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Einaudi NovitĂ  Settembre Ottobre

2012


Einaudi Novità settembre ottobre 2012

Christian Ingrao, Credere, distruggere Audur Ava Ólafsdóttir, Rosa candida Ascanio Celestini, Pro patria

I LIBRI DEL MESE


Una generazione di tedeschi cresciuta nel lutto della Prima guerra mondiale

Christian Ingrao Credere, distruggere Gli intellettuali delle SS Traduzione di Mario Marchetti e Frédéric Ieva

I LIBRI DEL MESE

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Il saggio che fa da contrappunto scientifico a Le Benevole di Jonathan Littell. Un libro rigoroso che alterna ricostruzioni storiche, biografie e sconvolgenti interpretazioni. Il nazismo, in Germania, non fu soltanto un movimento guidato da folli in preda a deliri di onnipotenza. Fu anche una poderosa macchina burocratica che, in quanto tale, doveva servirsi degli uomini piú preparati. Per questo, il Reich aveva scelto proprio chi aveva ricevuto un’educazione d’eccellenza. Giuristi, dottorandi in economia o in storia, giovani laureati in blasonate università - come quella di Heidelberg e di Jena - costituirono un’élite di intellettuali che, pur non rientrando nella cerchia degli uomini piú fidati di Hitler, svolse un ruolo fondamentale nello sterminio degli ebrei, operando sia dal punto di vista teorico che come apparato di esercizio quotidiano del potere. Ma cosa li spinse a mettersi a servizio del nazismo? L’originale, e controversa, tesi di Ingrao è che la generazione di tedeschi, ancora bambini nel primo dopoguerra, non ha mai «elaborato il lutto» della sconfitta. Tanto piú quelli provienienti da aree di confine che subirono occupazione ed espropri, come raccontano le travagliate biografie dei tanti intellettuali delle SS raccolte nel libro. Il messaggio nazista rappresentò il transfert di una rivincita anche ideale, un sogno di perfezione che portava a termine il progetto che la Prima guerra mondiale aveva interrotto: un invincibile «Grande Reich millenario». «Christian Ingrao denuncia le responsabilità dell’intellighenzia tedesca nella Shoah». «Avvenire»

Christian Ingrao è uno storico francese, direttore dell’Istituto di storia del tempo presente di Parigi. Il suo ultimo libro è Les chasseurs noirs (Perrin 2009).


3 I LIBRI DEL MESE

einaudi storia • € 28,00 • pp. 400 • 978880620884-4

Il sapere accademico non conduce sempre alla saggezza. Persino il fatto di essere dei pensatori non impedisce di scivolare nel ruolo del carnefice, contraddicendo certe impressioni ancora troppo diffuse nella civiltà occidentale.


Vincitore del Prix Page des Libraires 2010, un romanzo irresistibile, dalla forza pacata e magnetica

Audur Ava Ólafsdóttir Rosa candida Traduzione di Stefano Rosatti

I LIBRI DEL MESE

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«Una frase del romanzo lo descrive molto bene: “Guardo solo film che sono piú grandi della vita”. Questo è un libro piú grande della vita. Inizi a leggere e ti ritrovi in uno stato di grazia. L’opposto dei libri che vuoi finire in fretta, perché noiosi o pieni di suspense. Qui assapori ogni frase; i personaggi sono teneri. Una delizia». dal commento di una lettrice su Amazon Lobbi ha ventidue anni quando accetta di occuparsi di un antico roseto in un monastero svedese. È stata la madre, morta poco tempo prima in un incidente d’auto, a trasmettergli l’amore per le rose. In Islanda lascia Flóra Sól, la figlia avuta da un rapporto occasionale con una donna piú grande, il fratello autistico e il padre, troppo occupato a decifrare il misterioso libro di ricette della moglie (e a metterle in pratica) per accorgersi di altro. Il giovane porta con sé tre talee di una specie di rosa a otto petali, la Rosa Candida, da piantare per far rivivere il roseto dell’antico monastero. Con una macchina comprata lungo la strada, Lobbi inizia un viaggio attraverso il Grande Nord, fatto di contrattempi e incontri inaspettati come solo i viaggi che ti cambiano dentro sanno essere. Arrivato al monastero, viene accolto da padre Thomas, grande appassionato di cinema, che diventa suo amico e confidente. Lobbi mette a frutto gli insegnamenti di giardinaggio della madre e fa risplendere il vecchio roseto. Qualche tempo dopo, lo raggiungono Flóra Sól e la madre, Anna. La donna vorrebbe lasciare la bambina e ripartire, per concentrarsi finalmente su un impegno di lavoro. Invece, finirà per fermarsi. Per la prima volta, Lobbi scopre un desiderio nuovo, che non è soltanto amore per la figlia e attrazione per Anna: è il desiderio di una famiglia. Un romanzo che riesce a fare quello che ogni lettore si aspetta da un libro: essere portato in un luogo sicuro, al di fuori del tempo, in uno stato di perfetta innocenza e felicità. Audur Ava Ólafsdóttir è nata a Reykjavik nel 1958. Ha insegnato a lungo Storia dell’Arte, ed è stata direttrice del Museo dell’Università d’Islanda. Rosa candida è stato finalista del Prix Fémina e vincitore del Gran Prix des lectrices de Elle.


5 I LIBRI DEL MESE

supercoralli • € 20,00 • pp. 300 • 978880621013-7

«Non c’è niente di piú piacevole di questo romanzo d’esordio, una bolla di delicatezza e autenticità sfuggita a un’epoca, la nostra, che non conosce piú queste parole». «Elle» «Quanto è dolce, questo romanzo, e quanto è delicato e profondo. E quanta è la gioia, soprattutto, di poter ancora utilizzare queste parole legandole a un libro, nel 2012! Rosa candida è un’eccezione, una parentesi, un sogno di significati e parole. Non c’è nulla di ingenuo o naïf qui, c’è semplicemente una purezza rara». «Le Point»


Il Risorgimento di Celestini, in chiave anarchica e rivoluzionaria. Come smontare in un soffio tutta la retorica dei 150 anni

Ascanio Celestini Pro patria

I LIBRI DEL MESE

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Affacciato alla finestra della storia, un detenuto scrive il suo discorso. È l’arringa finale di chi sarà ricordato solo in quanto colpevole e si nutre delle parole di altri visionari come lui, nati centocinquant’anni prima, e morti in solitudine per il reato imperdonabile di aver sognato un’Italia diversa. Nasce cosí il “Discorso della controvertigine”, un torrente di rabbia, di comicità e di poesia che corre dai giorni luminosi e drammatici della Repubblica Romana al nostro presente cosí cupo e confuso. Nella poetica concentrica di Ascanio Celestini, ogni storia ne contiene sempre un’altra. «Il mondo è l’insieme dei fatti. La prigione è un fatto, il mondo è una prigione». Lo spunto di partenza è l’avventura che fu la Repubblica Romana del 1849: pochi mesi che bastarono a gettare i semi di quella che, cento anni dopo, sarebbe diventata la Costituzione italiana. Il protagonista è un detenuto dei giorni nostri. Nella solitudine della prigione, gli unici esseri umani con cui si rapporta sono un secondino detto «l’intoccabile» e un immigrato africano che dorme cinque minuti ogni ora. Ma il detenuto ha un piano: preparare un discorso usando i pochi libri che l’istituzione carceraria gli ha permesso di consultare. Le parole di Pisacane, Cattaneo, Mazzini, Mameli, credute innocue dai suoi carcerieri, diverranno nelle sue mani il grimaldello col quale tentare di evadere, anche solo mentalmente. Perché quel Risorgimento era «storia di lotta armata e galera», e ci sono due tipi di terroristi, «quelli che finiscono in galera, e quelli che finiscono in Parlamento».

Ascanio Celestini è una delle voci piú note del teatro di narrazione in Italia. Con Donzelli ha pubblicato Cecafumo, Fabbrica e la ripresa televisiva di Radio Clandestina. Per Einaudi ha pubblicato i libri Storie di uno scemo di guerra («L’Arcipelago Einaudi», 2005 e «Super ET», 2009), La pecora nera («I coralli», 2006 e «Super ET», 2008), il cofanetto con DVD dello spettacolo Scemo di guerra («Stile libero/DVD», 2006), Lotta di classe («Supercoralli», 2009 e «Super ET», 2010), La pecora nera («Stile libero/DVD», 2010) e Io cammino in fila indiana («Supercoralli», 2011 e «Super ET», 2012).


7 I LIBRI DEL MESE

supercoralli • € 17,50 • pp. 150 • 978880621363-3

Chi ruba una mela finisce in galera anche se molti pensano che rubare una mela è un reato da poco. E chi ruba due mele? Chi ne ruba cento? Quand’è che il furto della mela diventa un reato? C’è un limite? C’entra con la qualità della mela? La legge è uguale per tutti, e i giudici non si mettono a contare le mele. La statua della giustizia davanti al tribunale ha una bilancia in mano, ma entrambi i piatti sono vuoti. Non è una bilancia per pesare la frutta.


Mark Haddon Alice Munro Amanda Coe Jonathan Franzen Kate Colquhoun Peppe Fiore Luca Ricci

narrativa


Dall’autore di Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte, un ritratto crudele e commovente della famiglia inglese

Mark Haddon La casa rossa Traduzione di Monica Pareschi

Richard è un medico di successo su cui incombe la possibile accusa di negligenza professionale. Louisa, la seconda moglie, è una ragazza giovane che fatica a tenere a bada Daisy, la figlia egocentrica e prepotente. Angela soffre di depressione, mangia in maniera compulsiva e non distingue il mondo dei sogni da quello reale. Suo marito, Domenic, ha una relazione extraconiugale sul lavoro e viene scoperto dal figlio Benjy, che ne parla con il fratello maggiore Alex. Quando, alla fine del romanzo, i pregiudizi verranno ribaltati e i conflitti sanati, i personaggi potranno tornare alle proprie case. Cambiati, forse. Quello che, attraverso un virtuosistico caleidoscopio di punti di vista, Mark Haddon regala al lettore è, sí, il ritratto severo e contraddittorio di una famiglia infelice (e quindi infelice a modo suo), ma anche la storia di come si può, nonostante tutto e tutti, diventare una famiglia felice. E addirittura una famiglia felice a modo proprio.

Mark Haddon è nato nel 1963. Vive a Oxford. Ha scritto e illustrato libri per ragazzi. Ha lavorato per la televisione e per la radio. Per Einaudi ha pubblicato i romanzi Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte («Supercoralli», 2003 e «Super ET», 2005), Una cosa da nulla («Supercoralli», 2006), Boom! («Supercoralli», 2009 e «Super ET», 2011) e la raccolta di poesie Il cavallo parlante e la ragazza triste e il villaggio sotto il mare («Super ET», 2005).

supercoralli • € 19,50 • pp. 250 • 978880621184-4

9 NARRATIVA

Due fratelli, Richard e Angela, e le rispettive famiglie, decidono di trascorrere insieme il fine settimana in una casa in campagna. Lí si confronteranno, si odieranno e si perdoneranno, fino a mostrarsi per quello che realmente sono.


«Il piú bel libro della Munro» Jonathan Franzen

Alice Munro Chi ti credi di essere? Traduzione di Susanna Basso

NARRATIVA

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Dieci storie di formazione che ruotano attorno alla figura di Rose, dalla sua infanzia nel minuscolo villaggio di West Hanratty, in Ontario, fino alla maturità a Toronto. Non c’è sentimentalismo nel modo in cui la Munro dipinge la provincia: operai abbrutiti, piccoli negozianti indolenti, pettegolezzi crudeli e necessari egoismi di orizzonti troppo piccoli. Quella di Rose è la storia di una fuga, ma anche della presa di coscienza del peso che hanno le radici. Nel libro, non a caso, gioca un ruolo fondamentale Flo, la matrigna, incarnazione della brutalità della vita rurale. Nei quarant’anni in cui si dipanano i racconti, Flo è il costante alter ego di Rose, la sua impronta, la sua nemica e il suo rifugio. Quelle di Chi ti credi di essere? sono storie che spesso indagano la sessualità: come La mendicante, che racconta la disillusione di un amore nei confronti del quale Rose aveva creduto di dover essere come la «Vergine mendicante» del quadro di Burne-Jones, mite, dolce e riconoscente. Ed è ancora il sesso, fatto per noia o per sentirsi meno soli, alla base di Cigni selvatici e di Un’avventura. Alla fine, però, Rose ce la farà. Troverà un proprio posto nel mondo e tornerà, anni dopo, a West Hanratty, dove tutto è iniziato.

Alice Munro è la piú importante autrice canadese contemporanea. Ha ricevuto tre volte il «Governor General’s Literary Award» in Canada e il «National Book Critics Circle Award» negli Stati Uniti. Per Einaudi ha pubblicato Nemico, amico, amante... («Supercoralli», 2003), In fuga («Supercoralli», 2004), Il sogno di mia madre («ET Scrittori», 2005), Il percorso dell’amore («Supercoralli», 2005), La vista da Castle Rock («Supercoralli», 2007, «Super ET», 2009), Segreti svelati («Super ET», 2008), Le lune di Giove («Supercoralli», 2008) e Troppa felicità («Supercoralli», 2011).

supercoralli • € 19,50 • pp. 250 • 978880618353-0


L’esordio di una grande voce della letteratura britannica

Amanda Coe Quello che fanno nel buio Traduzione di Gualtiero De Marinis

«Un esordio magnifico». «The Guardian» «Un romanzo grande e sconvolgente, che non vi abbandona neanche dopo l’ultima pagina. Il ritratto sentimentale di una gioventú che fa venire i brividi». «The Sunday Times»

Forse nemmeno Gemma e Pauline possono dire di conoscere bene se stesse. Del resto sono poco piú che bambine. Apparentemente sono diverse in tutto: Gemma, privilegiata, figlia delle piccola borghesia, sembra non mancare di nulla; Pauline viene cresciuta da una nonna drogata, sopravvive in un ambiente che di umano conserva poco. Ma condividono molto, Gemma e Pauline: l’attrazione per Lallie, attrice bambina, ad esempio. O la violenza in cui sono costrette a crescere, diffusa e impossibile da sfuggire come l’aria che respirano, come una tossina che ti entra nel sangue. Gemma è oggetto delle attenzioni del patrigno e vorrebbe andarsene di casa. Pauline è orfana di una prostituta brutalmente assassinata, e vive per strada dove si apparta con gli uomini per rimediare qualche soldo. Quando le due ragazzine si incontrano quello che accade è un’esplosione di orrore, un precipitato di tutta la rabbia, i tradimenti, gli abusi, le invidie che hanno accumulato nelle loro vite. Esistenze brevi, ma lunghe abbastanza per veder morire il futuro. Paragonato al primo Ian McEwan, Quello che fanno nel buio è un crudo e sorprendente romanzo sulla nascita della violenza.

Amanda Coe è una sceneggiatrice inglese. Ha scritto fiction per BBC e Channel4. Attualmente vive a Londra con il marito e i due figli. Quello che fanno nel buio è il suo primo romanzo.

supercoralli • € 19,00 • pp. 230 • 978880620754-0

11 NARRATIVA

Credi di sapere quello che fanno nel buio. Di poterlo immaginare. Ma non conosci il buio. E non conosci loro.


Dall’autore di Le correzioni e Libertà, un viaggio attraverso isole sperdute, città e libri

Jonathan Franzen Piú lontano ancora Traduzione di Silvia Pareschi

NARRATIVA

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Raccontandoci di animali esotici, di isole sperdute, di viaggi intorno al mondo, Jonathan Franzen ci parla di noi, di chi abbiamo accanto, della città degli uomini dentro cui viviamo. Piú lontano ancora si apre con il reportage di un viaggio compiuto da Jonathan Franzen in tre paesi dell’Europa mediterranea - Malta, Cipro e Italia - allo scopo di indagare il fenomeno della caccia illegale agli uccelli. La parte dedicata all’Italia è una galleria di scienziati, ambientalisti, parlamentari e cacciatori, che dipinge un ritratto del tutto inedito del nostro paese. La profonda e competitiva amicizia tra Franzen e David Foster Wallace è al centro del reportage che dà il titolo al libro: non basterà imbarcarsi in un’avventurosa esplorazione di una sperduta isola deserta al largo del Cile per allontanarsi dall’ombra dell’amico suicida. Ma forse sarà proprio la solitudine a mettere l’autore di fronte al senso di quel legame e allo stesso tempo a ricordarci perché scriviamo e leggiamo romanzi. Che parli della devastazione ambientale in Cina, di come i telefoni cellulari abbiano modificato il nostro modo di esprimere le emozioni o di quanto il «tecnoconsumismo» sia la vera religione dei nostri giorni, Franzen, in questi saggi come nei suoi romanzi, racconta il presente rivelando i segreti legami tra scelte individuali e destini collettivi. Jonathan Franzen vive a New York. Pubblica regolarmente racconti e saggi su «The New Yorker» e su «Harper’s». Oltre a Le correzioni («Supercoralli», 2002 e «Super ET», 2005), Einaudi ha pubblicato Come stare soli («Supercoralli», 2003), La ventisettesima città («ET Scrittori», 2005), Forte movimento («Supercoralli», 2005), Zona disagio («Supercoralli», 2006) e Libertà («Supercoralli», 2011).

frontiere einaudi • € 20,00 • pp. 300 • 978880621324-4


Una storia vera che ha fatto il giro del mondo

Kate Colquhoun Il cappello di Mr. Briggs Traduzione di Ada Arduini

«Con l’abilità dello storico, Colquhoun trasforma uno strano assassinio in un affascinante ritratto dell’età vittoriana». «Daily Telegraph»

Il «mistero dello scompartimento sessantanove» catturò a tal punto l’interesse dell’opinione pubblica britannica da mettere in ombra addirittura la coeva Guerra civile americana. Non solo perché, per la prima volta, il treno, simbolo di modernità e progresso nella nuova «età del ferro» inglese, viene associato alla violenza di un omicidio, ma anche per l’insondabile (e affascinante) mistero del caso: l’unico indizio a disposizione di Scotland Yard è il cappello, macchiato di sangue, ritrovato nello scompartimento. Quella che ci racconta Kate Colquhoun è una storia vera che pure sembra uscita dalla penna di Conan Doyle. Sulle tracce dell’assassino viene messo Richard Tanner, il miglior segugio del Regno Unito. Il giallo si trasformerà ben presto in una «caccia all’uomo» fatta di inseguimenti, trappole, appostamenti che non si fermeranno di fronte a nulla: neanche a un oceano. Infatti dopo essere fuggito per tutta Londra e l’Inghilterra, il sospettato salperà per gli Stati Uniti, coinvolgendo i detective in una corsa all’ultimo respiro attraverso due continenti.

Kate Colquhoun è una scrittrice e giornalista inglese. Vive a Londra e scrive regolarmente per numerosi giornali e riviste. Il suo primo romanzo, A thing in Disguise: The Visionary Life of Joseph Paxton è stato candidato al Samuel Johnson Prize 2003.

frontiere einaudi • € 20,00 • pp. 350 • 978880620962-9

13 NARRATIVA

La sera del 9 luglio 1864 Thomas Briggs, un anziano e ricco banchiere, prende il treno alla stazione di Fenchurch, a Londra, per tornare a casa. Quando, la mattina successiva, il suo corpo viene trovato sulle rotaie è l’intero paese che si ferma, bloccato dall’orrore.


«L’uomo è quell’animale che, attraverso il lavoro, sceglie liberamente di essere schiavo per tutta la vita»

Peppe Fiore Le umane cose Michele Gervasini è una sorta di Fantozzi 2.0, impiegato in un’azienda in cui inspiegabilmente, uno dopo l’altro, i dipendenti si suicidano. Un romanzo chiassoso e irriverente sugli aspetti comici e grotteschi della vita che facciamo, in cui si ride moltissimo ed è impossibile non riconoscersi.

NARRATIVA

14

Il sole splende sulla Valbona, azienda leader nel settore del latte e derivati. Non fosse che, durante la visita di una scolaresca, un ragazzino rinviene il cadavere di Lucia Frangipani, impiegata amministrativa che si è data fuoco nello sgabuzzino delle scope… È solo il primo di una catena di suicidi che trasformeranno il volto dell’azienda e le giornate dei suoi dipendenti: una pattuglia di figure tragicomiche che sembrano non avere altra vita al di fuori dell’ufficio, tra il mutuo da pagare, la cyclette a giorni alterni, e lo scatto di carriera che non arriva mai. Fino a che, nel clima di psicosi che si viene a creare e dopo una sequenza incredibile di disgrazie, Michele Gervasini troverà il coraggio (o la rassegnazione) per guardare in faccia la sua vita. Grazie a una scrittura che incalza come una sit-com, Peppe Fiore mette in scena le frustrazioni, i tic e i rituali della vita aziendale, dando forma – dentro uno scenario di cupa disperazione – a una commedia grottesca, cinica, irresistibile. Peppe Fiore, classe 1981, vive e lavora a Roma. Ha pubblicato due raccolte di racconti, L’attesa di un figlio nella vita di un giovane padre, oggi (Coniglio Editore, 2005) e Cagnanza e padronanza (Gaffi, 2008). La futura classe dirigente (minimum fax, 2009) è il suo primo romanzo. Scrive per la TV e collabora con giornali e magazine.

i coralli • € 16,50 • pp. 200 • 978880621091-5


Un gioco di presenze e fughe, di sguardi e tradimenti, di languida passione

Luca Ricci Mabel dice sí

«L’amore andava cosí, pensai. C’era sempre qualcuno pronto a essere sfruttato, e qualcun altro pronto a sfruttarti».

«Chiunque abbia lavorato in un hotel, giurerà di avere a disposizione un’aneddotica pressoché sterminata sulla clientela», dice il protagonista di questa ipnotica vicenda, che per sbarcare il lunario si vede costretto a fare il portiere di notte in un albergo. Ed è proprio sul posto di lavoro che conosce Mabel, una collega con «poco seno, pochi fianchi, nessuno slancio – eppure quando si muove capace di comunicare una morbidezza del tutto assente nelle sue forme». Il fascino e la complicità che cela in ogni gesto sono le armi piú affilate di Mabel, un personaggio disarmante e inafferrabile che – con implacabile precisione – fa infuriare ogni donna e seduce ogni uomo che incontra. Sarà proprio lei a illuminare lo scorrere lento delle notti del protagonista, e a impartirgli un’inconsapevole lezione sulle qualità che deve possedere un artista.

Luca Ricci è nato a Pisa nel 1974. Ha pubblicato Il piede nel letto (Alacrán 2005, Premio CocitoMontà d’Alba), L’amore e altre forme d’odio (Einaudi 2006, Premio Chiara), La persecuzione del rigorista (Einaudi, 2008) e Come scrivere un best seller in 57 giorni (Laterza, 2009).

l’arcipelago einaudi • € 12,00 • pp. 150 • 978880621176-9

15 NARRATIVA

Un pianista che fa il portiere di notte. Un albergo e le sue stanze, perfette per nascondere i segreti. Un’enigmatica receptionist, con «un sorriso negli occhi» al quale è impossibile resistere.


Franco Marcoaldi Ruggero Cappuccio

Poesia teatro


Dopo il successo di Animali in versi, una nuova tappa poetica che racconta il nostro stare al mondo

Franco Marcoaldi La trappola

Tassello dopo tassello, Franco Marcoaldi persegue da anni un preciso disegno poetico, incentrando ogni suo libro su un tema cruciale: l’amore, il rapporto padre-figlio, la relazione con gli animali, l’idea di tempo. Stavolta tutto ruota attorno alla figura della «trappola», a partire da quelle che tendiamo a noi stessi - e che ci impediscono di vivere con sincerità (dall’obiettivo della carriera ad ogni costo al circolo vizioso del successo) - per le ragioni piú disparate: esistenziali, psicologiche, religiose - comunque tutte mondane, tutte politiche, legate alla nostra esposizione alla realtà circostante. Affidandosi a una scrittura di estremo nitore e semplicità, potente e matura, drammatica e teatrale, Franco Marcoaldi affonda lo sguardo in quei meccanismi oggettivi e soggettivi che imprigionano la mente, scegliendo di affidare all’esercizio dell’immaginazione che proprio la poesia preserva come il nostro piú irrinunciabile tesoro - l’unica possibilità di fuga. La trappola, che segue il filo de Il tempo ormai breve e Animali in versi, diventa metafora portante di un percorso poetico volto alla liberazione interiore.

Franco Marcoaldi scrive per «la Repubblica». Vive a Roma e a Orbetello. Per Einaudi ha pubblicato cinque raccolte di poesia: A mosca cieca (1992, premio Viareggio), Celibi al limbo (1995), L’isola celeste (2000), Animali in versi (2006), Il tempo ormai breve (2008); un volume di interviste a scrittori: Voci rubate (1993); un racconto, Baldo (2011) e Viaggio al centro della provincia (2009), il suo «Viaggio in Italia».

collezione di poesia • € 10,50 • pp. 100 • 978880621323-7

17 poesia

Da uno dei poeti piú amati dai lettori, una raccolta di poesia filosofico-sapienziale sulle trappole mentali che ci imprigionano e ci impediscono di vivere con autenticità.


Il mistero che circonda la morte di Caravaggio

Ruggero Cappuccio Le ultime sette parole di Caravaggio Una rievocazione-reinvenzione della morte di Caravaggio sulla spiaggia di Punta Ala nel 1610. Una scorribanda linguistica che intreccia in forma drammatica e comica i temi dell’arte, del potere, del mito.

TEATRO

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Lo spettacolo è stato portato in scena da Claudio di Palma e Lello Arena nella stagione teatrale 2010-2011.

Michelangelo Merisi sbarca su una spiaggia desolata del sud Italia, provato nel corpo e nell’anima dalla persecuzione dello Stato Pontificio, dalla sete di vendetta dei suoi nemici e dall’abbandono dei suoi protettori ed estimatori piú fedeli. È accompagnato da un servo, una spalla comica che trasforma ogni dialogo in uno scambio alla Don Chisciotte e Sancho Panza. Ma con l’arrivo sulla scena delle «femminote», un gruppo di zingare incaricate di avvelenare il pittore, i toni della commedia mutano in tragedia. Caravaggio deve morire perché – dicono - con la sua pittura e la sua condotta «sputò in faccia alla chiesa e ai signori». E nel dialogo disperato con sé stesso, di fronte alla fine imminente, l’artista morente dipinge il suo testamento. Mescolando le parole di Caravaggio a quelle del servo e al sabba plurilinguistico delle sue assassine, Ruggero Cappuccio crea atmosfere poetiche intense, in un «impasto» di idiomi - il siciliano, il calabrese e il napoletano - che culmina in un delirio finale fatto di mito, ricordi e volontà di cambiare il mondo.

Ruggero Cappuccio, nato a Torre del Greco nel 1964, è drammaturgo e regista di celebri opere, abituato a mescolare cultura popolare e alta. Einaudi ha già pubblicato due testi dei suoi spettacoli: Edipo a Colono (2001, con la presentazione di Roberto De Simone) e Shakespea Re di Napoli (2002). Tra le altre sue opere teatrali, Paolo Borsellino essendo stato e Desideri mortali, un oratorio profano per Tomasi di Lampedusa.

collezione di teatro • € 8,00 • pp. 60 • 978880620617-8


Giuseppe Ruggieri Antonio Galdo Anthony Kenny Gabriele D’Autilia Anna Detheridge Carmelo Occhipinti

saggistica


Un messaggio tutt’altro che dimenticato

Giuseppe Ruggieri Ritrovare il Concilio A cinquant’anni dall’inaugurazione del Concilio Vaticano II, un bilancio critico che spiega perché la Chiesa appaia ancora divisa sulla questione. Il libro suggerisce una strada diversa.

saggistica

20

Il Concilio proponeva una «riforma» che voleva essere soltanto un aggiornamento, un’epurazione degli errori passati, affinché gli uomini comuni riscoprissero la Parola e la Scrittura nella vita di tutti i giorni. Allora perché c’è ancora chi vuole cancellare quell’esperienza, facendola evaporare all’interno di questioni puramente retoriche? È colpa della solita Chiesa restia ad accettare la modernità? Con questo splendido saggio Ruggieri indaga non solo il reale significato che il Concilio ebbe negli anni in cui si svolse, ma ripropone a tutti noi le domande che sollevò: la Chiesa non dovrebbe rivedere i propri rapporti con la società, non dovrebbe rinunciare a una struttura societaria e concentrarsi su nuove e piú tolleranti relazioni con le altre religioni? Domande che, anche dopo cinquant’anni, appaiono quanto mai attuali e degne di una risposta.

Giuseppe Ruggieri insegna Teologia presso lo Studio Teologico di Catania ed è membro della Fondazione per le scienze religiose di Bologna, della quale dirige la rivista «Cristianesimo nella storia». Ha insegnato nell’Università Gregoriana di Roma e nella Facoltà di Teologia cattolica di Tubinga. Tra i suoi libri piú recenti: Cristianesimo, chiese e vangelo (Il Mulino, 2002); La Verità crocifissa. Il pensiero cristiano di fronte all’alterità (Carocci, 2007) e Prima lezione di teologia (Laterza, 2011).

vele • € 10,00 • pp. 120 • 978880621276-6


È il momento di abbandonare l’«io» e usare il «noi»

Antonio Galdo La vita comune La nuova civiltà dello stare insieme

C’è qualcosa che si muove, anche in anni di crisi e di recessione come questi. I sintomi di un cambiamento, per quanto incompleto e non ancora ben organizzato, sono già visibili. Sono i paradigmi di una nuova società che crede nella condivisione, nell’uso consapevole al posto del possesso, nello scambio creativo contro l’acquisto compulsivo, nella solidarietà, nella vita comunitaria. Quella che propone Antonio Galdo, in questo testo originale e attualissimo, è una civiltà dello stare insieme, non un modello utopico di economia in risposta alla crisi, ma un nuovo mondo, un futuro in cui le persone si uniscano e condividano, dividano affinché tutti abbiano qualcosa, in un «made in Italy» degno di essere esportato in tutto il mondo.

Antonio Galdo è giornalista e scrittore. Ha scritto per «Il Mattino» e «Il Messaggero», è autore di programmi televisivi e radiofonici. Da molti anni si occupa di sprechi, legati a molti ambienti della vita pubblica, dagli ospedali al mondo della politica. Per Einaudi ha pubblicato Fabbriche («Gli Struzzi», 2007), Non sprecare («Gli Struzzi», 2008 ed «ET Saggi», 2012) e Basta poco («Passaggi Einaudi», 2011). Dal 2009 cura il portale www.nonsprecare.it.

passaggi einaudi • € 16,50 • pp. 170 • 978880621343-5

21 saggistica

In un’Italia divisa tra luci e ombre si è aperto un cantiere intitolato «noi»: è la vita comunitaria, un modello di vivere civile e responsabile che è già in atto.


I primi due volumi di un’opera magistrale e innovativa

Anthony Kenny Nuova storia della filosofia occidentale

Volume I: La filosofia antica - Volume II: La filosofia medievale A cura di Gianluca Garelli Traduzione di Gianluca Garelli e Luca Conti

saggistica

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Una «storia filosofica della storia della filosofia»: un’opera solida e convincente in grado di offrire una reale comprensione dei grandi filosofi e delle principali correnti di pensiero. Quattro volumi che si propongono come solido punto di riferimento per tutti coloro che vorranno scoprire o approfondire le personalità e le idee che hanno modellato il corso del pensiero occidentale. L’opera di Anthony Kenny ricostruisce la storia della filosofia occidentale in termini appassionati e convincenti. Quello di Kenny, infatti, non è l’ennesimo manuale per studenti o uno strumento per soli eruditi ma mostra, già dall’architettura d’insieme, chiara ed essenziale, la volontà di aprirsi ad un pubblico piú ampio possibile. Per farlo l’autore utilizza una struttura bipartita: una prima sezione è organizzata in brevi capitoli contenenti informazioni cronologiche, biografiche, riguardanti il contesto o le prospettive teoriche del filosofo o della corrente, mentre una seconda, piú complessa e approfondita, esamina alcune ipotesi formulate dai pensatori sui temi classici della filosofia (il linguaggio, la conoscenza, la metafisica, Dio). Come a dire, chi vuole limitarsi a una semplice panoramica di storia delle idee può fermarsi alla prima sezione, mentre i piú interessati possono proseguire. Chi lo farà, comunque, sarà ben ricompensato, leggendo le interpretazioni personali dell’autore, sempre profonde e riccamente documentate. Nel primo volume Kenny racconta la nascita della filosofia e la sua fortuna nel Mediterraneo (dal 550 a.C. al 450 d.C.), mentre nel secondo traccia una storia della filosofia medievale fino al Rinascimento, raggiungendo il culmine con i grandi scolastici Tommaso d’Aquino e Giovanni Duns Scoto.

Anthony Kenny insegna filosofia al St John’s College di Oxford, di cui è vice-rettore. È presidente del comitato scientifico della British Library. Fra i suoi lavori ricordiamo: Wittgenstein (1973) e Frege («Piccola Biblioteca Einaudi», 2003). Nel 1994 ha curato The Oxford Illustrated History of Western Philosophy.


23 saggistica

PBE Mappe (formato Big) • volume I • € 23,00 • pp. 300 • 978880621223-0 PBE Mappe (formato Big) • volume II • € 23,00 • pp. 300 • 978880611224-7

«Questo libro è magnifico... non è solo una guida autorevole alla storia della filosofia ma anche un’introduzione alle maggiori aree di indagine filosofica». «Times Higher Education Supplement»


Per raccontare la storia attraverso la fotografia e la fotografia attraverso la storia

Gabriele D’Autilia Storia della fotografia in Italia Dal 1839 a oggi

saggistica

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Un volume che percorre la storia sociale e culturale della fotografia italiana dalle origini ad oggi, grazie a un nuovo e originale approccio metodologico. La fotografia è il piú antico dei media, l’unico in grado di restituire, con continuità e sul lungo periodo, l’immagine di un paese e di un popolo. Sin dalle sue origini, infatti, quest’arte ha accompagnato l’Italia, dal Risorgimento fino all’Unità e alle guerre mondiali, mostrando i volti dei protagonisti, i luoghi, i riti e gli eventi eccezionali. Ma la fotografia non vive ad uso e consumo dell’arte. Accanto al dovere di rappresentare, di immortalare una scena familiare o istituzionale, possiede la capacità di amplificare i mutamenti sociali e di veicolare le opinioni, nonchè il dovere di mettersi alla prova con il contesto di chi produce immagini e di chi le fruisce, con la storia dei media e delle discipline che, con lei, hanno approfondito l’immagine tecnica (sociologia, antropologia, storia e critica del cinema). In questo testo, rigoroso e affascinante, non si troverà risposta solo a «cosa la fotografia ha raccontato della storia d’Italia» ma si rifletterà piuttosto su «quale storia d’Italia ha raccontato la fotografia».

Gabriele D’Autilia insegna Fotografia e documentazione visiva e Teoria e tecniche dei nuovi media, all’Università di Teramo. Collabora con l’Istituto Luce e con l’Archivio audiovisivo del movimento operaio e democratico. È autore de L’età giolittiana (Editori Riuniti, 1998); L’indizio e la prova: la storia nella fotografia (Bruno Mondadori, 2001). Ha curato la collana «Storia fotografica della società italiana» per gli Editori Riuniti. Per Einaudi ha curato, con Giovanni De Luna e Luca Criscenti, L’Italia del Novecento. Le fotografie e la storia («Grandi Opere», 2005-2006) e il Dizionario della fotografia («Grandi Opere», 2008).

PBE (formato Big) • € 32,00 • pp. 400 + 75 illustrazioni • 978880620995-7


Un viaggio negli ultimi cinquant’anni d’arte, tra territori reali e spazi immateriali

Anna Detheridge Gli scultori della speranza Attitudini, azioni e ambienti per l’arte globale

Dall’arte concettuale a quella povera, dal Situazionismo alla Land Art, Anna Detheridge esplora in questo testo i confini dell’arte degli ultimi cinquant’anni per capire cosa significa essere un artista ai nostri giorni. Ciò che si fa di interessante oggi in campo artistico, sembra suggerirci l’autrice, quello che risulta valido e innovativo, non risiede mai in un unico luogo, ma è «decentrato», frutto di una ricerca e di una sperimentazione che ha l’obbligo di muoversi e di scandagliare ogni direzione possibile. È per questo che Anna Detheridge propone l’analisi di un’arte piú attenta ai grandi temi della convivenza civile e del corretto sfruttamento del territorio, un’arte critica, che morda i fianchi alle istituzioni e alle stesse strutture che la producono perché, in fondo, questo hanno sempre fatto gli artisti: mostrarsi critici del presente e aperti al futuro.

Anna Detheridge è una teorica e critica delle arti visive. Già curatrice della pagina dell’arte per il Domenicale del «Sole24ore» (dal 1987 al 2003), ha insegnato al Politecnico e all’Università Bocconi di Milano, ha curato numerose mostre tra cui la X Biennale di fotografia di Torino (2003), The Global Village al Musée des Beaux Art di Montréal (2003) e ha fondato «Connecting Cultures», associazione culturale non-profit attiva nel campo delle politiche culturali.

PBE (formato Big) • € 30,00 • pp. 360 + 80 illustrazioni • 978880621052-6

25 saggistica

Una riflessione critica che guida il lettore attraverso i percorsi apparentemente ermetici dell’arte contemporanea, per esplorarne i confini e aprire nuove finestre sul mondo.


Una magnifica galleria dei piú grandi artisti europei

Carmelo Occhipinti Arte in Italia e in Europa nel secondo Cinquecento saggistica

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Da Michelangelo a Vasari, da Tiziano a Tintoretto, da El Greco a Cellini, Bruegel, Goltzius e Goujon: un viaggio nell’Europa del Cinquecento durante la nascita delle tradizioni artistiche nazionali. Il tardo Cinquecento portò enormi trasformazioni su scala europea: il Concilio di Trento, le guerre di religione, la diffusione del Protestantesimo, l’occupazione di gran parte del territorio italiano da parte della Spagna. Questi eventi ebbero conseguenze non soltanto sull’equilibrio politico ed economico europeo, ma anche su quello artistico. In ogni nazione, infatti, si assistette al fiorire di scuole pittoriche che scelsero di specializzarsi in alcune produzioni piuttosto che in altre: paesaggi, ritratti, pittura a fresco, pittura sacra o profana. E se un pittore voleva impararne i segreti, doveva andare dove c’erano i maestri. In questo testo Occhipinti non si limita ad indagare l’attività dei nuovi centri artistici alla corte di Francia, nei Paesi Bassi, nelle corti tedesche e in quella rudolfina, nella penisola iberica e in Inghilterra, ma analizza anche i rapporti e le influenze che esercitavano l’uno sull’altro. E le scuole nate in Italia? La romana, la veneziana, l’emiliana, la lombarda, come guardavano il resto d’Europa? E come erano considerate? Carmelo Occhipinti è docente di Museologia e Storia del collezionismo all’Università Tor Vergata di Roma. Trai suoi libri pubblicati, Il disegno in Francia nella letteratura artistica del Cinquecento (SPES-INHA, 2003), Pirro Ligorio e la storia cristiana di Roma, da Costantino all’Umanesimo (Edizioni della Normale, 2007) e Giardino delle Esperidi. Le tradizioni del mito e la storia di Villa d’Este a Tivoli (Carocci, 2009).

Piccola storia dell’arte • € 28,00 • pp. 250 + 70 illustrazioni • 978880621087-8


Omero Daniel Rosenberg e Anthony Grafton Christopher Tyerman

classici grandi opere


La pietra angolare della civiltà occidentale

Omero Iliade

A cura di Guido Paduano e Maria Serena Mirto Traduzione di Guido Paduano Illustrazioni di Luigi Mainolfi

CLASSICI

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Si completa con questo «Millennio» la riproposta delle opere di Omero con la traduzione di un grande grecista, Guido Paduano, cui si aggiunge qui il prezioso commento di Maria Serena Mirto. Arricchiscono il volume dodici tavole originali dello scultore Luigi Mainolfi, che altrettante ne aveva elaborate per l’Odissea. Dal fatto che l’Iliade sia «la prima opera letteraria della cultura occidentale fissata dalla scrittura» come ricorda Maria Serena Mirto, deriva il suo fascino ma anche «il mistero di un testo che deve essere compreso e interpretato senza che siano noti i suoi referenti». E aiuta a comprenderlo il suo commento, di alto livello ma non specialistico, di tipo parafrastico-riassuntivo, ideale per chi non è troppo addentro ai testi e alle questioni omeriche. Cosí, vengono riportati alla luce la genesi, la struttura e gli artifici narrativi che fanno dell’Iliade il fondamento dello stile epico: il racconto di 51 giorni d’assedio in una guerra durata dieci anni, un prodigio di unità e di sintesi che gli valse l’ammirazione di Aristotele, ma soprattutto «la mano sapiente di Omero» che «come guidava con mano sicura il suo primo pubblico, con successo immutato guida ancora il lettore odierno dopo piú di ventisette secoli». Con questo volume, che riprende la storica edizione nella «Biblioteca della Pléiade» (1997) ma con l’aggiunta del prezioso apparato iconografico, e fa il paio con l’Odissea curata anch’essa da Paduano, si potranno cosí rileggere i due poemi cogliendone l’omogeneità narrativa, verificandone la complementarità come in un’unica serie.

Guido Paduano è nato a Venezia nel 1944. Insegna Filologia classica all’Università di Pisa. Per Einaudi ha pubblicato Lunga storia di Edipo re. Freud, Sofocle e il teatro occidentale (1994) e le traduzioni dell’Iliade (1997), di Catullo (1997), delle Metamorfosi di Ovidio (2000) e dell’Odissea (2010). Tra i suoi libri piú recenti: Il teatro antico. Guida alle opere (Laterza, 2005), Edipo. Storia di un mito (Carocci, 2008), La nascita dell’eroe. Achille, Odisseo, Enea: le origini della cultura occidentale (Rizzoli, 2008). Maria Teresa Mirto è professore associato di Filologia Classica presso la Facoltà di Lingue e Letterature Straniere dell’Università di Pisa. È autrice e curatrice di libri e articoli in svariati ambiti di ricerca: epica greca arcaica, tragedia greca, antropologia della religione greca, riscritture moderne di testi del teatro greco classico, onomastica letteraria greca.


29 Classici

millenni • € 90,00 • pp. 1300 • 978880621342-8

La prima edizione einaudiana dell’Iliade è stata pubblicata proprio nei Millenni nel 1950. La traduzione era di Rosa Calzecchi Onesti, la prefazione di Cesare Pavese. La gloriosa versione della Calzecchi Onesti passò poi nella «NUE» (1963) e in «ET» (1990), dove è tuttora disponibile.


La rappresentazione del tempo, dal Medioevo agli anni di internet

Daniel Rosenberg e Anthony Grafton Cartografie del tempo Una storia della linea del tempo Traduzione di Luca Bianco

grandi opere

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Come percepiamo lo scorrere delle ore? E come potremmo disegnarle? La prima storia completa delle rappresentazioni grafiche del tempo, dal 1450 ai giorni nostri. «Per molti versi, quest’opera è una riflessione sulle linee: che siano rette o curve, diramate o intersecate, semplici o arzigogolate, tecniche o artistiche, esse sono le componenti fondamentali dei diagrammi storici. Il nostro assunto è che la linea è una configurazione molto piú complessa e ricca di sfumature di quanto si pensi abitualmente. Probabilmente gli storici di professione apprezzeranno con facilità questo aspetto del nostro libro. Tutti noi storici usiamo semplici diagrammi lineari nelle nostre lezioni – sono quelle che solitamente chiamiamo “linee del tempo”– e le troviamo molto efficaci. Noi le comprendiamo, i nostri studenti le comprendono; le linee trasformano meravigliosamente i ponderosi e analitici libri di storia in emozionanti narrazioni. Tuttavia, per quanto possano sembrare semplici e intuitive, queste linee del tempo hanno anch’esse, a loro volta, una storia. Non sono sempre state lí, a nostra disposizione, per aiutarci nelle nostre lezioni, e non hanno sempre assunto la forma che noi, senza pensarci troppo, attribuiamo loro»: dalle immagini piú antiche fino a quelle contemporanee, il tempo è sempre stato rappresentato come una linea. La metafora della linearità è quanto di piú assodato e universalmente riconoscibile: basti pensare ai calendari, agli almanacchi o a qualunque altro tipo di registro di cui l’uomo si è servito. Persino il nostro linguaggio parla del tempo come un insieme di «prima» e di «dopo». Eppure, questa concezione del tempo lineare non ha neppure 250 anni. Cosa c’era prima, allora? Questo libro, anche grazie a piú di trecento illustrazioni, ce lo mostra, partendo dai primi manoscritti medievali e arrivando all’era di internet.

Daniel Rosenberg è professore associato di Storia presso la University of Oregon. Ha pubblicato numerosi saggi di storia e d’arte, e i suoi lavori sono apparsi su «Cabinet» (rivista di arte e cultura no-profit), di cui è anche co-direttore. Nel 2005 ha pubblicato Histories of the Future, una raccolta di saggi scritta con Susan Harding. Anthony Grafton insegna Storia alla Princeton University. È autore di svariati libri sulla storia europea. Alcuni suoi interventi sono apparsi su «New Republic», «American Scholar», «The New York Review of Books» e «The New Yorker».


31 grandi opere

grandi opere • € 45,00 • pp. 280 + 286 illustrazioni • 978880620947-6

«In Cartografie del tempo offriamo un breve resoconto di come sono apparse le moderne formule di rappresentazione cronologica e di come si sono profondamente inserite nell’immaginazione moderna. Nel fare ciò speriamo di gettare qualche luce sulle concezioni occidentali della Storia, di chiarire la complessa relazione tra idee e modalità di rappresentazione e di offrire una grammatica introduttiva agli aspetti grafici della rappresentazione storica». Daniel Rosenberg e Anthony Grafton


Un libro che demolisce qualsiasi semplicistica rappresentazione delle guerre che divisero Oriente e Occidente

Christopher Tyerman Le guerre di Dio Nuova storia delle crociate Traduzione di Barbara Del Mercato

grandi opere

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Ripensare le crociate oggi significa ripensare criticamente secoli di indagini, interpretazioni e abusi che non smettono di offuscare la nostra conoscenza di quegli eventi: Christopher Tyerman l’ha fatto. Sono passati cinquant’anni dalla pubblicazione della Storia delle Crociate di Sir Steven Runciman: un testo che nessun altro, finora, era riuscito a scalzare dallo statuto di classico. Eppure si rendeva necessario un aggiornamento che non solo prendesse in considerazione le acquisizioni piú recenti della ricerca storica ma che facesse anche i conti con una mutata sensibilità culturale. Christopher Tyerman, medievista di Oxford, lo fa innanzitutto collocando gli eventi in una cornice piú vasta e realistica che tiene conto di tutte le forze che portarono alle crociate (e all’idea, spesso strumentale, di crociata): sia quelle politiche e religiose, sia quelle culturali, economiche, sociali, demografiche. Dalla pressione araba in Spagna, ai movimenti ereticali in Francia, alle sacche di paganesimo nei paesi baltici: per la prima volta in maniera esaustiva le crociate vengono viste come l’evento globale che furono, un qualcosa che va ben al di là delle campagne militari in Terra Santa. Una vera e propria visione del mondo che ha definito la mentalità europea tra l’anno Mille e la scoperta dell’America. Tyerman porta alla luce l’intreccio di aggressività e paranoia, utopia e miopia, che si materializzò nelle guerre (in Medio Oriente o nel «fronte interno», contro i movimenti ereticali) raccontando le storie degli individui che vi presero parte, dai personaggi celebri a quelli che nessuna cronaca riteneva degni di riportare ma che ugualmente contribuiscono a dipingere questo grandioso, paradossale affresco storico. Quello di Christopher Tyerman è oggi, per la meticolosità e l’approccio innovativo, il testo di riferimento sulle crociate.

Christopher Tyerman è Professore Emerito di Storia medievale all’Hertford College di Oxford e dirige il dipartimento di Storia della Harrow School, nel Middlesex. È considerato il piú importante storico delle Crociate moderno. Presso Einaudi ha pubblicato L’invenzione delle crociate (PBE, 2000).


33 grandi opere

grandi opere • € 60,00 • pp. 900 + 16 illustrazioni • 978880620261-3

«Christopher Tyerman offre nel suo nuovo e imponente libro una necessaria visione d’insieme delle crociate destinata a ogni tipo di lettore. Ricco di particolari affascinanti, Le guerre di Dio è una presentazione aggiornata, dotta, di alto livello eppure molto leggibile, del fenomeno nel suo insieme». «New York Review of Books»


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I LIBRI  DEL MESE

35 INDICE

Enaudi Storia

Supercoralli

Christian Ingrao Credere, distruggere p. 2

Audur Ava Ólafsdóttir Rosa candida p. 4

Supercoralli

Ascanio Celestini Pro patria p. 6

NARRATIVA

Supercoralli

Supercoralli

Mark Haddon La casa rossa p. 9

Alice Munro Chi ti credi di essere? p. 10


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36

Supercoralli

Frontiere Einaudi

Amanda Coe Quello che fanno nel buio p. 11

Jonathan Franzen Piú lontano ancora p. 12

Frontiere Einaudi

I coralli

Kate Colquhoun Il cappello di Mr. Briggs p. 13

Peppe Fiore Le umane cose p. 14

L’Arcipelago Einaudi

Luca Ricci Mabel dice sí p. 15


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poesia teatro

37 INDICE

Collezione di poesia

Collezione di teatro

Franco Marcoaldi La trappola p. 17

Ruggero Cappuccio Le ultime sette parole di Caravaggio p. 18

Vele

Passaggi Einaudi

Giuseppe Ruggieri Ritrovare il Concilio p. 20

Antonio Galdo La vita comune p. 21

PBE Mappe

PBE Mappe

Anthony Kenny Nuova storia della filosofia occidentale - I p. 22-23

Anthony Kenny Nuova storia della filosofia occidentale - II p. 22-23

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PBE Big

PBE Big

Gabriele D’Autilia Storia della fotografia in Italia p. 24

Anna Detheridge Gli scultori della speranza p. 25

Piccola Storia dell’Arte

Carmelo Occhipinti Arte in Italia e in Europa nel secondo Cinquecento p. 26


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CLASSICI GRANDI OPERE

39 INDICE

I millenni

Grandi Opere

Omero Iliade p. 28

Daniel Rosenberg e Anthony Grafton Cartografie del tempo p. 30

Grandi Opere

Christopher Tyerman Le guerre di Dio p. 32


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