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numero 5 | 12

progetto-9.com

b a Ci

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o n a i i s v e v l l a o a t S P t a n e a a O r i v l A E o u i i s s G e l A o n a l a t a C o d i u G


Dj Ce-Rio

Bebo

un altro caldo inverno

Valeria Bettinelli

Riccardo Ghezzi

creativa lunatica & old fashioned

Daniela Ballarini

Chiara Rozza Fuseaux di jeans stretto e appiccicoso

Iolanda Verri Il grigio-blu delle balene Michele Agrifoglio

Tommaso Lavizzari Un Grillo Parlante, ma molto più polemico

asburgico dandy di provincia con aspirazioni metropolitane

Emiliano Martinelli

Elena Rebecca Odelli jeans strappato e occhio felino color corvino

Marco Cattaneo fotografo, regista, sognatore. Il resto è noia

Ilaria Ferri Pungente ironica simpatica... Diva Divina:)

Linda Ferrari Un marshmallow a forma di coltello affilato, o un coltello affilato a forma di marshmallow?

Ci vuole coraggio per essere se stessi, ma anche a non esserlo! La libertà di espressione totale, nel porsi a Voi lettori cercando di trasmetterVi impulsi, passioni, fatiche e speranze. Con questo monito chi “entra” in questo giornale dona una parte di se. Stupire e forse infastidire sempre senza giudizio; ma assolutamente smuovere! Questo è Progetto 9 Questo giornale è una possibilità di far vedere e sentire chi sei e cosa hai da dare.Questo giornale è anche tuo. Usalo. Si è molto più propensi, a circondarsi di persone che non credono in noi fino in fondo e che ci ancorano al terreno facendoci sentire speciali..ma solo un po’. Piuttosto che condividere spazio e tempo con dei pazzi furiosi che vogliono sentirsi vivi ad ogni respiro e che ci aiuterebbero a correre verso i nostri sogni. A.Zeni Progetto-9 lo trovi

Enrico Maglio Meglio un giorno da Dom Perignon che una vita da tavernello...

Daniela D’Alessio

a Lodi sempre presso: Calicantus - Enorafo - Bata - Clip Mason Yamakabe - Palestra Ze03 Centro Commerciale My Lodi - Daily Store a Crema sempre presso: Andy Uomo/Donna - Giulia Salon - Mark Shop - Trony a Bologna sempre presso: Nu Lounge - Pizzas a Melegnano sempre presso: Perlage Store - Bar Barbarossa

Vera Delmiglio

Siamo a Lodi, Crema , Casalpusterlengo, Codogno, Melegnano e parte di Milano.

Tarte tatin di mele con basilico fresco

Se anche tu vuoi essere un punto di raccolta P-9 scrivici a : info@progetto-9.com Luigi Colasanto

SEGUICI

Susanna Merlini poesia e pop-corn Dan Marinos

Elisa Bettinelli Caramella rosa gommosa e luccicante ripiena di felicitá

@progetto_9

feliciemente errore da matita blu.

progetto-9 Silvia Bacchetta Un rossetto rosa fuxia

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CONTATTI Commerciale: Iolanda Verri - 333 27 39 901 | miss.i@progetto-9.com Marco Cattaneo - 338 17 13 002 | mr.k@progetto-9.com Relazioni Int/Est: Vera Delmiglio - 347 54 30 845 |miss.v@progetto-9.com Scrivi al giornale: info@progetto-9.com Phone: +39 346 60 15 111 - Alan Zeni

20 giugno| 20 luglio 2012

tutte Le nostre Video interviste

Gerenza Luigi Rossetti Direttore Responsabile Editore PROMO PUBBLI PRESS S.r.l. Via Lodivecchio, 39 26900 Lodi Redazione Tel. 0371.417.340 Fax. 0371.417.339 e-mail: redazione@progetto-9.com Progetto grafico e impaginazione Alan Zeni Concessionaria della Pubblicità PROMO PUBBLI PRESS S.r.l. Via Lodivecchio, 39 26900 Lodi Stampa San Biagio (GE) Pubblicazione mensile Registrata al tribunale di Lodi Il 30/3/2011 Autorizzazione numero 4/2011 Distribuzione Gratuita c/o punti selezionati Case zona residenziale di Lodi e Crema. Locali, parrucchieri, negozi di Lodi, Crema, Casalpusterlengo, Codogno, Melegnano. 15 punti a Milano e 2 a Bologna. Questo N° è stato stampato in 15.000 Copie Copyright 2011 Promo Pubbli Press Tutti i diritti riservati testi e immagini contenute in questo numero non possono essere riprodotte senza l’autorizzazione dell’editore

diary i corsi di bebo walk in progress in the hat arte oltreoceano intervista eva poles musica e teatro intervistagiulia salvi intervista guido catalano intervista o. ciabatti intervista a. arena racconto a 2 mani visionari e kucina di kiara reportage make up art forbici e sipario moda e wine cinema moda del mese oroscopo

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ambra marie

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andrea gioacchini

giulia salvi mike maric Andy fluon stefano senardi saturnino rosario pellecchia franco bolelli andrea pellizzari stefano signoroni i protagonisti di priscilla debora caprioglio gigio alberti eugenio scotto vittoria hyde matteo ragni daniele luppino caponord duilio forte matteo ceccarini orange guardale sul nostro sito www.progetto-9.com


diary:

Se sei in giro per il mondo contattaci e raccontaci la tua quotidianità lontano dall’Italia, le cose belle e le cose meno belle, quelle alte e quelle basse, le verdi e le blu! Qui tutti han sete di sapere che gusto ha una passeggiata nelle tue vecchie scarpe sulla tua nuova strada

india esperienza di Dan Marinos

Ho preso a noleggio anche la moto, usata ma tenuta bene. Ho fatto il pieno per la strada, prendo l’aria sulla faccia. Sfreccio per le larghe strade asfaltate di Diu, isolotto rettangolare di 13 chilometri per 3 attaccato alla punta meridionale del Gujarat. Considerando la qualità standard delle carreggiate indiane, direi che sembra di percorrere un circuito del motomondiale. Basta pensare al viaggio che ho intrapreso di notte per arrivare fin qua su di un vecchio pullman dotato di cuccette: 13 ore per 430 chilometri, ovvero una media di 33 chilometri l’ora. Ma questa è una velocità comune per tutti i servizi di linea indiani, anche a causa delle continue soste presso piccoli villaggi per caricare nuovi passeggeri e presso gli autogrill dove il panino Apollo è sostituito dallo snack base indiano, ovvero il samosa (tetraedro di farina che somiglia al nostro gnocco fritto con farcitura di patate, piselli e cipolle e spezie varie). Ma la causa principale della lentezza di questi elefanti motorizzati è da ricercarsi nella mostruosa acne adolescenziale che colpisce l’asfalto del paese, lasciandolo butterato di buche e pozzanghere. La sensazione per i passeggeri sdraiati nelle cuccette è spesso quella di stare levitando, aiutati e dalla meditazione tantrica e dagli ammortizzatori mai revisionati. Al mattino ho girovagato per il centro cittadino e per il forte costruito nel Cinquecento in cima ad una scogliera da parte dei portoghesi che comandarono sull’isola dal 1535 al 1961 (ben dopo l’indipendenza indiana dall’Inghilterra). I segni del governo di Lisbona sono evidenti, a partire dalle chiese cattoliche dedicate alla Madonna e a São Sebastião. Come detto, nel pomeriggio ho deciso di prendere un motorino e di percorrere le larghe strade che, passando accanto alle spiagge e attraverso la giungla, collegano i vertici dell’isola: da una parte la città principale, dall’altra piccoli villaggi di pescatori, dove su decine di barche di legno e metallo i marinai appendono il pescato per farlo essiccare al sole. Poi decido di salire in cima ad un promontorio per vedere l’orizzonte oceanico: mare, mare, mare ma che voglia di arrivare lì da te, da te. Sto accelerando e adesso ormai… Pfffffffffffffff. Buco la gomma posteriore. Dan Marinos

london esperienza di Daniela D’Alessio

Hello Italyyyy!!! Pazzescamente caldo qui.... ci sono 30 gradi e un’ umidità pesantissima!! Mah, non sembra di essere a Londra!! Ovviamente chi quest’inverno a meno 2 gradi andava in giro con le ciabbatine infradito, indovinate oggi come potrebbe girare per la città??? Con gli ugg ovviamente!! Incredibile! Non so se fanno apposta per essere cool o perchè proprio non sono normali!! Io intanto sono finalmente e definitivamente nella mia nuova casetta..super bellissima e i miei coinquilini altrettanto fantastici. E direi anche che ci sono un sacco di posticini per la sera: dal ristorante thai (che io adoro) a tipici pub inglesi dove, dopo le 5pm, si trovano ragazzi e ragazze che escono dagli uffici e si fermano dopo il lavoro a godere di una bella birra!! Non sono nemmeno lontana da Chelsea dove la sera c’è una via con lounge bar uno attaccato all’ altro... e dove, se non si fa attenzione ti possono fregare il telefono.... ecco in uno di questi sabato sera mi hanno rubato l’iphone!! Che sfiga! Era super pieno di gente e me l’hanno magistralmente sfilato di tasca...maledetti!!! E vorrei aggiungere che la cosa più bella qui è che il week end per definizione inizia il giovedi...non male direi entrare nell’ ottica del delirio a metà settimana.... Con questo tempo ho iniziato anche a godermi un po’ il parco... e che parco....buttarsi al sole ad Hyde Park credo che sia senza paragoni la situazione più rilassante che si possa provare qui a Londra.... La mia regina sta benone benone: è tutta gasata dai festeggiamenti per il Jubilee (festeggia i suoi 60 anni di trono) ed è sempre più arzilla!!! Ha appena fatto un pranzo esagerato al castello di Windsor...ha più energie di me quella donnina!!! Ah e nelle foto sempre bicchierino di vino tra le mani.... si mantiene giovane!!! Io a dire il vero ho perso il conto dei suoi anni.... Abbraccio l’ Italia mi mancate tuttti quantiiiiiiiiii Ciao Italiani...quando venite a trovarmiiiiiiiiii????? A big hug to everyone and see you very soon... intanto tra poco arrivo io a farvi un salutino. Ho un bel biglietto per l’Italia a breve!!!! in onore del diamond jubilee appena festeggiato anche le vetrine di harrods sono state tempestate di corone.... ve ne mando un assaggio ( e per assaggio intendo che quella piena di biscotti e’ proprio da mangiare....)

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SE

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egola nº1:

Lo spagnolo NON é come l’italiano Regola nº2: Per parlare spagnolo NON basta parlare in italiano attaccandoci una “s” alla fine (anche se mi rendo conto che sia divertente dire agli amici “Andiamos a mangiares!”) “Andiamo a mangiare” si dice “Vamos a comer”. Come avrete già capito, “comer” è la traduzione del verbo “mangiare”. Un rapido vocabolario relativo a cibo e bevande: -Acqua: agua -Vino: vino -Birra: cerveza (sia la c che la z si leggono come la “s” con la lingua fra i denti) o birra (tenete presente che la “b” in spagnolo è un mix fra la “v” e la “b”, più simile alla “v”) -Coca-cola: coca-cola (evitate di dire solo “coca”, perchè potrebbero pensare che volete cocaina o una coca de San Juan, dolce tipico spagnolo) -Paella (la doppia “l” si legge come una via di mezzo fra la “i” e la “gl”, un po’ come i romani de Roma dicono la “gl” in parole come meglio, maglietta, quaglia...), piatto tipico spagnolo a base di riso (arroz - la “z” si legge come una “s” con la lingua fra i denti), carne (carne...è uguale all’italiano), pesce (pescado), frutti di mare (marisco), verdure [verduras, soprattutto peperoni (pimientos)].Potete chiedere una paella di carne, o di pescado, o mista (mixta) di carne e pescado. N.d.r.: le paellas più buone si mangiano nei posti meno turistici, quindi se passate davanti ad un ristorante che non sembra un granché ma che è pieno di gente del posto, e la cuoca è una signora che vi piacerebbe avere come nonna o zia, entrate e godete di un sano pasto casereccio e, probabilmente, piuttosto economico.

A L B

A H

-Pasta, pizza e carne si dicono allo stesso modo -Filetto: solomillo (la parte più buona) -Carne di maiale: lomo (però il maiale, l’animale, si dice “cerdo” con la c che si legge come la “s” con la lingua fra i denti) -Vitello: ternera -Agnello: cordero -Polpette: albóndigas -Prosciutto: jamón (la “j” si legge come la “h” aspirata); crudo: serrano o país; cotto: York o cocido -Sugo: salsa; ragù: salsa boloñesa (come ben saprete la “ñ” è la nostra “gn”) -Formaggio: queso (“que” si legge “che”) -Panino: bocadillo -Insalata: ensalada -Dolce: postre -Caffè: café (se volete un caffè espresso, chiedete un café “solo”. Gli spagnoli tendono a fare il caffè lungo. La maggior parte dei baristi comunque capiscono se gli dite “espresso”) -Caffè macchiato: cortado -Caffè-latte: café con leche (la “che” si legge “ce”. Leche è latte) -Cappuccino: è cappuccino in tutto il mondo (magari scritto capuchino...l’ho visto scritto in almeno 10 modi diversi) -Caffè corretto: carajillo “Il conto, per favore!”: “¡La cuenta, por favor!” Avrei voluto iniziare questo corso intensivo parlando di alcohol e di come divertirsi la sera/notte (soprattutto come chiedere da bere e come rimorchiare) e cosa chiedere in farmacia il giorno dopo se vi svegliate veramente a pezzi...ma poi ho pensato che prima di sfondarsi è meglio riempirsi lo stomaco. Hasta la próxima Bebo M.

i corsi di bebo

Hablo espaNol

CORSO SUPER-INTENSIVO DI SPAGNOLO Per sopravvivere degnamente in Spagna , e negli altri Paesi ispano-parlanti 8

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Alessandro Benvenuti Zio B. Perchè I Mostri Non Tornino

David Fiuczynski Planet MicroJam

Carmelo Amenta I Gatti Se Ne Fanno Un Cazzo Della Trippa

FORMANTA! Everything seems so perfect from far away

BEESIDE Mood spirals

Lady Ubuntu Piuttosto Che Incontrarvi Farei Bungee Jumping

CARROPONTE: MUSICA PER TUTTI I GUSTI È iniziata il 24 maggio la stagione estiva al Carrponte di Sesto San Giovanni, con una programmazione ricca di nomi importanti e che abbraccia tutti i generi, per i concerti che andranno avanti fino al 16 settembre. Musica per tutti i gusti quindi, e molto spazio al teatro ed a iniziative solidali. Per il mese di luglio, fra i vari concerti, vi segnaliamo in particolare queste date: MUSICA NUDA – 3 luglio GOGOL BORDELLO - 12 luglio CAPAREZZA – 13 luglio YANN TIERSEN – 18 luglio XAVIER RUDD – 20 luglio VINICIO CAPOSSELA – 22 luglio KLEZMATICS – 25 luglio Per qualsiasi informazione, visitate il sito www.carroponte.org

MOLE What’s the meaning?

Nu Bohemièn “LA Consuetudine Del Sentito Dire”

Books Across Balkans uno spettacolo teatrale voluto da un gruppo di world music (ARBE GARBE), un’attrice (AIDA TALLIENTE) e un fumettista (ALEKSANDAR ZOGRAF) che diventa motore per un’iniziativa folgorante durante gli spettacoli (a inizio maggio) e nelle librerie che aderiscono al progetto in tutta Italia una raccolta di libri per la Biblioteca Nazionale ed Universitaria di Sarajevo (simbolo dell’assedio della guerra di vent’anni fa) e per le biblioteche di Belgrado e Zagabria Agli spettatori è chiesto per l’ingresso un libro in lingua italiana ….a fine raccolta… a giugno Books Across Balkans Partirà per l’ex Jugoslavia E il 16 giugno consegnerà i libri alla biblioteca di Sarajevo www.booksacrossbalkans.com http://booksacrossbalkans.blogspot.com https://www.facebook.com/BooksAcrossBalkans booksacross@gmail.com Vent’anni fa Sarajevo viene martoriata dal lunghissimo assedio di cui è simbolo la Biblioteca Nazionale ed Universitaria (Vijećnica), sventrata dalla follia della guerra. Nel dicembre 2011 la Casa per l’Europa di Gemona del Friuli invita il gruppo Arbe Garbe ad organizzare una serata in cui raccogliere libri per la ricostruzione della struttura. Da questo progetto iniziale nascono così uno spettacolo teatrale, assieme all’attrice Aida Talliente ed al fumettista serbo Aleksandar Zograf, ed un nuovo progetto che amplia il precedente. E’ Books Across Balkans, una raccolta di libri per le biblioteche dei paesi coinvolti nella guerra dei Balcani che saranno consegnati direttamente durante un tour musicale degli Arbe Garbe. Lo spettacolo teatrale di Books Across Balkans prevede letture, da parte di Aida Talliente, di autori ispiratisi alle vicende dell’ex Jugoslavia (Erri De Luca, Danilo De Marco, Paolo Rumiz, Vladimir Arsenijević, Wisława Szymborska), illustrate dal fumettista Aleksandar Zograf, il più importante fumettista serbo, e musicate dal gruppo Arbe Garbe.

musica/cultura

scarica musica gratis il meglio della scena indipendente italiana condensato in un' unica compilation in free download. Sembra troppo bello ma e' vero: usa il qur-code di questa pagina o o Usa il Qr-code vai sul sito www.progetto-9.com pagina a all vai sul sito a la ic ar sc e e scarica gratuitamente i brani degli artisti selezionati da lunatik ta ui mente musica grat P-9 e Lunatik. Le tue orecchie ci ringrazieranno!

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il cairo, egitto: un articolo sudato

walk in progress a cura di susanna merlini

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ueste righe non parlano di politica. La politica è sporca, questa storia è solo sudata. L’ho sudata in molti sensi: primo perché 9 mesi ai 42 gradi dell’Egitto sono l’equivalente in gocce sudorifere di un parto, secondo perché il giornale è in chiusura, io sono ancora alla seconda riga e non so se riuscirò a portare a termine il compito: raccontarvi il Cairo. Al TG1 compare piazza Tahrir. Una folla di corpi, alcuni vivi, alcuni morti, alcuni indecisi. Quando scoppiò la rivolta contro il presidente Mubarak, la folla si riversò a Tahrir Square, il cuore della città. Si lottava per un Egitto libero, nuovo, senza dittatura. L’esercito fu commuovente: per prima cosa si schierò compatto per difendere il popolo dalle truppe del presidente, poi protesse dai saccheggi il museo archeologico. Difese il presente e il passato. Del futuro si sapeva poco e in molti ora si chiedono se il male precedente non fosse meglio del disastro attuale. Qualche anno fa però Tahrir Square era solo una fermata della metropolitana più affollata di altre. Io abito a El Maadi, un quartiere verde con gli americani che fanno jogging e la pasticceria francese all’angolo. Il palazzo dove sto è una fortezza d’aria condizionata e bagni in marmo, solo la polvere sulle vetrate tradisce la presenza di sua maestà il Sahara a poca distanza. La polvere è ovunque, un velo sottile che dà al Cairo una caratteristica tonalità color sabbia, perfino le vetrinette del Museo archeologico non ne sono immuni (unico museo internazionale con etichette scritte a mano, aperta e chiusa parentesi). I reperti egizi, che il mondo si contende a fior di dollari, qui sono chincaglieria accatastata e tutto fa l’effetto di una gigantesca soffitta della nonna con bauli spalancati su vasi del 3 mila avanti cristo. Un fardello pesante da portare l’eredità di culla della civiltà. E in effetti non è che qui la si porti proprio facilmente, tanto che a guardare il caos di oggi ci si chiede come diavolo abbiano fatto a costruire le piramidi. Eppure stanno lì nel quartiere di Giza fotografate dai turisti a ricordare che qualcosa di eccezionale in questa terra c’è stato. Io a Giza non è che ci passi spesso. Qui puoi vivere per anni in una bolla e pensare di aver vissuto al Cairo. Basta passare da un palazzo con l’ascensore al taxi, dirigersi al club del golf, tuffarsi in piscina, fare shopping nelle boutique del Four Season e alla sera mangiare sushi a Zamalek ,sulle terrazze. La vista dai palazzi dell’isola di Zamalek è speciale: barche sul Nilo, ristoranti, negozi di pelle lavorata a mano e i ponti che uniscono questa Manhattan cairota al resto della città. Ma la vista anche da qui non è nitida, perché sul Cairo c’è sempre una spessa cappa di smog che non ti fa vedere più in là di un braccio. Non è una città da guardare dall’alto. Nel Cairo bisogna affondarci le mani, bisogna sporcarsi al Cairo, bisogna sudarci dentro. Oltre la pasticceria francese gli americani che fanno jogging non ci sono più. Salgo sulla metro, sulla prima carrozza che è riservata alle donne. Scendo a Shubra. C’è odore di smog, di cibo speziato, di gente che è troppa e non sa, si affanna, arrabatta. Mi infilo in un mercato abusivo di verdura, pane arabo a 2 centesimi di euro, polli arrosto, bambini con banconote sudaticce e stropicciate, donne con visi non visi, che chissà com’è il loro naso, chissà che forma ha il loro corpo. “Lah, sciucran” ripeto per liberarmi dai venditori. Faccio una pausa in downtown tra le pareti in legno del Cafè Riche. Ordino falafel e zuppa di lenticchie, ci spremo sopra il lime, come vuole la ricetta. Qui è tranquillo, ma fuori si dispiega una città di 15 milioni di abitanti, le vie strette del souk di Khan el Kalili e i clacson che si alternano ai muezzin. Le spezie si incastrano con i gioielli berberi e la madreperla con i vestiti di danza del ventre. Stoffe, cuscini, pietre dure, se ti tradisci con un cenno ti ritrovi seduto tra la mercanzia con un tè alla menta di fronte a te.

Fa caldo, anche se sta tramontando sulla cupole delle moschee della citadel. Mi infilo in un taxi. Sfila dal finestrino la città dei morti, la necropoli dove le tombe dei ricchi si son trasformate in tetti per i poveri. Il mio taxista ha i baffetti, va fiero della sua auto con il copri cruscotto peloso e un sistema con jingle musicale che parte ogni volta che mette la retro. Quando arrivo a casa mi immergo in un bagno di TV satellite e succo d’arancia a marchio olandese. La bolla è ricomposta al di qua del viale alberato. Stasera si può mangiare sushi.

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Al TG1 compare piazza Tahrir. Una folla di corpi, alcuni vivi, alcuni morti, alcuni indecisi. Inquadrano dall’alto, il Cairo non si guarda dall’alto. Sto guardando TV satellite anche ora. Spengo l’aria condizionata, mi fa sentire in una bolla. Solo nei quartieri verdi non si suda, nel mondo invece si fa fatica. Spengo l’aria condizionata per essere un po’ con il Cairo che sta passando da una storia sudata ad un’altra storia sudata. Un tizio fa jogging sotto la mia finestra. Sarà americano. Bisogna renderlo illegale, lo jogging, illegale oltre il confine d’America. E’ tutta la differenza che c’è tra chi corre in piazza Tahrir con la bandiera egiziana e il fiatone. E chi invece no.

Tre giorni al Cairo: GIORNO 1: storia antica Dalle piramidi di Giza al Museo egizio, godetevi la storia antica, fate qualche domanda alla sfinge e non impressionatevi davanti alle mummie reali. Sul calar della sera potrebbe essere una buona occasione per un aperitivo in feluca, la barca tradizionale del Nilo GIORNO 2: la città Visitate la Citadel con le sue moschee e il quartiere dei cristiani copti dove regna un silenzio surreale. Non perdetevi il mercato copto, con stoffe e cuscini ricamanti secondo un’antica tradizione. Fate un salto in downtown e pranzate da Cafè Riche uno dei locali storici del Cairo. Per la serata curate gli spettacoli di dervisci: vederli ruotare ininterrottamente su se stessi suonando i cimbali è uno spettacolo suggestivo. GIORNO 3: shopping Il souk di Khan el Kalili è uno dei più famosi del mondo arabo. Le vie principali sono piuttosto turistiche, aspettatevi piramidone in plastica e portachiavi con la sfinge, ma se vi addentrate potrete fare affari. Via libera a pietre dure, vasi in alabastro, gioielli di tradizione berbera, mobili in legno e madreperla, bronzo lavorato e spezie. Attenzione agli abiti di danza del ventre: ormai sanno che le turiste sono disposte a spendere cifre esose da boutique d’Europa. Contrattate. Ah..il pepe rosa che troverete è pepe normale con aggiunta di colorante. Cuoco avvisato…

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ra problemi tecnici e linee telefoniche sgualcite intervisto Eva. Avete presente quella canzone che faceva “acido acida…”, ecco Eva era la cantante di quello che per anni è stato uno dei gruppi rivoluzionari nel panorama italiano: i Prozac +. Disponibile, aperta, sincera, ci racconta questo suo primo disco da solista “DuraMadre” dove si evince un’ Eva nuova, un’ Eva consapevole di sè e del suo sottosuolo musicale. Una dimensione tante personalità: autrice, cantante, dj… “ Sì dai, un po’ di cosette. Mi diverto”. La cosa che mi colpisce, è che dai Prozac + ad oggi, hai fatto un lavoro su te stessa e sulla qualità dei tuoi progetti che è andata via via crescendo, fino ad arrivare a questo disco da solista “Un’ ottima analisi”. Quindi quanto è stato duro creare “DuraMadre”? “Questo disco,non arriva subito. All’inizio non c’era l’idea di farlo. E’ tutto partito come un’ esigenza verso me stessa,scrivere e dimostrarmi che avevo ancora qualcosa da dire e che avevo imparato a dirlo con una grammatica e un linguaggio più ricchi di sfaccettature, dovuto alle esperienze della vita. Credo che si noti questa ricerca, credo di essere riuscita con questo disco a far sentire quello che è il mio background sudato e guadagnato”. Quanto è stato difficile mettersi a nudo? Perché ora ci sei tu: non ci sono i Prozac+ o i Rezophonic “E’ stato abbastanza duro. Questo è stato uno dei motivi che non mi hanno fatto dire da subito sì al disco. Sono una persona abbastanza timida. Il ragionamento è stato: arrivo dai Prozac che hanno fatto un percorso importante, quindi non sono un’emerita sconosciuta”. C’è un’aspettativa nei tuoi confronti. Indubbiamente una volta annunciato il disco da solista di Eva Poles da solista ha creato, almeno in me, una sorta di immagine. Vuoi capire se il disco confer-

ma, accresce o smentisce l’immagine autorale e musicale che hai dell’artista “Io mi sentivo con questa aspettativa sulle spalle, poi a) sono pigra b)sono iper precisa, quindi su ogni cosa devo controllare e ricontrollare; c) coinvolgere altre persone. Era un progetto ambizioso per come sono fatta io. Ci sono stata a ronzare un po’ intorno all’idea dell’album, come un condor attorno alla carogna, giusto per essere un po’ poetici. Questo è stato un po’ la situazione in cui mi trovavo. Per me è stato molto importante lo sprono che mi è stato dato dai miei colleghi dei Rezophonic. Prima ho iniziato a scrivere questi brani per esigenza mia, poi quando ne ho avuto qualcuno ho iniziato anche a farli sentire. Sono rimasta molto sorpresa da quanto hanno accolto bene questi provini, mi dicevano “quando fai un disco” “ ma cosa aspetti a fare un disco”…” Era anche l’ora (ride ndr)“Max Zanotti si è proposto come produttore. “Proviamo a produrre insieme un paio di brani” mi disse, alla fine ho detto di si. Max mi piaceva i Deasonica mi piacevano, le premesse c’erano tutte”. Un disco che nasce da un confronto con terzi (le persone a cui hai fatto ascoltare i provini) e un confronto anche con te stessa? Se penso a “MaleNero” ti confronti con le tue paure. “Io credo che sia un disco anche molto sincero. Le cose di cui si parla sono ragionamenti sulla crescita, sulle proprie aspettative, sulla vita. In “MaleNero” parlo di un incubo che avevo da bambina e anche ora cmq, quando non sto bene, mi perseguita: sogno l’acqua. Oppure in “Sei” affronto il confronto con la personificazione di qualcuno che è meglio di noi, di qualcuno con cui compararci. Sono molto curiosa e attenta a capire come funzionano i processi mentali della gente oltre che miei, cosa ne facciamo delle esperienze,

i meccanismi di crescita. Non è un concept album ma c’è un filo logico “E’ vero non ero partita con quest’idea ma poi in qualche modo lo è diventato alla fine”. C’è questo filo logico e alcuni brani sembrano legati molto strettamente tra loro. Ad esempio mi viene automaticamente di legare tra loro “6” e “La prima scelta”, non c’è un motivo se non forse nel guardare l’atro e l’immagine della donna “C’è un filo sotterraneo che attraversa tutti i brani collegandoli, penso che sia lo stesso che leghi me stessa e gli altri, all’immagine collettiva delle donne”. Come mai hai scelto “Cadono le nuvole” come primo singolo? “Innanzitutto perché mi piace molto musicalmente, aveva anche la qualità di contenere molti elementi che sono alla base di questo disco, che ritraggono il mood del mio percorso”. Chi è Eva oggi dopo il disco. Vedo ogni forma d’arte come qualcosa che aiuti a migliorarsi ed esorcizzarsi. “Infatti “Regina veleno” è un po’ il mio alter ego. Questo brano mi ha seguito in questo disco anche se la versione è completamente diversa da quella originale presente all’interno dell’album dei Rezophonic”. Quindi sei un po’ la trasformazione di “Regina veleno”? “In realtà sono in fase di divenire, sono un progetto aperto. In questo momento sono contenta perché sto facendo quello che credo di essere un’ autrice, una musicista”.

Elena Rebecca Odelli

le interviste di e.r.o.

eva poles e la sua duramadre Dai prozac+ al suo divenire

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ricerca musicale

music

a cura di dj ce-rio

“Come un sogno una canzone ti regala i suoi riflessi. I suoi colori. I suoi profumi e le sue suggestioni. Ti accompagna lievemente. Ti scuote nel profondo. Ti stupisce. Ti trascina via con sè. Ti percuote inconsapevolmente. Ti fa sua” Andrea Cerioli AKA dj ce-rio

1) DAS RACIST “Amazing” 2) LHF “Akashic visions” 3) HERVAn “Breathe!” 4) KINDNESS “Gee up” 5) THE KDMS “Wonderman” 6) DAVE AJU “Caller #7” 7) JOY ORBISON & BODDIKA “Froth” 8) ENSI “Numero uno” 9) ALT-J “Taro” 10) JUBEI “Say nothin”

“Se ci chiedete come state, pronti al peggio non c’è male” (Casino Royale)

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ce-r

ta sica consiglia ascolta la mu to si l qui o su da dj ce-rio o-9.com tt ge ro www.p

.com il 9 o t t e prog le A grifoglio u s o ic he qui Ascolta rpretato da M te Testo in

teatro/poesia

leggi e ascolta

michele agrifoglio recita per p-9 teatro, letture e poesia del nostro tempo

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L’

altra sera ero a fare una briscola allo Studio 54 con Andy e Alice,quella del bianconiglio. Da dietro la siepe sono arrivati Andrea Rock e una sua amica alla quale lui ha fatto da testimone di nozze. Lei si chiama Giulia. Ha i pettirossi nei capelli, è a cavallo di una giraffa e guarda sempre il cielo. Dice che è rosso! Sembra un sassolino tranquillo in un ruscello d’acqua questa Giulia, ma... Le piacciono le Big Babol, ha una voce che ti accarezza ed è perlopiù analcolica, anche se con Andrea Rock qualche birra ogni tanto se la beve. Nasce a Modena in un paese di 6000 anime, e prestissimo comincia a frequentare Milano. Aveva 15 anni quando ha cominciato a fare la modella e la spola tra la scuola a Modena e la passerella a Milano. Vede Mtv 1995 che era appena sbarcata sulle reti Italiane e: “Io sono impazzita ho deciso che io volevo fare quel lavoro li , volevo fare la VJ” “ Ce l’hai fatta con Mtv?” “No tramite All music, perchè tra un casting e l’altro da modella mi presentavo ai casting per i programmi televisivi e il primo che ho trovato era quello per All Music e mi han presa!” “Ti eri preparata?” “Mah.. Ho portato me stessa, anche perchè mi han chiesto di improvvisare e avevo da poco letto di una curiosità. In quel periodo, era il 2007, era uscita la notizia che Meg White e Jack White non erano fratelli ma marito e moglie io raccontai quello come se fossi in onda e…” “E Virgin?” “Nel 2008 ho conosciuto Ringo. In questa radio che era nata da qualche mese, cercavano una ragazza giovane che non fosse alla sua primissima esperienza davanti a un microfono. E dopo Nmila provini… quasi 4 mesi di provini, quasi uno a settimana... mi han presa. E poi è nata anche l’avventura della TV. E ho scoperto che la Radio mi da più soddisfazione della Tv…” Parliamo dei sacrifici che hai affrontato. “Beh già andartene da casa a 18 anni è difficile. Sono arrivata a Milano e non avevo nessuno. Milano è una città difficile in cui farsi amici veri […] “ Parte da qui Giulia per spiegarci che per lei il valore umano nella quotidianità è enormemente importante. Un sacrificio grosso è avere poco tempo da dedicare agli affetti, a quelli veri, a quelli di cui ora ci dice sentirsi circondata.

interviste

giulia salvi

voce di virgin radio, dj e vj un aperitivo dopo il lavoro per scoprire che...

“La capacità di adattarsi anche! Quando cominci un lavoro non sempre ti fanno fare subito quello che sia! Penso alla radio e penso alla gente che parla in radio! Io sono arrivata a Virgin per sostituire i Mammut, e mi chiedevano di tradurre dei testi e di interpretarli ma io non sono un’attrice quindi c’è stato bisogno di un percorso e di capire come fare le cose.. Quindi mi sono dovuta adattare alle richieste e la radio si è dovuta adattare a me.” Noi di P-9 abbiamo imparato dagli altri che abbiamo intervistato che realizzare un sogno aiuta a sognare altri sogni… “Giusto” “ Il sogno più grande è di rimanere a lavorare in Radio, di continuare a fare il lavoro che amo. Anche la Tv mi piace molto, ma la cosa che mi sta appassionando tanto adesso è R… Per scoprire cosa appassiona Giulia, cosa ci fa nelle foto con le cuffie in consolle, chi sono le “BAGGIANE” e un sacco di altre cose guardati il Video allegato! Grazie a Giulia, un sassolino che cambia il corso del ruscello, almeno del suo! Alan Z.

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L

o abbiamo intervistato in una vasca da bagno Blu, di quelle con i piedi in stile vittoriano. Ci si poteva lanciare in un carpiato più piroetta e con un pipa fumante per un tuffo da lasciare a bocca aperta il pubblico sugli spalti infreddoliti di Oslo alla fine di questa intervista. Parlare con Guido Catalano è quantomeno insolito ma di certo realistico. Un po’ come le sue poesie! A! Non ve l’ho detto. Monsieur Catalano è un poeta, nel 2012! “Tu conosci P-9? il progetto?” “No, cioè l’ho consociuto ma l’ho dimenticato!” Cominciamo bene! “Tu fai il poeta come professione?” “Si!” “Ma è legale nel 2012?” “No, è illegale, hai detto legale? NO bravissimo è illegale! E’ una cosa nuova! Non esiste il poeta professionista vivo!” Ecco vi basti questo inizio intervista per farvi capire che noi ci siamo sentiti come chi fa il bagno in una piscina di barbera e non sa nuotare! Eccovi una poesia di Guido per darvi un’idea di cosa possa essere stata questa intervista! I PRIMI SECONDI DOPO IL RISCVEGLIO

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interviste

guido catalano L'illegalita di essere poeta e viverci nel 2012

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non piango mai perché ho paura che mi si staccano gl’occhi non vomito mai perché ho paura che mi esce lo stomaco dalla bocca scopo con moderazione perché ho paura che mi rimane il tarallo risucchiato nel buco non salto mai perché ho paura che mi si sbriciolano le caviglie non dormo mai spalle alla porta perché ho paura che entra l’assassino col coltello e mi fa goal non dico mai “ti amo” perché ho paura che il regista dice “ok buona la prima, mezz’ora di pausa per tutti” ho un controllo assoluto del congiuntivo ho i denti stretti, il filo interdentale mi provoca sangue alle gengive ho i piedi piatti, visitare i musei è una tortura non posso tenere il tempo con le mani le mani sono collegate al cuore il mio batte a un ritmo non convenzionale i primi secondi dopo il risveglio ho spesso dei momenti di paura che non so se so dove sono che non so se so chi sono o dove devo andare potresti voler esser tu l’addetta al ricordo? svegliartimi accanto dirmi “va tutto bene, sei tu, sono io, va tutto bene, non ti preoccupare” tirarmi su quelle pesantissime persiane fare entrare la luce sorridermi la colazione la preparo io Mentre l’abbiamo intervistato si è rilassato, sdraiato, ha bevuto e si è nascosto nella sua barba! Godetevelo nel video! Alan Z.


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Non ho certo l’eta per rivoluzionare la mia vita. Alla fine sarebbe un salto nel vuoto e non posso permettermelo, per me, per i miei e per chi mi sta vicino! Ho provato ma non mi piace, d’altronde non posso di certo cambiare ora! Va beh ormai… Alla fine non è così male, basta arrivare a fine giornata, le cose importanti sono altre.

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Di cosa sto parlando? Del mio lavoro, della mia vita! Ce lo siamo detti un po’ tutti, a volte, o, ce lo diciamo spesso, forse! E invece no! Ed ecco che in un’intervista incontriamo Ottaviano Ciabatti. Mister O, ci accoglie nel suo studio di Crema, un luogo curioso, dove tutto sembra posizionato con un ordine strategico. Su di un tavolo è appoggiato un Atlante, circa 50 cm di altezza per 40 di larghezza. Insomma il VERO ATLANTE e già, ci siamo sentiti in un luogo dove la mente può viaggiare! Potremmo definire Mister Ciabatti un sarto di luoghi, un arredatore visionario che naviga e si fonde tra i suoi viaggi ed i suoi studi per trovare nuove soluzioni, ma solo dai 40 anni in poi, almeno per quel che riguarda questa fase creativa della sua vita. Si, perchè nel decennio tra i suoi 30/40 anni Ottaviano si è sentito “fuoriposto” ed è arrivato al termine di questo periodo in cui ha ben deciso di sedersi, guardarsi, capirsi e cercarsi. Lui dice che questo succede per via dei “suoi tempi lunghi”, ma, io non credo. Lui ha solo avuto il coraggio di muoversi da una posizione che normalmente blocca molte persone, come molti di noi. “SIAMO FATTI DELLA STESSA SOSTANZA DEI SOGNI” Lo disse W. Shakespeare e ce lo ripete Ottaviano. Lui ci ha creduto e ci crede. Ha preso un suo disagio, ha scoperto il sogno che si celava dietro e lo ha realizzato. Magari quel piccolo fastidio che ci ronza in testa e ci blocca un po’ il sorriso nasconde qualcosa di prezioso per noi. La video intervista ci mostra un uomo sereno e consapevole, non perdetela. Alan Z.

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OTTAVIANO CIABATTI a 40 anniHA CAMBIATO TUTTO PER ESSERE FELICE 22

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lessio Arena ha il cuore come un mandarino acerbo.

Barcellona, ore 20, Passeig del Born, precisamente dietro la cattedrale de Santa Maria del Mar, sono pronta a fare la mia prima intervista in terra catalana. Sto aspettano il giovanissimo Alessio Arena www.alessioarena.com che arriva da me puntuale con giacca nera, zaino in spalla e cuffie grandi per ascoltare musica, ha un viso dolce, gli occhi grandi e il fare di uno che si impegna e si diverte in quello che fa.

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Ci sediamo ad un baretto pieno di gente nel quartiere più carino di Barcellona, c’è vento forte e una cerveza durante l’intervista è d’obbligo, almeno per me. Alessio nasce nel quartiere della Sanità di Napoli, dove ha vissuto fino alla prima adolescenza, ora vive nel Raval di Barcellona, l’amore per la scrittura nasce dai racconti che scriveva alla madre fin da piccolo, mentre lei era lontana nella città catalana. L’amore per Barcellona non arriva subito, prima passa per Madrid facendo giri di danze strane, l’influenza napoletana e gitana si sentono forti nella sua musica e nei suoi racconti. Scrittore, musicista, cantante, ricercatore universitario, parla, sorride, racconta, descrive tutto quello che fa, che crea, e io rimango a bocca aperta se penso che ha solo 20 anni. Voleva fare il violinista, poi ha scritto: “Il mio cuore è un mandarino acerbo” e io non potevo non incontrarlo! La sensazione più forte?...tutto quello che fa non è un caso, del suo talento si sente anche il profumo :) Alessio ha un esplosione emotiva che contagia, segue il flusso...non riesco a descrivere cosa provo nel sentirlo raccontare, le sue parole sono musica. Gracias Alessio Arena, un abrazo :) Vera D.

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e' un cittadino del mondo e HA il cuore come un mandarino acerbo 24


colonna sonora With or Without You Sungha Jung nte: Viola K, il :00 ore... E PAR ore 15 iamo al TH ia, tra tre otta” m d oc “Ci ve imo a casa olino, son is ss i p n e i c a i i c v OOO di doc OOOO tempo OOOO OO. O O O O OOOO OOOOOOOO aaaaa a .30 N O ore 21 OOOOOOO ataaaaaaaa aaaaa a li OO a g O a e O a v a O s O sono aaaaaaaaa i m Non aaa aaaaa aaaaa so?!? vo es ui ave ...e ad to in c ma ims o p l e , dare n n Federico ad an o n Provo tamento c ritardo no i un d p e p r a o ‘ l 3 to o che magin no trattenu a i b b rk a ‘ l he Pa ante T c.com/ r o t s i i al r arkny ore di eccom www.thep 8 cu / ero 11 a nel / l : http h a per nte al num t l o 8 c 1 c i e p e è una , precisam (tra 17th e ea Chels 0th Avenu rci da 1 a l l passa e d e a r h b c sem e an t). fuori Stree otrest n rada p otarlo; da ri che c’è u t s r e n P p o a c z s sen do vanti ma entran .. o e. l l o o c v c e i p cant n i o d mon

Violante: ore 20.30 aperitivo con Lola al Fonda Nolita 267 Elizabeth St (Between Houston and Prince Streets) www.nytimes.com/restaurants/1248069042811/tacombi-atfonda-nolita/details.html Lola è fantastica si è presentata tutta vestita di cuori rossi con un cartello con scritto “WELCOME BABY, I MISS U”

Lola Ore 18:30la fatica i ta via tutta Mi sono lava a doccia eg m a con un questi giorni i, capelno fatta man calda, mi so sima in is ll Carica e be li, e trucco. mi regalò e ch ce sa er di V folle abito lungo di to un momen pronta. mio padre in no so )) =) rno orgoglio pate NY, mi colonna sonora , come solo a lo al gi xi ta Il . Robbie Williams - Lola o casa aspetta sott

Federico Forse è il momento di fare una pazzia. E’ uno di quei momenti dove mi è chiaro che la vita è una serie di scelte che potrebbero essere splendide perchè sempre innovative. Io torno subito a Parigi e chiedo a Colette di Vivere insieme. Le faccio una sorpresa mentre sarà di certo a bere da “Grazie” o fuori dall’Operà a Place de la Bastille!

E’ la prima volta che lo vedo al Cotton e ad un evento organizzato da me. Mi presento e come prima cosa, ancor prima di dire il suo nome, mi fa i complimenti per la serata. WOW! Dopo mi dice che si chiama James, e che faceva il mio stesso lavoro in Canada fino a pochi mesi fa.. .....

in viaggio con i lettori

La serata procede molto bene, io e James ci scambiamo il numero e l’atmosfera del posto coinvolge tutti gli invitati, che restano a ballare e ridere fino a notte fonda. Grande Lola! =)

racconto a 2 mani Un racconto scritto a 2 mani, per cominciare!

una storia che e' anche guida per le citta' piu' belle del mondo. Milano, parigi, nyc, barcellona. Leggi di violante, lola, federico, colette ... entra nella storia anche tu. visita i posti veri di queste citta' che sanno emozionare. ascolta le colonne sonore delle loro giornate. mettici una mano anche tu! diventa parte di racconto a 2 mani scrivendo a: info@progetto-9.com la storia completa su www.progetto-9.com

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visionari

take away: storie d'asporto di Tommaso Lavizzari

LA GRANDE PIZZA DI MILANO I primi giorni di caldo ti sfiancano, soprattutto se gironzoli per Milano in bicicletta. Era un sabato pomeriggio, verso l’ora del tramonto, e pedalavo ciondolante al fianco di un amico d’infanzia per i meravigliosi vicoli del Centro Storico, cercando di decidere come vitalizzare una serata che ci vedeva abbastanza provati dal pomeriggio africano e senza le finanze necessarie ad affrontare una cena importante. Ci fermiamo a un piccolo bar, storico per i ragazzi milanesi, dove incontriamo alcuni amici, per recuperare fiato e reidratarci con una birra fresca. Il sole cala definitivamente e il gruppetto si congeda. Decidiamo di legare le biciclette e cercare ristoro vagando a piedi come ai tempi delle medie. Imbocchiamo Corso Magenta e, grazie a un ultimo sprazzo di lucidità, ci ricordiamo di Meucci, “La Grande pizza di Milano”, voltiamo in via San Giovanni sul Muro, et voilà! eccoci arrivati. In realtà “La Grande Pizza di Milano” è semplicemente una scritta ironica che campeggia sulla vetrina di questo piccolissimo luogo che il Signor Meucci, famoso per la sua toscanità oltre che per lo straordinario impasto, aprì negli anni ’50 e che conserva un posto nel cuore dei milanesi per via delle fantastiche pizze mignon sfornate a ripetizione.

I coperti sono pochissimi, i tavoli e l’arredamento sono spartani e immutati da più di sessant’anni, esattamente come la ricetta segreta della pasta lievitata in un tegame e cotta col forno elettrico. Salutiamo Marcos, il ragazzo brasiliano che ha ereditato i segreti del Siur Meucci e ne continua la tradizione con grandissima dedizione, e ci sediamo. Menabrea da 66 e una focaccia al lardo, per cominciare, una Napoli e una con salsiccia cruda. Le divoriamo e, ormai dipendenti dagli ingredienti sopraffini e dalla croccantezza della pasta, ne ordiniamo un’altra: “Tanto sono piccine, mangiarne due è come mangiare una pizza normale”. Divoriamo anche le seconde, ordiniamo un caffè e paghiamo: “Ragazzi, sono 15 euro a testa”. Soddisfatti ci accendiamo una sigaretta e lasciamo che la brezza primaverile ci spinga tra i vicoli del centro, deserti nonostante il sabato, l’afa e la movida milanese, alla ricerca di qualcos’altro da riscoprire. Sarà stata l”elettricità” della pizza o le ragazze, che col caldo cominciano a coprirsi sempre meno, ma Milano, quella sera, era splendida, come quando al liceo passavamo i pomeriggi a zonzo, l’aria profumata della primavera ti ricordava che la scuola stava finendo e la sera era una festa in cui non guardavi l’ora e pensavi solo a ridere con gli amici, a goderti la brezza e lo splendore segreto di Milano, quello che vedi se passeggi, col naso per aria, in una spensierata notte di primavera. DIGESTIVO MUSICALE: JIMI HENDRIX – Bold as Love.

NELLA kucina di Kiara

kucina di Kiara: LE RICETTE

In questo periodo di crisi, dove tutto costa sempre troppo, l’home-made torna di moda anche tra i fornelli. In realtà non è mai passato, farsi le cose in casa da sé dà così grande soddisfazione che è un peccato non provarci! Quindi osate anche voi, poi mi direte… vi propongo tre ricette facili e genuine, dal classico pane all’olio ai dolcetti al cocco “Raffaello” fino ad arrivare ad un must tra noi food-blogger, il dado vegetale (versione cremosa) home-made. Per quest’ultima ricetta è mio dovere ringraziare Debora e Cristina che me lo hanno fatto conoscere. FILONCINI ALL’OLIO Ingredienti per 16 panini: 450 gr di farina bianca 1 cucchiaino di sale 15 gr di lievito fresco 250 ml di acqua tiepida 60 gr di olio extra vergine di oliva (più altro per spennellare la superficie)

Setacciate la farina e il sale nella ciotola della planetaria e praticate un buco al centro. In un bricco, sbattete il lievito con metà dell’acqua, poi mescolateci quella rimasta. Aggiungetela al centro della farina con l’olio ed azionate l’apparecchio (usando il gancio) impastando per circa 10 minuti o fino ad ottenere un impasto liscio ed omogeneo. Coprite la ciotola con un panno e lasciate lievitare in un luogo caldo (io nel forno a 37°C) per circa un’ora e mezza o finchè l’impasto non è raddoppiato di volume. Rovesciatelo quindi su una superficie infarinata e giratelo. Dividetelo in 16 pezzi uguali e formate dei filoncini (panini a forma di dita) facendo così: schiacciate ogni pezzo di impasto fino a formare un ovale e stiratelo (aiutandovi con un mattarello) fino a circa 20 cm di lunghezza; quindi ruotate l’impasto su se stesso. Spennellate i filoncini così ottenuti con dell’olio extra vergine di oliva, coprite con della pellicola trasparente e lasciate lievitare per altri 30’. Cuocete poi in forno i panini per 15’ a 200°C. RAFFAELLO 200 gr di cioccolato bianco 1 confezione di wafer alla vaniglia (io purtroppo avevo in casa solo wafer al cacao) 200 gr di ricotta (o mascarpone se preferite) 150 gr di cocco rapè + un po’ 50 gr di mandorle sgusciate una noce di burro Sciogliete 50 gr di cioccolato bianco con una noce di burro, unite le mandorle e amalgamate bene il tutto. Mettete in frigorifero a solidificare. Nel frattempo frullate i wafer. Sciogliete il restante cioccolato con un goccio di latte. Mescolate i wafer alla ricotta, unite il cioccolato bianco sciolto e il cocco. Formate quindi delle palline, mettendo al loro interno una mandorla, che passerete poi nel cocco. DADO VEGETALE 300 gr di carote 250 gr di sale grosso 200 gr di sedano 1 rametto di rosmarino 3 foglie di salvia 2 spicchi di aglio 2 cipolle grosse 1 mazzetto di prezzemolo Pelate le carote, lavate il sedano, pulite le cipolle e l’aglio e tagliate tutto a pezzetti. Nel fondo di una padella antiaderente versate il sale e mettete sopra le verdure tagliate, aggiungete il prezzemolo tritato grossolanamente, la salvia e il rosmarino senza ramo e coprite con un coperchio. Fate cuocere a fiamma bassa fino a cottura delle verdure. Frullate tutto con il liquido di cottura, anche se è abbondante, e versate il dado cremoso nei vasetti. Lasciateli raffreddare e sistemateli in frigorifero. Si mantengono per mesi!! Se preferite potete anche congelarlo in pratiche monodosi utilizzando il vassoietto forma ghiaccio.

http://kucinadikiara.blogspot.it/


TOVAGLIETTA CON BACCHETTA

visionari

NON GIOCARE COL CIBO di Riccardo Ghezzi - nomaitre.blogspot.it

OCCHIO PER OCCHIO V.S. BACCHETTA PER BACCHETTA Piatto: Bacchettate al Design Chef: Riccardo Ghezzi Ci sono pomeriggi in Olanda in cui il clima uggioso non aiuta certo il cervello a produrre idee brillanti. Il Museo dedicato al buon Jan Vermeer, per quanto ottimamente realizzato, alla decima visita risulta al quanto monotono e le possibilità di arieggiare i pensieri si assottigliano a pochi sprazzi di fantasia. Trovo, invece, al quanto varia la quotidianità: se il giorno di chiusura del mercato non mi permette di assistere all’affascinante tradizione che spinge intere famiglie a ingoiare etti di pesce fritto e crudo per colazione, posso ripiegare sui pittoreschi Supermercati Asiatici che popolano anche il più fiabesco dei borghi olandesi. Un pacco contenente più di cento paia di bacchette usa e getta può cambiarti il pomeriggio… Ingredienti: • • • • • •

No Maître 1 food designer 1 appartamento in Olanda 1 pacco famiglia di bacchette cinesi qualche graffetta un pizzico di spago

DUE CUORI E UNA BACCHETTA

NON SI BUTTA VIA NIENTE

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reportage

fotografia

il progetto di sirio vanelli e matteo cavalleri, in autunno in programma una mostra itinerante, ecco l'anteprima.

“Questo lavoro nasce dall’ingnoranza. La mia ignoranza nei confronti di un popolo e di una cultura che non conoscevo e che avevo paura di conoscere. In Francia nella regione della Camargue ogni anno si svolge un pellegrinaggio religioso che coinvolge migliaia di gitani da tutta europa. Queste foto vogliono documentare quello che è successo in quei giorni passati in chiesa, sotto al sole e attorno ad un fuoco.” S. Vanelli

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© Matteo Cavalleri


© Matteo Cavalleri © Sirio Vanelli

© Sirio Vanelli


Smokey eyes o qui guarda il vide

make up a cura di valeria bettinelli www.valeriabettinelli.com

Make up and hair artist & Model: Valeria Bettinelli Photographer & Video Editing and maker: Paolo D’Attanasio www.paolodattanasio.com

Questo mese ho deciso di proporvi il trucco “smokey eyes” ovvero un make up sfumato per gli occhi dai toni del grigio al nero. Lo “smokey” è il trucco più richiesto in quanto molto elegante e ricercato e dona agli occhi una luce particolare, mettendoli fortemente in evidenza. Il classico make up smokey va dai toni del grigio al nero ma può essere realizzato con qualsiasi colore ( es. dal marrone all’oro, dal verde scuro al verde chiaro, dal blu notte all’azzurro e così via ).

Addio anni 70

art

a cura di daniela ballarini

E’ fondamentale, per ottenere un ottimo risultato, creare una base del viso perfetta. Per questo look si può o partire dalla base, posizionando poi della cipria bianca sotto gli occhi in modo da eliminare facilmente eventuali residui di ombretto e non macchiare così la base, oppure partire dal trucco degli occhi e poi fare la base. Fate come siete più comode, a voi la scelta. BASE: se avete varie imperfezioni uniformatele con il correttore (ricordate la scala cromatica: giallo sui rossori, arancio sulle zone bluastre). Scegliete il fondotinta che preferite ( magari visto le temperature ormai estive meglio quelli in polvere ) e fissatelo con la cipria. OCCHI: preparate gli occhi applicando il primer occhi sulle palpebre mobili e fino all’arcata sopraccigliare. Coprite le occhiaie con un correttore aranciato e passate l’illuminante sulla zona occhiaie e sotto l’arcata sopraccigliare per creare dei punti luce. Iniziate con l’ombretto nero nella piega esterna finale dell’occhio, picchiettate il colore e cercate di creare una v. Poi passate al grigio scuro applicandolo da dove inizia il nero verso l’interno dell’occhio. Nella piega iniziale della palpebra mobile applicate un color oro,argento,bronzo ( non è importante la tonalità l’importante è che sia luminoso). Nella rima inferiore esterna dell’occhio applicate gli stessi colori in sequenza: esterno nero, grigio, argento. Nella rima interna inferiore applicate una matita nera. Nella rima superiore, molto vicino alle ciglia, tracciate una linea con l’eyeliner nero o, se non vi sentite sicure con l’eyeliner, con una matita nera. Sotto l’arcata sopraccigliare applicate un ombretto bianco perlato per dare luce e definizione. Sulle ciglia applicate un abbondante dose di mascara nero e se avete voglia di osare potreste anche applicare delle ciglia finte, particolarmente indicate per questo look. Con una sugnetta bianca angolata (quella da fondotinta) definite la forma del trucco pulendolo dalla parte finale esterna della palpebra in su. BLUSH: applicate un blush rosato o pescato, a seconda della vostra carnagione, sugli zigomi effettuando movimenti rotatori con il pennello. LABBRA: gli occhi sono molto carichi quindi generalmente si preferisce rendere le labbra estremamente naturali con un gloss effetto “nude”(color pelle). Se volete osare e rendere questo make up super strong applicate un rossetto rosso. Dati i molti passaggi necessari per effettuare questo look vi consiglio di guardare il video che ho realizzato su youtube …......

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Come è noto, molte cose sono cambiate con gli anni ’60 e ’70… Le certezze politiche ed economiche, che avevano fino a quel momento caratterizzato la società dei consumi , vengono ad incrinarsi: insomma si segna una rottura rispetto ai decenni precedenti. E, come è ovvio, il mondo dell’arte non poteva non essere travolto da tali cambiamenti. Si è esaurita, per intenderci, una fase, nella storia dell’arte, fatta di sicurezze e fiducia nelle forme e tecniche tradizionali, che vengono ora messe completamente in discussione, facendo sorgere nuovi dubbi ed interrogativi. Frutto di questi dibattiti saranno proprio forme artistiche dai caratteri stilistici, linguistici e di contenuto in completo contrasto con il tradizionale passato. Nessuna città, come Milano, avrebbe potuto esprimere al meglio le tensioni, le novità, l’irriverenza di questi anni: era una città crocevia di moltissime tendenze, tappa sicura per ogni artista, ma anche protagonista dei più forti e dolorosi eventi storici di quegli anni. Ed è probabilmente tenendo presente tutti questi aspetti che si può apprezzare al meglio “Addio anni 70”, la mostra realizzata dal Comune di Milano e visibile (gratis!) a Palazzo Reale fino a settembre. Una lunga ed intensa passeggiata attraverso quel decennio, immersi tra le opere di moltissimi artisti di fama mondiale. Uno dei punti forti della mostra è sicuramente la documentazione fotografica di quegli anni: dagli scatti di Carla Cerati, che coglie la realtà mondana milanese, ma anche quella dei manicomi, ad Ugo Mulas, che fissa l’immagine di piazza del Duomo durante il funerale delle vittime di piazzaFontana (ma a Mulas è dedicata poi anche un’itera sala con le sue Verifiche). Un percorso, quello della mostra, che vuole dunque mostrare anche le forti tensioni politiche e la paura di quel periodo (culminata con l’omicidio di Aldo Moro nel ’78). Molto ben documentato è anche il Festival del Nouveaux Realisme, che proprio nel ’70 aveva coinvolto tutta Milano, generando non poche critiche e sconcertamenti, a partire dalla scultura molto particolare di Tinguely (una scultura-fallo gigante) e dagli impacchettamenti di Christo. E davvero affascinante è la sala dedicata ai famosissimi quadri trappola di Spoerri, dove la realtà di una cena diventa l’oggetto del quadro, e piatti, posate e bicchieri vengono incollati (nonché intrappolati) sulla tavola, diventata come la tela per il pittore. E poi ancora video che attestano i primissimi interventi di arte performativa, che ha visto le sue origini proprio in quel periodo. Una mostra dunque in cui ogni cosa sembra voler rievocare lo spirito di quegli anni. Un’opportunità per conoscere sicuramente un po’ meglio i principali protagonisti dell’arte che ne hanno rinnovato modi, forme e contenuti. Sintetizzare in qualche riga questo decennio è davvero impresa ardua… a Palazzo Reale però l’obiettivo non è la sintesi, ma l’occasione per visitare e rivisitare la complessità di questo periodo così importante per la nostra storia.


per i vostri capelli

hairstyle a cura di marcello

o! guarda il Vide Un consiglio x l’estate ormai alle porte. Estate vuol dire sole,mare,sale marino,temperature calde e tanti altri fattori che incidono sulla salute del capello......un consiglio x una bellissima e sexy styling per tutte le donne Fase preparazione: Capelli lavati,idratati(shampoo Sun Care e conditoner Sun Care Treatmet Masque di Aveda )che rimuovono i residui di sale e cloro e idratano il capello. Dopo il lavaggio passiamo all’applicazione di un prodotto styling a capelli umidi...dopo aver applicato il prodotto iniziamo a dividere i capelli a ciocche di 2/3 cm di diametro e eseguiamo dei torchon molto stretti e possibilmente bloccati da una molletta finale... Dopo aver creato i torchon su tutta la testa iniziamo l’asciugatura con un diffusore.. A testa completamente asciutta e intendo asciutta dalla radice alla punta,togliamo le mollette finali e ci mettiamo a testa in giù e con le mani sciogliamo i torchon.una volta aperti possiamo riapplicare il prodotto x una texture migliore Eccoci arrivati alla fine... torniamo alla posizione iniziale e diamo gli ultimi dettagli al capello.. Siete pronte,sexy,estive e soprattutto particolari per la vostra serata... e in più i capelli rimangono molto idratati più a lungo,concedendovi più ore sotto il sole Spero vi sia stato d’aiuto per poter essere uniche e star x l’estate

I teatri milanesi non chiudono per ferie e, nonostante il caldo, la loro programmazione continuerà in parte anche per i mesi estivi.

il teatro a milano

sipario a cura di ilaria ferri

Il Teatro Nuovo di Piazza San Babila dal 20 di giugno al 22 luglio propone la “V rassegna di teatro amatoriale”, nel corso della quale si esibiranno diciasette diverse compagnie che si cimenteranno con testi di prosa sia classici che contemporanei e anche con un musical. Il 25 di giugno, invece, non perdete “Just for love” il 3° tributo a Michael Jackson con ballerini provenienti da tutto il mondo. L’ Elfo Puccini, in Corso Buenos Aires, in occasione del trentennale della morte di R.W. Fassbinder, dal 12 al 22 giugno presenta alla Fondazione Mudima “Phoebe Zeitgeist appare a Milano”. Cinque installazioni video proietteranno le azioni di strada girate a Milano con tema l’incomunicabilità e inaffidabilità del linguaggio, problematiche tipiche dei giorni nostri e protagoniste del testo “Blut am Hals der Katze” di Fassbinder. Al Teatro Oscar di Via Lattanzio dal 13 al 30 giugno va in scena il clas sico “L’amica delle mogli” di L. Pirandello. Dramma attuale, che verte intorno alla gelosia, quella gelosia morbosa che porta ad uccidere e di cui, purtroppo, tanto spesso sentiamo parlare ancora nei telegiornali o sui quotidiani. Il 17 giugno chiude la stagione del Teatro San Babila, in Corso Venezia 2/A, lo spettacolo di varietà “Parole e musica in movimento”, nel corso del quale verranno premiati i vincitori del 3° concorso “la mia poesia mi porta a teatro”. Al Piccolo Teatro di Via Rovello fino al 17 giugno Paolo Rossi è l’interprete di “Mistero Buffo” , la nuova versione del capolavoro di Dario Fo con protagonista il giullare medievale portavoce del malumore del popolo verso i detentori del potere. Infine al Teatro della Cooperativa fino al 16 giugno Giulio Cavalli racconta l’excursus giudiziario del Senatore prescritto a vita, partendo dalla sua ascesa politica in: “L’innocenza di Giulio – Andreotti non è mai stato assolto”.

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tendenze giugno/luglio

moda

a cura di vittorio pecchillo daily store, via persesto pergola san martino in starda

Questa Estate? Se proprio una sera siamo in crisi e indecise la buttiamo sulla paglia!! Con quella questa estate non si sbaglia mai! Parlando di paglia mi viene in mente quando lavoravo da Fendi e facevo il Visual. Una mattina è arrivata a sorpresa MADONNA per comperare una “baguette” di paglia! In 5 minuti Via della Spiga a Milano era sommersa di Fotografi e giornalisti. Il giorno dopo a mezzora dall’apertura non avevamo più nemmeno una Baguetta in Paglia in negozio! Torna la giacca abbinata al bermuda per LUI. Il primo a lanciarla fu Armani nei mitici ‘80! Preferite sempre una giacca fantasia su bermuda tinta unita. Il bermuda rigorosamente sopra il ginocchio!

pesce e vino rosso? why not ! a cura di enrico maglio

Negli ultimi anni, chiedere un vino rosso davanti ad un piatto di pesce non è più considerata un’utopia. Oltre al discorso di gusto personale che grazie al cielo è e rimarrà insindacabile, ci sono delle preparazioni di pesce che vengono oltremodo esaltate da un calice di rosso. Parola d’ordine: vini rossi morbidi e freschi, di medio corpo, profumati, con leggera vena acida e poco tannino; vini rotondi e con buona persistenza, con note di frutti rossi. Tutte caratteristiche principali per apprezzarne l’abbinamento col pesce. Scordiamoci il grande Brunello, Barolo o Amarone ovviamente! Prendiamo per esempio una scottata di tonno con sesamo e timo: l’abbinamento con un Cerasuolo di Vittoria (Nero d’Avola e Frappato) ci sta a pennello! Vogliamo parlare di un caciucco alla livornese , zuppa di pesce saporita e piccante tipica, con un buon Bolgheri Doc o un Alicante IGT Toscana? Un bianco non riuscirebbe a sostenere tanta aromaticità e speziatura. Anguilla ai ferri con un ottimo Lambrusco Reggiano (esatto, vino rosso frizzante!), il tannino molto elegante e l’effervescenza si sposano benissimo con questo piatto. Con uno stoccafisso alla genovese ( merluzzo pulito, schiacciato e lasciato essiccare al vento del mare cucinato con patate e pomodori) andrà benissimo un Tocai Rosso friulano. Il filo conduttore di queste preparazioni è palesemente la presenza di una griglia, di un fornoche incidono nel gusto finale del pesce….e se abbinassimo delle ostriche con del rosso come la prendereste?!? Beh, provate con un Pinot Nero dell’Alto Adige, decisamente non una regione marittima, ne rimarrete quantomeno sorpresi! Il mio consiglio è fare esperienza e degustare sempre per provare nuove emozioni e anche degli abbinamenti un po’ estremi. Solo così avrete un riscontro, pur sempre soggettivo, della validità di un abbinamento. Perlage Store - Via Conciliazione, 4- Melegnano (MI) www. perlage.ilbarbarossa.it - perlage@ilbarbarossa.it Tel. e Fax 02 - 98 11 92 02

il sommelier consiglia

wine and... a cura di enrico maglio

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rassegna cine

cinema cinema d'autore

Tutti i nostri desideri, come esercenti, spettatori, oppure come esseri viventi.

Breve e triste storia del bellissimo film che non potrete mai più vedere. Un paio di anni fa arrivò in Italia, intorno a Natale, un film che si chiamava Welcome, ma era francese; dunque Welcòme. Di un tale di nome Philippe Lioret, con un tale di nome Vincent Lindon, che però essendo un bravissimo attore francese, si dice Vincènt Lindòn. Meraviglioso Tutto!! Raccontava di un ragazzo curdo che arriva a Calais, e cerca di attraversare la Manica a nuoto, per raggiungere l’innamorata che è stata promessa in sposa a un altro. Paga un istruttore per imparare a nuotare; senza dir nulla quello capisce l’idea folle del ragazzo, un po’ lo aiuta, un po’ lo tradisce, un po’ soffre (tanto, dentro), un po’ lo adotta (lui non ha figli), viola qualche legge mostruosa, e come figlio cerca di salvarlo dalla violenza ingiusta del mondo. A un certo punto, in un centro di raccolta di persone in attesa di passare di là, si toglie una giacca, per lui che ha freddo. Piccolo gesto, senza parole, senza musiche di contorno, che racconta un amore appassionato, tragicamente doloroso. Non lo videro in molti, quel film. Ma io appuntai quell’autore, e quell’attore, quella faccia da Europeo contenporaneo, separato e senza figli, con la faccia perplessa di chi vive l’oggi senza speranza, slancio, figli, entusiasmo; senza mai e poi mai buttarsi nell’acqua della piscina della vita, senza mettere in discussione tutto, per amore di un futuro. Bene. Due anni dopo arriva in Italia, e al cinema Fanfulla, il nuovo film di Lioret, TUTTI I NOSTRI DESIDERI (Toutes Nos Envies). Liberamente tratto da un libro di Emmanuel Carrere, Vite che non sono la mia; e penso tra me: Lioret non può avere fatto un film tanto bello quanto quello precedente; non si può; gli autori sono così, cercano, provano, creano storie, inventano personaggi e situazioni che a volte ‘significano’, vanno oltre, crescono dentro di noi, diventano ‘metafora’ di qualcos’altro, del malessere presente, dei dolori di una società che si dice bella e avanzata e invece è dolorosa e ingiusta, e complessa e sbagliata; ma a volte no. A volte le storie non levitano, e restano lì. Ci capita spesso no? E invece, Tutti i nostri desideri è anche lui meraviglioso, fortissimo, diverso, ma splendido. E in alcuni snodi dell’intreccio persino ‘geniale’, sorprendente, straordinario. Anche stavolta, l’autore ce l’ha fatta, è andato oltre, ha volato alto, ha colpito duro, ha fatto un film che ... rimane, che continua a vivere dentro di noi, dopo. Ci ha toccato in dolori anche nostri : il Sistema giudiziario, la sua lentezza e farraginosità, Kafka e compagnia bella; Il Sistema Economico: il credito è il consumo; il consumo è il sistema, e non si tocca; la Morte che arriva rapida e cheffare, siamo pronti di fronte ad essa? Come affrontare questa nuova esperienza? Come ci cambia sapere che partiremo, domani? E la Medicina, con i suoi silenzi e non detti e impliciti, e gli eufemismi ipocriti, le sue terapie oscure che non si discutono, con le sue stanze da cui vorremmo uscire. E ci coinvolge in enigmi e dolori che vanno in qualche modo elaborati. Claire è una giovane magistrato, a Lione. Ha un lavoro difficile fatto ‘cercando di capire le esigenze degli uomini’ e una vita familiare serena, fino a quando le diagnosticano un tumore. Le prime due scene chiariscono il quadro: difendere i poveri da Banche e Istituti di Credito Usurai, e affrontare la morte certa e vicina. Claire, 32 anni, deve decidere in fretta. Decide di tener nascosto tutto alla famiglia e di lottare contro quella evidente ingiustizia. Con la collaborazione di Stéphane,

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un collega più in là negli anni, decide di procedere affinché la trasparenza nei contratti sia ineludibile. Il tempo però stringe... Un film che va in su. Triste ma rasserenante. Ecco, un altro film tragico. La gente vuole ‘evadere’? Questo spiegherebbe il deserto della sala? Forse. Ma io credo che si debba aver fiducia nel cinema e negli autori. Perchè come diceva il grande Andrè Bazin, il cinema può andare contro quella linea ineluttabile che ci porterà a scomparire magicamente da qui, un giorno. E’ quello che fa Lioret. Claire e Stefane lottano, in silenzio, con accordo e rispetto taciti, si appellano, pensano e scrivono. E Claire, che sa di partire, bella e giovane, si trasforma in angelo; non fa soffrire gli altri, rivive la sua infanzia, aiuta chi ha bisogno, e crea un futuro ... senza di lei; e per le sue crisi si appoggia al nuovo amico (straordinario il colpo di scena in ospedale, proprio al centro del film, in cui lui ‘diventa’ il padre, che in realtà è scomparso da molto tempo). Ma anche lui dovrà fare qualcosa di speciale, fuori dalle regole; non giudica e rispetta le scelte di lei, divenuta di colpo ‘libera’: la prima svolta in autostrada, la messa in scena del padre, l’uscita di nascosto dall’ospedale, con l’incontro con l’energia del rugby. Fino all’ultima svolta, la bugia sussurrata a un dito che risponde. La fiducia è ripagante. La morte viene saltata dal racconto; la famiglia ha resistito alla tragedia, e una nuova vita, un cagnino, entra nella casa con giardino di Lione, e quando la sentenza arriva davvero è positiva. La sostanza del significante Dicevo: non potrete più vederlo. Vero. La sostanza del significante cambia a seconda del supporto audiovisivo scelto. E qui c’è una bellezza e una limpidezza di immagini (l’ampiezza del cinemascope; i vetri dell’auto che opacizzano i volti e poi di colpo li rivelano nitidi; la soggettiva di lei sul ponte; i riflessi sull’acqua del lago) e di suoni (la chitarra sola, il piano, l’urlo dei giocatori) che sicuramente sugli altri supporti saranno diversi, non si vedranno nè si sentiranno così. Ogni RIproduzione in realtà è una TRAduzione su altre sostanze; siamo in un mondo di enorme comunicazione di bassissima qualità; se ce ne rendessimo conto Il CINEMA DI PELLICOLE avrebbe ancora uno spazio suo, unico, veramente magico. Riccardo Laurelli


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ARIETE Giove si fa favorevole e vi da un grosso aiuto a combattere l’ormai infinita contrapposizione di Saturno. Questo significa pace, amore e gioia infinita come cantano i Negrita nella loro canzone. State per iniziare un nuovo percorso interiore che vi porterà a vivere questi caldi mesi estivi con un nuova e ritrovata intensitá e abbandonerete dietro di voi timori e paure. Non cedete alla tentazione di vedere del marcio attorno a voi, questa volta andrà davvero tutto bene Estate voto 8

BILANCIA Inizia con questa fantastica estate un periodo stupendo per voi della Bilancia. Sono in arrivo 12 mesi che vi riporteranno agli antichi splendori. Sarete sempre i soliti rompini giudiziosi, ma molto più allegri, liberi mentalmente e vitali. Arrivano viaggi, nuovi incontri e nuove opportunità di lavoro. Ma voi sarete in grado di cogliere tutto al meglio ottenendo esattamente ciò che volete. Estate voto 8 1/2

TORO Curatevi delle persone conosciute nell’ultimo anno. Saranno per voi fonte di grande soddisfazione nei prossimi mesi. In ogni ambito una nuova amicizia diverrà fondamentale per la vostra felicità. Potrebbe aiutarvi da subito oppure darvi notizie deleterie e tristi, ma che col passare del tempo si riveleranno fondamentali per iniziare un percorso su un sentiero meraviglioso che da soli non avreste mai imboccato.

SCORPIONE Avete ragionato, pensato, deciso. Ora è il momento di affrontare le conseguenze delle vostre decisioni. Qualcuno vicino a voi sarà deluso, altri non capiranno il perchè delle vostre azioni. Voi dovete solo parlare senza timore e spiegare ció che vi muove in una certa direzione. Siate chiari e decisi e non abbiate timore. Ma non perdete tempo inutilmente, rischiate altrimenti di allontanare chi più vi vuole bene solo per paura di ferirlo.

Estate voto 7

Estate voto 6+

GEMELLI Che estate meraviglia! Arrivate da un periodo fiacco, stancante, che ha prosciugato la vostra vitalità e tutta l’energia che solitamente mai vi abbandona. Non temete Gemelli, insieme al vostro compleanno arriva il sole e si porta via ogni ombra di malessere. Siete belli e vigorosi, spariscono tutte quelle sensazioni negative che hanno aperto questo 2012 e ricomincia a girare tutto nel verso giusto.

SAGITTARIO Un periodo armonioso e di ritrovata fiducia vi aspetta con trepidazione. Le incertezze e le titubanze dei mesi passati diventano uno sbiadito ricordo. Se avete in programma un viaggio (e come non potreste voi Sagittario che siete i Marco Polo dello zodiaco) sarà avventuroso e sorprendente. Solo una piccola raccomandazione: abbiate particolare cura del vostro fegato, cioè non strafogatevi di alcool e schifezze varie.

Estate voto 9+

Estate voto 8

CANCRO Avrete un’estate indimenticabile, questo è sicuro. Bella o brutta? Dipende da voi. Se iniziate con voglia di divertirvi senza pensare a nulla e lasciando il cervello sotto l’ombrellone a farsi un pisolo, allora avete mille possibilità di incontri magici, romantici e anche bollenti. Se state in casa sperando che un evento di proporzioni intergalattiche dia una svolta alla vostra vita vi ricordo che alla fine del mondo mancano sei mesi. Datevi una mossa!

CAPRICORNO L’amore non è bello se non è litigherello. Forse avete voglia di libertà e di svago, ma avete qualche piccola noia nei rapporti amorosi e se prestate attenzione vi renderete conto che la colpa è vostra. Siate pazienti e non agite con impulsività. Avete bisogno di una sferzata di energia e di tanto entusiasmo, quindi via la faccia triste e sì a tutto ció che vi fa stare bene.

Estate voto 6 1/2 (oppure 9) LEONE Il tempo si rischiara e con lui anche i vostri pensieri. Qualche bega lavorativa che vi trascinate da un pó di tempo si concluderà nel breve periodo senza particolari conseguenze. Se avete qualche problemino di salute prestategli tutta l’attenzione necessaria. Ho capito che è estate e volete andare al mare, ma prima fate un giretto dal dottore o rischiate di trascinarvi fino a fine anno una noiosa stupidata. Estate voto 6 1/2 VERGINE Questo non è il momento di agire, ma quello di impostare bene le vostre azioni future. Lasciatevi andare e date spazio alle vostre emozioni più profonde. Mercurio protegge il vostro segno e vi aiuta a realizzare i vostri obbiettivi, specie nel lavoro e nei viaggi. Proprio nei viaggi avrete più occasioni per potervi aprire e far uscire tutti i vostri pensieri più nascosti. Partite e portatemi un regalino. Estate voto 7-

Estate voto 7+ ACQUARIO Starete bene ovunque,al mare, in montagna, al lago, ma anche a casa e soprattutto in casa. Cirlo terso nei rapporti famigliari e amorosi, storie fresche si consolidano sotto il solleone e i rapporti maturi trovano nuova vitalità. Venere vi rende seduttori irresistibili, usate tutto il vostro nuovo charme per conquistare le prede più ambite: avetr due mesi davanti dove tutti capitoleranno ai vostri piedi. Estate voto 10 PESCI Vedo mesi impegnativi e dal ritmo serrato. Non potrete concedervi pause e dovrete essere flessibili e anche un pó accomodanti a volte. Vietato tentennare e rimanere nel limbo dell’indecisione, a pensare a mille soluzioni senza sceglierne una. Non abbiate paura peró perchè le stelle vi regalano una socievolezza nuova che vi fará anche ritrovare fiducia e ottimismo. Estate voto 7

acura di inelli elizabeth

oroscopo

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P9-39


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P-9 giugno 2012  

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