986, distinguendosi nell'opera educativa. Entrato a far parte del patrimonio del Comune, il complesso del S. Antonio, dagli anni 90 in poi, è stato oggetto di interventi di ristrutturazione che hanno rispettato le diverse tecnologie costruttive, ancora oggi rilevabili, alcune delle quali impiegano l'arco a sesto acuto, oltre alle volte a crociera e a sesto ribassato. E’ un edificio a due piani, sviluppato attorno ad un chiostro e ad un ulteriore ambiente destinato ad auditorium. Al suo interno è ancora presente la cappella dedicata all’Immacolata. Un primo intervento di restauro ha contemplato il risanamento delle murature, pavimentazioni, coperture, funzionalità e fruibilità di tutto il piano terra. Il secondo lotto di lavori è avvenuto nel 1998 ed interessava anche opere di restauro al primo piano. Il completamento del recupero del complesso S. Antonio si è avuto grazie al POR Sardegna 2000-2006 in base al quale la Regione ha stanziato ingenti fondi per la realizzazione di strutture destinate ad attività culturali e di spettacolo in edifici storici. Grazie a questo intervento il S. Antonio è diventato un importante spazio culturale pubblico, denominato con l'originario nome di “Hospitalis Sancti Antoni”. La presenza della biblioteca comunale opera una sintesi ideale delle funzioni che si sono avvicendate in questo luogo nel tempo: dalla cura del corpo all'educazione e formazione permanete, attraverso la lettura e lo studio, vere e proprie “medicine dell'anima”.


IDEE INIZIALI Mi sono dedicata quindi a fare le foto dei locali della biblioteca utilizzando una macchina

fotografica

Canon

con

cavalletto. Per ogni locale ho fatto in media dieci foto con minima differenza di angolazione l'una dall'altra. Lo scopo era quello di avere più scatti in modo che poi montati con il programma PhotoStitch venisse fuori una panoramica a 360° del locale (selezione delle foto, disposizione in orizzontale o a 360° a seconda della qualità delle immagini, salva il lavoro e visualizza l'effetto). Le panoramiche a 360°

realizzate

possono

poi

essere

visualizzate utilizzando il player gratuito QuickTime della Apple.


PROTOTIPO Completato il mio lavoro di prototipazione delle pagine web, ho iniziato a lavorare all'inserimento di queste nel template costruito dalla Consulmedia.


Funzionalità Come sistema di gestione dei contenuti, essi utilizzano “OpenCMS” le cui caratteristiche principali sono: 

prodotto professionale di tipo open source completamente libero da costi di licenza;

basato su Java/XML in modo da garantire l’indipendenza del prodotto sia dal web server che dal Sistema operativo;

ambiente di lavoro browser based: al fine di permettere l’utilizzo attraverso il browser, quindi attraverso le connessioni Internet;

gestione integrata degli utenti con la possibilità di restringere gli accessi ai contenuti e alle aree protette;

editor WYSIWYG per la creazione dei contenuti HTML senza la conoscenza del


linguaggio; 

pubblicazioni basate sul progetto. ovvero la possibilità di gestire i contenuti e gli aggiornamenti online e offline;

gestione del flusso di lavoro;

versionamento dei contenuti, cioè la possibilità di conservare e gestire le diverse versioni dei progetti.

OpenCMS permette la creazione e manutenzione completa di siti e portali anche accessibili da parte di operatori che non possiedono nozioni tecniche e specifiche di programmazione. Operazioni che si possono effettuare in qualsiasi momento, da qualsiasi parte del mondo, con un PC o un palmare connesso alla rete senza la necessità di dover installare software aggiuntivi: sono sufficienti una connessione ad Internet e un comune browser Web. Uno dei più grossi vantaggi dell’utilizzo di OpenCMS è l’abbattimento di gran parte della mole di lavoro degli addetti alla gestione: la facilità dell’aggiornamento delle informazioni, che avviene con la frequenza desiderata e senza comportare maggiori costi, la riduzione drastica del tempo dedicato alla formazione del personale, l’incremento produttivo direttamente collegato alla qualità del prodotto di comunicazione sul quale si opera. Inoltre la capacità di attualizzare frequentemente i contenuti riduce il rischio di perdere visitatori. Le frequenti modifiche, aggiornamenti visibili in tempo reale, fidelizzano l’utente, trasmettendo un’immagine efficace ed attenta della propria realtà. Questo, inoltre, crea un impulso di ritorno alla visita del sito più frequente rispetto ad una gestione dei progetti web lenta e scoordinata. OpenCMS è un software sviluppato con linguaggio Java e interfacciato ai più comuni database server. L’applicativo è costituito da una parte front end, un pannello di controllo accessibile mediante username e password e visibile attraverso un normale browser Web. L’assegnazione di username e password danno la sicurezza (security system) che solo gli autorizzati possano accedere alle modifiche. Il sistema prevede anche l’assegnazione di specifiche aree di intervento per ogni operatore: ciò permette di intervenire su ogni sezione, oppure di operare esclusivamente su aree specifiche (sottosezioni). Attraverso di esso l’accesso alle modifiche è autorizzato al personale da ogni postazione collegata alla rete, senza che la maschera di modifica sia visibile all’utente finale. Lo stesso strumento gestisce tutte le pagine del sito attraverso semplici maschere, click e operazioni di drag and drop.


La gestione dei contenuti avviene direttamente via web: più operatori autorizzati possono accedervi e apportare modifiche in contemporanea, pur non avendo specifiche nozioni di HTML o altri linguaggi di programmazione. OpenCMS permette gli autori di inserire contenuti accessibili e compatibili con gli standard W3C (World Wide Web Consortium), sviluppa tecnologie che garantiscono l'interoperabilità (specifiche, guidelines, software e applicazioni) per guidare il World Wide Web fino al massimo del suo potenziale agendo da forum di informazioni, comunicazioni e attività comuni. Dopo questo preambolo descrittivo sul CMS, veniamo ad illustrare come ho inserito i miei contenuti sulla sezione storia e sulla sezione tour virtuale. Come detto, la prima operazione da fare è l’inserimento di username e password in una pagina di accesso: gli utenti possono essere creati a discrezione dell’amministratore di sistema che può decidere anche di limitare a delle zone specifiche del sito i vari utenti creati e di consentir loro operazioni limitate.

Il sistema è “user-friendly” in quanto il suo aspetto e la gestione a cartelle dei contenuti ricorda “Gestione Risorse” presente nei sistemi operativi Microsoft Windows, in cui esiste una parte dove viene mostrata la struttura ad albero delle cartelle mentre in una zona centrale di dettaglio viene mostrato, appunto, il dettaglio delle cartelle selezionate.

La gestione dei contenuti delle singole pagine avviene grazie a FCKeditor, un editor Open Source di tipo WYSIWYG (What You See Is What You Get). La semplicità è data anche dal fatto che questo editor è simile a “Microsoft Word” per cui l’utilizzo diventa intuitivo e


l’apprendimento del nuovo strumento quasi immediato. Ho inserito il testo già predisposto sulla storia dell'edificio che ospita la Biblioteca dapprima in sintesi poi la versione intera e infine la bibliografia tramite copia e incolla utilizzando la modalità “Plain Text” con la quale viene incollato il testo senza le formattazioni inserite con il word processor utilizzato. L'eventuale formattazione sul testo è resa possibile dagli strumenti messi a disposizione dell'editor integrato nel CMS che consente di formattare il testo senza perdere l’accessibilità delle pagine, indispensabile per i siti delle Pubbliche Amministrazioni che devono seguire le "linee guida per l'accessibilità ai contenuti del web" nonché i principi della "legge Stanca".

Le altre risorse (immagini, visite a 360°) sono state inserite utilizzando la funzionalità di upload fornita dal CMS che mi ha consentito di trasferire le risorse dal disco del mio computer sul server utilizzato per il sito web. Nei template realizzati dalla Consulmedia ho collegato le risorse (immagini e visite a 360°) inserendo il riferimento nella relativa pagina. Per quanto riguarda le immagini OpenCMS offre la possibilità di ridimensionarle senza dover ricorrere all’uso di software di foto-ritocco esterni. In pratica il CMS crea automaticamente la copia dell'immagine in formato ridotto che viene visualizzata nella pagina, mentre la visualizzazione nel formato normale viene affidata ad un player open source (Multibox) che è in grado di gestire formati differenti di risorse mulitmediali (fra i quali anche il formato movie utilizzato per le visite a 360°).

Stato attuale Allo stato attuale il progetto è stato salvato ma non ancora pubblicato poiché gli esperti della Consulmedia stanno ancora lavorando ai contenuti delle altre sezioni.


Traiettoria Il mio progetto potrebbe essere sviluppato creando un tour virtuale anche per le sedi decentrate, in modo tale che anch'esse siano rese visibili ad un più ampio pubblico e si abbia così una maggior affluenza ai locali.

I ringraziamenti vanno: alla tutor aziendale Dott.ssa Enrica Vidali per la sua disponibilità;

al responsabile della società Consulmedia Ing. Angelo Marras per la sua grande professionalità;

al Dott. Marco Marongiu per il suo appoggio e la sua pazienza;

alla tutor d'aula aiuto.

Dott.ssa

Anna Maria

Crasta per la sua comprensione e il suo


Bibliografia Breve storia di Orristano / Lorenzo Manconi. Cagliari : Edizioni della Torre, 1993. La chiesa di San Mauro intra muros in Oristano : scoperte documentali / Gabriele Luperi. Giudicato d’Arborea e Marchesato di Oristano: proiezioni mediterranee e aspetti di storia locale: atti del I^ Convegno internazionale di studi, Oristano, 5-8 dicemmbre 1997 / a cura di Giampaolo Mele. Oristano : Istar, c2000. Vol. II, pp. 661-667. Guida storica di Oristano / A. Melis. Rist. anastatica. Cagliari : GIA, 1988 Oristano : percorsi nell’antica città murata / [a cura di] La memoria storica. Oristano : Mythos iniziative, c2004. L’ospedale giudicale e la chiesa di Sant’Antonio: il passaggio all’ordine di San Giovanni di Dio / Antonella Casula, Walter Tommasi. In Bollettino / Archivio storico del Comune di Oristano. Cagliari : Arxiu de tradicions ; Oristano : Comune di Oristano, 20087-. A. II, N. 3 Dicembre 2008, pp. 7-30. La questione infantile nell’Italia pre e post unitaria : il caso Oristano, nascita e sviluppo dell’ Asilo Sant’Antonio / Andrea Vigilante. Roma : Anicia, c2007. Relazione di progetto del Comune di Oristano del 25-02-1998. Relazione di progetto del Comune di Oristano del 2004.

Sitografia www.opencms.org. www.comune.oristano.it


ID La prima rivista di interaction design