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Palaitalgest

Salento Graphic Baroque


Come riprogettare lo stile, il “vestito” e l’identità di un palazzetto dello sport? Come distillare dal luogo che lo accoglie una ispirazione capace di reinventare tradizioni creative e codici semantici? Come segnare la peculiarità di un edificio che deve contenere e lasciar tracimare i colori o i racconti di un intero territorio? Lecce è la città, il Salento luminoso e sprofondato nei due mari è il territorio fisico (e metafisico), di questa ricerca a cavallo tra suggestione barocca e mondo della post-modernità.


La ricerca ha ritagliato segmenti di repertorio decorativo e ornamentale della maestria artistica del Seicento leccese, li ha manipolati e schematizzati, ridotti a cifre concettuali, stilizzati. Ma soprattutto li ha derubati a quel prezioso e ricchissimo contesto, appunto li ha decontestualizzati, e li ha ri-posizionati in una nuova agenda spaziale, in un nuovo territorio comunicativo. Sono diventate icone singolari o seriali, ovvero materiali utili a nuove edificazioni figurazionali.


Il rosso è un istante. Il blu, costante. Il rosso si dilegua. Un’esplosione d’intensità. — Derek Jarman

Le scelte iconografiche sono state accompagnate da un laborioso approfondimento della tematica cromatica. La filosofia del colore è apparsa tanto più cruciale in quanto ad essa era affidato il compito di cercare un qualche equilibrio con il grigio totalitario di un edificio massiccio, di un vero ciclopico monumento di cemento.


Il campo senza nessun oggetto è uno spazio vuoto, non ha ancora un valore spaziale. Appena vi introduciamo un oggetto assume subito un valore di spazio, l’oggetto diventa comunicazione visiva. — Marcoli


Gli spazi interni e l’architettura esterna appaiono abitati da figure variegate e complesse, animate dalla forza cinetica di una interna composizione di elementi decorativi talvolta a sfondo mitologico. Nella sagoma dell’atleta vivono i sedimenti di un altro mondo, come viscere barocche che pure alitano forza ginnica e sembrano riecheggiare racconti classici di eroi dello sport.


IL MORSO DELLA TARANTOLA

Sul perimetro esterno, quasi a rammentare quell’altro vivente non umano di cui abbiamo crescente nostalgia, fotografie di animali fanno il sortilegio dell’artificiale che diventa naturale.


Infine quel palazzetto che si erge come un capannone industriale, in questa opera di rivestimento e reinvenzione, si trasforma in uno spazio peculiare, felicemente ibrido, voglioso di mescolare tempi storici e codici comunicativi, una palestra di palestre di socialità, uno spicchio di comunità, il luogo dell’agonismo sportivo ma anche dell’amiczia, del tifo appassionato ma anche dell’ironia, delle persone che competono ma sempre desiderose di cooperare.


studio: ed testa design lavoro: palaitalgest luogo: lecce (le) anno: 2008 cliente: italgest/virtus casarano ringraziamenti: artefatti ad&p, mauro bubbico

Palaitalgest: Salento graphic baroque  

Come riprogettare lo stile, il “vestito” e l’identità di un palazzetto dellosport? Come distillare dal luogo che lo accoglie una ispirazione...

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