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Sabato 7 aprile 2012

Sabato 7 aprile 2012 Anno 2 N. 20

www.stadio5.it - info@stadio5.it

COPIA OMAGGIO

MILAN - FIORENTINA

viola di

rabbia


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Sabato 7 aprile 2012

L’Editoriale

L’occhio umano tradisce il calcio ma nessuno può togliere dalla testa che che è successo, è arrivato il silenzio i gol di Muntari e Robinho non concessi stampa, poi ancora attacchi da parte sono frutto di disattenzioni più o meno della dirigenza… grossolane. Decisioni che potrebbero alterare la corsa per lo scudetto, ma che non devono creare o reiterare la cultura del sospetto, di cui in Italia ne siamo grandi maestri. Mi permetto di criticare la strategia della Juventus. L’a.d. dei bianconeri Giuseppe Marotta, il presidente Andrea Agnelli e il tecnico Antonio Conte hanno cominciato la litania dei rigori negati, poi sapete quel

di Beppe Vigani

l’ultimo pensiero è per il preparatore dei portieri del Pescara, Franco Mancini, deceduto a soli 43 anni

Malinconia canaglia. Cento anni e più per non capire quando una palla è entrata oppure no. Più di un secolo è passato dal primo gol, ma non è cambiato ancora nulla. Che tristezza. Le tv si sfregano le mani, i giornali vendono qualche migliaio di copie in più e i tifosi passano in rassegna le contumelie del caso. E intanto il gioco del pallone è tradito continuamente dagli occhi umani, che non possono trasformarsi in macchine tecnologiche.

Insomma, il segno dell’insicurezza che si sta facendo largo tra gli uffici di Corso Galileo Ferrari non è neanche tanto latente. “L’insicurezza è subdola, ti invade poco alla volta fino a condizionare tutto ciò che fai; fino a farti somigliare all’immagine che gli altri hanno di te”. Un aforisma che dedico volentieri ai tifosi juventini, soprattutto ora in questo periodo, nel quale in due mesi potrebbero perdere sia lo scudetto, sia Del Piero, il più grande giocatore

bianconero degli ultimi vent’anni. L’ultimo pensiero lo dedichiamo al preparatore dei portieri del Pescara, Franco Mancini, deceduto a soli 43 anni. Una scomparsa che ha addolorato Zeman e tutta la città adriatica. L’ultimo strale a chi non ha rinviato il match Pescara-Bari, nonostante la richiesta dei padroni di casa. Mi viene in mente una parolaccia. Ma farei pubblicità a Marco Masini ed essendo un giornalista mi è vietato.

Platini e Blatter litigano, il tempo passa e il calcio rimane nelle mani delle terne arbitrali non sempre all’altezza C’è distrazione nei piani alti della Fifa, è il caso di dirlo. Il massimo organo calcistico mondiale non ha preso ancora una decisione. Michel Platini e Sepp Blatter litigano, ma intanto il tempo passa e l’essenza del calcio rimane esclusivamente ancora nelle mani della terna arbitrale, non sempre all’altezza. Il Milan, in testa meritatamente a questo campionato, sta subendo l’inverosimile,

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Fai vincere il “Giovane Calciatore” che ritieni il migliore in assoluto, e potrai premiarlo personalmente. Invia una mail a :crazycable@tiscali.it oppure un sms al 333-2746746 Arbitro: Domenico Celi di Bari

Stadio ‘G. Meazza’ ore 15,00

FIORENTINA (4-4-2)

MILAN (4-3-1-2) All. M. Allegri

All. D. Rossi

32 Abbiati; 20 Abate, 25 Bonera, 5 Mexes, 77 Antonini; 18 Aquilani, 23 Ambrosini, 22 Nocerino; 28 Emanuelson; 11 Ibrahimovic, 92 El Shaarawy.

1 Boruc; 16 Cassani, 14 Natali, 15 Nastasic, 23 Pasqual; 32 Marchionni, 85 Behrami, 10 Olivera, 6 Vargas; 8 Jovetic, 21 Lazzari.

Invia la tua foto a redazione@stadio5.it e la vedrai pubblicata


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La Partita

Fino all’ultimo respiro Il Milan farà bene a tenere gli occhi aperti. Deve evitare la reazione dei toscani, reduci dalla sconfitta col Chievo e ora in classifica spalla a spalla col Genoa

di A.S. Bisceglia Fiorentina col dente avvelenato oggi a San Siro, per la sconfitta rimediata sei giorni fa al Franchi col Chievo. Il passo falso casalingo con i veronesi ha gettato i viola da soli al quart’ultimo posto, in piena zona retrocessione dando l’input al sempre più probabile licenziamento di Delio Rossi alla guida tecnica della squadra. Ecco, di conseguenza, un motivo in più perché, questo pomeriggio, il Milan farà bene a tenere gli occhi aperti onde evitare la reazione dei toscani toccati nel vivo nella corsa col Genoa, sconfitto a Milano dall’Inter, per la permanenza in serie A. Delio Rossi, messo in discussione dai tifosi viola

inferociti, in settimana ha catechizzato i suoi giocatori che, sul piano individuale, per qualità, sanno benissimo di essere un paio di gradini più sotto dell’avversario in maglia rossonera. Ma il Diavolo, dopo il successo della Juventus col Napoli e il pareggio di Ibra e compagni, mal digerito di Catania, queste cose non interessano. Sente il fiato sul collo della squadra di Conte e sa consciamente, classifica alla mano, di non poter regalare nulla ai Viola, pena il rischio del sorpasso. Allegri ancora una volta dovrà fare a meno di Pato infortunatosi nella partita costata l’eliminazione dalla Champions. La Fiorentina, dal canto suo, non può concedersi altri lussi se vuol salvare una stagione nata male e finita peggio, o quasi, analizzando

l’attuale posizione occupata in classifica. Il prossimo impegno della Viola sarà a Firenze col Palermo, un avversario che sembra, con il recente successo di Bologna, essersi scrollato di dosso l’effetto negativo delle gare in trasferta e di conseguenza diventato pericoloso anche lontano dalla Sicilia. In pratica, quella odierna, per la Fiorentina è una gara delicatissima che potrebbe segnare il destino della squadra se non dovesse tornare a casa con un risultato positivo. Su San Siro, per gli errori arbitrali di Catania, tuttavia aleggia un alone velenoso che ha fatto infuriare Allegri, il Milan però farà bene a non tenere conto e giocare alla sua maniera in modo da regalare ai propri tifosi una vittoria e una prestazione convincente.

Il braccio di ferro con la Juventus , risultati alla mano, sembra infinito. I bianconeri scenderanno in campo alle 18 col Palermo sapendo già da un ora il risultato del Milan. Un altro schiaffo, forse, per la regolarità del campionato.

Delio Rossi

Il Programma Turno Odierno Sabato 7 Aprile - 31. Giornata Chievo - Catania Ore 12:30 Udinese - Parma Ore 15:00 Lecce - Roma Ore 15:00 Atalanta - Siena Ore 15:00 Cesena - Bologna Ore 15:00 Cagliari - Inter Ore 15:00 Novara - Genoa Ore 15:00 Milan - Fiorentina Ore 15:00 Palermo - Juventus Ore 18:30 Lazio - Napoli Ore 21:00

Prossimo Turno

Martedì 10 Aprile - 32. Giornata Chievo - Milan Ore 20:45 Mercoledì 11 Aprile - 32. Giornata Inter - Siena Ore 20:45 Fiorentina - Palermo Ore 20:45 Parma - Novara Ore 20:45 Napoli - Atalanta Ore 20:45 Catania - Lecce Ore 20:45 Roma - Udinese Ore 20:45 Juventus - Lazio Ore 20:45 Genoa - Cesena Ore 20:45 Giovedì 12 Aprile - 32. Giornata Bologna - Cagliari Ore 20:45

La Classifica Marcatori

La Classifica della Serie A Serie A

Gio Vin Nul Per GF

GS

Diff P.ti

1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20

30 30 30 30 30 30 30 30 30 30 30 30 30 30 30 30 30 30 30 30

24 17 37 35 28 37 42 38 47 37 36 31 31 38 47 56 37 45 51 47

+36 +32 +7 +19 +12 +10 +1 +1 -3 -10 -5 +2 +3 -6 -9 -15 -7 -14 -25 -29

Milan Juventus Lazio Napoli Udinese Roma Inter Catania Palermo Chievo Cagliari Atalanta * Siena Bologna Parma Genoa Fiorentina Lecce Novara Cesena

19 16 15 12 13 14 13 10 11 10 9 10 9 9 8 9 8 6 5 4

* 6 punti di penalizzazione

7 14 6 12 9 5 5 13 6 9 10 13 9 9 11 7 9 10 9 7

4 0 9 6 8 11 12 7 13 11 11 7 12 12 11 14 13 14 16 19

60 49 44 54 40 47 43 39 44 27 31 33 34 32 38 41 30 31 26 18

64 62 51 48 48 47 44 43 39 39 37 37 36 36 35 34 33 28 24 19

22 reti: Ibrahimovic (Milan; 8 rigori) 19 reti: Cavani (Napoli; 2 rigori), Di Natale (Udinese; 4 rigori) 17 reti: Milito (Inter; 4 rigori) 16 reti: Palacio (Genoa; 3 rigori) 15 reti: Denis (Atalanta; 3 rigori) 13 reti: Klose (Lazio) 12 reti: Jovetic (Fiorentina; 4 rigori), Miccoli (Palermo; 1 rigore) 11 reti: Calaiò (Siena; 4 rigori) 10 reti: Di Vaio (Bologna; 1 rigore), Matri (Juventus), Giovinco (Parma; 4 rigori), Osvaldo (Roma) 9 reti: Nocerino (Milan), Borini (Roma) 8 reti: Pinilla (Cagliari/Palermo; 3 rigori), Lodi (Catania; 5 rigori), Hernanes (Lazio; 4 rigori), Di Michele (Lecce; 3 rigori), Lavezzi (Napoli; 1 rigore) 7 reti: Larrivey (Cagliari; 2 rigori), Mutu (Cesena; 2 rigori), Marchisio (Juventus), Hamsik (Napoli), Rigoni M. (Novara; 3 rigori), Destro (Siena) 6 reti: Bergessio (Catania), Thereau (Chievo), Budan (Palermo), Floccari (Parma; 1 rigore) 5 reti: Moralez (Atalanta), Acquafresca (Bologna), Diamanti (Bologna; 1 rigore), Ramirez (Bologna), Pellissier (Chievo; 1 rigore), Jankovic (Genoa), Gilardino (Genoa/Fiorentina; 2 rigori), Pazzini (Inter), Pepe (Juventus), Vucinic (Juventus), Rocchi (Lazio), Muriel (Lecce), Robinho (Milan), Pandev (Napoli), Hernandez (Palermo; 2 rigori), Bojan (Roma), Basta (Udinese) 4 reti: Marilungo (Atalanta), Conti (Cagliari; 1 rigore), Ribeiro (Cagliari), Barrientos (Catania), Legrottaglie (Catania), Moscardelli (Chievo), Paloschi (Chievo), Cerci (Fiorentina), Sculli (Genoa/Lazio), Vidal (Juventus; 1 rigore), Lulic (Lazio), Giacomazzi (Lecce), Boateng (Milan), Maxi Lopez (Milan/Catania; 2 rigori), Morimoto (Novara), Totti (Roma; 2 rigori) 3 reti: Almiron (Catania), Gomez (Catania), Rossi (Genoa), Cambiasso (Inter), Motta (Inter), Quagliarella (Juventus), Cuadrado (Lecce), Dzemaili (Napoli), Maggio (Napoli), Caracciolo (Novara/Genoa), Silvestre (Palermo), Biabiany (Parma), Modesto (Parma), Paletta (Parma), De Rossi (Roma), Juan (Roma), Pjanic (Roma), Simplicio (Roma), Bogdani (Siena), Floro Flores (Udinese), Isla (Udinese)


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Il Campionato

Avari si vince

In questo momento il Diavolo non può regalare niente a nessuno. Soprattutto se vuole tenere a debita distanza la Juve nella corsa allo scudetto

di Laura Tangari Mamma mia, che Juve. La squadra di Conte, trascinata da un grande Vidal, asfalta il Napoli e lancia il guanto di sfida al Milan bloccato sull’1-1 dal Catania il giorno prima. Una Vecchia Signora da favola che oggi, vigilia di Pasqua, scende al Barbera di Palermo per confermare il proprio stato di salute e dare l’assalto al vertice della classifica. I siciliani sul loro terreno sono però un osso duro e per Buffon e compagni strappare un risultato positivo, se non la vittoria, non sarà un’impresa facile. Mister Conte, dopo la prova superlativa che ha abbattuto il Napoli è, e deve essere per forza di cose, ottimista sull’esito del viaggio in Trinacria, dal momento che il Milan

dovrà vedersela questo pomeriggio a San Siro con una Fiorentina giunta ormai all’ultima spiaggia dopo il kappaò casalingo rimediato col Chievo domenica scorsa. Ma il Diavolo, in questo momento, non può regalare nulla a nessuno se vuole tenere a debita distanza la Juve nella corsa allo scudetto. La squadra rossonera è reduce dalla sconfitta di Champions col Barcellona e contro i viola c’è una ragione in più per dimostrare il valore complessivo in campionato. Se al comando della classifica, per il posto in Europa, i giochi appaiono ormai fatti, al contrario, dalla seconda posizione in giù, ogni previsione appare complicata. La Lazio ha preso tre scoppole dal Parma, il Napoli è stato fatto a fette dalla Juve e l’Udinese ha regalato una bella boccata di ossigeno al Siena incassando al Montepaschi un gol

spettacolare da Destro; per contro le inseguitrici della terza piazza, in primis la Roma e la stessa Inter, si sono intascate una vittoria ciascuno che riapre le speranze per l’ingresso ai preliminari di Champions. I giallorossi hanno liquidato con cinque reti il Novara mentre l’Inter di Stramaccioni ha fatto altrettante reti al Genoa in una partita di altri tempi (timbrata da quattro rigori, tre dei quali a favore dei rossoblu). L’Inter sarà di scena a Cagliari mentre la Roma sarà a Lecce contro un avversario che ha assolutamente bisogno dei tre punti. Sfida decisiva, o quasi, infine all’Olimpico dove la Lazio ospiterà il Napoli altra delusa della trentesima giornata. Da seguire il Siena a Bergamo con l’Atalanta. Il Catania a Verona col Chievo e il Bologna sul terreno dell’ormai condannato Cesena.

Attacco frontale I Bioritmi

Sul piano della reattività e della intuitività il Milan è decisamente superiore

di Enzo Occhiuto Dopo la brusca frenata contro il Catania, il Milan continua la sua marcia con maggior slancio verso lo scudetto. Gli infortuni di alcuni giocatori determinanti sono rientrati e l’intera squadra è galvanizzata a mantenere la posizione di testa per lo sprint finale. Non sarà certamente la partita contro la Fiorentina ad arrestare la macchina dei gol rossonera, anche se la squadra di Delio Rossi si trova in giornata complessivamente positiva rispetto a quelle precedenti. Pertanto, dall’analisi dei potenziali bioritmici dei singoli giocatori delle due squadre, si evidenzia uno stato di maggior benessere

psicofisico del Milan (6,10) rispetto a quello della Fiorentina (6,06). Anche i valori medi dei moduli tattici studiati dai rispettivi allenatori sono alquanto differenti. Massimiliano Allegri: (4 – 3 – 1 – 2 = v. 6,20 – 6,04 – 6,16 – 6,50) ha una difesa fortemente compattata davanti ad Abbiati (6,49 v.e.) emotivamente positivo, il centrocampo conta su Muntari (6,45) e Nocerino (6,39) in ottime condizioni reattive e Van Bommel (6,44 v.f.) più tosto che mai; le punte avanzate, servite da un eccellente Boateng (6,42 v.istintivo), con Ibrahimovic, Maxi Lopez (6,50 al top della loro spontaneità) e Robinho (6,19 v. e.) non mancheranno di stupire per la loro congeniale inclinazione al gol. Delio Rossi: (4 – 4 – 3 = v. 6,16 – 6,02 – 5,98) ha una difesa alquanto murata davanti al portiere Boruc (6,49

v.f.; in giornata positiva), il centrocampo è buono con Behrami e Montolivo (6,50 v. al massimo della tonicità fisica) e con la fase offensiva non al meglio, dove Jovetic (6,50 v. emotivo e 6,44 v.f.) brilla rispetto ad Amauri (6,31 v.e.) e Vargas (6,00 v.i.) sottotono complessivo. Nello specifico delle potenzialità di rendimento si avrà che la Fiorentina con 6,16 sarà molto forte fisicamente (resistenza alla fatica) del Milan con 5,99. Sul piano della reattività e della intuitività la squadra rossonera è decisamente superiore con 6,24 e 6,19 con 72% di giocatori in stato positivo rispetto alla compagine toscana con 6,04 ed il 50% di giocatori positivi. Anche l’allenatore dei rossoneri è al massimo dell’intuizione (6,50) contro il collega viola (5,54) sprovvisto di idee geniali.


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Il Personaggio del Milan: Urby Emanuelson

Urby et Orbi. Ma a Milano Cresciuto calcisticamente nell’Ajax e lanciato in nazionale da Van Basten, deve tuttavia la sua esplosione ad Allegri

di Alessandra Caronni Si è spesso rivelato essere una delle pedine fondamentali dello scacchiere milanista. Urby Emanuelson è spesso utile alla causa rossonera. Cresciuto calcisticamente nell’Ajax e lanciato in nazionale da Van Basten, che lo aveva già allenato precedentemente nei lancieri, deve la propria consacrazione al proprio allenatore. Non ci fosse stato Allegri, al Milan, non sarebbe mai esploso, soprattutto dopo le iniziali critiche dei tifosi direttamente dagli spalti del Meazza. Emanuelson ha dimostrato di sapersi adattare con efficacia e di calarsi nella parte con incredibile impegno e negli ambiti del Diavolo la cosa non è di poco riguardo. È cresciuto nel settore giovanile dell’Ajax, quindi un posto dove uno si fa davvero le ossa. Ha esordito in prima squadra e nelle competizioni UEFA per club il 24 febbraio 2005 nella partita di ritorno dei sedicesimi di finale della Coppa UEFA 2004-2005 AuxerreAjax (3-1) subentrando al 79esimo minuto di gioco a Sneijder. Il 10 aprile 2005 ha debuttato in Eredivisie, nella partita vinta 4-2 contro l’AZ Alkmaar. Durante la stagione successiva è diventato il terzino sinistro titolare vincendo la Supercoppa d’Olanda 2005 e la Coppa d’Olanda 2005-2006. Nel 2006 ha fatto suo anche il premio di talento dell’anno di Amsterdam. L’anno dopo mette le mani sulla Coppa

d’Olanda e la Supercoppa, mentre nel 2007-2008 arriva la terza Supercoppa consecutiva. È a cavallo del 2008-2009 quando, con Van Basten alla guida dell’Ajax, gioca a sinistra in posizione arretrata. Successivamente, a causa di alcune lacune difensive e per la sua spiccata propensione offensiva, Urby viene spostato più avanti e gioca da ala. Il 30 novembre 2008 gioca la sua partita numero 150 con l’Ajax. Il 23 gennaio 2011 viene acquistato ufficialmente dal Milan a titolo definitivo. Il giocatore olandese, in scadenza di contratto a giugno 2011, firma un triennale che lo lega alla società rossonera fino al 30 giugno 2014. Il Diavolo lo ha pagato 1,7 milioni di euro più altri 800.000 per aver vinto lo scudetto, per un totale di 2,5 milioni di euro. Il 26 gennaio esordisce subito da titolare con la maglia del Milan nella sfida contro la Sampdoria, partita valida per i quarti di finale della Coppa Italia 2010-2011 nella quale è stato autore dell’assist per il secondo gol di Pato nel 2-1 finale. Esordisce in Serie A il 29 gennaio 2011 in CataniaMilan, anticipo della 22esima giornata, entrato nel secondo tempo al posto di Alexander Merkel. Segna il suo primo gol con la maglia rossonera il 20 aprile nelle semifinali di andata di Coppa Italia contro il Palermo, fissando

il punteggio sul 2-2. Il 7 maggio vince il suo primo scudetto con i rossoneri a due giornate dal termine del campionato grazie allo 0-0 contro la Roma Il 6 agosto vince la Supercoppa italiana con il Milan battendo l’Inter a Pechino per 2-1. Il 19 febbraio 2012 segna la prima rete personale in Serie A realizzando il secondo gol rossonero nella partita di campionato vinta per 3-1 in casa del Cesena.

Urby Emanuelson

Chi è Urby Emanuelson Nato a Amsterdam, in Olanda, il 16 giugno dell’86, Urby Vitorrio Diego Emanuelson copre il ruolo di centrocampista anche nella Nazionale olandese. Nel 2006 ha vinto, da titolare, gli Europei Under-21 con l’Olanda. Anche il padre Errol era un calciatore e ha giocato per la Nazionale del Suriname. Nel 2008 prende parte al torneo di calcio delle Olimpiadi di Pechino, dove disputa tutte e 4 le partite degli Oranje fino all’eliminazione nei quarti di finale contro l’Argentina. Il 16 agosto 2006 fa il suo debutto con la Nazionale maggiore olandese in un’amichevole contro l’Irlanda ed è tra i 30 preconvocati della Nazionale olandese di Marco van Basten per Euro 2008. Ma viene escluso il 16 maggio 2008. Sito: www.urby28.com

Il Personaggio della Fiorentina: Adem Ljajić

Il fuciliere dei Balcani Rapido come una di Debora Cheli

saetta, movimenti fulminei e con Jovetic è l’arma in più della Viola

La Fiorentina, oltre a Jovetic, ha un altro grande talento: si chiama Adem Ljajić. Un giocatore serbo, dal talento innato, con buona tecnica, ottima velocità è un calciatore serbo che può giocare sia esterno offensivo che trequartista; le sue movenze ricordano quelle del brasiliano Kaká e per questo motivo viene soprannominato il “Kaká dell’est”. Come tutti gli slavi, possiede doti straordinarie, non solo dal punto di vista balistico. È rapido, salta facilmente l’uomo ed è dotato di un buon tiro, qualità che fa di lui un abile calciatore di punizioni. Nel 2010 è stato inserito nella lista dei migliori calciatori nati dopo il 1989 stilata da Don Balón. Ljajić, dalla natia

Novi Pazar, si trasferisce al Partizan Belgrado a soli 14 anni. Ottiene la sua prima presenza in Champions League il 29 luglio 2008 nel turno preliminare. Il suo primo gol in campionato lo realizza il 23 novembre 2008 contro l’OFK Belgrado. Nel gennaio 2009 viene opzionato dal Manchester United, ma il 3 dicembre 2009 il club britannico annuncia la volontà di non definire l’acquisto del calciatore. Intanto col Partizan Belgrado conquista due titoli nazionali e la Coppa di Serbia. Il 15 gennaio 2010 l’annuncio: passa alla Fiorentina a titolo definitivo. Il diciottenne decide di prendere la maglia numero 22 in omaggio a Kakà, il suo idolo. Il 31 gennaio, a soli 18

anni, esordisce in Serie A subentrando a Pasqual nel finale di Cagliari-Fiorentina (2-2). Ottiene 9 presenze in campionato sotto la direzione del tecnico Cesare Prandelli. La stagione seguente, con il suo connazionale Sinisa Mihajlović come allenatore, ottiene 26 presenze e realizza 3 reti in campionato. La bontà pedatoria del giocatore serbo è notata dal tecnico dell’Under 21 che ci mette un amen a farlo debuttare contro l’Ungheria, in un match valido per le qualificazioni agli europei di categoria. L’ascesa è inarrestabile: il 17 novembre 2010 è convocato per la prima volta con la nazionale maggiore per un’amichevole contro la Bulgaria e lo fa da titolare.

Chi è Adem Ljajić Nato in Serbia, a Novi Pazar, il 29 settembre del ’91, Adem Ljajić è centrocampista anche della Nazionale del suo Paese. Può giocare sia esterno offensivo che trequartista. Rapido, dribblo mane e dotato di un buon tiro, è abile anche sui calci di punizioni. Nel 2010 è stato inserito nella lista dei migliori calciatori nati dopo il 1989 stilata da Don Balón, rivista sportiva spagnola specializzata in calcio e che dal 1976 ha istituito il premio omonimo e annuale assegnato ai migliori calciatori, allenatori ed arbitri.


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Fuori dall’Europa La Champions

Eliminato il Milan, il Barcellona resta la squadra più forte in circolazione

di Luigi Sada I quarti di finale vedono il Milan eliminato dalla supremazia del Barcellona e dagli errori arbitrali. I catalani hanno comunque meritato il passaggio del turno. Insieme al Barcellona approdano in semi finale Real Madrid, Chelsea e Bayern-Monaco. In molti hanno creduto al miracolo dopo il pareggio di Nocerino, ma Messi e compagni restano la squadra più forte in Europa e al Milan resta la magra consolazione di uscire a testa alta, ha comunque provato a fare la sua partita. Il primo tempo ci hanno creduto anche i rossoneri non concretizzando però le tre giocate che avrebbero potuto dare un’impostazione diversa al gioco. In campo si vedeva il timore degli uomini di Allegri a spingersi oltre. Mexes letteralmente sconfitto da Messi che nella rincorsa gli da decine di metri e prova una delle sue cavalcate da extraterrestre, lo ferma l’unico uomo ancora disponibile, Antonini, peccato che lo fa commettendo fallo, rigore e la conclusione e sotto gli occhi di tutti. Tra i rossoneri impeccabile Nesta fino al fallo commesso su Busquets, Robinho non tocca palla. Ibra e compagni non si scrollano di dosso la paura e la sfortuna gli da una mano, Pato in tredici minuti fa la sua partitella rimediando solo il

quattordicesimo infortunio. I blaugrana se la giocano senza grandi sforzi e conquistano il passaggio del turno. Per il Real Madrid invece è stata una passeggiata contro un incolpevole Apoel, sorpresa di questa Champions, una doppietta di Ronaldo e gol di Kakà, Callejon e Di Maria asfaltano i ciprioti che segnano comunque due gol per l’onore. Altro meritato passaggio del turno quello del Bayer Monaco e di uno strepitoso Ribery che se la gioceranno all’ultimo respiro con il Real Madrid dell’amato ed odiato Mourinho. Tutto facile per Ribery e compagni contro i francesi del Marsiglia che chiudono i conti in 37’ minuti. Ora si attendono i grandi scontri Ribery e Ronaldo, Benzema e Gomez il 17 aprile a Monaco e il 25 la gara di ritorno. Il Marsiglia nulla ha potuto contro la supremazia tedesca. Con difficoltà e stanchezza passa il turno il Chelsea. Allo Stamford Bridge, gli uomini di Di Matteo, dopo il vantaggio del primo tempo si riposano e subiscono le incursioni dei lusitani, incassando all’85° minuto il pareggio. Nulla è compromesso, il passaggio è comunque inglese ma conviene dare convinzione, ci pensa Raul Meireles a chiudere i conti con il Benfica. Ora tutto è gioco vero tra Real MadridBayer e Chelsea-Barcellona.


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Sabato 7 aprile 2012

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La Vita dei Club

Milan Club “Forze di Polizia” di Giovanni Labanca con la collaborazione di Carlo Codazzi

In tanti anni di attività giornalistica, alla ricerca e descrizione della vita dei club, non ci eravamo mai imbattuti in un sodalizio del tifo “sui generis”, tutto particolare. Parliamo del Milan Club “Forze di Polizia”, fondato ed operante a Padova nel 2004, per iniziativa di Stefano Segato, con sede proprio nella Questura di Padova. In fondo, ci spiega Segato, anche sotto la nobile divisa dei poliziotti batte un cuore “tifoso”, come accade per tutti gli altri. Il suo e quello di tanti altri colleghi pulsano forte per i colori rossoneri, fino a formare un compatto numero di appassionati e creare, anche loro, un gruppo di… ultras”. Ultras, però, a modo loro, da non confondere come comunemente avviene. Gli ultras del Milan Club “Forze dell’Ordine” di Padova sono molto diversi: sono innanzitutto non legati a forze politiche, sono contro la violenza logicamente, non amano i fumogeni e le scenografie offensive. Amano invece

trascorrere la domenica, quando non sono in servizio, tranquillamente sugli e condividere con i vicini in modo pacifico le performance della squadra del cuore, cercando aggregazioni con altri gruppi sportivi con cui formare, alla fine, una grande famiglia. L’inaugurazione del Club è avvenuta con una grande festa presso il Ristorante Zairo, di Prato della Valle di Padova, e da allora hanno risposto alla richiesta di Segato tanti commilitoni di tutte le forze dell’Ordine, carabinieri,finanzieri, poliziotti, vigili del fuoco, guardie forestali, polizia penitenziaria del luogo, ma anche da altre province venete, per trovarsi, come nelle occasioni operativi professionali, tutti uniti per apportare il massimo incoraggiamento al Diavolo, in corsa per raggiungere ambiziosi traguardi. Anche il Milan Club “Forze dell’Ordine” organizza manifestazioni che coinvolgono intere famiglie, da vita a tornei di calcio amatoriale, partecipa ad iniziative a scopo benefico e, come tutti i comuni mortali, non si fa mancare momenti di svago e goderecci,per cui festeggia il Natale con una grande manifestazione e, quando il tempo lo permette, prepara favolose grigliate,per la gioia di tutti. In fondo, sono uomini

Il Direttivo Presidente, Stefano Segato; vice presidente, Flavio Peruzzo; segretariotesoriere, Giampaolo Secco; consiglieri, Luigi Di Giannantonio, Donato Franza, Enzo Maiocco, Stefano Mengardo, Vito Pacifico e Luigi Pallozzi. anche loro. Per tutto questo, l’AIMC ha subito riconosciuto ed affiliato il Club e, come premio, ha inviato Nuccia Malvestiti con la Coppa dei Campioni, originale, per essere esposta nella sede ed accolta con i massimi onori “militari” dai tifosi raggianti e soddisfatti, per tanto onore ricevuto. Noi di Stadio5 ci sentiamo onorati di aver scritto di questo magnifico Milan Club che, per serietà e modello organizzativo potrà e dovrà senz’altro essere fulgido esempio da imitare, proprio come deve avvenire per l’intero Corpo di Polizia.

Gruppo di soci

Tribuna d’onore

Milan- Juve. Milan Club Alsace, 57,Rossoneri Cechi


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Sabato 7 aprile 2012

Juve alla... Favorita Milan alla... Fiorentina e Buona Pasqua Iosonopompilio

I rossoneri devono stare attenti con i viola, mentre i bianconeri sono pronti ad approfittarne

di Cesare Pompilio Contrordine compagni. Mi pare si dicesse così nel dopoguerra da parte dei sindacati quando un’iniziativa veniva abortita o rinviata. “La Rassegna Stramba”, trasmissione televisiva di Top Calcio 24, che doveva partire martedì 3 aprile, è stata bloccata con una mossa a sorpresa di uno “stopper d’altri tempi”, degno del miglior Parola. Chiedo scusa ai miei 25 lettori.

la reazione di Luciano Moggi davanti agli eventi è stata feroce, ragionata, mai sopra le righe Al pari ringrazio tutti gli amici che mi hanno onorato con la loro presenza al Just Cavalli domenica primo aprile. L’occasione ghiotta è stata vissuta dai colleghi di alto profilo di Telelombardia; il loro sorriso mi ha dato una sferzata per affrontare i giorni che mi restano di locazione all’osteria della vita. Nell’arco

di un mese (marzo) sono andati via gli amici: Lucio Dalla, Giulio Palumbo, Giorgio Chinaglia. Totonno Ghirelli, quest’ultimo amico perché portavoce di Sandro Pertini. “Quello che resta sono i ricordi”, amava dirmi Enzo Biagi, tutte le volte che spariva un posto all’osteria. Le miserie umane, nei giorni di permanenza, certe volte superano il ben pensare. Così degli improvvisati si ergono a studiosi di fenomeni atavici per sobbarcare il lunario. Sto dalla parte di Luciano Moggi, del galantuomo Luciano Moggi, perché ho vissuto Calciopoli nelle sue vicinanze e ho recepito: il coraggio, la determinazione, l’onestà intellettuale, la competenza di un uomo che un macigno di dimensioni galattiche l’ha colpito. La reazione di Luciano Moggi davanti agli eventi è stata feroce, ragionata, mai sopra le righe, forse è questo il motivo che induce inetti e perdenti, sconfitti e incapaci a coalizzarsi nella vaga speranza di mettere in pratica quello che sono convinti di aver appreso. Oggi Luciano

è impegnato a difendersi, migliaia di addetti ai lavori telefonano, lo postano nei vari ristoranti, nella redazione di Libero, attraverso gli amici chiedono e poi ancora... chiedono. Oggi, Moggi non c’è e l’Inter va male. Oggi, Moggi non c’è e il Milan zoppica. Oggi, nel palazzo la Juve non conta nulla e rischia di vincere lo scudo e la Coppa Italia. Oggi, Moggi non c’è e scrittori e pensatori di alto profilo chiedono interviste in continuo sul mondo del calcio ammalato. Com’è possibile tutto questo? Semplice: il calcio è ammalato

(ho detto ammalato, non ammanettato). Ne vedremo delle belle nei giorni avvenire, ma delle belle. Il mio calcio è in mano a dei parvenu, gente che sa a malapena che la palla è rotonda, che spendono miliardi, fanno mercato, che segnalano giocatori. Il calcio è diventato un fatto di procuratori: allenatori e giocatori appena sono fuori da certi giri finiscono di lavorare. Ma Moggi è fuori? È fuori dal mondo del calcio eppure... Ecco perché sto dalla parte di Silvio B. quando si arrabbia perché il Milan non gioca bene contro il Barcellona. Sono d’accordo con gli amanti del bel calcio, la Dea Eupalla è impazzita a vedere il brutto calcio. La Dea Eupalla vorrebbe mettere tutti sotto pressione e vedere il bel calcio. Come gioca bene la Juve: ha battuto il Napoli in velocità. Si chiedono i soloni della mala notte, come fa? Le squadre di Ninozzo Conte chiudono da sempre in piena velocità. Le nostre perplessità per l’acido lattico esistevano ed esistono. Oggi però i rumors sottolineano ogni giorno il cambio di marcia

Gli Avversari

nella preparazione dei baldi giocatori della Juve. Avete visto il gol di Vidal? E quello di Quagliarella (grazie per non avere esultato, ha dimostrato di essere un uomo di grande spessore, impari Amauri)? Una Juve così deve fare per forza paura al Milan.

tutte le squadre di Ninozzo Conte chiudono da sempre in piena velocità Allegri guardi nel suo spogliatoio, guardi in società: attenzione gli equilibri stanno cambiando. È la vita, caro signor Allegri. Batti sicuramente la Fiorentina dello scarparo? Attenzione la carne al sabato santo è indigesta. La Juve va alla... Favorita (lo so è il Renzo Barbera) ma per noi siciliani resta sempre la Favorita (il nome dello stadio) non ho detto la Juve. Il favorito (va meglio così) per lo scudetto è il Milan. Pure il Milan con l’acido lattico? Ma allora non c’è più religione. Buona Pasqua e bacio le mani.

I gigliati vedono nero La Fiorentina arriva a Milano con poche speranze. E cerca di cacciare lo spettro della B

di Alessia Scurati Dicono gli esperti che se si lavora in un ambiente felice, si lavora meglio. A Firenze, l’ambiente è in subbuglio da inizio stagione e i risultati della Fiorentina di quest’anno fanno davvero rabbrividire, forse anche proprio per l’ambiente di rabbia e scontento che circonda i Viola. L’esonero di Mihajilovic avrebbe dovuto ridare verve a una squadra che fino a un paio di stagioni fa poteva competere per l’Europa, ma anche sotto la guida di Delio Rossi l’andamento dei toscani in Campionato è rimasto lento e dimesso. Delle quindici partite disputate dalla Fiorentina fuori casa finora, solo una ha fruttato ai viola tre punti: la vittoria per 3-0 con il Novara, ultimo della classe, lo scorso 8 gennaio, nella diciassettesima giornata di Campionato. Il ruolino di marcia della squadra fuori dall’Artemio Franchi conta, infatti, a parte quest’unica eccezione, ben 6 pareggi e la bellezza (si fa per dire) di 8 sconfitte, con una media in trasferta da retrocessione. Proprio lo spauracchio della Serie B potrebbe essere l’unica molla in

grado di riaccendere questa sera la scintilla dell’orgoglio viola, che arrivano a San Siro quartultimi, con 5 punti di vantaggio sul Lecce, prima delle inseguitrici e prima squadra della zona calda in classifica, ma con un calendario che nelle prossime giornate si preannuncia complicato. Dopo il Milan, arriveranno un Palermo in ripresa, la Roma in lotta per l’Europa e l’Inter che vuole salvare l’onore. Il trend dei Gigliati, però, vede il Milan favoritissimo sulla carta. Nelle ultime quattro partite la Fiorentina ha ottenuto un solo punticino, frutto del pareggio esterno per 2-2 con il Genoa, altra squadra che in questo momento sta facendo tutt’altro che bene. Come se non bastasse, in questi quattro turni i gol subiti sono stati 10, un numero che parla da sé sulla fragilità strutturale della difesa toscana. Il Milan, dal canto suo, vorrà fare una bella prova anche solo per il gusto di concretizzare con un risultato chiaro sul campo, la superiorità tecnica vista all’andata. Lo 0-0 del Franchi fu l’inizio della fase della discordia tra il Milan e gli arbitri con la società rossonera a reclamare per i rigori non dati sul fallo

di mano di Berhami e per la trattenuta su Ibra, oltre al gol annullato a Seedorf. Si gridò allo scandalo per l’arbitraggio di Mazzoleni e la rincorsa alla Juventus subì qualche ritardo. Curiosamente, da tre anni a questa parte Milan – Fiorentina finisce sempre con lo stesso risultato: 1-0 per i rossoneri. La scorsa stagione fu il solito Ibrahimovic a decidere, con una mezza rovesciata antologica. Nel 2010 era invece stato Ronaldinho su rigore a decidere per i rossoneri, mentre nel 2009 uno straripante Pato aveva griffato con una prodezza la vittoria milanista dopo soli sette minuti di partita. Siccome non c’è due senza tre, e il quattro vien da sé, i rossoneri dovrebbero poter stare tranquilli e arrivare in campo oggi con la certezza di avere i tre punti a portata di mano. Attenzione alle sorprese, però. I numeri della Fiorentina sono talmente brutti e negativi, che le leggi della statistica e la scaramanzia dettano prudenza. Con tutte queste sconfitte sulle spalle i Viola, prima o poi, dovranno tornare a vincere. Solo, si augurano i milanisti, non a San Siro.

Della Valle, patron della Fiorentina


Sabato 7 aprile 2012

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L’Onorevole nel Pallone: Lara Comi intervista Riccardo De Corato

I gol fantasma: la tecnologia non sbaglia

di Lara Comi - Europarlamentare Dopo la rete non concessa a Muntari in Milan-Juventus spunta un altro gol fantasma. C’è un complotto o i rossoneri sono solo sfortunati? “Come sempre in questi casi c’è una verità a metà. Per chi si trova in testa alla classifica ci può essere qualcosa che non va. Ma la vicenda può anche spiegarsi come un periodo segnato solo da un po’ di sfortuna”. Galliani si sta mobilitando per chiedere dal prossimo anno alla Figc gli assistenti di porta e all’Uefa l’introduzione dei sensori. Lei da che parte sta, aiuto umano o tecnologia? “Io dico che la tecnologia è sempre la migliore soluzione. Semplicemente perché è imparziale e vede ciò che all’occhio umano sfugge”. Il Barcellona si è lamentato del manto erboso di San Siro come inadatto per giocare. Uno smacco per uno stadio ritenuto la Scala del Calcio e un danno all’immagine del Comune che è l’attuale proprietario. Ora sembra profilarsi l’ipotesi di un terreno misto naturale-sintetico. Come la vede questa soluzione? “Era una soluzione che si doveva adottare già vent’anni fa, quando in occasione dei Mondiali di Calcio è stato costruito il terzo anello. La

Se il Milan vince lo scudetto mi piacerebbe fare un altro “scherzo” all’interista Pisapia

copertura dello stadio ha cambiato il microclima, questo lo sapevano tutti. Oggi, quest’ipotesi di un terreno misto sintetico-natuale è tecnologicamente l’idea migliore ed eviterebbe figuracce in mondovisione come quella cui abbiamo assistito guardando MilanBarcellona”. Al “Meazza” arriva la Fiorentina che è in zona retrocessione e ha disperatamente bisogno di punti. I rossoneri sentono ormai il fiato sul collo dei bianconeri e nelle gambe hanno le fatiche di Champions. C’è il rischio di un clamoroso sorpasso in vetta alla classifica? “Credo di no. Domenica batteremo la Fiorentina e confermeremo il distacco dai bianconeri. Sempre che la Juventus riesca a mantenere il passo”. Lei si è reso protagonista di un gesto di “disobbedienza” srotolando dal suo ufficio un manifesto per la liberazione dei due marò italiani, dopo il no del Comune a esporre le loro foto sulla facciata di Palazzo Marino. Se il Milan porta a casa lo scudetto, che fa? Espone la bandiera rossonera per schernire l’interista Pisapia? “Mi piacerebbe. Non è detto che non lo faccia”.

Riccardo De Corato, deputato e consigliere comunale del Pdl a Milano

L’Angolo di Franco Rossi

Il “non gol” di Robinho è solo un alibi di Franco Rossi (gentilmente concessa da francorossi.com)

Cari nemici e amici, non era gol quello di Robinho e l’arbitro non doveva annullare quello del Catania perchè il fuorigioco non c’era. Va bene compiacere i tifosi, ma le dichiarazioni di Galliani e di Allegri rappresentano solo un alibi per la mancata vittoria del Milan. Berlusconi è profondamente deluso dal gioco del Milan e ha tutta l’intenzione di cacciare Allegri a fine stagione se dovesse perdere a Barcellona. Allegri è stata una scelta di Galliani e difendere il Milan da tutto e tutti facendo intendere che c’è un complotto arbitrale contro è un misero tentativo di coprire errori di conduzione e di mercato. Detto questo, resto della convinzione che alla fine questo campionato il Milan lo vincerà, ma adesso la Juve a due soli punti comincia a farsi temere. Il Napoli è stato inguardabile, nessun tiro verso la porta di Buffon e i tanti decantati “tre tenori” hanno steccato come passerotti malati d’asma. La Juve è venuta fuori nel secondo tempo, proprio come contro l’Inter, e la bella prestazione di Del Piero fa venire i rimorsi a chi Del Piero l’ha poco impiegato. Sarebbe bastata una vittoria in uno dei quattordici

Per Allegri e Galliani la mancata segnatura del brasiliano è qualcosa a cui aggrapparsi. Stramaccioni invece? È come un direttore di giornale: nulla cambia affinché… tutto cambi

pareggi (e con Del Piero in campo qualche quarto d’ora in più la cosa non sarebbe stata impossibile) per avere la Juve in testa al campionato. Anche il Napoli in passato si è tanto lamentato di alcuni errori arbitrali (ma ne avuti diversi a favore) e su questi errori spesso Mazzarri si è costruito anche lui degli alibi. In realtà il Napoli è stato troppo discontinuo nel rendimento e se non dovesse raggiungere il terzo posto la sua stagione dovrebbe considerarsi fallimentare visto che nella prossima stagione non giocherebbe in Champions. C’era curiosità per il debutto di Stramaccioni e qualcuno si è meravigliato perché ha fatto giocare i soliti noti. Nei giornali quando c’è un nuovo direttore che vuol cambiare alcune cose (ad esempio i responsabili di economia, sport o interni), lascia decantare la situazione. Poi, con il passare del tempo, il neo direttore di giornale mette gradualmente i suoi uomini nei posti chiave. Farà così anche Stramaccioni? Penso proprio di sì, anche perché per l’Inter rappresenterebbe veramente qualcosa di nuovo. Contro il Genoa è stato un tiro al bersaglio: in futuro non sarà così, ma questa prima vittoria servirà (se non altro) per il morale.


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Sabato 7 aprile 2012

La cura del Dottore Motociclismo

Valentino Rossi è consapevole che il Mondiale vede favoriti Lorenzo, Stoner e Pedrosa

di A.S. Bisceglia Bandiera a scacchi pronta, domani, in Qatar. Si parte per un avvincente mondiale che vede le Honda sempre più pronte ed il resto del gruppo che segue. Valentino Rossi, dopo la delusione iniziale che lo vede partire dalla sesta posizione, è più tranquillo, lo dice ai microfoni di Mediaset in un’intervista che andrà in onda domenica nella trasmissione Grand Prix: “I test alla fine sono andati abbastanza bene, la moto è una neonata e dobbiamo ancora lavorare molto. Ora come ora siamo contenti di essere sesti, il nostro potenziale è questo, speriamo

di migliorare durante la stagione. Dobbiamo cercare di sviluppare la moto nella giusta direzione, ma le differenze le fanno anche i tipi di pista e come i mezzi si adattano ad esse. Questo non vuol dire che le prime gare saranno come dei test, l’anno scorso abbiamo fatto così e per me è stata veramente dura”. L’obiettività non ha abbandonato il “dottore”, neppure ora, sulla sua Desmosedici, che vede solo lo scarico delle moto che lo precedono, posizione poco consona al nove volte campione del Mondo. Il centauro della Ducati è consapevole che il Mondiale vede favoriti Lorenzo, Stoner, Pedroda e chi, anche se non in prima fila, corre comunque più veloce delle Ducati come Crutchlow e Spies. L’entusiasmo

è quello di sempre, il pilota di Tavullia aspetta questo mondiale con lo stesso entusiasmo di quindi anni fa, anche in questa avventura che vede primeggiare ancora Casey Stoner, campione del mondo in carica, sulla sua Honda risultata ancora la più veloce nell’ultima sessione dei test che precedono l’avvio del Mondiale. L’australiano, anche in mesto mondiale, resta l’uomo più veloce che impone i suoi tempi e domina le classifiche. Si potranno vedere dei tentativi di sorpasso di Jorge Lorenzo, su Yamaha Factory Racing, che ha dimostrato, con un nuovo set di gomme morbide, di poter terminare le

gare con sicurezza e competizione oltre all’altro pilota Honda Dani Pedrosa.

Politica & Sport

Se Sarko va in bicicletta Molti politici provano la via delle discipline sportive. Anche se con dedizione e risultati diversi

(a.s.b.) Anche i politici si cimentano, prima o poi, in attività sportive o presunte tali, forse perché nell’immaginario collettivo chi fa sport dà di sé un immagine forte e dinamica. Sarkozy va in bici, Cameron si è dato al tennis, Renzi gioca a calcio e Lupi fa jogging. Molti ci provano anche se con dedizione e risultati diversi. Alcuni personaggi del mondo politico hanno delle vere e proprie passioni come il basket per Fidel Castro, il golf per il Che e il tennis per Nikita Kruscev. E il basket è anche una vera passione per Barack Obama. Il presidente russo Dimitri Medvedev gioca a badminton insieme al premier Vladimir Putin. I nostri onorevoli del Parlamento giocano una partita, per beneficenza, a Catania tra la nazionale italiana parlamentari e una delegazione di politici e magistrati locali. Peccato che per partecipare alla suddetta partita i nostri parlamentari hanno richiesto il rimborso di tutte le spese. Poveri i nostri politici, con tutti questi tagli fanno veramente fatica ad arrivare a fine mese. E gli operai...


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Gossip & Curiosità

Grande festa di Stadio5 al Just Cavalli

Moggi è innocente, auguri Cesare di Marjlja Bisceglia

Presentato a Milano, in una cornice mondana e in occasione della mega festa di compleanno di “Mister” Pompilio

Il nostro festeggiato con Severa Bisceglia e Beppe Vigani, rispettivamente editore e direttore di Stadio5

Pompilio con Andrea Longoni giornalista di Telelombardia e Antenna 3

Eccolo con lo stilista Buba e la Dea Eupalla

Il mitico con il Dj Max Brigante

Cesare con Patrizia Vassallo giornalista del gruppo Hets

Onofrio Dilernia, Cristiano Ruiu giornalista rossonero, il conduttore Joe Denti e Andrea Longoni

L’erba del vicino Lo Stadio

Dopo la denuncia del Barcellona in merito allo stato del manto erboso di San Siro, ecco gli aggiornamenti

(r.s.) Grazie a Calcionews24 e a Canale Milan, ecco gli aggiornamenti sulla vicenda che tiene ancora banco e inerente alle condizioni del campo di San Siro. A intervenire questa volta sul caso è il dirigente nerazzurro Ernesto Paolillo, che, in un’intervista a Radio Manà Manà Sport, ha teso la mano ai cugini rossoneri. Milan e Inter di comune accordo vorrebbero risolvere l’annoso problema del manto erboso: “L’Inter è disposta a fare tutto, conta il progetto. Aspettiamo il Milan per fare delle valutazioni, la

Paolillo

nostra idea è quella di avere campi di nuova generazione”, ha detto Paolillo intervenendo anche sul presunto esposto del Barcellona all’Uefa: “La Uefa ha dichiarato che non ha ricevuto nulla. Avevamo già denunciato lo stato del campo di San Siro, è una situazione da risolvere”. Tuttavia, i tempi non sembrano essere brevi: ci sono molte questioni burocratiche ed economiche da affrontare. “Lo stadio non è né nostro e né del Milan, appena ci siederemo al tavolo con il club rossonero troveremo le soluzioni per il prossimo anno considerando che certi lavori che riguardano il rifacimento del manto erboso. Stiamo guardando tutto, il campo erboso a San Siro ha enormi difficoltà la nostra idea è quella di avere campi di nuova generazione. Dobbiamo vedere nella pratica, con gli esperti, la soluzione migliore. Aspettiamo il Milan per fare delle valutazioni, attorno a un tavolo, per approfondire il discorso già fatto con gli esperti. L’importante è la bontà

del progetto, ma prima bisogna sapere quali sono le regole del gioco ossia la Legge sugli Stadi che ci dirà quanto può essere commerciale un impianto e questo ci indirizzerà se fare un modello di business o un altro”. Tutto è scaturito dalle parole di Pep Guardiola nell’immediato dopo partita di Milan-Barcellona. L’allenatore aveva moderatamente contestato le condizioni del manto erboso di San Siro, per colpa delle quali i blaugrana avrebbero “faticato a imporsi” nell’andata dei quarti di finale di Champions League. “Questo campo non è adatto ai grandi match”, aveva detto a nome del club catalano. Il Milan di risposta aveva precisato che “l’innaffiatura del campo, da farsi entro un’ora prima dell’inizio della partita come concordato nella riunione organizzativa della mattina precedente e come da Regolamento della Uefa Champions League al punto 14.15, non è stata effettuata viste le condizioni di elevata umidità del campo stesso”.

Macchinario all’opera sul manto erboso


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Sabato 7 aprile 2012

Teatro

Carlo Giuffrè porta a Milano

i fantasmi di Eduardo in un appartamento seicentesco e impegnatosi per accordo con l’affittuario a sfatare le dicerie sulla presenza di fantasmi nell’immobile. I fantasmi dovrebbero essere quelli della moglie fedifraga del Grande di Spagna Rodriguez Los Derios e dell’amante,

di Alessia Scurati “Questi Fantasmi!” è stata la commedia che ci ha donato un’immagine ormai mitica, di Eduardo De Filippo seduto a un balcone, intento a dialogare (anche se son monologhi) con vicini di casa e dirimpettai. Lo scopo: cercare di convincere l’intero quartiere che l’appartamento non è infestato da fantasmi e si può vivere in esso in tutta tranquillità. La commedia, da sempre una delle più famose di Eduardo, viene riproposta al Teatro Manzoni da un altro grandissimo del teatro italiano, Carlo Giuffrè. “Dopo ‘La fortuna con la effe maiuscola’, ‘Napoli Milionaria’, ‘Non ti pago’, ‘Natale in casa Cupiello’, ‘Le voci di dentro’ e ‘Il sindaco del rione Sanità’, metto in scena un’altra grande commedia di Eduardo un lavoro teatrale costruito molto abilmente sull’ambiguità”, dice Carlo Giuffré. L’ambiguità è soprattutto quella del protagonista Pasquale Lojacono (interpretato dallo stesso Giuffré), l’inquilino andato ad abitare con la giovane moglie Maria

fatti murare nel palazzo dal nobile proprietario perché scoperti in flagranza d’adulterio, ma siccome, come scrive De Filippo, “I fantasmi non esistono... li creiamo noi, siamo noi i fantasmi!”, i veri adulteri della commedia sono la stessa Maria e il bell’Alfredo, che a un

certo punto viene scambiato per un fantasma pure da Lojacono. Alfredo fa regali alla coppia, che soffre di difficoltà economiche, Pasquale pensa che i benefici arrivino dai fantasmi e Maria, stanca dell’indifferenza del marito, vorrebbe scappare con

“Questi Fantasmi!” di Eduardo De Filippo, regia di Carlo Giuffrè, con Carlo Giuffrè, Maria Rosaria Carli, Paolo Giovannucci. Al Teatro Manzoni dal 27 marzo al 22 aprile (chiusura per le festività pasquali dal 5 all’11 aprile).

l’amante. Quando la trama della donna viene scoperta, Alfredo torna da sua moglie e smette di fare regali alla coppia, che a questo punto si trova in difficoltà. Quando Alfredo deciderà di appalesarsi un’ultima notte per incontrare di nuovo Maria, verrà scoperto da Pasquale che, credendolo un fantasma, gli racconterà le sue preoccupazioni fino a trovare una fine quasi lieta della vicenda. “Il testo non lascia mai capire chiaramente se Pasquale Lojacono, per raggiungere il suo scopo, agisca in buona fede o in malafede”, fa notare Carlo Giuffrè. “In fondo, con questa commedia Eduardo approfondisce un tema fra i più ricorrenti nella sua drammaturgia: l’illusione, il desiderio che gli uomini hanno di credere in qualcosa di irragionevole, di irraggiungibile, ma che rende felici o perlomeno sereni. Pasquale Lojacono diventa il simbolo dell’uomo che, pur essendo consapevole delle brutture della realtà, vuole trasformare i fantasmi cattivi in buoni, perché vuole avere fiducia in un avvenire diverso, in un mondo migliore”. Una commedia amarognola dal tema quanto mai attuale (quello della miseria) portata in scena da Giuffrè con la solita maestria e passione. Assolutamente da vedere.

Musica

Pitbull morde anche al cinema Si intitola “Back In Time” il brano del rapper che entra così nella colonna sonora del film “Men In Black 3”. E che sarà sul palco dell’Heineken Jammin’ Festival il 5 luglio

La canzone, che sarà disponibile in digitale in attesa dell’uscita del film nelle sale americane, è stata scritta “Back In Time”, questo il titolo del appositamente per il film da Pitbull, brano scritto e inciso da Armando C. Marc Kinchen, Adrian Trejo e Urales Perez, noto ai più come Pitbull, che Vargas, e contiene un campionamento farà da colonna sonora dell’attesissima di “Love is Strange”, hit degli anni commedia d’azione “Men in Black 3”. ’50 firmata da Sylvia Robinson, Ellas foto di Timonty Saccenti

di Riccardo Sada

McDaniel e Mickey Baker e portata al successo dal duo R&B Mickey & Sylvia. “È un grande onore partecipare a una saga di successo come Men in Black, e ho molta stima per Will Smith, soprattutto perché abbiamo background musicali simili”, ha dichiarato Pitbull. “Volevamo che la

Chi è Pitbull “Planet Pit”, acclamato sesto album da studio di Pitbull, è stato proclamato Best Party Album da Entertainment Weekly. L’album vede la partecipazione di numerose stelle del firmamento pop, come Marc Anthony, Enrique Iglesias, Jamie Foxx e Chris Brown, e da super produttori come Dr. Luke, Max Martin e David Guetta. Il trascinante singolo “Give Me Everything”, con il featuring di Ne-Yo, Nayer e Afrojack, ha raggiunto la posizione numero 1 delle classifiche Hot 100, Top 40 Mainstream e Rhythm di Billboard. Pitbull è anche apparso nel primo episodio della stagione di “Behind The Music”, documentario musicale di VH1. Inoltre è anche stato candidato a ben 11 premi ai Billboard Latin Music Award di quest’anno, e riceverà il President’s Award degli BMI Latin Music Awards, il massimo riconoscimento previsto dalla manifestazione.

musica fosse vivace ma moderna, così abbiamo preso lo slogan del film e l’abbiamo messo nella canzone, della serie ‘per comprendere il futuro, bisogna tornare indietro nel tempo’”. Il regista Barry Sonnenfeld ha aggiunto: “È stata mia figlia 19enne a farmi appassionare a Pitbull. Sono entusiasta

che abbia scritto una splendida canzone che cattura perfettamente lo spirito del nostro film”. Pitbull tra l’altro sarà in concerto in Italia, il 5 Luglio, lo vedremo esibirsi sul palco dell’Heineken Jammin’ Festival.


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