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Robyn Carr

Una chef a Virgin River


Titolo originale dell'edizione in lingua inglese: Harvest Moon Mira Books © 2011 Robyn Carr Traduzione di Maria Claudia Rey Tutti i diritti sono riservati incluso il diritto di riproduzione integrale o parziale in qualsiasi forma. Questa edizione è pubblicata per accordo con Harlequin Enterprises II B.V. / S.à.r.l Luxembourg. Questa è un'opera di fantasia. Qualsiasi riferimento a fatti o persone della vita reale è puramente casuale. Harmony è un marchio registrato di proprietà Harlequin Mondadori S.p.A. All Rights Reserved. © 2013 Harlequin Mondadori S.p.A., Milano Prima edizione Harmony Romance ottobre 2013 Questo volume è stato stampato nel settembre 2013 presso ELCOGRAF S.p.A. stabilimento di Cles (TN) HARMONY ROMANCE ISSN 1970 - 9943 Periodico mensile n. 126 del 25/10/2013 Direttore responsabile: Stefano Blaco Registrazione Tribunale di Milano n. 72 dello 06/02/2007 Spedizione in abbonamento postale a tariffa editoriale Aut. n. 21470/2LL del 30/10/1981 DIRPOSTEL VERONA Distributore per l'Italia e per l'Estero: Press-Di Distribuzione Stampa & Multimedia S.r.l. - Via Trentacoste, 7 - 20134 Milano Gli arretrati possono essere richiesti contattando il Servizio Arretrati al numero: 199 162171 Harlequin Mondadori S.p.A. Via Marco D'Aviano 2 - 20131 Milano


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«Devo vederti subito» disse Phillip. «Nel mio ufficio.» Kelly Matlock, chef in seconda, gli gettò un'occhiata incredula. Stava letteralmente separando uno dall'altro un robusto italiano e uno svedese grande e grosso; il cuoco italiano agitava un cucchiaione di legno e lo svedese brandiva un mestolo di acciaio, come se stessero lottando all'ultimo sangue per difendere il proprio territorio. La richiesta del direttore del ristorante era talmente assurda che Kelly aveva voglia di ridergli in faccia. «Come vedi al momento ho un po' da fare» rispose. «Non solo c'è una rissa in corso, ma sono le sette di sera, ora di punta prima di cena. Riparliamone verso le dieci.» «È una faccenda molto urgente» dichiarò l'altro. «Altrimenti non te lo chiederei, credimi.» «E Durant dov'è?» domandò lei riferendosi al capocuoco. «Gira tra i tavoli pavoneggiandosi» rispose Phillip. «Lascia che quei due idioti si ammazzino l'un l'altro, tanto siamo a corto di carne.» La proposta riuscì a separare i due aiuto cuochi più rapidamente di ogni tentativo messo in atto da Kelly. «Arrivo subito» sospirò lei. Phillip voleva essere chiamato Philippe, anche se in corpo non aveva una sola goccia di sangue francese e il suo accento era solo scena. Kelly aprì l'armadietto, tolse il grembiule e lo appese all'interno, 5


poi cambiò la giacca bianca un po' macchiata con una fresca di bucato. Affidò la cucina al suo aiutante e uscì in corridoio. Non credeva affatto che si trattasse di una vera emergenza: Phillip amava le scene melodrammatiche, e le altre attività che preferiva erano le avance al personale di sesso femminile e i clamorosi litigi con Durant. Un giorno, se Kelly fosse finalmente diventata capocuoca, nel suo ristorante non ci sarebbe stato posto per uno come Phillip. Lei non avrebbe mai tollerato un direttore dal comportamento così esecrabile. Bussò leggermente alla porta di Phillip, l'aprì e il suo cuore si fermò per un istante. Seduta di fronte alla scrivania del direttore c'era Olivia Brazzi, moglie del famosissimo chef Luciano Brazzi – detto Luca. Kelly vedeva spesso Olivia, agli eventi di beneficenza e in quello stesso ristorante, ma non la conosceva ufficialmente. Luca possedeva parte del ristorante, sua moglie era molto amica di Durant e la sua presenza lì non era insolita, tuttavia aveva sempre ignorato Kelly, trattandola come una sguattera che non meritava alcuna considerazione. Adesso invece le sorrise con tale calore che per un folle momento Kelly si domandò se non stesse sognando – e se Olivia fosse venuta fin lì per dirle che le cedeva Luca. La signora Brazzi era come sempre molto elegante in un abito nero, con calze velate, tacchi alti e diamanti strategicamente distribuiti qua e là, ma non dimostrava per nulla i suoi cinquant'anni. Sembrava una ragazza sofisticata – una ragazza dai gelidi occhi azzurri. Kelly sentì una morsa alla bocca dello stomaco. Che diavolo può volere da me?, pensò. Vorrà che mi occupi del catering per una cena speciale o un evento mondano? Olivia gettò un'occhiata a Phillip. «Philippe, puoi lasciarci sole per qualche minuto?» 6


A Kelly cominciò a girare la testa. Nel suo elenco di eventi impossibili, un incontro privato con Olivia Brazzi stava alla pari con un rapimento da parte degli alieni. «Ma certo, Olivia» sussurrò lui. Si chinò verso di lei per un baciamano prima di allontanarsi – e a Kelly venne il voltastomaco. «Per favore, signorina Matlock, si sieda» tubò Olivia indicando con un gesto delicato la sedia accanto alla sua. Kelly recitò mentalmente una breve preghiera. Di qualsiasi cosa si tratti, fa' che finisca presto! «Mi dispiace che il nostro primo incontro sia così spiacevole, signorina Matlock, ma sono qui perché voglio che smetta di andare a letto con mio marito.» Anche se si era ripromessa di non perdere l'aplomb, Kelly sgranò gli occhi. «Sta dicendo sul serio?» esclamò. «Eccome» confermò Olivia. «Ma signora Brazzi, io non vado a letto con lui!» «Forse non proprio a letto...» fece l'altra inarcando un sopracciglio. «Comunque vorrei definire la questione in fretta e senza scenate, che ne dice?» Caspita, pensò Kelly. Se non altro Olivia andava dritta al punto. E a sentirla non pareva affatto che lei e il marito facessero vite separate, come Luca sosteneva. Ovviamente Kelly non andava a letto con Luca... Ma decise che sarebbe stato meglio non dire altro, perché temeva che i suoi sentimenti le si sarebbero letti chiaramente in faccia. Così deglutì e tacque. Kelly era molto attraente, e lo sapeva. Ma Olivia era bellissima, chic, esperta. E il suo atteggiamento sofisticato, così sicuro di sé, riusciva a intimidirla. Kelly si era trovata faccia a faccia con gli chef più diabolici e arroganti, eppure la signora Brazzi, con la sua voce soave e il suo sorriso gelido, la annichiliva. «Luca mi ha raccontato tutto» riprese Olivia a bassa voce. «Come vi siete conosciuti, da quanto tempo vi state 7


frequentando, eccetera. È una storia arcinota. Ovviamente lei non è la prima, immagino che ormai lo abbia capito... mio marito sembra avere un debole per le bionde. A ogni modo, la prego di finirla qui.» Kelly sapeva di non dover dire niente – ma quest'accusa era troppo assurda per non reagire. «Con tutto il rispetto, signora Brazzi, non so proprio di che cosa stia parlando.» «La sua relazione con Luca va avanti da tre mesi» continuò l'altra, «forse quattro. Vi siete conosciuti durante una cena di beneficenza, alla quale tra l'altro ero presente anch'io. Amate scambiarvi assaggi di cibo e ricette, il che porta ad altro – perché per Luca il cibo equivale alla passione. Il suo numero compariva di continuo sul cellulare di Luca, perciò alla fine l'ho messo alle strette. Vede, non è la prima volta che mi trovo in questa situazione... i messaggi vocali, gli SMS, le foto, tutto quanto. Perciò adesso basta. La prego di finirla.» Kelly si irrigidì. «A dire la verità, signora Brazzi, conosco suo marito da ben più di tre mesi. Sono chef in seconda in questo ristorante da tre anni, e ho avuto con Luca dei contatti professionali anche frequenti perché questo locale è per metà suo – anche se Durant crede di essere il proprietario. Ma...» L'altra sorrise con indulgenza. «Oh, mi chiami Olivia, dopotutto abbiamo parecchio in comune... Tuttavia, mia cara, non credo che lei possa continuare a fingere. Se non l'ha ancora capito lasci che la illumini: Luca ha una curva di attenzione molto limitata. Le ha mai raccontato degli altri figli? Quelli che ha avuto al di fuori del matrimonio?» Se voleva sconvolgerla, pensò Kelly, ci era riuscita. «Signora Brazzi, mi trovo in una situazione di svantaggio. Questa mi pare una faccenda privata tra lei e suo marito... come potrei saperne qualcosa?» 8


«Siamo riusciti a mantenere segrete queste sfortunate relazioni, ma se siete così legati mi stupisce che non gliel'abbia detto. Comunque Luca ha parecchie conquiste al suo attivo, e a quanto ne so ci potrebbero essere decine di figli suoi sparsi per il mondo. Non sui nostri libri contabili, naturalmente, perché sorveglio attentamente le nostre finanze. Senta, mi dispiace che lei debba soffrire, ma prima lascerà perdere questa storia con Luca e meglio sarà, gliel'assicuro. Non può finire che male, e di sicuro non le frutterà un centesimo.» «Non crederà che io...» protestò Kelly balzando in piedi. E subito dopo si disse che quello suonava come una confessione. Ma l'insinuazione che lei fosse a caccia di soldi la offendeva ancora più dell'accusa di andare a letto con Luca. «Mi dispiace molto» disse Olivia, «non volevo offenderla. Sono sicura che lei lo ama pazzamente, ma deve sapere la verità. Luca mantiene tutti i suoi figli, ma le loro madri non godono di alcun privilegio e vivono in modo molto frugale. E purtroppo i miei figli non hanno accolto gli altri con molto entusiasmo... come può immaginare, non approvano il fatto che il loro padre si distragga così facilmente. Sono molto leali nei miei confronti.» «Signora Brazzi, io non so niente di figli illegittimi e cose del genere perché non mi ritengo una confidente di suo marito. Con Luca parliamo di ricette e di menu, di ristoranti e di opportunità di lavoro. Per me lui è un mentore e un amico, ma a parte questo...» «Si risparmi le bugie, signorina Matlock. Se fossi stata un'ingenua non sarei potuta restare tanti anni accanto a Luca. Lei gli telefona o gli manda dei messaggi parecchie volte al giorno!» «Perché rispondo alle sue chiamate» insistette Kelly. Ed era la verità: se lo chiamava o gli mandava dei messaggi era sempre in risposta alle chiamate di lui. Non lo 9


faceva mai per prima, perché non voleva sembrare disperata o appiccicosa. «So che è molto occupato, e non mi azzarderei mai a disturbarlo senza motivo!» Olivia si chinò verso di lei. «Ho visto i suoi messaggi, mia cara. So che lei è innamorata di mio marito, e le chiedo di lasciarlo in pace. Subito.» D'accordo, pensò Kelly. La loro relazione, se così si poteva definirla, sarebbe finita. Ma non sopportava di essere mal giudicata, come se fosse stata lei a correre dietro a Luca per ricavarne un profitto. Luca le aveva detto che lui e Olivia stavano sotto lo stesso tetto ma vivevano vite indipendenti, che da vent'anni e più dormivano in camere separate, che restavano insieme solo per i figli e per partecipare agli eventi sociali che gli assicuravano il successo negli affari. E Kelly non era mai stata la sua amante! Ciò detto, doveva ammettere tuttavia che il suo rapporto con Luca non era del tutto innocente. Lui la corteggiava con offerte di cibo e parole tenere, sosteneva di essere pazzo di lei, di amarla follemente. E benché lei gli avesse detto e ripetuto che non avrebbe mai accettato una storia con un uomo sposato, si beveva la sua adorazione come un cucciolo assetato. Ma continuava a non capire su che cosa Olivia Brazzi si basasse per dedurre che lei aveva una relazione sessuale con suo marito! Forse era meglio far finta di niente finché non avesse potuto parlare con Luca per saperne di più. «Le assicuro, signora Brazzi, che non ho alcuna intenzione di distruggere la sua famiglia. Luca avrebbe dovuto risparmiarle la fatica di venire fin qui... bastava mi dicesse che era meglio non coltivare la nostra amicizia e io avrei capito. Non lo tengo in ostaggio, mi creda.» Però, ciò che Olivia sosteneva riguardo alle preferenze di Luca per le bionde, alle sue molte conquiste, ai figli al di fuori del matrimonio... tutto quello non somigliava per 10


niente a ciò che Luca le aveva raccontato! Be', logico che fosse così, si disse poi. Perché si stupiva? Olivia emise una risatina. «Tesoro, chi crede che mi abbia mandato? Non è la prima volta che gli levo le castagne dal fuoco!» «Ma è impazzita?» strillò Kelly senza riflettere. «So che la maleducazione è di regola nella vostra cucina» replicò l'altra inarcando un sopracciglio. «L'ho notato di persona in molte occasioni, e non è stato un bello spettacolo. Ma mi creda, è stato Luca a mandarmi qui per parlare con lei. Pensava che se la richiesta fosse venuta da me lei avrebbe capito.» «Invece è proprio questo che non capisco! Perché arrivare a questo punto? Io non rappresento alcuna minaccia per lei. Se Luca mi avesse detto che lei non approvava la nostra amicizia io avrei troncato subito!» «Bel tentativo, mia cara» rise Olivia. «Ma vede, ieri sera mentre lui era in bagno ho controllato il suo cellulare. Ho trovato una quindicina di telefonate, due suoi messaggi vocali dal tono molto intimo e alcuni messaggi che non erano stati cancellati. Abbiamo litigato, e poi siamo arrivati a un accordo. Se io l'avessi pregata di togliersi dai piedi, lui avrebbe smesso di rispondere alle sue telefonate e avrebbe ordinato ai suoi collaboratori di non passargliele più. Io ho accettato – come molte altre volte. Adesso possiamo ritenere chiusa la faccenda?» Kelly aggrottò la fronte, poi rise. Tono intimo? Molto improbabile... «Signora Brazzi, credo che lei stia parlando alla donna sbagliata. Non gli ho mai lasciato un messaggio intimo!» E poi, il Luca che conosceva era più un uomo da furiosi accessi di collera che da confessioni balbettanti, e certo non era tipo da chiedere alla moglie separata di aiutarlo a porre fine a una relazione – il tutto sulla base di qualche telefonata sul cellulare! Inoltre, Kelly stava molto attenta a non lasciare testi o messaggi vocali 11


compromettenti che potessero essere ascoltati dai collaboratori di Luca... Però gli aveva creduto quando le aveva detto che lui e la moglie erano d'accordo di vivere vite separate, e che stavano trattando il divorzio. Possibile che Olivia fosse un po' strana? Che esagerasse, o fosse fuori di testa? Certo, c'erano stati messaggi come, Sarò nell'ufficio del ristorante alle cinque, e voglio vederti. Ma non potevano essere diretti a uno chef o un collega con cui voleva parlare? A Durant? A Phillip? Francamente, Kelly era stupita che Luca continuasse a corteggiarla. Molti uomini con l'aspetto, il denaro e il potere di Luca Brazzi sarebbero già passati a una donna disposta a gettare al vento ogni precauzione per allacciare con lui la relazione bollente di cui Olivia la accusava. Il fatto che Kelly sognasse proprio quello era irrilevante. Non contava nemmeno il fatto che lei lo adorasse e si ritenesse innamorata di lui. Fino a quel momento era riuscita a tenerlo a bada perché era sposato... e perché lei non aveva alcuna esperienza con gli uomini. «Credo che dovrebbe discuterne con Luciano» disse scrollando la testa. «Perché io non so proprio di che sta parlando.» «Se è così, mia cara, il fatto di non riuscire più a parlargli non la turberà» replicò Olivia. «Ma se è un tale dongiovanni, se la tradisce, se ha figli dalle sue amanti e rovina il suo buon nome» obiettò Kelly, «perché mai sta ancora con lui?» «Buona domanda. Perché ci si sposa per la vita. Perché abbiamo una famiglia numerosa, perché siamo soci in affari, e perché dividere una compagnia internazionale grande come la nostra sarebbe troppo complicato. Inoltre, tutti i contratti e i documenti importanti sono anche a mio nome. Ma a parte tutti i suoi difetti, io amo mio marito. È un genio, un uomo pieno di talento dalla personalità 12


complessa – e non potrebbe andare avanti senza avere a fianco una donna come me. So che ha l'abitudine di dire alle sue conquiste che tra noi non c'è più niente, ma non è vero. Dormiamo insieme ogni notte. Siamo marito e moglie, tesoro.» Sorrise e continuò: «Allora, le spiego che cosa succederà. Luca ha promesso che non si metterà più in contatto con lei. La storia finisce qui, e lei si trova libera per il prossimo uomo disponibile. La ringrazio di avermi ascoltata». Si alzò, e prima che Kelly trovasse qualcosa da dire era già alla porta. Vedendo la mano dell'altra sulla maniglia Kelly perse la testa. «Io non potrei mai abbassarmi a cacciar via le possibili amanti di un uomo che amo» esclamò. «Lei perché lo fa?» Olivia si volse a guardarla con un sorriso paziente. «Mi creda, ho le mie buone ragioni. Miliardi di ragioni, in effetti. La saluto, signorina Matlock.» Kelly tornò in cucina, che era calda, agitata e caotica come ogni sera alle sette e mezza. Muovendosi come immersa nella nebbia sostituì la giacca immacolata con quella macchiata di poco prima, poi allacciò il grembiule attorno alla vita. Era possibile che Luca le avesse mentito, pensò. Forse aveva davvero una relazione, come Olivia sospettava... O magari era Olivia a mentire – per un miliardo di ragioni – dicendo che Luca l'aveva mandata da lei. Ma non l'avrebbe scoperto quella sera, perciò si riscosse e cominciò a dirigere il traffico, controllando le ordinazioni, deponendo sul tavolo i piatti pronti da servire in sala, osservando gli aiuto cuochi al lavoro e intervenendo quand'era necessario. Luca era famoso: possedeva parecchi ristoranti, era socio di molti altri sparsi in tutto il mondo, aveva creato 13


una sua linea di prodotti alimentari e appariva regolarmente in televisione con un suo programma diffuso in tutto il paese – eppure Kelly lo conosceva piuttosto bene. Era appassionato di cucina francese e aveva aperto il La Touche alcuni anni prima in società con Durant e poiché, tra le molte case che aveva, ne possedeva una nella zona della baia di San Francisco, frequentava spesso il locale. Sua moglie e gli amici sedevano in sala per la cena, ma per Luca cucinare era sempre la cosa più importante. Kelly amava vederlo lavorare in cucina: tutti si mantenevano a rispettosa distanza, lo staff funzionava a meraviglia. E Durant, abbastanza intelligente da non fare ombra a chi era migliore di lui, in presenza di Luca si comportava da professionista e non perdeva mai le staffe. Kelly aveva adorato Luciano Brazzi fin dall'inizio, ma non aveva mai immaginato di essere ricambiata. E questo era accaduto abbastanza di recente: d'altro canto Luca le aveva promesso la posizione di capocuoca molto prima di fare la prima mossa di tipo romantico. Accanto al freezer, Durant e Phillip stavano chiacchierando. Quando mai quei due chiacchieravano? Di solito litigavano come cani rabbiosi per strapparsi l'un l'altro il controllo della cucina! Se si comportavano in quel modo, pensò Kelly, sicuramente era perché parlavano di lei. Cercò di ignorarli, e ignorò anche il lieve capogiro che provava di nuovo. Gridò che il salmone era cotto, che la crème brûlée era pronta per essere caramellata, e che il filetto stava per bruciare. Respirava a fatica, aveva un forte batticuore. Poi, d'improvviso, sentì un dolore cocente al petto. Dev'essere così che succede quando la moglie dell'uomo che ami viene a dirti di porre fine alla relazione che non hai mai avuto, pensò. E me lo merito. Sapevo che avrei dovuto dirgli, "Perfetto, riparliamone quando avrai divorziato!" Ma per lei il dolore peggiore era immaginare Luca che 14


la trattava così, ammettendo con sua moglie il suo interesse nei suoi confronti e mandando Olivia a liquidarla. Cercò di trarre dei respiri profondi, ma il fiato le si mozzava in gola. Si premette la mano sullo stomaco, che bruciava terribilmente. Lei non aveva mai il bruciore di stomaco... Poi la sua fronte si ricoprì di un sudore gelido. Il sorriso crudele di Durant le si parò dinnanzi. «Sei andata a letto con Luca Brazzi, vero, stupida cagna?» Kelly arrovesciò gli occhi e crollò a terra. Quando riprese i sensi, un uomo con una T-shirt blu scuro la stava spingendo su una barella verso un'ambulanza ferma poco lontano, con i lampeggianti accesi. Kelly avvertì la maschera sulla bocca e il movimento ondeggiante della barella. Saliti in ambulanza, dopo aver richiuso i portelloni, l'uomo le sorrise. «Ehi, salve. Si sente meglio?» Lei si strappò la maschera a ossigeno. «Dove... che è successo?» «È svenuta e si è fatta un piccolo taglio sulla fronte. Il suo elettrocardiogramma sembra a posto, ma è meglio che lo controlli un cardiologo. Ha la pressione un po' alta, ed è rimasta priva di conoscenza per un po'...» Poi le rivolse una serie di domande, chi è il nostro presidente, in che anno siamo, dove lavora... L'auscultò, controllò la pressione, poi Kelly sollevò un braccio e notò la fleboclisi. «Gliel'abbiamo messa in caso più tardi dovessimo somministrarle dei medicinali» spiegò il paramedico. «Soffre di asma o di allergie?» D'istinto Kelly si rizzò a sedere. «No, sto bene, è solo che...» Lui la respinse gentilmente sul cuscino. «Siamo quasi arrivati» disse. «Mi creda, sarà meglio che la veda un dottore.» Armeggiò con il tubicino della flebo, poi le iniettò qualcosa. «Quella sua cucina...» disse poi con una 15


risatina. «Mi sa che non andrò più a mangiare fuori!» «Eh?» fece lei. «No, davvero. In cucina c'erano dei paramedici, e loro strillavano che bisognava preparare i contorni di spinaci e ci scavalcavano! Non si interrompono neanche quando uno dei loro potrebbe avere un infarto in corso?» Lei si portò le mani al petto e lo guardò in preda al panico. «Ho avuto un infarto?» «No, non credo. Ormai è stabile... ma i sintomi erano un po' preoccupanti. Uno dei cuochi ha detto che lei si premeva il petto e faceva fatica a respirare. Dovrà vedere il dottore del Pronto Soccorso prima di fare qualsiasi altra cosa. E dico sul serio, quella cucina è una gabbia di matti.» Kelly si abbandonò sul cuscino, improvvisamente stanchissima. «Già... a chi lo dice.» «È sottoposta ogni giorno a quel genere di stress?» domandò il paramedico. Lei annuì, ma stava pensando che a parte l'accusa della moglie di Luca, era una sera come tutte le altre. L'uomo rise senza allegria. «Incredibile. Ho dovuto cacciarli a forza dalla cucina.» «Cioè?» «Ho detto a tutti di spegnere i fornelli e di togliersi dai piedi, o li avrei fatti sgomberare dalla polizia» spiegò lui. «Ci sono persone che fanno lavori molto stressanti, come i chirurghi, gli agenti di borsa, i piloti. Ma io non potrei mai lavorare nella sua cucina.» «Le piace cucinare?» domandò lei. «Adoro cucinare, e in caserma sono il più bravo. Voglio dire, nella caserma dei pompieri» spiegò con un sorriso. «Naturalmente è un lavoro stressante, come anche quello di paramedico, ma ho notato la differenza non appena ho messo piede in quella cucina. Noi lavoriamo in squadra, e contiamo uno sull'altro.» 16


Kelly faticava a tenere gli occhi aperti. «Mi ha dato qualcosa?» domandò flebilmente. «Sì, del Valium che ha prescritto il dottore del Pronto Soccorso. Servirà a calmarla, perché lei è un po' ansiosa. Il che spiegherebbe il polso accelerato e la pressione alta.» «Anche noi lavoriamo in squadra» osservò ancora lei. «Dobbiamo per forza, in un ristorante a cinque stelle...» «Già, ma nella sua squadra i feriti vengono spinti via a calci. Cosa che può scuotere parecchio i nervi.» «Mmh... be', il Valium sembra un'ottima cura per i nervi scossi.» L'uomo sorrise. «Allora si faccia un riposino. Siamo quasi arrivati.» «Ha lei la mia borsa?» domandò Kelly. «Può darmi il cellulare?» «Prima lasci che i dottori del Pronto Soccorso le diano un'occhiata» rispose lui. «Le troverò il cellulare più tardi. Comunque adesso è troppo intontita per usarlo.» Apparentemente Kelly non era in pericolo di morte – almeno non ancora. Ma il cellulare non c'era. Forse era caduto dalla borsa mentre veniva trasportata nell'ambulanza. Dopo cinque ore al Pronto Soccorso i dottori le diedero il permesso di tornare a casa, non senza averle fissato un appuntamento dal cardiologo per un test dello stress e da un internista che controllasse la pressione alta, forse dovuta anch'essa allo stress. Le analisi del sangue indicavano un'anemia, ma la TAC alla testa era negativa. Niente commozione cerebrale. La prima cosa che Kelly fece la mattina seguente fu tornare al ristorante per cercare il cellulare – che non c'era. Allora telefonò a Phillip, svegliandolo. «Chi ha dato la mia borsa ai paramedici?» gli domandò. 17


«Io» fece lui sbadigliando. «Sono l'unico che ha accesso a tutti gli armadietti, e immaginavo che ti servissero i documenti per il ricovero.» «Però il cellulare non c'era. A casa non ho il telefono fisso, e la mia rubrica, il calendario e gli appuntamenti erano tutti sul cellulare!» «Guarderò quando apriamo, ma ieri sera all'ora di chiusura non l'ho visto.» «Io sono già qui» disse lei. Phillip parlò come se si stesse finalmente svegliando, «Senti, è meglio che tu ti prenda un paio di giorni per riposarti e capire come mai hai avuto un collasso. Considera che tutto il trambusto di ieri ci costa parecchio denaro... che cosa ti hanno detto in ospedale?» «Niente di particolare. Sto bene, ma mi serviranno due giorni per le visite di controllo. Forse mi daranno delle... vitamine. E naturalmente mi dovrò comprare un altro telefono!» «Guarda sotto i mobili, i fornelli eccetera» suggerì lui. «Forse qualcuno lo ha urtato con un piede.» Kelly sospirò. «Phillip, ho già guardato dappertutto.» «Be', allora mi dispiace» fece lui, e riattaccò. Kelly continuò a parlare. «Grazie, Phillip, sto bene. Ma sei molto gentile a chiedermi se puoi fare qualcosa per me!» Poi sbatté il ricevitore sulla forcella. In realtà non stava affatto bene. Era ancora stordita per l'effetto del Valium, e il dottore le aveva fatto notare che la sua pressione era troppo alta. Inoltre aveva constatato che i suoi molari si stavano rimpicciolendo – forse perché lei digrignava i denti di continuo. Capogiro e palpitazioni erano probabilmente causate da un attacco d'ansia, cosa che era meglio controllare appena possibile, mentre lo svenimento poteva essere attribuito a un accumulo di stress, anemia e stanchezza. «Tutto questo mi ucciderà?» aveva domandato lei 18


scherzosamente. Forse avrebbe potuto saltare le visite di controllo. «No, ma influenzerà negativamente la qualità della sua vita» aveva risposto il dottore stringendosi nelle spalle. «Dovrebbe davvero rallentare i suoi ritmi, se può.» C'era però il piccolo dettaglio del suo cuore spezzato... quello sì che era un danno gravissimo alla qualità della sua vita! Per fortuna Kelly ricordava a memoria i numeri più importanti registrati nel suo cellulare – tra cui quelli di sua sorella e di Luca. Non appena ebbe un nuovo telefono chiamò Luca per primo, e quando rispose la casella vocale lei gli lasciò un messaggio. Ho perso il cellulare e ho un nuovo numero. Dovrebbe apparire sul tuo display, ma in ogni caso te lo ripeto, 555-764, sempre con lo stesso prefisso di zona. Ho avuto un discreto shock, perciò ti prego di chiamarmi. Se non lo farai dedurrò che tua moglie mi ha detto la verità, e cioè che tu l'hai mandata a informarmi che non possiamo più avere alcun rapporto – né amichevole né professionale. Poi gli inviò un SMS dello stesso tenore, e infine cercò di mandargli una email, ma prima dovette crearsi un nuovo indirizzo di posta elettronica. La perdita del cellulare su cui aveva numeri e indirizzi era una vera complicazione. Luca non si fece vivo per tutto il giorno – cosa che aumentò la sua frustrazione. Dopo la visita dall'internista e dal cardiologo, Kelly chiamò una delle assistenti di Luca. «Ciao, Shannon, sono Kelly Matlock, chef in seconda al La Touche. Ho smarrito il cellulare e adesso ho un nuovo numero e un nuovo indirizzo e-mail. Ho bisogno di parlare con Luca di una questione di lavoro. Puoi dargli per favore i miei nuovi contatti e pregarlo di chiamarmi?» «Ma certo, signorina Matlock, con piacere. Luca dovrebbe tornare tra un'ora circa.» 19


Ma il nuovo telefono non squillò. Kelly telefonò alla sorella a Virgin River, dicendole solo che aveva perso il cellulare e perciò aveva un nuovo numero. L'avrebbe informata del resto solo quando avesse avuto il verdetto degli specialisti, perché non voleva che si preoccupasse. Inoltre Jillian aveva appena superato un momento difficile e aveva ritrovato il suo amore. Così Kelly rimase chiusa in casa ad aspettare che il telefono suonasse, e dopo un po' dimenticò il proprio orgoglio e mandò altri due messaggi a Luca, di tenore assolutamente professionale. Il giorno dopo ebbe i risultati delle ultime analisi, che grazie al cielo erano tutt'altro che catastrofici. L'internista le praticò un'iniezione di ferro, il cardiologo prescrisse dei medicinali per ridurre la pressione e un blando calmante contro l'ansia, oltre a pillole di vitamine e ferro. Entrambi le raccomandarono una dieta più equilibrata (migliore di quella servita in un ristorante a cinque stelle?, pensò Kelly), più riposo, meno pressione e meno stress. Certo, come no, rise lei tra sé. In casa abbassò le persiane in modo da poter dormire, ma il sonno non arrivava. Rigirandosi nel letto, Kelly si rese conto che detestava il proprio appartamento. Era piuttosto piccolo, ma essendo in pieno centro costava una fortuna, e lei lo aveva affittato unicamente perché si trovava molto vicino al ristorante e così le evitava di dover usare la macchina. Amava San Francisco, ma odiava casa propria. D'altra parte ci passava pochissimo tempo, perché da tre anni la sua vita era imperniata unicamente sul ristorante. Aveva dei buoni amici, ma li vedeva di rado perché non aveva mai tempo di uscire con loro a divertirsi. Non ricordava nemmeno l'ultima volta che era andata al cinema. Lavoro, lavoro e lavoro: e in gran parte soltanto per mantenere la 20


sua posizione, non per la gioia del lavoro in sé. Perfino la sua vita sentimentale sembrava iniziare e finire al La Touche. Tornò al ristorante dopo due giorni. Un paio di aiuto cuochi erano già al lavoro e affettavano, sminuzzavano, trituravano. Non le chiesero come stava. Lei cominciò a controllare le scorte e a esaminare il freezer, mentre la cucina si riempiva di gente a poco a poco. Udì l'eco di una discussione e riconobbe la voce di Phillip e di uno dei cuochi, ma respinse l'impulso di andare a controllare. Ogni giorno si augurava che Phillip badasse alla sala e restasse lontano dal suo territorio, ma lui si impicciava sempre degli affari altrui. Poco dopo, Durant cominciò a insultare un paio di cuochi, poi disse a Phillip che era un inutile idiota e lo cacciò dalla cucina. Ben presto tutto il personale si ritrovò in cucina, il rumore aumentò e la temperatura crebbe di pari passo con la tensione. Ognuno lavorava nel proprio campo, verdure o pasta, pesce o pasticceria che fosse. Durant vide qualcosa che non gli andava e rovesciò nell'acquaio il contenuto di una padella, dando alla responsabile della stronza incompetente. La ragazza era una sottocuoca molto giovane che Durant amava tormentare perché lei scoppiava facilmente a piangere. «Matlock!» gridò lui un minuto dopo. «Stai lavorando o guardi in aria?» Kelly lo ignorò e prese dei filetti di salmone dal frigorifero. Durant continuò a criticare tutto quello che vedeva, dicendo che faceva schifo. Kelly sentì che il suo cuore accelerava i battiti e che la fronte le si imperlava di sudore. Purché non svenisse di nuovo, pensò. Non avrebbe sopportato un'altra gita in ambulanza. Il telefono, che adesso lei teneva nella tasca dei pantaloni, emise il bip che annunciava l'arrivo di un messaggio. Dimenticando il buonsenso Kelly pregò tra sé che 21


Luca le avesse scritto che tutta la storia con sua moglie era una bugia e che lui l'amava. Sapeva che era improbabile, ma non poteva fare a meno di sperare. In quella cucina bollente, piena di gente meschina, si sentiva talmente sola che aveva voglia di piangere. Strano, pensò. Nelle quarantott'ore passate da quando la moglie di Luca l'aveva eliminata dalla loro vita non aveva versato neppure una lacrima. Non avrebbe dovuto piangere fino a non poterne più? Guardò il messaggio, che era corredato da una foto: un mucchio di zucche avvolte da tralci e foglie. Jillian scriveva: Le foglie sugli alberi cambiano colore sotto i nostri occhi! Le zucche e i meloni sono maturi, siamo seduti sulla veranda con un bicchiere di limonata e ci godiamo il sole. Non ho mai visto tanta bellezza e vorrei che ci fossi anche tu! Baci. «Matlock, non voglio telefoni nella mia cucina!» urlò Durant. «Mettilo via o te infilo là dove non batte il sole!» Lei sorrise e ingrandì la foto. Non ho mai visto tanta bellezza e vorrei che ci fossi anche tu! «Matlock, stupida cagna, ti ho detto di...» E a quel punto lei ne ebbe abbastanza. Abbastanza. Infilò il telefono in tasca e volse la schiena a Durant. Sistemò accuratamente i suoi coltelli nell'astuccio di pelle, poi aprì il suo armadietto – dove in ogni caso non teneva molto. Mise in una borsa di tela due giacche da chef, un paio di pantaloni bianchi e il secondo paio di zoccoli, poi aggiunse le copie degli orari e del menu settimanale. Riuscì a infilare nella sacca anche la borsa. Non ho niente qui, pensò. Niente e nessuno. Luca non mi troverà mai un ristorante, Durant non mi lascerà mai arrivare più in alto. Ogni giorno sarà solo una serie di insulti. Qualità della vita? Ma per favore! Tutto quello che ho sono la pressione alta, i molari consumati e gli attacchi di ansia. Nient'altro. 22


Mise la sacca a tracolla e si diresse verso l'uscita posteriore della cucina. «Matlock, se esci da quella porta farò in modo che tu non possa mai più lavorare in questa città!» Lei si voltò a mezzo con un sorriso. «È una promessa?» E aprì la porta. La sua uscita fu accolta da applausi e grida di giubilo mescolati alle urla di Durant e ai suoi insulti. Impossibile capire se gli aiuto cuochi esultassero perché il suo posto si liberava o perché ammiravano il suo coraggio. Ma a Kelly non importava. Tornò nell'appartamento che detestava e preparò i bagagli.

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Mele rosse e storie di famiglia di Susan Wiggs Tess Delaney ristruttura vecchi tesori, oggetti antichi, ridonando loro nuova vita. Il suo lavoro la porta a scavare nel passato dei clienti, forse perché lei un passato vero non ce l'ha, tra un padre che non ha mai incontrato e una madre che ha trascorso più tempo in viaggio che con la propria figlia. Finché un giorno Tess eredita la metà di un frutteto da un nonno che non ha mai conosciuto e si ritrova con una sorellastra che non sapeva di avere. Inizia così per lei un viaggio che la porta ad assaporare le gioie della famiglia, il piacere di camminare a piedi nudi nell'erba e a scoprire il passato in cui affondano le sue radici.

Una chef a Virgin River di Robyn Carr Kelly Matlock è una stimata chef di San Francisco, ma quando viene ingiustamente accusata di adulterio dalla moglie del suo mentore, lo chef italiano Luca Brazzi, Kelly decide che la pressione per lei è troppa e decide di partire alla volta di Virgin River, dove sua sorella Jillian possiede un'azienda agricola specializzata in prodotti biologici. Kelly si rende subito conto che questo è un posto speciale. La gente è accogliente, la natura incontaminata e il tempo sembra dilatarsi per fare spazio a tutto ciò che può rendere felici. C'è l'occasione così anche per incontrare l'amore, quello vero, basato su rispetto e passione.


Buon Natale, caro ex di Sheila Roberts Natale è un momento davvero adatto alle rivelazioni, per affrontare il nuovo anno con speranza e nuovi sogni da realizzare. E capita soprattutto se alle feste si mischiano anche complicati rapporti con gli ex. Cassandra Wilkes, per esempio, sarà costretta ad avere a che fare di nuovo con l'ex marito, ora che la figlia gli ha chiesto di accompagnarla all'altare. La sua amica Charlene Albach, deve fare i conti con le nuove avance del suo ex, che l'aveva piantata in asso per un'altra. Infine, Daphne O'Brien scopre di essere incinta del marito da cui ha divorziato ma con cui ancora divide la casa. Tutte e tre impareranno qualcosa da queste esperienze, che sia come superare un vecchio rancore o riconoscere il vero amore.

Incontri sotto il vischio di Debbie Macomber Beth Morehouse per Natale si aspetta il pacchetto completo di felicità. Il suo vivaio di abeti sta andando a gonfie vele, le sue figlie e i suoi cani stanno bene e sono felici e la sua relazione con il veterinario Ted Reynolds diventa ogni giorno più coinvolgente. Ma non sarà tutto rose e fiori: qualcuno le lascia sull'uscio un cesto pieno di cuccioli da accudire e le figlie hanno invitato il padre per le feste, sperando in una riconciliazione. La vita a Cedar Cove è come sempre piena di sorprese, ma quale sarà il lieto fine sotto il vischio?

Dal 13 dicembre


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