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Quindicinale iscritto al registro della Stampa presso il tribunale di Teramo n. 13/03 del 22/05/03

ANNO 8 N.215 prossima uscita 11 ottobre


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colazione take away aperitivi cenati compleanni

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Open: 7 am to 1 am Closed: Martedì

live music briefing Lungomare Trieste - Roseto degli Abruzzi - 324 8306530


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Qualità negli infissi in alluminio e carpenteria metallica

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La qualità il marchio di fabbrica di un’azienda nata oltre mezzo secolo fa e che oggi propone prodotti all’avanguardia nel settore, in grado di soddisfare le esigenze anche più difficili della propria clientela. Il complesso, che vanta anche un’area espositiva di pregio, si trova a Notaresco, lungo la vecchia statale 150

l risparmio energetico passa anche sulla qualità degli infissi. Minore è la dispersione di calore, maggiore è il risparmio. De Lauretis srl è la risposta per avere infissi di assoluta qualità. Il complesso, situato a Notaresco, lungo la strada statale 150 al km 10, comprende un’esposizione di centotrenta metri quadrati e due edifici collegati, per le lavorazioni distinte del ferro e dell’alluminio, con annessi uffici, che si sviluppano su una superficie di milletrecento metri quadrati al coperto. L’immagine di copertina la dice lunga. Due uomini, il padre Antonio e il figlio Alex, che salgono lungo una rampa carrabile, assistita da una struttura in acciaio, sospesa per aria. La struttura realizzata dalla società De Lauretis, per una concessionaria di Pescara, ha radici antiche. Cinquantasei anni fa Antonio De Lauretis, inizia l’attività artigianale di fabbro a Notaresco, dall’altra parte della strada rispetto a dove si trova adesso la sede, lavorando il ferro, creando carpenteria metallica, leggera e pesante, riparando attrezzi agricoli. Lavora senza corrente elettrica, senza telefono, in un’epoca dove le strette di mano sanciscono ogni affare. La ditta cresce, assume dipendenti. Undici uomini, gente di esperienza e di provata professionalità. Nel tempo si inizia la lavorazione dell’alluminio, al padre si affianca il figlio Alex che parte dalla tradizione di famiglia. Ha appreso dal papà che si migliora imparando, puntando sulla qualità, sull’attenzione al dettaglio, sulla cura delle

esigenze del cliente, dalla vendita al post vendita. Oggi la società realizza e commercializza infissi in alluminio e in alluminio/legno, persiane blindate, tapparelle, porte blindate, porte in legno massello, portoni sezionali e basculanti, vetrate facciate continue, inferriate di sicurezza, recinti, cancelli, ringhiere per scalinate elicoidali, ringhiere, carpenteria metallica pesante e leggera, manufatti in acciaio inox per arredamenti. Ampia l’offerta di soluzioni moderne, rivolte ai privati, alle ditte, agli enti. La De Lauretis s.r.l. è certificata Bentley Soa 3500 Aut. del 28/12/2000 e RINA ISO 9001 2008 - 3834. Rispetto per l’ambiente e risparmio energetico sono altri valori aggiunti all’attività. La ditta, utilizza sistemi NEW TEC, Ponzio e Schüco, per finestre in alluminio, all’avanguardia nella tecnologia dell’isolamento termico, inoltre commercializza infissi in Pvc Schüco e Spi finestre. Si sale in alto grazie alle energie che, lavorando al meglio, guardano insieme verso un obiettivo comune. E la grande famiglia De Lauretis, Antonio, Alexander, Raffaela e Lucia, le donne dell’amministrazione, i dipendenti, ragazzi che nel frattempo sono diventati uomini qualificati, questo lo fanno ogni giorno.

Per contatti: tel. e fax 085898253 Alexander De Lauretis 3357248782 Antonio De Lauretis 3357248781 E-mail: delauretis.srl@tiscali.it


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In arrivo

Tari, Tasi, Iuc… A metà ottobre i rosetani sono chiamati a versare la prima rata, mentre il 16 dicembre previsto il saldo. Vantaggi per le fasce a basso reddito e per le famiglie meno abbienti. Ma il Pd locale contesta: “Votare Pavone ha significato peggiorare la condizione della nostra città”

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ari, Tasi, Iuc. Un labirinto di imposte che appare senza via d’uscita, nomi criptati e per molti indecifrabili ma che hanno un denominatore comune: tasse da pagare che la collettività deve versare nelle casse comunali. A Roseto l’amministrazione locale ha varato il regolamento e le aliquote per l’Imposta Unica Comunale (Iuc) che comprende l’Imu, la Tasi, ovvero la nuova tassa sui Servizi Indivisibili (pubblica illuminazione, polizia municipale, anagrafe) e la Tari, la tassa sui rifiuti. Il 16 ottobre prossimo la prima scadenza e per evitare confusione è stato approvato il regolamento che punta ad andare incontro alle esigenze dei cittadini e, in particolare, dei ceti meno abbienti e delle famiglie. Per la Tasi applicato il minimo, il 2,5 per mille. “Purtroppo a causa dei tagli nei trasferimenti da parte del Governo centrale”, ha spiegato il sindaco Enio Pavone, “che ci ha tolto quest’anno anche il rimborso sul mancato incasso dell’Imu sulle prime case, i Comuni sono costretti a procurarsi, sul territorio, i mezzi finanziari per garantire i servizi, ma vogliamo che sia chiaro che è lo Stato a mettere le tasse, a noi spetta solo riscuotere”. Dal 2010 ad oggi i minori trasferimenti dello Stato ammontano a circa 4 milioni in meno: da 5,4 milioni a 1,4 milioni di euro. Per quanto riguarda l’Imu rimangono invariate le aliquote ed i dati rispetto allo scorso anno. Per la Tasi è stata approvata un’aliquota del 2,5 per mille, in media

rispetto al trend nazionale, ed al di sotto dell’aliquota massima consentita, fissata al 3,3 per mille qualora fossero previste agevolazioni. La Tasi andrà pagata autonomamente dal contribuente in due rate: la prima entro il 16 ottobre, la seconda entro il 16 dicembre. Infine per quanto concerne la Tari, che sostituisce la Tarsu, approvati il regolamento e le agevolazioni, ma non ancora le aliquote. Sarà il Comune a mandare direttamente a casa, i bollettini che, anche in questo caso, andranno pagati in due rate: la prima entro il 31 ottobre, la seconda entro il 31 dicembre. Per la TARI sono state previste agevolazioni e riduzioni soprattutto per le famiglie bisognose e le attività produttive. “Un segnale inequivocabile della grande attenzione che la nostra amministrazione ha voluto dedicare al sociale, tenendo conto della difficile congiuntura economica”, ha sottolineato il consigliere Filiberto Di Giuseppe che ha lavorato alla stesura del regolamento, “Tanto per fare qualche esempio ricorderei la riduzione dal 30 al 80 per cento per le attività che producono rifiuti speciali, come gommisti, artigiani, tipografie e altri, la riduzione del 25 per cento per le abitazioni turistiche stagionali

attive da giugno a settembre, del 30 per cento per coloro che risiedono all’estero per più di sei mesi all’anno e possibilità di usufruire di una riduzione del 20 per cento per coloro che avvieranno il compostaggio domestico”. Secondo Di Giuseppe, quello proposto dal Comune di Roseto è uno dei migliori regolamenti approntanti e prevede l’aumento delle agevolazioni con l’inserimento di 4 fasce in più rispetto alle cinque precedenti. Ma non la pensa allo stesso modo il Partito Democratico che accusa l’esecutivo guidato da Pavone di aver aumentato la pressione sui contribuenti rosetani in modo impensabile negli ultimi anni. Il Pd ricorda che nel 2011 l’esecutivo locale ha aumentato del 60 per cento il costo dei loculi, nel 2012 è stata reintrodotta la Tosap, la tassa sull’occupazione del suolo pubblico, sui passi carrabili, nel 2013 l’aumento dell’Imu al massimo. “E quest’anno in regalo è arrivata la Tasi al 2,5 per mille”, dice il Pd, “quindi quasi al massimo nonostante anche un consigliere di maggioranza avesse definito l’aliquota troppo alta. Altro che ottimo lavoro definito dal sindaco, una vera stangata a fronte di servizi sempre più scadenti ed una città trasandata ed ingrigita. Sulla Tari non sono state previste detrazioni per quei nuclei familiari che presentano studenti universitari che trascorrono parte dell’anno fuori sede o che hanno figli lavoratori all’estero nonostante lo avessimo fatto notare durante i lavori del consiglio. Insomma votare Pavone ha significato peggiorare lo stato della città”.


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Arriva il rimpasto

ma sotto la cenere cova ancora la brace Due settimane fa il sindaco Enio Pavone ha riassegnato le deleghe ai suoi assessori, coinvolgendo anche alcuni consiglieri comunali. Nonostante il primo cittadino dica che tutto va bene e che la coalizione è coesa, l’esponente dei Liberalsocialisti Gianfranco Marini ha annunciato che voterà gli atti di volta in volta

Consiglio comunale

Sindaco e assessori

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l rimpasto c’è stato ma per qualcuno si è trattato solo un modo per dare un contentino ad alcuni consiglieri per tenerli buoni. Un dato comunque è certo: ad alcuni assessori sono state tolte delle deleghe. Per le forze di opposizione si tratterebbe di una bocciatura. Ne sono convinti il Pd e Scelta Civica che però hanno incontrato anche la reazione del sindaco Enio Pavone il quale ha sottolineato che la maggioranza è coesa, rinsaldata, stabile, pronta a raggiungere gli obiettivi prefissati nel conclave di un mese e mezzo fa. Diciotto mesi di tempo per tagliare il traguardo e recuperare consensi. Camillo Di Pasquale intanto è il quinto assessore e si occuperà di commercio. Ha rassegnato le dimissioni da consigliere comunale e da capogruppo per poter ricoprire la carica di amministratore. Al suo posto è subentrato il secondo dei non eletti nella lista dei Liberalsocialisti, Peppe Tuccella (il primo è Ernesto Foglia che però fa parte del Cda del Ruzzo e quindi incompatibile). Maristella Urbini confermata nel ruolo di vice sindaco anche se perde la delega al turismo che andata ad Antonio Norante. La Urbini conserva le altre e ha avuto anche quella all’Ente Manifestazioni. Ma la domanda è: non avendo il Comune di Roseto istituito un Ente Manifestazioni, nonostante il vice sindaco lo stia chiedendo da circa tre anni, che se ne fa di questa delega? Hanno perso alcune de-

leghe anche gli assessori Fabrizio Fornaciari e Mirco Vannucci, mentre l’unico che le ha conservate tutte, alle politiche sociali e alla pubblica istruzione, è Alessandro Recchiuti a cui il primo cittadino voleva affidare anche il bilancio. Pavone ha deciso di coinvolgere anche alcuni consiglieri comunali. Romano Iannetti della lista Insieme per Roseto, Alberto Caporaletti, Filiberto Di Giuseppe, oltre ad Antonio Norante, hanno tutti ottenuto delle deleghe. Restano fuori Attilio Dezi di Roseto Tricolore, Enzo Di Giulio, che ha costituito il gruppo del Nuovo Centro Destra, e soprattutto Gianfranco Marini dei Liberalsocialisti che non ha firmato il documento partorito dalla maggioranza di centro destra nel conclave di Montepagano. Non solo, ma nell’ultima seduta consigliare, quella durante la quale Pavone ha illustrato i nuovi incarichi ad amministratori e consiglieri, Marini ha espresso giudizi severi sulla maggioranza, annunciando che avrebbe votato gli atti prodotti dall’amministrazione di volta in volta. In altre parole, tutta questa tranquillità la coalizione che sostiene il sindaco Pavone non sembra avercela. C’è poi il discorso delle deleghe assegnate ai consiglieri. Secondo Scelta Civica si tratta di un atto illegittimo in quanto le deleghe possono essere affidate ai consiglieri solo in quei comuni al di sotto dei 15mila abitanti. Roseto supera abbondantemente i 25mila.

Alberto Caporaletti

Camillo Di Pasquale

Dezi, Di Giuseppe, Norante e Di Giulio

Gianfranco Marini

Giuseppe Tuccella

Romano Iannetti


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. . . p e r di u n giorn o t u t t a l a v it a .

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Il

lavoro

prima di tutto E’ stato il tema principale del dibattito organizzato a conclusione della manifestazione legata al “Rinascimento Paganese Rosetano”. Politica e mondo imprenditoriale a confronto per cercare soluzioni. L’economia è stagnante anche per mancanza di occupazione e di reddito. Molte famiglie rinunciano persino alle cure mediche per avere la possibilità di fare la spesa. Serve un’azione di coraggio, un piano che crei nuovi posti di lavoro

Il sindaco Enio Pavone con il prof. Dino Di Giuseppe durante la manifestazione “Rinascimento Paganese Rosetano”

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olitica e mondo imprenditoriale a confronto per trovare soluzioni e rilanciare il mondo del lavoro. E proprio il lavoro è stato al centro del dibattito che si è tenuto domenica scorsa a Montepagano al termine di una serie di incontri e festeggiamenti che hanno animato la manifestazione “Rinascimento Paganese Rosetano” organizzata nell’antico borgo medioevale, dall’Associazione “Frate Sole”. Senza il lavoro non c’è futuro e soprattutto non c’è economia. Un’economia bloccata perché le famiglie hanno poca liquidità persino per acquistare beni di prima necessità. Rinunciano alle cure mediche e purtroppo, da un’analisi attenta, gli esperti hanno scoperto che per risparmiare non si bada più alla qualità dei prodotti ma ci si accontenta di un prodotto qualsiasi. Ma l’economia può risollevarsi dallo stallo solo nel momento in cui il mondo del lavoro è in grado di offrire occupazione certa e reddito. Dunque al centro della discussione i temi del lavoro ma anche dell’energia, con particolare attenzione alle possibilità di sviluppo offerte dalla ristrutturazione edilizia e dall’efficientamento energetico negli edifici privati e pubblici. “E’ stato un confronto schietto e sincero sul futuro di un territorio”, ha detto il sindaco Enio Pavone, “il nostro, che

ha diverse criticità, ma anche tante potenzialità ancora tutte da esprimere. Sono infatti tanti gli imprenditori che hanno deciso, con grande coraggio, di non abbandonare la nostra terra e di procedere con degli investimenti. A loro la politica, a tutti i livelli, deve dare risposte concrete, per non perdere il treno della competitività e rilanciare il lavoro in un momento che è indubbiamente difficile”. A margine del suo intervento il primo cittadino ha voluto ringraziare il professor Dino Di Giuseppe e la sua Associazione per il lavoro svolto, da agosto ad oggi, per rilanciare e ridare lustro a Montepagano con una serie di iniziative e di eventi che hanno richiamato nel borgo tantissimi visitatori, grazie anche al bus navetta gratuito messo a disposizione dall’amministrazione locale, riportandolo ai fasti di un tempo, quando l’estate paganese era uno dei fiori all’occhiello della città di Roseto. “Quanto fatto questa estate a Montepagano”, ha poi concluso il primo cittadino, “è la dimostrazione tangibile che quando si lavora tutti assieme, con spirito costruttivo, si possono mettere in piedi eventi di grande livello che portano con sé indubbi vantaggi per la collettività e si possono anche porre le basi per il rilancio economico ed occupazionale di un intero territorio”. Ora però molti si aspettano delle risposte concrete perché non c’è più tempo da perdere.


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Scontro tra

Pavone

e

Cgil

sulle ferie dei dipendenti Il sindaco intenzionato a sospendere le ferie per il mese di agosto del 2015 per avere personale a disposizione nella manutenzione del territorio in piena estate. Ma il sindacato replica ricordando che sono un diritto dei lavoratori e teme che l’amministrazione voglia affidare ai privati una serie di servizi

Enio Pavone

Amedeo Marcattili

roppe ferie ad agosto. Dal prossimo anno si cambia modulo. Per far fronte alla carenza di personale soprattutto in piena stagione estiva, il Comune di Roseto sta pensando di rivedere il piano ferie per il prossimo anno. La considerazione nasce dal fatto che nello scorso mese di agosto, su 196 addetti, tra impiegati, operai e lavoratori socialmente utili, 102 erano in ferie o in malattia. Un dato allarmante venuto alla luce recentemente e che ha spinto ora l’amministrazione locale a fare una riflessione e ad adottare dei provvedimenti come il blocco delle ferie ad agosto. L’analisi è stata fatta dal consigliere comunale Filiberto Di Giuseppe e prende spunto dal fatto che questa estate ci sono state grosse difficoltà nell’organizzazione di squadre addette alla manutenzione, soprattutto per quanto riguarda la potatura degli alberi sul lungomare e nei parchi, la sistemazione delle aiuole, il taglio delle erbacce. Parlare di assenteismo forse è esagerato, però qualcosa da rivedere probabilmente c’è. Tra l’altro il Comune ha dovuto ricorrere a delle iniziative per avere del personale disponibile sul territorio. A messo a disposizione dei voucher, ovvero delle somme una tantum destinate a chi ha prestato la propria opera. Una decina in tutto quelli che hanno potuto usufruire di questa iniziativa, soprattutto persone davvero bisognose ma che si sono messe subito a disposizione ad esempio per la potatura delle palme e dei pini. Come nel caso del parco Savini. Se non

fosse stato per loro, non sarebbe stato possibile garantire un minimo di manutenzione. Ma è già scontro con la Cgil Funzione Pubblica. Il segretario provinciale Amedeo Marcattili fa notare che ci sono 7 effettivi e un dipendente a mezzo servizio per circa 20mila metri quadrati di spazi verdi pubblici da curare. Il sindacato inoltre ricorda che a Roseto ci sono dipendenti che hanno accumulato ferie dal 2012 per un totale di 120 giorni. “Quindi non si comprende ora il motivo per cui l’Ente debba lamentarsi in questo modo”, ha puntualizzato Marcattili, “il territorio è vasto e probabilmente non c’è personale a sufficienza per affrontare le questioni legate alla manutenzione. Avevamo chiesto al Comune anche un piano di assunzioni che non è stato mai presentato. Intanto, non va dimenticato che le ferie sono un diritto acquisito dai lavoratori”. Il sindacato, tuttavia, sospetta che dietro alle lamentele da parte dell’Ente ci possa essere un disegno legato all’ipotesi di esternalizzazione del servizio manutenzione. Ma che il Comune di Roseto voglia affidare alcuni servizi a privati non è una novità. Anzi rientra nel pacchetto delle iniziative da realizzare nell’arco dei prossimi 18 mesi, entro la scadenza del mandato elettorale, sottoscritto dai rappresentanti della coalizione di centro destra in occasione del conclave di circa tre settimane fa. L’esternalizzazione non riguarderebbe solo i lavori di manutenzione del territorio come il taglio delle erbacce e la pulizia di strade e marciapiedi, ma anche la gestione degli impianti sportivi.

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FUN, AGILE E TECNOLOGICA 

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Politica

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Matteo Renzi fa il tifo per il sindaco Enio Pavone? In una visione d’insieme, la politica delle nostre parti ha ben poco da gioire. I cambiamenti di casacca, le giravolte, i trasformismi (d’altronde non è una specialità dell’Italia?) hanno coinvolto quasi tutti di William Di Marco LE STRANEZZE ITALIOTE - La nostra politica ha diversi record a livello planetario, compreso quello della stranezza. Più di una volta abbiamo sottolineato su queste pagine come prevale il principio dell’ipse dixit, una locuzione latina che tradotta letteralmente significa “l’ha detto lui”. Introdotta da Cicerone, era una formula per indicare i pitagorici che non mettevano mai in discussione ciò che veniva pronunciato dal loro maestro (per l’appunto Pitagora), in quanto autorità assoluta e non confutabile. Nel nostro esempio nazionale la situazione calza a pennello per ciò che viene spesso proposto dalla Sinistra politica, la quale ha un’autorità intellettuale di peso diverso da tutte le altre compagini o coalizioni partitiche. Pertanto ciò che viene pronunciato da quella specifica area, per molti intellettuali e per parte del popolo è preso come principio esatto da non poter assolutamente controbattere. Poco conta se la medesima cosa era stata avallata e portata avanti da altri in periodi precedenti, quando la stessa Sinistra aveva del tutto ignorato la proposta. Anzi, come spesso è accaduto, quella parte politica era impresentabile e spinta solo da interessi di parte che aveva in nuce (in embrione) soltanto il seme della deriva autoritaria o, quando andava bene, dell’incompetenza. Di esempi ce ne sono a iosa, ma per rimanere su alcuni dei più eclatanti potremmo ricordare l’elezione diretta del sindaco, cavallo di battaglia della “nazionalista” destra, ma che dopo il referendum del 1993, vinto da chi voleva che la gente scegliesse in proprio il primo cittadino, è diventato l’orgoglio della Sinistra: da quel momento la stessa ha avuto il più alto numero di sindaci eletti con quel metodo. RENZI E LA POLITICA DI “DESTRA” - Stessa cosa vale, facendo un volo pindarico in avanti e tralasciando tantissimi ripensamenti della Sinistra, per il Presidente del Consiglio Matteo Renzi. Oggi è a favore dell’annullamento dell’articolo 18 (che, per dirla in modo epidermico, permetterebbe il licenziamento dei lavoratori nelle imprese con oltre 15 addetti), quando nel

1994 cadde un governo per le conseguenze indirette che ci furono sulla volontà da parte del centro-destra di abolire la norma. Sergio Cofferati, segretario generale della Cgil, portò a Roma oltre tre milioni di lavoratori, dimenticando (quasi nessuno lo sapeva e tuttora non lo sa) che i partiti e i sindacati beneficiano di quel famoso articolo 18. Ma oggi Renzi, anche se in ritardo, fa bene, perché se è vero che quello specifico aspetto dello statuto dei lavoratori è così ininfluente (riguarda poche migliaia di dipendenti), è anche vero che proprio per tale motivo andrebbe tolto, abbattendo un tabù, in modo da dare respiro agli investimenti stranieri che ormai, con un netto calo costante, negli ultimi trent’anni hanno lasciato il nostro Paese. Sia chiaro, però, che tale facilitazione non significa minimamente diminuire i diritti di chi ogni sacro santo giorno si alza per guadagnarsi il da vivere, ma certi veti rendono ingessato il nostro sistema. La stessa cosa vale per la riforma elettorale, quella del Senato, del Titolo V della Costituzione. L’attuale premier fa bene a volerle cambiare, ma se la Sinistra non avesse boicottato la riforma del 2005, oggi avremmo guadagnato nove anni e un sistema più snello e certo. Per non parlare dei cambiamenti nella magistratura. Renzi li può fare (e li deve fare), ma guai a mettere l’argomento in bocca a qualche altra parte politica: verrebbe giù l’Italia con manifestazioni di piazza continue. E se qualcuno si permette di criticarlo, Renzi fa sempre ricorso alla metafora dei “gufi”, abili a remare contro il cambiamento, invitando così a coalizzarsi tutti per raggiungere uno stesso obiettivo. LA SINISTRA LOCALE DOVREBBE TIFARE PAVONE - Con lo stesso principio, la Sinistra rosetana dovrebbe tifare per l’attuale sindaco. Molti “gufi” nostrani (come li chiamerebbe il politico toscano) non fanno altro che schierarsi a priori contro il primo cittadino e tale atteggiamento alle volte sembra un discorso a prescindere. Certo che in una visione d’insieme,

la politica delle nostre parti ha ben poco da gioire. I cambiamenti di casacca, le giravolte, i trasformismi (d’altronde non è una specialità dell’Italia?) hanno coinvolto quasi tutti coloro che oggi sono in prima fila sia nel Consiglio comunale sia nel governo cittadino. Chi è stato eletto a Destra, che però era di Sinistra, oggi è a Sinistra e critica la Destra; chi aveva preso i voti da Sinistra, oggi è al Centro e critica la Destra, ma anche la Sinistra. Al governo abbiamo personaggi di Sinistra, però che governano nei modi della Destra. Insomma un guazzabuglio che anche Giorgio Gaber avrebbe problemi a risolvere. Ciò nonostante è veramente curioso come quella voglia di appoggiare tutti insieme un progetto - che rivendica in modo molto convincente il governo centrale - non sia raccolto dall’opposizione locale, che si scaglia contro, al di là dei contenuti. Domande: «In questo caso i “gufi” sono di Sinistra e anche di Centro?». «Perché questi remano contro il sindaco Pavone, invece di aiutarlo a cambiare Roseto?» Le risposte non le sappiamo, tuttavia non è tanto questo il problema. La vera questione è l’ipse dixit iniziale, che vale soprattutto se una cosa, pronunciata da una parte politica, sembra essere esatta e poco vale se tale proposta sia stata fatta, a parte invertite, tempo prima. In tutta questa storia c’è da aggiungere anche l’atavico atteggiamento della Sinistra di volersi fare male da sola, così come è successo nel 2011 e negli anni precedenti, quando quella parte politica lascò solo uno dei sindaci che ha meglio operato negli ultimi lustri, vale a dire Franco Di Bonaventura, il quale aveva realizzato diversi progetti per la nostra città. La Sinistra di allora lo abbandonò e da 18 consiglieri che lo appoggiavano, alla fine ne rimasero appena 10. E parte di quella Sinistra, poi, è diventata Destra. Tutti “gufi”? Forse non è il caso che i sindaci vadano sostenuti (ovviamente quando ci sono i presupposti e spesso questi ci sono) per il bene dei cittadini?


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IE CUR IOSIZ Notizie)

(tra Curiosità &

13 a cura della redazione Cerchi Concentrici Promotor

Perché VIA Sturzo A CAMPO A MARE si chiama così?

Luigi Sturzo L’ultima strada della località Campo a Mare identificata con la specifica Inferiore (poiché ubicata più in basso rispetto all’altra parte collinare della zona) è dedicata al religioso e politico che tanta importanza ebbe nell’ambito del mondo cattolico. La via porta direttamente dalla S. S. 150 a via De Nicola, che poi permette l’accesso a S. Petronilla. Luigi Sturzo fu un uomo politico italiano (Caltagirone, 26 novembre 1871 - Roma 8 agosto 1959). Sacerdote (dal 1894), convinto assertore della necessità di coerenza per i credenti tra vita religiosa e impegno politico, attento analista dei rapporti tra Chiesa e Stato, fondò il Partito Popolare Italiano (1919). Antifascista, fu sempre fedele all’idea che le libertà sociali e la democrazia costituiscano un binomio inscindibile, a patto che non vengano schiacciate dagli eccessi dello

statalismo. Dopo aver studiato in seminario a Caltagirone ed essere stato ordinato sacerdote, si trasferì a Roma dove si laureò in Teologia all’Università gregoriana (1898) e dove entrò in contatto con Romolo Murri e Giuseppe Toniolo, avvicinandosi agli ambienti della Democrazia Cristiana. Tornato a Caltagirone, dove già nel 1897 aveva fondato il giornale La Croce di Costantino, Sturzo promosse la costituzione di cooperative agricole, casse rurali e società operaie, nel quadro di un progetto di rinnovamento dell’economia meridionale, fondato sulla media e piccola proprietà, sul rifiuto del protezionismo e dell’assistenzialismo statale e sull’ampliamento delle autonomie locali. Fautore della partecipazione dei cattolici alla vita politica, ma rispettoso del non expedit, concentrò la sua attività nell’ambito amministrativo. (InfoWeb)

Il Liceo Saffo di Roseto potenzia la lingua cinese L’importante Scuola Superiore di Roseto ha intensificato i rapporti con le istituzioni cinesi. Nei giorni scorsi è stata rinnovata la convenzione per far sì che l’insegnamento curricolare della lingua e cultura cinese per l’anno scolastico 2014-2015 possa trovare spazio tra gli studenti dei primi tre anni, coinvolgendo un totale di 71 allievi. L’ufficializzazione di questa collaborazione è avvenuta a Villa Cola, sede dell’Istituto Confucio di Macerata, alla presenza del dirigente del Liceo Saffo Viriol D’Ambrosio, di Luigi Lacché, rettore dell’Università di Macerata, insieme a Giorgio Trentin e Yan Chunyou, condirettori del progetto cinese. Sarà compito dell’istituto Confucio fornire i docenti di madrelingua e i materiali didattici per poter svolgere al meglio i corsi di studio. Tra gli studenti della scuola rosetana si sono distinti nell’apprendimento della lingua Chiara Albertazzi, Matteo Di Stefano, Silvia Torbidone, Anna Franchi, Laura Ambrosii e Martina Ciferni.


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IE CUR IOàS&IZ Notizie)

(tra Curiosit

Le storie di Sor Paolo Proconsole Venerdì 26 settembre prossimo, alle ore 17:00, presso la Sala San Carlo del Museo Civico F. Savini, in via Delfico n° 36 a Teramo, ci sarà la presentazione del nuovo libro di Luciano Lamolinara Le storie di Sor Paolo Proconsole. Presenterà l’evento la scrittrice Alida Scocco (che ha curato la prefazione della pubblicazione), con l’intervento di Piero Chiarini (presidente di Teramo Nostra), Sandro Melangelo (professore), mentre modererà Luisa Ferretti. Il nuovo lavoro del docente di Matematica rosetano è un omaggio,

un pegno d’amore per la città che lo ha visto crescere. Tutte le vicende, pur se diverse per tema, ambientazione e contesto sociale, sono ambientate a Teramo. I personaggi sono ad essa legati, e i fatti si svolgono in uno scenario storico-culturale appartenente a una generazione che vive ancora all’ombra delle nubi dell’11 settembre del nuovo secolo. In ognuna di queste storie i protagonisti rivivono sofferenze e stati d’animo di una fase evolutiva della nostra società provinciale.

Cresce a Roseto il premio di pittura “Pasquale Celommi” I finalisti del Premio Celommi

Il concorso nazionale di pittura estemporanea “Pasquale Celommi”, svoltosi sabato 6 e domenica 7 settembre, ha riscosso un lusinghiero riconoscimento da parte dei partecipanti. La terza edizione del premio è stata caratterizzata da una partecipazione massiccia di artisti provenienti da tutta Italia e da una pioggia di premi di consistente valore offerti da imprenditori locali, da professionisti e da privati cittadini, tutti particolarmente sensibili alle manifestazioni d’arte e culturali in genere. Grande successo di pubblico e di critica ha avuto la cerimonia di premiazione svoltasi nella Villa Comunale di Roseto, in cui c’è stato l’intervento del critico prof. Massimo Pasqualone. La Giuria del Premio, presieduta dalla nota studiosa e storica dell’arte

Maria Luisa De Santis e composta da Loriana Valentini, Luciana Ruggieri, Marina Sperandii e Patrizia D’Andrea, ha assegnato i premi a Pietro Crocchioni di Perugia (primo classificato), a Lauro Potenza di Mosciano S. Angelo (secondo) e a Carmine Franco di Caserta (terzo). Tantissimi sono stati anche gli altri premiati nelle varie categorie. La cerimonia si è conclusa, come sempre, con l’apertura della mostra al folto pubblico presente. L’esposizione potrà essere visitata presso la Villa Comunale rosetana durante la settimana dal 22 al 28 settembre. Le opere saranno ancora disponibili, per visitatori ed eventuali acquirenti, assieme ad altre di autori che non hanno partecipato al concorso. L’oganizzazione è stata coordinata da Michele Nuzzo.

“Dal Giappone con amore” quando la lirica nipponica giunse a Roseto Un depliant di alcuni anni fa ci fa capire come la musica sia stata sempre un modo per unire i popoli. Nella contemporaneità un impegno in tale direzione lo stanno dando i responsabili dell’associazione “Musica e Cultura” che hanno portato e continuano a portare sulle sponde dell’Adriatico i grandi nomi del pentagramma in generale e della lirica in particolare. Le più importanti promesse e i primi classificati al concorso lirico “Maria Caniglia” di Sulmona hanno calcato il palcoscenico della nostra Villa Comunale. Pertanto vedere che nel 1985, e più precisamente il 17 marzo, come è scritto nella brochure qui riprodotta, ci fosse stata una delegazione nipponica che si esibì a Roseto, dà il senso della presenza di una cultura musicale sempre attenta a ciò che accadeva anche in altri Paesi. “Dal Giappone con amore” era il titolo del concerto dedicato alla città di Roseto, in cui si esibirono dieci giovani cantanti giapponesi. Ad accompagnarli c’era il pianista Hiromi Yanagisawa e a presentare l’evento fu chiamato Bruno Pelagatti.


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(tra Curiosità &

I “Ragazzi di una volta” 15 La Rosetana che sapeva ruggire

In questi giorni, soprattutto dopo l’apertura dei campionati dilettanti, è si è tornati a parlare della Rosetana calcio che non si è iscritta al torneo regionale a causa della sua cancellazione. I motivi sono noti: un forte debito e l’incapacità non tanto di appianarli, quanto di trovare una minima somma per continuare l’avventura. Che tristezza! Allora per rifarsi un po’ il morale vale la pena rivedere le foto storiche di quella Rosetana che faceva tremare le avversarie, con squadre molto forti, orgogliose di indossare la ca-

sacca azzurra, dello stesso colore sia del cielo terso sia del nostro mare nelle giornate cristalline di settembre. La foto riprodotta è datata 1° novembre 1970, siamo ad Atri, campo Comunale, e la partita è tra la locale squadra e la Rosetana finita 0 a 1. In piedi da sin. Ugo Gregori, Domenico Paris, Mario Mattioli, Gabriele Matricciani, Dino Candelori, Nicola Ferri, Ettore Alcini (all.). In basso da sin. Paolo Francani, Enzio D’Amico, Gigino Brandimarte, Remo Grossi, Bruno Caprara, Mauro Pincelli

A quando l’intitolazione di una strada a Pier Giuseppe Di Blasio? L’artista Pier Giuseppe Di Blasio da giovane

Molte delle vie rosetane, come anche di strutture scolastiche e sportive, hanno un nome dedicato a grandi nostri concittadini del passato. Ma se un tempo si era più inclini a dare lustro a personaggi che hanno reso importante la nostra cittadina, in epoca più recente tutto ciò ha trovato degli ostacoli, spesso insorti per una visione non del tutto chiara. Tante sono ancora le persone che andrebbero menzionate con una strada o con un edificio, ma alcune di queste rivelano una resistenza da parte di qualcuno che ancora ha una visione ideologizzata del panorama politico. Uno di questi personaggi (ma potremmo citarne altri, come l’educatore di tanti ragazzi Dino Celommi) è senza ombra di dubbio Pier Giuseppe Di Blasio. Fine artista dalle conclamate abilità pittoriche, dedicò gran parte della sua vita e del suo talento alle opere in ceramica, decorando in modo mirabile manufatti che ancora oggi possono essere ammirati, non solo nelle case gentilizie locali, ma in palazzi istituzionali che conservano come reliquie le sue opere. Ebbe anche un ruolo importante nel panorama politico. Fu il primo podestà del

neonato Comune di Roseto degli Abruzzi, che a partire dal 1927 cambiò denominazione e sede municipale. Al contempo, fu deputato del Parlamento italiano. Siamo alla fine degli anni Trenta e il governo fascista decise di sostituire la Camera dei Deputati con la Camera dei Fasci e delle Corporazioni, in cui entrò a far parte il ceramista rosetano in qualità di consigliere della Corporazione del vetro e della ceramica. Siccome l’organo, inaugurato il 23 marzo 1939 era legislativo e sostituiva un ramo del Parlamento - mentre l’altro, il Senato, rimaneva invariato - Di Blasio può essere considerato il primo deputato nazionale nato a Roseto degli Abruzzi. Dato il lustro, è bene che la collettività locale non si dimentichi di questo nostro concittadino.


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ottobre -4/10:tributo a Rino Gaetano ( Osvaldo Bianchi e Luca Mongia) -11/10:bronx duo-world music -18/10:lucky radio -funky/dance & hip hop -25/10:jolly blu - cover band 883 -31/10(venerdi -halloween):accessori anni ‘60 novembre -8/11:cover band Zucchero -15/11:ligalegend- cover band di Ligabue -22/11: trio brasil -29/11: i disperati - rock a billy dicembre: -6/12: pap kan e The kemaan musica senegalese -13/12:pepticon blues -20/12: Gianna love- cover band di Gianna Nannini -27/12 serata GOSPEL.

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Roseto aderisce al piano per lo sviluppo

dell’agricoltura

sociale

L’argomento è stato affrontato in occasione di un seminario organizzato nell’Oasi del Wwf di Penne. Il progetto piace al vice sindaco Maristella Urbini perché offre anche un’opportunità concreta alle persone svantaggiate. L’agricoltura come terapia di recupero è uno degli obiettivi che l’Unione Europea svilupperà nei prossimi sei anni

L

’agricoltura come opportunità per lo sviluppo di progetti socio-lavorativi e di piani di co-terapia per le persone svantaggiate. Il Comune di Roseto aderisce al progetto “Agricoltura sociale e nuovo walfare per lo sviluppo rurale”. Se n’è parlato nei giorni scorsi a Penne, nella sede dell’Oasi del wwf. A rappresentare il Comune rosetano c’era il vice sindaco Maristella Urbini che proprio recentemente ha ottenuto la delega all’agricoltura. “E’ stato un appuntamento molto interessante che ci ha permesso di gettare le basi per future collaborazioni in un settore in forte crescita e sul quale la nostra amministrazione ha deciso di puntare”, ha sottolineato, “Secondo molti infatti

la cosiddetta “agricoltura sociale” è uno degli strumenti più innovativi in grado di coniugare le esigenze di rinnovamento del welfare italiano con la necessità di sviluppo di un’agricoltura multifunzionale e moderna”. A tal proposito l’Unione Europea, nella prossima programmazione 20142020, ha dato ampio spazio ad interventi per l’inclusione e la sostenibilità sociale con l’obiettivo di avere una società più competitiva, ma soprattutto più coesa e meno povera. In questa ottica l’agricoltura sociale può assumere un ruolo importante, a sostegno della valorizzazione delle diverse realtà che svolgono attività di inclusione socio-lavorativa, co-terapia, servizi per persone svantaggiate utilizzando le risorse dell’agricoltura.

“Il seminario ha l’obiettivo di o¬ffrire tale opportunità”, ha concluso il vice sindaco, “per rafforzare la capacità dei diversi assessorati competenti e dei portatori di interesse di lavorare per una programmazione delle attività e una gestione degli interventi sul tema agricoltura sociale in modo consapevole e coordinato. La creazione di una Rete Rurale Nazionale 2014-2020 è un’opportunità che non intendiamo farci sfuggire e, in quest’ottica, avvieremo a breve un confronto con le varie associazioni, i sindacati di categoria e gli operatori del settore al fine di creare opportunità di crescita, di sviluppo e, perché no, anche di lavoro, che possano portare vantaggi su tutto il territorio rosetano”.


ROSETO

CI PIACE

La Coldiretti approda a Roseto La Coldiretti ha inaugurato nei giorni scorsi a Roseto il proprio punto informativo. L’ufficio si trova in via Mameli e sarà operativo tutti i giovedì dalle 9 alle 12. Offre assistenza ai lavoratori del settore agricolo, consulenza ai pensionati, patronato e punto informazioni. “Abbiamo messo a disposizione un locale del Comune per questa importante iniziativa”, ha detto il sindaco Enio Pavone, “convinti della bontà dei servizi offerti alla cittadinanza e del loro valore per un territorio, come il nostro, in cui il settore agricolo dà occupazione a molte persone”. Il settore agricolo rappresenta un segmento molto importante per il territorio rosetano. “Purtroppo per tanto tem-

po non è stato tenuto in debito conto”, ha puntualizzato il vice sindaco Maristella Urbini che di recente ha ottenuto la delega all’agricoltura, “ora noi, anche grazie a queste iniziative, puntiamo al suo rilancio, perché riteniamo possa essere fonte d’occupazione anche e soprattutto per i più giovani”. Soddisfatto dell’iniziativa anche il nuovo assessore al patrimonio e al commercio Camillo Di Pasquale, “Dopo aver messo a disposizione gli spazi alla Ruzzo Reti”, dice, “ora ripetiamo la stessa operazione con la Coldiretti, convinti di offrire un altro utile servizio alla collettività”.

NON CI PIACE

Siringhe abbandonate al cimitero di Cologna Spiaggia Siringhe abbandonate nel cimitero di Cologna Spiaggia. Approfittando del fatto che la zona è completamente al buio, e in collina, i tossici della zona ne approfittano per iniettarsi la dose quotidiana di eroina, nel totale menefreghismo di trovarsi comunque in un luogo sacro e mancando di rispetto nei confronti dei defunti. Le segnalazioni sull’abbandono di siringhe usate erano state fatte già nei giorni scorsi. Il caso era stato sollevato anche attraverso facebook. In molti sollecitavano un intervento del Comune per

risolvere la questione. Dopo neppure 48 ore gli addetti le avevano rimosse con le dovute cautele. Ma il problema si è nuovamente riproposto. Sul posto i tossicodipendenti hanno abbandonato pezzetti di carta argentata utilizzata per conservare la droga, barattoli di bibite, bottigliette d’acqua, fazzoletti di carta, accendini e fialette usate per riscaldare la droga. Uno scempio, una mancanza di civiltà e per certi aspetti anche di buon senso.

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PINETO

Da circa sei mesi, la signora Giuliana, commerciante del negozio “Caffemania” in via Mazzini, ha pensato e realizzato una iniziativa originale. Si tratta dell’installazione in strada, adiacente al proprio negozio, di un box destinato a contenere tanti oggetti vecchi o nuovi inutilizzati che si vorrebbero buttare, ma che potrebbero essere utili ad altri, per esempio, telefonini, libri, scarpe, occhiali, quadri, piccoli elettrodomestici. In sostanza uno scambio a tutti gli effetti di cose utili a costo zero.

di TIZIANO ABBONDANZA

CI PIACE

Il box utile

griffate. Gli organi competenti al controllo non dovrebbero tollerare questo abusivismo, perché si permette di vendere della merce falsificata, quindi non si salvaguarda l’investimento e l’occupazione delle aziende del “Made in Italy”. Inoltre vengono calpestati gli interessi dei commercianti locali, che invece si vedono continuamente aumentare le tasse e i controlli, come quelli dell’ispettorato del lavoro, della finanza e dei vigili urbani.

Fino a qualche anno fa eravamo abituati al passaggio ripetuto dei “Vu’ cumprà’” sulle spiagge. Un fenomeno tollerato da tutti noi, perché in sostanza si trattava di giovani che vendevano accendini, teli da mare, occhiali e Cd musicali trasportati a spalla e/o in borsoni. Negli ultimi tempi però il fenomeno si è intensificato sia in numero di venditori che in merceologie proposte. Sicuramente la cosa che più infastidisce è la presenza di carretti, vere e propie bancarelle itineranti supercariche di costumi, vestiti, borse, cinture

INFORMATIV A PER I CITTADINI

AR

Legge Regionale del 10 agosto 2012 n. 41 (BURA), che disciplina la materia funeraria e di polizia mortuaria cambia in modo radicale gli assetti dei compiti e delle funzioni in merito al trattamento del caro estinto. Ad esempio ora, per il periodo di osservazione, il trasporto del defunto – dall’ospedale a casa - è consentito prima delle 24 ore, previa documentazione. A riguardo, l’azienda Antonio Ruggieri S.r.l. garantisce il servizio di trasporto a costi contenuti, determinati in base all’impegno e, soprattutto, mette a disposizione presso i locali della sua azienda una sala di commiato a titolo gratuito. Inoltre, per ceneri e cremazioni ci sono tariffe ben definite, non elevate, se non inferiori a quelle di un funerale normale. La nuova Legge Regionale permette di conservare le ceneri privatamente o, se lo si desidera, è possibile disperderle in luoghi adatti. La nuova regolamentazione definisce, quindi, in modo chiaro le procedure in ambito mortuario. Pertanto è opportuno rivolgersi sempre a strutture specializzate che offrono servizi adeguati per tutte le esigenze, diffidando da chi non conosce le procedure e alimenta i costi ingiustificatamente.

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NON CI PIACE

Abusivismo in spiaggia


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Villa Paris potrà essere abbattuta

di Manuela Martella

Per l’amministrazione comunale di Roseto e per la Soprintendenza ai Beni ai beni culturali e architettonici l’immobile non rientra nell’elenco degli edifici che hanno un pregio storico-culturale. Dopo la sollevazione popolare dello scorso mese di agosto, il Comune ha voluto vederci chiaro. Al suo posto sorgerà un edificio con 12 appartamenti

Villa Paris

V

illa Paris potrà essere abbattuta e al suo posto potrà essere realizzato, con un aumento del 50 per cento in più delle superfici, un moderno edificio, per un totale di 12 appartamenti. L’edificio, su cui si sono focalizzate nello scorso mese di agosto le attenzioni di ambientalisti, professionisti e semplici cittadini, non è in stile Liberty, perché risalente agli anni ’30 (e non alla fine del diciannovesimo secolo), non è sottoposto ad alcun vincolo, non ha manufatti di pregio, né affreschi risalenti al secolo scorso. Quindi l’impresa Fulminis, che ha acquistato nei mesi passati l’immobile dai vecchi proprietari, una volta versata al Comune di Roseto la somma di 100mila euro circa di Bucalossi, potrà ritirare il permesso di costruire. La matassa è stata dipanata dal sindaco Enio Pavone e dal dirigente del settore tecnico Lorenzo Patacchini nel corso di una conferenza stampa, illustrando di fatto il resoconto di una serie di controlli effettuati all’indomani della sollevazio-

ne popolare. “La Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per l’Abruzzo”, ha sottolineato il sindaco, “ci ha scritto, a seguito di esposti ricevuti, i primi di agosto per chiedere alcuni chiarimenti, ma ha sottolineato nel contempo come, al momento, l’immobile e il parco non risultano sottoposti a tutela ai sensi del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio e, allo stato degli studi attuale, non ha alcun vincolo paesaggistico né risulta inclusa tra le ville che furono inserite, nel 2001, tra quelle segnalate alla stessa Soprintendenza”. In pratica, ha sottolineato il primo cittadino, non c’è stata alcuna presa di posizione da parte della Soprintendenza contro i lavori e contro il Comune. “I nostri uffici hanno prontamente risposto alla lettera della Soprintendenza”, ha aggiunto il primo cittadino, “segnalando, dopo appositi sopralluoghi, che si tratta di una villa urbana che costituisce una semplificazione modesta dei modelli delle ville più illustri, con paramenti murari e mattoni facciavista, con un apparato decorativo

di grande semplicità con marcapiani e cornici esili e lineari e con assenza totale di affreschi interni”. Non vi è quindi alcuna traccia di atti illegittimi da parte del Comune di Roseto, ma tutto è stato fatto nel rispetto del Prg vigente in relazione al “Piano Casa”. Tuttavia l’impresa, in attesa di avere tutte le autorizzazioni per realizzare il nuovo progetto, ha portato avanti una serie di piccoli interventi, come ad esempio la rimozione del tetto e lo smantellamento di una parte della recinzione. Un’azione “abusiva” ma che rientra tra quelle che la legge permette di sanare con l’applicazione di una sanzione pecuniaria. Insomma, Villa Paris non è un pezzo di storia di Roseto, né una villa in stile liberty di fine 1800, né un bene culturale da preservare. Ora quindi riprenderà l’iter dei lavori e a breve verrà predisposta l’istruttoria per rilasciare il permesso a svolgere gli interventi come richiesto dalla ditta che ha inviato un proprio tecnico a seguire la conferenza stampa. Sulla vicenda si erano mossi anche il deputato abruzzese Gianni Melilla e la senatrice veneta Laura Puppato, che avevano presentato un’interpellanza parlamentare. “Mi auguro che queste mie spiegazioni li abbiano rasserenati”, ha concluso il sindaco Pavone, “perché ho avuto modo di leggere la loro viva preoccupazione per questa vicenda ed il forte interesse per la città di Roseto. Al contempo spero che questa loro vicinanza alla nostra cittadina possa manifestarsi nuovamente per questioni realmente utili alla collettività”.

Il sindaco Enio Pavone e il dirigente Lorenzo Patacchini


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II

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Raffaele Longo Le sue scelte politiche non le ha mai rinnegate e per non venir meno ai suoi principi ha preferito ritirarsi. Ma il passato lo ricorda spesso, specialmente quando Almirante lo fece attendere cinque anni per il battesimo di sua figlia di William Di Marco

Oggi nel suo studio, dove non mancano mai le sigarette e una macchina fotografica da impugnare subito per qualsiasi evenienza, trascorre tanto tempo e lo fa divertendosi a catalogare gli aspetti che meno lo convincono della sua città. Così si diletta a sfornare calendari in cui abbina foto storiche di una Roseto che fu con le storture di ciò che vede per strada. Senza dimenticare quella volta che da bambino vide il duce...

ricordi N Raffaele Longo

ell’antichità il sigillo serviva a garantire l’autenticità di un documento. Chi lo vedeva impresso su una pergamena o affogato nella ceralacca era sicuro che quello che stava osservando era qualcosa di cui potersi fidare. L’originalità che sanciva quel sigillo era un po’ la guida a cui tendere, un richiamo sicuro ed esplicito del proprietario di quel bollo che, attraverso la sua impronta, dava un senso di continuità lineare tra lui e coloro che si affidavano alle sue comunicazioni. Nella trasposizione cinematografica di una pièce teatrale, Ingmar Bergman riconduce al settimo sigillo qualcosa di più ancestrale, collegato con il divino, come se ci si imbattesse nelle chiavi del mondo. Raffaele Longo probabilmente non è andato così lontano nel tempo, fino a rifugiarsi nel medioevo bergmaniano per sapere cosa portare nel dito anulare della sua mano sinistra. La scelta è stata semplicemente più diretta, forse empirica e se la sua vita ha avuto un faro in un uomo politico, che lo ha spesso guidato su ciò che doveva fare e su come comportarsi, allora colui che gli rischiarava la strada era meglio portarlo al dito, come, per l’appunto un sigillo. Il timbro a cui si fa riferimento è la testa di Benito Mussolini: ancora oggi alcuni gli rimangono fedeli, mentre tanti altri detestano ciò che è riconducibile al duce. Raffaele ne va fiero, al punto che ha sempre la risposta pronta, come ai tempi delle contese politiche. “Sai che non potresti portare al dito l’effige del capo del fascismo”, mi dice qualcuno - spiega, sfoderando l’ironia di sempre - e io non tardo a rispondergli: “E che le dita sono le tue: con le mie ci faccio ciò che voglio”. E qui viene fuori il Longo delle tante battaglie politiche, quando tra gli scranni del Consiglio comunale faceva valere la sua intransigenza di uomo dentro le istituzioni, ma contro i soprusi di chi non era molto amante della trasparenza. Anzi, insieme a un gruppo di “rivoltosi”, diede vita nei primi anni ‘90 a quella che oggi viene chiamata la “grande coalizione”, anticipando i tempi, unendosi a chi era dialetticamente e politicamente ai suoi antipodi: Pio

Rapagnà. Nacque un governo cittadino che andava dall’estrema sinistra all’estrema destra, ma con un unico obiettivo: fare le scelte alla luce del sole, in modo che i cittadini capissero ciò che avveniva. L’esperimento durò pochissimo e forse quella delusione lo portò ad allontanarsi sempre di più dalla politica, anche se la sua verve è intatta, tant’è che sembra sempre sul punto di rimettersi in gioco, poiché è ancora forte il richiamo di questo impegno civile. E a chi lo apostrofava spesso “Sei un fascistone”, lui di contro gli rispondeva: “Meglio che essere comunista”, in un botta e risposta aspro, che sa tanto di anni Settanta, quando la politica era molto sentita e conflittuale: oggi quelle diatribe sembrano scene tratte dai film di Don Camillo e Peppone. Il nostro protagonista lo abbiamo incontrato nello studio di via De Amcis, immerso nelle sue carte e nelle foto che continua a scattare ripetutamente, con l’unico motivo di denunciare le brutture che vede in giro e che rendono Roseto molto meno appetibile di un tempo. Osservare tutti quei documenti, giornali, libri, computer vecchi e nuovi, ma anche stampanti e macchine fotografiche, scatole di Cd e di immagini varie, equivale intraprendere un viaggio a ritroso. E per farlo, ci facciamo aiutare dal padrone di casa. Calabria, Istria, Sicilia: da piccolo è stato un po’ un giramondo? Come figlio di un finanziere non potevo che girare. Mio padre Salvatore, che era pugliese, nella sua vita ebbe molti trasferimenti. In uno di questi fu mandato in Calabria a Cariati, in provincia di Cosenza, dove nacqui il 12 agosto 1937. Era il paese di mia madre Teresina. Quando ero piccolissimo, per un anno la mia famiglia si trasferì in Albania e appena dopo a Pola in Istria, per via del nuovo incarico di mio padre, che era diventato comandante della dogana. Lì nel 1941 nacque mio fratello Antonio, che diventerà ingegnere e lavorerà a Roma, morto purtroppo nel 2003. La tappa successiva avvenne nel 1945 a guerra finita: ritornammo prima per un periodo a Cariati e poi


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Cariati, Calabria, fine anni ‘50. Raffaele Longo in atteggiamento da cow-boy con la cugina Teresa

Roseto, fine anni ‘70, palestra D’Annunzio, allenamento della Pallavolo Roseto “Fiamma Tricolore”. Da sin. Ivano Marinaro, Franco Marinelli, Raffaele Longo (presidente), Roberto Castronà, Vincenzo Renzi Ferri ed Elio De Vincentis

ricordi

ci recammo nella siciliana Fiumefreddo in provincia di Catania. Ha parlato della guerra. Ha qualche ricordo? Ero piccolo, ma alcune cose non le posso dimenticare. Intanto i bombardamenti, soprattutto quando eravamo in Istria. Una volta mia madre mi prese insieme a mio fratello per andare subito nel rifugio. In quel frangente mi persi e non la ritrovavo più, fino a quando, trascinato dalla folla, mi aggrappai a una gonna di una signora che scendeva le scale dell’interrato. Quando entrai nel rifugio, con la paura di essermi perso, vidi che quella gonna era di mia madre e fui felicissimo. Era brutto vivere in quel periodo, perché la guerra non è mai una bella cosa. Un altro episodio che mi è rimasto impresso è legato agli aerei che sorvolavano Pola. Uno in particolare fece un cerchio di fumo in cielo e dopo arrivavano i bombardieri, come se il primo avesse segnalato cosa colpire. Poi andammo via da quel paese, in cui rimase solo mio padre, e sfollammo nelle isole Brioni di fronte a Pola. Trovammo posto in una grande tenuta, in cui prendemmo in affitto una stanza di un casolare. L’amministratrice era una partigiana facente capo al generale Tito e i bombardamenti che ci furono anche lì erano mirati per uccidere lo stesso capo della resistenza jugoslava. Ricordare quegli episodi non è certo bello, anche se con gli anni una certa nostalgia ti prende. La permanenza a Pola le fece realizzare un incontro involontario, ma illuminante. È vero, perché vidi per la prima e unica volta Benito Mussolini. Era venuto a fare una visita a una scuola militare ed era attorniato da una folla che lo accompagnava. Quell’immagine non l’ho più dimenticata e forse per questo che porto al dito l’anello che raffigura il suo volto. Dopo Pola? Per un periodo stemmo a Trieste. Appena arrivati, ci spruzzarono il disinfettante anche dentro le mutande attraverso una sonda. Rimanemmo pochi giorni per poi tornare a Cariati. Sono cose che oggi si fa difficoltà a credere, ma per raggiungere la Calabria impiegammo tredici giorni su un carro bestiame. Durante il viaggio vidi tanti morti e persone che avevano perso entrambe le mani. Andammo ad abitare da mia nonna, che aveva avuto nella sua vita ben ventiquattro figli, non tutti viventi. Nel frattempo la scuola? Non potevo svolgere dei corsi regolari, per via dei tanti trasferimenti. Così le Elementari le feci saltando gli anni pari, con degli esami integrativi. Dalla prima passai alla terza e poi alla quin-

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Roseto, 1981, Arena 4 Palme, 1° Festival del Canto Marinaresco. A sin. il sindaco Pasquale Calvarese premia Raffaele Longo come responsabile del coro rosetano

ta. Le Medie le frequentai a Cirò Marina, allora in provincia di Catanzaro, oggi in quella di Crotone. A quel punto ci trasferimmo ancora in un altro paese, sempre in Calabria, esattamente a Castrovillari. Lì frequentai il Ginnasio e poi il Liceo. Ricordo quel periodo perché diventai un assiduo giocatore di biliardo, passatempo che mi piaceva. Finito il Liceo, non continuai per via delle ristrettezze economiche. Così feci proseguire gli studi a mio fratello, che si laureò in Ingegneria. Nel frattempo morì mio padre e a me cambiò la vita. Ero molto legato a lui, anche se in famiglia era un dittatore. Se diceva che alle otto di sera si cenava, non potevi fare un minuto di ritardo, perché succedeva il finimondo. Ma la sua scomparsa mi colpì al punto che per un anno e mezzo non uscì di casa. Quando lo feci, tutto vestito di nero, fu unicamente per i concorsi. Ne iniziai a fare diversi. Intanto all’orizzonte si sta per affacciare Roseto. Quasi. Tra le prove, affrontai quella per entrare nell’Enpas, l’Ente Nazionale per la Previdenza. Dovevo cimentarmi anche in dattilografia, ma mi consegnarono una macchina che non funzionava. Aveva il carrello che non scorreva e quindi lo feci notare a una esaminatrice. Non mi diede assolutamente retta, così mi alzai, la mandai all’altro paese e me ne andai. Frattanto con la mia famiglia ci eravamo trasferiti a Roma, anche per facilitare gli studi di mio fratello e per cercare di fare i concorsi. Uno di questi era per diventare Ufficiale Giudiziario. Lo superai e nello scegliere le sedi avevo quattro opzioni. Misi in tutte Roma come destinazione, per non spostarmi dalla capitale, invece mi assegnarono alla Pretura di Notaresco, con il distaccamento di Roseto. Il paese non lo conoscevo e così, un mese prima di stabilirmi qui, venni con un mio amico per un sopralluogo. La prima impressione fu molto positiva e il 30 novembre del 1964 presi servizio. Subito andai a Notaresco, ma nel giro di un mese già mi stabilii a Roseto presso la pensione Rosy, che oggi non c’è più. Vi rimasi per tutta l’estate del 1965, dopodiché mi trasferii in un appartamento del palazzo di Desiderio, sopra l’attuale farmacia Chicco. A quel punto decise di mettere su famiglia, sia in senso personale sia in quello politico... Avevo incontrato una ragazza di Roseto, Maria Elisabetta Spinelli, così ci sposammo il 13 ottobre 1974. Abbiamo avuto quattro figli: Caterina (1-9-1975), Teresita (28-4-1978), Salvatore (15-4-1980) ed Eleonora (4-1-1986). Al contempo iniziai ad impegnarmi in politica. Le mie idee erano molto vicine a


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Roseto, anni ‘70, piazza della Libertà. Da sin. Raffaele Longo, l’on. Raffaele Delfino e Bruno Di Pietro

Roseto, 1984, retro della chiesa S. M. Assunta. Giorgio Almirante (al centro con il vestito scuro), padrino di Teresita che tiene per mano, insieme a Raffaele Longo, padre della piccola

quelle del Movimento Sociale-Destra Nazionale. Agli inizi degli anni ‘70 fui eletto consigliere comunale, il primo del mio partito, e per circa vent’anni sono rimasto sugli scranni del Palazzo di Città. Allora l’Msi prendeva poco più di 130 voti; con me superammo le mille unità e fui nominato anche segretario cittadino. Ma il mio impegno, in seguito, lo dedicai anche allo sport, con la squadra di pallavolo maschile e femminile, e anche al coro, istituendone uno che ebbe diversi riconoscimenti. Contemporaneamente il suo lavoro le dava soddisfazioni, ma anche molte delusioni. L’Ufficiale Giudiziario è una professione molto delicata. Il mio studio, che fissai al piano terra in via De Amicis, nella casa che era di mia moglie, ne ha viste di tutti i colori. Le controversie per piccoli raggiri, le contravvenzioni ed altro ancora erano all’ordine del giorno, come anche gli effetti e gli assegni isoluti. Una cosa è certa: ho aiutato tanta di quella gente che uno non si immagina. Spesso lo facevo rimettendoci di mio, ma non mi sono mai pentito delle mie scelte. È anche ciò che è avvenuto un po’ in politica. Certo. Anzi, in questo campo sono stato molto intransigente. Intanto avevo costruito una rete di rapporti e di amicizie. Giravo per tutto l’Abruzzo e il mio nome era molto conosciuto nell’ambito del partito. In questo studio dove oggi stiamo, sono venuti tutti i più importanti rappresentanti dell’Msi, compreso il più grane di tutti, Giorgio Almirante. Lo portai spesso in zona per dei comizi, anche in quello dell’estate di fine anni ‘70 a Notaresco. Su Almirante lei ha delle idee ben precise... Se si riferisce alla sua morte, sono convinto che in un certo senso sia stato ucciso dal troppo lavoro. Lo vedevo che era sfinito, perché lo costringevano a fare anche quattro-cinque comizi al giorno. Alla fine era molto stanco, eppure il partito lo reclamava in ogni parte d’Italia. Ma la cosa di cui sono certo è che lui, a differenza di ciò che si dice, non poteva vedere affatto Gianfranco Fini. Chi faceva il tifo per il giovane era la moglie di Almirante, donna Assunta, mentre il capo, dopo un giudizio positivo dell’inizio, alla fine si rese conto di che pasta fosse fatto Fini, cosa che ha dimostrato nel tempo. Io personalmente, quando fu eletto segretario dell’Msi, mi alzai dal congresso che si svolgeva a Roma e me ne andai. Però Almirante aveva dei tempi biblici... Si riferisce al battesimo di mia figlia Teresita. Mi aveva promesso che avrebbe fatto il padrino, ma non aveva mai tempo, fino

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Roseto, 1995, Chiesa di S. M. Assunta. Da sin. Maria Elisabetta Spinelli, moglie di Raffaele Longo, Corrado Spinelli, Evila Tovar con in braccio il figlio Daniele Spinelli, Raffaele Longo. In basso da sin. Eliam, Emanuele e Davide Spinelli, Eleonora Longo ed Emili Maya Spinelli

a quando gli feci presente che ormai mia figlia aveva cinque anni, così si decise e per noi fu una grande festa. La politica le è sempre piaciuta e in un certo senso è stato l’anticipatore della “Grande Coalizione”, oggi molto in voga, ma che Roseto scoprì nel 1992. C’era stata la Giunta del sindaco Domenico Cappucci e la coalizione di sinistra entrò in crisi. Così si presentò l’occasione di riunire tutti i dissidenti che trovarono un punto in comune: la volontà di rendere partecipi i cittadini attraverso la trasparenza delle azioni politiche. Ne uscì una sintesi e nacque la Giunta del sindaco Ezio Vannucci. Non volli incarichi e fece scalpore che uno come me stesse insieme a Pio Rapagnà. Ma ci ritrovammo su molte cose, perché come opposizione avevamo fatto diverse battaglie. Quell’esperienza durò poche settimane, tuttavia rimase impressa a molti rosetani che non ne volevano sapere più dei soliti giochi dei partiti tradizionali di allora. L’unico che ho sempre reputato competente di quei politici era Giovanni Ragnoli. Se dovesse dare un giudizio sulla Roseto attuale, cosa direbbe? Che è cambiata in peggio. Chi si fa un giro per le strade vede quanta sporcizia c’è, perché il nostro paese è mantenuto con molta approssimazione. Per questo motivo vado in giro sempre con la mia macchinetta fotografica, così posso riprendere tutte le cose che non funzionano e le assicuro che sono tante. Ma anche la gente è cambiata in peggio, per non parlare della politica. Dalla metà degli anni ‘90 non me ne occupo più e se vuole sapere, da allora non vado nemmeno a votare. Nelle ultime elezioni regionali in lista c’era mia figlia, ma ugualmente non mi sono recato al seggio. Roseto ha perso molte occasioni, prima fra tutte quella di diventare un vero paese turistico. Ma come si può se le strade sono piene di buche, i marciapiedi malandati e così dicendo? Qualcuno dice che la speranza è nei giovani. È vero, ma si devono svegliare, perché li vedo spesso incapaci di rendersi utili. Il nostro interlocutore si ferma un attimo, riprende in mano l’ennesima sigaretta: il gesto è ormai spontaneo e l’accendino è sempre a portata di mano. Poi Raffaele Longo si mette a sfogliare un plico di documenti, tra cui alcune copie della sua pubblicazione “Controcolpo”. “Con questo giornale mi sono veramente divertito e ho scaricato la rabbia per le cose che non funzionavano”. Adesso è il momento di uscire: la piazzetta lo attende per ironizzare un po’ su chi si prende troppo sul serio, come gli amici politici. E lui lo può fare a ragione: li conosce veramente bene.

Pubblicati: 1 Eleonora Filippone Thaulero; 2 Pasquale Zeppilli; 3 Sandro De Simone; 4 Domenico Di Battista; 5 Genovino Ferri; 6 Concetta Scaccioni; 7 Ettore Alcini; 8 Bruno Zenobio; 9 Mario Di Leonardo; 10 Romano Chiappini; 11 Pietro Iaconi; 12 Francesco Pincelli; 13 Maria Giunco; 14 Sante Mancini; 15 Camillo Mongia.


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Foto: Elio D’Ascenzo, fotografo ufficiale Tour Italia

IL VOLO CONQUIS

Lo scorso 5 settembre, tutto esaurito al Teatro D’Annunzio di Pescar

di Luca Maggitti

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l concerto di Pescara è finito da circa un’ora, quando Ercole Ginoble, papà di Gianluca, mi viene incontro tenendo in mano, con cura, alcune cose. Sono regali, sembrano venire da Oriente a giudicare dai disegni. Chiedo lumi ed Ercole mi dice che sono omaggi per i ragazzi del Volo, che gli ha consegnato una signora giapponese presente al concerto. E già la cosa è degna di nota. La cosa incredibile, ma vera, è invece che la stessa signora aveva applaudito i ragazzi, un anno prima, a Città del Messico. Succede anche questo, con Il Volo. Oltre alle richieste di matrimonio davanti a duemila persone. Già, perché durante il concerto il rosetano Daniele Falasca, che aveva aperto la serata suonando un pezzo con la sua fisarmonica accompagnato dall’orchestra, ha chiesto alla sua amata Fiorella di sposarlo, supportato dal suo amico Gianluca Ginoble e da Piero Barone, mentre Ignazio Boschet-

to – il “comico” del trio – lo invitava simpaticamente a ripensarci. Affare fatto: Fiorella sale commossa sul palco e accetta, la platea si scioglie in un’ovazione. E questo è soltanto “lo show nello show”, perché lo spettacolo lo hanno firmato, con le loro voci così diverse e nel contempo così brillanti, Gianluca, Piero e Ignazio, strappando applausi a scena aperta e facendo più volte alzare il pubblico in piedi. Un concerto che ha racchiuso brani della tradizione italiana e hit internazionali, oltre a pezzi originali scritti per Il Volo. Musica suonata bene, da una grande orchestra, e cantata meglio, per migliaia di appassionati in festa che, per la prima volta in Abruzzo, hanno potuto applaudire il terzetto che prima è diventato famoso nel mondo e poi è venuto in Italia, a guadagnarsi uguale fama. È stata una serata particolarmente emozionante per Gianluca Ginoble. Dopo le due serate a Taormina, dedicate ai siciliani Barone e Boschetto, era


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UISTA L’ABRUZZO

ra per applaudire Gianluca Ginoble, Piero Barone e Ignazio Boschetto

infatti lui il padrone di casa, stante le origini rosetane e paganesi. Gianluca è stato perfetto, domando l’emozione con classe ed anzi facendo un grande favore a tutta la regione, visti i sapidi e divertenti duetti a base di dialetto abruzzese e bontà locali perfezionati con Boschetto. E, stando alle visualizzazioni dei frammenti video del concerto caricati su YouTube, ha fatto più Gianluca, con la collaborazione del goloso Ignazio (matto per gli arrosticini), per la promozione delle eccellenze enogastromiche abruzzesi che tante (e costose) campagne regionali finalizzate a spingere l’Abruzzo nel mondo. Perché oggi, uno degli abruzzesi più famosi, rispettati e lodati del mondo è Gianluca Ginoble, che – neppure ventenne – sprigiona cantando un “volume di fuoco”, inteso come forza di comunicazione e coinvolgimento delle masse, che nessuna campagna pubblicitaria sembra poter pareggiare. Logico dunque porsi una

domanda: ma in Regione – dopo i passati abbinamenti con i campioni dello sport (comunque di nicchia) – ci avranno pensato a quanto sarebbe importante e produttivo costruire un progetto sulle eccellenze abruzzesi da esportare nel mondo, facendolo sostenere da testimonial che hanno il gradimento internazionale di Gianluca Ginoble? Resto col dubbio e intanto torno con la mente al concerto. E al fatto che la pioggia – che minacciava da ore – sia scesa proprio sul bis, quasi che Gran Sasso e Majella avessero vegliato su questi giovanotti così bravi con la voce, per non rovinare loro l’esordio nella terra di Gabriele D’Annunzio e di Ennio Flaiano. Flaiano che, gioverà ricordarlo, aveva la nonna materna, Rosa Di Bonaventura, originaria proprio di Montepagano, l’antico borgo in cui Gianluca vive con la sua famiglia. Il concerto ha offerto momenti di grande commozione e altri di felicità diffusa. Professionisti che suonano bene, orari


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rispettati (il “miracolo” di una esibizione che inizia puntuale!), spettacolo di qualità e cura dei dettagli: questi ragazzi, che in 3 non fanno 60 anni, dimostrano che una “rivoluzione” in Italia è possibile. Una rivoluzione vera, non uno stanco trascinarsi di riforme promesse e mai attuate. Il Volo è un paradigma di questa possibilità, esprimendo a mio avviso l’unica modalità possibile per un riscatto che riguardi l’intera Italia nei vari setto-

ri: unire gioventù e freschezza (quella dei tre cantanti) con esperienza e capacità di fare le cose per bene (armi del manager Michele Torpedine), agendo con determinazione per raggiungere i propri obiettivi. Ecco, potevo raccontarvi il concerto, ma sinceramente mi è sembrato riduttivo fermarmi all’elenco delle canzoni. Perché venerdì 5 settembre 2014, nell’aria del Teatro D’Annunzio di Pescara c’era di più. Molto di più.


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foto: Mimmo Cusano

MICHELE TORPEDINE IL PAPÀ DEL VOLO Intervista al manager che ha creato il gruppo di Gianluca Ginoble, e tante altre star, che annuncia tour mondiale e fiction

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l grande successo del Volo è merito delle voci di Gianluca Ginoble, Ignazio Boschetto e Piero Barone, ma c’è di più. Una simile escalation a livello mondiale non sarebbe stata possibile senza l’attenta regia di Michele Torpedine, manager 62enne con la faccia californiana e l’accento bolognese. È lui che, insieme a Tony Renis, ha costruito il fenomeno internazionale dei tre ex ragazzi usciti nel 2009 da “Ti lascio una canzone”. Ed è sempre lui che, negli anni scorsi, era dietro i successi di artisti come Gino Paoli, Zucchero, Andrea Bocelli, Giorgia, Pino Daniele e altri ancora. Torpedine ha trascorso qualche giorno d’estate a Roseto, restando impressionato dalla cordialità della gente e trovandosi bene a tal punto da organizzare un concerto in cui si è rimesso alla batteria, suo primo mestiere, iniziato a 16 anni suonando con Lucio Dalla. Se gli chiedi qual è stato il momento in cui la sua vita è cambiata, cita una sera di circa 30 anni fa, con Gino Paoli: «Gli dissi: “Gino, Ornella (Vanoni, n.d.r.) fa i soldi cantando le tue canzoni, possibile che a te non venga in mente di fare qualcosa insieme a lei? Lui mi rispose: “No, Michele. Mi sembra un fotoromanzo, una cosa da Novella 2000, un po’ melensa. Lasciamo stare”. Io invece andai a parlare con Ornella e, dopo qualche mese, facemmo Va-

noni-Paoli: tour del 1985 “straesaurito” in tutta Italia. Ci cambiò la vita a tutti». L’uomo che curò le prime edizioni di “Pavarotti & Friends”e che riuscì a portare Zucchero nel 1990 – primo artista in assoluto – a cantare al Cremlino, parla del Volo come di una boccata di aria fresca, arrivata in un punto complesso della sua carriera, e anticipa importantissime novità per il futuro del trio: «Ci attendono molte cose. Intanto, nuova casa discografica. Il prossimo album sarà Sony e uscirà in 53 paesi del mondo. Poi nel 2015 ci aspetta un tour mondiale e una fiction, dedicata ai tre ragazzi, che si stanno litigando Rai e Mediaset. Insomma, ci aspettano un sacco di cose buone, perciò speriamo che l’80% di tutto questo vada a buon fine». Questo, è molto altro, è Michele Torpedine, che si è innamorato del panorama che si gode dalla “Porta da piedi” di Montepagano, senza sapere che quello stesso scorcio stregò, nel 1960, il suo amico Gino Paoli, che all’epoca si divideva fra musica e grafica pubblicitaria, il quale disegnò il logo di Roseto e un bozzetto di quella suggestiva zona di Montepagano, un giorno in cui il compianto Luigi Braccili lo ospitò per pianificare con lui la comunicazione pubblicitaria del Lido delle Rose, in occasione del centenario della nascita della città.

Gianluca Ginoble, Massimo Bianchini, Michele Torpedine, Ercole Ginoble


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s k r a h eto S

Ros

ti Maggit di Luca

foto: Mimmo Cusano

SQUALI FALCIDIATI DAGLI INFORTUNI Precampionato denso di contrattempi per la squadra di coach Trullo

U

n avvio di stagione così, a Roseto, non si era mai visto. La squadra degli Sharks sta infatti andando avanti nella preparazione a ranghi ridotti, stante i molti infortuni. Così, l’importante periodo che precede il campionato, in cui solitamente gli atleti raggiungono la migliore condizione fisica e gli schemi e le regole a livello tattico vengono assimilati, sta passando fra molti problemi e con poco costrutto. Sarà quindi una partenza ad handicap per il Roseto: non il massimo per una squadra partita con il dichiarato obiettivo di salvarsi. I problemi sono iniziati fin dal primo giorno. Infatti, il rosetano Innocenzo Ferraro, ingaggiato dal Rieti, aveva già una situazione nota di recupero di un problema al ginocchio destro. Anche Sylvere Bryan – e questa cosa invece si è saputa dopo – ha cominciato la preparazione a ritmo ridotto, dovendo recuperare da un interven-

to al ginocchio destro. I due lunghi hanno ricevuto l’autorizzazione a tornare ad allenarsi a pieno ritmo dal professor Mariani, della clinica Villa Stuart di Roma, lo scorso 8 settembre e, gradatamente, stanno assorbendo i carichi di lavoro che dovrebbero portarli ad esordire direttamente in campionato, nel derby contro Chieti in trasferta della prima giornata, il prossimo 5 ottobre. Dopo i due lunghi, la malasorte ha deciso di fare una nuova vittima fra gli Squali, puntando il lungo Giovanni Carenza, che sabato 6 settembre si è stirato al polpaccio destro in amichevole contro l’Amatori Pescara e ne avrà per circa

40 giorni, saltando così di certo la prima giornata di campionato (e, probabilmente, qualche altra). Ma non è finita, perché martedì 9 settembre si sono bloccati il quarto lungo Giga Janelidze (record: un intero reparto, quello dei lunghi, fermo) per un problema al ginocchio e lo straniero Davon Usher, per una sospetta ernia del disco. Janelidze dovrebbe rientrare proprio in questi giorni, mentre Usher sembra che, nonostante il problema alla schiena (che c’è) non sarà tagliato e sostituito, bensì tenuto e gestito. Il dubbio, oggettivo, è che sia un Roseto troppo denso di “scommesse” dal punto di vista fisico (le ginocchia dei lunghi titolari e gli infortuni sopraggiunti alle due riserve), per potersi permettere un americano con la Spada di Damocle di un’ernia discale. Una cosa è certa: a livello di contrattempi e infortuni, sarà difficile fare peggio nel prosieguo del campionato.

Damier Pitts

Pierpaolo Marini

Yankiel Moreno

Infermeria Sharks

Il basket e la cultura dei campanili senza frontiere


Roseto

Basket

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Story

“IL CUORE DEL ROSETO” IN AMERICA!

ti Maggit di Luca

Neven Spahija e alcuni rosetani portano il libro oltreoceano

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Alex Legion

opo la presentazione del libro all’Arena 4 Palme e la mostra fotografica delle foto di Aldo Pinciotti e Mario Rosini, il libro “il CUORE del ROSETO” supera i confini cittadini. Il volume, infatti, non è stato solo acquistato dai turisti appassionati di basket e tifosi di altre squadre, come l’Olimpia Milano, ma è arrivato in America. La prima copia ce l’ha portata Neven Spahija, coach del Roseto Basket dal 2004 al 2005, che ha preso il libro durante la sua vacanza rosetana prima di tuffarsi nella nuova avventura NBA, in qualità di vice allenatore degli Atlanta Hawks. Il tecnico di Sebenico ha sfogliato con emozione le pagine, visto moltissime foto di cui non era a conoscenza, trattandosi degli anni precedenti ai suoi, e ricordato con affetto i giocatori che ha allenato, sottolinean-

Duane Woodward

do la classe di Mahmour Abdul-Rauf, la forza di Duane Woodward, la simpatia di Misan Nikagbatse. Alex Legion, beniamino dei tifosi rosetani la scorsa stagione, ha avuto la sua copia

Phil Melillo, Mario Boni, Paolo Moretti

Neven Spahija

appena arrivato a Roma, per iniziare la sua nuova avventura in Italia in Serie A2 Gold con la maglia del Veroli, grazie all’assist di Michele Martinelli. Altra copia negli Stati Uniti è quella che due tifose rosetane in vacanza a New York, Simona e Tania Di Crescenzo, hanno consegnato a Duane Woodward. Il prossimo a ricevere il libro dovrebbe essere Abdul Fox, in Florida, grazie all’ex giocatore rosetano Andrea Pomenti. Il volume, composto di 650 foto a colori, alcuni articoli sul Roseto e sui suoi tifosi e 29 profili dedicati a giocatori, dirigenti e allenatori, è disponibile a 10 euro nei seguenti punti vendita a Roseto: Edicola Piazza Ungheria; Edicola Roseto Centro, vicino Poste; Edicola Lungomare Centrale, vicino Lido Marisella; Edicola vicino Ristorante Pizzeria Hercules; La Bussola; Ottica Flash.


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La XIII Settimana della

Fratellanza

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Prenderà il via i prossimi 26 e 27 settembre al Palazzo del Mare

n un momento così complesso e anche pericoloso a livello internazionale quali sono le riflessioni da farsi? Il clima che vive l’Europa con la questione dell’Ucraina e ciò che accade soprattutto in Medio Oriente sono aspetti che possono indurci a riflettere sui reali risvolti del nostro futuro. Spesso tali argomenti ci sembrano lontani, tanto che l’opinione pubblica è spinta a osservarli con un certo distacco. La considerazione che sovente predomina è che tali fatti incresciosi riguardano mondi lontani e che coinvolgono solo in minima parte il nostro Paese. Ma non è così, soprattutto perché le distanze sono molto minori di quello che potrebbe sembrare. L’Italia è una grande penisola di civiltà e cultura europea conclamata, che penetra in modo unico nel Mediterraneo. Non può assolutamente disinteressarsi per ciò che accade nel vicino Oriente. Molte delle Nazioni coinvolte in guerre fratricide nella zona della ex Mezzaluna fertile hanno un rapporto diretto con noi e prendono il Bel Paese come trampolino di lancio per un approccio con il Vecchio continente. In altre parole dovremmo essere coinvolti più da vicino per capire a fondo ciò che sta accadendo intorno a noi. La Settimana della Fratellanza, giunta alla sua XIII edizione, è un esempio molto importante di tale atteggiamento. Attraverso questa manifestazione - da sempre organizzata dall’associazione Cerchi Concentrici Promotor, in collaborazione con l’Istituto Statale d’Istruzione Superiore “Vincenzo Moretti”, l’Università “D’Annunzio” di Chieti e la Scuola Unesco, con il patrocinio gratuito del Comune di Roseto degli Abruzzi, della Provincia di Teramo e della Regione Abruzzo - è un’occasione per riflettere sui temi della pace, sulla grande capacità che il dialogo tra culture diverse può avere per avvicinare le civiltà e non allontanarle. L’appuntamento è strutturato in momenti di studio e di analisi che prendono spunto dagli attentati dell’11 settembre 2001 alle Twin Towers di New York. Tra i partecipanti alle scorse edizioni possiamo ricordare lo scrittore Bruno Segre, il delegato della Lega Araba a Roma Fathi Abu Abed, l’on. Lucia-

no Violante, l’on. Franco Angioni, il ministro Altero Matteoli, i diplomatici dell’ambasciata americana Lee R. Brown e Mark Smith, l’eurodeputato Magdi Allam e diversi docenti universitari degli atenei di Chieti, Teramo, Roma, Padova, ecc. La serie di incontri permette ai convegnisti di approfondire i grandi cambiamenti storici, politici, sociali e culturali che l’atto terroristico ha prodotto a livello mondiale, nonché di capire il più possibile le peculiarità di mondi molto eterogenei al loro interno, come quello Occidentale e quello Orientaleislamico. La Settimana della Fratellanza è aperta a tutti, con particolare attenzione ai ragazzi delle quinte classi del Liceo “Saffo” di Roseto, del Liceo “Curie” di Giulianova e dell’Istituto “Moretti” di Roseto, oltre che a universitari degli atenei abruzzesi. Di seguito il programma: Una pace in Medio Oriente è possibile? 26 - 27 Settembre 2014 ore 09,30 Palazzo del Mare - Lungomare Sud - Roseto degli Abruzzi (Te) PROGRAMMA: Venerdì 26 settembre 2014 ore 09,30

La pace e la democrazia sono modelli esportabili? Interventi: Michele Cascavilla Docente di Sociologia del Diritto e del Crimine presso il Dipartimento di Scienze Giuridiche e Sociali Università “D’Annunzio” di Chieti-Pescara Introduzione di Carmelita Della Penna Docente di Storia Contemporanea - Dipartimento di Scienze Giuridiche e Sociali Università “D’Annunzio” di Chieti-Pescara Sabato 27 settembre 2014 ore 09,30

Nella storia il concetto di pace è stato vincente o perdente? Interventi: Carmelita Della Penna Docente di Storia Contemporanea - Dipartimento di Scienze Giuridiche e Sociali Università “D’Annunzio” di Chieti-Pescara Fedele Cuculo Docente di Istituzioni Giuridiche e Mutamento Sociale Dipartimento di Scienze Giuridiche e Sociali Università “D’Annunzio” di Chieti-Pescara

Anno 2003. Luciano Violante e Fathi Abu Abed


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Nuova palma

“decapitata”

sul lungomare di Roseto

Il punteruolo rosso ha distrutto la pianta presente nello spartitraffico all’altezza della rotonda sud. Larve gigantesche hanno divorato dall’interno l’albero, fino a distruggerlo del tutto. Serve un programma di disinfestazione immediato, altrimenti altri alberi sono destinati a fare la stessa fine

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l punteruolo rosso continua a divorare e a distruggere le palme sul lungomare di Roseto. La squadra di giardinieri del Comune è intervenuta in settimana per “decapitare” il fusto presente nello spartitraffico della rotonda sud. L’albero era diventato ormai pericoloso in quanto la chioma era implosa su se stessa e le grandi foglie si stavano staccando con il rischio che potessero cadere addosso a dei passanti o sulle auto in transito. Così, dopo un sopralluogo dei tecnici comunali, si è deciso di procedere con il taglio della chioma. Per adesso il tronco resta al suo posto, in attesa di procedere con una sostituzione totale della pianta. Durante le operazioni di potatura dei rami malati, gli operai hanno notato i bozzoli delle larve e gli insetti adulti. Il parassita aveva letteralmente scavato all’interno delle palme, divorandone il midollo. La larva, rispetto all’insetto adulto, appare grossa, almeno 4 volte la grandezza dell’animale adulto, è ben nutrita, pronta a trasformarsi in pupa per poi uscire dal bozzolo e riprendere il suo ciclo vitale. Un insetto adulto, secondo gli esperti, è in grado di deporre dalle 150 alle 300 uova che poi schiudono iniziando a distruggere dall’interno l’albero. A Roseto purtroppo il fenomeno del punteruolo rosso ha già distrutto oltre 100 palme, almeno per quanto riguarda quelle presenti negli spazi pubblici. Poco meno della metà, invece, le piante private attaccate dal famelico coleottero. Piazza della libertà, ad esempio, è irriconoscibile in quanto gli operai del Comune sono stati costretti a decimare tutte le chiome, lasciando solo i tronchi, come fossero dei totem. Ma il problema ha riguardato anche l’Arena 4 Palme (tre sono state letteralmente divorate dal parassita) e il lungomare. Al momento

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non sembra esserci una soluzione efficace per contrastare la proliferazione del punteruolo rosso che rappresenta un pericolo non solo per le località costiere dove i lungomare e i parchi pubblici sono spesso abbelliti da palme di ogni genere, ma l’insetto si sta allargando a macchia d’olio anche verso l’hinterland teramano. Sembra immune a prodotti chimici e al momento, almeno dalle nostre parti, non sembra avere un antagonista in natura.


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Lettera aperta al sindaco Pavone Egregio signor Sindaco, faccio seguito alle Sue affermazioni circa la tolleranza zero nei confronti di coloro che portano in giro i cani a fare i loro bisogni senza attenersi poi alle disposizioni di legge. Parlo per me che abito in via Versilia ma il discorso vale per tutta Roseto. Ho dei nipoti che escono di casa facendo percorsi di guerra perchè ogni due giorni questa strada e le sue deviazioni sono un campo di escrementi di cani con un odore di urina da far svenire. Ho, mio malgrado ( in quanto non mi compete) provveduto a pulire, ma mai e poi mai da parte del Comune c’è stato un che pur minimo intervento per tutelare il decoro della città ed il rispetto dei cittadini corretti ed educati. Il 3 luglio u.s. alle ore 12,30 ho mandato una mail all’assessore Fornaciari lamentando quanto sto dicendo a Lei, ma ad oggi nulla, ripeto nulla, è cambiato! Come si permette di dire che ha già dato disposizione affinchè si abbia tolleranza zero nei confronti di questi cittadini incivili? Ma ci prende per il c**o? Ma Lei sa quante contravvenzioni sono state fatte nel 2013 per tali infrazioni? In tutto l’anno SETTE. E sa quante ne sono state fatte nel 2014 fino al 20 agosto? ZERO. Sa quante volte è uscita una pattuglia di vigili per fare questi controlli? MAI! Sa quanti escrementi sono lasciati sulle strade rosetane giornalmente dai cani dei cittadini incivili? Tanti da rendere impraticabile la piazza del comune. Allora carissimo Sindaco invece di fare queste sparate ad effetto, dia VERAMENTE le disposizioni affinchè si operi per il bene dei rosetani e

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sangue!

per il decoro della nostra città. Ci tiene a fare comunicati sul sito del Comune di Roseto per dirci che la sua giunta e la maggioranza di governo sono coese e compatte con Lei ed il Suo operato ( salvo poi essere smentito da interviste sui giornali); comunque se le cose stanno come Lei sostiene di questi suoi comunicati, a noi rosetani frega poco e questa “coesione” salda non fa che farci incavolare di più perché tutta la giunta e la maggioranza di governo sono responsabili di questo degrado della città che oramai versa nell’abbandono più assoluto. Non trincerateVi dietro il taglio dei trasferimenti perché molti di questi servizi sono a costo zero mentre invece nei bilanci che avete predisposto non ve ne siete preoccupati proprio ma le aliquote di vostra competenza le avete portate al massimo. E’ colpa della riduzione dei trasferimenti governativi se nei giorni di ferragosto a mezzogiorno il camion per lo spurgo delle fogne operava sul lungomare? E’ colpa della riduzione dei trasferimenti governativi se i rubinetti della fontana situata nella zona di scarico rifiuti dei camper a Fonte dell’Olmo è sempre aperta e viene utilizzata anche per lavare le auto? E’ colpa della riduzione dei trasferimenti governativi se i cani defecano liberamente per le aiuole e le strade? L’elenco delle inadempienze di questa Amministrazione oramai è lungo … tendente ad infinito, per cui mi fermo qui ma se a voi amministratori è rimasto un po’ di orgoglio, cominciate ad operare per il bene della città che voi avete promesso di riportare agli antichi splendori. Italo di Antonio

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sui bagnanti Sta per calare il sipario sulla stagione estiva ed è tempo di bilancio per il gruppo degli assistenti bagnanti che anche quest’anno hanno vigilato lungo le spiagge di Roseto e Cologna, con un occhio al sociale

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icurezza. Questa la parola d’ordine che ha accompagnato la stagione balneare 2014 della Omnia Servizi al Turismo che anche quest’anno vanta una stagione con pochi incedenti nelle acque del litorale rosetano. Da anni impegnata nel pattugliamento e controllo di quasi la 4km di costa, la Omnia si impegna attivamente per garantire un estate sicura alle migliaia di persone che giornalmente fanno il bagno nelle splendide acque della nostra cittadina. <<Per me è un vanto ed un onore riuscire a garantire questo servizio…>> dice il presidente Armando Capuni <<…e ritengo che sia essenziale estenderlo per arrivare a coprire la quasi totalità delle spiagge di Roseto garantendo così una balneazione più sicura a tutti i turisti che giornalmente si riversano nelle spiagge comunali e non.>>. Altro servizio importante è quello del pattugliamento in mare necessario per garantire l’incolumità dei nuotatori ed il rispetto delle norme che insieme alla promozione turistica ed assistenza alle persone disabili, che puntualmente la Omnia svolge sul litorale con personale preparato e formato, rappresentano un offerta di servizi indispensabile per l’estate rosetana. Da diversi anni inoltre continuiamo in maniera attiva la formazione dei nostri addetti con corsi ed allenamenti durante l’intera stagione per avere sempre personale pronto e preparato anche all’uso del defibrillatore che riteniamo uno

strumento fondamentale a salvare le vite umane. <<Ridurre i tempi di intervento in caso di incidente aumenta di molto la possibilità di riuscita dello stesso…>> dice il responsabile Marco Angelini <<…ecco perché abbiamo ritenuto di fondamentale importanza avviare questo progetto riuscendo così ad offrire un servizio il più professionale possibile grazie anche alla collaborazione attiva con L’Ufficio Locamare Marittimo di Roseto del Comandante Perruni.>> Non di meno importanza l’aspetto sociale che la Omnia Porta avanti ogni anno. <<Importante per noi…>> dice Angelini <<…è anche l’impegno sociale nostro e dei nostri addetti. Ecco perché siamo fieri di promuovere la campagna di donazione sangue della FIDAS ed inoltre quest’anno ci siamo uniti anche noi alla campagna dell’ICE BUCKET CHALLENGE a favore della lotta alla SLA.>> << Colgo l’occasione per ringraziare i Partners…>> dice Angelini <<… per la fiducia ed il supporto che ogni anno ci accordano dandoci la possibilità di garantire il servizio di salvataggio anche nelle spiagge comunali. Quindi ora ci diamo appuntamento al prossimo anno con una stagione ed un servizio pieno di novità.>> Sono questi gli ingredienti che ogni anno fanno si che le persone si sentano sicure nelle acque di Roseto e Cologna. Non ci resta che goderci questi ultimi giorni di sole settembrino per poi darci appuntamento alla prossima stagione.


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Scuola di via Veronese

ritardi nei lavori

I responsabili della sicurezza nelle scuole hanno stabilito nelle prescrizioni che riguardano il cantiere. Bisogna fare in modo che i bambini non possano mai raggiungere l’area di scavo, insonorizzarla e fare in modo che la polvere sollevata non raggiunga le stanze. Le due nuove aule che saranno costruite dovranno essere riconsegnate entro dicembre

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artiranno con ritardo ma i lavori comunque si faranno. Solo il tempo tecnico di risolvere alcune questioni legate alla sicurezza del cantiere, dopo di che la ditta appaltatrice potrà procedere con gli scavi. La realizzazione di due nuove aule nella scuola di via Veronese ha subito uno stop inatteso. Dopo aver aperto ufficialmente il cantiere, delimitando la zona in cui è previsto l’intervento, l’impresa non ha potuto procedere con lo sbancamento che prevede la sistemazione innanzitutto di una serie di micropali per garantire stabilità all’edificio. I responsabili della sicurezza delle scuole di Roseto, infatti, hanno imposto uno stop. L’inizio degli scavi era atteso già per il pomeriggio di lunedì scorso, ma con ogni probabilità inizieranno il 22 settembre. Il blocco delle opere è stato deciso per una serie di situazioni che l’impresa dovrà ora rivedere per poter riprendere i lavori. A cominciare dalla sistemazione della recinzione che separa la scuola dall’area in cui bisognerà costruire i micropali e quindi le nuove aule. Inoltre non sarebbero ancora state adottate tutte le misure per evitare che

la polvere possa invadere l’edificio scolastico adiacente, infine mancherebbero anche i sistemi di insonorizzazione per non creare disturbo durante le attività didattiche. In questo caso, però, i responsabili della ditta avevano assicurato che le opere che richiedevano l’intervento di mezzi sarebbero state eseguite solo nelle ore pomeridiane proprio per non arrecare disturbo durante le lezioni. Ma c’è il problema legato al fatto che nella struttura si svolgono anche lezioni di pomeriggio. Ad ogni modo, l’impresa costruttrice ha assicurato che manterrà fede alle nuove prescrizioni imposte dai responsabili della sicurezza nelle scuole del territorio. Se i lavori partiranno per il 22 settembre, meteo permettendo, saranno rispettati i tempi di consegna, previsti prima di Natale. I genitori dei bambini avrebbero voluto che questi lavori si facessero in estate, ma come ha spiegato più volte l’assessore alla pubblica istruzione Alessandro Recchiuti, un problema burocratico, legato anche alle disposizioni del Governo Renzi sugli appalti, non ha consentito all’Ente di affidare le opere prima dell’inizio del nuovo anno scolastico.


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TUTTI PAZZI PER RUZZLE di MARIO GIUNCO

Riflessione e prontezza di riflessi, velocità e colpo d’occhio: ecco i segreti per vincere. Ma attenti alla sindrome compulsiva…

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edici lettere, quattro per riga, come nel misterioso quadrato magico SATOR AREPO TENET OPERA ROTAS, che si può leggere in tutti i sensi, orizzontale, verticale, diagonale. “Ruzzle” è il gioco dell’anno. Non ha meccanismi complicati e può essere giocato in qualsiasi età. E’ un’applicazione per smartphone e tablet, che si rifà ad altri giochi con le parole, come “Paroliere” e “Scarabeo” o a quelli diffusi, da ottantadue anni, sulla “Settimana Enigmistica”(la “Pagina della Sfinge”, le parole crociate di tutti i tipi, i rebus, gli anagrammi, “les mots sous le mots”, cui un grande linguista dell’Ottocento, Ferdinand de Saussure, dedicò un’opera straordinaria e lo stesso Freud prese a fondamento delle sue teorie sui lapsus e i motti di spirito). “Ruzzle”, nato in Svezia nel 2011, si è diffuso rapidamente in Danimarca, Norvegia, Paesi Bassi, Stati Uniti e quindi in tutto il mondo. Nel Gennaio 2013 i giocatori erano più di 18 milioni in 128 paesi, con l’Italia ai primi posti. Il gioco consiste nel comporre il maggior numero di parole possibili, collegando con un dito le sedici lettere che compaiono sullo schermo, nel tempo massimo di due minuti in tre turni. Le parole devono essere di almeno due lettere e si compongono utilizzando lettere adiacenti fra loro in orizzontale, verticale o diagonale, come nel quadrato magico. La stessa casella-lettera non può essere inserita nella stessa parola, che, nell’antica analisi grammaticale, si chiamava “nome comune” di persona, di animale o di cosa. Sono vietati i nomi propri, a meno che non derivati da aggettivi (“bruto”, “felice” ecc.). Per i casi dubbi fa testo il dizionario Zanichelli 2012, uno dei più tolleranti. Come in “Scarabeo”, a ciascuna lettera è assegnato un punteggio, in base alla difficoltà di inserimento all’interno di parole di senso compiuto (vocali comuni, come A,E,I,O, valgono un punto; consonanti più rare, come Z o H, 8 punti). Il punteggio totale assegnato a ciascuna parola è dato dalla somma dei punteggi asse-

gnati alle singole lettere, oltre a un “bonus” per parole più lunghe di cinque lettere. Il proprio punteggio può essere aumentato, utilizzando le lettere contrassegnate da simboli-bonus, che permettono di duplicare o triplicare il valore relativo della lettera o della parola. “Ruzzle” è una specie di rompicapo. Basta vederlo giocare una volta, per capirne il funzionamento e qualche piccolo trucco. Poi è necessario il mestiere – sono previsti allenamenti – badando alla sindrome compulsiva, cioè alla assuefazione, che colpisce il fumatore o il videopokerista. Si resta sbalorditi di fronte alle evoluzioni sullo schermo di dita che sembrano impazzite, di parole che si compongono con velocità incredibile, di punti che si accumulano. “Ruzzle” è considerato un gioco asincrono, perché un giocatore, quando ha completato il suo turno, lancia la sfida all’avversario, che può essere un amico nella vita reale o una persona trovata su Facebook o Twitter. Per giocare sono indispensabili contemporaneamente riflessione e prontezza di riflessi, due qualità che sembrano in contrasto. Poi capacità di trovare in un attimo, con un colpo d’occhio, fra le centinaia di combinazioni, che si moltiplicano in progressione, quelle che formino parole di senso compiuto. E’ un gioco di abilità, di prontezza e di intelligenza, che presuppone interesse per la “parola scritta”, l’ortografia, tanto spesso trascurata anche sulle pagine importanti. Le parole si uniscono alle parole, obbedendo a meccanismi inconsci (perché, pur avendo a disposizione diverse combinazioni, ne scegliamo una e solo quella? A cosa pensiamo in quella frazione di tempo?) che sarebbe interessante comprendere. Un gioco, quindi, meno ingenuo di quanto possa sembrare a prima vista, perché noi, anche quando giochiamo, non possiamo nasconderci più di tanto. Non a caso Gerry Scotti sta pensando ad una applicazione televisiva di “Ruzzle”. Perché gli italiani, oltre che di poeti, santi e navigatori, sono popolo di enigmisti.


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A 17 anni campione di

organetto

Dino Covelli, di Cologna Paese, ha un talento innato per questo strumento popolare che ancora oggi è presente in occasione di feste di paese, nelle tradizionali serenate per gli sposi. Ha partecipato a molti concorsi conquistando molti premi e soprattutto il riconoscimento della critica

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ino Covelli è un ragazzo come tanti. Ha 17 anni, frequenta l’Ipsia di Giulianova, esce con gli amici e gli piace lo sport. Ma ha anche una grande passione per la musica che lo coinvolge e lo impegna per tante ore al giorno. A 11 anni, grazie alla guida del maestro Renato Ruggieri, avviene l’incontro con l’organetto, uno strumento non di certo tra i più in voga tra i suoi coetanei, con il quale, però, si crea subito un certo feeling. E i risultati si vedono immediatamente. Dapprima con la partecipazione ad alcune gare locali dove fin da subito riesce a mettere in mostra le sue doti musicali. E poi con i primi importanti riconoscimenti nazionali che arrivano già nel 2012 con la vittoria dell’ottavo Festival dell’Adriatico, svolto ad Offida, nella categoria B. Per il giovane talento di Cologna Paese si aprono così le porte dei grandi appuntamenti musicali del settore ai quali non si fa trovare impreparato, riuscendo a fare incetta di premi. Nel 2013 vince la settima edizione dell’Accordion Art Festival di Pineto

di Manuela Martella nella categoria Concertisti, mentre l’anno successivo conquista la vittoria dapprima al 10° Festival dell’Adriatico, svolto ad Acquaviva Picena nella categoria C, poi a Fiuggi nel 2° Concorso nazionale di Organetto “Federitalia” categoria D e infine conquista ex aequo il primo posto al 18° Campionato italiano di Organetto e Fisarmonica diatonic, svolto a Montesano sulla Marcellena nel salernitano, insieme al calabrese Francesco Chiarello. Ultimo, in ordine di tempo, un secondo posto che lascia un po’ di amaro in bocca, visti i pochi decimi di voto che lo hanno separato dal vincitore, ai Mondiali di Organetto, disputati a Recoaro Terme. Un piccolo dispiacere dal quale, però, ripartire subito, grazie anche alla direzione del Maestro Renzo Ruggeri con cui ora Dino studia fisarmonica cromatica. Una passione grande per uno strumento ancora troppo spesso relegato nell’ambito delle feste popolari e che, invece, sa offrire melodie e repertori ricchi di emozioni. E che prospetta, grazie al suo talento, un futuro pieno di successi.

Specia lità:

CARNE ALLA BRACE


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L’Universo e l’autogenerazione Secondo alcuni astrofisici l’immenso cosmo è in stato creato per generare vita. Teoria affascinante che presuppone comunque l’esistenza di sistemi paralleli e di conseguenza l’esistenza della vita altrove, non solo sul pianeta Terra

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roseguiamo il nostro “viaggio tra le stelle” iniziato già nella scorsa primavera, con il Prof. Giovanni Bignami, in visita agli studenti della nostra città, come i lettori del nostro giornale ricorderanno. Lo spazio e l’astronomia sono di certo tra gli argomenti che più catturano l’attenzione dei nostri ragazzi. E non solo! Ci ricollegheremo ancora una volta al discorso della possibilità della vita su altri pianeti. Abbiamo analizzato nello scorso numero, come ad oggi sia impossibile stabilire con certezza assoluta e scientifica, il fatto se siamo o no soli in questo sconfinato Universo. Questa volta ci addentreremo ancor più all’interno di questo importantissimo concetto. Lo faremo utilizzando la semplicità delle parole, intersecandole però con la complessità della materia. Per quanto possibile. Esiste infatti una teoria che ultimamente i più autorevoli astrofisici mondiali danno per una delle più accreditate, in cui si parla di un Universo “costruito” appositamente per generare la Vita. La lettera maiuscola è d’obbligo in questo caso. Un Universo “autogenerante”, un Universo in cui l’emergere di esseri pensanti sarebbe parte integrante e fondamentale dell’ordine complessivo delle cose. Ma come questo processo può avere luogo? Abbiamo visto nello scorso numero che sono le meteore le vere responsabili di questa diffusione su scala universale di microbi o amminoacidi che, “impiantati” nei miliardi di pianeti che compongono il cosmo e che sono predisposti a tale scopo, per costituzione fisica e distanza dalla loro stella, riescono ad essere delle vere e proprie “culle” dove la vita può avere inizio. Ma come può essere possibile tutto questo? Da dove partono queste meteore? La teoria suggerisce appunto, che il nostro cosmo è stato “generato” appositamente per la vita. La vita sarebbe quindi non semplicemente parte integrante del tutto che ci circonda, ma il vero scopo, di tutto quello che vediamo qui sulla Terra e lì fuori, nello spazio sconfinato. Una visione perciò, quasi romantica, che gli scienziati hanno del Mondo,

di MARCELLO PERPETUINI

che si scontra fortemente con la vecchia visone nichilista di un Universo piatto, logico, con leggi ferree, per la verità mai accettate del tutto dal mondo scientifico, per cui tutto deriverebbe dal nulla e verso il nulla saremmo destinati a tornare. Questa teoria, che comprende ovviamente dei passaggi molto profondi ed estremamente complessi, di cui qui si sta analizzando solamente la parte prettamente letteraria, senza quasi approfondimenti scientifici, forse è una sorta di speranza per tutti noi. Di certo non cambierà la nostra piccola e breve esistenza terrestre, ma ci sta consegnando le chiavi di lettura verso cui rivolgere sempre maggiore attenzione per risolvere o cercare di capire senza ombra di ragionevole dubbio, il mistero sia sull’origine della vita sulla Terra, sia della possibilità che questa si sia potuta sviluppare in altri mondi. Sarà il passaggio più importante che l’umanità aspetta da millenni. Potrebbe cambiare per sempre la visione di noi stessi, della nostra psicologia, delle nostre abitudini quotidiane, delle nostre religioni. Il mistero più affascinante di sempre, potrebbe essere una rivelazione, oppure una grande angoscia. Una speranza o un grande terrore. Pensiamo solo per un momento al brivido che attraverserebbe corpo e anima, se di colpo, all’improvviso, tutti i media del mondo annunciassero: noi non siamo soli! Continueremo questo “viaggio tra le stelle” nel prossimo numero…


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DANIELE CROCE, JACOPO DEZI, DANIELE DI DONATO

ROSETO, TERRA DI BASKET E DI...

CALCIATORI!

di Luca Maggitti

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Roseto degli Abruzzi lo sport cittadino è il basket, che ha portato la città in Serie A e persino nella seconda coppa europea per importanza, dietro la “Coppa Campioni” (l’allora Uleb Cup). Nel Lido delle Rose c’è però pure il calcio, anche se la Rosetana non si è iscritta al prossimo campionato. E se nel basket i giocatori rosetani sono pochi e non arrivano alle vette, nel calcio ci sono tre giocatori rosetani che attualmente catalizzano l’attenzione dei mass media. Iniziamo da Daniele Croce, veterano classe 1982, che dopo tanti anni di cadetteria, giocando anche a Pescara (nel 2005 duettò simpaticamente al PalaMaggetti con Mahmoud Abdul-Rauf, fuoriclasse del Roseto Basket, come testimonia la foto di Luciano Adriani che proponiamo), pochi giorni fa ha esordito in Serie A vestendo la maglia dell’Empoli, a 32 anni. Un merito che Daniele ha condiviso con il suo allenatore Maurizio Sarri, che lo ha voluto in Toscana. Quanto alla dedica, Daniele l’ha fatta alla sua famiglia nel senso più ampio (la moglie Giovanna, il figlio Tommaso, il papà Luciano, la mamma Anna, la sorella Roberta e i fratelli Nicola e Marco, anch’egli calciatore), perché hanno il non trascurabile merito: «Di avermi sempre sostenuto, credendo in me non solo oggi che gioco in Serie A, ma anche quando ho calcato campi meno prestigiosi». Dal veterano Daniele al giovane Jacopo Dezi, 10 anni più giovane di Croce, che gioca in Serie B con il Crotone e con l’Italia Under 21. Jacopo, lo scorso 9 settembre 2014, ha segnato il gol del 5-1 degli Azzurri nella vittoria contro Cipro per 7-1, che ha significato vittoria del gruppo 9 degli Europei di categoria e la conquista dei playoff come testa di serie. Anche Jacopo ha voluto dedicare il suo primo gol alla famiglia (papà Nicola, mamma Manuela e fratello maggiore Alex) e a tutti quelli che gli vogliono bene. Dall’Italia Under 21 di Dezi a chi l’Italia potrebbe lasciarla per una stimolante avventura in India: Daniele Di Donato, veterano classe 1977 lo scorso anno in Serie B a Cittadella, ma soprattutto Capitano del Palermo, che portò dalla Serie C alla Serie A, giocando in Sicilia dal 2000 al 2004. A Di Donato si è interessato il Pune, club della Superlega indiana controllato dalla famiglia Della Valle (proprietari in Italia della Fiorentina) e allenato da Franco Colomba, nel quale giocano già gli italiani Bruno Cirillo, Daniele Magliocchetti e Davide Colomba, oltre al fuoriclasse francese David Trezeguet. Daniele, incontrato qualche giorno fa a Roseto, si è detto entusiasta di questa possibilità. L’auspicio è quindi che vada a giocare in Asia, incrociando il supercampione Alex Del Piero, che dopo la lega d’Australia ha scelto l’India, dove giocherà con il Delhi Dynamos

Daniele Croce in Empoli-Roma

Jacopo Dezi dopo il gol con l’Italia U21

Daniele Di Donato ai tempi del Palermo

Mahmoud Abdul-Rauf e Daniele Croce nel 2005 (Foto Luciano Adriani)


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La pittrice Sonia Babini

avrà sempre Atri nel sangue, ma anche Roseto nel cuore Diverse sue opere hanno superato il confine nazionale per approdare a Mosca e Londra. Ultimamente è stata selezionata per il “Premio Sulmona”

Sonia Babini con la nostra intervistatrice

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ata ad Atri, Sonia Babini cresce nella Bottega d’Arte del prof. Gianni Massacesi. È istruttrice di nuoto e acquagym alle piscine comunali di Roseto ed Atri, ma ha anche un’altra importante passione che la lega al mondo dell’arte: la pittura. È un’artista che predilige colori forti e decisi, sintomatici del suo carattere: entra nelle forme create da pennellate veloci e intense, ascolta le emozioni che sono in grado di trasmetterle e identifica dei volti che danno vita e dinamicità alle sue opere. È come se i colori venissero buttati sulla tela in modo disordinato nella prima stesura e poi, man mano che vengono individuate delle figure in potenza, ecco che le immagini volute prendono corpo. Ma Sonia è pronta a spiegarcelo. Quando è nata questa passione per l’arte in generale e per la pittura in particolare? Posso dire che è sbocciata con me, dal momento in cui sono venuta al mondo. Ho iniziato in sordina, studiando da autodidatta e osservando con occhio critico molte opere pittoriche. Ho incontrato il prof. Massacesi all’età di undici anni ed è proprio con lui che ho iniziato ad approfondire l’arte, sia a livello teorico sia a livello pratico. A lui piacquero da subito i

di MARTINA BIDETTA

miei lavori e soprattutto rimase colpito dalla mia mano decisa. Così iniziai a credere in ciò che facevo e inviai un mio dipinto ad un concorso regionale promosso dalla Scuola d’Arte di Castelli, conquistando il primo premio. Da lì ho cominciato ad inseguire il mio sogno. Ha una predilezione per qualche tecnica artistica particolare? Come riesce a dare forma ai suoi dipinti? Amo i colori forti e decisi, rispecchiano molto il mio carattere. Li porto sulla tela con una certa violenza, e poi ritorno alla dolcezza. Subito dopo mi allontano e osservo attentamente il dipinto: dai miei colori prendono forma delle figure, che sono legate anche al mio stato d’animo. Mi piace molto leggere la mitologia greca e mi identifico nelle mie opere. Inizio proprio scegliendo i colori che prediligo in quel momento, ne metto molti insieme. Poi comincio a pulire e da queste cromie fuoriescono dei volti: è proprio in questo momento che il mio lavoro prende vita. Il nostro insegnante ci ha fatto seguire un percorso ben definito. Siamo partiti da riproduzioni di quadri noti della storia dell’arte e abbiamo creato dei lavori ad olio, pitture e sculture. È come se avessimo frequentato un liceo artistico, privatamente. Poi ho cominciato a perfezionare le mie tecniche. Ha partecipato a diverse mostre e ha ottenuto lusinghieri riconoscimenti. Ho preso parte a molti concorsi, mostre di pittura collettive e personali, sia nazionali che internazionali, ottenendo importanti riconoscimenti. Ultimamente ho esposto i miei dipinti alla Galleria di Mosca “La Nakascirche”, alla “Roa Royal Opera Arcade Gallery” di Londra, alla Galleria Domus Talenti di piazza Barberini a Roma, al Museo del Castello Estense di Ferrara, ad Assisi, Roma, Torino e in molte altre mostre. Qualche settimana fa sono stata selezionata dalla giuria del “41° Premio Sulmona 2014” e devo dire che è stata una bella soddisfazione. Come lo immagina il suo futuro? Sonia Babini ha due essenze: il nuoto e la pittura. Continuerò a portare avanti con me queste due passioni. Sono molto impulsiva, per questo non riesco a progettare e prevedere cosa farò in futuro. Nel momento in cui trovo ispirazione, architetto e realizzo. Spero di poter continuare a dare forma alle mie emozioni e alla mia creatività.

Il book di presentazione con in primo piano ‘Il respiro della tela’


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XV Premio Letterario “M. Tabarrini”- Castel Ritaldi Paese delle Fiabe

Trionfo dell’I.C. Roseto I Scuola Media “D’Annunzio”

di BIANCAMARIA DI DOMENICO

“Vento Scirocco appariva a tutti un po’ sciocco perché se ne stava a dormire di continuo, proprio come un allocco. Era sempre a sonnecchiare nella sua caverna evitando così notte e dì di soffiar sulla terra. In verità un mondo diverso gli piaceva immaginare ed era per questo che se ne stava ad oziare. – Ronf, ronf – era il suo verso preferito, dormiva e si svegliava, mangiava beveva ma subito si riaddormentava. Poi un bel giorno, forse per dispetto, fece volare dei panni dal terrazzo al tetto e fu così che un calzino, di nome Gelsomino, mal appeso a uno stendino, volò via di buon mattino, spinto in cielo da quel colpo di vento”. E’ questo l’incipit della fiaba “A spasso con vento Scirocco” che gli alunni della classe II D (attuale III D dell’anno scolastico in corso) dell’ I.C. Roseto I – Scuola Media “D’Annunzio” hanno elaborato in occasione della XV edizione del Premio Letterario “M. Tabarrini” - Castel Ritaldi

Paese delle Fiabe, aggiudicandosi il primo premio a livello nazionale, nella categoria C per la fascia di età compresa tra gli 11 e i 13 anni e la cui premiazione avverrà il prossimo 21 settembre 2014. Un lavoro importante e ricco di soddisfazioni, frutto del laboratorio di scrittura creativa, curato dall’insegnante di Lettere Mariantonietta Tavani che, con dedizione e passione, ha guidato i ragazzi in un percorso extra-curriculare mirato a coinvolgere la loro sfera affettiva ed emotiva. Attraverso la strategia didattica della “domanda-stimolo”, infatti, la professoressa Tavani ha invitato gli alunni ad immaginare cosa potesse vedere un calzino che vola via da uno stendino. Ne è nata una storia, con una struttura mista e circolare, costruita sugli aspetti tipici della fiaba e della filastrocca, i cui protagonisti si allontanano dalla loro condizione abituale per osservare il mondo con gli occhi meravigliati dei fanciulli. Un viaggio intenso, fatto di bellezze naturali, di bambini che aiutano un’anziana donna, di un ragazzo che rallegra i passanti al suono di uno strumento musicale, di altri che giocano, di un bullo ridimensionato e di pescatori… “A spasso con vento Scirocco” è infine un’esortazione spontanea a lasciarsi affascinare dalle piccole cose di cui è fatto il mondo, a stupirsi sempre come fosse la prima volta. “Chi trasportato dal vento per il mondo si troverà a vagare, della vita tante più cose imparerà ad amare”.


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Pineto parte il progetto per una

scuola al passo coi tempi Presentato il piano che permetterà di avere al massimo tre poli scolastici. Particolare attenzione alla sicurezza e alla salute dei più piccoli. Soddisfatti il dirigente Gaetano Avolio, che vede realizzare il suo sogno, e i genitori dei bambini, pronti a collaborare con le istituzioni

L’assessore Daniela Mariani

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na scuola moderna, al passo con i tempi. Il sogno del dirigente della scuola dell’obbligo di Pineto, Gaetano Avolio, si sta per realizzare. L’amministrazione locale, infatti, è pronta a varare un progetto che prevede tre passaggi fondamentali, tre progetti di grande spessore per una scuola moderna. Il primo è un protocollo di intesa tra Ente e scuola, il secondo è il piedibus, ovvero fare in modo che comitive di bambini raggiungano la scuola a piedi (l’iniziativa nasce per combattere il rischio obesità), il terzo il prolungamento dell’orario scolastico per i bambini di età compresa tra i 6 e gli 11 anni. Socializzazione, educazione attraverso le attività ludico-didattiche, attenzione alla salute sono i temi su cui si basa il programma innovativo, a tratti ambizioso, del Comune di Pineto e della direzione scolastica. Nel frattempo il Comune ha impegnato 280 mila euro per adeguare gli edifici scolastici alle ultime normative sulla sicurezza, opere per risistemare gli attuali edifici, due gruppi di lavoro per studiare la riorganizzazione dei poli scolastici. Si pre-

senta così il nuovo anno scolastico della città di Pineto, che parte oggi per quasi 1500 alunni. “Il Comune vuole investire nel mondo della scuola, sia dal punto di vista delle risorse sia per ciò che concerne le idee”, ha dichiarato il sindaco Robert Verrocchio, “Il nuovo anno scolastico si apre con i lavori ultimati alla scuola di Corfù su un progetto avviato dalla passata amministrazione, con una nuova struttura che è stata riconsegnata al dirigente scolastico, quella di Torre S. Rocco dove la scuola ci ha chiesto di inserire una sezione dell’Infanzia e dove nel prossimo futuro partirà il Nido, e con strutture risistemate grazie ai finanziamenti del progetto Scuole Belle del governo Renzi”. La creazione di sinergie

dovrebbe presto garantire dei risultati importanti. “Vogliamo aprire una bella pagina di dialogo con la scuola”, ha affermato l’assessore alla pubblica istruzione Daniela Mariani, “Il primo passo sarà la partenza di un protocollo di intesa tra l’amministrazione e il mondo della scuola per far nascere una vera e propria consulta. Sarà un tavolo di lavoro tra il Comune, gli insegnanti e i genitori, perché la scuola ha il diritto di essere informata e di partecipare alle scelte dell’amministrazione. Oltre a questo, il progetto a cui stiamo lavorando è quello del Piedibus, che crediamo sia molto importante per i bambini e i ragazzi. Abbiamo intenzione di partire su un plesso pilota e anche qui lavoreremo con il mondo della scuola, con i genitori, ma anche con il reparto di Pediatria di Atri e con la Polizia Municipale”. Il Piedibus esiste ormai in tanti comuni del Nord Italia, è molto utile sia dal punto di vista della salute, sia perché educa al rispetto delle regole. Soddisfatto il dirigente Avolio che ha rinunciato al trasferimento a Roseto per seguire di persona questi progetti che sono un po’ anche una sua creatura. “Da sempre Pineto è uno dei Comuni che più crede nel mondo della scuola”, ha detto, “apprezzo che il dialogo sia visto come componente strutturale e non episodica”. Giudizi positivi sono arrivati anche da Pasquale Argento, presidente del Consiglio d’Istituto.

Il dirigente Gaetano Avolio


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L’Associazione Stile Libero torna in scena

con una nuova donazione al Comune di Pineto “Chi semina, raccoglie”: un detto popolare che fa al caso di questa Associazione pinetese che, grazie alle iniziative organizzate sul territorio, ha raccolto e donato i frutti sperati

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acciamo un passo indietro. Il 22 giugno scorso, i ragazzi dell’Associazione Stile Libero di Pineto, hanno pensato di organizzare “La partita del cuore”, una manifestazione a scopi benefici. Sul campo di calcetto Forum, a Pineto, si sono visti destreggiare alcuni membri della maggioranza e dell’opposizione della allora neonata giunta comunale. Grazie alla collaborazione concreta delle quattro liste candidate, ai fondi raccolti durante la stessa partita e al contributo delle Associazioni Commercianti e Artigiani e Balneatori Pineto, i ragazzi di Stile Libero sono riusciti nell’obiettivo che da tempo si erano prefissati: comprare, con quel ricavato, un defibrillatore da donare al Comune. Dopo alcuni mesi la parola è stata mantenuta e sabato 6 settembre, nella Sala Corneli di Villa Filiani, c’è stata la cerimonia di consegna di fronte al Sindaco Robert Verrocchio, agli assessori comunali Laura Traini e Daniela Mariani, all’Associazione di primo soccorso Pros di Pineto e al Presidente dell’Associazione Stile Libero, Valerio Del Papa. “È stata un’idea nata prima delle elezioni, ed è stato lì che abbiamo deciso di

far giocare una Partita del Cuore a tutte le liste in corsa per il Comune - ha spiegato il presidente di Stile Libero Valerio Del Papa - e per questo vogliamo ringraziare le quattro liste che hanno concorso in campagna elettorale, perché hanno subito risposto positivamente al nostro appello. Un ringraziamento va anche all’Associazione Commercianti e ai balneatori, che ci hanno aiutato ad acquistare l’apparecchio”. Dopo i saluti e ringraziamenti di Del Papa, la parola è passata al Sindaco: “È bello sapere che un’associazione come la vostra abbia voluto allargare i confini delle proprie attività, guardando alla solidarietà e al sociale. Ringrazio i quattro i candidati che hanno partecipato e l’Associazione Commercianti e Balneatori di Pineto. Vi ringrazio anche per la proposta, venuta dai ragazzi dell’Associazione, di posizionare il defibrillatore all’ingresso del Comune, a portata di mano di tutti, nel caso dovesse servire”. L’Assessore alle politiche sociali, Daniela Mariani, ha aggiunto: “Questo è uno dei momenti più belli, grazie al Pros e Stile Libero, due Associazioni che amo. Questo oggetto è importante perché

di MARTINA FRANCHI

rappresenta il sociale, la sanità e l’interazione. Lo impareremo ad usare grazie alla disponibilità che il Pros ci ha dato”. L’importanza di un defibrillatore, come strumento utile alla comunità, è stato evidenziato anche dal Presidente, Anselmo Candelori e dal Consigliere, Biagio Castagna del Pros che hanno chiosato con il loro intervento la cerimonia e confermato la loro disponibilità nella formazione dell’uso e della manutenzione del defibrillatore. “Ringraziamo l’Associazione che ha avuto la sensibilità di pensare a un gesto simile, donando,per la prima volta uno strumento che verrà usato dalla collettività, peraltro un defibrillatore di ultima generazione. Rispondendo alla proposta dei ragazzi di posizionarlo in un luogo accessibile”, puntualizza Castagna, “beh, io penso che sia la soluzione giusta: senza aver paura di atti vandalici, dovrà essere posizionato in un luogo fruibile a tutti, 24 ore su 24 e se dovesse essercene il bisogno, verranno installate delle telecamere di sicurezza”. Si ringrazia la fondazione internazionale Dan Europe di Montepagano, per la disponibilità ed efficienza riservata nell’acquisto del defibrillatore.


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NOZZE D’ORO CON I COLLABORATORI STORICI PER L’OFFICINA VAGNOZZI ORLANDO

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opo aver servito per oltre 50 anni gli autotrasportatori italiani, Orlando Vagnozzi ha voluto festeggiare le nozze d’oro con i suoi collaboratori storici. Al termine di un periodo di apprendistato in cui ha affinato la propria preparazione tecnica, ha realizzato la sua prima officina nel settembre 1957 in Piazza Ungheria, iscrivendola nello stesso anno alla Camera di Commercio. Con umiltà, garbo e signorilità, Vagnozzi ha intrapreso la sua attività con risultati in crescendo, sebbene nel corso del lungo cammino non siano mancati degli ostacoli. La sua dedizione verso il lavoro e quella dei propri collaboratori hanno fatto sì che l’azienda conquistasse una clientela che abbracciasse l’intera penisola. L’officina di riparazione dei veicoli industriali ha cessato l’attività nel 2012, ma lo spirito giovanile e combattivo di Orlando Vagnozzi lo invita sempre a guardare al futuro ponendosi nuovi obiettivi. Senza però dimenticare quanto realizzato con l’ausilio di alcuni compagni di viaggio che hanno contribuito a rendere fiorente a lungo la propria attività. *Nella foto, Orlando Vagnozzi con i collaboratori storici: Santino Ciminà, Guerino Ginoble, Luciano Ripani, Renato Di Giovannantonio, Piero Feliciani, Berardo Quatraccioni, Giovanni Altobelli, Pasquale Del Giglio


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21 sett. 2014

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NOZZE d’ORO

20 sett. 1964

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La vita vi ha appena fatto un piccolo grande dono, Carlotta sarà il raggio di sole che vi sveglierà ogni mattina rallegrando le vostre giornate. Auguri a Mamma Alessandra e Papà Paolo...Poldo auguri dalla redazione di Eidos

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