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Quindicinale iscritto al registro della Stampa presso il tribunale di Teramo n. 13/03 del 22/05/03

ANNO 8 N.209 21 Giugno 2014


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partnership:

decori

da arredo Come impreziosire la propria casa

IL DECORO COME ARREDO - Un nuovo modo di arredare. Potrebbe sembrare una forzatura, ma quante persone, nel rifare la propria casa, si sono ritrovate con un ambiente completamente rinnovato e “pieno” di calore solo decorando con gusto e senso estetico le pareti? Qui ovviamente non parliamo di mobili o suppellettili, importanti nel dare una percezione nuova a un ambiente, ma di particolari prodotti decorativi che hanno una caratteristica fondamentale: quella di sprigionare una miriade di effetti che riescono a rinnovare in modo unico un salone, un soggiorno, un ambiente giorno completamente aperto, oppure una zona notte che spesso lasciamo al chiuso perché poco frequentata. Oggi alcuni decori, estremamente idrorepellenti e con effetti lucidi e cangianti, sono utilizzati nei bagni, nelle cucine e in tutti quei luoghi che hanno bisogno di una elevata lavabilità. Insomma una parete può veramente cambiare il volto alla nostra casa e la Dimarcolor in questo offre una sconfinata possibilità di combinazioni non solo di prodotti, ma soprattutto di finiture, il cui pregio estetico è possibile visionare direttamente nello show-room di via Nazionale. PIETRE E BOISERIE D’EFFETTO Anche le pietre per interni e le boiserie (cioè il rivestimento della parte bassa di una parete) in poliuretano sono in grado di modificare completamente l’aspetto estetico dell’habitat. I prezzi non salgono di molto, soprattutto perché simili interventi spesso sono fatti a singoli muri o a delle nicchie che una volta rivestiti, danno una impronta nuova a tutto il

resto dell’ambiente. CORNICI E PIETRE PER ESTERNI - La classica pitturazione omogenea a tinta unita per l’esterno da un po’ di tempo sta lasciando il posto a ben più articolate risoluzioni. Spesso sono i tecnici, gli architetti, gli ingegneri e i geometri che sanno ben consigliare come fare, ma c’è anche chi ha le idee chiare di come intervenire sulla propria abitazione per dare un tocco esclusivo a una parete. Cornici per finestre, bugnature agli spigoli, pareti con innesti di pietre sono veramente in grado di cambiare l’immagine esteriore di una casa, che con pochi ma sapienti interventi prende l’aspetto di una dimora esteticamente molto più bella e originale. SIKKENS E DIMARCOLOR: UN BINOMIO DI PROFESSIONALITÀ - La Dimarcolor si occupa di colori e di decori da tantissimi anni. Dal 2013 è nata una già riuscita partnership di esclusiva provinciale con la Sikkens , il gruppo olandese di vernici più grande al mondo, presente in 80 Paesi, i cui laboratori internazionali di ricerca sfornano prodotti di altissima qualità impiegabili in tutti i settori, dai grandi manufatti edili (come i grattacieli di ultima generazione sparsi per il mondo o prodotti specifici per il restauro e il risanamento conservativo come è avvenuto per “La Scala” di Milano) fino alla Formula Uno (Sikkens è il fornitore esclusivo di soluzioni di verniciatura del team McLaren-Mercedes). Insomma, un binomio di professionalità pronto a offrire le migliori soluzioni nel campo del decoro, dei colori e del restauro.


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Arriva l’estate, torna l’ombra della

“quiete pubblica” A Roseto è scontro tra chi vuole organizzare iniziative di intrattenimento e quanti invece vorrebbero delle serate tranquille con poca musica e zero chiasso. Il comune favorevole alla “movida” nel rispetto di determinate regole. Ma in città i due comitati contro le serate musicali sono pronti ad azioni legali. Si cerca la via della conciliazione

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oseto Village. L’idea è del vice sindaco, nonché assessore al turismo, Maristella Urbini che propone una sorta di pacchetto turistico per chi sceglie la Città delle Rose come meta di vacanza. Roseto Village vuole essere, insomma, un contenitore di eventi per far sì che la città non sia solo un luogo di riposo, dove fare musica dopo l’1 del mattino rappresenta un rischio per molti titolari di strutture ricettive, locali pubblici e altro ancora, costretti a fare i conti con chi preferisce una vacanza di solo riposo già a partire dalle 10 di sera. Così non va e ne è convintissima la Urbini che parla di mentalità sul suo profilo facebook dopo le critiche che le sono piovute addosso a proposito dell’essere favorevole alla movida rosetana, purché ci sia il rispetto delle regole e di civiltà. Purtroppo capita che a volte i giovani esagerino mandando quindi in frantumi quelle opportunità di divertimento che i titolari di alcuni locali offrono. A Roseto sono nati 2 comitati per il rispetto della quiete pubblica, entrambi pronti ad agire legalmente alla prima occasione. “In questa città la parola “turismo” è sconosciuta”, sostiene il vice sindaco, “Quella che potrebbe essere la maggiore e migliore fonte di reddito per la comunità intera, è vissuta quasi come un fastidio. Il nostro approccio con questo determinante settore dell’economia cittadina deve essere (finalmen-

te) rivisto. Io sono a disposizione dei titolari di locali per creare i presupposti per il cambio di marcia. Poi, il resto verrà da solo, anche la complicità dei cittadini”. Esistono due ordinanze del sindaco Enio Pavone che consentono di fare musica sino alle 3 del mattino, purché i decibel, come prevede la legge, vengano abbassati. In un recente incontro tra le parti in causa, è stato chiesto che ci sia anche una vigilanza esterna ai locali per evitare che i giovani si lascino a volte trasportare dai fumi dell’alcol con schiamazzi e gesti incivili. Sulla questione è intervenuto anche Massimo Bianchini, capogruppo della lista “Teresa Sindaco”, titolare peraltro di un locale sotto la pineta Savini. “Onde evitare di ritrovarsi a metà stagione con grossi problemi”, dice Bianchini, “sarebbe meglio trovare adesso un punto d’incontro. Quello che preoccupa più di tutto esercenti e gestori è la così detta zonizzazione, cioè suddividere Roseto in tre o più zone per poter proporre gli eventi. Così facendo, ogni zona avrebbe un solo

giorno a settimana prestabilito per ptomuovere eventi. Questo è impensabile, in quanto bisognerebbe rinunciare ad aperitivi, compleanni, ricevimenti e feste in generale, favorendo così le località limitrofe che non hanno regole così restrittive. Senza considerare che alcuni gestori hanno già organizzato eventi con dj e gruppi musicali che vengono dalla costa Romagnola e da altre località e con la zonizzazione i giorni non si riconfronterebbero e quindi dovrebbero essere annullate. Questo è assurdo sia per i gestori esercenti che per quei villeggianti che non la pensano come questi signori dei comitati, e vengono a Roseto per divertirsi. I due comitati sulla quiete pubblica hanno dettato regole e condizioni, mentre i gestori dovrebbero subire senza possibilità di replica. Qua la situazione è critica e così come stanno andando le cose i gestori di lidi, bar, chioschi e locali in genere sono prossimi al fallimento. Stiamo parlando di due mesi di “sacrifici”, luglio e agosto, da parte di chi vorrebbe una città dormitorio in estate. I titolari dei locali, non va dimenticato, danno lavoro stagionale e permettono anche a tanti gruppi musicali di guadagnare qualcosa. Una città che vive di turismo non può permettersi il coprifuoco”.


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Bus navetta

gratuito per i turisti Da metà giugno ripartirà il servizio il cui costo sarà totalmente a carico degli operatori turistici che hanno aderito all’iniziativa. Saranno collegate le zone nord e sud con il centro. “Vado in centro a prendere un caffè” lo slogan promosso dagli organizzatori

Katja Soardi e Ivano Ortelli

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orna il servizio di bus navetta per i turisti ospiti nelle strutture di Roseto. L’iniziativa, che prenderà il via da metà giugno e verrà portata avanti sino al termine della stagione estiva, è stata promossa dalla Faita Federcamping Abruzzo Associazioni, da Albergatori Roseto, Associazione Commercianti Assorose, Associazione Balneatori Roseto. Il lavoro congiunto tra le varie associazioni permetterà dunque di riattivare il servizio che interesserà tutto il lungomare, collegando le zone nord e sud con il tratto centrale. “Vado in centro a prendere un caffè” è lo slogan che è stato promosso e che vede la partecipazione degli operatori turistici locali. I servizio avrà un costo di circa 16mila euro per l’intera

stagione. Saranno garantite almeno 6 corse giornaliere per 7 giorni la settimana, coprendo quindi le principali fasce orarie. L’iniziativa è privata e non vede il coinvolgimento del Comune che invece sta pensando di riproporre un servizio analogo per collegare le frazioni con il centro cittadino in piena estate. “E’ un progetto portato avanti da noi imprenditori turistici”, hanno spiegato Ivano Ortelli e Katja Soardi della Faita nel corso della conferenza stampa di illustrazione del programma, “il servizio sarà fornito dalla ditta Arcangelo Di Giacinto di Montepagano e sarà interamente finanziato dai privati. Il costo, infatti, sarà coperto in parte tramite i contributi una tantum ricevuti e il resto verrà ripartito tra i partecipanti, in base ai posti letto e

numero massimo di alloggiati riportati sulla licenza commerciale di ciascun operatore che comparteciperà al progetto”. Chiaramente l’utilizzo, gratuito, del bus navetta è riservato ai turisti ospiti nelle strutture ricettive partecipanti al progetto, muniti di regolare biglietto che verrà consegnato dai titolari dei locali. “Lo stesso tagliando”, hanno puntualizzato gli organizzatori, “proprio in forza degli accordi stipulati con le associazioni di categoria, avrà valore di “buono sconto” utilizzabile negli esercizi commerciali e lidi balneari aderenti”. Entro il 5 giugno dunque le adesioni. E intanto gli operatori guardano con soddisfazione all’imminente stagione turistica perché le prenotazioni fanno pensare ad un’estate con molte presenze.


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E’ ufficiale:

il Corpo Forestale

lascia Roseto

Definito il trasferimento ad Alba Adriatica. A nulla è valso l’estremo tentativo del sindaco Enio Pavone di proporre una nuova location. Polemico il Partito Democratico

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l Comune di Roseto deve rassegnarsi. Il Corpo Forestale dello Stato ha ufficialmente una nuova sede, ed è quella di Alba Adriatica. Entro un mese circa saranno ultimate tutte le procedure di trasferimento da Roseto alla nuova sede di Alba, ma di fatto già dallo scorso febbraio la Forestale aveva definito il tutto. Nei giorni scorsi il sindaco Enio Pavone ha avuto un incontro con i vertici teramani del Corpo Forestale nel tentativo estremo di evitare il trasferimento. Ma il comando provinciale non ha potuto far altro che confermare quanto già si sa-

peva da alcune settimane. La proposta presentata agli organi competenti dall’amministrazione comunale di Roseto di voler mettere a disposizione i locali dell’ex Monti, di proprietà dell’Ente, non è stata presa in considerazione perché tardiva, cioè inoltrata quando già erano stati raggiunti gli accordi col Comune di Alba Adriatica. Roseto dunque perde definitivamente una forza di polizia, fondamentale su un territorio che vanta due aste fluviali e una riserva naturale come quella del Borsacchio. Ad Alba Adriatica non danno ancora per certa la data di inaugurazione della sede del Corpo Forestale dello Stato. Ma entro fine giugno le operazioni di trasloco dovrebbero essere ultimate e quindi subito dopo ci sarà il taglio del nastro. Intanto, Roseto torna a chiedere il potenziamento di tutte le forze di polizia presenti sul proprio territorio, soprattutto dopo alcuni spiacevoli episodi che hanno avuto a che fare con la microcriminalità. Il riferimento è ai furti che si sono registrati con una certa frequenza soprattutto negli ultimi due-tre mesi, ma anche alle aggressioni subite da un medico rapinato nella sua abitazione un paio di anni fa e più recentemente nei confronti dell’assessore provinciale all’edilizia scolastica Ezio Vannucci. Nonostante i continui pattugliamenti da parte dei carabinieri (almeno due le auto che operano soprattutto la notte) e della polizia, i ladri continuano a colpire, anche di giorno mentre in casa

ci sono i proprietari. Il sindaco Pavone intanto ribadisce la necessità che sulla costa sia presente un commissariato di polizia o un posto fisso perché avrebbe anche un valore importante come deterrente. Intanto sul trasferimento della Forestale il Partito Democratico ha attaccato l’amministrazione locale. “Ci spiace constatare, con grande rammarico per la città di Roseto”, dice il segretario dell’Unione Comunale Simone Tacchetti, che quanto da noi sollevato nei primi giorni di marzo si sta puntualmente avverando: il Corpo Forestale dello Stato lascia la nostra

città per approdare ad Alba Adriatica. Un insuccesso targato Pavone che dimostra inefficienza e ritardo di questa amministrazione, che ha privato la città di una forza di polizia come il Corpo Forestale, importante per il territorio rosetano che presenta due fiumi ed una riserva che occupa quasi un quarto del territorio comunale”.


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GIANLUCA GINOBLE IL VOLO TRA RAI UNO E L’AMERICA Dopo lo show in prima serata con Anastacia e Porta a Porta da Bruno Vespa, il cantante rosetano è oltreoceano per il quarto tour americano Biagio Antonacci e Gianluca Ginoble

di Luca Maggitti

Gianluca Ginoble e Emma

N Sting e Gianluca Ginoble

Pippo Baudo e Gianluca Ginoble

Bill Clinton, Alberto Di Monaco e Il Volo

on ha ancora 20 anni ed è già una star internazionale. Gianluca Ginoble, rosetano originario dell’antico borgo di Montepagano, continua a mietere successi con Il Volo, gruppo che compone con Piero Barone e Ignazio Boschetto. Domenica 1 giugno lo show in prima serata su Rai Uno, esibendosi con Anastacia nella splendida cornice dell’Arena di Verona. Mercoledì 4 giugno la partecipazione a Porta a Porta, ospiti di Bruno Vespa. In questi giorni, il quarto tour americano del Volo, dalla California a Philadelphia, fatto di 15 concerti con una grande orchestra di oltre 50 elementi. Poi il ritorno in Italia, per i concerti al Teatro Antico di Taormina del 20 e 21 luglio e possibili clamorose novità autunnali, visto il passaggio nei giorni scorsi agli Abbey Road Studios di Londra, dove incisero i Beatles.

Il Volo e Fiorello

Michael Bublé e Gianluca Ginoble

Gianluca Ginoble e Jovanotti

Il Volo e Bruno Vespa


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Politica

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Matteo Renzi ha stravinto

il Partito Democratico molto meno Il presidente del Consiglio ha colto un successo storico, non solo per i numeri, ma per come ha messo con le spalle al muro i suoi avversari. Adesso non deve fare melina: sarebbe la sua fine di William Di Marco

GLI ITALIANI SANNO VOTARE? - Le ultime elezioni europee hanno dimostrato l’imprevedibilità del voto italiano. Intanto c’è l’antico adagio che nel Bel Paese non si è mai saputo votare, che le giuste scelte non le abbiamo mai fatte e così dicendo. Noi, invece, siamo convinti del contrario, non perché facciamo il tifo per gli uni o per gli altri, ma perché il voto comunque rimane la fotografia di una situazione ben precisa ed è un’espressione democratica. Poi attraverso una specifica “X” sulla scheda elettorale abbiamo fatto delle scelte che sono state utili al Paese. Quando i nostri genitori o nonni votavano Democrazia Cristiana “turandosi il naso” lo facevano per arginare la deriva comunista e così quando hanno scelto, negli ultimi vent’anni, i governi dell’alternanza, questo era un modo per smuovere il nostro apparato politico, fortemente anchilosato alla retriva salvaguardia di privilegi di stampo medievale. In altre parole non la pensiamo come Leoluca Orlando, che quando vinse, i suoi concittadini palermitani erano contro la mafia, ma quando perse sonoramente disse

che la mafia aveva ripreso il potere. Eppure gli elettori erano più o meno gli stessi. Tale discorso vale anche per Berlusconi: quando vinceva c’era un motivo sociale che spesso la sinistra snobbava, considerando il popolo azzurro acefalo e senza cultura, dimenticando che la volta successiva quei voti del cavaliere sarebbero passati, come spesso è avvenuto, al centro sinistra. RENZI È PIÙ FORTE DEL PD - Premesso che nessuno, nemmeno Renzi stesso, prevedeva una vittoria schiacciante come quella ottenuta dall’ex sindaco di Firenze, va detto che il doppiaggio ai danni di Grillo ha chiuso qualsiasi tipo di giustificazione per tutti gli altri contendenti. Dicono che il Presidente del Consiglio abbia giocato sporco con il fatto degli 80 euro in busta paga, ma non è così. Esistono alcune scelte che sono di buon senso e che l’Italia dovrebbe fare a prescindere dalla parte politica. Le riforma (noi siamo per la Costituente, come ormai si sa) del sistema parlamentare, la legge elettorale, la trasparenza nei sindacati, l’abbassamento delle tasse, la rifor-

ma del lavoro, della giustizia, della pubblica amministrazione e del fisco, l’abolizione delle province, l’adeguamento degli stipendi fuori controllo e tante altre cose potevano essere fatte anche da altri governi, perché sono temi di giustizia sociale. Renzi ha dimostrato che con una maggioranza ancora molto ballerina (e il voto europeo non cambia affatto gli equilibri in Italia) ha dato un’accelerata a quello di cui l’Italia ha bisogno, mettendo il pachidermico apparato pubblico in difficoltà. Ma con il voto del 25 maggio è andato oltre. GRILLO E BERLUSCONI CON LE SPALLE AL MURO - Moltissimi Italiani gli hanno dato fiducia, perché potrà anche non mantenere le promesse, ma l’approccio iniziale è quello che gli elettori si aspettano da decenni, cioè mettere in campo il decisionismo. Più volte il Primo Ministro ha detto “O è così o me ne vado” e deve continuare con questo ricatto, sapendo che oggi potrebbe creare un movimento per conto proprio, con un seguito numericamente imprevedibile. Il suo partito lo sa e dopo tanti anni che ha criticato i personalismi berlusconiani


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o grillini, oggi in casa si ritrova un leader che da solo vale ben oltre la metà dei voti raccolti. Pertanto nel PD nessuno gli metterà più i bastoni tra le ruote, nemmeno l’ala più a sinistra che (secondo noi) ha votato la Lista Tsipras, altrimenti quest’ultima non sarebbe mai riuscita (sul Pd: quanto tempo ha fatto perdere all’Italia? Se solo avesse scelto Renzi nelle elezioni del 2013 non avremmo avuto il caos parlamentare che tuttora impera!). Ma non è solo il suo partito ad avere le spalle al muro. Nella stessa posizione ha costretto Grillo. Il comico genovese ha gridato ai quattro venti delle novità apportate dai giovani, dalla rete, dal web e da un nuovo modo d’intendere il mondo. Ma Grillo è una persona “matura” con i suoi 66 anni, mentre Matteo è giovane veramente (39 anni), ha fatto un governo di giova-

Politica ni che parlano quel linguaggio a cui tanto fa riferimento Grillo. Insomma, il capo del M5S ha fatto la volata al suo avversario, parlando di giovanilismo a chi giovane lo è davvero. Dall’altro lato Berlusconi si è trovato spiazzato. Non aveva argomenti convincenti, come era successo in altre circostanze. Ricordate le pensioni minime a 500 euro o l’abolizione dell’Ici? Renzi lo aveva anticipato, mettendo in campo quelle che erano le sue strategie, proprio con gli 80 euro. Nel numero 207 di Eidos abbiamo scritto che Renzi è “un liberale de sinistra” e questo è bastato per disorientare l’elettorato di centro-destra, il quale non ha avuto dubbi, questa volta, su chi fosse il vero liberale. Inoltre c’è da dire che il terrore berlusconiano su una deriva autoritaria di stampo hitleriano o stalinista di Grillo, ha portato acqua

al mulino renziano, cioè a chi al governo già c’era e chiedeva continuità. SENZA ILLUSIONI - Non ci facciamo illusioni, perché sappiamo i vizi della nostra politica. Ma questa volta Renzi ha un’occasione storica. Quelle percentuali (sopra il 40%) sono state raggiunte solo tre volte, nel 1948, 1953 e 1958, e gli permetteranno di usare la logica del ricatto. Adesso deve andare dritto verso le riforme, non guardando in faccia a nessuno. Non deve cercare la mediazione che porta all’immobilismo gattopardesco, ma deve osare, buttando il cuore oltre l’ostacolo e mettendo in campo l’unica arma che ha: la minaccia di andare ad elezioni anticipate. A quel punto è possibile che i voti possano addirittura aumentare, dal momento che Grillo e Berlusconi, in questa fase, non impensieriscono più.


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I lavoratori dell’azienda Rolli diventano

braccianti agricoli Sale la preoccupazione tra gli operai dopo che i vertici della Paren hanno annunciato di voler modificare il contratto, passando da quello industriale a quello agricolo. Intervento di Rifondazione comunista a difesa degli 800 lavoratori

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ale la preoccupazione tra i lavoratori dell’azienda Rolli di Roseto dopo che la proprietà ha manifestato tutte le intenzioni di modificare il contratto, passando da quello industriale a quello agricolo. Le ripercussioni sono soprattutto di natura economica in quanto i lavoratori andrebbero a percepire uno stipendio inferiore. Passare, infatti, da un contratto “industriale” ad uno “agricolo” significherebbe rinunciare ad una importante percentuale di salario mensile (aspetto fondamentale) e tutele, non solo normative ma anche contributive. Il nuovo contratto dovrebbe entrare in vigore a partire dal primo luglio, ma al momento l’azione della proprietà trova resistenza tra le organizzazioni sindacali. Il provvedimento interesserebbe circa 800 lavoratori, 200 dei quali, tra impiegati e operai, hanno un contratto a tempo indeterminato, mentre tutti gli altri hanno un contratto stagionale. I sindacati hanno annunciato battaglia e soprattutto perché intendono capire con quali modalità i vertici della Rolli possano procedere ad un simile stravolgimento lavorativo e di vita degli operai. Sulla delicata questione è intervenuto an-

che il Partito per la Rifondazione Comunista di Roseto. “Esprimiamo tutta la nostra preoccupazione per la notizia uscita dopo pochi giorni dalle elezioni”, si legge in una nota, “e che annuncia la modifica contrattuale per gli operai dell’industria Rolli. Come già successo ad Amadori i contratti verranno convertiti da industriali ad agricoli comportando retribuzioni più basse, un grave danno per i lavoratori precari e stabili e un grave danno per l’intera comunità rosetana che subirebbe le conseguenze economiche della ridotta capacità di

spesa delle famiglie coinvolte”. Oltre all’aspetto economico, secondo Rifondazione, desta preoccupazione anche l’arretramento dal punto di vista dei diritti acquisiti, in una fabbrica come Rolli che tratta la trasformazione di prodotti agricoli. “Qui molti operai vivono stagionalmente l’ansia della fine del contratto”, conclude il documento, “questa decisione aziendale sembra assumere l’aspetto di un vero e proprio ricatto. Un ricatto inaccettabile e ci aspettiamo che la politica che tanto ha fatto per l’industria Rolli in questi anni ottemperando a qualsiasi richiesta, non si tiri indietro e non taccia di fronte all’impoverimento dei cittadini rosetani”.

Prodotti agricoli


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Nuovo successo per la

Biciclettata Adriatica

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Tantissimi amanti delle due ruote si sono ritrovati a Pineto, dopo essere partiti da San Benedetto del Tronto e da Francavilla. Gli ambientalisti chiedono ancora una volta alle istituzioni di ultimare quanto prima il percorso ciclabile su tutta la costa abruzzese. Al momento alcuni territori sono senza pista per bici

estosa partecipazione alla Biciclettata Adriatica nel tratto abruzzese da Francavilla e da San Benedetto a Pineto. In una giornata da mare, quella del 2 giugno scorso, moltissimi amici in carovana in bicicletta sul lungomare, hanno dimostrato amore per il proprio territorio e voglia di una città amica dell’ambiente e di stili di vita più sostenibili. Per il quarto anno consecutivo gli ambientalisti abruzzesi continuano a chiedere ai decisori di pianificare la mobilità della città lineare adriatica avendo come priorità la sostenibilità ambientale degli spostamenti. Questo progetto visionario di una pista ciclabile ininterrotta su tutti i 131 chilometri della costa abruzzese sta diventando realtà, e il progetto viene copiato oggi anche in Romagna, nelle Marche, in Puglia. La Regione Abruzzo ha raccolto l’idea nel 2013 con il progetto Bike to Coast per una rete di piste litoranee estese a tutta la costa abruzzese e nel 2014 finanziando il progetto ViaVai per

un sistema regionale di bike sharing, biciclette condivise, a cui il Comune di Montesilvano, con la collaborazione di Webstrade, ha partecipato con un progetto di 5 stazioni per 160 biciclette pubbliche. Ma ncora attendiamo di vedere gli esiti concreti di tali progetti. “Oggi in un tempo limitato e in un ambiente di festa con bimbi”, dice Mauro De Flaviis uno degli organizzatori, “adulti e anziani ci siamo spostati da Montesilvano a Pineto senza emettere un grammo do CO2. Ciò sarebbe possibile tutti i giorni per chi ha voglia di spendere qualche minuto in più ma sentire l’aria nei capelli e l’odore delle nostre pinete nel naso”. Ed è quanto vorrebbero trovare qui turisti di tutta Europa per poter girare sulle nostre coste e sui fiumi in bicicletta in sicurezza. Una grande opportunità economica per il nostro turismo. Purtroppo, tra tanti ciclisti si sono visti pochi amministratori a testimoniare l’impegno e la volontà di rendere concrete queste idee.


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Protezione della costa se ne riparla a settembre I lavori avrebbero dovuto iniziare entro aprile, poi era stato annunciato uno slittamento a maggio. A questo punto la Regione, viste le difficoltà dovute soprattutto al ricorso presentato da una ditta che non si è aggiudicata l’appalto, ha deciso di posticipare gli interventi anti erosione al prossimo autunno

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isognerà aspettare il prossimo autunno per vedere le draghe in azione sul litorale rosetano. Gli interventi di protezione della fascia costiera slittano al prossimo autunno, a settembre. La notizia è stata confermata venerdì sera direttamente dalla Direzione Opere Marittime della Regione, dopo le richieste presentate dagli operatori turistici locali, preoccupati soprattutto per un’eventuale presenza di mezzi meccanici in piena estate. Pericolo scongiurato in quanto c’è da dipanare una matassa non di poco conto, legata alle procedure di appalto dei lavori. Una ditta non aggiudicataria ha deciso di contestare l’iter e quindi, in attesa del pronunciamento del Tribunale Amministrativo, bisognerà rinviare le opere di qualche mese. A manifestare preoccupazione era stata soprattutto la Faita Federcamping perché le operazioni avrebbero avuto inizio nella zona sud di Roseto, in prossimità del porticciolo turistico,

Tratto a sud del pontile di Roseto. L’erosione contenuta a fatica dalle scogliere a terra dove ci sono alcune strutture ricettive. La presenza di camion e ruspe avrebbe potuto creare non pochi disagi ai turisti. Ma la Regione, a questo punto, ha preferito far slittare l’inizio dei lavori sul litorale rosetano al prossimo autunno, in modo tale che poi non si dovrà procedere ad alcuna sospensione. Il progetto complessivamente prevede un investimento di 3milioni e 740mila euro, soldi messi a disposizione grazie ai Fondi Fas. Prevede la chiusura di alcuni varchi tra una barriera frangiflutti e l’altra, il consolidamento delle scogliere presenti e il rinfoltimento di quelle sommerse. Tre i punti che saranno interessati dai lavori: la zona sud di Roseto, il tratto di litorale a ridosso del torrente Borsacchio e

Cologna Spiaggia tra la proprietà Rossi sino all’altezza del lido Lo Squalo. Si tratta di lavori che richiederanno almeno due mesi di tempo. Da qui dunque la scelta, in attesa che il Tar si pronunci sul ricorso di una delle ditte non assegnatarie, di far slittare le operazioni in autunno.

Arenile tra Cologna e Roseto, zona Migliorati, mancano oltre 100 metri di spiggia


CI PIACE

Tanti nidi di Fratini nella Riserva Borsacchio Almeno 6 coppie di Fratini hanno nidificato lungo l’arenile rosetano, in piena Riserva Borsacchio, tra la zona della pineta Mazzarosa e l’area più a nord, in prossimità delle proprietà Cantagalli (ex Migliorati). Ne sa qualcosa il rosetano Franco Sbrolla che quotidianamente passeggia da quelle parti e ha avuto modo di verificare di persona la presenza dei nidi che conta da 2 a 3 uova ciascuno. Un dato che conferma come queste zone siano frequentate dal Fratino, diventato peraltro anni fa il simbolo dell’Area Marina Protetta del Cerrano. Gli ambientalisti nelle settimane passate hanno anche avuto modo di censire i nidi. C’è però un problema: da quelle parti ci sono persone che vanno a passeggiare con il proprio cane, disturbando i piccoli uccelli, costretti ad abbandonare la cova,

col rischio di non far nascere i pulcini. Sarebbe opportuno, secondo gli ecologisti, che venisse impedito alle persone di passeggiare col cane. O quanto meno che venisse tenuto al guinzaglio per evitare che l’animale vada a disturbare i Fratini durante la cova.

NON CI PIACE

Quartieri abbandonati tra erba alta e serpenti Alcuni cittadini di Roseto lamentano la scarsa manutenzione di strade, marciapiedi e spazi verdi. In via delle Quote gli abitanti denunciano la presenza di erba alta e in questi giorni hanno

notato la presenza di grosse bisce che si aggirano nei paraggi. In un caso il serpente si è infilato nel garage e per stanarlo è stato necessario l’intervento dei vigili del fuoco. A Montepagano le erbacce hanno superato il metro di altezza, impossessandosi di panchine e marciapiedi. Anche qui i residenti hanno chiesto al Comune una maggiore attenzione, la presenza di una squadra di operai per i lavori di manutenzione prima che la situazione diventi insopportabile. A lamentarsi, ad ogni modo, sono soprattutto i residenti delle zone periferiche e più interne. A Cologna Paese i cittadini hanno segnalato il cattivo funzionamento di parte dell’impianto di illuminazione di alcuni vicoli. Anche qui, sono state fatte segnalazioni per risolvere la questione. Ma ad oggi ancora niente.

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Zona Industriale Autoporto (Uscita A 14) - Roseto degli Abruzzi (TE) 085/8944445 w w w. a t t i l i o p e t r i n i s e r v i c e . i t - i n f o @ a t t i l i o p e t r i n i s e r v i c e . i t


La situazione stava diventando sempre più insostenibile, ma finalmente si sta correndo (magari un po’ in ritardo) ai ripari. La sporcizia e l’incuria della Pineta Savini aveva toccato livelli inammissibili, considerando che si tratta di uno dei parchi più belli di Roseto. Per non parlare dell’erba alta, che aveva raggiunto diverse decine di centimetri d’altezza. Per fortuna è arrivato il momento, a fine maggio, di mettersi all’opera per ridare un certo lustro ed un certo decoro alla zona, molto frequentata dai turisti in estate, che si servono

del sottopasso pedonale che collega il lungomare con la via Nazionale. L’erba sta iniziando ad essere tagliata ma, ad oggi, in certi punti è comunque alta quanto un bimbo che sta dando i primi passi. Inoltre, mancano ancora i cestini, dopo che quelli vecchi sono stati portati via poco più di un mese fa. L’Amministrazione ha però garantito che, a giorni, alcuni dei 63 nuovi cestini che saranno installati sul territorio comunale verranno posizionati proprio nei pressi della Pineta Savini. I lavori vanno a rilento, ma quantomeno sono iniziati. (Piergiorgio Stacchiotti)

CI PIACE

La “Giungla” Savini sta tornando alla normalità

Non è certo una novità, ma con l’imminente arrivo della stagione estiva sarebbe opportuno porvi rimedio. Andando verso il Lungomare Sud, oltrepassando il pontile (che non è che se la passi molto meglio), si assiste all’incuria ed alla sporcizia più completa. Canne e rami secchi, vetri rotti, bottiglie di vetro e di plastica, erbacce, mattoni, pneumatici, scatole, buste ed altro ancora all’altezza degli scogli che precedono l’acqua del mare. La zona è molto frequentata dagli amanti della pesca sportiva e soprattutto da quei

turisti che apprezzano particolarmente il relax solitario ed il contatto con la natura, preferendo l’area con i massi a quella con la spiaggia. Le attenuanti per l’Amministrazione sono molteplici: la scarsa attenzione ed il menefreghismo dei cittadini nei confronti dell’ambiente, la mancanza di fondi e di personale per garantire una manutenzione costante, la priorità da concedere ad interventi più rilevanti in zone centrali o più frequentate. Però, almeno in procinto della calda stagione, con i primi turisti desiderosi di balneare, non si può lasciare una grossa fetta di lungomare in stato di totale abbandono (P. S.)

INFORMATIV A PER I CITTADINI

AR

Legge Regionale del 10 agosto 2012 n. 41 (BURA), che disciplina la materia funeraria e di polizia mortuaria cambia in modo radicale gli assetti dei compiti e delle funzioni in merito al trattamento del caro estinto. Ad esempio ora, per il periodo di osservazione, il trasporto del defunto – dall’ospedale a casa - è consentito prima delle 24 ore, previa documentazione. A riguardo, l’azienda Antonio Ruggieri S.r.l. garantisce il servizio di trasporto a costi contenuti, determinati in base all’impegno e, soprattutto, mette a disposizione presso i locali della sua azienda una sala di commiato a titolo gratuito. Inoltre, per ceneri e cremazioni ci sono tariffe ben definite, non elevate, se non inferiori a quelle di un funerale normale. La nuova Legge Regionale permette di conservare le ceneri privatamente o, se lo si desidera, è possibile disperderle in luoghi adatti. La nuova regolamentazione definisce, quindi, in modo chiaro le procedure in ambito mortuario. Pertanto è opportuno rivolgersi sempre a strutture specializzate che offrono servizi adeguati per tutte le esigenze, diffidando da chi non conosce le procedure e alimenta i costi ingiustificatamente.

Antonio Ruggieri S.r.l.

Via Brasile Zona Ind.le Voltarrosto - Rosrto Ufficio 085-8932081 . Fax 085-8932769 Info. 338-8602828 - e-mail antonioruggierisrl@gmail.com

NON CI PIACE

L’estate è in arrivo ma persiste il degrado del Lungomare Sud


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L’

e m o zio n e

. . . p e r di u n giorn o t u t t a l a v it a .

AL FOCOLARE DI BACCO - C.da Solagna, 18 - Roseto degli Abruzzi (TE) Tel. e Fax 085 8941004 - Mob. 393 9461096 - alfocolaredibacco@virgilio.it


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La disavventura di

Emilio Di Febo

Titolare dell’area di servizio Ip di Cologna Spiaggia e di un autolavaggio a Scerne di Pineto, l’imprenditore rosetano ha subito un’infinità di furti negli ultimi tre anni. Stanco della situazione, minaccia di vendere le attività e di trasferirsi all’estero

Emilio Di Febo

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entidue furti subiti in meno di 3 anni, persino due in appena 24 ore. E negli ultimi tempi le “visite” poco gradite dei ladri sono quasi a cadenza settimanale. Il grado di sopportazione di Emilio Di Febo, titolare assieme alla sua famiglia dell’area di servizio Ip, tra Cologna e Roseto, lungo la statale Adriatica, ha ormai superato i livelli di guardia. “Una volta ogni tre giorni troviamo o un tentativo di furto”, dice Di Febo che tra l’altro è anche responsabile del movimento politico Roseto Tricolore, “o i distributori scardinati ed ora persino i lucernai mandati in frantumi per cercare di passare da questo piccolo pertugio per rubare. Siamo stanchi. Qua prima o poi inizieremo a risolvere le questioni da soli”. Dice di non essere più disposto a sopportare i continui furti. La settimana

Nuovo raid alla Ip scorsa i ladri hanno cercato di entrare nel bar passando da una piccola finestra, protetta da uno spesso vetro che però è stato mandato in frantumi probabilmente con una grossa pietra o un martello. Il tutto a distanza di pochi giorni dal precedente furto, quando venne tranciato persino il cavo di energia elettrica e divelta la cassettiera della macchina che distribuisce prodotti per la pulizia delle auto, i ladri sono tornati a far visita all’area di servizio. Si tratta del 22esimo furto subito negli ultimi 3 anni, il settimo da settembre 2013 ad oggi. Una situazione divenuta non più sopportabile per Emilio Di Febo e per la sua famiglia. A gestire l’area di servizio e il bar ci sono anche il genero e le figlie. Nell’ultimo episo-

Cavo elettrico tranciato

dio i ladri non hanno portato via nulla. Hanno però causato qualche danno dopo essere saliti sul tetto della piccola struttura e con un martello o una pietra hanno iniziato a colpire il vetro che però non è andato completamente in frantumi. Forse disturbati da qualche automobilista che si era fermato per fare rifornimento, hanno desistito. L’area purtroppo non è videosorvegliata e identificare gli autori è praticamente impossibile. Di Febo a questo punto sta pensando a come risolvere seriamente la questione dei continui furti o atti di vandalismo. Nei giorni scorsi ad alcuni amici aveva confidato di voler cedere l’attività, di smettere completamente perché altrimenti sarà costretto a farsi giustizia da solo.

Distributore divelto


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Romano Chiappini L’odore del mare lo ha assunto dal latte materno, mentre la capacità di vendere i prodotti ittici dal padre e dagli zii. Poi la Sici in primo piano, la famiglia e soprattutto il basket, tra la gioia della promozione in B1 e qualche delusione di William Di Marco

I

Romano Chiappini

Da piccolo aveva il pallino degli affari, ereditata dai suoi. Così arriva il momento di confezionare i frutti di mare e, insieme ai suoi soci, esporta l’idea anche in Turchia. Ma il basket era stata sempre la sua passione, sin da quando da piccolo tirava a cesto con il suo amico Remo Maggetti. Da presidente del Roseto ha vissuto momenti esaltanti, anche se “la politica ha fatto tanti danni a questo bel gioco”...

ricordi

latini sapevano che dal nome dipendeva gran parte del carattere di una persona. Non era una equazione matematica, ma con quel nomen omen volevano indicare qualcosa che si relazionasse attraverso il suono di un appellativo. Fortificare il concetto era importante, pertanto perpetravano in molti casi un rinnovo parentale. Per sentirsi grandi occorreva citare i precursori del loro viaggio, così da rinverdire, nei figli, quel Romolo e Remo che resero grande l’urbe nel mondo antico. Romano Chiappini sentì sin da piccolo, in una misura più compassata, ripetersi più volte la storia raccontata dai parens che nel dargli il nome avevano rispolverato le gesta dei grandi conquistatori e se poco prima di lui - il 26 settembre - era nato nel borgo delle rose Remo (divenuto famoso con l’aggiunta del cognome Maggetti), parente e poi amico d’infanzia, lui sarebbe dovuto essere Romolo. Tuttavia l’accoppiata convinse poco i genitori, che rimasero nella sfera della città caput mundi, optando per un più “universale” Romano. E quell’aria un po’ di conquista la respirò da subito. La famiglia del padre era impegnata da sempre nel commercio del pesce, con i quattro fratelli Chiappini intenzionati a non fermarsi nelle sole vie del paese di origine. Volevano di più e partivano, con il carro trainato dai cavalli, verso l’entroterra, per portare le prelibatezze del mare anche a quelli che sognavano un brodetto tra i monti verdi delle nostre terre. E poi la voglia di fare della pietanza più abbondante nella natura marina, almeno fino a poche decadi fa, cioè le vongole, il piatto forte del menù degli Italiani. Così nasce l’idea delle conserve e attraverso società e soci-parenti, comincia un’avventura che porterà la Sici Vongole ad essere tra le principali fornitrici delle grandi catene di distribuzione. Il sapore del mare Romano lo aveva trovato già quando attingeva nutrimento dal seno materno e se lo è portato dietro per tutta la vita, fino a oggi con un’attività che lo vede coinvolto con i membri della sua

famiglia. Ma a Roseto il mare non è l’unica passione, ce n’è un’altra che attraversa il tempo e le generazioni, quella pallacanestro delle origini che ha visto il nostro protagonista interpretare un ruolo di primo piano, all’inizio come dirigente e poi come presidente, che tanto diede in termini monetari e poco raccolse, se non nulla, quando occorreva rientrare per pareggiare i bilanci o limitare le perdite. “Credo che la più grande delusione che io abbia avuto nello sport - dice oggi con il rammarico stampato sul viso - è vedere i danni che ha provocato la politica a questa bellissima attività”. Ciò nonostante, quella forte amarezza - che avrebbe fatto piangere chiunque, dati gli importi che sono stati persi nelle varie gestioni - in questa nostra chiacchierata di colpo svanisce e il buonumore ritorna protagonista, perché insito in chi sa guardare avanti con fiducia e ottimismo. È il momento, questo, per fare un piacevole viaggio a ritroso. Penna e taccuino sono pronti. Partiamo dai carri e dai cavalli, come nelle favole? Credo che sia giusto iniziare da lì, da quei miei primi ricordi dell’infanzia, anche se veramente lontani nel tempo. Mio padre Massimo e i suoi fratelli Pasquale, Giuseppe (Peppino) e Giovanni - in famiglia c’erano anche le sorelle Marianna e Adelina - partivano con i carri e i cavalli per vendere il pesce nell’entroterra, arrivando fino a Montorio. Infatti nel piano terra dove abito adesso c’era una stalla, che poi divenne una casa. Ed è proprio qui in via Felicioni, angolo via Cavour che sono nato il 3 ottobre 1937. Dopo un po’ ci trasferimmo poco distante, sempre nella stessa via, ma più verso la collina, cioè angolo via De Amicis, dove c’era il pastificio dei Verrigni. Mia madre era Maria Domenica Maggetti, sempre di Roseto, ed era la zia di Remo, di poco più grande di me e con il quale ho trascorso l’infanzia. In famiglia c’erano, oltre me, le mie sorelle Maria Teresa, nata nel 1939, e Rosanna, del 1947 e deceduta l’anno scorso.


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Roseto, 1942. Il piccolo Romano con la madre Maria Domenica Maggetti e la sorella Maria Teresa

Roseto, Arena 4 Palme, inizio anni ‘60. Da sinistra: Remo Maggetti, Romano Chiappini e Renato Padovan durante il famoso torneo estivo

Lei era piccolo in tempo di guerra. Eppure ricordo diverse cose. Innanzitutto i bombardamenti. Noi eravamo sfollati nella zona tra Cologna Paese e Morro d’Oro, nelle proprietà delle famiglie Nespoli e Terranova, vicino la zona dove cadde l’aereo degli Alleati. Anzi, avevo circa sette anni quando avvenne l’episodio, con i due piloti americani che si paracadutarono dall’aereo. Uno fu nascosto sopra un albero e c’era mio cugino Alvaro Maggetti, più che ventenne, che si adoperò molto per non farlo trovare dai tedeschi. Infatti il pilota fu molto riconoscente al punto che dopo la guerra venne a trovare tutti noi e Alvaro prese anche una benemerenza dal governo inglese per il suo impegno. Altri fatti che scorrono nella mia mente sono tutte quelle volte che mia madre s’incamminava per Montepagano a prendere un po’ di carne, grazie al sussidio che avevamo, dal momento che mio padre era al fronte in qualità di sergente, esattamente in Libia, insieme a Dino Celommi e ad altri di Roseto. Era partito nel 1939, prima, per noi Italiani, dello scoppio del conflitto e dopo tanti anni di prigionia, tornò nel 1946. Quello fu un altro episodio che mi è rimasto indelebile. Ogni giorno mia madre andava alla stazione per vedere se tornava il marito, ma una volta stranamente non ci andò. Io ero a giocare in via De Amicis con la palla di pezza, quando sentii gridare da qualcuno: “Romano, è tornato tuo padre”. Lo vidi incamminarsi verso casa con le valigie, io che lo conoscevo a malapena. Quelli furono tempi veramente duri. Per esempio i miei zii andarono a rifugiarsi in una specie di grotta che si erano costruiti i Di Frischia. In tredici vivevano in una casetta di terra, le famose “pinciare” e si dormiva su dei materassi che erano dei sacconi di granoturco. Quando andava bene si era in tre o quattro a stare nello stesso letto. Per fortuna la guerra finì. Così potei fare la Scuola Elementare proprio vicino casa, in via Milli. Ebbi come maestri De Berardinis e Giansante. Dopo frequentai le Medie dalle monache e alla terza si completò la mia avventura tra i banchi di scuola. Ma per me era già pronto il lavoro con mio padre, anche se continuavo a divertirmi e giocare con i miei amici, in particolare con Remo Maggetti che, avendo perso la madre da piccolo, era stato tirato su dalla mia famiglia. Giocavo a pallacanestro con dei “mostri sacri” come per l’appunto Remo ed Emidio Testoni e ad allenarci c’era Bruscia. Ma io non avevo affatto le loro capacità e così per me il divertimento s’interruppe presto. Ma il legame con

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Roseto, 23 aprile 1967. Anna Di Leonardo e Romano Chiappini nel giorno del loro matrimonio. L’autista dell’occasione è Piero Camilletti

questo sport era forte e ogni volta che Maggetti veniva a giocare d’estate al torneo Lido delle Rose, io ospitavo qualcuno dei suoi compagni, compreso Meneghin che venne a pranzo da noi. Ma in quegli anni tutti erano coinvolti e davano una mano. Mi ricordo di aver portato il famoso allenatore della Nazionale italiana Giancarlo Primo dall’Hotel Mion fino all’Arena 4 Palme con il mio camion OM Lupetto. E il lavoro? Mio padre appena tornato dalla prigionia riprese a vendere il pesce. Con il suo camion della Bianchi arrivava prima fino alla Marsica, poi incominciò a frequentare i mercati di Roma e Napoli. Io andavo con gli autisti e arrivavo fino a Genova, a Trieste o a Milano a portare i prodotti del nostro tratto di Adriatico. Era il periodo che arrivarono le prime imbarcazioni da Bisceglie, conosciute come “Le lampare”, dotate di una grossa lampada ad acetilene o a gas usata nella pesca notturna del pesce azzurro, che cadeva nelle reti attratto dalla luce. Così le sardine finivano al mercato di Venezia, gli sgombri a Trieste e le acciughe a Genova. A Roseto principalmente c’erano quattro famiglie di commercianti di pesce: i D’Egidio, i Savini, Ruggiero Brandimarte e noi Chiappini. Poi mio padre si divise dai fratelli e fondò una società con i cugini Savino e Vincenzo Savini e con Ernesto D’Egidio. Intanto siamo nel 1959 e partii per il militare. Andai a Roma all’VIII Reggimento dei Lancieri di Montebello e fu lì che conseguii la patente per condurre i camion e i pullman. Quello fu un periodo bello perché nella capitale c’erano le Olimpiadi. Quando tornai per un paio di anni feci l’autista con Branella, Crisante e Alvaro Maggetti, poi tra il 1962 e il 1963 creammo una società per il commercio del pesce con mio cugino Camillo Chiappini e senza autostrada, tanto per ricordare i tempi, andavamo a Sciacca in Sicilia, impiegandoci giusto 24 ore. Le strade erano impraticabili, piene di buche. Portavamo le alici all’azienda di Adamo Russino. Questo contatto fu importante, perché nel 1969 decidemmo di fare una nuova società, sempre con mio cugino e coinvolgendo i soci siciliani. Comprammo da Castuccio Cantoro un appezzamento di terra a Scerne di Pineto e lì costruimmo un capannone, uno dei primi, se non il primo in assoluto. La nuova ditta si chiamava Russino e Chiappini e rimase in vita fino al 1979. Trattavamo conserve ittiche ed eravamo arrivati ad avere fino a 148 dipendenti. Molte operaie venivano dall’entroterra e con un pulmino le prendevo da casa e le riportavo, con almeno quattro viaggi al giorno.

ricordi


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Notaresco, 1982. L’interno della Sici Vongole con gli operai in piena attività

Bandirma in Turchia, 1985. A destra Romano Chiappini con a fianco i soci della fabbrica aperta in loco. Seduto è lo sceriffo della città

La società Sici ancora doveva arrivare. Ci siamo quasi. Come ho detto quell’impresa durò fino al 1979. Poi, per delle incomprensioni con mio cugino, andai via, ma c’era ad attendermi un altro mio cugino, Savino Savini, che aveva una società con Ernesto D’Egidio e voleva ampliarsi. Avevano due società: la Sici, la cui “S” iniziale sta per Savini e la Spi e avevano sia la salagione sia la fabbrica delle vongole in viale Marche. Quando subentrai creammo la “Sici Vongole”, il cui nome era l’acronimo di Società Ittica Conserviera Italiana. Dal 1979 all’81 rimanemmo a Roseto, poi ci spostammo a Notaresco, edificando un capannone di 3.600mq coperti. Lì acquistammo un macchinario unico in Italia, che l’aveva messo a punto una società di Parma. Ci permetteva l’apertura a vapore delle vongole e l’ingegner Bruno Darecchio era un genio per queste cose, anche se l’apparecchiatura ci creò qualche problema. Grazie alla consulenza contabile di Mariolino Angelini, un vero amico, arrivammo ad ingrandirci, tanto da essere tra i primi fornitori della Findus, che assorbiva per l’80% la nostra produzione. Poi c’erano la Barilla, l’Arena, la Star, la Knorr e tanti altri. Ma non tutto andò per il verso giusto e avemmo delle complicazioni nel confezionamento dei bastoncini. Erano, tuttavia, anni di crescita economica. Così creammo la “Oromare”, un marchio presente nelle catene di vendita della Vegè e Esselunga, fino a costruire, siamo nel 1987-88, una fabbrica in Turchia, esattamente a Bandirma, poiché da noi le vongole erano finite. In quell’occasione fummo veramente gratificati dalle massime autorità del paese e per noi fu una bella esperienza. Insomma, in quegli anni a Roseto chi dava lavoro erano la Rolli, la Teleco e poi c’eravamo noi per fatturato e utili. Ma le cose non cominciarono ad andare più bene e soprattutto io ero esposto con il basket, così quando la Gritti di Milano, che aveva già acquistato la Russino di Scerne ed altre fabbriche, ci fece la proposta per subentrare, a malincuore decisi di uscire dalla società. Il tutto avvenne nel 1994. Continuai a lavorare nel settore, gestendo per un anno l’azienda di Felice Contriciani e per oltre tre anni quella di Trevisani a S. Benedetto. Se le dico basket che le viene in mente? Un periodo bellissimo, ma anche un ambiente che mi ha profondamente deluso. Intanto la mia attività di dirigente la inizio con il calcio a Pineto. Era il tempo del presidente Aranciaro e come allenatore c’era Gigino Brandimarte. Vincemmo due volte il derby con la Rosetana e quando il Pineto segnò al

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Roseto, stagione sportiva 1989-90. Da sin. Antonio Narcisi (allenatore in seconda), Giovanni Rubini (allenatore), Jordan, Verrigni, Battistoni, Aureli, Fanna, Pettinari, Battista, Palermo, Sirena, Santini, Romano Chiappini (presidente), Giancarlo Verrigni (preparatore atletico)

Patrizi buttai in aria l’impermeabile, ma molti ci videro il classico gesto a ombrello contro il pubblico di casa. Non era vero niente. Purtroppo a fine campionato retrocedemmo e fu così che Ettore Alcini mi fece pervenire due scatole. C’era scritto nella prima “Rosetana alici”, mentre nella seconda “Pineto sardine”, che notoriamente sono meno prelibate, con in più un messaggio: “Caro Romano hai sbagliato scatola”. Quel dono lo conservo ancora. Poi fui dirigente anche della Rosetana, quando al vertice c’era Cimorosi, ma nel 1987 entrai nel Roseto Basket in B2 con il ruolo di vice presidente. Il primo socio era Giovanni Giunco, l’allenatore Domenico Sorgentone e lo sponsor la Mainterm. Approdammo in B1 e fu un vero trionfo. L’anno successivo divenni presidente e trovammo in qualità di sponsor, la Marr Mobili. Fu una stagione ricca di soddisfazioni, ci salvammo e il pubblico di casa fu caloroso come sempre. Nella stagione 1989-90 lo sponsor fu la nostra azienda della Sici Vongole, ma le cose non andarono per il verso giusto e retrocedemmo in B2. Rimasi fino al 1994, accollandomi anche i debiti precedenti, azzerando tutti i conti. In verità non so neanche io quanti soldi ci ho rimesso, alla fine mi ritrovai in mano la proprietà dei giocatori e il titolo sportivo. Nemmeno a dirlo: attraverso delle manovre esterne, non ci ricavai niente né con l’uno né con l’altro. Dalla gioia alla più grande tristezza, soprattutto quando mi sono reso conto che i personaggi politici erano in prima linea solo per attingere voti e niente più. Tuttavia nel basket ci sono ancora. Abbiamo, con mio figlio Massimo e altri volenterosi, la società dilettantistica Blu Basket Roseto che fa attività giovanile a Isola del Gran Sasso e gioca al palasport “Maggetti” nel campionato di C2. Mi diverto molto più adesso. Quanto è contata per lei la famiglia? Moltissimo, anzi se non fosse stato per i miei... Mi sono sposato il 23 aprile del 1967 con Anna Di Leonardo, che abitava vicino casa mia e ci conoscemmo da adolescenti. Abbiamo avuto tre figli, Maria Domenica nata nel 1968, Massimo nel 1969 e Antonella nel 1975. Oggi con la prima figlia abbiamo una attività di rivendita di prodotti ittici sotto casa e credo che ho ritrovato la serenità che cercavo, nel trittico casa, bottega e famiglia. Romano ha sì un nome altisonante che richiama l’antichità, ma nel suo intimo esistono solo quegli affetti autentici, forse anche più comuni, che sono gli unici a dare la gioia che uno cerca per tutta la vita.

Pubblicati: 1 Eleonora Filippone Thaulero; 2 Pasquale Zeppilli; 3 Sandro De Simone; 4 Domenico Di Battista; 5 Genovino Ferri; 6 Concetta Scaccioni; 7 Ettore Alcini; 8 Bruno Zenobio; 9 Mario Di Leonardo.


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L’Arena 4 Palme è pronta a ospitare il Camp “Lido dello Sport”?

Caro Direttore, fra circa un mese (29 giugno - 5 luglio 2014) all’Arena 4 Palme si svolgerà il basket Camp “Lido dello Sport”! Sembrerebbe che nella mitica Arena si andrebbero a rinverdire certi fasti che hanno reso la nostra cittadina una perla della pallacanestro estiva. A conferma di questo c’è il fatto che ci sono sponsor e patrocinatori della manifestazione veramente importanti come Abruzzo Promozione Turistica, l’Amministrazione Comunale di Roseto, la Federazione Italiana Pallacanestro, la lega di basket, il giornale Basket Magazine oltre agli sponsor del Roseto Sharks e sicuramente vedremo i risultati di questa iniziativa in diverse riviste specialistiche di pallacanestro. Ma qualcuno ha preso visione del degrado in cui vive questa mitica struttura? Pavimento del tutto rovinato, gradinate sfondate, spogliatoi e servizi inutilizzabili in quanto distrutti dal tempo, dall’incuria e dall’abbandono. Sono trascorsi circa quarant’anni anni (1975) da quando Aldo Anastasi convinse gli imprenditori locali a sistemare a loro spese la mitica Arena 4 Palme e ne venne fuori un impianto all’avanguardia per quei periodi. Quei veri rosetani si misero volentieri le mani in tasca

ed ognuno per le proprie possibilità economiche contribuì, perché sapevano che un impianto di quel tipo era un centro di aggregazione per i loro figli, nonchè un luogo dove il rispetto delle regole era fondamentale per la loro maturazione ed evoluzione di buoni cittadini (il rispettare le regole, interpretate bene o male dall’arbitro, è uno dei pilastri educativi fondamentali dello sport). Poiché tutto fu fatto senza alcun progetto preliminare, i politici locali si impegnarono a regolarizzare il tutto: metterlo a norma e sistemando definitivamente il rapporto con le Ferrovie dello Stato! Si sono susseguite diverse amministrazioni: ognuno ha messo l’Arena 4 Palme come impegno prioritario da sistemare, ma quanto promesso non è stato mai realizzato adducendo le scuse più stupide e banali! Per gli impianti sportivi ci sono stati diversi interventi statali a costo zero, sia prima che dopo “Italia ‘90”, ma solo perché la proposta non partiva dal politico di turno in auge, non è stato mai fatto nulla, adducendo che prima si sarebbe dovuto sistemare il contenzioso con le Ferrovie dello Stato. Bisognava intervenire in modo da seguitare a dotare la comunità di un impianto

per la crescita sportiva, e non solo, dei nostri figli! Ma i nostri politici non hanno mai saputo vedere oltre la punta del loro naso. Così ora che le 4 Palme non ci sono più, ma veramente vogliamo ospitare delle persone e dei personaggi che contano nel mondo della pallacanestro in un impianto ridotto in quei termini? Se carissimi assessori allo Sport, ai Lavori Pubblici, alle Finanze, ai Servizi Sociali, al Turismo avete trovato subito i soldi per dare un contributo alla squadra di pallacanestro e sistemare il PalaMaggetti, beh ora con la stessa solerzia e, magari qualcosa in più, dovete sistemare subito l’Arena 4 Palme sia per restituire ai nostri figli un impianto che custodisce la storia della cittadina, sia per il decoro e l’immagine della nostra città. Evitando di continuare a scegliere la strada dell’apparire, ora avete l’opportunità di dimostrare che siete abili anche ad intraprendere la strada del fare, restituendo l’Arena 4 Palme ai nostri figli in uno stato degno di una città che, a ragione, vuole avere un certo rango turistico!

Italo Di Antonio


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Paf Prfoject

il nuovo progetto musicale dei rosetani Piero Cialè e Franca Berardinelli

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di Biancamaria di domenico

’ approdato in rete – e non solo – PAF PROJECT – il nuovo esperimento musicale prodotto dalla Sound Management Corporation Musical Edition che prende il nome dai ragazzi rosetani Piero Cialè e Franca Berardinelli (voce), con la collaborazione del dj Andrew Steel. La cover - uscita di recente e curata musicalmente proprio da Andrew Steel e Piero Cialè - si chiama Levels, celebre pezzo dance di Avicii, che qualche hanno fa ha conquistato le vette delle classifiche europee. Levels si scarica in tutti i più grandi portali di musica, da Itunes , Beatport fino anche agli store delle telefonie (Orange, Vodafone, Music Wave, Nokia music, MediaNet, Virgin Mega, Wind, Emusic e tanti altri); è acquistabile in tutto il mondo ed è presente nella Compilation estiva 2014 “Smash hits vol.1 (Extended version for djs)”, commercializzata dalla stessa casa discografica, e scaricabile dagli stessi portali del pezzo. “L’idea di fare altre cover c’è e ci stiamo lavorando! Piero inoltre ha in uscita per giugno un altro singolo, My Summer Love, mentre io continuo con la musica live, sia con gli Strange Brew (rock/blues) sia con gli Smoothies (bossa, samba, funky & more)”, ha dichiarato Franca Berardinelli.

AUTOEMOTECA MAGGIO 2014

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ramai, più che un bellissimo incontro, possiamo dire che l’Autoemoteca, a Roseto degli Abruzzi, è una certezza. Con un’affluenza da fare invidia a ogni seggio elettorale, anche quest’anno abbiamo festeggiato l’arrivo dell’autoemoteca a Roseto con tante donazioni che hanno permesso per l’ennesima volta di incontrarci. Due parole spesso ricorrenti nei discorsi del mondo del volontariato: donazione ed incontro. L’Avis ha da tempo deciso di incarnare lo spirito di queste due parole. La donazione del sangue resta da sempre uno tra i gesti più altruisti nel mondo del volontariato e, attraverso l’Autoemoteca, l’Avis Comunale di Roseto degli Abruzzi vuole persistere sul momento dell’incontro. I donatori vivono nell’anonimato della donazione nei confronti del ricevente, ma ciò non vuol dire

che non si debba sapere chi doni. Vedersi di fronte all’Autoemoteca, scambiare due parole, condividere momenti di vita quotidiana, quale la semplice colazione dopo una donazione, chiedere informazioni ai membri del consiglio direttivo, sono tutti momenti di incontro e condivisione che sottolineano uno dei tanti aspetti del volontariato. Siamo una grande famiglia ed il 27 maggio scorso abbiamo dato così prova di quanto questa famiglia sia ormai rodata ed instradata verso la giusta via. Abbiamo aggiunto ben 19 donazioni alla lista nella solo giornata di raccolta dell’Autoemoteca e 5 preiscrizioni di futuri nuovi donatori. Questi sono risultati per parlano da soli! Grazie ancora a tutti i donatori e a tutti coloro che lo diventeranno. Il Consiglio Direttivo.


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foto: Mimmo Cusano

TRULLO SUPERCOACH?

Roseto, parlando di basket, tutto tace. Ne parlano cioè i tifosi, ma nessuna novità arriva dal sodalizio cestistico degli Sharks. Così, mentre la vicina Chieti annuncia il nuovo coach (Massimo “Cedro” Galli) e da Pescara arrivano voci – non confermate – circa il possibile interessamento dell’Amatori per l’acquisizione di un titolo di DNA Silver, il Roseto è ancora fermo quanto a comunicazioni ufficiali. Così, al solito, tocca prestare orecchio alle numerose voci dal sen fuggite, provando a incrociare i “si dice” e vagliare tutte le ipotesi. Al momento, il primo problema che attanaglia il presidente Ettore Cianchetti e il patron Peppe Di Sante è quello del budget. I fondi sembrano non essere sufficienti per imbarcarsi in un torneo di Silver, puntando ad una salvezza tranquilla. La dirigenza sta comunque lavorando al reperimento di risorse e punta ad una riorganizzazione della società, snellendo l’organigramma. Il primo a farne le spese potrebbe essere Marco Verrigni, il cui ruolo di direttore sportivo potrebbe non essere confermato. Sembra infatti che la dirigenza rosetana abbia proposto a coach Tony Trullo di assumere pieni poteri, prendendosi anche la responsabilità del mercato. Una figura, quella di coach-general manager (o coachdirettore sportivo) che esiste ormai da qualche anno, anche in categorie superiori, e che sembra molto ap-

La società potrebbe delegare all’allenatore rosetano anche i compiti di mercato, ma i soldi sembrano essere pochi prezzata dai finanziatori del basket, visto che dovrebbe portare sia ad una compressione dei costi sia ad un filo diretto tra dirigenza e allenatore, che non solo non avrebbe più uno stretto collaboratore come il direttore sportivo, ma che non potrebbe neanche svicolare in caso di risultati insufficienti, scaricando sull’uomo

Tony Trullo

Peppe Di Sante e Ettore Cianchetti

Il basket e la cultura dei campanili senza frontiere

che ha fatto il mercato la colpa delle negatività. Tony Trullo al momento non parla e, molto probabilmente, sta valutando quanto sia fattibile l’assunzione di una tale responsabilità, anche in relazione alle risorse che sembrano al momento mancare. Sempre in relazione all’organigramma societario, il vice presidente Daniele Cimorosi potrebbe diventare amministratore delegato, portando in società la figlia Ilaria. Quanto alla squadra, l’idea della dirigenza sembra quella di ripartire dal rosetano Marini, con gli under Zaharie, Gloria, Papa e un altro giovane. Per il quintetto, poi, due italiani solidi, un passaportato e due stranieri. Una squadra da corsa, per raggiungere la salvezza senza spendere molto. Un programma simile a quello della scorsa stagione, che però poi mutò – e di molto – in corso d’opera. Vedremo stavolta come andrà a finire.

Daniele Cimorosi


Roseto

ti Maggit di Luca

O

Basket

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Story

PAOLO MORETTI:

NUMERO UNO ANCHE DA COACH L’ex giocatore del Roseto nominato miglior allenatore della Serie A

rmai va di moda dirsi “Numero Uno”. Fra amici, incontrando qualcuno al bar o parlando di conoscenze comuni, è un profluvio di “Sei il Numero Uno”, oppure “È il Numero Uno”. Niente di più sbagliato. Perché i “Numero Uno” veri sono rarissimi. E ancor più rari quelli che, essendo stati veri “Numero Uno” in un lavoro, lo cambiano e riescono a primeggiare anche nell’altro. Uno di questi è Paolo Moretti, classe 1970, che nella sua prima vita lavorativa è stato un “Numero Uno” vero come giocatore di basket, vincendo 3 Scudetti con la Virtus Bologna, 2 Coppe Italia (Verona e Fortitudo Bologna) 2 Supercoppe Italiane (con le due Bologna) a livello di club, mentre con l’Italia ha conquistato l’Argento agli Europei 1997, l’Oro Under 22 nel 1992, 2 Ori ai Giochi del Mediterraneo (1991 e 1993) e un Argento ai Goodwill Games (1994). Poi, nel 2000, l’incubo di una grave malattia – la leucemia – scoperta mentre a Roseto si stava preparando per iniziare il campionato di Serie A1, dopo la stagione di A2 vinta giocandola in parte, a causa di un serio infortunio ai legamenti di un ginocchio. Così, a soli 30 anni, finisce la carriera di giocatore ma resta la passione per il basket, grazie anche all’affetto della moglie Mariolina e del primogenito

Davide. Dopo la guarigione un altro figlio, Niccolò, e la voglia di ricominciare facendo l’allenatore. Dalle giovanili della Virtus Siena alla prima esperienza con i senior a Catanzaro, in B2. Poi la B1 ad Ancona, il grande salto in A1 a Livorno e la A2 a Reggio Calabria, in un crescendo di soddisfazioni nonostante l’inesperienza. A Brindisi, in B1, arriva l’esonero che si trasforma nella classica porta chiusa la quale si apre un portone. Moretti rientra in corsa a Pistoia, nel 2009, in Legadue, restandoci fino ad oggi. Campionati sempre oltre le aspettative, con gli ultimi due eccezionali allori consecutivi: promozione dalla Legadue alla Serie A nel 2012/2013 e Playoff Scudetto nel 2013/2014, da matricola e con una squadra sulla carta candidata alla retrocessione. Grazie alla strepitosa stagione, da poco conclusa in Gara 5 dei Quarti di Finale contro Milano, Paolo Moretti è stato premiato dalla Lega Basket come miglior coach del campionato di Serie A 2013/2014. Adesso, per “Paolino” ci sono le meritate vacanze che passerà a Roseto, città in cui ha scelto di vivere, abitando a fianco della storica Arena 4 Palme. Paolo Moretti: ecco una persona che, giocatore o allenatore, è sempre un vero “Numero Uno”.

Paolo Moretti e suo figlio Davide

Paolo Moretti ritira il premio

Paolo Moretti giocatore del Roseto


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Un convegno si storia al Moretti dedicato alla nascita del “Lido delle Rose” dal titolo

“Buon Compleanno Roseto (1860-2014)”

M

ercoledì 21 maggio alle ore 09:00, p r e s s o l’aula magna dell’Istituto Statale d’Istruzione Superiore “V. Moretti” di Roseto si è svolto il convegno storico Buon Compleanno Roseto (1860-2014) per i 154 anni dalla nascita del comune rivierasco. L’intervento d’apertura ha portato la firma di Mario Giunco, addetto culturale del Comune rosetano, nonché esperto di storia locale. La sua disanima è partita dall’importanza di simili eventi e dall’elogio nei confronti della scuola che ha organizzato la manifestazione, “perché il Moretti è sempre presente nelle ricorrenze che contano - ha ribadito Giunco - e ha dato dimostrazione nel corso degli anni di

avere una grande competenza nel proporre agli studenti quegli appuntamenti storici che hanno caratterizzato il nostro territorio”. Inoltre è stato sottolineato come simili iniziative rafforzino nei giovani il senso d’identità e di appartenenza non solo a una comunità o a un ente, ma all’istituto stesso, presente nella “città delle rose” ormai sin dal lontano 1968. Il convegno, organizzato in collaborazione con l’associazione culturale Cerchi Concentrici Promotor, è continuato con la proiezione di una serie di diapositive preparate dagli insegnanti di Storia della scuola inerenti lo sviluppo nel tempo di Roseto e degli altri paesi della costa teramana.


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La Festa del Moretti all’Odeon: un grande successo di pubblico

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a Festa del Moretti è diventata una tradizione per la scuola rosetana (la prima edizione risale al 2005), anche se da due anni non si svolgeva più. L’occasione è stata rispolverata grazie alla combinazione del convegno del 21 maggio, svolto nello stesso istituto, riguardante la nascita di Roseto, avvenuta 154 anni fa. Così la manifestazione di canti, balli, scenette e tanto spettacolo è diventata “La Festa del Moretti - Buon Compleanno Roseto (18602014)” con il solito palcoscenico del cinema-teatro Odeon. La bella serata (giovedì 22 maggio 2014) si è aperta con una proiezione del video realizzato dai ragazzi che hanno fatto parte del “Progetto Euroscola” dal titolo “Strasburgo 2014 - Un giorno da parlamentari europei”. Infatti gli studenti del Moretti sono stati nello scorso mese di marzo al Parlamento europeo e hanno vissuto un giorno intero come se fossero dei deputati continentali. Poi il piatto forte della sfilata

di moda (curata dalla prof.ssa Elisa Micucci e da Salvatore Gullotto), con tante creazioni apprezzate dal numerosissimo pubblico (famiglie e amici degli studenti). A seguire canti, balli, gruppi musicali, un violinista, un chitarrista e diverse scenette comiche, il cui bersaglio sono stati gli insegnanti, imitati dagli studenti. Insomma, una serata piena di energia che rafforza sempre di più il senso di appartenenza al Moretti, una delle Scuole Superiori più importanti della provincia. L’organizzazione logistica è stata curata dall’associazione culturale Cerchi Concentrici Promotor.


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(tra Curiosità &

35 a cura della redazione Cerchi Concentrici Promotor

perché Via Gronchi A Campo a Mare si chiama così?

Continuiamo l’esplorazione delle vie della località di Campo a Mare posta a sud rispetto la statale 150. La via che analizzeremo, vale a dire via Giovanni Gronchi, porta il nome di un politico e Presidente della Repubblica italiana. La strada è molto breve e collega via Bruno Buozzi con Viale Pietro Nenni. Il nostro protagonista fu il secondo Presidente eletto dai due rami del Parlamento nel 1955 (terzo in assoluto) e come era accaduto per il capo provvisorio dello Stato Enrico De Nicola il 17 novembre del 1947, anche lui fece visita a Roseto il 13 giugno del 1959, così come riporta il libro Roseto e le sue storie (Sigraf Edizioni, 2006): «L’abitudine a ospitare il Capo dello Stato italiano si andava consolidando, allorché, per la seconda volta nel volgere di pochi anni, Roseto accolse la massima carica istituzionale. Era il 13 giugno del 1959 e il Presidente della Repubblica Giovanni Gronchi passò con il suo corteo per le vie cittadine. Proveniva da Teramo

impegnato in una visita ufficiale, quando lungo la strada Nazionale fu fermato dalla gente che gli dimostrò tutto l’affetto con il lancio di fiori. Il Capo dello Stato a quel punto scese dalla macchina e compì un breve tragitto a piedi, acclamato dalla folla». Giovanni Gronchi (Pontedera, 10 settembre 1887 - Roma, 17 ottobre 1978) è stato un politico italiano, terzo Presidente della Repubblica Italiana, tra il 1955 e il 1962. Già Ministro dell’Industria e del Commercio nei governi Bonomi II, Bonomi III e De Gasperi I, è stato il primo cattolico ad essere eletto Presidente della Repubblica. Come Capo dello Stato ha conferito l’incarico a quattro Presidenti del Consiglio: Antonio Segni (1955-1957), Adone Zoli (1957-1958), Amintore Fanfani (1958-1959) e Fernando Tambroni (1960); ha nominato nel 1957 un solo senatore a vita, Giuseppe Paratore. È stato tra i fondatori sia del Partito Popolare nel 1919 sia della Democrazia Cristiana nel 1943.

Terza parte su un articolo di “microcalcio” praticato a Roseto sin dagli anni ‘50. Le ultime formazioni di allora Abbiamo, nei due numeri precedenti, riportato un articolo apparso su Il Mattino d’Abruzzo il 24 luglio 1956, a firma di Luigi Braccili,. Si parlava di un torneo di microcalcio che si svolgeva al “Campo dei Preti” e che non era altro che l’antesignano del “calcetto” attuale o, se volete, del “calciotto”. Tale tradizione in loco si praticava sin dai giorni appena dopo la II Guerra Mondiale nel campetto della parrocchia di S. Filomena e pertanto i tanti giocatori di allora avevano dimestichezza con le misure ridotte dei capi da gioco. Di seguito riportiamo le ultime quattro formazioni (le prime erano: Ardita Mosciano, Forti Villeggianti, Aranciata Di Blasio, Sartoria Di Leonardo) e la parte finale dell’articolo. «Autogas: Costantini, Passamonti, Piccolo, Francani, D’Ascenzo, Candelori, Marteggiani, Di Biase, Mazzoni, Del Frate; Lavapol: Palestini, Venerato, Sforza, Pinter-

ra, Capoccioni, Costantini, D’Eugenio, Verdecchia, Bianchini; Garage Marini: D’Altobrando, Gerardini, Piccioni, Sacripante, D’Aloisi, Ianni, Chiocchio, Serafini, Di Pietro, Romualdi; Alimentari Brandimarte: Collevecchio, Stuardigni, Marini, D’Egidio, Di Febo, Parisciani, Lamolinara, Brandimarte, Pediconi. Il torneo si annuncia interessante sia dal lato agonistico che da quello tecnico. Infatti, scorrendo i quadri delle varie compagini, non mancano nomi di giocatori noti che hanno partecipato ai campionati di IV serie nella recente stagione calcistica. Saranno in campo Andreoli del Chinotto Neri, Morandi, Alcini, Vallone del Teramo, Gerardini, Olivieri, Ferrai del Giulianova, Di Censo del Pescara, Di Gennaro e Diomede dell’Ursus di Pescara, Ragnoli del San Severo ed altri atleti che già si sono cimentati con successo nei vari campi di calcio.»


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(tra Curiosità &

Altobrando Rapagnà 105 anni: “Ecco quel che ricordo, a un secolo di distanza, della I Guerra mondiale” Se parliamo di ciò che è successo un secolo fa, ci sembra di uscire fuori la dimensione temporale di un comune uomo del nostro tempo. A meno che... A meno che non parliamo di Altobrando Rapagnà, nato a Montepagano il 4 febbraio 1909 e primo protagonista della rubrica “Ricordi”, uscita su Eidos ormai due anni fa. Il nostro “personaggio più famoso del borgo medievale” (come è stato definito da un programma Rai che mesi fa lo ha intervistato) ha dei ricordi ancora nitidi del primo conflitto mondiale, che proprio in questo 2014 compie i cent’anni dall’apertura delle ostilità. “Mi vengono alla mente - dice il paganese conosciuto con il nome di Balduccio - che qui a Montepagano e nelle campagne circostanti non c’erano più uomini e le donne si lamentavano di questo. Erano tutti impegnati in guerra, tant’è

che le mogli di quei militari andarono a protestare con il sindaco Di Furia, poiché rivolevano a casa i loro mariti. Poi mi sovvengono anche alcune immagini di militari e io che allora ero un bambino rimanevo colpito dalle divise. Sono ricordi un po’ sfumati - spiega ancora il sig. Altobrando - ma tra questi ci sono anche quelli di alcuni emigranti che andarono negli Stati Uniti prima della guerra e che si ritrovarono dalle nostre parti tra le file dell’esercito americano”. È veramente atemporale il racconto del nostro protagonista, ma quello che stupisce è la sua ancora immutata lucidità. A lui dedichiamo una foto in cui è ritratto davanti a quello che allora era il municipio di Montepagano (oggi nello stabile c’è un bar) e che è al centro della piazza principale del suggestivo borgo. Complimenti ancora a questo straordinario uomo.

L’Ars Vocalis in concerto a Siena. Intanto si prepara al Festival Polifonico Internazionale “Lido delle Rose”

Nello scorso mese di aprile il Coro Polifonico “Ars Vocalis” diretto dal M° Carmine Leonzi, è stato impegnato a Siena, che ha accolto la corale rosetana nella Chiesa Valdese, ospite dei “Madrigalisti Senesi” diretti dal M° Elisabetta Miraldi. L’Ars Vocalis” ha eseguito un programma sacro e profano che comprende musiche che vanno dal 1500 ai giorni nostri. Particolarmente apprezzate le esecuzioni di tre canti popolari abruzzesi, espressione della nostra terra. Il concerto è stato preceduto dall’intervento dei “Madrigalisti”, considerato certamente uno dei migliori cori italiani. In conclusione del concerto, le due compagini corali, dirette dal Maestro Leonzi, hanno eseguito “Tourdion”, un brano francese del 1530. Il mese di giugno vedrà l’Ars Vocalis impegnata in concerti al Parco della Scienza di Teramo, a Guardia Vomano e alla Rassegna di Musica Sacra di Campovalano. Alla fine di agosto, sabato 23 e domenica 24, inizierà la seconda edizione del Festival di Polifonia “Lido delle Rose”. Dopo il successo dello scorso anno, con la presenza del Musica Quantica di Buenos Aires, dell’Histonium di Vasto e dell’Ars Vocalis, che ha contato più di cinquecento presenze, sarà la volta di un prestigioso coro italiano: Coro femminile EOS di Roma, diretto da Fabrizio Barchi (il quale terrà, nella mattinata del 23 agosto, un laboratorio di vocalità ed interpretazione, aperto a coristi e Maestri). Il festival proseguirà nella prima settimana di ottobre con gli “Incontri Madrigalisti”

con la presenza dei Madrigalisti Senesi. Il 25 e 26 di ottobre “L’autunno in...cantato” concluderà il Festival in grande stile, con due formazioni internazionali: La Chorale “ Dauphinelle” de Saint Ismier di Grenoble e La Chorale “Maitre - G. Faure” di Marsiglia. Tutti i concerti si terranno nella bellissima chiesa “Madre Teresa di Calcutta” di Voltarrosto, messa a disposizione dal Parroco Don Luigi La Mona. L’Ars Vocalis approda così nell’ambito della polifonia italiana ed internazionale di spessore, conquistando pian piano un posto di livello: ancor più rilevante, se si pensa che è nata solo due anni fa. La Città di Roseto, grazie ai coristi dell’Ars Vocalis, al suo Direttivo e alla tenacia del Presidente Fabio Celommi e del Maestro Carmine Leonzi, diventa così una delle vetrine polifoniche nazionali più interessanti.


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UN SENTITO RINGRAZIAMENTO AI CITTADINI DI ROSETO

NICOLA DI MARCO


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(tra Curiosità &

Congratulazioni alla studentessa rosetana che ha vinto in Romagna il concorso “Latinus Ludus” Alla ricerca del senso filologico della nostra lingua. Si sa che l’italiano, anche quello più puro di Dante e Petrarca, affonda le radici nel latino, la lingua dei Cesari. Così appassionarsi a quella che erroneamente viene definita (da chi non ne sa l’importanza) “lingua morta” è un fatto non solo culturale, ma anche storico. I giovani adepti non mancano, come ha dimostrato una studentessa rosetana, Rossella Dicorato, che è riuscita ad aggiudicarsi il primo posto (sezione E, alunni del pri-

mo anno) nella XXVI edizione del concorso “Latinus Ludus”, svoltosi a Mondaino il 13 aprile, al quale hanno partecipato oltre 400 alunni degli Istituti Superiori. La studentessa frequenta il I Liceo Classico all’Istituto d’Istruzione Superiore “Zoli” di Atri e a lei, alla famiglia, al padre Giuseppe e alla madre Daniela vanno i complimenti della redazione di Eidos. (Nella foto Rossella tra, a sinistra, il presidente dei Lions Club di Cattolica e il sindaco di Mondaino in provincia di Rimini)

Ma che bello! (II)

Degli alberi piantati dai privati... e non potevano mancare delle rose Compito di questo spazio è segnalare le cose che ci attraggono, facendoci esclamare qualcosa di positivo. In via Marina le varie nevicate degli ultimi anni sono servite, ahinoi, a portar via delle piante, cadute sotto il peso della neve. Senza polemiche, ma vedendo che nessuno ha mai provveduto alla loro sostituzione, due abitanti del posto (un imprenditore edile e una dipendente statale: potremmo parlare di un intervento pubblico-privato?) hanno comprato tre bei “pruni” (genere di piante rosacee prunoidee, latino scientifico Prunus), rimanendo in tema di arbusti dalle foglie rosse tipo acero, albero invocato per piazza della Libertà. Ovviamente alla base delle piante, verso il muro della ferrovia, sono state piantate altre rose, perché in precedenza il fiore tipico di Roseto aveva già trovato una sua collocazione. Insomma, l’operazione ha riempito un vuoto estetico e un po’ anche... amministrativo.


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(tra Curiosità &

All Music Festival al Borsacchio L’associazione culturale “Deep Inside Eventi & Animazione”, il “Bar All In” e “Lo Spiedino Arrosticino” organizzano per i giorni 5-6-7 giugno dalle ore 18:30 in poi nel quartiere Borsacchio, il 1° All Music Festival. Nell’ultima serata ci saranno i Lucky Radio, Accessori Anni ‘60, Gli amici di Mario-Ligabue, Malanegrita-Negrita e Valium-Vasco Rossi. Tale festival ha il fine ultimo di diffondere la cultura musicale come arte in grado di unire persone di ogni cultura, sesso ed età, siano esse normodotate sia disabili; a tal proposito si rende prezioso il partenariato sociale ottenuto con l’associazione Uildm (Unione Lotta Distrofia Muscolare) sezione di Teramo. I presentatori del festival saranno Francesca Martinelli, direttamente da “Amici”, Martina Nadalini e dalle reti Mediaset Roberto Carrozzino. Stand gastronomici, esibizioni di balli di gruppo ed altro saranno gli ingredienti per tanto divertimento all’insegna della buona musica.

Spettacolo per la Scuola Primaria di Notaresco e Morro d’Oro Uno spettacolo di fine anno scolastico. È questo quello che si apprestano a fare gli alunni della Scuola Primaria di Notaresco e Morro d’Oro. Sabato 7 giugno, presso i locali della Madonna del Grano di Notaresco, i bambini della III di Pagliare e della V di Notaresco metteranno in scena “Crescere Insieme”, un lungo progetto interdisciplinare che ha prodotto dei bei lavori dialettali ed in musica sulle tematiche dell’amore per il territorio e la relazione “Io - l’Altro”, curato dallo psicologo scolastico Nicoletta Maggitti. Sarà una buona occasione per far trovare insieme il mondo della scuola e quello delle famiglie.

Chorus di giugno è in edicola Chorus, pubblicazione di approfondimenti storici e analisi culturale, è in edicola con il numero 37. L’apertura è dedicata a una ricorrenza storica: “6 giugno 1944 - Settant’anni fa lo sbarco in Normandia”. Il sottotitolo spiega: “È stato uno dei momenti più importanti della II Guerra mondiale. Non tutto andò come previsto e ci furono molti morti tra gli alleati e tra i civili francesi. Ma quell’operazione fu determinante per l’esito della guerra a favore di chi portava in Europa libertà e democrazia”. A seguire viene pubblicata un’altra introduzione a una tesi di laurea. Questa volta a parlare di design è Giorgia Pasquini (collaboratrice della nostra testata) che si è soffermata su “Come

Il 27, 28 e 29 giugno c’è

la Festa del S. Cuore Ormai fa parte della tradizione rosetana. E se quella della SS Maria Assunta del 15 agosto arriva nel culmine della bella stagione, l’estate vera e propria viene aperta dalla festa del S. Cuore. Quest’anno molte iniziative e tanta partecipazione popolare con balli, canti, stand e tante belle iniziative. Ne parleremo più dettagliatamente nel prossimo numero.

t’invento dei raccoglitori per bambini”, illustrando il suo lavoro esposto all’Università di S. Marino. Poi l’insegnante Doretta Celommi parla di cosa significa incontrare gli altri nell’articolo “Quanta Energia c’è in un Incontro”, riportando un suo intervento in un convegno tenutosi al Moretti. Infine Ugo Centi fa una delle sue proposte, “Le ‘torri-luce’ del mare”: da leggere. Il giornale è disponibile: a) sul sito www.williamdimarco.it, cliccando “Riviste” nel menù in alto, poi Chorus e poi ancora n° 37; b) sul sito www.eidosnews.it, nella sezione “Leggimi”. Per riceverlo a casa basta segnalare il proprio indirizzo di posta elettronica a chorus@williamdimarco.it.


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IL MIO AMICO CLINT “Per un pugno di dollari”, il capolavoro di Sergio Leone, torna in sala dopo cinquant’anni. I ricordi di Tonino Valerii

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inquant’anni fa poteva succedere. Non esistevano i computer, forse scarseggiava la carta carbone, le segretarie si distraevano. Il copione di edizione di “Per un pugno di dollari” non si trovava. Il film che avrebbe dato vita a un nuovo genere – il “western all’italiana” o gli “spaghetti western” - rischiava di non venire nemmeno alla luce. Tonino Valerii, siamo ai primi del 1964, inizialmente aveva un ruolo marginale nel film. Era amico di Leone, era uno di quelli – ma non si doveva sapere – che, insieme a lui, aveva visto, in proiezione privata, “La sfida del samurai” (“Yojimbo”) di Akira Kurosava, che accusò Leone di plagio, “Il suo è un ottimo film – gli scrisse – ma è il mio film”. Valerii, allora capo ufficio edizioni della Jolly – che fece firmare a Leone un contratto-capestro e dopo il successo del film non gli pagò tutte le percentuali – dovette riscrivere i dialoghi sulla base della sceneggiatura originale, modificandoli in qualche caso sul momento. “Leone stava vicino a me – racconta Valerii – e mi diceva quello che i personaggi dovevano dire, altre volte toccava a me fare l’adattamento sillabico, mi appoggiavo al copione originario e dove non collimava cambiavo io”. Il film contò, più di quanto non sia stato riconosciuto, sull’apporto di diversi collaboratori, temporanei o fissi, che non erano accreditati nei titoli, tra cui Valerii. Il regista abruzzese cercò poi di sbrogliare la vertenza con Kurosawa (che vinse la causa) con una idea geniale. E’ vero – sosteneva - le vicende possono sembrare simili, ma il tema dell’eroe, che mette in contrasto due gruppi rivali per il proprio tornaconto, è uno dei luoghi comuni della letteratura occidentale. “Mi capitò sotto gli occhi – continua Valerii – l’annuncio di una rappresentazione di ‘Arlecchino servitore di due padroni’ di Carlo Goldoni. Raccontai la trama agli avvocati, con una punta di vergogna per l’irriverenza dell’accostamento. Gli avvocati, invece, furono entusiasti. Ebbi trecentomila lire in premio. Fu così che Goldoni divenne l’ispiratore del western all’italiana”. Ancora più travagliata fu la scelta del protagonista. Si interpellarono famosi attori americani, tra cui Steve Reeves, Charles Bronson – diventerà un’icona del cinema leoniano James Coburn, altra futura icona, che chiese venticinquemila dollari, un’enormità. Leone se la prese molto a male. “Un giorno – ecco ancora Valerii - mi portarono un 16mm di un episodio della serie tv americana, ‘Rawhide’, dove c’era un ragazzo che sembrava adatto, purché gli si fosse tolto il ciuffo all’americana, tale Clint Eastwood. Proiettai quella bobina a Leone, che non era affatto convinto. Ma Eastwood avrebbe accettato i quindici-

di MARIO GIUNCO

mila dollari offerti dalla produzione. Un giorno gli dissi: ‘Senti, se il film non lo vuoi fare, trova un’altra scusa’. Le cose si stavano mettendo male. I produttori dicevano che Sergio era difficile, meditavano di sostituirlo. Lui capì e si ammorbidì e pur di fare il film accettò. Quando l’americano arrivò a Roma non andò nemmeno a riceverlo in aeroporto. Eastwood aveva con sé una valigia di fibra. La aprì e tirò fuori un cappello, un poncho, un pezzo di cuoio da legare al braccio e le due guanciole di legno da avvitare sull’impugnatura della pistola. Leone gli chiese di tagliarsi i capelli, eliminare il ciuffo e farsi crescere un po’ la barba, per rendere il personaggio più realistico. Aggiunse il dettaglio del sigaro toscano. Eastwood non fumava e il sapore del sigaro spento gli dava fastidio, ma si adeguò. Capì di trovarsi in mezzo a degli improvvisati, ma bravi e si fidò ciecamente. Non ho mai sentito una discussione tra Clint e Sergio sul set, se non quando si trattava di modificare certi termini usati nella traduzione inglese del copione per renderli più aderenti al linguaggio parlato”. Clint Eastwood, umbratile e solitario. “Gli divenni amico – ricorda Valerii – e l’amicizia e la stima reciproca sono sempre rimaste. Avrei voluto portarlo a Roseto nel 2005, quando proiettammo “Million dollar baby” per i dieci anni di ‘Roseto Opera Prima’. Fra qualche giorno uscirà in Italia ‘Jersey Boys”, un ‘musical’, uno dei pochissimi generi finora non praticati da Clint, anche se sono certo che la lezione del western all’italiana, dell’eroe solitario, gli è rimasta sempre dentro. Durante la lavorazione del primo film con Leone non parlava mai, specie con il regista. Sedeva all’ombra a leggere giornali e settimanali americani, che gli arrivavano tramite l’Ambasciata. Non faceva mai osservazioni sul copione e sulle riprese. Badava molto a quello che doveva mettersi addosso. Se qualcosa non andava, diceva: ‘No, questo no, questo non è western’. Non si vedeva mai con nessuno. Finito il lavoro tornava in albergo e l’auto, che la produzione gli aveva assegnato, ad un certo punto doveva permettergli di fare jogging per non meno di dieci km. Tornato in hotel, saliva in camera e non ne scendeva più. Dopo le prime settimane arrivò la moglie, che lo seguiva sul set. Non li ho mai visti scambiarsi una parola, un cenno, un sorriso. Seppi poi che erano già in crisi e che, tornati ad Hollywood, si sarebbero separati. Non ci voleva molto a capire che aveva dentro qualcosa che non riusciva ancora ad esprimere. Che il film che stava girando sarebbe stato la spinta propulsiva verso mete più alte e che Leone gli aveva indicato la strada da seguire”. “Per un pugno di dollari” uscì in sordina a Firenze il 12 Settembre 1964. Dopo qualche giorno iniziò a incassare alla grande. Per oltre un anno c’era la fila davanti ai cinema che lo proiettavano. Il resto è storia. Anzi, leggenda.


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Premiazione XII Premio di Saggistica

“Città delle Rose”

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i è svolta a Roseto, sabato 31 maggio, con un doppio appuntamento, la cerimonia finale della XII edizione del Premio di Saggistica “Città delle Rose”. La mattina, al Palazzo del Mare, la terna dei finalisti della sezione Tematiche giovanili, intitolata a “Micol Cavicchia”, ha incontrato la giuria composta da 30 giovani. Sono stati loro, al termine di un dibattito, a decidere il vincitore finale della sezione tra i tre prescelti. La terna dei finalisti era composta dallo storico dell’arte Costantino D’Orazio con “Caravaggio segreto”, dall’etnologo ed antropologo Vito Teti con “Maledetto Sud” e dall’editorialista del “Corriere della Sera” Armando Torno con “Elogio delle illusioni”. E’stato proprio quest’ultimo ad essere decretato vincitore assoluto, durante la cerimonia che si è tenuta poi nel pomeriggio, alla Villa Comunale, dove sono stati premiati, uno ad uno, tutti i vincitori delle varie sezioni. Il presidente della Giuria, il Prof. Vincenzo Cappelletti, ha voluto smentire la vox populi in voga da qualche anno, ri-

di Piergiorgio Stacchiotti guardo all’imminente scomparsa del libro. “Il libro è lontano dalla morte, non è vero che sta scomparendo - afferma l’attuale presidente della Società Europea di Cultura – e quest’anno ci sono state tantissime differenti manifestazioni di pensiero rappresentate attraverso i libri”. Tra gli autori premiati, con “I conti della storia”, lo storico e giornalista (più volte direttore del Corriere della Sera e de La Stampa) Paolo Mieli, che ha ribadito come quello rosetano non è “un premio” ma “il premio” alla saggistica e nessun autore potrà mai esimersi dal parteciparvi. Il presidente di RCS Libri ha dedicato il riconoscimento ricevuto ai suoi maestri, Renzo De Felice e Rosario Romeo, ed al membro della giuria Franco Ferrarotti, professore rivoluzionario ritenuto il “padre della sociologia moderna”. Lo stesso Ferrarotti più tardi ha voluto criticare la strada intrapresa da una parte dei sociologi odierni, che a suo giudizio “si stanno vendendo al calcolo numerico, rinunciando al pensiero, dimenticando che un pensiero sociologico non potrà mai rappresentare una verità pubblica”. A giudizio


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del celeberrimo intellettuale, il computer “è stupido, perchè non ha la capacità di porsi dei dubbi, mentre la cultura nasce dal porsi domande”. Premiato come miglior autore straniero con “L’uomo semplificato” Jean-Michel Besnier, che ha chiarito come le macchine ci rendano la vita più semplice ma ci portano a diventare tutti uguali; però la letteratura sta resistendo a questa standardizzazione dell’uomo. Menzione speciale per gli autori abruzzesi Giulio Rapposelli per “Indagine sul sogno” ed Annnacarla Valeriano per “Ammalò di testa. Storie del manicomio di Teramo”, che ha voluto dedicare il premio, oltre che al Prof. Guido Crainz, a tutti gli ospiti del manicomio, elementi più deboli di varie fasi storiche della nostra società. In conclusione, è stata ufficializzata la vittoria assoluta nel premio “Micol Cavicchia” di Armando Torno, che, come già dichiarato ai ragazzi durante la mattinata, ha voluto ribadire che non è vero che non bisogna mai illudersi perchè le illusioni ci aiutano a vivere meglio.


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Piazze Illustrate

l’estemporanea di pittura per valorizzare le nostre piazze Si aprirà con piazza Dante a Roseto e saranno chiamati a raccolta tanti giovani dei Licei e delle Scuole d’arte della zona. Il tema non poteva che essere... l’Inferno

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’estemporanea d’arte “Piazze Illustrate” prende forma dall’idea di Devis Ercole e Paolo Voto, con l’obiettivo principale di valorizzare il territorio, alimentandone l’attività culturale e commerciale. Attraverso la pittura, si intendono celebrare di volta in volta la piazza prescelta e il personaggio storico di cui porta il nome, coinvolgendo giovani artisti delle scuole d’arte delle province di Teramo e Pescara. In tal modo si vuole donare maggiore visibilità agli stessi e alle scuole da cui provengono. La prima edizione si svolgerà in piazza Dante Alighieri, durante tre date specifiche: sabato 7 giugno, sabato 5 luglio e sabato 9 agosto dalle ore 16 in poi. Per reclutare i talenti, è stato predisposto un bando di partecipazione rivolto alle tre scuole: Istituto Statale d’Arte “V. Bellisario” di Pescara, Liceo Artistico Statale “G. Misticoni” di Pescara, Liceo Artistico Statale “G. Montauti” di Teramo. L’evento consisterà in un’estemporanea di pittura, il cui tema riguarderà la Divina Commedia. Per ogni data, dieci fra gli artisti selezionati realizzeranno un’opera riguardante rispettivamente l’Inferno, Il Purgatorio e il Paradiso. I quadri realizzati saranno esposti all’interno dei locali delle attività partner dell’evento fino all’appuntamento successivo. Nel corso del mese in cui resteranno esposte, i potenziali acquirenti potranno fare un’offerta. Le opere verranno assegnate al termine dell’asta al miglior offerente. Ad ogni serata sarà presente una special guest, le cui creazioni saranno donate alle attività commerciali presenti in piazza. La location verrà allestita con dieci cavalletti, distribuiti lungo il perimetro della piazza, quattro stand commerciali concernenti l’arte e la letteratura e i riferimenti pubblicitari dello sponsor. L’organizzazione è

dell’associazione culturale Oltre le Nuvole, in collaborazione con l’associazione culturale Cerchi Concentrici Promotor. Partner dell’evento saranno: Ristorante Locanda del Cerbero, Libreria Ubik, Fumetteria Comic Zone, Honesto Art Work. Per ulteriori informazioni ci si può rivolgere ai seguenti numeri telefonici: Paolo Voto (329.00.21.649), Devis Ercole (331.83.54.509), Emanuela Collevecchio (338.69.75.780).

Piazza Dante


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BASKET OVER LIMITS Una bellissima novità sportiva nella nostra cittadina

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l progetto “Basket over limits” è rivolto a bambini e ragazzi di età compresa tra i 6 e i 14 anni ed è fondato sul “Metodo Calamai” che adegua il basket a bambini con bisogni educativi speciali. Il metodo Calamai “consente di valorizzare le capacità e le qualità dei bambini con bisogni speciali; sa cogliere il valore dell’ascolto e dell’attesa, del silenzio e dell’integrazione, sa intravedere le potenzialità che uno strumento magico come la palla possiede per avviare dialoghi, intessere relazioni e guardare finalmente verso l’alto” (tratto da M. Calamai, Uno sguardo verso l’alto. Un progetto di pallacanestro sperimentale per ragazzi disabili, Franco Angeli, 2008) Questa novità sportiva rappresenta un’opportunità che personale altamente formato e specializzato intende offrire al territorio. Il corso è affidato alla competente esperienza di Luigi De Bernardi, allenatore federale, affiancato dalle educatrici professionali Sara Cavacchioli e Tiziana Nardone, specializzate nel metodo ABA (terapia cognitivo -comportamentale). Il progetto inizierà il 16 giugno, presso la palestra della scuola primaria G. D’Annunzio e si terrà ogni lunedì e mercoledì dalle ore 17.30 alle ore 18.30. Per maggiori informazioni e per le iscrizioni rivolgersi a: Gino: 338 9836964 Sara: 320 4856389 Tiziana: 347 9508965 e-mail: basketoverlimits@libero.it


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Robert Verrocchio

è il nuovo sindaco di Pineto

di MARTINA FRANCHI

Tutti sanno che per iniziare un percorso di qualsiasi genere, è opportuno avere delle basi solide. È per questo che abbiamo pensato di dedicare uno spazio alla vita, privata e professionale, del nuovo sindaco

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obert Verrocchio è nato il 16 luglio del 1970, a St. Catharines, una cittadina in Canada nella provincia dell’Ontario. I suoi genitori vi emigrarono alla fine degli anni ‘60 per lavoro. All’età di 13 anni, Robert torna a Pineto, dove, conoscerà sua moglie Claudia con cui avrà due bambini, Davide e Riccardo. Appassionato di musica, fin da giovane è stato direttore e musicista di vari cori. Quando questa passione si è trasformata in lavoro, ha creato una società di eventi che opera sul territorio della regione Abruzzo, la Mousikè Global Serve Management. Altra grande passione di Robert è la politica. Nel 1997, infatti, entra giovanissimo in consiglio comunale a Pineto, promuovendo, con gli studenti della scuola media, un progetto di educazione civica. “Sono entrato in politica perché ero sicuro che le mie idee, la mia energia e la mia voglia di fare, avrebbero contribuito a realizzare nuovi progetti: così è stato”, si legge sul sito internet della Provincia di Teramo, nella sezione a lui dedicata. Diviene assessore alla Cultura, Tempo Libero, Associazionismo, Spettacolo e Ambiente; delega che lo ha visto impegnarsi al Festival di piano bar “Pineto in Musica”, dal 1997 al 1998. Negli stessi anni terminavano i lavori per l’apertura della biblioteca comunale “Vanessa Creati” e lui lavorava per aprire lo sportello Informa Giovani. Dal 1999 al 2000 diventa assessore all’Urbanistica, Ecologia e Politiche giovanili al comune

di Pineto, anni di grande dedizione investi in molti progetti: la bonifica dell’area ex Ira, il progetto della Clinica Privata per la riabilitazione funzionale S. Agnese, l’acquisizione del Parco Filiani e dell’area a parcheggio ex Colaprico. Dal 2001 al 2004, è stato consigliere di opposizione: centinaia sono state le proposte, gli emendamenti e le interrogazioni consiliari. Dal 2004 al 2006 ha ottenuto la carica di assessore ai Lavori Pubblici e all’Ecologia e, dal 2006 al 2009, è stato invece vicesindaco con la stessa delega. Questi sono stati gli anni in cui a Pineto hanno cambiato il volto, grazie a opere di riqualificazione, il viale della stazione e l’area esterna di Villa Filiani; i sottopassi pedonali e in particolar modo, la costruzione di quelli a Villa Fumosa nonché la pista ciclabile tra Pineto e Scerne. Si ricorda inoltre l’apertura del bocciodromo comunale al Quartiere dei Fiori e l’edificazione di numerosi parchi gioco nelle varie frazioni della città. Altro anno importante per Verrocchio, è stato il 2009, quando il Partito Democratico del paese scelse proprio lui come candidato rappresentante in Consiglio Provinciale. “Voglio portare in provincia il mio impegno, la mia serietà e tutta la mia passione e soprattutto il proseguo di tutti i progetti e le iniziative da me proposti”: le 2875 preferenze che ottenne gli consentirono di essere il più votato, tuttavia non furono sufficienti per entrarvi, rimanendo in minoranza. L’anno dopo, fu eletto alle primarie Segretario provinciale del


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Partito Democratico con più di 9000 voti. In questo arco di tempo, si è impegnato in numerose battaglie civili, sociali, nell’ambito della sanità, dell’acqua pubblica, contro il femminicidio, il gioco d’azzardo e la petrolizzazione della costa teramana. La sua esperienza in provincia termina nel 2013 quando sceglie di tornare a Pineto. Il 31 ottobre dello stesso anno, crolla la giunta comunale a Pineto e le primarie indette dal Partito Democratico Pineto per la scelta del candidato sindaco, lo vedono, il 19 gennaio 2014, vincere a scapito di Cleto Pallini. Inizia così la corsa verso le elezioni del 25 maggio, un countdown che il candidato a sindaco ha ricordato in ogni suo incontro organizzato con la cittadinanza. Ne “Lo Spazio delle Idee”, Verrocchio ha voluto lasciare posto ai cittadini, alle loro proposte e idee, perché rientrassero nel suo programma amministrativo: il Park Adventure, dedicato

ai momenti di divertimento per tutta la famiglia all’interno del Parco Filiani; gli Orti Sociali, per la valorizzazione dell’agricoltura territoriale; l’Ecoscambio, per ridurre i rifiuti che andranno in discarica; progetti per il recupero del Cenerone, il vulcanello a Borgo S. Maria; il Social Market, come risposta alla crisi che sta affliggendo molte famiglie italiane; proposte su come migliorare i servizi comunali per il cittadino, con l’Urp e il Bilancio Sociale; risposte relative alle problematiche della scuola, ai giovani ma anche opportunità per il mondo dell’agricoltura, soprattutto per la nuova imprenditoria giovanile. Questo elenco di iniziative, ha fatto sì che il 25 maggio, la cittadinanza alle elezioni amministrative, con 3716 e il 43,84% dei voti, abbia scelto proprio lui come sindaco di Pineto. Non ci resta che aggiungere: tanti auguri, Robert! Noi, ovviamente, vigileremo sotto il profilo giornalistico.


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PSICOLOGIA Intelligenza emotiva: di AMEDEA CAPRANI

educare alle emozion i per prom uovere i l benessere psicofisico

“Una mente senza emozioni non è affatto una mente, è solo un’anima di ghiaccio: una creatura fredda, inerte, priva di desideri, di paure di affanni, di dolori o di piaceri” (Joseph le Doux, Il cervello emotivo, 1996)

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econdo Le Doux non è possibile immaginare una vita senza emozioni, poiché noi viviamo proprio grazie ad esse, anche se queste sono indipendenti dalla nostra volontà e non ne siamo consapevoli. Le Doux sostiene che la mente sente, non pensa soltanto. Egli attribuisce all’emozione una natura generalmente inconscia, ma la considera accanto alla realtà cognitiva, poiché il nostro comportamento dipende dall’interazione di queste due sfere, apparentemente distinte. Le Doux si occupò di studiare e descrivere i meccanismi cerebrali alla base delle emozioni, che hanno sede in una parte specifica chiamata sistema limbico, ma fu Daniel Goleman (Intelligenza emotiva, 1997) a rendere popolare il concetto di Intelligenza emotiva. Egli la definisce come un insieme di specifiche abilità fondamentali a cui si può essere educati e che possono essere sviluppate da tutti indipendentemente dall’età, dal sesso, nazionalità, cultura, livello sociale e religione, dando vita a competenze in ambito emotivo e sociale. Secondo la sua teoria è l’intelligenza emotiva a determinare l’acquisizione di capacità come la consapevolezza e la padronanza di sé, la motivazione, l’empatia e le abilità nelle relazioni interpersonali. Da questa nasce insomma la nostra competenza emotiva, ossia quanto riusciamo a trasformare in effettive capacità utili per noi. Esiste poi un’evidente e stretta correlazione tra sviluppo dell’intelligenza emotiva e fasi dello sviluppo. Sappiamo bene quanto i rapporti che il bambino stabilisce con le figure di riferimento nel periodo infantile siano in grado di influenzare il suo sviluppo emotivo e sociale e che la presenza di emozioni positive all’interno di tali rapporti risulta fondamentale per indirizzarlo verso uno sviluppo emotivo. È importante che i genitori riescono a distinguere le emozioni negative nei loro bambini, quali lo sconforto o la rabbia, e li aiutano a farvi fronte e a gestirle positivamente, in modo che essi possano assimilare il meccanismo di autoregolazione emotivo e imparino ad adottare un com-

portamento adattivo e sano. Al contrario, se queste emozioni non vengono considerate o vengono inibite dagli adulti di riferimento, allora rimarranno inespresse e verranno represse, cosi che i bambini tenderanno a non mostrare più le loro emozioni negative. Bambini con questo tipo di educazione, molto prevedibilmente, crescendo, non svilupperanno un buon rapporto con la loro parte emotiva, non riuscendo a padroneggiare le proprie emozioni. Di conseguenza saranno bambini più fragili ed emotivamente stressati e, con buone probabilità, adulti problematici, a rischio disagio. Il concetto di Intelligenza Emotiva implica la conoscenza e il controllo delle proprie emozioni, dunque la consapevolezza e la padronanza di sé, la capacità di motivare se stessi, posticipando il bisogno di gratificazione e dominando i propri impulsi in vista di un obiettivo da raggiungere, il riconoscimento delle motivazioni altrui e dunque la capacità empatica e la gestione delle relazioni interpersonali con lo sviluppo delle conseguenti abilità relazionali. Proprio in ragione del fatto che noi possiamo essere educati ad essere emotivamente intelligenti è bene che questo processo inizi con la crescita, essendo questa importante potenzialità alla base dello sviluppo di un sano rapporto con noi stessi e di un adeguato approccio comportamentale agli altri e alla vita in generale. Il cervello umano è un organo che può essere educato a sentire, poiché i suoi circuiti neuronali nelle fasi di sviluppo sono dotati di grande plasticità e ciò consente ad esso di modificarsi e acquisire nuove capacità positive. Ma è chiaro che ciò può avvenire soltanto all’interno di una relazione significativa sana tra gli adulti importanti e l’individuo in formazione. Anche la relazione psicoterapeutica lavora in questo senso, educando l’individuo, anche adulto, al riconoscimento delle emozioni e alla loro gestione, e aiutandolo in tal modo ad essere emotivamente competente rispetto a sé stesso e al il mondo esterno. Amedea Caprani (psicologa) amedea.caprani@virgilio.it

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Cr avatta o pantofole? di GIORGIA PASQUINI

Spesso chi è al vertice di grandi industrie si lascia andare a considerazioni avventate. E ciò che è accaduto a John Elkann quando ha incontrato dei giovani e ha parlato di lavoro. E intanto la sua Fiat stabilisce la nuova sede all’estero!

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n paio di mesi fa John Elkann, rampollo di casa Agnelli (sì, quella che, con Giovanni senior, fu tra i fondatori del gruppo FIAT nel 1899) e attuale presidente FIAT, è stato chiamato in una scuola di Sondrio a parlare dell’attuale situazione lavorativa in Italia e della scuola, forse perché qualcuno lo identifica come un esperto uomo di affari e ottimo esempio lavorativo. Forse. Solo che qualcosa non torna, cioè: come fa una persona che, fin da prima che nascesse, poteva fare la conta su che lavoro scegliere, affermare che “Molti giovani non colgono le tante possibilità di lavoro che ci sono o

perché stanno bene a casa o perché non hanno ambizione”? E che “I giovani devono essere più determinati nel trovare il lavoro, perché ci sono molte opportunità, spesso colte da altri, proprio perché loro non hanno voglia di coglierle”? Dunque capiamo che forse, effettivamente, non tutti capiscono la gravità della situazione italiana attuale, e soprattutto chi ci rappresenta, come in questo caso, in tutto il mondo. La FIAT è stata un vanto italiano nel mondo per la qualità del prodotto e del design, è stata portavoce del “Made in Italy” con progetti storici e sensazionali (come la 500 e la Panda che vincono il Compasso d’Oro rispettivamente nel 1959 e nel 1980). Oggi però che tantissimo è cambiato - senza aprire la triste parentesi sulle produzioni attuali, sul re-styling, sul periodo in cui questa storica azienda si è fusa con Chrysler e ha spostato la sua sede legale all’estero, dopo aver chiuso stabilimenti in Italia (forse a causa della crisi?) - John

Elkann ci dice che tutto questo non c’entra, che la crisi è una scusa per noi giovani pantofolai. Non mi occupo di politica e tantomeno di economia ma, scrivendo di design, un mestiere creativo che senza eccezione affronta come gli altri una crisi economica, mi viene da pensare che forse la vera crisi è soprattutto etica. Davvero serve essere senza lavoro per rendersi conto che le cose non vanno? Davvero chi per nepotismo dirige una delle aziende più importanti del mondo che, comunque, arranca inesorabilmente, è autorizzato a trasmettere falsi messaggi e colpevolizzazioni? Guccini insegna “e poi dobbiamo farne di mestieri noi che viviamo della nostra fantasia”, frase vera più che mai, non solo per chi studia per un lavoro creativo, ma anche per chi semplicemente vuole lavorare, un sogno, oggi, frutto solo della fantasia. È una delusione vedere calpestata la dignità di un Paese, soprattutto dalle aziende che ne hanno fatto la storia, a causa di persone che, forse, semplicemente pensano poco. È più difficile di promuovere gadget e felpe con marchio vintage FIAT, ma per favore pensate, immaginate, fantasticate anche in pantofole se vi è comodo: la rivoluzione del pensiero non è quella in cravatta.


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Fotografare è porre sulla stessa linea di mira la mente, gli occhi ed il cuore. È un modo di vivere. Henry Cartier-Bresson

fotografia

Se volete pubblicare una vostra foto particolare inviatela a fotografia@eliodascenzo.it

Autore: Moreno Di Nicola Edoardo, 21 anni, Roseto degli Abruzzi Titolo di studio: studente Titolo DELL’OPERA: Sguardi Luogo: Roseto degli Abruzzi Apparecchiatura: Canon EOS 550D, obiettivo Canon 70 – 210 mm f:4 Elaborazione: Camera raw+photoshop Parametri di SCATTO:

Lunghezza focale: 70 mm Esposizione: 1/125sec – f/4 – iso 1600 Misurazione: manuale

di ELIO D’ASCENZO

L’AUTORE RACCONTA... Oltre la tecnica. Con il suo divulgarsi,la fotografia è sempre più soggetta a tecnicismi ed estetismi frutto di un esagerato pensiero accademico diffusosi nella massa di molti amatori, dimenticando la forza essenziale della fotografia: porre il proprio sguardo ,la propria emozione, alla vista di tutti.

La vita passa, cambiano le mode, le tecnologie, ma lei…rimane, nel bianco e nero di un ricordo intimamente nostro. TI AMO, FOTOGRAFIA!


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GUIDO TAURO

15 ANNi Buon compleanno! Mamma, papà, Daniela, la nonna e lo zio

Care Maestre, per voi una sola parola: “Grazie”! Grazie per le parole che ci avete insegnato, le canzoni che avete cantato, la sorpresa e la meraviglia che avete creato...Grazie per averci coccolato e baciato...e, perchè no, qualche volta anche sgridato! Grazie per la vostra infinita pazienza, la vostra dedizione , gentilezza e professionalità! Grazie perchè il futuro siamo noi e voi ce lo avete insegnato! ( IV Sezione “Le coccinelle” Via Basilicata- anno 2013/2014 )

Realizzazione

siti web

Direttore Editoriale WILLIAM DI MARCO Direttore Responsabile Lino Nazionale 333 7181980 l.nazionale@virgilio.it È vietata la riproduzione anche parziale di testi e foto. IMPAGINAZIONE E GRAFICA: ANDREA MARZII andreamarzii@ymail.com COORDINAMENTO TECNICO: MASSIMO BIANCHINI (TEL. 329 9480823) FOTOGRAFI: ELIO D’ASCENZO, MARIO ROSINI, ANTONIO TOMMARELLI EDITORE: EIDOS News S.r.l.

email: info@eidosnews.it PER QUALSIASI INFORMAZIONE NUOVA SEDE: Via Milli 12, Roseto degli Abruzzi

Tel. 338 2314618

Consegnate le vostre foto presso il nostro ufficio di Roseto in via Milli 12 Le foto non ritirate entro 30 giorni saranno cestinate

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Eidos news 209 x il web  

Leggete il numero 209 di Eidos! Questo numero molte più notizie!

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