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A-come-ALBERO

Anno scolastico 2015-16 Sezione 4 anni Istituto Comprensivo Carpi 3


Bruno Munari nel suo libro(Disegnare un Albero) ci insegna una regola fondamentale sulla naturale crescita degli alberi: "Il ramo che segue è sempre piÚ piccolo del ramo che lo precede".


IL GRANDE ALBERO Il progetto vuole avviare i bambini ad un lavoro laboratoriale secondo il metodo dell’artista Bruno Munari, a cui la scuola è intitolata. Il laboratorio rappresenta un luogo di libertà, di creatività, di sperimentazione e di scoperta attraverso il gioco e la manipolazione, al fine di percepire la realtà in maniera multisensoriale e divertente. Munari ha dedicato un testo al disegno dell’albero, fornendo indicazioni sulla tecnica da utilizzare; una volta imparata la tecnica è possibile realizzare alberi di qualunque tipo. In questo modo i bambini si avvicinano agli elementi naturali che li circondano, li analizzano e possono realizzarli con diversi materiali e colori.


Le attività che verranno proposte sono le seguenti: ALBERI osservazione e interazione con l’albero Dall'osservazione dell'albero in tutte le sue componenti, alla realizzazione individuale di un albero secondo le regole naturali della ramificazione. Di che colore è il tronco di un albero? Come è fatta la texture della sua corteccia? Da quali parti è composto l'albero? Qual'è la regola che governa la sua che governa la ramificazione? Quali sono le sensazioni che si prova toccando un albero? È umido, freddo, profumato, è vivo... .


Contiamo I rami,quelli grandi poi quelli piccoli.


Le attività si svolgono sezione,giardino ,atelier Gli spazi,all’interno e/o all’esterno della sezione, nel corso del progetto, varieranno in base alle esigenze dei bambini e alle modifiche del progetto in itinere, diventando cosÏ parte integrante del processo formativo. Per questo motivo assumono, per noi, grande importanza gli spazi organizzati con materiali non strutturati dove i bambini possano essere impegnati in un ruolo attivo ed autonomo nell’elaborazione delle esperienze.

Lo facciamo grande come un puzzle

Lo reinventiamo Come vogliamo


La scoperta attraverso il gioco e la manipolazione al fine di percepire la realtĂ in maniera multisensoriale e divertente.


“Disegnare la natura, per capire la natura” Anche questo è un modo per capire la natura;osservare le forme durante la loro trasformazione, seguirne i cicli evolutivi. Dalla nascita fino all’ultimo frutto la pianta ci dà tutta una serie di informazioni sul perché di certe forme e di certe disposizioni. E’ interessantissimo osservare la nervatura delle foglie, la disposizione dei canali principali e di quelli minori, individuarne le due reti. Seguire le forme delle pigne da appena spuntate fino a quando si aprono. Veder crescere una qualunque pianta annotarne le forme progressive. C’è un modo di “copiare la natura” e c’è un modo di capire la natura. Copiare la natura può essere una forma di abilità naturale e può anche non aiutare a capire per il solo fatto che ci mostra le cose come normalmente si vedono. Studiare le strutture naturali, osservare l’evoluzione delle forme può invece dare a tutti la possibilità di capire sempre di più il mondo in cui viviamo.


Il piacere di mettersi in gioco tra natura e avventura


La ricerca dei dettagli affina lo sguardo, alimenta e attiva gli altri sensi. I dettagli sostengono e alimentano gli apprendimenti.

I bambini sono grandi “cacciatori di dettagli�, attenti ai minimi particolari che assumono importanza in quanto posti in evidenza da loro stessi.


A- come -ALBERI L’ALBERO:

L’esplosione lentissima di un seme … quando disegni un albero, ricorda sempre che ogni ramo è più sottile di quello che viene prima Il tronco si divide in due rami E questi si dividono ancora in due e cosi ancora ancora … Bruno Munari


L'albero e gli occhiali C'era una volta un giovane ramo di un grande albero. Era nato in primavera, tra il tepore dell'aria e il canto degli uccelli. In mezzo all'aria, alle lunghe giornate estive, al sole caldo, alle notti frizzanti, trascorse i suoi primi mesi di vita. Era felice: aveva foglie bellissime, e, poi, erano sopraggiunti fiori colorati ad adornano e, dopo ancora, grandi frutti succosi di cui tutti gli uccelli del cielo potevano nutrirsi. •Ma un giorno cominciò a sentirsi stanco: era settembre... I frutti si staccarono, le foglie cominciarono a cambiare colore divenivano sempre più pallide... Addirittura, di tanto in tanto il vento se ne portava via qualcuna. Venne la pioggia e poi l'aria fredda, e il ramo si sentiva sempre peggio: non capiva cosa stesse succedendo. In pochi giorni e in poche notti si trovò spoglio, infreddolito, completamente solo. Rimase così qualche tempo fin quando non capì che non poteva far altro che mettersi a cercare i suoi fiori, le sue foglie, i suoi frutti per poter di nuovo stare insieme a loro. "Devo darmi da fare", disse risoluto tra sé e sé. Cominciò allora, a chiedere aiuto a tutti i suoi amici. Si rivolse dapprima al Mattino: "Sono solo e infreddolito, ho perso tutte le mie foglie, sai dove le posso trovare?". Il Mattino rispose "Ci sono alberi che ne hanno tante, prova a chiedere a loro". Si rivolse a quegli alberi: "Sono solo e infreddolito, ho perso tutte le mie foglie, sapete dirmi dove le posso trovare?". Gli alberi risposero: "Noi le abbiamo sempre avute, prova a chiedere agli alberi uguali a te". Si rivolse ai rami spogli come lui. "Abbiamo tanto freddo anche noi, non sappiamo cosa dirti...", gli risposero. Queste parole lo fecero sentire meno solo. Si disse che, se avesse ritrovato le foglie, sarebbe subito corso dai suoi simili a rivelare il luogo in cui si trovavano. Continuò la sua ricerca e chiese al Vento. "Io le foglie le porto solo via è la pioggia che le fa crescere", disse il Vento a gran voce. Si rivolse alla Pioggia. "Le farò crescere a suo tempo", gli disse la pioggia tintinnando. Si rivolse allora al Tempo. "Io so tante cose", gli disse con voce profonda. "Il Tempo aggiusta tutto, non ti preoccupare occorrono tanti giorni e tante notti". Si rivolse alla Notte, ma la Notte tacque e lo invitò a riposare. Si sentiva infatti molto stanco. Mentre stava per addormentarsi uno gnomo passò di là. Al vedere quel ramo così spoglio e infreddolito, dal freddo e dalle intemperie si fermò e un po' preoccupato, gli chiese cosa stesse succedendo. Il ramo gli raccontò tutta la sua storia. Lo gnomo stette con lui, si fermò nel suo silenzio, lo ascoltò, sentì il suo dolore. Allora il ramo parlò ancora e disse: "Mi è sembrato di chiudere gli occhi e dopo averli riaperti non ho più trovato le mie foglie, non sono stato più capace di vederle". Lo gnomo pensò a lungo, poi capì: si tolse gli occhiali e li posò sul naso del ramo, spiegandogli che erano occhiali magici che servivano per guardare dentro di sè. Il ramo, allora, apri bene gli occhi e... meraviglia... Vide che dentro di sé qualcosa si muoveva, sentiva un rumore, vedeva qualcosa circolare provò ad ascoltare, guardò a fondo: era linfa, linfa viva che si muoveva in lui. Incredulo disse allo gnomo ciò che vedeva. Lo gnomo gli spiegò che le foglie, i fiori, e i frutti, nascono grazie alla linfa oltre che al caldo sole, all'aria di primavera e alla pioggia. "Se hai linfa dentro di te hai tutto", gli disse, "Non occorre chiedere più nulla a nessuno ma insieme all'acqua, alla luce, all'aria, agli altri rami, le foglie rinasceranno: le hai già dentro". Il ramo, immediatamente si sentì più forte, rinvigorì: aveva la linfa in sé, non doveva più chiedere consigli, gli bastava lasciar vivere la linfa' che circolava in lui. La linfa da cui un giorno, sarebbero rinate le amiche foglie.


Abbiamo realizzato da un foglio di cartoncino una delle struttura tridimensionale e che con tagli , piegature, incisioni e aggiunte di vari materiale potessero rappresentare un riferimento concreto dell’elemento albero.


CARTA-FORBICI-COLLA


L’ALBERO – LABIRINTO FATTO CON I BISCOTTI


La scuola del fare‌ Conoscere i materiali ,tanti materiali diversi, è il punto di partenza di questo laboratorio , con il tatto si eserciterà la prima raccolta di informazioni, poi i bambini saranno invitati a toccare i materiali.


Cosa è un laboratorio ? Alessio: è tipo una ditta che fanno dei lavori Emanuela: è dove si fanno le pozioni Alessio: fare una cosa nel laboratorio ,i materiali sono selle cose che servono per fare delle cose che tu vuoi . Materiali che servono nel laboratorio per costruire degli alberi Sara :tronchi ,colla, foglie secche Giulia :rami Regole 1)NON SI CORRE 2)NON SI PICCHIA 3)NON SI DISTRUGGONO I GIOCHI DEGLI ALTRI 4)NON SI STRAPPANO LE COSE DALLE MANI 5)NON SI URLA 6) POCHI BIMBI Come possiamo fare par stabilire quanti bambini devono entrare nel laboratorio ? Sara ,mettiamo un foglio con una scritta Alessio mettiamo un numero


PRATO CON ALBERI


Nel laboratorio i bambini apprendono manipolando la materia, disegnando creando collage e oggetti che stimolano la loro creativitĂ .


A L B E R I


Alberi tridimensionali con materiale di recupero


Giocare con l’arte


DURANTE QUESTO LABORATORIO I BAMBINI APPRENDONO MANIPOLANDO LA MATERIA, DISEGNANDO,CREANDO COLLAGE E OGGETTI,E SVOLGENDO ALTRE ATTIVITA’ CHE STIMOLANO LA LORO CREATIVITA’


ALBERI IN SCATOLA


Gli alberi sono tutti uguali? Giulia C no perché ci sono quelli bassi ,medi, alti. Sara hanno delle cortecce diverse Alessio i rami con i rametti e le foglie Sara alcune sono rosse, alcune gialle ma sono diverse anche per la forma Alessio l’acqua esce da un tubicino poi i rami la digeriscono ,i rami quelli sotto terra… alcuni rami sotto terra che si chiamano radici succhiano l’acqua per poi darla all’albero che cresce…le radici grandi servono per digerire il concime che mette l’uomo che li coltiva , come le bucce che mangiamo. Giulia c l’albero nasce con i semi inzuppati nella terra, si scava poi ci metti un po’ di terra…dall’albero possono crescere :pere mele ciliegie…pure le foglie vengono fuori. Per crescere ha bisogno dell’acqua e del sole che fa luce e caldo . L’albero ha anche la corteccia …quella che sta addosso…cioè il suo vestito Alessio prima le radici crescono perché sono sotto alla terra e all’erba A cosa servono le radici? Alessio le radici servono per mangiare i vermi e per tenerlo su


Gabriele il tronco è fatto di legno Alessio è tutto graffiato Yassmine è rubolo(ruvido) Alessio sono dei buchi per respirare Giulia c ma no sono dei buchi dove vanno gli uccelli che vanno a mangiare Alessio sono delle cortecce l’albero quando nasce è piccolo poi diventa grande Sara sono delle forme arrotolate


Perché … la copia dal vero Ogni attività artistica può aiutare al raggiungimento di determinati obiettivi. Ad esempio il disegno e la pittura aiutano ad acquisire capacità di rappresentazione fantastica e copia dal vero, a dare forma e colore alle emozioni. Durante questa attività migliorano decisamente le capacità di coordinazione oculo-manuale, i movimenti col tempo diventano più fini e più precisi e si trae di conseguenza giovamento anche per ciò che concerne il punto di vista strettamente motorio.


Gita oasi la Francesa


silenzio

Amare la natura


ascoltare

Il cuore stava bene


“Conservare l’infanzia dentro di se per tutta la vita vuol dire conservare la curiosità di crescere il piacere di capire la voglia di comunicare. I bambini di oggi sono gli adulti di domani Aiutiamoli a crescere liberi da stereotipi Aiutiamoli a sviluppare tutti i sensi aiutiamoli a diventare più sensibili Un bambino creativo è un bambino felice” Bruno Munari


PROTAGONISTI Anahita Acerbi Emanuela Barbetta Alessio Besutti Sara Bombarda Gabriele Carluccio Giulia Chiofalo Leonardo Corradi Emily Diana Amin Mohamad el Kardi Mya Stella Goldoni Ayesha Fatima Hussain Paolo Li Lorenzo Lo Cicero Mei Li Loh Abbas Ali Mahmood Giulia Mercurio Aya Nhari Daniele Oltean Silvana Pappalardo Asia Romano Yassmine Zahraoui Alaa Khabtani Le insegnanti Anna Grazzi - Rosanna Siciliano Sostegno Maria Pia Rosato- Emanuela Cusmano


scuola.albertario@terredargine.it

A come albero 4 anni  

Attraverso il metodo laboratoriale, ricerca, sperimentazione sul tema dell'albero

A come albero 4 anni  

Attraverso il metodo laboratoriale, ricerca, sperimentazione sul tema dell'albero

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