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Quindicinale iscritto al registro della Stampa presso il tribunale di Teramo n. 13/03 del 22/05/03

ANNO 8 N.205 26 aprile 2014


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con sede a Mosciano Sant’Angelo é la nuova concessionaria Bindi per le province di Teramo, Pescara e Ascoli Piceno. La scorsa settimana é stata presentata agli operatori horeca la nuova gamma 2014 che comprende prodotti per la prima colazione, torte, crostate, mono porzioni , gelati in vaschetta e da impulso, nonché focacce farcite e pizze. Sweets Point : zona ind.le Mosciano Stazione (Te) tel. 085/8074509-8074511)


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Arriva l’estate

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non perdete La Bussola!!!

l Lido La Bussola rappresenta ormai da qualche decennio uno degli elementi cardine dell’estate rosetana. Gente del posto e turisti più o meno abituali ne hanno fatto un punto di ritrovo durante i mesi più caldi. Chiunque abbia trascorso almeno una stagione estiva sulle spiagge di Roseto degli Abruzzi potrebbe raccontare un aneddoto che abbia a che fare con questa struttura ricettiva. Con l’estate 2014 che sta per arrivare, una nuova pagina della storia del Lido La Bussola è pronta per essere scritta. Uno degli chalet storici e soprattutto più rinomati della riviera rosetana a partire dal prossimo 19 aprile riaprirà i battenti con un nuovo staff. Rocco De Scisciolo, dopo varie esperienze a Roseto (Bagni Salsedine, Lido Atlantic, Nero Caffè), in provincia e fuori regione, ha deciso di intraprendere una nuova avventura nella propria città. “Uno degli obiettivi primari che ci prefiggiamo”, confessa De Scisciolo, “sarà quello di garantire una gestione più attenta ai servizi, sia a livello di accoglienza e somministrazione che per quanto riguarda la spiaggia. Un momento clou della settimana sarà indubbiamente quello dell’aperitivo del venerdì. “Trasferiremo in spiaggia il vecchio aperitivo del Nero Caffè”, conferma il neo-gestore della Bussola. “Sarà rivolto principalmente, sia dal punto di vista musicale che da quello della somministrazione, ad un pubblico più adulto rispetto a quello di alcune mie precedenti esperienze”. L’animazione sarà curata dalla Fujiko Staff, agenzia leader nell’organizzazione di eventi in locali celeberrimi come il Pineta

di Milano Marittima e lo Snoopy di Modena. Il primo grande appuntamento dell’estate 2014 al Lido La Bussola sarà quello del 25 maggio, con il raduno nazionale delle moto Ducati. Numerosi sabato sera saranno dedicati ad alcune caratteristiche cene-spettacolo. Non mancheranno

i divertimenti anche per i più piccoli. La struttura ricettiva sarà dotata di un attrezzato baby parking, assistito da personale competente, con baby sitter a disposizione nelle ore pomeridiane. A breve sarà pronto il sito internet del Lido La Bussola. All’interno della pagina web sarà possibile rimanere aggiornati in tempo reale sulle condizioni della spiaggia e del mare, grazie ad una web-cam che verrà installata prossimamente; attraverso il sito sarà possibile inoltre prenotare il proprio ombrellone direttamente da casa. Le idee non mancano e l’entusiasmo nemmeno dalle parti del rinnovato chalet, situato in una posizione centralissima del lungomare rosetano. Rocco De Scisciolo e lo staff della Bussola vi attendono per vivere assieme un’estate all’insegna del riposo e del divertimento.


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Piazza della Libertà

presentate le proposte di recupero Roseto Tricolore attraverso la propria pagina facebook ha lanciato una serie di idee su come abbellirla, sistemando altri alberi al posto delle palme decapitate. L’iniziativa sta avendo successo. La proposta che avrà più consensi verrà portata all’attenzione del Consiglio Comunale

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na piazza spoglia delle proprie palme divorate dal punteruolo rosso. Chiome decapitate e tronchi che restano lì come dei totem a guardia di un luogo che nelle calde serate estive raccoglie gruppi di giovani e diventa anche teatro di mercatini e appuntamenti musicali. Piazza della Libertà a Roseto deve a questo punto cambiare look. E’ necessario fare qualcosa per eliminare quei tronchi spogli e squallidi. E così c’è chi avanza delle proposte attraverso un sondaggio che in questi giorno viene promosso attraverso la propria pagina facebook, cercando di coinvolgere il maggior numero di cittadini. I rosetani, insomma, chiamati ad esprimersi su come recuperare piazza della Libertà, come abbellirla nuovamente. L’idea è di Roseto Tricolore che su questa pagina facebook ha anche pubblicato una serie di rendering su come la piazza della stazione potrebbe cambiare aspetto se al posto dei tronchi decapitati vi fosse-

ro altri alberi. Un’idea suggestiva che vede già la partecipazione al dibattito di moltissime persone. Le proposte prevedono la piantumazione di aceri, o betulle, o magnolie, o querce. Ogni foto, realizzata con la computer grafica, propone il nome scientifico della pianta. “La nostra idea è quella di sondare l’opinione della gente”, spiega Attilio Dezi, capogruppo del movimento politico, “capire cosa pensano i rosetani dinanzi a queste proposte. E’ chiaro

che non è pensabile lasciare quei tronchi di palme senza più la chioma. Noi abbiamo lanciato l’idea, ora aspettiamo le risposte”. Sul lato ovest della piazza, Roseto Tricolore propone persino la doppia presenza di alberi diversi tra loro per creare un certo impatto cromatico come quello proposto nell’alternanza tra l’acero “rubrum”, che ha delle foglie rossastre, e la magnolia “grandiflora” che spicca per il suo verde intenso. “Vogliamo che la piazza torni ad essere viva”, ha concluso Dezi, “noi abbiamo lanciato l’idea. Adesso vedremo come reagiranno i cittadini. Che peraltro sono liberi anche di proporre soluzioni alternative”. Le somme saranno tirate tra un mese circa. Poi non è da escludere che la proposta che avrà ottenuto i maggiori consensi possa essere discussa nel corso di uno specifico Consiglio Comunale. L’idea piace e soprattutto ha quel sapore di vera “democrazia partecipativa”. Perché potranno essere proprio i rosetani a scegliere la proposta migliore.


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Rosetani sempre più solidali Raccolti nello scorso fine settimana beni di prima necessità da distribuire ai più bisognosi. L’iniziativa è stata organizzata dall’Associazione Nazionale Carabinieri e dalla Caritas. Nonostante il momento di crisi, i cittadini hanno dimostrato di avere a cuore le sorti di chi è in difficoltà

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onostante la crisi, nonostante le difficoltà economiche, ancora una volta le famiglie di Roseto hanno dato un grosso segnale di solidarietà partecipando alla raccolta di generi alimentari promossa nello scorso fine settimana dalla Caritas e dall’Associazione Nazionale Carabinieri. 337 cartoni di generi alimentari e beni di prima necessità raccolti in due giorni e che ora verranno consegnati a chi ne ha più bisogno. Roseto dunque conferma di essere una città molto sensibile quando si parla di beneficienza. Lo scorso anno furono 303 i cartoni di generi alimentari raccolti. Quindi la gente ha dimostrato di essere più forte della crisi, di essere accanto a chi davvero fa fatica in questo momento a mettere assieme il pranzo con la cena. I prodotti raccolti grazie allo straordinario apporto dei rosetani sono stati depositati nei locali della Caritas in attesa che i volontari provvedano a smistarli

e a consegnarli alle famiglie bisognose del territorio. I primi pacchi arriveranno nelle case di chi è in difficoltà già per Pasqua. “Un grazie di cuore va ai nostri concittadini”, hanno sottolineato gli organizzatori, “malgrado il momento di difficoltà e di crisi economica, hanno mostrato una grande generosità. Un ringraziamento va poi ai supermercati che hanno consentito la raccolta fuori dai propri punti vendita, ovvero il Conad di Cologna Spiaggia, Max Center, Coal, Pallini, Issimo, Conad, Eurospin, il Tigre di Campo a Mare ed Acqua e Sapone.

Un grazie va infine alla ditta Neri Giampiero Fiori che ha trasportato la merce nei locali della Caritas”. Il ringraziamento arriva anche da parte dell’amministrazione comunale. Il sindaco Enio Pavone e l’assessore alle politiche sociali Alessandro Recchiuti ogni giorno toccano con mano le difficoltà che molte famiglie rosetano stanno attraversando. Padri di famiglie, madri che chiedono un lavoro o un sostegno per dar da mangiare ai figli. “Non posso che ringraziare quanti organizzano queste iniziative”, ha detto il primo cittadino rosetano, “ancora una volta hanno messo anima e cuore in questa iniziativa a sostegno dei più bisognosi. Che dire poi dei nostri concittadini; ancora una volta, hanno dimostrato con i fatti il loro grande altruismo donando generi alimentari e beni di prima necessità per una giusta causa”. Sulla stessa lunghezza d’onda anche Recchiuti che sottolinea il ruolo fondamentale che hanno le associazioni di volontariato a Roseto.


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Al “Moretti” nasce il movimento

“DocentiScontenti”

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ronti ad alzare la voce per difendere la scuola, il diritto all’istruzione e soprattutto garantire un’offerta didattica mirata e non ripetitiva. E’ quanto emerso nel corso della conferenza stampa organizzata dal movimento “DocentiScontenti” nato all’istituto Moretti di Roseto. Troppe le situazioni che non vanno. Un motivo valido che ha spinto un gruppo d’insegnanti a focalizzare alcune problematiche. Tre gli aspetti presi in considerazione. Il primo riguarda il degrado di molte strutture scolastiche. L’edificio che ospita il Moretti è relativamente recente. Risale agli inizi degli anni ’80. Dopo trent’anni la struttura risulta in molte parti fatiscente, con il tetto che al primo acquazzone diventa un colabrodo e l’acqua invade aule, corridoi, laboratori, mettendo a rischio non solo l’incolumità di chi frequenta la scuola, ma deteriorando anche le attrezzature, quali computer, apparecchi scientifici, macchinari, attrezzature. Le norme di sicurezza sono scarse (come in quasi tutte le scuole), con finestre che spesso non sono a norma, porte che si aprono verso il corridoio, creando un pericolo costante, pavimenti in Pvc divelti, muri delle aule, nella maggior parte dei casi, mai riverniciati o che non vedono la pittura da decadi, e tanti altri piccoli disagi. Il cemento armato esterno è danneggiato, con grandi pezzi di calcestruzzo staccati dal ferro sottostante. Il complesso scolastico non è mai stato protetto da una verniciatura e il degrado è fortemente aumentato negli ultimi anni. Altro aspetto preso in considerazione è il proliferare di un’infinità di indirizzi sullo stesso territorio. “DocentiScontenti” parla di “guerra tra poveri”. In pochi anni sono nati degli indirizzi doppioni, in una zona ristretta che vede coinvolti i comuni di Atri, Roseto, Giulianova e anche Silvi. Ogni scuola, acquisendo una pluralità “tuttologa”, sta perdendo la propria identità, così che gli stessi corsi si trovano a distanza di pochi chilometri, confondendo le idee agli studenti stessi e mettendo in evidenza due grosse problematiche. La prima è legata alla specializzazione che ogni scuola potrebbe avere e che in tal modo non ha, svilendo la natura degli indirizzi stessi, unitamente a una serie di investimenti mirati. In tal senso se una scuola si identifica per una specificità, potrà

investire in laboratori e strutture adeguate al passo con le nuove tecnologie. “Il problema dei corsi plurimi dislocati in un territorio ristretto non farà altro”, sostengono i docenti, “che polverizzare le cattedre e gli insegnanti saranno costretti a completare i propri orari in diverse scuole. Lo scenario potrebbe essere come quello delle Scuole Elementari, in cui i tanti plessi oggi stanno chiudendo”. L’ultimo aspetto riguarda la politica territoriale degli amministratori. “Sul territorio rosetano negli anni ‘70-‘80 furono fatte delle scelte di decentramento scolastico”, concludono gli insegnanti, “Pertanto venne individuato il sito di Voltarrosto per realizzare la sede del primo istituto statale più antico della zona, vale a dire il Moretti. Il progetto prevedeva la costruzione di una strada pedecollinare che dal centro cittadino avrebbe potuto raggiungere la periferia, innestandosi sul raccordo che collega la strada per Montepagano con la ss 150”. Un progetto allora lungimirante, in quanto i terreni individuati erano molto ampi, tali da poter accogliere eventuali nuovi insediamenti. Poi nel territorio rosetano è sorta un’altra scuola, il Liceo Saffo, e così alcuni anni fa un’associazione culturale locale, la Cerchi Concentrici Promotor, fece realizzare da un giovane architetto, Lucio Di Marzio, un progetto di massima, esplicitato con un “rendering”. Tale strumento prevedeva la realizzazione del polo liceale a fianco del Moretti, in modo da mettere in sinergia molti spazi in comune, compresi laboratori e palestre. In più era prevista la realizzazione di un auditorium (come riportava il progetto originario del Moretti) e una palazzina che avrebbe potuto ospitare un ostello per i giovani. L’idea piacque tanto che l’amministrazione comunale la inserì nel nuovo piano regolatore, poiché tale struttura, chiamata campus, avrebbe proiettato le Scuole Superiori del territorio in una nuova dimensione, aspetto spendibile a livello europeo per i numerosi scambi culturali con l’estero che le scuole realizzano nel corso dell’anno. Eppure dopo quella ventata di entusiasmo collettivo, tutto è passato nel dimenticatoio e oggi c’è chi reclama nuovi edifici scolastici al centro di Roseto, lasciando l’idea di Voltarrosto una grande incompiuta. Ci si chiede quindi: a Roseto c’è una programmazione a lungo respiro per le Scuole Superiori del territorio?


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INFORMATIV A PER I CITTADINI

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Legge Regionale del 10 agosto 2012 n. 41 (BURA), che disciplina la materia funeraria e di polizia mortuaria cambia in modo radicale gli assetti dei compiti e delle funzioni in merito al trattamento del caro estinto. Ad esempio ora, per il periodo di osservazione, il trasporto del defunto – dall’ospedale a casa - è consentito prima delle 24 ore, previa documentazione. A riguardo, l’azienda Antonio Ruggieri S.r.l. garantisce il servizio di trasporto a costi contenuti, determinati in base all’impegno e, soprattutto, mette a disposizione presso i locali della sua azienda una sala di commiato a titolo gratuito. Inoltre, per ceneri e cremazioni ci sono tariffe ben definite, non elevate, se non inferiori a quelle di un funerale normale. La nuova Legge Regionale permette di conservare le ceneri privatamente o, se lo si desidera, è possibile disperderle in luoghi adatti. La nuova regolamentazione definisce, quindi, in modo chiaro le procedure in ambito mortuario. Pertanto è opportuno rivolgersi sempre a strutture specializzate che offrono servizi adeguati per tutte le esigenze, diffidando da chi non conosce le procedure e alimenta i costi ingiustificatamente.

Antonio Ruggieri S.r.l.

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La polemica: e

botta risposta La critica dell’assessore Ezio Vannucci

La risposta del professor William Di Marco

“Abbiamo pianificato una serie di interventi per la sistemazione dell’edificio scolastico che ospita il Moretti, a Voltarrosto. Progetti già resi noti alla direzione scolastica. Quindi che senso ha avuto inscenare ora una protesta?”. La domanda se l’è posta l’assessore provinciale all’edilizia scolastica Ezio Vannucci, peraltro rosetano, che ha mal digerito l’iniziativa promossa nei giorni scorsi dal comitato “DocentiScontenti”, un gruppo di insegnanti dell’istituto superiore Moretti di Voltarrosto di Roseto, che ha lamentato una serie di situazioni negative, a cominciare dallo stato in cui versa la sede scolastica. “E’ certamente vero che da anni l’edificio di Voltarrosto presenta dei gravi problemi al tetto”, spiega l’assessore Vannucci, “che vi sono zone di infiltrazione di acqua piovana. E’ altrettanto vero, però, che dopo gli ultimi due sopralluoghi effettuati nella primavera e nell’autunno 2013, la Provincia si è impegnata a intervenire in maniera per risolvere le criticità riscontrate e la decisione era stata comunicata in maniera ufficiale alla Preside dell’istituto Elisabetta Di Gregorio”. Nel corso dei due sopralluoghi è emerso che i tetti dell’edificio e della palestra presentavano dei difetti strutturali dovuti alla costruzione e pertanto per eliminare le infiltrazioni era necessario progettare la realizzazione del tetto nuovo. Secondo Vannucci qualsiasi intervento tampone non avrebbe sortito alcun effetto. Ulteriori polemiche sono legate alle infiltrazioni in palestra, nonostante i lavori fatti nel 2011 con le risorse del Patto dei Sindaci. “Abbiamo spiegato alla Preside che anche nel caso del tetto si sarebbe dovuti intervenire “coprendolo” per tutta la sua larghezza”, prosegue l’assessore, “con delle serre fotovoltaiche in modo tale da avere due effetti virtuosi: la integrale copertura del tetto dalla pioggia e la produzione di energia elettrica da fonte pulita e rinnovabile. Le risorse per realizzare questo intervento, sono state reperite nel mese di novembre 2013 quando fu concordato di utilizzare a questo scopo residui di bilancio per dare una soluzione definitiva a questi innegabili ed ormai non più procrastinabili problemi della scuola di Roseto. Le risorse ammontano a 750mila euro e, per ottimizzare le somme esistenti, la Giunta ha anche approvato la scelta proposta dal Dirigente di far eseguire la progettazione all’interno dall’Ufficio tecnico. Pertanto, che senso ha inscenare una polemica adesso sulle infiltrazioni? Mostrare al giornale le foto di danni che tutti conosciamo benissimo e per i quali ci stiamo adoperando?”. Vannucci critica la dirigente Di Gregorio. “Sapendo tutto ciò”, conclude, “perché non lo ha spiegato nel corso dell’incontro con la stampa? E se anche non voleva assumere una posizione per mantenere la sua terzietà, non poteva invitare il sottoscritto Assessore o il Dirigente all’incontro per fornire chiarimenti e spiegazioni? Discorso a parte merita invece l’atteggiamento del professor William Di Marco. Quando non si hanno responsabilità di scelta e di gestione è facile salire in cattedra a dare giudizi negativi sull’operato degli altri. C’è da augurarsi che questo suo modo di agire sia ispirato da una possibile candidatura verso ruoli istituzionali, così potrà comprendere le difficoltà che si incontrano nel gestire e amministrare gli enti locali senza risorse e fare manutenzione alle scuole senza finanziamenti”.

Chiamato in causa dall’assessore provinciale all’edilizia scolastica Ezio Vannucci a proposito dello stato in cui versa l’istituto Moretti di Voltarrosto, il professor William Di Marco, che insieme ad altri docenti ha dato vita al movimento ‘DocentiScontenti’, ha voluto replicare e spiegare come stanno esattamente le cose. “La protesta dei DocentiScontenti”, dice, “non aveva toni polemici e non era ‘ad personam’, poiché so benissimo che la questione parte da molto lontano. Pertanto a essere coinvolte sono anche le precedenti amministrazioni, di diverso colore partitico, e non solo l’ultima in ordine di tempo. La visione dell’assessore è ‘politicocentrica’, un classico di chi ricopre un ruolo nell’ambito partitico. In pratica è autorizzato a parlare solo chi ha un ‘ruolo istituzionale’, come se la verità è solo ad appannaggio del politico di turno. L’Assessore dovrebbe sapere (e lo sa) che il mondo non ruota intorno alla politica, poiché esistono milioni di persone che hanno altri impegni (lavorativi, nel sociale, nel volontariato, nell’impresa), i quali ogni giorno assumono degli oneri ‘istituzionali’ e decisionali, senza passare nelle stanze di quei partiti che tutto credono di dover controllare”. Il professor Di Marco sottolinea poi che in realtà molte risposte sono già insite nelle affermazioni dell’assessore Vannucci, quando dice che solo chi si candida come politico “potrà comprendere le difficoltà che si incontrano nel gestire e amministrare gli enti senza risorse e senza finanziamenti”. “Quindi abbiamo oggi un assessore che non ha un euro”, prosegue il docente, “e continua a ricoprire il suo ruolo, non potendo decidere nulla. Queste condizioni andrebbero denunciate ogni giorno, per poi prendere un’adeguata decisione. Non si fa il politico perché a ordinarlo è il medico. Nella conferenza stampa a cui fa riferimento l’assessore Vannucci sono state mostrate delle inconfutabili immagini di degrado. È stata scelta la via della denuncia perché gli studenti e le famiglie del territorio credono nella nostra scuola (tant’è che le iscrizioni sono in forte crescita di oltre il 20 per cento) e dunque meritano rispetto. Noi, in qualità di docenti, con mille difficoltà cerchiamo di fare il nostro dovere e ci piacerebbe che anche altri facessero lo stesso. Lo Stato centrale sta per finanziare circa 3,5miliardi di euro per le scuole. Il Moretti merita un posto in prima fila per la ristrutturazione dei propri edifici”. L’ultima considerazione è sui lavori che saranno fatti quest’estate e su quelli datati 2011 e 2014. Il lungo intervento del 2011 sul tetto della palestra doveva essere ‘definitivo’, a detta dei tecnici. Invece ha prodotto il nulla, dal momento che continua a pioverci in modo copioso. Inoltre nello scorso mese di febbraio-marzo, cioè poche settimane fa, è stata posizionata, dopo un’infinità di segnalazioni, una guaina protettiva sopra i padiglioni dell’aula magna. Anche qui l’intervento è stato presentato come ‘definitivo’. Ebbene, al primo convegno utile, il 28 marzo, i collaboratori hanno dovuto asciugare tutto il pavimento, poiché le infiltrazioni in parte erano ancora lì. “Ci interessano, in conclusione, i fatti concreti”, conclude il professor Di Marco, “il resto sono solo chiacchiere che non portano da nessuna parte. L’assessore Vannucci stia tranquillo: saremo i primi a fare una nuova conferenza stampa, se i lavori ci saranno veramente, per ringraziare lui e il suo assessorato, con l’aggiunta di un encomio pubblico”.


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Mandatario elettorale: Pietro Matalucci


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Gli studenti della ‘F. Romani’ incontrano l’astrofisico

Giovanni Bignami

di Biancamaria Di Domenico

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i è tenuto nei giorni scorsi, presso la Scuola secondaria di primo grado “Fedele Romani” di Roseto, un incontro tra gli studenti ed il famoso scienziato italiano Giovanni Bignami, Presidente dell’INAF (Istituto Nazionale di Astrofisica) e noto divulgatore scientifico, con all’attivo importanti ricerche nel campo dell’astrofisica e dello spazio in Italia e all’estero. L’iniziativa - dal titolo “Chiedi alle Stelle” - organizzata da Marcello Perpetuini, in collaborazione con l’Istituto Scolastico n. 2 di Roseto, e presentata da Giancarlo Alberti, - ha dato la possibilità agli studenti della ‘F. Romani’, e ad una delegazione del Polo Liceale ‘Saffo’, di confrontarsi con le affascinanti spiegazioni di uno dei massimi esperti in materia di astrofisica. Come ha sottolineato il Preside, Viriol D’Ambrosio, è stata un’occasione unica, che ha dimostrato l’apertura della scuola “agli stimoli che provengono dal territorio”. Attento e appassionato, il pubblico dei ragazzi è stato così condotto alla scoperta dell’Universo, attraverso alcune delle teorie più interessanti che sono state illustrate nel

volume “Il futuro spiegato ai ragazzi”, scritto dal Prof. Bignami con la scrittrice Dott.ssa Cristina Bellon, presente all’incontro. “E’ stata senza dubbio una delle migliori platee scolastiche con cui ho potuto dialogare, i ragazzi sono stati attenti e hanno partecipato al dibattito: si vedeva che era stato fatto un ottimo lavoro preparatorio da parte dei docenti e della scuola” ha sottolineato il professor Giovanni Bignami, ospite poi a Palazzo di Città. “Questa generazione si conferma molto attenta alle tematiche scientifiche e, basta guardarli negli occhi, per capire che certi argomenti li appassionano – ha aggiunto il professor Bignami – è importante coinvolgerli nella scienza e certe iniziative non possono che avvicinarli sempre più a questo mondo”. A tal proposito il Presidente dell’INAF ha presentato ai giovani rosetani anche la sua ultima fatica, realizzato assieme alla Dott.ssa Cristina Bellon, “Il Mistero delle Sette Sfere”: il racconto della straordinaria storia passata, presente, ma soprattutto futura, dell’esplorazione umana, scandita attraverso sette sfere concentriche (dalla più vicina alla più

distante dalla Terra). Un divertente viaggio, tra finzione e realtà, con due guide d’eccezione: Jules Verne e Wernher von Braun. “Voglio ringraziare l’Istituto Scolastico n. 2, il Dirigente Viriol D’Ambrosio e tutto il corpo docente per questa splendida iniziativa e l’ottimo lavoro che stanno svolgendo con gli studenti su queste tematiche” ha dichiarato il sindaco di Roseto, Enio Pavone. “Sono certo che i ragazzi ricorderanno a lungo questo incontro con il professor Bignami e, chi sa, magari qualcuno di loro, incuriosito e, perché no, stimolato, deciderà di dedicarsi alla ricerca ed alla scienza”. “E’ stato un piacere avere il professor Bignami nella nostra città per questo splendido appuntamento – ha chiosato il vice-sindaco ed assessore alla cultura ed al turismo, Maristella Urbini – con l’occasione lo abbiamo invitato a tornare a Roseto degli Abruzzi per scoprire le bellezze della nostra città e realizzare assieme un appuntamento futuro che coniughi mare e stelle”. “ Chiedi alle stelle sarà replicato anche in altre scuole. A Roseto è stata una sora di puntata zero”, ha detto infine Marcello Perpetuini.


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Il traliccio di Montepagano? Potrebbe essere un’opportunità tenerlo in piedi

Ecco la proposta del prof. Di Giuseppe Occorre pensare a una nuova politica energetica, che coinvolga in primis il pubblico, ma anche il privato, per incentivare le nuove fonti di approvvigionamento, senza tralasciare l’efficientamento delle strutture esistenti

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bbiamo ricevuto in redazione una fitta documentazione inviataci dal prof. Dino Di Giuseppe, che parte dalla storia recente del traliccio di Montepagano, per poi avanzare una proposta. Il borgo medievale ebbe un periodo florido proprio sotto la direzione “economica-culturale” del politico rosetano, il quale riuscì a costruire una rete di cooperative e di iniziative ad esse collegate che ancora molti paganesi ricordano per lo sviluppo, in termini lavorativi e occupazionali, creato intorno agli anni ‘80 e ‘90 del secolo scorso. Adesso Di Giuseppe vuole riprovarci, chiamando quello che lui prospetta che possa realizzarsi nell’immediato come un nuovo “Rinascimento rosetano e paganese”, fatto di iniziative di tipo am-

bientale, in cui la parola chiave è l’energia alternativa, incentivando gli investimenti sul fotovoltaico e su tutti quei canali che già da subito potrebbero creare nuove opportunità lavorative. Egli scrive: “Il lavoro innanzitutto, perché il lavoro è parte dell’uomo e lo fa diverso dai suoi simili; il lavoro dà valore, libertà, democrazia all’uomo; nel lavoro sta la sua gioia e la radice profonda del suo essere; il lavoro è la ragione stessa della vita dell’uomo”. Poi sottolinea: “Cosa fare per creare lavoro? Creare lavoro oggi è difficilissimo in tutti i settori ... nel pubblico ... e nel privato. Inventiamoci qualcosa per Roseto e le sue frazioni ... La storia recente di Montepagano, ci aiuterà a sviluppare una visione piena di progetti, di ideali e tanto lavoro sul territorio del Comune. Il nostro progetto dovrà coinvolgere Roseto e tutte le sue frazioni, dovrà interessare tutti, le famiglie, gli artigiani, i commercianti, gli operatori turistici, i costruttori, gli industriali, i sindacati, il Consiglio comunale nella sua completa rappresentanza; il progetto dovrà essere di tutti e coinvolgere tutti gli abitanti del Comune”. Tale progetto parte da investimenti sulle energie alternative, in modo particolare sul fotovoltaico e sull’efficientamento energetico, in cui l’edilizia pubblica, l’illuminazione stradale e l’edilizia privata vengano coinvolti, per raggiungere quanto prima non solo un pareggio in termini di bilancio di spesa per l’energia, ma addirittura un guadagno certo, una volta che si creino dei presupposti ottimali di rete. La proposta che Di Giuseppe ha realizzato è rivolta in primis all’Amministrazione comunale, dal momento che diverse realtà municipali

oggi hanno notevolmente ridotto i costi dell’energia, ma in seconda battuta l’invito è indirizzato ai tanti privati che possono cambiare completamente il loro modo di rapportarsi con l’energia. Simbolo di tale nuovo percorso è proprio il traliccio di Montepagano. Scrive Di Giuseppe: “Ci affidiamo ad un faro luminoso, il traliccio baciato dal sole di via S. Rocco a Montepagano, che dalla sua posizione panoramica e strategica, illumini l’intero territorio del Comune di Roseto, tutti i suoi cittadini e sia anche da guida ed attrattiva al viandante lontano”. Montepagano, quindi, di nuovo al centro dell’interesse, con un traliccio che da intralcio potrebbe diventare un’opportunità. Per tale motivo dalla prossima estate il professore paganese promette nuove e interessanti iniziative. (WDM)


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Entriamo nella storia

votiamo per l’Europa Ancora una volta emerge la riflessione sulla mancanza di una visione storica di ciò che sta accadendo, come se il processo di unificazione europea, iniziato poche decadi fa, abbia raggiunto già il suo fine corsa di William Di Marco L’EUROPA UNITARIA - Fra poche settimane, esattamente domenica 25 maggio, ci saranno le elezioni europee e già siamo entrati nel clima preelettorale con proposte, promesse, demagogia mista a retorica che tanto ammorba le menti di chi vuole interessarsi all’argomento. Tra le diverse sfaccettature che i partiti, o chi per loro, stanno mettendo in atto - dove emerge, come sempre, più una politica nazionale invece di un vero interesse su temi di grande portata continentale - preoccupa in assoluto lo spirito antieuropeista che sta montando, come se il processo finora portato avanti con sacrificio - cioè quello di progettare un’Europa unitaria che possa realizzarsi come entità statuaria unica, sotto forma di federazione o confederazione - fosse da accantonare poiché fallito, con un risultato considerato a tutt’oggi definitivo e finale. OCCORRE UNA VISIONE STORICA - Ancora una volta la riflessione che emerge è la mancanza totale di una visione storica di ciò che ci sta accadendo. Molti pensano che il processo, iniziato poche decadi fa, abbia già raggiunto il suo fine corsa. Quando l’Europa unita nacque dai padri fondatori che si riunirono nel 1957 nella capitale italiana per firmare i “Trattati di Roma”, lo scenario era a dir poco sconcertante. I Paesi europei per due volte, e nel giro di soli vent’anni, avevano dato vita a ben due guerre mondiali, provocando decine di milioni di morti e imbarbarendo la vita comunitaria con i tre totalitarismi. Venivamo da una vera catastrofe di dimensioni planetarie che l’uomo non aveva mai provato prima. Ebbene, da quei disastri nacque la necessità di voltare pagina, di cambiare il senso profondo della storia europea e iniziare un nuovo percorso, che sin dall’avvio, nonostante l’entusiasmo di molti idealisti, si sapeva difficile e imper-

vio, ma anche indispensabile. Dopo poche decine di anni, oggi ci ritroviamo un’Europa di tipo nuovo, che ha fatto passi da gigante nell’integrazione e nella cooperazione. Eppure le critiche a questi risultati, i quali ovviamente non sono tutti positivi e ci sono cose che vanno cambiate anche con una certa urgenza, hanno una visione di un immediatismo sconvolgente, come se il “tutto e subito” fosse l’unica parola d’ordine da eseguire. I processi storici, quelli veri, li studiamo sui libri di storia e alle volte coinvolgono secoli e secoli interi, mentre noi pretendiamo che un processo così complesso come quello di trovare punti in comune (e ce ne sono) tra i vari Stati e Nazioni, possa essere risolto in poche decadi. Un esempio? Prendiamo l’Euro, la moneta unica che ha solo fatto bene all’Italia. Lo critichiamo, dimenticandoci che ha poco più di dieci anni di vita, vale a dire una frazione di secondo di fronte alla storia. Dobbiamo avere quello spirito di sacrificio di chi sa che sta camminando verso un traguardo, che migliorerà la vita dei nostri figli e nipoti. In passato molte volte questo è stato fatto da chi ci ha preceduto. L’EUROPA È VITALE PER L’ITALIA - Per quanto riguarda il nostro Paese il discorso è ancora più importante. Oggi quelli che stanno cavalcando la crisi, addossando le

colpe all’Europa per puri fini elettoralistici, commettono un grave errore. Che alcune cose vadano cambiate e che da Bruxelles debba arrivare una maggiore considerazione sulla nostra situazione non ci sono dubbi, ma da questo passare a invocare l’uscita dall’Unione e dall’Euro è una follia. Senza Europa l’Italia rinuncerebbe a un processo di sviluppo civico del quale ha assolutamente bisogno. È ovvio che anche gli altri Stati comunitari hanno bisogno di noi, della nostra creatività, della nostra cultura, della nostra produzione. Ma sono gli Italiani che devono attingere quel senso civico che in gran parte dei Paesi europei è presente e che da noi latita. Abbiamo bisogno dell’Europa, per esempio, per mettere in disparte un certo nostro modo becero e utilitaristico di fare politica. Abbiamo necessità di imparare tante cose su come si organizza l’esistenza del cittadino, su come migliorare la qualità della vita, su come riconsiderare l’ambiente. L’Europa ha degli esempi illuminanti, dai quali noi dobbiamo attingere. Infine, ancora c’è chi vaneggia un ritorno alla Lira, come la panacea della risoluzione alla crisi imperante. Niente di più sbagliato, perché l’Euro ci ha tutelato molto dall’inflazione e dai tassi sui prestiti bancari. C’è chi ricorda benissimo l’inflazione galoppante italiana degli anni ‘80 che arrivò ad avvicinarsi al 20%! È vero che in Europa sono rigidi con noi (dovremmo far cambiare idea con la serietà delle proposte e degli interventi), ma i 2.100miliardi di debito pubblico li abbiamo fatti noi o gli amici Europei? Alle volte chi si sbraccia per farci capire che ci converrebbe essere fuori da tutto, dall’Unione e dall’Euro, sembra che lo faccia per far diventare sì l’Italia il primo Paese, non dell’Europa ma del Terzo Mondo!


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“Siamo rosetani anche noi” I residenti al confine fra Roseto e Morro d’Oro reclamano più attenzioni dal Comune

Abitiamo a due passi da Morro d’Oro ma siamo rosetani, anche se il nostro Comune l’ha forse dimenticato”. Il grido d’allarme, a loro giudizio l’ennesimo, è quello dei cittadini residenti nei pressi della rotonda che collega Santa Lucia a Pagliare di Morro d’Oro. Non è di certo un bel vedere quello che si presenta agli occhi di chi scrive. Guard-rail parzialmente divelti, melma e sporcizia generata dalle alluvioni del novembre 2013 e da quelle degli anni precedenti; i tombini sono intasati, ostruiti dalle conseguenze dei fenomeni atmosferici e dai rifiuti gettati nei paraggi. I cittadini spesso sono stati costretti in prima persona a pulire

le zone limitrofe alla propria abitazione, per rendere più accogliente e più igienico l’ingresso della propria casa. “Tra l’altro non sappiamo nemmeno in quale frazione abitiamo. Siamo di Santa Lucia ma da qualche tempo sembra che siamo stati esclusi anche da essa”. Infatti il cartello che delimita la fine del territorio appartenente a Santa Lucia si trova nei pressi dell’ufficio postale, mentre in passato era stato piazzato dove oggi c’è la rotonda: quel tratto di strada allo stato attuale è compreso nel territorio comunale rosetano ma ufficialmente non risulta far parte di Santa Lucia. Perciò dove risiedono queste persone? A Roseto, a Morro d’Oro o nella “terra

di Piergiorgio stacchiotti

di nessuno”? Ad oggi semplicemente in una zona di confine fra Roseto e la località morrese. Però gli abitanti delle case sottostanti alla Statale 150 (lato Sud) appartengono al territorio rosetano, pagano regolarmente le tasse ma non ricevono, a loro giudizio, alcuna forma di manutenzione dai dipendenti comunali. Trovandosi a due passi (effettivamente non sono molti di più) da Morro d’Oro, non hanno diritto a riceverla da quest’ultimo Comune ma sono stati dimenticati da quello rosetano. In attesa (e pare che stiano aspettando quasi dalla “notte dei tempi”) che qualcuno decida di venire incontro a quelle che sarebbero esigenze legittime di ogni cittadino.


CI PIACE

Risparmiati 350mila euro Zero consulenze, un assessore in meno, un dirigente ancora da nominare (area lavori pubblici), un funzionario del settore cultura recentemente in pensione, il posto di comandante della polizia municipale attualmente vacante. Ammonta a circa 350mila euro il risparmio finora ottenuto dal Comune di Roseto, in poco più di un anno, dopo una serie di tagli obbligati (pensionamenti o trasferimenti di personale in altri enti). Una somma non di poco conto in un periodo di crisi mai ricordato prima d’ora. Alcuni incarichi sono stati affidati al segretario generale, soprattutto quelli che riguardano personale e trasparenza per agevolare gli utenti dinanzi al muro della burocra-

zia. In altri casi, invece, bisognerà procedere con la nomina di un responsabile, come ad esempio l’incarico di dirigente del settore lavori pubblici. “E’ chiaro che situazioni vacanti vanno risolte”, ha sottolineato l’assessore al personale Mirco Vannucci, “quindi procederemo con la nomina del nuovo dirigente. Nel computo generale questa è la spesa che maggiormente andava ad incidere in passato. E aver risparmiato ora qualche euro non è cosa da poco. Per il resto, tengo a sottolineare che da quando ci siamo insediati, a parte alcune questioni legali (ad esempio area artigianale/autoporto ndc) che hanno richiesto la nomina di un legale, noi non abbiamo mai adottato lo strumento delle consulenze esterne”.

NON CI PIACE

Il Corpo Forestale dello Stato lascia Roseto Roseto perde la stazione del Corpo Forestale dello Stato. Da giugno si trasferirà ad Alba Adriatica dove il sindaco Tonia Piccioni è riuscita a trovare dei locali da mettere a disposizione gratuitamente. A Roseto l’attuale sede è stata dichiarata non idonea e nonostante i tentativi estremi di salvare il comando stazione, non è stata trovata una soluzione alternativa. In città ne è nata una polemica tra le forze di opposizione e la maggioranza di centro destra. C’è comunque preoccupazione perché

il secondo Comune della provincia di Teramo perde una forza di polizia. Uomini in meno per il controllo di un territorio molto vasto che d’estate peraltro quintuplica il numero degli abitanti per la forte presenza di turisti. C’è poi il discorso dei controlli lungo le aste fluviali del Tordino e del Vomano, già pesantemente provate da scarichi abusivi, da azioni illegali come l’abbandono dei rifiuti a ridosso degli argini. Tornare indietro ormai non si può. Alba Adriatica ha tutto pronto per la nuova sede. Roseto forse se n’è accorta troppo tardi.


Quasi un secolo di vita per promuovere il territorio e soprattutto le eccellenze vitivinicole nostrane. La mostra dei vini d’Abruzzo, che viene organizzata ogni anno nel borgo antico di Montepagano, si appresta a festeggiare la 43° edizione. E lo farà con un grande evento per esaltare due grandi vini, delle vere e proprie perle del nostro territorio: Nobile di Montepulciano e Montepulciano d’Abruzzo. La più antica mostra dei vini d’Abruzzo ospita dunque quest’anno il primo “storico” confronto tra le due eccellenze vitivinicole. E per promuovere tale evento è stata scelta una vetrina di primo piano: il Vinitaly di Verona. Il Nobile di Montepulciano e il Montepulciano d’Abruzzo

per la prima volta quindi a confronto a Montepagano, l’Ottocentesco suggestivo borgo rosetano. Due grandi vini uniti nella diversità s’incontrano e dialogano tra loro in un percorso di conoscenza, valorizzazione e condivisione di queste due eccellenze vitivinicole del made in Italy. La rassegna BorgoDivino di Montepagano, che quest’anno prende il nome di “Montepulciano Montepulciano”, è stata programmata tra il 25 e il 27 luglio prossimi. La Mostra Vini d’Abruzzo è organizzata dal Comune di Roseto con il contributo della Camera di Commercio di Teramo e della Regione Abruzzo. Partners dell’evento il Consorzio di Tutela Montepulciano d’Abruzzo Docg ‘Colline Teramane’ e il Consorzio di Tutela ‘Vini d’Abruzzo’.

CI PIACE

Nobile di Montepulciano vs Montepulciano d’Abruzzo. Montepagano accende la sfida

“Se li becchiamo sul fatto, si accorgeranno del grave errore compiuto”. Tra il serio e il faceto così ha commentato l’assessore all’ambiente Fabrizio Fornaciari la notizia dell’ennesimo abbandono di rifiuti da parte dei soliti incivili. Sia chiaro: il “non ci piace” è relativo l’azione dei vandali e non al pensiero espresso dall’assessore Fornaciari che può essere condivisibile. Il fatto è accaduto qualche giorno fa, quando a ridosso della rampa di accesso al ponte ciclopedonale del fiume Tordino, lato Cologna Spiaggia, qualcuno ha lasciato delle buste contenenti immondizia. Pannolini, bottigliette di birra, scatolame, plasti-

ca, scarti di cibo. Buste che sono state poi sbrandellate da animali notturni che hanno sparpagliato il pattume nei dintorni. Eppure gli appelli ad usare i raccoglitori presenti laddove ancora non viene eseguito il porta a porta, l’intensificazione dei controlli con tanto di multe (oltre 3mila euro di verbali finora eseguiti) sembrano non spaventare certa gente. Per fortuna, dopo la segnalazione l’assessore ha ordinato alla società che gestisce il servizio d’igiene urbana di provvedere immediatamente alla pulizia dell’area in questione.

NON CI PIACE

Nonostante le multe, c’è chi continua ad abbandonare i rifiuti


ELEZIONI REGIONALI - 25 maggio 2014 20

Mandatario elettorale: Poliandri Dino

SEMPRE AL TUO FIANCO ANCHE IN REGIONE

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NICOLA DI MARCO


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Concetta Scaccioni Una vita intera dedicata al lavoro e alla famiglia, al punto tale che la sua articolata abitazione è strutturata per facilitare il binomio casa-bottega. Poi il marito Alberto “che mi ha voluto sempre bene” e la gioia di due figli di William Di Marco

Con un semplice filo di lana ha saputo creare dei capi d’abbigliamento esclusivi. Le sue maglie erano famose per la fattura, ma anche per la qualità. Con un po’ di civetteria, sostiene che i suoi lavori sono arrivati dappertutto, dal Brennero alla Sicilia, ma anche in fondo all’oceano... E lei è ancora lì, nel suo laboratorio e se gli anni ormai hanno superato la nona decade, l’idea di ritirarsi non le appartiene

ricordi U Concetta Scaccioni

n muro viene su mettendo insieme i tanti mattoni. Piccole parti che, una volta assemblate, producono un progetto che ci meraviglia per la complessità e, quando il lavoro raggiunge alti picchi estetici, per il coinvolgimento emotivo. Belle case, splendidi palazzi sono composti da un’infinità di minuscoli pezzi, che articolati all’unisono creano la magia dell’insieme. E se invece di tante parti avessimo avuto un grande laterizio da modellare? La prima cosa che viene in mente è che non si potrebbe assolutamente far nulla: eppure qualcosa di così unico e continuativo nella vita lavorativa esiste. Prendete un filo, di quelli semplici che troviamo in casa avvolti in un gomitolo. Allungatelo fino alla fine e, se volete stenderlo ancora di più, unitelo a quello di un’altra matassa. Da lì si parte per creare qualcosa di nuovo, tipo una maglia o un capo d’abbigliamento di pregio, sempre con quell’unica fibra, che non può essere spezzata, se non a lavoro finito. Il filamento ci riporta, con la mente, al labirinto di Minosse, costruito dentro il palazzo, considerato il più bello dell’antichità. Ma qui i mattoni non c’entrano, perché il dedalo lo ricordiamo per un filo disteso. Era molto prolungato, utile come mezzo per trovare l’uscita. Adesso ritorniamo al presente e sforziamoci di riordinare le idee: un filo lunghissimo che funge da guida, una vita davanti che s’intreccia con il filo stesso, la creatività di tessere nel quotidiano quella fibra che collega tutto un vissuto intriso di albe e tramonti concatenati, l’abilità di collegare le varie fasi e infine lo sforzo di trovare il senso profondo di un’esistenza passata, srotolando migliaia e migliaia di gomitoli. Per Concetta Scaccioni, quegli ingredienti sono risultati fondamentali per costruirci attorno una vita fatta di lavoro e di famiglia: tutto il resto è stato un piacevole corollario, ma nulla più. Negli anni il diminutivo di Concettina ha rappresentato un segno distintivo non solo della persona, ma soprattutto di un lavoro a cui lei stessa è legata in modo indissolubile, per cui in

giro si diceva, con orgoglio di chi le indossava: “Questa è una maglia di Concettina”. Ebbene, quel filo “possibilmente di Lana Gatto di tipo ‘Parigina’, perché è la qualità migliore che ci sia” sentenzia oggi la nostra protagonista con dovizia di particolari, indicando uno specchio che la stessa ditta produttrice le regalò, in ricordo dei tantissimi gomitoli usati - è ancora lì sul tavolo da lavoro, infilato nelle macchine di un tempo. Queste rappresenteranno anche un pezzo di modernariato che segna le varie fasi della nostra storia, ma se potessero parlare, narrerebbero le vicende di questa parte d’Abruzzo legata alla vallata del Vomano. Quanti clienti hanno visto la nostra protagonista produrre capi di abbigliamento per tutti! Dai ricchi signori di un tempo, alle persone che badavano al sodo, con l’unico intento di volere prima di tutto la qualità, in modo particolare se si trattava di maglie intime, il cui principale scopo era quello di tenere il giusto caldo nei giorni di freddo pungente. La magliaia per antonomasia ci è riuscita, creandosi un mondo molto personale, in cui gli spazi fondamentali della sua vita risultassero a portata di mano. Ecco che dal laboratorio sotto casa, ci si collegava al piccolo interrato, attrezzato per le necessità più impellenti; poi, salendo una scala interna, si arrivava nell’appartamento molto ampio, per giungere, infine, all’attico. Tutto a portata di mano, perché quel filo, anche se immaginario presente nella sua mente, non si interrompesse mai. A proposito di filo, lo vuole riavvolgere per narrare le tappe fondamentali della sua vita? Con piacere. Sono nata fuori Notaresco, in una zona verso Castelbasso chiamata “Lu Monterone”, il 7 dicembre 1923. Erano tempi molto duri e noi tutti vivevamo in campagna. Mio padre Francesco era un proprietario terriero e possedeva diversi ettari di campi da coltivare, ma il nucleo familiare era anche molto numeroso e quindi tutti dovevano fare la propria parte. Papà si sposò con Elisa Marinelli, che era di Canzano; i due ebbero


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Primi anni ‘40, Notaresco. La foto è realizzata in campagna, nei pressi della casa degli Scaccioni. Concetta è l’ultima a destra

Anni ‘40, Roseto. Passeggiata di Concetta in bicicletta lungo via Nazionale, nei pressi di piazza della Libertà

ben dieci figli. Io ero l’ottava e venivo dopo Armando, Vincenzo, Anita, Maddalena, Blandina, Maria, Renato, io e dopo di me c’erano Giovanna e Luigi. Ma a quel tempo le famiglie di tipo patriarcale erano allargate e con noi vivevano gli zii e i cugini, tant’è che nel nostro casolare c’erano ben 25 persone e bene o male ognuno di noi aveva un compito. Io lavoravo nei campi insieme ai miei fratelli e con la zappa cercavo di ripulire il terreno nella zona dove c’era la vigna. Inoltre, avevamo gli animali che andavano accuditi e che spesso assegnavano a me. Era una situazione difficile, ma in compenso stavamo abbastanza bene, perché avevamo un po’ di tutto per vivere dignitosamente. Questa differenza venne ancor di più a galla durante la II Guerra Mondiale quando, soprattutto sulla costa, mancavano i beni di prima necessità. Ebbe tempo di frequentare la scuola? Certo, ma solo per i primi anni. Come dico sempre alle persone che conosco e ai miei figli, tutto ciò che ho fatto nella vita, sono riuscita a realizzarlo avendo solo la Terza Elementare. All’età di sei anni iniziai la mia avventura sui libri, che finii ben presto. Oltre ai lavori nei campi, a casa avevamo un telaio per tessere i tessuti, in modo particolare le lenzuola per il corredo di noi figlie. Producevamo tutto noi, dal cotone alla lavorazione finale. E lì che imparai i rudimenti di quello che sarebbe stato il mio lavoro futuro, ma una spinta decisiva ci fu quando iniziai a lavorare la maglia con i ferri. Ero brava e riuscivo a fare molti capi, utili sempre per quel corredo che dovevamo produrre da sole. So che ha qualche ricordo nitido della guerra. Nel 1943 avevo vent’anni e quando arrivarono i tedeschi me lo ricordo benissimo. Si accamparono nella nostra zona e ci mandavano presto a letto. Quando venivano nel nostro casolare, la notte ci facevano stare in piedi o appoggiati da qualche parte, ma non nei nostri letti, perché ci dovevano dormire loro. La mattina noi o cambiavamo le lenzuola o andavamo alla ricerca delle pulci che si portavano dietro i soldati, in modo da ripulire l’ambiente. Mi ricordo che dovevamo preparare la colazione e stare a disposizione fino a quando se ne andavano a perlustrare le campagne. Nella nostra casa c’erano diversi sfollati della costa, tra cui i Rosetani che si erano rifugiati nelle campagne dell’entroterra. Eravamo fortunati perché di bombardamenti ne abbiamo visti pochi, ma sentivamo le bombe che venivano sganciate nelle zone vicine, soprattutto lungo il litorale. Per fortuna a noi non mancava il cibo. Ma quando la guerra finì, fu una vera e propria liberazione. Ad un certo punto ci allontanammo

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2 aprile 1952, Roseto. Concetta con il fidanzato Alberto D’Emilio

anche noi dalla nostra abitazione e fummo sfollati per un breve periodo a Canzano, il paese di mia madre: vi rimanemmo fino alla fine del conflitto, perché i bombardamenti lì non arrivarono. E dopo la guerra si aprì la strada per Roseto. Mio padre colse l’occasione al volo. Vendette i campi che aveva a Notaresco e comprò dei terreni a sud di Roseto, che sarebbero stati ceduti in seguito per la costruzione di uno zuccherificio, in cui oggi vi è la zona sportiva. Vi costruì un’abitazione, quella confinante con il distributore Agip. Io intanto mi ero fidanzata con un bel giovanotto, Alberto D’Emilio, che sarebbe diventato mio marito (lo indica in una foto, in quanto deceduto nel 2008, lodandone l’avvenenza, nda). Era amico dei miei fratelli, ma poi, lui che era del 1910, si trasferì a Fiume in Istria per lavoro. Tra il 1943 e il 1945 quella zona fu messa a ferro e fuoco dagli Jugoslavi, dando vita alla tragedia delle Foibe e all’esodo di centinaia di migliaia di persone della regione giulano-dalmata. Così Alberto, che lì lavorava nel Comune della città croata, dovette abbandonare tutto e ritornare nella sua Roseto. Ci frequentammo e riuscimmo a sposarci l’8 dicembre del 1954. Fu un bellissimo giorno che coronammo nella Basilica di Loreto. Intanto avevamo bisogno di una casa e la trovammo nelle nuove case popolari fatte costruire in via Piave a Roseto. Nel 1955 ci trasferimmo in un’abitazione in affitto di proprietà della famiglia D’Eustacchio in via Nazionale, di fronte all’attuale Villa ComunalePonno. C’era un forno e sopra ci abitavamo noi. E la famosa attività di magliaia quando arriva? Ci siamo già. Erano anni che usavo i ferri e andavo a lavorare nel famoso negozio di abbigliamento “Sofia”. Dopo un po’, però, decido di mettermi in proprio, perché avevamo voglia di farci una casa per conto nostro e occorreva fare i sacrifici. Così, dopo l’abitazione nella casa di D’Eustacchio, ci trasferimmo quasi di fronte, nella proprietà del medico Di Donato. Oggi lì vicino c’è il bar “John e Jazz”, ex Bar Sportivo, mentre allora c’era la mia attività con a fianco una scuola guida. Iniziai con poco, ma da subito misi ben quattro macchine per maglierie che ancora ho. Erano tutte meccaniche, alcune della famosa marca Brother e ciò mi permise di avere sempre più richiese, fino a quando mi ritrovai con ben 18 lavoranti, tutte ragazze che provenivano da Roseto e soprattutto dall’entroterra. Venivano per imparare il mestiere e diverse poi hanno fatto le magliaie. Tuttavia all’apertura della Monti Confezioni, molte cose cambiarono e le richieste di lavoro diminuirono. Il suo lavoro ne risentì?

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8 dicembre 1954, Santuario di Loreto. Da sin. Concetta Scaccioni e Alberto D’Emilio nel giorno del loro matrimonio, con i coniugi Ada D’Emilio (sorella di Alberto) e Italo Di Giuseppe, testimoni della cerimonia

Dicembre 1957, Roseto, casa di Di Donato in via Nazionale. Da sin. Papà Alberto, il piccolo Carlo Alberto, Loredana e Concetta

Assolutamente no, perché la mia clientela era vasta. Dico sempre che ho fatto dei lavori che sono andati a finire dal Brennero alla Sicilia. Addirittura i miei manufatti andavano anche in America e nel 1956, quando ci fu il disastro dell’Andrea Doria, che affondò per una collisione con una nave svedese, avevo preparato dei capi che ovviamente si persero a causa dell’inabissamento del transatlantico. Il nostro lavoro era molto certosino e adoperavamo le lane migliori, perché volevamo che la clientela rimanesse soddisfatta. Ho usato tanti di quei gomitoli della Gatto del tipo “Parigina” che ho avuto anche dei riconoscimenti dalla ditta produttrice. Nel nostro laboratorio facevamo un po’ di tutto, dalle maglie ai vestiti, dai paltò alle giacche. E quando arriva la sua sede storica di via Cavour? Dopo il negozio e l’abitazione nello stabile del dott. Di Donato, con mio marito e insieme ad altre tre famiglie, decidemmo di comprare un pezzo di terra vicino al Comune per costruirvi una palazzina. Mio marito lavorava proprio nel municipio. Vi rimase fino al 1975, quando andò in pensione. La struttura che costruimmo era in pratica attaccata al suo posto di lavoro. Realizzammo un edificio con i negozi al piano terra, due appartamenti negli altrettanti piani edificati sopra e infine quattro mansarde. A tutto ciò andava aggiunto un piccolo seminterrato. Noi siamo l’unica famiglia che ha mantenuto le proprietà iniziali e abbiamo costruito la nostra casa in base alle mie esigenze lavorative. Così i due negozi che avevamo, erano collegati sia al piccolo interrato sia all’appartamento sopra, in modo che avessi sempre tutto sotto controllo. È proprio il caso di dire che la mia vita è trascorsa tra casa e bottega. Mi alzavo alle due di notte per preparare il lavoro del giorno e soprattutto per organizzare quello delle lavoranti. Insomma, enormi sacrifici, ma anche tante soddisfazioni. Come la famiglia... Certo, e ne sono orgogliosa. Dopo il matrimonio, il 18 dicembre 1955 nacque la primogenita Loredana e il 20 settembre 1957 il mio secondo figlio Carlo Alberto. La prima, dopo un periodo d’insegnamento, oggi lavora alla Sovrintendenza Archeologica di Chieti, come responsabile dei servizi educativi dei musei. Il secondo vive a Roma, è un noto visagista che si divide tra la capitale, Milano, gli Stati Uniti e che ha lavorato per Fendi in qualità di “Visual Merchandiser”. Mi ricordo che quando erano piccoli li portavo all’asilo del S. Cuore, sito dove oggi c’è il Centro anziani. Li lasciavo la mattina per riprenderli alle 6 di sera, perché spesso perdevo il concetto del tempo.

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1958, Roseto. Concetta alla macchina per le maglie, nei locali di via Nazionale di proprietà di Di Donato

Qual è stata la qualità migliore dei suoi prodotti? Innanzitutto usavo le migliori lane. Poi i miei capi si potevano riutilizzare sempre, nel senso che non facevo i lavori a pezzi, ma in modo continuativo, pertanto chi voleva disfare il capo di abbigliamento per poterne realizzare un altro, lo faceva tranquillamente, cosicché la lana aveva molte vite. Una volta feci un paltò per una moglie di un avvocato di Teramo che era una meraviglia; in un’altra occasione realizzai un mantello per un matrimonio di una famiglia altolocata che fece clamore. Alcuni lavori erano veramente di alta sartoria. E oggi, chi passa per via Cavour, la vede ancora china sul tavolo da lavoro. È vero e non ho nessuna intenzione di mollare. Non faccio più i lavori completi di una volta, ma ho la mia clientela, che non mi ha mai abbandonata, pur se è difficile continuare per via delle tasse. Una volta non era affatto così. E dei giovani che cosa pensa? Dico che molti non hanno voglia di fare, di mettersi in discussione. Non approvo la vita che conducono e soprattutto non mi piace tutta la libertà che i genitori concedono loro. Roseto è la sua città che le ha dato tutto. Non ci sono dubbi, anche se è cambiata e non la riconosco più. Le persone non sono più come un tempo e molte di loro non hanno più quella creatività che prima permetteva di inventarsi un lavoro o di aprire un’attività. D’improvviso si alza. L’odore che arriva dal piccolo interrato è invitante. Il pollo che aveva messo a cuocere nel forno è pronto per la cena. Basta fare pochi passi, salire le scale e tornare a casa. Il ciclo della vita continua, inesorabilmente, legato come sempre... a un filo.

Anni ‘50. Roseto. Concetta (quarta da sinistra) brinda con le sue lavoranti

Pubblicati: 1 Eleonora Filippone Thaulero; 2 Pasquale Zeppilli; 3 Sandro De Simone; 4 Domenico Di Battista; 5 Genovino Ferri.


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Un Week-end …”IN FAMIGLIA” Roseto è stata protagonista fino all’ultimo istante nel famoso programma di Raidue. È uscita a testa alta e gli organizzatori, per due giorni, hanno fatto conoscere ancor di più la nostra città a livello nazionale di Dalia Maggetti

C

ome già saprete, il week end del 22 e 23 marzo ha visto protagonista la nostra città al programma “Mezzogiorno in Famiglia”, in onda, in diretta, su Rai 2. Una vetrina importante per il nostro paese, che ha offerto la possibilità, seppur breve, di dar risalto alle nostre peculiarità, quali un lungomare spettacolare, un arenile liscio e infinito, dolci colline verdi, la storia di Montepagano, la nostra cucina genuina, la nostra squisita ospitalità e la nostra cordialità di gente semplice, anche grazie al collegamento dai rigogliosi giardini della Villa Comunale, preparato con estrema cura e che ha visto protagonisti a titolo gratuito, e dunque solo per amore della nostra Roseto, aziende come Quartiglia, Palestini, il vivaio Garden Rosetoflor, il ristorante “La cantina di P’lò” e tanti cittadini che hanno contribuito all’ottima riuscita dello stesso. Venerdì 21 marzo siamo partiti in 15 per andare in onda sabato e domenica mattina.

Ci aspettava in Via Teulada a Roma, Francesca, la nostra assistente che ci ha mostrato lo studio e presentato tutti i giochi che avremmo dovuto sostenere. Mentre il maestro Mazza provava con la sua orchestra, la nostra squadra, composta da 14 giovani simpatici e scanzonati e da me orgogliosamente capitanata, prendeva posto ed iniziava le prove: chi indossava costume da orsetto, chi da mano colorata, chi danzava e chi

cantava, ecc. Ma solo sabato mattina è iniziata davvero la nostra avventura! Alle 8,45 eravamo in studio per trucco e parrucco e poi tesi, compatti e concentrati siamo entrati in studio alle 11,30 e lì… tutte le nostre sicurezze sono spa-

rite! Tra Amadeus, il nostro padrino Massimo Ciavarro e Laura Barriales, non era certo facile stare concentrati e battere la squadra avversaria, Villafranca di Verona, ma alle 13:00 siamo usciti vittoriosi per 6-1! Il gioco è ripartito domenica mattina con un nostro vantaggio di solo 1 a 0, come prevede il regolamento. Ci siamo impegnati tutti alla grande fino a condurre il gioco per 4-2… ma non è così semplice vincere! Un’ulteriore prova (le Manone Musicali), dove era in palio il titolo, ci ha visto soccombere! L’ultima chance di vittoria era la prova “Strappacoppa”, che consente di sconvolgere il risultato: il nostro prode Paolo, in una cabina doccia, bendato, doveva infatti schiacciare un pulsante nell’istante esatto in cui il timer avesse segnato i 30”... Ha schiacciato a 29,9! Che iella! Sconfitti, ma a testa alta, a bordo del nostro bus comunque festoso, siamo rientrati a casa, fieri comunque di aver potuto contribuire a far conoscere in Italia e non solo la nostra Città delle Rose.


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Con la morte di Pace Celommi viene a mancare il “presidentissimo” della Rosetana Calcio Aveva 95 anni e fece parte di quella generazione che creò, con concreti eventi e iniziative, il mito della “località turistica più amata dai romani”

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abato 29 marzo 2014 è venuto a mancare Pace Celommi, personaggio molto conosciuto a Roseto per le tante attività sportive e ricreative che ha portato avanti nel corso della sua vita. Aveva 95 anni, poiché nato a Rosburgo il 13 ottobre 1918, ma negli ultimi anni viveva in una condizione di grave difficoltà, data la sua malattia che lo costringeva a rimanere a letto. È stato uno dei personaggi rosetani apparso nei “Ricordi” del nostro giornale e nell’occasione la moglie Anna Mastrangelo ci spiegò come venne fuori, dai genitori di suo marito, quel nome non molto consueto: “Siamo nel 1918 e il 13 ottobre nasce quello che sarebbe diventato mio marito. Dato il periodo e avendo ormai l’esercito italiano riconquistato le posizioni, dopo la disfatta di Caporetto, ecco venir al mondo un bambino che doveva essere di buon auspicio per una pace, che ormai tutti invocavano. Così i genitori pensarono a quel nome”. Celommi fu per diversi

anni il presidente della Rosetana calcio, società che lui stesso fondò, insieme a Mario D’Eustachio l’8 agosto del 1944 e di cui da subito fu segretario. Dopo la prima presidenza del suo amico Gino Passamonti, che aveva come vice Flavio Piccioni, la Società Polisportiva Rosetana lo vide per molti anni come primo socio, esattamente dalla fine degli anni ‘50, fino al 1968. Furono anni d’oro per la compagine azzurra, che sfornò anche molti giovani dal vivaio locale. Tuttavia il periodo immediatamente dopo al secondo conflitto mondiale vide Pace come organizzatore di vari eventi, tra cui, insieme a tanti suoi amici, il torneo di basket “Lido delle Rose” e la nascita della famosa “Arena azzurra”, un dancing in voga negli anni ‘50. Con Pace Celommi scompare una parte di quella Roseto legata certamente al mito dei ricordi della “località turistica più amata dai romani”, ma anche viene meno una persona molto attiva e dinamica (di lui si diceva che non conoscesse cosa fosse la paura), sempre pronta a buttarsi nella mischia delle tante iniziative che la gioventù di allora sapeva ideare e creare, molto utili per la crescita della cittadina adriatica in quelli che vengono menzionati come gli anni d’oro del turismo locale. La redazione di EidosNews porge le più sentite condoglianze alla moglie Anna e ai figli Maria Lavinia (Mila) e Fabio. (WDM)


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Condotte a rischio nei giovani Se ne è parlato al Moretti di Roseto

Grazie all’intervento di due magistrati del Tribunale di Teramo e dell’Amministrazione comunale rosetana si è potuto toccare con mano quanto sia a rischio il futuro dei giovani che si lasciano andare in comportamenti considerati spesso delle semplici ragazzate

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l 28 marzo scorso si è tenuto, presso l’aula magna dell’Istituto Statale d’Istruzione Superiore V. Moretti, il convegno “Condotte a rischio nei giovani” nell’ambito di un più amplio progetto sulla legalità che la scuola rosetana porta avanti in collaborazione con l’Amministrazione Comunale. Sono intervenuti la dottoressa Laura Colica e il dottor Davide Rosati, entrambi magistrati al Tribunale di Teramo. Hanno partecipato all’evento anche il sindaco di Roseto degli Abruzzi, dott. Enio Pavone, e l’assessore allo sport Mirco Vannucci. Dopo l’introduzione sui temi del giorno, ci sono stati i saluti del dirigente scolastico dell’Istituto, che ha ringraziato gli intervenuti, aprendo i lavori del convegno con una riflessione sulla legalità atta a coinvolgere i tanti giovani presenti. Infatti attori dell’incontro sono

stati gli studenti che hanno presentato un video per ricordare i grandi uomini che hanno sacrificato la loro vita per gli ideali di giustizia e di legalità. Quindi, un’alunna della II B Afm, Letizia Ferrini, ha letto una riflessione che ha costituito il punto di partenza del dibattito. I magistrati hanno trattato l’argomento della condotta a rischio per i giovani in

di Emanuela De Luca

Chiara Gislao

maniera efficace e chiara, solleticando diverse considerazioni e domande tra i presenti. Infine il dirigente scolastico ha consegnato le targhe ricordo ai due ospiti, mentre uno studente ha donato un mazzo di fiori alla dottoressa Colica. A termine della giornata gli alunni presenti hanno espresso un sentito ringraziamento al dirigente scolastico, prof.ssa Elisabetta Di Gregorio, ai docenti che hanno preparato l’evento e all’organizzazione tutta. Convegni di questo tipo sono sempre più apprezzati, perché con esempi concreti aiutano a riflettere e a maturare. L’augurio è che ci siano altri incontri con le istituzioni, per avvicinare sempre più la scuola e i giovani al territorio, sensibilizzando questi ultimi al senso del dovere.


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ti Maggit di Luca

FIRENZE, ATTILIO CAJA E LA DUREZZA DELLO SPORT Roseto-Firenze, domenica 13 aprile 2014 ore 18 al PalaMaggetti, non è una semplice partita di basket. Ecco perché

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La Curva Nord il 14 maggio 2006. [Nicola Celli]

omenica 13 aprile, al PalaMaggetti, c’è la sfida fra il Roseto Sharks e l’Affrico Firenze guidato da coach Attilio Caja. La gara, dopo il successo esterno colto a Matera, per i rosetani rappresenta un crocevia importantissimo per provare ad entrare nei playoff. Di contro, per Firenze l’impegno in trasferta nel Lido delle Rose rappresenta forse l’ultimo treno (speriamo sia il penultimo) per provare a raggiungere la salvezza. Infatti, coach Attilio Caja, entrato in corsa alla guida della squadra toscana, ha subìto la beffa dei 4 punti tolti a Firenze dopo il ritiro di Lucca dal campionato e adesso rischia di non riuscire a portare in salvo la sua compagine, attualmente al penultimo posto in classifica. Perché è tanto importante, oltre a quello rosetano, anche il destino dell’Af-

La Tribuna il 14 maggio 2006. [Nicola Celli]

frico Firenze per i rosetani? Perché Attilio Caja è il coach della salvezza del 2006 in Serie A – capolavoro di tecnica, tattica, strategia e lavoro – ottenuta con una squadra sulla carta largamente inferiore alle avversarie. Eppure quel Roseto aveva un cuore da Eurolega e seppe firmare l’impresa della salvezza, con una vittoria all’ultima giornata, battendo 84-80

Attilio Caja 14 maggio 2006. [Roberto Grillo]

Il basket e la cultura dei campanili senza frontiere

Capo d’Orlando il 14 maggio 2006. Quell’annata, così difficile, così costellata di problemi da portare poi alla morte il Roseto di Serie A, salvatosi però sul campo, contribuì a costruire una stima fortissima fra i tifosi – in particolare la Curva Nord – e Attilio Caja, che con il suo lavorare andando sempre controvento rappresentava plasticamente la forza di volontà e la capacità di credere in qualcosa, anche quando ogni pensiero razionale lo sconsigliava. Per questo, domenica non sarà una partita come le altre, perché i tifosi del Roseto sosteranno logicamente la loro squadra, spingendola come sempre verso la vittoria e verso i playoff, ma – c’è da esserne certi – tributeranno il più caloroso degli applausi al “sergente di ferro” Attilio Caja, che seppe trasformare in realtà, grazie al duro lavoro, l’ultimo sogno del Roseto di Serie A.


Roseto

foto: Mimmo Cusano

ti Maggit di Luca

Basket

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Story

I GRANDI DEL BASKET CONTRO IL CANCRO Il progetto “Against the Pain” ha fatto tappa a Roseto, con Bianchini, Brunamonti, Bonaccorsi e Legion

Giampiero Porzio e i corsisti nello spogliatoio

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Foto di gruppo al PalaMaggetti

omenica 30 e lunedì 31 marzo 2014 ha fatto tappa a Roseto degli Abruzzi “AGAINST THE PAIN – Giocare di squadra per battere il dolore”, corso che spiega agli oncologi come lottare contro il dolore adoperando gli opportuni farmaci, usando il basket come metafora della battaglia quotidiana. Il corso, ideato da Giampiero Porzio, sostenuto dall’azienda Prostrakan e accreditato Ecm, si è svolto domenica presso l’Hotel Liberty e lunedì al PalaMaggetti. Dopo il

successo della tappa inaugurale, a Bologna, con la presenza di Ettore Messina, Luigi Lamonica e Charlie Yelverton, all’appuntamento rosetano hanno partecipato Claudio Bonaccorsi e Roberto Brunamonti – già della squadra a Bologna – e Valerio Bianchini, il Vate del basket, coach capace di vincere lo Scudetto in tre città diverse (Cantù, Roma e Pesaro), oltre a due Coppe Campioni (Cantù e Roma), 1 Coppa Intercontinentale (Roma), 1 Coppa delle Coppe (Cantù) e 1 Coppa Italia (Fortitudo Bologna). A dar man forte, il lunedì mattina con gli

oncologi in campo, è poi arrivato Alex legion, fuoriclasse della lega Silver in forza al Roseto Sharks, che ha ricevuto i complimenti da un campione come Roberto Brunamonti e ha stretto amicizia con Claudio Bonaccorsi, altro campione amatissimo a Roseto. Valerio Bianchini, che lo ha visto giocare, pensa che “Il Legionario” possa dire la sua anche in categoria superiore, magari giocando da “2” in Serie A, confermando un altro importante parere in merito, quello di coach Attilio Caja. Ancora una volta, Roseto si conferma città del basket a tutto tondo.

Valerio Bianchini e Alex Legion

Alex Legion e Roberto Brunamonti

Valerio Bianchini e Giampiero Porzio


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uando il 19 marzo 1978 presi parte alla prima edizione della Passeggiata di Primavera, non avrei pensato che dopo tanti anni saremmo stati qui, ancora così numerosi, a promuovere la 38ª edizione. In un momento economico particolare, il Gruppo Podistico Club Azzurro ha garantito l’organizzazione della manifestazione ormai patrimonio dell’intera città. Mentre nelle nostre menti scorrono le immagini, alcune un po’ sbiadite, degli anni ormai passati, un ricordo particolare va a chi oggi non c’è più e a chi questa gara l’ha inventata, l’ha fatta crescere e l’ha portata diventare la classica del podismo regionale.

Un grazie a mio padre Antonio, a Francesco Di Bonaventura e a tutti coloro che si sono prodigati per questa manifestazione. Un ulteriore ringraziamento va a tutti i collaboratori, al vicepresidente Pannelli, alle forze dell’ordine (Carabinieri e Protezione Civile) e soprattutto l’Amministrazione Comunale. Il 25 aprile lo so, saremo numerosi e festanti come ogni anno per trascorrere insieme una sola giornata di sport; vi aspettiamo quindi al “via” della Passeggiata alle 9.30 nel piazzale antistante il PalaMaggetti. Gruppo Podistico Cub Azzurro Il presidente Luigi Talamonti


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CAMILLERI, BASTA LA PAROLA di MARIO GIUNCO

Anche senza Montalbano, il “grande vecchio” fa sempre centro

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uigi Sacco è un bracciante, che vive nelle campagne della Sicilia alla fine dell’Ottocento. E’ un lavoratore ingegnoso, onesto. Con le piantagioni di pistacchio e la sua indiscussa abilità riesce a crearsi uno “status” sociale, che vuole trasmettere ai suoi familiari. Ma la mafia è in agguato. I fratelli Sacco sono costretti a darsi alla latitanza. Diventano giustizieri solitari. Arrestati, processati e condannati come banditi comuni, finiscono in carcere: uomini onesti posti sullo stesso piano di comuni malfattori. E’ il succo della vicenda amarissima, un “western italiano”, raccontata da Andrea Camilleri ne “La banda Sacco” (Sellerio editore). Siamo ancora in Sicilia, nella seconda metà del Quattrocento. Un giovane ebreo, Samuel ben Nissim Abul Farag, figlio di un rabbino, vuole farsi strada nella vita. Intelligente, furbo e svelto di mano è convinto che il fine giustifichi i mezzi, che nelle leggi della vita possano rientrarci anche i delitti. Pensa che le opportunità si colgano al volo, anche se comportano il distacco dalla propria religione, al punto di divenirne persecutore e dalla propria famiglia, fino a esserne disconosciuto. Samuel si converte al cristianesimo intorno al 1470 e assume il cognome del suo padrino di battesimo (Giovanni Tommaso Moncada, conte di Adornò), divenendo Guglielmo Raimondo Moncada. Inizia quindi la sua vorticosa ascesa. Vorrebbe diventare un medico, ma preferisce ben presto la carriera ecclesiastica. Da Napoli si trasferisce a Roma, dove studia lingue orientali, si familiarizza con i segreti della Cabbala. Prende i voti e si conquista la stima della corte papale di Sisto IV e di Federico da Montefeltro, duca di Urbino. In questa città prende il nome di Flavio Mitridate, pensando forse al

re del Ponto, che sembra conoscesse ventidue lingue e assumesse quotidianamente piccole dosi di veleno per immunizzarsi. Nel 1486 è chiamato da Giovanni Pico della Mirandola – l’uomo dalla prodigiosa memoria, in grado di ripetere al contrario, dopo un sola lettura, qualsiasi testo – per fargli apprendere l’ebraico e la cabbala. In “Inseguendo un’ombra”, appena edito, sempre da Sellerio, Andrea Camilleri si misura con personaggio evanescente, torbido e ambiguo, pronto a tutto - anzi di tre, Samuel, Guglielmo e Flavio - che scompare nel nulla, dopo il 1489. E’ una cavalcata nelle principali corti italiane, in Irlanda e in Germania, per mostrare un volto sconosciuto e sconvolgente dell’Umanesimo. “La faccia ferina dell’Umanesimo” è il titolo del catalogo della mostra, prefato da Leonardo Sciascia, da cui Camilleri prende spunto, supplendo con la fantasia alla realtà storica, “inventando” in senso etimologico. Amori, delitti, tradimenti, misfatti orrendi restano nell’ombra. La fantasia di Camilleri arriva a escogitare quattro finali diversi – tutti in qualche modo plausibili - per la sua storia e a riportare, come curiosità, un vecchio avviso de “Il Messaggero”, che pubblicizza il mago di Perugia, tal Raimondo Moncada, attrazione del circo di Nando Orfei. Non stupisce che di fronte a tante banalità in circolazione (del tipo amoroso e “perdonifico”, che fanno rimpiangere il buon Alberoni) i libri di Camilleri balzino subito al vertice delle classifiche. Pur lontani nel tempo ed estranei all’argomento, come nel caso dell’ultimo romanzo, siamo subito conquistati da queste pagine, che, senza orpelli, raccontano con semplicità e tengono sempre desto l’interesse del lettore. Forse più che le indagini di Montalbano.


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E I Z I S O I R U C Notizie)

(tra Curiosità &

41 a cura della redazione Cerchi Concentrici Promotor

A Campo a Mare perché via Einaudi si chiama così?

La nostra attenzione in questo numero, come sta avvenendo da alcune settimane, si focalizza sul nome di una strada di Campo a Mare, zona a sud della S. S. 150. Parliamo di via Einaudi che in pratica è quella più a ovest e non ha lo sbocco sull’arteria statale Luigi Einaudi (Carrù, Cuneo, 24 marzo 1874 - Roma, 30 ottobre 1961) è stato un economista, politico e giornalista italiano, secondo Presidente della Repubblica Italiana. Intellettuale ed economista di fama mondiale, Luigi Einaudi è considerato uno dei padri della Repubblica. Suo figlio, Giulio, fondò la famosa casa editrice che porta il suo nome. Vice Presidente del Consiglio dei ministri, Ministro delle Finanze, del Tesoro e del Bilancio nel IV Governo De Gasperi, tra il 1945 e il 1948 fu Governatore della Banca d’Italia. Dal 1948 al 1955 fu Presidente della Repubblica Italiana. Dopo aver studiato a Savona, venne mandato al Convitto nazionale Umberto I di

Torino e si diplomò al Liceo Classico Cavour della stessa città con il massimo dei voti, per poi compiere gli studi universitari presso l’ateneo torinese, dove frequentò il Laboratorio di Economia Politica di Salvatore Cognetti de Martiis. In quegli anni si avvicinò al movimento socialista e collaborò con la rivista Critica sociale, diretta da Filippo Turati. La collaborazione con Critica sociale durò un decennio e si concluse con il distacco dai socialisti e il progressivo spostamento, a partire dai primi anni del Novecento, su posizioni sempre più apertamente liberiste. Nel 1895 ottenne la laurea in giurisprudenza. Coprì la cattedra di Scienza delle Finanze all’Università di Torino, l’incarico di Legislazione Industriale ed Economica del Politecnico di Torino e la docenza di Scienza delle Finanze all’Università Bocconi di Milano. Morì a Roma il 30 ottobre 1961 e la salma venne tumulata nel cimitero di Dogliani il 2 novembre 1961. (InfoWeb)

Il dott. Giuseppe Collevecchio ci scrive Cara redazione, ringrazio ancora tutti voi per l’attenzione avuta nei miei confronti e per il pregevole articolo pubblicato lo scorso numero su Eidos, riguardante un mio intervento in una scuola rosetana. Devo solo precisare che nelle conclusioni, partendo dall’ultimo capoverso, l’ultima frase (ultime due righe) “senza seguire alcuna regola morale” non l’ho pronunciata, non mi appartiene e non è pertinente. Chiedo pertanto che venga rettificata in “senza piegarsi a formalismi o ipocrisie”, questa sì aderente a quanto da me detto. Ringraziandovi fin d’ora, vi saluto con simpatia e cordialità.


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CUR IOSIZIE tizie)

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o N & à it s io r u C (tra

I giocatori degli anni ‘60 della Rosetana, XII parte:

Giuseppe De Petris e Marcello Vallonchini Riprendiamo la pubblicazione dei cartellini della Rosetana Calcio, dopo aver saltato lo scorso numero. Molti sono i ragazzi di allora che sono rimasti colpiti dal fatto che ci sia ancora in giro tanto materiale, ma questo è dovuto a persone che hanno avuto l’accortezza di conservare i documenti e i ringraziamenti, come sempre, li lasciamo alla fine. Intanto i due giovani atleti erano considerati dei promettenti giocatori. De Petris è stato un valido centrocampista che, oltre che con la squadra azzurra della sua città, ha militato per tanti anni con il Pineto, ottenendo dei risultati molto importanti, come una vittoria di campionato da record. Sono ancora molti i pinetesi che ricordano le sue giocate di tipo balistico. Per

quanto riguarda Vallonchini, c’è da dire che era dotato di un dribbling stretto e a tratti ubriacante: tale caratteristica emergeva soprattutto nelle competizioni cittadine, come il “Torneo dei Bar” del “Campo dei Preti”. Le sfide di allora ora hanno un po’ il sapore di un sano campanilismo rionale che oggi certamente non c’è più. I cartellini (appartenenti all’archivio privato di Pace Celommi e messi a disposizione dal presidente dell’A. S. Roseto Calcio Camillo Cerasi,), portano rispettivamente la numerazione 678 e 665 della Nagc (Nucleo Addestramento Giovani Calciatori), appartenente alla Figc (Federazione Italiana Gioco Calcio), specifica Sipt (Settore per l’Istruzione e la Preparazione Tecnica).


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IE CUR IOàS&IZ Notizie)

(tra Curiosit

Al Moretti si è svolto il IX Convegno sull’Unità d’Italia, organizzato dalla Cerchi Concentrici Promotor Come ormai avviene da nove anni, si è concluso anche per questo 2014 la ricorrenza del 17 marzo 1861. Si è svolto, infatti, nell’aula magna dell’Istituto Statale d’Istruzione Superiore Vincenzo Moretti di Roseto degli Abruzzi, il IX Convegno sull’Unità d’Italia dal titolo “17 marzo 2014 - A 153 anni dall’Unificazione”. Gli studenti presenti hanno potuto, in questo modo, ripercorrere le tappe fondamentali della storia che portò la nostra penisola a diventare Nazione, partendo dagli avvenimenti della I Guerra d’Indipendenza del 1948-49, per poi giungere agli anni decisivi del 1859-61 della II Guerra d’Indipendenza e chiudere con la III Guerra d’Indipendenza e la presa di Roma. È dal 2006 che l’associazione culturale Cerchi Concentrici Promotor si sofferma su quella che per molti viene considerata la vera ricorrenza fondante dell’Italia, la quale dovrebbe diventare l’unica festa nazionale, non solo per rifarsi al periodo risorgimentale e fortemente costitutivo del nostro Paese, ma anche per superare gli steccati ideologici che troppo male hanno fatto allo sviluppo sociale e politico dell’Italia intera.

Salone della villa comunale di Roseto strapieno per la presentazione del libro di Genovino Ferri e Giuseppe Cimini Un salone della Villa Comunale-Ponno di Roseto strapieno, tutti ad ascoltare gli autori Genovino Ferri e Giuseppe Cimini alla presentazione del loro libro. Il titolo, vale a dire Psicopatologia e Carattere - L’analisi reichiana, è stato diffusamente approfondito dal dott. Cimini, psichiatra e psicoterapeuta, mentre l’apertura è spettata al rosetano dott. Ferri, anche lui psichiatra e psicoterapeuta, presidente della Siar, Società Italiana Analisi Reichiana, che ha voluto rompere subito il ghiaccio, cercando di coinvolgere il numeroso pubblico presente. A completamento delle riflessioni di stampo anche filosofico, c’era il prof. Giovanni Giorgio, docente di Filosofia Teoretica presso la Pontificia Università Lateranense. Molti sono stati gli approfondimenti e le sollecitazioni, che hanno decretato il successo della serata, sottolineato anche dalla partecipazione attiva delle persone presenti. Con una sintesi giornalistica estrema, alla fine le parole chiave della serata sono state: a) “conoscenza sostenibile”, cioè la capacità che ha l’uomo di interessarsi al sapere e comprendere l’immensità del suo viaggio verso la conoscenza. Per tale motivo è indispensabile indirizzare le proprie forze verso ciò che interessa realmente. b) La locuzione “assenza del limite”, che oggi contraddistingue molte persone che sembrano colpite da un’onnipotenza dovuta alla trasformazione della società, sempre più in competizione con il tempo. Tale velocità sta portando l’uomo a concepirsi oltre il normale limite dell’umano, senza più un confine da dover rispettare per “sé e l’altro da sé”. c) Un “nuovo umanesimo” è l’ultimo dei tanti spunti usciti dai relatori e che è un po’ sia una parola di speranza sia la chiave di volta di questa società, che sembra impazzita e succube della tecnologia, alla quale tutto sta concedendo. Un ritorno alla vera centralità dell’uomo, con i suoi limiti e le sue debolezze, può essere una delle soluzioni possibili. L’evento si è chiuso con una frase pronunciata dal prof. Giorgio: “Il libro di Ferri e Cimini è quasi indispensabile leggerlo, per cercare un nuovo inizio in ognuno di noi”. (Foto di Stefano Varani)


IE CUR IOSIZ Notizie)

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(tra Curiosità &

I “ragazzi di una volta” 7: giovani arbitri di basket di alcuni anni fa

Che Roseto abbia un feeling particolare con la pallacanestro è cosa risaputa. Ciò che meno viene evidenziato è che nel tempo si è fortificato anche un settore legato a questo sport, vale a dire quello arbitrale. Molti sono stati i direttori di gara che hanno calcato i parquet dello stivale intero e anche dell’Europa e ovviamente in tale prospettiva non si possono dimenticare nomi come Pasquale Zeppilli e Domenico Belisari. Ebbene, questi due tennero anche dei corsi per dei giovani arbitri, che a loro

volta hanno continuato questa bella tradizione rosetana che è tuttora ben presente. Nell’occasione abbiamo rispolverato una foto di alcuni anni fa, in cui sono ritratti personaggi che hanno ancora oggi a che fare con la famosa palla a spicchi. Siamo ovviamente a Roseto, Palestra D’Annunzio, 1977. I giovani arbitri guidati da Pasquale Zeppilli sono: da sin. Vittorio Albertazzi, Luigi Di Bernardo, Gianni Zitti, Rolando Cordella, Gianfranco Candelori, Daniele Di Marcello, Tony Trullo e l’istruttore Zeppilli.

Ritornano al Centro Piamarta le partite di calcio dell’Istituto Moretti Sono partite innocenti quelle che saltuariamente, ma con costanza di almeno una decina di anni, si svolgono al “Campo dei Preti”, conosciuto come Centro Guerrieri o Oratorio Piamartino. Anche questa volta a essere coinvolti sono stati gli studenti del corso B Programmatori (oggi la denominazione è Sia, abbinata a un’altra sigla che risponde a Afm) dell’Istituto Moretti di Roseto e lo scopo è sempre stato quello di “mettere il pallone al centro” della loro attenzione per trascorrere un paio d’ore di sano divertimento. Nell’occasione sono stati convocati anche degli ex studenti che, quando sono chiamati, rispondono con entusiasmo all’appello. Nella foto da sin. Andrea Pinciarelli, Simone Tarquini, Ercole Montese, Daniele Spizzirri, Marco Falone, Gianluca D’Emilio, Giuseppe Pavone; in basso da sin. Matteo “Diesel” Di Nicola, Antonio Fiorà, Michele Del Papa, Samuele Reggi.


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CUR IOSIZIE tizie)

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Perché si dice Abruzzo forte e gentile? La definizione di Primo Levi di Abruzzo forte e gentile, è diventata ormai popolarissima. Il giornalista e diplomatico coniò l’espressione per farne il titolo di un suo racconto di viaggio pubblicato nel 1882 con lo pseudonimo di Primo. Il libro reca il sottotitolo “Impressioni di occhio e di cuore”, ha 231 pagine di testo divise in ventidue capitoli e comprende un indice delle persone incontrate durante il viaggio ed un altro delle località visitate o menzionate nel racconto. L’illustrazione in copertina è firmata da Francesco Paolo Michetti. Il racconto di Primo comincia così: V’a nella nostra lingua, tutta, in sé stessa, semplicità ed efficacia, una parola consacrata dalla intenzione degli onesti a designare molte cose buone, molte cose necessarie: e la parola Forza. Epperò, s’è detto e si dice il forte Abruzzo. V’a nella nostra lingua, tutta, in sé stessa, comprensiva eleganza, una parola che vale a comprendere definendole, tutte le bellezze, tutte le nobiltà... è la parola Gentilezza. Epperò, dopo aver visto e conosciuto l’Abruzzo, dico io: Abruzzo Forte e Gentile. Visto e conosciuto. Accomiatandosi dal lettore infine afferma: Epperò, dopo aver visto e conosciuto l’Abruzzo, ho detto e ripeto io: Abruzzo Forte e Gentile. [Stralcio

dal “Lunarie de lu Uaste” - edizione 2006]. Primo Levi (da non confondere con Primo Michele Levi, autore della famosa opera memorialistica Se questo è un uomo) nacque a Ferrara il 25 giugno 1853 da Bonajuto, commerciante di vestiti, e da Rosa Castelfranchi. L’origine israelitica, da lui subordinata all’integrazione nell’identità nazionale italiana, non lo condizionò mai più di tanto, né sul piano religioso né su quello dell’appartenenza; allo stesso modo, la provenienza ferrarese fu subito quasi cancellata dalla scelta di stabilirsi, sedicenne, a Milano. Lo prese con sé Cletto Arrighi, che gli affidò la critica d’arte della Cronaca grigia e nello stesso tempo lo introdusse negli ambienti della scapigliatura lombarda. Una certa fortuna ebbe poi il libretto Abruzzo forte e gentile (Roma 1883, ma sul frontespizio 1882), buon esempio di reportage impressionistico destinato, con il binomio del titolo, “a fondare una vulgata di lunga durata, non immune da mistificazioni, dell’immagine regionale” (Storia d’Italia, p. 257), dove peraltro era tipico di una certa cultura il giudizio sul brigantaggio, definito “espressione morbosa di qualità che un popolo libero, uno Stato indipendente, potrebbero senza pena trasformare in virtù”.

Chorus n° 35 di aprile 2014 è disponibile in edicola Il numero 35 di aprile 2014 di Chorus è in edicola e disponibile sul Web. L’apertura è dedicata al 17 marzo, giorno in cui 153 anni fa si costituiva ufficialmente l’Italia unita. Il titolo dell’articolo è «“Il” Valore condiviso», in cui si specifica che viene ristampato un articolo apparso nel 2006 e raccolto nel libro “I viaggi di Eidos”, pubblicato da Andromeda Edizione l’anno successivo. Si fa riferimento alla data che dovrebbe essere la più importante da festeggiare per il nostro Paese - vale a dire il 17 marzo 1861, giorno dell’unificazione dell’Italia - invece viene dimenticata, dopo la retorica dei 150 anni del 2011. A seguire Luigi Braccili si sofferma sul caso delle multe agli automobilisti rosetani, ormai chiamate “pazze”: “Eccolo Cava-multe” che poi continua con A Roseto è successo un fatto curioso. Agli automobilisti sono piovute multe a più non posso e il nostro ne ha approfittato per alcune riflessioni. Poi c’è un bell’approfondimento sui motivi di questa crisi e Martina Bidetta, la vice presidente dell’associazione culturale Cerchi Concentrici Promotor, che edita questo foglio, cerca di spiegare

alcune dinamiche che hanno portato alla situazione attuale. Il titolo del suo intervento è “Ma perché c’è stata (e ancora c’è) la crisi economica mondiale?”, mentre il sottotitolo cita A spiegarcelo è la nostra collaboratrice, in cui si cerca di approfondire il tema attraverso un estratto dell’introduzione della sua tesi di laurea, discussa di recente presso l’ateneo pescarese di Economia e Commercio. Vale la pena leggere quali sono stati i passaggi salienti di un periodo negativo che parte dagli Stati Uniti, proprio come accadde nel 1929. Infine Ugo Centi, direttore di Controaliseo, scrive “Basta alle opposte arroganze”, per poi continuare ribadendo Le riflessioni riportate in questo articolo vogliono andare oltre le divisioni ideologiche, affinché si cerchi una visione d’insieme, in cui prevalga sempre l’amore per la propria città. Il giornale è disponibile: a) sul sito www.williamdimarco.it, cliccando “Riviste” nel menù in alto, poi Chorus e poi ancora n° 35; b) sul sito www.eidosnews.it, nella sezione “Leggimi”. Per riceverlo a casa basta segnalare il proprio indirizzo di posta elettronica a chorus@williamdimarco.it.

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Hello l’aquila

un viaggio virtuale nel capoluogo abruzzese a cinque anni dal terremoto

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n documento di storia contemporanea straordinario, uno scenario quasi tridimensionale che consente di calarsi in una realtà virtuale capace di trasmettere emozioni e sensazioni tangibili. Hello L’Aquila è un percorso virtuale che racconta lo stato dei fatti del capoluogo abruzzese a 5 anni dal disastro del terremoto. 400 immagini sferiche mostrano tutto, dai cantieri in grande fermento alle aree della città completamente abbandonate. Ha esordito sul web lo scorso 29 marzo. Il suo ideatore è un ragazzo di Guardia Vomano, Graziano Di Crescenzo, che ha ricevuto i complimenti dei vertici di Google, il più famoso motore di ricerca, per l’importante lavoro fatto e la qualità del servizio che viene offerto agli utenti che navigano su www.hellolaquila.it. Decine di migliaia di visitatori in pochissimo tempo. E il dato cresce vertiginosamente col passare dei giorni. Gli utenti possono “passeggiare” liberamente attraverso tutta la città, i percorsi possibili sono infiniti (è impossibile che due utenti percorrano lo stesso tour). In questo modo ognuno può avere un’esperienza diversa. Dalla oggettività delle foto ogni internauta può farsi un’idea personale della città a 5 anni dal terremoto e dell’avanzamento dei lavori. Di Roseto invece è Matteo Faraone (l’ideatore del logo di hellolaquila.it e sviluppatore del sito e dell’interfaccia web) che ha accettato di accompagnare Graziano Di Crescenzo in questa avventura. I due sono amici ma Faraone vive in Germania e durante la progettazione si sono sentiti via mail, facebook, skype. Le immagini sono state georeferenziate e caricate sulle mappe di Google, approvate dal team di Google Maps e collegate tra loro in modo da creare un’unica grande rete nella quale le possibilità di muoversi liberamente sono praticamente infinite. Il tour virtuale è disponibile su PC, smartphone e tablet, utilizzando i comuni browser web. Inoltre lo si trova su Google

Maps. Le foto presenti in Google StreetView sono state scattate nell’agosto del 2008 e l’unico aggiornamento post-sisma (riguardante solo piazza Duomo e un breve tratto di corso Vittorio Emanuele) risale al maggio 2011. Ora, invece, è possibile visitare virtualmente tutto il centro cittadino allo stato attuale. Si cercherà, in seguito a nuovi interventi di ricostruzione, di sostituire le foto divenute inattuali. Parte determinante del progetto sono, infatti, le migliaia di foto che Graziano ha scattato sul campo e la successiva post produzione per rendere le immagini sferiche e creare le connessioni tra una foto e l’altra. Tutto ciò ha permesso di trasformare delle semplici fotografie in un coinvolgente tour virtuale nel centro della città. Matteo Faraone e Barnaby Gunning, altro collaboratore, si sono occupati principalmente della pagina web e dell’interfaccia utente, cercando di rendere la visita al sito un’esperienza piacevole. “Il complimento più bello”, ci confida Graziano Di Crescenzo, “è stato quello di una ex cittadina aquilana che si è trasferita dopo il terremoto che ha detto che si è commossa “passeggiando” virtualmente nella sua città”. Non resta a questo punto che vivere l’emozione, forte, che hellolaquila riesce a trasmettere.


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Gli studenti del Moretti per un giorno

a Strasburgo come parlamentari europei

Hanno rappresentato l’Italia in un incontro di circa 500 ragazzi di 24 Paesi europei: esperienza indimenticabile di Noemi Romanelli

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Ilenia Secone Seconetti

n viaggio del genere è di quelli che rimarranno per sempre nella memoria degli studenti. Entrare nel Parlamento Europeo, non come semplici visitatori, bensì come “deputati per un giorno”, significa provare con mano l’esperienza che fanno i veri rappresentanti politici. Gli studenti dell’Istituto Moretti di Roseto hanno realizzato tutto questo, in un’uscita di quattro giorni tra il 19 e il 22 marzo. Proprio il giorno 20 c’è stata l’esperienza nel Parlamento, in cui gli alunni della scuola rosetana hanno svolto tutte le attività di un eurodeputato. Sono stati accolti la mattina con la colazione, poi ci sono state diverse sezioni di lavoro. Alle 13 circa è stato servito il pranzo nel ristorante del Parlamento e nel pomeriggio si sono riunite le commissioni, formate da circa 500 studenti di 24 Paesi europei, i quali alla fine hanno votato nello stesso modo dei parlamentari veri, così da decidere (ovviamente tutto in lingua inglese) le varie risoluzioni. Ma vediamo nel dettaglio cosa è avvenuto. Circa 24 studenti “morettiani”, di età compresa tra i 16 e i 18 anni, hanno rappresentato l’Italia, testando in pri-


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ma persona una giornata da deputato all’interno dell’Emiciclo del Parlamento europeo. Nel corso di questo evento, oltre ad apprendere alcune nozioni inerenti alla struttura dell’UE, i ragazzi (ogni scuola era l’unica rappresentante del proprio Paese) si sono confrontati in gruppi di lavoro multilingue, affrontando temi fondamentali per il futuro dell’Europa e votando, a fine giornata, le proposte da loro enunciate. Grande è stata l’importanza della conoscenza delle lingue comunitarie, dall’inglese al francese, dal tedesco allo spagnolo, materie che vengono insegnate regolarmente al Moretti. Dopo l’esperienza parlamentare, gli alunni hanno approfittato per far visita alle città di Colmar e Strasburgo: la prima, chiamata “La Petite Venise”, è attraversata da una serie di canali ed è conosciuta so-

prattutto per la chiesa di St-Martin di stampo gotico (XIV secolo); mentre la seconda, capoluogo dell’Alsazia e del dipartimento del Basso Reno, ha attirato l’attenzione degli studenti per il suo aspetto elegante, acquisito grazie alle tipiche case a graticcio e ai maestosi monumenti che circondano la città. Il gioiello di questo “Borgo di strade” è l’imponente cattedrale di Notre-Dame, al cui interno si può osservare l’orologio astronomico. Importante anche la statua di Gutenberg, il quale abitò per diverso tempo in questi luoghi, contesi da sempre tra Francia e Germania. Interessante è stato per gli studenti osservare una moderna doppia linea di nuovissimi filobus, con i quali è facile spostarsi in qualsiasi punto della città che, oltretutto, ha una vasta zona pedonale e tante piste ciclabili, così che il

traffico e l’inquinamento sono ridotti al minimo. Nel viaggio di ritorno, c’è stata una sosta a Lugano, sul lungolago. Di seguito i nomi degli studenti partecipanti: Alessio Campanella, Gianpaolo Lelj, Giulia Frezza, Pierpaolo D’Elpidio, Fabio Zarroli, Lisa D’Emilio, Noemi Romanelli, Antonio Fiorà, Ilenia Secone Seconetti, Giorgia Amico, Xheni Canko, Mariella Castronà, Maria De Iuliis, Laura Dell’Orletta, Ilenia Di Luigi, Federica Di Pasquale, Daniel Di Bonaventura, Ilaria Parnanzone, Roberta Taddei, Alessandra Zaccaria, Laura Poliziani, Marjeta Tota, Andrea Montese e Giuseppe Pavone, con l’aggiunta di altri due studenti: Erides Di Marco e Leonardo Nardi. I docenti accompagnatori e organizzatori di questa indimenticabile esperienza sono stati Marisa Di Silvestre e Lucia Alonzo.


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Bellissima giornata trascorsa a Roma dai ragazzi della V primaria del plesso R. D’Ilario di Voltarrosto con le insegnanti Jenny Mummolo, Francesca Morgante e Paola Pavone. Pomeriggio in visita a Montecitorio; la guida si è più volte complimentata con i “18 pestiferi 18” per l’educazione, l’interesse mostrato e la preparazione. Vi adoro Ragazzi!!!!!!!! La vostra maestra Jenny


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TRIONFO DEI RAGAZZI ROSETANI ALLA FASE PROVINCIALE DEI

CAMPIONATI GIOVANILI STUDENTESCHI DI SCACCHI

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i è svolta lo scorso 20 marzo presso il Centro Turistico Integrato di Atri, la fase provinciale del campionato giovanile studentesco a squadre di scacchi (Giochi Sportivi Studenteschi - G.S.S.). La manifestazione ha visto la partecipazione di 31 squadre provenienti dai vari Istituti Scolastici del territorio teramano: 9 squadre delle scuole primarie (ragazzi di età compresa fra sei e undici anni), 17 delle scuole secondarie di 1°grado (età compresa fra undici e quattordici anni) e 5 delle scuole secondarie di 2°grado (età compresa fra quattordici e diciannove anni). Triplo successo per i ragazzi dell’ Istituto Comprensivo Roseto 1. Si è classificata al primo posto, conquistando il titolo provinciale, la squadra maschile della scuola secondaria di 1°grado composta da Nicolò ORFINI, Lorenzo CIRIOLO, Francesco ANDREOZZI ed Andrea CELANI, tutti e quattro discepoli del bravissimo maestro Angelo D’ANGELO, loro insegnante non solo di scacchi.

Anche la squadra femminile della scuola secondaria di 1° grado composta da Vanessa AHMED, Asia ANDRENACCI, Claudia DI GIOVANNANTONIO e Francesca IBRIDI si è classificata al primo posto, conquistando il titolo provinciale. Mentre la squadra maschile della scuola primaria composta da Enrico CIRIOLO, Sebastian MAY, Cristian D’ELPIDIO, Simone SFREDDA e Antonio PROFICUO si è classificata al secondo posto, conquistando il diritto a partecipare alla fase regionale. Grande merito ed un sentito ringraziamento a Fausto DEL PAPA, presidente dell’Associazione Sportiva Dilettantistica “Le Torri del Vomano”, ed all’infaticabile Dott. Luigi CIARAMELLA, coordinatore del circolo “Pineto Scacchi”, che hanno organizzato al meglio la kermesse, disinteressatamente con impegno e serietà, al fine di promuovere la disciplina degli scacchi nelle scuole. Ed ora, un enorme “in bocca al lupo” ai ragazzi che il prossimo 2 aprile saranno impegnati nella fase regionale che si svolgerà sempre presso il Centro Turistico Integrato di Atri.


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Settimana Santa

PASQUA 2014 (Montepagano)

L’Ass. Cult. “Vecchio Borgo” e la Confraternita S.S. Sacramento organizzano i riti tradizionali della Passione di N.S. Gesù Cristo con il seguente programma : Domenica Delle Palme – 13 Aprile ore 10,45: Benedizione delle Palme in Piazza Municipio ore 11: S.Messa Chiesa S.S. Annunziata e lettura della Passione ore 20,30: Presso la sala polivalente del Museo “Sacra Rappresentazione dell’Ultima Cena” e recital di poesie sulla Passione con la partecipazione di diversi poeti dialettali quali Verducci, Prosperi, Di Nicola, Ciafrè, Di Pasquale, Di Pietro. Intermezzo di musiche sacre interpretate dal musicista A. D’Antonio e dai cantanti lirici F. Pilotti, A. Perfetti Venerdi Santo – 18 Aprile ore 21: Solenne processione del Cristo Morto per le vie del paese e raffigurazione delle scene più toccanti della Via Crucis con la partecipazione della Banda di Montepagano e membri della Confraternita.

Buona Pasqua e partecipate numerosi


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Politica a Pineto:

facciamo il punto (seconda parte) Continuando ad analizzare le opposizioni politiche al PD, abbiamo intervistato i coordinatori del candidato sindaco Giorgio Parisse, guida della lista Pineto Bene Comune, in gara, insieme alle altre, per ottenere la vittoria alle elezioni amministrative di maggio

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opo tredici anni, il nome di Giorgio Parisse, torna a fare capolino sulla scena politica pinetese. Svolto l’incarico di primo cittadino dal 1997 al 2001, oggi fa parte del Consiglio d’Amministrazione dell’Area Marina protetta Torre del Cerrano e della Segreteria Regionale del Partito dei Comunisti Italiani (PdCI) ed è pronto, qualora dovesse vincere le prossime elezioni, a ricoprire di nuovo l’incarico di sindaco della città per la lista Pineto Bene Comune. Per saperne di più abbiamo sentito i coordinatori della lista che appoggia Parisse, vale a dire Franca Perfetto e Stefano Di Romualdo. Che cosa ha fatto in tutto questo tempo Giorgio Parisse? Conclusa l’attività di sindaco a Pineto, non ha mai smesso di fare politica, è rimasto sempre nel partito, dedicandosi molto alla sezione di Pineto “Enrico Berlinguer”. Tuttavia, ad oggi, il partito è solo d’appoggio, è un supporto che ha fatto un passo indietro proprio per dare spazio ai cittadini e dare loro la possibilità di essere parte integrante di una futura amministrazione. Per questo abbiamo creato un movimento dove i cittadini sono i protagonisti. Come guida del movimento, abbiamo scelto proprio Parisse perché, tra tutti, ha più esperienza, non solo politica ma, soprattutto, amministrativa. Il suo mandato, ai tempi, non ha lasciato debiti, ha saputo amministrare bene, creando opere che hanno soddisfatto tutti. Come è nato il movimento Pineto Bene Comune e quando? Pineto Bene Comune è nato lo scorso anno, nel 2013, in un contesto politico confuso e privo di punti di riferimento. A livello nazionale, nei primi mesi dell’anno scorso, l’arrivo del Movimento 5 Stelle di

Grillo ha sconvolto un po’ i disegni politici. A livello nazionale è sorto un ennesimo governo trasversale, che va dagli ex comunisti che militavano all’interno del PD, agli ex missini all’interno del PDL e quindi l’elettore di centro-sinistra si è sentito spaesato. Così sta accadendo a Pineto perché l’amministrazione che era di centro sinistra, di fatto teneva all’opposizione tutti e tre i partiti di sinistra, cioè Sel, Rifondazione e Comunisti Italiani, e chi si riconosceva nel centro sinistra, non sapeva che fare. Così alcune persone, con esperienze e culture politiche diverse (che si riconoscono sempre nel centro-sinistra), hanno messo da parte ideologia e appartenenza partitica, per ricostruire a Pineto un qualcosa che ripartisse dai contenuti e dalle idee. E quali sono i contenuti del vostro programma? I contenuti sono sette: diritto al lavoro, riconsiderazione dei giovani, impegno sociale (in particolare sulle disabilità), tutela dell’ambiente, investimenti sulla scuola, valorizzazione del turismo-commercio, efficienza della pubblica amministrazione e lotta agli sprechi. Non siamo scesi nel dettaglio proprio perché il programma fosse deciso in itinere insieme ai cittadini. Per questo visiteremo ogni quartiere, dove presenteremo loro il nostro progetto. Quelli elencati, si sa, sono punti che rientrano in tutti i programmi elettorali. Ma nel nostro ci saranno delle differenze. La prima sarà la trasparenza.

di MARTINA FRANCHI

Tutt’ora, sul sito internet del comune di Pineto, anche se ci sono dei decreti legislativi che prevedono l’obbligo di pubblicazione di tutta una serie di documenti dal 2009, non è pubblicato nemmeno il bilancio, o meglio, c’è quello preventivo, ma non il rendiconto! E così la gente non sa come vengono spesi i soldi, non sa che abbiamo un debito per 16 milioni e mezzo di euro e non sa nemmeno che paghiamo centinaia di migliaia di euro ogni anno per gli interessi del debito, rimodulato, perché il Comune non è in grado di farne fronte. Oggi si parla di soldi che non ci sono, ma a Santa Maria a Valle hanno speso 420 mila euro di marciapiedi nuovi! L’altra differenza sarà il voler a tutti i costi contrastare la logica clientelare, sia nell’assegnazione di posti di lavoro che nell’affidamento degli incarichi. C’è chi lotta per evitare questo e chi invece ci sguazza: noi facciamo parte del primo gruppo. Punteremo, inoltre, sulla partecipazione come condivisione delle scelte con i cittadini. Siete propensi ad eventuali coalizioni? Noi siamo pronti a fare un passo indietro, nel caso di un’ipotetica coalizione. L’importante è che i punti del programma vengano rispettati. Siamo aperti a tutte le associazioni, partiti e comitati di sinistra e invitiamo i giovani che hanno proposte e idee sulla situazione pinetese, a porgercele. Siamo di larghe vedute, ma ovviamente ci colleghiamo nell’area politica di centrosinistra.


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Massari nuovo presidente del Consiglio di Quartiere di Roseto Nord

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ante Massari è il nuovo presidente del Consiglio di Quartiere di Roseto nord. La nomina è arrivata all’unanimità nello scorso fine settimana, nel corso dell’ultima riunione del Consiglio nei locali della scuola elementare Veronese. 41 anni, architetto, Dante Massari avrà ora il compito di rimettere in moto il gruppo di lavoro, fermo da diverse settimane. “Ringrazio tutti i membri del Consiglio di Quartiere per la fiducia che mi hanno accordato”, ha dichiarato il nuovo presidente,

“spero di poter contare sulla collaborazione della gente, così da poter fare da tramite tra i bisogni ed i problemi del mio quartiere e l’amministrazione comunale. Sono certo che, lavorando tutti assieme, riusciremo a cogliere importanti risultati”. Entro 30/40 giorni tornerà a riunirsi il Consiglio di Quartiere di Roseto nord. Il presidente Massari vorrebbe riunire il gruppo di lavoro prima delle prossime elezioni regionali per fare il punto della situazione sulle cose da fare nella zona nord della Città delle Rose.

Il piccolo Orlando Vagnozzi non c’è più Il silenzio può ispirare più di qualsiasi discorso, può far riflettere più di un’infinità di vocaboli. Rimanere muti per non aggiungere parole vuote ad un dolore straziante è quello che, in molte occasioni, bisognerebbe fare. Non c’è una spiegazione a tutto e qualora ci fossero minimi concetti da esprimere, non cambierebbe il destino che, quando è crudele, non meriterebbe nemmeno di essere considerato. Eppure qualcosa vorremmo comunicare a Pierluigi, a Paola e a Nicoletta che di colpo, in un giorno d’aprile, all’improvviso, si sono visti portar via il loro fiore più bello. Fuori dalla chiesa della Maria Assunta si parlava di questo ragazzo che da piccolo correva con i suoi amici sulla spiaggia. Pieno di vita come tutti quei bimbi che sanno, forse solo loro, cosa sia la felicità, di colpo si ritrova a lottare con qualcosa

che sembra non avere una forma, una identità, che non si fa vedere per quello che è. In silenzio il male se lo prende e poco a poco tenta di farlo sfiorire. Apparentemente ci riesce, ma dentro la bellezza dei germogli più splendidi rimane intatta. E quella bellezza (che va oltre le apparenze, che va colta come o forse più di un miracolo) Pierluigi, Paola e Nicoletta, ma anche tutti coloro che sono stati vicino al piccolo Orlando, l’hanno vista attraverso gli occhi dell’anima. Adesso lui non c’è più, ma quel fiore incantevole rimane, non solo nel ricordo, ma tra le mani di chi l’ha visto fiorire. Il vento, in silenzio, se l’è portato via, ma il suo profumo rimarrà in tutti coloro che gli hanno voluto bene, in ogni gesto, in ogni istante, in ogni battito di ciglia, senza sussurri, senza clamore, ancora una volta in assoluto silenzio.


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Rober ta Nardoni Congratulazioni per la tua laurea da mamma, papà, Francesca e Lorenzo.

Matteo Sulpizi 2 anni!!

Alessandra Di Marco Sembravano tanto lontani... Ed invece i 18 anni sono arrivati anche per te. Un mondo di Auguri dalla tua famiglia, da Marco, dai nonni, zii e cugini.

vendesi o af fittasi

...ogni riccio è un capriccio... Sei la nostra gioia. Papà Michel e mamma Teresa

E tantissimi auguri dalla zia Anna, il nonno Matteo e la nonna Maria.

Posteggio mercato del martedì Piazza Olimpia Roseto Settore alimentari - Frutta- Fiori. Tel 333/9135191


Leonardo Memola 25 Anni 9/04/14 Leonardo chi ti ama infinitamente ti augura di superare tutti gli ostacoli che la vita porrà sul tuo cammino...”Driblandoli” così elegantemente come in questa occasione!!!Auguri da Mamma, Papà ed Erika.

Giada Mer lotti 18 anni 12/04/14 Oggi compi 18 anni. A te sembrano tanti. Sei grande sì, ma per noi, sei sempre la nostra bambina adorata. Auguri da mamma, papà e Noemi.

Un gruppo di amici che si sono ritrovati insieme per amore del pattinaggio “Sport per la vita”. Un saluto da Danilo, Gabriele, Giovanni e Matteo (assenti alla serata).

Laurea Simone Leonzi Con l’augurio che la tua vita sia costellata solo di soddisfazioni, Congratulazioni. I nonni

A Luigi e Alessia Tanti auguri dai vostri genitori, fratelli e sorelle, nel giorno più bello della vostra vita. 12 aprile 2014.

Riccardo 1 anno 5/04/2014 Auguri al cucciolo di mamma e papà.


Ex dipendenti Osmi Raduno annuale Hotel Bellavista 23/03/14.

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Matteo Ciancaioni LAUREA in Chimica e Tecnologie Farmaceutiche 19/03/2014 Congratulazioni Dottore!

Ivan Di Bonaventura LAUREA in Chimica 110 e LODE 21/03/2014

Con la tua determinazione hai raggiunto un grande traguardo. Siamo orgogliosi di te. Mamma, PapĂ e Sara.

Compleanno di Cosimo 9 Marzo Tanti Auguri da Guido, Daniela, Maria Pia, Emma e Biagio. Mar tina Rapone Laurea in Giurisprudenza 17/03/14 Congratulazioni, sei il nostro orgoglio. PapĂ Dino e Mamma Silvana.


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Eidos news 205 x il web  

Eccolo il numero 205, stavolta a 64 pagine!

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