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AUTUNNO/INVERNO 2018

LICEO MURATORI - SAN CARLO

Fuoriclasse Prendete la vita con leggerezza, che leggerezza non è superficialità, ma planare sulle cose dall’alto, non avere macigni sul cuore (Calvino)

COVER STORY

FUMETTO & DISEGNO

ORLANDO’S FRIENDZONE

Emma Falcone, della classe 4aF gioca nel Canovi Coperture Sassuolo come libero in serie B2

Federico Muratori, della classe 5aA, gioca nel Modena Volley come palleggiatore in serie B

CULTURE LETTERATURA

La storia di un ragazzino particolare, con un cromosoma in più.

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NEWS

SPORT

IPSE DIXIT

Una selezione di notizie dalla scuola e dalla città di Modena

L’esperienza scuolasport raccontata da alcuni studenti

Le frasi migliori dei nostri insegnanti

CULTURE-CINEMA Un’incredibile amicizia tra persone di due mondi apparentemente agli antipodi


LICEO MURATORI - SAN CARLO

AUTUNNO/INVERNO 2018

FUORICLASSE GIORNALINO MSC Redazione S. 2018-2019 Margherita Anderlini Emma Bellentani Benedetta Borsari Edoardo Cellini Anna De Lillo Ludovica Galasso Ahmed Karroud Manal Loudiy Sara Terenziani Maria Vittoria Zecchi Hanno collaborato a questo numero: Elisa Frignani Alice Gibertini redazionemuratorisancarlo@gmail.com


LICEO MURATORI - SAN CARLO

AUTUNNO/INVERNO 2018

SOMMARIO

• In apertura: Perché un giornalino scolastico?...........................................................p2 • News dalla scuola: intervista alla Dirigente Giovanna Morini.................................p3

- La parola del nuovo anno scolastico.......................................................................p5 • News dal resto del mondo: Momenti di gloria da selfie........................................ ..p6

- Modena Smart City................................................................................................p8 • Cover Story: scuola e sport......................................................................................p9 • Sezione Fotografica.................................................................................................p11 • Culture: Libri. Mio fratello rincorre i dinosauri......................................................p12

- Cinema. Quasi amici.............................................................................................p13 • Fumetto & Disegno: Orlando..................................................................................p14 • Ipse dixit..................................................................................................................p15 • Cruciverbone...........................................................................................................p16


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LICEO MURATORI - SAN CARLO

AUTUNNO/INVERNO 2018

IN APERTURA..

Ciao a tutti! Anche quest'anno l'iniziativa del giornalino scolastico prosegue, più propositiva che mai! Come si sa, da sempre il giornalino del Muratori-San Carlo è una grande opportunità per esprimere al meglio le proprie opinioni ed i propri interessi, confrontandosi con gli altri studenti, tutti uniti dal senso di appartenenza allo stesso liceo, indipendentemente dalla sede o dall'indirizzo frequentati. A prendersi carico di uno dei segni distintivi della nostra scuola, quest’anno ci sarà una redazione numerosa, composta da Emma Bellentani, Maria Vittoria Zecchi di 5ªCL, Margherita Anderlini, Benedetta Borsari, Edoardo Cellini, Anna De Lillo, Ludovica Galasso, Ahmed Karroud, Manal Loudiy e Sara Terenziani di 4ª CL ed infine Francesca Stefani di 3ª AL. L’obiettivo che ci siamo posti tramite il giornalino è quello di dare voce a tutte le esperienze, le storie e gli avvenimenti racchiuse all’interno del nostro liceo, delle nostre classi e, perché no, anche al di fuori di esse! Per questo motivo, siamo ben disposti a ricevere il contributo di chiunque volesse partecipare. Detto questo, buona lettura, il prossimo numero!

Per contribuire: redazionemuratorisancarlo@gmail.com........................................................................................ Hanno partecipato a questo numero: Margherita Anderlini, Emma Bellentani, Benedetta Borsari, Silvia Cavallini Campana, Edoardo Cellini, Anna De Lillo, Maria Grazia Dell’Aquila, Elisa Frignani, Ludovica Galasso, Ahmed Karroud, Manal Loudiy, Sara Terenziani.

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News scuola

dalla

NOI SIAMO IL MURATORI - SAN CARLO! Intervista alla Preside Giovanna Morini: In occasione dell’apertura di questo nuovo anno scolastico, Fuoriclasse ha colto l’opportunità per intervistare Giovanna Morini, dirigente del nostro istituto. Ecco cosa ha risposto: Cosa pensa che dovrebbero offrire

Ovviamente ci dev’essere tempo per

tutt’uno, soprattutto se anche la

agli studenti i licei in generale ed in

altro; voi passate gli anni del liceo

scuola riesce ad offrire stimoli vitali.

particolare il nostro ?

nella fase dell’adolescenza, che è una

Credo un senso vivo della cultura. I

fase in cui ci sono molti compiti di

Lei ritiene che il percorso

licei in particolare devono servire per

crescita, non soltanto quello

umanistico che si affronta in questo

orientarsi poi nel percorso di studi

scolastico. E quindi è ovvio che,

liceo sia importante per il futuro dei

successivo anche in una dimensione

per assecondare tutti questi compiti

suoi studenti?

professionalizzante.

di crescita, avete bisogno di

Vale quello che dicevo prima: citando

Ma in generale credo che il compito

muovervi, di fare sport, di avere

Terenzio, homo sum, humani nihil a

dei licei, in particolare del nostro che

relazioni, di conoscere altre persone,

me alienum puto. Un percorso

è un liceo umanistico, sia quello di fornire degli strumenti per

avete tante energie per cui è bene che

umanistico, che sia classico o

facciate volontariato... la vostra deve

linguistico, è un percorso centrato

essere una vita polifonica,

sulla parola [...] La parola è quanto di

Secondo lei, la vita di uno studente

non monocorde, fatta di solo studio.

più umano ci sia.

dovrebbe essere dedita solo ed esclusivamente allo studio oppure

Non c’è solo la scuola a cui la vita

crescere meglio, per vivere meglio.

c’è anche tempo per altro?

strappa del tempo, esse sono un

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Che cosa pensa della scuola

iscritti in una scuola

siete al Muratori-San Carlo, voi

italiana? Ritiene che possa

pubblica; non è così in Francia.

siete il Muratori-San Carlo.

essere in qualche modo migliore

Un’altra differenza importante è

rispetto alle altre scuole

che noi finiamo il liceo a 19 anni;

Una frase emblematica per

europee?

vuol dire che voi vi affacciate

questo anno?

E’ certamente diversa. Una cosa

all’Università un’anno dopo i

“Scuola in cammino”, perché

che caratterizza il sistema

vostri compagni europei... un po’

siamo proprio in cammino dalla

scolastico

incide.

riunificazione dei licei. Il

Il sistema scolastico italiano è

pomeriggio, poi, […] sembra di

l’inclusione, che invece non

Cosa consiglia agli studenti del

essere alla Stazione Termini, nel

hanno gli altri paesi. Nel nostro

liceo per non vivere

senso che ogni giorno ce n’è una.

liceo abbiamo 32 ragazzi disabili,

negativamente la scuola?

Molta vita c’è! Certamente siamo

perciò siamo il liceo della

Di essere attivi…allungo la frase

in cammino.

provincia che ne accoglie il più

di un preside di un liceo di

La redazione di Fuoriclasse

alto numero. Non è così negli

Bologna che è morto di recente,

ringrazia la Preside Morini e

altri paesi: in Francia e anche in

amatissimo, che diceva sempre ai

augura buon cammino a tutti gli

Germania ci sono delle sorte di

suoi studenti: “voi non dovete

studenti per quest’anno

classi differenziali. L’Italia

dire che siete studenti al Fermi,

2018-2019.

invece dal 1976 ha abolito le

voi dovete dire che siete il

Di Ahmed Karroud

classi per disabili.

Anche

Fermi”. Per non vivere la scuola

rispetto ai ragazzi stranieri c’è

in negativo dovete essere attivi

più inclusione, perché vengono

perché la scuola è vostra, non

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NEWS DALLA SCUOLA

LA PAROLA DEL NUOVO ANNO SCOLASTICO Di Kevin Bartucca

Per gli studenti del quinto anno di scuola secondaria di secondo grado la parola dell'anno è "dubbio". L'anno scolastico, ricominciato con ondate di interrogazioni e verifiche, non riesce ancora ad ingranare, sovrastato da una tacita ansia pre esame aggravata dall’incertezza sulle prove, dato che il Ministero sta ancora lavorando per dare attuazione alla riforma riguardante l'esame di stato. Il dubbio aumenta se si pensa che molti studenti, al conseguimento del diploma di maturità, non sanno ancora quale percorso universitario intraprendere. Alcuni trovano come soluzione all’incertezza quella di trascorrere un anno sabbatico per decidere successivamente. Ma non tutti sono disposti a farlo perché sanno che guadagnare terreno è importante in un paese dove trovare poi un lavoro richiederà altro tempo. Cosa fare? Scegliere una facoltà scientifica per darsi più probabilità di trovare un’occupazione o rischiare, seguendo le proprie passioni culturali, sperando che sia davvero possibile intraprendere la strada dei propri sogni? Oppure dare retta ai consigli dei propri genitori, con il dubbio di abbandonare a metà dei corsi perchè in fondo quella materia non è di loro interesse? Certamente questo non vale per tutti: infatti una parte dei ragazzi di quinta è già convinta della strada da percorrere per realizzare il futuro da sempre desiderato. Ma la vita è imprevedibile e non sempre va tutto secondo i piani: se poi non si superano i test di ammissione? Le scuole ovviamente si attrezzano per rispondere a tutti questi interrogativi ed offrono un servizio di orientamento certamente prezioso e coadiuvato dalle esperienze di alternanza del triennio. Anche gli atenei si attivano per illustrare la loro offerta didattica. Ma, in fin dei conti, niente riuscirà a fugare i nostri dubbi: sarà importante ad un certo punto essere pronti a rischiare ed a mettere in gioco le proprie qualità ed i propri interessi per poter conseguire l'obiettivo finale: il nostro futuro.

*Articolo pubblicato in Repubblica@scuola, Studente Reporter

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News mondo

dal resto del

MOMENTI DI GLORIA DA SELFIE Un adolescente, di 16 anni, si era sdraiato sulla strada per filmare, con il cellulare, l’amico che sopraggiungeva, con lo scooter, a tutta velocità: è stato investito ed ucciso. Una ragazzina ungherese, di 15 anni, è annegata in Sardegna. Era salita su una roccia, a picco sul mare, per un selfie inebriante, ma un’onda l'ha spazzata via. Più vicino in ordine cronologico; Sesto San Giovanni, 6

Milano.

Un

quattordicenne ha perso la vita dopo

a macchia d’olio grazie all’eco

essere precipitato in una condotta di

creato da internet. La vera

areazione di un centro commerciale

motivazione che sta dietro a questi

ed aver compiuto un volo di ben 25

atti estremi non è ancora stata

metri. Luoghi diversi, nomi diversi,

individuata. C’è chi agisce per noia,

ma un unico denominatore comune:

vuoto sociale, affettivo o psichico.

una foto. Dal 2014 molti giovani

Ma l’obiettivo di tanti giovani è

sono disposti ad esporsi a situazioni

apparire, sentirsi vivi, importanti,

di estremo pericolo, mossi dal

degni di attenzione sui social,

desiderio irrefrenabile di

ottenere quanti più like possibili,

immortalare lo scatto perfetto, il

anche a costo della vita. Ci si trova a

fermo immagine di un momento di

misurare il proprio valore sulla base

pura adrenalina, per poi condividere

delle visualizzazioni. Ma a chi dare

sui social la propria impresa. Si parla

la colpa di questo disagio sociale i

di “daredevil selfie”, letteralmente

cui protagonisti sono i

“selfie temerario”, pratica lanciata

“millennials”? I genitori, la TV o la

da Alexander Remnev, un free

scuola? Sbagliato sarebbe incolpare

climber russo, che si sta espandendo

gli adolescenti, che si ritrovano a


in cui conquista le prime pagine dei giornali l’irresponsabile che si arrampica fino alla sommità di un grattacielo, riceve milioni di like l’incosciente che si sdraia sulle rotaie di una ferrovia, diventa un mito chi rischia la propria vita. La verità sta nel mezzo. Una buona educazione da parte della scuola, che formi i ragazzi a fare un corretto uso dei mezzi di comunicazione virtuale, unita ad una particolare attenzione da parte dei genitori, affinché all’interno della famiglia viga dialogo e confronto e il tempo trascorso insieme sia sempre di più rispetto a quello passato sulla home di Facebook, potrebbe significare una svolta. In fondo il selfie è solo un modo per gli adolescenti di sentirsi appagati, ricordare, ricevere complimenti e in un mondo basato sulla diffusione e ricezione di immagini, contenuti e informazioni, sapere quale sia il modo corretto per muoversi al suo interno garantisce la soddisfazione del proprio ego, salvaguardando la salute del singolo. Di Margherita Anderlini

* Articolo pubblicato in Repubblica@scuola, Studente Reporter 7


SCUOLA, CITTÀ, ARTE E INGEGNERIA: LA CULTURA È DIGITALE di Silvia Cavallini Campana e Maria Grazia Dell’ Aquila, 5Cl Dal 28 al 30 settembre 2018 Modena è diventata una città smart proiettata nel futuro del mondo digitale. Anche il nostro liceo ha partecipato a questo importante festival organizzato dal Comune e intitolato “Modena Smart Life” : in Piazza Grande gli studenti del Muratori San Carlo si sono ritrovati con i loro colleghi provenienti da altri licei ed istituti tecnici per presentare i progetti realizzati grazie alle nuove tecnologie con diversi partner. In particolare la nostra scuola ha collaborato con il Dipartimento di Ingegneria “Enzo Ferrari” dell’Università di Modena e Reggio Emilia ad “AImageLab”, un progetto che unisce arte e tecnologia attraverso l’uso di una piattaforma digitale collegata direttamente con il sito web della Galleria Estense. Durante la settimana di Alternanza Scuola Lavoro gli studenti hanno infatti inserito nel software informazioni sintetiche e precise sulle opere conservate al Museo; l’obiettivo? Consentire ai computer, a progetto terminato, di riconoscere le opere d’arte senza l’aiuto dell’uomo. E non è tutto. I ricercatori di ingegneria ritengono che le macchine saranno anche in grado di condurre approfondite analisi iconografiche sui lavori artistici. Senza contare che , in questo modo, sarà possibile rinvenire più velocemente tutte le opere, anche quelle non esposte, agevolando non poco le future ricerche. Arte e scienza hanno dunque stretto alleanza e la cultura può davvero fregiarsi di un nuovo aggettivo: digitale. Modena Smart Life è stata una bella occasione per mostrare come il lavoro e i saperi potranno cambiare, in meglio.

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Cover story SPORT E SCUOLA: CON IL TALENTO SI VINCE UNA PARTITA, MA È CON IL LAVORO DI SQUADRA E L’INTELLIGENZA CHE SI VINCONO I CAMPIONATI (M. JORDAN)

Oggi lo sport ci offre due facce: quella legata ad uno stile di vita sano e quella di un estremo agonismo che può portare gli atleti al doping. Lo sport, quello vero, offre molto di più; soprattutto ai ragazzi durante l’età della crescita. In particolar modo la pallavolo, anche se riscuote al botteghino meno tifosi rispetto al calcio. La pallavolo infatti ha tutte le carte in regola per essere uno sport, oltre che valido per il corpo, anche per la mente. Uno sport di squadra capace di emozionare e motivare profondamente gli atleti che lo praticano. Ma com’è possibile per un ragazzo conciliare lo studio con lo sport? Non sempre le due attività sono conciliabili, soprattutto per chi frequenta un liceo come il nostro, dove le richieste sono elevate. E’ proprio grazie ad Emma e Federico, due atleti che praticano questo sport da molti anni e ad alto livello, che cerchiamo di trovare una risposta. Entrambi affermano che, per riuscire a incastrare la scuola con lo sport, occorre sapersi organizzare e talvolta fare anche dei sacrifici. Sacrifici che però vale la pena fare, perché pallavolo non designa solo uno sport, ma anche una famiglia con la quale “ci si sincronizza grazie ad una chimica e sguardi di intesa”, come afferma Federico.

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La competizione come dicono Emma e Federico “è sana e ti permette di migliorare. Molto più sana rispetto quella a scuola”. Infatti la pallavolo ha come primo obiettivo un risultato di squadra e non individuale. Federico pensa che “l’importante sia non lasciarsi sopraffare dai problemi e cercare di dare valore alle cose importanti”. A volte però, come afferma Emma, si incontrano tantissimi ostacoli: ”Ho ricevuto molti no nel mio percorso e alcune persone mi dicevano che non ero capace. Ed è qui che è entrata in gioco la determinazione”. Non bisogna mai arrendersi in una cosa alla quale si tiene molto, nonostante i milioni di commenti e pregiudizi che vengono detti. Al contrario, è necessario ignorarli e usarli a proprio vantaggio. “In generale lo sport dona molto. Impari ad affrontare le difficoltà, a non tirarti indietro” dice Emma,” a impegnarti sempre e comunque anche quando il tuo avversario è più forte”.

di Ludovica Galasso, 4Cl

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TIME GOES BY

Di Alice Gibertini Edimburgo, luglio 2016. Una tipica caffetteria scozzese in una giornata uggiosa. Gli sguardi, a volte persi, a volte assorti della gente, comunicano un'atmosfera leggermente malinconica e a tratti solitaria. Ognuno è immerso nei propri pensieri e, tra una chiacchiera e un sorso di tè, il tempo continua a scorrere.

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CULTURE - LIBRO MIO FRATELLO RINCORRE I DINOSAURI Il romanzo “ Mio fratello rincorre i dinosauri “ scritto da Giacomo Mazzariol, pubblicato nel 2016 dalla Casa Editrice Einaudi, è un romanzo di formazione che suscita la riflessione del lettore a proposito di un tema che interessa indiscutibilmente la società attuale: la diversità. L' autore del libro, infatti, non è il vero protagonista della vicenda narrata, che invece è rappresentato da Giovanni, il suo “super” fratello. A dividerli sono sei anni ed una visione completamente differente della realtà che li circonda. All’ inizio i due fratelli condividevano tutto: tempo, passioni, spazi, sino a quando per Giacomo non è giunta l’ adolescenza. I suoi genitori gli avevano presentato Giovanni come un fratello “ speciale “, termine che all' età di cinque anni non poteva che rievocargli il tipico stereotipo del supereroe. Crescendo, però, l' autore si rendeva conto che il fratello fosse certo speciale, ma in modo “diverso”. Giovanni, infatti, seguiva sempre quello che il suo istinto gli sussurrava: ballava nelle piazze, faceva ridere gli anziani mettendosi un secchio del pattume in testa e molto altro ancora. Sono stati proprio tali atteggiamenti a suscitare in Giacomo un sentimento di odio, di disprezzo e talvolta vergogna nei confronti del fratello. Non voleva che li vedessero insieme in pubblico, aveva addirittura nascosto agli amici la sua esistenza. Lo ripudiava in tutto e per tutto. Questo perché temeva il giudizio altrui. Pensava che una volta venuto a conoscenza del fratello, chi lo conosceva non lo avrebbe più accettato. Non voleva che la sua vita da ragazzo potesse essere rovinata da Giovanni, come era già avvenuto in passato. Ma, nonostante i tentativi di “salvaguardare la propria dignità” arrivò il momento di fare i conti con la realtà. Era una sera di primavera, quando Giacomo invitò i due soliti amici per suonare nella taverna di casa sua. Era una sera di primavera, quando Giacomo invitò i due soliti amici per suonare nella taverna di casa sua. Era sempre stato un luogo raramente visitato da Giovanni. Lui a undici anni preferiva passare il tempo in sala, giocando con i suoi dinosauri. Quando si concentrava sembrava che si trovasse in un altro mondo, un mondo tutto suo. Giacomo era, quindi, sicuro che nessuno li avrebbe disturbati. Lo aveva creduto sino a quella sera, quando oltre al suono della sua chitarra, l’ unica che continuava a suonare davanti a quei due occhi vispi ed allungati. Era pronto ad incalzare una lite con quelli che pensava non sarebbero mai più stati suoi amici, ma esterrefatto, sul volto dei due ragazzi non vide altro che interesse e stupore. Dopo numerosi anni passati a preoccuparsi che qualcuno potesse venire a sapere che Giacomo Mazzariol avesse un fratello affetto dalla sindrome di Down, proprio quella sera si liberò di un peso, che aveva compreso non aver più bisogno di portare. Lo stile semplice, ma di effetto di questo romanzo fa emergere chiaramente come il modo “personale” di vivere e di vedere le cose che contraddistingueva Giovanni gli abbia permesso di essere compreso dal fratello maggiore, che alla fine ha trovato in lui non solo un supereroe, ma anche e soprattutto un super fratello.

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Di Elisa Frignani


CULTURE - CINEMA Quasi Amici è un film francese del 2011 diretto da Olivier Nakache e Eric Toledano e ha come protagonisti i noti attori Francois Cluzet e Omar Sy. Quasi Amici, ispirato ad una storia vera, racconta l’incontro tra due mondi apparentemente lontani e inconciliabili. Dopo un incidente di parapendio che lo ha reso paraplegico, il ricco aristocratico Philippe assume Driss, ragazzo della periferia parigina e appena uscito dalla prigione, come badante personale, di fronte all’incredulità di tutti coloro che lo circondano. Due universi opposti entrano in rotta di collisione e si incontrano, e per quanto questo possa sembrare strano e quasi surreale, i due protagonisti troveranno l’uno nell’altro una delle cose più belle esistenti al mondo: un’amicizia, folle, profonda e anche comica per certi aspetti. Questo splendido film riesce a combinare perfettamente umorismo e emozioni, raccontando una storia che gioca molto sul contrasto tra i due protagonisti, apparentemente provenienti da due mondi diversi. E’ capace di affrontare con ironia un argomento serio e delicato, la malattia di Philippe, e riesce a stupire gli spettatori attraverso la relazione tra due uomini decisi e dalla forte personalità, che finiscono per diventare inseparabili. Non c’è pietà nel legame tra i due uomini e il tema della disabilità viene trattato con quel tocco tipico della commedia. Questo umorismo è genuino e non ha mai l’intenzione di banalizzare o sminuire la drammaticità della malattia. Le battute e le situazioni ironiche tra i due aiutano a sorridere difronte a una situazione di difficoltà e a commuoversi davanti alla relazione tra questi due uomini. Oltre al tema dell’amicizia, emergono come temi preponderanti anche quelli della solidarietà e dell’emarginazione, specchio di una Francia divisa a metà. Da una parte ci sono i quartieri eleganti e dall’altra le periferie misere delle banlieues. Una critica presente nel film riguarda proprio coloro che guardano alla realtà del mondo con pregiudizio, senza andare oltre le barriere per approfondire le relazioni e le questioni umane, le quali sono molto più profonde, come è capace di fare Philippe nel film. Quasi amici è una bellissima commedia drammatica sull’amicizia tra due uomini apparentemente diversissimi, che però hanno un bisogno estremo l’uno dell’altro per affrontare la vita con uno spirito nuovo, una sorpresa dove tutto viene affrontato con grande senso realistico e senza mai scivolare nel pietismo. E’ un film da guardare almeno una volta perché fa riflettere sulla vita e sulla realtà dei nostri giorni. Di Sara Terenziani

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DISEGNO ORLANDO’S FRIENDZONE Di Manal Loudiy

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IPSE DIXIT

“RAGAZZI, PARLIAMOCI CHIARO: QUANTO

“NON DICIAMO

VOLETE PER STARE

CORBELLERIE,

ZITTI??? HOW MUCH?”

“PER L’ULTIMA INTERROGAZIONE,

FIGLIOLO!”

NON È CHE “ASSO

~Soli

PIGLIATUTTO”!”

~DEMURO

~Bellentani

“BEH MA OH, QUANDO LEGGO IO VOGLIO IL SILENZIO ASSOLUTO, NO, NO, NO, NO, SILENZIO ASSOLUTO EH, SI DEVE SENTIRE TUTTO, ANCHE IL SILENZIO” ~DEMURO

“COME SAPPIAMO, NESSUNO HA PROPORZIONI PERFETTE, TRANNE IO, IO SONO LA DIVINITÀ!”

~Fanti

“QUI ATTORNO ALLA CATTEDRA C’È L’AURA CELESTE, MENTRE VOI SIETE LA SUBURRACCIA”

~Fanti

“RAGAZZI, NON POTETE PICCHIARE I PICCIONI!”

~Lee

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CRUCIVERBONE

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Scrivi alla redazione: redazionemuratorisancarlo@gmail.com


Con il talento si vince una partita, ma è con il lavoro di squadra e l’intelligenza che si vincono i campionati (M. Jordan)

Profile for Edoardo Cellini

Giornalino Scolastico Nov/Dic 2018  

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