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STAGIONI&5SENSI

Scuola dell’Infanzia Albertario Istituto Comprensivo Carpi 3 A.S. 2013/2014

SEZIONE 5 ANNI


“Conservare l’infanzia dentro di sé per tutta la vita vuol dire conservare la curiosità di conoscere, il piacere di capire, la voglia di comunicare” Bruno Munari


Progettare e ridisegnare la natura e l’ambiente che ci circonda vuol dire, prima di tutto, conoscere e percepire, sentire ed avvertire... ma non solo con gli occhi, bensì con la forza del cuore e delle emozioni. Il bambino della scuola dell'infanzia percepisce e recepisce messaggi attraverso tutto il proprio "io“, è costantemente immerso in una realtà fatta di svariati stimoli sensoriali (visivi, uditivi, tattili, olfattivi, gustativi ).

Il progetto ha visto i bambini protagonisti attivi per tutto l’anno scolastico, periodo nel quale hanno fatto esperienze pratiche e condiviso momenti di forte impatto emotivo, e “sperimentale”, che li ha avvicinati maggiormente alla conoscenza di sé e alle potenzialità del proprio corpo.. La sfera sensoriale è strettamente correlata alla sfera affettiva perciò l'attività si è svolta su un itinerario che ha previsto sia la conoscenza della realtà, degli oggetti, dei materiali, ed anche la partecipazione emotiva, tenendo conto delle sensazioni, delle aspettative e dei desideri. E’ importante abituare il bambino a riconoscere e discriminare i vari stimoli ed aiutarlo a farne un buon uso creando stimolanti esperienze didattiche.


Quest’anno abbiamo affrontato il grande tema delle stagioni. Lo abbiamo fatto partendo dai cinque sensi: vista, udito, gusto, olfatto, tatto. Ogni stagione è stata così osservata, raccontata, ascoltata, annusata,toccata, gustata. Ne abbiamo cioè fatto esperienza piena.

“Il saper rallentare, il saper guardare ti dà la possibilità di cogliere delle occasioni che correndo troppo non vedresti neppure. L’esempio della moviola risulta in questo caso decisamente calzante: le riprese alla moviola sono più affascinanti perché si possono vedere tutti i particolari. E se la lentezza diventasse un’angolazione da cui osservare il mondo?..” (Claudio Imprudente da La pedagogia della lumaca di G. Zavalloni)


Cosa sono le stagioni? Gian Luca: i tempi! Che prima c’è l’inverno! Giulia: sono tantissime Elisa: l’inverno, l’autunno, la primavera Marco: e Pasqua Gian Luca: Natale Pasqua e Natale però non sono delle stagioni, sono delle feste. Daniele: estate!

Sapete in che stagione siamo adesso? Christopher: agosto Agosto è il nome di un mese. Manca ancora una stagione… Daniele: autunno!


Sapete cosa succede in autunno? Elisa: ci sono i temporali Sofia: le foglie cadute Giulia: a Natale ci possono pure essere temperature zero Francesco: siamo in autunno… si capisce dalle foglie che cadono! Daniele: dalle foglie che cambiano colore Di che colore sono? Sofia: verde Daniele: no, marrone Gian Luca: gialle Azhan: rossi Terminiamo la conversazione dando ai bambini un compito, raccogliere, cioè, le foglie al parco e portarle poi a scuola. Sofia: io me lo ricordo… ce l’ho nel cuore!


Osserviamo insieme i prodotti dell’autunno nno che ci ha portato Elisa. Elisa: l’uva è un frutto Daniele: io ho pigiato l’uva per fare il vino… perché io ho una campagna. Come hai fatto a pigiare l’uva? Daniele: con la pigiatrice! Metti i chicchi nella tramoggia… poi metti l’uva schiacciata nella botte E viene fuori il vino? Daniele: sì! Sapete che con il succo dell’uva si possono fare i sughi? Li conoscete? Francesco: sì, è una gelatina un po’ aspra. Gian Luca: li fa la mia nonna Giulia: è come un succo di frutta Daniele: si mangiano con un cucchiaio Francesco: sono viola scurissimo


Elisa: è un melograno Che forma ha? Alex: è un cerchio Francesco: tipo un pomodoro Di che colore è? In coro: rosso Lo facciamo toccare. Giulia: è morbida come una mela Michelle: è duro Cosa c’è dentro? Francesco: c’è il grano… ci sono dei chicchi e il succo di melograno Michelle: è fuxia Lo assaggiamo. Alex: c’è un seme Michelle: quello della mia nonna è più buono! Che sapore ha? Giulia: era un po’ amaro


Osserviamo insieme le foglie portate da alcuni bambini.

Elisa: le forme sono diverse! Amin: una rossa, una gialla, una verde e quella è tutta colorata di viola! Lorenzo: ogni cosa ha qualcosa di diverso Come sono cadute? Amin: col vento Stefano: anche senza vento cade! Perché cadono le foglie? Ivan: quando c’è l’autunno le foglie cambiano colore e fa freddo e gli alberi perdono le foglie Poi ricrescono? In coro:sì!! Uguali a quelle che erano cadute? Daniele: no! Tutte diverse Lo sapete quando rinascono le foglie? Gian Luca: in primavera Perché sono diverse le foglie? Elisa: perché ogni albero è diverso! Christopher: perché nascono diversi dagli alberi diversi Giulia: da un seme diverso nascono le foglie diverse


Maxim: la foglia rossa è lunga e morbida

Francesco: ‌ il vento che portava via le foglie

Francesco: le foglie sono piĂš belle con la luce!


Con un piccolo gruppo andiamo in atelier per osservare i colori dell’autunno, quelli delle foglie che abbiamo portato e quelli che ha usato Paul Klee per dipingere il suo quadro Foglia illuminato. Con la metodologia della ricerca proviamo a riprodurre i colori partendo dalle tempere già pronte. Aggiungiamo bianco, nero, rosso‌ mescoliamo e proviamo i colori cosÏ ottenuti.


In un secondo momento portiamo al grande gruppo l’esperienza fatta a piccolo gruppo.

Marco: quello è il colore del prosciutto crudo! Annabella: questo è mischiato! Giulia: io ho mischiato il marrone col nero… abbiamo fatto dieci colori! Marco: questo assomiglia al colore della pietra Gabriel: abbiamo fatto un arcobaleno dell’autunno


Per vedere con occhi nuovi la stagione dell’autunno, mostriamo ai nostri bambini come un grande pittore ha interpretato una foglia d’autunno. Utilizzando la Lavagna Interattiva Multimediale proiettiamo “Foglia illuminato” di Kee. Poi chiediamo loro cosa ne pensano. Annabella: è una foglia Gian Luca: è la nostra ra foglia! Chi l’ha fatta? Francesco: Klee Che colori ha usato Klee? Christopher: marrone ne Sophia: anche del bianco Marco: del giallo Francesco: nelle foglie però non c’è ill bianco Giulia: io vedo del giallo pallido chiaro chiaro… poi c’ha un poco di color nocciola Lorenzo: sono i colori dell’autunno! Il marrone è il colore delle foglie quando cadono Francesco: e si seccano


Per esercitare un po’ la motricità fine proponiamo di ricalcare con un pennarellino la foglia di Klee con l’aiuto della lavagna luminosa. Giulia: noi facciamo la foglia con le righe! Elisa: sembra una chitarra!

desso che ognuno ha a Adesso ealizzato il suo ricalco, ricalco o, o, realizzato come potremmo colorarlo? Francesco: con le tempere Elisa: con gli acquerellili Sofia: con i gessi ano Giulia: puoi andare piano ore! o forte e cambia il colore! no Col rosso ha fatto piano ed era diventato rosa. Di che colori la coloriamo? nco, In coro: marrone, bianco, giallino Lorenzo: anche un po’’ di fantasie diverse amo Marco: che ci sbricioliamo sopra il cartone e sotto ci mettiamo la colla… oppure i bottoni!


Con i gessetti

Con gli acquerelli

Con materiali naturali


Vorremmo costruire insieme a voi un libro delle parole, da sfogliare, consultare, ricopiare; dove poter trovare le parole che stiamo utilizzando nel nostro percorso sulle stagioni. Allora vi chiediamo… quali sono le parole dell’autunno?

Ivan: LA PIOGGIA! Giulia: LA NEBBIA… stamattina c’era un tunnel di nebbia… sono delle nuvole che invece di stare in cielo stanno giù per terra Lorenzo: la nebbia a volte non ti fa vedere niente se è molto fitta Ivan: la nebbia è bianca come la neve Francesco: è fatta di pioggia Giulia: la nebbia è fatta come di neve, ma è più leggera Se pensate ai frutti vi vengono in mente altre parole? Francesco: LE CASTAGNE Ivan: le castagne che non hanno le code non possiamo mangiarle! Giulia: quelle che si mettono nel forno dobbiamo tagliarle Gian Luca: io ho acceso il fuoco nel camino e ci ho messo lo castagne e le ho “cuocite”. Giulia: I MANDARINI Christopher: LE MELE Annabella: I MELOGRANI Elisa: MELE COTOGNE Giulia: FOGLIE Lorenzo: I FUNGHI


Sono morbidi o duri? Daniele: molli! Marco: è pesante Proviamo ad annusarli? Sapete cosa vuol dire annusare? Annabella: profumo Con che cosa annusiamo? In coro: con il naso!

Marco: è odor di marcito! Sofia: è un buon odore, un odore tipo di mandorla Alex: di fiore Francesco: non mi piace! Chiediamo a chi vuole di assaggiarlo. Annabella: è buono!


Dopo aver parlato dell’autunno, osservato le foglie, il quadro di un pittore famoso… e dopo aver tanto disegnato e colorato… oggi abbiamo proposto ai nostri bambini un’esperienza della stagione in cui ci troviamo mediante altri due sensi, l’olfatto e il gusto. Abbiamo portato alcuni frutti autunnali: la melagrana, i cachi, i mandarini e le mele.

Siamo quindi partiti da un frutto un po’ particolare, il caco. Sapete come si chiama questo frutto? Alex: pomodori! Elisa: facciamo la conserva?! Di che colore sono? Alex e Marco: rosso Elisa: no, arancioni! Francesco: sono cachi! Li avete mai assaggiati? Daniele: io!


Apriamo una melagrana… Francesco: ha la forma di stella… io ho mangiato i chicchi! Ivan: io lo bevo! Come facciamo a berlo? Ivan: facciamo una spremuta!

Chiediamo a chi vuole di assaggiare il succo di melagrana. Gian Luca: è buono, sa di banana Gianluca: sa di ananas Annabella: sa di aranciata Nouha: è buono Sofia: sa di fragola


Passiamo infine ai mandarini. Francesco: è un frutto d’autunno Facciamo annusare un mandarino. Che odore ha? Gian Luca: ha un odore dolce Leonardo: sa di arancia

Giulia: il succo è di color del mandarino Lorenzo: ha delle vitamine! Michelle: è buono! Per fare una spremuta come deve essere un frutto? Francesco: succoso Christopher: deve avere l’acqua? Se spremiamo una mela cosa succede? Francesco: proviamo!


Cosa può essere questo qu uesto oggetto? oggettto?? Marco: un cannocchiale occhiale lungo Giulia: se mettetee delle cose e «attoppate» qua e qua e ni poi diventa uno strumento… sai quello mettete dei pallini strumento così, che si fa (e indica il gesto) Antonio: può sembrare una tromba Stefano: telescopio… per vedere Marco: per vedere le stelle Samuele: e la luna Maxim: il telescopio per vedere i pianeti! Sophia: ci mettevi due coperchi e delle palle dentro e… fa un rumore che è bello, fa schh… Marco: un rumore del mare Gabriel: pioggia Adam: le palline girando, girando Stefano: vanno giù Gabriel: e fanno rumore

Elisa: un bastone dell’inverno Lorenzo: un cannone Amin: (dentro) c’è tanti puntini ree i ch hiod di Christopher: maracas!! per sparare chiodi Lorenzo: non c’è mica la polvere dentro!


In questi ultimi mesi ha piovuto tanto… uno dei suoni più rappresentativi della natura in questa stagione è stata dunque la pioggia. Scegliamo allora di costruire, insieme ai nostri bambini, un bastone della pioggia. Partiamo da materiale di recupero, i tubi dei rotoli della carta per le mani.

Con l’aiuto di alcuni bambini assembliamo tre tubi.


Proviamo a mettere della «polvere», ovvero della farina nel tubo. In coro: non si sente niente! In un secondo momento mettiamo del riso. Ivan: fa rumore! Lorenzo: il riso fa rumore… perché è crudo!!

P Perché piantiamo i chiodi ? A cosa servono? SSofia: per far sembrare il ccannocchiale più bello! Gabriel: perché G «restano» le palline… per « ttenere ferme le palline… perché così girano e p ffanno la musica Giulia: quando il riso G ssbatte sui chiodi fa rrumore IIvan: così il riso si ferma ssui chiodi Maxim: quando cadono M lle palline si sentono il rrumore della pioggia Se invece avessimo un tubo senza chiodi? Christopher: uno fa rumore e uno non fa rumore Giulia: quando lo giri fa bum bum bum


Inverno


Che colori ha l’inverno? Lorenzo: bianco Elisa: morbido Francesco: marrone, le foglie secche Sofia: c’è la neve Com’è la luce? Sofia: il sole c’è poche volte Giulia: lo stesso c’è freddo, anche se c’è il sole… perché siamo in inverno! Cambiano ancora colore le foglie? Annabella: no, adesso sono cadute Che sensazioni provate in inverno? Francesco: se non c’ho la giacca prendo freddo Che odore ha l’inverno? Elisa: odore di freddo Com’è questo odore? Stefano: fa schifo! Sofia esce un attimo per annusare l’aria Sofia: è un odore di neve, di freddo… c’è un profumo così così… di neve mescolata con l’aria Che colore ha l’inverno? Gianlica P.: bianco Iven: trasparente… non lo vedo… Mandiamo Daniele a guardare fuori dalla finestra… Daniele: è grigio… in cielo… gli alberi spogli, senza niente, la corteccia è grigia… per terra ci sono le foglie È vero, il cielo è grigio! E quando c’è il sole come sono le cose? Lorenzo: lucide Elisa: asciutte Lorenzo: le cose sembra che splendano


Dopo aver “sondato” le opinioni dei nostri bambini su colori, odori dell’inverno, mostriamo loro, con la LIM, alcune fotografie di elementi naturali in questa stagione.

Elisa: tutto ghiacciato Lorenzo: le foglie col freddo diventano ghiacciate Sapete cos’è la brina? Elisa: che ghiaccia tutte le foglie Che colori vedete? Lorenzo: un po’ verde Ma com’è questo verde? Lorenzo: un po’ spento


Giulia: le foglie sono marroni E questo marrone com’è? Francesco: brutto Lorenzo: un po’ spento Marco: un po’ chiarino Ivan: il sole è coperto dalla nebbia Daniele: c’è il grigio Dopo alcuni elementi naturali, Maxim: tutto grigio! proiettiamo un’opera d’arte di Mondrian, Lorenzo: anche nero

Albero grigio.

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Elisa: è una meraviglia!! Ivan: è un disegno Lorenzo: ci sono tante righe che ti fanno sembrare che ci sia un albero

Che colori vedete? Gianluca C.: il grigio e il nero Giulia: anche un grigio più chiaro! Allora non ha usato un grigio solo! Sapete come si fa il grigio?


Giulia: serve del bianco Christopher: e blu Francesco: no! Viene azzurro! Allora proviamo a mescolare bianco e azzurro.

Sofia: è un po’ azzurro Elisa: azzurro cielo Allora come possiamo fare ad ottenere il grigio? Giulia: nero! Per farlo più scuro, cosa aggiungiamo? Francesco: il nero Giulia: il bianco fa diventare più chiari Provo ad aggiungere il nero… Giulia: diventa grigio scurissimo… poi c’è un grigio medio… di sicurezza… Sono tutti diversi!!!


Tutti al lavoro, insieme, per giocare a fare i pittori!

Dopo aver creato la nostra tavolozza di grigi, proviamo a campionare su un cartoncino le tonalitĂ  ottenute.


Per far provare a tutti le mescolanze che si possono ottenere partendo dai due colori bianco e nero, abbiamo dato a ciascun bambino un piattino con un po’ di tempera bianca, un po’ po di tempera ne nera e un pennellino

Abbiamo sollecitato i bambini a creare più tonalità possibili di grigio, variando la quantità di colore usato.


Dopo i grigi, è tempo di osservare il colore simbolo dell’inverno, il bianco,e scoprire che di bianco non c’è n’è uno solo! Decidiamo allora di costruire un pannello dei colori bianchi con oggetti reperibili a scuola e a casa.

Che bianchi troviamo sul nostro pannello? Christopher: bianco chiaro Elisa: bianco bianchino Leonardo: bianchino scurino Ivan: bianchino bianchetto Giulia: bianco neve Giulia: bianchino gialletto Elisa: bianchissimo Antonio: bianco piumato Lorenzo: bianco argento


Che bianchi troviamo sul nostro pannello? Christopher: bianco chiaro Elisa: bianco bianchino Leonardo: bianchino scurino Ivan: bianchino bianchetto Giulia: bianco neve Giulia: bianchino gialletto Elisa: bianchissimo Antonio: bianco piumato Lorenzo: bianco argento


Leggiamo Cappuccetto bianco di Bruno Munari

Elisa: io non vedo niente! Daniele: io vedo bianco… perché è tutto bianco Francesco: è solo neve Sophia: le figure sono dietro… Marco: alla neve! Francesco: ma perché non scava tanto? Stefano: così si vede Nouha: non c’è niente!


Rielaboriamo l’opera d’arte di Mondrian, ricalcando su acetati le linee geometriche che caratterizzano l’opera.

Christopher: sono linee! Forme con le linee. Elisa: un castello trasformato da una regina cattiva!

Questo tipo di lavoro fa evoca riflessioni inaspettate. Emerge qui, in un’area apparentemente lontana, il processo di interiorizzazione del percorso su lettere e numeri, che i nostri bambini stanno affrontando durante questo anno scolastico.

Antonio: ho visto un numero!! Ho trovato anche una lettera, è del mio nome Amin : c’è una riga di “X”


In un secondo momento coloriamo gli spazi con tempere acriliche speciali (metallizzate, perlate, dorate).

Adam: è un ghiaccio! Amin: vedo un mare con un colore di neve! Francesco: è un labirinto, trabocchetto

Amin : c’è tanto da lavorare!!


Elisa: quello lì in fondo è un po’ giallino Ivan: è un esercito di occhi Gianluca C.: è tutto a strisce… uno più chiaro Elisa: è bianco come la sabbia Giulia: c’hanno delle sfumature tutte diverse! Perché? Giulia: sono ricucite con delle cose diverse… alcune sono un po’ mollicce… possiamo attaccarle da qualche parte? Ce n’è una più bianca? Lorenzo: queste righe fanno sembrare un po’ di nero Se spengo il tavolo? Cosa fa la luce? Lorenzo: si mischia ad alcuni colori e diventa nero


Sofia: un sacco di stoffe!! Ci sono alcune di bianco diverso… un po’ scuro e un po’ chiaro! Cosa ti fanno venire in mente? Sofia: la neve! Lorenzo: hanno usato dei bianchi un po’ diversi Sofia: alcuni bianchi sono più sottili, alcuni sono più morbidi! Elisa: c’è qualcosa che cambia… proviamo a vedere con la stoffa se sono bianchi (tenta di fare un confronto con il barattolo di tempera bianca) Lorenzo: quel bianco sembra che sia un po’ più chiaro, perché c’è la luce! Elisa: allora non c’è nessuno più bianco di questo (indicando la tempera bianca) Lorenzo: il bianco del barattolo è bianchissimo!! Elisa: e questi si mimetizzano (sono uguali)

Elisa: e questo è bianco neve, perché con le palline sembra che nevica! Questa stoffa si mimetizza con la luce! E se lo tolgo dalla luce lo vedo un po’ più grigio!


Giulia: io non vedo niente! L’hanno ricucito bene bene! (la sua stoffa è più spessa) Leonardo: vedo grigetto!


Giulia: io non vedo niente! L’hanno ricucito bene bene! (la sua stoffa è più spessa) Leonardo: vedo grigetto!


Primavera


Cos’è la primavera? Sofia: è una stagione Maxim: vuol dire che nascono i fiori sull’erba Francesco: c’è il sole, prima in inverno ce n’era solo un po’ Lorenzo: ci sono le foglie che nascono sugli alberi… e io vado al parco e gioco fuori Sofia: in primavera c’è più caldo e in inverno ce n’è meno Christopher: si può stare con le maniche corte Maxim: io ho la giacca a mezze maniche


Francesco: c’hai anche i canali con l’acqua? Elisa: nella partenza c’è un canale con dell’acqua e dei gamberoni, che va verso un altro canale A cosa serve un canale nell’orto? Francesco: per annaffiare Lorenzo: un a pianta la innaffi, e se ci sono le lumache le devi tirare via, perché se no mangiano la pianta e muore. Alex: mia zia ha un bell’orto, ha le ciliegie, ha l’insalata, i carciofi, i cavoli, i pomodori, i fagiolini… vado a raccogliere qualcosa, e i fagiolini li mangiamo! Amin: quando c’è ombra non cresce! Se una pianta la metto al buio? Christopher: non nasce! Francesco: i miei semi si possono usare solo a metà marzo!

Vi piacerebbe se provassimo a seminare? In coro: siii!!!! Cosa vi piacerebbe far crescere? Christopher: un fiore rosso Lorenzo: il basilico Leonardo: una pianta di fragola Elisa: i girasoli Sofia: la violetta Gabriel: la margherita Gianluca P.: un albero di more Nouha: l’albero di Mondrian Maxim: i funghi Amin: le fragole


Sapete come fa a nascere una pianta? Elisa: con il seme Sofia: annaffiandola Stefano: con acqua Alex: nasce con il frutto Lorenzo: prendersi cura delle piante Francesco: serve un seme, dell’acqua e del sole Nouha: e la luce Giulia: la pioggia Giulia: serve un giardino, se no cresce sulla strada Marco: serve un vaso e una terra Elisa: e il concime Francesco: io, una volta, ho fatto un concime mio… e ha funzionato! È una cosa che fa crescere più velocemente la pianta Francesco: io, a casa, ho due tipi di semi, per far nascere i fiori. Ho il girasole messicano! Come semenzaio utilizziamo i cartoni delle uova. Poi ci procuriamo della terra buona e alcuni tipi di semi. Scegliamo le piantine aromatiche, come basilico, prezzemolo, menta, salvia, e qualche fiore, il girasole (Stefano ci ha portato i semi), il nasturzio e la lobelia. Ci accorgiamo subito di come ci siano dei semi grandi, come il girasole e il nasturzio, e dei semi piccoli , come il basilico. Allora, per il nostro semenzaio prepariamo dei piccoli cartelli, sui quali scriviamo il nome della pianta seminata e attacchiamo con un pezzo di scotch trasparente il seme.


Marco: una bocca di leone Francesco: il girasole messicano Christopher: è di un altro mondo?! Giulia: esistono le bocche di leone?!! Io vorrei le bocche di drago!! Sophia: un girasole Ivan: anch’io un girasole! Christopher: la salvia Lorenzo: quella che puoi usarti a lavare i denti?? Adam e Alex: le fragole! Come semenzaio utilizziamo i cartoni delle uova. Poi ci procuriamo della terra buona e alcuni tipi di semi. Scegliamo le piantine aromatiche, come basilico, prezzemolo, menta, salvia, e qualche fiore, il girasole (Stefano ci ha portato i semi), il nasturzio e la lobelia. Ci accorgiamo subito di come ci siano dei semi grandi, come il girasole e il nasturzio, e dei semi piccoli , come il basilico. Allora, per il nostro semenzaio prepariamo dei piccoli cartelli, sui quali scriviamo il nome della pianta seminata e attacchiamo con un pezzo di scotch trasparente il seme.


Antonio: ogni pianta ha il suo seme!


In attesa dei germogli, scriviamo sul calendario la data della semina e rappresentiamo graficamente il nostro semenzaio.


Dopo 6 giorni abbiamo scoperto che il basilico e i girasoli erano già germogliati !!!

Christopher: il seme è diventato una pianta! Amin: quelle sono lunghe (girasoli) e quelle son tantissime (basilico)! Antonio: sembra un serpente!

Francesco: quelle piante lì hanno la bocca a cozza! Elisa: con la lente d’ingrandimento sembrano grandi, senza no. Sophia: questa qui sembra una pianta che ha la bocca


Sophia: son minuscole,, ci vuole la lente!

Quanti giorni hanno impiegato i semi dei girasoli e i semi del basilico per germogliare? Gianluca P.: non lo so Annabella: tanti tanti tanti giorni! Come possiamo fare per scoprire quanti sono? Daniele: contare i numeri del calend calendario: uno, due, tre, ‌, sei giorni!


Rappresentiamo graficamente i primi germogli. Continueremo a chiedere ai bambini di cogliere con il segno le trasformazioni dei semi.


Ci siamo accorti che i nostri germogli, anche se appena nati, hanno bisogno di più terra… allora decidiamo di rinvasarli. Ogni bambino sceglie la piantina che vuole far crescere e la trapianta in un vasetto di vetro. Questa operazione ci dà l’occasione di guardare questi germogli più da vicino,osservandone anche le radici, che sino ad oggi erano nascoste dalla terra.


E da oggi ogni bambino avrĂ  la propria piantina da curare, da innaffiare, da osservare, da annusare!


Per evidenziare il passaggio alla nuova a stagione, un po’ come e avevamo fatto per l’autunno e per l’inverno, guardiamo o insieme alcune fotografie di prati primaverili e alcune e famose opere d’arte.

Adam: senza foglie era inverno! Giulia: questo (Le jardin de giverny di Monet) è un quadro, perché è sfumato!


Una delle opere d’arte che ha affascinato maggiormente i nostri bambini è stata L’albero della vita di Klimt.

Lorenzo: è dell’Egitto! Sofia: vedo deii boccoli Gabriel: delle girelle Sofia: dei ghirigori

Adam: girato come i lecca-lecca Elisa: l’albero è tutto d’oro Sofia: mi ricorda Mia and me!

Christopher: ci sono delle persone che si abbracciano… saranno innamorati!


Ivan: ci sono verdi diversi! Come possiamo chiamarli? Giulia: verde sfumato Francesco: verde pasticciato Alex: questo verde non esiste! Marco: verde giallino Sofia: verde opaco, cioè un po’ scuretto Giulia: verde acqua, è verde, ma sembra un po’ azzurro… io c’ho un asciugamano verde acqua! Francesco: verde campagna Giulia: verde Italia Marco: come la bandiera dell’Italia, che c’ha un po’ di verde


Gian Luca C.: verde albero Giulia: verde cespuglio Alex: verde gambo-di-fiore Ivan: verde mela Francesco: verde rana Stefano: verde fagiolino de Gabriel: verde verde

Francesco: ho trovato un verde “fluo” “fluo”… è brillante! Elisa: a me m’è venuto verde foglia: ho mischiato tutti e tre i colori! Giulia: ho fatto una piccola differenza: questo è un po’ più scuro di questo qua! Ho mischiato al giallino una puntina di bianco


Per fare un’esperienza della primavera “alternativa”, che utilizzasse cioè un altro canale comunicativo e che fosse di grande spessore, abbiamo proposto l’ascolto di un brano di musica classica: la Primavera di Antonio Vivaldi.

Per valorizzare l’ascolto e ridurre gli stimoli visivi, abbiamo così allestito il dormitorio: abbiamo coperto i mobili con grandi teli, disposto alcuni teli sul pavimento e abbassato le tapparelle. Abbiamo preparato i bambini dicendo loro che avremmo fatto un’esperienza in cui servivano orecchie aperte, bocche silenziose e occhi chiusi. Abbiamo tolto le scarpe ed siamo entrati in punta di piedi… Ci siamo seduti tutti per terra e acceso lo stereo.

La prima volta abbiamo ascoltato il brano in silenzio. Poi terminata la musica, abbiamo chiesto ai bambini cosa, secondo loro, il musicista aveva voluto raccontare con questa melodia. In fondo, il musicista con il suono degli strumenti ha racconta una storia, così come fanno gli scrittori con le parole, o i pittori con i pennelli e i colori. Quindi, abbiamo fatto ascoltare nuovamente il brano musicale raccontando la storia che Vivaldi aveva musicato.


La “Primavera” di Vivaldi è formata da tre parti, che descrivono tre momenti della stagione. Nel primo, ascoltiamo il canto degli uccelli: la primavera sembra sbocciare con la musica e l’intrecciarsi dei violini che si rincorrono e riprendono come se fossero uccellini vispi e divertiti dall’aria frizzantina del limpido mattino. Come spesso succede in primavera, il cielo viene rannuvolato da un improvviso temporale, che mette a tacere i piccoli uccelli. Lampi e tuoni sono tradotti in linguaggio musicale da Antonio Lucio Vivaldi con guizzi di suoni pieni e veloci prodotti sempre dagli archi. Nella seconda parte, se ascoltiamo le melodie del violino solista, ci verrà alla mente un pastore beatamente addormentato, disteso tranquillamente su un prato fiorito di viole fresche di nuova vita. Pastore accarezzato dalla leggiadra brezza serale, che causa un continuo fruscio di foglie leggere, imitato da un pianissimo di violini, e sereno accanto al suo fedele cane, il cui latrato è evocato dalle note profonde ed insistenti della viola. L’ultimo movimento di questo concerto rappresenta la danza, un vero e proprio trionfo di “fata primavera” nel suo splendore, una danza in omaggio alla vita: tutti gli strumenti festosamente esultano incessanti in un inno alla gioia.


Utilizzando la lim, abbiamo proposto un lavoro di rielaborazione dell’opera d’arte L’albero della vita di Klimt.


L’iniziale disegno a matita è stato colorato in un secondo momento con colori tenui, utilizzando acquerelli e gessi. In alcuni casi abbiamo ricalcato i segni dei bambini con un pennarello nero. Abbiamo poi finito il lavoro arricchendolo con glitter e particolari ripassati con l’uniposca oro.


Per “assaggiare” la primavera proponiamo ai bambini di preparare insieme una macedonia. La proposta piace, così ci mettiamo all’opera. Innanzitutto è necessario andare a comprare la frutta e, visto che siamo nella sezione dei grandi, chiediamo se qualcuno ha voglia di venire con noi. Come ci aspettavamo, la risposta è positiva. Decidiamo allora di andare a fare la spesa il giorno prima di quello in cui prepareremo la macedonia, in modo da non dover fare le cose “di corsa”. Fissiamo per tempo i giorni, e li segniamo sul calendario. Lunedì mattina chiediamo però che frutta dobbiamo comprare… qual è la frutta di primavera?

Sofia: la ciliegia Eleonora: la fragola Giulia: la nespola… dentro ha dei semi grossi così! Quelle là un poco nere sono aspre, ma se tu ti abitui a mangiarle sono buone! Se è arancione è dolce, ma se ci mettiamo lo zucchero è ancora più dolce! Elisa: il kiwi! Perché l’ho sempre visto nella macedonia! Marco: mela, perché a casa ho una pianta di mela, e c’è una mela piccolina che sarà pronta in questo mese!


CosĂŹ andiamo dal fruttivendolo di fronte alla scuola con Gianluca P., Marco, Amin, Sofia e Leonardo.

Quante fragole dobbiamo comprare? Marco: sei! No, un centinaio! Sofia: un centinaio sono troppe, meglio quattro o cinque!


Finalmente arriva il giorno della macedonia, e gli amici che il giorno prima sono andati a fare la spesa ci raccontano quali frutti hanno comprato.

Leonardo: abbiamo comprato i kiwi, le pesche, le nespole, le ciliegie e le fragole. Com’è il kiwi? Leonardo: ha dei peli Marco: vuol dire che è pelosa Annabella: si mangia Marco: ma la buccia no! Giulia: però la buccia di mela si può mangiare se è pulita. Sofia: la pesca… la pelle è liscia… ha un odore di pesca… non ci sono le pesche d’inverno, però ci sono le arance. Marco: abbiamo preso delle ciliegie… nascono dagli alberi Elisa: le fragole nascono dai cespugli… mi sembrano delle mele piccoline!

Assaggiando le nespole… Adam: ha il sapore di pesca!


Che buona!!!


Chiediamo ai bambini di fare una copia dal vero della rosa sul cartoncino con il pennarello nero.


Per colorare il disegno utilizziamo i petali del fiore: strofinati sul foglio lasciano il colore e il profumo. Il gambo, invece, si può colorare con la foglia della rosa.

Il disegno adesso profuma davvero!!


Da che cosa sentite che sta per arrivare l’estate? Sofia: dal caldo! Giulia: dai vestiti Marco: c’è sempre il sole! Ivan: se fa caldo vuol dire che potremmo andare al mare o in piscina! Sofia: sudiamo anche! Elisa: c’è un cambiamento! Marco: di mattina fa freddo, poi viene il caldo! D’inverno invece tutti i pomeriggi c’era buio e adesso c’è il sole! Francesco: c’è l’ora legale! Marco: cos’è l’ora legale? Francesco: è un’ora che rimane la luce fino a tardi! Marco: la sera arriva più tardi e vien buio a mezzanotte!! E nell’aria c’è un profumo strano! È l’odore di tiglio. Sapete cos’è un tiglio? Francesco: è un albero che fa dei fiori profumatissimi! Elisa: io c’ho un cespuglio con i frutti viola. Quelli mi fanno ricordare che è venuta l’estate! Cos’è per voi l’estate? Gianluca P.: il mare! Francesco: il caldo Gian Luca C.: la sabbia Eleonora: il sole Giulia: una granita Marco: le rose rosse Elisa: le pesche Sofia: io al mare raccolgo le conchiglie e per merenda mangio un ghiacciolino


Per osservare l’estate, presentiamo ai bambini un’opera d’arte di Matisse, Polinesia, ottenuta con la tecnica del papier collè.

Marco: ci sono tanti pesciolini! Sofia: mi sembra stupendo!! Però sono difficili da disegnare… sono fatti in maniera un po’ strana! Francesco: sono fatti con la carta… Matisse faceva delle forme ritagliando… usava la sua immaginazione! Maxim: ci sono anche le alghe Francesco: io sono stato all’acquario di Genova Cosa vi fa venire in mente? Francesco: l’estate! Perché di solito molti vanno al mare


Rielaboriamo l’opera d’arte di Matisse: realizziamo lo sfondo colorando dei cartoncini, alternando blu e blu chiaro o azzurro.


Disegniamo su un foglio bianco i pesci e le alghe prendendo spunto da quelli di Matisse. Li ritagliamo e li incolliamo al nostro sfondo.


Uniamo i nostri lavori, componendo un’opera collettiva che raccoglie i lavori personali.


Leggiamo Cappuccetto blu di Agostinelli, una storia che, anche se non è ambientata in estate, è ambientata al mare ed ha come colore predominante il blu.

Quanti blu ci sono nel racconto? Francesco: celeste Giulia: blu acqua Marco: azzurro Gian Luca C.: turchese


Come si chiama? Lorenzo: grano! Francesco: è una spiga di grano Giulia: ci sono i chicchi di grano Gian Luca C.: sulla cima A cosa serve il grano? Daniele: per fare il pane Elisa: si possono macinare! Lorenzo: con quelli si fa la farina Gian Luca C.: con il mulino si macina poi si fa la farina Gianluca P.: il mulino è una cosa che gira Marco: è una cosa che mentre gira macina… è di legno… è attaccata a una casa… l’ho visto nel sacchetto dei biscotti!


Come potremmo fare per macinare i chicchi di grano che ci sono nelle spighe? Marco: li portiamo al mulino Francesco: con un sasso si può schiacciare il grano Cominciamo a cercare i chicchi di grano contenuti nelle spighe. C’è chi li cerca uno per uno e chi intuisce che sfregando le spighe tra le mani cadono i chicchi. Ogni bambino poi raccoglie il suo grano in un bicchierino .


Dopo aver faticosamente ottenuto una ciotolina di semi di grano, li schiacciamo in un mortaio… facciamo un po’ per uno perché l’operazione è molto faticosa!!

Ce l’abbiamo fatta! Abbiamo ottenuto un po’ di farina!


Ieri abbiamo macinato il grano e siamo riusciti ad ottenere la farina. Oggi impastiamo la farina con l’acqua, il lievito, l’olio e il sale, per fare la pasta del pane. Poi la lavoriamo per bene e facciamo dei panini che il nostro cuoco Franco cuocerà per noi.


E dopo un paio d’ore i panini sono pronti per essere cotti!


Protagonisti: Lorenzo Andreoli Azhan Asghar Marco Barbieri Amin Ben Brahim Francesco Bertani Maxim Bobeico Gian Luca Cardace Gabriel Celli Annabella Cirota Christopher Luigi Credendino Adam El Idrissi Daniele Garuti Stefano Gumber Sophia Izzo Sofia Iorizzo Nouha Jaafari Michelle Malagoli Eleonora Mele Alex Morri Leonardo Nanu Gianluca Pannullo Elisa Pavesi Ivan Qirici Giulia Raia Antonio Sateriale Samuele Verderi

Insegnanti: Giulia Morselli, Anna Grazzi,Giusy Coniglio


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