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Kathie DeNosky

AMBIZIONE MILIONARIA


Titolo originale dell'edizione in lingua inglese: Sex, Lies and the Southern Belle Harlequin Desire © 2012 Harlequin Books S.A. Traduzione di Rita Pierangeli Tutti i diritti sono riservati incluso il diritto di riproduzione integrale o parziale in qualsiasi forma. Questa edizione è pubblicata per accordo con Harlequin Enterprises II B.V. / S.à.r.l Luxembourg. Questa è un'opera di fantasia. Qualsiasi riferimento a fatti o persone della vita reale è puramente casuale. Harmony è un marchio registrato di proprietà Harlequin Mondadori S.p.A. All Rights Reserved. © 2012 Harlequin Mondadori S.p.A., Milano Prima edizione Harmony Destiny luglio 2012 Questo volume è stato stampato nel giugno 2012 presso la Rotolito Lombarda - Milano HARMONY DESTINY ISSN 1122 - 5470 Periodico settimanale n. 1961 del 3/07/2012 Direttore responsabile: Alessandra Bazardi Registrazione Tribunale di Milano n. 413 del 31/08/1983 Spedizione in abbonamento postale a tariffa editoriale Aut. n. 21470/2LL del 30/10/1981 DIRPOSTEL VERONA Distributore per l'Italia e per l'Estero: Press-Di Distribuzione Stampa & Multimedia S.r.l. - 20090 Segrate (MI) Gli arretrati possono essere richiesti contattando il Servizio Arretrati al numero: 199 162171 Harlequin Mondadori S.p.A. Via Marco D'Aviano 2 - 20131 Milano


I KINCAID

Uniti da passioni e potere. Divisi da un segreto ancestrale. Basta un attimo e la vita può cambiare per sempre. L'élite di Charleston, incantevole cittadina nella Carolina del Sud, è sconvolta da un terribile evento: Reginald Kincaid, uno tra i più grandi imprenditori dello Stato, è stato assassinato. Come se non bastasse, ben presto si scopre che l'uomo aveva da più di trent'anni una seconda famiglia a Greenville, e ora Jack Sinclair, il figlio fino ad allora tenuto segreto, pretende di ottenere tutto ciò che durante quei lunghi anni gli è stato negato. La battaglia per la conquista del Kincaid Group è iniziata, e nessuna delle parti è intenzionata a perdere. Le passioni, i tradimenti e gli intrighi che interessano questa dinastia antica e rispettata si intrecciano con la ricerca della verità. Ognuno ha qualcosa da nascondere, ma tutti desiderano vincere, sia in affari che in amore.

Ad agosto non perderti SENSUALE DUELLO, di Rachel Bailey e scopri già da questo mese, su www.eharmony.it, il primo capitolo della storia di Jack Sinclair, deciso a conquistare ogni cosa, compresa la donna che ama.


I KINCAID I PROTAGONISTI

LILY KINCAID - La più giovane della famiglia, sarà quella che maggiormente soffrirà per la scomparsa del padre. Ma Daniel Addison è subito al suo fianco. MATTHEW KINCAID - La sua vita si divide tra il lavoro e la famiglia, e non ha tempo per l'amore. Susannah Parrish gli farà cambiare idea. RJ KINCAID - L'erede del Kincaid Gruop, farà tutto ciò che è in suo potere per riconquistare la compagnia. E il cuore di Brooke Nichols. ELI HOUGHTON - Nonostante sia impegnato con un'altra donna, non riuscirà a resistere al fascino di Kara Kincaid. Averla nel suo letto è solo questione di tempo. RAKIN ABDELLAH - Le sue origini arabe, potenti e passionali, incendieranno di desiderio le notti di Laurel Kincaid, rendendo vana ogni resistenza. JACK SINCLAIR - Il figlio illegittimo, il fratello segreto e... il primo sospettato. Nikki Thomas ha il compito di smascherarlo, ma il nemico è così seducente che la sua missione si accende di passione.


1 Un nodo cominciò a formarsi nello stomaco di Lily Kincaid mentre posava lo sguardo sulla sua famiglia e i tre estranei che, il giorno prima, avevano partecipato al funerale di suo padre. Erano seduti attorno a un tavolo, in attesa della lettura del testamento di Reginald Kincaid e, per quanto fosse difficile credere che il suo beneamato padre se n'era andato, il fatto che negli ultimi trent'anni avesse condotto una doppia vita era quasi impossibile da digerire. Superava l'umana comprensione pensare che, in tutti quegli anni, aveva avuto una seconda famiglia a Greenville. Quando Harold Parsons, il legale di suo padre, entrò nella sala con un voluminoso faldone e si sedette a capotavola, estraendo numerose buste e carte, l'apprensione di Lily aumentò, mescolata a una rabbia sorda e sfiancante. Odiava che le avessero portato via il padre, odiava che il lavoro di tutta la sua vita stesse per essere diviso in quote. Più di tutto, però, odiava aver avuto di lui una visione che non era niente di più di un'illusione – un'illusione che era andata in frantumi e che, in apparenza, non era possibile riparare. «Prima di cominciare, vorrei esprimere le mie più sentite condoglianze per la vostra perdita» disse il signor Parsons, con palese sincerità. «Conoscevo Reginald da 7


molti anni e mi mancherà il suo senso dell'umorismo. Ricordo quella volta...» Lily si morse il labbro per impedirgli di tremare quando l'uomo che sosteneva di essere il suo fratellastro, Jack Sinclair, si schiarì la gola e guardò l'orologio, come se volesse affrettare le cose. Come era possibile che un uomo cordiale e affettuoso come suo padre avesse generato un figlio così insensibile e freddo? L'espressione sul volto di RJ, il suo fratello maggiore, era minacciosa. «Hai fretta di andartene, Sinclair?» «In effetti, è così» dichiarò Jack. «Quanto tempo ci vorrà, Parsons?» Le sopracciglia bianche del signor Parsons si incontrarono al centro, al di sopra degli occhiali, in segno di disapprovazione. «Tutto il tempo necessario, giovanotto.» «Per favore, Jack» supplicò Angela Sinclair con voce tremante, mettendo una mano sul braccio del figlio. I suoi capelli biondi, tagliati all'altezza del mento, ondeggiarono quando scosse la testa. «Per favore, non rendere tutto più difficile di quanto lo è già.» In circostanze diverse, Lily avrebbe provato pietà per lei. Il giorno prima al funerale e adesso, in attesa della lettura del testamento, era evidente che la morte di Reginald Kincaid era stata per lei un duro colpo. Ma considerando che, per gli ultimi trent'anni, l'infermiera era stata l'amante di suo padre e si era presentata per piangerne la morte come se lei e i suoi figli facessero di diritto parte della famiglia, era troppo perché Lily potesse sopportarlo. O Angela Sinclair non se ne rendeva conto oppure se ne infischiava che, per la famiglia Kincaid, sarebbe stata un'esperienza devastante. «Dovete scusare l'impazienza di mio fratello» intervenne pacato Alan Sinclair, rivolgendo un sorriso contrito a Lily e alla sua famiglia. «Temo che Jack stia ancora 8


cercando di elaborare e accettare la morte di Reginald.» Il figlio più giovane di Angela, Alan, sembrava l'esatto opposto del fratello maggiore sotto tutti gli aspetti. Mentre Jack era alto, con capelli scuri, occhi azzurri e un atteggiamento freddo e insensibile, Alan era più basso, aveva capelli biondo scuro e occhi castani come la madre, e dava l'impressione di comprendere lo shock subito dai Kincaid. Non solo dovevano affrontare la morte del padre, probabilmente per sua stessa mano, ma anche la cruda verità della sua vita clandestina. «Non scusarti per me» borbottò Jack. Nella sua espressione c'era tanta animosità che era evidente come tra i due non corresse buon sangue. «Non ho niente per cui dovrei farlo.» «Basta così!» esclamò RJ in tono perentorio. Quindi si rivolse all'avvocato. «La prego, continui, signor Parsons.» «Se Sinclair non vuole fermarsi per ascoltare i dettagli, sono sicuro che lei può scrivergli una lettera specificando che cosa nostro padre intendeva lasciargli» suggerì Matt, spalleggiando RJ. Di pochi anni più grande di lei, suo fratello Matt aveva già avuto la sua dose di dolore. Era passato appena un anno da quando aveva seppellito la moglie, Grace, ed era rimasto da solo a crescere il loro figlioletto, Flynn. La perdita del padre, avvenuta a così breve distanza, doveva evocargli ricordi molto dolorosi. Lily lanciò un'occhiata alla madre, per vedere come reagiva a quell'ultimo colpo di scena. Incarnazione dell'autentica signora del Sud, Elizabeth Kincaid aveva mantenuto una calma dignitosa durante tutta quell'ardua prova, tanto che Lily non poteva impedirsi di invidiarla. Si sarebbe detto che sua madre la stesse prendendo molto meglio di lei e delle sue due sorelle. Laurel, la sorella 9


maggiore, continuava ad asciugarsi le lacrime con un fazzoletto di pizzo, mentre Kara sembrava in uno stato di totale shock. «Ti prego, continua, Harold» disse sua madre, sistemando una ciocca dei corti capelli color castano ramato. «Molto bene, signorina Elizabeth» rispose Parsons, usando il termine signorina come era consuetudine tra i gentiluomini più anziani del Sud quando si rivolgevano a una signora, nubile o sposata che fosse. Lesse ad alta voce i preliminari, quindi si schiarì la gola e iniziò a elencare le disposizioni di suo padre. «Riguardo le mie proprietà personali, vorrei che fossero suddivise come segue. A mio figlio RJ lascio l'Oak Great Lodge sulle Smoky Mountains. A mia figlia Laurel, lascio la mia casa sulle Outer Banks. A mia figlia Kara, lascio la mia casa per le vacanze sull'isola di Hilton Head. A mio figlio Matthew, lascio la fattoria di famiglia, dove eravamo soliti trascorrere le vacanze. E a mia figlia Lily, lascio la casa del Colonnello Samuel Beauchamp alla Battery.» Gli occhi di Lily si colmarono di lacrime. Suo padre sapeva quanto amava le case storiche della Battery, una delle zone più belle di Charleston e forse di tutto lo stato della Carolina del Sud. Ma Lily ignorava che lui possedesse una delle dimore signorili di quel quartiere. Dopo aver esposto i lasciti in denaro e le proprietà che suo padre assegnava a Elizabeth e ad Angela, il signor Parsons aggiunse: «Quando ha aggiornato il suo testamento, Reginald ha scritto queste lettere e mi ha chiesto di darvele dopo la sua morte». Consegnò a tutti i presenti, tranne Elizabeth, una busta sigillata con i loro rispettivi nomi prima di proseguire: «Quanto alle attività commerciali, andranno divise come segue: RJ, Laurel, Kara, Matthew e Lily riceveranno ciascuno il nove percento delle quote del Kincaid Group. Il mio primogenito, Jack 10


Sinclair, riceverà il quarantacinque percento delle quote». Il silenzio regnò per diversi secondi in un'atmosfera di pesante disagio mentre i presenti assimilavano la gravità delle ultime volontà di suo padre. «Per la miseria!» L'esclamazione di RJ era un miscuglio di furore a stento contenuto e di totale incredulità. Lily trasalì mentre il nodo nel suo stomaco si trasformava in nausea. Come era possibile che suo padre facesse una cosa del genere ai propri figli, soprattutto a RJ, il suo legittimo primogenito? RJ aveva lavorato indefessamente come vicepresidente del Kincaid Group, nella convinzione che, un giorno, quando suo padre avesse deciso che era arrivato il momento di ritirarsi, ne sarebbe diventato il presidente. La notizia che aveva invece lasciato la maggioranza delle azioni a Jack Sinclair era difficile da accettare per tutti i rampolli Kincaid, ma era sicuramente devastante per RJ. «Così si arriva soltanto al novanta percento» fece notare RJ, cupo in volto. «E la percentuale mancante?» Il signor Parsons scosse la testa. «Essendo tenuto al segreto professionale che intercorre tra l'avvocato e il suo cliente, non sono libero di dirvelo.» Nella sala esplosero commenti adirati e minacce di ritorsioni legali da entrambi i lati del tavolo, e Lily ebbe l'impressione che le pareti si stessero richiudendo sopra di lei. Sapeva che, se non fosse uscita, si sarebbe sentita male fisicamente. «Ho... ho bisogno di aria» disse, a nessuno in particolare. Alzandosi in piedi, infilò la lettera del padre ancora chiusa nella borsa e fuggì dalla sala. Non avrebbe saputo dire se a farla sentire male era stata la notizia del tradimento di suo padre o la nuova vita che stava crescendo 11


dentro di lei, ma doveva fuggire dallo studio legale. Mentre percorreva di corsa il corridoio che portava alla reception, senza prestare attenzione, andò a sbattere contro qualcuno che sembrava inchiodato sul posto. Forti mani l'afferrarono per le spalle per impedirle di cadere e quando lei alzò la testa, il suo cuore saltò diversi battiti. Di tutte le persone che avrebbe potuto incontrare allo studio legale, perché doveva scontrarsi proprio con il proprietario e amministratore delegato delle Addison Industries? Daniel Addison era non soltanto il concorrente più agguerrito del Kincaid Group, ma anche il padre del suo bambino. Un bambino della cui esistenza lui era del tutto all'oscuro. «Dov'è l'incendio, tesoro?» chiese Daniel, facendo recuperare l'equilibrio alla donna che, nelle ultime due settimane, l'aveva trattato come se fosse stato un appestato. «Ho... ho bisogno di aria» replicò Lily con un filo di voce. Daniel rimase turbato davanti al pallore innaturale del suo volto e alla disperazione che le appannava gli occhi azzurri, di solito pieni di vita. Il pomeriggio del giorno prima, quando aveva partecipato al funerale di Reginald Kincaid, aveva notato che era sconvolta, ma quello che aveva davanti agli occhi andava ben oltre il dolore per aver perso una persona amata. Lily dava l'impressione che tutto il mondo le stesse crollando intorno. «Coraggio» le disse, mettendole un braccio sulle spalle e guidandola verso l'uscita. «La mia famiglia... non posso andarmene.» Fermandosi alla reception, Daniel disse alla donna dietro il banco che avrebbe poi telefonato per fissare un nuovo appuntamento, quindi la incaricò di informare la 12


famiglia Kincaid che avrebbe accompagnato Lily a casa. Mentre la conduceva fuori attraverso le doppie porte a vetri, vedendola deglutire nella fredda aria di gennaio capì che stava per rivedere la colazione. Guidandola lungo il marciapiede verso un cestino della spazzatura, le tenne i lunghi capelli rossi scostati mentre vomitava. «Per favore, vattene e lasciami morire in pace» disse Lily quando alla fine rialzò la testa. «Non morirai, Lily» la rassicurò lui, mettendole una mano sotto il mento mentre le asciugava le lacrime con un fazzoletto. «Sono sicura che ti sbagli.» Lei trasse un respiro profondo. «In questo momento, penso che la morte... sarebbe una benedizione.» «Sei venuta con la tua macchina?» «No, sono venuta con mia madre» rispose Lily con voce appena un po' più ferma. Daniel la circondò con un braccio e l'attirò vicino mentre la guidava verso il parcheggio. «Bene. Non dovrò mandare qualcuno a recuperarla.» «Non posso andarmene» protestò lei, accennando a voltarsi verso lo studio legale Parsons, Gilbert & Humboldt. Lui la bloccò. «Non se ne parla nemmeno, Lily. Sei troppo sconvolta.» Aprendo la portiera dalla parte del passeggero della sua Mercedes bianca, Daniel indicò l'interno con un cenno del capo. «Sali. Ti porto a casa.» «È una vera prepotenza da parte tua» si impuntò Lily. Daniel scosse la testa. «No, sto prendendo una decisione saggia. E adesso, vuoi salire oppure devo sollevarti io di peso?» Lei lo fissò in cagnesco. «Non oseresti.» «Mettimi alla prova, tesoro.» Si fissarono per un lungo momento, in uno scontro di 13


volontà, prima che lei alla fine si decidesse a salire. «Bene. Portami a casa, dopodiché vattene per la tua strada.» Lui richiuse la portiera e girò intorno all'auto per andare a mettersi al volante. «Su questo punto, staremo a vedere.» Considerando lo stato emotivo in cui si trovava, Daniel non intendeva turbarla ancora di più dicendole che non l'avrebbe lasciata da sola finché non avesse avuto la certezza che stava bene. Poteva essere spietato negli affari, arrogante con i concorrenti quando si trattava di conquistare un cliente nuovo, e stanco di molte cose della sua vita, ma non era un bastardo così insensibile da lasciare da sola una donna ovviamente sconvolta. Soprattutto se quella donna era Lily Kincaid. Per motivi che non riusciva a spiegarsi, ne era stato attratto dal momento in cui aveva posato gli occhi su di lei al ballo di beneficenza per l'ospedale pediatrico, che sua madre aveva contribuito a organizzare. Era giovane, vivace e con un gusto per la vita che trovava affascinante, così lui si era presentato e le aveva chiesto di ballare, quindi l'aveva invitata a cena. Non si aspettava che accettasse, considerando i tredici anni di differenza che li separavano, invece lei l'aveva piacevolmente sorpreso rispondendo di sì. Da allora, erano passati più di tre mesi e, fino a due settimane prima, si erano visti quasi tutte le sere. Quando si rese conto che Lily si era addormentata, Daniel le coprì la mano con la propria. Non era stata sua intenzione spingersi così avanti e così in fretta, ma non poteva dire di esserne dispiaciuto. Lily era la donna più eccitante che avesse mai incontrato, e il tempo che passavano insieme lo faceva sentire più vivo e meno cinico. Quello che non riusciva a capire era perché, di punto in bianco, avesse smesso di rispondere alle sue telefonate e 14


accampasse ogni sorta di scuse per non uscire con lui. Mentre imboccava il viale e girava intorno alla casa dei Kincaid fino alla rimessa, dove Lily aveva il suo appartamento, Daniel scosse la testa. Non sapeva che cosa fosse successo o perché lei, d'un tratto, non volesse avere più niente a che fare con lui, ma aveva tutte le intenzioni di scoprirlo. Fermando l'auto, si allungò per sfiorarle la guancia con le dita. «Sei a casa, tesoro.» Lily aprì gli occhi e si rizzò a sedere per guardarsi in giro. «Grazie per avermi accompagnata, Daniel. Sono sicura che adesso vorresti trovarti da un'altra parte.» Prima che avesse il tempo di aprire la portiera, lui l'anticipò. «Dammi le chiavi» disse, aiutandola a scendere. «Sto davvero bene. Non occorre che tu aspetti che sia entrata.» «Che gentiluomo sarei se non lo facessi?» ribatté lui, sorridendo. Per la prima volta da quando si era imbattuto in lei allo studio legale, Lily lo guardò dritto negli occhi. «Dammi tregua, signor Addison. Siamo a metà mattina e dubito di correre qualche rischio.» Daniel sollevò la mano e le passò l'indice sulla guancia. «Dunque, adesso sono il signor Addison? Credevo che tra noi ci fosse un ben diverso grado di intimità, tesoro.» «Io... ehm, suppongo di sì... una volta» rispose lei, chiaramente a disagio. Daniel aveva sentito attribuire a qualcuno l'espressione di un cerbiatto colto dai fari di un'auto ma, fino a quel momento, non se l'era mai trovata di fronte. Quello era però l'unico modo per descrivere l'espressione sul bel volto di Lily. Sembrava presa in trappola e disperata. La domanda era, perché? Qual era il motivo per cui la 15


sua presenza la metteva così chiaramente a disagio? Purtroppo, avrebbe dovuto aspettare che lei si fosse calmata prima di indagare sul motivo per cui aveva posto fine alla loro relazione. Gli ultimi giorni erano stati un incubo per lei e per la sua famiglia, perciò non avrebbe aggiunto altro stress sottoponendola a un interrogatorio. Quando le mise una mano sulle reni, avvertì il lieve tremito che la percorse e capì che non era stato causato dalla mite temperatura invernale di Charleston. Bene. Quantomeno, non era diventata del tutto immune a lui e al suo tocco. «So che tutto questo è stata una prova durissima per te, Lily» disse con sincerità. «Per la mia tranquillità, vorrei assicurarmi che tu stia bene prima di andarmene.» «Non c'è niente che io possa dire per dissuaderti, vero?» sospirò lei. «No.» Daniel non l'aveva mai vista così spossata e detestava che gli avvenimenti degli ultimi giorni avessero fiaccato il suo spirito di creatura libera e spensierata. Che se ne rendesse conto o no, Lily aveva bisogno di qualcuno che l'aiutasse a superare uno dei momenti più difficili della sua vita, e lui aveva tutte le intenzioni di essere quel qualcuno. «Perché non ti siedi e sollevi i piedi mentre preparo del caffè?» le propose mentre entravano in soggiorno e l'aiutava a togliersi il cappotto. «Niente caffeina per me» replicò lei, facendo ondeggiare i lunghi capelli ondulati quando scosse la testa. «Io, ehm, ultimamente non dormo bene.» «Posso capirlo» disse Daniel, guidandola verso il divano. «Ne hai passate di tutti i colori negli ultimi tempi, tesoro.» «Non lo immagini nemmeno.» Lily si lasciò cadere 16


sui cuscini e i suoi begli occhi azzurri erano lucidi di lacrime quando alzò la testa e lo guardò. «Perché l'ha fatto?» Se il resoconto dei giornali sulla morte di Reginald era esatto, l'uomo si era servito di uno degli antichi fucili della sua collezione per togliersi la vita. Daniel sapeva che Lily e il padre erano molto legati, perciò doveva essere stato durissimo per lei affrontarne il suicidio. «Non sono in grado di dirti come siano andate le cose, Lily» esordì, sedendosi al suo fianco per prenderla tra le braccia. «Forse non si scoprirà mai perché tuo padre si sia sentito costretto a una conclusione così drastica. Tuttavia, una volta superato lo shock, sono sicuro che riuscirai a lasciarti alle spalle questa vicenda e a ricordare i bei momenti che avete vissuto insieme.» Lei scrollò il capo con ostinazione. «Non ne sono altrettanto sicura. Non quando tutto quello che credevo di sapere su mio padre si è rivelato una menzogna.» L'intenzione di Daniel era stata di consolarla, non di turbarla ancora di più. «Concediti un po' di tempo. In questo momento, sei troppo fragile emotivamente per vedere le cose con chiarezza.» «Tu non capisci, Daniel.» Lily si scostò per guardarlo negli occhi. «Voglio dire che papà era tutto una menzogna, alla lettera.» Qualcosa nella veemenza delle sue parole gli fece capire che, in quella storia, doveva esserci molto di più di quanto avevano riportato i media, e che lei doveva sfogarsi se non voleva rischiare un crollo emotivo. «Che cosa ti spinge a crederlo, Lily?» Lei esitò un momento mentre una prima lacrima, seguita da un'altra, le rigava la guancia pallida. «Tanto vale che te lo dica. In ogni caso, entro la fine della settimana tutta Charleston ne parlerà.» 17


«Ti ascolto.» «Hai notato l'anziana donna bionda e i due uomini che erano seduti dietro la mia famiglia al funerale?» Lui annuì. «Sono parenti arrivati da fuori città?» «No. Sì.» Lily si asciugò le lacrime con il dorso della mano. «A dirti la verità, non saprei come chiamarli.» «Rallenta, Lily.» A Daniel non piaceva che si stesse agitando ancor di più. «Chi sono?» «Quella è la seconda famiglia di mio padre» rispose lei, come se le parole avessero un gusto amaro. «Negli ultimi trent'anni, tutti i suoi viaggi per affari non erano altro che scuse per recarsi a Greenville per passare del tempo con quella donna e i suoi due figli.» Di tutte le cose che Lily avrebbe potuto dirgli sul conto di Reginald Kincaid, quella era l'ultima che Daniel si sarebbe aspettata. «Fammi capire» disse, cercando di digerire la rivelazione. «Tuo padre aveva un'altra moglie e due figli a Greenville e voi l'avete appena scoperto?» Lily annuì. «In realtà, Angela Sinclair è stato il primo amore di mio padre e il suo figlio maggiore, Jack, è il mio fratellastro. Il figlio minore, Alan, l'ha avuto dal suo defunto marito.» «Jack Sinclair è il tuo fratellastro?» Daniel aveva sentito parlare di quell'uomo, che aveva portato al successo la sua azienda, la Carolina Shipping, ma non gli si era mai presentata l'occasione di incontrarlo o di concluderci affari. «Ma non hai appena detto che era il maggiore? Com'è possibile che il fratello più giovane sia figlio di un altro uomo?» «Tra mio padre e Angela c'era stata una storia quando erano molto giovani, ma i miei nonni non pensavano che lei fosse la ragazza giusta per lui» spiegò Lily, alzandosi per camminare avanti e indietro. «A quanto ho capito, mio nonno stava creando la sua compagnia di trasporti 18


marittimi, quella che è oggi il Kincaid Group. Lui e mia nonna volevano che mio padre sposasse una donna in grado di aumentare il loro prestigio nell'alta società di Charleston.» Daniel sapeva anche troppo bene come funzionavano le regole dell'alta società del Sud. Sua madre veniva da una famiglia ricca, ed era ben inserita nei ranghi dell'élite. Lei e le sue cosiddette amiche guardavano dall'alto in basso chiunque non vantasse una ricchezza risalente ad almeno quattro generazioni, o il cui albero genealogico non comprendesse uno o due ufficiali della Guerra di secessione. «Come atto di ribellione, mio padre si è arruolato nell'esercito per sottrarsi a un matrimonio combinato e, poiché militava in un corpo speciale, a volte passavano mesi senza che nessuno potesse comunicare con lui» proseguì Lily. «Da quello che è stato detto ieri al funerale, Angela ha tentato di fargli sapere di essere in attesa di suo figlio, ma quando alla fine mio padre è rimasto ferito e l'hanno rimandato a casa, Angela era scomparsa dalla faccia della terra. Pensando che si fosse stancata di aspettarlo, mio padre è andato avanti con la sua vita.» «Quindi, quando non è riuscito a trovarla, ha ceduto ai suoi genitori e ha sposato tua madre?» Lily annuì. «I Winthrop erano una vecchia e affermata famiglia di Charleston, ma a metà degli anni Settanta il loro patrimonio era ridotto a quasi niente e avevano un bisogno disperato di mantenere il loro tenore di vita e il loro posto nella società.» Anche se Daniel odiava lo snobismo e la presunzione di quell'ambiente, vi era cresciuto e sapeva esattamente come funzionava. Aveva visto molte vecchie famiglie del Sud inghiottire il loro orgoglio e incoraggiare figli e figlie a sposare uno dei nuovi ricchi. Se non lo facevano, 19


la mancanza di mezzi li faceva bandire dalla comunità. «Perciò, il matrimonio tra i tuoi genitori è andato a vantaggio di entrambe le famiglie» commentò. «I genitori di tuo padre sono saliti di diversi gradini nella scala sociale e la famiglia di tua madre ha trovato qualcuno che poteva aiutarli finanziariamente, oltre a puntellare la loro posizione nell'alta società.» «Ne hai fatto un compendio perfetto.» «Com'è successo che tuo padre e Angela sono tornati insieme?» chiese Daniel. «E cosa ne è stato di suo marito? Qual è il suo posto in questo contesto?» «A quanto pare, quando hanno scoperto la gravidanza i genitori di Angela l'hanno messa di fronte a una scelta: o sposava Richard Sinclair oppure doveva rinunciare a suo figlio.» Lily scosse la testa. «Al suo posto, mi sarei comportata come lei e avrei sposato un uomo che non amavo pur di tenere il mio bambino.» Daniel aggrottò la fronte. «Che cosa ne è stato di Sinclair?» «Dopo che si sono sposati e hanno lasciato lo stato, Angela ha dato alla luce Jack e, molti anni più tardi, lei e Richard Sinclair hanno avuto un figlio che hanno chiamato Alan.» Lily scrollò una spalla. «Non so se ha avuto un incidente o si è ammalato, ma Richard è morto poco dopo.» «Perciò, è uscito di scena e tuo padre ha poi ritrovato Angela» rifletté Daniel a voce alta. Lily sospirò. «Non so come abbia fatto, ma quando l'ha trovata e ha scoperto che aveva dato alla luce suo figlio, ha sistemato lei e i due ragazzi in una casa a Greenville. A quanto pare, Angela riusciva a stento a far quadrare il bilancio con il suo stipendio di infermiera, e la comparsa di mio padre ha reso molto più facile la vita a lei e ai suoi due figli.» 20


Daniel scrollò il capo mentre cercava di assimilare quella storia. «E voi avete scoperto tutto questo ieri al funerale?» Una lacrima le rigò la guancia e Lily si morse il labbro per cercare di controllarsi prima di rispondere. «S... sì. Ma quello che abbiamo scoperto stamattina alla lettura del testamento ha aggravato il risentimento e il senso di tradimento che provavamo per la sua seconda famiglia.» «Di che cosa si tratta, tesoro?» Daniel non riusciva a immaginare come una situazione, già così complicata, potesse diventarlo ancora di più. «Nostro padre ha lasciato la maggioranza del Kincaid Group a Jack Sinclair, mentre ai miei fratelli e a me tocca un nove per cento a testa» rispose Lily, asciugandosi un'altra lacrima. «Mio padre aveva indotto RJ e Matthew a credere che, un giorno, avrebbero gestito l'azienda. Come ha potuto tradire così la mamma? Anzi, come ha potuto tradire tutti noi?» Daniel non esitò ad alzarsi, ad andarle vicino e a prenderla tra le braccia. Sapeva quanto doveva essere stata traumatica per lei la perdita del padre, ma scoprire che aveva condotto una vita segreta per così tanti anni, e che aveva dato il controllo della sua azienda a un uomo del quale la famiglia ignorava perfino l'esistenza, doveva aver decuplicato il dolore. Attirandola vicino, la tenne stretta cercando di infonderle la propria forza. Quel gesto sembrò aprire le dighe e Daniel la strinse ancora più forte mentre lei singhiozzava contro il suo torace. Non gli piaceva vedere piangere una donna. Lo metteva sempre a disagio, poiché non sapeva che cosa fare. Le lacrime di Lily lo facevano sentire più che mai impotente. Voleva aiutarla, voleva far sparire il dolore che la opprimeva. 21


Purtroppo, solo il tempo poteva guarire l'angoscia per la perdita di una persona amata. Ne aveva una conoscenza diretta per aver perso il proprio padre a causa di un infarto quindici anni prima. Ma forse non sarebbe mai scomparsa la delusione che lei provava per l'innegabile tradimento del genitore. «Sto bene» disse alla fine Lily, sciogliendosi dal suo abbraccio. «Ne sei sicura?» chiese lui, riluttante a lasciarla andare. Benché detestasse vederla in quello stato, gli piaceva tenerla tra le braccia. Annuendo, lei andò al divano e si rannicchiò in un angolo. «Grazie per avermi portata a casa, Daniel, ma sono davvero stanca. Ti dispiace chiudere la porta uscendo?» Era stato congedato e la cosa non gli garbava per niente, ma si rendeva conto che lei era esausta per la mancanza di sonno e il subbuglio emotivo che stava attraversando. Non era il momento di indagare sul motivo per cui non aveva più tempo per lui. «Tornerò stasera per vedere come stai» disse, prendendo il cappotto. «Ti ringrazio, ma starò bene» replicò Lily, nascondendo uno sbadiglio dietro una mano e appoggiando la testa sui cuscini. «Non occorre che tu ti disturbi a tornare. Starò bene, davvero.» Infilandosi il cappotto, Daniel si avviò alla porta scuotendo la testa. «Nessun problema. Comprerò qualcosa per cena. Ci vediamo verso le sei.» Si aspettava che lei protestasse ma, quando si voltò, scoprì che Lily era piombata in un sonno profondo. Bene, pensò, tornando al divano per coprirla con il plaid che trovò a cavallo dello schienale. «Riposati, tesoro» sussurrò, chinandosi per baciarla sulla fronte. «Sarò di ritorno tra qualche ora.» 22


Lily mormorò qualcosa che assomigliava al suo nome ma non si svegliò per protestare perché lui si trovava ancora lì. Mentre usciva dalla porta e si dirigeva alla sua auto, Daniel si rese conto che stava approfittando della situazione. Lily non aveva fatto mistero di non voler avere più niente a che fare con lui e, fino a quella mattina, lui aveva rispettato il suo desiderio. Tuttavia, per chissà quale motivo, voleva una spiegazione. Mettendosi al volante, rimase a fissare la rimessa per lunghi minuti. Tenendo conto dell'opinione che aveva dell'amore e delle relazioni, lo confondeva che il rifiuto di Lily lo toccasse così da vicino. Forse si spiegava con il fatto che la rottura era avvenuta senza che lei gli desse una motivazione, e lui aveva permesso alla curiosità di avere il sopravvento. Oppure, più probabilmente, era il suo orgoglio a non permettergli di lasciar perdere senza obbligarla a confessare che cosa l'aveva spinta a smettere di frequentarlo. Qualunque fosse il motivo, avrebbe aiutato Lily a superare la tempesta emotiva causata dalla perdita del padre e dallo scandalo che stava per scoppiare. In seguito, avrebbe ottenuto a ogni costo le risposte che cercava prima di andare avanti con la propria vita.

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1961 - Ambizione milionaria

di Kathie DeNosky Proprio quando la vita di Lily viene stravolta da uno scandalo si trova costretta a dover fronteggiare il milionario Daniel Addison, l'uomo più sexy che abbia mai incontrato... I KINCAID

1962 - Seducente vendetta di Yvonne Lindsay Per Wade Collins non c'è nulla che il denaro non possa comprare, e adesso ciò che desidera è il corpo di Piper. Lei gli ha spezzato il cuore e finalmente è arrivato il momento della vendetta...

1963 - Peccati di gola e di letto

di Maureen Child Rose è la classica brava ragazza e Lucas King la sua unica, segreta, tentazione. Ma quando se lo ritrova nella sua cucina, le fiamme diventando indomabili... I SIGNORI DELLA CALIFORNIA

1964 - Passionale rivincita di Tessa Radley Clea è decisa a voltare pagina, ma Brand non glielo permetterà. Lui è intenzionato a riaverla al suo fianco, certo che la passione che li ha uniti in passato li aiuterà a superare ogni ostacolo.

1965 - L'isola del desiderio

di Kate Carlisle Logan non riesce a credere che Grace lo abbia seguito sulla sua isola sotto falso nome ma, da spietato uomo d'affari, non tarda a volgere la situazione a proprio vantaggio... AFFARI MILIONARI

1966 - Agli ordini di sua maestà di Jennifer Lewis Jake Mondragon è costretto a rientrare in patria e indossare la corona. Diventare re, però, ha i suoi vantaggi, soprattutto quando accanto si ha una donna sensuale come Andi... REALI E RIBELLI


1967 - Sensuale duello

di Rachel Bailey Matthew Kincaid ottiene sempre ciò che vuole. Ora, per la prima volta, si trova di fronte a un imprevisto ed è costretto a far rientrare nella sua vita la conturbante Susannah Parrish...I KINCAID

1968 - Tentata dal milionario di Catherine Mann Per Alexa Randall la fortuna si conquista, ed è pronta ad accettare ogni sfida per raggiungere l'indipendenza. Compresa la possibilità di dividere il letto con Seth Jansen... AFFARI MILIONARI

1969 - Passione caraibica

di Maureen Child Un matrimonio combinato non porta mai a nulla di buono. Sean King lo sa, ma non riesce a dire di no a Melinda Stanford, la nipote del suo capo. E in luna di miele... I SIGNORI DELLA CALIFORNIA

1970 - Segreti sotto le lenzuola di Paula Roe Luke De Rossi deve vendere la casa, ma trovare il giusto acquirente si rivela più difficile del previsto, soprattutto quando alla sua porta si presenta la misteriosa Beth Jones.

1971 - Vendetta e vino rosso

di Yvonne Lindsay Per Judd Wilson è arrivato il momento della vendetta. Per completare il suo piano deve solo sedurre la pericolosa Anna Garrick, la presunta amante del padre. Ma lei, in realtà...

1972 - Scatto matto a sua maestà di Jennifer Lewis Vasco Montoya, sovrano di calda stirpe spagnola, ha bisogno di una regina. La dolce Stella Greco capita proprio al momento giusto, ma lei non è affatto docile come pensava... REALI E RIBELLI

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