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Direzione Didattica 3°Circolo di Carpi A.S. 2010/2011

Sezione 4 anni Insegnanti: M.Rita Bellei – Miriam Magnani

scuola.albertario@comune.carpi.mo.it


“Sviluppare l’identità significa imparare a stare bene e a sentirsi sicuri nell’affrontare nuove esperienze in un ambiente sociale allargato. Vuol dire imparare a conoscersi e a sentirsi riconosciuti come persona unica e irripetibile, ma vuol dire anche sperimentare diversi ruoli e diverse forme di identità: figlio, alunno, compagno, maschio o femmina, abitante di un territorio, appartenente a una comunità.” Dalle Indicazioni per il curricolo „07

Conoscere e valorizzare l’identità e la storia personale e culturale e di conseguenza proiettarsi in una dimensione futura di cambiamento e di apertura all'altro.


Nella sezione di 4 anni sono iscritti 26 bambini:18 femmine, 8 maschi, 8 bambini con uno o entrambi i genitori provenienti da diversi paesi. Un aspetto che ci pare importante evidenziare è l‟unicità di ogni bambino e le diversità che emergono tra di loro. La presenza in sezione di famiglie con diverse culture, è stata occasione di scambio, confronto e arricchimento. E‟ di questo abbiamo tenuto conto per consentire ad ognuno di partecipare in modo attivo e personale alle diverse attività-laboratorio.


Il progetto nasce dall‟intenzione di avvicinare i bambini al tema della diversità e delle uguaglianze attraverso la scoperta della propria e dell‟identità altrui, l‟esplorazione di materiali e linguaggi differenti. La pluralità in tutti i suoi aspetti è all‟origine del nostro presente, ma è anche il terreno fertile su cui si fonda il nostro futuro, una ricchezza, una sfida, un punto di inizio per ogni confronto e per ogni scoperta.


IO SONO… Intervista individuale: Chi sei? Come sei fatto/a? Sei maschio o femmina?

Giorgia: Sono giovane, ho i capelli castani, gli occhi marroni scuri, ho il rossetto qui (indica le labbra). Sono femmina perché ho le mollette e i maschi non hanno le mollette Sono Nicolò, sono fatto che sono grande. Gli occhi ce li ho marrone scuro e i capelli come gli occhi. Sono un maschio perché vado a "gol" e poi perché mi vedo allo specchio. Sono Claudio Di Ronza....tipo i vestiti dici? I colori della maglia e dei pantaloni? Sono azzurro e blu! Ho il naso rosa, i capelli marroni e la bocca tutta fuori e rosa, gli occhi marroni. Sono un maschio perché sono grande e mio papà ha fatto mia sorella che è una donna e io che sono un maschio. Sono Sofia. Sono di pelle, di ossi. Ho i capelli castani e occhi nero scuro, scuro, scuro, ho le orecchie, la bocca, ho la pancia e le gambe. Sono una femmina...ho i capelli lunghi!!

Alessia: Sono grande, con le ossa, ho i capelli come te (indica i capelli di Miriam), ho gli occhiali perché mi fa male l'occhio. Sono una femmina perché io non sono un maschio.


Sono Gretha, sono una femmina e si vede dallo specchio. Ho gli occhi marroncini, i capelli neri col ciuffo biondo. Ho la maglia e i pantaloni. Alice Z: Sono fatta con la pelle...in carne ed ossa, ho i capelli lisci, biondi e poi una bella collanina. Ho gli occhi azzurri, la bocca bella, ho le scarpe nuove. Sono una femmina perché ho la voce da femmina. E poi ho un tatuaggio bello e poi ho il portachiavi. Sono Anna Catellani. Sono fatta di pelle, il sangue, le ossa, la carne. Sono una femmina perché ho le scarpe rosa. Ho i capelli neri, occhi marrone scuro, la bocca rossa e il naso rosa e la faccia rosa. Sono Giovannetti Filippo, ho gli occhi verdi, i capelli non lo so e poi il naso e la bocca e poi ho i pantaloni con le righe blu e bianche. Sono un maschio perché la mamma mi ha detto che io sono un maschio. Io sono bello.

Sono Alice, ho il naso, bocca e i piedi. Ho gli occhi verdi, i capelli ricci verdi. Sono con gli stivali. Sono una femmina perché sì! Sono Giulia. Sono fatta tutta rosa nella faccia e qui (tocca le gambe) e poi sono fatta dura. Ho i capelli gialli con le mollette e gli occhi verdi. La bocca rossa e il naso rosa. sono una femmina perché ho i capelli biondi.


Chorouk: Ho il naso, la bocca e questi (tocca le orecchie). I capelli riccioli marroni e gli occhi marroni, le ciglia marroni. Poi ho le braccia e ho detto tutto!...Poi ho la pancia! Sono una femmina perché ho i riccioli!...Mica sono un maschio! Sabrina: Sono con i capelli, con le mani. Ho gli occhi scuri. Sono una femmina perché ho la maglia da femmina. Sono Franci. Ho tagliato i capelli neri, ho gli occhi scuri e poi coi pantaloni e la bici sulla maglia. Sono maschio perché ho la bici di Spiderman. Sono Giuseppe Singh, sono con la maglia di Ben Ten. Ho la bocca tutta rosa, la faccia e il collo tutta bianca. I capelli sono tutti neri e anche gli occhi sono tutti neri. Sono un maschio perché ho la maglia di Ben Ten. Sono Centofanti Letizia. I capelli ce li ho...ma non mi ricordo di che colore sono! Ho gli occhi neri e poi ho il naso, la bocca e con la giacca e con le mani e le braccia. Sono una femmina perché la mamma ha deciso una bambina....allora per questo!

Cristina, vestito rosso, maglia rosa, scarpe colore...."neghi" (bianche). I capelli bianchi e occhi verdi, con la bocca e il naso piccoli. Sono femmina.


Sono Paola, gli occhi sono verdi, la bocca rosa, i capelli marroni. ho la molletta sopra ai capelli. Sono femmina...me l'ha detto mia sorella. Sono Samuel Romano, sono rosa e giallo nella maglia. Gli occhi scuri, i capelli scuri e il musetto rosa. Sono un maschio perché ho la maglia di Ben Ten. Sono Simona Gelo...verdi gli occhi e i capelli neri, il naso rosa. La codina col giallo. Sono una femmina perché mio fratello è un maschietto. Martina: Ho i capelli corti e grigi, gli occhi marroni, la bocca rossa e il naso verde e sono così..(indica lo specchio). Sono una femmina. Selma non parla ancora italiano, solo qualche parola: Gli occhi verde, i capelli bianco e sono così! Coi capelli bianco e questa marrone (si tocca la guancia). Sono una femmina. Haram non parla e non comprende l'italiano quindi facciamo domande più dirette indicando le parti del corpo e usiamo i pennarelli per indicare i colori. Che colore hai gli occhi? E i capelli? Haram: Questo! (prende un colore marrone). Abdullah e Yina non parlano e non comprendono l'italiano, ci esprimiamo a gesti e ripetono solo il loro nome.


CARTA D‟IDENTITA‟ Nato il: prima di Giovanni. (Simona) A: nel parco dell’ospedale. (Anna) Via: via Modena 2. (Sabrina) Stato civile: voglio solo la mamma. (Giulia) Professione: faccio i lavori con la colla e ritaglio. (Alice) Statura: 2 metri. (Chorouk) Segni particolari: ho il cuore, i polmoni e basta! (Sofia) Ecc.ecc.


TECNICHE PER RAPPRESENTARE SE‟ STESSI…

Tratto a matita, su lucido, con i colori a tempera…


CON IL COMPUTER… Facce buffe…di chi sono gli occhi? E le bocche?


SCAMBI DI “FACCE”…


Le parti del viso, da ricomporre e/o scomporre, a disposizione dei bambini diventano strumento di gioco e di sperimentazione.


RICALCO SU LUCIDO


RICONOSCERSI E RICONOSCERE GLI ALTRI DALL‟OMBRA DEL PROFILO


IL TEATRO DELLA LUCE (uscita in ludoteca, ci accoglie Stefania) Stefania: Cos‟è quella cosa che portiamo sempre con noi? Alice Z.: L‟ombra! Stefania: Adesso abbiamo la nostra ombra? In coro: Noooo! Samuel: Solo quando c‟è il sole! E allora inizia la magia….


IL TEATRO DELLA LUCE (uscita in ludoteca) Corpi in ombra e diverse prospettive‌


“Non camminare davanti a me, potrei non seguirti; non camminare dietro di me, non saprei dove condurti; cammina al mio fianco e saremo sempre amici� Anonimo Cinese


DA PICCOLI… La propria storia…ma da dove inizia? I primi che raccontano di noi e costruiscono la nostra memoria storica sono i familiari… Abbiamo elaborato un questionario che è stato consegnato ai genitori, insieme alla “scatola dei ricordi” per raccogliere notizie e riporre oggetti e foto che evocano momenti particolari e significativi di ogni bambino e bambina. LA SCATOLA DEI RICORDI Ognuno diventa protagonista di un tempo e di uno spazio in cui si rivela a sé stesso e agli altri acquisendo una progressiva consapevolezza della propria identità e di quella dei compagni. Simona: Era una scarpina di quando ero piccola...che non mi veniva perché avevo il piede grosso. Questo era una cosa che avevo sempre in mano. Claudio: Un “bebiron” di quando ero piccolo...ci mettevi il latte! Il ciucio di quando ero piccolo.


Fatima: Un aereo che volevo tenere sempre quando ero piccola; una giacchetta che usavo quando ero piccolina...mia madre me la metteva sempre. Sofia: Forse va bene ai bimbi piccoli (si riferisce alla sezione dei piccoli) Sabrina: Ad Annalaura che è bassina! Molti bambini concordano con Sofia e Sabrina, perciò andiamo a chiamare Annalaura e constatiamo che l'indumento non va bene. Alice Z:Il ciucio di quando ero piccola...lo ciucciavo sempre! La scarpetta che usavo io da piccola (Alice la prova ad un bambolotto). La bavaglia da mettere quando mangiavo. Simona: Va bene al mio fratellino! Anna:Le mie scarpine di quando ero piccola, che le usavo a quando avevo appena imparato a camminare, il cagnolino, la tartaruga. Qui è la foto che io ero piccola in braccio alla mia mamma e qua quando mi ero fatta i baffi. Sofia. Sono io quando ero a letto. Questa è la canottiera che indossava la mia mamma, poi mio fratello e poi io. Le calzine e il bracialettino. In questa foto ero io vestita da sera...questo è il cielo! Paola : Questa è la mia foto quando ero piccola, stavo ciucciando il mio ciucio. Questa è la foto di quando stavo dormendo.


Martina : Un pupazzo di quando ero piccola e qua c'è la foto di quando ero piccola sdraiata sul letto. Francesco : Questo è un coccodrillo di quando sono piccolo. Questa è la foto di quando sono piccolo. Giulia :Questo è un libro, questa è una paperetta e questo è un pupazzo che suona. Ero in biblioteca che stavo giocando, qua in camper, qua ero al mare e qua al castello. Poi ero andata a Roma con il papà e la mamma e qua ero tanto piccola che bevevo il latte nel biberon. Nicolò :Un pigiamino quando ero piccolo, questo è il ciucio quando andavo a letto Questa è la papera di quando ero al mare. Ero nella casa del mare a casa mia che stavo ascoltando la musica nel CD. Qui stavo dormendo nella pancia del papà. E qui ero all'ospedale. Sabrina: la molletta perché mia mamma la voleva mettere nelle scatolina. Qua stavo seduta sulla sedia e poi qua ero al mare e qua ero vestita da carnevale.

Giorgia: Queste sono le foto ,questo è un cavallino dove era attaccato il mio lettino e questo è un polipo che quando tiravo qui suonava, questi sono dei sandalini di quando ero piccola e questo gioco era attaccato al fasciatoio.


Samuel: sono chiavi che quando ero piccolo che si giravano con le palline dentro. Questo è l'acchiappante con le palline dentro. C'è il mio pigiamino di quando ero piccolo e questa è la mia bavaglia. Cristina: Questo quando ero piccola e giocavo. Questo lo volevo nel lettino. Questo nel mio lettino giocavo. Alessia: Questo è cassa che si gratta dopo che son scesi (i denti). La spazzola piccola che serve per pettinarsi i capelli. Questa è la fattoria dei colori...l'arancio la carota, il giallo il limone. La maglia piccola che era in garage e non mi andava più bene e la mamma l'ha regalata a un bimbo piccolo. Gretha: Questo è quando ero piccola perché ci giocavo sempre (telefono). Questo è un pinguino ci giocavo sempre e poi lo portavo a letto. E poi c'è la macchina che ci giocavo da piccola. Nella foto ero io da piccola.

Filippo: un anello, sono degli anelli piccoli di quando ero piccolo. Le formine di quando ero piccolo. Una calza di quando ero piccolo e un cappellino di quando ero piccolo. Questa è la foto di quando ero piccolo.


Selma: E cappello è andata alla scuola, questo è del figlio. Questo è i calzoni. Nella foto è Selma.

Alice D: Le calzine

La lettura del questionario è diventata un racconto di cui i bambini si mostravano orgogliosi. Per alcuni è stato evidente la condivisione con i genitori nella compilazione dello stesso e nella ricerca degli oggetti da inserire nella scatola.


NELLA SCATOLA DEI RICORDI… Pieghevole: biberon, calzine, tutina, cuffietta…


LA CASA DEI RICORDI. Il progetto…Come possiamo fare per costruire la casa dei ricordi? Alice Z: dobbiamo mettere il tetto e poi le tegole e poi la porta e le finestre e poi bisogna mettere i ricordi! Giorgia: dobbiamo usare il cartone e poi un bambino ci può andare dentro… Alessia: un bambino entra dentro la casa così è felice…è questa la mia idea! Samuel: ci vuole anche le cose per bere e per mangiare e per giocare! E anche il pavimento! Anna: ci manca il muro! Claudio: possiamo fare il muro coi cartoni quadrati, un castello grande….una maniglia e tutti i nomi dei bambini e tutte le foto dei bambini…. Sabrina: di fare la casa con il muro… Simona: ci ho una idea! Che tagliamo la plastica e facciamo un muro con tutte le cose brillanti… Noemi: facciamo una casa con il muro e tante cose… Samuel: là dentro (indica la bottega degli artigiani) ci sono i cartoni, le plastiche…. Giulia: ci vogliono i cartoni resistenti! La fase di progettazione fa sì che i bambini siano coinvolti, motivati e valorizzati come identità competenti, portando il proprio personale contributo alla realizzazione del progetto e la successiva condivisione con gli altri, favorisce lo scambio, il confronto e il conseguente adattamento del proprio punto di vista, verso la acquisizione di nuove conoscenze.


LA CASA DEI RICORDI Recuperiamo i materiali indicati dai bambini e procediamo alla costruzione della casetta

Chorouk: non si entra dalle finestre perché sono piccole…si entra dalla porta! Noemi: ci vuole la luce per fare la pappa… Samuel: però ci vogliono tante cose per mettere la dentro! La casa è piccola e noi siamo tanti!!! Alice Z: sì siamo 19!!!

In questo contesto l’insegnante si colloca come osservatore, stimolatore, regista di ogni sollecitazione offerta dai bambini, lanciando input che provocano novità e inducono alla ricerca e alla scoperta


LA CASA DEI RICORDI Samuel: là dentro (indica la bottega degli artigiani) ci sono i cartoni, le plastiche…. La bottega degli artigiani è un saletta che contiene materiali di recupero di diverso tipo, dove i bambini a piccolissimi gruppi, sono liberi di giocare e sperimentare….e allora recuperiamo ciò che serve per la nostra casetta…


Alessia: un bambino entra dentro la casa così è felice…


LA CASA DEI RICORDI Simona: ci ho una idea! Che tagliamo la plastica e facciamo un muro con tutte le cose brillanti… Alice Z: dobbiamo mettere il tetto e poi le tegole e poi la porta e le finestre e poi bisogna mettere i ricordi! Claudio: possiamo fare il muro coi cartoni quadrati, un castello grande….una maniglia e tutti i nomi dei bambini e tutte le foto dei bambini….

Francesco: il mio nome è più lungo perché sono nato prima!

Da questo momento la casa dei ricordi diventa strumento di gioco…


IO SONO… so fare…crescerò ed imparerò… L’opuscolo personale elaborato con tecniche diverse: carboncini colorati, china soffiata, matite colorate, materiali da incollare, disegno su lucido…

Sabrina: non sapevo fare i disegni e neanche la pipì nel vasino…adesso la so fare!

Sofia: so fare le trecce, riesco a scrivere MAMMA. Ci vuole la M, poi la A, poi due M e poi ancora la A.


Sabrina: da grande vorrei fare‌i compiti e colorare

Sofia: da grande vorrei fare‌la dottoressa degli animali, visto che ho la Nina (il suo cane)


Capita spesso di sentire i bambini che discutendo tra di loro, disquisiscano sul rapporto altezza=essere più o meno grandi. Decidiamo di misurare l’altezza, per poi trarre insieme a loro conclusioni…

Secondo voi come potremmo fare per misurare l‟altezza? Giulia: il mio papà prende il termometro giallo e poi prende un libro e mi misura.... Nicolò: con il metro! Nicolò: per misurare prendiamo due bambini vicini.... Noemi: facciamo così con le mani.... Fatima: puoi comperare una misura per misurare... Claudio: oppure prendiamo i coni (materiali della “bottega degli artigiani”) e misuriamo. Propongono di provare a misurare con i coni di cartone…

Samuel: ne prendiamo tanti e li mettiamo sopra....deve arrivare qua....(indica la testa) Selma: tocca! Samuel: Claudio è più bassino! deve mangiare! E Nicolò è più basso.... Claudio: bisogna tirare via un cono.. Nicolò: proviamo quello della carta igienica.... Nicolò: adesso tocca molto! Claudio: contiamo: 1,2,3,4,5,6,7,8,9,10,11,12,13,14,15,16,18,20,21,22,27,28,21....


Nicolò: Alessia è più alta! Alice Z: è più alta mezzo metro!

Alessia: Giuseppe è più piccolo e più basso! Sofia: c'è da togliere dei coni!

Nicolò: se vogliamo fare la misura ci vuole una biro o un pennarello! Alessia: la mia mamma ha detto che non si può scrivere sui muri! Giulia: con il termometro! Samuel: no quello che ha il mio papà!

Eppure alcuni dei bambini più bassi hanno già compiuto cinque anni…abbiamo festeggiato il compleanno!!


RITRATTO DI UN AMICO…attraverso il vetro.

NEI “PANNI” DI UN AMICO…


Proponiamo ai bambini di giocare ad imitare un amico, usando fascette con la foto. La novità inizialmente diverte i bambini, ma poi notiamo che pur lasciando a disposizione i materiali, non scelgono spontaneamente di proseguire il gioco.

Claudio e Selma si trovano per riproporre il gioco in cucina, solitamente preferito da Paola e Chorouk le amiche che impersonano. Anna, nei panni di Alessia, cerca Giorgia (amica di

Alessia) e propone il gioco dei gattini (preferito dalle due bambine). Fatima: “Io voglio fare la mia faccia!” Riconoscersi nei gesti di un altro e constatare ciò che gli altri vedono in te.

LE NOSTRE ORIGINI…


Claudio chiede: “Ma Abdullah, Yina e Haram da dove vengono? Perché non parlano italiano?” Dopo avere chiarito che tutti i bambini della sezione sono nati in Italia, approfittiamo del ritorno di Giuseppe dall’India, dove è andato a trovare i nonni paterni, per vedere, sul mappamondo, dove si trova e contrassegniamo la posizione.

Claudio: “Se l‟Albania è vicina all‟Italia, allora si va a piedi!” Cerchiamo sul mappamondo tutti i paesi d’origine delle nostre famiglie (italiane o straniere)… Italia, India, Pakistan, Cina, Albania, Moldavia, Romania, Marocco, Tunisia, Perù. Certamente il mappamondo rimarrà per i bambini un oggetto astratto, anche se appassionante, ma sarà il nostro punto di partenza per il nostro prossimo “viaggio”.


CONCLUSIONI

Attraverso questo percorso abbiamo potuto rilevare come i bambini si siano sentiti protagonisti della propria storia ed identità. L‟essere coinvolti individualmente ed in prima persona nel raccontarsi_ soprattutto nell‟esposizione degli oggetti della “scatola dei ricordi”_li ha resi orgogliosi e consapevoli della loro unicità, ma anche degli aspetti che accomunano e che consolidano il senso di appartenenza ad una comunità.

L‟ascolto degli altri ed imparare ad avere rispetto dei diversi punti di vista, ha messo in rilievo le differenze di genere e/o di cultura che sono diventate bagaglio di arricchimento personale.

Progettare, discutere, confrontando ipotesi e procedure, ha permesso di giocare e lavorare in modo costruttivo. Naturalmente il percorso, in itinere, ha subito modifiche in base alla valutazione dell‟efficacia delle proposte, alle risposte e alle esigenze dei bambini.

Si ringraziano i genitori per la preziosa collaborazione


www.scuole.comune.carpi.mo.it/terzcirc/albertario/index.html

Io e te...una storia condivisa  

Percorso sulla scoperta dell'identità