Page 1

Quindicinale iscritto al registro della Stampa presso il tribunale di Teramo n. 13/03 del 22/05/03

ANNO 8 N.206 10 maggio 2014


INFO E PRENOTAZIONI: Tel. 328.0143366 Lungomare Trento (Parco Savini) Roseto degli Abruzzi (TE)

Vivi i mondiali 2014 con noi!! u s e t i t r a p e l Tutte !!! o m r e h c s i x Ma

MENÙ 1°MAGGIO Antipasto di mare VIRTÙ DI PESCE Filetto d'orata al forno Verdure grigliate Frutta Caffè €

20,00


3

Piazza della Libertà

piace l’idea “mista” Al posto dei tronchi spogli delle palme divorate dal punteruolo rosso, i rosetani vorrebbero magnolie grandiflora e aceri rubrum per dare un tocco di colore al centro cittadino. Intanto Roseto Tricolore, che ha promosso l’iniziativa attraverso la propria pagina facebook, spera che entro l’estate possano essere eseguiti i lavori. Serviranno più di 50mila euro per la bonifica degli spazi e la piantumazione di nuovi alberi

S

erviranno almeno 50-60mila euro per eliminare da piazza della Libertà i tronchi delle palme divorate dal punteruolo rosso e sostituirle con dei nuovi alberi. Due mila euro è la spesa per rimuovere ogni fusto, compreso tutto il blocco delle radici che rappresenta la parte più complicata, e altri 2mila euro bisognerà spendere per la piantumazione dei nuovi alberi, compreso il trattamento del terreno in cui si trovavano le palme malate. Spesa che al momento il Comune di Roseto non può sostenere in quanto il bilan-

Vota sulla pagina Facebook di Roseto Tricolore!

cio dell’Ente procede per dodicesimi in attesa di essere approvato entro maggio. Ma subito dopo l’approvazione del nuovo strumento finanziario potranno essere contratti nuovi mutui per un importo complessivo di circa 600mila euro. Una parte di quelle somme potrà essere utilizzata per riqualificare la piazza, oggi desolatamente spoglia del suo patrimonio arboreo. Non restano che i fusti di quelle palme, dei totem squallidi che mettono anche tristezza a chi frequenta il cuore pulsante della città. “Noi vogliamo che entro l’estate la piazza abbia un nuovo aspetto”, ha

sottolineato Attilio Dezi, capogruppo del movimento Roseto Tricolore, “abbiamo lanciato delle proposte attraverso la nostra pagina facebook su come potrebbe essere trasformata piazza della Libertà. I cittadini stanno rispondendo con grande partecipazione e già emerge un elemento significativo sull’indice di gradimento”. Piace infatti l’idea di avere una piazza con tue specie di alberi: la magnolia grandiflora, che in inverno non perde le foglie come la cugina Soulangeana, e l’acero rubrum che in inverno è quasi rossiccio, mentre in estate cambia tonalità di colore. “Non vogliamo sostituirci all’assessorato competente”, ha puntualizzato Dezi, “ed è per questo motivo che siamo intenzionati ad affrontare l’argomento portandolo all’attenzione del Consiglio Comunale. Qualcuno ha definito quei tronchi di palme dei simboli fallici. In effetti sono davvero squallidi. Ecco perché vorremmo che per l’estate piazza della Libertà abbia un nuovo look”. Intanto, arriva una prima conferma: le palme malate della mitica Arena 4 Palme saranno sostituite con la Washingtonia, una palma più resistente all’attacco del punteruolo rosso.


4


5

Roseto, la vicenda dell’area artigianale

approda in Parlamento La Cna si appella al Sottosegretario all’Economia Giovanni Legnini che ha assicurato una procedura di Governo per dipanare la matassa. Nei giorni scorsi l’incontro a Roma della delegazione rosetana per fare il punto della situazione e ottenere un impegno da parte degli organi istituzionali

S

arà il Ministero dell’Economia a tracciare il percorso verso la soluzione del caso dell’area artigianale di Roseto che vede coinvolte oltre 20 attività imprenditoriali locali nella vicenda dei costi degli espropri lievitati in seguito ad una sentenza della Giustizia amministrativa. L’impegno è stato assunto dal Sottosegretario Giovanni Legnini, che la settimana scorsa ha incontrato negli uffici di Roma una delegazione di imprenditori guidata dal Direttore della Cna di Teramo Gloriano Lanciotti. “Un eventuale intervento legislativo è da escludere”, ha spiegato il Sottosegretario all’Economia Legnini dopo aver analizzato tutti gli aspetti della vicenda, “ma già da subito metterò a lavoro i miei uffici per inserire la problematica di Roseto negli inter-

venti che il Governo sta elaborando per sostenere le autonomie locali in casi specifici come questi che si sono verificati anche in altre città italiane. L’ipotesi del Governo è quella di creare una linea Finanziaria dedicata ai Comuni che devono far fronte a ingenti pagamenti in seguito a pronunciamenti della Giustizia amministrativa”. Ma non sarà solo il fronte governativo a programmare interventi per Roseto. Il candidato presidente del centro sinistra Luciano D’Alfonso nel suo programma, qualora dovesse essere eletto, assicura un impegno per sostenere le economie locali, le imprese e i lavoratori. Lo stesso Gloriano Lanciotti, candidato del Pd, ha messo in agenda il delicato tema da affrontare da subito in caso di elezione. “Anche la Regione targata D’Alfonso lotterà al fianco del-

le imprese e dei lavoratori”, rassicura il Direttore della Cna Lanciotti, “gli investimenti a rischio sono troppo elevati e noi non dobbiamo lasciare da soli tutti gli uomini e le donne che hanno mostrato coraggio e intraprendenza. Il mio impegno preciso è portare questo problema sul tavolo delle politiche della nuova Giunta regionale di centro sinistra e chiedere a Luciano D’Alfonso di individuare le risorse necessarie per sostenere le imprese che devono far fronte a questo ulteriori costo dei terreni”. Soddisfazione per gli impegni assunti è stata espressa dagli imprenditori che a Roma erano rappresentati da Attilio Petrini, vice presidente del consorzio degli imprenditori di Roseto, Angelo Lozzi imprenditore e Davide Lozzi in veste di legale e difensore di alcune aziende coinvolte nella vicenda.


6


7

Una giornata intera dedicata alla memoria dell’appuntato

Antonio Santarelli La manifestazione si svolgerà sabato 3 maggio prossimo al Palazzo del Mare di Roseto e vedrà la presenza, tra gli altri, della vedova del carabiniere Santarelli e della madre di chi commise l’omicidio

S

i svolgerà il prossimo 3 maggio 2014 la giornata dedicata alla memoria dell’appuntato scelto dei carabinieri Antonio Santarelli, decorato con la “Medaglia d’oro al valor civile”, dopo la prematura scomparsa avvenuta nel 2012. Molti ricorderanno gli assurdi fatti di cronaca legati alla ferocia di un attacco di un gruppetto di giovani nei confronti dei tutori dell’ordine. Vale la pena, comunque ricordarli, prendendo spunto da ciò che scrisse la cronaca in quei giorni. «Il 25 aprile 2011 nella provincia di Grosseto, presso Pitigliano, il carabiniere scelto Domenico Marino e l’appuntato scelto Antonio Santarelli effettuavano un posto di blocco per i controlli alle automobili in transito, anche a causa della presenza di un “rave

party” nella zona la notte precedente. Fermata un’automobile occupata da tre ragazzi e una ragazza, procedevano all’alcol test per il guidatore, trovandolo positivo. Durante la stesura del verbale i carabinieri venivano aggrediti dai quattro giovani che, utilizzando un grosso palo di legno di una recinzione, provocavano gravi ferite ai due. Dopo una colluttazione i carabinieri rimanevano incoscienti sul ciglio della strada, mentre i quattro ragazzi risalivano in auto e si davano alla fuga. Successivamente alcune auto di passaggio si fermarono per aiutare i due feriti e per chiamare i soccorsi. Nel frattempo l’automobile dei quattro assalitori veniva intercettata da un’altra pattuglia dell’Arma che, dopo un breve inseguimento, li bloccava sparando alle gomme dell’automobile. Tre dei quattro giovani all’epoca erano minorenni, il maggiorenne alla guida invece aveva piccoli precedenti penali, verrà condannato all’ergastolo l’8 dicembre 2012, pena poi ridotta a 20 anni di reclusione. Domenico Marino dopo l’aggressione perse l’occhio destro, ma si ristabilì e rientrò in servizio. Antonio Santarelli da quel giorno rimase in coma e si spense l’11 maggio 2012». Quest’anno la giornata, organizzata dal

Coordinamento Provinciale di Teramo dell’Associazione Nazionale Carabinieri e dall’associazione culturale Cerchi Concentrici Promotor di Roseto, si svolgerà al Palazzo del Mare, avrà per tema “Il percorso della legalità” e prevederà una doppia sezione. Quella mattutina (dedicata a “I giovani e il rispetto delle regole”) sarà così strutturata. Alle ore 10,00 ci sarà l’introduzione a cura dell’Associazione Nazionale Carabinieri; alle ore 10,15 la lettura dei tre temi finalisti degli studenti del Moretti e del Saffo di Roseto; alle ore 10,30 interverranno: il giornalista dott. Mauro Tedeschini (direttore del quotidiano “Il Centro”), la signora Claudia Francardi, (vedova dell’appuntato Antonio Santarelli) e la signora Irene Sisi (madre del giovane Matteo Gorelli, condannato per l’omicidio Santarelli).

Nel pomeriggio (“I giovani e le devianze”) i lavori riprenderanno alle ore 17,00 con l’introduzione a cura dell’associazione Nazionale Carabinieri; alle 17,15 ci saranno gli interventi del dott. Giovanni Cirillo (magistrato del Tribunale di Teramo), dell’avv. Mariano Cataldo (del Foro di Teramo) e della dott. ssa Desirè Del Giovine (presidente per la provincia di Teramo della Commissione Pari Opportunità). Alla fine è previsto un dibattito e appena dopo la premiazione dei tre studenti vincitori del concorso.


8


9

Solidarietà e Beneficenza

PASQUA AL SACRO CUORE

Pranzo per 150 persone, organizzato da Abruzzo Amore e ASD Pattinaggio Roseto, nei locali del Centro Piamarta FOTO: Mimmo Cusano

G

razie al ricavato della cena di beneficenza svoltasi lo scorso 8 marzo 2014 – in occasione della 3^ Edizione del Premio Donna Città di Roseto – gli organizzatori (Abruzzo Amore e ASD Pattinaggio Roseto) hanno donato 500 euro alla Caritas di Roseto e il pranzo di Pasqua a 150 persone nei locali del Centro Piamarta, grazie all’ospitalità della Parrocchia del Sacro Cuore. Un momento di reale e concreta solidarietà, che ha visto intorno ai tavoli persone di Roseto e dei comuni vicini, frequentatori del centro anziani e meno abbienti. Ottimo e abbondante il menu, cucinato da Marilena Felicione e Mario Narcisi, che non ha esitato a lasciare l’omonima pensione pur di aiutare con la sua esperienza i volontari di Abruzzo Amore e ASD Pattinaggio Roseto, pronti a servire a tavola. I partecipanti al pranzo hanno ricevuto la benedizione di Padre Antonio Ghidoni, il saluto del Sindaco Enio Pavone, ascoltato una poesia di Tina Ferri e goduto dell’allegria della Banda dei Picchiatelli. Grande soddisfazione, per la riuscita dell’iniziativa, è stata espressa da Gabriella Felicione, presidentessa dell’ASD Pattinaggio Roseto e Elio Di Remigio, presidente di Abruzzo Amore.


10


CUR IOSIZIEizie)

Not (tra Curiosità &

11 a cura della redazione Cerchi Concentrici Promotor

A Campo a Mare perché Via Giovanni XXIII si chiama così?

La strada del nostro spazio è dedicata a un famoso papa il quale, agli inizi degli anni ‘60, rivoluzionò la Chiesa cattolica, al punto da essere chiamato da tutti il “Papa buono”. La via è una parallela alla S. S. 150 ed è collocata dietro la farmacia ex comunale, oggi in mano ai privati. Giovanni XXIII (Sotto il Monte, 25 novembre 1881 - Città del Vaticano, 3 giugno 1963, nato con il nome Angelo Giuseppe Roncalli) è stato il 261º vescovo di Roma e papa della Chiesa cattolica (il 260º successore di Pietro), Primate d’Italia e 3º sovrano dello Stato della Città del Vaticano (accanto agli altri titoli connessi al suo ruolo). Fu eletto papa il 28 ottobre 1958 e in meno di cinque anni di pontificato riuscì ad avviare il rinnovato impulso evangelizzatore della Chiesa Universale. È ricordato con l’appellativo di “Papa buono”. Indisse un concilio ecumenico, meno di novant’anni dopo il Concilio Vatica-

no I; mentre i suoi consiglieri pensavano a tempi lunghi (almeno un decennio) per i preparativi, Giovanni XXIII lo programmò e lo organizzò in pochi mesi. Ebbe rapporti fraterni con i rappresentanti di diverse confessioni cristiane e non cristiane. Il venerdì Santo del 1959, senza alcun preavviso, diede ordine di “cancellare” dalla preghiera “Pro Judaeis”, che veniva recitata in quel giorno durante la liturgia solenne, il penoso aggettivo che qualificava “perfidi” gli Ebrei. Questo gesto fu considerato un primo passo verso il riavvicinamento tra le due religioni monoteiste e indusse Jules Isaac, direttore dell’Associazione “Amicizia ebraico-cristiana” a chiedere un’udienza al Papa, che venne accordata il 13 giugno 1960. Fu terziario francescano ed è stato beatificato da papa Giovanni Paolo II il 3 settembre 2000; sarà canonizzato il 27 aprile 2014, insieme a Giovanni Paolo II. (InfoWeb)

Un’autista di pullman donna non è una novità, ma rimane un fatto abbastanza inconsueto Ormai le donne fanno tutti i lavori possibili e immaginabili. In alcuni settori rappresentano la maggioranza della forza lavoro e in altri stanno scalzato gli uomini, migliorando anche il servizio. Succederà pure alla guida dei pullman? Non è facile dirlo, però per il momento esempi di donne al volante dei grandi torpedoni ci sono. Un esempio ce lo offre Cristina Ruggieri di Roseto che nel 2013 ha conseguito la patente specifica per guidare questi grossi mezzi e oggi lavora con una agenzia lo-

cale, la “D’Annunzio Viaggi”. La giovane autista ha trent’anni e, dopo essersi diplomata Geometra al Moretti, si è messa alla ricerca di un lavoro, fino a quando ha avuto questa bella idea. Non sono pochi i passeggeri che all’inizio si stupiscono di vedere una rappresentante del gentil sesso alla guida, ma dopo un po’ addirittura si sentono più sicuri, data la proverbiale attenzione che le donne ci mettono nelle cose che fanno. Che dire se non “brava” a Cristina per questa sua intraprendenza.


Centro Tecnico BOSCH dei Sistemi Diesel, Elettronici e Meccanica dell’Auto

SERIETA’ E COMPETENZA AL VOSTRO SERVIZIO

AFFIDA LA TUA AUTO ALL’OFFICINA BOSCH CAR SERVICE TROVERAI ESPERIENZA E PERSONALE QUALIFICATO.

• Revisione e riparazione Pompe e Iniettori, inclusi impianti Common Rail e Pompe Elettroniche • Riparazione Turbocompressi • Diagnosi motori auto plurimarche • Meccanica dell’auto fino a 35 q.li • Servizio Elettrauto • Officina Mobile • Vendita e assistenza ricambi Bosch, Delphi, Garrett, KKK e Bus King Long • Tagliandi auto plurimarche, anche in garanzia • Servizio revisione auto • Freni ABS - EBS • Impianti di riscaldamento

• VENDITA RIMORCHI • VENDITA CON INSTALLAZIONE GANCI DI TRAINO

Lozzi MeccaTronic Diesel srl Zona Industriale Autoporto - Uscita A14 64026 Roseto degli Abruzzi (Te)

Arriva il caldo, prepara la tua auto, nella nostra officina si esegue il controllo e la riparazione del tuo climatizzatore CON SANIFICAZIONE A COSTO ZERO

Ricariche gas climatizzatore a soli 35 € 15% di sconto su tutti i tagliandi per qualsiasi auto

Il costo del carburante non è più sostenibile... Vuoi risparmiare subito? Installa un impianto a gas metano o GPL sulla tua autovettura. NOVITA’: da oggi possiamo installare l’impianto a gas metano anche su autovetture e macchine industriali con motore diesel. Richiedici un preventivo!

Tel e Fax: 085.80.90.689 Cell: 338.733.11.12 e-mail: lozzimeccatronicdiesel@gmail.com


E I Z I S O I R U C Notizie)

13

(tra Curiosità &

I giocatori degli anni ‘60 della Rosetana, XIII parte:

Mauro Pincelli ed Elpidio Laurenzi Quanti ricordi in questi cartellini che riproponiamo ai nostri lettori! Qui ci soffermiamo su due giovani giocatori che ebbero vicende del tutto diverse. Mauro Pincelli, oltretutto personaggio sottoposto a un nostro approfondimento sulle pagine dei “Ricordi”, è stato uno dei più grandi talenti del calcio locale (a detta di Ettore Alcini), insieme a pochi altri come, tra gli altri, Gabriele Matricciani e Fabrizio Ciriolo. Pincelli ebbe la grande occasione di approdare in serie A con il Napoli, anche se non debuttò mai nella massima serie. Lì disputò da titolare la finale con il Milan di Coppa Italia, gara in cui risultò il migliore in campo in assoluto. Poi le alterne vicende e un infortunio abbastanza grave, gli impedirono di fare il grande salto nell’olimpo del calcio. Tuttavia le sue gare a fianco di Rivera, Capello, Pelè

e tanti altri sono per lui indelebili. Elpidio Laurenzi (deceduto il 28 maggio 1994) fu da ragazzo un bravo giocatore. Rapido e dotato di buona tecnica, militò nelle giovanili con risultati apprezzabili. Di lui vengono in mente le famose partite senza fine, tipiche del “Campo dei preti” degli anni ‘60. Molti lo ricordano anche nell’attività paterna, la rivendita di biciclette “Velomax”, con il padre Alfano e il fratello Sonnino. I cartellini (appartenenti all’archivio privato di Pace Celommi e messi a disposizione dal presidente dell’A. S. Roseto Calcio Camillo Cerasi), portano rispettivamente la numerazione 663 e 653 della Nagc (Nucleo Addestramento Giovani Calciatori), appartenente alla Figc (Federazione Italiana Gioco Calcio), specifica Sipt (Settore per l’Istruzione e la Preparazione Tecnica).

I “ragazzi di una volta” 8: la squadra di mini basket che vinceva un po’ dappertutto

Roseto e il basket è qualcosa che va oltre un binomio vincente. I ragazzi si sono formati - nel corso del tempo, ma soprattutto nel secondo dopoguerra - tirando una palla nel canestro con naturalezza e semplicità. Poi negli anni Settanta, dopo le “nidiate” delle decadi precedenti, ecco uscire una nuova generazione di piccoli campioni che si fece valere un po’ in tutta la penisola. È il caso della squadra immortalata in questa foto, targata “Scuola Media Fedele Romani” e che aveva in Tonino Sperandii l’organizzatore. Fu lui a introdurre a Roseto il minibasket, tradizione negli anni continuata da Saverio Di Blasio e il suo gruppo. Ma veniamo alla fotografia in bianco e nero. Siamo nel 1970 a Pesaro, nel Palazzetto dello Sport e si deve giocare la finale Interregionale di Minibasket. Gli avversari sono i pari categoria di Pesaro, che vincono la sfida. I ragazzi biancazzurri si rifaranno d’estate, quando ospiteranno i marchigiani e li supereranno in una sfida all’Arena 4 Palme. Nella foto in piedi da sin. Tonino Sperandii (allenatore), Domenico Braca, Umberto Braccili, Gianni Collevecchio, Gabriele Toscani, Maurizio Zitti, Giovanni Proti (accompagnatore). In basso da sin. Gianfranco Candelori, Angelo Di Giovanni, Ettore Cerè, Ruggero Corradetti, Fabrizio Giannangelo.


ELEZIONI REGIONALI - 25 maggio 2014 14

Mandatario elettorale: Poliandri Dino

SEMPRE AL TUO FIANCO ANCHE IN REGIONE

vota

NICOLA DI MARCO


CUR IOSIZIEizie)

15

ot N & à it s io r u C (tra

Che fine ha fatto il busto del sen. Giuseppe De Vincentiis a Cologna Paese? Nella Scuola Elementare di Cologna Paese (ora dismessa, in cui è rimasta solo la Scuola dell’Infanzia e in più si è dato vita alla ludoteca locale, gestita dall’associazione culturale “Girotondo”) primeggiava all’ingresso il busto del sen. Giuseppe De Vincentiis. Poi, tempo fa, in occasione di una mostra tenutasi a Teramo presso il museo archeologico, l’opera marmorea è stata prestata per una esposizione e appena dopo avrebbe dovuto fare ritorno nel suo luogo di riferimento. Il senatore è stato il personaggio più illustre della frazione rosetana e merita di essere ricordato costantemente da tutti i cittadini e dai giovani che frequentano la struttura. Pertanto è ora che si faccia richiesta a chi di dovere per ricollocare il busto dove era posto originariamente. «Il senatore Giuseppe Devincenzi (il nome

si trova scritto in diversi modi, vale a dire Devincentis, Devincentiis, De Vincentiis, Devincenzi e verrà riportato in base a come trascritto nei vari documenti consultati), ministro dei Lavori Pubblici prima col governo Ricasoli dal febbraio 1867 all’aprile dello stesso anno e poi col governo Lanza dall’agosto 1871 al luglio 1873, era nativo di Notaresco, ma abitava a Cologna Paese, dove aveva una grande azienda agricola,. Nella marina, invece, possedeva un importante stabilimento enologico collocato di fronte alla Villa Mazzarosa, in cui fu costruita la botte più grande d’Europa dalla capienza di 1000 ettolitri. Il politico fu molto lungimirante in molte delle scelte che adoperò, sia come politico sia come imprenditore». [Tratto da Roseto e le sue storie, Edizioni Sigraf, 2006, Pescara]

Un interessante convegno sul turismo con il presidente di Ecotur si è tenuto al Moretti di Roseto Venerdì 11 aprile 2014 si è tenuto, presso l’aula magna dell’Istituto Moretti di Roseto, il convegno “Le prospettive del turismo in Abruzzo”, in cui ha partecipato, in qualità di relatore, il dott. Enzo Giammarino, direttore regionale della Confesercenti e presidente di Ecotur. L’incontro, organizzato in collaborazione con l’associazione culturale Cerchi Concentrici Promotor e curato dalla prof. ssa Lucia Alonzo, era rivolto agli studenti dell’indirizzo Turismo della scuola ed è stato molto interessante, dal momento che si è parlato di ciò che potrà accadere nei prossimi anni in questo settore specifico. Innanzitutto il dott. Giammarino ha sottolineato come la nostra regione, che oggi ha un’affluenza turistica di circa 7,5milioni di presenze, possa puntare per il prossimo futuro a raggiungere quota 10milioni, con la possibilità di avere migliaia di posti di lavoro in più. Il piatto

forte rimane la costa teramana che da sola ospita oltre i due terzi di tutto il turismo abruzzese. Ma bisogna - a detta del relatore - cambiare velocemente strada e puntare molto sul turismo-natura, sul miglioramento delle strutture ricettive, sulla salvaguardia del territorio e soprat-

tutto sulla maggior cura dei nostri parchi, delle nostre riserve e delle nostre aree protette. Interessante è stata anche la partecipazione degli studenti che hanno potuto dialogare con il dott. Giammarino, proponendo domande mirate, riguardanti l’aspetto occupazionale.

A sin. il prof. Narcisi, il dott. Giammarino e la prof.ssa Alonzo


16


CUR IOSIZIE tizie)

17

o N & à it s io r u C (tra

Come è nata la

fontana con l’àncora di piazza della Libertà? L’annullo del 27 giugno 2010

È la fontana centrale di Roseto ed è molto apprezzata da tutti coloro che di giorno, ma soprattutto di sera, affollano piazza della Libertà, in modo particolare nei fine settimana. Eppure pochi sanno che l’àncora che primeggia nel mezzo della fontana ha una storia particolare. Fu trovata al largo del mare rosetano da una vongolara che la tirò su. L’imbarcazione era di Lamolinara, il quale, una volta portatala a riva, non sapeva cosa farne. A quel punto intervenne Ettore Alcini, direttore dell’Azienda di Soggiorno, che da subito ebbe l’idea di farne una specie di monumento, dal momento che in quella piazza c’era già stata una famosa fontana con il cubo inclinato del periodo littorio. Fece in modo di far portare l’àncora nella pescheria a sud del lungomare (dove oggi c’è il Palazzo del Mare), per poi, grazie all’aiuto di Pasquale Sulpizi che mise a disposizione un camion con il braccio meccanico, trasferirla nell’officina di piazza Ungheria

di Orlando Vagnozzi. Così iniziarono i lavori di restauro, grazie all’apporto di Umberto Moretti (l’ex custode del Campo Patrizi), Gabriele Matricciani e lo stesso Alcini, fino a quando l’ancora fu tirata a nuovo e riverniciata. Intanto l’Amministrazione Comunale fece progettare il resto del monumento (a costo zero), affidando l’incarico all’arch. Giuseppe (Peppe) Di Sante, che si avvalse della disponibilità del tutto gratuita dell’impresa edile di Gino Ferrara. Utile per la realizzazione della struttura furono anche gli spunti fotografici che Ettore Alcini prese da un’analoga fontana posta in una piazza di S. Benedetto del Tronto. Il lavoro finale, realizzato nel 1992, è ancora visibile nella piazza centrale di Roseto. Il 27 giugno 2010 il locale Circolo Filatelico Numismatico del presidente Emidio D’Ilario fece predisporre un annullo speciale nell’ambito della manifestazione “Abruzzophil”, con la scritta specifica al “Monumento della marineria rosetana”.

Ma che bello! 1° - La fioritura nella scuola Milli Lo stupore non è facile che ci colga spesso durante la giornata. Anzi, siamo quasi sempre alle prese con la “normalità” delle cose che, per carità!, va bene pure, ma alle volte vorremmo rimanere “a bocca aperta”. Insomma, avere un po’ di felice sorpresa per le cose che ci circondano non guasta e se ammiriamo qualcosa fuori dal normale, ecco che rimaniamo incantati. In tutto ciò la natura ci aiuta molto, soprattutto quando dà sfoggio alla sua bravura, perché ci offre degli scorci mozzafiato. La sezione di Curiosizie vuole occuparsi di questo, cioè di cose piccole o grandi che ci fanno apprezzare il senso pieno (ed estetico) della vita. Iniziamo con una bellissima fioritura che abbiamo colto in uno dei luoghi storici della formazione di migliaia di Rosetani: la scuola Giannina Milli. Questi fiori, di un colore così vivo che sa di primavera, non fanno altro che mettere di buon umore il viandante.


CI PIACE

Discarica Coste Lanciano, elaborate le soluzioni per la messa in sicurezza Tre proposte per mettere in sicurezza la discarica di Coste Lanciano, evitando così situazioni spiacevoli come quelle che si sono registrate nel novembre e dicembre scorsi e nel marzo del 2011, quando a seguito delle piene del fiume Tordino il vecchio impianto di smaltimento venne eroso dalla furia delle acque. Il Comune di Roseto e il Genio Civile di Teramo dovranno ora verificare quale possa essere la migliore proposta, che dia sicurezza a tutta l’area. La prima riguarda la sistemazione di gabbioni contenenti grosse pietre. Ne verrebbero sistemati a centinaia lungo un tratto di 400 metri, su due file creando quindi dei gradoni

per impedire che la corrente del fiume possa spazzarli via. L’altra proposta riguarda un intervento già adottato in altri corsi d’acqua, anche più importanti del fiume Tordino, e prevede il posizionamento di massi “ciclopici” per ricostruire l’argine. La terza soluzione, quella che più piace all’amministrazione comunale rosetana, consiste in un doppio intervento, un connubio tra ingegneria naturalistica e il posizionamento dei massi ciclopici. L’ingegneria naturalistica prevede la piantumazione di una serie di alberi che andrebbero a consolidare l’argine già eroso in passato. Nel contempo la presenza di grossi massi impedirebbe alla furia della corrente, in caso di piena, di sfondare la linea di protezione.

NON CI PIACE

Distrutti i birilli della pista ciclabile, zona Mion. Il Comune corre ai ripari Ancora vandali in azione a Roseto. Questa volta gli incivili hanno preso di mira i “birilli” che separano la pista ciclopedonale, nella zona nord della città dinanzi al Mion Gran Hotel, dal breve tratto di strada che riporta poi verso la statale. Sono stati tutti abbattuti. Alcuni sono stati letteralmente sradicati dalla sede, altri invece sono stati sgretolati probabilmente a seguito del passaggio di qualche auto. Nei giorni scorsi il Comune ha dato il via ai lavori di riposizionamento dei segnalatori. Comunque sembra quasi una sorta di sfida che viene ingaggiata dagli incivili nei confronti dell’amministrazione co-

munale ma anche dei cittadini che rispettano il patrimonio pubblico. Alcune settimane fa, in diversi punti della città, vennero divelti i paletti che segnalavano l’ordinanza che obbliga i possessori di cani di dotarsi del kit per raccogliere le feci del proprio animale. Anche in questo caso il Comune è dovuto correre ai ripari, riposizionando la segnaletica. Prima ancora erano stati danneggiati i giochi presenti in alcuni parchi pubblici del capoluogo e delle frazioni. In alcuni casi scivoli e dondoli erano diventati inservibili e persino pericolosi per i più piccoli. Più recentemente si sono registrate le situazioni legate all’abbandono dei rifiuti in zone di passeggio.


L’idea è sicuramente geniale ed è venuta ad alcuni commercianti di Roseto che hanno deciso di offrire…un servizio in più ai loro clienti. Sono state piazzate delle panchine all’altezza dell’esercizio. Una simpatica iniziativa voluta proprio da alcuni esercenti. Avranno pensato a coloro che stanchi di girare per fare acquisti sognano un po’ di sollievo. Una panchina utile soprattutto ai mariti poco inclini a seguire le loro mogli all’interno del negozio. E così, magari con un giornale in

mano si accomodano fuori, belli seduti in attesa che la gentil consorte svuoti il portamonete, anche se di questi tempi, con la crisi che corre, il numero dei parsimoniosi è in forte aumento (almeno chi qualche soldo lo guadagna col lavoro). Ma la panchina è utile anche agli anziani, che ne approfittano per riposarsi un po’ prima di tornare a casa. L’iniziativa però piace ed è stata apprezzata anche dagli amministratori in quanto contribuisce anche a migliorare l’arredo urbano cittadino.

CI PIACE

Panchine per il “riposo” dinanzi ad alcuni negozi

Torna il problema dell’erba alta lungo le strade periferiche, sul territorio comunale di Roseto. Le piogge dei giorni scorsi hanno favorito l’immediata ricrescita dopo che il Comune aveva attivato a marzo alcune squadre di operai per la pulizia e la manutenzione ordinaria. La questione riguarda via degli Acquaviva a Cologna, la zona del lungofiume, la strada che porta verso Montepagano passando da contrada Tanesi, l’area del Borsacchio. In alcuni punti l’erba supera anche il metro di altezza e in prossimità delle curve si riduce sensibilmente la visuale con il rischio che due auto che proseguono in senso

opposto possano scontrarsi, soprattutto nella zona di Coste Lanciano, all’altezza del lago per la pesca sportiva. Ci vorranno almeno un paio di settimane, tempo permettendo, per completare tutti i lavori che riguardano il taglio delle erbacce. Intanto, il Comune, come da ordinanza emessa a suo tempo dal sindaco, ha chiesto ai proprietari dei terreni incolti di garantire la pulizia delle aree. Nei prossimi giorni i vigili urbani inizieranno i controlli per verificare se viene rispettato il provvedimento emanato dall’amministrazione locale.

INFORMATIV A PER I CITTADINI

AR

Legge Regionale del 10 agosto 2012 n. 41 (BURA), che disciplina la materia funeraria e di polizia mortuaria cambia in modo radicale gli assetti dei compiti e delle funzioni in merito al trattamento del caro estinto. Ad esempio ora, per il periodo di osservazione, il trasporto del defunto – dall’ospedale a casa - è consentito prima delle 24 ore, previa documentazione. A riguardo, l’azienda Antonio Ruggieri S.r.l. garantisce il servizio di trasporto a costi contenuti, determinati in base all’impegno e, soprattutto, mette a disposizione presso i locali della sua azienda una sala di commiato a titolo gratuito. Inoltre, per ceneri e cremazioni ci sono tariffe ben definite, non elevate, se non inferiori a quelle di un funerale normale. La nuova Legge Regionale permette di conservare le ceneri privatamente o, se lo si desidera, è possibile disperderle in luoghi adatti. La nuova regolamentazione definisce, quindi, in modo chiaro le procedure in ambito mortuario. Pertanto è opportuno rivolgersi sempre a strutture specializzate che offrono servizi adeguati per tutte le esigenze, diffidando da chi non conosce le procedure e alimenta i costi ingiustificatamente.

Antonio Ruggieri S.r.l.

Via Brasile Zona Ind.le Voltarrosto - Rosrto Ufficio 085-8932081 . Fax 085-8932769 Info. 338-8602828 - e-mail antonioruggierisrl@gmail.com

NON CI PIACE

Erbacce lungo le strade, servono interventi immediati


20

Sei sicuro che l’assetto ruote della tua auto sia regolare ? In occasione del cambio gomme stagionale, presentiamo un’incredibile offerta:

SCONTO DEL

SULL’ ASSETTO RUOTE

€ 17,50 anziche’ € 35,00

(prezzi iva esclusa)

Non farti sfuggire l’opportunita’ chiama subito per un appuntamento !

Offerta valida dal 17/03/2014 al 16/05/2014 Zona Industriale Autoporto (Uscita A 14) - Roseto degli Abruzzi (TE) Te l . 0 8 5 / 8 9 4 4 4 4 5

w w w. a t t i l i o p e t r i n i s e r v i c e . i t - i n f o @ a t t i l i o p e t r i n i s e r v i c e . i t


21

Matteo Renzi

un liberale “de sinistra” Il nostro protagonista, negli anni della sua prima giovinezza, viveva nel mito se non di Berlusconi, certamente del mondo berlusconiano. Ne è la riprova la sua partecipazione a “La ruota della fortuna” e le sue imitazioni del cavaliere di William Di Marco UN POLITICO NUOVO - In questo periodo di Matteo Renzi si stanno dicendo tante cose e lo stesso, in qualità di personaggio pubblico, è sottoposto continuamente agli effetti della lente d’ingrandimento, dove anche i piccoli aspetti vengono a galla. È indubbio che il politico è di “nuova generazione”, non tanto per l’età, quanto per la sua formazione. È cresciuto in un’Italia in cui la contrapposizione ideologica era sempre estremamente forte, ma certamente molto meno rispetto al periodo in cui si sono formati quei suoi predecessori, che tra gli anni del secondo dopoguerra e quelli della contestazione giovanile, con l’appendice dell’onda lunga degli “anni di piombo”, hanno avuto spesso la mente offuscata da una contrapposizione ideologica fascismocomunismo che ha bloccato il nostro Paese su un immobilismo deleterio, rinunciando all’essenza primaria della democrazia: l’alternanza di governo. L’ex sindaco di Firenze ha ripreso molto gli insegnamenti del suo primo partito, la Democrazia Cristiana, in cui c’era di tutto: dalle istanze sociali a quelle liberali, dai socialisti cristiani ai liberisti con il totem del mercato. Tuttavia l’influenza più marcata Renzi l’ha ottenuta dal “berlusconismo”, sotto il profilo di modo di vivere e di influenza politica. Ha saputo prendere alcune istanze che provenivano da quella parte, nel senso di un liberalismo concettuale, portandole con sé in una casa politica che di quei concetti ne aveva sentito parlare per grandi linee, non condividendone ovviamente le radici. IL RENZI TELEVISIVO - Il nostro protagonista, negli anni della sua prima giovinezza, viveva nel mito se non di Berlusconi, certamente del mondo berlusconiano. Ne è la riprova la sua partecipazione a “La ruota della fortuna” e le sue imitazioni del proprietario di Mediaset. Quel

milieu è stato assorbito e molte istanze del centro destra, apparse a milioni di votanti le cose giuste da fare per l’Italia, sono state riprese, per un effetto osmotico, dal giovane presidente della Provincia di Firenze. IL SUO GOVERNO DI STAMPO LIBERALISTA - Già quello che dice ha un sapore diverso da una impostazione “massimalista”. Così nei suoi primi giorni a Palazzo Chigi sono emersi “la lotta dura alla burocrazia”, “la riforma della giustizia” (incluso il tabù delle separazioni di carriere), “la lotta contro l’oppressione fiscale”, “l’abbattimento delle tasse”,

“la fine del bicameralismo perfetto”, “la riforma dell’articolo V” (scritto e voluto dalla sinistra prodiana), il cambiamento del mercato del lavoro, argomenti che avevamo sentito quasi esclusivamente dal centro-destra. Se un ibernato si fosse svegliato ieri, avrebbe detto che al governo ci sarebbe ora Berlusconi o un suo diretto epigono. In realtà le cose non stanno proprio così: il cavaliere di Arcore, pur avendone i numeri, non ha mai preso decisioni di stampo liberalista, se non per poche iniziative. Ma nel 2005 ci fu una svolta epocale. Il Parlamento votò la riforma della Costituzione, approvando la riduzione del numero degli onorevoli e dei senatori, la nuova legge elettorale con il premio di maggioranza, l’annullamen-

to del bicameralismo perfetto, facendo in modo che il Senato diventasse una Camera delle Regioni. Invece tutto questo fu abolito dal referendum del 2006, perché il centro-sinistra, che nel frattempo aveva vinto le elezioni, non avendo messoci la firma, volle che tutto saltasse (allora scrivemmo, come riportato sul libro I viaggi di Eidos, che bisognava votare a favore della riforma, per poi apporre piccoli cambiamenti). Renzi, invece, oggi ripropone (quasi tal quale, e non si venga a dire che è tutto diverso) quello che avremmo potuto avere ben otto anni fa e che invece fu bloccato: con le elezioni politiche del 2013 avremmo già avuto una riduzione del numero dei nostri parlamentari. IL PREMIO DI MAGGIORANZA - D’altronde una certa sinistra, non amante del progresso ma del più bieco conservatorismo, aveva nel 1953 appellato, coinvolgendo tutta la stampa, come “Legge Truffa” la riforma elettorale che Alcide De Gasperi voleva, introducendo un premio di maggioranza consistente nell’assegnazione del 65% dei seggi della Camera dei deputati alla lista o al gruppo di liste collegate che avesse raggiunto il 50% più uno dei voti validi. Da allora abbiamo perso ben 61 anni, poi abbiamo perso il treno del referendum del 2006, e oggi Renzi propone una legge elettorale dove il premio di maggioranza è ottenibile addirittura con “solo” il 37,5% dei voti. L’attuale presidente del Consiglio faccia le cose, non perché a dirle è una parte (la sola?) legittimata a farla, ma perché sono soluzioni di buon senso per il Paese. E per attuarle, oggi dall’alto del suo potere, basterebbe dire che il suo partito, o coloro che nel suo partito sono collegati al passato, spesso hanno sbagliato e che altri, invece, ci avevano visto giusto. Questo si chiama onestà intellettuale.


22


Ricordi 7 23

II

serie

23

Ettore Alcini Un viaggio su un’auto d’epoca. Così il nostro protagonista presenta i suoi amori, dal calcio al turismo, dalla famiglia alle fuoriserie. Ma quella volta un bambino dato per “morto” tornò a respirare... di William Di Marco

Il grande amore per la sfera di cuoio lo portò a rivestire la maglia del Teramo, divenendo il giocatore biacorosso con il maggior numero di presenze. Tuttavia la stagione più bella la visse all’Azienda di Soggiorno, quando il turismo era fatto con il coinvolgimento di chi dava anima e corpo in un settore che non era contrassegnato dalla politica. E poi la passione delle “torpedo blu”

ricordi U Ettore Alcini

n viale alberato, in lontananza la polvere che si alza al passaggio di una macchina. Il tempo si dilata e lo spazio si restringe. Adesso possiamo mettere a fuoco il soggetto in primo piano, che avanza con i capelli al vento e gli occhialetti di chi deve proteggersi dalle mille insidie che la campagna aperta nasconde, con gli insetti pronti a oscurare la nostra vista. Sempre più il pilota si fa strada e dà all’obiettivo i caratteri del suo volto: la foto di un’altra epoca è pronta per essere immortalata nella pellicola e per essere consegnata ai posteri, con tutto un bagaglio di significati. Se dovessimo immaginare Ettore Alcini nel suo splendore degli anni giovanili, lo potremmo fare così, mettendo in risalto quegli aspetti che lo hanno fatto viaggiare su tre dimensioni diverse. La prima è quella che gli ha dato notorietà sui campi di calcio dell’Abruzzo intero, quando con la maglia della Rosetana, ma soprattutto con quella del forte Teramo della serie C, nascondeva la palla agli attaccanti avversari o ai centrocampisti. Era bravo a ricoprire diversi ruoli, ma quando il mister lo collocava in difesa, il centravanti di turno poteva mettere l’anima in pace: per quella gara il pallone di cuoio non l’avrebbe visto, nemmeno per riportarlo negli spogliatoi. Arcigno e potente come pochi, doveva approdare in serie B, ma il suo destino portava il segno indelebile della sua Roseto e così, ancora giovanissimo, inizia a frequentare (nella seconda dimensione) la proloco della sua città, che poi diventerà Azienda di Soggiorno, fino a divenirne direttore. Certo, era il turismo del boom economico e dei grandi nomi, ma lui quel modo di ospitare la gente “forestiera”, fatto di gentilezza e accoglienza, lo diffondeva come un vangelo, perché il turista “è una risorsa talmente importante sottolinea ancora oggi con il piglio di chi sa come funziona questo settore - che bisognerebbe riceverlo, sin da quando chiede un’informazione per strada”. Le centinaia di manifestazioni organizzate in quegli anni lo rendevano uno stakanovista dell’accoglienza, con la sede di piazza della Libertà aperta alle volte anche 16 ore con-

secutive. Ma c’è pure una terza dimensione che ha reso Ettore un personaggio conosciuto oltre i confini regionali: la sua sconfinata passione per le auto d’epoca. “Se avessi avuto un garage...” tiene a sottolineare ancora oggi, per ribadire le grandi occasioni che ha avuto di acquisire pezzi unici di auto buttate nei fienili e che poi lui segnalava ad amici. Nonostante ciò i suoi mezzi tuttora sono gemme che custodisce per quello che realmente sono: dei gioielli di estrema bellezza. Adesso l’auto che vedevamo in lontananza è proprio vicino a noi. Si ferma, la polvere si dirada e il pilota con gli occhiali ci invita a salire a bordo. Non possiamo che approfittarne. L’eco della guerra si confonde nella sua infanzia. Qualcosa di quella tragedia che è la Seconda Guerra Mondiale la ricordo perfettamente. Intanto sono nato il 31 ottobre del 1936 a Roseto in via Manzoni, angolo via Settembrini. Per tanto tempo quello è stato il mio universo, perché mio padre Alessandro e i suoi fratelli Raimondo e Guido avevano un’attività. In verità i primi due gestivano un noleggio di automobili, con il garage che era sotto casa, mentre mio zio Guido aggiustava le radio e con l’avvento dei televisori iniziò a riparare anche quelli, fino a quando aprì un’attività in proprio a Teramo. Tuttavia fu proprio il lavoro che faceva mio padre che mi piaceva, con quelle belle macchine tirate a lucido pronte per essere date a noleggio con o senza autista. Allora le vetture erano pochissime e c’era bisogno di portare la gente fuori Roseto. Anzi, questo particolare mi fa ricordare un avvenimento. Eravamo proprio in piena guerra e la nostra, nonostante il periodo, era la spiaggia della Roma bene. In quegli anni giunse da noi una coppia di fidanzati, i due famosi attori Osvaldo Valenti e Luisa Ferida (saranno fucilati proprio alla fine della guerra, cioè il 30 aprile del 1945, perché appoggiarono la Repubblica di Salò, nda). Avevano passato le vacanze sulla nostra spiaggia e dovevano tornare a Roma. Noleggiarono da mio padre l’auto e fu lui che li accompagnò. Messisi in moto, fecero tornare indietro l’auto per regalarmi un cornettino d’oro. Era settembre del 1943.


24


Ricordi 7 -

25

Anni ‘40, Roseto. Il padre di Ettore Alcini, Alessandro, con l’auto che accompagnerà gli attori Osvaldo Valenti e Luisa Ferida a Roma

Estate 1955, Roseto. Sulla canoa del “Quattro con”, da sin. Walter Bruscia, Pino Bianchini, Claudio Passamonti, un villeggiante ed Ettore Alcini

Di mio padre, una volta partito, non si ebbero più notizie e noi tutti incominciammo a preoccuparci, convinti che gli fosse successo qualcosa. Ormai nel centro Italia si erano stabiliti i tedeschi e lui nel ritornare dalla capitale, aveva subito una mitragliata da un aereo. Fece in tempo a fuggire dall’auto, ma il veicolo rimase fortemente danneggiato. Ecco perché non tornava: passò alcuni giorni cercando di aggiustare il motore, fino a quando lo vedemmo rientrare e per noi fu una vera festa. Mia madre, Maddalena D’Ascanio di Mosciano, fu felicissima, anche se in seguito soffrì tantissimo per altri motivi, cioè quando mia sorella Carla, più piccola di me, morì all’età di dieci anni, appena dopo aver ricevuto la Comunione. Un bambino, in quel periodo, come si divertiva? Quando si è piccoli ci si diverte con poco. Eravamo sempre in giro e andavamo a curiosare. Mi ricordo una volta un bombardamento aereo degli americani, vicino la pineta Savini. Appena dopo l’incursione, noi bambini ci recammo sul posto e vidi su un camion i soldati tedeschi morti, colpiti da una mitragliata del velivolo. Un’altra volta ci appostammo sotto i cannoni posizionati sulla collina da parte delle truppe germaniche. Raccoglievamo i grossi bossoli, al cui interno c’erano dei filamenti tipo gelatina. Insomma, eravamo dei piccoli “sciuscià” e di pericoli ne correvamo parecchi, come quando andavamo a vedere lo sminamento della spiaggia; ma l’incoscienza e la curiosità di quegli anni era il nostro pane quotidiano. Come lo era anche il pallone. Giocavamo dappertutto e facevamo partite che finivano 30 a 25 della durata di interi pomeriggi. Il nostro luogo di ritrovo era il campo della villa di Teresa Forti, che poi divenne parrocchiale. Lì ebbi le prime esperienze con la famosa formazione dello “Sportivetto”. Fino a quando iniziai a frequentare il Patrizi. Entrai a far parte delle giovanili e avevo circa tredici anni. E la scuola? Le Elementari le feci nella scuola di via Milli, ma le aule erano in via Triboletti, di fronte a dove oggi c’è l’ingresso del palazzo di Rolli. Il mio maestro per i cinque anni fu Massimo Mazzoni. Dopo venne il periodo delle Medie dalle suore e appena dopo mi iscrissi all’Istituto Tito Acerbo di Pescara, frequentando la Ragioneria. Ricordo i miei compagni di allora come Settimio Angelini ed Enrico Collevecchio, ma anche il fratello di Settimio, Saul, che ci impartiva le ripetizioni di Matematica. I docenti erano severi e mi sovviene l’episodio con il prof. D’Incecco che ci sorprese un giorno quando marinammo la scuola. Il giorno dopo a me e Settimio ci definì due “lestofanti in cerca di una bicicletta”. A quel punto

II

serie 25

Stagione sportiva 1959-60, Teramo, Stadio Comunale, gara tra il Teramo e il Foggia finita 1 a 1. Da sin. Mupo, Alcini, Ricci, Bruno, Pelliccetti, Galli; sotto: Zanone, Francia, Sangiorgi, Calvami, Martiradonna (all. Calabrese)

lo sport si intreccia con la scuola, perché giocavo con la Rosetana e nel 1954 fui acquistato dal Teramo Calcio. Per me fu un salto di categoria importante e così, per poter continuare gli studi, mi trasferii in una scuola teramana, esattamente l’Istituto Comi, dove mi diplomai. Lo sport torna in primo piano. La passione era tanta. A Teramo trascorsi gli anni più belli sotto il profilo sportivo. Mi ambientai subito e si meravigliavano della mia potenza, ma per me era tutto normale, nel senso che noi ragazzini eravamo abituati a giocare sulla sabbia del mare di Roseto e questo mi aveva fatto sviluppare molto di più i muscoli delle gambe rispetto a chi questo tipo di pratica non l’aveva mai fatta. E parlando di sabbia, mi viene in mente che da ragazzo iniziai una nuova disciplina sportiva che mi piaceva. Era la canoa e tutto nacque dal fatto che il dott. Santoro che veniva da fuori, portò in spiaggia una canoa: era un “quattro con” e così iniziai ad allenarmi, insieme agli amici. Ho giocato anche a pallacanestro, in verità pochissimo. Mi ricordo in una delle mie rare partite un canestro che feci da centrocampo. Fu un’impresa e chiusi... alla grande quell’esperienza. A Teramo c’erano dei veri campioni. È vero. C’erano atleti fortissimi come Lanciaprima, Landoli, Costante Berardini, vere glorie del calcio locale, ma anche Mario Martiradonna che poi andrà a Cagliari e vincerà lo scudetto. Quando quest’ultimo andò via dalla città per approdare alla Reggiana e poi in Sardegna, di me s’interesso il Bari in serie B., ma non se ne fece nulla. Rimasi nel capoluogo teramano fino al 1963, disputai 189 partite, risultando il giocatore che per più gare ha indossato la casacca biancorossa. Per questo ho ricevuto anche dei premi. Realizzai sette reti, una delle quali mi ha fatto ottenere il record del gol più veloce di un difensore, perché messo a segno nel primo minuto di gioco. Poi rientrai a Roseto, e sfiorammo la promozione in serie D con una formazione veramente forte. A quel punto feci un corso a Coverciano per tecnico e diventai giocatore-allenatore, sia nella squadra della mia città, sia a Nereto e Atri. Quando smisi, ero già impegnato nel lavoro, ma non abbandonai il calcio. Feci l’allenatore per le giovanili, gratuitamente, come ho fatto sempre nella mia vita per le cose che mi appassionavano. Ho visto tanti giovani talenti e li ho cresciuti anche sotto il profilo morale. Ci sono stati veramente tanti bravi giocatori, come Gabriele Matricicani, Mauro Pincelli e Fabrizio Ciriolo, tutti dotati di grande tecnica. Prima ha accennato al lavoro... Intanto devo dire che il 19 settembre 1963 mi sposai con Tiziana Lamboni di Nereto, ma da anni trapiantata a Roseto, e abbiamo

ricordi


26

Fino a giugno aperto venerdi, sabato e domenica.

MENU’ CONVENIENZA

Menù Gioia Affettato misto salumi 10 arrosticini Bruschetta con olio

€ 9,90

Menù Orchidea

Frisella con formaggio e pancetta Involtini di melanzane con mozzarella e speck 10 arrosticini Bruschetta con olio

€ 11,90

Menù Tulipano

Menù Week End

Polenta alla brace con formaggio fuso Cipolle di Tropea Melanzane sott’olio

Timballo 10 arrosticini Bruschetta con olio

€ 12,90

€ 12,90

Menù Fantasia

Formaggio al forno con prosciutto Mortadella alla brace 10 arrosticini Bruschetta con olio

€ 12,90 Menù Esplosivo Affettato misto salumi Pomodori, funghi, cipolle ripiene Mazzarelle 10 arrosticini Bruschetta con olio

€ 13,90


Ricordi 7 -

1961, Roseto, lido Mirella. Ettore Alcini con la fidanzata Tiziana Lamboni e la piccola nipote Marina Sperandii

Stagione sportiva 1962-63, Teramo, Stadio Comunale. Ettore Alcini viene premiato come miglior giocatore della squadra biancorossa

avuto nel 1965 Alessandro e nel 1972 Valentina. In quei primi anni ‘60 aiutavo mio padre nella sua attività che gestiva con mio zio Raimondo al centro di Roseto. Era una rivendita di gas, poi mio zio aprì un negozio di mobili. D’estate consegnavo le bombole e una volta spensi un incendio che avrebbe avuto gravi conseguenze, se non fossi stato rapido a chiudere il rubinetto del gas. Devo dire che mi sono sempre dato agli altri, senza badare al pericolo. Successe anche quando giocavo a Teramo e, pur se avevo l’alloggio pagato, tornavo sempre a Roseto con il pullman. Una volta davanti a noi c’era un camioncino che prese fuoco. Scesi, feci aprire il cofano e con l’impermeabile nuovo, comprato solo pochi giorni prima da Roberto Ferri, spendi l’incendio. Il proprietario del camioncino non mi disse nemmeno grazie, ma avevo fatto il mio dovere. Poi mi capitò di impiegarmi, come stagionale, nel Comune di Roseto. Ci rimasi un anno, fino a quando entrai nell’allora proloco locale, che era posta in piazza della Libertà, versante stazione, dove fino a poco tempo fa c’era una rivendita di intimo. Nel giro di poco tempo l’ufficio si trasformò in Azienda di Soggiorno, fui assunto e ne divenni direttore. La struttura funzionava veramente e faceva direttamente turismo. Eravamo aperti sempre e d’estate si facevano le ore piccole, perché tutte le manifestazioni organizzate in quegli anni passavano per l’Azienda, dal basket alle serate danzanti, dal motociclismo alle sfilate e altre iniziative. Un ricordo particolare va ai presidenti dell’Ente, da Serafino De Angelis a Pio D’Ilario, da Barba all’indimenticato Tonino Bruscia, tutte persone, come d’altronde i consiglieri, che non prendevano una lira per il loro lavoro. Poi, quando nel 1985 le Aziende furono trasformate in Aptr, acronimo di Azienda Promozione Turistica Regionale, entrò di scena la politica e tutto è finito. Noi invece avevamo l’autonomia anche finanziaria, al punto che comprammo la sede sotto il Palazzo di Rolli per quasi 12milioni, tuttora esistente, e il Lido La Lucciola per 17milioni. Insomma, a livello abruzzese eravamo il punto turistico più esclusivo e completo. Lei prima ha parlato della sua predisposizione a buttarsi nella mischia per salvare gli altri. È vero che c’è un episodio che, in un certo senso, vi spinse ad acquisire il lido La Lucciola? Ho capito a cosa si riferisce. Ero in spiaggia con mia moglie, quando vedo un pattino con dei bambini sopra che si agitavano. Mi butto subito in mare e da quello che dicevano i ragazzini, sott’acqua c’era un loro compagno. Mi immergo, lo recupero e lo porto a riva. Non dava segni di vita. Tento di fare la respirazione bocca a bocca, tecnica appresa poco prima solo in teoria. Passa un medico che dà il bambino per morto, ma io lo prendo e lo

II

serie 27

Anni ‘60, Roseto, uffici comunali. Da sin. Giovanni D’Emilio, Ettore Alcini e Venturino Marini

porto all’ospedale di Giulianova, aiutato da un mio amico. Verso il bivio per Teramo, continuando la respirazione, il bambino butta fuori dai polmoni l’acqua e inizia a respirare: un vero miracolo. Si salverà e i genitori di Montepagano faranno una grande festa per la “rinascita” del loro figlio. Da quell’episodio ci venne in mente, come Azienda di Soggiorno, di acquistare un lido e farne anche un pronto soccorso al mare. Per tutte queste attività devo ringraziare anche i due amici impiegati Emidio Di Bonaventura e Lucio Di Nicola. E la passione per le auto la lasciamo fuori da questo racconto? Assolutamente no. Sin da piccolo mi innamorai di questi mezzi e mio padre da bambino mi fece una macchinina a pedali, data la mia passione. Ho recuperato molte auto e se avessi avuto il posto oggi avrei un parco auto di prima grandezza. Attualmente ho una Fiat 501 del 1923 targata Te 61, una Fiat Balilla Spyder 3 marce del 1936 e una Fiat 1500 6 cilindri del 1936. La mia tessera Asi, cioè Automotoclub Storico Italiano, è la numero 64 e questo la dice lunga da quanto tempo seguo questo settore. Poi c’è la storia della Lancia Aurelia B 24, quella del film “Il sorpasso”: ne comprammo da Mezzopreti addirittura tre, insieme al mio amico Domenico Di Giovannantonio. Se si pensa che ne furono prodotte solo 1.500, si capisce perché è un pezzo rarissimo, dato anche il fatto che alcuni esemplari si inabissarono con l’Andrea Doria. E questa è una passione che continua... Il nastro del racconto non si è affatto interrotto, continua a girare. Gli avvenimenti della vita di Ettore Alcini sono veramente tanti, ma per il momento dobbiamo scendere dalla sua vettura. Lui si rimette gli occhialini e riparte. Ormai è lontano, avvolto dalla nube di polvere e dal mito, lo stesso delle sue automobili.

Anni ‘90, rassegna di auto d’epoca. Da sin. Tonino Iaconi ed Ettore Alcini con in primo piano una Fiat 508 Spyder 3 marce del 1936

Pubblicati: 1 Eleonora Filippone Thaulero; 2 Pasquale Zeppilli; 3 Sandro De Simone; 4 Domenico Di Battista; 5 Genovino Ferri; 6 Concetta Scaccioni.


28


29


30


31

Pasqua senza stipendio per gli operai ex Sogesa Dopo il fallimento della società considerata il braccio operativo del Cirsu, la situazione è peggiorata. Il polo tecnologico di Grasciano resta per il momento fermo

C

’è molta amarezza tra gli ex operai della Sogesa, la società che era il braccio operativo del Cirsu e dichiarata fallita. In una nota i lavoratori esprimono tutto il loro disappunto per la situazione che stanno vivendo. “Pasqua di Resurezione…ma per gli ex Sogesa la “resurrezione” è ancora lontana”, si legge in un documento firmato dai lavoratori. “Pasqua, giorno di festa”, prosegue il documento dei lavoratori, “ma purtroppo ancora una volta gli ex operai Sogesa, non hanno nulla da festeggiare. Per il quarto anno non percepiranno lo stipendio e le prospettive di poter riprendere il lavoro si allontanano sempre di più. Sei delle 8 persone, che su 53 operai erano state richiamate, dopo due mesi sono tornate al punto di partenza: dal primo aprile come gli altri sono di nuovo senza lavoro. Per quanto riguarda gli altri due non sappiamo con quale forma contrattuale siano ancora legati alla ditta vincitrice delle gare d’appalto, dato che tutto tace”. Il riferimento è ad un paio di operai che sarebbero ancora in organico al CSA, il Consorzio Stabile Ambiente dell’Aquila che ha avuto in gestione una parte del polo tecnologico. A proposito di CSA, sembra che il consorzio aquilano abbia incassato una parte dei soldi per le attività svolte dallo scorso mese di gennaio sino a quando la Re-

gione non ha deciso di bloccare le operazioni di trattamento dei rifiuti per aver riscontrato delle “irregolarità”. Ma una parte di quelle somme non è stata destinata al Cirsu per la gestione appunto della piattaforma. Intanto, le maestranze ex Sogesa puntano il dito contro Cirsu e sindaci dei 6 Comuni consorziati. “Il vero problema è che non si riesce a capire come mai Cirsu e sindaci”, conclude la nota, “non si impegnino a far rispettare quanto previsto in base agli accordi contrattuali. L’articolo 6 che disciplina il passaggio di gestione, presente nel bando, afferma che col cambio di gestione

deve esserci anche il trasferimento diretto del persone di servizio. A questo punto sorge spontanea una domanda: perché non viene fatto rispettare da chi dovrebbe? Il Cirsu può essere paragonato ad un’isola felice: non c’è bisogno di leggi, tutto è concesso, il fatto che una azienda pubblica è fallita e un’altra stia per avere la stessa sorte, per non parlare dei danni ambientali, sono fatti irrilevanti. Forse l’unica cosa certa è che con fatica si riuscirà a prolungare fino a giugno la cassa integrazione. Lo speriamo, almeno avremo una possibilità per continuare a sopravvivere”.


32

s

rk a h S o set

Ro

foto: Mimmo Cusano

ULTIMA SPIAGGIA PER I PLAYOFF

ti Maggit di Luca

Roseto padrone del proprio destino: vincendo a Ferrara è dentro, perdendo deve tifare Firenze affinché batta il Chieti

I

Alex Legion

l Roseto, che sembrava spacciato dopo le due sconfitte interne contro Agrigento e Treviglio (6 sconfitte in 7 partite), ha piazzato una pregevole doppietta, espugnando il parquet di Matera e battendo in casa Firenze, rilanciando così la propria candidatura all’ultimo posto disponibile del tabellone playoff. Oggi gli Sharks sono padroni del proprio destino, visto che se domenica 27 aprile dovessero vincere a Ferrara avrebbero la certezza matematica di disputare i playoff. Se la squadra di

Giani Zaharie

Curva Nord

coach Trullo dovesse invece perdere in terra estense, saranno Chieti e Firenze (la squadra di coach Caja se vince può salvarsi, a patto che il Nord Barese perda a Treviglio) a decidere l’eventuale prosieguo della stagione degli Squali. Infatti, se Chieti dovesse perdere contro i toscani, Roseto sarebbe comunque qualificata ai playoff, mentre se Chieti vincesse e Roseto perdesse, sarebbero le Furie teatine a qualificarsi per l’ultimo posto disponibile. I tifosi rosetani ci credono e hanno organizzato la tra-

Kevin Sowell

Il basket e la cultura dei campanili senza frontiere

sferta per sostenere Legion e compagni. Il Roseto 2013/2014 ha finora giocato meglio in trasferta, quindi il colpaccio a Ferrara (che ha alcuni infortunati) è ipotizzabile. Poi, con la formula playoff al meglio delle 5 partite, l’indole corsara degli Sharks potrebbe dare ulteriori soddisfazioni, stante le prime due gare da affrontare in trasferta. Recuperato il miglior Sowell, la squadra del Lido delle Rose ha talento e profondità bastanti per diventare protagonista dei playoff. Il campo, al solito, dirà la verità.

Tony Trullo


Roseto

di Luca

ti Maggit

Basket

33

Story

SUPERMARIO, L’HAWAIANO, IL CALIFFO E IL LEGIONARIO... Mario Boni, George Gilmore, Mahmoud Abdul-Rauf, Alex Legion: 4 Rosetani da All Star Game

G

Torino 2004: Rauf e la sua squadra. [Ciamillo&Castoria]

iovedì 17 aprile 2014 si è giocato l’All Star Game di DNA Gold e Silver (seconda e terza lega) a Mantova: grande successo di pubblico e manifestazione divertente. Alla kermesse ha partecipato anche il rosetano Alex Legion, convocato in virtù dei grandi numeri messi insieme in campionato. Proprio a Mantova, Legion ha conosciuto Mario Boni, che partecipò – da giocatore del Roseto – all’All Star Game giocato a Trieste il 25 gennaio 2001. SuperMario fu convocato insieme a George Gilmore, il play del Roseto che veniva dalle Hawaii. Oltre a

Boni e Gilmore, anche Mahmoud AbdulRauf fu convocato ad un All Star Game: quello giocato l’11 dicembre 2004 a Torino. In quell’occasione, il Califfo del Lido delle Rose risultò il secondo più votato dietro Joe Blair e partì titolare in quintetto. Boni, Gilmore e Rauf hanno giocato l’All Star Game di Serie A (la prima lega), mentre Legion quello – diciamo così – “junior” (delle due leghe sottostanti la massima serie), ma è giusto accomunarli perché, nei loro periodi rosetani, questi giocatori sono stati tutti trascinatori e dunque – al di là delle categorie – certamente “stelle” del Roseto Basket.

Serie A 2000/2001: Gilmore contro Abbio. [Ciamillo&Castoria]

Torino 2004: Rauf. [Ciamillo&Castoria]

Mantova 2014: Legion. [Mimmo Cusano]

Mantova 2014: Boni e Legion. [Luca Maggitti]

Serie A 2000/2001: Boni contro Ginobili. [Ciamillo&Castoria]


34


35


36


37

PSICOLOGIA Legame d’attaccamento e rapporto di coppia di AMEDEA CAPRANI

S

Le esperienze che una persona fa nell’infanzia determinano la misura in cui sarà capace di stabilire e mantenere un rapporto reciprocamente gratificante. Inoltre la qualità delle sue aspettative e le sue capacità sarebbero determinanti per la scelta delle persone a cui si avvicinerà

econdo la Teoria dell’attaccamento di Bowlby, l’uomo è predisposto a stringere relazioni emotive intime preferenziali con alcuni individui per tutto il periodo di vita, sulla base di un modello appreso precocemente nella relazione che si stabilisce tra il bambino e il genitore. Tale propensione è connaturata nell’uomo e dunque già presente al momento della nascita. L’essere umano nasce biologicamente predisposto a sviluppare un insieme di comportamenti che lo tengono vicino alla figura di accudimento, attaccandosi a questa in modo da essere protetto dai vari pericoli. La fame, la fatica, il dolore, la paura, l’estraneità o il fatto che la madre risulti inaccessibile al bambino, sono condizioni che attivano in lui il sistema comportamentale di attaccamento, portandolo a richiamare la madre e ad avvicinarsi a lei, mentre il vedere, il sentirne la voce ma soprattutto una buona interazione con questa sono fattori che ne inibiscono l’attivazione. Tutte le esperienze che noi viviamo nel corso del nostro processo di crescita con le figure di attaccamento sono all’origine della formazione dei cosiddetti modelli operativi interni, ossia rappresentazioni interne di noi, delle nostre figure di attaccamento, della relazione con queste figure e dell’affetto legato a tali relazioni. Queste rappresentazioni determinano le nostre aspettative e previsioni sul nostro comportamento e su quello altrui nelle diverse situazioni, offrendoci una sorta di mappa personale su come agire e come muoverci nel mondo. Se nella relazione di attaccamento precoce con il genitore questo si sarà dimostrato disponibile, affidabile e pronto a rispondere alle richieste del bambino, allora nell’individuo si formerà una rappresentazione interna di sé, dell’altro e della relazione positiva, mentre al contrario, se la figura di attaccamento si sarà dimostrata poco disponibile a fornire aiuto, rifiutante oppure ostile, allora nell’individuo si costituirà una rappresentazione corrispondentemente non positiva. Nel corso dello sviluppo, tuttavia, i modelli operativi interni si modificano in base alle nuove esperienze, e ciò garantisce un miglior

adattamento dell’individuo. Ora, sebbene il comportamento di attaccamento sia manifesto in particolare nella prima infanzia, esso rimane attivo per tutta la vita dell’individuo. In età adulta stabiliamo un legame di attaccamento con il nostro coniuge o partner. Diverse ricerche si sono focalizzate sui processi di attaccamento che caratterizzano le relazioni intime adulte, considerano il legame di attaccamento una componente fondamentale e costitutiva del rapporto di coppia. Sembra che i modelli relazionali costituitisi nella famiglia originaria tendano ad essere riportati nelle relazioni adulte, influenzando sia le dinamiche proprie delle relazioni d’amore che la scelta del partner. E l’anello di congiunzione tra l’attaccamento alle figure genitoriali nell’infanzia e l’amore per il partner nell’età adulta sarebbe rappresentato dai nostri modelli operativi interni. Bowlby sosteneva che le esperienze che una persona fa nell’infanzia determinano in gran parte le sue aspettative di trovare in futuro una sicura base personale e la misura in cui sarà capace di stabilire e mantenere un rapporto reciprocamente gratificante e inoltre che la qualità delle sue aspettative e le sue capacità sarebbero determinanti in relazione alla scelta delle persone a cui si avvicinerà e al modo in cui esse si comporteranno con questa. I risultati delle ricerche sostengono che le nostre esperienze e comportamenti nell’innamoramento corrispondono a quelli propri del legame di attaccamento e che esiste una connessione chiara tra le relazioni con i nostri genitori e i diversi tipi di esperienze e comportamenti che abbiamo. Le persone con attaccamento sicuro tendono a scegliere persone sicure, mentre quelle con attaccamento insicuro tendono a trovare partner insicuri. In sostanza, dunque, c’è una propensione a scegliere un partner con un tipo di attaccamento che sia compatibile con il proprio, in modo da ottenere una conferma della propria percezione di sé e degli altri e dunque delle aspettative reciproche, legittimando in tal modo la ripetizione dei modelli relazionali appresi in passato. Amedea Caprani (psicologa) amedea.caprani@virgilio.it


38


39

Le regole della strada - 1

Rispettare le norme della strada:

è da lì che bisogna partire per evitare gli incidenti Da questo numero iniziamo una collaborazione da noi molto gradita, con la Polizia Stradale della provincia di Teramo. Daremo dei suggerimenti, partendo da ciò che accade sulle nostre strade e da quelli che sono i comportamenti a rischio. Questa rubrica nasce dalla volontà dell’indimenticato Tonino Marini di Lara Panella*

U

no dei momenti più difficili da Dirigente della Polizia Stradale di Teramo è stato un sabato pomeriggio di un anno fa circa, quando, durante i rilievi di un incidente, è arrivato un adolescente, che con tutte le sue forze gridava: “Dov’è mia madre? Voglio vedere mia madre!”... La madre era morta. Giaceva esanime dentro una delle autovetture coinvolte... Come si fa a dire ad un figlio che non parlerà più con la propria mamma? Che non litigherà più con lei? Che non sentirà più le sue premurose raccomandazioni prima di chiudere la porta di casa o i suoi richiami per le tante volte che rientrerà in ritardo? Un collega ha scritto su Facebook: “A questa parte del mio lavoro non mi abituerò mai” Quella volta fu una mamma a dover ricevere la notizia di aver perso per sempre la propria figlia, uscita poche ore prima da casa come tante altre sere. Questo è l’incidente stradale: in un attimo, all’improvviso, in maniera inaspettata la propria vita viene spezzata e cancellata per sempre da quella dei propri cari, senza avere il tempo di salutare, di dire ti voglio bene o di chiedere scusa... E perché? Sempre per negligenza, superficialità, distrazione di qualcuno che alla guida di un veicolo ha ritenuto più importante fare altro anziché porre la massima attenzione per evitare che la propria condotta possa avere gravi conseguenze per la sua ed altrui incolumità! Secondo la convenzione di Vienna l’incidente stradale è un evento dannoso che turba la circolazione coinvolgendo veicoli o persone, ferme o in movimento, determinato sempre dalla inadeguata condotta di conducenti di veicoli o dai pedoni stessi. La condotta diventa inadeguata quando viola una norma di comportamento del codice della strada. La fatalità nell’incidente non esiste, nel 98% dei casi la causa è da ricondursi al comportamento umano! Nel 2012 in Italia sono decedute 3653 persone per incidente stradale, 10 persone al giorno; in provincia di Teramo sono state 27 le persone che hanno perso la vita a causa di incidente stradale. Tra queste vi sono adolescenti, giovani, nonni

a piedi, mamme e padri di famiglia, in macchina o in moto. Passata la cronaca nera del giorno dopo poi nessuno ne parla più, come se una vita non avesse alcuna importanza, come se si trattasse di un problema altrui, come se gli incidenti capitassero solo agli altri, come se fossero una fatalità, certo tragica, ma solo una fatalità (“Purtroppo è capitato!”). Non è così. Senza voler fare allarmismo, (ma è necessario denunciare), occorre prendere consapevolezza che sulla strada si rischia ogni momento, perché la maggior parte dei conducenti non si rende conto delle potenzialità distruttive del proprio veicolo, della conseguenze gravi di un urto. Molti utenti della strada hanno dimenticato quelle norme studiate per conseguire l’abilitazione alla guida, per ottenere la tanto desiderata patente, simbolo di autonomia, di maturità e di libertà; ma la mia libertà finisce dove inizia la libertà degli altri e quindi diventa rispetto dell’altro). In tale contesto di disordine, di fretta smodata, di nervosismo amplificato dai numerosi disagi sociali, la sola arma vincente è la prevenzione per incoraggiare a comportamenti virtuosi e promuovere il rispetto delle regole. Bisogna recuperare gli ideali ed il rispetto della vita (Non avere fretta, la vita ti aspetta). Con il rispetto delle regole della strada ogni persona assicura il diritto ad una libera e sicura circolazione. *Dirigente della Polizia Stradale di Teramo


40

il Comitato di Quartiere Borsacchio

ORGANIZZA

Città di Roseto degli Abruzzi

Roseto degli Abruzzi - Quartiere Borsacchio

Domenica 27 aprile 2014 Programma Giochi di Primavera Ore 9,00 Ore 9,30 Ore 10,00 Ore 12,00 Ore 12,15

a cura di

Ritrovo partecipanti Accredito partecipanti Inizio gioco atletica Rinfresco a tutti i partecipanti Premiazioni per tutti

ISCRIZIONI GRATUITE Per info: Gabriele Di Giuseppe 329.6199742 gabrieled@inwind.it

www.comitatoborsacchio.it SPONSOR UFFICIALE

Domenica 27 aprile 2014, il Comitato di quartiere Borsacchio invita tutta la cittadinanza, alla prima edizione della fiera di primavera ‘’Borsacchio in fiore’’. Dalle ore 8 alle ore 20 oltre 60 espositori di piante, fiori, prodotti tipici e gastronomici riempiranno il quartiere di colori, profumi e sapori che solo la primavera ci regala. Alle ore 9 i bambini delle scuole di Roseto e una rappresentanza dei ragazzi di Prossimità alle Istituzioni, parteciperanno ai Giochi di Primavera, a cura delle associazioni Atletica Vomano e Prossimità alle Istituzioni. ANIMAZIONI E GIOCHI PER BAMBINI

Vi aspettiamo!!!


RACCONTO DEL PASSATO

41

I due compari Le discussioni accese tra Pace e Mimì erano mitiche, ma quella volta di mezzo c’era il tribunale di Teramo e la sfida si fece surreale...

A

Roseto la sera ci si riuniva tutti al “Bar Magrini”, non tanto per la solita partita, quanto per assistere ai duelli verbali tra Pace e Mimì, i due compari: uno juventino, l’altro interista, due mine vaganti sempre pronti ad esplodere. Bastava un tal goal, un arbitraggio sgradito e a volte eravamo noi ad offrire la miccia. Mimì sbottava: “Ti sembra giusto quel rigore?” e Pace di rimando: “Certo e tu che pensi di quel giocatore?”. Insomma, la deflagrazione era immediata, con urla, pugni sbattuti sul tavolo, ricerca dei nostri consensi e altro. Ma ciò che più interessava ai due era sovrastare, primeggiare sull’altro. Amici carissimi, però nella dialettica non valeva la ragione ma chi urlava di più, poiché nessuno voleva uscirne sconfitto. Due compari quasi parenti, divisi su tutto: sport, politica ecc. Mimì e Pace vennero nominati Giudici Popolari dal Tribunale di Teramo. La loro funzione era limitata, quasi una parvenza di democrazia nella Magistratura. C’era stato un omicidio e l’assassino, un giovane ventenne, pastorello di montagna, venne processato reo confesso. Un caso non difficile, che comunque richiedeva le sue regole processuali. Il fatto era questo. Gigetto, a Faiete, era dedito a tutti i lavori manuali, un sempliciotto con la sventura di essersi innamorato di una ragazzetta, nipote del parroco, che certamente non riteneva lui soggetto da prendersi in considerazione, tantomeno lei accettava le sue “avance”, anche se non disdegnava scambiare con lui qualche saluto di cortesia. Per Gigetto, invece, era un caso serio, il suo pensiero sempre rivolto a lei, il classico “coppato

di Tiesse in amore”. Venne il tempo di S. Berardo a Teramo, un gruppetto di giovani della borgata si recò in città per la festa e Gigetto, considerato il bulletto della comitiva, si aggregò dov’era la bella e nulla lasciava prevedere una tragedia. Una giornata di festa, poi tutti insieme alla Villa Comunale per consumare la colazione al sacco. Risa, canti e a buon’ora si riprese la via del ritorno. Dai testimoni si ricostruì il fatto: Gigetto, non troppo gradito ma accettato dal gruppo, si trovava a destra della fila dei giovani, oltre la ragazza. Improvvisamente si sposta, passando dietro e si porta a sinistra, supera tutti, ritorna sulla destra e davanti alla ragazza estrae una pistola, spara e la uccide. L’avvenimento ebbe molta risonanza in tutto il teramano, specie nella borgata di montagna dove tutti parteciparono al lutto della famiglia del religioso. Al processo non ci furono difficoltà sulla colpevolezza e fu comminata una condanna di 24 anni di carcere. C’era infine da stabilire l’aggravante della “premeditazione” con un anno aggiunto. Sembrava ovvio: Gigetto si era procurata la pistola, aveva seguito, non invitato, la comitiva e poi aveva scelto la posizione più comoda e spettacolare per sparare. “Sì per tutti”, la premeditazione c’era. Era obbligo dei giudici popolari un intervento: Mimì, anticipando Pace, che non certo gradì, chiese la parola. Si dichiarò concorde con la commissione giudicatrice, ne esaltò la saggezza e si allineò sulla “Premeditazione”. Poi cercò di dilungarsi quel tanto da scoraggiare un ulteriore intervento di Pace, in modo che l’indomani avrebbe raccontato al bar: “Pace preceduto e battuto nello scatto finale!”. Ma Pace pensò: “E io? Torno

senza trofeo?”. I giudici erano propensi a chiudere la seduta e tornare ognuno nella propria casa, sì perché anche loro hanno una casa, una famiglia, una poltrona dove affondare le stanche natiche e accendere un meritato sigaro. Pace si alzò e chiese la parola, qualcuno gli fece cenno con la mano come a dire: “Non serve, basta così, è tardi”. Ma il nostro iniziò: “Ero anch’io della stessa convinzione di voi tutti!”. Non disse “Sono” e quindi ci si chiese cosa stesse succedendo. Sorprese tutti quell’”Ero”. Poi ripete: “Ero con voi tutti ma dopo l’intervento dell’amico Magrini mi sono convinto che la premeditazione non c’è e che al giovane si tolga un anno della pena”. Ai tre giudici, già pronti ad andar via, cadono le braccia. Per Pace ripetere quanto già aveva detto Mimì sarebbe stata una partita persa, doveva proporre qualcosa di diverso. Comincia e alza la voce: “Se avesse premeditato avrebbe sparato da dov’era perché più comodo e facile, invece ha fatto tutto un giro, da persona confusa e senza premeditazione”. Mimì obietta, si ribella, urla anche lui: “No, è il contrario!” “Sì”, “No”... La gara fu a chi poteva urlare di più, perché loro mentalmente erano ritornati al bar. Questa occasione di scontro non fu dovuta tanto per amor di verità, quanto per battersi e poter raccontare poi agli amici! Un giudice intervenne, capì che le cose sarebbero andate per le lunghe, li zittì e con autorità disse: “Così è deciso, si accorda la non premeditazione”. Molte volte a Roseto ne abbiamo riparlato e Pace ricordava a tutti noi: “Però quella volta al processo, a Mimì l’ho proprio fregato bene!”.

Specia lità: carne a l la brace


42


43

Corpo Forestale dello Stato

Roseto non si arrende

Un paio di comitati cittadini pronti a scendere in piazza e ad avviare una petizione popolare per fare in modo che la Stazione non venga trasferita ad Alba Adriatica. Il Comune propone i locali dell’ex Monti come nuova sede

S

cendono in campo anche i comitati cittadini a difesa della sede del Corpo Forestale dello Stato di Roseto. Ekoclub Roseto e Roseto Unita, rappresentati da Giovanni Maurizio Cerè, hanno inviato una lettera al Ministero per le Politiche Agricole Ambientali e Forestali, ai parlamentari locali Tommaso Ginoble e Giulio Cesare Sottanelli, al governatore della Regione Gianni Chiodi e al Comando Regionale del Corpo Forestale dello Stato. In città serpeggia il malcontento dopo che è stata confermata la notizia del trasferimento della Stazione della Forestale da Roseto ad Alba Adriatica. La sede che per anni ha ospitato la Forestale, in via Fonte dell’Olmo, è stata dichiarata non più idonea. Così il Comando Provinciale e tutti gli organi competenti hanno cercato una nuova sede per ospitare la Stazione. Nei mesi scorsi il Comune di Alba Adriatica ha

prospettato l’ipotesi di accoglierla nei locali di via Bafile. Ma a Roseto c’è chi si oppone ed è pronto a tutto per evitare questo trasferimento. “On. Ministro, scateneremo l’inferno, contrasteremo in tutte le sedi e con tutti i mezzi possibili questa operazione meschina e di basso profilo”, si legge nel documento inviato dai due comitati, “con petizione popolare che invieremo al Presidente della Repubblica e con ricorsi ai tribunali della Repubblica Italiana”. La richiesta che viene fatta

è chiara: procedere immediatamente con l’annullamento delle procedure di trasferimento, previste entro giugno prossimo. “La invitiamo a voler annullare e diffidare operazioni concordate a danno della nostra città dal Comando Provinciale”, prosegue ancora la lettera, “le ricordiamo che siamo la prima città della Provincia di Teramo con circa 26mila abitanti, con un’importantissima riserva naturale e con il comando forestale più antico della provincia teramana”. Un paio di settimane fa il sindaco Enio Pavone ha inviato agli organi competenti un documento con cui fa presente che Roseto è pronta ad accogliere la Stazione del Corpo Forestale dello Stato in nuovi locali. Sono state messe a disposizione alcune stanze di proprietà dell’Ente nella palazzina ex Monti. Qui presto sarà accolta anche la Guardia di Finanza.


44


45

Roseto

spiaggia libera più pulita Terminati i lavori di rimozione dei rifiuti presenti sull’arenile. Solo in tre punti l’intervento è stato sospeso per la presenza dei nidi dell’uccello Fratino, individuati grazie alla ricognizione degli ambientalisti

E

’ stata portata a terminata l’operazione di pulizia delle spiagge libere di Roseto, in coincidenza con le lunghe vacanze pasquali. Nonostante le ultime mareggiate abbiano trasportato nuovo materiale sulla battigia, questo è stato puntualmente rimosso dalle ditte incaricate. Le operazioni hanno riguardato anche il livellamento della sabbia in corrispondenza dei fossi prin-

cipali e la relativa posa dei primi tubi a mare. E’ stata poi completamente rimossa l’ingente quantità di plastica depositata lungo l’arenile della zona sud del Lungomare Trieste, così come l’eradicazione delle erbacce sulle spiagge libere, salvo nello spazio del rimessaggio barche a nord dello stabilimento “Luna Rossa”, sulla spiaggia libera di fronte al Mion Grand Hotel e antistante lo stabilimento “Vigili del Fuoco”. La-

vori rinviati di un paio di settimane al massimo a causa della nidificazione di alcuni esemplari di Fratino (Charadrius alexandrinus) che in questo periodo stanno covando. I nidi comunque sono stati opportunamente segnalati e recintati dalle associazioni ambientaliste. “La collaborazione tra l’amministrazione comunale e le associazioni dei balneatori”, ha spiegato l’assessore all’ambiente Fabrizio Fornaciari, “con le attività pianificate e concertate, ha prodotto risultati positivi che rendono fruibile già in questo periodo l’arenile con largo anticipo rispetto al passato e rispetto a qualche cittadina limitrofa. In merito alla nidificazione del Fratino, i nostri uffici hanno operato in un’ottica di collaborazione con le associazioni ambientaliste e la Stazione ornitologica abruzzese, sacrificando necessariamente qualche giorno di lavoro per consentire la segnalazione dei nidi al fine di garantire la massima tutela come previsto dalla normativa vigente. Sarà pertanto nostra cura intervenire quanto prima per terminare il lavoro ed effettuare gli ultimi ritocchi nell’arenile tra il Tordino e il Vomano”.


46


47

Alla scoperta dell’Universo di Marcello Perpetuini

L

Il professor Giovanni Bignami, astrofisico, ha acceso gli entusiasmi di tanti giovani rosetani che hanno partecipato all’incontro con l’esperto delle stelle. Intanto ci si interroga sui tempi della “conquista” di Marte

a visita dello scorso 3 aprile del professor Giovanni Bignami a Roseto, ha destato, com’era prevedibile un grande entusiasmo sulle tematiche che sono state trattate nell’aula magna della scuola media Fedele Romani. Da qui, lo spunto per tornare sugli argomenti esposti al pubblico in quella sede, (il video integrale dell’incontro “Chiedi alle Stelle”, è inoltre disponibile su Youtube), ed approfondire in particolare gli affascinanti misteri del nostro Universo. Uno degli aspetti che maggiormente colpisce l’immaginario collettivo, quando si parla di esplorazione spaziale, è la conquista da parte dell’uomo del pianeta rosso: Marte. Tuttavia, ad oltre quarant’anni di distanza, non mancano ancora i “lunascettici”, ossia coloro che non credono che gli americani siano davvero approdati sul nostro satellite con le ripetute missioni Apollo. Ma da dove viene questa nostra forte spinta naturale alla conoscenza di quello che “c’è lì fuori”? Pochi km di atmosfera e si apre a noi l’infinito. La nostra inarrestabile spinta alla curiosità delle dinamiche dello spazio e del tempo che ci circondano, sembrerebbe insita nell’essere umano, in forza della variante di un gene di Homo Sapiens che sarebbe presente in circa il 20% di noi. E’ così che la genetica spiega l’incessante sete di sondare tutto ciò che si muove intorno a noi, particolarità esclusiva dell’essere umano. Probabilmente siamo l’unica razza intelligente della nostra galassia. Questa spinta alla conoscenza viene da lontano. Già evidente 143.000 anni fa con

la nascita dei primi “uomini”, è poi cresciuta in modo esponenziale nel corso di poche migliaia di anni. Ma il progresso recente è ancora più sbalorditivo, se pensiamo ad esempio all’esplosione della tecnologia. Un vero e proprio Big Bang di sapere. Era solo il 1961 quando Gagarin, va in orbita fuori dalla nostra atmosfera. Sembra che sia trascorsa un’eternità. Oggi la Stazione Spaziale Internazionale (ISS) è una realtà ampiamente condivisa da tutti ed è possibile ammirarla anche nei ripetuti passaggi sulle nostre teste. Ma non fa quasi più notizia oramai. Quindi, alla luce di tutto questo, cosa ci aspetta il futuro prossimo? Dove andremo a direzionare la nostra infinita curiosità? Le nuove generazioni hanno un grande compito, ma anche un enorme privilegio: l’occasione di poter colmare degli interrogativi le cui soluzioni erano solo utopiche in un recentissimo passato. Andare lontano da qui, dalla Terra implica sì coraggio e curiosità, ma soprattutto richiede energia. Tanta energia. L’uomo esplorerà perciò i pianeti del proprio Sistema Solare, entro i prossimi trent’anni, grazie a razzi la cui propulsione è data dalla fusione nucleare, ed entro i prossimi cinquant’anni possiamo sperare di raggiungere le stelle vicine per mezzo di una tecnologia che oggi sembra solo un sogno, ma che presto sarà applicata ai nuovi vettori dotati di propulsione ad annichilazione di antimateria: la forma di energia più potente che oggi conosciamo. I nostri figli saranno i custodi di questo passaggio, e successivamente i loro potranno davvero, e in tutti i sensi, raggiungere le stelle.


49

L’associazione “Stile Libero” di Pineto

una bella realtà che si muove tra eventi e cultura Quando delle valide iniziative si uniscono alla buona volontà, il risultato è quasi sempre positivo. È il caso di un gruppo di ragazzi pinetesi che opera, senza scopo di lucro, investendo sulle idee dei loro soci

U

n gruppo di ragazzi pinetesi, il 28 gennaio 2013, ha costituito un’associazione no profit dal nome “Stile Libero” e noi abbiamo sentito il presidente, Valerio Del Papa, per farci raccontare la loro storia e le attività svolte. Valerio, com’è nata la vostra associazione? L’associazione è nata l’anno scorso, ma già da anni era nei progetti miei e dall’attuale tesoriere. All’inizio eravamo all’incirca una quindicina di coetanei, amici e conoscenti; poi, nel tempo, siamo cresciuti di numero, dando spazio agli attuali associati. Questo percorso l’abbiamo sempre pensato nell’ambito della cultura e dello sport, al fine di organizzare eventi e movimentare un po’ il nostro paese, dando ai giovani, ma non solo a loro, il ruolo di primo piano. E oggi sono contento di poter dire che l’associazione è cresciuta: siamo 28 membri, dai 20 ai 27 anni e io rivesto il ruolo di presidente. Poi c’è un vicepresidente, Carmine Rea, una segreteria ed un tesoriere. Che tipo di eventi organizzate? L’estate scorsa abbiamo organizzato il Summer Voice che, per nostra sorpresa, ha riscosso tanto successo. È un concorso musicale che vede la gara tra cantanti e band non solo del paese, ma anche di fuori. Lo scopo di questa manifestazione, in tal caso, è stato proprio quello di organizzare un momento nel quale i ragazzi dotati di talento, potessero darne sfogo o comunque esternarlo.

Si è tenuto tra i mesi di luglio e agosto presso il Beach Paradise a Pineto, invece la finale, che vedeva la vincita di un unico premio, si è tenuta presso la Piazza della Libertà, dandoci la possibilità di farci conoscere ad un pubblico più ampio. Sicuramente riproporremo il concorso per l’estate 2014, ma con una novità: verranno premiate tre categorie (gruppi, cantanti under 20 e over 20). Un altro evento importante per noi è stato Natale con Stile...Libero, organizzato lo scorso dicembre. In questa circostanza mi sento di ammettere che abbiamo riscontrato le prime difficoltà, dovute alla caduta della giunta comunale, avvenuta proprio la fine di ottobre 2013: la mancanza di un sindaco ci ha sconvolto non poco i piani. Inizialmente l’evento era infatti stato pensato nelle stanze del Palazzo Polifunzionale che, nello stesso periodo, è stato chiuso per inagibilità. In quel momento abbiamo avuto paura che tutto potesse saltare e che tutti i nostri sacrifici fossero risultati inutili. La location alternativa che ci hanno concesso e che poi è stata quella definitiva è stata la Piazza antistante il Comune e con essa è cambiato anche il “destinatario”di questa manifestazione: non più la biblioteca sita all’interno del Palazzo Polifunzionale, bensì la Scuola Media Giovanni XXIII di Pineto. Questa manifestazione invernale ha avuto uno scopo diverso dall’evento estivo di cui ho parlato: la beneficenza. Uno degli scopi principa-

di MARTINA FRANCHI

li dell’associazione è infatti organizzare eventi per la raccolta di fondi destinabili a fornire servizi utili a Pineto, a seconda delle esigenze e dei periodi. Bene. E in che misura avete fatto beneficenza? Durante Natale con Stile...Libero chi voleva, aveva la possibilità di dare un contributo e grazie ai fondi raccolti quel pomeriggio, abbiamo fatto un bel regalo alla scuola. In prima istanza, avevamo pensato a qualcosa di tecnologico, qualche supporto utile allo studio o semplicemente un televisore. Poi però, consultandoci bene, abbiamo ritenuto opportuno investire quei soldi in qualcosa di più concreto. Così, la mattina del 15 marzo, siamo stati accolti presso l’Aula Magna dell’istituto, dove abbiamo organizzato una cerimonia durante la quale è avvenuta la consegna del materiale: gessetti colorati, fogli per fotocopie, cancellini ma anche dei dvd, materiale molto apprezzato da tutto il personale della scuola. Vi possiamo trovare on line? Sì. Abbiamo un sito: www.stileliberopineto.altervista.org, costruito qualche mese dopo la nascita dell’associazione e che ora è in via di ristrutturazione. È uno spazio dove ognuno, e dico ognuno, può dare sfogo alla propria libertà d’espressione e trattare dei più svariati temi, scrivendo articoli di attualità, politica, ambiente, turismo... in poche parole, anche qui torna l’utilità della nostra associazione: la cultura, in primis.


50


51

SALUTE di ALESSANDRO BONADUCE

I

QUANDO L’AORTA S I DI L ATA

n genere questo tipo di diagnosi per molto tempo è stata solo autoptica poiché la patologia era difficile da diagnosticare ed anche da curare. Oggi un po’ meno. L’aorta è un grosso vaso arterioso che parte dal cuore e giunge attraverso il torace, prosegue nell’addome per poi biforcarsi ed irrorare gli arti inferiori. L’aorta ha una struttura formata, come le arterie del nostro corpo, da tre strati che ne permettono di assorbire la forza propulsiva del cuore ogni volta che batte. Le malattie che colpiscono l’aorta sono tante quali quelle infiammatorie, infettive, degenerative. In questa ultima rientra quella causata dalla pressione alta. Non bisogna dimenticare che il fumo è un nemico delle arterie, nel senso che spesso i grandi fumatori, pur in assenza di altri fattori di rischio, si ritrovano con grossi problemi di danno vascolare. Di norma l’aneurisma dà segni di sé solo quando cresce e comprime le strutture vicine. Nel caso dell’aorta toracica ad esempio la compressione sull’esofago può determinare disfagia cioè difficoltà nella deglutizione. Se l’aneurisma si

accresce nella cavità addominale può produrre dolori in relazione alla sede ove più è sviluppata la dilatazione dell’arteria. Qualche volta quando hanno dimensioni più che modeste possono essere palpate e si riconoscono per la loro caratteristica pulsatilità, differenziando l’aneurisma da una massa solida a cui viene invece solo trasmessa per contiguità. La diagnostica si fa per il torace con un ecografia anche se è possibile studiarne solo per la parte più prossimale alla radice aortica. Per il resto è utile una angio-tac soprattutto finalizzata allo studio dimensionale per individuare il momento dell’intervento. Per l’aneurisma addominale, in genere sottorenali, un esame ecografico è da solo sufficiente per fornire elementi utili circa le dimensioni. Anche qui si può studiare l’estenzione con una angiotac, valutare le possibilità offerte dalle varie strategie chirurgiche. Il dipinto che propongo (Ragazza con orecchino) è del maestro Jan Vermeer ed è oggi possibile vederlo in Italia ma la sua sede naturale è il Museo Mauritshuis. E’ un’opera di rara bellezza che ha inspirato il romanzo omonimo. AD MAIORA DAL BACCHINO MALATO


52


53

Progetti che fanno la differenza di GIORGIA PASQUINI

P

In zona centrale del lungomare la raccolta differenziata è già attiva e bisogna essere fieri di questo grande passo di civiltà che il nostro Comune ha compiuto. È un vanto anche agli occhi dei turisti, questo è innegabile, ma non tutto va come dovrebbe...

ur correndo il rischio di “essere troppo coinvolta”, c’è una piccola indagine che sto svolgendo su un fatto misterioso che riguarda il lungomare della nostra amata cittadina. Coinvolta perché già so di essere di parte: ho affrontato una tesi sull’argomento, sviluppando un progetto, sono a favore delle novità ecologiche e amo il mondo. Sono, in pratica, come il detective che indaga sul rapimento del figlio. Anzi no, sono come il detective che ha un figlio, che è stato rapito alla nascita, e che lo cerca disperatamente. Coinvolgimento totale. Come molti lettori sapranno, non tutte le zone rosetane sono attrezzate per la raccolta differenziata: ci vogliono tempo, denaro e organizzazione affinché, chiaramente, questo possa accadere in tutta l’intera città. Ma in zona centrale la raccolta è già attiva ed io sono fiera di questo grande passo di civiltà che il nostro Comune ha compiuto. È un vanto anche agli occhi dei turisti, questo è innegabile, e infatti credo che la scelta dei cestini sul lungomare centrale adibiti a questa causa sia stata una scelta rivolta non solo alla cittadinanza, ma anche a chi ci onora di un apprezzamento esterno, anche solo per una camminata di domenica pomeriggio, da cittadino del mondo. Il mio petto si sarebbe ulteriormente gonfiato d’orgoglio se, per caso, non avessi scoperto che i miei ideali di civiltà non combaciassero con la realtà delle prove.

Gelato, camminata, cestino per buttare la carta: incuriosita mi accuccio per vedere la struttura e la funzionalità dell’indiziato ma scopro che qualcosa non torna. Tecnicamente parlando il nostro cestino per la raccolta differenziata posto sul lungomare centrale, un esemplare a lido, è, visto dall’alto, un quadrato diviso in quattro dalle due diagonali, per il risultato di quattro triangoli, ciascuno dedicato a un settore da differenziare. “Come si manterranno le buste in ogni triangolo?” “Ci saranno degli scomparti a forma di prisma a base triangolare che si tirano su o dei ferma buste a tre lati?”: quante domande, faccio prima ad alzare il coperchio quadri colorato. Scopro allora che non c’è un metodo o, peggio, forse c’è ma non è utilizzato: le buste sono due e non quattro (quindi i rifiuti si mischiano), sviluppandosi così due triangoli su un’unica diagonale, sono entrambe buste nere (dell’indifferenziata) e sono fissati alla struttura con delle pinze fermacarta dall’aspetto un po’ datato. Forse gli addetti non sanno come posizionare le buste e quali, forse il progetto non è funzionale, forse gli addetti divideranno i rifiuti con le mani, forse qualcosa è andato storto o forse, la più probabile e felice, sono io che non ci ho capito niente. In compenso, da brava detective, qualcosa ho scoperto rovistando nella spazzatura: finché continuiamo a gettare escrementi di animali nel reparto carta (nel nostro specifico caso carta-plastica) il sogno di un mondo migliore non può che finire nel reparto “rifiuti misti”.


54

Benedetta 6 ANNI 14 aprile Tanti auguri da mamma, papà, nonni e zii.

Realizzazione

siti web Contattate la redazione per un preventivo!

Consegnate le vostre foto presso il nostro ufficio di Roseto in via Milli 12 Le foto non ritirate entro 30 giorni saranno cestinate

Direttore Editoriale WILLIAM DI MARCO Direttore Responsabile Lino Nazionale 333 7181980 l.nazionale@virgilio.it È vietata la riproduzione anche parziale di testi e foto. IMPAGINAZIONE E GRAFICA: ANDREA MARZII andreamarzii@ymail.com COORDINAMENTO TECNICO: MASSIMO BIANCHINI (TEL. 329 9480823) FOTOGRAFI: ELIO D’ASCENZO, MARIO ROSINI, ANTONIO TOMMARELLI EDITORE: EIDOS News S.r.l.

email: info@eidosnews.it PER QUALSIASI INFORMAZIONE NUOVA SEDE: Via Milli 12, Roseto degli Abruzzi

Tel. 338 2314618

Ventura Marini, l’ex responsabile Ragioneria del Comune di Roseto, non è più tra noi Una cosa che non gli mancava era sicuramente il sorriso e anche quel buon umore che è empatico, cioè si trasmette al solo contatto visivo. Questo è un dono che ho lo si ha oppure bisogna sforzarsi per cercarlo in ognuno di noi, ma non è la stessa cosa. Ventura (Venturino) Marini se ne è andato così, con il suo proverbiale stato d’animo di serenità che riusciva a infondere agli altri. Tanti anni come dipendente comunale, fino a reggere l’Ufficio Ragioneria in qualità di dirigente, è stato testimone di

molte vicende vissute direttamente in prima persona, negli anni in cui la nostra cittadina stava cercando di darsi un volto più maturo. Parliamo delle decadi che vanno tra gli anni ‘60 fino a tutti gli ‘80 e in qualità di responsabile di tutta la contabilità dell’Amministrazione cittadina ha sempre offerto un servizio di massima trasparenza, senza avere mai il minimo intoppo con le verifiche della Corte dei Conti. Rosetano autentico, era nato nella Città delle Rose il 4 marzo 1931 e proprio nella sua casa di via Veronese è venuto a mancare il 20 aprile scorso. Alla famiglia vadano le più sentite condoglianze della redazione di Eidos.


55


56

Eidos news 206 x il web  

Ecco il numero 206, non perdetelo!

Read more
Read more
Similar to
Popular now
Just for you