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Quindicinale iscritto al registro della Stampa presso il tribunale di Teramo n. 13/03 del 22/05/03

ANNO 8 N.202


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Il caffè di Cristofori srl L’azienda è tra le più rinomate in Italia in materia di torrefazione. Si trova nella zona industriale di Notaresco ed offre le migliori soluzioni per qualsiasi tipo di esigenza. L’esperienza decennale garantisce le migliori miscele di caffè per accontentare gli appassionati di questa tipica bevanda

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’aroma di un ottimo caffè che sale su per le narici sino ad inebriare il palato più sopraffino. Quei chicchi tostati al punto giusto per creare poi una miscela esplosiva, quanto amata dagli italiani. Nessuno ad oggi è più in grado di rinunciare a quella tazzina di caffè che chiude spesso un pasto o dà la giusta carica a chi la mattina si accinge ad iniziare la propria giornata lavorativa. E per creare il giusto connubio di miscele, aromi spesso irrinunciabili bisogna avere esperienza, cognizione ed un’arte innata. Ed è tutto ciò di cui la Cristofori srl, nella zona industriale di Notaresco (via Sammaccio), può vantarsi. Stiamo parlando di una delle aziende di torrefazione più rinomate del centro Italia. E’ stata fondata nel 2003, come manifestazione di qualità ed efficienza. Le sue creazioni sono il frutto di un’accurata ed appassionata ricerca, attraverso la selezione dei migliori caffè. Tra le varietà di prodotti che la Cristofori distribuisce, troviamo il punto massimo di espressione commerciale: Il Caffè Cristofori, miscela di caffè selezionata, ottenuta dall’importazione dei migliori chicchi direttamente dai paesi di origine senza modificare la qualità che la natura fornisce e dalla lavorazione tipica della torrefazione italiana.

Ma espressione massima dell’azienda è anche la LINEA CIALDE. Si tratta della scelta ideale non solo per casa ed ufficio ma anche e soprattutto per i ristoranti ed agriturismi che hanno la possibilità di servire caffè di qualità con la massima praticità. Inoltre oltre al caffè miscela bar, sono disponibili anche il caffè decaffeinato, il caffè d’orzo e una vasta gamma di miscele thè. La produzione è fondamentalmente basata sui prodotti in cialde per case, uffici e ristoranti. Le sue miscele sono il frutto di un’accurata ed appassionata ricerca, attraverso la selezione dei migliori caffè ed alla lavorazione tipica della tradizione italiana della torrefazione artigianale. L’azienda ha vissuto un’ulteriore espansione con la soluzione del caffè predosato in cialda in carta. Si tratta della scelta ideale non solo per case ed uffici ma soprattutto per i ristoranti, che hanno la possibilità di servire caffè di qualità con la massima praticità. L’esperienza decennale dell’azienda abruzzese permette ai suoi clienti di poter scegliere tra una varietà di prodotti in grado di soddisfare tutte le esigenze e tutti i gusti degli amanti del caffè. Infatti Cristofori riconosce un’attenzione prioritaria ai bisogni del consumatore, al quale garantisce servizi sempre più efficienti. Propone macchinette in comodato d’uso senza l’obbligo di un contratto vincolante, provvederà all’installazione, alla manutenzione, all’eventuale assistenza telefonica e alla consegna direttamente a domicilio. Inoltre è possibile acquistare i prodotti anche sul web, con spedizione gratuita, sul sito www.cristoforiilcaffe.it. Offre perciò l’opportunità di degustare un apprezzabile espresso bar direttamente a casa tua. Non “un” caffè qualsiasi ma “il” caffè.


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Si dimette Stefania Foglia sbloccato il Piano Spiaggia La giovane professoressa, eletta nella liste del Pdl, si è fatta da parte. Era incompatibile per la discussione delle osservazioni per un conflitto di interesse. Al suo posto Filiberto Di Giuseppe, per anni tra i banchi del Consiglio Comunale in qualità di esponente della destra rosetana. Un avversario politico non facile per il centro sinistra. Intanto gli atti approdano in Procura. Venerdì 21 febbraio si apre il dibattito sul Piano Demaniale

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tefania Foglia (Pdl) che rassegna le dimissioni da consigliera comunale, Filiberto Di Giuseppe pronto a subentrare in qualità di primo dei non eletti, atti che approdano in Procura per fare chiarezza sulla posizione di alcuni consiglieri comunali. Attorno al piano spiaggia sta accadendo di tutto. Ma ormai si è alla resa dei conti. La discussione delle 40 osservazioni prenderà il via. L’assise civica è stata convocata per lunedì 17 febbraio, ma slitterà in seconda convocazione per venerdì 21, quando la maggioranza di centro destra avrà i numeri per non “soccombere”. La Foglia nel suo intervento è stata chiara: non è stata la sua una decisione sofferta. “E’ una decisione forte, vero”, ha affermato la consigliera comunale dimissionaria “ma non sofferta. Sarebbe stata sofferta vedere una parte significativa dello sviluppo della città completamente bloccata, senza una via di uscita”. Il riferimento è al fatto che a distanza di mesi non si riesce ancora ad esaminare il pacchetto delle osservazioni al piano spiaggia. La Foglia non avrebbe potuto partecipare al dibattito per incompatibilità legata a conflitti di interesse. C’è quindi chi sostiene che sia stata invitata a farsi da parte per

sbloccare finalmente una situazione che rischiava di incancrenirsi irrimediabilmente. E secondo indiscrezioni sarebbe intervenuto direttamente il parlamentare teramano Paolo Tancredi che avrebbe alla fine convinto Stefania Foglia a presentare le dimissioni dopo un colloquio avuto anche con il capogruppo Antonio Norante. Intanto gli atti sull’ultima assise civica sono stati inviati in Procura dopo che all’unanimità è stata votata la proposta del presidente Nicola Di Marco di chiedere l’intervento dell’autorità giudiziaria. Norante nel faldone destinato alla Procura ha inserito anche lo stato di famiglia di ciascun consigliere comunale in modo tale da facilitare il compito della magistratura ed evitando che il piano possa essere invalidato. Sulle dimissioni di Stefania Foglia è intervenuto il Partito Democratico. “Le sue dimissioni”, sostiene, “hanno dimostrato la totale incapacità del centro destra di governare la città e che, pur di approvare uno strumento urbanistico iniquo e per pochi, ha sacrificato l’unica donna eletta presente in maggioranza. Continua a fare vittime il piano spiaggia, visto che anche l’allora vice sindaco Alfonso Montese non aveva mai condiviso questo strumento e si dimise successivamente per diversità di vedute con la maggioranza dopo che al ballottaggio era stato determinante per la vittoria della compagine guidata dal sindaco Enio Pavone”. Per il Pd è dunque una maggioranza che perde i pezzi, anche tra i dirigenti. “Al trasferimento dell’ingegner Mastro-

pietro si aggiunge il pensionamento della dottoressa Lasca”, ha aggiunto il Partito Democratico, “fino ad arrivare alle dimissioni del Maggiore Cava, comandante della polizia municipale, che dopo soli due mesi dalla sua nomina ha fatto dietrofront”. La massima espressione dell’opposizione a Roseto parla poi di abbandono e di degrado in cui versa il territorio comunale, in contrasto con l’aumento della pressione fiscale messo in atto in questi anni dalla giunta Pavone. “A completare questo quadro idilliaco è arrivata la richiesta della maggioranza”, conclude la nota,

Filiberto Di Giuseppe “di sottoporre a votazione dell’ultimo Consiglio Comunale l’invio di tutti gli atti alla Procura sulle incompatibilità dei consiglieri di minoranza rei, a giudizio del centro destra, di aver avuto un atteggiamento ostruzionistico nell’esame delle osservazioni del piano spiaggia”. Lo strumento potrebbe essere invalidato dalla magistratura? Per le opposizioni ci sarebbero buone probabilità.


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Le ombre sulla

discarica del Cirsu L’impianto di Grasciano affidato al CSA dell’Aquila per il trattamento dei rifiuti. La Procura di Teramo, intanto, ha aperto due inchieste sulla tipologia del conferimento e sul rischio sversamento del percolato nel fiume Tordino. I lavoratori ex Sogesa chiedono il carotaggio dell’impianto di smaltimento: “Temiamo che ci siano rifiuti tossici”

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l caso Cirsu e l’impianto di Grasciano affidato al CSA, il consorzio Stabile Ambiente dell’Aquila. Per gli ex operai della Sogesa i conti non tornano. Il CSA avrebbe dovuto trattare solo rifiuti differenziati, in modo particolare carta, cartone, plastica. Invece da ogni angolo della regione arrivano i rifiuti indifferenziati. A conferire molti Comuni, tranne quelli del comprensorio Cirsu. La Procura di Teramo nel frattempo ha avviato due inchieste. La prima riguarda la tipologia dei rifiuti conferiti, ovvero se viene rispettato il capitolato d’appalto. La seconda riguarda il possibile sversamento di percolato nel fiume stando alle indagini eseguite dell’Arta (l’Agenzia Regionale per la Tutela dell’Ambiente) e dal Corpo Forestale dello Stato. E non è tutto, perché gli operai ex Sogesa adesso vogliono risposte concrete. “Chiediamo che la Procura indaghi per verificare se nella discarica di Grasciano”, fanno sapere, “possano essere stati conferiti in passato rifiuti pericolosi. Vogliamo dei carotaggi. Non per avere conferme,

operai ex sogesa

ma solo per fugare ogni dubbio”. La richiesta è stata fatta dopo che i rappresentanti sindacali dell’ex Sogesa lunedì sera hanno seguito su Rai Tre il programma “Presa Diretta” durante il quale è stato affrontato il delicato tema dello smaltimento dei rifiuti tossici nella “Terra dei fuochi”. A quel punto ad alcuni lavoratori è tornato in mente un aspetto non secondario che riguarda il Cirsu: nel 2006 nell’impianto di Grasciano vennero fatti conferire anche il pattume proveniente dalla Campania, in modo particolare da Napoli. Si trattava di sovvalli, ovvero la frazione secca dei rifiuti destinata direttamente alla discarica,

picchetto operai ex sogesa

senza passare dagli impianti di lavorazione. “Il nostro compito”, ha ricordato Mimmo Daniele della Rsu, “era quello di leggere il formulario che gli autisti esibivano e che confermava la tipologia del rifiuto trasportato. I camion andavano direttamente in discarica, ma noi non andavamo poi a controllare cosa effettivamente scaricassero, anche perché non spettava a noi”. C’è un particolare su cui la Procura di Teramo potrebbe fare leva per ordinare, eventualmente, il carotaggio dell’impianto di smaltimento. Secondo il racconto degli stessi lavoratori, i camion dei rifiuti provenienti da Napoli giungevano al Cirsu anche di notte quando l’impianto avrebbe dovuto essere chiuso. “Abbiamo appreso questo particolare”, prosegue Mimmo Daniele, “da un residente della zona a cui alcuni autisti campani, non sapendo con esattezza dove si trovasse la discarica, nel cuore della notte suonavano al campanello dell’abitazione della gente del posto per avere le indicazioni necessarie”. Altro particolare che apre qualche dubbio è legato ad un episodio accaduto sempre in quel periodo. Un mezzo che doveva conferire il pattume in discarica sprofondò nei fanghi di lavorazione dei rifiuti. Fu necessario l’intervento di un mezzo adeguato per recuperare il compattatore. Secondo alcuni operai ex Sogesa quei fanghi non dovevano trovarsi lì. Se l’impianto di Grasciano nasconde rifiuti tossici, solo attraverso un carotaggio potrà confermarlo.


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Finanziato il progetto

“Bici-clettica”

Nasce una collaborazione tra i Comuni di Roseto, Atri, Pineto e Silvi. Previsto un investimento di circa un milione e mezzo di euro, 600mila dei quali stanziati dalla Regione. I lavori attesi entro due anni, ma i 4 Enti hanno assicurato che accorceranno i tempo.

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n milione e mezzo di euro per la messa in sicurezza di una serie di strade creando collegamenti ciclopedonali tra un quartiere e l’altro. La Regione ha approvato il progetto “Bici-clettica” che era stato presentato dai Comuni di Roseto, Pineto, Silvi ed Atri nell’ambito del piano di sicurezza promosso dal Governo centrale. La somma a carico della Regione è di 600mila euro, mentre la restante parte, 900mila euro, è l’impegno di spesa che i 4 Comuni, con Roseto Ente capofila, dovranno garantire per finanziare le opere. Saranno inoltre acquistate 132 bici con pedalata assistita, 22 rastrelliere per la sosta delle stesse bici in 6 punti differenti. Inoltre investimenti sul corpo di polizia municipale e sulla sicurezza stradale in genere. Si tratta di interventi complessi, strutturati, in qualche modo propedeutici alla realizzazione del grande corridoio verde che la Regione intende costruire sui 130 chilometri di costa abruzzese. Il piano è stato presentato dall’assessore

presentazione progetto sicurezza

ai lavori pubblici del Comune rosetano Fabrizio Fornaciari, con la partecipazione del sindaco Enio Pavone e del suo collega di Atri Gabriele Astolfi, del comandante della Polizia Municipale del Cerrano Giovanni Cichella e del responsabile del corpo degli agenti municipali di Roseto Berardo D’Emilio. Per quanto riguarda il territorio rosetano si andrà a completare la pista ciclopedonale sul lungomare Trento, creando finalmente il collegamento tra viale Makarska e il tratto di via Celommi. Novità anche per l’area tra Campo a Mare e Voltarrosto con la realizzazione di un percorso in

totale sicurezza per pedoni e ciclisti, interessando soprattutto viale Europa. A Pineto le novità maggiori riguarderanno il collegamento ciclopedonale tra il popoloso quartiere di Borgo Santa Maria e il centro della cittadina rivierasca. A Silvi il comandante Cichella ha sottolineato l’importanza del progetto che prevede un percorso in sicurezza lungo via Roma, la vecchia statale 16, dove negli anni, purtroppo, si sono registrati troppi incidenti mortali. Infine Atri. Il sindaco Astolfi ha annunciato che chiederà una revisione del progetto perché i 700 metri di pista ciclopedonale lungo la SP 28 non hanno molto senso, mentre è assolutamente favorevole alla sistemazione del collegamento tra Mutignano e la zona della Civetta. Prevista proprio nella zona della Civetta la realizzazione anche di una rotatoria. I Comuni avranno ora 2 anni di tempo per dare seguito al programma. “Passeremo presto alla fase esecutiva”, ha sottolineato Fornaciari, “perché intendiamo realizzare le opere prima della scadenza e con largo anticipo”.

i comandanti D’Emilio (Roseto) e Cichella (Pineto-Silvi)

presentazione progetto sicurezza


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Scandalo multe

il sindaco Enio Pavone si difende “Non ho mai detto al comandante Cava di accanirsi sugli automobilisti. E’ stata una sua scelta. Se ha commesso delle irregolarità ne risponderà personalmente”. Il primo cittadino di Roseto chiarisce gli aspetti della vicenda che ha scatenato le polemiche di centinaia di rosetani e non che sono stati multati. Intanto nasce il comitato dei contravvenzionati che ricorrerà dinanzi al giudice di pace e al Prefetto

affollata conferenza stampa

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oco più di 1200 multe eseguite, 230 verbali già notificati, 53 gli automobilisti che hanno deciso di pagare, 74 gli accertamenti da annullare per vizi di forma, 30 le richieste di accesso agli atti da parte dei cittadini. Sono questi i numeri snocciolati dal sindaco di Roseto Enio Pavone. Ha voluto fare chiarezza sulle polemiche nate nei giorni scorsi a seguito dei verbali per infrazioni al codice della strada (mancato rispetto del semaforo rosso, guida senza cintura, parlare al telefonino mentre si guida) accertati dal comandante dimissionario del corpo di polizia municipale Tarcisio Cava. Una sala Giunta affollata anche di cittadini che hanno chiesto spiegazioni sul perché di tanto accanimento, e in soli tre mesi (dal 10 settembre al 12 dicembre del 2013) nei confronti degli automobilisti e per di più in zone ben specifiche: Campo a Mare, Voltarrosto e piazza Ungheria. Pavone intanto ha spiegato che la conferenza stampa è stata convocata anche per rispondere al Partito Democrati-

il cartello che sarà messo nei parchi a Roseto

co che su questa vicenda ha puntato il dito contro il primo cittadino, accusandolo di aver dato lui l’ordine di fare così tante multe per fare cassa e far quadrare i conti in bilancio visto che dalle infrazioni al codice della strada sono previste entrate per circa 400mila euro, la stessa somma programmata nello strumento finanziario ormai da molti anni. Il sindaco ha rispedito al mittente le accuse. “Non mi sono mai sognato di dire al comandante di accanirsi contro gli automobilisti”, ha spiegato Pavone, “i miei ordini di servizio hanno riguardato altri aspetti, come fare multe nei confronti di chi sporca la nostra città, la seconda della provincia di Teramo, abbandonando i rifiuti o non raccogliendo le feci dei cani che vengono portati a passeggio. Inoltre, ho chiesto che i vigili uscissero dagli uffici e che andassero in giro sul territorio per scoraggiare eventuali malintenzionati visto che c’è stato un periodo in cui sono stati commessi molti furti negli appartamenti”. I cittadini però hanno fatto notare come mai all’improvviso così tante multe

persone arrabbiate per le multe

in un periodo di tempo limitato. Da qui il sospetto, più che legittimo, che qualcuno abbia detto all’ex comandante Cava di agire. Magari non sarà stato il sindaco, ma forse qualche ufficio di settore. Cava avrebbe agito in solitario, a volte utilizzando anche i propri strumenti, come telefonino o videocamere personali, per immortalare l’automobilista trasgressore. Le sue dimissioni, annunciate il 18 gennaio e presentate al sindaco il 20 gennaio, sono state accettate. Attualmente il maggiore Cava è in ferie per un periodo di 30 giorni. Resterà però nel corpo della polizia municipale. I cittadini multati faranno ricorso. Molti di loro hanno già deciso quale strada intraprendere. Si sono costituiti in comitato e presenteranno ricorso al giudice di pace di Notaresco, ritenendo illegittime le contestazioni notificate in questi giorni con raccomandata. Quella del giudice di pace è la strada da seguire (si potrebbe fare ricorso anche in prefettura) bloccando intanto il procedimento dei 60 giorni entro i quali pagare la multa.


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sempre più in edicola!

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a sempre il nostro giornale e le edicole hanno agito in piena sinergia. Dopo tanti anni dobbiamo solo ringraziare le rivendite di riviste, prodotti editoriali e tante cose ancora che ci hanno affiancato nel nostro lavoro, contribuendo in modo determinante al successo di EidosNews e alla sua diffusione capillare. Per questo abbiamo rinnovato l’accordo tra la nostra distribuzione e le edicole stesse e chiediamo anche a tutti i nostri lettori di aiutarci a rendere sempre più efficiente la consegna del quindicinale, che molti attendono nei fine settimana con ansia. Per tale motivo i proprietari delle rivendite si sono impegnati ancora di più a rendere attivo e ramificata la distribuzione, chiedendo in

cambio ai lettori di acquistare un prodotto editoriale. In altre parole, come d’altronde già accade per la maggior parte degli utenti, andare in edicola e prendere gratuitamente EidosNews significa anche comprare un qualsiasi prodotto in vendita, dai quotidiani alle bustine delle figurine, dalle riviste ai Dvd, dai fascicoli ai libri. Noi siamo contenti che i proprietari delle edicole ci diano una mano e allo stesso tempo sappiamo che il loro lavoro di rivendita debba essere anche stimolato. Insieme, cioè EidosNews gratuito e i prodotti editoriali esposti, possono essere un bel mix per incentivare entrambi i canali. La redazione è veramente contenta di aver rinnovato questa collaborazione con le tante edicole della zona.


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I politici rosetani, il punteruolo rosso, “La quercia caduta” di Pascoli e...

un po’ di tristezza

di William Di Marco

Il problema sta proprio nella politica che tanti anni fa portò alla piantumazione di questi fusti, non molto attinenti alla nostra tradizione. Sarebbe stato meglio fortificare il nostro patrimonio arboreo con i “pinus pinea”

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niziamo dalla fine... che tristezza. Sentire parlare i politici della nostra città sulla questione del punteruolo rosso è un po’ come tuffarsi negli anni della scuola e riprendere una lirica illuminante scritta dal grande Giovanni Pascoli, calzante perfettamente alla situazione attuale. Al di là di un’analisi testuale prettamente scolastica [nella poesia si ritrovano tutte le tematiche del grande autore romagnolo, come: a) la mancanza delle figure genitoriali di riferimento; b) la casa come simbolo del nido protettivo; c) lo svolgersi dell’esistenza rapportato a una specie di cantilena, lenta, quasi impercettibile, che si consuma di generazione in generazione, ed altro], viene subito in risalto l’aspetto più retorico e anche ipocrita di chi osserva questo insieme di grandi sensazioni, come può essere per l’appunto una quercia secolare, nel momento in cui viene tagliata.

Lungomare Trieste (zona Palazzo del Mare-Pontile) tra via Egeo e via Seneca: 21 palme abbattute

Tutti a invocare l’ombra che questa enorme pianta riusciva a donare nei giorni assolati, oppure il fruscio del vento che portava sollievo nei giorni di grande calura, o ancora il grande “albergo naturale” che questo enorme fusto offriva ai

Lungomare Trieste (zona sottovia di piazza Ungheria) tra via Seneca e via Catullo: 14 palme abbattute

tanti uccellini, al punto che una capinera rappresenta l’immagine più straziante, quando andrà alla ricerca del suo nido e non lo troverà più. Ma il grande autore della “poetica del fanciullino”, rovescia questo quadretto idilliaco e punta a mettere in risalto più l’ipocrisia umana che il dolore della natura. Pertanto, mentre invoca le qualità intrinseche della pianta e il suo armonioso rapporto con l’ambiente circostante, non può fare a meno di notare che, mentre le persone piangono la caduta della quercia, ognuno taglia un pezzo di ramo, un ceppo del “gigante”, portando a casa il bottino raccolto, proprio nel momento in cui trionfa il pianto di circostanza per la sua perdita. E così quella terzina finale “Ognuno loda, ognuno taglia. A sera ognuno col suo grave fascio va” sta a rappresentare quel modo di predicare bene e razzolare male che riconosciamo, da sempre, a un modo di fare politica prettamente speculativo, utile solo alla polemica partitica e inutile ai fini della risoluzione dei problemi.


13 È inevitabile far riferimento alla poesia di Pascoli quando si affronta il discorso del “punteruolo rosso” che ha colpito gran parte dei Comuni della fascia costiera (e non solo), i quali negli ultimi cinquant’anni hanno fatto delle palme il modo per identificare le località rivierasche. Intanto il vulnus è proprio nella politica che tanti anni fa portò alla piantumazione di questi

fusti, non molto attinenti alla nostra tradizione. Sarebbe stato meglio fortificare il nostro patrimonio arboreo con i “pinus pinea”, molto più calzanti con la nostra storia e tipico della macchia mediterranea. Ma al di là di ciò, la conferenza stampa - in cui le opposizioni hanno buttato la croce all’attuale Amministrazione, la quale, di rimando, ha preso la palla

Lungomare Trieste (zona sottovia di piazza Marco Polo) tra via Catullo e via Marc’Aurelio: 6 palme abbattute per un totale complessivo, in appena 400 metri, di 41 palme

al balzo per rispedire le accuse al mittente - sa veramente di logiche vecchie e stantie. Il problema è possibile farlo risalire a sette-otto anni fa e le responsabilità ricadono un po’ su tutti, andando oltre le incombenze di un singolo governo cittadino. Cosa è stato fatto realmente da tutte le parti in causa per risolvere un problema, adesso più che mai serio, perché comprometterebbe l’immagine anche turistica di Roseto? Poco o niente e se qualcuno aveva una ricetta risolutrice (avete visto quante puntate sono state dedicate da “Strisca la Notizia” su Canale 5 al problema? E le soluzioni proposte spesso sono apparse velleitarie), la poteva applicare sin dall’inizio del caso. Allora che fare? Pensare, tutti insieme perché il problema è cittadino e non dei partiti - su come sostituire quel particolare tipo di piante e puntare su qualcosa che riguarda più da vicino il nostro patrimonio arboreo. Bisogna avere una visione “storica” del problema, in modo che fra trent’anni chi verrà, potrà ammirare alti fusti ancora in vita e non piangere sul latte versato, attività funzionale a una speculazione politica che non serve a nessuno. Adesso rileggiamoci per intero “La quercia caduta”... e meditiamo.

La quercia caduta

di Giovanni Pascoli

Dov’era l’ombra, or se la quercia spande morta, né più coi turbini tenzona. La gente dice: Or vedo: era pur grande! Pendono qua e là dalla corona i nidietti della primavera. Dice la gente: Or vedo: era pur buona! Ognuno loda, ognuno taglia. A sera ognuno col suo grave fascio va. Nell’aria, un pianto… d’una capinera che cerca il nido che non troverà. Giovanni Pascoli


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Fenomeno erosione

a Cologna Spiaggia chiusi 10 varchi Ad aprile inizieranno i lavori per la sistemazione delle barriere e la realizzazione di piccole dighe foranee sommerse tra un frangiflutti e l’altro. La conferenza dei servizi ha accolto la proposta che era stata avanzata dagli operatori locali. Intanto il Comune di Roseto ha garantito che si attiverà per ottenere nuovi finanziamenti per altri progetti di protezione di tutto il litorale

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a conferenza di servizi della Regione ha approvato la proposta avanzata dal Comune di Roseto di chiudere 10 varchi, tra una barriera frangiflutti e un’altra, sul litorale di Cologna Spiaggia nel tratto che va dalla proprietà Rossi sino all’altezza dello stabilimento balneare “Baia del Re”. La proposta, che era stata avanzata dagli operatori turistici locali e che aveva avuto un assenso di massima anche da parte dell’ingegner Carlo Visca del Dipartimento Regionale per le Opere Marittime, è stata accolta. A dare la buona notizia è stato l’assessore ai lavori pubblici del Comune rosetano Fabrizio Fornaciari che ieri mattina ha partecipato alla conferenza di servizi. “Inizialmente

il progetto prevedeva la chiusura di 5 varchi”, ha ricordato Fornaciari, “dopo il convegno di fine anno per illustrare il progetto da 3milioni e 740mila euro e durante il quale gli operatori colognesi avevano manifestato particolari esigenze, la Regione ha trovato una soluzione che in qualche modo possa tamponare il fenomeno dell’erosione. Per quanto concerne, invece, i nostri impegni, posso confermare che ci attiveremo per ottenere nuovi finanziamenti per il completamento del piano di protezione del litorale rosetano. Come ha spiegato l’ingegner Visca, si tratta di opere che prevedono vari interventi sinergici per avere dei risultati efficienti”. Intanto, per quanto riguarda l’appalto dei lavori che dovranno essere eseguiti a pri-

l’ingegner visca con alcuni operatori turistici di cologna

mavera, e portati a conclusione entro giugno, la Regione ha stabilito che si procederà per stralci in modo tale da accelerare le procedure. Entro 45 giorni si dovrebbe conoscere il nome della ditta che eseguirà le opere sul litorale rosetano. I punti di intervento individuati riguardano, oltre a Cologna Spiaggia, da cui inizieranno i lavori entro la prossima primavera, la zona antistante il camping Lido d’Abruzzo, il tratto che va dallo chalet Lo Smeraldo di Roseto sino all’altezza dell’imboccatura del porticciolo. Il progetto prevede la ricarica delle scogliere emerse esistenti, la sistemazione di quelle soffolte e la chiusura dei varchi lasciando una profondità di pescaggio di un metro e mezzo per le imbarcazioni.

l’ingegner carlo visca con fabrizio fornaciari


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La sicurezza nei cantieri

nasce a scuola

Al Moretti di Roseto sono stai realizzati due convegni per favorire e facilitare l’acquisizione di una mentalità corretta nel campo della sicurezza nei cantieri, non astratta ma concreta, che infonderà agli alunni una formazione immediatamente spendibile nel mondo del lavoro

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’Istituto Statale d’Istruzione Superiore “V. Moretti” di Roseto degli Abruzzi ha messo in cantiere (è il caso di dire) un progetto rivolto agli studenti del triennio del corso di studi Costruzioni, Ambiente e Territorio, cioè i Geometri. L’iniziativa - che intende integrare ed approfondire i nuovi percorsi formativi per gli studenti del corso CAT, previsti dall’ordinamento scolastico, in ordine alla sicurezza sui cantieri edili (uno dei cardini della attività del futuro geometra) - è stata organizzata con seminari, in due mattinate, che ha visto coinvolto l’INAIL CONTARP Abruzzo. L’intento è stato quello di generare una cultura della prevenzione e della sicurezza nei futuri tecnici del settore edile, partendo dai banchi di scuola, rendendo la scuola stessa attore del processo e polo aggregatore di Enti e/o associazioni del territorio locale, con i quali intende condividere e realizzare la formazione dei futuri geometri. Da qui il coordinamento con l’INAIL Abruzzo, nelle persone del dott. Enrico Susi (Direttore dell’INAIL Abruzzo) e del dott. Eugenio Siciliano (Coordinatore INAIL CONTARP Abruzzo ), disponibili a instaurare con l’istituto rosetano un dialogo di crescita. Il primo seminario si è svolto il 15 gennaio scorso ed ha affrontato il tema: “Pericolo, Danno, Rischio, misure preventive e protettive”. Il secondo c’è stato il 22 gennaio ed ha analizzato l’argomento: “I rischi in edilizia”. I seminari si sono conclusi con una esercitazione finale, “Adesso tocca a voi”, in cui occorreva identificare i rischi in ambito edilizio,. Per tale motivo gli alunni - prima in piccoli gruppi, poi singolarmente - sono stati coinvolti nella realizzazione di un vero PSC (Piano di Sicurezza e Coordinamento). I due seminari sono stati tenuti nell’Aula Magna dell’Istituto dall’ing. Giuseppe Visciotti, dell’INAIL CONTARP Abruzzo, esperto impegnato da molti anni nella formazione in campo della sicurezza nei

cantieri, il quale ha interessato e coinvolto una platea di sei classi di studenti. L’iniziativa vuole favorire e facilitare l’acquisizione di una mentalità corretta nel campo della sicurezza nei cantieri, non astratta ma concreta, che porterà agli alunni una formazione immediatamente spendibile nel mondo del lavoro. Il Moretti, rappresentato dal Dirigente Scolastico prof.ssa Elisabetta Di Gregorio e dai docenti coordinatori sia dell’indirizzo CAT sia dell’iniziativa, esprime un grazie al dott. Enrico Susi (Direttore dell’INAIL Abruzzo) ed al dott. Eugenio Siciliano (Coordinatore INAIL CONTARP Abruzzo ) per aver permesso che ciò accadesse; in particolare un grazie va al relatore ing. Giuseppe Visciotti, per la sensibilità, per la competenza messa a disposizione, ma anche per la capacità e disponibilità a fare “squadra” con l’istituzione scolastica. di Angela Mascia e Marco Trifoni


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CI PIACE

Approvato il progetto “MaReciclo” dell’Amp del Cerrano “MaReciclo” è stato ammesso a finanziamento dalla Regione. Il progetto presentato dall’Area Marina Protetta del Cerrano prevede la pulizia dei fondali e l’allestimento di isole ecologiche all’interno del parco per lo stoccaggio e la raccolta differenziata dei rifiuti nelle zone di alaggio delle imbarcazioni. Tali zone, utilizzate anche da piccole imbarcazioni, sono attualmente quasi tutte sprovviste di contenitori per la raccolta differenziata e si presentano spesso sporche a causa di rifiuti abbondanti. Inoltre, la sperimentazione di un servizio

rientro da pulizia fondali

di pulizia dei fondali da reti disperse e altri rifiuti solidi nelle aree di maggiore tutela dell’Amp. Le reti da pesca recuperate verranno messe a disposizione dei pescatori che ne valuteranno la possibilità di ripararle o di ricavarne pezzi di ricambio, riducendo così la quantità di rifiuto da conferire in discarica. In via preventiva il servizio di pulizia verrà attivato prevalentemente nelle aree di maggior tutela, dove si trovano i resti sommersi dell’antico porto di Atri. Obiettivo del progetto è implementare lo sviluppo sostenibile di un’area, nel tratto di mare compreso tra Pineto e Silvi.

NON CI PIACE

Semaforo lampeggiante da oltre tre mesi Sono trascorsi ormai tre mesi da quando il semaforo che si trova al bivio di Cologna è lampeggiante. Si tratta di un incrocio assai pericoloso poiché l’attraversamento della statale Adriatica da parte dei mezzi che provengono da via del Sottopassaggio e da via Romualdi è praticamente costante. A segnalare il problema, oltre il semaforo spento al ai numerosi automobilisti, sono stati anche i residenti della zona. Lo stesso sindaco di Giulianova, Francesco Mastromauro che risiede nella zona di Piane Tordino, ha fatto notare che il problema andrebbe risolto. Della questione si sta ora interessando l’ex consigliere provinciale Antonio Maio-

rani, anche lui residente da quelle parti. “Un incrocio così non può essere segnalato solo con un semaforo lampeggiante”, ha puntualizzato Maiorani, “qui transitano ogni giorno migliaia di auto. Il punto più pericoloso è quando una vettura che proviene da Roseto deve svoltare a sinistra, mentre di fronte si ritrova il continuo passaggio delle auto che provengono da Giubivio di cologna lianova”. Da mesi non si riesce a riparare il guasto della centralina deputata alla regolamentazione del semaforo in questione. Sembra che il danno sia più grave del previsto. In sostanza l’impianto non è più in grado di garantire l’alternanza del verde sia in via Romualdi, sia in via del Sottopassaggio.


19 E’ in programma per lunedì 17 febbraio, anni 50. In oltre mezzo secolo di dopo un rinvio di 10 giorni, l’incontro per attività, più di 2mila studenti hanno discutere dell’ipotesi di chiusura del Cenavuto modo di imparare un metro Guerrieri a partire dal prossimo mese stiere grazie alla “scuola dei preti”, di agosto. I responsabili dell’AFGP e della come viene conosciuta in provincia Confraternita Sacra Famiglia di Nazareth di Teramo. Alcuni sono persino dihanno assicurato la loro presenza alla riventati imprenditori affermati. La unione promossa da Roseto Tricolore e confraternita ha deciso di chiudedall’amministrazione comunale e a cui dore i battenti ad agosto per ridurre vrebbero partecipare anche i parlamentari i costi. A dire il vero, la struttura fa locali Giulio Cesare Sottanelli e Tommaso registrare un passivo annuo molto Ginoble. L’iniziativa è stata voluta dopo che limitato, intorno ai 20mila euro. Un la direttrice Nicoletta Piccioni e il consigliere comunali Attilio Dezi la confraternita ha annunciato la chiusura deficit che potrebbe essere appiadel centro. Roseto Tricolore ha chiamato in causa tutte le forze nato grazie ad un bilancio più che positivo che riguarda nel compolitiche locali per salvare una struttura che esiste in città dagli plesso le attività della Sacra Famiglia di Nazareth.

CI PIACE

Vertice per salvare il Centro Guerrieri

agli ingegneri delle Ferrovie, A segnalare il problema sono stacapire se si tratta di un proti alcuni cittadini che hanno notato blema serio o di una questione che ad ogni passaggio di un treno, di cui non preoccuparsi più la struttura portante del sottopasso di tanto. Sta di fatto, tuttavia, di via Conti, per intenderci quello che un adeguato intervento di che dalla statale Adriatica all’altezza manutenzione a questo punto del Bar delle Rose, porta alla rotonda sembra essere assolutamente nord del lungomare, perde i pezzi. necessario. Anche perché col Nel senso che si sono staccati e contempo la situazione rischia di tinuano a staccarsi pezzi di intonaco. peggiorare. Quindi il Comune Non solo, ma secondo alcuni autoil sottopasso di via Conti a questo punto potrebbe anmobilisti verrebbe giù anche del fango. Il fenomeno si ripeterebbe soprattutto nelle giornate piovo- che sollecitare un intervento delle Ferrovie per richiedere un se o di forti temporali. Sta ora agli organi competenti, quindi sopralluogo. Giusto per dormire sonni tranquilli.

INFORMATIV A PER I CITTADINI

AR

Legge Regionale del 10 agosto 2012 n. 41 (BURA), che disciplina la materia funeraria e di polizia mortuaria cambia in modo radicale gli assetti dei compiti e delle funzioni in merito al trattamento del caro estinto. Ad esempio ora, per il periodo di osservazione, il trasporto del defunto – dall’ospedale a casa - è consentito prima delle 24 ore, previa documentazione. A riguardo, l’azienda Antonio Ruggieri S.r.l. garantisce il servizio di trasporto a costi contenuti, determinati in base all’impegno e, soprattutto, mette a disposizione presso i locali della sua azienda una sala di commiato a titolo gratuito. Inoltre, per ceneri e cremazioni ci sono tariffe ben definite, non elevate, se non inferiori a quelle di un funerale normale. La nuova Legge Regionale permette di conservare le ceneri privatamente o, se lo si desidera, è possibile disperderle in luoghi adatti. La nuova regolamentazione definisce, quindi, in modo chiaro le procedure in ambito mortuario. Pertanto è opportuno rivolgersi sempre a strutture specializzate che offrono servizi adeguati per tutte le esigenze, diffidando da chi non conosce le procedure e alimenta i costi ingiustificatamente.

Antonio Ruggieri S.r.l.

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NON CI PIACE

Il sottopasso di via Conti perde i…pezzi!


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PUNTURE I ROSBURGHES * Non venite con le mani appese… * Buchi-anonime * L’ulivo che non crolla * Nessuno piange per il comandante dei vigili * “Piuccio” cerca soci * Nel basket si cerca di riparare

di LUIGI BRACCILI

NIENTE REGALI… Diciamo pure che al Comune di Roseto c’è una gran voglia di scherzare. La lotta ai …regali, ma chiamiamola pure ai piccoli doni, è contemplata dal codice di comportamento. Ma l’annuncio è riportato dai giornali su cinque colonne. I doni agli impiegati comunali non possono superare i 50 euro, come dire, riportando il caso a quando la municipalità era a Montepagano, si tratta di tre uova ed un “piede” di insalata. Chi non ha voglia di ridere, almeno…rifletta. La mania forzata dell’irreprensibilità porta a questo e ad altro.

L’ULIVO NON CROLLA… L’ulivo pluricentenario abruzzese, quello di Fossacesia, si sta seccando. E’ verde e vegeto invece l’altro ulivo longevo, quello dell’azienda Mazzarosa di Roseto. Gli eredi del marchesato toscano c’entrano poco, ma il senatore De Vincenzii , “tareschino”, Ministro dell’Agricoltura ne fece il simbolo dell’azienda e raccontava che Giuseppe Costantino, detto “Sciaboline”, brigante camplese, affermava di aver gabbato le guardie borboniche nascondendosi nell’ampio e contorto tronco. Queste cose vanno raccontate.

LA STORIA DEI BUCHI… Si parla sempre della situazione “groviera” delle strade di Roseto e le poco incoraggianti foto di esse adornano le pagini poco incoraggianti dei nostri quotidiani. Nessuno ha mai pubblicato l’entità dell’impresa del lavoro e i nomi del progettista e del direttore dei lavori. Perché? E’ una domanda che merita risposta. Non per organizzare vendette, per carità, ma solo per sapere. Tutto è sotterrato nel polveroso archivio, null’altro. E’ successo anche che la moglie di uno di quegli impresari si sia slogata la caviglia a causa di un buca non riparata dall’impresa del marito. Bisogna dirl: voleva farlo, ma non è passato alla cassa.

NON SI PIANGE… Nessuno piange per le dimissioni del comandante dei vigili urbani. Figuriamoci, non lo hanno fatto neppure per quelle del Pontefice “teutonico”, sostituito dal Papa nero (gesuita) che raccoglie tanti proseliti, tanti da prevaricare, con l’affluenza, i limiti segnati dalle colonne del Bramante. La cosa non bella è che, nel caso delle supermulte, quelli che dovevano rimettere in piedi le floscianti casse comunali, continuano a rispondere “non sapevo”. E’ lo stesso verbo usato nella derelitta Tercas che ha fiaccato le speranze di noi poveri azionisti. Certo, c’è poco da sorridere. PIO CHIAMA… Pio Rapagnà, si sa, non è un tipo modesto. Da quando conquistò la medaglietta, spinto dallo sponsor di Cicciolina, il teramano Pannella. Raggiunto Montecitorio, non ha guardato mai dietro le spalle. Ma non ha capito che, senza partito e senza base, non è facile riprendere il volo. È’ stato per la verità sempre così, ma deve capire che non può far tutto da solo. Ma “Pjuccio” non è un tipo capace di riflettere su questo e va preso con le molle, dicono a Montpagano, il paese dove è nato. Vedremo… GIORNATA NO, MA C’E’ DA RIFARSI… A Casalpusterlengo c’è stata una frenata, ma il campionato “Silver” fornisce stranezze in continuazione. Guardate la paura che ha messo il quintetto di Chieti alla capolista Agrigento, oppure anche alle altre gare a sorpresa. A Roseto pensano a domenica per vendicare l’ingiusta sconfitta subita a Reggio Calabria. Nel calcio è stato issato il cartello con la scritta “basta non perdere”, ma domenica prossima, lo hanno promesso al presidente, vorranno battere il Vasto Marina.


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L’Associazione Dimensione Volontario

festeggia 18 anni di attività

L

’Associazione Dimensione Volontario di Roseto onlus festeggia – quest’anno - 18 anni di attività dedicate alla solidarietà e al sociale. L’Associazione, che nel tempo si è ricavata un ruolo chiave nel settore dell’assistenza sociale, della beneficenza, della formazione e della promozione culturale, soprattutto a tutela dei diritti civili in favore delle persone diversamente abili, continua con costanza il suo impegno sul territorio. Per l’occasione abbiamo pensato di intervistare il Presidente dell’Associazione, Giuseppe Palermo, che con garbo ci ha illustrato un quadro ricco di speranza, rivitalizzato dalla forza dei volontari e dall’entusiasmo dei ragazzi. Quali sono le attività svolte dall’Associazione? In quali Comuni siete presenti? In primo luogo bisogna distinguere le attività svolte dall’Associazione da quelle svolte dal Centro Diurno. Le attività di quest’ultimo – per quel che riguarda l’am-

bito sociale Costa Sud 2 - ricoprono il territorio di Notaresco e Morro D’Oro, con Roseto Capofila e opera tutti i giorni dalle ore 10:00 alle 16:00. Il Centro Diurno è presente anche a Pineto per tre giorni alla settimana (lunedì, mercoledì e venerdì) dalle 14.00 alle 18:00, il martedì e giovedì dalle 10:00 alle 16:00. Inoltre, il Centro permette di accogliere stagisti e tirocinanti provenienti dai licei e dalle Università. Per quanto riguarda l’Associazione, 40 volontari – di cui 20 sono il nucleo forte - dell’Associazione organizzano diverse iniziative, sia per il tempo libero che per l’inserimento lavorativo dei ragazzi. Ad esempio i ragazzi fanno sport (piscina e bocce), si dedicano al giornalismo e alla lavorazione della creta. Partecipano come spettatori alle partite di basket e anche ai concerti: l’ultimo quello di Jovanotti a Pescara. In questo possiamo dire che le attività svolte dall’Associazione offrono un valore aggiunto a quelle del Centro Diurno.

Come si sostiene l’Associazione? Si sostiene grazie al 5x1000, la pubblicità, le cene di beneficenza, lotterie e vendita di bomboniere solidali (prodotti fatti esclusivamente a mano dai ragazzi). Va ricordato che “Enel nel cuore” ci ha recentemente donato un pulmino per il trasporto dei disabili. Cosa si augura per il futuro? Per il futuro speriamo di rafforzare l’inserimento della pet therapy, ancora in fase sperimentale, da affiancare poi alla musicoterapia e all’ortoterapia, già attiva con la collaborazione di Brucare Onlus. Ci auguriamo anche che passi in consiglio l’osservazione sul Piano Spiaggia (in discussione in questi giorni a Roseto, ndr) relativa alla concessione di un tratto di arenile da destinare alle associazioni. Lo scopo è quello di realizzare un lido per giovani, senza nessun tipo di ghettizzazione e che sia semplicemente mosso dall’allegria e dalla spensieratezza dei ragazzi.

Insieme a mio marito sono andata a prendere i giochi e subito dopo li ho consegnati alla scuola alla presenza della Dirigente. Nel pieno convincimento di aver fatto un piccolo gesto significativo a favore di “Rimango letteralmente allibita e disgustata nel leggere quanto scritto

tutta la cittadinanza di Notaresco pur sedendo nei banchi dell’opposi-

dai Consiglieri della maggioranza a proposito della donazione di giochi

zione, ho ritenuto doveroso tributare il giusto e dovuto ringraziamento

didattico-educativi da parte dell’azienda Lisciani Giochi a favore dell’I-

all’azienda che con un grande gesto di generosità ha consentito tutto

stituto Comprensivo di Notaresco. Inizialmente pensavo si trattasse

questo. Questione di stile e di sensibilità! Questi sono i fatti! Il resto

di uno scherzo di pessimo gusto ma, a seguito di un attento esame

solo chiacchiericci inutili mirati a gettare fumo negli occhi alla gente

dell’articolo di stampa, ho capito subito che si trattava invece di un

e ad alzare un velo di confusione su tutta la vicenda! Ho chiesto io i

penoso e misero tentativo di mistificazione della realtà. Mai

giochi, sono andata a prenderli personalmente in azienda, li

avrei immaginato di dover controreplicare ad un tentativo

ho consegnati ed ho provveduto a ringraziare pubblicamente

così goffo di falsificazione della realtà ma, visto che sono

la Lisciani Giochi come si conviene in questi casi! A questo

stata tirata in ballo così impropriamente, provo a rappresen-

punto mi chiedo: che cosa avrei strumentalizzato? Dove avrei

tare la realtà dei fatti così come si sono svolti.

colto l’occasione per attribuirmi falsi meriti? Quando avrei col-

Essendo a conoscenza della carenza di giochi didattico-

to l’occasione per auto-regalarmi una medaglia immeritata?

educativi presso la scuola dell’infanzia e primaria, verso la

Non ho bisogno di medaglie! Nella mia vita ho risposto sem-

fine di gennaio ho preso contatti con la Lisciani Giochi per

pre ed innanzitutto alla mia coscienza e chi mi conosce bene

verificare se fosse possibile avere a disposizione gratuita-

lo sa a partire dai 366 cittadini di Notaresco che mi hanno votato! Mi

mente dei giochi da mettere a disposizione dei bambini delle nostre

occuperò sempre dei problemi della collettività cercando di trovare

scuole. L’azienda ha accolto positivamente e repentinamente la mia

soluzioni e, soprattutto, dicendo sempre e solo la verità!”.

richiesta e mi ha invitato ad andare a ritirarli al magazzino aziendale.

Consigliere Comunale Marta Angelini


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Ricordi 3 27

serie

II Sandro De Simone.

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La sua missione è stata quella di violare quante più volte la retina del canestro. Partì dalla “piazza della verdura”, ma non raggiunse mai il suo sogno: calcare il parquet del palasport e la colpa non fu certamente sua...

di William Di Marco

Girare l’angolo di casa e trovarsi nel mondo dei giochi senza fine, dove un anello posto al muro rappresentava la felicità. Poi giunsero i campi di basket di mezza Italia e lui fu sempre pronto ad indossare la maglia della sua città, fino a quando divenne il beniamino della folla, ma anche dei ragazzi, che a scuola seguivano i suoi consigli Sandro De Simone

P

rendete una via, al centro. Affiancatevi una piazzetta, al centro. Poi dei materiali come il tondino di ferro dei fabbri ferrai di una volta e uniteli alle rete dei marinai per creare un “centro”. A quel punto, con la forza del sincretismo fanciullesco che sa fondere elementi eterogenei esce fuori una parte della storia locale e un personaggio che di quel “centro” ha fatto il bersaglio della sua vita. Par di vederlo in un film sgranato dal tempo il nostro Sandro De Simone che usciva di casa con la foga di un piccolo arciere: aveva in mente solo il raggiungimento del luogo dei giochi spensierati dei bimbi del suo quartiere. Dalla centralissima Via Latini dove abitava, raggiungeva, appena dietro l’angolo, la piazzetta della verdura e quello slargo era il rifugio dei bimbi di allora, era il luogo delle meraviglie dove anche Alice si sarebbe stupita nel vederli tutti all’opera. Bisognava un po’ industriarsi per realizzare quello che avevano sempre sognato e che in definitiva sapevano fare anche bene. Occorreva coinvolgere chi addomesticava il ferro, chi conosceva l’arte di piegare le barre tonde per farne uscire un cerchio, in cui applicare un supporto con dei fori. Poi, ottenuto il manufatto di una certa consistenza, necessitava fissarlo al muro di una delle tante case che si affacciavano in piazza. Trovato quello idoneo, in cui davanti c’era lo spazio sufficiente per crearci un piccolo campo di pallacanestro, avveniva il rito di completamento più raffinato. Guarnire quell’anonimo cerchio in ferro con un’adeguata retina, da farsi fare dagli unici che allora potevano fornire l’involucro che trasforma un semplice anello in un canestro. Si andava da qualche marinaio e lo si martoriava fino a quando concedeva un po’ della sua rete per la pesca. A quel punto il gioco era fatto e un piccolo spiazzo in cemento diventava d’incanto un campo sopraffino di chissà quale grande palestra (i palasport erano un sogno), dove ogni partita era la finale della gara più importante della vita. Era un po’ così la Roseto degli anni ‘50, in cui se c’era un angolo non era tanto identificato da una proiezione ortogonale - frutto dell’intersecarsi

di due o più strade - quanto per l’esistenza o meno di un canestro, in cui i ragazzi di allora dovevano solo esercitarsi a infilzarlo con la palla, anche se sgangherata e sgonfia di quel tempo. “Mi viene da sorridere se ricordo come eravamo indaffarati allora per metter insieme i vari elementi e crearci il nostro campetto - sentenzia oggi De Simone - anche se all’inizio tutto avrei dovuto fare, tranne che giocare a pallacanestro”. A dargli le stoccate, quelle sane che producono l’effetto contrario per orgoglio e reazione, era il padre, il famoso ‘Ndi Costantino De Simone, che gli ripeteva: “Sei troppo grassottello per la ‘palla a cesto’: per fare questo sport occorre agilità”. E Sandro quella agilità se l’andò a cercare dentro se stesso, fino a quando il classico brutto anatroccolo si trasformò in cigno. A quel punto iniziò a essere leggiadro, abile a smarcarsi, ma soprattutto perfetto nel fare la cosa per cui sembrava nato: centrare quel canestro che ormai ce l’aveva in piccole dosi anche tra i globuli rossi, forse perché da piccolo aveva rubato la formula segreta dell’”anello di ferro” dai mastri ferraioli, che quando chiudevano il cerchio, gli consegnavano le chiavi per entrarvi. Cosa che Sandro non dimenticherà mai più. Via Latini e Piazza Dante, il centro del centro. Sono nato proprio in Via Latini il 2 gennaio 1946, al piano superiore di una casa dove oggi c’è un bar. In pratica era la zona più vicina al mercato coperto. Era uno stabile di proprietà di mio padre, che lo aveva ereditato dai nonni, ma non ci rimanemmo molto. All’età di dieci anni ci trasferimmo un po’ più vicino all’incrocio che portava a Piazza Dante, però sempre in Via Latini. Oggi in quella casa c’è un negozio di articoli sportivi, mentre alcuni anni fa mio fratello aveva un negozio di generi alimentari. Sono rimasto lì fino all’età di ventisette anni, quando mi sposai e con mia moglie andammo a vivere nella zona del mare, in Via Torino n° 10. Era una casa a un piano, costruita nel 1960 da mio zio che poi è passata a me. Nel tempo l’ho ampliata e oggi ci vive anche una delle mie figlie.


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Ricordi 3 -

II

serie

Roseto, metà anni ‘50. Sandro De Simone, versione ‘bombetto’, come veniva chiamato allora, con il padre Costantino

Roseto, campo della pineta, 30 gennaio 1949. Partita RosetoChieti, finita 53 a 15. Il piccolo Sandro con suo padre, il mitico ‘Ndi Costantino De Simone

Ma tutto prende il via nel cuore di Roseto, in modo particolare la sua passione per il basket. È vero, perché noi eravamo un gruppo che aveva una sola attrazione: la piazza della verdura. Per noi era il luogo del ritrovo, delle infinite partite. Eravamo sempre pronti a giocare, appena finita la scuola e avevamo in mente solo una disciplina, la pallacanestro. Certo, nei pomeriggi ci uscivano anche delle partite di calcio, ma questo sport era molto praticato a sud del paese, mentre qualche volta andavamo nel campetto della parrocchia di S. Filomena. La particolarità è che facevamo tutto da noi. Quella zona intorno casa era costellata da canestri, proprio in ogni angolo. Eravamo noi ragazzini ad andare dai fabbri e farci fare l’anello, a cui veniva saldato un supporto, così da fissarlo al muro. L’opera si completava con la retina, che dava il senso all’esito positivo del tiro. A darci una mano era qualche pescatore di buona volontà che ci perdeva tempo e noi bambini eravamo felici. Per lei giocare a quello che una volta veniva chiamata “palla a cesto” è stata quasi una conseguenza, data la fama di suo padre Costantino, conosciuto come ‘Ndi. Non direi proprio, perché che fosse un campione autentico, bravo sia nel calcio sia nel basket, è cosa risaputa, ma con me era molto severo nel giudizio. Mi diceva che ero troppo grassottello per giocare ed era vero. Da ragazzino ero sovrappeso, ma la pallacanestro mi piaceva. Poi durante lo sviluppo mi snellii e lui era sempre critico nei miei confronti, fino a quando diventò un mio fedele sostenitore. Migliorai a vista d’occhio proprio giocando nella piazzetta. Eravamo un gruppo affiatato di ragazzini e io avevo questo dono del tiro: ovunque era la mia posizione facevo canestro. Ma non venivamo molto considerati, soprattutto da quelli che già giocavano nelle giovanili del Roseto e calcavano l’Arena 4 Palme. Con me c’erano i compagni di allora, vale a dire Gabriele Vallonchini, Pasqualino, Piero Del Governatore, Mario Nisi, Domenico Paris, Enrico Di Pasquale, Carlo Montese, Saul Angelini, per me il più forte di tutti. Non eravamo dei fenomeni, ma piccole saette che correvano sempre. Così una volta sfidammo la squadra dell’Arena, con i vari Vincenzo Fidanza, Dino Maestri, Giorgio Bacchetta, Franco soprannominato Cucù. La gioia più grande fu batterli ed essere presi in considerazione dalla società. Fu così che vestii la casacca biancazzurra delle giovanili. Avevo tredici anni. Si ricorda il debutto? Feci la mia prima partita a quattordici anni a Napoli in prima squadra. Andò così. Si era ammalato Piero Di Donato e l’allenatore, Tonino Bruscia, mi convocò. Giocai 4 o 5 minuti. Rimasi colpito dalla

Roseto, Arena 4 Palme, 1960. Sandro all’età di 14 anni in un tiro a canestro

super prestazione di Giorgio Bacchetta, acclamato dal pubblico di casa, in parte americano della base Nato, anche se Roseto perse quella partita. Facciamo un passo indietro e parliamo della sua famiglia e del periodo giovanile. Mio padre, classe 1917, aveva sposato la rosetana Luisa De Vincentis. Aveva un negozio di generi alimentari all’angolo tra Via Latini e Via Garibaldi, versante sud, ma prima ancora aveva fatto il marinaio e dopo anche il vigile urbano. Ci teneva che giocassi, ma era critico sul mio peso. Una volta Tonino Bruscia - secondo me tra i più grandi allenatori che Roseto abbia avuto, capace di arrivare in serie A con giovani prevalentemente del posto - gli disse: “Questo farà il giocatore e diventerà più forte di te”. Intanto non trascuravo la scuola. Dopo le Elementari alla Milli con il maestro Di Furia, frequentai le Medie alla Pagliaccetti di Giulianova per due anni, perché le classi dalle monache erano prevalentemente femminili, anche se l’ultimo anno tornai a Roseto. Per le Superiori scelsi l’Istituto Comi di Teramo e mi diplomai ragioniere. Avevo molti amici che venivano da Giulianova, mentre da Roseto mi ricordo Domenico Paris e Maurizio Cialoni. Ai campionati studenteschi, oltre a giocare a basket, facevo delle buone prestazioni anche nel salto in alto e nel lancio del peso. In quel periodo conobbi un ragazzo di statura elevata, che però si vergognava a giocare. Lo portai con me a fare una partita: si chiamava e si chiama Ivan Bisson. Insomma lo sport mi piaceva e già giocavo ad un certo livello con la CarteGiunco, facendo bottini anche di trenta punti a partita. Avevo un tiro quasi infallibile e segnavo da tutte le posizioni. Oggi posso dire che il mio cervello, nel capire le varie situazioni di gioco, viaggiava più veloce degli altri e nel mio ruolo di guardia, e spesso anche di play, questo era importante. Poi, finita la scuola... In attesa del militare, andai a lavorare nel deposito della legna di Fioravante. Quando partii per la leva, la mia destinazione fu il Centro Sportivo di Vigna di Valle: giocai in serie B. Quell’anno arrivammo terzi. Finito il militare, fui chiamato dal BancoRoma, che ancora non era lo squadrone che conosceremo in seguito, ma i responsabili mi offrirono un posto in banca e un futuro più sicuro: non accettai. Rimasi legato alla mia Roseto, che proprio in quell’anno era tornata tra i cadetti e i dirigenti locali volevano che non andassi via. Forse fu un’occasione persa, come anche quella volta di quando avevo diciassette anni. Fui contattato dalla Fortitudo Bologna, ma mio padre non volle che andassi via perché ero troppo giovane. Tuttavia non ho nessun rimpianto, perché è


Ricordi 3 -

Roseto, fine anni ‘60, Bar dell’Arena 4 Palme. Da sin. Il piccolo Antonio Piccioni, Sandro De Simone, Remo Maggetti, Luigi Di Febo e Antonio Aloisi

Roseto, Arena 4 Palme, XV Torneo Internazionale di Pallacanestro 9-10-11-12 agosto 1961. Arnaldo Giunco mentre consegna una medaglia a un giovanissimo Sandro De Simone

andata bene così. Infatti ho potuto frequentare l’Isef a L’Aquila e diventare insegnante di Educazione Fisica, che era quello che volevo fare sin da piccolo: è stata la scelta più bella della mia vita. Mi diplomai all’Isef nel 1968 e iniziai da subito ad insegnare, prima ad Atri e immediatamente dopo a Roseto, alla Romani e al Professionale, fino a quando scelsi definitivamente la Media rosetana. Anche lì ho cercato di creare una società di giovanissimi sul modello dei campus americani, con dei buoni risultati e vincendo diversi campionati. Purtroppo Roseto non ha mai avuto una cultura per degli investimenti nel settore giovanile. Poi nel 2004 sono andato in pensione. La sua famiglia ha ripreso il germe per la passione verso lo sport. Direi proprio di sì. Mi sono sposato il 5 settembre 1971 con Giuliana Grassi, conosciuta in una festa privata a Giulianova. Abbiamo avuto tre figlie, Luisa, Francesca e Valentina, oggi tutte insegnanti, ma al contempo anche sportive, in modo particolare le prime due, con una palestra di proprietà ubicata a Campo a Mare. Lei per tanti anni è stato il beniamino del pubblico rosetano. Quali sono i ricordi più belli? Ero un po’ coccolato da tutti. In pratica ero un piccolo Maradona che girava per le strade della città. Le persone mi fermavano per offrirmi un caffè e parlare della partita, anche se quando si perdeva, tutto cambiava e in giro non si vedeva nessuno. Sono stato sempre schivo e non è che mi esaltavo più di tanto, come non mi demoralizzavo. Pensavo sempre di dare il massimo e fare canestro, la mia vera grande passione. Per otto anni ho vinto la classifica dei cannonieri, con medie partita che superavano spesso i 30 punti. Ho vissuto molte stagioni con il Roseto, con alti e bassi. I miei primi passi li mossi con la Monti e mi ricordo un ottimo allenatore come Troskot. Era una squadra, per i tempi, molto organizzata e poi negli anni cambiarono gli sponsor, come quando fu introdotto il marchio Molteni, dovuto a un’intercessione di un politico e a un carico di carni proveniente dall’Africa. Ma anche il periodo di Scibilia e della Gis è stato memorabile. Come l’ultimo campionato svolto nella palestra D’Annunzio con la storica gara contro il Chieti che doveva approdare in serie A. Ma qui oltre ai bei ricordi, ci sono anche degli aspetti che non sono del tutto positivi. Ho giocato per oltre vent’anni e a Roseto ho dato tutto. Metà della mia carriera l’ho passata a calcare i campi all’aperto, perché quando inizia si giocava all’Arena 4 Palme. Poi per l’altra metà nella mitica “fossa dei leoni” della Palestra D’Annunzio. Sul finire degli anni ‘70, esattamente nel 1978, l’Amministrazione comuna-

II

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serie

La formazione della Gis Roseto Basket, stagione 197677. Sa sin. Olivieri, Rosa, Morello, De Witt, Cerbo, Di Carlo, Testoni (allenatore). In basso: De Stradis, Brandimarte, Ginoble, De Simone, Ciafardoni

le stava costruendo il palazzetto dello sport, inaugurato in quell’estate con gli Europei cadetti. L’ultima casalinga la disputammo con il Chieti, partita che vincemmo. L’anno dopo la squadra si trasferì al neonato palasport e io, ormai a fine carriera, avrei voluto giocare l’ultima stagione, proprio per mettere piede sul parquet di casa, dopo tanti anni passati sul cemento. Invece ritennero che ero ormai vecchio e non vollero che rimanessi. In società c’erano molti amici che mi avevano promesso una cosa e poi ne fecero un’altra. Ecco, quella è la vicenda più spiacevole che abbia vissuto. Avevo il cartellino libero e lo venne a sapere il Pescara, che mi volle a tutti i costi. Feci l’ultimo campionato lì e durante un torneo estivo a Popoli, nella gara Pescara-Chieti subii la rottura del tendine d’Achille, atto finale di una carriera molto lunga. La partita più bella e i campi più caldi? Di partite ce ne sono diverse. Forse la più bella la giocai a Cremona, dove vincemmo per un punto o forse a Roma contro la Stella Azzurra: segnai 37 punti. Sul pullman che ci portava al palasport della città lombarda, incontrai delle tifose che conoscevano il mio nome. Parlarono del loro beniamino Angelo Baiguera, che ci avrebbe fatto neri. Io serafico dissi: “Oggi Baiguera lo distruggo” e fu così. Uscii dal campo tra due ali di folla che mi applaudì. Per i campi più caldi, non posso dimenticare Monopoli, ma anche Siena e Livorno. Tanti anni passati a Roseto, la sua città. Oggi la trova cambiata? È cresciuta molto. Da circa diecimila abitanti siamo passati a venticinquemila, ma le varie amministrazioni hanno più o meno ripetuto lo stesso errore: sviluppare poco il nostro paese sotto il profilo turistico e investire poco sui giovani. Alcune strutture sono rimaste le stesse, senza evoluzione. Un esempio? Il porticciolo, ma mi fermo qui. Il sorriso è quello di sempre, l’atteggiamento anche, un po’ sornione. Adesso il Sandro delle tante battaglie della “fossa” si ritira, prendendo però prima il suo sigaro. Ci lascia e va dai suoi cani, dietro casa, nel luogo della meditazione e forse dei Mosciano Sant’Angelo, Convento dei ricordi. Frati, 5 settembre 1971. Il giorno del si matrimonio tra Sandro e Giuliana Gras


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IE CUR IOàS&IZ Notizie)

(tra Curiosit

a cura della redazione Cerchi Concentrici Promotor

I giocatori degli anni ‘60 della Rosetana, X parte: Antonio Concordia-Piccioni e Enzo Rapagnà Continua la carrellata dei giovani giocatori degli anni ‘60 che indossarono la maglia delle giovanili della Rosetana Calcio. Molti si sono meravigliati di rivedersi così come erano allora, ma la fortuna è che questi cartellini sono stati conservati e oggi possono essere rivisti con un’ottica diversa, che solo il tempo riesce a far maturare. Alcuni di questi “ragazzi di allora” non ci sono più, ma il loro ricordo rimane indelebile. Il primo, Antonio Concordia-Piccioni, era un ragazzo calcisticamente molto bravo, dotato di una tecnica sopraffina. Di lui si diceva che aveva il “passaggio vellutato” ed era una qualità di tutto rispetto, in un periodo in cui trionfava Gianni Rivera e il suo tocco morbido che faceva impazzire i difensori. Insomma, Concordia-Piccioni era una gio-

vane promessa, che però rimase tale, ma ebbe modo di allietare, con le sue prove ad effetto, gli spettatori del “Campo dei Preti” e se il fisico non era di quelli prestanti, la sua tecnica rimediava alla sua esilità. Morì il 14 giugno 1989 nella sua casa di Via Manzoni. L’altro giovane atleta è Enzo Rapagnà, oggi imprenditore e spesso impegnato in iniziative con i fratelli Pio e Alberto. Ultimamente è responsabile del premio letterario “Città di Giulianova”. La sua carriera calcistica si limitò alle giovanili. I cartellini (appartenenti all’archivio privato di Pace Celommi e messi a disposizione dal presidente dell’A. S. Roseto Calcio Camillo Cerasi,), portano la numerazione 685 e 673 della Nagc (Nucleo Addestramento Giovani Calciatori), appartenente alla Figc (Federazione Italiana Gioco Calcio), specifica Sipt (Settore per l’Istruzione e la Preparazione Tecnica).

Alle Medie di Morro d’Oro si è parlato dei Beatles L’occasione è stata presa al balzo da alcune delle insegnati della Scuola Media del luogo, esattamente le proff. Genny Santomo, Benedetta Di Marco, Clara Altitonante, Manuela Cappucci e Paola Caponi, le quali hanno pensato bene, dopo aver visto alcune settimane fa al Circus di Pescara uno spettacolo interamente in lingua inglese dedicato ai Beatles, di riprodurre un approfondimento nella loro scuola, attraverso l’esperienza che tempo fa l’Istituto d’Istruzione Superiore “V. Moretti” ha vissuto a Liverpool, la città dei “Fab Four”. Così gli alunni morresi hanno potuto rivolgere delle domande a degli insegnati che sono stati protagonisti, unitamente agli studenti della scuola rosetana, di ben due visite

nella città portuale inglese. Questi ultimi hanno potuto rispondere alle tante sollecitazioni sulla vita dei Beatles, grazie al fatto che nei viaggi britannici erano stati organizzati dei tour, esattamente il “Magical Mistery Tour”: in quell’occasione la delegazione ebbe modo di vedere da vicino i luoghi del quartetto più famoso al mondo, tra cui il mitico “Cavern”. Dopo un confronto interessante, dovuto anche alle domande sempre molto pertinenti degli studenti, c’è stato il momento della proiezione del video “Liverpool 2008-2012”, in cui gli studenti del Moretti hanno riportato i momenti salienti di questa bella esperienza. L’esperimento di interazione tra Medie e Superiori si può dire perfettamente riuscito, grazie anche all’aiuto del collaboratore Nicolino.


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(tra Curiosità &

Perché Via Croce a Campo a Mare si chiama così?

La piazza di Campo a Mare, località oramai da molti chiamata con l’aggiunta di Inferiore, è un po’ il centro commerciale della zona. Da qui, oltretutto, a mo’ di stella partono diverse vie. Una di queste è per l’appunto Via Croce, che prende il nome dal grande filosofo italiano. Benedetto Croce nasce a Pescasseroli (AQ) il 25 febbraio 1866. Il 28 luglio 1883 si trova in vacanza con la famiglia nel piccolo borgo ischitano di Casamicciola, quando perde i suoi cari nel terremoto che devasta l’isola: lo stesso Croce rimane sotto le macerie per diversi giorni. Nipote di Silvio e Bertrando Spaventa entra in contatto con il filosofo Antonio Labriola che lo introduce al socialismo italiano di fine secolo e al marxismo. Dopo aver pubblicato alcune delle sue opere storiografiche e dei suoi scritti sul marxismo, dà alle stampe il volume sull’estetica, Estetica come scienza dell’espressione e linguistica generale, che resta uno dei suoi lavori più noti e costituisce il primo volume della filosofia dello spirito. Nel 1903 fonda la rivista la «Critica» ed è già il filosofo più importante d’Italia. Croce rinnova profondamente la cultura italiana, perché rifiuta l’idea della realtà come progresso scientifico, opponendovi una concezione della filosofia come filosofia dello

spirito, ovvero come scienza per interpretare la realtà, che per lui è sviluppo storico. Nel 1910 viene nominato Senatore e nel 1914, allo scoppio della prima guerra mondiale, si schiera con i neutralisti a differenza del suo amico Giovanni Gentile. Nel 1920 Croce viene nominato Ministro dell’Istruzione nel quinto e ultimo governo Giolitti. Con l’avvento del fascismo Croce è fra coloro che ritengono possibile inserire la protesta degli squadristi nell’ambito delle strutture istituzionali del Paese. Tuttavia, dopo l’omicidio di Giacomo Matteotti, capisce la natura violenta e totalitaria del nuovo movimento politico e passa all’opposizione rompendo i rapporti con Gentile. Nel maggio del 1925 Croce risponde al Manifesto degli intellettuali fascisti, redatto dal filosofo che ormai ha scelto di collaborare con il fascismo, con un contro manifesto, firmato dai più importanti studiosi antifascisti e pubblicato sul «Mondo» di Giovanni Amendola. Nel 1946 fonda a Napoli l’Istituto Italiano di Studi Storici, accanto alla sua abitazione nel Palazzo Filomarino. L’Istituto è stato, ed è ancora oggi, il luogo dove si sono formati molti intellettuali italiani. Nel 1948 Croce fu eletto Senatore nella prima legislatura repubblicana. Morì a Napoli il 20 novembre del 1952. (InfoWeb)

IL n° 33 di Chorus è in edicola e sul Web È in edicola il n° 33 di Chorus. In apertura c’è un articolo sulle trasformazioni della persona, nella sua dimensione più umana, che stanno avvenendo proprio in questo inizio di millennio: «Dall’Umanesimo all’”Immanesimo”» è il titolo, in cui si sottolinea che “...Le enormi problematiche sociali legate alla contingenza economica non possono, ovviamente, spiegare il reale malessere della società contemporanea. C’è qualcosa di diverso sotto e che pesa in modo determinante nel nostro cervello e nelle nostre coscienze”. A seguire c’è un’analisi di Ernesto Iezzi su «Quanto paga una avveduta politica ambientale in termini turistici?» che poi segue con “Insieme alle qualità ambientali di una località, il turista valuta, verosimilmente, anche la presenza di itinerari storicoculturali, di tipo enogastronomico, la qualità degli eventi e delle manifestazioni, la immediata fruibilità della collina e della montagna”. Il terzo approfondimento è dell’ex parlamentare Pio Rapagnà che si sofferma sui «Referendum popolari per cambiare la politica regionale» per constatare che “I cittadini abruzzesi hanno ‘tentato’ per due volte conse-

cutive di ‘conquistare’ dal basso una effettiva ‘riforma degli enti strumentali’ ed una forte e concreta riduzione dei ‘costi e degli sprechi della politica’ attraverso la presentazione di specifiche Proposte di legge e di Referendum regionali abrogativi”. Infine il direttore di Controaliseo, Ugo Centi, ribadisce come turisticamente bisognerebbe puntare su una grandissima risorsa che, teoricamente, non dovrebbe costare nulla: la gentilezza. Scrive «Vale più un po’ di gentilezza che la politica!» e nel sottotitolo ribadisce che “La gentilezza cambia l’economia turistica più di qualsiasi politica pubblica. Il sorriso di Maria (nome di fantasia) che a Natale mi offre il “cagionetto” non viene annotato dal Pil turistico, ma lo muove più di tante consulte e commissioni politiche”. Il giornale è disponibile: a) sul sito www.williamdimarco.it, cliccando “Riviste” nel menù in alto, poi Chorus e poi ancora n° 33; b) sul sito www.eidosnews.it, nella sezione “Leggimi”. Per riceverlo a casa basta segnalare il proprio indirizzo di posta elettronica a chorus@williamdimarco.it.


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Sono iniziati al Piamarta i convegni sull’informazione de “La Cultura in cammino” Con venerdì 14 febbraio è iniziata la XV edizione de “La Cultura in cammino”. La manifestazione - organizzata dall’associazione culturale Cerchi Concentrici Promotor e che è un momento di confronto e di dibattito su temi legati all’attualità e, sovente, alle problematiche giovanili - si svolgerà presso la sala conferenza del “Centro Piamarta” della parrocchia del S. Cuore di Roseto e verterà sul confronto molto sentito in questo preciso momento storico: “L’attualità del giornalismo”. È indubbio che l’informazione mai come in questo periodo si è dovuta rimettere in discussione, non solo per il ruolo che ha all’interno di una società dinamica come la nostra, ma anche per l’evoluzione tecnologica degli ultimi anni. Il focus, in particolare, sarà puntato sull’informazione locale e sulle

varie problematiche che i giornalisti, cronisti e collaboratori oggi devono affrontare per poter continuare a proporre una informazione libera. Venerdì 14 c’è stata l’apertura sull’argomento La carta stampata e Internet con gli interventi di Dino Venturoni, (caporedattore del quotidiano Il Centro) e di Luca Maggitti (direttore di Roseto.com). Seguirà venerdì 21 febbraio ore 18,00 l’incontro sul tema I siti Web e gli Uffici stampa, in cui parteciperanno Sara De Sanctis (addetta stampa del Bim), Ugo Centi (direttore del sito Controaliseo), Biancamaria Di Domenico e Piergiorgio Stacchiotti (Eidosnews.it). Infine venerdì 28 febbraio ore 18,00 si parlerà di Le televisioni e le nuove tecnologie con gli interventi di Umberto Braccili (Rai-TgR) e Lino Nazionale (Teleponte). L’ingresso è aperto a tutti.

Al Moretti si è celebrato “Il Giorno del Ricordo” per commemorare i caduti delle foibe Il 10 febbraio di ogni anno si ricordano i morti delle foibe e il dramma delle vittime delle persecuzioni, dei massacri e delle deportazioni occorse in Istria, in Dalmazia o nelle province dell’attuale confine orientale italiano, perpetrate durante l’ultima fase della Seconda Guerra Mondiale e negli anni immediatamente successivi. La ricorrenza nacque su proposta di legge del 6 febbraio 2003, che recava le firme di un nutrito gruppo di deputati di vari gruppi parlamentari. La legge che istituì “Il Giorno del Ricordo” fu quindi approvata a larghissima maggioranza dal Parlamento italiano il 16 marzo 2004. Anche quest’anno l’Istituto Statale d’Istruzione Superiore “V. Moretti” ha ricordato in quella data l’evento con un convegno, in cui sono state proiettate diverse diapositive sull’eccidio e sulla storia che portò all’”infoibamento” di diverse decine di migliaia di persone. La lezione è stata tenuta dagli insegnanti di Storia della scuola stessa, alla presenza delle autorità e dei rappresentanti delle istituzioni.


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Ro di Luca

ti Maggit

foto: Mimmo Cusano

ROSETO CON L’INFERMERIA PIENA Roseto-Reggio Calabria, domenica 16 febbraio 2014, ore 18, al PalaMaggetti.

Alex Legion

È

Arcangelo Leo

un Roseto in piena emergenza quello che affronterà Reggio Calabria, domenica 16 febbraio alle 18 al PalaMaggetti. Emergenza dovuta all’infermeria piena. Infatti, oltre all’ormai lungodegente Nika Metreveli, contro la compagine reggina mancheranno quasi certamente sia Antonello Ricci sia Pierpaolo Marini. Un vero peccato per gli Sharks che, prima della sconfitta in trasferta a Casalpusterlengo nell’ultimo turno, avevano un invidiabile ruolino di marcia (secondo soltanto alla capolista Agrigento) fatto di 4 vittorie consecutive e 6 successi nelle precedenti 7 gare. Peccato perché la squadra di coach Tony Trullo ha ben giocato nell’ultimo mese e mezzo, nascondendo con l’applicazione difensiva e qualche difesa tattica gli evidenti limiti di un organico ristretto e falcidiato dagli infortuni. Certo, le vittorie sono arrivate ugualmente, ma non è sempre pos-

Luca Bisconti

sibile poter contare su un Alex Legion da 30 punti e 15 rimbalzi in 40 minuti filati di gioco, così come non è possibile che siano sempre i soliti a tirare la carretta (oltre al Legionario, il regista Stanic e i lunghi Leo e Bisconti). A livello di infortuni, Metreveli dovrebbe tornare in campo in occasione della prima partita casalinga di marzo, contro il Recanati. Marini, reduce da una fastidiosa polmonite, ha ripreso ad allenarsi ma è molto debilitato e quindi – anche ammesso che possa rientrare a breve – avrà bisogno di tempo per tornare in forma. Ricci si è infortunato a Casalpusterlengo, danneggiandosi il legamento collaterale di un ginocchio: accertamenti in corso per determinare il periodo di stop, che rischia di non essere breve. Dunque domenica il Roseto che affronterà Reggio Calabria dovrà contare sul solito quintetto composto da Stanic, Sowell, Legion, Leo e Bisconti, con Genovese in uscita dalla panchina. Sei giocatori

Il basket e la cultura dei campanili senza frontiere

Nicolas Stanic

sei, oltre ai ragazzini under. Di contro, la Viola di coach Francesco Ponticiello, praticamente ricostruita daccapo rispetto ad inizio stagione. Una squadra che ha cambiato entrambi gli stranieri e che ha oggi come quinto esterno un veterano pericoloso come Marco Caprari, oltre a una batteria di lunghi composta da 4 giocatori. Una squadra che vuole risalire la classifica e provare a pizzicare i playoff e che ha un impatto fisico da Serie A, vista la stazza dei suoi giocatori. Per questo ci sarà bisogno di un Roseto sagace in difesa, che giochi 40 minuti alla morte e che non sprechi nulla. Un Roseto in cui finalmente possa tornare ad esprimersi a livelli accettabili Kevin Sowell (inguardabile da ormai troppe gare) e in cui Alex Legion continui a fare il “Michael Jordan” della Silver, anche se spremuto come un limone dalla mancanza di cambi. Una partita in cui il calore dei tifosi, manco a dirlo, servirà il doppio rispetto al normale.


Roseto

ti Maggit di Luca

Basket

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Story

LUIGI LAMONICA AI MONDIALI DI SPAGNA Ennesimo riconoscimento per l’arbitro abruzzese, rosetano d’adozione.

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Lamonica e Bryant alle Olimpiadi di Londra 2012

eppure il tempo di godersi il primato delle presenze nelle Final Eight di Coppa Italia, consolidato lo scorso fine settimana a Milano, che subito è arrivata un’altra soddisfazione – l’ennesima, a ben guardare il palmares – per Luigi Lamonica, arbitro internazionale di basket, pescarese di nascita e da qualche anno rosetano di adozione. Lamonica è stato infatti convocato dalla FIBA per il Campionato del Mondo 2014, che si svolgerà in Spagna, dal 30 agosto al 14 settembre 2014. Per il direttore di gara abruzzese si tratta della seconda esperienza dopo i Mondiali 2010 in Turchia, dove raggiunse il massimo traguardo per un

Lamonica e D’Antoni alle Olimpiadi di Pechino 2008

Lamonica e Ginobili alle Olimpiadi di Pechino 2008

arbitro di basket: dirigere la Finale del Campionato che vide gli Stati Uniti di Kevin Durant battere i padroni di casa della Turchia, allenati da Boscia Tanjevic. Nessun altro arbitro italiano è mai arrivato così in alto. In Spagna, il Nostro è stato designato nel Gruppo B di Siviglia, mentre l’altro arbitro italiano designato, Guerrino Cerebuch, sarà a Granada, nel Gruppo A. Lamonica non è soltanto l’unico arbitro italiano ad aver diretto la Finale dei Mondiali, è anche l’unico ad aver diretto la Finale degli Europei (in ben 4 occasioni) e dell’Eurolega (in 3 occasioni), dall’alto delle sue oltre 500 competizioni di rilevanza internazionale. A livello italiano, il fischietto classe 1965 è ormai da anni un costante punto di riferimento, avendo passato le 600 gare dirette nella massima serie e potendo vantare la direzione di 17 Finali Scudetto e 7 Finali di Coppa Italia. Una carriera che ha toccato vette incredibili, fatta di grandi sacrifici e massima dedizione all’arbitraggio, iniziato a 13 anni quando, consigliato dal padre Sebastiano, iniziò a dirigere gare invece che giocarle, come l’età avrebbe certamente consigliato. Fra gli arbitri che lo hanno maggiormente ispirato, Lamonica ricorda sempre il rosetano doc Pasquale Zeppillo, maestro diventato amico nel corso de-

gli anni. Dunque un altro traguardo di caratura mondiale per l’uomo che ha già partecipato a 2 Olimpiadi (Pechino 2008 e Londra 2012), dirigendo entrambe le volte la Semifinale e che – per raggiunti limiti di età – dovrà lasciare l’arbitraggio dopo il raggiungimento dei 50 anni di età. Intanto, fra gli impegni in Serie A nel fine settimana e quelli infrasettimanali in Eurolega, prosegue a pieno ritmo sui campi d’Europa una carriera iniziata nel 1979, arbitrando la prima partita nelle serie minori a 14 anni, e proseguita in un crescendo rossiniano con la prima partita fra i professionisti a 28 anni e la prima Finale Scudetto diretta a 31 anni, età in cui ha esordito anche a livello internazionale.

Lamonica e Legion del Roseto


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Il sistema Archi-Star di GIORGIA PASQUINI

Se alle corti sostituissimo le aziende e agli artisti i designer, verrebbe, anzi viene fuori il sistema archi-star: in realtà “archi” sta per architetti, i primi protagonisti moderni di questa ondata, che oggi spadroneggia anche nel mondo del design

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Sai, tutto si ripete, ma è sempre come se la storia fosse cominciata ieri, come se l’uomo fosse nato ieri, senza memoria”. Tiziano Terzani. Ho sempre avuto questa visione ciclica della storia, ciclicità che riscontro in modalità micro nella mia vita personale, nelle mie questioni private, fino alla modalità macro nel ripetersi della storia del mondo. Biologicamente questa ciclicità risulta molto interessante e utile, anzi, si presenta come unica alternativa alla sopravvivenza stessa sul nostro Pianeta; c’è da dire che non è certo un’invenzione umana, quindi temo che spesso, quando l’uomo cerca di appropriarsi di un concetto più grande di lui, rischia di banalizzarlo o, comunque, di non sfruttarne al massimo la sensatezza che lo sorregge. Durante gli anni del Rinascimento, fenomeno italiano, si sviluppa tra le corti il sistema del mecenatismo: i piani alti della corte, che in realtà non ricopriva una posizione ufficiale a livello di potere, commissionavano opere ad artisti in voga o dichiaratamente capaci, al solo scopo di dare lustro alla corte. Questo avveniva per tutti i rami artistici, in primis arti pittoriche e poetiche, fino a quando gli artisti, sebbene prima attirati da garanzie economiche, iniziarono a sentirsi in gabbia, privati dei propri slanci personali e pieni di sentimento sovversivo. Non a caso l’Italia perderà poi il primato artistico e, già dal secolo successivo, artisti e autori approcceranno sempre più in maniera personale nelle proprie opere.

Philippe Starck

Parlo del Rinascimento perché è un periodo emblematico della nostra storia, un periodo di cui si potrebbero scrivere ancora milioni di pagine, in cui riscontriamo un atteggiamento ancora moderno. Se alle corti sostituissimo le aziende e agli artisti i designer, verrebbe, anzi viene, fuori il sistema archi-star: in realtà “archi” sta per architetti, i primi protagonisti moderni di questa ondata, che oggi spadroneggia anche nel mondo del design. Il designer progetta un oggetto che diventa pezzo unico, portatore del suo nome e di quello dell’azienda, che commissiona al suddetto oggetti personalmente a lui legati (anche nella pubblicità per esempio in cui “mettono la faccia”) così da creare più un personaggio che un oggetto rivoluzionario. Questa “riproposta mecenate” fa parte della modernità, una modernità che garantisce l’oggetto non tramite il buon funzionamento di questo, ma tramite la firma, come in un’opera d’arte. In effetti è questo il punto: il design non è arte e, anche volendo concedere una visione-giustificazione economica (perché questo è il “qui pro quo”), la storia insegna che questo sistema non “paga” a livello morale e che, chi veramente ama il proprio mestiere sentirà il bisogno di evadere da questa luccicante gabbia dorata.

karim rashid by ilan rubin


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SALUTE

di ALESSANDRO BONADUCE

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TRA IL SERIO, IL FACETO E IL VOLGARE POPOLARE

i racconto una piccola storia di vita “medica” che è sempre maestra di vita per me e gli altri. Un signore di circa 65 anni viene nel mio ambulatorio spinto dalla moglie a seguito di perdite ematiche avvenute dopo la defecazione. Null’altro da narrare per sintomi aggiuntivi nella frequenza dell’alvo ritenuta come sempre, né nella consistenza. La moglie era molto preoccupata mentre il coniuge avrebbe fatto a meno di raccontare queste cose e infatti taceva, anche forse per puL’opera è del maestro Vermeer dal titolo dore come se il fatto “la fanciulla dal cappello rosso” non sussistesse. Dopo aver richiesto la sua storia medica precedente al fatto lo invito a spogliarsi per la verifica. La moglie lo spinse a porsi dietro il paravento ma quello, poveretto dopo essersi “nascosto” rimase in attesa non sapendo cosa fare. Mi avvicino e gli ricordo che è necessario vedere la regione dell’ano e dopo aver ripetuto questo per tre volte, il signore sembrò aver capito riferendomi “ma

tu vuoi vedere il mio buco del culo”. Ecco, dissi cosi va bene, ha capito. Rispose: se me lo avesse detto prima!! Dopo aver assunto posizioni varie (il libro del kamasutra è poca cosa rispetto alla sua fantasia) raggiunsi l’obbiettivo e constatai l’esistenza di una neoformazione del retto. Consigliai pertanto una rettoscopia per eseguire una biopsia e relativa valutazione chirurgica. Dopo l’esplorazione il paziente si rimise in ordine e mogio mogio continuò a rimanere dietro il paravento. Pertanto lo invitai ad uscire fuori perché non era degno di altra “tortura”. Quando mogio mogio la moglie gli chiese se avesse provato dolore dopo un po’ di tentennamento rispose: “Marì, m s’anculit!!!”. La moglie sorrise e disse “ben ti sta, così la prossima volta parli prima”. Pertanto non è importante come parli ma il contenuto per trasmettere informazioni utili. Accettiamo tutto se il fine è quello! AD MAIORA DAL BACCHINO MALATO


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musica Super Bowl 2014: la strana coppia Bruno Mars Red Hot Chili Peppers di GIULIA MARINI

ai più giovani Justin Timberlake e Black Eyed Peas, alla vulcanica Beyoncé. Per la 48esima edizione gli organizzatori dell’evento hanno scelto una strana coppia: Bruno Mars e i Red Hot Chili Peppers. Il “piccoletto” dalla voce sensazionale ha dato inizio allo show con qualche rullo di tamburi alla batteria. Team sonante e danzante al seguito, ha deliziato la folla con alcuni dei suoi pezzi più famosi: Locked Out of Heaven, Treasure e la più energica Runway baby. Per essere uno “alle prime armi” il vintage man dal capello “gelatina anni 80” ha positivamente impressionato la critica. L’unica pecca c’è stata all’attacco di Give it Away sulle note della quale sono entrati in scena i Red Hot Chili Peppers. L’ingombrante potenza del

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l Super Bowl è l’appuntamento chiave dell’intera stagione sportiva e televisiva made in Usa. Ogni americano, per l’evento, si siede in poltrona - cosa che non suona poi così strana - e rimane attaccato alla tv per gustarsi la finale di campionato della NFL, la National Football League statunitense. Lo scorso 2 febbraio si è tenuta la sua 48esima edizione. A quanto riportato sul sito del New York Times, l’audience ha sfiorato la soglia di 111,5 milioni di spettatori. Record assoluto, più di 180 paesi collegati. In Italia la diretta è stata trasmessa in lingua originale su Fox Sports 2 (canale 213 di Sky). A conti fatti anche noi, inguaribili tradizionalisti, abbiamo guardato il Super Bowl. I motivi non sono noti ma comunque ipotizzabili. Sicuramente l’evento è un po’ di moda e quella - si sa - ci mette sempre il becco. D’altra parte gli americani - forse non serve nemmeno ricordarlo - sono avvezzi di marketing ed hanno saputo strumentalizzare l’evento. Il Super Bowl non è solo sport, bensì molto di più. Gli attesi concerti di metà gara si rivelano dei buoni motivi per guardare in via del tutto eccezionale una partita di football americano. Sul palco del Super Bowl si sono esibiti negli anni un’infinità di artisti. Dai big Paul McCartney, Madonna e Bruce Springsteen

rock ha messo in un angolo il giovane Bruno. Gli RHCP hanno addirittura lasciato a casa le magliette. Sono saliti sul palco a petto nudo davanti ad un incredulo e infreddolito Metlife Stadium (7 gradi la temperatura esterna registrata). Lo “sweety” Bruno ha però subito riconquistato i suoi spazi. L’esibizione combinata si è infatti rivelata un successo. In chiusura, una dolce Just the way you are ha cullato la folla. Nel frattempo l’intero New Jersey alzava gli occhi al cielo per uno straordinario spettacolo di fuochi d’artificio. Il sogno Americano - ahimè – ha colpito ancora una volta!


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La ludoteca di Montepagano una realtà che fa onore al borgo medievale I responsabili ci dicono: “La speranza è quella di trovare genitori e volontari che sostengano e credano in questo progetto, in modo da poter affrontare ogni giorno le tantissime difficoltà e al contempo di alimentare la certezza di stare facendo qualcosa di veramente utile per la collettività” di ALESSANDRA TEMPERINI

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il caso di dire: “Provare per credere”. Se non si tocca con mano la realtà della ludoteca di Montepagano, non si capisce fini in fondo tutto il sacrificio che vi è dietro e soprattutto non si apprezza in modo completo e partecipato il laboratorio di idee che ogni giorno, d’inverno come d’estate, viene messo a disposizione dei tanti bambini, accolti nel pomeriggio in questa struttura. Tutto nasce per una esigenza concreta affiorata cinque anni fa, portata avanti da un gruppo di mamme, guidate da Luisa Di Febo. I bambini del borgo medievale erano lasciati ognuno al proprio destino. I più fortunati erano seguiti, mentre molti altri, con i genitori impegnati entrambi nel lavoro, non avevano un’adeguata assistenza. Così nacque l’idea di creare una ludoteca, gestita da una associazione, per l’appunto “I Girasoli”, per poter accogliere tutti coloro che ne avessero fatta richiesta. Da subito in questa operazione si è affiancata un’altra educatrice, Anna Di Pietro, ed è proprio a loro che abbiamo chiesto alcune informazioni. Come nasce questa esperienza? Tutto ebbe inizio 5 anni fa su iniziativa di alcuni genitori della piccola comunità, che decisero di realizzare una ludoteca, dove i bambini e le famiglie avrebbero trovato un punto di riferimento affidabile e costante. Il progetto fu realizzato grazie all’associazione

Da sin. Luisa Di Febo e Anna Di Pietro insieme alla nostra intervistatrice “I Girasoli” (la cui presidente è Luisa Di Febo, ndr) e nel giro di poco tempo crebbe, al punto che oggi le due strutture, di Cologna Paese e la nostra, sono gestite dalla stessa associazione. Quali sono state le difficoltà iniziali e come sono programmati i vostri pomeriggi? Nel corso degli anni non sono state poche le difficoltà che abbiamo affrontato, ma la tenacia che abbiamo messo in campo ha fatto sì che oggi i “piccoli ospiti” della ludoteca svolgano attività entusiasmanti: corsi di inglese, di cucina, di informatica. Inoltre è stata istituita la “giornata dello sport”, in cui ogni giovedì i bambini corrono ad allenarsi sul campo di calcio guidati dal noto giocatore, oggi mister, Nino Bizzarri, mentre le bambine si dedicano alla danza. Il lunedì e il venerdì i bambini possono praticare equitazione, pugilato e scherma nel vicino centro di Cologna Paese. Qual è lo spirito che regge una ludoteca? Il centro rappresenta uno spazio all’interno del quale i bambini possono innanzi tutto giocare assieme ai loro coetanei, ma anche un ambiente stimolante per la loro crescita. Oggi la ludoteca, in colla-

L’aula computer e musicale da poco allestita

borazione con quella situata a Cologna Paese, conta circa un centinaio di persone, divise in 80 bambini e 20 adulti che collaborano per mantenere vivo questo progetto. Sotto il profilo finanziario, come riuscite a sopravvivere? Ci autofinanziamo e cerchiamo sempre la fattiva collaborazione di quelle aziende che ci danno una mano. Paghiamo tutto, compreso l’affitto dei locali della scuola, ma siamo riusciti anche a fare dei laboratori, come quello informatico e musicale e, grazie all’aiuto di tanti volontari. Ogni anno, quando è il momento di dare una rinfrescata alle pareti e fare dei lavoretti, i giovani del paese non si tirano indietro nell’aiutarci. E per il futuro? Andiamo avanti a piccoli passi. La speranza è quella di trovare altri genitori e volontari che sostengano e credano in questo progetto, in modo da poter affrontare ogni giorno le tantissime difficoltà e al contempo di alimentare la certezza di stare facendo qualcosa di veramente utile per la collettività. Ultima nota: la ludoteca di Montepagano non va in vacanza e quando d’estate la scuola finisce, rimane aperta il mattino per dare un sostegno ai bambini e far fare loro la cosa che più sanno fare: giocare. E poi nella bella stagione, un giorno alla settimana, c’è anche la puntatina al mare. Che dire ancora...


Fotografare è porre sulla stessa linea di mira la mente, gli occhi ed il cuore. È un modo di vivere. Henry Cartier-Bresson

fotografia

NOVITA’ sul sito

eidosnews.it

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la sezione fotografica curata da Elio D’ascenzo

Autore: Mimmo Cusano, 59 anni, Roseto degli Abruzzi. Titolo DELL’OPERA: ANTITESI Luogo: Vienna Apparecchiatura: Canon Eos 400D + ob. EF-S 17-55 f/2.8b IS USM Parametri di scatto: Lunghezza focale: 55 m Esposizione: 1/125 sec – f/3,2– iso 100 Misurazione: TV (priorità otturatore)

Elaborazione: Photoshop

di ELIO D’ASCENZO

L’AUTORE RACCONTA...

Questa è la vita! La gioventù e la vecchiaia, la ricchezza e la povertà, la fame e l’opulenza, la velocità (casco) e la lentezza (bastone), lo sguardo del mendicante e l’indifferenza del passante.

Se volete pubblicare una vostra foto particolare inviatela a fotografia@eliodascenzo.it Spesso, quando si scatta una fotografia ad un soggetto, nel rivederla (sigh!) non emoziona come al momento del click. Questo perché sicuramente (tra i tanti fattori), non si è stati attenti alla struttura dell’inquadratura. Bisogna enfatizzare il più possibile le sue caratteristiche o quello che attrae maggiormente l’attenzione. Possono essere: uno sguardo, un’espressione del volto, l’acconciatura, delle rughe o anche un semplice dettaglio del suo abbigliamento. E poi…mai farlo apparire troppo piccolo nella scena! Avvicinarsi o magari utilizzare un’ottica zoom così da riempire l’inquadratura. Dai…uno scatto al giorno! Provare, creare...


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Gianluca Ginoble

e il sogno che si avvera Il giovane tenore rosetano si esibirà al Theater Madison Square Garden nel ventennale della carriera di Laura Pausini. E domenica all’Arena di Massimo Giletti per portare in alto il nome di Roseto

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n’altra incredibile avventura attende il nostro Gianluca Ginoble. Il 6 marzo al Theater Madison Square Garden di New York, parteciperà con “Il Volo” al concerto-evento di Laura Pausini, organizzato per festeggiare i 20 anni di carriera. Sul palco a celebrare l’artista italiana più amata nel mondo, che canterà in 5 Lingue e sarà accompagnata da 25 musicisti, alcuni celebri colleghi: i ragazzi de Il Volo, Biagio Antonacci, Gloria Estefan,Miguel Bosè, la regina della musica

brasiliana Ivete Sangalo. In una recente intervista Gianluca, Piero e Ignazio avevano detto che un duetto con Laura Pausini sarebbe stato il coronamento di un sogno…Il sogno si è realizzato. Dopo l’udienza da Papa Francesco di mercoledì, dove ha incontrato il pilota di Formula 1 Lewis Hamilton con la compagna Nicole Scherzinger (nota anche per il duetto con Eros Ramazzotti “Fino all’estasi”), Gianluca domenica parteciperà all’Arena di Massimo Giletti, sulla Rai. Durante la trasmissione andranno in onda anche immagini di Roseto.

GIOVEDI’ 20 FEBBRAIO 2014 ORE 22.00”

“HYDRA TOTO TRIBUTE BAND”


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Faccia a faccia con Orlando e Bruno la coppia gay più longeva d’Europa

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La storia d’amore omosessuale di due pinetesi, Orlando Dello Russo e Bruno Di Febbo, in quattro domande. Quando l’amore non conosce genere

ra il 1965, quando Bruno e creduto subito che l’avesse fatto appoOrlando si sono conosciuti. Il sta”. primo originario di Pineto e il Bruno: ‘’Dopo la serata nel locale, ho secondo di Avellino, erano in organizzato spesso feste a casa mia per quegli anni emigrati in Germa- poterlo rivedere e una sera, sotto le note nia per lavoro, dove avvenne il loro in- della canzone di Modugno, ‘’Dio come ti contro. I due si videro per la prima volta amo’’ - oggi diventata la colonna sonora in un locale e da lì, 18 mesi a parte, non della nostra storia - mentre ballavamo si sono più lasciati. Dalle fabbriche tede- abbracciati, ho capito che mi ero innasche, a trent’anni di lavoro come vivaisti morato di lui’.’ in Italia, oggi li troviamo felici, pensio- Erano gli anni ‘60: sapevano di voi le nati e...sposati, dopo l’ivostre famiglie e se sì, scrizione ufficiale come come l’hanno presa? coppia di fatto al registro Orlando: ‘’Mia mamma comunale della città di è venuta a sapere che Pineto. eravamo fidanzati tramite mio fratello che Vi va di raccontare in era in Germania anche dettaglio com’è nato il lui. Mia sorella con un vostro amore? telegramma mi anOrlando: ‘’Innanzitutto nunciò la morte di mia c’è una coincidenza di madre ed io tornato in orari che mi piace confidare. Erano le 19:30 Italia, fui trasferito in La coppia da giovane quando l’ho visto per la Sardegna con l’obbligo prima volta ed erano le 19:30 quando, del servizio militare. Stetti diciotto mesi a distanza di mezzo secolo, ci siamo senza Bruno, che era invece rimasto in scambiati le promesse di matrimonio! In Germania. Ad oggi posso invece dire di quel 1965 mi trovavo in un locale tede- aver conquistato mia suocera, perché in sco con degli amici e, ad un certo punto, punto di morte, mi disse: «Visto che Bruentra questo ragazzo più che diciottenne no non vuole sposarsi, prenditi tu cura insieme ad altri che, attratto dalla simpa- di lui»”. tica barzelletta gay che stavo raccontan- Bruno: ‘’La mamma di Orlando, mentre do a gran voce, arriva al nostro tavolino lui era in Sardegna, sequestrava le lete sfacciato si siede con noi. Per sbaglio, tere che io gli scrivevo e mandavo dalallunga la gamba e sbatte contro la mia: la Germania, così non l’ho più sentito. io ero confuso perché ancora giovane, Dopo sei mesi incontrai una bella sima mi sentivo già omosessuale perciò ho gnora bionda con la quale mi fidanzai, credendo che Orlando non tornasse più. Il mio pensiero però era sempre rivolto La nostra intervistatrice con Orlando a lui infatti, al suo rientro in Germania, Dello Russo (sin.) e Bruno Di Febbo la siciliana che avevo incontrato, rimase solo un ricordo”. Torniamo a noi, ad oggi, al vostro matrimonio. Orlando: ‘’Io quel martedì 28 gennaio mi sono sentito finalmente la sposa che ho sempre sognato di essere. Quando nei tempi passati andavo ad addobbare come fioraio le chiese per i matrimoni,

di MARTINA FRANCHI

mi piaceva che le spose dovessero farsi attendere ed io, in qualche modo, mi vedevo in loro, qualora fossi riuscito a coronare il mio sogno d’amore. Il pomeriggio del fatidico giorno, infatti, ho fatto attendere il mio Bruno per quasi un’ora, dopo che quattro o cinque persone mi hanno aiutato a vestirmi, come una sposa che si rispetti!”. Bruno: “È stato un giorno bellissimo e molto emozionante. Il tutto è stato organizzato dall’Associazione Arcigay di Pescara di cui io sono il vicedirettore, mentre il direttore è Gianni Di Marco, anch’esso omosessuale, nonché il Padre ecumenico che ci ha sposati. Oltre a loro, tutti hanno contribuito ad organizzare l’evento, sono stati molto solidali e ci hanno fatto sentire amati. La sala era gremita di amici e parenti, per la precisione 120 ed io ero molto teso. Orlando mi ha fatto aspettare circa un’ora, credevo non arrivasse più! Invece poi quando l’ho visto scendere ho pensato che l’amore esiste davvero. Il regalo più bello che ho ricevuto è quello di aver realizzato un sogno che durava da 49 anni: sposare il mio adorato Orlando”.

Salutate i nostri lettori, lanciando un appello rivolto a chi più desiderate. Orlando: “Io mi rivolgo a tutti, in particolare agli eterosessuali: amatevi di più! Concentratevi sull’amore. C’è troppo odio tra marito e moglie. E un’ultima cosa: non traditevi mai!”. Bruno: “Io invece rivolgo il mio appello agli omosessuali e alle lesbiche: uscite allo scoperto per ottenere i vostri diritti! Ci vuole la collaborazione di tutti, quindi datevi forza, per continuare sulla strada che abbiamo intrapreso: noi ci saremo”.


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La donna è mobile, càduco è l’uomo Lezioni di bacio in tv- Ma anche sulle riviste impazza la posta del cuore Lui, Antonio. Età quaranta cinquanta, capelli grigi con cresta, volto piacioso. Vestito blu, camincia aperta sul collo, polsini con gemelli, orologio massiccio, che fa bella mostra: ormai lo sfoggiano durante concerti anche gli orchestrali, che un tempo, solo per questo motivo, sarebbero stati immediatamente assegnati a più proficue occupazioni. Il tutto in perfetto stile cafonal-chic . Loquela pronta, autocompiacimento, ci tiene a far vedere quanto è bravo. Massime socratiche: l’uomo è “càduco con l’accento sulla “a” e solo lui lo sa che significa, forse perché ci casca in fretta. Ma lui no, è un intenditore, conosce il mestiere, è pure un pochino schizzinoso. Lei, Colomba. Viso dolce e sorridente, qualche rughetta abilmente occultata. “Uomini e Donne” programma pomeridiano di Rete4 , è una gara all’acchiappo. Una fiera di pretendenti al maschio furbastro e compiacente e alla donna mobile e cocotte. E infatti, dopo Colomba, seguiranno Isabella, Caludia di Riccione (ci tiene a precisarlo, insegna Scienze Motorie e ha una piccola attività commerciale) e altre, di cui qui si tace. Ma tutte con risultati deludenti. Antonio non è càduco, nel senso che non ci casca. Motivo di scontento è il baci, che si dovrebbe scambiare nell’alcova o a luci soffuse e che invece, nel caso specifico, si dà ballando. - oh, fantasia! – la “baciata”, così chiamata, perché si sta tanto stretti che almeno nella parte superiore, solo baciare si può. Quindi la discussione verte – con ricchezza di argomentazioni – sul bacio. Non è questione di “sciocco” – sentenzia Antonio, una botta e vai – o del più prosaico “slurp”, che implica azione di risucchio, ma si tratta di “trasporto”, nieente a che vedere con mezzi di locomozione. Il non càduco boccia senza pietà, anche la riccioniana annaspa. Sarà perché è il mese del santo, ma poche sere fa, anche Fazio, restio alle telepromozioni e abituato a volare un po’ più alto, vedi dialoghi con la Liti, ha dovuto fare da spalle al lancio di un film di Carlo Verdone, di cui sfugge il nome, con una certa attrice, di cui pure sfugge il nome. Lo ha fatto con classe, come gli si conviene, sorvolando pudicamente – al massimo un tenue rossore – sul bellissimo “Io credo che vadi in vespa”, sciorinato da Verdone in dolce stil novo. Ma, anche in questo caso, di bacio si parla. Di quello cinematografico, che si scambia durante la scena madre, che va dato rigorosamente a labbra secche, mai umide – che richiede, venti minuti prima, idoneo sciacquo orale con dentifricio di provata qualità, successiva prova alito e qualche mentina di richiamo all’ultimo momento. A Verdone

di MARIO GIUNCO

piace scherzare e sarà lui, non il desioso Fazio, a pupparsi con abile mossa, il sospirato bacio con l’attrice di cui sopra. Accade in tv, in una di quelle di Stato, pagate dagli utenti, che ogni istante vengono sollecitati a compiere il loro dovere con una delle possibilità più orribili e ossessive mai viste, a memoria d’uomo. Un invito a evadere la tassa. Ma le riviste non sono da meno, anche le più famose. La “posta del cuore”, che raccoglie molti affezionati lettori, sembra scritta sempre dalla stessa mano, settimana dopo settimana. Le stesse immagini, le stesse figure retoriche, lo stesso tono pseudo-confidenziale o tristesconsolato. E’ un’officina di “negri” che non fa rimpiangere quella del notissimo scrittore sfornante, con diversi editori, un libro al mese. Un paio di queste lettere, con relativa risposta. A proposito di un rapporto amoroso finito: “Non voglio più impegnarmi visti i disastrosi esiti del passato. Basta con le pene d’amore, le sterili discussioni, gli infruttuosi corteggiamenti, con donne che promuovono il prodotto ma non si concedono mai. Basta Internet, basta con la dipendenza spasmodica del web, basta con la bancarotta sentimentale. Voglio solo andare a puttane!” Risposta: “Non si senta audace eroe perché ha deciso di frequentare le professioniste del sesso, che sono tante e a cui non manca mai il lavoro perché pare che la maggior parte degli uomini ricorra alla loro esperienza: per le più carine, abili e intelligenti poi, prostituirsi può essere la strada più veloce per fare carriere importanti”. Parole alate. Lettera: “La giovane donna non poteva credere che io fossi interessato più al suo seno glorioso che alle mancanze di affetto di suo marito. Altra donna: “A te, con quella faccia pulita posso confidarmi, sicura che non ci sono secondi fini, e intanto io pensavo a come sarei stato volentieri con lei su un prato d’erba primaverile. Un’altra: “Si vede subito che t’interessano le cose serie, sembri un prete, il mio prete, il mio confessore, cosa ne pensi di queste mie pene d’amore?I”o avrei voluto dirle andiamo in macchina e diamoci da fare”. Risposta: “Posso dirle, senza voler essere blasfema, che non è raro che un sacerdote si lasci andare con qualche peccato della carne, con pie ragazze che di lui si innamorano proprio perché è un prete. E’ anche noto che raccontando i loro drammi amorosi, ci sono signore che si lasciano consolare, a letto. Ma quando queste signore capiscono Roma per Tonia lei dovrebbe correggerle subito, dire loro: guarda io sono di quelli che si innamorano, è vero, ma solo dopo aver fatto sesso, e poi magari tutto finisce lì”.


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PREMIO DONNA CITTÀ DI ROSETO Cena di beneficenza sabato 8 marzo 2014, organizzata da ASD Pattinaggio Roseto e Abruzzo Amore. FOTO : Mimmo Cusano

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I 5 defibrillatori donati a dicembre 2013

opo il clamoroso successo della cena di beneficenza dello scorso Natale, quando la onlus “Abruzzo Amore” ha raccolto le somme necessarie – grazie alla generosità dei partecipanti e degli sponsor – per donare 4 defibrillatori a luoghi pubblici e molto frequentati di Roseto degli Abruzzi e 1 defibrillatore ad Atri, i componenti della onlus rosetana hanno aderito con entusiasmo all’invito dell’associazione sportiva “Pattinaggio Roseto” per organizzare – con il patrocinio gratuito del Comune di Roseto degli Abruzzi – una

I Soci di Abruzzo Amore

Gabriella Felicione, presidente di Pattinaggio Roseto, con Elio Di Remigio, presidente di Abruzzo Amore cena di beneficenza per sabato 8 marzo 2014, con inizio alle ore 20.30, presso il Ristorante Al Focolare di Bacco di Roseto degli Abruzzi. Così come fatto lo scorso 14 dicembre 2013, il ricavato della cena, detratte le spese, sarà utilizzato per il finanziamento di una iniziativa di solidarietà che sarà resa pubblica durante la cena. Durante la serata, si svolgerà la 3^ Edizione del Premio Donna Città di Roseto. I premi saranno consegnati dal Sindaco di Roseto degli Abruzzi, Enio Pavone e dall’Assessore al Turismo e Cultura, Maristella Urbini.

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Cuore di Cane di M.A. Bulgakov di DAVIDE GENTILE

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Ecco, dottore, che cosa succede quando il ricercatore, invece di seguire una via parallela e conforme alla natura, forza la questione e solleva il velo: tie’, beccati Pallino e mangiatelo a colazione. » “Cuore di cane” è un romanzo satirico e fantascientifico partorito negli anni successivi alla Rivoluzione Russa. La storia viene narrata da uno dei tanti cani randagi che sopravvivevano alla fame rimediando cibo tra la spazzatura dei sobborghi di Mosca. Il dolore, il freddo e la consapevolezza di essere prossimo alla fine caratterizzano le “parole” del randagio, a cui, dai passanti, era stato attribuito il nome di “Pallino”. Ma all’improvviso un gesto di pietà: un uomo di bella presenza offre un po’ del salame che teneva in mano alla povera bestia affamata e cerca di convincerla a seguirlo. Può l’aspetto ingannare? Questo un cuore di cane non lo può immaginare, e si fa docile al richiamo.

Naturalmente la verità era un’altra, le verità degli uomini sono sempre altre. Il povero cane si rivelerà una cavia per gli esperimenti del tizio, tale professor Preobrazenskij, medico il cui nome gode di fama internazionale. Dalla prima all’ultima pagina, il romanzo si tiene sempre in equilibrio tra la dura realtà quotidiana dei soviet e il grottesco, tra la precisione scientifica e la fantasia. Lo stile è originale e non rispecchia perfettamente la canonicità delle grandi prose russe dello stesso periodo, sebbene le descrizioni minuziose delle operazioni mediche del professor Preobrazenskij rimandino per certi versi ad altre famose opere di medesima provenienza. L’esperimento del professore comunque riesce, almeno apparentemente, ma le sue conseguenze lasciano il lettore in balia di numerosi dubbi. Si potrebbe addirittura pensare che in certi casi una scoperta scientifica dimostri all’uomo quanto in realtà egli percorri la via della regressione piuttosto che quella del progresso.


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Patto tra Roseto e Pineto Sottoscritto il protocollo d’intesa che prevede la collaborazione dei due corpi di Polizia Municipale e delle Protezioni Civili. Monitoraggio costante del fiume Vomano e potenziamento dei controlli sul territorio

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ottoscritto a Roseto il protocollo di intesa tra il sindaco Enio Pavone e il commissario prefettizio Pierpaolo Pigliacelli che prevede la collaborazione tra i due enti in materia di sicurezza dei rispettivi territori. Tra le novità più significative spicca senza alcun dubbio la collaborazione tra le due polizie municipali. Prevista, in pratica, un’interazione tra i due corpi di polizia con reperibilità reciproca in caso di necessità soprattutto fuori dai consueti orari di lavoro. “Questa collaborazione nasce dalla necessità di abbattere i costi”, ha spiegato il primo cittadino rosetano, “dando nel contempo risposte importanti alla collettività in materia di sicurezza. Sia a Roseto, sia a Pineto si sono registrati diversi furti negli appartamenti. Noi vogliamo fare in modo

firma protocollo intesa roseto-pineto che una maggiore presenza dei nostri agenti su entrambi i territori infonda fiducia tra i cittadini e soprattutto scoraggi i malintenzionati”. Il banco di prova di questa nuova collaborazione scatterà a ridosso della prossima stagione estiva quando sulla fascia costiera Roseto-Pineto la presenza dei primi turisti richiederà un pattugliamento e un controllo, con servizi ad ampio raggio, maggiori da parte degli agenti municipali. Intanto, il sindaco Pavone non esclude che in futuro la polizia municipale di Roseto aderisca al progetto messo in piedi già qualche anno fa dalle allora amministrazioni comunali di Pineto e Silvi, dando vita al corpo di Polizia del Cerrano. A tale proposito il commissario Pigliacelli ha parlato di iniziativa ambiziosa ma che dovrà essere affrontata un passo per volta. “Sta di fatto che la

collaborazione che nasce con Roseto”, ha puntualizzato il commissario prefettizio, “ci permetterà di gestire meglio le risorse, sia umane, sia economiche”. La collaborazione tra i due Enti prevede anche l’interazione tra le due Protezioni Civili in caso di emergenza. La sicurezza dei territori riguarderà anche il fiume Vomano. I due Comuni stanno collaborando per la sistemazione dell’asta. A Roseto si è provveduto un mese e mezzo fa al consolidamento dell’argine nord con la sistemazione di una serie di massi di protezione. Un palliativo in attesa del progetto più ampio che interesserà anche il porticciolo. A Pineto, invece, si attende l’inizio delle opere che interesseranno l’argine sud, eroso in diversi punti dopo le piene di novembre e dicembre, con allagamenti nella zona industriale di Scerne.


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Tutti uniti sotto un solo grido:

SI MANGIA! Gli amici del calcetto e non

Anche questa volta la Sig.ra Anna Macignani ci ha portato con lei in uno dei suoi viaggi...


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Cercasi appartamento vuoto in affitto a Roseto. Massima serietà. Telefonare a 333-6758673

Andrea 18 anni Ricordo quando eri piccolo non mangiavi, piangevi sempre e non mi facevi dormire! Però ora che sei grande... E’ la stessa cosa!

Tanti Auguri da mamma e papà

Consegnate le vostre foto presso il nostro ufficio di Roseto in via Milli 12

I tecnici del XXIX Gran Galà Internazionale di pattinaggio “Sport per la Vita” - Memorial “Licia Giunco”. “Ti aspettiamo il prossimo anno”

Le foto non ritirate entro 30 giorni saranno cestinate

Direttore Editoriale WILLIAM DI MARCO Direttore Responsabile Lino Nazionale 333 7181980 l.nazionale@virgilio.it È vietata la riproduzione anche parziale di testi e foto.

Elisabetta

IMPAGINAZIONE E GRAFICA: ANDREA MARZII andreamarzii@ymail.com COORDINAMENTO TECNICO: MASSIMO BIANCHINI (TEL. 329 9480823) FOTOGRAFI: ELIO D’ASCENZO, MARIO ROSINI, ANTONIO TOMMARELLI EDITORE: EIDOS News S.r.l.

email: info@eidosnews.it

Buon compleanno a una ragazzina di 47 anni !

PER QUALSIASI INFORMAZIONE NUOVA SEDE: Via Milli 12, Roseto degli Abruzzi

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