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MURAKAMI HARUKI

1Q84

Libro 3 OTTOBRE-DICEMBRE

EINAUDI


Murakami Haruki 1Q84 Libro 3. Ottobre-dicembre

murakami haruki

Traduzione Giorgio Amitrano

La conclusione della storia che ha incantato milioni di lettori in tutto il mondo (più di centomila solo in Italia) tenendoli col fiato sospeso sul destino di Aomame e Tengo. La terza parte di 1Q84 si apre con Ushikawa: abbandonato il lavoro di avvocato, lasciato da moglie e figli, l’uomo, così brutto da suscitare repulsione in chiunque lo incontri, ora vive da solo e fa il detective privato. Il suo incarico, commissionato dalla Setta, è di rintracciare Aomame, ma quando si rende conto che la ragazza risulta nascosta da qualche parte ed è praticamente irraggiungibile, decide di concentrarsi su Tengo: qualcosa gli dice che se riuscirà a trovare lui, prima o poi salterà fuori anche lei. Affitta perciò una stanza nel condominio di Tengo e piazza una videocamera davanti all’ingresso della sua casa, per sorvegliare chi entra ed esce. L’intuizione di Ushikawa è corretta e il suo piano avrebbe successo se non fosse per l’entrata in scena di Tamaru (il factotum della «signora» per conto della quale Aomame vendica le donne che hanno subito violenza), che blocca il detective un attimo prima che possa mettere le mani sulla ragazza. Quel grande affabulatore contemporaneo che è Murakami Haruki ha saputo, con la trilogia di 1Q84, creare un universo allo stesso tempo autonomo e sinistramente prossimo al nostro: in questo terzo libro si appresta a scioglierne tutti i misteri, a rispondere alle domande con cui nel precedente volume ha stregato i suoi lettori. Poche volte come in questo caso si può parlare di un romanzo che contiene mondi: tante e tali sono le suggestioni, i temi, le ossessioni a cui riesce a dare forma Murakami. Dalla natura della realtà agli inganni della percezione, dal riaffiorare della memoria al mistero del desiderio, dalla componente carismatica del potere agli elementi più oscuri e distruttivi dell’animo umano. Ma 1Q84 è soprattutto una grande storia di amore: la storia di un ragazzo e una ragazza pronti ad attraversare universi per tenersi per mano ancora una volta.

Murakami Haruki è nato a Kyoto nel 1949 ed è cresciuto a Kobe. Tra gli ultimi romanzi pubblicati da Einaudi: Kafka sulla spiaggia, After Dark, L’arte di correre e 1Q84, Libro 1 e 2.


1Q84

supercoralli • € 18,50 • pp. 400 • 978880620829-5

«Un’opera di un’esasperante, brillante e avvincente originalità, apparentemente leggera nello stile ma dotata di un genio vibrante, di ambizione e intelligenza». «The Times» «L’incantatore giapponese ha costruito a Tokyo un 1984 alternativo e, con il suo narrare scaltro che crea dipendenza, ci fa appassionare a dei personaggi che si muovono in una trama inconsueta fatta di sette, cospirazioni e lotte». «The Independent»


Ushikawa Dopo che i due furono usciti, Ushikawa spense il registratore e aprí un cassetto della scrivania: tirò fuori un pacchetto di Seven Stars e se ne accese una. Inalò a fondo il fumo e lo espirò con forza guardando il soffitto. Poi, sempre con la testa rivolta in alto, chiuse gli occhi e restò in quella posizione per un po’. Quindi riaprí gli occhi e guardò l’orologio alla parete. Le lancette segnavano le due e mezzo. «Tipi davvero sinistri», pensò di nuovo. Se non troviamo Aomame, saremo nei guai, noi e lei, aveva detto il Rasato. Aomame Aomame continuava a guardare ogni sera, senza un solo giorno di pausa. Osservava il parco senza leggere libri né ascoltare musica, ignorando tutti i suoni che provenivano dall’esterno. Quasi non cambiava posizione. Il suo unico movimento consisteva, a volte, nel sollevare il viso, quando la notte era senza nuvole. Lanciava uno sguardo al cielo e controllava che ci fossero ancora due lune. Poi tornava subito a fissare il parco. Lei guardava il parco, e le due lune guardavano lei. Ma Tengo non si faceva vedere. Tengo

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Tengo guardò di nuovo fuori dalla finestra, e osservò i colori del tramonto che nel cielo, a ovest, si facevano piú cupi. Pensò alla crisalide d’aria che emanava una pallida luce azzurrina e ad Aomame bambina che vi era distesa, addormentata. Quella crisalide d’aria sarebbe apparsa ancora? Il tempo aveva davvero la forma di una linea retta? – Sono arrivato a un punto di non ritorno, – disse Tengo.


Dal più importante autore inglese contemporaneo, un appassionante romanzo di spionaggio nell’Inghilterra degli anni Settanta

Ian McEwan Miele

Ian McEwan

Traduzione di Maurizia Balmelli

«Mi chiamo Serena Frome e poco meno di quarant’anni fa mi mandarono in missione segreta per il British Security Service». Siamo tra la fine degli anni Sessanta e l’inizio dei Settanta. La Guerra Fredda è terribilmente calda e la rivoluzione sessuale con la sua invasione di minigonne non contribuisce ad abbassare la temperatura. In una Cambridge agitata dai primi fermenti della contestazione, Serena studia matematica ma riversa le sue ambizioni letterarie in un giornale studentesco dove cura una rubrica editoriale. Scrivendo di libri scopre di essere diversa dalla massa dei suoi coetanei, generalmente orientati a sinistra: recensisce entusiasta Solženicyn, Miłosz, Koestler e tutti gli altri autori che, direttamente o indirettamente, criticano o soffrono la censura del blocco sovietico. Nel frattempo intreccia una relazione con un professore di storia, Tony Canning, cinquantenne, sposato, che fin dai tempi della guerra aveva collaborato con i Servizi inglesi. Insomma: una spia. Sarà lui a introdurre Serena all’interno dell’MI5, il controspionaggio inglese. E cosa c’è di più eccitante per una ragazza romantica, sognatrice e un po’ ingenua che giocare alla spia? Alcuni mesi dopo, a Serena viene affidato un incarico: gestire il finanziamento da parte dei Servizi, attraverso una Fondazione di facciata, di alcuni scrittori, giornalisti, intellettuali «non allineati» all’ideologia egemone – socialista, filocomunista o filosovietica – dell’intellettualità britannica. Non si tratta di intervenire su ciò che scrivono ma di «facilitargli la vita», sovvenzionandoli, di modo che possano scrivere e pubblicare i loro testi. Blandirli, attirandoli come api al miele. Nome in codice: «Operazione Miele». Solo l’immaginazione di McEwan poteva creare una spia tanto improbabile (ma adorabile) quanto Serena: eppure, come sempre nei suoi romanzi, il ribaltamento dei cliché è un gioco serissimo, un’indagine sulle relazioni e sulle menzogne che le tengono in piedi. La penna con cui McEwan ci riconsegna gli anni Settanta non è certo intrisa nel miele della memoria: con la lucidità spiazzante che gli è propria, l’affresco che ne fa l’autore di Espiazione spazza via tutti i luoghi comuni su quegli anni. Un romanzo che guarda a Le Carré e a Graham Greene, ma che è anche una riflessione sulla scrittura, un grande atto d’amore verso la letteratura e il suo potere di ribaltare la verità, di trovare una via di fuga anche quando tutto sembra perduto. Ian McEwan è nato nel 1948 ad Aldershot. Tra i suoi ultimi romanzi pubblicati da Einaudi ricordiamo: Espiazione, Sabato, Chesil Beach e Solar.


Miele

supercoralli • € 19,00 • pp. 350 • 978880621405-0

«McEwan dimostra ancora una volta che in Inghilterra non esiste romanziere migliore». «The Globe and the Mail»


Come inizia…

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Mi chiamo Serena Frome (fa rima con bum) e poco meno di quarant’anni fa mi mandarono in missione segreta per il British Security Service. Non ne sono tornata illesa. Mi scaricarono nel giro di diciotto mesi, dopo che ebbi screditato me stessa e distrutto il mio amante, che pure non fu estraneo alla propria rovina. Sono la figlia di un vescovo anglicano e con mia sorella siamo cresciute entro i confini della cattedrale di una graziosa cittadina dell’Inghilterra orientale. Casa mia era gradevole, ordinata, splendente, piena di libri. Nostro padre aveva una fede in Dio sommessa e ragionevole che con le nostre vite interferiva poco ed era sufficiente a fargli scalare la gerarchia ecclesiastica senza scossoni e a sistemarci in una confortevole casa in stile Queen Anne. La casa dominava un giardino cintato con antiche aiuole di piante perenni che ben conoscevano, e tutt’oggi conoscono, coloro che se ne intendono di piante. Assoluto equilibrio, insomma, invidiabile, per non dire idilliaco. Siamo cresciute all’interno di un giardino cintato, con tutti i piaceri e le limitazioni che ciò comporta. Gli ultimi anni Sessanta alleggerirono senza sconvolgere le nostre esistenze. Alle superiori, non ho mai saltato un giorno di scuola se non perché malata. Verso la fine dell’adolescenza ci furono le pomiciate sul muro di cinta, come usavano chiamarle, gli esperimenti con il tabacco, l’alcol e un po’ di hashish, i dischi di rock and roll, i colori che si facevano più vivaci e le relazioni più intense tutt’intorno. A diciassette anni io e le mie amiche eravamo timidamente e gioiosamente ribelli, ma facevamo i compiti, studiavamo a memoria e snocciolavamo verbi irregolari, equazioni e moventi dei personaggi letterari. Ci piaceva pensarci cattive ragazze.


Einaudi NovitĂ  Novembre Dicembre

2012


Einaudi NovitĂ  novembre dicembre 2012

Enzo Bianchi, Nella natura delle cose Nicolai Lilin, Storie sulla pelle

I LIBRI DEL MESE


Dall’autore di Ogni cosa alla sua stagione, un poetico e privato De Rerum Natura

Enzo Bianchi Nella natura delle cose

I LIBRI DEL MESE

2

Dopo aver dato voce ai giorni e alle stagioni, al tempo passato e a quello presente, Enzo Bianchi esplora adesso la natura e i suoi elementi: fiori, rocce, alberi, ghiacciai. Una mappa personale – e universale – dei luoghi della vita e dell’anima. «Come non sentire una comunione con le pietre, i sassi, questo memoriale della storia della terra e anche del cosmo? Come non contemplare con riconoscenza e gratitudine perché ci sono e, fedeli, restano là?» Dopo aver dato voce ai giorni e alle stagioni, al tempo che fu e a quello presente, all’amicizia e alla vecchiaia, Enzo Bianchi ci accompagna, con questo libro, in un’esplorazione della natura e dei suoi elementi. Protagonisti di queste meditazioni, infatti, sono le cose: le cose che non possono parlare, che non possono muoversi, ma che riescono ugualmente a comunicare. Il loro linguaggio, ci racconta Bianchi, non è fatto di parole, eppure si può ugualmente percepire, come una vibrazione, come un’onda, come un canto soffuso. Basta ascoltare con umiltà, osservare con occhi attenti. Accompagnando l’autore per le strade che circondano il monastero di Bose o nei suoi numerosi viaggi, si incontrano cosí pietre che sono fiori che non appassiscono, alberi sentinella che indicano la strada giusta da prendere, rocce che invitano a fermarsi e a riposarsi sul ciglio della strada o ghiacciai che cantano come giovani spose adornate con la schiuma delle cascate. Quello che scaturisce da queste pagine è un’ipotesi di vita morale, il racconto della storia di un uomo e insieme della nostra storia, della storia della terra e del cosmo. Con una scrittura sapienziale e suggestiva, Enzo Bianchi ci conduce in un viaggio nel tempo e nella vita che risiede nella natura che ci circonda, la natura da cui siamo nati e in cui torneremo a scorrere.

Enzo Bianchi (Castel Boglione, Monferrato, 1943) è fondatore e priore della Comunità Monastica di Bose e autore di numerosi testi sulla spiritualità cristiana e sulla tradizione di dialogo della Chiesa con il mondo contemporaneo. Collabora con «La Stampa», «Avvenire», e in Francia con «La Croix» e «Panorama». Per Einaudi ha curato Il libro delle preghiere (ET Poesia 2005), Poesie di Dio (ET Poesia 2005), Regole monastiche d’Occidente (I millenni 2001), e pubblicato La differenza cristiana (Vele 2006), Il pane di ieri (Frontiere 2008), Per un’etica condivisa (Vele 2009), L’altro siamo noi (Vele 2010), Ogni cosa alla sua stagione (Frontiere 2010, NumeriPrimi 2012) e Insieme (Super ET 2010).


3 I LIBRI DEL MESE

FRONTIERE • € 17,00 • pp. 160 • 978880621275-9

Ormai anziano so che presto sarò piú vicino alle pietre, sarò terra che si mescolerà con la terra cosí abitata da pietre. E forse una pietra dura, posta a segnare il luogo dove io sarò collocato nella terra, testimonierà per me.


«Vuoi una storia per il tatuaggio? Non ce l’ho, ne ho mille»

Nicolai Lilin Storie sulla pelle

I LIBRI DEL MESE

4

Aiutato dalle fotografie e dai disegni che accompagnano le storie, Nicolai Lilin si addentra in un territorio che nessuno ha mai esplorato e ci mostra il mondo dei tatuaggi siberiani con il linguaggio potente e spietato che lo ha reso famoso. «Non c’era un tatuaggio uguale a un altro. Si ripetevano i soggetti principali, però i particolari cambiavano. Dopo un po’ ho capito che il segreto doveva essere proprio nei dettagli e allora ho cominciato ad analizzarli: era come cercare d’imparare una lingua straniera senza nessuno che te la insegnasse». Nicolai Lilin, in Educazione siberiana – di cui presto uscirà il film diretto da Gabriele Salvatores, con John Malkovich – raccontava di come i tatuaggi fossero un labirinto di simboli attraverso cui si comunicavano informazioni segrete che dovevano rimanere all’interno della comunità criminale. Un tempo i «criminali onesti» si facevano tatuare a mano dal kol´šik, un uomo piú saggio degli altri, una specie di sacerdote a cui si confessava la propria vita perché lui la potesse tradurre in un codice cifrato. E cosí i corpi, alla fine, raccontavano delle storie: delle storie che ti portavi addosso per sempre. Nel nuovo libro di Nicolai Lilin, la voce narrante del giovane Kolima ci accompagna alla scoperta dell’universo ormai scomparso e dimenticato degli anziani criminali siberiani, raccontando le avventure di un ragazzo che tenta di avvicinarsi alla tradizione del tatuaggio e fa i conti con le sue regole rigide e misteriose. Proprio nel momento in cui avviene il drammatico distacco tra il mondo degli anziani e quello dei giovani, sullo sfondo caotico e violento del grande cambiamento che ha travolto la periferia sovietica dopo il crollo del Muro di Berlino, al crepuscolo del grande impero.

Nicolai Lilin è nato nel 1980 a Bender, in Transnistria. Dal 2003 vive in Italia. Presso Einaudi ha pubblicato i romanzi Educazione siberiana (Supercoralli 2009), tradotto in ventitre Paesi, Caduta libera (Supercoralli 2010, Super ET 2011) e Il respiro del buio (Supercoralli 2011). Educazione siberiana è diventato anche un film di Gabriele Salvatores, in uscita nel 2012.


5 I LIBRI DEL MESE

SUPERCoralli • € 18,50 • pp. 200 • 978880621414-2

Tu dici di voler diventare un kol´šik e non sai neppure cosa significa. Eccoti la prima lezione, piede scalzo: le parole sono il cane che hai a casa, i disegni dei tatuaggi sono il lupo che incontri nel bosco: fisicamente somiglia al cane, ma ogni sua mossa ti prende di sorpresa e ti chiarisce che è lui il padrone. Non siamo noi a dominare i simboli, sono loro a muovere la nostra vita.


Paul Auster Philip Roth Racconti gastronomici Marco Presta Patrick Modiano Melania G. Mazzucco Valeria Parrella Fernando Pessoa Album Morante

narrativa


«Una porta si è chiusa. Un’altra si è aperta. Sei entrato nell’inverno della tua vita»

Paul Auster Diario d’inverno Traduzione di Massimo Bocchiola

«Pensi di essere l’unica persona al mondo a cui queste cose non capiteranno mai e poi, una volta, iniziano a succederti, proprio nello stesso modo in cui capitano agli altri».

Entrato nell’inverno della vita, Auster ripercorre le stagioni precedenti passando in rassegna ciò che il tempo gli ha lasciato in eredità, a cominciare dalle cicatrici che i giorni gli hanno scritto sul corpo. Non lascia fuori niente, lo scrittore di Brooklyn, mettendosi a nudo con una sincerità tanto straziante quanto salvifica: ogni cicatrice, ogni segno gli ricorda i pericoli (quando ha distrutto la macchina tornando da una vacanza, quando è stato colpito in testa da un vicino con un rastrello), i piaceri (la sua costante passione per le donne), il dolore (i litigi con i compagni), i turbamenti (il primo rapporto sessuale in un bordello) che ha vissuto. Come uno speleologo dell’esistenza, Auster scende dentro se stesso e capisce – e il lettore con lui – che ogni discesa dentro di sé è anche un viaggio nel tempo. Alla fine di questo diario che suona come una confessione, allo scrittore rimangono soltanto domande: quante ore ha passato con la moglie, quante abbracciando i figli, quante con la penna in mano, ma, soprattutto, quante gliene rimangono ancora?

Paul Auster è nato nel 1947 a Newark, in New Jersey. È vice-presidente del PEN American Center. Ha scritto romanzi, poesie, sceneggiature e saggi. Ha tradotto Mallarmé e Joubert. Delle sue ultime opere pubblicate per Einaudi ricordiamo: Il libro delle illusioni (Supercoralli 2003, Super ET 2006), L’invenzione della solitudine (ET Scrittori 2005), Mr Vertigo (ET Scrittori 2006), Uomo nel buio (Supercoralli 2008), Invisibile (Supercoralli 2009, Super ET 2011) e Sunset Park (Supercoralli 2010). Nel 2011 è stato pubblicato il volume Romanzi 2 (Super ET) che raccoglie La musica del caso, Leviatano e Mr Vertigo.

supercoralli • € 17,50 • pp. 170. • 978880621306-0

7 NARRATIVA

In nessun altro libro Paul Auster era stato tanto spietato. Forse perché questa volta si tratta di arrivare alla verità, quella piú nascosta, quella piú amara, senz’altro quella piú dolorosa. La verità su se stessi.


Il terzo romanzo del grande scrittore americano, pubblicato per la prima volta nel 1967, oggi in una nuova traduzione

Philip Roth Quando Lucy era buona Traduzione di Norman Gobetti

Da bambina Lucy Nelson vede il padre alcolista finire in galera. Da quel giorno ha cercato di redimere qualunque uomo le capitasse intorno, per la rovina sua e dei suoi amanti.

NARRATIVA

8

«Una grande, poderosa tragedia, terribile come la vita». Stanley Elkin

Quando Roy e Lucy iniziano a uscire insieme, lui lo fa perché sta cercando se stesso, lei perché non sopporta piú una madre remissiva e un padre ubriacone. Si innamorano, o cosí credono. Quando Lucy cede alle estenuanti insistenze, alle canzoni romantiche e alle parole rassicuranti di Roy e «va fino in fondo», rimane incinta. Da quel momento in avanti, come in una tragedia greca in cui, qualunque cosa si faccia, non si può sfuggire al destino, tutto precipita. Lucy non vuole ripercorrere le orme della madre, non vuole diventare la moglie di un uomo egoista, debole e fallito, ma si convince di essere già quel tipo di donna, trascinando il matrimonio – e se stessa – alla rovina. Uscito subito prima del Lamento di Portnoy, questo terzo romanzo di Philip Roth contiene già tutto il sarcasmo, l’ironia tagliente, l’inquietudine morale delle opere della maturità. Ma possiede una caratteristica che lo rende una stella solitaria e preziosa: è l’unico romanzo del maestro di Newark ad avere per protagonista una donna. Con Lucy, Roth consegna alla storia della letteratura un personaggio agghiacciante e commovente – incarnazione di una donna che lotta per non sprofondare nella propria follia.

Philip Roth è nato a Newark, nel 1933. Tra gli ultimi romanzi pubblicati da Einaudi ricordiamo: L’umiliazione, La controvita, La mia vita di uomo, Goodbye, Columbus.

supercoralli • € 19,50 • pp. 280 • 978880621086-1


«Fatemi vedere che cosa mangia e vi dirò che uomo è»

Racconti gastronomici A cura di Laura Grandi e Stefano Tettamanti

Oggi si parla moltissimo di cucina. In libreria, al cinema, in tv, sul web, è un continuo spuntare di ricette e diete proposte da cuochi famosi, profeti dell’alimentazione o buongustai travestiti da filosofi. La letteratura – bisogna riconoscerlo – c’era arrivata prima di tutti. Da millenni infatti gli scrittori danno da mangiare e da bere ai propri personaggi. Adamo ed Eva si giocarono il paradiso per una mela; Esaú vendette la sua primogenitura per un piatto di lenticchie. Ma se gli scrittori nutrono i loro personaggi, è perché questi nutrano i lettori: i pranzi serviti sulla pagina svelano, come per magia, la visione del mondo di chi si mette a tavola. Forse per questo, come dice Aldo Buzzi, lo scrittore che non parla mai di cibo «ispira diffidenza, come se mancasse di qualcosa di essenziale». Il lettore sarà deliziato dalla poesia sprigionata dalla descrizione di una bouillabaisse (Thackeray), di un risotto alla milanese (Gadda) o di un’aringa marinata (Vittorini), si divertirà nel sentire parlare di cibo Cervantes o Campanile, mentre con Zola, Pirandello o Karen Blixen si commuoverà piú che se tagliasse una cipolla.

Laura Grandi e Stefano Tettamanti sono soci nell’agenzia letteraria Grandi&Associati. Hanno pubblicato Il calendario del laico (Mondadori 1998), Il calendario goloso (Garzanti 1999), Nuovo calendario goloso (Garzanti 2000), Atlante goloso (Garzanti 2001) e Sillabario goloso (Mondadori 2011).

supercoralli • € 20,00 • pp. 300 • 978880621351-0

9 NARRATIVA

ˇechov Venticinque racconti sublimi: da C a Roald Dahl, da Maupassant a Benni, mai cibo e letteratura si sono sposati cosí bene.


Il coniglio ruggisce ancora: dall’autore di Un calcio in bocca fa miracoli, un nuovo divertentissimo romanzo

Marco Presta Il potere del prezzemolo La storia di un uomo che ha il potere di dare vita a un mondo migliore. Un libro comico e intelligente che mostra l’Italia che potrebbe essere.

NARRATIVA

10

In un bar di periferia una signora di mezza età lancia un grido: improvvisamente, le si sono sgonfiati i seni rifatti. Nessuno sa come sia possibile. Nessuno tranne Giovanni, un vivaista che ha un potere straordinario: al suo passaggio, le cose tornano al loro aspetto originario, al proprio ordine naturale. Cosí, in pochi giorni, il Paese è investito da una serie di cambiamenti eccezionali: gli elettori votano per l’unico candidato onesto e sconosciuto di una lista civica; l’autore di un morbosissimo libro di successo viene aggredito verbalmente e fisicamente, nel corso di una presentazione, dai suoi mansueti ascoltatori; i quotidiani iniziano a pubblicare notizie vere ma scomode. Ma, si sa, non a tutti piacciono i cambiamenti. E i servizi segreti, preoccupati dalla piega che le cose stanno prendendo, si mettono sulle tracce del «mostro». Giovanni non ha altra scelta che fuggire. Aiutato da Granchio – un ometto enigmatico e bizzarro che gli farà da scorta e con cui stringerà una sgangherata amicizia – intraprenderà un viaggio che lo porterà lontano, dove non sapeva di poter arrivare. Marco Presta è uno dei piú popolari autori e conduttori radiofonici italiani. In coppia con Antonello Dose anima da molti anni la mattinata di Radio 2 con «Il ruggito del coniglio». Scrive su «Il Messaggero» e su «Il Misfatto », allegato satirico de «il Fatto Quotidiano». Per Einaudi ha pubblicato Un calcio in bocca fa miracoli (I coralli 2011, Super ET 2012) e Il paradosso terrestre (Super ET 2012).

I Coralli • € 16,00 • pp. 200 • 978880621350-3


«Quando l’avvenire si realizza, tutto l’orizzonte si esaurisce?»

Patrick Modiano L’orizzonte Traduzione di Emanuelle Caillat

Jean Bosmans ha l’abitudine di annotare i ricordi su un taccuino. Cosí, a partire da un semplice nome, riaffiora nitidamente il ricordo di una storia d’amore vissuta alla fine degli anni Sessanta, con Margaret Le Coz. Margaret allora era una giovane bella, volubile e misteriosa. Di lei sapeva soltanto che era nata a Berlino, che era arrivata in Francia con la madre senza aver mai conosciuto il padre e che era passata da un collegio all’altro. Era inquieta, tormentata da un segreto e perennemente pronta a scomparire. Durante l’ennesima fuga, Margaret incontra Boyaval, un uomo ossuto e inquietante, che inizia a perseguitarla. Scappa ancora, ma l’uomo non le dà tregua, cosí come la incalzano alcuni misteri venuti a galla dal suo passato, spettri che la costringono a nascondersi e ad abbandonare Parigi senza dare spiegazioni, neppure a Jean. Quarant’anni dopo, Jean, diventato uno scrittore, la cerca su internet: a Berlino, una donna che risponde a quel nome figura come proprietaria di una libreria. Deve andare a trovarla. Nell’ultimo splendido libro di Modiano si ritrova tutto il suo universo: la scrittura musicale e tesa come un filo, la necessità della ricerca costante (di un amore, di un segreto, del passato) e una galleria di personaggi misteriosi e indimenticabili. Patrick Modiano, nato nel 1945 a Boulogne-Billancourt, è uno dei piú importanti narratori francesi contemporanei. Con Rue des boutiques obscures, nel 1978, ha vinto il Premio Goncourt. Autore di numerosi romanzi e racconti, nel catalogo Einaudi sono presenti: Sconosciute, Bijou, Un pedigree e Nel caffè della gioventú perduta.

l’arcipelago einaudi • € 12,50 • pp. 170 • 978880620767-0

11 NARRATIVA

Quarant’anni dopo il loro incontro un uomo parte alla ricerca della donna amata, persa e mai dimenticata. Un romanzo d’amore in cui il passato diventa futuro.


Un racconto di Natale, d’amore e d’amicizia: come palpitano i sentimenti universali nel cuore dei cani e degli animali parlanti

Melania G. Mazzucco Il bassotto e la Regina

NARRATIVA

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Un bassotto canterino innamorato di una sinuosa levriera afghana. Un amore impossibile. Una favola per chi crede che niente è impossibile. Platone è un bassotto dal pelo lungo e la coda a pennello. Un cane da salotto, di quelli nati per fare compagnia agli uomini. A Yuri, per esempio, studente di filosofia «con gli occhiali sempre appannati». Ma durante le vacanze Yuri segue Ada su una nave da crociera, lasciando il bassotto alle cure del portiere. E proprio nella solitudine della notte di Natale avviene per Platone l’incontro che gli cambierà la vita. Nella cantina del palazzo, il Tatuato nasconde scatoloni pieni di animali di contrabbando: scimmie, iguane, serpenti a sonagli, una vecchia tartaruga leopardo di nome Leo, e lei, la Regina, un’elegante levriera afghana, giovanissima, «poco piú che un gomitolo di neve». Per Platone è il colpo di fulmine. Ma il cuore della Regina è altezzoso, e neanche le canzoni che il bassotto intona giorno e notte per tenerle compagnia riescono a sedurla. A raccontarci questa storia tenera e profonda, dal suo osservatorio speciale tra le foglie di un albero, un pappagallo che conosce tutte le lingue del mondo, e tutte le pieghe dell’anima. Melania Mazzucco ci appassiona e ci commuove col piú classico dei generi, regalandoci una favola di rara intensità, in cui la tenacia e la purezza dei sentimenti conquistano, prima di tutto il lettore. Melania G. Mazzucco nasce a Roma nel 1966. Esordisce con il romanzo Il bacio della Medusa (1996), a cui fa seguito La camera di Baltus (1998). Del 2000 è Lei cosí amata, dedicato ad Annemarie Schwarzenbach, della quale poi cura e traduce la raccolta di racconti La gabbia dei falconi (2007). In Vita (2003, Premio Strega) reinventa la storia di emigrazione in America della sua famiglia all’inizio del Novecento. Nel 2005 pubblica Un giorno perfetto, da cui il regista Ferzan Ozpetek trae l’omonimo film. Al pittore veneziano Tintoretto Melania Mazzucco dedica il romanzo La lunga attesa dell’angelo (2008, Premio Bagutta) e Jacomo Tintoretto & i suoi figli. Storia di una famiglia veneziana (2009, Premio Comisso). Il suo ultimo romanzo è Limbo, pubblicato da Einaudi nel 2012. I suoi libri sono tradotti in 23 paesi. l’arcipelago einaudi • € 10,00 • pp. 120 • 978880621446-3


Un discorso poetico sulla vita, sul coraggio, su cosa significa essere partecipi del Diritto, oggi

Valeria Parrella Antigone

L’Antigone di Valeria Parrella è la storia di una donna fiera e combattiva, che non ha paura di sfidare una legge che reputa ingiusta. Di fronte a un dolore che la sovrasta sceglie infatti di non sottostare all’editto del Legislatore, e per amore del fratello è pronta a pagare le terribili conseguenze che questa decisione comporterà. La tragedia di Sofocle rivive in un testo teatrale attualissimo e appassionato, che affronta temi caldi come il libero arbitrio, il confine tra legge della natura e legge dell’uomo, la lotta di un adolescente contro il padre tiranno, la detenzione nelle carceri, il suicidio come atto libero e consapevole. Con una scrittura decisa e profondamente evocativa – capace di coniugare la classicità e la cronaca – l’autrice de Lo spazio bianco ci restituisce un dramma universale e senza tempo che rivela in controluce le contraddizioni e le ingiustizie di Tebe, un paese spaventosamente vicino all’Italia di oggi.

Valeria Parrella vive a Napoli. Ha pubblicato Mosca piú balena (minimum fax, 2003), Per grazia ricevuta (minimum fax, 2005), Il verdetto (Bompiani, 2007), Lo spazio bianco (Einaudi, 2008, da cui il film omonimo di Cristina Comencini), Ciao maschio (Bompiani, 2009), Ma quale amore (Rizzoli, 2010). Il suo ultimo romanzo è Lettera di dimissioni (Einaudi, 2011). Cura la rubrica dei libri di «Grazia». Antigone è stata acquistata dal Napoli Teatro Festival e sarà presto in tournée.

l’arcipelago einaudi • € 10,00 • pp. 80 • 978880621327-5

13 NARRATIVA

Chi sarebbe Antigone oggi? La rilettura di un mito che non ha mai smesso di dialogare con il presente.


Un capolavoro del Novecento. La ricerca letteraria di una vita

Fernando Pessoa Il libro dell’inquietudine Testo critico di Jerónimo Pizarro A cura di Paolo Collo Prefazione di Corrado Bologna

NARRATIVA

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Il capolavoro incompiuto del grande scrittore portoghese, in una nuova edizione critica che ce lo restituisce nella forma piú completa e piú «probabile». Il libro dell’inquietudine non esiste. O meglio: quando, dopo la morte di Pessoa, vennero ritrovate in un baule migliaia di carte, ritagli e appunti, si pensò di metterle insieme e di pubblicarle seguendo una serie di scelte che ricalcavano, di volta in volta, il gusto personale del curatore o della casa editrice. Questa edizione critica, invece – messa a punto dal filologo Jerónimo Pizarro – ricostruisce e riordina il lavoro dello scrittore portoghese in tutti i suoi tasselli, dandocene un’immagine sostanzialmente nuova e ancora piú affascinante. Le circa quattrocento brevi prose che compaiono nel libro sono stralci del diario di Bernardo Soares (uno dei piú famosi eteronimi letterari di Pessoa), che passa in rassegna la propria vita per comprendere le paure che lo agitano, per riflettere sullo stato dell’arte, sull’immaginazione come fuga dalla mediocrità del presente e sul sogno. Il libro dell’inquietudine è un testo che incrocia atmosfere oniriche a riflessioni lucide e razionali e che, pur conservando una natura frammentaria, appare come un’opera solida e originale, un indiscusso capolavoro del Novecento. Fernando Pessoa (1888-1935) è stato poeta, scrittore e aforista portoghese. È stato definito dal critico Harold Bloom «il poeta piú rappresentativo del XX secolo». Nel catalogo Einaudi sono presenti Faust (Collezione di poesia 2001), Il marinaio (ET Classici 2005), L’educazione dello stoico (Supercoralli 2005), Lisbona (ET Geografie 2007) e la traduzione de Il corvo e altre poesie di E. A. Poe (Scrittori tradotti da scrittori 2005).

letture einaudi • € 23,00 • pp. 550 • 978880621095-3


La vita della scrittrice attraverso le sue fotografie piú rappresentative e personali

Album Morante A cura di Patrizia Cavalli e Carlo Cecchi

Dove sono nati i romanzi piú belli della scrittrice romana? Quali sono stati i luoghi che l’hanno accolta e protetta? E quali le persone che le sono state accanto nei momenti piú duri della sua vita? Questo libro contiene piú di duecento fotografie – inedite, per la maggior parte – disposte da Patrizia Cavalli secondo un ordine affettivo e non cronologico. A corollario della galleria di foto, a evidenziare i nessi e le semplici analogie tra le immagini e la biografia della scrittrice, i curatori hanno scelto come didascalie brevi brani dai libri dell’autrice: un modo coinvolgente di ritornare sui testi con nuove suggestioni date dalla raccolta fotografica. Dal difficile amore con Moravia all’incontro con Natalia Ginzburg, dal paesino in provincia di Latina in cui si era rifugiata alla fine della seconda guerra mondiale ai luoghi amatissimi dell’Isola di Arturo, dalla scena pubblica (premi, presentazioni, ristoranti) a quella privata (case, gatti), Album Morante �� una mappa poetica, intima e vera, capace di condurre il lettore alla scoperta dell’universo intimo di una delle piú grandi scrittrici italiane. Elsa Morante (1912 – 1985), scrittrice, saggista, poetessa e traduttrice, è stata una delle intellettuali piú importanti del dopoguerra. Nel catalogo Einaudi sono presenti tutti i suoi romanzi e i racconti, La Storia (Gli Struzzi 1974, ET Scrittori 2005), Aracoeli (Supercoralli 1982, ET Scrittori 2005), Menzogna e sortilegio (ET Scrittori 2005), L’isola di Arturo (ET Scrittori 2005), Il mondo salvato dai ragazzini (Gli Struzzi 1971, ET Scrittori 2006, Letture 2012), Le straordinarie avventure di Caterina (Super ET 2007), Lo scialle andaluso (ET Scrittori 2007), la raccolta di poesie Alibi (Supercoralli 2004) e il Diario 1938 (Saggi brevi 1989, L’Arcipelago 2005).

fuori collana • € 28,00 • pp. 250 • 978880621411-1

15 NARRATIVA

Piú di duecento fotografie dell’archivio privato dell’autrice, accompagnate da didascalie tratte dai suoi scritti. Una mappa poetica che permette di rileggere l’opera della Morante attraverso le persone e i luoghi che l’hanno ispirata.


Guido Ceronetti Andrea Zanzotto

POESia teatro


I migliori versi dello scrittore torinese

Guido Ceronetti Sono fragile, sparo poesia

Guido Ceronetti ha ordinato personalmente i versi che vanno a comporre questo libro. Lo ha fatto attingendo dalle sue migliori raccolte poetiche – Compassioni e disperazioni, Scavi e segnali, La distanza, La ballata dell’angelo ferito, Gineceo (originariamente pubblicato sotto il nome di un eteronomo turco: Mehmet Gayuk) –, scegliendo le poesie che gli sembrano avere mantenuto intatta, ancora oggi, la carica di emozione e di ispirazione da cui sono scaturite. Il risultato è un libro che parla una lingua intima e personale, ma anche universale, in cui la bellezza della parola e «la tenebra insolubile che è la vita» si sposano «in qualche ideogramma di compassione, di ricordo e di desiderio della luce». Per Ceronetti la poesia è un «buon Cristoforo al guado», perché ci porta in salvo sull’altra sponda, senza celebrare se stessa, «tra distese di solitudine e di affollati spazi impauriti».

Guido Ceronetti è nato a Torino nel 1927. È scrittore, drammaturgo, giornalista e poeta. Presso Einaudi ha pubblicato: nei «Supercoralli», Compassioni e disperazioni (1987), Aquilegia (1988), Tutte le poesie 1946-1986, D. D. Deliri disarmati (1993), Un viaggio in Italia (2004) e Ti saluto mio secolo crudele (2011); nella «Collezione di teatro», La iena di san Giorgio (1994) e Rosa Vercesi (2007); nella collana «L’Arcipelago Einaudi», Piccolo inferno torinese (2003); nella «Collezione di poesia», Trafitture di tenerezza. Poesia tradotta 1963-2008 (2008).

collezione di poesia • € 12,50 • pp. 150 • 978880621228-5

17 poesia

Dopo l’autoantologia delle traduzioni, quella dei versi originali. Con una prefazione dell’autore sul filo dei ricordi e dei bilanci.


A un anno dalla morte dell’autore, torna uno dei suoi libri piú belli

Andrea Zanzotto Filò Introduzione di Giuliano Scabia

poesia

18

Dall’amicizia con Fellini alle riflessioni private sulla lingua veneta: l’omaggio di un grande poeta alla propria terra, alla ricerca del balbettio originario, di una lingua-madre che parli a tutti. Nel 1976, Andrea Zanzotto iniziò a collaborare al Casanova di Federico Fellini. Da quell’incontro nacque Filò, una delle raccolte piú importanti del poeta. L’opera si apre con una lettera di Fellini, in cui il regista chiede a Zanzotto consigli sull’uso della lingua veneta. Seguono due componimenti inseriti nel film (Recitativo veneziano, pronunciato in una Venezia da incubo, e Cantilena londinese, filastrocca in cui domina il petél zanzottiano) e la sezione che dà il titolo all’intero volumetto: Filò. La scelta del dialetto, nella poesia di Zanzotto, è la ricerca di una zona pre-grammaticale proveniente dalle profondità dell’io, ma non contrasta con il recupero dotto della tradizione letteraria, con i continui rimandi alla Ginestra leopardiana, con le scelte metriche molto meditate. È come se la letteratura venisse risucchiata in basso in un vortice che raggiunge il centro profondo del poeta, della Terra e del cosmo. Dunque, sperimentalismo, citazionismo, legame con le radici culturali e territoriali, linguaggio infantile: una miscela esplosiva che, ancora oggi, non ha perso nulla della sua forza. Andrea Zanzotto (Pieve di Soligo 1921-2011) è uno dei maggiori poeti italiani del secondo Novecento. Tra le sue raccolte principali: La beltà (1968), Il Galateo in bosco (1978), Fosfeni (1983), Idioma (1986), edite da Mondadori, che dell’autore ha anche pubblicato un Meridiano (1999).

collezione di poesia • € 9,00 • pp. 80 • 978880620963-6


Giorgio Airaudo Joseph Grima Carlo Ratti Giorgio Ruffolo Antonella Tarpino Martin Gayford Michel Pastoureau Lindsley Hughes

saggistica


La vicenda Fiat attraverso le parole di uno dei protagonisti

Giorgio Airaudo La solitudine dei lavoratori Il diritto al lavoro e il caso Fiat La chiusura degli stabilimenti, l’indebitamento, la cancellazione del contratto nazionale, la produzione estera, l’elezione dei sindacati. Airaudo mette sul piatto i nodi piú spinosi della disputa tra lavoratori e Fiat.

saggistica

20

Giorgio Airaudo è un sindacalista, non un docente. Tuttavia, in questo libro, ci spiega con estrema chiarezza quali sono le ragioni del contenzioso tra la Fiom e la Fiat, un dibattito importante non solo per il settore auto ma per l’intero mondo del lavoro. Parla della chiusura dello stabilimento di Termini Imerese, della riduzione di Pomigliano e di Mirafiori, delle nuove sanzioni previste per chi non si mostra flessibile sugli orari, del rifiuto a produrre in Sicilia e dell’accordo con lo stabilimento di Touluca in Messico. Ma riflette soprattutto sulla volontà della Fiat di cancellare il contratto nazionale: sta lí il nodo della vicenda, perché rischiare di non avere piú regole comuni, significa poter essere attaccabili uno ad uno. Ma di chi sono le responsabilità? Della politica, che ha lasciato soli i cittadini e i lavoratori Fiat, ma anche dei sindacati stessi – dice Airaudo – che adesso rischiano addirittura di non poter venire piú eletti direttamente dai lavoratori. Quale scenario si apre, dunque, per i lavoratori Fiat? «È complicato dirlo, ci tocca questa fase storica, proviamo a interpretarla». Giorgio Airaudo è nato nel 1960. Nel 1988 la Camera del Lavoro di Torino gli dà il compito di sindacalizzare i primi contratti di formazione e lavoro nello stabilimento Fiat di Mirafiori. Passa alla Fiom-Cgil e ne diviene prima segretario provinciale, poi regionale. Dal 2010 è il responsabile nazionale della Fiom, settore auto.

vele • € 10,00 • pp. 100 • 978880621355-8


Immaginazione e tecnologia, per costruire la città del futuro

Joseph Grima e Carlo Ratti Architettura open source Verso una progettazione aperta A cura di Nashid Nabian

«Il diritto primordiale è quello dell’ego». Queste parole, pronunciate dall’architetto Howard Roark (impersonato da Gary Cooper) nel film La fonte meravigliosa, hanno segnato gran parte della storia dell’architettura del Novecento. Ma non è sempre stato così: l’idea dell’architetto-eroe è un’invenzione prettamente moderna. In passato, il modo di progettare e costruire le nostre case e le nostre città ha spesso usato metodi collaborativi, con idee sviluppate dal basso piú che imposte dall’alto. Nell’era dei network e dell’open source, potrebbero essere questi stessi principî la prossima avanguardia? Il libro esplora questa domanda su scale diverse, partendo dalle trasformazioni in atto e gettando le basi per un modo nuovo di approcciarsi alla progettazione - dal cucchiaio alla città.

Joseph Grima è architetto, editor e curatore di mostre. Nel 2011 è diventato direttore di «Domus» ed è stato nominato direttore della prima edizione della Biennale di Design di Istanbul. Dal 2012 è visiting professor alla Stadtschule di Frankfurt. Carlo Ratti, architetto e ingegnere, insegna al MIT, dove ha fondato il SENSEable City Lab. È coautore di oltre 200 pubblicazioni. Scrive regolarmente su «Domus», «Il Sole 24 Ore», «La Stampa», «Scientific American» e il «New York Times». Suoi lavori sono stati esposti, tra l’altro, alla Biennale di Venezia, al Guggenheim Museum e al MoMA di New York. www.carloratti.com e senseable.mit.edu. Nashid Nabian è una ricercatrice. Attualmente ha una borsa di post-dottorato presso il MIT SENSEable City Lab ed è lettrice presso la Harvard Graduate School of Design. vele • € 10,00 • pp. 100 + 6 illustrazioni fuori testo • 978880621427-2

21 saggistica

È in corso una rivoluzione nel modo di progettare e realizzare le nostre città sull’onda del movimento open source e dei nuovi modelli di partecipazione in rete.


I momenti salienti della crisi. Le conseguenze piú spaventose

Giorgio Ruffolo

con Stefano Sylos Labini

Il film della crisi finanziaria Sequenze di un dramma in corso

saggistica

22

Come è possibile parlare con lucidità di spread, di indebitamento, di agenzie di rating e crisi dell’euro? Per Ruffolo, basta disporre tutto su un nastro e, come fosse un film, seguire i protagonisti, analizzare le azioni, osservare gli ambienti, e arrivare alle scene finali. Per affrontare i grandi temi dell’attualità, Giorgio Ruffolo smette i panni del narratore di storie dell’economia per calarsi nel ruolo di critico attento e brillante. Il modo in cui lo fa, però, è tutt’altro che banale. Trasformando il lettore in spettatore, l’autore de Il capitalismo ha i secoli contati decide di affrontare la crisi finanziaria come fosse la sceneggiatura di un film. Individua i protagonisti e gli oppositori, gli interessi e gli ostacoli nel perseguirli, evidenzia i punti di svolta della storia. Cosí facendo, è in grado di osservare con la giusta obiettività concetti e fenomeni, riuscendo sempre a contestualizzarli. Quali sono le cause che hanno portato a questo momento critico? Quando arriveremo ai titoli di coda la risposta sarà chiara: la colpa è dell’inversione del rapporto tra capitale e lavoro e di un forsennato capitalismo finanziario che ha portato a enormi diseguaglianze sociali. Una situazione che non pare poter migliorare, a meno che non si metta fine allo spreco delle risorse del pianeta e ci si impegni per garantire uno stabile e forte equilibrio mondiale. Giorgio Ruffolo, economista ed esponente di primo piano del riformismo italiano. È stato ministro dell’Ambiente dal 1987 al 1992 e deputato socialista a Montecitorio e al Parlamento europeo, fondando nel 1981 il Centro Europa Ricerche, di cui è tuttora presidente. Per Einaudi ha pubblicato La grande impresa nella società moderna (1967), Cuori e denari (ET Saggi 2005), Lo specchio del diavolo, una storia dell’economia dal paradiso terrestre all’inferno della finanza (ET Saggi 2006), Quando l’Italia era una superpotenza (ET Saggi 2008), Il capitalismo ha i secoli contati (Gli struzzi 2008, Super ET 2009), Un paese troppo lungo (Passaggi 2009, Super ET 2011) e Testa e croce (Passaggi 2011). Scrive su «la Repubblica» e «L’espresso».

passaggi einaudi • € 14,00 • pp. 120 • 978880621426-5


«Un Grand tour declinato al minuscolo»

Antonella Tarpino Spaesati Luoghi dell’Italia in abbandono tra memoria e futuro

Futuro e rovine sembrano termini inconciliabili. L’uno guarda avanti, l’altro, indietro. Questo libro, tuttavia, percorrendo l’Italia da Nord a Sud, risuscita l’immagine di luoghi simbolo che, caduti ai margini dello sviluppo, mostrano però (alcuni almeno) tracce di futuro. È nel contrasto fra le rovine di ieri e le macerie di un presente in declino che ritrovano visibilità i luoghi in abbandono: dall’antica borgata alpina di Paraloup, nel cuneese, che ospitò le prime formazioni partigiane, e ora è in via di rinascita, alle cascine del cremonese, un tempo teatro delle grandi lotte contadine e oggi ripopolate da allevatori indiani; dallo scenario dolente di Onna dell’Aquila e dell’Irpinia post-terremoto fino a Riace nella Locride, il paese dei Bronzi, meta di nuovi naufraghi dal Mediterraneo in fiamme. In un coinvolgente racconto della memoria, inteso anche a sorprendere il futuro là dove meno ce l’aspettiamo, Antonella Tarpino ci conduce dentro un’Italia che si riscopre fragile: in bilico tra i troppi vuoti delle aree spopolate e i troppo pieni, ma già desueti, delle periferie in disarmo. Antonella Tarpino, storica, ha pubblicato il volume Sentimenti del passato. La dimensione esistenziale del lavoro storico (La Nuova Italia, Firenze 1997) e, con Giovanni De Luna e Marco Meriggi, il corso di storia per le scuole medie superiori La scena del tempo (Paravia, Torino 2003). Geografie della memoria. Case, rovine, oggetti quotidiani (Piccola Biblioteca Einaudi 2008) è il suo ultimo libro.

passaggi einaudi • € 17,50 • pp. 230 • 978880621146-2

23 saggistica

Lungo un’Italia capovolta alla riscoperta dei paesi in abbandono, che però indicano ancora alle comunità superstiti le ragioni del loro stare insieme.


L’intervista che diventerà un classico

Martin Gayford A Bigger Message Conversazioni con David Hockney Traduzione di Cristina Spinoglio

Il meglio di dieci anni di conversazioni tra il piú grande pittore figurativo vivente e il celebre critico d’arte. Un libro unico, che indaga la natura della creatività e dell’ispirazione, dialogando a distanza con i pittori del passato.

saggistica

24

«C’è parecchio da divertirsi e altrettanto da scoprire, in questo libro...troverete molto altro dietro al vorace e straordinario desiderio di Hockney di reinventare». «Art Quarterly» «Un viaggio tra le parole di Martin Gayford e le idee di Hockney». «The Washington Independent Review»

È da poco terminata alla Royal Academy di Londra la grande mostra dedicata a David Hockney - da metà maggio sarà al Guggenheim di Bilbao e, successivamente, al Museum Ludwig di Colonia - e Martin Gayford raccoglie, in un volume riccamente illustrato, il meglio di dieci anni di conversazioni con il celebre pittore inglese. A Bigger Message non è solo un viatico alla recente produzione di Hockney, ma rappresenta una sottile riflessione su cosa significa dipingere oggi. In che modo il disegno permette di «vedere le cose in modo piú chia­ro, sempre piú chiaro, ancora piú chiaro»? Quale relazione esiste tra l’immagine prodotta da un artista e la realtà, tenendo conto della tradizione e delle sperimentazioni future? Intervallando sapienti osservazioni su Van Gogh, Vermeer, Caravaggio, Monet, Lorrain e Picasso, aneddoti su Cartier-Bresson e Billy Wilder, e illustrando la propria produzione artistica, Hockney ci esorta a guardare il mondo con gli occhi di un pittore, per scoprire nuovi dettagli, inedite prospettive e lancinanti bellezze, e imparare finalmente a vedere le cose.

Martin Gayford è stato critico d’arte per lo «Spectator» (1994-2002), ha scritto di quadri e di jazz per il «Daily Telegraph». Attualmente dirige la sezione di critica d’arte del «Bloomberg News». Il suo saggio su Van Gogh e Gauguin, The Yellow House, è stato tradotto in cinque lingue. David Hockney (Bradford, 1937) è uno dei piú noti artisti contemporanei. Diventato famoso per i suoi quadri figurativi è stato però anche incisore, disegnatore, scenografo, esponente della Pop Art anglosassone degli anni settanta, sperimentatore (famosi i suoi collage fotografici di Polaroid o i suoi ultimi dipinti eseguiti con l’iPad).

saggi • € 28,00 • pp. 248 + 161 illustrazioni (154 a colori) • 978880621345-9


Dall’autore de L’orso, lo splendido affresco di un’epoca. Un libro originale e ricco di suggestioni

Michel Pastoureau Bestiari medievali Traduzione di Camilla Testi

«Questo bestiario artistico si rivela come un viaggio nel giardino perduto dell’Eden». «Libèration» «Un libro di superba fattura. Michel Pastoureau, lo storico dei colori, che qui ci offre un’impressionante collezione di rappresentazioni di animali, è anche un saggio medievalista. Questo bestiario ci insegna moltissimo sul mondo medievale». «Lire»

«I cervi vivono mille anni. Il toro perde le sue forze se viene legato a un fico. Le farfalle sono fiori che volano. Lo scoiattolo è un animale diabolico e avaro». Queste, e molte altre, erano le credenze che accompagnavano i bestiari nati nell’alto Medioevo e diventati poi popolari tra il xii e il xiii secolo. Se è vero che la zoologia di allora non aveva niente a che fare con quella moderna e che gli studi alla base di tali testi erano quasi sempre approssimativi, non si deve pensare che fossero bizzarri e privi di senso. Il bestiario medievale rappresentava tutto degli animali: ne descriveva le proprietà fisiche dividendoli per specie (quadrupedi selvaggi e domestici, uccelli, pesci, serpenti, vermi), ne analizzava le qualità morali, la dimensione simbolica e religiosa, e raccoglieva infine dicerie e aneddoti curiosi. Grazie anche a una splendida galleria d’illustrazioni, Michel Pastoureau riesce a calare i bestiari nelle pratiche sociali e nel sistema di valori che li produceva, regalandoci un magnifico affresco storico e culturale.

Michel Pastoureau insegna Storia della simbologia medievale all’École Pratique des Hautes études di Parigi. Ha lavorato al Cabinet des medailles della Bibliothèque National de France e collabora da oltre vent’anni con l’École des Hautes études en Sciences sociales, dedicandosi alla storia simbolica delle società europee. Fra le sue opere tradotte in Italia, La stoffa del diavolo. Una storia delle righe e dei tessuti rigati (Il melangolo, 1993), Blu. Storia di un colore (Ponte alle Grazie, 2002); Medioevo simbolico (Laterza, 2005) e, per Einaudi, L’orso. Storia di un re decaduto (Saggi 2008).

saggi • € 32,00 • pp. 230 + 120 illustrazioni a colori • 978880621361-9

25 saggistica

Cosa simboleggiava il toro, quali doti morali raffigurava il leone, come si catturava un unicorno? Dopo aver studiato a lungo i bestiari medievali, Pastoureau mette insieme uno zoo che incrocia la realtà con credenze e fantasie, e che ci racconta un’epoca e un mondo.


L’affascinante e avventurosa esistenza del Padre della Patria russa

Lindsey Hughes Pietro il Grande Traduzione di Patrizia Parnisari

saggistica

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Una biografia che illumina la dimensione sia pubblica che privata di Pietro il Grande, personaggio leggendario e «smisurato». L’esistenza di Pietro il Grande (1672-1725) traboccò a tal punto di drammi personali e aspetti bizzarri da irradiare nell’insieme un senso di mistero e fascino inesauribile. L’eroe celebrato di Poltava, l’incontrastato capo militare, il creatore della flotta russa, il sovrano assoluto, il riformatore instancabile, sposò una contadina analfabeta. Il suo amore per i travestimenti e la parodia non fu un mero passatempo o un’aberrazione, ma un elemento chiave nel suo stile di governo. Tutto questo e altro ancora – feste, eccessi, grossolanità e violenza – coesisteva in modi curiosamente funzionali con una vita alimentata da una volontà ideale di trasformazione quasi ossessiva, coronata da imprese che offrirono ampia materia per la costruzione della figura leggendaria dell’imperatore. Il libro di Lindsey Huges, scritto con stile accessibile e sempre attento a collocare il particolare caratteristico all’interno del contesto storico, politico e psicologico, ricostruisce, sulla base di un rigoroso lavoro documentario e materiali per ampia parte inediti, le varie fasi della vita di Pietro il Grande, soffermandosi anche sulla sua eredità politica e sociale e sull’edificazione e trasformazione del suo mito dal Settecento a oggi. Lindsey Hughes insegna Storia russa alla School of Slavonic and East European Studies allo University College di Londra ed è autrice, tra l’altro, di Russia in the Age of Peter the Great.

PBE (formato big) • € 25,00 • pp. 376 + 30 illustrazioni in b/n (fuori testo) • 978880621258-2


Giuseppe Verdi Franรงois Bล“spflug

classici grandi opere


L’avvincente vita del compositore attraverso le sue lettere. Una piccola enciclopedia dell’Italia risorgimentale e protounitaria

Giuseppe Verdi Lettere A cura di Eduardo Rescigno Illustrazioni di Giuliano Della Casa

I MILLENNI

28

Il libro che riunisce le lettere piú interessanti del compositore italiano. Un epistolario che fa da ponte tra il 150° anniversario dell’unità d’Italia e il prossimo centenario verdiano. Per molto tempo si è parlato di Giuseppe Verdi come di un uomo geniale e solitario, animato da un grande amore per la patria, di cui fu anche deputato nel primo Parlamento dell’Italia unita. Questo libro però, curato dal musicologo Eduardo Rescigno, ci restituisce un’immagine ben piú complessa del compositore. Adoperando una scelta tra le lettere private e dotando il testo di numerose schede biografiche, Rescigno costruisce un’opera unica che passa in rassegna episodi personali, riflessioni musicali e dibattiti politici, amicizie e preoccupazioni della vita quotidiana di Giuseppe Verdi. Quello che ne viene fuori è un personaggio del tutto nuovo per l’Italia dell’epoca: un moderno imprenditore che sa calcolare i rischi; un uomo duro nelle trattative artistiche, e in quelle economiche; piú borghese che contadino per gusti e mentalità (i genitori erano commercianti); cosmopolita ma legato ai luoghi delle sue origini; facile all’ira, ma anche ironico e brillante, soprattutto con gli amici (basta scorrere le lettere al bistrattato assistente Francesco Maria Piave). Giuseppe Verdi, in sostanza, rivoluziona i rapporti di forza nel mondo del melodramma a vantaggio del compositore, che con lui diventa autore, regista e produttore: un vero impresario che prefigura la nascita di un italiano nuovo, quell’italiano che alla fine del secolo darà il via, con quasi cent’anni di ritardo rispetto al resto d’Europa, al grande sviluppo economico del Paese. Grazie alle illustrazioni di Giuliano Della Casa e a un apparato in cui ricorrono le trame di tutte le opere del compositore e i personaggi nominati nelle lettere, il libro risulta accessibile non solo ai conoscitori della materia verdiana ma anche agli appassionati di storia e ai piú semplici curiosi, come una vera e propria enciclopedia dell’Italia risorgimentale e protounitaria. Eduardo Rescigno (1931) è musicologo, scrittore e commediografo. Ha insegnato Storia della musica nei conservatori di Parma e di Como. Vive a Monza. Ha curato le edizioni critiche di molti libretti d’opera per le edizioni Ricordi. Ha pubblicato, nella Bur, un Dizionario verdiano e un Dizionario rossiniano.


29 I MILLENNI

i millenni • € 90,00 • pp. 900 • 978880621353-4

Prima d’andar avanti ti prego di aggiustarmi questi due pezzi e fa’ in modo che io non abbia da credere questo lavoro buttato là tanto per finirlo come mi pare di vedere finora – Dell’ultima aria ti rimando le cancellature dei versi che vanno piú concisi e piú belli… Del pezzo che hai mandato prima bisognerebbe che cancellassi quasi tutto sicché pensa tu ad accomodare e finire questi pezzi prima d’andare avanti onde io possa cominciare a scrivere… stile conciso!… poche parole… hai capito?…


Uno studio senza precedenti. Un libro magnifico e unico

François Bœspflug L’immagine di Dio Una storia dell’Eterno nell’arte Traduzione di Chiara Bongiovanni

grandi opere

30

Dopo oltre trent’anni di ricerche, Bœspflug ci consegna la prima «storia iconica di Dio». Un libro che racconta le mutazioni, dall’Antichità ai giorni nostri, di un’avventura iconografica avvincente ma ancor poco conosciuta. «Dio è considerato trascendente e irrappresentabile: è un punto sul quale i tre monoteismi, detti abramici, concordano. Possiamo però immaginarlo, o meglio renderlo visibile attraverso l’immagine, cioè disegnarlo, dipingerlo, scolpirlo? O bisogna pensare che sia al di là di qualunque immagine e definirlo radicalmente inimmaginabile? Abbiamo pensato che, con questo libro, fosse possibile fare la storia del significato di tale domanda e al tempo stesso dei diversi aspetti della risposta». Moltissime immagini hanno rappresentato Dio nel corso dei secoli. Alcune sono state ritenute legittime e hanno goduto di un successo duraturo, altre sono invece state considerate fraudolente, blasfeme, e sono incorse anche in pesanti condanne. Ancora oggi, la questione della rappresentazione di Dio appare profondamente controversa e costituisce un costante argomento di divisione. Solo François Bœspflug, assoluta autorità nel campo, poteva ripercorrere i secoli di storia e di storia dell’arte che hanno al centro la figura del Dio unico. Il risultato è un libro mai visto, magnifico e riccamente illustrato. Pur focalizzandosi maggiormente sull’arte medievale, Bœspflug non manca di affrontare l’epoca moderna e dedica l’ultimo capitolo a «l’arte d’ispirazione cristiana al di fuori dell’Europa», quasi a volerci lasciare con un’ultima suggestione: la ricerca di Dio è – e sarà sempre – un passo fondamentale nella vita di tutti gli uomini.

François Bœspflug (1945), frate domenicano, insegna Storia delle religioni all’Università di Strasburgo e al Centre Sèvres di Parigi. Ha pubblicato numerosi studi sulla storia di Dio nell’arte. L’immagine di Dio è il frutto di una ricerca trentennale.


31 grandi opere

grandi opere • € 80,00 • pp. 580 + 270 illustrazioni a colori • 978880621132-5

Per dirla piú semplicemente: è possibile raffigurare Dio con linee e colori? È pensabile, desiderabile, utile, corretto, benefico? O bisogna considerare questo progetto come demente, derisorio, nefasto? E se non è cosí, perché? Se sí, chi vi si può arrischiare? Quali limiti bisogna rispettare? Da qualunque punto di vista ci si ponga, e anche se ci si limiti al cristianesimo, la risposta a tali domande non è mai univoca e non è mai stata semplice.


indice


Einaudi Novità

Novembre Dicembre

2012

I LIBRI  DEL MESE

33 INDICE

Frontiere

Supercoralli

Enzo Bianchi Nella natura delle cose p. 2

Nicolai Lilin Storie sulla pelle p. 4

Supercoralli

Supercoralli

Paul Auster Diario d’inverno p. 7

Philip Roth Quando Lucy era buona p. 8

Supercoralli

I Coralli

Racconti gastronomici p. 9

Marco Presta Il potere del prezzemolo p. 10

NARRATIVA


Einaudi Novità

Novembre Dicembre

2012

INDICE

34

L’Arcipelago Einaudi

L’Arcipelago Einaudi

Patrick Modiano L’orizzonte p. 11

Melania G. Mazzucco Il Bassotto e la Regina p. 12

L’Arcipelago Einaudi

Letture Einaudi

Valeria Parrella Antigone p. 13

Fernando Pessoa Il libro dell’inquietudine p. 14

Fuori Collana

Album Morante p. 15


Einaudi NovitĂ 

Novembre Dicembre

2012

POESIA TEATRO

35 INDICE

Collezione di poesia

Collezione di poesia

Guido Ceronetti Sono fragile, sparo poesia p. 17

Andrea Zanzotto Filò p. 18

Vele

Vele

Giorgio Airaudo La solitudine dei lavoratori p. 20

Joseph Grima - Carlo Ratti Architettura open source p. 21

Passaggi Einaudi

Passaggi Einaudi

Giorgio Ruffolo Il film della crisi finanziaria p. 22

Antonella Tarpino Spaesati p. 23

SAGGISTICA


Einaudi Novità

Novembre Dicembre

2012

INDICE

36

Saggi

Saggi

Martin Gayford A Bigger Message p. 24

Michel Pastoureau Bestiari medievali p. 25

PBE Big

Lindsey Hughes Pietro il Grande p. 26

CLASSICI GRANDI OPERE

I MIllenni

Grandi Opere

Giuseppe Verdi Lettere p. 28

François Bœspflug L’immagine di Dio p. 30


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Stile Libero, STRENNE 2012

In autunno Stile Libero Big manda in libreria Il passato è nel sangue di Don Winslow, un grande romanzo su crimine e paternità, proprio mentre nelle sale italiane esce Le belve, il film di Oliver Stone (dal cast stellare) tratto dal libro di questo scrittore americano che attraverso il thriller sa raccontare i cambiamenti del mondo. In un altro luogo e tempo, è ancora il crimine a sconvolgere una città: con Vipera di Maurizio de Giovanni torniamo nella Napoli degli anni Trenta, dove la primavera infiamma i sensi e la Quaresima li mortifica, e una prostituta è uccisa nel bordello in cui lavora. A indagare sull’omicidio, il commissario Ricciardi, col suo dono/condanna di vedere i morti nell’attimo prima della fine, ormai personaggio di culto per molti lettori. In un’epoca in cui il tema della giustizia sociale incombe, il pamphlet Madre dignità di Moni Ovadia parla di esclusi, di poveri, di uomini con un solo bene da difendere: la dignità. Torna l’ispettore Grens, protagonista di Tre secondi, il bestseller degli svedesi Anders Roslund e Börge Hellström. Ne I due soldati due ragazzini cresciuti nella fratellanza del ghetto organizzano un’evasione dal carcere e un sequestro, scatenando un’adrenalinica caccia all’uomo. Un’altra evasione è al centro di Point Lenana: Wu Ming 1 e Roberto Santachiara ripercorrono l’avventura leggendaria di Felice Benuzzi e compagni, prigionieri di guerra che nel ’43 fuggono dal campo di concentramento britannico per scalare il monte Kenya e poi riconsegnarsi agli inglesi. Un racconto di viaggio e alpinismo che parla di fascismo e di colonialismo, ma soprattutto dello sforzo di tre uomini per rimanere tali, pur nell’orrore della guerra. Con dignità, appunto. Un modello di «italiano nel mondo» assai diverso dagli stereotipi. Ne Il ricatto la detective Anne Wilhelselm, creata dalla regina del crime Anne Holt, indagando sull’omicidio della moglie del procuratore di Oslo, decapitata con una spada da samurai, scopre una rete di insospettabili pedofili. La collana Extra si apre con Elogio dell’amicizia, l’indagine di Paolo Crepet sul piú nobile dei sentimenti e il suo rapporto con l’amore, il sesso, i generi nell’èra dei social network. Un’altra indagine sulla contemporaneità riguarda una terra piena di contraddizioni: la terra di Gomorra che ha ucciso don Peppino Diana. Ne Alla mia gente, Goffredo Fofi parte dal martirio del prete di Casal di Principe per costruire un’inchiesta economica e sociale su quella parte d’Italia. Dando Buca a Godot raccoglie una serie di parodie linguistiche, molte delle quali Stefano Bartezzaghi ha inventato su twitter e a cui hanno partecipato centinaia di follower. Per l’uscita del libro, un gioco inedito sarà lanciato su twitter, il sito Einaudi e quello di un importante quotidiano. L’incontro di due maestri ha dato vita a un gioiello: Lou Reed reinterpreta i versi de Il Corvo di Edgar Allan Poe e Lorenzo Mattotti ne celebra la visionarietà con le sue tavole. Le Strenne si chiudono con un grandioso volume che riunisce definitivamente la trilogia di Scott Westerfeld, Leviathan, dove estetica vittoriana e tecnologia futuristica si fondono: la saga di due adolescenti che attraversano il mondo a bordo di un animale volante, metà balena metà dirigibile, e insieme combattono, maturano, si scelgono.


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don winslow Il passato è nel sangue Per raccontare la sua piú bella e terribile storia criminale, e il conflitto tra due generazioni, Don Winslow convoca un pugno di ribaldi tra i piú amati dalla letteratura noir: da Ben, Chon e Ophelia, all’agente corrotto Dennis Cain, fino allo spacciatore Bobby Z e all’indimenticabile killer della mafia, Frankie Machine.

Don Winslow, ex investigatore e uomo di mille mestieri, è considerato forse l’ultimo, grande maestro del crime americano. Einaudi Stile Libero ha pubblicato, con crescente successo, molti dei suoi romanzi maggiori: L’inverno di Frankie Machine, Il potere del cane, La pattuglia dell’alba, La lingua del fuoco e Le belve, da cui Oliver Stone ha tratto un film che uscirà nelle nostre sale il prossimo ottobre.

Ben e Chon, gli eroi de Le belve, hanno avviato da non molto il loro business: coltivare e diffondere ad ampio raggio la miglior marijuana di tutta la California. Ma qualcuno non è disposto a lasciar loro mano libera, senza mantenere il controllo e incassare una percentuale sui loro traffici. Finché si tratta di combattere con gli sbirri corrotti che si sono fatti avanti per riscuotere la tangente, Ben e Chon possono anche cavarsela con pochi danni. Ma il gioco dietro il ricatto è molto piú ampio, e coinvolge nomi insospettabili: un’intera cricca di surfisti e hippy che si sono stancati di predicare pace e amore e hanno deciso di accumulare denaro nel modo piú efficace e rapido che esista al mondo: il traffico di stupefacenti. Una cricca in affari da piú di trent’anni, di cui fanno parte anche i genitori di Ben e Chon, e che ha per capo Doc Halliday, re del surf, convertito alla cocaina e legato a doppio filo con i narcos messicani... a fianco di Don Winslow • Le belve, Einaudi Stile Libero Don Winslow • Il potere del cane, Einaudi Stile Libero

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Dopo il grande successo de Le belve e del film che ne ha tratto Oliver Stone, in uscita a ottobre 2012, Don Winslow scrive il grande romanzo del crimine e della paternità. Chi ha letto Le belve troverà in questo libro le radici di quella storia.

IN LIBRERIA OTTOBRE 2012 e 17,50 • pagine 270 ISBN 978880621415-9 formato 13,8 x 21,6

coca non è l’erba. L’erba distende i 8 «La nervi, la coca ti rende paranoico. L’erba ti spinge a collaborare, la coca a competere. Erba: pacifica. Coca: bellicosa. L’erba inibisce l’ambizione, la coca ti fa desiderare di essere il re di tutto».

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maurizio de giovanni vipera Una storia del commissario Ricciardi Alla vigilia della Pasqua, mentre Napoli è avvolta in una nube di sensualità primaverile ed espiazione religiosa, il commissario Ricciardi – ormai diventato un personaggio letterario di culto per un numero sempre piú ampio di lettori – è costretto a indagare sulla morte di una prostituta e a sentirne l’estremo lamento. Napoli, 1932: manca una settimana alla Pasqua. Al Paradiso, esclusiva casa di tolleranza nella centralissima via Chiaia, la prostituta piú famosa è ritrovata morta. Maria Rosaria, detta Vipera, vanto e principale attrazione del bordello per la sua straordinaria bellezza, è stata soffocata con un cuscino. L’ultimo cliente sostiene di averla lasciata ancora viva, il successivo di averla trovata già morta. Al commissario Ricciardi, che ha il dono terribile di vedere i morti ammazzati e ascoltare le loro ultime parole, il fantasma di Vipera ripete: «il mio frustino, il mio frustino». L’oscura frase potrebbe riferirsi al soprannome dell’ultimo cliente, l’ambulante di frutta e verdura Peppe ’a frusta, o ai gusti sessuali di Alfonso, il commer-

ciante di arredi sacri con tendenze sadomasochiste che ha scoperto il cadavere. Ma molti sono i personaggi che ruotavano intorno alla donna e potevano avere un motivo per ucciderla: avidità, frustrazione, invidia, bigottismo. Mentre la primavera accende i sensi e la Quaresima li avvilisce, il commissario Ricciardi si districa nel dedalo di strade e menzogne di una Napoli indimenticabile, ritratta con la potenza narrativa a cui la scrittura di De Giovanni ci ha abituati. maurizio de giovanni (Napoli 1958) si è rivelato a un numero crescente di lettori con il primo ciclo del commissario Ricciardi, pubblicato da Fandango, in uscita in nuova edizione a giugno 2012 in Stile Libero. La serie è tradotta dalla Suhrkamp in Germania, da Payot & Rivages in Francia, da Lumen e La Campana in Spagna. Il primo volume del secondo ciclo di Ricciardi, Per mano mia. Il Natale del commissario Ricciardi, è uscito con grande successo nel 2011 per Stile Libero. Da Mondadori è uscito invece a maggio 2012 Il metodo del coccodrillo, romanzo che non ha per protagonista Ricciardi.

a fianco di Maurizio de Giovanni • Per mano mia, Einaudi Stile Libero

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«La capacità di commerciare tra la vita e la morte, questo continuo dar voce a dei fantasmi, fa di Maurizio de Giovanni un grande scrittore napoletano». Toni Servillo

IN LIBRERIA NOVEMBRE 2012 e 18,50 • pagine 360 ISBN 978880620343-6 formato 13,8 x 21,6

Giovanni sa bene come costrui8 «De re l’alchimia dei sapori, l’amarezza del

contesto è stemperata dall’ironia che si insinua improvvisa. Il risultato sono romanzi di assoluta maestria». Donato Carrisi, Corriere della Sera

vera protagonista dei libri di De Gio8 «La vanni: una Napoli senza “monnezza”, ma già allora senza speranza». Antonio Gnoli, la Repubblica

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MoNi ovaDia MaDre DiGNitÀ «Se trovi l’asino smarrito del tuo nemico, prendilo per la cavezza e riportaglielo. cosí è scritto nel Levitico. Significa che avrai posto innanzi a tutto le necessità dell’altro, i suoi bisogni, malgrado ti sia appunto nemico. Significa che avrai posto innanzi a tutto la sua condizione di essere umano e gli avrai riconosciuto il diritto primario: la dignità». Un artista come Moni Ovadia, un teatrante da sempre caparbiamente impegnato in molte battaglie per i diritti di minoranze, lavoratori e perseguitati, mette oggi nero su bianco la propria urgenza di riconsiderare l’annoso tema della giustizia civile e sociale. E riflette sulle troppe condizioni estreme in cui l’essere umano si trova costretto da altri esseri umani. Soltanto fra uomini uguali si potrà parlare di libertà, cosí come si potrà parlare di libertà e uguaglianza solo se vi sarà pari dignità. La dignità che spetta per diritto a chiunque, malgrado le peggiori azioni commesse. Senza mai dimenticare quello che dice il Vangelo: «Dio fa piovere sui buoni e sui malvagi».

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MoNi ovaDia (Plovdiv 1946) è nato in Bulgaria da una famiglia ebraica. Nel 1993 si impone al grande pubblico con Oylem Goylem, sorta di teatro musicale in forma di cabaret. Per Einaudi sono usciti: L’ebreo che ride, Ballata di fine millennio, Vai a te stesso, Contro l’idolatria, il dvd di Oylem Goylem, Lavoratori di tutto il mondo, ridete, Il conto dell’Ultima Cena e Shylock. Prove di sopravvivenza (per ebrei e non).


Provocatorio, intenso, antimoderno: un pamphlet sugli ultimi della terra, i diseredati, i poveri, i non-inclusi, tutti coloro che «sono fuori». e hanno un solo bene da difendere: la dignità.

IN LIBRERIA ottobre 2012 e 10,00 • pagine 110 ISBN 978880621313-8 formato 12,8 x 19,8

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anders roslund bÖrge hellstrÖm

i due soldati Due fratelli uniti dal Dna del ghetto: l’unico che conta. Pronti a tutto pur di farsi strada in una città solo apparentemente tranquilla e ordinata, ma nella quale in realtà la droga e le armi sono ovunque. Un’evasione che culmina nel sangue. Una caccia all’uomo che coinvolge l’intero corpo di polizia. Dagli autori di Tre secondi, inventori dell’hardboiled scandinavo, un’altra indagine ad alto tasso di adrenalina per l’ispettore Ewert Grens e i suoi uomini. Leon Jensen e Gabriel Milton hanno diciannove e diciotto anni. Sono cresciuti insieme a Råby, sobborgoghetto di Stoccolma: un vero paradiso per chi vuole farsi strada con la forza delle armi. Leon si trova nel carcere di Aspsås, dove sta scontando una condanna per spaccio e dove continua a smerciare droga con l’aiuto esterno di Gabriel e di Wanda, la ragazza diciassettenne dell’amico. Con l’aiuto della sua banda riesce a evadere e a prendere in ostaggio un’ispettrice penitenziaria, che finisce per uccidere durante la fuga. Parte cosí una gigantesca caccia all’uomo, dagli esiti imprevedibili: in prima fila, l’ispettore Ewert Grens,

che aveva arrestato il padre di Leon, e che ora, a diciotto anni di distanza, vede riaffiorare un passato costellato di violenza e miseria. ANDERS ROSLUND e bÖrge hellstrÖm sono considerati tra le voci piú importanti del crime svedese. Tradotti in venti lingue, i sei romanzi della serie incentrata sull’ispettore Ewert Grens hanno ricevuto premi prestigiosi come il Glasnyckeln e il Pocketpris. Tre secondi (Einaudi Stile Libero 2010) ha vinto l’ambito Swedish Academy Crime Writers’ Award per l’anno 2009 e The Great Reader’s Prize come miglior romanzo crime dell’anno.

a fianco di Roslund & Hellström • Tre secondi, Einaudi Stile Libero Jens Lapidus • La traiettoria della neve, Mondadori

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«Tre secondi, che mescola una suspense al fulmicotone, degna del miglior thriller, in un noir dalla struttura collaudata, porta una ventata di novità che influenzeranno piú di un autore. Certamente nessuno potrà ignorarle». Massimo Carlotto

IN LIBRERIA NOVEMBRE 2012 e 20,00 • pagine 640 ISBN 978880620080-0 formato 13,8 x 21,6

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wu ming 1 roberto santachiara

Point Lenana

Storie di mal d’Africa e montagne da sfidare Una notte del gennaio 1943 tre italiani prigionieri in un campo inglese in Africa evadono per scalare l’imprendibile monte Kenya e si riconsegnano. Un’avventura di alpinismo e anelito di libertà, ripercorsa da una narrazione a due voci, con un viaggio sul posto e un appassionato lavoro di ricostruzione. Nel gennaio 2010 Wu Ming 1 e Roberto Santachiara salgono la vetta di Point Lenana, la piú «accessibile» delle cime del monte Kenya. Vogliono rivivere l’esperienza di Felice Benuzzi, Giúan Balletto e Vincenzo Barsotti, i tre prigionieri di guerra italiani che nel ’43 evasero da un campo britannico a Nanyuki al solo scopo di scalare il monte Kenya. Otto mesi febbrili di preparazione, in cui con mille espedienti si procurarono le attrezzature per l’arrampicata, l’equipaggiamento e le razioni alimentari. Non avevano carte topografiche, solo un’immagine della montagna raffigurata sull’etichetta di un barattolo di carne. Arrivati a Point Lenana, piantarono il tricolore e si riconsegnarono alle autorità del campo 354. Nemmeno per un istante avevano pensato di approfittare dell’uscita per fuggire.

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Wu Ming 1 e Roberto Santachiara fondono, in un montaggio alternato, la biografia narrativa dell’alpinista e diplomatico Felice Benuzzi – ricostruita attraverso una fitta documentazione e le testimonianze dirette di moglie, parenti, colleghi – con il racconto del loro viaggio sulle tracce di quell’impresa straordinaria, dove ogni tappa del viaggio richiama per «affinità emotive» altre vicende, da Eric Shipton a Karen Blixen alla guerriglia Mau Mau. La fuga di Benuzzi e compagni è il racconto di chi, anche nell’abbrutimento della guerra e della reclusione, tenta sino alla fine di dimostrare che è ancora un uomo. wu ming 1 fa parte fin dalle origini del gruppo di scrittori che col nome Luther Blissett ha firmato il romanzo Q (Einaudi Stile Libero 1999 e Numeri Primi 2012) e che si è poi trasformato nel collettivo Wu Ming. I loro ultimi libri sono Altai (Stile Libero 2009 e Numeri Primi 2011) e Anatra all’arancia meccanica (Stile Libero 2011). roberto santachiara fa di mestiere l’agente letterario, ama i libri e la montagna.


L’Africa, il fascismo, il razzismo, le colonie, la guerra riecheggiano nella storia di una fuga dalla prigionia, dove la conquista della cima diventa lo sforzo estremo per riappropriarsi della propria dignità.

IN LIBRERIA NOVEMBRE 2012 e 18,00 • pagine 300 ISBN 978880621075-5 formato 13,8 x 21,6

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anne holt il ricatto Uno dei noir piú complessi e meglio riusciti di Anne Holt. Una spettacolare cospirazione che inizia con un omicidio brutale commesso in casa del procuratore generale di Oslo e si dirama fino a raggiungere una fitta rete di insospettabili pedofili. A guidare le indagini della polizia, ancora una volta la detective Hanne Wilhelmsen. Il quinto caso della detective Hanne Wilhelmsen si apre con una scena raccapricciante. Nel salotto dell’elegante abitazione del procuratore generale di Oslo, Sigurd Halvorsrud, viene rinvenuto il corpo di una donna. Si tratta della moglie di Halvorsrud, decapitata con una spada da samurai. Halvorsrud sostiene di essere innocente ma di conoscere il nome di chi ha compiuto quel gesto. Peccato che la polizia scopra che l’uomo si è suicidato tempo prima gettandosi da un ponte. Sigurd Halvorsrud finisce in carcere. Nel

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frattempo, Evald Bromo, un noto giornalista finanziario, è perseguitato da un uomo che ha scoperto le sue frequentazioni dell’ambiente pedofilo. E di lí a poco anche quest’uomo sarà ucciso, nello stesso modo della moglie di Halvorsrud. Emergono altre prove contro il procuratore. Una sola persona crede nella sua innocenza. Questa persona è Hanne Wilhelmsen. anne holt è nata nel 1958. Avvocato, giornalista e dal 1996 al 1997 ministro della Giustizia norvegese, è una delle piú importanti scrittrici di gialli scandinavi. Le sue due serie gialle, quella incentrata sui detective Johanne Vik e Yngvar Stubø, nonché quella con protagonista la soprintendente di polizia Hanne Wilhelmsen, hanno venduto milioni di copie in tutto il mondo. Della prima serie, Stile Libero ha già pubblicato: Quello che ti meriti, Non deve accadere, La porta chiusa; della seconda, La dea cieca, La vendetta, L’unico figlio e Nella tana dei lupi.


«Come al solito Anne Holt ci regala una trama da brivido costruita magistralmente. Un libro cosí ricco di momenti entusiasmanti che la Holt difende appieno la propria reputazione di First Lady del crime scandinavo». Blekinge Läns Tidning

IN LIBRERIA NOVEMBRE 2012 e 19,00 • pagine 400 ISBN 978880621010-6 formato 13,8 x 21,6

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Paolo crePet eloGio Dell’aMicizia «l’amicizia non giudica, non ricatta, chiede solo complicità e gratuità». l’amicizia oggi rischia di avere meno forza, stemperata e snaturata dall’uso che i nuovi mezzi di comunicazione ne fanno: il piú nobile dei sentimenti diventa cosí mediocre sentimento quotidiano, troppo citato per essere ancora credibile.

Paolo crePet (www.paolocrepet.it) è psichiatra e sociologo. Dal 2004 è direttore scientifico della Scuola per Genitori (www.impresafamiglia.it). Con Einaudi ha pubblicato: Non siamo capaci di ascoltarli (2001), Voi, noi (2003) e I figli non crescono piú (2005), poi raccolti nel volume La gioia di educare (2008), Sull’amore (2006 e 2010), Dove abitano le emozioni (2007), con Mario Botta e Giuseppe Zois, A una donna tradita (2008), Sfamiglia (2009 e 2011), Un’anima divisa (2010) e L’autorità perduta (2011).

Si desiderano le cose che non si hanno piú o che si teme possano perdersi per sempre: perciò parliamo troppo spesso di amicizia. Si dovrebbe esibirla di meno perché è il sentimento piú importante: ancor piú dell’amore, in quanto quest’ultimo nasce dal primo, e non viceversa. Il nuovo libro di Crepet indaga la trasformazione del significato dell’amicizia, il suo rapporto con l’amore e con il sesso, la differenza fra le amicizie tra donne e quelle tra uomini, tra genitori e figli, l’uso dell’amicizia che i giovani fanno al tempo di facebook.

a fiaNco Di Paolo crepet • I figli non crescono piú, Einaudi Paolo crepet • L’autorità perduta, Einaudi

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un «elogio» che vuole restituire l’amicizia alla nobiltà e sacralità che la distingue da ogni altro sentimento umano, perché a un amico bisognerebbe dare sempre del lei.

IN LIBRERIA NoveMbre 2012 e 15,00 • pagine 150 ISBN 978880621260-5 formato 13,8 x 21,6

è quando tu prendi il mio 8 «L’amicizia cioccolato tutti i giorni dalla mia borsa e io continuo a tenerlo nello stesso posto». Anonimo

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goffredo fofi alla mia gente Goffredo Fofi parte dalla morte di don Peppino Diana, il prete di Casal di Principe assassinato dalla camorra, per costruire un’inchiesta, economica e sociale, su quella terra. Il 19 marzo 1994 don Peppino Diana fu ucciso da quattro proiettili nella sacrestia della sua chiesa, la stessa in cui aveva denunciato le violenze e le prevaricazioni della camorra. Goffredo Fofi parte dal suo sacrificio per raccontarci che cosa è successo e continua a succedere in quella zona d’Italia. Attraverso una serie di interviste a insegnanti, preti, giudici, operatori sociali, sindaci, leader dei gruppi di immigrati, ci consegna il ritratto di una terra piú che mai piena di contraddizioni. Il libro raccoglie anche gli scritti di don Peppino, tra cui Per amore del mio popolo non tacerò: il documento che redasse insieme ad altri preti di Casal di Principe e distribuí alla sua comunità nel Natale del ’91. Nel documento assimilava la camorra al terrorismo e invitava i cittadini a non rassegnarsi, anzi ad assumersi l’impegno, profondamente cristiano, di vigilare sull’ingiustizia per combatterla. L’ultima parte si avvale infine dei contributi di Raffaello Magi, il pm protagonista del maggiore processo in Campania ai danni del clan dei Casalesi, e del teologo Gabriele Fadini, che analizza il concetto di martirio nella società contemporanea.

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goffredo fofi (1937) è saggista, critico letterario e cinematografico. Ha contribuito alla nascita di riviste cruciali come i «Quaderni piacentini», «Ombre rosse», «Linea d’ombra». È direttore della rivista «Lo Straniero». Tra i suoi libri: L’immigrazione meridionale a Torino (Feltrinelli 1964, Aragno 2009), Capire con il cinema (Feltrinelli 1979), Strade maestre: ritratti di scrittori italiani (Donzelli 1996), Le nozze coi fichi secchi (l’ancora del mediterraneo 1999), Da pochi a pochi (Eleuthera 2006), La vocazione minoritaria: intervista sulle minoranze (a cura di Oreste Pivetta, Laterza 2009), Le zone grigie. Conformismo e viltà nell’Italia di oggi (Donzelli 2011), Strana gente. Un diario tra Sud e Nord nell’Italia del 1960 (nuova edizione Donzelli 2012).


«Don Peppino Diana ha avuto una storia strana, una di quelle che, una volta conosciuta, bisogna poi conservarla da qualche parte nel proprio corpo. In fondo alla gola, stretta nel pugno, vicino al muscolo del petto».

Roberto Saviano

«La camorra ha assassinato il nostro paese, noi lo si deve far risorgere». Don Peppino Diana IN LIBRERIA OTTOBRE 2012 e 17,50 • pagine 260 ISBN 978880621329-9 formato 13,8 x 21,6

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StefaNo bartezzaGHi DaNDo buca a GoDot GIOCHI DI PERSONAGGI IN CERCA DI AURORE titoli di libri, di film, frasi, parole, sillabe, nomi, cognomi, sigle si deformano, si mescolano, perdono la loro identità. Smettono il loro servizio, come tassisti a fine turno che non hanno trovato la via di casa e hanno continuato a circolare, senza una vera meta. il gioco ha inizio… Striptease manzoniano. Dove ho messo il reggiseno? «Stette la spoglia immemore». Che bel che l’è andare sul cammel. I Re Magi sono concordi nel seguire la loro co-meta. Se una notte Calvino fosse rimasto con la sola A iniziale. Attenzione: all’aurora, anzi assai avanti, assiderato avventuriero avanzava... Il tunnel della ministra. L’anagramma di Maria Stella Gelmini è: la galleria mi smentí. Il medico consiglia la dieta a punti. Palindromo: A te i dadi da dieta. Tweet insieme, appassionatamente. (continua...)

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StefaNo bartezzaGHi (Milano 1962) viene da una famiglia di enigmisti – il padre, Piero, era un famoso cruciverbista – e come autore ha esordito con un rebus nel 1971. Collabora a «la Repubblica» con rubriche di giochi (Lessico e nuvole) e di linguistica (Lapsus). Per Einaudi ha pubblicato Incontri con la Sfinge (2004), L’Orizzonte verticale (2007), il racconto Variazioni (nel volume collettivo Questo terribile, intricato mondo, 2008), Lezioni di enigmistica (2009), Scrittori giocatori (2010) e Una telefonata con Primo Levi (Fuori collana 2012).


tutto il mondo in un gioco di parodie linguistiche. e attenzione: il lancio del libro avverrà su twitter, su facebook e sul sito di un importante quotidiano.

IN LIBRERIA ottobre 2012 e 15,00 • pagine 140 ISBN 978880621401-2 formato 13,8 x 21,6

Molti di questi giochi sono nati su twitter, che è oggi, fra le altre cose, la massima arena per divertimenti verbali collettivi. Alcuni Bartezzaghi li ha inventati, a quasi tutti ha partecipato, assieme ai suoi numerosi follower. In contemporanea con l’uscita, un gioco tuttora inedito compreso nel libro verrà lanciato sul sito Einaudi, dalla rubrica di Bartezzaghi, sui social network e sul sito di un importante quotidiano. 21


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Lou Reed e Lorenzo Mattotti

il corvo

L’incontro di due maestri dà origine a un capolavoro che celebra la potenza immaginifica di Edgar Allan Poe. Nel 2001 Lou Reed si immerse nel mondo di uno dei suoi padri spirituali, Edgar Allan Poe, per realizzare POEtry, musical diretto da Bob Wilson in cui i versi del maestro del gotico vengono rivisitati in chiave moderna e fusi con i leggendari pezzi del rocker, che ne ha poi tratto il doppio cd cult The Raven. In questo volume, il terrore e la bellezza di quel testo reinterpretato si uniscono alle figure enigmatiche e minacciose di Lorenzo Mattotti. Nelle sue magnifiche tavole, in bianco e nero e a colori, l’immaginario di Edgar Allan Poe esplode per interrogarci, ancora una volta, sulla nostra fatale attrazione verso l’abisso.

lorenzo mattotti (1954) è uno dei massimi artisti internazionali del fumetto e dell’illustrazione. Collabora da anni con «The New Yorker». Per Einaudi ha pubblicato Stigmate (con Claudio Piersanti), Jekyll & Hyde (con Jerry Kramsky), Il rumore della brina (con Jorge Zentner), Lettere da un tempo lontano, Fuochi, e ha illustrato per la collana dei «Millenni» le Fiabe dei Balcani, Le avventure di Pinocchio e i Racconti analitici di Sigmund Freud.

a fianco di Lorenzo Mattotti e Jerry Kramsky • Jekyll & Hyde, Einaudi Stile Libero

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«Credo che Edgar Allan Poe sia parte del nostro immaginario collettivo, di certo della mia idea di terrore». Lorenzo Mattotti

«Hai idea di che significa riscrivere una delle poesie piú famose al mondo?» Lou Reed

IN LIBRERIA NOVEMBRE 2012 e 17,00 • pagine 60 ISBN 978880620609-3 formato 23,5 x 23 cartonato

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scott westerfeld leviathan la trilogia completa Illustrazioni di Keith Thompson

Una Prima guerra mondiale piú vicina al futuro che al passato. Estetica vittoriana e tecnologia futuristica si fondono a perfezione creando ammalianti scenari all’altezza della migliore letteratura di fantascienza. Protagonisti di questa saga grandiosa, due adolescenti che si incontrano, maturano insieme e infine si scelgono. Siamo sull’orlo della Prima guerra mondiale. Mentre il giovane Alek, principe dell’Impero austro-ungarico, è in fuga sul suo Camminatore, di là dalla Manica una ragazza, Deryn Sharp, si traveste da maschio per diventare pilota nell’aviazione britannica. Ma il suo segreto rischia di essere scoperto. I due ragazzi appartengono a opposti schieramenti: lui ai Cigolanti, lei ai Darwinisti. Ma il destino vuole che le loro strade si incrocino nel modo piú inatteso, portandoli entrambi a bordo del Leviathan, un gigantesco animale volante, metà balena metà dirigibile, che forse li strapperà al frastuono della guerra. Le avventure di Deryn e Alek (che fino agli ultimi capitoli del terzo volume della trilogia ignorerà che Deryn è una ragazza) li condurranno in giro per mezzo mondo:

dalla Svizzera diretti in Turchia, dove arriveranno per aiutare gli insorti e vincere la rivoluzione. Poi in Siberia (dove si ritroveranno a salvare da morte certa l’inventore della radio Nikola Tesla), quindi in America e Sudamerica: dalla California di William Hearst e di Hollywood, passando per il Messico di Pancho Villa, per approdare infine a New York. Nel frattempo Alek scoprirà che Deryn è una ragazza, i due si accorgeranno di essere innamorati l’uno dell’altra, e nel gran finale della trilogia decideranno di stare insieme, rinunciando Deryn al suo posto in aeronautica e Alek al trono. scott westerfeld è nato in Texas e vive tra Sydney e New York. Ha scritto diciotto romanzi tra fantascienza, steampunk e YA, tra cui (pubblicate in Italia) le serie I diari della mezzanotte (Newton Compton), Vampirus (Fazi) e Beauty (Mondadori), e il romanzo Fashion Killers (Fazi). Appena uscita in America, la versione manga di Uglies (primo volume della trilogia Beauty): Shay’s Story (Del Rey 2012). Il 20 agosto, legato alla serie Leviathan, uscirà in America The Manual of Aeronautics. An Illustrated Guide to the Leviathan Series (Simon Pulse, sempre con i disegni di Keith Thompson).

a fianco di Jules Verne • Ventimila leghe sotto i mari, Einaudi J. K. Rowling • Harry Potter, Salani

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L'epopea entusiasmante di Deryn e Alek nella trilogia di Leviathan. Prima edizione italiana.

IN LIBRERIA OTTOBRE 2012 e 24,00 • pagine 1200 ISBN 978880621148-6 formato 13,8 x 21,6 cartonato

trilogia comprende: 8 La Leviathan, Behemoth e Goliath.

«Leviathan è un libro tanto sui futuri possibili quanto sui passati alternativi. Racconta in primis del tempo in cui le macchine sembravano creature viventi, e le creature viventi potevano essere fabbricate come macchine. Eppure rievoca anche un’èra precedente in cui il mondo era diviso in aristocratici e plebei, e le donne di molti paesi non potevano arruolarsi né votare». Scott Westerfeld 25


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BIG

Winslow

De Giovanni

ovadia

Roslund hellstrĂ–m

fofi

bartezzaghi

westerfeld

EXTRA

crepet


wu ming 1 santachiara

reed mattotti

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«Chon pensa che i neohippy siano sporchi, pallidi come cenci per via della dieta vegana («E mangiati un cazzo di hamburger, Casper!»), puzzolenti di patchouli, con i Birkenstock ai piedi, che ingombrano i marciapiedi per giocare con le palline di pezza, appoggiano le loro biciclette di merda contro le porte degli Starbucks café, poi entrano, chiedono un tè verde e si fanno prestare il tuo laptop per controllare le e-mail, e come se non bastasse restano seduti lí per ore senza mai lasciare una cazzo di mancia».

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Don Winslow, Il passato è nel sangue


Novità Einaudi Novembre - Dicembre 2012