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Titolo originale dell'edizione in lingua inglese: Lady Priscilla's Shameful Secret Harlequin Mills & Boon Historical Romance © 2012 Christine Merrill Traduzione di Mariadele Scala Tutti i diritti sono riservati incluso il diritto di riproduzione integrale o parziale in qualsiasi forma. Questa edizione è pubblicata per accordo con Harlequin Enterprises II B.V. / S.à.r.l Luxembourg. Questa è un'opera di fantasia. Qualsiasi riferimento a fatti o persone della vita reale è puramente casuale. © 2012 Harlequin Mondadori S.p.A., Milano Prima edizione I Grandi Romanzi Storici novembre 2012 Questo volume è stato stampato nell'ottobre 2012 presso la Rotolito Lombarda - Milano I GRANDI ROMANZI STORICI ISSN 1122 - 5410 Periodico settimanale n. 851 del 22/11/2012 Direttore responsabile: Alessandra Bazardi Registrazione Tribunale di Milano n. 75 dello 01/02/1992 Spedizione in abbonamento postale a tariffa editoriale Aut. n. 21470/2LL del 30/10/1981 DIRPOSTEL VERONA Distributore per l'Italia e per l'Estero: Press-Di Distribuzione Stampa & Multimedia S.r.l. - 20090 Segrate (MI) Gli arretrati possono essere richiesti contattando il Servizio Arretrati al numero: 199 162171 Harlequin Mondadori S.p.A. Via Marco D'Aviano 2 - 20131 Milano


CHRISTINE MERRILL

Amore e pregiudizi


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Robert Magson, Duca di Reighland, considerava ogni ricevimento a cui partecipava come una giungla indiana piena di trappole. Con la differenza che nei luccicanti saloni dell'alta società londinese non erano le tigri feroci a venir catturate, bensÏ degli ignari gentiluomini. E non si sarebbe stupito di vedere molte madri e figlie stare in agguato nella sala da ballo, ansiose di incrociare il suo sguardo anche solo per qualche istante. Sembravano convinte che potesse scegliere la moglie con una semplice occhiata in una stanza affollata. Era ridicolo. Perbacco, impiegava molto piÚ tempo ad acquistare un cavallo! Non avrebbe mai sborsato del denaro senza controllare denti, tastare garretti e chiedere informazioni sul pedigree dell'animale. La scelta di una moglie doveva senza dubbio richiedere altrettanta cura e attenzione. Mentre si guardava attorno con aria arcigna, vide due o tre giovani inchinarsi non appena le sfiorò con gli occhi. Quella improvvisa defe5


renza gli procurò una strana sensazione, come se il suo sguardo sprigionasse il calore bruciante dei raggi del sole al meriggio, che dardeggiano sui delicati fiori di un giardino facendo reclinare le corolle sugli steli. Soltanto un anno prima, quelle giovani non lo avrebbero degnato di un solo sguardo. Poi suo cugino era morto e lui era diventato lo scapolo più ambito e ricercato della Stagione. Robert aggrottò ancora di più la fronte e vide che le fanciulle indietreggiavano intimorite. Non che non intendesse sposare una di loro, beninteso, ma erano davvero in troppe ad accarezzare speranze su di lui. Se voleva avere un momento di pace, quella sera, non poteva mostrarsi eccessivamente cordiale. A essere sincero, la riunione era piacevolmente conviviale e non aveva motivo di sospettare che il padrone di casa, il Conte di Folbroke, complottasse contro di lui. Infatti, il gentiluomo era troppo giovane per avere figlie in età da marito e, a quanto ne sapeva, era sprovvisto di sorelle. «Ho saputo che avete in mente di chiedere la mano della figlia di Benbridge» lo apostrofò Folbroke, che gli era accanto. Era stupefacente che la notizia fosse già circolata. Robert aveva fatto una svogliata corte ad alcune giovani, ma solo di recente aveva preso in considerazione la figlia di Benbridge. Però era già un argomento di conversazione. «Che cosa ve lo fa pensare?» chiese in tono 6


indifferente. «Non l'ho neppure vista.» «A quanto sostiene mia moglie, Lady Benbridge sta raccontando a tutti che siete stato catturato dalla trappola del matrimonio» replicò il conte sorridendo. «Fino a che punto è vero? E non mi stupisce che non abbiate ancora incontrato la ragazza. È parecchio tempo che non si fa vedere in pubblico. Naturalmente io non me ne accorgerei, se anche si trovasse qui» aggiunse Folbroke. Era incredibile che il conte parlasse con tanta noncuranza della propria cecità. Forse per evitare che le persone lo trattassero come un invalido senza che vi fosse un vero motivo per farlo. Infatti, se si teneva ai lati della sala nel corso di ricevimenti come quello, Folbroke non appariva più a disagio degli altri uomini, che indugiavano contro le pareti per evitare la ressa al centro della sala. Robert ammirava la studiata indifferenza del padrone di casa e sperava di riuscire a emularla per apparire a proprio agio più di quanto si sentisse. A quattro mesi dalla nomina a duca, infatti, gli veniva ancora spontaneo cercare con lo sguardo il cugino Gregory, ogni volta che qualcuno lo chiamava Vostra Grazia. Come gli accadeva spesso, rivolse a Dio una silenziosa preghiera per il bambino che avrebbe dovuto ereditare l'altisonante titolo, mentre rimpiangeva i saggi consigli paterni. A volte aveva l'impressione che i suoi parenti non fossero morti, ma che lo avessero abbandonato in 7


un mondo che suscitava in lui perplessità e sconcerto. «Nonostante le convinzioni di Lady Benbridge, ho intenzione di incontrare la giovane prima di avanzare una formale proposta di matrimonio. Non avrò esperienza in proposito, ma non sono tanto sprovveduto da accettare di unirmi a una donna che non ho mai visto.» Folbroke rispose con un sorriso, come era solito fare. Il conte era un uomo gioviale, ma Robert aveva il sospetto che trovasse quella situazione – o almeno alcuni aspetti di essa – oltremodo divertente. «In ogni modo dovete conoscere Hendricks» gli raccomandò. «Lui sarà felice di introdurvi nella famiglia.» Robert sperava che Folbroke non si stesse prendendo gioco di lui, perché aveva simpatia per il conte e gli sarebbe dispiaciuto scoprire che era falso come gli altri, che fingevano di essere amici e poi ridevano dei suoi modi campagnoli dietro le sue spalle. «Hendricks, vieni qui» chiamò Folbroke. «C'è una persona che devi conoscere.» Ecco il motivo dell'invito, pensò Robert rilassandosi un po'. Hendricks era il protetto di Folbroke e quel ricevimento era solo un pretesto per fargli conoscere Sua Grazia, il Duca di Reighland. Non c'era niente di male, pensò. Aveva sentito dire che Hendricks era una persona che avrebbe potuto rivelarsi molto utile. E per muoversi con disinvoltura nelle com8


plesse sottigliezze di Londra, aveva bisogno di tutto l'aiuto possibile. Un uomo con gli occhiali sbucò all'improvviso dalla folla, come se il salone da ballo fosse stato un palcoscenico e lui fosse rimasto dietro le quinte in attesa di venire alla ribalta. Era stata un'entrata in scena perfetta. Robert non si era accorto che Hendricks era in attesa di un cenno di richiamo del conte, eppure aveva continuato a guardarsi attorno. «Desiderate qualcosa, Folbroke?» gridò di rimando Hendricks per farsi udire sopra il baccano generale, tuttavia il tono era deferente. «Solo presentarti al Duca di Reighland» rispose Folbroke. «Vostra Grazia, John Hendricks è il marito di Drusilla, la figlia maggiore di Benbridge e sorella della vostra Priscilla.» Guardò verso Hendricks, che allungava il collo per sentire meglio, e soggiunse: «John, è probabile che Reighland diventi tuo cognato. Sii gentile con lui, mi raccomando». L'altro inarcò le sopracciglia per lo stupore, prima di riuscire a controllare l'emozione. «Come state, Vostra Grazia?» riuscì a domandare. «Non bene come il conte sembra pensare» rispose Robert con un lieve cenno del capo. «Non è la mia Priscilla, Folbroke. Nonostante ciò che si dice, le mie intenzioni non sono definitive e irrevocabili. Non ho nemmeno visto la giovane in questione» tornò a precisare, chiedendosi cosa ci fosse di sbagliato negli a9


bitanti di Londra, che a quanto pareva avevano bisogno di spettegolare come dell'aria per respirare. «Ho intenzione di procurarmi una presentazione. Se scopriremo di poter andare d'accordo...» Si interruppe e si strinse nelle spalle. Hendricks annuì. «Se permettete, Vostra Grazia, vorrei presentarvi mia moglie, a cui interessa tutto ciò che riguarda Priss e che sarà felice di conoscervi.» «Non può chiedere direttamente a Priscilla, giacché sono sorelle?» «Ahimè, no» rispose Hendricks con un sorriso cortese. «A causa mia, temo. Il Duca di Benbridge non mi ha ritenuto, né mi ritiene, degno di far parte della sua famiglia, ma per fortuna Lady Drusilla non ha condiviso la sua opinione, con il risultato che adesso ha il divieto di avvicinare la sorella.» «Benbridge è uno stupido, se posso dirlo» intervenne Folbroke. «Non troverete uomo migliore e più intelligente di John Hendricks in questa stanza.» Robert aveva già sentito dire le stesse cose da altre persone. Hendricks era considerato una promessa nei circoli politici della città, per i modi garbati e la misteriosa capacità di trovarsi sempre nel posto giusto al momento opportuno. «È la presenza della sorella maggiore, il motivo dell'assenza della minore?» domandò in tono leggermente contrariato. Le poche volte che aveva parlato con il Du10


ca di Benbridge lo aveva giudicato un vecchio spocchioso e intransigente, il quale tuttavia non era intelligente e importante come si riteneva. Aveva avuto un'ulteriore conferma dell'impressione che aveva avuto. Ed era interessante vedere che, dovendo scegliere fra la compagnia dell'uno o dell'altro, Folbroke avesse preferito quella di Hendricks, di rango inferiore al suo, a quella di Benbridge, un pari del regno. Doveva tenerlo a mente per il futuro, si ripromise Robert. «Poiché questa sera eravamo stati invitati, Priscilla non ha avuto il permesso di venire» confermò Hendricks. «È assurdo e irragionevole da parte di Benbridge, ma non possiamo rinunciare a far vita di società per evitare di creare imbarazzo a una famiglia che non desidera più avere a che fare con Dru.» Si sistemò gli occhiali sul naso e guardò Robert negli occhi, prima di concludere: «Se sposerete Priss, avrete tutti i nostri auguri e le nostre felicitazioni, ma non ci aspettiamo di venire invitati alla cerimonia. Suo padre andrebbe su tutte le furie». Ciò che Hendricks aveva detto era ancora più seccante delle chiacchiere sulla scelta della sua sposa, pensò Robert. Non aveva pensato a chi avrebbe invitato al suo matrimonio, ma ricevere un rifiuto prima ancora di aver diramato gli inviti era davvero spiacevole. «La mia decisione non è irrevocabile» ripeté. «Ho parlato con Benbridge, naturalmente, 11


ma non ho ancora conosciuto la giovane.» Un pensiero gli balenò alla mente. «Voi, però, la conoscete, vero? Come la giudicate?» L'altro corrugò la fronte, poi rispose, in tono convinto: «È molto bella. Bionda, occhi azzurri, due deliziose fossette sulle guance. Sarà la più attraente delle mogli, ne sono certo. E i bambini che nasceranno saranno bellissimi». Aveva elogiato soltanto l'aspetto fisico, notò Robert, eppure aveva il sospetto che Hendricks non apprezzasse la giovane. Non a caso aveva scelto l'altra sorella. Ed era evidente che era perdutamente innamorato della moglie. Non significava che a lui Priscilla non sarebbe piaciuta, se mai l'avesse vista. Una moglie bella era sicuramente meglio di una brutta. «E avrete anche il favore e la stima di Benbridge. Priscilla è la figlia prediletta» soggiunse Hendricks. Lui annuì. «Proprio come pensavo.» Se il matrimonio non era molto più che un sodalizio tra due famiglie potenti, scegliere la figlia di un duca sarebbe stata una saggia decisione. Se voleva portare avanti l'idea di partecipare attivamente ai lavori del Parlamento, non gli avrebbe nuociuto avere alle spalle un decano della politica come Benbridge. E a giudicare dall'importanza che il duca attribuiva al rango e al decoro, doveva aver educato le figlie a comportarsi in modo irreprensibile fin dalla nascita. Lady Priscilla lo avrebbe aiutato a evitare di compiere passi falsi in società. 12


Con la lunga fila di uomini che si erano frapposti tra lui e il titolo, Robert non si sarebbe mai aspettato di diventare duca. Invece Lady Priscilla era stata educata per essere una duchessa, o almeno una contessa. Così avrebbe saputo che cosa ci si aspettava da lei. E lui non si sarebbe dovuto preoccupare della direzione della casa e della vita di società. Sarebbe stato un gran sollievo, decise. Perché mai Hendricks si era limitato a elogiare la bellezza della giovane, come se non trovasse in lei altri pregi oltre l'aspetto fisico? C'era sotto qualche mistero? Una tara ereditaria, forse? Dovendo scegliere fra quella e la debolezza di carattere, Robert avrebbe preferito la seconda. Infatti, se aveva visto figli virtuosi con genitori stolti o dissoluti, sembrava che la demenza si trasmettesse da una generazione all'altra. «Priss è la luce dei suoi occhi» dichiarò Hendricks strappandolo alle sue riflessioni. «E quella è la mia» asserì, indicando la donna che si stava avvicinando a loro. Sembrava sana di mente, pensò Robert, ma non era bionda e non aveva gli occhi azzurri. Né aveva la carnagione colorita di Benbridge. L'esperienza che aveva fatto allevando cavalli per anni gli aveva insegnato che una diversità di colori così marcata era insolita fra consanguinei. «Avete detto che vostra moglie è la sorellastra di Priscilla?» azzardò quindi. 13


Hendricks lo guardò attonito, ma Folbroke rimase indifferente. «Non ho mai detto niente di simile, Vostra Grazia.» L'approfondita conoscenza della biologia lo aveva indotto a mettere in dubbio la legittimità della nascita della primogenita di Benbridge. Robert non pensava che lei avesse sentito le sue parole nel frastuono del salone e il marito pareva troppo ansioso di godere del suo sostegno per riprenderlo. Il che dimostrava che aveva assoluto bisogno di qualcuno che lo togliesse d'impaccio in situazioni come quella e riparasse ai suoi errori con sorrisi gentili e parole adeguate. In ogni modo sembrò che Hendricks non avesse dato importanza alle sue parole, perché non fece commenti e passò alle presentazioni. «Lady Drusilla» pronunciò Robert esibendosi in un compito inchino. «Vi prego, Vostra Grazia, potete chiamarmi Mrs. Hendricks» rispose lei, rivolgendo al marito uno sguardo adorante, con il quale diceva che per lei non esisteva onore più grande di quello di portare il suo nome, e che fece arrossire il controllato e compassato sposo. Da quando frequentava il ton, era la prima volta che Robert vedeva una coppia tanto innamorata e affiatata. Quella constatazione gli procurò una fitta di invidia. Era ciò che aveva desiderato per sé, prima che la sua vita subisse il recente, drammatico cambiamento. Aveva sognato di trovare una donna che lo amasse 14


per se stesso, per l'uomo che era, e non per il suo titolo. La sorella minore aveva il carattere dolce e sensibile di questa donna? «D'accordo. Mrs. Hendricks, sono lieto di conoscervi.» «John mi riferisce che avete notizie di mia sorella» replicò Drusilla, rivolgendogli un sorriso pieno di speranza. Lui scosse il capo. «No, ma sto riflettendo sull'opportunità di chiedere la sua mano.» «L'avete incontrata?» domandò lei. «Non ancora» rispose Robert. Anche se doveva farlo presto, si ripromise. Se non altro per evitare di continuare a ripetere che non l'aveva mai vista. «Non la conoscete, ma avete in mente di farle una proposta di matrimonio.» La leggiadra Mrs. Hendricks corrugò la fronte. «Immagino che abbiate parlato con mio padre della vostra intenzione.» Robert annuì con il capo. «Mi auguro, Vostra Grazia, che pensiate anche al bene della vostra futura sposa. Sono sicura che mio padre attribuisca maggior importanza al vostro rango che alla futura felicità di mia sorella. Invece io ho attese più semplici e non vorrei che fosse venduta a un uomo che non prova niente per lei.» Robert fece scorrere gli occhi da Hendricks a Folbroke, aspettandosi che uno dei due intervenisse per impedire alla signora di continuare a offenderlo. Folbroke, però, si limitò a sorridergli, come se ritenesse l'osservazione perfet15


tamente legittima e si aspettasse una replica. Anche Hendricks lo guardò come se pensasse la stessa cosa, sebbene non avesse dimostrato di provare simpatia per la giovane di cui stavano parlando e conoscesse i rischi che si correvano a offendere un pari del regno. Sarebbe stato altrettanto schietto, decise Robert. «So di essere più esperto di cavalli che di matrimoni, Mrs. Hendricks» ammise con sincerità. «Fino a poco fa, non avevo altri progetti a parte allevare e vendere bestiame, ma ero apprezzato per la mia competenza in materia. Non ho intenzione di concludere un affare così importante senza avere almeno cavalcato la puledra in questione.» Folbroke trattenne a stento una risata. Ci sono cascato di nuovo, gemette Robert fra sé. «Non intendevo dire che...» Lanciò una breve occhiata a Mrs. Hendricks. Se aveva capito l'involontaria allusione... «Desidero solo incontrarla» si corresse. «Dobbiamo parlare... conoscerci... prima che sia in grado di prendere una decisione. Comunque vi assicuro che, quando mi assumo un impegno, tratto tutte le cose e le persone di cui sono responsabile con il rispetto e l'affetto che meritano.» Hendricks sembrava dubbioso, quasi stesse calcolando quanto rispetto sua cognata meritasse di ricevere. E Lady Drusilla, o meglio Mrs. Hendricks, continuava a fissarlo come se cercasse di dare un giudizio su un uomo che paragonava il ma16


trimonio al commercio dei cavalli e ammetteva di voler cavalcare la sua amata sorella. «Ritengo sia una risposta onesta» dichiarò alla fine. «Conoscendo mio padre, non mi sarei potuta aspettare che scegliesse per Priss un marito in considerazione di qualche preesistente legame affettivo. Devo sperare tuttavia che mio marito e Lord Folbroke non mi avrebbero presentato a voi se non vi reputassero degno di sposare mia sorella» concluse, come se il fatto che Priscilla sarebbe diventata una duchessa non avesse alcuna importanza per lei. Poi addolcì il tono e soggiunse: «Quando vedrete Priss, vi prego di riferirle che ho chiesto di lei e ditele che, se avesse bisogno di me, deve sentirsi libera di venire a cercarmi, nonostante ciò che nostro padre asserisce». Le ultime parole di Mrs. Hendricks indussero Robert a pensare che sarebbe stato meglio che non fosse stato lui la causa della presunta infelicità della misteriosa Priscilla, se non voleva ricevere una severa punizione. «D'accordo, madam, sarò lieto di riferire il vostro messaggio» si affrettò ad assicurare. E lo avrebbe fatto presto, ne era sicuro. Quella conversazione aveva trasformato in viva curiosità il tiepido interesse che aveva avuto nei confronti della secondogenita di Lord Benbridge. Anche se non era certo di volerla sposare, era determinato a incontrarla per comprendere il motivo di tanta agitazione.

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GRS851_AMORE E PREGIUDIZI  
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