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L’IPNOSI O LA PSICOLOGIA DI RIUNIFICAZIONE Efisia Urru

INTRODUZIONE Questa ipotesi di lavoro mi è stato proposto dal Prof.. Giampiero Mosconi che credo, come tutti gli studiosi e ricercatori della mente umana del mondo si è posto la domanda inspiegabile di come dei casi pur trattati allo stesso modo diano come risultato la guarigione, mentre in altri, la malattia non abbandona il paziente, lasciando così l’ipnoterapeuta con mille dubbi che lo assalgono. Sul primo momento, l’argomento mi pareva azzardato, per la sua complessità. La sfida che mi veniva posta di fronte, è la sfida di ciascun essere umano che, con il suo lento attraversamento della propria esistenza si trova a risolvere cose, che sembrano più grandi di ciò che è la sua capacità di pensiero, ma mettendoli in una prospettiva più semplice, si intravede uno spiraglio che sembra tracciato come un sentiero e percorrerlo mi ha aperto nuovi orizzonti. E’ stata un avventura nuova per me. Ho corretto la prima bozza di questo lavoro, il risultato ottenuto non è completo, ma l’argomento è talmente esteso nella sua esplicazione che questo lo potremmo definire: una ricerca di superficie, la sua profondità è molto al disopra delle mie possibilità. Ci saranno altri pionieri e, quando lo Zeitgest lo permetterà si potranno aprire i sigilli e vederne la sua incredibile immensità. Voglio ringraziare il Prof. Mosconi d’avermi dato questa possibilità, e lui vorrei dedicarlo. L’APPARENZA DELL’UOMO E’ strano come, l’avventurarsi nei labirinti della mente umana, possa ad un certo punto, darti l’impressione di non essere tu che ne conduci il gioco, ma “qualcosa” che ti prende per mano, e ti conduce in un sentiero da pochi battuto, dove, il terreno è sconnesso e l’avanzare difficile. Ma tu, ormai docile e curiosa, ti lasci condurre, poiché sai, che non si può più tornare indietro. Ad un tratto, intravedi una porta, un entrata ancora non visibile ai tuoi occhi, che la mente ha individuato. Così l’ipnoterapeuta affronta e apre la misteriosa porta, in quell’universo che è il nostro inconscio, quello conosciuto e quello sconosciuto, in cui tutto è possibile, dove si cela il mistero dell’essere umano, dove luci ed ombre, benessere e malessere, malattia e guarigione si rincorrono in una perenne danza. Così durante gli accadimenti della propria esistenza, avviene che, si pongano domande su come l’uomo si ammali e come la malattia cambi, trasformi la sua esistenza. Questo essere che, appare indomito, che attraverso i millenni ha modificato la sua evoluzione, che ha potuto con il suo intelletto, modificare,aggiustare eventi naturali, tanto da domarli, diventando a suo pensare, signore e padrone di tutto ciò che è il creato. Ma su se stesso cosa ha potuto trasformare, modificare,aggiustare? Tanto se si considerano i passi in avanti delle scoperte che possono confortarlo, farlo vivere agiatamente, curarsi. Ma ciò che sembra sia rimasto uguale anzi, più temibili, sono le malattie che l’uomo contrae e che appaiono diventare tanto più sofisticate, quanto più, l’uomo si evolve. Il virus stesso, una volta che l’uomo trova delle sostanze per debellarlo, si trasforma come un intelligenza, un mutante, cambia il suo stato diventa più temibile, come un guerriero che ha in serbo per il suo nemico un arma sempre più letale della precedente. Così l’uomo continua a morire. Quanti progressi è vero ma anche,tante sconfitte. Ad una prima lettura, sembra che noi possiamo dominare,costruire tutto,ma ciò che è esterno a noi. Ma dentro di


noi cosa possiamo dominare? Poco. Tante teorie, tanti metodi di cura, ma l’uomo rimane sempre, quello che era un tempo, facile preda di ciò che avviene dentro di lui. La malattia è in agguato, pronta a colpire. Quale è il meccanismo che scatena la malattia? E quando trattato, cosa innesca la guarigione? LA SCELTA Accade, a volte, che l’essere umano nell’esperienza della sua vita, si trovi, dopo avvenimenti importanti di questa, a rimettersi in discussione per tutto ciò che fino a quel momento conosce di se stesso. Che voglia o non voglia, che sia capace o no, la vita gli presenta un accadimento che può scompensare tutta la sua esistenza, che lo porterà a “scegliere” un aggiustamento al subbuglio interiore che si manifesterà, in un arco di tempo che non è uguale per ciascun individuo. Qualcuno potrà soffermarsi sulla parola “scelta”, perché credo, che ciascuno di noi di questa parola si è fatto, nel corso della sua vita, un opinione, che messo in un contesto come questo possa sembrare fuori dal normale, un paradosso, che non vogliamo prendere in considerazione. Ma che ci fa capire le nostre limitazioni, in ciò che sappiamo veramente, sui meccanismi di forze silenziose, che immettono su di noi, movimenti sconosciuti, che saranno capaci di “scegliere” per noi ciò che è meglio, per fare in modo che nonostante tutto, riusciremo a sopravvivere a colpi, a dolori, che potrebbero essere invece fatali per la nostra esistenza. Questi meccanismi, preferiscono convogliare, emozioni troppo forti sul nostro corpo, piuttosto che, avvenga un danno irreparabile, su quello che è considerato l’organo più importante: la mente. Ma non sempre succede così, la “scelta”, può diventare drastica, così per sopravvivere la mente sarà sconvolta, così pure la sua umanità. Perché ciò accade? Quale è il motivo che determina questa”scelta”? E quale è il codice inverso, che revoca la”scelta” della malattia e avviene la riunificazione dell’essere nella guarigione?

L’ANTICA SEPARAZIONE DELL’ESSERE L’annullamento nella malattia, allontana sempre di più, l’essere umano dalla conoscenza di se stesso, poiché la malattia concentra il suo universo nel corpo, su cui tutto si convoglia, dimenticando così che questo ne è solo una componente, separandolo sempre più dalla sua essenza. Così l’uomo vive, con le sue prove, ma separato da quello, che intuisce o sa mancante di se stesso. Gli antichi definivano il conosci te stesso, come la chiave per accedere a verità velate nei misteri vitali che, compongono l’essere umano. L’uomo si sente così abbandonato, ad una vita che non comprende. Vive in nome di qualcosa di sconosciuto che lo lacera. Così lo esprimeva Kierkegard: “Tutta la mia vita è stata una lotta contro me stesso …” (1 pag.6) L’antica separazione dell’essere, dove la realtà della propria esistenza, innesca le emozioni che ci assalgono, le immagini distorte che percepiamo di noi stessi, la sofferenza che ci dà il lento e inesorabile invecchiamento,che ci aspetta, la malattia che l’uomo “sceglie” per poter sopravvivere a tutto quello che non comprende di se stesso, la morte che, aspetta questo essere come conclusione della sua esistenza. Solo un uomo ha saputo “dominare” questi movimenti sconosciuti e, al contrario d’altri, coraggiosamente ne ha trovato la porta d’accesso “assoggettandoli” a riunificare e riorentare l’essere su cui si erano manifestati. “…quello che so è che ho parlato molto e che la tua mente conscia è stata ad Ascoltare e che la tua mente inconscia ha pensato molto per conto proprio... Perché il tuo inconscio sa davvero molte più cose di te…Perché puoi Essere in modi di cui non sei consapevole…perché dovresti esserlo? …il tuo inconscio glielo farà scoprire.” (2 pag.71)


Più si legge Erickson e più tra le righe si trovano cose che, avvolgono ancora di più il mistero ermetico, di questo studioso dell’inconscio. Potremo dire di Erickson quello che l’Ellenberger riferì su Janet: “Quanto più studiamo le opere di Janet, tanto più si prova la sensazione Che il suo sorriso socratico nascondesse una saggezza che egli portò con Sé nella tomba” (3 pag.412) Erickson aveva intuito quali erano, quei misteriosi meccanismi, che imprimevano la “scelta ” della malattia e aveva trovato il modo per disinnescarla? “TRATTATE LA MENTE INCONSCIA E LA MENTE CONSCIA COME DUE PERSONE DISTINTE CHE STANNO FUNZIONANDO PER IL BENE DI UNO STESSO E UNICO INDIVIDUO” (4 pag.109) Tentando di tradurre questa misteriosa frase d’Erickson, possiamo così parafrasarla: Trattate la mente inconscia e la mente conscia come due MECCANISMI VITALI DISTINTI che stanno funzionando Per il bene di uno stesso e unico individuo. Ma se ai classici termini che fino a qui abbiamo adoperato li riformulassimo come: la mente inconscia o ID e la mente conscia come DI per poter meglio esprimere l’ipotesi che in questa relazione viene sviluppata?Con l’antica separazione dell’essere l’uomo si sente come il cane di Pavlov che impara attraverso i condizionamenti a dare un significato e a distinguere ciò che è importante per la sua sopravvivenza. Ma quando lo sperimentatore, all’improvviso distrugge il significato,che era stato appreso con tanta fatica, avviene la separazione dalla realtà, dalle persone che gli vivono accanto e tutto quello che lo circonda. Ecco il lavoro che si presenta all’ipnoterapeuta. Come lo esprime Gabriel Marcel: La vita è una lotta contro il Nulla” (5 pag261) Restituire significato al Nulla. Così Erickson e coloro che lo hanno seguito,attraverso l’utilizzo dell’ipnosi sono stati in grado di evocare e utilizzare processi mentali, per “riunire”e riorientare la persona alla sua realtà. Restituendo il significato, che già si trova iscritto nel codice che coesiste nella storia ancestrale della razza umana. “La mente inconscia e la mente conscia sono coesistite lungo tutto l’arco Della storia della razza umana…e ancora coesistono…” Ma per meglio comprendere ciò che s’intende per l’antica separazione dell’essere si noti lo schema disegnato, che riassume tutto ciò che fin qui si è scritto. Questo schema mostra una doppia spirale, in cui due serpenti sono avvinghiati. Le loro teste ravvicinate si guardano, forze d’una stessa potenza. La mente inconscia o ID e la mente conscia o DI.. Questi serpenti che, da millenni sono lì che si guardano, si accertano sulle mosse che l’altro può fare o sta escogitando. Le loro vibrazioni generano correnti di natura ancora sconosciuta,che colpiscono le cellule cerebrali che, a loro volta irradiano la vita reale dell’uomo, simbolizzato dallo ZED (IO), su cui sono avvolti così strettamente. I due emisferi separati con le loro “dispute” e le loro potenzialità. Il sinistro DI esprime la realtà dell’essere umano in cui ne iscrive le emozioni,che ci assalgono, le immagini distorte che percepiamo di noi stessi, la sofferenza che ci porta all’invecchiamento, che inesorabilmente ci aspetta, la malattia che l’uomo “sceglie”, per poter sopravvivere a tutto quello che non comprende di sé stesso, la morte che, aspetta questo essere fragile, battuto dai venti di ciò che è il suo divenire. Così si è posto in evidenza la traccia che l’uomo, percorre , quando la silente separazione fa scattare i meccanismi che innescheranno poi, la malattia “Mi incuriosisce il fatto che una delle principali caratteristiche dell’ipnosi Consista nel far cessare le dispute tra gli emisferi destro e sinistro, il che è Un’analogia in se stesso. Durante l’ipnosi un emisfero non può dire no All’altro. Ciò riduce l’ansia che nasce dalla schermaglia degli emisferi”


Pearson così si esprime, e Rossi così continua: “L’ipnosi permette ad ogni emisfero di avere la propria sfera d’azione, senza che l’altro interferisca. Dato che l’aspetto dissociativo dell’ipnosi riduce il bisticcio o il conflitto tra gli emisferi, l’insight di ognuno può venir usato adeguatamente.” (6 pag.79) Erickson è stato capace di trovare il meccanismo misterioso perché questa “disputa” terminasse, per un bene comune, affinché l’uomo si riunisse alla sua parte perduta. Ma quale è questo meccanismo misterioso? “ avevo letto che i sogni usano un linguaggio del più antico dei nostri cervelli Tanto semplice da apparire persino intraducibile per molti di noi. Ci dicono parole che non sono ristrette nei confini della realtà, ma lasciano Che la nostra fantasia costruisca nel terreno la sua libertà. Sono convinto Che quello sia il linguaggio di quando l’uomo ha cominciato a parlare, mosso Dai fili della potenza soprannaturale di tutti gli dei.” (7 pag.142) Così Erickson definisce il linguaggio con cui egli comunicava con l’inconscio. Riprendendo lo schema,il serpente disegnato alla parte destra, avvinghiato allo ZED (IO), che si nasconde e a sprazzi mostra una conoscenza, una saggezza sconosciuta che appartiene a ciò che è invisibile si trovano: le immagini arcaiche che sentiamo latenti, che ci pervadono, appartengono al retaggio evolutivo della razza umana, i simboli antichi di cui i nostri organi ne sono l’espressione inconsapevole. La mappa di ricordi che ci commuovono e vogliono richiamarci al percorso già intrapreso o a quello che sarà, le antiche memorie che appartengono all’umanità di cui siamo parte e infine la nostra mappa genetica dove è iscritto tutta la nostra esistenza. Questo emisfero che vuole comunicare con la parte razionale ma che gli è permesso solo in sprazzi poiché non ne abbiamo ancora appreso il vocabolario. Ma osservando ancora lo schema si trovano sopra la colonna dello Zed quattro piccole piattaforme in cui si è posizionato l’ipotalamo, l’ipofisi, il talamo, la pituitaria che sono i sistemi cui la comunicazione mente corpo innescano o disattivano la malattia. Così Rossi si esprime: “…il loro ruolo nell’immagine corporea, nella sessualità, nelle emozioni e nelle mediazioni di alcuni di cosidetti fenomeni ipnotici misteriosi che restano anche oggi inesplicati”(8 pag.158)


LA PSICOLOGIA DI RIUNIFICAZIONE L’ipnosi è stata capace di ottenere quello che è l’ambizione di tutte le scienze conosciute, cioè il poter “riunificare” in uno strumento terapeutico, tutte le conoscenze, che ci permettono la comprensione e l’utilizzazione delle potenzialità nascoste dell’essere umano. Ma la riunificazione ci dà la chiave d’apertura ad una nuova ipotesi. “La mente è il supremo disegno, progettato dalla Natura per ricevere, generare e tradurre informazioni” “Quando per la prima volta ho cominciato a esaminare a fondo la Connessione mente corpo come mezzo attraverso il quale sviluppare Degli approcci ipnoterapeutici per modulare l’attività del gene, le Mie congetture sono state salutate come un insolita forma di Fantascienza” (8 pag 158) Così Rossi si esprime. Ma, ancora una volta, la domanda emerge spontanea. Quale è il meccanismo vitale che stimola la mente in modo che possa ricevere, generare e tradurre le informazioni? E se non fosse la mente che modula il gene ma, al contrario fosse il gene che attiva la mente? E se ancora azzardassimo, che non sono i due emisferi (se pur vengono attivati).,ma un altro meccanismo che è associato al magazzino di cui Erickson tanto parla: “…la mente inconscia è il grande magazzino dei nostri ricordi e Conoscenze…” Ma allora dove potremo ubicare questo magazzino o come qualcun altro lo semplifica come una biblioteca. Sia magazzino che biblioteca, sono tutte espressioni che portano ad uno stesso meccanismo. Uno dei meccanismi più complessi che modula la nostra intera esistenza: il D. N. A. E se il D.N.A. lo ridefinissimo come l’inconscio? Il D.N.A. nella sua forma più pura si presenta come una “polvere cristallina”. Essa è una molecola cristallina ma organica. Ed è in questa polvere cristallina che vi è iscritto tutto il nostro magazzino o biblioteca, come meglio si vuole denominare. E’ tempo di riformulare tutta la nostra esistenza.. Perché il nostro genoma è formato da cristalli? Niente è casuale. Dove è la diversità di questo tipo di cristallo, da un comune cristallo della natura, con cui vengono costruiti i nostri computer? Allora cosa lo rende così unico? Semplicemente perché le basi del D.N.A. sono formate da carbonio. Qualsiasi cosa contenga carbonio è una molecola organica, cioè capace di duplicarsi, ripararsi da sé stessa. Il carbonio ha un indice di rifrazione di (2,47-2,75), che nessun altro cristallo possiede., e di dispersione che gli conferisce un brillio tipico e riflessi inimmaginabili. Ma come può attivarsi questa polvere cristallina durante una seduta d’ipnositerapia? Lo strumento che per eccellenza, adoperiamo quotidianamente: la nostra voce. Gli antichi sacerdoti egizi ne conoscevano la “potenza vibratoria”. Se osserviamo Erickson (nelle sedute registrate), vedremo un ipnoterapeuta consapevole della forza vibratoria nella sua voce, con pause e timbri calibrati d’anni d’esperienza. Questo strumento che è la voce, immette onde capaci attraverso le vibrazioni che attivano i cristalli di cui sono formate le cellule. Particelle cristalline, disposte in un certo ordine che possono trasmettere un messaggio o codice ad un altro filamento, il quale lo trasporterà a quello che è una, stazione di lavoro. (9 pag.238) Ma questi cristalli hanno le funzioni che fino ad ora sono state individuate o hanno compiti più elaborati, sofisticati che possono aprire nuove frontiere ancora per noi inesplorate? Durante la seduta d’ipnosi, noi riusciamo a riattivare, evocando immagini che nel cristallo sono immagazzinate e sono i messaggi nascosti, patrimonio individuale e di tutta l’umanità. La forza vibratoria della nostra voce, s’imprimerebbe nelle nostre cellule, con cui possiamo (se terapeuticamente necessario), spostare l’orologio temporale indietro per poter conoscere le memorie e i ricordi racchiusi nella nostra mappa genetica. Una seduta d’ipnosi è come un ologramma che viene evocato della vita della persona, dove personaggi e luoghi che solo lui conosce emergono dalle regioni più remote del suo inconscio. E solo attraverso questo, lo potrà riunire alla sua parte conscia. Lo schema della psicologia di riunificazione ci mostra i due serpenti


avvolti, ma le loro teste combaciano, due parti che lavorano per un bene comune: la guarigione. Come vasi comunicanti, ora le loro teste poggiano sopra il triangolo, in cui l’ID il DI e l’IO si posizionano per formare la parola IDDIO. Ma non abbiamo dato ancora un ipotesi per quello che è la domanda che ci ha portato a sviluppare questo lavoro: “perché qualche paziente pur trattato con l’ipnosi, con lo stesso terapeuta, rimane malato o come qui l’abbiamo definito “l’antica separazione dell’essere”, mentre altri riescono a innescare la “psicologia di riunificazione”, e quindi guarire. Vi sono meccanismi che nessuna terapia potrà mai controllare. Essi fanno parte di un programma che non ci appartiene. Il magazzino o biblioteca non contiene soltanto i meccanismi per riparare il sistema, questo è preda di attacchi entropici, che danneggiano, cancellano, lacerano il programma, così il testo dei libri è illeggibile. Questi fattori entropici sono: il calore corporeo, i virus, i batteri (che sono capaci di riscrivere i nostri geni, per il loro scopo distruttivo), i parassiti, i raggi cosmici, le radiazioni ed infine l’apoptosi. Sono fattori in cui l’ipnoterapeuta non può oltrepassare quella soglia dove il Guardiano ne preclude l’entrata. Quando lo Zeitgest lo permetterà, altri pionieri dell’inconscio troveranno la chiave, e i sigilli che ora ci sbarrano la strada verranno spezzati. Ma per il momento, siamo grati d’essere giunti fin qui.

RIASSUNTO In questa relazione è stata sviluppata la domanda, di come un paziente possa guarire, mentre un altro pur trattato con la stessa psicoterapia no. Abbiamo definito la malattia come:”L’antica separazione dell’essere”, mentre la guarigione come:”La psicologia di riunificazione”. La mente inconscia è stata riproposta come ID e la mente conscia come DI. Quali sono quindi questi meccanismi vitali che innescano la malattia e la guarigione? Se il gene attiva la mente, possiamo ridefinire l’inconscio come il nostro D.N.A? Come può l’ipnositerapia operare sulla nostra mappa genetica? ABSTRACT In this report has been devise a question: How a patient can heal, while an other with the same psychotherapy tratament no. We define the illness as: ”The ancient separation of existence” while the heal has been define as: “The psychology of reunification”, where the unconscious mind rearanged as ID and the conscious mind as DI. What are this vital meccanism, that engaged the illness and the heal? Supose that the gene engaged the mind, in this case we could define the unconscious as our D.N.A Now, in which way the hypnotherapy modulate our genetic map?


BIBLIOGRAFIA Soren Kierkegaard (1) Il concetto dell’angoscia La Biblioteca Ideale Tascabile Milano 1994 Erickson M. H. (1986) (2) La comunicazione mente-corpo in ipnosi Astrolabio Roma 1988 Henri F. Ellenberger (3) La scoperta dell’inconscio vol. I Universale Scientifica Boringhieri Torino 1976 Erickson H. M. (1985) (4) La ristrutturazione della vita con l’ipnosi Seminari vol. II Astrolabio Roma 1987 P. Watzlawick, J.Helmick Beavin, Don D. Jackson (5) Pragmatica della comunicazione umana. Astrolabio Roma 1971 Milton H. Erickson, Ernest L. Rossi (1989) (6) L’uomo di febbraio. Lo sviluppo della coscienza e dell’identità nell’ipnotrapia. Astrolabio Roma 1992 Ernest L. Rossi ( 8) La psicobiologia della guarigione psicofisica Astrolabio Roma 1987 Milton H. Erickson A scuola d’ipnosi (7) Seminario raccolto da J. K. Zeig Boringhieri Torino1986 Maitland A. Edey, Donald Johanson (9 ) Sulle tracce dell’uomo Dalle origini della vita all’ingegneria genetica RizzoliMilano 1990


L'ipnosi o la psicologia di riunificazione