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Susan Lyons

Piccanti fantasie


Titolo originale dell'edizione in lingua inglese: Hot in Here © 2006 Susan Lyons Aphrodisia Books-Kensington Publishing Corp. Italian language rights handled by Agenzia Letteraria Internazionale, Milano, Italy Traduzione di Alessandra De Angelis Tutti i diritti sono riservati incluso il diritto di riproduzione integrale o parziale in qualsiasi forma. Questa è un'opera di fantasia. Qualsiasi riferimento a fatti o persone della vita reale è puramente casuale. Harmony è un marchio registrato di proprietà Harlequin Mondadori S.p.A. All Rights Reserved. © 2012 Harlequin Mondadori S.p.A., Milano Prima edizione Harmony Passion settembre 2012 HARMONY PASSION ISSN 1970 - 9951 Periodico mensile n. 63 del 27/09/2012 Direttore responsabile: Alessandra Bazardi Registrazione Tribunale di Milano n. 71 del 6/02/2007 Spedizione in abbonamento postale a tariffa editoriale Aut. n. 21470/2LL del 30/10/1981 DIRPOSTEL VERONA Distributore per l'Italia e per l'Estero: Press-Di Distribuzione Stampa & Multimedia S.r.l. - 20090 Segrate (MI) Gli arretrati possono essere richiesti contattando il Servizio Arretrati al numero: 199 162171 Harlequin Mondadori S.p.A. Via Marco D'Aviano 2 - 20131 Milano


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Scott Jackman era dietro le quinte e camminava nervosamente in su e in giĂš. Emise un gemito sommesso e strinse i denti quando sentĂŹ la musica aumentare di volume, incalzante, tra i fischi e i battimani degli spettatori. Era un tipico brano da spogliarello, dal ritmo cadenzato e provocante. Ma in che diavolo di pasticcio era finito? Chi avrebbe mai immaginato che i suoi obiettivi professionali fossero quelli? Aveva sempre ambito a fare il vigile del fuoco ma non pensava che quella fosse una delle competenze necessarie per un bravo pompiere. SĂŹ, aveva dato per scontato che, da novellino, gli sarebbe toccato sopportare i tipici scherzi da caserma ma, se avesse saputo che sarebbe stato costretto a dimenare il fondoschiena davanti a centinaia di donne urlanti e scatenate tra cui addirittura sua sorella, per non parlare dei propri colleghi e di un'ampia rappresentanza di pubblico gay, probabilmente avrebbe optato per l'agricoltura. Invece no, si corresse mentalmente. Per quanto i suoi genitori volessero vederlo occuparsi della fattoria di famiglia a Chilliwack, Scott non era mai stato tagliato per la vita di campagna. Lui era un vigile del fuoco fino al midollo, e i vigili del fuoco erano gente tosta, pronta a tutto, coraggiosa e sprezzante del pericolo. Se era in grado di rischiare la vita senza battere ciglio tra il fumo e le fiamme, poteva anche sfruttare il suo sangue freddo per sopportare tre minuti di esibizione sul palcoscenico, no? 5


Scott aveva superato le prime selezioni, in cui i concorrenti venivano giudicati in base alle foto presentate alla giuria. Su duecento partecipanti, ventiquattro erano arrivati in finale e Scott era tra loro. In palio c'erano dodici posti sul calendario dei vigili del fuoco per l'anno a venire. Se non si fosse aggiudicato un mese, i suoi colleghi non gliel'avrebbero mai perdonato. Dall'altra parte dei tendaggi che chiudevano le quinte, le ultime note del brano furono soffocate da uno scroscio di applausi. Accidenti!, pensò Scott. Le votazioni erano per acclamazione e il concorrente che si era appena esibito era piaciuto parecchio, a giudicare dagli schiamazzi del pubblico. La tenda si aprÏ e un tizio arrivò come un proiettile, ansimando e ridendo. Si era presentato in scena vestito di tutto punto da pompiere ed era tornato dietro le quinte con addosso solo il casco e un perizoma leopardato, oltre al tubo di gomma d'ordinanza arrotolato intorno a una spalla muscolosa. I bicipiti e l'addome tartarugato erano lucidi d'olio e sudore. Scott non osava immaginare cos'avesse fatto con quel tubo in scena... Qualunque fosse stato il suo numero, il pubblico era impazzito. Si era già abbondantemente pentito di aver affidato a sua sorella Lizzie la scelta della coreografia. Come le era venuto in mente di fargli ballare il tip tap davanti a una platea di donne assatanate che chiaramente volevano uno strip in piena regola? Le spettatrici si aspettavano di vedere un numero da Full Monty e lui offriva loro un emulo di Fred Astaire? Forse non era troppo tardi per cambiare programma. C'era ancora qualche concorrente prima di lui. Aveva tempo d'ideare una nuova coreografia. No, Lizzie l'avrebbe certamente strangolato. Si era impegnata molto e gli aveva dedicato parecchio tempo per allenarlo, sfruttando quello che aveva imparato nei corsi di ballo frequentati da bambina per trasformare i passi di tip tap in un numero seducente. 6


Però i colleghi l'avrebbero tormentato se avesse fatto la figura dello sciocco. Il concorrente successivo si avviò a passo baldanzoso verso il proscenio con addosso l'uniforme da pompiere e un'ascia in spalla, mentre partiva la musica. Anche quel brano era adatto a uno spogliarello. Scott sbuffò. Non ci siamo proprio..., si disse mentre s'infilava nelle orecchie gli auricolari dell'iPod per risentire il pezzo scelto da Lizzie. Chiuse gli occhi e si abbandonò al ritmo, immaginando i passi, i movimenti che avrebbe fatto con le braccia e i fianchi. Quando attaccò il sassofono fu percorso da un fremito. Non gli restava che sperare in una reazione simile da parte del pubblico. Aveva sempre trovato eccitante il suono del sassofono... Gli faceva venire voglia di fare sesso. A proposito di sesso, pensò, se fosse arrivato in finale e il suo numero fosse piaciuto ci sarebbero state buone probabilità di trovare qualche fan scatenata da rimorchiare. Il pensiero di tornare a casa con una bella bionda dal fisico mozzafiato fu un incentivo sufficiente per decidere di dare il massimo in scena... Le altre donne della giuria applaudivano ma Jenny Yuen era impegnata a fotografare il concorrente che si era appena esibito e che in quel momento stava alzando al cielo le mani unite come un pugile vittorioso. Il suo fisico, notò Jenny, era più da culturista che da campione di boxe. «Un uomo così muscoloso ha sicuramente l'uccello minuscolo» disse alle sue amiche. «È per questo che ha fatto il balletto brandendo un'ascia. È un sostituto del pene.» Nel night in cui si trovavano, il Caprice, regnava un trambusto indiavolato, colpa delle centinaia di persone accalcate che gridavano come forsennate. In mezzo a quel frastuono Jenny doveva urlare ancora più forte per farsi sentire perché scompariva tra la folla a causa della sua bassa statura. Il fatto 7


che quella sera avesse scelto d'indossare dei sandali rosa dal tacco a rocchetto non l'aiutava. Faceva un caldo infernale perché i proprietari del locale, furbastri, avevano aumentato il numero dei minuscoli tavolini ammassandoli vicinissimi gli uni agli altri. Jenny era arrivata presto per prendere posto in prima fila, temendo di non riuscire a scattare foto decenti dall'alto... cioè, dal basso del suo metro e cinquanta. Facendosi largo con il suo tesserino di giornalista, si era accaparrata un tavolo con una visuale perfetta per lei e per le sue migliori amiche. E ora eccole lì, le Sex 4 the City in pole position, ad ammirare degli splendidi corpi maschili. Jenny doveva scrivere un articolo sul concorso ma era distratta da tutti quegli attributi virili che venivano sventolati proprio sotto il suo naso. Il pubblico finì di applaudire e le amiche tornarono a sedersi. «Colpa degli steroidi, sicuramente» commentò Suzanne Brennan. «Sì, fanno danni incredibili. Riducono il volume dei testicoli, il numero degli spermatozoi e provocano disfunzione erettile» osservò Ann Montgomery. Da bravo avvocato, era un tipo preciso e dal linguaggio piuttosto formale. «È un vero peccato» intervenne Rina Goldberg, l'ultima del quartetto. «Tutti quei muscoli e poca sostanza. Se quello che dici tu è vero, non potrà fare molto per soddisfare una donna» sentenziò. Normalmente aveva una voce melodiosa, ma ora era diventata roca per tutto il gridare che aveva fatto. Per schiarirsi la gola bevve un sorso di Martini. «Vero» annuì Jenny, pensosa, mentre inseguiva mentalmente una possibile idea per il suo articolo. Sarebbe stato interessante approfittare dello spunto del concorso per spiegare quali fossero gli effetti collaterali degli steroidi, perché era chiaro che c'era molta disinformazione al riguardo. Se le donne del pubblico avessero saputo quali danni poteva riportare l'apparato riproduttivo di Mister Mu8


scolo che si pavoneggiava sul palcoscenico, gli avrebbero battuto le mani con altrettanto calore? E quale delle spettatrici che ora sbavavano sul suo poderoso didietro avrebbe accettato di passare la notte con lui se avesse saputo delle difficoltà di erezione di cui probabilmente soffriva? Più ci pensava e più il tema dell'articolo la convinceva. Come poteva essere sexy un uomo che era destinato a deludere qualsiasi donna con cui fosse arrivato al dunque? Soddisfatta per la sua brillante idea, Jenny bevve un sorso di Martini al cioccolato. Mmmh, era proprio gustoso! Era appagante quasi quanto il sesso. Anzi, era meglio del sesso con Pete, il suo ultimo ragazzo che era stato miseramente mollato. Non aveva i problemi di disfunzione erettile dei culturisti, questo no, ma all'inizio Jenny l'aveva apprezzato per gli amplessi fantasiosi e gli orgasmi epici che le procurava, ma dopo le prima volta il suo entusiasmo si era sgonfiato come un palloncino bucato e la temperatura dei loro incontri erotici era scesa precipitosamente da bollente ad appena tiepida. Pete era coreano, quindi apparteneva anche lui a una delle razze tabù secondo le idee antiquate dei suoi familiari. Per loro, gli uomini da frequentare e da considerare come possibili fidanzati o mariti erano solo i cinesi, per cui Jenny aveva tenuto segrete ai genitori tutte le sue relazioni. Lei era canadese di seconda generazione e aveva la mentalità moderna, perciò considerava irrilevanti razza, cultura e religione d'appartenenza. Le interessava solo che il ragazzo con cui usciva fosse intelligente e sexy. Alcuni dei cinesi approvati dai suoi genitori si erano rivelati brillanti conversatori con cui trascorrere una piacevole serata... ma non a letto. Jenny era in astinenza forzata ormai da un mese e trovarsi in un stanza tanto permeata da testosterone era molto stimolante e al tempo stesso frustrante. Le sembrava di essere contemporaneamente all'inferno e al paradiso. L'intera serata ruotava intorno all'attrazione erotica. La pa9


rola d'ordine era sexy! Gli spettatori avevano una missione ben precisa, scegliere dodici aitanti pompieri che avrebbero abbellito le pagine del calendario dei vigili del fuoco di Vancouver. Era un questione d'orgoglio civico; la città di Vancouver doveva vantarsi pubblicamente di avere dodici stalloni da esibire al mondo intero. Inoltre c'era anche una nobile motivazione. Più fossero stati appetibili i pompieri ritratti sul calendario e più copie sarebbero state vendute; il ricavato sarebbe stato devoluto a meritevoli associazioni benefiche, come il Centro per i Grandi Ustionati o il Fondo per la Ricerca sul Cancro. L'attenzione di Jenny tornò a concentrarsi sul palcoscenico quando ricominciò la musica e il concorrente successivo uscì da dietro le quinte, avviandosi a passo baldanzoso verso il centro del proscenio. Anche lui indossava l'uniforme da vigile del fuoco e aveva un tubo di gomma arrotolato intorno a una spalla. Quando si tolse il casco, Jenny vide che aveva i capelli corti e brizzolati. Era un po' più attempato degli altri, però reggeva più che dignitosamente il confronto con i suoi predecessori. Scattò una foto, pensando che in effetti era molto affascinante. «Oh, questo sì che mi piace!» commentò Ann, piegandosi in avanti con aria interessata. «Troppo vecchio» sentenziò Jenny ad alta voce per farsi sentire sopra il frastuono. «La maturità è una garanzia di funzionamento dell'apparato idraulico» intervenne Suzanne. «Ho l'impressione che sappia come usare il tubo...» aggiunse, maliziosa, mentre il pompiere se lo sfilava dal braccio e lo posava a terra dopo aver eseguito qualche passo con una coreografia sensuale. Le amiche scoppiarono a ridere per la sua battuta mentre il concorrente ballava con movenze sinuose al ritmo di un incalzante rock. Si tolse il giaccone dell'uniforme e rivelò una canottiera bianca che aderiva ai muscoli sodi e torniti. 10


«Oh, oh, guarda che roba!» esclamò Ann, ammirata. «Dubito che quei bei bicipiti siano frutto di steroidi. Scommetto che il tipo non mi riserverebbe spiacevoli sorprese se arrivassimo al dunque» aggiunse sventolandosi con la mano come se avesse il viso in fiamme per l'emozione. «Ti piacciono gli uomini maturi?» le chiese Jenny. «Non è un fatto di età ma di qualità» sentenziò Ann. Jenny inquadrò l'uomo con la macchina fotografica. Doveva avere un quarantina d'anni, pensò. Per una ventitreenne come lei era un po' troppo attempato. Tuttavia doveva ammettere che il vecchio volpone dalla chioma brizzolata era più interessante del muscoloso culturista gonfio di anabolizzanti e con la mercanzia scarsa. E poi si muoveva bene, accidenti! Mentre lo guardava, Jenny sentiva tutto il corpo che pulsava al ritmo della musica trascinante. Serrò le cosce insieme per cercare di calmare l'eccitazione crescente. Be', a ripensarci, se avesse trovato il maturo vigile del fuoco sotto le lenzuola non l'avrebbe sbattuto fuori dal letto a calci solo perché aveva qualche capello bianco... Quando terminò l'esibizione, Jenny balzò in piedi battendo le mani ed emettendo ululati di approvazione insieme alle amiche. «Temo proprio che stanotte il mio vibratore dovrà fare gli straordinari» commentò. «Concordo!» esclamò Ann annuendo. Jenny salì in piedi sulla sedia, aggiustando la minigonna di jeans per evitare che l'orlo salisse oltre il limite della decenza, poi si voltò verso il pubblico alle sue spalle per scattare qualche foto della folla in delirio. Il locale era pieno all'inverosimile. Le luci facevano scintillare i gioielli e il trucco delle spettatrici e i colori e le paillettes di alcuni abiti, contribuendo a dare un sapore glamour alla foto. Oltre a questi aspetti più superficiali, tuttavia, Jenny sperava di trasmettere con le im11


magini l'energia erotica che permeava l'aria, ma per quanto potesse essere un'abile fotografa le sembrava impossibile poter rendere le vibrazioni dell'eccitazione generale, il frastuono, le voci, la fragranza carica di sudore e diversi profumi e dopobarba. Il pubblico era decisamente variegato; oltre a moltissime donne accorse in gruppi vocianti, c'erano diversi gay eleganti e modaioli che applaudivano le esibizioni stando a spalla a spalla con nerboruti e virilissimi pompieri assiepati per sostenere i colleghi sul palco. Quando cominciò un altro brano, Jenny tornò a sedersi. Mmmh, il concorrente sembrava diverso dagli altri. Oltre all'elmetto d'ordinanza, portava anche una maschera nera che copriva gli occhi. Era un po' più basso e snello dei concorrenti precedenti. Si portò al centro del proscenio e cominciò a muoversi a ritmo dimenando i fianchi con sensualità, poi si tolse l'elmetto da pompiere, scosse la testa e... una massa di lunghi riccioli fulvi scese sulle spalle. «Oddio, è una donna!» strillò Jenny. Il pubblico impazzì. Le donne sostenevano una rappresentante del loro sesso e gli uomini erano in visibilio e pregustavano lo spogliarello, incitando la concorrente a togliersi l'uniforme da vigile del fuoco. La donna sorrise seducente, poi si sfilò il giaccone mostrando una canottiera di un vistoso rosa acceso, della stessa tinta del top di Jenny. «Wow, che braccia toniche!» osservò Rina, ammirata. «Certo, i vigili del fuoco devono essere forti e robusti per poter trarre in salvo le persone intrappolate negli edifici in fiamme» intervenne Ann. «Stimo molto le donne che fanno un mestiere da uomo, perché so che ci vuole molta più grinta per far valere le proprie capacità in un ambiente quasi esclusivamente maschile.» «Io invidio le sue tette» disse Suzanne, che portava una se12


conda scarsa come Jenny e contava sull'aiuto del reggiseno push up. La concorrente, invece, aveva una prorompente coppa C anche senza il reggiseno, come dimostrava il contorno dei capezzoli eretti, ben visibili sotto il cotone leggero della canottiera aderente. Jenny scattò una foto dopo l'altra, sicura che almeno una di quelle immagini fosse da paginone centrale di Playboy. La donna si tolse gli scarponi pesanti e i calzoni informi, per rivelare un aderente pantacollant a vita bassa. Due collaboratori in uniforme portarono sul palcoscenico un palo montato su una piattaforma mobile. «Wow, la cosa si fa interessante» commentò Jenny. Il pubblico impazzì e accolse la novità con fischi e battimani. Il volume della musica aumentò mentre la concorrente con il volto mascherato dimenava i fianchi e si contorceva intorno al palo. Era proprio sexy, pensò Jenny. Aveva sentito dire che prendere lezioni di lap dance e pole dance, imparando a ballare intorno al palo come una vera spogliarellista professionista, era l'ultima moda del fitness. Sarebbe stato uno spunto interessante per un articolo, e fare ricerche e documentarsi sarebbe stato divertente! Quando la donna terminò l'esibizione il pubblico si alzò in piedi e le tributò un'ovazione. Il volume dei fischi di approvazione era tale da lacerare i timpani. «Brava!» esclamò Ann battendo le mani. «Sicuramente si è guadagnata una foto sul calendario. Ha dato del filo da torcere agli altri concorrenti.» La folla l'acclamava ancora quando le luci si abbassarono e la donna scomparve dietro le quinte. Anche se il frastuono si spegneva gradualmente il locale era tutto un brusio e l'eccitazione permeava l'aria. «Difficile battere un numero così» disse Suzanne. «Già, mi fa pena il poveretto che dovrà esibirsi ora» commentò Jenny. 13


Il palcoscenico rimaneva buio. «Scommetto che se l'è data a gambe» disse Rina. Quando attaccò la musica, Jenny notò subito che non era un brano ritmato e trascinante come tutti i precedenti. La melodia era eseguita da un solo strumento dal timbro seducente e nel locale era sceso improvvisamente il silenzio. «Un assolo di sassofono? Originale» intervenne Rina sottovoce. «È il più sensuale e suggestivo degli strumenti.» Essendo musicista, lei era un'intenditrice. «Molto sexy» annuì Suzanne sospirando languida. «Puoi dirlo forte» concordò Jenny. Il motivo le era familiare, ma non riusciva a ricordare il titolo della canzone. «Cos'è?» chiese all'esperta, Rina. «È Summertime nella versione di Gershwin» le spiegò l'amica. Stava per aggiungere qualcosa ma s'interruppe perché sul palcoscenico si era acceso un unico riflettore azzurro. Solo allora Jenny vide che in basso si andava diffondendo un leggero fumo le cui spirali sinuose salivano nell'aria, eteree e lente come il suono del sassofono. «Molto intrigante» mormorò Ann. Un uomo si portò al centro del palco, sotto il faretto azzurro. Era vestito da pompiere e non aveva attrezzi di scena, niente tubi né asce. Per qualche istante rimase immobile, a testa alta e occhi chiusi, come se si stesse lasciando invadere da quella musica sensuale. Poi, con movimenti minimi, senza gesti eclatanti, si tolse l'elmetto, il giaccone, gli scarponi e infine i calzoni. Il pubblico emise un sospiro all'unisono e tra gli spettatori serpeggiarono dei mormorii sommessi. L'esibizione era molto sobria e discreta, e anche il suo abbigliamento, ma non per questo il concorrente era meno sexy. Anzi, forse era ancora più affascinante. Indossava dei pantaloni aderenti, un gilet nero da smoking e il farfallino, senza camicia. Le braccia nude erano 14


toniche e scultoree ma non esageratamente muscolose. «Forza, che aspetti! Fotografalo!» le ordinò Ann. Jenny si riscosse di colpo. Era così assorta nella contemplazione del bel fusto che non aveva scattato neanche una foto. Si affrettò a rimediare; sollevò la macchinetta digitale e fece un paio di ritratti a figura intera e un primo piano. Quando gli inquadrò il viso zoomando, guardò con maggiore attenzione i lineamenti forti, gli intensi occhi azzurri e i capelli castano chiaro con riflessi biondi che scintillavano alla luce del faretto. Aveva l'espressione seria, contrariamente agli altri concorrenti che avevano cercato di accattivarsi la simpatia del pubblico sorridendo e ammiccando. Addirittura sembrava proprio che ignorasse la presenza degli spettatori, come se fosse solo ad ascoltare la musica, con il fumo che avvolgeva la sua figura. Mentre il sassofono continuava, l'esecuzione del brano divenne più intensa. Lui mosse appena la testa e poi il busto al ritmo della musica, infine fece un passo avanti e cominciò a ballare. Un tip tap. Jenny non aveva mai visto niente del genere. Anche se il concorrente indossava scarpe da tip tap non eseguiva un classico balletto vivace sullo stile di Gene Kelly in Un americano a Parigi. La sua danza era lenta, i passi cadenzati, strascicati, molto blues... e decisamente sexy. Nel complesso l'esibizione del ballerino di tip tap era più sensuale di quella del tizio brizzolato. Ballava languidamente, muovendo i fianchi e facendo scorrere un piede prima di toccare il pavimento nella classica alternanza di tacco e punta, mentre le braccia ondeggiavano sensualmente, come se fosse stato un ballerino di tango che danzava con una partner immaginaria. Aveva una postura perfetta ma non rigida né formale. Le sue movenze erano fluide e aggraziate. Era difficile etichettare il suo stile ma, comunque fosse, era assolutamente erotico. 15


«Fa caldo qui dentro, eh?» ansimò Jenny sbuffando, combattuta tra il desiderio di seguire l'esibizione come se fosse stata ipnotizzata e la necessità di scattare foto, perché era sicura che le immagini sarebbero state spettacolari. Il fumo, la luce azzurra e il fascino seducente dell'uomo erano una combinazione esplosiva. «È fantastico!» sospirò Rina, assorta. «Non avresti voglia d'incartarlo e portartelo a casa?» Per farsi fare uno spettacolino privato a suo esclusivo uso e consumo?, pensò Jenny. Oh, sì! Senz'ombra di dubbio... Be', non proprio a casa, considerato che abitava con i suoi genitori ultraconservatori, si corresse mentalmente. Però le avrebbe fatto piacere trovarsi a tu per tu con lui in qualche posto privato, dove potergli saltare addosso... Dopo un paio di minuti l'aitante ballerino si tolse il gilet e lo buttò sopra la pila degli altri indumenti che si era tolto. Jenny restò senza parole nel vederlo a torso nudo. Anzi, no, le venivano in mente due parole. Che figo! Aveva un fisico perfetto. Sfoggiava dei pettorali sodi, ombreggiati da una morbida peluria che scendeva lungo l'addome piatto assottigliandosi come una freccia che puntava verso il basso, là dove la questione si faceva più interessante. Jenny avvertì un formicolio ai polpastrelli per la voglia di toccarlo. Mentre si muoveva, i pantaloni dello smoking gli aderivano alle cosce tornite. Jenny aumentò lo zoom sul suo inguine e lo guardò attraverso la macchina fotografica per poterlo osservare di nascosto più da vicino. Wow! Sembrava che si stesse eccitando. Ora non avvertiva più un formicolio solo alle dita. Si umettò le labbra. «Ragazze, v'informo ufficialmente che lui non soffre di disfunzione erettile» annunciò alle amiche. Spostò l'obiettivo verso il viso. Aveva un'espressione intensa, concentrata, ma non sul pubblico. Sembrava che non vedesse neppure le centinaia di persone assiepate nel locale, 16


pur avendo catturato completamente la loro attenzione. Nel night non volava una mosca, come se tutti gli spettatori fossero con il fiato sospeso. Si udiva solo un bisbiglio ogni tanto, il fruscio di una gonna, il tintinnio dei cubetti di ghiaccio in un bicchiere. Ma lui sembrava non curarsene affatto. Per qualche strano fenomeno il suo portamento e il suo distacco nei confronti dell'esibizione erano molto più eccitanti della malizia palese con cui si erano esibiti gli altri concorrenti. Jenny sentiva il sesso pulsare per il desiderio e bagnare il perizoma di seta nera. «Lui è Mister Febbraio, decisamente» sussurrò alle amiche. Senza dubbio l'aitante ballerino di tip tap si era guadagnato la foto per il mese più ambito, quello di San Valentino. «Ne mancano ancora sei» le ricordò Suzanne sottovoce. «Non importa.» Nessuno avrebbe potuto competere con lui. Il brano terminò e il faretto azzurro si spense all'improvviso. Il pubblico emise un sussulto collettivo. Il ballerino era scomparso dalla vista degli spettatori trasognati. Poi il riflettore si riaccese di colpo e illuminò l'uomo che era fermo in posa, con le mani unite davanti a lui. Per nascondere l'erezione?, si chiese Jenny. Per la prima volta guardò direttamente il pubblico che lo stava acclamando con urla e battimani. Incurvò le labbra in un sorriso spavaldo e forse anche leggermente sollevato. Era decisamente sexy. Jenny ardeva di desiderio. Il suo corpo era in fiamme e aveva individuato l'aitante pompiere da cui avrebbe voluto farsi salvare. Lo voleva. Aveva una voglia folle di passare le mani su quei muscoli di marmo, farsi prendere per godere immensamente, vederlo concentrarsi sul suo piacere con la stessa intensità attenta con cui aveva seguito le note e sentirlo muo17


versi dentro di lei con la sensualità fluida con cui aveva danzato. Il pensiero di averlo dentro di sé le fece dimenare i fianchi sulla sedia. Non era da lei essere tanto vogliosa. Certo, aveva abbastanza esperienza in materia di sesso e non era pudica né inibita, ma non le era mai capitato di avere voglia di allargare le gambe davanti a un perfetto sconosciuto. «Spogliati!» strillò isterica una donna. La sua voce acuta superò il frastuono degli spettatori. Il sorriso dell'uomo divenne più luminoso, divertito. Provocante, portò lentamente le mani all'allacciatura dei pantaloni. Giocherellò con il bottone mentre dal pubblico si levava un coro cadenzato che lo incitava. «Nu... do! Nu... do!» Sembrava un tifo da stadio, pensò Jenny. Lui fece scorrere lo sguardo sulla folla e, quando passò in rassegna la prima fila, Jenny sentì le sue iridi azzurre come due raggi laser puntati su di lei, poi su Ann, Suzanne e Rina. Il pompiere tolse le mani dalla vita e le spostò sul collo, si slacciò il farfallino e lo gettò proprio verso le quattro amiche. «Prendilo, Suzanne!» ordinò Rina. Suzanne, la più alta del gruppo, si alzò di scatto e urtò un'altra ragazza che aveva steso la mano contemporaneamente a lei. Le due contendenti barcollarono e il papillon cadde dritto dritto in grembo a Jenny. Ridendo trionfante, lei balzò in piedi, sollevò il braccio e agitò il suo trofeo esultando. Per un istante incrociò lo sguardo del concorrente sul palcoscenico, che le fece l'occhiolino un attimo prima che il faretto si spegnesse definitivamente. Le aveva strizzato l'occhio!, pensò Jenny, emozionata. Sembrava proprio che avesse tirato il farfallino di proposito nella sua direzione. Jenny aveva il batticuore. L'aveva notata tra la folla? Il papillon era forse un messaggio, un segnale occulto che anche lui la desiderava? 18


No, era assurdo. Non aveva fatto nulla per attirare la sua attenzione. Ma forse se l'avesse intervistato dopo la manifestazione... «Siediti, Jenny» la esortò Ann tirandola per un braccio «Sta per iniziare un'altra esibizione.» Per i suoi gusti, la serata era finita lì. Nessuno avrebbe potuto fare meglio del sexy ballerino di tip tap. Si accasciò sulla sedia, accortasi che le tremavano le gambe. «D'ora in poi sarà tutta in discesa» sentenziò. «Il meglio è passato.» Si allacciò scherzosamente il farfallino al collo e notò che era profumato. Una fragranza molto virile, muschiata, che la faceva fremere ancora di più. Il concorrente successivo era scarsissimo in quanto a fascino e abilità. Era di origini cinesi e, pur essendo attraente, non sapeva affatto ballare. «Mi dispiace criticare la mia razza, ma gli orientali farebbero meglio a limitarsi alle arti marziali» disse alle amiche. «Non ho mai visto un bravo ballerino tra i cinesi.» «Non essere razzista!» la rimproverò Suzanne. «Non lo sono affatto, però ci sono dei luoghi comuni che hanno un fondo di verità. Tu, per esempio, non dovresti avere nulla di cui lamentarti riguardo a Jaxon, no?» Suzanne era impegnata con un avvocato di colore che viveva a San Francisco. Il loro rapporto a distanza si nutriva di sporadici incontri appassionati intervallati da sesso al telefono e al computer. L'amica le rivolse un sorriso soddisfatto. «Devo ammettere che certi stereotipi razziali sono veri» commentò facendo l'occhiolino a Jenny. «Jaxon ha molto senso del ritmo e muove bene il bacino... anche quando balla.» «Sì, dai, continua con queste battute allusive!» borbottò Ann. «Sottolinea pure il fatto che sei l'unica di noi che abbia una vita sessuale decente...» «Di che ti lamenti? È tutta colpa tua se vai in bianco. Se 19


vuoi fare sesso devi frequentare gli uomini» precisò Suzanne. «Invece tu lavori sempre!» «Io e Jenny accettiamo degli inviti a uscire, non siamo come Ann, però non abbiamo ugualmente la tua stessa fortuna» puntualizzò Rina. «Non disperate, arriverà anche il vostro momento di avere delle soddisfazioni tra le lenzuola» sentenziò Suzanne. «Preferirei che quel momento giungesse presto, non ce la faccio più!» brontolò Jenny. E se fosse stato quella sera stessa, con il ballerino di tip tap, sarebbe stato ancora meglio! Era abbattuta al pensiero che non le restasse alternativa se non quella di ricorrere al vibratore. Anche se non aveva mai scambiato neppure due parole con l'aitante vigile del fuoco, istintivamente era sicura che fosse l'unico uomo in quel locale in grado di darle ciò che desiderava. Se fosse mai riuscita a mettere le mani addosso a quel prestante concorrente, sarebbe riuscita a provare soddisfazioni sessuali in grado di competere con la movimentata vita erotica di Suzanne. Purtroppo era solo un sogno, pensò Jenny tornando a rivolgere la sua attenzione all'esibizione. Non avrebbe mai avuto il fegato di tentare di sedurre un uomo così sexy. Quello era il suo vero segreto. Proprio lei, che era sempre esuberante, disinibita e piena d'iniziativa tanto da convincere le amiche di essere pronta a tutto e di avere in mano le redini della propria vita, non riusciva a convincere se stessa di potercela fare, di essere in grado di prendere ciò che desiderava. Insisteva sempre con le amiche sulla necessità di essere più audaci, le spronava a liberarsi dai condizionamenti mentali e dai tabù, a vivere la propria sessualità con disinvoltura e senza sensi di colpa. Era ora che anche lei seguisse i consigli che elargiva a destra e a manca. D'altronde non aveva mai condiviso i valori dei suoi genitori assolutamente conservatori e la visione tradizionalista che cercavano d'imporle. 20


Ombre e tentazioni di Charlotte Featherstone L'affascinante scozzese Iain Sinclair, marchese di Alynwick, è uno spregiudicato libertino, sicuro che finirà all'inferno per i suoi peccati carnali. Per lui non c'è nulla di sacro e importante al mondo, tranne la bellissima Elizabeth York. Iain non riesce a dimenticare la donna che ha tanto amato e ferito irreparabilmente, tanto che ora lei nutre solo odio nei suoi confronti. Elizabeth è considerata in società una donna irreprensibile e morigerata, ma nasconde il segreto della torbida passione che l'ha unita al marchese di Alynwick. Quando scopre il diario del suo avo e legge le storie intriganti dei suoi incontri erotici con una misteriosa dama velata, sarà proprio Iain ad aiutarla a ripercorrere quelle pagine ardenti. Le parole sussurrate con voce sensuale minano sempre di più le resistenze di Elizabeth...

Piccanti fantasie di Susan Lyons Le Sex 4 the City sono quattro amiche che s'incontrano tutti i lunedì per bere, mangiare e parlare delle loro avventure erotiche. La giornalista cinese Jenny Yuen le invita in un locale per assistere a un concorso sul quale dovrà scrivere un articolo. Aitanti vigili del fuoco dovranno spogliarsi e il vincitore si aggiudicherà una foto in un calendario da vendere per beneficienza. L'esibizione di Mister Febbraio, il virile Scott Jackman è così sensuale che Jenny non può resistere all'eccitazione. Deve conquistarlo! Al loro torrido primo incontro ne seguono altri sempre più bollenti, in cui esploreranno tutte le loro fantasie, senza tabù né impegni. Scott e Jenny potranno diventare qualcosa di più di due amanti clandestini, abbattendo le barriere razziali che li dividono?


ritorna a NOVEMBRE con 2 romanzi intensi e passionali delle autrici pi첫 amate e apprezzate. PREPARATI A UNA LETTURA... INCANDESCENTE! IN USCITA DAL 29 NOVEMBRE


PS63_PICCANTI FANTASIE