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Trish Wylie

BALLANDO A SAN VALENTINO


Titolo originale dell'edizione in lingua inglese: Her One and Only Valentine Harlequin Mills & Boon Romance © 2007 Trish Wylie Traduzione di Laura Polli Tutti i diritti sono riservati incluso il diritto di riproduzione integrale o parziale in qualsiasi forma. Questa edizione è pubblicata per accordo con Harlequin Enterprises II B.V. / S.à.r.l Luxembourg. Questa è un'opera di fantasia. Qualsiasi riferimento a fatti o persone della vita reale è puramente casuale. Harmony è un marchio registrato di proprietà Harlequin Mondadori S.p.A. All Rights Reserved. © 2009 Harlequin Mondadori S.p.A., Milano Prima edizione Harmony Serie Jolly febbraio 2009 Seconda edizione Harmony Pack gennaio 2013 Questo volume è stato stampato nel dicembre 2012 da Grafica Veneta S.p.A. - Trebaseleghe (Pd) HARMONY PACK ISSN 1122 - 5380 Periodico bimestrale n. 118E del 24/01/2013 Direttore responsabile: Alessandra Bazardi Registrazione Tribunale di Milano n. 239 del 15/05/1993 Spedizione in abbonamento postale a tariffa editoriale Aut. n. 21470/2LL del 30/10/1981 DIRPOSTEL VERONA Distributore per l'Italia e per l'Estero: Press-Di Distribuzione Stampa & Multimedia S.r.l. - 20090 Segrate (MI) Harlequin Mondadori S.p.A. Via Marco D'Aviano 2 - 20131 Milano


1 Rhiannon MacNally afferrò la racchetta da tennis, cioè il primo oggetto pesante che le capitò sottomano dall'aspetto vagamente contundente. Erano stati alcuni rumori sospetti a svegliarla. Un vero miracolo che li avesse uditi, considerando il maltempo che imperversava fuori. Era la prima notte che trascorreva in quella grande casa da sola con la figlia, e questo, combinato con il temporale, aveva contribuito a mantenerle il sonno leggero. Trattenne il respiro, ascoltando i suoni che provenivano dal pianterreno. Sì, c'era proprio qualcuno là sotto, pensò con un brivido. Ne ebbe la certezza mentre scendeva le scale a passo felpato, guidata dalla luce dei lampi che filtrava dalle imposte chiuse. Andare a vedere di chi si trattava probabilmente non era una buona idea. Detestava i film dell'orrore, nei quali la protagonista va esattamente dove non deve andare. Quello, però, non era un film, e quella era casa sua, maledizione! Non poteva restarsene a letto a tremare di paura. Camminò rasente il muro, ignorando la pelle d'oca e il freddo del pavimento sotto i piedi nudi, tenendo saldamente la racchetta con due mani. 5


Altri rumori. Questa volta più vicini, più distinti, seguiti da un'imprecazione sottovoce quando l'intruso urtò contro qualcosa in cucina. Rhiannon si sentì gelare il sangue nelle vene. Deglutì spasmodicamente, avvicinandosi alla porta della cucina, pronta a colpirlo e a gridare con quanto fiato aveva in gola per spaventarlo più di quanto lo fosse lei. Aprì la porta e alzò la racchetta. Un'ombra si mosse verso di lei, ma Rhiannon si fece da parte e colpì con tutte le sue forze dove immaginava si trovasse l'intruso, pronta a mirare nei punti bassi, in caso di necessità. Un attimo dopo udì un gemito, seguito da un'altra imprecazione, e seppe che il colpo era andato a segno. Lo sconosciuto però non si perse d'animo. Le afferrò il polso che teneva la racchetta e poi la spinse contro il muro, immobilizzandola. «Chi diamine...» «Lasciami!» ordinò Rhiannon, cercando di divincolarsi e di colpirlo di nuovo. «Lasciami o chiamo la polizia! Arriveranno in un minuto!» Era una frottola, naturalmente. Trovare il cellulare al buio sarebbe stata un'impresa, ma non era necessario che quel tipo lo sapesse. «Rhiannon?» Lei si immobilizzò, sentendo quella voce pronunciare il suo nome. Un attimo dopo avvertì il profumo di lui, qualcosa che la sua memoria riconobbe immediatamente. Qualcosa che non aveva mai dimenticato, anche se erano passati dieci anni, nonostante avesse cercato disperatamente di farlo. Era un sogno o un incubo? «Kane!» esclamò. Non c'era bisogno di domandare chi fosse. Era lui. «Che ci fai qui?» gli chiese, sorpresa e irritata dall'immediata reazione che la sua vicinanza le 6


suscitava. «Lasciami andare» ripeté, cercando di recuperare il controllo delle proprie emozioni. Lui, però, continuò a tenerla stretta a sé. «Lo farò solo se mi prometti di non colpirmi di nuovo con quell'arnese che hai in mano.» «Sei fortunato che non abbia trovato qualcosa di più grosso e pesante, o che non abbia mirato in basso... Mi hai spaventata a morte! Cosa diamine ti è venuto in mente di entrare di soppiatto in casa nel bel mezzo della notte? E mi chiedo come ci sei risuscito... Chi ti ha dato il permesso di farlo?» «Andiamo con ordine» rispose Kane, con una punta di divertimento nella voce. «Una donna sola, in una casa isolata, sente dei rumori al pianterreno. Prende il primo oggetto pesante che le capita sottomano e scende in cucina per sorprendere quello che suppone sia un ladro.» «Esatto» confermò Rhiannon. «Un'idea davvero geniale.» «Cos'altro avrei dovuto fare?» insorse lei. «Andiamo avanti... Mi hai chiesto cosa ci faccio a Brookfield. Che c'è di strano?» ribatté Kane. «Nel corso degli anni sono stato ospite in questa casa molte volte, proprio come te. Per tua informazione, ho lasciato qui delle cose che mi appartengono.» «Brookfield è casa mia, adesso che Mattie è morto, e non puoi entrare quando vuoi» puntualizzò Rhiannon. «Se hai lasciato qui degli oggetti personali, potevi venire di giorno a prenderli o farteli spedire.» In quel modo avrebbero evitato di rivederlo. «Non hai risposto alla mia domanda» gli fece notare poi. «Quale?» «Come hai fatto a entrare? Hai scassinato la serratura? In questo caso, pagherai i danni e...» «Ho la chiave.» Cosa? Lui aveva una chiave di quella casa? 7


«Voglio che tu me la dia. Subito» gli intimò Rhiannon. «E poi, per favore, vorresti lasciarmi andare?» Kane indugiò un istante, quindi fece un passo indietro e la liberò. Priva del calore di lui, Rhiannon rabbrividì sotto la vestaglia. Posò la racchetta e si massaggiò il polso indolenzito dalla sua stretta. «Ti spiacerebbe spiegarmi perché sei venuto? Non ricordo di averti invitato» aggiunse in tono brusco. «Dobbiamo parlare» ribatté Kane. Rhiannon fece un passo verso la porta. Quella conversazione al buio era a dir poco sconcertante. «Non abbiamo nulla da dirci e, anche se l'avessimo, ci tengo a informarti che c'è una nuova invenzione chiamata telefono. Avresti potuto usarlo per avvertirmi del tuo arrivo, invece di spaventarmi introducendoti qui nel bel mezzo della notte. Questo si chiama violazione di domicilio, signor Healey.» «Non se sono legalmente in possesso di una chiave» ritorse Kane. «Se non fosse stato per il fatto che ho bucato una gomma, sarei arrivato qui molto prima» le spiegò, mentre lei cercava l'interruttore per accendere la luce. «Mi avevano detto che saresti arrivata la prossima settimana.» Rhiannon premette il pulsante ma non accadde nulla. Era già successo al piano di sopra, e lei aveva pensato a una lampadina bruciata. «Forse manca la corrente per via del temporale» ipotizzò Kane. «Fantastico» mormorò lei. Fece qualche passo al buio ed emise un gemito urtando un fianco contro lo spigolo della credenza. Dopodiché finì un'altra volta contro Kane. Perse l'equilibrio, ma per fortuna lui la sostenne. Aveva assolutamente bisogno di fare un po' di luce 8


per evitare altri contatti fisici, pensò lei, seccata. E poi per guardarlo negli occhi e dirgli il fatto suo. Per un istante si udì solo il rumore del vento e quello della pioggia che batteva contro le persiane. «Immagino ci siano delle candele da qualche parte» suggerì Kane. «Certamente» rispose Rhiannon, scostandosi da lui. A tentoni, si avvicinò alla credenza, aprì un cassetto e cominciò a cercare alla cieca. Fra tutte le cose che aveva estratto dalle casse che aveva portato con sé, non ricordava ci fossero anche candele e fiammiferi. Eppure dovevano essere da qualche parte... Brookfield era una villa isolata in mezzo a una vasta tenuta di campagna, e di sicuro quella non era la prima volta che il maltempo provocava un blackout. Sentì Kane muoversi anche lui in cucina, aprire altri cassetti e ispezionarne al buio il contenuto. Per alcuni istanti cercarono in silenzio. «Le ho trovate» annunciò lei. «Io invece ho trovato i fiammiferi» disse Kane, agitando la scatola. «Resta dove sei, ti raggiungo io.» Rhiannon sentì il tipico sfregamento del fiammifero e poi vide la minuscola fiamma, che Kane avvicinò allo stoppino della candela. Adesso poteva vedere finalmente il suo ex fidanzato. Dopo dieci anni, Kane Healey aveva un aspetto più maturo, ma le sembrò ancora più attraente che in passato. Evitarlo per tutto quel tempo non era stato facile, ma fino a quel momento ci era riuscita. Avrebbe dovuto immaginare che dopo il funerale di Mattie, il loro comune amico e proprietario di Brookfield, le cose sarebbero cambiate. Alla debole luce della candela non riuscì a decifrare l'espressione negli occhi blu di lui. Ma forse non ci sarebbe riuscita nemmeno se fosse stato pieno giorno, concluse, dicendosi che non conosceva Kane meglio di 9


quanto aveva pensato di conoscerlo in passato. «Ci sono altre candele?» domandò lui. Quella domanda le diede il pretesto per voltargli le spalle, ma era troppo tardi. Il bel viso virile, dai lineamenti decisi e incorniciato dai folti capelli scuri, le aveva già infiammato la fantasia. «A parte questo, ti spiacerebbe dirmi cosa vuoi, Kane? Prima lo saprò, prima te ne andrai» gli rispose freddamente. «Te l'ho detto, dobbiamo parlare. La morte di Mattie ha cambiato molte cose.» «Non abbiamo nulla di cui parlare» ribatté Rhiannon. Ma mentre pronunciava quelle parole sentì un brivido familiare correrle lungo la schiena. Sì, era meglio che lui pensasse che non avevano niente di cui discutere. Erano dieci anni in ritardo. «Dobbiamo parlare di Brookfield.» «Perché?» Aveva preso un'altra candela dal cassetto e si voltò verso di lui per accenderla. «Tu non hai niente a che vedere con questa casa. Nel testamento Mattie l'ha lasciata a me.» «Mattie ha lasciato la casa a te, ma la tenuta a me» puntualizzò Kane. «Questo significa che abbiamo parecchie cose di cui discutere» ribadì. Cosa significava quella storia?, si chiese Rhiannon, sorpresa. Casa e terreno erano un'unica proprietà che la famiglia di Mattie si era tramandata di generazione in generazione. Sarebbe stato sicuramente un compito impegnativo dirigere e mantenere in attivo una tenuta vasta come Brookfield. Una vera e propria sfida, in cui era decisa a spendere tutte le proprie energie per assicurare un futuro a lei e a Lizzie. Lanciò un'occhiata a Kane. Lizzie! Non poteva permettere che Kane e Lizzie stessero così vicini! Lui sembrò leggerle nel pensiero. «Sta dormendo?» 10


Maledizione! L'ultima cosa che desiderava era discutere di sua figlia con Kane. Per quel motivo decise di ignorare la domanda. «Che vuol dire che tu hai la tenuta?» ribatté, cercando di cambiare argomento. Lui alzò le spalle, la giacca pesante che indossava inzuppata d'acqua. «Non c'è molto da spiegare. Sono il legittimo proprietario della tenuta. Mattie me l'ha venduta un anno fa.» «Perché avrebbe dovuto fare una cosa del genere?» domandò Rhiannon, senza a riuscire a reprime una nota di incredulità nella voce. «Mattie adorava questo luogo. Non se ne sarebbe mai separato mentre era ancora vivo.» «In circostanze normali non l'avrebbe mai fatto» ammise Kane, accendendo la seconda candela. «Ma a causa della sua malattia e delle cure alle quali era costretto a sottoporsi non riusciva più a occuparsi della tenuta come voleva. Gli offrii un prestito ma lui rifiutò. Così, per aiutarlo, comprai la sua parte di azioni della Micro-Tech e la tenuta, con la clausola che non l'avrei mai venduta separatamente dalla casa.» Era decisamente un incubo, pensò Rhiannon, sperando che prima o poi si sarebbe svegliata e avrebbe tirato un sospiro di sollievo. Perché se quella era la verità... come avrebbe fatto a liquidare Kane? «Sono pronto a farti un'offerta per la casa» le disse lui, anticipandola. Rhiannon lo fissò sorpresa, rendendosi conto solo in quel momento che la mano di Kane era stretta intorno alla sua, che reggeva la candela. Per sottrarsi al suo tocco, si spostò di colpo e una goccia di cera calda le cadde sulla mano, facendola sussultare. Lui si accigliò. «Sarà meglio trovare un supporto per le candele» consigliò. «Per fare cosa? Una riunione d'affari nel bel mezzo della notte?» Soffiò sul punto colpito dalla cera calda, 11


per alleviare il senso di bruciore e cercare di riordinare le idee. Maledizione, era a Brookfield da meno di ventiquattro ore ed era già nei guai. E che guai! «Non pensavo certo di arrivare a quest'ora» si giustificò Kane scrollando il capo. «A dire il vero, non pensavo nemmeno che tu fossi qui. Sono venuto perché domani mattina devo incontrare un agente immobiliare al quale ho chiesto di fare una stima della casa... Tanto per avere un'idea di quale sia il valore.» «Cioè alle mie spalle, senza nemmeno informarmi!» insorse Rhiannon. «Ho pensato che se avessi avuto dei dati precisi da mostrarti riguardo al valore della casa, avresti potuto prendere più facilmente una decisione in merito.» «In merito a cosa?» «Alla vendita, naturalmente.» «Mi sono appena trasferita qui. Non ho nessuna intenzione di traslocare di nuovo» asserì Rhiannon. Senza contare che per stabilirsi a Brookfield era stata costretta a lasciare il suo lavoro, cambiare scuola a Lizzie, abbandonare casa e amici. Non aveva alcuna intenzione di ricominciare tutto da capo. L'unica ragione che l'aveva convinta a un cambiamento di vita e abitudini così radicale era stata la convinzione che lei e Lizzie avrebbero avuto finalmente una casa tutta loro. «Non hai le risorse finanziarie per mantenere un posto di queste dimensioni» osservò Kane. «Non ho chiesto il tuo parere. E non hai alcun diritto di dirmi cosa posso o non posso fare» stabilì Rhiannon con ira. Kane si accigliò di nuovo. Nonostante quello che lei poteva pensare, non era venuto per complicarle la vita. Anche se di sicuro era l'ultima persona al mondo con la quale Rhiannon desiderava trattare di affari o formare 12


una società. Nel corso di quei dieci anni, gli aveva fatto capire chiaramente che non voleva avere più niente a che fare con lui. D'altra parte, era sicuro che lei non avesse i mezzi per comprare la tenuta e liquidarlo. Così aveva pensato che la soluzione migliore fosse che lui acquistasse la casa e liquidasse lei. In quel modo Rhiannon avrebbe avuto a disposizione una cospicua somma di denaro, che avrebbe potuto investire come desiderava. Dopodiché non sarebbe più stata costretta ad avere a che fare con lui. Semplice. Peccato però che la situazione si stava rivelando più complicata del previsto. Per prima cosa, si era preso un colpo nello stomaco, sferrato a tutta forza con una stupida racchetta da tennis. La cosa peggiore, però, erano state le emozioni che aveva provato tenendo di nuovo Rhiannon fra le braccia. E i ricordi... Qualcosa che preferiva non rammentare affatto. Alla luce delle candele lei era bellissima. I capelli rosso scuro le incorniciavano il viso dai lineamenti delicati, illuminato dai grandi occhi castani orlati da lunghe ciglia scure. In tempi e luoghi diversi, a lume di candela, probabilmente non avrebbe resistito alla tentazione di fare qualcosa di più che parlare con lei. Anche in passato aveva sempre provato un'attrazione irresistibile per Rhiannon MacNally. Versò la cera liquida su un piattino da caffè, vi appoggiò sopra la candela, aspettando che si solidificasse al punto da sostenerla. Raffiche di vento scuotevano le persiane e la pioggia battente non accennava a diminuire. «È tardi» affermò dando un'occhiata all'orologio. «Parleremo con calma domani mattina.» 13


«Non avrai intenzione di passare la notte qui, per caso...» si informò lei, cauta. «Santo cielo, Rhiannon! Qual è il problema? È una casa grande e lo spazio per gli ospiti non manca. Non ti accorgerai nemmeno della mia presenza fino a quando non scenderò in cucina a fare colazione.» Accennò un sorriso. «Ti prometto che non verrò a cercarti al buio.» Quell'allusione scherzosa non servì affatto a rassicurarla. «Non ho alcun desiderio di incontrarti a colazione» replicò. «Se c'è qualcosa di cui dobbiamo discutere, sei pregato di venire qui dopo che Lizzie sarà andata a scuola. La situazione è già abbastanza seccante così, senza che mi tocchi anche rispondere alle domande che mi farà su di te.» Era una scusa poco convincente, tuttavia Kane non fece obiezioni. «In questo caso, aspetterò a scendere fino a quando Lizzie non se ne sarà andata. Dopo la visita dell'agente immobiliare, avremo tutto il tempo di discutere con calma.» «Preferirei che tu te ne andassi» ribatté Rhiannon. «Non c'è una pensione o un albergo nel raggio di miglia» le ricordò lui. «Non abbiamo niente di cui parlare» ribadì lei. Quell'ostinazione non aveva senso, pensò Kane. Non riusciva a capire che problema c'era se lui trascorreva la notte in una delle camere degli ospiti. «Sì, invece» sospirò, cercando di non perdere la pazienza. «Che ti piaccia o no, la casa e la tenuta sono due proprietà inscindibili. Se non vuoi vendere e non hai il denaro per liquidarmi, saremo costretti a rimanere soci. Il che significa che dobbiamo prendere alcune decisioni di comune accordo.» «Preferirei tagliarmi una gamba piuttosto che accettare di stare in società con te» asserì Rhiannon. 14


«Di nuovo, vuoi dire?» ribatté lui con una punta di ironia. «In passato non è andata poi tanto male.» «Oh, sei un completo, totale bast...» «Questo non è un linguaggio degno della signora del castello» la interruppe lui, divertito. Lei lo incenerì con lo sguardo e Kane sorrise, rendendosi conto che probabilmente Rhiannon lo avrebbe colpito di nuovo volentieri con la racchetta. Un attimo dopo, però, sembrò recuperare il controllo. «Non ho nessuna voglia di continuare a discutere con te nel bel mezzo della notte» lo informò, scostandosi con decisione. «Dormi dove diamine vuoi, basta che non tu non ti faccia vedere da Lizzie prima che vada a scuola. Lei non sa chi sei e preferisco che continui a ignorarlo.» «Che vuoi dire? Non ha nessuna importanza il fatto che mi conosca o meno» replicò Kane, accigliandosi. Rhiannon gli voltò le spalle e si diresse verso la porta. «È la prima cosa sensata che ti sento dire dopo tanto tempo, e sulla quale sono d'accordo» disse freddamente. «Stai lontano da lei, Kane Healey. Non voglio che Lizzie scopra che razza di uomo sei.» «Ma di cosa diamine stai parlando?» scattò Kane. Anziché rispondere, Rhiannon lo piantò in asso, chiudendosi la porta alle spalle. Lui fece per seguirla, ma poi cambiò idea. Il buonsenso gli suggerì di andarsene e lasciare che fosse il suo avvocato a trattare con Rhiannon. Ma lui voleva... cosa? Sinceramente, preferiva non rispondere a quella domanda. Di sicuro sapeva quello che non voleva, pensò, seccato dall'effetto che dopo dieci anni Rhiannon aveva ancora su di lui. Qualcosa che non poteva assolutamente negare. Strinse la mascella. Prima se ne fosse andato da Brookfield, meglio sarebbe stato, concluse. 15


2758 - Vendetta perfetta

di L. Graham Vittorio ha un solo obiettivo ancora da raggiungere: assaporare il gusto della vendetta... Prima puntata di TRE SPOSE PER TRE MILIONARI.

2759 - Rimpianto argentino

di S. Stephens Quando l'esuberante Maxie irrompe nella tranquilla vita di Diego, lui non può che rimanerne affascinato. Pensi di essere FATTA PER LUI?

2760 - Lo sceicco senza cuore

di S. Marton Quando Rachel si trova di fronte Karim al Safir capisce che il suo segreto sta per essere svelato... Tornano I PRINCIPI DEL DESERTO.

2761 - Innocenti tentazioni

di S. Craven Tornata a casa, Chloe scopre di essere ancora in balia dei verdi occhi e dell'indomabile spirito di Darius. Regalatevi UN NUOVO INIZIO.

2762 - Assedio d'amore

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2763 - Il principe degli scandali

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2765 - L'offerta del greco

di E. Darcy Christina non ha nulla a che spartire con le modelle di cui si circonda Ari Zavros, però... Lasciati bruciare dal FUOCO GRECO.


2490 - Vietato amarti di L. Banks Philippa Devereaux è la più giovane delle sorelle della famiglia regnante a Chantaine. Lei è una ragazza molto tranquilla che non ha mai deluso la sua famiglia. Le cose cambiano quando Pippa incontra l'affascinante e tenebroso Nic Lafitte. Primo appuntamento con STIRPE REALE. 2491 - Abito bianco in agenda di N. Marsh Gemma Shultz non può permettere a quella società costruttrice di distruggere delle spiagge incontaminate. L'unico modo per farsi ascoltare è incatenarsi, perché di legarsi all'affascinante imprenditore Rory Devlin non ci pensa proprio! SIGNORE E SIGNORI IL MATRIMONIO È SERVITO! 2492 - Milionario da prima pagina di L. Fielding Claire Thackeray è euforica: sta per scrivere il pezzo che le svolterà la vita. La proprietà in cui vive da sempre sarà venduta, ma nessuno ancora lo sa. Hal North, il ragazzo ribelle che le ha rubato il cuore di adolescente, è l'acquirente. Claire avrà così lo scoop e anche lui. 2493 - Protocollo reale di R. Morgan Max Arragen è l'ultimo principe di Ambria. Non avendo mai ricoperto quel ruolo, viene affiancato dalla dolce e preparata Kayla Mandrake, con la quale lui ha trascorso un'unica notte di passione. Kayla lo riconoscerà? Ultimo appuntamento con il PRINCIPATO DI AMBRIA.


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1519 - Segreti e baci di M. Lennox Benvenuti al Sydney Harbour Hospital, dove ognuno nasconde un segreto. Lily si è trasferita a Sydney per sfuggire ai pettegolezzi, ma quando viene sorpresa tra le braccia del chirurgo Luke, la situazione precipita. L'unica soluzione adesso è fare finta di essere una vera coppia. 1520 - Il dottore senza passato di J. Taylor Nell'ospedale dove Gina lavora come infermiera arriva un nuovo paziente, ferito e senza memoria. Ma lei se lo ricorda benissimo: quell'uomo è Marco, l'unico amore della sua vita. Lo stesso uomo che si è dileguato dopo una notte d'amore, spezzandole il cuore. 1521 - Un playboy col camice di J. Neil Com'è possibile che un incallito playboy si trasformi nell'uomo dei sogni in una sola notte? Jade non sa resistere al fascino di Ben e cede alla passione per un'unica, indimenticabile notte. Ma alla luce del sole le cose sono molto diverse. Anche l'uomo di cui si è innamorata. 1522 - La mia vita nelle tue mani di S. Carlisle Hannah: Mio figlio è in grave pericolo e l'unico che può salvargli la vita è lo stesso uomo che ha distrutto la mia. Todd: Avevo dimenticato quanto amassi Hannah e quanto sia stato difficile per me lasciarla. Ma adesso non ho intenzione di commettere gli stessi errori.


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