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Quindicinale iscritto al registro della Stampa presso il tribunale di Teramo n. 13/03 del 22/05/03

ANNO 9 N.244 prossima uscita 23 gennaio


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di Marco Piccari

serietà e professionalità

a servizio dei cittadini

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uasi 20 anni di esperienza nel campo dei sinistri e nella cura delle pratiche di cittadini che hanno subito un danno e hanno diritto ad essere risarciti. E’ lo Studio Piccari, di Marco Piccari, in via Triboletti 9 (per anni la sede è stata in via Canale Doria), professionista affermato del settore. Non solo risarcimenti per danni subiti a seguito di incidenti stradali, perché lo Studio Piccari si occupa anche di responsabilità di terzi verso una persona. Il cliente viene tutelato in ogni fase del procedimento della pratica, senza anticipare alcun costo (a parte le spese vive relativamente ai bolli). La professionalità di Marco Piccari sta innanzitutto nel valutare un procedimento, ovvero se è possibile avviare tutte le pratiche per ottenere un risarcimento, oppure no. Una consulenza e una pre-analisi che evita in questo modo al cliente brutte sorprese. Solo dopo un’attenta valutazione dei documenti si ha contezza della possibilità di arrivare ad un risarcimento. Lo Studio Piccari si avvale inoltre di una

rete di consulenti e di professionisti qualificati come carrozzieri, fisioterapisti, medici legali, periti. Il tutto senza alcun aggravio di costi perché a pagare alla fine provvederà l’assicurazione o la parte soccombente. Inoltre lo Studio Piccari valuta anche la possibilità di un accordo stragiudiziale per evitare di arrivare dinanzi al giudice. Ma in caso di mancato accordo, si procederà con un’azione legale, e anche in questo caso senza che il cliente debba anticipare le spese. Insomma, Marco Piccari, grazie alla sua esperienza e alla sua professionalità, sarà in grado di prendersi cura del proprio cliente, sino al raggiungimento del risultato. Insomma, se stai cercando consulenza legale, se hai bisogno di chiarire un dubbio, o se hai un problema da risolvere o hai bisogno di un semplice consiglio, puoi consultare gli argomenti scegliendo tra quelli qui indicati: risarcimento danni, responsabilità medico-sanitaria, eredità, donazioni, guida in stato d’ebbrezza, contratti, immigrazione, società, recupero crediti, diritto di famiglia, separazione, divorzio, ado-

zione nazionale-internazionale, comunione e separazione dei beni, diritto penale. Lo Studio Piccari sarà lieto di accoglierti per un primo incontro gratuito, durante il quale verranno ascoltate e valutate le problematiche da affrontare e ti verranno illustrate le informazioni sui percorsi da intraprendere, sui tempi. Per qualsiasi informazione contattare il numero 3392378738, oppure consultare la pagina facebook Studio Piccari Servizi Professionali. Mail: studio.piccari@gmail.com.


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Roseto, presentato il

piano degli asfalti Si punta a migliorare la viabilità cittadina visto che molte strade sono ridotte in groviera e rappresentano un pericolo per automobilisti e per chi si sposta sulle due ruote. Gli interventi prenderanno il via con l’inizio del nuovo anno nell’ambito di un programma di riqualificazione complessiva del territorio

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l 2016 sarà l’anno della sistemazione (era ora!) di alcune strade che si snodano sul territorio comunale di Roseto. L’annuncio è stato dato direttamente dall’amministrazione guidata dal sindaco Enio Pavone in occasione di un sopralluogo eseguito in alcuni punti della città per presentare il “Piano Asfalti”, ovvero un programma organico di interventi manutentivi per il miglioramento della viabilità cittadina. Su questo Piano il Comune è riuscito a convogliare tutte le risorse disponibili nel 2015 accendendo un mutuo di 500mila euro per il finanziamento degli interventi necessari. “Un’operazione necessaria”, ha spiegato l’assessore ai lavori pubblici Fabrizio Fornaciari, “nella consapevolezza che aumentare la sicurezza nella circolazione veicolare, ciclabile e pedonale e migliorare la rete viaria sono obiettivi di priorità assoluta. Il progetto sarà modulato e ampliato in fase esecutiva sulla base di ulteriori sopralluoghi tecnici e

tenendo conto anche delle indicazioni che verranno dal territorio. In questo senso attiveremo tutti i canali disponibili, dal coinvolgimento dei Consigli di quartiere all’utilizzo degli strumenti web sui quali anche i cittadini potranno indicare situazioni di particolare urgenza”. Il Piano Asfalti varato dall’amministrazione rosetana muove dall’obiettivo di concentrare in questa fase tutte le risorse disponibili sulla

manutenzione e sul restyling della pavimentazione stradale, che sarà completata dall’imminente attivazione di altri progetti complementari come spazzamento stradale, cura e manutenzione delle aree verdi, interventi di arredo e decoro urbano e altro, che contribuiranno

ad una riqualificazione e valorizzazione complessiva del territorio. A questi progetti si abbina il completamento di opere strategiche come la ristrutturazione del porticciolo turistico, dello storico edificio della Villa Comunale e la realizzazione delle piste ciclabili, che contribuiranno a rendere sempre più vivibile e attrattivo il Lido delle Rose. L’attuazione degli interventi di rifacimento dei tratti di manto stradale maggiormente danneggiati inizierà ai primi del 2016, interessando tutte le aree di Roseto centro e frazioni, partendo dalla realizzazione delle manutenzioni più urgenti, per ragioni di sicurezza, e dalla risoluzione delle criticità evidenti. L’attuale stanziamento del Piano sarà integrato, a partire dal nuovo anno, con una ulteriore somma da prevedere in sede di bilancio preventivo 2016, che consentirà di portare a compimento nell’arco dei mesi successivi il progetto per una città più manutenuta, pulita, ordinata e sicura.


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Parco Marino del Cerrano

la rabbia delle vongolare Gli armatori hanno “assediato” lo specchio di mare antistante Torre Cerrano con una manifestazione pacifica. Chiedono la possibilità di pescare all’interno del parco marino in periodi e nei quantitativi stabiliti. Oppure un equo indennizzo per la restrizione degli spazi di pesca uattro banche salvate, ottanta imprese affondate”. Era uno degli striscioni esposti dalle vongolare che nei giorni scorsi hanno partecipato alla manifestazione di protesta organizzata dal Cogevo, il consorzio di gestione di categoria, davanti a Torre Cerrano contro il divieto di pesca all’interno dell’Area Marina Protetta. Gli armatori delle imbarcazioni adibite alla pesca della pregiata “venus galina”, ovvero la vongola comune, da tempo chiedono risposte concrete da parte del Governo centrale e della Regione, vista l’impossibilità di poter lavorare nel parco marino, un’area che si estende per 7 chilometri tra il territorio di Pineto e Silvi per una profondità di 3 miglia nautiche. L’istituzione dell’Amp, di fatto, limita in maniera consistente l’attività delle vongolare. “Siamo in attesa di risposte da parte della Regione”, ha detto Giovanni di Mattia, presidente del Cogevo, “le nostre richieste sono piuttosto chiare: o otterremo l’autorizzazione a pescare all’interno dell’area protetta, creando un corridoio e per un periodo stabilito, quindi con prelievo limitato, oppure chiediamo un equo indennizzo visto che 80 imprese del comparto di Giulianova si sono viste restringere lo specchio d’acqua dove è possibile pescare”. Sono 300

le famiglie coinvolte nelle imprese del Cogevo. Di Mattia ha anche sottolineato come l’assessore regionale competente, Dino Pepe, si sia interessato al problema e stia lavorando molto poter trovare una soluzione adeguata, ma ora è il momento di stringere il cerchio e di avere risposte concrete. Walter Squeo, vice presidente del consorzio, ha ricordato quale importante funzione abbiano le vongolare considerate delle vere e proprie sentinelle del mare, perché pronte a segnalare gli sversamenti inquinanti soprattutto nei fiumi, con ripercussioni poi negative per i fondali di pesca. Dure critiche sono state mosse nei confronti della classe politica per via delle beghe nate attorno al nuovo consiglio di amministrazione dell’Amp, gli scontri tra l’attuale CdA e il precedente presidente, Benigno D’Orazio, con totale disinteresse nei confronti delle problematiche che interessano il comparto di pesca. Alla manifestazione, durata più di un paio di ore, avevano partecipato quasi tutte le vongolare del Cogevo, scortate da due motovedette di Pescara e Giulianova che hanno controllato la situazione. Fumogeni colorati, spruzzi di acqua sparati dalle pompe delle imbarcazioni e suoni dei sistemi acustici delle barche hanno accompagnato la protesta pacifica per tutta la sua durata.


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Stop alle trivelle in Adriatico “Ombrina Mare” rischia di affondare: il Governo propone un emendamento che impedisce la ricerca e le perforazioni entro le 12 miglia dalla costa. Una battaglia vinta dagli ambientalisti e dai cittadini che da sempre si erano espressi contro la deriva petrolifera in Abruzzo. Ma il comitato “No Ombrina” è intenzionato ad andare avanti affinché i pozzi petroliferi vengano cancellati anche oltre le 12 miglia

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n primo tassello contro il rischio petrolizzazione in Abruzzo è stato messo: il Governo ha infatti presentato un emendamento per ripristinare le dodici miglia per le perforazioni petrolifere in Adriatico. Si tratta di un vero catenaccio che in qualche modo dice no ad Ombrina Mare. L’emendamento, di fatto ferma, probabilmente definitivamente l’impianto previsto al largo delle coste abruzzesi, che negli scorsi anni è stato al centro di proteste e mobilitazioni popolari in tutta la regione. A meno di colpi di scena, le trivelle pronte ad entrare in azione non vedranno mai la luce. Il provvedimento segna un primo successo nella mobilitazione a difesa soprattutto delle coste dell’Abruzzo e del Molise, dove non sono mancate le iniziative di protesta contro il progetto di coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi del gruppo britannico Rockhopper. Un intervento programmato persino a ridosso dell’Area marina Protetta del Cerrano. L’emendamento, spiega una nota delle associazioni confluite nel “Coordinamento No Ombrina”, prevede il ripristino del divieto delle 12 miglia facendo salvi solo i titoli abilitativi già rilasciati. Ombrina, ad oggi, non ha la concessione di coltivazione non essendo stato pubblicato il Decreto sul bollettino ufficiale per gli idrocarburi

e le georisorse. E’, quindi, una vera e propria corsa contro il tempo. Il testo introdotto ferma l’impianto di Ombrina mare, previsto al largo delle coste abruzzesi e da anni al centro di proteste e mobilitazioni popolari in tutta la regione. Iniziative sfociate anche nei 6 quesiti referendari sul tema richiesti da dieci Regioni a cui la Cassazione ha dato il via libera il 28 novembre scorso. Sul testo il Coordinamento No Ombrina fa notare che “un aspetto negativo riguarda l’abrogazione della previsione del cosiddetto ‘Piano delle aree’, inserito a ottobre 2014 nel passaggio in Parlamento per la conversione in legge dello Sblocca Italia”, una norma, sottolinea ancora il Coordinamento, “scritta male perché affidava al Ministero dello Sviluppo Economico il potere di approvare il Piano senza l’accordo con le Regioni e gli enti locali”. Le associazioni che per anni si sono battute per tutelare le coste annunciano che “la lotta continuerà anche per i progetti collegati agli idrocarburi fuori le 12 miglia e in terraferma, visto che tutti gli scienziati considerano ormai indispensabile lasciare gli idrocarburi nel sottosuolo” e attendono “gli esiti del confronto parlamentare, comunque pronte a ogni ulteriore mobilitazione”. Il progetto di perforazione in Adriatico era stato autorizzato dal governo Renzi con il decreto Sblocca-Italia.


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Religione

È giusto fare

il presepe a scuola

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Ci sono tre motivi di carattere legislativo, storico e democratico che dovrebbero permettere manifestazioni durante le festività natalizie. E poi, in una classe dove c’è un bambino straniero che non conosce la nostra lingua, invitiamo i compagni a stare in silenzio per non turbare colui che non conosce l’idioma di Dante, oppure solo parlando l’italiano avviene l’integrazione? di William Di Marco TANTE POLEMICHE E NIENTE STORIA Negli ultimi tempi si sono riaccese le diatribe intorno ai simboli del Natale e di ciò che esso rappresenta in senso assoluto per la cristianità da un lato e per la laicità dall’altro. Se è vero che la festa è religiosa e ad essa tutto un mondo di fedeli fa riferimento, è anche vero che dall’altro moltissimi laici - spinti dalle riflessioni di Benedetto Croce espresse nel saggio del 1942 Perché non possiamo non dirci “cristiani” - da sempre non solo accettano questa celebrazione, ma vanno oltre: ne condividono il senso profondo di tradizione e di rappresentanza storico-culturale. Ciò nonostante in queste ultime settimane alcune scuole (pochissime, per la verità) e alcuni dirigenti scolastici (sparuti casi) hanno preso decisioni in senso opposto a tale manifestazione, facendo in modo

che i segni più simbolici come il presepe o gli eventi canori o di rappresentazioni teatrali rimanessero fuori dall’ambito scolastico. Pertanto diverse persone si sono poste le domande sull’opportunità o meno di esprimere anche nel contesto studentesco un segno religioso di appartenenza, sapendo che esistono piccole minoranze non cristiane che potrebbero essere turbate nel loro sentire spirituale, con la conseguenza di una emarginazione dalla vita comunitaria. Chiariamo subito un assunto: chi ha voluto escludere tali celebrazioni da luoghi formativi ha commesso tre errori di carattere legislativo, storico e democratico. Non sono stati degli esempi gratificanti e hanno denotato improvvisazione e approssimazione, in nome di una falsa inclusione priva di un supporto logico e soprattutto

laico. Per molti versi è sembrata un’operazione mediatica, affinché alcuni presidi avessero (per dirla alla Andy Warhol) i famosi “quindici minuti di celebrità”. L’ASPETTO LEGISLATIVO - Partiamo da ciò che stabilì già il decreto n° 5342 del 17 ottobre 1860, quando venivano mossi i primi passi del Regno d’Italia, cioè nel momento in cui si formava una nazione che non solo si dichiarava da subito laica (libera Chiesa in libero Stato), ma che da lì a poco si contrappose al papa, conquistando il restante territorio pontificio del Lazio. Ebbene, quel decreto sanciva il riconoscimento pure civile delle festività natalizie. Andando oltre, nel 1929 ci furono i Patti Lateranensi confermativi, rimarcati anche con il Concordato del 1984, a firma del socialista Bettino Craxi, allora Presidente del


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Religione Consiglio. Pertanto la festa è riconosciuta e ha un senso se viene anche manifestata. In altre parole, nessuno si opporrebbe a convegni, eventi, mostre scolastiche su celebrazioni come il 25 Aprile o il Primo Maggio, perché se queste sono ricordate come festività, vanno pure spiegati i motivi di tale sospensione delle attività didattiche. D’altronde negli anni non c’è mai stato chi ha contestato la chiusura delle scuole per due settimane sotto Natale o per sei giorni sotto Pasqua. Se qualcuno avesse dei turbamenti a riconoscere queste feste (che ripetiamo hanno un senso religioso e laico al contempo) o si sentisse emarginato da tali ricorrenze, potrebbe fare richiesta di tenere la scuola aperta e frequentare spontaneamente le aule scolastiche. Sarebbe comunque una forzatura e una provocazione, dal momento che tutto ciò che avviene in questo periodo è sancito da una legge dello Stato: chi volesse abolire i segni distintivi del Natale negli istituti della formazione dei nostri giovani, pensasse innanzitutto ad abolire la legge e poi se ne potrà parlare. Non è che alcuni invocano il rispetto delle regole solo quando conviene loro?

L’ASPETTO STORICO - Ci sarebbe da discutere molto in tale ambito, ma riprendere il saggio citato di Croce è molto illuminante. Le cose che facciamo e che viviamo hanno (per fortuna) un substrato storico che non può essere cancellato. Ci sentiamo innanzitutto laici e questo lo sottolineiamo con forza. Tuttavia riconosciamo una valenza storica della parola e della figura di Cristo, che non solo è trasmettibile in un contesto di studio, ma ha al suo interno i prodromi affinché due fondamentali pilastri delle società moderne possano sopravvivere: la libertà di pensiero e la democrazia del rispetto e dell’inclusione (parola quest’ultima molto di moda nel linguaggio dei docenti). L’ASPETTO DEMOCRATICO - Spesso si dice che la religione cattolica (ma è un discorso estensibile alla nostra cultura tout court) possa creare turbamento a chi si rifà ad altre confessioni o comunque possa far sentire escluso chi non è cristiano. Allora vale rispondere con un esempio. Se in una classe abbiamo uno straniero che non parla l’italiano, cosa facciamo per non farlo sentire emarginato dal gruppo? Rimaniamo

muti? Il suo principale disagio è che non capisce ciò che dicono gli altri compagni di classe e a quel punto, secondo la vulgata dell’integrazione a discapito delle identità, dovremmo stare tutti zitti, così è sicuro che quell’alunno che non parla la nostra lingua non si senta escluso. Ecco, oggi viviamo un po’ questa contraddizione. Per far sì che quel ragazzo che vorrebbe dialogare con gli altri non si senta un pesce fuor d’acqua, rimaniamo con la bocca chiusa, al punto che il suo mutismo sia anche il nostro. Questo è un modo becero e insulso di risolvere il problema. Ma soprattutto tale atteggiamento è fortemente antidemocratico (impedire agli altri di parlare) e fine a se stesso, senza una vera prospettiva di crescita inclusiva. Solo se quel ragazzo straniero imparerà la nostra lingua potrà incominciare un processo integrativo, formativo per lui e per gli altri. Il preside di Rozzano in provincia di Milano (quello che ha impedito i canti di Natale), oltre che incauto protagonista di celebrità, per molti aspetti ha fornito un lato antidemocratico che non è affatto della nostra scuola.


ROSETO

CI PIACE

Le eccellenze del Liceo Saffo Nona edizione della Cerimonia di riconoscimento del merito e consegna borse di studio per gli studenti del Liceo Saffo che si sono particolarmente distinti nell’anno scolastico 2014/2015. All’evento ha partecipato anche il sindaco Enio Pavone che ha premiato i ragazzi più meritevoli con libri e buoni per il Circolo Tennis Club Roseto. Il primo cittadino rosetano si è complimentato con il Dirigente Scolastico, la professoressa Elisabetta Di Gregorio, con il corpo docente, con il personale tutto e gli studenti per gli eccellenti risultati che la scuola ha raggiunto. Risultati ottenuti anche

e soprattutto in ambito nazionale. Proprio il sindaco ha ribadito ai ragazzi presenti l’importanza del duro lavoro e di come, alla fine, i sacrifici paghino sempre, esortandoli ad impegnarsi con passione e amore nei loro studi. “Bisogna studiare, impegnarsi e dare il proprio massimo, sempre e comunque”, ha sottolineato Pavone, “nello studio, come nella vita, non bisogna ricercare scorciatoie, ma è necessario lavorare con costanza e dedizione: solo così potrete raggiungere gli obiettivi che vi siete prefissati e, credetemi, una volta raggiunti sarà per voi una soddisfazione ancora maggiore”.

NON CI PIACE

Nuovo abbandono di rifiuti a due passi dal Tordino E’ proprio vero: la mamma degli imbecilli è sempre incinta. Nonostante gli annunci dell’amministrazione comunale circa l’intensificazione dei controlli contro l’abbandono dei rifiuti e le multe salate, c’è chi ancora continua a scaricare sacchi di immondizia all’aperto, fregandosene della raccolta differenziata porta a porta. E’ accaduto nuovamente nei giorni scorsi, all’imbrunire, poco dopo le 17.

All’altezza della rampa sud di accesso del ponte ciclopedonale sul Tordino c’è chi ha lasciato un sacco nero pieno di spazzatura, probabilmente i residui di una festa. Non è la prima volta che la zona viene presa di mira da vandali ed incivili. Da tempo i residenti chiedono l’installazione di telecamere di videosorveglianza perché in questo punto, oltre ad abbandonare il pattume, vengono scaricati rifiuti ingombranti sull’argine sud del fiume.


Inaugurata a Corfù la seconda Mostra dei presepi Il pomeriggio dell’8 dicembre, nel Giardino delle Ninfee a Corfù, è stata inaugurata la Mostra dei presepi, arrivata quest’anno alla seconda edizione. Dopo la Santa Messa tenuta dal parroco di Pineto, Don Guido Liberatore; l’Associazione Pro Corfù e l’Associazione Amici del Presepio, hanno aperto le porte alle loro creazioni: presepi paragonabili a delle vere e proprie opere d’arte, tutte completamente fatte a mano. Gli anni di sacrifici impiegati sono stati ripagati con la partecipazione e l’entusiasmo dei tanti cittadini presenti. La mostra è accessibile fino al 10 gennaio 2016.

di Martina Franchi

CI PIACE

PINETO

Al fianco di una grande pista di pattinaggio sul ghiaccio, installata per il periodo natalizio di fronte la Piazza della Libertà a Pineto, è stata istituita una doppia fila di parcheggi blu. Sono questi, verniciati tra il Comune e il bar De Parìs, ad aver sollevato numerose critiche tra i cittadini che di parcheggi a pagamento al centro di Pineto, non ne vogliono proprio sapere. Il prezzo del parcheggio è di un euro ad ora, non frazionabile e il pagamento è da effettuare con i “gratta e sosta”, coupon acquistabili presso diversi esercizi commerciali della città.

INFORMATIV A PER I CITTADINI

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Legge Regionale del 10 agosto 2012 n. 41 (BURA), che disciplina la materia funeraria e di polizia mortuaria cambia in modo radicale gli assetti dei compiti e delle funzioni in merito al trattamento del caro estinto. Ad esempio ora, per il periodo di osservazione, il trasporto del defunto – dall’ospedale a casa - è consentito prima delle 24 ore, previa documentazione. A riguardo, l’azienda Antonio Ruggieri S.r.l. garantisce il servizio di trasporto a costi contenuti, determinati in base all’impegno e, soprattutto, mette a disposizione presso i locali della sua azienda una sala di commiato a titolo gratuito. Inoltre, per ceneri e cremazioni ci sono tariffe ben definite, non elevate, se non inferiori a quelle di un funerale normale. La nuova Legge Regionale permette di conservare le ceneri privatamente o, se lo si desidera, è possibile disperderle in luoghi adatti. La nuova regolamentazione definisce, quindi, in modo chiaro le procedure in ambito mortuario. Pertanto è opportuno rivolgersi sempre a strutture specializzate che offrono servizi adeguati per tutte le esigenze, diffidando da chi non conosce le procedure e alimenta i costi ingiustificatamente.

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NON CI PIACE

Parcheggi blu: non ne vogliamo vedere più


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Francamente... me ne infisco

di Massimo felicioni

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Casa dolce Casa

’idea di una rubrica a carattere fiscale rappresenta una piccola sfida tesa alla “traduzione” di un linguaggio normativo talvolta fin troppo complesso, un dizionario di facile utilizzo. Volendo trattare di temi attuali, tocchiamo alcuni punti dell’attesa Legge di Stabilità che, tra normo e maxi-emendamenti, si ripropone di “invadere” la nostra quotidianità. Rimanendo tra le quattro mura domestiche sono diversi gli interventi inerenti la nostra dolce casa. Oltre alla riconferma delle detrazioni del 65% e del 50% per gli interventi di riqualificazione energetica e di ristrutturazione, viene inserito il c.d. “Bonus giovani coppie” che pur prevedendo un interessante detrazione fiscale pari al 50% delle spese sostenute esclusivamente in mobili, presenta dei vincoli esageratamente stringenti. Infatti, per poterne fruire occorre in primis che almeno uno dei componenti sia di età inferiore ai 35 anni, che il nucleo familiare sia formato da almeno tre anni e, come se nulla

fosse, occorre acquistare nel 2016 una nuova casa. In buona sostanza non spetta alcun beneficio se la giovane coppia possiede già un immobile da adibire ad abitazione principale. L’amata abitazione, inoltre, apre le porte alla rinnovata veste del canone Rai: infatti, a partire dal 2016, si presenterà dilazionato nelle fatture del fornitore di energia elettrica. Infine, reduci dal prelievo del saldo Imu e Tasi, sottolineiamo con vibrante soddisfazione che, nella Legge di Stabilità, ne viene confermata l’abolizione sulle abitazioni principali. Poi, parafrasando, l’agevolazione viene estesa anche ai contratti di comodato registrati tra genitori e figli a patto che l’immobile, da destinare ad abitazione principale, sia stato adibito dal comodante stesso nell’anno 2015 come propria abitazione principale. Cioè, come a dire “ Caro figlio, eccoti le chiavi, io vado o in affitto o all’estero”. Su questo punto, pur apprezzando lo spirito natalizio del legislatore, ci auguriamo opportuni interventi migliorativi da trovare sotto l’albero.

GLOSSARIO: Detrazione: sottrazione direttamente dall’imposta una determinata somma. Abitazione principale: l’immobile nel quale il possessore e il suo nucleo famigliare dimorano abitualmente e risiedono anagraficamente. Comodante: nel contratto di comodato è la parte che concede in uso il bene al comodatario.


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CULTURA di MARIO GIUNCO

SENZA LAVORO… “La legge del mercato” e “Gli ultimi saranno ultimi”: il dramma della disoccupazione raccontato in due film

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e ha provate tutte, Thierry. Uffici di collocamento, stage, corsi di perfezionamento, sempre con lo stesso risultato. Nei colloqui gli hanno detto che, se non trova lavoro, dipende dalla postura, dallo sguardo, dal tono della voce. E’ colpa sua, insomma. Su Skype ( uno schermo di traverso e una voce) gli fanno solo domande imbarazzanti e non gli lasciano molte speranze. Dura è la vita di un uomo di mezza età, con moglie e figlio disabile a carico, quando non ha lavoro. Anche se è disposto a sopportare ripetuti affronti alla sua dignità, senza battere ciglio. E’ l’argomento del film (verrebbe da dire “documentario”) “Le regole del mercato” di Stéphane Brizé, con Vincent Lindon (premiato quest’anno a Cannes per l’ interpretazione) e con attori non professionisti , pagati dal regista, per non gravare sulla produzione. Thierry non è tipo che si arrende. Le banche gli sbattono la porta in faccia (perché non vende la casa, ne compra una più piccola o va in affitto? E la roulotte, anche se malridotta, è proprio sicuro che gli serva?). Continua a condurre la sua vita “normale”, con un sussidio di cinquecento euro mensili. Segue il figlio, che va bene a scuola. Frequenta con la moglie un corso di ballo, tanto per darsi un contegno. Finché non arriva il sospirato posto. Eccolo, con vestito scuro, camicia e cravatta, sorvegliante antifurto in un supermercato. Non si tratta di scovare ladri occasionali, ma i suoi colleghi, che talvolta rubano. Senza andare per il sottile, senza avere pietà per nessuno, ne va del suo posto. Adesso la banca si mostra fin troppo generosa, concede il sospirato prestito. Gli occorrono solo duemila euro, a piccole rate mensili. Prenda più soldi, lo incoraggiano, garantiti dallo stipendio. Il figlio può andare avanti negli studi. Finalmente rottama la macchina, che non va più. Inizia così la sua discesa agli inferi. Lenta, inesorabi-

le. Un anziano si appropria di due fette di carne. Senza soldi per pagare, nemmeno a casa, non ha parenti e amici che possano aiutarlo. Non può rimettere la merce dove l’ha presa, è deperibile. Non resta che chiamare la polizia. Negli occhi del “ladro” si legge disperazione, ma anche muta rassegnazione. La stessa angoscia traspare nello sguardo di una cassiera, sorpresa a riciclare buoni sconto, invece di eliminarli. La donna è stata sempre una dipendente fedele, si trova in difficoltà, anche un piccolo guadagno può tornarle utile. Non c’è considerazione nemmeno per lei, che si toglie la vita nel supermercato. La cerimonia funebre, alla quale Thierry interviene stralunato e assente, si svolge in un’atmosfera surreale. E’ poi la volta di un’altra collega, punita per un’infrazione minore. Sempre per “colpa” del sorvegliante, che sta compiendo il suo dovere. Il senso di oppressione è reso più pesante da primi piani, interni claustrofobici, come la stanzetta , in cui si svolgono gli interrogatori. I colpevoli sono con le spalle al muro, a pochi centimetri dagli accusatori, immobili. Ma per Thierry è troppo. Non ce la fa più… Luciana (Paola Cortellesi, bravissima) è la protagonista del film “Gli ultimi saranno ultimi” di Massimiliano Bruno. Privata del posto di lavoro, perché incinta, un marito fannullone e fedifrago, cerca di riconquistarsi il suo “stato” di precaria a vita, andando incontro a umiliazioni e soprusi, anche da parte di chi prima le mostrava amicizia e considerazione. Senza lavoro la puzza si sente di più, dice Luciana. In parallelo, la vicenda di un poliziotto (Fabrizio Bentivoglio), in lotta con la sua coscienza e i ricorrenti sensi di colpa. Ma che riacquista dignità con un gesto estremo. Il finale del film di Bruno è un po’ raffazzonato, lieto a metà, meno compatto di quello di Brizé. Tutto si aggiusta ( o quasi) è la stiracchiata morale. Anche il mercato cinematografico ha la sua legge.

A Paolo Bruscia. La redazione di Eidos ti ricorderà sempre.


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MALDIVE - MESSICO - AUSTRALIA - USA - SUDAFRICA - KENIA - POLINESIA DUBAI - S. DOMINGO - THAILANDIA - INDONESIA - OMAN - ZANZIBAR - MALESIA SEYCHELLES - MAURITIUS - MADAGASCAR NELLE VARIE DESTINAZIONI SIAMO PRESENTI CON UFFICI DI NOSTRA ASSISTENZA PARLANTI ITALIANO E VILLAGGI 4 STELLE E 5 STELLE IN ALL INCLUSIVE DIRETTAMENTE CON NS GESTIONE E TOUR CON GUIDA ESCLUSIVA DA OTTOBRE 2015 NUOVISSIMA INIZIATIVA DOVE VUOI... QUANDO VUOI DIETRO APPUNTAMENTO SAREMO A DISPOSIZIONE NELLA ZONA DELLA VAL VIBRATA IL GIOVEDI IN ZONA PINETO - ROSETO - MORRO D'ORO E CASTELNUOVO IL MERCOLEDI E IL MARTEDI IN ZONA ISOLA DEL GRAN SASSO E MONTORIO AL VOMANO SPECIALI OFFERTE SPOSI 2016 SRILANKA CON GUIDA ESCLUSIVA + MALDIVE ATOLLO DI ARI 12 GG

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Roseto, giro di vite sugli agricamping Chi non è in regola dovrà smantellare le strutture considerate “fuorilegge”. Dagli accertamenti emerse diverse irregolarità. L’indagine era scattata nello scorso mese di marzo a seguito di una alcune segnalazioni ed esposti in Procura. Gli operatori turistici temono per la prossima stagione balneare

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re esposti, almeno 5 sopralluoghi in meno di un anno, gli accertamenti da parte del Corpo Forestale dello Stato, del Comune, della Soprintendenza ai Beni Paesaggistici, una relazione del segretario generale del Comune che ne chiedeva già 4 mesi fa lo smantellamento. Gli agricamping di Cologna Spiaggia e Roseto sono finiti sotto la lente di ingrandimento delle autorità competenti ed ora è giunto il momento di mettesi in regola. I trasgressori hanno ricevuto la notifica di una serie di verbali, anche da parte dei vigili urbani di Roseto, per somme che oscillano tra i 6 e i 15 mila euro, mentre l’autorità giudiziaria ha avviato le verifiche del caso. In tre situazioni gli agricamping presentavano delle irregolarità strutturali in materia soprattutto di sicurezza: sistema antincendio praticamente inesistente, l’utilizzo di materiali infiammabili (coperture non ignifughe, recinzioni con teli non idonei), la sistemazione di roulotte accanto a bungalow o fabbricati in legno. Inoltre, in base ai controlli eseguiti dagli organi competenti sarebbero emersi anche dei problemi sotto l’aspetto igienico-sanitario relativamente all’approvvigionamento idrico, la raccolta e lo

scarico delle acque nere. I proprietari delle strutture, oltre ad aver ricevuto i verbali con multe salate, hanno ottenuto anche un elenco di prescrizioni a cui attenersi, con l’obbligo di mettersi in regola, previo lo smantellamento delle aree ricettive. E alcuni di loro hanno iniziato le opere di rimozione di tutti i materiali e dei fabbricati considerati non adeguati. Quasi un anno fa alcuni residenti e ambientalisti presentarono un esposto in Comune segnalando delle anomalie negli agricamping di Cologna, alcuni dei quali più simili ad una baraccopoli che a delle strutture ricettive ordinate. Non solo, ma in un caso emerse anche che non vi erano le necessarie autorizzazioni per poter procedere con la realizzazione delle opere. Anche il sindaco Enio Pavone aveva definito certe strutture delle vere e proprie baraccopoli, rendendo squallido una delle zone ancora non intaccate da colate di cemento. Le prescrizioni sono state tutte notificate, a questo punto non resta che mettersi in regola. Altrimenti, per la prossima stagione estiva, prima dell’arrivo dei turisti, agli agricamping ancora non in regola non verrà concessa alcuna autorizzazione per l’esercizio dell’attività.

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ti Maggit di Luca

foto: Andrea Cusano

6 VITTORIE CONSECUTIVE E 2° POSTO! Squali col turbo. Obiettivo salvezza, ma possibili le Finali di Coppa Italia

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Bryon Allen schiaccia nella vittoria contro Ferrara

l Roseto avanza a passo di carica, in un campionato che vede la compagine del Lido delle Rose rivestire il ruolo di sorpresa tanto bella quanto inaspettata. Legnano, Chieti, Treviglio, Matera, Jesi, Ferrara: queste le sei tappe vittoriose del cammino che ha portato al secondo posto la squadra costruita e allenata da Tony Trullo. Oggi il Roseto è a quota 16 punti insieme a Verona, Treviso, Mantova e Imola, a 4 punti di distanza dalla capolista solitaria Brescia. Anche se le vittorie sono il frutto di un lavoro di tutta la squadra, il gio-

Kyle Weaver con gli scolari della scuola di Atri

catore simbolo del rinascimento rosetano che sta riportando anche il grande pubblico al PalaMaggetti è Bryon Allen, capocannoniere della A2 Est a 22,4 punti di media. Lo statunitense è stato il miglior realizzatore in tutte e 6 le gare vinte consecutivamente, con bottini spesso strepitosi: 36 punti contro Legnano, 33 contro Chieti, 19 a Treviglio, 26 contro Matera, 37 a Jesi, 34 contro Ferrara. Il talento del playguardia è talmente cristallino da aver mosso gli interessi di numerose squadre di Serie A, che vorrebbero strapparlo agli Sharks. Il moro del Roseto, che lo scorso anno ha giocato nella Serie A polacca a oltre 20 punti di media (6° miglior realizzatore del campionato), ha però detto a chiare lettere che il suo obiettivo oggi è andare ai playoff e poi provare a vincere il campionato con il Roseto. La dirigenza, per bocca del presidente Daniele Cimorosi, a sua volta ha detto che Allen è incedibile a meno di offerte “irrifiutabili”. Insomma: gli Sharks, partiti per salvarsi, adesso possono conquistare addirittura

Il basket e la cultura dei campanili senza frontiere

un posto in Coppa Italia, se arriveranno nelle prime 4 squadre al termine del girone di andata. Un momento bellissimo, dunque, che ai tifosi ricorda altri due periodi gloriosi della recente storia rosetana: la Serie B1 1997/1998 e la Serie A2 1999/2000 (entrambi i campionati furono vinti). Il Roseto che vince non dimentica di farsi conoscere anche fuori dal campo, come dimostra la recente visita di Sylvere Bryan e Kyle Weaver ad una scuola di Atri. Prossimo impegno del Roseto domenica 20 dicembre a Ravenna, prima del rientro al PalaMaggetti per la gara del 27 dicembre contro il Recanati.

Sylvere Bryan con gli scolari della scuola di Atri


Trofeo

ti Maggit di Luca

Lido de

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lle Rose

ROSETO, ROMA E RIETI PER LA 70^ EDIZIONE PalaMaggetti, mercoledì 23 dicembre 2015, ore 18.30. Ingresso gratuito, offerta di 1 euro per Slums Dunk

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Attilio Caja ai tempi del Roseto

l Trofeo Lido delle Rose, che è poi il più antico torneo estivo d’Europa (e forse del mondo), si svolgerà in edizione invernale – come altre volte accaduto – mercoledì 23 dicembre 2015, al PalaMaggetti. L’ingresso è gratuito, con offerta di 1 euro a “Slums Dunk”, progetto per aiutare i giovani africani attraverso il basket promosso da Bruno Cerella, giocatore dell’Olimpia Milano. La formula per celebrare la 70^ Edizione è quella della vera e propria festa, con 3 squadre di Serie A2 a contendersi quello che Aldo Giordani ribatterò il “Torneissimo” e che si gioca fin dal 1945. Oltre ai padroni di casa del Roseto Sharks hanno aderito all’invito due squadre della A2 Ovest: Roma e Rieti. I tifosi rosetani, dunque, oltre a godersi il super Roseto di questo periodo, potranno riabbracciare

Giuliano Maresca ai tempi del Roseto

coach Attilio Caja e Giuliano Maresca, ex Roseto oggi in forza alla Virtus Roma. La formula, proprio in virtù del periodo natalizio e della volontà degli organizzatori di festeggiare senza esasperato agonismo, prevede 3 mini incontri da

Roseto Sharks

due quarti di 10 minuti ciascuno. Vincerà il 70° Trofeo Lido delle Rose la squadra che avrà vinto più “mini partite”. A parità di vittorie, varrà la differenza canestri. In caso di ulteriore parità, i giocatori andranno in lunetta per tirare i tiri li-

beri, importando nel basket la formula calcistica dei rigori. Il torneo inizierà alle ore 18.30, con la disputa della mini partita fra Roseto e Rieti. Alle 19.15, incontro fra Rieti e Roma. Alle 20.15, chiuderanno Roseto e Roma. Oltre alle gare, possibili sorprese. Infatti, gli organizzatori hanno invitato qualche vecchia gloria del Roseto, che potrebbe essere presente (dipenderà dagli impegni natalizi). E chissà che, in caso di presenza di qualche passata “mano calda”, non ci scappi magari una gara del tiro da 3 punti fra passato e presente del Roseto Basket! Oltre ai premi alle squadre e al trofeo alla compagine vincitrice, gli organizzatori conferiranno a giocatori della 70^ edizione due premi individuali: uno intitolato alla memoria del presidente Domenico Alcini e uno alla memoria del giornalista e scrittore Luigi Braccili.


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apri le porte della libreria un luogo incantato dovepagine i bambini della lettura! e vola sulle dellas’innamorano fantasia

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hi non ha mai sognato da bambino di viaggiare sul tappeto volante, di avere il Genio della Lampada per amico o di poter aprire un mondo di tesori con una frase magica? Da questi sogni d’infanzia di due sorelle nasce, quattro anni fa a Roseto degli Abruzzi, Alì BaBook, una libreria per bambini e ragazzi che, oltre all’ampia offerta di libri, offre l’opportunità di trovare un fornito assortimento di giochi nuovi ed originali...e non solo! Nel corso di questi quattro anni passati insieme, molteplici sono state le attività svolte in questa libreria: appuntamento fisso della lettura animata, laboratori creativi infrasettimanali, corso di chitarra con il produttore Danilo di Feliciantonio, corso di lingua inglese con la maestra Tiziana Ascoli, laboratorio in movimento con lo Yoga della Risata a cura della dott.ssa Simona Prosperi, laboratorio di Mister Mistero con l’attore Amedeo Giusepponi, a breve inizierà anche un corso di Fotografia per bambini con la compagnia Imago ed è in cantiere, in collaborazione con ZampAmica, una serie di incontri con i bambini per avvicinarli al mondo della PetTherapy. Alì BaBook organizza anche animazioni per feste interne ed esterne alla libreria. Inoltre sono state svariate le collaborazioni con associazioni e scuole: si sono tenuti, gratuitamente, seminari di psicologia infantile a cura della dott.ssa Suppa e della dott.ssa Maggitti, corsi sul massaggio infantile a cura dell’AIMI, lezioni di gioco-danza con la Scuola di Danza B Dance Project, laboratorio di fumetto con l’illustratore della scuola Adriatica del Fumetto Vincenzo De Cesaris, progetti di letture e laboratori con i ragazzi di Dimensione Volontario di Roseto e Pineto. Nel corso della stagione estiva si sono tenuti laboratori creativi e letture animate all’aperto presso il Lido Mediterraneo. Numerosi sono state le collaborazioni con le scuole tramite visite guidate all’interno della libreria

con letture animate: teatrino dei burattini, teatrino delle ombre, filastrocche cantate, indovinelli, ecc. Alì BaBook è intervenuta con piacere all’inaugurazione delle biblioteche scolastiche, come ad esempio nella scuola dell’infanzia di Via Veronese, oltre che con la consueta lettura animata, donando anche dei libri per il progetto alle scuole. Altri libri sono stati donati alla Biblioteca comunale di Roseto degli Abruzzi con apri le porte della libreriadel progetto di Nati per cui si sta collaborando all’interno e vola sulle pagine della fantasia Leggere, a cui la libreria aderisce dal giorno della sua apertura. Molto bella anche la collaborazione con la cooperativa Majambiente della riserva naturale della valle dell’Orfento tramite la quale i bambini hanno avuto modo di apprezzare Articoli Ludico - Educativi laLaboratori natura del nostro territorio. Divertenti ed istruttivi anche Creativi e Didattici gli incontri tenuti in libreria con gli autori Massimiliano Maiucchi e Michele d’Ignazio, che hanno allietato bambini e genitori con spettacoli e lavoretti creati appositamente per la presentazione dei loro libri. Alì BaBook è inoltre un piccolo rifugio da poter condividere con mamma e papà…in fondo “tutti i grandi sono stati bambini una volta!”. Naturalmente nel farlo non abbiamo dimenticato i genitori, e abbiamo inserito, infatti, un “angolo” dedicato a loro dove possono tranquillamente sedersi e leggere una fiaba ai propri bimbi e una zona nursery in cui le mamme possono allattare e cambiare i loro bambini in tutta tranquillità. Roberta e Valeria vi aspettano per divertirsi insieme a voi in questo piccolo magico mondo creato per condividere con voi l’amore per i libri e la fantasia!

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“Un bambino che legge sarà un adulto che pensa.”


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’Associazione “Orme”, associazione di promozione sociale nota a Roseto per il progetto “Basket Over Limits” in cui si coniuga la pallacanestro alla disabilità, è contenta di presentarsi ufficialmente alla sua città e a tutti coloro che avranno il piacere di conoscerla. Per questo motivo, il 5 gennaio 2016, organizza una cena sociale di autofinanziamento “Sulle ORME della Befana” presso l’Hotel Bellavista di Roseto degli Abruzzi. Con la partecipazione alla cena si avrà la possibilità di sostenere e soprattutto di essere maggiormente informati su questa nuova realtà che da un po’ di anni lavora con e per ragazzi disabili. La serata sarà allietata dalla presenza della piccola rosetana dal grande talento Gaia Di Giuseppe, partecipante al programma della Rai “Ti lascio una canzone” ed inoltre si avrà l’opportunità di incontrare e salutare il trio che ha riportato sotto i riflettori il “bel canto” all’italiana, “Il Volo”.


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Antonio Palmieri

Mettersi la macchina fotografica a tracolla e cercare il lavoro all’aria aperta. È stata questa la vera missione di Foto Tony, nome che ricordano molto i bambini delle scuole. Però quella volta un matrimonio finì a botte e il servizio sfumò di William Di Marco

Difficilmente si trovava il nostro protagonista nel negozio, dove c’era prevalentemente la moglie. Aveva un modo tutto particolare per improntare dei servizi fotografici. E così andava a scuola per gli scatti da consegnare alla storia degli scolari, oppure lungo la spiaggia per le istantanee al mare. Il “paparazzo dei rosetani” iniziò in Vespa, con la pubblicità sulla carena e il giro dentro la Villa Comunale di Chieti

ricordi N Antonio Palmieri

ella contemporaneità sono tante le cose che ci affascinano, ma altrettanto provocano in noi un senso di fastidio. Alcune volte sono proprio delle frasi che racchiudono un modo di esistere da parte della contemporaneità che vorremmo non prendessero mai il sopravvento, invece spesso sappiamo che è proprio il contrario di ciò che vorremmo. Per fare un esempio concreto, la frase “L’immagine è tutto” è la sintesi di come oggi viviamo, dando spazio all’”io” estetizzante più che a quello sostanziale e contenutistico. L’apparenza ha la sua valenza, però quando è portata all’estremo (sovente sta qui la deriva) tutto si trasforma in esibizionismo. Questo è il concetto di base, tuttavia non sempre le cose stanno così. Esiste un’immagine molto più sobria e reale che fa parte della nostra vita. Potremmo dire che tale aspetto sposa la tracciabilità storica del nostro percorso di vita, il quale va colto nel momento in cui lo viviamo. Vorremmo tutti una sintesi delle nostre tappe esistenziali, fatte di fotografie del nostro vissuto, per ripercorrere la strada del tempo a ritroso. Antonio Palmieri (assolutamente Tony per tutti) ha svolto questo ruolo per la comunità rosetana e non solo. Abbracciava la sua macchina fotografica e si rendeva utile dove ce n’era bisogno, che fosse la scuola dell’obbligo o le Comunioni e Cresime, oppure le istantanee ai tanti bambini in riva al mare o ancora nelle feste comandate. Il nostro protagonista ha fatto questo per oltre quarant’anni, cercando di coltivare quel terreno della quotidianità che ad altri fotografi piaceva meno sviluppare. Occorreva anche molta fatica, soprattutto a stare dietro alle migliaia di scolari che sono stati immortalati con la sua macchina fotografica o anche nel percorrere d’estate la battigia spesso bruciata dai cocenti raggi del sole, per trovare la mamma o il papà disposti a un’istantanea del proprio bambino. “Sono stato il paparazzo dei Rosetani” sentenzia oggi con un certo orgoglio, ma in realtà di scatti carpiti di nascosto del soggetto inquadrato non ne ha

mai fatti e quello che immortalava avveniva alla luce del sole. Tale auto definizione ci fa capire quanto sia stato richiesto il suo intervento e come, per incrementare il lavoro, anch’egli doveva industriarsi. E la sua perspicacia e persistenza lo hanno portato sempre a cercare l’utile per i suoi clienti attraverso il servizio che offriva, così il piacere di avere una bella Mercedes lo sfruttava per mettere a disposizione delle spose la macchina che molte avrebbero voluto per recarsi in chiesa nel giorno più bello, quello del matrimonio. Tutto questo spirito d’intrapresa nasceva dalla sua natia Chieti, quando negli anni ‘50 girava per la Villa Comunale alla ricerca delle coppiette sedute sulle panchine. “Vi occorre una foto di questo bel momento magico?” chiedeva sfrontato e molti accettavano la proposta di un uomo alto e magro che era sempre al posto giusto nel momento giusto, dalle feste ai comizi politici, dalle inaugurazioni alle passeggiate romantiche. E sono ancora molti quelli che lo ringraziano per aver immortalato con il suo scatto un attimo - pur se sfuggente e appartenente ormai ai ricordi più nascosti della memoria di molti - che oggi si rivedono nelle foto rigorosamente in bianco e nero, capaci di alimentare certo la nostalgia, ma anche la soddisfazione di allora, per aver accettato il click di quel fotografo itinerante. Oggi, invece, siamo comodamente seduti nel suo salotto e Tony ha voglia di parlare, soprattutto di raccontare quando in dieci vivevano in una piccola casa popolare. Tutto ebbe inizio a Chieti. Mio padre Giovanni veniva dalla Puglia, esattamente da Trani. Era un agente di custodia e fu trasferito al carcere di Chieti. Mia madre, anche lei pugliese, si chiamava Isabella Di Savino. Venni alla luce nella città teatina il 27 luglio 1939 e la nostra casa era vicino al vecchio ospedale di S. M. Assunta, cioè in via S. Maria. Poi avemmo in assegnazione una casa popolare e ci trasferimmo nel ‘51 in via Tiro a Segno, vicino l’Istituto Industriale. Tuttavia la mia vita di bambino era già cambiata a


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Chieti, 1948. Antonio Palmieri in IV Elementare alla scuola Nolli

Chieti, 1957. Il già Tony sulla moto per un giro in cerca di scatti in piazza della Trinità

soli quattro anni. Infatti nel 1943 mia madre morì ed eravamo già sette figli. Mio padre si trovò del tutto impreparato ad affrontare questa nuova situazione, così nel giro di poco tempo si risposò con la sorella di mia madre, Giuseppina Di Savino. Con lei ebbe un altro figlio e quindi in casa eravamo in tutto dieci. Quella che prima era mia zia diventò “mammina” e siamo stati molto attaccati a questa figura. Ero gemello e nacqui di sette mesi. Avevo cinque fratelli più grandi di me, vale a dire Nicola, Leonarda, Nicoletta, Paolo, Iolanda; poi venivamo noi gemelli, Benito e io, e infine mio padre, con la nuova moglie, mise al mondo una bambina alla quale diede il nome di Isabella. Di quegli anni ricordo anche alcuni episodi legati alla guerra. Per esempio da piccolino andavo dai vicini a chiedere il pane e vedevo per strada i militari, soprattutto dopo la liberazione. Erano polacchi e questo mi rimase impresso. Allora i sacrifici erano all’ordine del giorno, ma per me sembrava tutto normale. A casa avevamo solo due stanze con spazi molto ristretti. C’era la camera dei maschi e quella delle femmine e stavamo in due nelle brande, a capo e piedi, e ovviamente facevo coppia con il mio gemello. Dovevamo essere anche molto indipendenti, dal momento che oltre mio padre, anche mia madre lavorava in un tabacchificio di Chieti Scalo. Pure per lei iniziò il ciclo scolastico. Il periodo delle Elementari lo passai alla scuola Nolli. Subito dopo mi iscrissi all’Avviamento Industriale, collocato vicino all’Istituto Industriale “Luigi di Savoia”, che frequentai appena finito il corso precedente. Qui, superati i primi due anni, mi segnai al terzo, con la specializzazione in Chimica; purtroppo la mia avventura scolastica finì in quel momento. Mio fratello maggiore Nicola che, grazie al suo lavoro ci permetteva di andare a scuola, partì per l’Argentina in qualità di decoratore. Era il 1958 e anch’io fui costretto a interrompere gli studi; cercai da subito un lavoro per aiutare anche la famiglia. Qui subentra la fotografia. Proprio così. Prima di tutto feci domanda alle varie armi, dai carabinieri alla polizia, dagli agenti di custodia alla finanza. Non ebbi la pur minima risposta. Poi le mie attenzioni ricaddero anche sulle Poste, dal momento che c’era Remo Gaspari e molti in città erano entrati a lavorare nell’ente attraverso la sua influenza. Per me invece arrivavano solo dinieghi, con una lettera tipo che diceva: “Abbiamo preso nota della sua richiesta, nella prossima occasione favorevole la terremo presente”, la quale arrivava quasi sempre prima delle elezioni. Ad un certo punto successe che questo noto politico venne

Chieti, 1958. Antonio Palmieri nella prima auto acquistata, una Fiat 500

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III serie

Chieti, 9 maggio 1965. Tony sposa Lucia De Marco

per un comizio a Chieti, esattamente al Supercinema. Così mi apprestai ad andarlo a trovare e gli spiegai la situazione. Lui vedendomi, e quello che sto raccontando è la verità, mi riferì che gli unici posti disponibili erano a Milano e per me era un problema, dal momento che avevo gli occhiali e nella città lombarda c’era la nebbia: con le lenti avrei avuto difficoltà, mentre lì avevano bisogno di persone che ci vedessero bene! Capii che fu un modo per scaricarmi e quindi misi l’anima in pace. Nel frattempo, appena dopo la scuola, avevo chiesto ad un fotografo di farmi lavorare con lui. Si chiamava Aldo Della Rocca e mi disse che di soldi non ce n’erano, tuttavia mi diede la possibilità di andare in giro a realizzare foto e guadagnare qualcosa con degli scatti fatti alle persone. Così mi venne in mente di andare alla Villa Comunale e immortalare le coppiette che volevano un ricordo. Mi accorsi che era un buon servizio che offrivo. La foto singola, ovviamente in bianco e nero, veniva dieci lire a provino, ma se avessero voluto l’ingrandimento, potevano ottenerlo. Per ritirare il materiale si dovevano rivolgere al negozio e in tal modo incominciai a guadagnare qualcosa. Rimasi in questa attività, dal 1957 al 1962, poi fino al 1964 me ne andai da un altro fotografo, Giuseppe Turacchio. Anche lui non mi assunse, ma mi diede la possibilità di prendere una licenza ambulante e di poter sviluppare le foto nel suo laboratorio. A quel punto mi attrezzai con una Vespa Piaggio, con tanto di pubblicità scritta sulla carena e lì nacque la dicitura “Foto Tony”. Abbreviai ulteriormente il nome con cui tutti mi chiamavano, cioè Tonino, e cominciai a girare per la città. Oltre in Villa, andavo in tutte quelle assemblee in cui le persone potevano aver bisogno di foto. Non mi risparmiavo: dai comizi alle inaugurazioni, dalle feste patronali alle riunioni, dalle manifestazioni sportive ai mercati. Facevo i miei scatti e poi li consegnavo oppure gli interessati venivano a ritirarli al negozio. Intanto conosce sua moglie. Nel 1964, insieme a Pasquale Verdecchia mio socio, aprimmo uno studio fotografico a Chieti Scalo. Lui era impegnato nel negozio e io, come ormai facevo da tempo, andavo in giro a caccia di scatti. Lì vicino c’era un’attività in cui lavorava la mia futura moglie, Lucia De Marco. Ci conoscemmo il 13 dicembre e il 9 maggio del 1965 ci sposammo. Fu amore a prima vista; abbiamo avuto due figli, Cristian, nato 25 gennaio 1966, e Andrea, il 21 novembre 1968. ... e appena dopo approda a Roseto. Fu quasi una combinazione. Conoscevo la cittadina e sapevo

ricordi


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Roseto, anni ‘70. Antonio Palmieri davanti la sua attività in via Nazionale

Roseto, 2008. Un “classico” per Antonio Palmieri: sulla spiaggia rosetana alla ricerca di bambini da fotografare

che il turismo era una delle principali attività. Nel 1968 venni a trovare mio cognato Domenico che faceva l’orologiaio vicino l’attuale farmacia Chicco. Fu lui a invitarmi a trasferirmi, dicendomi che per il mio lavoro c’erano delle buone opportunità. In un battibaleno decisi di chiudere l’attività a Chieti Scalo e di aprirne una nuova a Roseto, in via Manzoni, vicino la Scuola Elementare di via Piemonte. Portai tutta l’attrezzatura e per circa sei mesi feci il pendolare, fino a quando la mia famiglia venne ad abitare con me. Già da quella estate andai in giro per la spiaggia a fare le foto ai villeggianti e ai bambini. Era un’attività che faceva anche Italcolor, ma saltuariamente, con il giovane Orlando Del Governatore. A proposito di questa famiglia, voglio spendere due parole per il padre di quest’ultimo. Italo. Lo considero, e insieme a me tutti i fotografi della zona, il vero grande artista dello scatto. Io non ho avuto quelle qualità e non mi sono quasi mai dedicato alla foto artistica. Il mio era un lavoro sul campo, alla ricerca dei vari soggetti da poter fotografare in modo semplice e naturale. Italo Del Governatore, invece, aveva tutta un’altra preparazione. Già allora sapeva fare i ritocchi e le sue inquadrature sono delle vere opere d’arte. Poi arrivò la sede storica di Foto Tony. È vero. Dopo circa un anno, cambiai ubicazione e mi trasferii in via Nazionale al numero civico 465, nei pressi del S. Cuore, dove oggi c’è un’autoscuola: lì rimasi per 23 anni. Subito mi dedicai ad un altro settore di soggetti da fotografare, cioè gli alunni nelle scuole. Iniziai con le Elementari, ma capii che potevo fare anche tutte le fasce di età. Così coinvolsi le Materne, le Medie e anche le Superiori, esattamente la Ragioneria di Roseto. Ricordo che il lavoro non mancava, anche se alla fine non tutti i bambini ritiravano le foto. A quel punto presi contatti anche con le altre scuole del circondario e grazie anche ad alcuni presidi del luogo, come i proff. Antonio Suppa e Aldo Barolini, cominciai a recarmi fuori comune. Feci scatti agli scolari di Arsita, Castilenti, Basciano, Cellino, Cermignano, Torricella Sicura, Colledara, Pineto, Giulianova. Insomma, per 35 anni ho fotografato migliaia di bambini e ragazzi, ovviamente privilegiando sempre Roseto. Poi ho anche avuto un altro filone dove ho lavorato molto: quello delle comunioni e dei matrimoni. Mi ero attrezzato già a partire dalla metà degli anni ‘70 con una Mercedes nuova fiammante, che mettevo a disposizione della sposa per raggiungere la chiesa. Ma non mi sono tirato indietro nemmeno con lo sport. Sono stato il fotografo ufficiale della Rosetana calcio, soprattutto con il presi-

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III serie

Roseto, 6 novembre 2015. A cena con gli amici ne La Locanda del Vigneto. Tony è il terzo da sinistra in piedi

dente Gino Iachini, ma ho curato anche il basket. Eravamo in serie A e iniziai a prenderci gusto a trovare belle inquadrature. Una foto fu scelta anche dalla Cordivari per una pubblicazione aziendale. Poi la società sportiva mi chiese di pagare per poter avere le immagini, così abbandonai tutto. Intanto nel 1992 mi ero trasferito dalla sede di via Nazionale a Cologna Spiaggia, vicino la chiesa di S. Gabriele. Anni prima avevo avuto anche un negozio a Giulianova in via Galilei e poi in via Trieste, in contemporanea con quello di Roseto. L’attività, che riportai nuovamente nella nostra cittadina nel 1998, vicino al bivio tra la S. S. 16 e la S. S. 150, è rimasta aperta fino al 2012, anche se le foto estive le ho continuate a fare e posso dire che sono ancora in attività. Quanti fatti curiosi le sono capitati? Non moltissimi, ma un paio vale la pena raccontarli. Il primo è legato a un matrimonio. Avevo fatto il servizio in casa della sposa, in chiesa e dopo la funzione. Quando eravamo al ristorante la coppia iniziò a litigare; intervennero i genitori che peggiorarono la situazione. Volarono piatti e schiaffi. Fu una scena fortemente imbarazzante, tant’è che i due si lasciarono subito e io persi, oltretutto, anche i soldi del servizio. L’altro episodio è legato al mare. Una quarantina di anni fa una madre mi fece immortalare i suoi quattro figli sulla battigia. Erano i fratelli Meloni di Roma. Quest’anno, girando con la mia macchinetta, mi sono ritrovato in un lido. Sentivo che avevo otto occhi puntati su di me: le persone, che mi guardavano, dicevano tra loro se ero io oppure no. Mi sono avvicinato e ho detto loro chi fossi e mi hanno raccontato di quello scatto. Erano i quattro fratelli di allora: a quel punto ho regalato a tutti una foto, nella stessa posa di quando erano bambini. Inoltre vorrei aggiungere anche gli scatti fatti a personaggi che sono passati da queste parti, come Ornella Vanoni, Teddy Reno, Carlo Delle Piane, Renato De Carmine e altri ancora. Roseto per lei vuol dire... Il punto nodale della mia vita. La prima volta che la vidi ne rimasi incantato e questo fascino dura tuttora. Credo che negli anni sia cambiata in meglio. Nel mio piccolo, ho contribuito a ritrarre fatti e persone di questa città. Tony ha svuotato il sacco dei ricordi. Adesso bisogna prendere quello delle foto e trovare le più adatte a queste pagine. Ma, sorpresa delle sorprese! Molte delle sue immagini sono state buttate, come se, ad un certo punto, non avesse voluto saperne più del passato. Incredibile. Ma lui, serafico, dice: “Il calzolaio porta sempre le scarpe rotte...”. Forse è proprio così.

Pubblicati: 1 - Mario Giunco; 2 - Luigi Lamolinara; 3 - Anna Maria Rapagnà; 4 - Domenico Cappucci; 5 - Domenico Osmi; 6 - Armando Di Giovanni; 7 - Enzo Corini.


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Ad ogni colore la sua storia di Giorgia pasquini

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Iniziamo dal colore blu che detiene un primato importante: è un colore benvoluto da tutti, soprattutto dalle organizzazioni internazionali

embra sciocco a pensarci, ma la storia è fatta a colori. Cioè, è ovvio che tutto nella storia umana abbia avuto un colore (le vesti, i quadri, le bandiere, …), ma capire perché sia stato selezionato un determinato colore invece che un altro, perché un colore sia sopravvissuto ad uno concorrente o anche perché oggi quel colore provoca in noi determinate emozioni, ci porta a fare una considerazione successiva: i colori sono fatti di storia.

Il blu è il colore che, oggi, prevale in occidente e negli stati Europei. In realtà, però, un tempo non era così scontato: non è infatti presente né nelle grotte paleolitiche né nel neolitico (periodo in cui compaiono le prime tecniche tintorie). Per quanto sia onnipresente in natura, basti pensare al mare, non era considerato nemmeno un vero e proprio colore nell’antichità. Questo forse è accaduto poiché il blu era un colore molto difficile da ottenere e gestire: non a caso veniva assegnato come colore dei barbari a Roma e, per una donna, nascere con gli occhi azzurri equivaleva ad essere considerata come una dai facili costumi. La stessa terminologia del blu è imprecisa: quando le lingue romanze hanno creato il lessico dei colori, infatti, hanno attinto dagli etimi germanici (blau) e arabi (azraq). Il blu non è presente neanche nei testi biblici in aramaico; è stato aggiunto solo in seguito e viene riabilitato - anche nel culto cattolico - solo intorno al XII e XII secolo, grazie ai progressi avvenuti in ambito della fabbricazione dei coloranti. Cambia anche l’idea dello stesso Dio: un Dio fatto di luce… azzurra. In Occidente, per la prima volta, il cielo è rappresentato di colore azzurro, in perfetta concordanza con la propagazione del culto mariano, di cui il cielo è la vera e propria culla e di cui la Vergine è la principale promotrice. Da colore barbaro, il blu diventa

così un colore di ambito spirituale: gli stessi prelati si dimostrano combattuti su come porsi nei confronti dei colori. Sugerio, “cromofilo”, ritiene che il colore sia il riflesso della luce divina; Bernardo di Chiaravalle vede il colore come un qualcosa di materiale, quindi elemento da evitare nella spiritualità. L’epoca in questione, inoltre, è caratteristica per l’esigenza di catalogazione che andava nascendo: cognomi, stemmi e classificazioni sociali. I colori sarebbero serviti a sottolineare le varie fasce di appartenenza. Dalla Vergine, il blu arriva ad essere utilizzato anche dai re di Francia, poi dai signori e dall’aristocrazia. Tutto ciò dà un forte stimolo all’economia che vede una grande richiesta di guado, pianta metà erba e metà arbusto, che viene usato come colorante artigianale e che ben presto diventa di coltura e lavorazione industriale. Nel XVIII secolo, diventa il colore preferito degli europei. Avviene grazie alla tecnica meglio sviluppata (nel 1720 un farmacista scopre per caso il blu di Prussia, che offre un ventaglio di sfumature maggiori per gli artisti) e anche per una grande importazione dalle Antille e dall’America centrale dell’indaco che risulta più economico del guado e di colorazione più forte. Per non parlare dei pantaloni più famosi del mondo: nel 1850 Levi Strauss, un sarto ebreo, inventa a San Francisco i jeans, nati come tuta da lavoro. I valori protestanti, che in questo periodo storico sono ormai radicati, apprezzano il blu come colore sobrio, poiché molto diffuso grazie alla facile colorazione (si poteva fare anche a freddo). Diventa, il blu, il colore più diffuso e conformato grazie alla sua economicità e alla facile lavorazione. Ancora oggi, il colore blu detiene un primato importante: è un colore benvoluto da tutti. Le organizzazioni internazionali, l’Onu, l’Unesco, il Consiglio d’Europa, l’Unione Europea, tutti hanno optato per il blu. È un colore scelto per esclusione di altri, che mette tutti d’accordo e che però, per questo, ha perso molto della sua forza simbolica. La stessa musicalità del termine è pacata e se ne può fare un uso smodato. Il blu è generalmente amato per la sua discrezione e, per la sua troppa facilità di apprezzamento ed uso, è considerato anche un po’ come colore “gattamorta”. Al prossimo colore! (si consiglia di consultare Michel Pastoureau e Dominique Simonnet, il piccolo libro dei colori, Ponte alle Grazie, 2009)


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Brontolo

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di Italo D’Antonio

VINCOLI DECADUTI Quando viene approvato un nuovo piano regolatore, il Comune deve provvedere entro 5 anni a perfezionare gli atti per l’acquisizione delle aree interessate ad esproprio per pubblica utilità. Decorsi questi termini il terreno diventa un vincolo decaduto, ma il proprietario del terreno può fare un’azione legale per vedersi riconosciuto il diritto che detta area, che di solito viene definita “zona bianca” venga riqualificata secondo i valori delle aree adiacenti. L’attuale Piano Regolatore vigente ha diverse di queste aree anche molto piccole ed all’atto dell’insediamento l’attuale Amministrazione aveva fatto intendere il suo impegno per la definitiva riqualificazione di dette aree, ma fino ad ora ha provveduto con interventi a macchia di leopardo. Il numero limitato di questi interventi, che hanno interessato superfici grandi, hanno creato diversi malumori, per cui bene farebbe chi governa la città a risolvere in tempi brevi questa situazione per tutti coloro che ancora si trovano in possesso di terreni in zona bianca riqualificando l’area come è già stato fatto per altri, non costringendo così il cittadino a sostenere spese legali non indifferenti.

I GATTOPARDI Siamo oramai in campagna elettorale e si paventato tre schieramenti. La destra ha già scelto di proporre Pavone, la sinistra l’avvocato Di Girolamo ed il terzo dovrebbe far capo alla dottoressa Rosaria Ciancaione, appena trasferitasi alla Regione Abruzzo come dirigente del Servizio Bilancio e alla quale formuliamo i nostri complimenti ed un “in bocca al lupo”. La sua scesa in campo aveva allarmato un po’ tutto l’entourage politico rosetano, in quanto questa candidatura avrebbe rappresentato il nuovo per programmi concreti per la nostra cittadina; ma prima il consigliere Norante poi il sindaco Pavone si erano espressi chiedendo le immediate dimissioni della dirigente, per poi proporre una rotazione dei dirigenti comunali, contestato

dai sindacati a sei mesi dalle elezioni comunali; la querelle si è risolta con l’intervento del presidente D’Alfonso con la nuova nomina. Una bagarre si era sviluppata anche all’interno del PD che aveva preso le distanze dalla dirigente del 3° settore. Imbarazzate questa situazione, perché ha dato la sensazione che i vecchi marpioni della politica, come è ora di moda, screditano gli antagonisti e cercano di impedire il ricambio, proponendosi essi stessi innovatori come nel romanzo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, dove il cavaliere Chevalley offre la carica di senatore al principe di Salina in modo che “tutto cambia affinché nulla cambi!”.

IL MERCATO DEL GIOVEDI’ Il mercato del giovedì mette in grossa difficoltà il traffico cittadino. L’unica strada transitabile è la Adriatica mentre le strade interne verso la collina trovano spesso e volentieri interruzioni per lavori in corso. Non ci vuole molto, basta non autorizzare il carico e scarico nella mattinata di giovedì e modificare il mercato tra le due rotonde sul lungomare. Al momento della sua attivazione sono stati identificati 108 spazi, ma oltre 20 non vengono mai utilizzati. Almeno in via sperimentale si può rivedere questo piano, riducendo gli stalli per le bancarelle da via Thaulero alla rotonda sud di piazza Thaulero, in modo che sul lato mare si creerebbe un percorso verso nord passando da via Colombo, via Thaulero e poi lungomare Celommi e lungomare Trento, mentre il senso di marcia verso sud verrebbe garantito su via Roma. Far poi disporre le bancarelle con esposizione verso il mare in modo che la pista ciclabile diventi, per la mattinata, il percorso pedonale dei potenziali acquirenti tra le bancarelle, evitando cadute, distorsioni su un percorso completamente sconnesso e pieno di buche colme d’acqua quando piove. Si chiede troppo per gli interessi dei rosetani?

1° TORNEO REGIONALE di burraco CITTA’ DI ROSETO

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a A.S.D. BURRACO ROSETO in data 29.11.2015 ha organizzato il suo 1° TORNEO REGIONALE CITTA’ DI ROSETO, presso la bellissima location dell’ Hotel Parco degli Ulivi a Scerne di Pineto, e si è guadagnata un’encomio speciale per la cura e premura con cui ha organizzato il suo 1° torneo regionale. Non ha lasciato nulla al caso, spendendosi senza riserva per rendere la giornata

piacevole per tutti i partecipanti. Conchiglie per tutti i giocatori, dolci e dolcetti, bottiglie d’olio aromatizzato per omaggiare i presidenti, ricercati trofei in ceramica dipinti a mano. Un successo per il burraco abruzzese firmato FIBUR con ben 56 tavoli. La a.s.d. Burraco Roseto ricorda che tutti i mercoledi’ allre ore 21 si gioca presso il Centro Anziani di Roseto, prenotazioni 3381994057.


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Storia del calcio a Roseto Camillo Cerasi, storica figura del calcio rosetano e presidente dell’AS Roseto, ripercorre con il suo libro i momenti salienti ed i personaggi più importanti del calcio locale dal 1920 ad oggi toria del Calcio a Roseto 1920-2015” (edito da Roseto calcio Edizioni) è il libro scritto da Camillo Cerasi. Ogni presentazione è superflua perché a Roseto Camillo Cerasi è il calcio. E’ il Presidente dell’Associazione Sportiva Roseto, mastica calcio da sempre e di talenti ne ha davvero visti tanti. Il libro, la cui prefazione è stata curata dallo storico e giornalista rosetano William Di Marco, propone tante notizie sul mondo del pallone con personaggi, storie, aneddoti e tante curiosità varie. Nel corso della presentazione è stato proiettato il film-documentario “95 anni di passione” e durante l’incontro che si è tenuto al Palazzo del Mare, dinanzi ad una platea attenta, non sono mancate le soprese per gli appassionati del calcio rosetano con la presenza di tantissimi ospiti e di quanti

hanno fatto grande il calcio rosetano negli anni. Il ricavato dalla vendita del libro, che può essere acquistato nella sede dell’AS Roseto, sarà utilizzato per migliorare le strutture e le attrezzature della società rosetana. La realizzazione di questo libro è stato un lavoro durato 5 anni, una ricerca fatta con passione, amore e tanta allegria. “Il cammino del calcio rosetano è stato lungo, prestigioso e altalenante”, sottolinea Camillo Cerasi, papà peraltro del Torneo Internazionale “Spiagge d’Abruzzo Cup”, “nella realizzazione di questa opera ci siamo concentrati sulle annate più interessanti e prestigiose, abbiamo deciso di dare spazio ai calciatori più importanti che hanno giocato nella nostra città ed agli atleti rosetani che hanno fatto, non solo la storia del nostro calcio, ma che si sono anche distinti in livelli e categorie superiori”.


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A Silvio Brocco

il premio “Pino d’Oro 2015”

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Il premio di alta onorificenza di benemerenza, quest’anno è arrivato alla sua sesta edizione ed è stato consegnato ad un uomo che, tra gli altri ambiti, si è contraddistinto nello sport

enerdì 4 dicembre 2015, in una sala Teatro del palazzo Polifunzionale di Pineto gremita di gente, si è tenuta la serata dedicata al Pino d’Oro, il premio di alta onorificenza di benemerenza 2015. L’iniziativa, organizzata dall’Associazione Commercianti e Artigiani pinetese, è stata ideata anni fa da Tiziano Abbondanza, un noto commerciante di Pineto che da tempo si occupa con passione di questa sezione culturale degli eventi. All’importante serata - che, dopo “Accendiamo il Natale” svoltasi lo scorso 30 novembre a Mutignano, ha segnato l’apertura delle festività natalizie in città - hanno preso parte il sindaco Robert Verrocchio, il vice sindaco Cleto Pallini, l’assessore delegato al commercio Massimina Erasmi, il presidente del Consiglio Ernesto Iezzi, il dirigente scolastico dell’istituto comprensivo Giovanni XXIII Gaetano Avolio, il presidente regionale di Confesercenti Daniele Erasmi e ovviamente Biagio Iezzi, presidente dell’Associazione Commercianti e Artigiani pinetese, che ha moderato gli interventi a fianco di Abbondanza. Il Sindaco Verrocchio ha aperto la serata, ringraziando l’Associazione Commercianti per la rete sinergica che, negli anni, è riuscita a tessere. Il vice sindaco Pallini ha invece dato qualche accenno sugli eventi natalizi, tanto attesi dai cittadini: la pista di pattinaggio sul ghiaccio, un concerto natalizio, la mostra dei presepi in via Colombo e la riconferma della tensostruttura gestita dal gruppo SummerSmile, davanti alla stazione, come l’anno scorso. La serata è stata densa di appuntamenti interessanti che hanno spaziato dalla musica, passando per l’arte, arrivando alle scuole, con il contributo dei cinque “10 e lode” - cinque giovani che hanno conseguito il diploma di licenza media ottenendo il massimo dei voti - e di studenti pinetesi che hanno intrattenuto l’ampia platea con la lettura di alcuni testi scritti su come vedono il loro futuro, ricevendo, per questo motivo, la pergamena “Io domani”. Toccante, in questo spazio de-

di Martina franchi

dicato ai giovani, il ricordo rivolto a Federica Petraccia e a Marco Calabretta: due giovani, l’una di 15, l’altro di 9 anni, che hanno perso la vita troppo presto. A loro, a questi due “Angeli”, la proposta, venuta dall’Associazione Commercianti, di dedicare la sala Teatro. Emozioni diverse ma comunque profonde, sono giunte quando il gruppo Spatangus, l’ideatore ed organizzatore dell’ormai tradizionale Trofeo di Nuoto a Corfù; ha donato tutto il ricavato della gara a quattro associazioni locali (Abilbyte Onlus, Dimensione Volontario, Anta Onlus e Living Nepal) o quando Manolo Pelusi, rappresentante legale di Abilbyte, ha fatto sapere a tutti, attraverso il puntatore oculare, l’importanza delle loro attività; oppure quando due commercianti di Pineto, Vincenzo Erasmi dei supermercati Erasmi e Simona Bizzarri dell’Ottica Bizzarri, presente in memoria di suo padre Lino, hanno ricevuto un riconoscimento di spessore: quello delle attività commerciali storiche della città. Sul palco, nel corso della serata, sono saliti anche l’affermata pittrice Sonia Babini, le cui meravigliose opere hanno fatto da scenografia alla sala; e il pittore e scrittore Sandro Melarangelo, insieme a Piero Chiarini di Teramo Nostra. Tuttavia, il clou della manifestazione è stato, naturalmente, il momento della consegna del premio di benemerenza che viene destinato ogni anno ad un personaggio che si è distinto per aver reso un servizio alla città ed alla popolazione. Negli anni, tra i benemeriti ci sono stati imprenditori, religiosi e, da quest’anno, anche un uomo legato al mondo dello sport. Per il 2015, infatti, il Premio Pino d’Oro è stato assegnato al dott. Silvio Brocco, presidente del Pineto calcio che, negli anni, si è speso con passione e dedizione nell’ambito sportivo. La frase del presidente onorario dei commercianti, Vincenzo Coletti, “Se vive il commercio, vive Pineto”, è diventata ormai un motto della manifestazione culturale Pino d’Oro che si è conclusa con una nuova sfida: chi sarà il benemerito 2016?


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Nutrizione

Panettone o Pandoro? L’importante poi è... muoversi di Simona Ruggieri

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Il Natale si avvicina, le vetrine cominciano ad essere addobbate, le strade illuminate e la corsa ai regali è già cominciata! Cesti pieni di leccornie, torroni, frutta secca, dolci tipici, ma soprattutto… panettoni e pandori!

iverse sono le leggende milanesi che narrano della nascita del Panettone; la più classica narra che fu creato casualmente da un aiutante di corte di Ludovico il Moro, Toni, da cui l’origine del nome “pane da Toni”, aggiungendo all’impasto del pane burro, uova, uva sultanina e pezzetti di cedro candito. Gli ingredienti obbligatori sono: farina di frumento; zucchero; uova di gallina di categoria “A” (cioè uova fresche) o tuorlo d’uovo, o entrambi, in quantità tali da garantire non meno del 4% in tuorlo; materia grassa butirrica (cioè burro), in quantità non inferiore al 16%; uvetta e scorze di agrumi canditi, in quantità non inferiore al 20%; lievito naturale costituito da pasta acida; sale. Sono invece facoltativi: latte e derivati; miele; malto; burro di cacao; zuccheri; lievito (fino al limite dell’1%); aromi naturali e naturali identici; emulsionanti; conservante acido sorbico; conservante sorbato di potassio. Anche le origini del Pandoro non sono ben chiare ma le più accreditate sarebbero quelle secondo le quali il pandoro deriverebbe dall’aggiunta di burro al “Pane di Vienna” o dal “Nadalin” un dolce glassato a forma di stella con 8 punte, che per tradizione le famiglie veronesi preparavano per Natale. I suoi ingredienti ob-

bligatori sono: farina di frumento; zucchero; uova di gallina di categoria “A” o tuorlo d’uovo, o entrambi, in quantità tali da garantire non meno del 4% in tuorlo; materia grassa butirrica, in quantità non inferiore al 20%; lievito naturale costituito da pasta acida; aromi di vaniglia o vanillina; sale. Sono invece facoltativi: latte e derivati; malto; burro di cacao; zuccheri; lievito (fino al limite dell’1%); zucchero impalpabile; aromi naturali e naturali identici; emulsionanti; conservante acido sorbico; conservante sorbato di potassio. Mettendo a confronto i due dolci possiamo sicuramente osservare un apporto calorico maggiore nel pandoro (circa 400-450 Kcal contro le 350-400 Kcal del panettone); le proteine sono presenti in quantità simile, 6-8 gr per 100 grammi di prodotto; i grassi sono decisamente maggiori nel pandoro (20-25 gr circa contro i 10-15 gr del panettone), mentre i carboidrati sono maggiormente presenti nel panettone (55-60 gr contro i 45-50 gr del pandoro). Come comportarsi? Preferire sempre un prodotto artigianale, consumarlo magari per colazione e con moderazione ma soprattutto scegliere una versione semplice, magari integrale e non troppo farcita! E non dimenticate di muovervi, in modo da compensare il maggior introito energetico!


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Nino e Gabriella, 50 di matrimonio A 2 genitori fantastici che, negli anni, ci hanno insegnato il significato dell’amore, della famiglia e della vita. Due esempi, due fari, che cercheremo di emulare per renderli orgogliosi. Tanti auguri dai vostri figli Eravamo quel che tutti sognano, quell’amore che i cantanti cantano...tanto forte potente immenso che sembra esagerato ed impossibile..con il petto che sembra esplodere che non serve altro in più per vivere.. che potrebbe scomparire l’universo tranne noi

Buon Natale Ti amo

Direttore Editoriale WILLIAM DI MARCO Direttore Responsabile Lino Nazionale 333 7181980 l.nazionale@virgilio.it È vietata la riproduzione anche parziale di testi e foto. IMPAGINAZIONE E GRAFICA: ANDREA MARZII andreamarzii@ymail.com COORDINAMENTO TECNICO: MASSIMO BIANCHINI (TEL. 329 9480823) FOTO: ELIO D’ASCENZO, EDITORE: EIDOS News S.r.l.

email: info@eidosnews.it

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