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Jessica Hart IL BACIO DELLA VERITÀ

Cara Colter UNA PRINCIPESSA SULLE PUNTE


Titoli originali delle edizioni in lingua inglese: The Secret Princess To Dance with a Prince Harlequin Mills & Boon Romance © 2011 Jessica Hart © 2011 Cara Colter Traduzione di Silvana Mancuso Traduzione di Elisabetta Motta Tutti i diritti sono riservati incluso il diritto di riproduzione integrale o parziale in qualsiasi forma. Questa edizione è pubblicata per accordo con Harlequin Enterprises II B.V. / S.à.r.l Luxembourg. Questa è un'opera di fantasia. Qualsiasi riferimento a fatti o persone della vita reale è puramente casuale. Harmony è un marchio registrato di proprietà Harlequin Mondadori S.p.A. All Rights Reserved. © 2012 Harlequin Mondadori S.p.A., Milano Prima edizione Harmony Serie Jolly aprile 2012 Questo volume è stato stampato nel marzo 2012 presso la Rotolito Lombarda - Milano HARMONY SERIE JOLLY ISSN 1122 - 5390 Periodico quindicinale n. 2458 dello 03/04/2012 Direttore responsabile: Alessandra Bazardi Registrazione Tribunale di Milano n. 56 del 13/02/1982 Spedizione in abbonamento postale a tariffa editoriale Aut. n. 21470/2LL del 30/10/1981 DIRPOSTEL VERONA Distributore per l'Italia e per l'Estero: Press-Di Distribuzione Stampa & Multimedia S.r.l. - 20090 Segrate (MI) Gli arretrati possono essere richiesti contattando il Servizio Arretrati al numero: 199 162171 Harlequin Mondadori S.p.A. Via Marco D'Aviano 2 - 20131 Milano


Pagina

Romanzo

Una principessa sulle punte


1 Il grido di dolore provocò brividi freddi lungo la spina dorsale del principe Kiernan di Chatam. Varcata la porta dell'infermeria di palazzo, si fermò quando vide suo cugino, il principe Adrian, adagiato su una barella. Stringeva il ginocchio, il viso contratto in una smorfia di pura agonia. «Ti avevo messo in guardia che quel cavallo era indomito!» lo redarguì Kiernan. «È bello vederti» rispose Adrian. «Il cavallo sarà stato anche ribelle ma il mio destino era segnato.» Kiernan scosse la testa, sapendo che era vero. Suo cugino, di ventuno anni, sette in meno di lui, era spericolato ma abbastanza abile da sviare le conseguenze della sua imprudenza con il suo fascino. E lo confermò indirizzando un sorriso alla giovane infermiera. Soddisfatto di vedere la ragazza quasi in estasi, rivolse l'attenzione di nuovo a Kiernan. «Ascolta, risparmia la predica» riprese. «Ho disperatamente bisogno di un favore. Sarei dovuto essere da un'altra parte in questo momento.» Prima di tutto Adrian non era mai disperato e, in secondo luogo, raramente si preoccupava di essere puntuale. «Cuore di Drago mi ucciderà se non andrò all'ap173


puntamento. Sul serio Kiernan, ho conosciuto la ragazza più temibile che potessi mai incontrare.» E per terza cosa, per quanto conoscesse suo cugino, non si era mai imbattuto in una donna, pericolosa o meno, che non fosse riuscito ad ammaliare con il suo sorriso seducente. «Pensi di potere andare tu al posto mio?» gli chiese in tono supplichevole. «Solo per questa volta.» L'infermiera tastò il ginocchio gonfio e lui gridò di nuovo. Kiernan faceva fatica a capire come in quel particolare momento, tormentato dal dolore, Adrian riuscisse a pensare ad altro. «Cancella l'appuntamento» gli suggerì. «Crederà che l'abbia fatto di proposito» replicò stringendo i denti. «Nessuno potrebbe mai immaginare che hai provocato un incidente solo per creare un problema.» «Ma Cuore di Drago, altrimenti detta Meredith Whitmore, sì. Sputa fuoco.» Un'espressione quasi sognante sostituì quella di dolore sul volto di Adrian. «Anche se il suo alito profuma di menta» aggiunse. Kiernan incominciava a chiedersi per quale motivo suo cugino si stava preoccupando. «Il fatto è che» continuò a spiegare tristemente, «Cuore di Drago mangia principi come me a pranzo. Al barbecue. E dopo ingerisce la menta.» «Ma di che diavolo stai parlando?» «Ricordi il sergente maggiore Henderson?» «Difficile dimenticarlo» commentò lui rammentando l'uomo incaricato di addestrare le giovani reclute per trasformarle in militari disciplinati e duri, capaci di eseguire ordini e di impartirli. «Meredith Whitmore è come quell'uomo» proseguì Adrian gemendo di nuovo. 174


«Stai esagerando.» «Ci vai tu al posto mio? Per favore» insistette. «Che cosa dovrebbe convincermi a presentarmi all'incontro con una donna cui piacciono i principi alla griglia e che fa apparire un sergente maggiore come un capo Scout? Non so nemmeno come dovrei rappresentarti.» «È stato uno sbaglio» ammise Adrian mestamente. «Pensavo che fosse più divertente di una selezione ufficiale di un principe di minore importanza per la Settimana in Fiore di Chatam» spiegò facendo riferimento all'annuale celebrazione di primavera che si svolgeva sull'isola. L'evento, festeggiato sin dai tempi del Medioevo, si prolungava per un'intera settimana e si apriva con una festa durante la quale si svolgeva una raccolta di fondi a carattere benefico e si concludeva con un ballo reale. La serata d'inizio era prevista di lì a sette giorni. «Avrei dovuto consegnare dei riconoscimenti alla locale banda musicale, pronunciare il discorso d'apertura o eseguire un ballo. Tu che cosa avresti scelto?» «Probabilmente il discorso» replicò Kiernan. «Gli ha somministrato qualcosa?» chiese poi all'infermiera. «Non ancora» rispose con garbo la donna. «Ma sto per farlo.» «È fortunata» interloquì Adrian sbattendo malizioso gli occhi verso la ragazza, «perché ho il più bel fondoschiena reale. Ahi! Non c'era bisogno di essere così brusca.» «Non faccia il bambino, altezza.» Adrian la guardò allontanarsi. «A ogni modo ho promesso che avrei imparato un ballo in cui mi sarei esibito con un intraprendente gruppo la serata della raccolta fondi. Quest'anno è un vero talent show. Il mio 175


suggerimento di intitolare l'evento "Scatena un fuoco" è stato bandito, naturalmente. Sarà nominato Una serata da ricordare.» «Non prenderò il tuo posto! Sappiamo entrambi che non so ballare. Il principe rubacuori provoca anche il mal di piedi.» Era il titolo di un articolo di giornale con una sconveniente foto di Kiernan che pestava i piedi a una povera ragazza al ballo delle debuttanti. «Ah, la stampa è dura con te, cugino mio. Non usa mai certi soprannomi per me. Negli ultimi dieci anni sei stato il principe playboy...» Era successo quando aveva diciotto anni. Appena diplomato, si era concesso un'estate di piena libertà, prima dell'addestramento militare. Si era sentito come un bambino in un negozio di caramelle! A ventitré anni, si era fidanzato con una delle sue più vecchie e care amiche, Francine Lacourte. Nemmeno Adrian conosceva la verità che si nascondeva dietro la loro improvvisa rottura e la successiva scomparsa della ragazza dalla vita sociale. Ma, considerato che la stampa non era ansiosa di fargli scrollare di dosso quella nomea, fu stabilito che il principe Kiernan fosse l'unico da biasimare. «Dopo Tiff» continuò Adrian, «sei stato battezzato principe rubacuori. E no! Tutto porta a credere che sei più eccitante della realtà stessa.» Kiernan guardò accigliato suo cugino. «Non fissarmi in quel modo» lo redarguì Adrian. Il tranquillante che l'infermiera gli aveva somministrato, aveva trasformato la smorfia sul suo viso in uno sciocco sorriso. «Il tuo litigio con Tiff.» Mentre la stampa amava l'allegria sfrenata di Adrian, Kiernan era visto troppo serio e rigido, in particolare dopo la rottura dei fidanzamenti con due donne 176


molto popolari. Sapeva che il soprannome di principe rubacuori se lo sarebbe portato dietro probabilmente per sempre, anche se avesse vissuto il resto dei suoi giorni come un monaco. Il che, dopo quello che aveva passato, non sembrava completamente spiacevole! Dopotutto, il futuro dell'isola, la sua nazione, poggiava solidamente e unicamente sulle spalle di Kiernan, dal momento che lui era l'immediato successore di sua madre, la regina Aleda. Quel tipo di responsabilità era già abbastanza senza aggiungere il capriccio di una storia romantica. Adrian era il quarto nella linea di successione, una posizione che lui trovava deliziosamente rilassante. «Avresti dovuto gettare Tiffany Wells sotto un treno» gli disse quest'ultimo ed emise un sospiro. «Se lo sarebbe meritato. Immagina se ti avesse fatto credere di essere incinta e poi avesse detto a tutti la vera ragione della vostra rottura? Oh, no, un uomo d'onore...» «Non stiamo parlando di questo» lo interruppe Kiernan. E, sperando di cambiare argomento aggiunse: «Ascolta, Adrian, riguardo al ballo, non vedo come potrei aiutarti». «Non ti ho mai chiesto nulla, Kiern.» Era vero. Tutti andavano da lui a rivendicare favori, a supplicarlo, a perorare cause. Adrian non l'aveva mai fatto. «Sarà positivo per te. Ti farà apparire più umano.» «Non sembro umano?» finse di essere offeso. Suo cugino lo ignorò. «Un paio di scarpette da ballo ai piedi e conquisterai tutti, guadagnandoti una critica positiva giornalistica, per una volta. Mi preoccupa che tu sia sempre descritto come uno snob freddo e distaccato.» «Freddo? Snob?» ripeté risentito. 177


Di nuovo lui lo ignorò. «Sempre che tu riesca a sopravvivere a Cuore di Drago. Vedi, lei detesta i ritardatari e tu...» i suoi occhi si spostarono sull'orologio «... sei in ritardo di venti minuti. Ti aspetta nella sala da ballo.» Mentre lasciava suo cugino, Kiernan sapeva che la cosa più intelligente da fare sarebbe stata mandare qualcuno a informare Cuore di Drago che Adrian si era fatto male. Ma in verità era curioso di vedere la donna che era riuscita a intimidire Adrian. Perché se Kiernan era noto per la sua freddezza, suo cugino lo era per il fascino. La stampa amava il principe Adrian. E anche le donne lo apprezzavano molto. Kiernan doveva verificare con i suoi stessi occhi chi era colei rimasta insensibile alla sua bellezza. Decise di andare personalmente a dare un'occhiata, prima di porgere le scuse di suo cugino e congedarsi. Con il suo modo più caloroso possibile. Meredith guardò l'orologio. «È in ritardo» mormorò a bassa voce. Stentava a crederci. Era la seconda volta che il principe Adrian si faceva attendere! Era stata intimidita dal giovane reale e dal suo stato sociale solo per i primi dieci secondi del loro primo incontro avvenuto nel suo esclusivo studio di danza di Chatam. E aveva notato che era adorabile come un cucciolo per i suoi modi esuberanti! Incluso l'essere in ritardo. Ma Meredith non si lasciava incantare da nessun uomo, nemmeno uno bello come lui. E quindi aveva imposto la propria autorità su Adrian. Era sicura che non sarebbe arrivato in ritardo di 178


nuovo, specialmente dal momento che lei aveva acconsentito a cambiare il luogo del loro prossimo incontro stabilendo di vedersi nella sala da ballo del palazzo reale per favorirlo. Il che dimostrava quanto si sbagliava anche quando pensava di essere completamente immune alla sensualità e al fascino impossibile! Meredith si guardò attorno nell'enorme salone e cercò di non sentirsi spaurita e sola. Respirò il familiare odore della sua infanzia. Sua madre, una donna single, era stata una domestica. Meredith riconobbe il profumo dei pavimenti appena lavati, della cera dei mobili, del detergente dei vetri e del liquido per lucidare l'argento. Sua madre si sarebbe sentita a disagio come Meredith in quella stanza. Lei aveva grandi ambizioni per sua figlia. La danza classica aprirà le porte di un mondo che noi due neanche immaginiamo, Merry. Un mondo come questo, meditò facendo vagare lo sguardo nella sala. Sua madre non sarebbe stata eccitata di sapere che era lì? Perché ogni porta che la danza classica avrebbe spalancato per Meredith - e sua madre - le era stata sbattuta in faccia quando aveva scoperto di essere incinta a sedici anni. Il sole della mattina filtrava attraverso le numerose finestre ad arco, alte fino alla sommità delle pareti; erano così pulite che sembravano non contenere i vetri. Il bagliore faceva splendere il pavimento in marmo e brillare i cristalli dei tre imponenti lampadari a bracci che pendevano dal soffitto affrescato. Meredith controllò di nuovo l'orologio. Il principe Adrian era in ritardo di mezz'ora. Lei a179


veva avuto dubbi sull'intero progetto ma era stata persuasa dallo sfrenato entusiasmo delle ragazze. Era stata folle ad avere permesso alle sue allieve, giovani versioni di se stessa, di credere alle favole. E lo sapeva meglio di tutte loro. Guardandosi ancora una volta attorno, sentì qualcosa vibrare dentro di lei. Avrebbe ballato lì, con o senza principe, decise. Difatti, ciò sarebbe stato in linea con l'associazione che aveva fondato e che le aveva dato la ragione di andare avanti, quando tutta la sua vita era andata in pezzi. «Non hai bisogno di un principe per ballare» si disse fermamente. Difatti questo era il motto perfetto del gruppo. Chiuse gli occhi. Nella sua immaginazione sentiva già la musica. Aveva interrotto la danza classica anni prima solo perché aveva dovuto rinunciare alla sua borsa di studio. Quando aveva ripreso a danzare - l'unica cosa che riusciva a mitigare il dolore del suo cuore spezzato - aveva scoperto di non sopportare più la rigidità di quella disciplina. Aveva bisogno di tirare fuori le emozioni. Meredith si ritrovò a eseguire la famosa entrée della principessa Aurora nel balletto La bella addormentata di Petipa/Tchaikovsky. Ma poi si lasciò prendere dalla musica e unì i movimenti dell'allegro a quelli della danza moderna che era diventata la sua specialità. Mescolò diversi stili di ballo, creando qualcosa di nuovo, non sentendosi più perseguitata dai ricordi. Meredith coprì il pavimento con passi leggeri, piroette, giravolte, salti, in parte controllati, in parte slanciati, completamente sciolta. Diventò consapevole che ballare in quel grande sa180


lone era per lei fare un regalo a sua madre che aveva deluso in modo terribile. La musica che risuonava nella sua testa cessò e si fermò, ma per un momento tenne gli occhi chiusi, come per assaporare la sensazione di essere con sua madre, stretta nel suo abbraccio, la tensione tra loro completamente svanita. Poi Meredith giurò di udire la risata di una bambina. Si girò mentre l'assoluto silenzio della stanza fu spezzato da un applauso. «Come hai osato?» chiese sentendosi spiata dal principe Adrian in un momento così intimo per lei. E poi realizzò che era il principe sbagliato! Non era Adrian, bramoso e incontenibile come un cucciolo giocherellone di San Bernardo, ma l'uomo che sarebbe diventato il futuro re. Il principe rubacuori. Kiernan di Chatam aveva aperto la porta e si era soffermato sulla soglia, la schiena appoggiata contro il ricco stipite in noce. Le grinze di puro divertimento attorno ai suoi occhi scomparvero all'ammonimento. «Come ho osato? Mi scusi. Pensavo di essere a casa mia.» Sembrava più stupito che irritato dal rimprovero. «Mi scusi lei, altezza» farfugliò Meredith. «Sono stata colta di sorpresa. Non volevo che nessuno mi vedesse ballare.» «Peccato» ribatté con dolcezza. Lei notò che le fotografie dell'uomo pubblicate dai giornali non gli rendevano giustizia. E capì perché fosse soprannominato principe rubacuori. Quegli incantevoli occhi avrebbero conquistato il cuore di chiunque! Il principe Kiernan era più che bello. Meraviglioso. Alto e magro, i suoi capelli ben curati erano mossi e 181


neri, il volto perfettamente cesellato, dal taglio ben disegnato delle sopracciglia al mento dotato di una deliziosa fossetta. L'abbigliamento informale - sembrava che si fosse concesso una passeggiata a cavallo a giudicare dai suoi pantaloni marroni alla cavallerizza che mettevano in evidenza i solidi muscoli delle gambe - non nascondeva la suprema baldanza della sua figura. Era un uomo nato nel benessere e nei privilegi e ciò era confermato da ogni singolo dettaglio di lui. Anche un'implicita forza attestata dall'austera linea della sua bocca e dal modo in cui sosteneva le larghe spalle. E Meredith Whitmore cessò di essere la ballerina affermata e la donna di successo per sentirsi all'improvviso l'umile figlia della domestica abituata a essere invisibile di fronte a chiunque fosse superiore a lei, la ragazza che aveva stupidamente imperniato la sua vita su un sogno finito peggio di quanto avesse mai potuto immaginare. Pensò alla sciolta sensualità del ballo che aveva appena eseguito e si sentì le guance in fiamme. Pregò che il pavimento si aprisse sotto di lei per inghiottirla. Ma sapeva che la sua disperata supplica non avrebbe ricevuto una risposta. «Altezza reale» mormorò e tutta la sua grazia l'abbandonò mentre si esibiva in un goffo inchino. «Non può essere lei Meredith Whitmore» dichiarò il principe visibilmente stupito. «Non posso?» ripeté confusa. Anche la sua voce, profonda, melodiosa, virile e sofisticata, era ingiustamente attraente, calda e avvolgente come un abbraccio. Non c'era da stupirsi se si stava interrogando sulla sua identità! 182


Meredith supplicò la sicura donna in carriera che era diventata di imporsi sull'imbarazzata figlia della domestica. Pregò la vulnerabilità che il ricordo della risata di Carly le aveva fatto riaffiorare nella mente, di abbandonarla. «Perché non potrei essere Meredith Whitmore?» A dispetto del suo sforzo di apparire sicura, le sembrò di essere un'attrice a cui era stata negata una parte importante. «Da quello che ha detto Adrian mi aspettavo la versione femminile di Attila degli Unni.» «Commento lusinghiero» osservò con freddezza. L'accenno di un sorriso increspò l'austera linea delle labbra di Kiernan ma svanì subito. Era di sicuro un sorriso capace di infrangere i cuori. Meredith si ricordò, fermamente, che il suo non doveva lasciarsi scalfire! «Mi ha reso difficile la decisione di incontrarla» la informò. «Adrian mi aveva spiegato che lei è un'insegnante molto severa.» L'esitazione fu più eloquente di ogni altra parola. Meredith pensò che il principe Adrian non si fosse espresso carinamente nei suoi confronti. Il fatto che i due uomini avessero parlato di lei in termini poco adulatori, le fece desiderare di nuovo che il pavimento si aprisse sotto i suoi piedi. «Stavo per andare» lo informò con l'alterigia di una donna insensibile al fascino maschile e il cui tempo era troppo prezioso per essere sprecato. «È in ritardo.» «Temo che non verrà. Ha mandato me per riferirle il messaggio.» Meredith avvertì un brivido di apprensione. «È solo per oggi?» Ma in qualche modo conosceva già la risposta. Ed 183


era colpa sua. Era stata esagerata. Aveva superato se stessa. Lui si era tirato indietro. Era stata troppo rigida, autoritaria e intransigente. La versione femminile di Attila degli Unni. «Mi dispiace. Ha avuto un incidente e si è fatto male.» «È grave?» domandò avvertendo un profondo senso di colpa per essersi irritata del ritardo. «Un incidente a cavallo. Quando l'ho lasciato il suo ginocchio era gonfio come un pallone da basket.» Meredith, non volendo che Kiernan cogliesse la sua delusione, tirò in causa le ragazze. «Per quanto mi dispiaccia» continuò con tutta la compostezza che riuscì a raccogliere, «dobbiamo andare avanti. Sono sicura che con un po' d'ingegno riusciremo a scritturare di nuovo la parte. Non ci chiamiamo No Princes per niente.» «No Princes? È questo il nome del suo gruppo di ballo?» «Veramente è qualcosa di più» tenne a precisare. «D'accordo» continuò. «Mi ha incuriosito. Mi spieghi.» Con sua sorpresa, il principe sembrava seriamente interessato. A dispetto di non volere cadere nella rete dell'affascinante principe, Meredith trasse un respiro profondo, sapendo che non poteva lasciarsi sfuggire l'opportunità di parlare dell'associazione con una persona così importante. «No Princes è un'organizzazione che punta sul talento di ragazze dei quartieri più degradati della città. A quindici, sedici, diciassette anni, un numero impressionante di queste adolescenti, che in realtà sono ancora bambine, abbandonano la scuola e hanno dei figli.» Esattamente la sua storia, ma non c'era motivo di 184


confidarglielo. «L'obiettivo è di fare nascere in loro il desiderio di studiare e di instillare un forte senso di autostima e indipendenza. Ci adoperiamo per non fare sentire loro il bisogno di riscattarsi dalle circostanze con il primo ragazzo che appare ai loro occhi come un principe!» Michael Morgan era stato il principe per lei. Era nuovo del quartiere, venuto chissà da dove con un marcato accento australiano. Meredith era orfana di padre e desiderosa di attenzioni maschili. E grazie a lui, non sarebbe mai stata più vulnerabile. Anche se l'uomo che aveva di fronte sarebbe stato di sicuro una dura prova contro la determinazione di ogni donna a non credere nelle favole. «E dove si è calata in questa visione, mia ballerina gitana?» Il principe aveva visto qualcosa. Ballerina gitana? Un brivido le corse lungo la schiena, ma mantenne il tono puramente professionale nel fornirgli la risposta. Riconobbe in quel fremito un campanello d'allarme. «Temo che lavorare senza divertirsi sia un'equazione povera per chiunque, soprattutto per queste ragazze. Io svolgo la parte divertente. Insegno loro a ballare.» «Il principe Adrian non sembra essere dello stesso parere» ribatté asciutto. «Forse con lui ho esagerato un po'» ammise. A quel punto Kiernan rise e ciò cambiò tutto. I giornali lo immortalavano di proposito serio e triste? In quella risata spontanea Meredith colse l'uomo il cui destriero bianco ogni donna avrebbe sperato di montare per cambiare vita. Anche lei, chiusa al romanticismo, fu toccata dal fascino del suo sorriso. Cercò di ignorare l'agitazione nel cuore e dovette rammentarsi che un uomo non si gua185


dagnava il soprannome di principe rubacuori solo per una principessa! Difatti prima di essere chiamato così, non era stato etichettato principe playboy? Era dunque un tipo pericoloso. «Onore a lei se ha esagerato con Adrian» continuò Kiernan. «In che modo mio cugino si è trovato coinvolto in tutto questo?» Fu un sollievo nascondersi dietro le parole che le fornirono una parvenza di razionalità, mentre una forza ribelle la stava spingendo a reagire in modo incontrollato! «Una delle nostre ragazze, Erin Fisher ha scritto un numero di danza che racconta la storia di No Princes. Fanciulle salvate dalla strada sono portate a un livello di grande forza e ammirevole ambizione. È un pezzo di notevole importanza che culmina con la rappresentazione di un sogno in cui una di loro balla con un principe.» «All'insaputa di tutti noi, Erin ha mandato a palazzo un video del ballo, proponendolo come possibile performance per la serata finale della Settimana in fiore di Chatam. E ha suggerito di affidare la parte del principe ad Adrian. Le ragazze erano in delirio quando lui ha accettato.» Meredith fu scioccata dall'improvvisa emozione che le chiuse la gola. Non aveva una preferita nel gruppo, ma di tutte le sue allieve Erin era la più simile a lei. Brillante. Sensibile. Ferita. Ma dotata di grandi potenzialità. «Mi dispiace per la loro delusione» mormorò Kiernan, facendo capire a Meredith che aveva colto in lei la frustrazione, malgrado il suo tentativo di nasconderla. Il principe Kiernan era esageratamente bello, molto 186


meglio di come appariva nelle fotografie. La sua voce sexy era vellutata come un pezzo di seta sul collo. Era un vero principe. Ma lei rappresentava No Princes. Insegnava a giovani donne a non essere vulnerabili, a non credere alle favole, a non gettare via la vita nella fantasia, per quanto l'illusione fosse attraente. La grande quantità di foto dell'attrice Tiffany Well immortalata con il volto rigato dalle lacrime, dopo la rottura con quest'uomo, rafforzò la determinazione di Meredith a tenere duro. «Un po' di delusione serve a formare un carattere forte» dichiarò con convinzione. Lui la guardò pensieroso. Meredith sollevò il mento e piegò le braccia sul petto. «Mi dispiace» ripeté il principe. «Non si preoccupi» rispose lei sforzandosi di mantenere la voce stabile. «A volte succedono cose che vanno oltre il nostro controllo.» Avrebbe taciuto quelle parole se avesse saputo che avrebbero spalancato la porta dei ricordi, riportandole alla memoria l'evento della sua vita che più di ogni altro era sfuggito al suo controllo. Meredith richiuse immediatamente quella porta, ingoiando le lacrime. Il principe la stava fissando come se potesse vedere ciò che voleva nascondere a lui e agli occhi degli altri. «Arrivederci» lo salutò. «Grazie per essere venuto personalmente. Lo farò sapere alle ragazze. Troveremo una soluzione. Non è un problema.» Stava balbettando, cercando di controllare la sua voce instabile. «Le ragazze se ne faranno una ragione. Sono abituate alle delusioni» aggiunse. «Come ho detto, riscrivere187


mo la parte che avrebbe dovuto eseguire il principe Adrian. Chiunque può impersonare un principe.» Anche se sarebbe stata molto più convinta di quell'affermazione prima di trovarsi di fronte alla carismatica presenza di uno vero! «Arrivederci» ripeté con maggiore incisività, invitandolo ad andare via. Aveva vinto il tremolio nella voce ma non era riuscita a chiudere completamente la porta ai suoi più tristi ricordi, come aveva sperato. Sentì le lacrime pungerle gli occhi. Ma il principe Kiernan non si muoveva. Probabilmente qualche regola del polveroso protocollo reale le avrebbe impedito di voltare le spalle per prima e congedarlo, ma doveva farlo. Aveva bisogno di allontanarsi da quello sguardo penetrante, che la faceva sentire come se la storia della sua vita fosse tutta scritta nei suoi occhi e lui potesse leggerla. Sarebbe stato solo peggio se avesse ceduto a un pianto liberatorio. Si girò e incominciò a chiudere l'impianto stereo che aveva portato per le prove con Adrian. Aspettò di sentire il rumore dei passi, poi quello della porta che si apriva e si richiudeva. Ma niente.

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2458 - Il bacio della verità di J. Hart Finalmente libera! La principessa Charlotte di Montluce è riuscita a fuggire dalla sua gabbia dorata e ora può vivere, per una volta, da persona comune. Ha persino trovato un lavoro nella tenuta del tenebroso Corran McKenna. Una principessa sulle punte di C. Colter Meredith è una ballerina e sta preparando il balletto per la serata finale della Settimana in Fiore. Aprirà le danze l'affascinante futuro re Kiernan di Chatam. Ultimi due appuntamenti con la reale miniserie LE PRINCIPESSE PERDUTE. 2459 - Un dolce capo tutto mio di R. Winters Reese Chamberlain ha le idee chiare, vuole fare carriera. La famiglia viene dopo. Ed è questo lo spirito con cui affronta l'incarico di babysitter per conto dell'affascinante milionario Nicholas Wainwright. Intrigante proposta di S. Bagwell Gli uomini? Non sono più una mia priorità! Per Maura Donovan solo il lavoro è importante e appena le offrono un posto nella tenuta di Abe Cantrell accetta. Ma ad attenderla trova il seducente Quint Cantrell.


2460 - Fusione d'amore di B. Harlen Richard Warren ha un unico obiettivo, concludere la fusione per la Hanson Media Group. Jennifer Anderson, della controparte, è una donna molto affascinante e una relazione con lei potrebbe essere interessante. Un romantico affare di A. Leigh Helen Hanson, presidente della Hanson Media, non credeva di potersi innamorare ancora, ma Morito Taka, CEO dell'omonima azienda, l'ha stregata. Ultimi due appuntamenti con la miniserie AFFARI DI FAMIGLIA. 2461 - Attrazione magica di M. Way Charlotte Prescott mai avrebbe pensato di imbattersi nel suo unico amore, l'uomo che le ha rapito il cuore e poi ne ha fatto polpette, Rohan Costello. Ma la realtà supera sempre la fantasia e ora sono l'uno davanti all'altra. Torniamo insieme? di F. Harper Per Jennie Hunter l'amore a prima vista è una grande fregatura. Lei ne sa qualcosa: innamorata persa di Alex Dangerfield, subito sposato e subito abbandonata la prima notte di nozze. Ora lui ricompare e vuole di nuovo lei.

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J2458_UNA PRINCIPESSA SULLE PUNTE