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CITROテ起 ITALIA S.P.A.

domenica 5 febbraio 2012

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SUCCURSALE DI MILANO VIA GATTAMELATA, 41 Tel: +39 (02) 39761 VIALE MONZA 67 Tel: +39 (02) 26112347

www.succursale-milano.citroen.it domenica 5 febbraio 2012 Anno 2 N. 7

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COPIA OMAGGIO

MILAN - NAPOLI

Batti il Napoli e poi... fuggi


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L’Editoriale

di Beppe Vigani Il Milan riceve il Napoli: scontato dire che si affrontano due delle tre o quattro squadre che esprimono il gioco più bello. Sarà un match appassionato, che lascerà il segno a questo campionato. In verità questa stagione sta già vivendo un incubo da settimane, per colpa del Calcioscommesse. In un’intervista pubblicata su “La Repubblica”, Cristiano Doni, ex Sindaco di Bergamo (per i tifosi, ovviamente) ha fatto il j’accuse sulle sue malandrinate che gli hanno rovinato carriera e reputazione. Inquietanti le sue rivelazioni che, nonostante io sia avvezzo a qualsiasi tipo di burlesco avvenimento, vicissitudine o ventura, mi hanno reso più triste e pacato. Indignato, sicuramente, ma non arrabbiato: non certo contro il ripugnante “vizietto” di truccare le partite per un pugno di miserabili euro. Successe già una volta; i più attempati ricordano le auto della Polizia all’Olimpico di Roma con una retata che coinvolse un sacco di giocatori. Era il 1980. Altri tempi, la benzina non costava mille lire al litro, un chilo di pane costava addirittura meno e i calciatori non “prendevano” i soldi di oggi. Nell’intervista sul quotidiano romano, pubblicata sabato scorso, l’ex capitano dell’Atalanta sottolineava che i giocatori di Serie B sono più corruttibili perché, a parte qualche club che paga in modo soddisfacente, gli altri erogano briciole, anche ventimila euro all’anno. Ora, pensare che un calciatore venga catalogato professionista con uno stipendio del genere sa tanto di ridicolo. Il problema non è

solo il Calcioscommesse, ma è il calcio in generale, la fasulla appartenenza di un settore, che sembra che paghi fior di milioni e, invece, è solo un mondo di apparenze e ipocrisie. Una caccia selvaggia in cui sono intrappolati i più deboli e, ahimè, i più poveri di spirito. Nessuno, però, punta il dito contro chi gestisce i club, autentici scannatoi, che sono legittimati continuamente dalla Federazione, la quale pensa a tutto tranne che salvaguardare la credibilità di uno sport sempre più in crisi. Quando si pensa al professionismo, bisognerebbe fare un viaggetto negli USA. Là è una roba seria, i rubagalline fanno altro, non certo presidenti di società o dirigenti. Nel paese a stelle strisce i club hanno gli stadi di proprietà, altrimenti non partecipano al campionato. Da noi è tutta una scommessa: solo la Juventus ha uno stadio personale (che poi è una sorta di comodato d’uso per 99 anni), mentre Inter e Milan neanche a parlarne. Stessa cosa vale per Roma, Lazio, Napoli e compagnia cantante. Bisognerebbe cominciare da qui a fare una riforma vera e audace e poi a pioggia andare a fare le pulci a società che non meritano alcun titolo sportivo. Altrimenti si rischia di arginare la questione, ma non di debellarla. Una cosa che a noi riesce molto bene.

Cristiano Doni

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33 32

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CITROËN ITALIA S.P.A. SUCCURSALE DI MILANO VIA GATTAMELATA 41 TEL 02397631 VIALE MONZA 65 TEL 022611234 www.succursale-milano.citroen.it Arbitro: Nicola Rizzoli di Bologna

MILAN (4-3-1-2)

Stadio ‘G. Meazza’ ore 15,00

NAPOLI (3-4-2-1)

All. M. Allegri

All. W. Mazzarri

32 Abbiati; 20 Abate, 5 Mexes, 33 Thiago Silva, 19 Zambrotta; 28 Emanuelson, 23 Ambrosini, 22 Nocerino; 70 Robinho; 92 El Shaarawy, 11 Ibrahimovic.

1 De Sanctis; 14 Campagnaro, 28 Cannavaro, 6 Aronica; 11 Maggio, 23 Gargano, 20 Dzemaili, 8 Dossena; 22 Lavezzi, 17 Hamsik; 7 Cavani.

Invia la tua foto a redazione@stadio5.it e la vedrai pubblicata


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La Classifica della Serie A

Turno Odierno Sabato 4 Febbraio - 22. Giornata Cesena - Catania Roma - Inter

Stadio Dino Manuzzi, Cesena Stadio Olimpico, Roma

Domenica 5 Febbraio - 22. Giornata Genoa - Lazio Stadio Luigi Ferraris, Genova Chievo - Parma Stadio Marc Antonio Bentegodi, Verona Lecce - Bologna Stadio Via del mare, Lecce Juventus - Siena Juventus Arena, Torino Fiorentina - Udinese Stadio Artemio Franchi, Firenze Palermo - Atalanta Stadio Renzo Barbera, Palermo Novara - Cagliari Stadio Silvio Piola, Novara Milan - Napoli Stadio Giuseppe Meazza, Milano

Ore 15:00 Ore 15:00 Ore 15:00 Ore 15:00 Ore 15:00 Ore 15:00 Ore 15:00 Ore 15:00 Ore 15:00 Ore 15:00

Prossimo Turno Giovedì 9 Febbraio - 23. Giornata Lazio - Cesena

Stadio Olimpico, Roma

Sabato 11 Febbraio - 23. Giornata Udinese - Milan Stadio Friuli, Udine Cagliari - Palermo Stadio Sant'Elia, Cagliari Domenica 12 Febbraio - 23. Giornata Inter - Novara Stadio Giuseppe Meazza, Milano Atalanta - Lecce Stadio Atleti Azzurri d'Italia, Bergamo Catania - Genoa Stadio Angelo Massimino, Catania Parma - Fiorentina Stadio Ennio Tardini, Parma Bologna - Juventus Stadio Dall'Ara, Bologna

Ore 20:45 Ore 18:00 Ore 20:45

Serie A

Gio

Vin

Nul

Per

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Diff

P.ti

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20 21 21 21 21 20 21 21 21 20 21 20 20 19 20 20 20 21 21 21

12 13 12 11 11 9 7 8 7 8 6 6 6 5 7 5 4 4 4 2

8 4 5 6 3 4 9 4 6 3 8 7 6 8 8 6 7 4 4 6

0 4 4 4 7 7 5 9 8 9 7 7 8 6 5 9 9 13 13 13

33 43 31 32 34 31 36 30 18 28 20 20 25 22 24 18 21 13 22 19

13 19 17 19 25 25 24 31 26 36 23 17 33 28 25 26 22 31 38 42

+20 +24 +14 +13 +9 +6 +12 -1 -8 -8 -3 +3 -8 -6 -1 -8 -1 -18 -16 -23

44 43 41 39 36 31 30 28 27 27 26 25 24 23 23 21 19 16 16 12

Juventus Milan Udinese Lazio Inter Roma Napoli Palermo Chievo Genoa Cagliari Fiorentina Parma Catania Atalanta* Bologna Siena Cesena Lecce Novara

* 6 punti di penalizzazione Ore 15:00 Ore 15:00 Ore 15:00 Ore 15:00 Ore 20:45

Lunedì 13 Febbraio - 23. Giornata Siena - Roma Stadio Artemio Franchi-Montepaschi Arena, Siena Ore 20:45 Napoli - Chievo Stadio San Paolo, Napoli Ore 20:45

La Classifica Marcatori 15 reti: Ibrahimovic (Milan; 6 rigori), Di Natale (Udinese; 3 rigori), 12 reti: Denis (Atalanta; 3 rigori), Milito (Inter; 3 rigori), Klose (Lazio), Cavani (Napoli; 1 rigore) 11 reti: Palacio (Genoa; 2 rigori) 10 reti: Jovetic (Fiorentina; 2 rigori) 9 reti: Matri (Juventus), Miccoli (Palermo), Calaiò (Siena; 3 rigori) 8 reti: Giovinco (Parma; 3 rigori) 7 reti: Nocerino (Milan), Osvaldo (Roma) 6 reti: Di Vaio (Bologna; 1 rigore), Mutu (Cesena; 2 rigori), Marchisio (Juventus), Hernanes (Lazio; 3 rigori), Di Michele (Lecce; 2 rigori), Hamsik (Napoli), Rigoni M. (Novara; 3 rigori) 5 reti: Lodi (Catania; 2 rigori), Pazzini (Inter), Pepe (Juventus), Rocchi (Lazio), Pandev (Napoli), Destro (Siena) 4 reti: Moralez (Atalanta), Ramirez (Bologna), Ribeiro (Cagliari), Bergessio (Catania), Paloschi (Chievo), Pellissier (Chievo; 1 rigore), Giacomazzi (Lecce), Boateng (Milan), Lavezzi (Napoli), Totti (Roma; 2 rigori), Basta (Udinese) 3 reti: Acquafresca (Bologna), Conti (Cagliari; 1 rigore), Larrivey (Cagliari; 1 rigore), Pinilla (Cagliari/Palermo; 1 rigore), Almiron (Catania), Maxi Lopez (Catania; 2 rigori), Moscardelli (Chievo), Thereau (Chievo), Cerci (Fiorentina), Jankovic (Genoa), Rossi (Genoa), Gilardino (Genoa/Fiorentina), Cambiasso (Inter), Motta (Inter), Vucinic (Juventus), Lulic (Lazio), Robinho (Milan), Morimoto (Novara), Budan (Palermo), Hernandez (Palermo; 1 rigore), Biabiany (Parma), Modesto (Parma), Bojan (Roma), Borini (Roma), Pjanic (Roma), Isla (Udinese) 2 reti: Marilungo (Atalanta), Diamanti (Bologna; 1 rigore), Ibardo Guerrero (Cagliari), Legrottaglie (Catania), Candreva (Cesena; 1 rigore), Eder (Cesena), Sammarco (Chievo), Kucka (Genoa), Veloso (Genoa), Nagatomo (Inter), Lichsteiner (Juventus), Vidal (Juventus; 1 rigore), Sculli (Lazio), Cuadrado (Lecce), Muriel (Lecce), Cassano (Milan), Seedorf (Milan), Campagnaro (Napoli), Dzemaili (Napoli), Maggio (Napoli), Mascara (Novara/Napoli), Bertolo (Palermo), Ilicic (Palermo), Mantovani (Palermo), Migliaccio (Palermo), Silvestre (Palermo), Zahavi (Palermo), Floccari (Parma; 1 rigore), De Rossi (Roma), Juan (Roma), Simplicio (Roma), D’Agostino (Siena; 1 rigore), Floro Flores (Udinese)


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La Partita

Caccia alla Vecchia Signora I rossoneri cercano il riscatto per non lasciare scappare la Juventus di A.S. Bisceglia È sicuramente il match di cartello di questa giornata. Milan e Napoli sono due pagine votate allo spettacolo, con due “modus interpretandi” di giocare a calcio. Il Milan, che cerca di vendicare la sconfitta dell’andata, ha nel possesso palla e nelle verticalizzazioni improvvise il piatto forte, con Ibrahimovic bravo a uscire dall’area per facilitare l’inserimento dei centrocampisti: in questo momento è Nocerino a fare il Boateng della situazione, anche se l’ex centrocampista del Palermo parte da più lontano. Sono già sette centri per lui quest’anno, un record. Dall’altra parte Mazzarri dovrà fare molta attenzione. Se è vero che Cavani e Hamsik fanno paura in fase di realizzazione, è altrettanto fuori dubbio che nelle ultime partite gli azzurri stanno facendo molto fatica. Il tecnico dà la colpa alle energie profuse in Champions e alla trepidazione del prossimo turno della manifestazione continentale. Il Napoli è una squadra forte, competitiva, ma che a certe altitudini ha dei problemi. Per desuetudine, questo è ovvio, ma da questo em-

passe deve uscire, se non vuol prendere bambole epocali. L’ultima vittoria in campionato risale alla ripresa, quando rifilò tre gol al Palermo in trasferta. Poi due pareggi e una sconfitta, se si esclude il successo contro l’Inter, che è valso il passaggio alle semifinali di

Coppa Italia. I Mazzarri-boys continuano a segnare, ma la difesa a volte va in cortocircuito facendo danni irreparabili. Per un motivo o l’altro questo match metterà di fronte due squadre motivate: i rossoneri devono vincere per non perdere contatto con la Juventus

che ha un ritmo davvero impressionante, gli azzurri se dovessero cadere direbbero addio a un ipotetico posto in Champions, che ora dista a nove punti, non proprio briciole. Le assenze non devono assolutamente rappresentare alibi: una squadra che vuol dimostrare il proprio valore

deve avere i sostituti all’altezza, altrimenti c’è da porsi qualche domanda in più. Vinca il migliore, ma questo Milan, con questo Ibrahimovic, sembra davvero di un altro pianeta.

I Bioritmi di Milan-Napoli

Diavolo… perspicace Scrutando a fondo i valori medi delle due formazioni la forza fisica si nota più nel Milan che nella compagine partenopea

di Enzo Occhiuto Dall’analisi dei potenziali bioritmici (F: coordinamento motorio, E: umore, I: concentrazione e istinto) dei singoli giocatori, che presumibilmente scenderanno in campo allo stadio Giuseppe Meazza, emerge un maggior stato di benessere psicofisico del Milan (6,02 v.m.) rispetto a quello del Napoli (5,93 v.m.). Analizzando i valori medi bio dei moduli tattici dei due allenatori possiamo notare che quelli di Massimiliano Allegri (6,28 v. m.) 4 –3 -1 - 2 (v. 6,15 – 6 00, – 6,06 – 6,06) risultano ottimi sia in difesa che nel reparto offensivo e buoni nella zona del centrocampo; di contro, quelli di Walter Mazzarri (5,98 v. m.) 3 - 4 – 2 - 1 (v. 5,96– 6,03 – 6,01 – 6,00) risultano sotto la media solo nel reparto difensivo, mentre sono buoni a centro campo e sufficienti nella zona offensiva. Scrutando più a fondo i valori medi delle due formazioni possiamo notare che la componente “F” (forza fisica, coordinamento motorio e resistenza alla fatica) è molto più accentuata nel Milan (6,01) che nella compagine partenopea (5,91), mentre la

componente “E” (emotiva e umorale) del Napoli (6,04) è di poco superiore a quella rossonera (6,03). Infine, il bioritmo “I” (concentrazione, perspicacia, energia mentale) è di gran lungo più presente nella squadra del Milan (6,02) che nella formazione del presidente De Laurentiis (5,83). Passiamo ora a vedere quale sono le condizioni psicofisiche degli uomini di punta che, essendo tutti grandi campioni, potrebbero indirizzare da soli l’intera partita. Milan: Robinho (6,37 v.f. e 6,50 v.intellettivo) al top della condizione sia fisica che mentale, El Shaarawi (6.09 v.i. e 6,31 v.intuittivo) molta personalità, Maxi Lopez (6,45 v.e. , 6,37 v.f. e 6,41 v.e.) contemporaneità di bioritmi altamente positivi,

Ibrahimovic (6,00 v.m.) in forma normale. Napoli: Lavezzi (6,18 v.m) in ottima forma, Pandev (6,39 v.e.) grande creatività, Chavez (6,27 v.i.) ottimi riflessi mentali e la stella Cavani (6,23 v.intellettivo) mentalmente lucido e reattivo. Secondo lo psicologo Ryan (1985) il “successo” favorisce lo svi-

luppo di emozioni positive, mentre l’“insuccesso” genera emozioni negative. Partita quindi da gustare sia dal punto di vista tecnico che emozionale.


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Il Campionato

Juventus pronta per la fuga di Riccardo Sada

I bianconeri potrebbero approfittare del momento no del Milan che ospita il Napoli. L’Inter rischia grosso a Roma

La ventiduesima giornata nasconde delle mine vaganti. A parte il posticipo che servirà per saggiare la situazione di Cesena e Catania: la prima in ripresa e la seconda in carenza di vittoria, nonostante la classifica sia ancora benevola. Il posticipo è un match destinato agli statistici. La Roma, ancora confusa per il ko inopinato contro il Cagliari, troverà di fronte un’Inter matta come il tempo che sta attanagliando tutto il Nord Italia. Sono le squadre più battute dell’alta classifica. Entrambe hanno subito ben sette sconfitte, un record negativo che solo qualche vittoria

prestigiosa potrebbe cancellare. Domenica il matinée è dedicato a Genoa-Lazio. Grifoni riposati, per via del rinvio, e biancocelesti che, dopo il successo contro il Milan, proprio come l’aquila, hanno preso il volo verso mete sconfinate. Un risultato che ha rilanciato le quotazioni della squadra di Edy Reja. Un turno sulla carta semplice ce l’ha la Juventus. I primi in classifica contro il Siena non hanno un compito improbo, nonostante soffrano le compagini ben organizzate e arroccate in difesa. E’ un turno comunque favorevole per gli uomini di Conte.

Luis Enrique

Diversa sarà l’impegno dell’Udinese che va a Firenze. I friulani hanno vinto a fatica con il Lecce, mentre i viola hanno voglia di ricominciare, dopo essere stati ai box nel match rinviato per neve. Si attende con impazienza l’esordio di Amauri. Chievo-Parma è un match della tranquillità. Chi vince può dormire sonni tranquilli, ma anche un pareggio non è da buttare via. Novara-Cagliari e Lecce-Bologna sono sfide che riguardano posizioni difficili, soprattutto per i padroni di casa. Da seguire con attenzione il ritorno in Serie A del Mondo, che ha sostituito Tesser nel Novara. Tifiamo per lui, soprattutto, dal punto di vista umano. Con il Cagliari non sarà, però, facile. Il Lecce vuole un’altra vittoria con il Bologna. Per i salentini un successo servirebbe per puntare in quartultima posizione il Siena, che a Torino, difficilmente farà punti. Suggestivo sarà il match Palermo-Atalanta. I due allenatori hanno scritto la storia di entrambe le squadre. I rosanero vogliono vincere per una posizione di privilegio, gli orobici provano il colpo per dare ancora polvere alle avversarie appena dietro. Infine, l’altro piatto forte di questa giornata: Milan-Napoli. Entrambi i sodalizi stanno vivendo un momento difficile. I rossoneri, due sconfitte nelle ultime quattro partite, non possono più sbagliare se non vogliono farsi scappare la Juve, mentre gli azzurri non vincono da quattro giornate. Chi si ferma è perduto.

Reja

Mondonico

Calciomercato

Motta al Psg e Palombo all’Inter Centrocampisti in azione: quello italobrasiliano firmerà un contratto che lo porterà a Parigi mentre quello doriano finisce all’ombra della Madonnina, su sponda nerazzurra

(d.c.) Si è chiusa con l’ingaggio in extremis dell’attaccante albanese Erjon Bogdani la campagna trasferimenti invernale del Siena. Il giocatore arriva dal Cesena a titolo definitivo sottoscrivendo un contratto fino al 30 giugno 2013. Alla Lazio arriva Candreva. Scambio di prestiti all’ultimo momento con il Cesena, dove va Del Nero. Al Cesena arriva anche Santana in prestito dal Napoli. Il Chievo ha preso in prestito dal Genoa il difensore Dario Dainelli. L’Atalanta ha preso dalla Juve Stabia il centrocampista Cazzola. Prestito con diritto di riscatto la formula. Ai campani va Caserta a titolo definitivo con due anni di contratto. Il

Catania ha ufficializzato la cessione di Pablo Alvarez (31) al Real Saragozza. Il difensore arriva nel club spagnolo a titolo temporaneo. Il centrocampista Palombo ha raggiunto l’accordo con l’Inter: prestito con diritto di riscatto. Il portiere argentino Carrizo passa in prestito dalla Lazio al Catania. Risolti i problemi sul permesso di cittadinanza, Pizarro può essere considerato un giocatore del Manchester City. Cisse è ufficialmente un giocatore del Queens Park Rangers. Ha firmato un contratto di due anni e mezzo e indosserà la maglia numero 23. Doppio colpo del Catania: il club etneo ha preso in prestito Seymour dal Genoa e Ebagua dal Torino. Sulley Muntari passa in prestito dall’Inter al Milan.

La Fiorentina ha ceduto a titolo definitivo Gianni Munari alla Sampdoria. Accordo tra l’Inter e il Paris Saint-Germain per il trasferimento di Thiago Motta in Francia. Il centrocampista italobrasiliano firmerà un contratto per tre anni e mezzo e guadagnerà 2,5 milioni fino al 2015. Alla società nerazzurra 10 milioni. Il Milan ha ingaggiato Philipp Prosenik (’93), punta centrale, proveniente dal Chelsea. La Juventus ha ufficializzato l’acquisto di Simone Padoin. Michele Pazienza dalla Juventus all’Udinese in prestito. Il centrocampista aveva già giocato in Friuli dal 2003 al 2005. Vincenzo Iaquinta in prestito per sei mesi dalla Juventus al Cesena.


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La galina de oro Il Personaggio del Milan: Maxi Lopez

di A.S. Bisceglia

Ecco come in Argentina hanno battezzato il giocatore: La Gallina d’Oro. è tutto merito della sua capigliatura bionda. E del suo tocco prezioso

Ha detto che il Milan “può vincere tutto”, Maxi Lopez. “La società è stata chiarissima con me e ora spero di poter restare qui. Mi impegnerò al massimo per convincere Allegri”. L’amministratore delegato del Milan Adriano Galliani ha solennizzato il benvenuto al giocatore argentino così: “Maxi Lopez è un elemento dal grande passato e che ha i movimen-

ti che piacciono tanto al nostro allenatore”. Maxi Lopez è la “Gallina d’Oro”, un soprannome che si porta dietro dai tempi dell’Argentina per via della sua bionda capigliatura. Tuttavia, Maxi Lopez di dorato ha anche un tocco magico che gli permette di trafiggere i portieri. Maxi López ha cominciato la sua carriera nel 1997 in Argentina nel River

Plate e all’età di 17 anni ha debuttato in prima squadra. Con essa ha vinto i campionati di Clausura 2002, 2003 e 2004 totalizzando 16 reti in 70 partite disputate, di cui 13 in 56 gare di campionato. Nel gennaio del 2005 il Barcellona lo ha acquistato per circa 6,5 milioni di euro battendo la concorrenza di Milan e Fiorentina per sostituire l’infortunato Henrik Larsson. Maxi Lopez debutta nella Liga il 6 febbraio 2005 giocando gli ultimi 13 minuti nella partita persa per 2-0 al Camp Nou contro l’Atlético Madrid. Esordisce nelle competizioni UEFA per club il 23 febbraio 2005 nell’andata degli ottavi di finale della Champions League contro il Chelsea, partita nella quale segna un gol e serve un assist per il 2-1 finale; il risultato però non basta per far accedere la squadra catalana ai quarti di finale della competizione data la sconfitta per 4-2 nella partita di ritorno. Il 30 aprile 2005 si infortuna al quinto metatarso del piede destro e rimane indisponibile per diversi mesi. Ma nella stessa stagione conquista il campionato e all’inizio della

seguente la Supercoppa di Spagna. Dopo aver recuperato dal suo infortunio, rientra in campo il primo marzo 2006 nella partita contro l’Espanyol, terminata con il risultato di 0-0, ma successivamente rimane ai margini della squadra. Il calciatore argentino riesce comunque a vincere sia la Liga che la Champions League. Il 14 giugno 2006, in seguito all’arrivo dell’attaccante islandese Eiður Guðjohnsen al Barcellona, viene ceduto in prestito al Maiorca, dove però non ripaga le aspettative segnando solo 3 gol in 29 partite e a fine stagione ritorna al Barcellona. Il 16 agosto 2007 viene ufficializzato il suo trasferimento all’FK Mosca per una cifra pari a 2 milioni di euro. Con il club russo l’attaccante colleziona 9 gol in 22 presenze in campionato. Il 13 feb-

braio 2009 il Grêmio annuncia l’arrivo del calciatore con la formula del prestito annuale. Nel giorno del suo debutto nel match valido per il Campionato Gaúcho contro il Santa Cruz è andato subito in gol. Il 18 marzo 2009 esordisce all’Estádio Olímpico Monumental di Porto Alegre andando ancora in rete. A fine stagione saranno 17 i gol siglati in 41 presenze tra Campionato Gaúcho, Série A e Coppa Libertadores. A Catania dal 2010, segna il suo primo gol in maglia rosso azzurra contro la Lazio. Venerdì 27 gennaio è stata ufficializzata la cessione al Milan. Un prestito oneroso: 1,5 milioni di euro per un contratto di 700mila euro sino a fine stagione e di 1,5 milioni di euro all’anno dino al 2015.

Chi è Maxi Lopez Nato a Buenos Aires il 3 aprile dell’84, Maximiliano Gastón López arriva al Milan grazie a un prestito del Catania. Ottimo sotto porta e in grado di aprire spazi per le seconde punte, è dotato di una buona tecnica e di un perfetto colpo di testa.

Il Personaggio del Napoli: Edison Cavani

El Matador vuole infilare l’Inter L’attaccante azzurro è l’uomo più pericoloso dei Mazzarri-boys

di Debora Cheli El Matador ha occhi profondi, non capisci mai le sue emozioni. Napoli è ai suoi piedi, ma lui continua a timbrare come gli operai all’apertura della Fiat. Edison Cavani, 24 anni, non è un colosso, nonostante i suoi 184 cm; solo muscoli necessari per guadagnarsi la pagnotta. Nel suo repertorio ci sono il colpo di testa, il tiro da fuori area: ha il senso della rete, bravo anche a segnare i famosi… “gol ignoranti”. E’ un ottimo rigorista (brutto, però, l’errore con il Siena), sa giocare con entrambi i piedi, dribblare e battere punizioni. Dal punto di vista tattico, è una prima punta, ma può giocare come punta esterna o seconda punta, per la sua capacità di tenere palla e creare superiorità numerica. A Palermo la scoperta, l’esplosione a Napoli, di cui è diventato il simbolo. Di origini italiane poiché il nonno paterno, che aveva lavorato in Sicilia, era originario di Maranello (può essere il vero motivo del motore dell’uruguaiano), trascorre l’infanzia giocando al confine con l’Argentina fino a quando, a dodici anni, si trasferisce a Montevideo.

Entra così nel settore giovanile del Danubio, una delle dodici squadre di calcio della città. Anche suo padre Luis è stato un calciatore: soprannominato El Gringo, conta qualche presenza in Nazionale. Edison ha anche un fratello maggiore, Walter Guglielmone, che gioca nel Montevideo Wanderers. La sua carriera inizia nelle giovanili del Danubio, in cui ottiene dei buoni risultati ma a causa della sua fragilità fisica viene inizialmente soprannominato El Botija (termine gergale in cui si indica un bambino). Debutta in

Chi è Edison Cavani Nato a Salto, in Uruguay, il 14 febbraio dell’87, Edinson Roberto Cavani Gómez è soprannominato El Botijam, che nello slang locale significa bambino. Questo per via dei suoi lineamenti infantili e del fisico esile. Successivamente inizia ad essere soprannominato El Matador, fa parte della anche della Nazionale uruguaiana.

prima squadra nel 2006, durante il torneo di Clausura. Con la formazione uruguaiana ha preso parte anche al Torneo Apertura 2006, poi vinto proprio dalla sua squadra, della quale diviene ben presto un punto fermo e con cui realizza 12 reti. Nello stesso anno partecipa al Torneo di Viareggio, facendosi conoscere anche grazie al gol vittoria messo a segno contro la Primavera del Messina. Il 29 gennaio 2007 il presidente del Palermo Maurizio Zamparini ne annuncia l’ingaggio, su consiglio dell’allora direttore sportivo Rino Foschi, l’affare, concluso a 5 milioni di euro per l’acquisizione del cartellino. Esordisce in Serie A l’11 marzo 2007 in occasione della partita interna del Palermo contro la Fiorentina: in cui segna anche il suo primo gol. Con i rosanero Cavani disputa 109 partite, realizzando 34 gol. Nel 2010 passa al Napoli (5 milioni di prestito oneroso con diritto di riscatto obbligatorio a 12 milioni pagabili in quattro anni). Nella stessa stagione, con la maglia azzurra colleziona 47 presenze e 33 reti complessive (26 in campionato e 7 in Europa League). Quest’anno è già a 12 gol in campionato.


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La Storia del Napoli

Un’energia vulcanica di Alessandra Caronni Con settanta partecipazioni, è la squadra più presente nei campionati di massima serie e la quarta squadra italiana per numero di tifosi, dietro Juventus, Inter e Milan. Il simbolo del club è il ciuccio, cioè l’asinello napoletano. Con un palmarès che comprende due scudetti (1986-1987 e 1989-1990), tre Coppe Italia (1961-1962, 19751976 e 1986-1987), una Supercoppa Italiana (1990) e una Coppa UEFA (1988-1989), oltre ad una Coppa delle Alpi (1966) e una Coppa di Lega Italo-Inglese (1976), la Società Sportiva Calcio Napoli Spa, abbreviata in SSC Napoli e nota come Napoli, è la squadra del meridione più titolata a livello nazionale e internazionale. Fondata il primo giorno di agosto del 1926 su iniziativa dell’industriale napoletano Giorgio Ascarelli con il nome di Associazione Calcio Napoli, assunse poi l’attuale denominazione solo nel 1964. L’ingegnere Emilio Anatra ed Ernesto Bruschini fondarono il Naples Foot-Ball & Cricket Club, prima vera rappresentativa calcistica cittadina: era il 1906 quando prese il nome di Naples Foot-Ball Club con Amedeo Salsi presidente. La società esordì in massima serie nella Divisione Nazionale 1926-1927. Il Napoli prese parte

Fondata il primo giorno di agosto del 1926 su iniziativa dell’industriale napoletano Giorgio Ascarelli con il nome di Associazione Calcio Napoli, è la società che non riesce a dimenticare l’asso di sempre: Maradona

al primo torneo di massima serie a girone unico, la Serie A, nel 1929-1930, e raggiunse notevoli risultati, come il doppio terzo posto consecutivo nelle stagioni 1932-1933 e 1933-1934 e la qualificazione alla massima competizione europea dell’epoca, la Coppa Mitropa. L’èra Ferlaino ne decreta la Rinascita. Dopo Maradona ottenne discreti risultati, come il quarto posto del 1991-1992 con Claudio Ranieri in panchina e il sesto posto del 19931994, allenatore Marcello Lippi. La crisi finanziaria, tuttavia, costrinse il club a privarsi dei suoi uomini migliori: man mano vennero ceduti Zola, Fonseca, Ferrara e Cannavaro. Boškov in panchina fece suo solo un settimo e un decimo posto ma raggiunse la finale di Coppa Italia 1996-1997, venendo sconfitto per mano del Vicenza. La crisi raggiunse l’apice nel ‘97‘98 con l’ultimo posto in classifica e la retrocessione in Serie B dopo 33 anni consecutivi di massima serie. Il club azzurro ritornò in Serie A nel 2000, per poi retrocedere nuovamente dopo appena un anno. I cambiamenti societari con Giorgio Corbelli e poi Salvatore Naldi non portarono alcun beneficio al club. Nell’estate del 2004 si arrivò al fallimento e in seguito alla rinascita per merito di De Laurentiis.

Nell’Associazione dei Club Europei Il Napoli Calcio è anche uno dei membri dell’Eca, cioè l’Associazione dei Club Europei, organizzazione nata in sostituzione del soppresso G-14 e costituita dai principali club calcistici del continente, riuniti in consorzio al fine di ottenere una tutela comune dei diritti sportivi, legali e televisivi di fronte alla FIFA. Info su www.ecaeurope.com.

Grazie al paladino della cinematografia L’imprenditore cinematografico Aurelio De Laurentiis (Roma, 24 maggio 1949), titolare della Filmauro e oggi consigliere della Lega Calcio, rilevò il titolo sportivo dalla curatela fallimentare del tribunale di Napoli e iscrisse la squadra, con la denominazione Napoli Soccer, al campionato di terza serie. Soltanto sfiorata nel primo anno, la promozione arrivò nel torneo successivo sotto la guida di Reja. Nel 2007 il Napoli consegue l’immediata promozione in Serie A, dopo 6 anni di assenza. In seguito alla guida della squadra si avvistano l’ex CT della Nazionale Roberto Donadoni e l’attuale Walter Mazzarri.

Il presidente del Napoli De Laurentiis


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domenica 5 febbraio 2012

Calcio Estero

Guardiola si fa pregare

di Beppe Vigani

Il tecnico del Barcellona non firma. Appare l’ombra di Moratti, che da almeno due anni lo vuole all’Inter

Un grande dilemma sta attanagliando il Barcellona. Il tecnico più vincente del mondo, soprattutto, negli ultimi mesi, se ne potrebbe andare via. Pep Guardiola, infatti, ha detto di non aver ancora deciso se rinnovare a fine stagione il suo contratto con il club blaugrana. L’allenatore è andato giù bello pesante: “Sul prolungamento sono io che decido e quando sarà lo dirò al presidente e ad Andoni (Zubizarreta, il direttore sportivo del Barca, ndr). Ma non ho ancora deciso. Quando lo saprò, anche loro lo sapranno”, ha spiegato l’allenatore di Santpedor. Il tecnico catalano, alla guida dei Barça dal 2008, aveva prolungato l’anno scorso di un anno, fino a giugno 2012, il suo contratto, dopo la doppia vittoria in Liga e Champions League. Il Barcellona, al termine dell’ultima giornata di campionato, è ora secondo, a sette punti dal Real Madrid, dopo il recente 0-0 contro il Villarreal. Il tecnico, che sta vedendo alcuni giocatori in fase calante, per quanto riguarda le motivazioni, spiega che vivere sempre con grandi attese “crea tensione” e “prima o poi capita che non vinci perché trovi una squadra migliore”. L’allenatore, infine, ha ricordato come “da giocatore a volte mi sono permesso di rilassarmi e non voglio che i miei giocatori facciano lo stesso”. Alla luce di questa situazione è lecito sperare, che il Pep possa arrivare alla corte di Moratti, che lo sta agognando da tempo biblico. Per non fare troppi giri di parole, possono essere state studiate a tavolino le dipartite di Eto’o, Muntari e Thiago Motta? Perché Sneijder, nonostante l’offerta di quaranta milioni del Manchester United è rimasto? E se davvero l’allenatore catalano avesse preso contatti in modo robusto con il club di Corso Vittorio Emanuele? Non è fantamercato,

piuttosto perché questa attesa da parte del quarantenne allenatore, che vacilla ogni volta che deve firmare un contratto? Tutti questi giovani presi dalla società potrebbero avere un filo conduttore. Guarin, è cosa risaputa, è un giocatore che piace a Guardiola.

Poli, Juan, Ranocchia, Obi, Nagatomo, con l’aggiunta di Palombo volgono verso una rifondazione graduale. Mancano i campioni, quelli veri. E se qualcuno arrivasse dal Barcellona? Chi vivrà vedrà.


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La Vita dei Club

Milan Club Indonesia

Rientra nelle attività del Club l’organizzazione di una Scuola Calcio su basi moderne suggerite dalla stessa società di via Turati

di Giovanni Labanca la redazione ringrazia i Club per la collaborazione

Non c’è distanza che tenga. Da Milano ai confini del mondo, in qualsiasi direzione si rivolga la bussola, ci si imbatte in un Milan Club. Dopo il Giappone, ora ci tocca scri-

vere ancora dell’Estremo Oriente e lo facciamo, davvero, con molto piacere. Siamo a Giacarta, Yogyakarta, capitale dell’Indonesia. Tra mille variopinte bandiere, garrisce al vento dei monsoni anche quella a strisce rossonere del Milan, emblema, in questa remota terra dell’emisfero meridionale, di un nuovo Milan Club, battezzato fedelmente e semplicemente “Indonesia”. È stato Aldrin Watson Gainau di Jaya-

Consiglieri con il presidente

pura a concretizzare con tenacia un progetto che da tempo ha accarezzato e coltivato con amore, in una terra difficile contro cui la natura, spesso e volentieri, si scaglia con inaudita violenza, foriera di distruzioni e morte. Quella stessa natura matrigna che, però, non riesce a piegare lo spirito di combattività di gente sfortunata ma assai risoluta a risorgere dopo le più catastrofiche calamità. È lo stesso indomito spirito che ha animato Watson, che è riuscito a radunare, con determinazione e dedizione, attorno ai colori rossoneri, un gran numero di tifosi del Diavolo, fino a farne un vero e proprio Milan Club, un’autentica comunità sociale, capace e desiderosa di collaborare e dialogare con tutte le Istituzioni locali. È nato ufficialmente il 6 ottobre del 2011, mentre la conferma dell’avvenuta accettazione nella grande famiglia dell’A.I.M.C. di Milano, passaggio obbligato e necessario, è giunta a Giacarta il 16 dicembre: una data che il destino, una volta tanto benevolo, ha voluto che coincidesse proprio con

lo stesso giorno di nascita dell’AC Milan, avvenuta 112 anni fa. I tifosi hanno considerato l’evento un ottimo presagio, un incoraggiante viatico per affrontare tutti gli impegni previsti dal programma del neonato club. E gli impegni saranno tanti, ci assicura il presidente Watson. Tanti e qualificati e dedicati, in modo particolare, ai ragazzi di ogni età e ceto, che il Milan Club vuole “curare” con ogni mezzo, maggiormente attraverso il gioco più amato e più richiesto del mondo: il calcio. Difatti, rientra nelle attività del Club l’organizzazione di una Scuola Calcio su basi moderne suggerite dalla Società Milan, alla quale gli indonesiani chiedono, al tempo stesso, anche un sostanzioso e concreto aiuto in termini “logistici”, sicuri di ottenerlo, ben conoscendo la proverbiale magnanimità di Via Turati. Scopo niente affatto celato, è quello di poter “costruire” dei campioncini da far inserire, nel tempo, negli organici giovanili del Milan. Intanto, il 26 gennaio scorso, con una grande

e suggestiva festa, è stata inaugurata la sede del Club, per il momento provvisoria, ma non per questo meno accogliente e utile. Insomma, dalla lontana Giacarta, giunge forte fino a Milano, questo esempio di comunità coraggiosa che, pur avversata da mille problemi, trova nel tifo, pulito e passionale, la forza per vivere meglio e per gridare ai quattro venti… “Forza Milan”.

Coordinamento Milan Club Benelux I Milan Club, secondo i dati più recenti, sono più di ottocento. Sparsi in tutto il mondo, compresi Giappone e Indonesia, hanno una gestione centrale affidata all’Associazione Italiana Milan Club, con sede a Milano, pur mantenendo ampia autonomia e facendo riferimento a dei Coordinamenti locali, uno per ogni Nazione. Nel Nord dell’Europa, tra i più attivi, vanno senz’altro segnalati quelli del Benelux che, per una questione di praticità, rispondono ad un proprio Coordinamento. Questo è diretto da dall’italianissimo Domenico Monte (nella foto) che si avvale della collaborazione del segretario Giuseppe Comegna. I Milan Club di questo distaccamento rossonero sono: Bruxelles, presidente Mimmo Bennici; Esch sur Alzette (Lussemburgo), presidente Domenico Monte;

Genk, 92, presidente Franco Frison; La Louvier, presidente Pino Dessole; La Barraca di Massmechelen, presidente Vincenzo Cotelessa; Mons Borinage, presidente Marcello Cesaro; Namur, presidente, Francesco Lucifo-

ra, segretario, Carlo Monteleone. I suddetti Milan Club, seguendo lo statuto dell’A.I.M.C., coordinano tutte le loro attività in base a un preciso programma approvato dalla società di via Turati.

Il presidente Aldrin Watson con il segretario generale Alma Costa.

Foto ricordo dopo la Festa

Il Direttivo Presidente, Aldrin Watson Gainau (Jayapura); vice, Luciano Anelli; vice presidente ad honorem, Lorenzo Ammendola; segretaria generale, Alma Costa; consiglieri, Kristina R.I. Luluporo-Mano (Jayapura), Giancarlo Avaccini (Bali), Adhe Makayasa (Yagiakarta). Sito: www.milanclubindo.com


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Iosonopompilio

Ibra a fine campionato va via…

Godetevelo! di Cesare Pompilio Il campionato è in mano ai protagonisti di ogni tempo: Juve e Milan. L’Inter è diventata la comprimaria di pre-calciopoli. I “bauscioni”, per ritornare a essere protagonisti, necessitano di una vera rifondazione oppure di trovare nella loro strada qualche “rancoroso” che d’impeto li collochi tra le squadre top. Dunque Ninozzo Conte, ha un “nemico” in meno contro cui combattere. Milan e acido lattico sono i due avversari da tenere d’occhio. Il primo vale il secondo, dunque… occhio. L’alto tasso tecnico della squadra rossonera sarà un osso duro per la Juve. Ibra & soci però dovranno giocarsi la Champions contro gli inglesi dell’Arsenal e non è come dire; dunque per i campioni d’Italia in carica oltre alla Juve e alle partite continentali ci saranno pure le “tossine”. Ovvero: se Sparta piange, Atene non ride. Conte, perciò, dovrà lottare con le annose tossine e con i cali di tensione della squadra. Potrei dire: dormo tra due guanciali. Eh no, la Juve per vincere dovrà correre forte, sempre più forte, ed ecco… le tossine. Spero con tutto il cuore che la rosa basti per un grandissimo girone di ritorno e per la finale (possibile) di Coppa Italia. La “rosa” di Allegri si “rimpolpa” con: Maxi Lopez, Mesbah, Merkel è rientrato dal Genoa e… Tevez. Perché tutti questi acquisti, si chiedono i “casciavit”? Possibile che il Cavaliere-comandante sia impazzito? No. Il motivo sta nella notiziona: “A fine campionato Ibra andrà via dal Milan”. Incredibile? Certo. Lo era anche per me fino a domenica 29 gennaio ore

L’attaccante svedese potrebbe lasciare il Milan a giugno. Intanto la Juventus continua a correre

Maurizio Mosca

0.07. Un fondamentale istante. Nella Vita di un cronista la notizia vale più di ogni cosa, così un giornalista bravo come Andrea Longoni di Telelombardia, mi telefona: “Scusa se ti disturbo, data l’ora”. Cosa è successo, gli rispondo, e lui: “Solo per dirti che ho incrociato Mino Rajola e alla domanda se Ibrahimovic nel prossimo campionato andrà via dal Milan, mi ha risposto: mai dire

mai… Ma la maniera come me l’ha detto, ho capito che Zlatan sta già preparando le valige. Questa è una tua vittoria perché da due mesi che lo dici e, negli ultimi tempi si è aggregato anche Fabrizio Biasin”. Le parole di Andrea mi sono state da conforto, perché il mercato è un fatto impalpabile che prelude a tutte una serie di amicizie e conoscenze. In tanti si peccano di conoscere i segreti, ma

in pochi conoscono i vicoli angusti del mercato. Il migliore in circolazione è Giulio Mola de Il Giorno che riesce a quantificare i trasferimenti. Il vostro umile servitore, invece, riesce a sapere le cose nella maniera più antica: camerieri, receptionist, baristi, usceri tutti insieme appassionatamente mi forniscono utili notizie… Sempre più utili che con “extrema ratio” e dopo averli verificate, ecco che spen-

do il donato su Antenna 3, Telelombardia e spesso su Top Calcio 24. È difficile fare mercato, però, quando il povero Maurizio Mosca, gli sia lieve la terra, dava le notizie di mercato i servi delle “parrocchie” lo irridevano, oggi mangiano con le notizie fasulle. I tempi davvero sono cambiati. Oggi esistono i fasulli, i cacadubbi, gli insolenti… Il resto è vita. Bacio le mani.


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L’Accademia di Numa

Nel nome del Direttore Il numero uno dei giornalisti di Telelombardia è da sempre al comando delle proprie redazioni

Fabio Ravezzani è il direttore ideale che ogni editore dovrebbe avere alle proprie dipendenze. Agisce con fare pasoliniano: i problemi non si risolvono, ma si gestiscono. Tutti coloro i quali entrano nel suo ufficio, all’uscita sono felici: sia esso, lo stagista o il dirigente per ognuno ha una parola di “conforto”. È nato direttore. Al quotidiano Tuttosport, dove ha lavorato per tanti anni, nessuno lo ricorda praticante, bensì caporedattore. Legge lo spartito della vita a menadito. Conosce i gusti del pubblico televisivo come pochi. Non perde mai la trebisonda. L’editore Sandro Parenzo (quel signore che ha messo in piedi con Michele Santoro tutto quel popò di “Servizio pubblico”) gli ha affidato la direzione delle News politiche oltre a quelle sportive. Risultato? L’audience di Telelombardia, Antenna3, Top calcio 24 è triplicato rispetto allo scorso anno. Mangia in mensa da solo senza le due

guardie del corpo che lo tengono in “riga”: Rossana Cacchione (segretaria di redazione sport) e Tamara Malleo (Nostra Signora delle telecamere). Riesce ad avere un ottimo rapporto con tutti: nani e ballerine. Tiene all’amicizia, quella vera: mi ha telefonato in ospedale il giorno del mio secondo infarto e non finirò mai di dirgli grazie. Il resto è vita? Certo. Ha due figli: un maschio Giulio, che stranamente non fa il giornalista. La femmina Eugenia che neppure lei fa la giornalista, ma è alle soglie della laurea in giurisprudenza. Una giornalista in famiglia c’è già ed è la sua fascinosa e giovane moglie Adriana Santacroce, che mette il proprio viso sugli schermi di Telenova dove, oltre al Tg, conduce diverse trasmissioni d’approfondimento. Una collega davvero brava. Insomma, non ti piglio se non ti assomiglio. Tifa per il Toro ma non lo dà a intendere, nella maniera come non fa trasparire le sue idee po-

litiche. Errore? Forse sì, visto che la Rai è occupata dai partiti politici in ogni trasmissione e pure Mediaset, dove sembra che comandi una sola persona. No. A Cologno Monzese si arriva via logge e porticati, allenamenti mattutini e ciprie serali, oppure via “Bunga Bunga”, strade che Fabio Ravezzani preferisce non percorrere, in fondo è o non è il direttore del maggior gruppo privato del Nord Italia? E allora? Allora, zitti mezze tacche, millantatori di giustizia, di pulizia, di ordine, tutti in cotenna. Fabio Ravezzani non sarà mai il comandante Schettino… Cazzo!

Gossip

Col morale sotto i… tacchetti di Katya Malagnini

il turno di Holly Henderson, 32enne, pornostar alla quale Mario avrebbe rivelato prima di essere single e poi le avrebbe confessato che tra lui e la

Fico (fidanzata ufficiale) le cose vanno piuttosto male (…). Chissà cosa penserà la Fico delle ennesime foto scattate al Marriott Hotel and Count-

ry Club di Manchester, che ritraggono il “suo” (permetteteci le virgolette) lui con un’altra.

Carlos Tevez con la figlia

Raffaella Fico

Tevez e Vanessa Mansillo

Holly Henderson

Ci sono certi uomini che non si smentiscono mai. Una ne pensano e cento ne combinano. Prendiamo Carlos Tevez, attaccante del Manchester City: ha approfittato di un attimo libero per incontrarsi con la modella Mariana Paesani in un hotel. La sua compagna, Vanesa, era in ospedale per aver dato alla luce la piccola Katie, la figlia nata prematura e che per dodici giorni ha lottato tra la vita e la morte in terapia intensiva. Voci di corridoio sostengono che la modella si dichiara insaziabile e sempre a caccia di uomini nuovi. C’é un però: lo staff di Carlos, a proposito di questa notizia, ha tenuto a precisare che il giocatore era separato dalla compagna da diversi mesi. Ma il rispetto per la sua bambina dove l’ha lasciato? Calpestato sotto i tacchetti. Tra l’altro, sia Mancini che Raimundo, quest’ultimo padre di Carlos, erano convinti che lo stesso giocatore stesse ancora con la compagna. Chiarirsi? Parlarsi? Il tecnico del City gli aveva persino concesso di volare in Argentina da Vanesa e dalla bimba: ma non é più riuscito a contattarlo. Tevez ha raccontato alla stampa di vivere quei giorni solo per la figlia, e in realtà si faceva raggiungere dalla modella Mariana nella prima classe del suo volo. Balotelli invece persevera nel far parlare di sé: sarà un caso, ma appena Raffaella Fico si distrae, lui viene paparazzato con qualche starlette del cinema hard. Stavolta é

Tevez predica bene ma razzola molto male. E Balotelli perde la Fico ma non il vizio


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L’Onorevole nel Pallone

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Cari amici milanisti, questa settimana ho intervistato due colleghi al Parlamento europeo di fedi calcistiche opposte, Gabriele Albertini e Clemente Mastella. Albertini, amatissimo sindaco di Milano per due mandati, dal 1997 al 2006, con il consueto garbo, misto ad arguzia, dice la sua sulla grande sfida del Meazza tra Milan e Napoli. E si dimostra fiducioso. Clemente Mastella, politico di lungo corso, più volte ministro, giornalista, è un tifoso doc del Napoli: in passato è stato anche vicepresidente della società partenopea. Domenica, 5 febbraio, è il giorno del suo compleanno. E vorrebbe farsi un regalo.

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Le domande 1) Arriva il Napoli a San Siro. Lo scorso anno i partenopei furono strapazzati dai rossoneri, 3-0. Un sonoro… Benvenuti al Nord 2) Il Milan di Sacchi ha rivoluzionato il modo di giocare in Italia. C’è ancora spazio per nuovi schemi o alla fine per un allenatore conta avere giocatori decisivi come Ibra o Cavani? 3) Il dramma di Cassano ha colpito il mondo del calcio. Per vicende diverse Maradona uscì improvvisamente di scena. Sembra che la dea bendata a un certo punto volti le spalle al genio. 4) Quanto sono lontani Milan e Napoli dal Barcellona? Possono dire qualcosa in Champions dove se la vedranno contro due squadre inglesi, Chelsea e Arsenal? 5) Si dice che oggi i calciatori giochino troppo e dunque rendano meno mentre i politici sono accusati di lavorare poco e potrebbero dare di più…

di Lara Comi

Le interviste di Lara Comi: Clemente Mastella Le interviste di Lara Comi: Gabriele Albertini

Napoli ha più chance dei Rossoneri in forma, rossoneri in Champions per il Napoli sarà dura

Milan all’andata già punito con un Con Sacchi una riforma epocale, “Benvenuti al Sud” e domenica… ma Allegri ha grandi idee

Clemente Mastella è un collega e un tifoso doc del Napoli. Politico di lungo corso, più volte ministro, è stato eletto al Parlamento europeo nel 2009 nelle file del Pdl. Giornalista, della società partenopea in passato è stato anche vicepresidente. Nessuno meglio di lui può avere il polso della situazione. 1) “Be’, anche noi abbiamo dato un bel Benvenuti al Sud al Milan strapazzandolo all’andata e ora speriamo in una bella ripetizione anche perché il Napoli ormai ha abbandonato i sogni del campionato e mira decisamente alla coppa Italia e a fare bella figura in Champions. Sono molto ottimista a proposito”. 2) “Un allenatore è bravo quando riesce ad adattare gli schemi ai giocatori che ha. Indubbiamente, se hai giocatori come Ibra o Cavani, ma soprattutto come Maradona o Messi, devi adattare tutta la squadra finalizzandola al gioco di questi fuoriclasse”. 3) “Maradona uscì di scena per responsabilità sue; era un genio ma anche un uomo dalla vita a volte un po’ sregolata. A Cassano, invece, una sorte avversa ha creato problemi proprio nel momento in cui stava dando il meglio di se stesso Però i geni hanno dentro di loro qualità tali per cui sono in grado di rigenerarsi; e questo è l’augurio che faccio anche a Cassano”. 4) “Non lo dico da tifoso, ma per me ha più chance il Napoli che il Milan in Champions. Sembra quasi che quest’anno il destino accompagni il Napoli solo nello scontro corpo a corpo con l’altra squadra in competizione. E poi il Chelsea non mi sembra nella condizione smagliante degli anni passati”. 5) “No, no, lavorano anche i politici, quelli seri lavorano. Solo che in questo periodo, mancando la politica, manca anche il lavoro dei politici e per i politici. E’ un campionato tutto tecnico quello che si gioca; i politici stanno giocando un altro campionato; sono in serie B oggi in Italia”.

Gabriele Albertini, 61 anni, amatissimo sindaco di Milano per due mandati, dal 1997 al 2006, è oggi europarlamentare eletto nelle file del Pdl. Di fede rossonera, con il consueto garbo, misto ad arguzia, dice la sua sulla grande sfida del «Meazza» di domenica sera tra Milan e Napoli. E si dimostra fiducioso. 1) “Per una squadra che ha grandi ambizioni come il Napoli di De Laurentiis e Mazzarri, la gara a San Siro con il Milan è sempre un appuntamento molto importante. Detto questo, non penso che per i partenopei sarà facile spuntarla con un Milan così carico e in forma come in questo momento”. 2) “Penso che la rivoluzione calcistica introdotta da Mister Sacchi fu epocale. Nonostante ciò, il Milan di Allegri contiene una grande idea calcistica: Allegri impone pragmatismo e verticalizzazioni che, nel calcio di oggi, sono l’interpretazione di gioco più sintetica per vincere”. 3) “Antonio Cassano è e sarà sempre un genio calcistico. Anzi colgo l’occasione per augurare a lui, come anche a Rino Gattuso, di tornare in forma al più presto. Il Milan ha bisogno di loro”. 4) “A giudicare dalle prestazioni in campionato, vedo il Napoli, nonostante l’attuale posizione in classifica, molto motivato e credo che la squadra ce la metterà tutta. Per quanto riguarda il Milan, tutti sanno quanto la Champions sia nel dna della squadra e quanto il Presidente Berlusconi, e i milanisti con lui, abbiano a cuore questa competizione. Per la stima che ho nelle serate di Champions, penso che i rossoneri forniranno una prestazione eccellente. Quanto al Barça, quest’anno è certamente più discontinuo in campionato, ma in Champions penso sia ancora la squadra favorita”. 5) “Unicuique suum”.

Teatro

Grisù, quante risate con questa commedia In scena al teatro San Babila, “Grisù, Giuseppe e Maria”. Per ridere di gusto e con garbo

di Alessia Scurati “Grisù, Giuseppe e Maria” è una commedia da vedere, perché è un’opera talmente esilarante che non si può che continuare a ridere per tutte e due le ore di rappresentazione. Nicola Pistoia e Paolo Triestino, coppia di interpreti dall’affiatamento eccezionale, hanno portato in giro per l’Italia questa spassosa storia di confessioni e tradimenti registrando dappertutto un successo fenomenale di pubblico e di critica. La vicenda si svolge negli anni Cinquanta in una sagrestia di Pozzuoli, che è poi la scena dei fatti, dove don Ciro (Triestino) si trova a

dover sbrogliare lo gnommero delle vicende amorose di donna Filomena e donna Rosa, sorelle con i mariti emigranti, entrambe incinte ed entrambe legate, in modo molto poco casto e pio, a don Edoardo, fascinoso farmacista del paese farfallone e donnaiolo. A cercare di aiutare don Ciro nella risoluzione di questo scottante groviglio sentimentale ci si mette pure il suo fedele sagrestano: zoppo e con una mano di legno, maldestro, smemorato, finito a vivere in parrocchia perché il suo orfanotrofio ha chiuso i battenti, più propenso a intonare canzoni popolari che canti liturgici durante le messe. Questo sagresta-

no impersonato da Nicola Pistoia, ruba applausi a ogni sua apparizione in scena. Non si pensi, però, che la commedia sia tutta giocata sul facile umorismo di una storia di corna: lo sfondo della vicenda, delicatamente accennato ma mai messo da parte, è quello di un’Italia del dopoguerra che deve fare i conti con tanti problemi sociali (in questo caso l’emigrazione in Belgio e Marcinelle) che si riflettono nella vita di tutti giorni di chi deve tirare avanti come può. La regia ironica (sempre di Pistoia) fa di questa commedia ben scritta e ancor meglio recitata un vero classico da non perdere.

“Grisù, Giuseppe e Maria”, di Gianni Clementi, con Paolo Triestino e Nicola Pistoia, al Teatro San Babila dal 7 al 26 febbraio.


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Registrazione del Tribunale di Milano: n° 446 del 3 agosto 2011

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