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Domenica 6 maggio 2012

Domenica 6 maggio 2012 Anno 2 N. 26

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COPIA OMAGGIO

INTER - MILAN

Finché c’è Milan

c’è speranza


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Domenica 6 maggio 2012

Derby agrodolce L’Editoriale

di Beppe Vigani Il derby della Madonnina può avere il sapore amaro della sconfitta, ma è un sapore che vale la pena di provare. I rossoneri che potrebbero abdicare, di fronte a una Juventus sorprendente, alla quale va il merito di non aver avuto flessioni in tutto l’arco della stagione, i nerazzurri che, invece, si giocano l’ingresso in Champions League, ormai diventata un’impresa più che disperata, oltre che la supremazia di campanile. Giusto così. Non per simpatia, ma per un paio di considerazioni. I bianconeri non hanno mai perso e poi perché negli scontri diretti sono sempre stati i migliori. Si possono fare tutte le congetture del caso, ma la classifica, di solito, è la fotografia precisa di una stagione. Non valgono i maltolti subiti, il gol di Muntari è una litania che deve essere ripetuta davanti ai saccenti dello sport della pedata, agli arbitri, non certo alla Juventus. Nel corso di un campionato, episodi

irregolari, dubbi, ingiustizie ve ne sono a iosa, non bisogna strumentalizzarli per forza, succede ogni tanto svegliarsi con la luna storta, ma non bisogna esagerare. Michel de Montaigne amava recitare che “le stesse leggi della giustizia non possono sussistere senza una certa mescolanza d’ingiustizia”. Lo storico e filosofo francese sosteneva anche che “Niente opprime uno stato come l’innovazione; il mutamento dà soltanto forma all’ingiustizia e alla tirannide” ovvero, che lo status quo può in qualche modo rivelare anche la situazione migliore. Per dirla tutta

che rimanga tutto come prima, senza tecnologia per non svegliare le menti troppo affaticate degli scienziati della Fifa e dell’Uefa. Non ho stima per i governatori del calcio, che fanno finta di spiegare quello che loro non hanno capito. Applausi alla Juventus se vincerà questo scudetto, onore delle armi al Milan, se lo perderà, che fino alla fine proverà a non sentirsi sconfitto. Pollice verso a Marcello Nicchi capo dell’Aia (Associazioni Arbitri Italiani), che come sempre perde occasione per stare zitto. Ha dato del noioso ad Allegri, che ancora oggi si lamenta del gol annullato a Muntari. Ognuno la vede alla sua maniera, ci mancherebbe, ma colui il quale comanda la categoria che ha permesso tale scempio farebbe bene ad andare dietro la lavagna col cappello d’asino. Tengo da qualche parte della mia casa una frase di Marco Tullio Cicerone, che nel suo “De Officis” osserva: “Sommo diritto, somma ingiustizia”. Censura su questi personaggi che difendono l’indifendibile senza fare una critica costruttiva nei propri confronti. Basta! Il carrozzone deve andare avanti, ma quel pizzico di dignità difendiamola. Questa stracittadina, alla fine, servirà più al Milan, che dopo il pareggio della Juventus a Lecce, sembra o all’Inter, presa a sberle a Parma, che sogna di entrare in Champions dalla porta di servizio? Comunque vada, sarà un derby degli sconfitti o dei delusi perché chi lo perderà lascerà

qualcosa d’importante per strada, cosa che non ci capitava di vedere da un po’ di anni a questa parte. Si comincia ad avere paura vedere che la Vecchia Signora è tornata. Non è per niente

In tivù e sul web

“La strana coppia” si prepara per il gran finale

La trasmissione seguirà da vicino l’epilogo del campionato con ospiti di grido Dopo aver parlato di derby, “La Strana Coppia di Stadio5”, su Telemilano (ch 288) e Radio Milaninter (91.6 fm) ogni venerdì dalle 13 alle 14, è in procinto di preparare una grande puntata per il finale di campionato. Cesare Pompilio e il direttore del giornale daranno voce a importanti colleghi della carta stampata, a volti noti della televisione, oltre che a politici (più volte è intervenuta in studio la deputata europea Lara Comi), soubrette e personaggi del mondo dello spettacolo e dello sport. In studio, oltre alla “Strana Coppia”, c’è anche Alessia Scurati, entrata nello staff di Stadio5 e colonna inamovibile. Gli argomenti si snodano intorno al tema del giorno

Arbitro: Nicola Rizzoli di Bologna

INTER (4-3-1-2)

bello vedere Pirlo con lo scudetto in salsa bianconera. No, qualcosa è andato storto. Disinfettiamoci le ferite e guardiamo avanti. Caso mai lo scudetto fosse bianconero. Magari ci fa bene.

organizzato attraverso una scaletta zeppa di ospiti illustri (soprattutto ex calciatori come Pietro Anastasi, Mauro Bellugi, Mario Corso, Alessandro Mazzola, Mario Bertini, Ruben Buriani o direttori sportivi come Luciano Passirani) e conduttori televisivi e apprezzati giornalisti (Fabio Ravezzani, Xavier Jacobelli, Simona Marchetti, Fabrizio Biasin, Maurizio Dall’O’). Nel contenitore c’è spazio anche per battute, a volte, irriverenti, le quali trovano sempre interlocutori intelligenti e pronti alla replica. Nella prossima puntata proveremo a vivere più da vicino l’ultima giornata di campionato con ospiti d’eccezione (bocche cucite per non deludere le sorprese).

MILAN (4-3-1-2)

All. A. Stramaccioni

All. M. Allegri

1 Julio Cesar; 13 Maicon, 6 Lucio, 25 Samuel, 4 Zanetti; 14 Guarin, 5 Stankovic, 19 Cambiasso; 10 Sneijder; 22 Milito, 28 Zarate.

32 Abbiati; 20 Abate, 13 Nesta, 25 Bonera, 77 Antonini; 22 Nocerino, 4 Van Bommel, 14 Muntari; 27 Boateng; 11 Ibrahimovic, 70 Robinho.

Stadio ‘G. Meazza’ ore 20,45

28

25 5

1

20

22

19

4

11

13 27

10

4

32 25

6

22 14

70 14

77

13

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La Partita

Tre punti per una sola duellante Non vincere per il Milan significherebbe addio al tricolore. Non vincere per l’Inter invece vorrebbe dire chiudere male una stagione comunque da dimenticare di A.S. Bisceglia Derby ad alta tensione quello di oggi a San Siro. L’Inter ha bisogno di vincere per tenere accesa la fiammella dell’Europa, il Milan deve intascarsi la vittoria per non concedere semaforo verde alla Juventus. Un motivo in più, quanto sopra indicato, per aggiungere altra carne al fuoco su un braciere che scotta enormemente dopo i risultati delle due milanesi del trentaseiesimo turno. L’Inter col Parma ha visto vanificati tutti gli sforzi per salire sul treno della Champions mentre il Milan, al contrario, grazie al pareggio della Juventus col Lecce, ha riaperto alla grande il discorso sullo scudetto battendo l’Atalanta. E di conseguenza i tifosi delle due sponde del Naviglio in merito alla

Stracittadina si chiedono: che partita sarà quella di stasera? Sicuramente ci sarà da divertirsi, con un occhio alle coronarie, specialmente per i rossoneri del vecchio Diavolo che non può assolutamente permettersi di regalare qualcosa ai cugini. Non vincere per il Milan significherebbe addio al tricolore, in considerazione dell’impegno non proibitivo della Juventus in quel di Trieste col Cagliari. Non vincere per l’Inter invece vorrebbe dire chiudere nell’armadio una stagione iniziata male, finita peggio. Nell’andata l’Inter targata Ranieri ce l’aveva fatta a battere il Diavolo auto rilanciandosi nella mischia ma poi è successo quello che tutti sanno con l’inserimento del giovane Stramaccioni al posto del brizzolato tecnico romano ormai alla canna del

gas con la squadra. Stramaccioni ha ridato subito all’Inter l’entusiasmo che era venuto a mancare con Ranieri chiudendo in cassaforte quattro vittorie e due pareggi su sei partite, però il sogno si è spezzato al Tardini di Parma con una serata infelice che ha fatto ritornare nel buio profondo anche il più ottimista dei sostenitori nerazzurri. L’Inter stasera dovrà in particolare modo tenere d’occhio Ibrahimovic. Lo svedese spesso fa finta di estraniarsi dal gioco. Ma al momento opportuno ti colpisce come un cobra. Stramaccioni lo sa. Di rimando l’Inter ha gli assi nella manica con Sneijder e Milito, con l’aggiunta di Pazzini e Zarate. Ma Ibra, non ce ne vogliano i tifosi della Beneamata, al momento vale il triplo rispetto ai quattro colleghi. Buon derby a tutti.

Il Programma di Serie A Turno Odierno Sabato 5 Maggio - 37. Giornata Lecce - Fiorentina

Ore 18:00

Roma - Catania

Ore 20:45

La Classifica

La Classifica Marcatori

Serie A

Gio Vin Nul Per GF

GS

Diff P.ti

1

36

19

+44 78

Juventus

21

15

0

63

Domenica 6 Maggio - 37. Giornata

2

Milan

36

23

8

5

70

28

+42 77

Siena - Parma

Ore 12:30

3

Napoli

36

15

13

8

64

43

+21 58

Atalanta - Lazio

Ore 15:00

4

Udinese

36

16

10

10

48

35

+13 58

Udinese - Genoa

Ore 15:00

5

Lazio

36

16

8

12

51

46

+5

56

Bologna - Napoli

Ore 15:00

6

Inter

36

16

7

13

53

50

+3

55

Palermo - Chievo

Ore 15:00

7

Roma

36

15

7

14

55

50

+5

52

Novara - Cesena

Ore 15:00

8

Parma

36

13

11

12

51

53

-2

50

Inter - Milan

Ore 20:45

Cagliari - Juventus

Ore 20:45

Prossimo Turno Domenica 13 Maggio - 38. Giornata Cesena - Roma

Ore 20:45

Juventus - Atalanta

Ore 20:45

Genoa - Palermo

Ore 20:45

Catania - Udinese

9

Bologna

36

12

12

12

39

42

-3

48

10

Catania

36

11

14

11

45

48

-3

47 46

11

Atalanta *

36

13

13

10

40

38

+2

12

Chievo

36

11

12

13

30

41

-11 45

13

Siena

36

11

11

14

44

41

+3

44

14

Cagliari

36

10

12

14

37

44

-7

42

15

Fiorentina

36

10

12

14

36

43

-7

42

Ore 20:45

16

Palermo

36

11

9

16

48

56

-8

42

Milan - Novara

Ore 20:45

17

Genoa

36

10

9

17

48

67

-19 39

Chievo - Lecce

Ore 20:45

18

Lecce

36

8

12

16

40

54

-14 36

Lazio - Inter

Ore 20:45

19

Novara

36

6

11

19

31

63

-32 29

Fiorentina - Cagliari

Ore 20:45

20

Cesena

36

4

10

22

22

54

-32 22

Parma - Bologna

Ore 20:45

Napoli - Siena

Ore 20:45

* 6 punti di penalizzazione

26 reti: Ibrahimovic (Milan; 9 rigori), 23 reti: Cavani (Napoli; 3 rigori) 21 reti: Di Natale (Udinese; 4 rigori) 20 reti: Milito (Inter; 5 rigori) 18 reti: Palacio (Genoa; 3 rigori) 16 reti: Denis (Atalanta; 3 rigori) 14 reti: Jovetic (Fiorentina; 4 rigori), Giovinco (Parma; 4 rigori) 13 reti: Klose (Lazio), Miccoli (Palermo; 1 rigore) 11 reti: Di Michele (Lecce; 4 rigori), Osvaldo (Roma), Calaiò (Siena; 4 rigori), Destro (Siena) 10 reti: Di Vaio (Bologna; 1 rigore), Pinilla (Cagliari/Palermo; 3 rigori), Matri (Juventus), Nocerino (Milan) 9 reti: Marchisio (Juventus), Hamsik (Napoli), Lavezzi (Napoli; 1 rigore), Borini (Roma) 8 reti: Ramirez (Bologna), Lodi (Catania; 5 rigori), Mutu (Cesena; 2 rigori), Hernanes (Lazio; 4 rigori), Rigoni M. (Novara; 4 rigori) 7 reti: Larrivey (Cagliari; 2 rigori), Bergessio (Catania), Vidal (Juventus; 1 rigore), Vucinic (Juventus), Muriel (Lecce), Floccari (Parma; 2 rigori) 6 reti: Moralez (Atalanta), Diamanti (Bologna; 1 rigore), Pellissier (Chievo; 2 rigori), Thereau (Chievo), Jankovic (Genoa), Pepe (Juventus), Robinho (Milan), Pandev (Napoli), Budan (Palermo), Hernandez (Palermo; 2 rigori), Bojan (Roma), Totti (Roma; 2 rigori) 5 reti: Acquafresca (Bologna), Legrottaglie (Catania), Paloschi (Chievo), Rossi (Genoa), Gilardino (Genoa/Fiorentina; 2 rigori), Pazzini (Inter), Rocchi (Lazio), Boateng (Milan), Biabiany (Parma), Basta (Udinese) 4 reti: Marilungo (Atalanta), Conti (Cagliari; 1 rigore), Ribeiro (Cagliari), Almiron (Catania), Barrientos (Catania), Gomez (Catania), Moscardelli (Chievo), Cerci (Fiorentina), Montolivo (Fiorentina; 1 rigore), Sculli (Genoa/Lazio), Cambiasso (Inter), Sneijder (Inter), Quagliarella (Juventus), Lulic (Lazio), Candreva (Lazio/Cesena; 1 rigore), Giacomazzi (Lecce), Maxi Lopez (Milan/Catania; 2 rigori), Morimoto (Novara), Mascara (Novara/Napoli), Silvestre (Palermo), Paletta (Parma), Simplicio (Roma), Bogdani (Siena), Brienza (Siena) 3 reti: Portanova (Bologna), Ibarbo Guerrero (Cagliari), Motta (Inter), Bonucci (Juventus), Pirlo (Juventus), Ledesma (Lazio; 3 rigori), Mauri (Lazio), Bertolacci (Lecce), Cuadrado (Lecce), Cassano (Milan), Muntari (Milan), Dzemaili (Napoli), Maggio (Napoli), Jeda (Novara), Caracciolo (Novara/Genoa), Bertolo (Palermo), Modesto (Parma), Okaka (Parma; 1 rigore), De Rossi (Roma), Juan (Roma), Lamela (Roma), Marquinho (Roma), Pjanic (Roma), D’Agostino (Siena; 1 rigore), Asamoah (Udinese), Floro Flores (Udinese), Isla (Udinese)


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Domenica 6 maggio 2012

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Il Campionato

Quando gli juventini tifano Inter Il Milan deve vincere il derby per sfruttare appieno l’errore di mercoledì commesso ingenuamente da Buffon

di Laura Tangari Tutto da rifare, o quasi, in vetta al campionato dopo il pareggio casalingo della Juve col Lecce. La Vecchia Signora, causa una superpapera di Buffon allo scadere, stecca e riapre i giochi con il Milan che contro l’Atalanta, sia pure con un po’ di fatica, si intasca i tre punti per continuare a sperare nello scudetto. L’errore del portierone bianconero è stato fatale e rischia di compromettere seriamente tutto il lavoro fatto da Conte sino a questo momento. La Juve, comunque, resta ancora imbattuta e oggi a Trieste, col Cagliari messo al tappeto dal Genoa, verificherà il proprio stato di salute dopo lo stop con Di Michele e compagni. Ma a

tenere cartello nel turno odierno sarà soprattutto il derby della Madonnina dove il Milan non avrà altro risultato che la vittoria con l’Inter se vorrà tenere il passo per lo sprint finale con i bianconeri. Ma tutti si chiedono: che Inter troverà il Milan in questa occasione? Stramaccioni a Parma ha incassato la prima sconfitta della sua gestione e, per non dire addio a testa bassa ai propri tifosi, dovrà tirare fuori una prestazione ad alto livello, che verrà sicuramente applaudita dallo staff della Vecchia Signora in caso di risultato positivo. Quest’anno la Beneamata ha fallito tutti i traguardi: fuori dalla Champions, fuori dalla Coppa Italia e adesso, salvo sorprese dell’ultima ora, fuori dall’Europa. E attenzione a non perdere altri colpi perché, in caso di recupero del Parma e della Roma, potrebbe essere compromessa

addirittura l’Europa League, traguardo minimo per una squadra che a inizio stagione aveva stilato progetti d’alta quota. Per il posto ai preliminari di Champions restano in corsa soprattutto il Napoli (favorito) e l’Udinese che affronteranno oggi rispettivamente il pimpante Bologna al Dall’Ara e il Genoa al Friuli. La Lazio, che col Siena ha strappato solo un pareggio, sarà ospite dell’Atalanta decisa a chiudere alla grande di fronte al proprio pubblico una stagione eccezionale. Dell’Inter abbiamo già detto, idem della Roma. Due squadre che proprio in dirittura d’arrivo (se non prima…) hanno perso l’autobus non solo europeo ma anche nazionale. Round finale per il Lecce e il Genoa con i liguri sempre vicini al burrone. E un saluto al Novara e al Cesena, con gli auguri di risalire al più presto nella massima serie.

Mercato Italiano

Tutti vogliono Vidal di Cesare Pompilio

Il giocatore cileno è nel mirino di Mourinho che lo vuole per il suo Real. Ma anche il Barcellona non gli toglie gli occhi di dosso

Il cileno Vidal della Juventus è l’uomo più conteso del calciomercato italiano in Europa. Mourinho lo vuole nel Real Madrid, ma anche il Barcellona gli ha messo gli occhi addosso arrivando ad offrire 30 milioni. Lavezzi del Napoli pare stia cercando casa a Milano, però nella città partenopea prima vogliono vincere la finale di Coppa Italia con la Juve il 20 maggio prossimo. Giuseppe Marotta, direttore generale dei bianconeri, su segnalazione di Antonio Conte, pensa a Cavani del Napoli quale uomo utile per la prossima stagione in Champions. De Laurentiis, presidente degli azzurri, ha staccato il telefonino con i procuratori, non vuole parlare di mercato fino alla finale di Roma. Uno stuolo di giocatori rossoneri lascerà il Milan: Nesta pare abbia voglia di

chiudere la propria carriera negli Usa, Clarence Seedorf ha pronto l’aereo per il Brasile e Mesbah pare sia diretto verso la Francia. Se resta l’allenatore Allegri, resterà pure Muntari, diventato famoso per il gol non gol della partita con la Juventus a San Siro. Ma resterà Allegri? E se si, Silvio B. prenderà i parametri zero o farà una squadra competitiva? Su Ibra c’è un rumors insistente che lo vorrebbe alla Juve il prossimo anno visto che Nedved, uomo mercato, lavora a stretto contatto con Beniamino Raiola, agente di Zlatan. Se Nesta non va in America andrà alla Juve con il suo amico Pirlo. E l’Inter? Qui il discorso si complica. Partiamo dall’allenatore: sarà Stramaccioni? Sarà Bielsa? Sarà Figo? Chi sarà… Solo allora si potrà stilare la squadra per il prossimo campionato. Certo è che da banda nerazzurra

arrivano delle notizie per nulla incoraggianti per tutta la tifoseria; un giorno Stramaccioni va su e un giorno va giù. E allora come si può parlare di mercato? Angelo Obinze Ogbona del Torino, stopper di colore italianizzato,potrebbe indossare la maglia rossonera al posto di Nesta, Cairo lo darebbe molto volentieri a Berlusconi per fare cassa e quindi procedere all’acquisto di giocatori per il suo Toro, vista la quasi matematica promozione in serie A. La Juve ha quattro giocatori nel Pescara di Zeman, quattro bravissimi che Ciro Ferrara, ct della Under 21, consiglia al suo amico Antonio Conte. Ma il pugliese vuole giocatori fatti e affermati perché vuole vincere la prossima Champions. Platini, Presidente dell’Uefa, non vede l’ora di consegnargliela.

I Bioritmi

L’immaginazione è potere

di Enzo Occhiuto Il campionato è di nuovo vivo. Dopo il passo falso della Juventus con il Lecce, la rimonta scudetto si è riaccesa, e il Milan si è caricato psicologicamente a giocare e vincere un grande derby da scudetto, contrapponendo, alla maggiore tonicità fisica dell’Inter, una fortissima carica emotiva e una superiore fantasia di gioco. Emerge il valore medio delle due squadre, così, che è medesimo: Inter 6,02 e Milan 6,02. Analizzando i valori medi bio dei moduli tattici dei due allenatori si può notare la differenza d’impostazione tra le due squadre in campo. Stramaccioni (4 – 3 - 2 – 1 = v. 5,95 – 6,02 – 6,14 - 6,21) conta su una difesa un po’ incerta a causa di Julio Cesar (5,51) deconcentrato mentalmente e di Maicon (5,69) poco tonico e incerto; solo capitan Zanetti (6,44) sarà in

condizione ottimale; centrocampo in buona forma con Alvarez (6,44) illuminante e ben coordinato con Sneijder (6,50) per la fase offensiva che vede un Milito (6,50) straripante e pericolosissimo e Zarate (6,49) puntuale e pulito come un treno svizzero. Allegri (4 – 3 – 1 – 2 = v. 6,08 – 6,00 – 5,92 – 5,95) ha una difesa molto compattata davanti a un Abbiati (6,45) in splendida forma; centrocampo con Nocerino (6,50) al top dell’istintività ed alla fantasia di gioco, Van Bommel (6,22) e Muntari (6,49) caricati emotivamente per infrangere le onde d’urto interiste e servire Boateng (6,45 v. emotivo) e le punte più avanzate Cassano (6,09 mentalmente lucido) e l’istrione Ibrahimovic (6,11 superattivo emozionalmente e 6,08 reattivo e spontaneo alla ricerca del gol). Nello specifico delle potenzialità di rendimento si avrà un’Inter (6,02) più tonica del Milan (5,86) dal punto di vista fisico, mentre sul piano della spinta emotiva e della fantasia il Milan (6,31) sarà nettamente superiore per intensità alla squadra neroazzurra (6,06). Sul piano della reattività e della intuitività la squadra rossonera con 6,05 è leggermente in vantaggio ai padroni di casa con 6,04 . Anche il trainer del Milan Allegri ha con 6,41 un valore intellettivo maggiore del suo collega Stramaccioni con 6,09.


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Il Derby: la Storia

Sotto gli occhi della Madonnina “Casciavìt” contro “baùscia”: una sfida infinita. Un match di grande prestigio nel panorama europeo e dei più prestigiosi in quello mondiale

di Alessandra Caronni Milan e Inter sono le uniche formazioni europee di una stessa città ad aver vinto la Coppa Campioni. Le due squadre si sono affrontate due volte in Champions nella stagione 20022003 per la prima volta, in semifinale, con un record eguagliato solo dal derby di Madrid nella stagione 1958-1959. Poi hanno duellato nel 2004-2005 ai quarti di finale. Entrambi gli scontri hanno visto

prevalere il Milan prima con un doppio pareggio (0-0 in casa del Milan e 1-1 al ritorno; grazie alla regola del gol fuori casa) e dopo con due vittorie (2-0 e poi 3-0 a tavolino dopo le contestazioni dei tifosi nerazzurri sul parziale di 1-0). C’era una volta… Prima della scissione da parte dei dirigenti del Milan e la conseguente nascita dell’Inter, il derby di Milano era disputato dal Milan e dall’Unione Sportiva Milanese, società fondata nel

1902 e arrivata per due volte seconda in campionato, la quale subirà la fusione con l’Inter nel 1928, per volontà del regime fascista, dando origine all’Ambrosiana-Inter. Altri derby venivano disputati con il SEF Mediolanum (1904) e l’Enotria Goliardo (1908), tutti club cittadini che militarono nella massima serie lungo tutti gli anni 10 e 20.

La storia degli incontri tra Inter e Milan

Divisione Nazionale Serie A Totale campionato Campionati di guerra Coppa Italia Supercoppa Italiana UEFA Champions League Totale gare ufficiali Altri incontri Totale Generale

Totale gare disputate 22 155 177 4 23 1 4 209 67 276

Vittorie dell'Inter 8 57 65 1 7 0 0 73 23 96

Pareggi 3 49 52 0 7 0 2 61 11 72

Vittorie del Milan 11 49 60 3 9 1 2 75 33 108

Reti dell'Inter 40 216 256 4 22 1 1 284 122 406

Reti del Milan 36 203 239 8 32 2 6 287 149 436

Lo scarto maggiore in gare ufficiali si è registrato l’11 maggio del 2001, quando il Milan batté i rivali per 6-0. Negli scontri riguardanti il campionato, l’Inter ha la meglio sul Milan per numero di vittorie, mentre il Milan è in vantaggio sull’Inter nel computo complessivo.


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Mercato Estero

E invece Ibra se ne va Sarà anche l’“effetto Olimpiadi” ma restano indubbiamente i club inglesi quelli più vispi tra le trattative. Una su tutte, quella dello svedese al City

di Luigi Sada Saluta il Milan e fa le valige per Manchester, Ibrahimovic, dove il City di Mancini è pronto ad accoglierlo per farlo giocare accanto ad Aguero e compagni nella prossima Premier League. Lo svedese, si sa, per natura è un girovago del calcio europeo e, salvo sorprese dell’ultima ora, l’idea di esibirsi in Inghilterra lo solletica mica poco. Da Londra, nel frattempo, rimbalzano voci contrarie sul passaggio dell’attaccante rossonero al City. Alcuni tabloid britannici danno invece Ibrahimovic al Chelsea, considerando la possibilità di un addio, quasi scontato, di Didier Drogba con destinazione Psg dopo il rilancio in grande stile di Torres. In Francia l’ivoriano, all’inizio di carriera, ha trovato gloria prima di trasferirsi ai Blues e tornarci, seppur in quel di Parigi con Ancelotti allenatore, rappresenterebbe per lui una piccola passerella per il finale in prospettiva di chiusura dell’attività. “Al momento credo di poter giocare al massimo livello almeno per altre due stagioni”, ha affermato il fuoriclasse africano. Ma trentaquattro anni non sono pochi e alla distanza possono pesare sul rendimento individuale del giocatore, anche in una formazione formata da icone del calcio come il Psg. Tutto, comunque, dipenderà dall’esito delle ultime partite della Ligue 1 di Pastore e compagni. Il titolo per il Psg,

dopo la sconfitta con il Lille, sembra aver preso il volo verso Montpellier, malgrado il pari di questi ultimi con l’Evian e di conseguenza per i parigini ci sarà solo posto in Champions League, sempre che il Lille, da qui allo stop del campionato, non combinini qualche scherzo di cattivo gusto strappandogli la piazza d’onore. Tornando in Premier pare che Nasri sia in procinto di lasciare il City per accasarsi al Tottenham che vuol fare uno squadrone per il prossimo

campionato. Rivoluzione al Marsiglia. La formazione di Deschamps è allo sbando, è riuscita a vincere una partita dopo mesi col Nancy però i vertici della società hanno deciso di cambiare oltre metà squadra. In arrivo Diamanti del Bologna il cui costo del cartellino è però lievitato dopo le prodezze personali del gioiellino del Bologna. Partiranno sicuramente Amalfitano, Diarra, Valbuena e Remy.

L’Angolo di Franco Rossi Torniamo ad interessarci del calcio Anche vincendo tutte e due le partite rimaste, l’Inter non ce la farà di Franco Rossi (gentilmente concessa da francorossi.com)

Le due partite, Roma-Napoli e Udinese-Lazio, sono state uno spot meraviglioso per la scherma, la lotta greco romana e il pattinaggio a rotelle. La voglia, infatti, è stata quella di promettersi di non vedere più certi spettacoli calcistici e dedicarsi ad altri passatempi. Fortunatamente, per darci la voglia di andare avanti, scatta poi la molla campanilistica e torniamo ad interessarci del calcio, non certo per sapere chi vince lo scudetto già assegnato, ma per capire chi si qualificherà al terzo posto e quindi giocarsi i preliminari di Champions League. La Roma si è già eliminata da sabato sera, mentre il Napoli, sempre sabato sera, ha conquistato quel punto che gli ha permesso di piazzarsi al terzo posto, grazie anche alla sconfitta della Lazio a Udine. Nella classifica, il Napoli, davanti alle altre in virtù della classifica avulsa, è degno favorito mentre l’Inter, anche vincendo tutte e due le partite rimaste, difficilmente ce la farà. È un peccato che Moratti abbia deciso di promuovere Stramaccioni con colpevole ritardo. Il tecnico nerazzurro ha buon senso ed è seguito dalla squadra, cosa che non è successo con Gasperini e Ranieri. Spero nella sua consapevolezza di non aver inventato il calcio e che non parli come un allenatore, questo è l’unico consiglio che gli darei. “Profondità,

Calcio a 5

intensità, diagonali e tre quattro tre, quattro quattro due, tre cinque due” sono parole che deve lasciare ad altri. Gli chiederei di usare un linguaggio “acqua e sapone” perché potrebbe renderlo un personaggio di quelli buoni. Moratti si dice soddisfatto del lavoro del suo tecnico e che potrebbe anche confermarlo. A questo punto “deve” confermarlo per dare un segnale forte alla società, al cui interno vi sono forze centripete che osteggiano Stramaccioni, e all’esterno, dove troppa gente è in attesa dell’ennesimo cambio in panchina, e non promuovere allenatori e giocatori in un vorticoso giro di affari non sempre cristallino. L’Inter ormai non arriverà terza, ma se dovesse centrare l’obiettivo, sarebbe come vincere uno scudetto. Il tandem Leonardo-Ancelotti sta fallendo al Paris Saint Germain e c’è chi parla già di un possibile ritorno di Leonardo in nerazzurro. Ci sono interessi televisivi di mezzo, ma il ruolo di Branca è intoccabile ed è difficile prevedere un cambio nella gestione dell’area tecnica. Chi invece sembra voler fare la rivoluzione, anche se non è nella sua indole, è Berlusconi che di Allegri non ne può più, il suo sogno è Guardiola che, trattandosi appunto di un sogno, andrà altrove. Magari disposto ad aspettare un anno il Manchester United.

Dopo i grandi uomini, le vere donne Questo pomeriggio a San Donato Milanese si terrà la gara di andata della semifinale valida per approdare alla finalissima di Calcio a 5 Femminile che assegnerà lo scudetto

Xenia

Roberta Menegon Terminati i campionati regionali di seguito si riportano le squadre vincenti: L’Atletico Brianteo, vincitore della serie C2 girone B, approda nella massima serie Regionale, sorride anche alla Coppa Lombardia Juniores e, vincendo il medesimo campionato, approda alle fasi finali Nazionali. Grande exploit del Futsal San Damiano che, vincendo il Campionato Regionale C1, affronterà la prossima stagione il Campionato Nazionale di serie B. Onore alla Società Futsal San Damiano che in quattro anni è passata dalla serie D alla Serie B. La Società Xenia esce vittoriosa in Serie D Girone B nel girone

Valtellinese. Nel campionato di Serie D vince la Società Vanzago meritandosi anche la vittoria in Coppa Lombardia Serie D.

Vanzago

Kick Off

Playoff scudetto C5 Seria A Femminile: Kick Off-Pro Reggina - Real Statte Montesilvano L’appuntamento per tutti è quindi domenica 6 maggio alle ore 16 al Palazzetto dello Sport del parco di Via Caviaga a San Donato Milanese per la gara di andata della semifinale che farà staccare il biglietto a una delle due compagini per la finalissima scudetto del primo storico campionato di Calcio a 5 Femminile di serie A. Atletico Brianteo vittoria Coppa Lombardia

Atletico Brianteo vittoria c2

Futsal San Damiano


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Domenica 6 maggio 2012

Anelli Auto Due Viale Brambilla, 38 27100 Pavia (PV) Tel. 0382-383811

Anelli Auto Due Viale Italia 21/25 20094 Corsico (MI) Tel. 02-4404142

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TECNO MOTORS SPA Corso Novara, 135 27029 Vigevano (PV) 0381-326978


Domenica 6 maggio 2012

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La Vita dei Club

40 anni di passione e lealtà del quarantesimo compleanno con una cena a Milano ed una grande festa, la prossima estate, nel paese di Terranova a cui parteciperanno esponenti dell’Inter e i presidenti di numerosissimi Inter club di Bianca Elton Ara del meridione, tutti pronti a gridare Chiudiamo questa stagione calcistica ancora “Forza Inter”. occupandoci di uno dei più prestigiosi club fedele ai colori nerazzurri: L’Inter Omaggiamo i tifosi interisti con un Club “Mario Corso” di Terranova intervista al collega di Stadio5 e di Pollino, in occasione del grande presidente del club, Giovanni Labanca. traguardo raggiunto, 40 anni di attività a sostegno della squadra. Questo Giovanni, come vedi questo derby Inter Club nasce dalla fusione di tifo da protagonista del mondo dei club? e passione di quattro amici, primo “È sempre la partita più importante, fra tutti il socio fondatore Giovanni anche quando non si gioca per lo Labanca, arrivato a Milano nel 1972 scudetto, come succede per noi. La per lavoro, che con Pino Caprara, tensione è al massimo, come forte è la Antonio e Giovanni Lufrano porta speranza di battere i ‘cugini’ rivali”. avanti da quarant’anni, con passione e Perché Inter Club… “Mario Corso”? lealtà, uno dei sodalizi più longevo della “Corso fa parte della storia della storia dell’Inter. Il presidente fondatore grande Inter, quella ‘mia’, dei giovani Giovanni Labanca negli anni, con anni Sessanta. Parlo anche a nome dei l’aiuto e l’abnegazione di tutti i soci, miei soci: ci ha incantato, con le magie promuove lo sviluppo di iniziative che del suo piede sinistro, quello di Dio la Società pone in essere, meritando il tanto per intenderci. Avevamo in realtà riconoscimento e gli apprezzamenti dei fatto un doveroso pensiero anche a vari presidenti che hanno guidato l’Inter Mazzola e Facchetti. Ma alla fine la dal 1972 ad oggi: Ivanoe Fraizzoli, scelta è caduta su Mandrake”. Ernesto Pellegrini e Massimo Moratti. In occasione del derby, cosa farà Unitamente alla passione per l’Inter, l’Inter Club Mario Corso? Giovanni Labanca urla la sua fedeltà “Come per ogni Stracittadina e le al suo paese d’origine: Terranova di partite più importanti, saremo a Pollino, in provincia di Potenza. La Milano, dove incontreremo anche sua terra natia è considerata la “perla” i nostri ‘compaesani’ ivi residenti e del Parco Nazionale del Pollino (il più festeggeremo il quarantennale in un esteso d’Europa), famoso anche per il bel ristorante, prima di assaporare la proverbiale senso di ospitalità, comune vittoria del derby”. a tutti i Lucani, oltre ai, perché no, Quali sono i programmi futuri del gustosi salumi. Un area geografica club? ideale anche per una sana vacanza “I programmi, anno dopo anno, si estiva ed invernale. Il club, negli anni, susseguono apparentemente sempre ha dedicato molta energia ai ragazzi, uguali, perchè sono ben collaudati. con l’organizzazione di tornei sportivi Avremo sempre più cura dei ragazzi di vario genere, avvenimenti comunque e della loro sana crescita sportiva e legati a realtà scolastiche. Grazie a sociale”. queste iniziative, in prima linea il preside Pino Caprara, anche vice presidente del club, il profitto nello studio è stato il principale obiettivo raggiunto dai ragazzi delle scuole medie e delle elementari, gratificati da consistenti premi. Giovanni Labanca non dimentica neppure gli amici che l’hanno sostenuto, negli anni, in questo progetto e che non ci sono più, come Franco Di Masi, Pino Riccardi e Franco Valicanti. Un ringraziamento finale va all’efficiente segretario Toro Caprara, anche per ospitare, nel suo rinomato “Bar 007”, la sede del prestigioso gruppo. L’intero club “Mario Corso” è ora impegnato nell’organizzazione dei festeggiamenti

L’Inter è sempre stata molto vicina ai suoi tifosi: pertanto, quali sono le tue considerazioni in relazione a quanto accaduto a Genova e a Roma? “Quanto accaduto a Genova e Roma è una vergogna, frutto della inciviltà dei tifosi e della pochezza intellettuale e morale dei calciatori, trattati come burattini. Rappresenta anche l’ulteriore ‘resa’ dello Stato di fronte alla delinquenza, che non si è voluta mai colpire in modo drastico , perciò non è un punto a favore di chi ha il ‘dovere’ di sradicare certi atteggiamenti delittuosi, preferendo, invece, ‘annichilire’ burocraticamente i club in regola, sotto tutti i punti di vista”. Un salto nel passato, oltre a sostenere la squadra di cosa si è occupato il club nei suoi 40 anni di attività? “Grazie all’impegno di Giovanni Izzi è stato costituito uno dei primi ‘sci club’ del meridione che ha permesso ai ragazzi di raggiungere ottimi risultati in tutta Italia. Leonardo Riccardi e Francesca Lufrano hanno fondato il gruppo musicale popolare ‘Suoni’, e Stefano Riccardi ha dato vita al gruppo sportivo ‘Pesca Valsarmento Pollino’. Consentimi un ultimo spazio per i ringraziamenti dovuti, senza fare torto ad altri sostenitori, all’Ing. Joseph Tufaro, progettista del Lem (Lunar Excursion Module), lander della navicella spaziale Apollo che consentì a Neil Alden Armstrong e compagni di andare sulla Luna nel 1969 e Olga Mazzia, prima arpa della Scala. In fine un sentito ringraziamento, sempre attraverso le pagine di Stadio5, al Touring Club Italia per il contributo editoriale offerto tutti gli anni a beneficio dei nostri ragazzi”.

Sci club su neve

Joseph Tufaro

Bedy Moratti consegna il gagliardetto dell’Inter al presidente Labanca Labanca con Mario Corso

Olga Mazzia


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Domenica 6 maggio 2012

Iosonopompilio

La cronaca s’interruppe… La folla urlò…

SCU-

-TTO… SCU-

Questo è nostro…

di Cesare Pompilio Siamo agli ultimi scampoli di una stagione certamente contraddittoria, sia nelle attese, sia nelle speranze. Noi scrivemmo che questo scudetto lo avrebbe vinto il Milan a mani basse, ma la presunzione di essere forti e galattici, li ha puniti. Ora siamo passati alle “tossine ideologiche” per non dire insulti. L’Immacolata Concezione è un dogma, Allegri non lo è, dunque la smetta di buttare schizzi di fango al suo “coinquilino” Ninozzo Conte. La Juve si appresta a vincere il suo 30° scudetto. Due gli sono stati tolti durante una notte buia e tempestosa. Per fortuna tutte le mattine c’è il sorgere del sole e ogni cosa assume i contorni reali. Il fiume di miliardi che scorre lungo il letto del calcio non è esente da impurità, una Federcalcio forte non avrebbe risposto “Non siamo competenti…” a una precisa e sacrosanta richiesta della Juve. Ogni giorno si è alla ricerca d’inventare un nuovo orpello di cui parlare, ma i grandi problemi non sono mai affrontati. Ora c’è il dilemma della terza stella. Se io fossi la Juve toglierei le altre due e vincerei la Champions, così i servi di turno non avrebbero materia per leccare. Invece… Ogni villano che patteggiando viene, si sente un gigante e piglia parola, e non dice nulla. Noi juventini siamo fieri della nostra Juve. Noi, quelli che abbiamo lottato per avere Andrea Agnelli Presidente, siamo

orgogliosi della nostra squadra, dei nostri ragazzi, del nostro allenatore. Altri, invece, si leccano le ferite di una stagione che a noi sta rendendo giustizia. La Juve c’è e ci sarà sempre, sono altri che hanno le idee confuse, noi festeggiamo la normalità, vincere lo scudetto per la Juve è routine, vincere il titolo e la Coppa Italia è anche normale, lo abbiamo fatto tantissime altre volte, eppure non abbiamo mai dato titoli alle vittorie tipo: ”Zeru tituli, i più titolati ecc…”. La Juve è la Juve, dunque niente trionfalismi e neppure pressioni per un anno ancora di contratto, Del Piero, per favore, si legga la storia della Juve, non quella scritta da giornalisti antijuventini, vedrà che Sivori andò a chiudere la carriera a Napoli, Charles alla Roma, Tacconi, al Genoa, Cabrini al Bologna, Anastasi all’Ascoli, Gentile alla Fiorentina, devo continuare? Si goda l’ennesimo trionfo, la smetta di creare malumori attorno alla Juve. Sono contrariato nel vedere e sentire parlare di rinnovo di contratto, ma per favore basta. Io spero che la società tiri dritto per la propria strada e non ascolti certe insulse sirene, imbroglioni di professione. Non sanno più cosa dire, hanno messo in giro la voce che stanno raccogliendo le firme per il rinnovo del contratto a Del Piero? Mi auguro che non sia vero. Le firme si raccolgono per il pane e non per rinnovare un contratto di milioni di euro all’anno a una persona che sceglie il “nemico” del suo datore di lavoro per farsi scrivere le proprie gesta. Ora, però, diciamo: “In alto i calici”. Siamo al dunque, è la cronaca calcistica

che, maestosa, trova il proprio naturale sbocco: silenzio, la folla si ammutolisce, poi un grido parte dal cielo arriva in terra e…ritorna ai destinatari naturali Gianni detto l’avvocato, Umberto detto il dottore, per entrambi e con entrambi una data importante, come per il vostro umile servitore che pensava di non vedere mai più lo scudetto sulle maglie della Juve. E’ una risposta alle persone che leccando vivono nel nostro paese, giocatori mediocri, ma ruffiani, i quali ripetono in pubblico quello che vuole il loro padrone, che poi non confermano in privato. Questo scudetto, lo abbiamo detto, è il vessillo per tutti coloro che nei giorni caldi di Calciopoli ci diedero visibilità, ci regalarono la possibilità di guardare in faccia l’alba mentre ancora eravamo a mezzanotte. Uno per uno hanno avuto la nostra riconoscenza da Fabio Ravezzani, direttore di Mediapason a Stadio5, questo scudetto gli appartiene. Questa vittoria è di Luciano Moggi, che in ogni dove ha sempre esaltato il ruolo della Juventus: Chiambretti Night, Ieri, Moggi e domani, il quotidiano Libero. Questo scudetto appartiene a tutti gli addetti ai lavori che con umiltà, dignità e competenza hanno lavorato in silenzio. Questo non vuole capire Del Piero, grave errore. Andrea Agnelli, Presidente della società, glielo deve fare capire che la “la messa è finita” e ogni sobbalzo eventuale danneggia anche i rapporti futuri. In tema di rapporti nel prossimo futuro, Andrea deve fare un atto che vale una stella: bisogna che suo cugino John Elkann stringa la mano,

-TTO…

e lo inviti alla prima partita del prossimo campionato di calcio, a Luciano Moggi, grande cuore bianconero. Luciano ha un amore smisurato per la Juve, non ha mai lesinato suggerimenti e attenzioni

ai ragazzi di Ninozzo Conte. Luciano sarà fra quelli che alla interruzione della cronaca (triplice fischio finale) come un bambino griderà: SCUDETTO, SCUDETTO, SCUDETTO!

Press League

Gli Avversari

Milan fino all’ultimo respiro Piccole squadre I rossoneri negli scontri con le big hanno deluso in tutta la stagione, ma questa volta non possono sbagliare

di Alessia Scurati Vincere è una questione di metodo. Qualcosa nel modo in cui prepari la partita, nell’attenzione, nella concentrazione, più ancora che nella capacità delle tue gambe di correre più dell’avversario o della tua coordinazione nell’inquadrare lo specchio della porta e sparare il tiro della vita. Il metodo milanista per vincere questo derby e ribaltare l’1-0 con il quale l’Inter vinse la stracittadina d’andata, è da trovare nella voglia che i rossoneri hanno di combattere fino alla fine per vincere uno scudetto che mercoledì poteva già essere perduto. L’unica cosa che conta oggi è vincere. Il Milan, però, è stato finora svagato o ha peccato di presunzione in tutti gli scontri con le big in questa stagione. Con Napoli e Lazio ha raccattato 2 punti in 4 gare, una sonora sconfitta al San Paolo 3-1 e un pareggio senza reti a Milano con i partenopei, un pareggio senza reti all’Olimpico e una sonora sconfitta 0-2 a San Siro con gli aquilotti biancocelesti. Come diciamo a Milano: ciapa sü e porta a cà, ovvero incassa per benino la

lezione e torna a casa tranquillo. Le due sfide con la Juventus, poi, sappiamo tutti come sono finite. A Torino il Milan incassò un’altra severa lezione, a Milano si fece innervosire troppo da un episodio. Risultato: due scontri, un punto fatto, idem come sopra. L’unica squadra con la quale è andata meglio è l’altra bianconera, l’Udinese con la quale ha ottenuto un pareggio e una sconfitta. In generale un po’ pochino per una squadra che ambiva a ripetere la cavalcata scudetto della passata stagione. Adesso non manca che l’Inter per completare il novero delle big contro le quali il Milan si è testato e sarà una prova tutt’altro che semplice, visto che i nerazzurri bramano da settimane di poter essere l’ago della bilancia tra Milan e Juventus. Il Milan vinse il derby in casa dell’Inter l’anno scorso, grazie al gol di Ibrahimovic su rigore causato da un’entrata inutile di Materazzi sullo svedese. Per la cronaca vinse anche il derby in casa, 3-0 con doppietta di Pato e gol di Cassano, con grande scorno dell’Inter che sperava di rifarsi. Per trovare un’altra vittoria rossonera nel derby, quando a fare le veci dei padroni di casa sono i cugini, bisogna andare indietro negli anni fino al 2004/2005 quando a decidere la partita fu un gol di Kakà. In mezzo una landa sconfinata di anni di trionfo nerazzurri. Nel 2005/2006 Inter-Milan fu 3-2, con Adriano ad

aprire le danze su rigore, pareggio di Shevchenko sempre dal dischetto, replica di Martins, pareggio di Stam e gol vittoria ancora dell’Imperatore nerazzurro. Nel 2006/2007 Ronaldo (il Fenomeno) zittì i fischietti dei tifosi casalinghi per dare un provvisorio vantaggio al Milan, vanificato dai gol di Cruz e Ibrahimovic che ribaltarono il risultato sul 2-1. Nel 2007/2008 fu ancora 2-1 per i padroni di casa, con un copione simile alla partita dell’anno precedente: Pirlo porta in vantaggio i rossoneri, Cruz e Cambiasso portano all’Inter vittoria e tre punti. Ennesimo 2-1 anche nell’Inter-Milan del campionato 2008/2009, con Adriano e Stankovic a segno per l’Inter e Pato per il Milan. Nell’anno del “triplete” 2009/2010 Inter-Milan finisce 2-0 con gol di Milito e Pandev e netta supremazia nerazzurra. Poi, l’exploit milanista dell’anno scorso sembrava aver cambiato i rapporti di forza in città. La conferma, tuttavia, dovrà arrivare questa sera. Al Milan servono assolutamente i tre punti della vittoria per continuare a lottare fino all’ultima giornata, magari attaccandosi anche alla scaramanzia: se l’ultima volta che il Milan ha vinto due derby è diventato Campione d’Italia, allora è lecito sperare.

crescono e sorprendono

(a.s.) Se allevi un animale selvatico sotto la tua ala, stai attento, perché prima o poi ti azzanna. Soprattutto se i cucciolotti sono rampanti giornalisti in cerca della prima affermazione nella Press League, questa Champions dei giornalisti che continua a regalarci emozioni a palate. Come, ad esempio, la sorpresissima del girone 3, il derby thrilling col botto, lo scontro nell’alto dei cieli che ha sancito la drammatica fine del Celeste Impero. SkySport era l’unica squadra a 2 stelle di tutta questa competizione, il Barça della Press League, insomma, e come i catalani si è dovuta inchinare alla legge del più forte. Con un dolore più grande, però, giacché i carnefici di cotanta squadra sono stati niente popò di meno che i fratellini di SkySport24. Con un sonoro 3-1 hanno messo fine ai sogni azzurri di una terza stella. Fine della corsa ancor prima di accedere ai playoff, con le maglie gialloazzurre da riporre nella sacca per un anno e lo scorno di essere dileggiati in redazione dai più piccoli della compagnia. L’altra metà del cielo, quella rosa, gode invece di invidiabile salute. In tempi insospettabili lo avevamo detto: occhio alla squadra di Gazzetta, che venderà cara la

Maglia Rosa, pardon… verde. Con slancio felino si è accaparrata il passaggio del turno e in molti sperano che più in là nel tabellone abbia luogo un altro derby. Gazzetta. it, infatti, trascinata da un G.B. Olivero che diventa di turno in turno incontenibile, si è qualificata per i quarti e aspira, lei pure, allo scettro da reginetta rosa. Ai quarti ci sarà anche 7Gold, capace l’anno scorso di raggiungere una meritata finale e decisa, questa volta, ad arrivare fino in fondo vittoriosa, forte del Principe Filippo, il nerazzurro Tramontana, che segna gol a valanghe (c’è già chi l’anno prossimo lo vorrebbe al posto di Forlan). Abbiamo già dato ampio risalto nelle scorse puntate alle favorite dei nostri cuori, Telelombardia e TopCalcio24. È vero, siamo di parte e tifiamo per loro. Ma dopo certe performance di bel calcio, è difficile non prendere le loro parti. Dupplicato è tornato a giocare con la squadra di TopCalcio con tanto di parrucca bionda da novello Caniggia e CR5 Cristiano Ruiu è uno dei più seri candidati al titolo di miglior giocatore. Saranno gli imminenti quarti di finale a darci qualche nuova conferma e altre sorprese sulla League più amata dai giornalisti italiani.


Domenica 6 maggio 2012

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Sogno un’Inter

L’Onorevole nel pallone: Lara Comi intervista Alessandro Morelli

allenata da un milanese

di Lara Comi - Europarlamentare Che derby sarà? “Da milanese ed ex assessore al Turismo e marketing il derby è un appuntamento fondamentale per Milano che è l’unica città ad avere due squadre titolate che giocano nello stesso stadio. L’Inter deve vincere, spiace per il Milan, ‘mors tua vita mea’. E spiace, purtroppo, fare un favore alla Juve”. Ricordi di derby passati? “Per anni abbiamo dovuto inseguire. Ho nella mente Gullit che di testa la mette dentro. Ma ultimamente abbiamo colmato il divario”. L’Inter ci ha messo quarant’anni a trovare una fotocopia del Mago Herrera. Ora sembra che ne siano bastati un paio per trovare la

Eravamo al naufragio sulla Concordia e ora ci stiamo riprendendo. Dobbiamo vincere, peccato fare un favore alla Juve fotocopia di Mourinho. Siamo sicuri? “Sì è vero, forse ci sono delle esagerazioni. Anche perché circolano altri nomi, Mazzarri, Prandelli. Vediamo i risultati: chi vivrà, vedrà. Certo che un mese fa eravamo al disastro completo. Eravamo al naufragio sulla Concordia. E ora, in qualche modo, ci stiamo riprendendo”. La guida dell’Inter è passata da un romano come Ranieri a un altro romano come Stramaccioni. Che effetto le fa? “Ci fosse stato qualche ‘milanesone’ anche Brera sarebbe stato più contento, ma alla fine contato i risultati. Siamo

Alessandro Morelli, consigliere comunale della Lega a Milano ed ex assessore al Turismo e Marketing

pragmatici”. Le piacerebbe un’Inter che come “rosa” sia più padana? “Nell’anno del Triplete la squadra nerazzurra è stata la più internazionale per provenienza dei giocatori. E questo deve far riflettere il mondo del calcio, dove le grandi società non curano i propri vivai”. Magari poteva prendere qualche giocatore dell’ex nazionale padana. “Eh, quelli bravi sono usciti per anzianità, tipo Ganz che ci ha giocato. Ma di buoni per l’Inter non ce ne sono. Magari ci fosse qualche milanese della Bovisa in maglia nerazzurra!”.

Lara Comi intervista Giulio Gallera

Diamo l’Ambrogino a Berlusconi Per lo scudetto giocheremo le nostre carte fino all’ultima giornata. Se l’Inter non entra in Europa, non mi straccio le vesti... avanti

Che derby sarà? “Mi auguro una bella partita, spumeggiante, un bel calcio. Vista la classifica, noi dobbiamo giocare le nostre carte fino all’ultima giornata”. Ricordi di derby passati? “Due derby vinti nell’anno in cui siamo andati a Manchester e abbiamo vinto la Champions contro la Juve. Ricordo poi un brutto 0-4, credo fosse nell’agosto 2009”. Il nome di Guardiola circola

insistentemente. Ma non è curioso che Berlusconi sembri prediligere allenatori che predicano un calcio collettivo rispetto a quelli che esaltano le individualità? “Berlusconi è un grande uomo di squadra e un grande motivatore vuole questo: cerca un collettivo che creda in un obiettivo e lavori per quel risultato”. Allegri è sicuro che resterà al 100%. “Allegri non è un problema, il problema è il parco giocatori, visto

che non sono arrivati grandi nomi”. Tutto qui? “…Poi troppe persone in infermeria e su questo Milan Lab ha fallito miseramente. Mettiamo poi un po’ di ‘aiuto’ che avuto la Juve, vedi il caso Muntari…”. Ma lei darebbe l’Ambrogino a Berlusconi come presidente del club più titolato al mondo? “L’Ambrogino è stato dato al Milan e ad alcuni giocatori, come Maldini. Ma

Berlusconi non l’ha mai avuto perché c’è una sorta di regola che non può essere dato a dei politici. Ma è arrivato il momento di fare un’eccezione per quello che ha fatto per il calcio milanese e per la città. E visto che ormai lui è un ‘padre nobile’”. Con una vittoria il Milan potrebbe chiudere le porte dell’Europa all’Inter, l’altra squadra di Milano. “E se capita non mi straccio le vesti. Non possiamo fare favori a nessuno”.

Giulio Gallera, consigliere comunale e coordinatore di Milano del Pdl

Calcio Estero

Real campione (l.s.) Il Real Madrid, battendo per 3-0 a Bilbao l’Atletich, mercoledì sera si è aggiudicato il titolo di campione di Spagna. La squadra di Morinho è andata a segno con Higuain, Ozil e Cristiano Ronaldo dopo che CR7 aveva fallito in apertura un calcio di rigore. Per le Merengues è il trentatreesimo scudetto della storia.

Il Barcellona, finito in classifica alle immediate spalle dei madrileni, nel pomeriggio, aveva liquidato il Malaga per 4-1 con tripletta di Messi. Determinante per l’assegnazione del titolo il successo di tre settimane fa del Real al Camp Nou con l’undici di Pep Guardiola.


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Domenica 6 maggio 2012

Basket

L’Armani sogna il sorpasso Se Cantù perde, i milanesi potrebbero chiudere la regular season alle spalle di Siena

di Beppe Vigani

L’Armani continua a vincere. I milanesi sono diventati un rullo compressore. Conto il Benetton Treviso è arrivata per loro la settima vittoria consecutiva targata Omar Cook, ora a 23 punti, il massimo punteggio raggiunto da quando gioca sotto la Madonnina. È finita 8476 per i biancorossi che sono sempre più lanciati per la seconda piazza. Cantù, però, non molla. La squadra di Andrea Trinchieri ha dominato con Montegranaro e per il momento è l’anti-Siena, grazie allo scontro diretto con Milano (+17 per i brianzoli nella differenza canestri negli scontri diretti). Non è ancora tutto perduto, poiché l’ultima giornata vede il quintetto di Mazzarino e compagni andare a Bologna e i milanesi ricevere Biella. Proprio i felsinei sono andati a espugnare Il PalaEstra, regalando ai detentori del titolo di Siena l’ottava sconfitta in questo campionato. Nulla di pregiudicato per la squadra allenata da Simone Pianigiani, che

è prima aritmeticamente. Tornando all’impegno dell’EA7 di domenica, è normale che la vittoria è la conditio si ne qua non per sperare nella piazza d’onore. Potrebbe non bastare, se Cantù non cadesse a Bologna. Il quintetto di Alessandro Finelli, che sta giocando un gran basket, arriva da quattro vittorie consecutive e per i Trinchieri-boys non sarà facile andare a espugnare l’Unipol Arena. In quest’ultima giornata di regular season sarà importante capire quali saranno gli accoppiamenti in vista dei playoff. In questo momento la quarta posizione è occupata da tre squadre: Sassari, Pesaro e Bologna. Per domenica qualcosa cambierà, anche perché le prime due saranno in trasferta (rispettivamente a Casale Monferrato e Caserta), mentre i felsinei riceveranno proprio i brianzoli, nel match più interessante della stagione. Sicuramente non sarà una domenica noiosa.

Olimpiade

Il terrore viene dal cielo Non solo missili ma anche aerei: i problemi per i Giochi proverrebbero dall’alto. Così tutti prendono la metrò

di Bianca Elton Ara Le Olimpiadi non sono ancora iniziate, ma Londra sembra avere già battuto alcuni record. Iniziando dalle code dell’aeroporto di Heathrow. A meno di tre mesi dall’avvio delle Olimpiadi, l’aeroporto londinese tiene sempre più sulle spine le autorità britanniche. A esprimere preoccupazione sono anche gli addetti ai controlli frontalieri, che parlano per esperienza diretta. Più dell’ottanta percento dei visitatori in arrivo nella capitale da tutto il mondo per assistere ai giochi atterrerà nel principale scalo del Regno Unito, e primo d’Europa, che ogni anno accoglie quasi settanta milioni di passeggeri. Già vicino alla saturazione, tra aumenti delle misure di sicurezza e degli arrivi, è difficile prevedere come andrà con l’invasione olimpica. Ma non è finita. Il rischio di possibili attacchi terroristici in concomitanza con i giochi è molto alto. Per questo

Siti Internet www.london2012.com www.londonolympics2012.com www.visitlondon.com/it il Ministero della Difesa britannico starebbe in questi giorni considerando l’ipotesi di piazzare una batteria di contraerea e un contingente militare sui tetti di casa nell’East End di Londra, a pochi passi dal parco olimpico. Si tratta di un grande complesso residenziale dove le forze di sicurezza vorrebbero sistemare missili terra-aria per scongiurare uno dei peggiori degli incubi: un attacco aereo durante i giochi olimpici. Nel complesso, dove vivono 700 persone, sono stati distribuiti dei volantini per avvertire i residenti

dell’arrivo del contingente militare e di polizia. Un portavoce del ministero della Difesa ha anche detto alla Bbc che la decisione di impiegare i missili non sarebbe ancora stata presa definitivamente. “I missili non porranno nessun rischio per la sicurezza dei residenti e verranno utilizzati solo previa autorizzazione delle massime autorità del Paese in caso di rischio estremo e imminente”, si legge su uno dei volantini distribuiti nel quartiere.

del Qatar. Sono partito con un setting diverso e continueremo la stagione con questo. Ho cercato di crearne uno per quello che ero abitato, ma purtroppo dovremo seguire quest’altra direzione: dovrò abituarmi a guidare diversamente”. Valentino fa fatica a guidare con gomma dura davanti e ancor di più se corre sull’asciutto, però sembra meno pessimista per il gran premio del Portogallo. Stessa musica per l’altro pilota Ducati, Nicky Hayden. Mentre tutti siamo concentrati a capire cosa succede nella massima serie, nelle retrovie i giovani avanzano. Nella categoria Moto 3, nel Gp di Spagna, vince un italianissimo Romano Fenati.

Il sedicenne pilota marchigiano vince alla sua seconda gara nel mondiale, lasciando ben sperare per il futuro in moto GP, dopo il secondo posto in Qatar. La sua vittoria viene considerata un’impresa dagli addetti ai lavori, non tanto per essere riuscito a restare in piedi dopo le abbondanti piogge che hanno reso quasi impraticabile la pista, ma per il distacco di 36 secondi rifilati al secondo classificato, lo spagnolo Luis Salom. Fenati è già considerato un talento con il dna dei grandissimi: preciso, metodico, veloce ed incosciente, porta la sua moto al limite massimo e osa dove solo i campioni sanno osare.

Motori

Semaforo rosso Ferrari e Ducati, ognuna con problemi da risolvere. E al più presto. Intanto emerge il nome di Romano Fenati

di A.S. Bisceglia Per l’Italia dei motori, lo dicono i mondiali appena partiti, sono dolori. Le rosse fanno poco fuoco e nessuno più le teme, questo vale sia per la Formula 1 che per la Moto GP. Partiamo dalla rossa più ingombrante e costosa. Gli uomini della Ferrari, piloti compresi, in queste prime quattro gare hanno dato tutto raccogliendo molto poco. Fernando Alonso si sente un pugile di spessore sul ring: “Mi sento come Rocky, sempre in lotta in questo inizio di campionato”. Questo quanto detto

ai ventimila tifosi al termine della festa della Rossa all’autodromo del Mugello, prima della tre giorni di test di tutti i team di Formula 1. “Adesso però dovremo essere noi a fare i risultati - ha continuato lo spagnolo - I test saranno molto importanti. E comunque teniamo duro. Ho molto rispetto per il lavoro che tanta gente fa intorno a me. In fabbrica ci sono 800 persone che danno il massimo e per questo noi in pista dobbiamo spingere al 101%”. Molto responsabile il campione della rossa. L’altro ferrarista Felipe Massa è in piena crisi di risultati. Tre gran premi a zero punti e al GP del Bahrain finalmente si piazza a punti arrivando nono. Il brasiliano

inizia a dare i primi segni di ripresa. Nell’ultima gara, quella sicuramente più difficile per il cavallino di Maranello, ha finalmente tirato fuori le unghie. Si è conclusa giovedì la tre giorni di test al Mugello. Per la prima volta, dopo quattro anni, tutte le squadre hanno fatto test ed apportato modifiche alle monoposto a campionato iniziato. Non sarà facile, ma gli uomini della Ferrari qualche miracolo l’hanno già fatto in passato. La musica non cambia se a correre sono le due ruote. Valentino Rossi sempre più in difficoltà, anche se inizia a farsene una ragione. Con il nono piazzamento in Spagna il dottore è meno amareggiato: “In Spagna la mia gara è stata meno deludente di quella


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Gossip & Curiosità

Dimenticando Clooney La Canalis, dopo aver girato il mondo, torna con Bobo Vieri

di Marjlja Bisceglia

Belen, ancora lei Si ancora Belen, questa volta però per motivi di lavoro. La prossima stagione televisiva diventerà una “Iena”. Le Iene hanno bisogno di fare aumentare l’audience, Belen sarà sicuramente all’altezza.

Ancora Nozze per la Hunziker Michelle Hunziker, la svizzera più famosa d’Italia, prima del prossimo Natale convolerà a nozze con Tomaso Trussardi. Michelle avrebbe potuto rappresentare il terzo incomodo in Mediasaet tra Alessia Marcuzzi e Belen, invece preferisce fare famiglia con il rampollo dei Trussardi. La decisione della showgirl non fa una piega: è già entrata in famiglia Trussardi e spesse volte è stata vista al bar Cova di via Montenapoleone a Milano in compagnia della futura suocera Maria Luisa vedova Trussardi.

Elisabetta Canalis, già fidanzata di Bobo Vieri, torna a vivere a Milano. indovinate con chi? Con il suo amato Bobo. Dunque, l’ex velina, dopo aver girato il mondo (con Clooney) ritorna con l’uomo che la rese famosa e che non ha mai smesso di amarla? Ma allora perché si sono separati? Perché Elisabetta è gelosissima dell’uomo con cui divide il tetto. E’ una sarda … e noi sarde siamo fatte così.

Lady D Se fosse viva Diana l’ex moglie di Carlo d’Inghilterra, sarebbe felice della vita dei loro due figli. Si sa, amava Harry, il più piccolo, al quale ha lasciato i suoi averi. Harry non l’ha delusa. Per i tabloid inglesi è una vera manna: ne combina sempre una. La sua ultima fidanzata è Mollie King fa parte della band The Saturdays. Una ragazzina carina che assomiglia molto alla ex del principe Chelsy, eppure dopo una vacanza in Transilvania, Harry ha voluto vedere Mollie. Sarà innamorato?

La Ferrari in pole Paola Ferrari, conduttrice de “La Domenica Sportiva”, è una professionista competente di calcio. Ma soprattutto è… una donna. Di recente, ad una precisa domanda sulla “farfallina di Belen a Sanremo” ha così risposto: “Come donna mi ha dato tanto fastidio. Mi trovo d’accordo con il ministro Fornero quando afferma che difficilmente accende la tv perché non si sente rappresentata come donna. La bellezza è importante ma non va commercializzata”. Dopo queste considerazioni, la bellissima Paola dovrebbe avere un vero incarico…

Teatro

Renzo Arbore a Milano di A.S. Bisceglia Il Teatro Smeraldo di Milano ospiterà, il 10 maggio, Renzo Arbore con la sua Orchestra Italiana. C’è grande attesa dell’artista e la sua band, che da vent’anni gira tutto il modo, dagli Stati Uniti alla Cina, facendo tappa in Messico, in Canada, insomma… in tutto il mondo. Lo showman, cittadino del mondo, raccoglie consensi dal pubblico più variegato, di tutte le età, meritando ogni tipo di premio e riconoscimento. Il nuovo spettacolo offrirà all’appassionato pubblico un assaggio della sua maestria, dalle canzoni napoletane, non mancherà un ricordo a Totò (con sketck tratti dai suoi film) e a Roberto Murolo, passando dai grandi

successi televisivi senza escludere le musiche del sud del mondo. Il concerto omaggerà anche Gabriella Ferri, con la celebre canzone “Dove sta Za Zà” e Nino Manfredi con il brano “Tanto pe’ cantà”. L’Orchestra Italiana (Barbara Buonaito, solo voce; Gianni Conte, solo voce; Mariano Caiano, chitarra acustica; Gennaro Petrone, mandolino; Salvatore Esposito, mandolino; Nunzio Reina, mandolino; Michele Montefusco, chitarra classica e acustica; Paolo Termini, chitarra classica e acustica; Nicola Cantatore, chitarra elettrica e acustica; Claudio Catalli, fisarmonica; Massimo Volpe, piano, tastiere; Massimo Cecchetti, basso elettrico e acustico; Roberto Ciscognetti, batteria; Gegè Telesforo, congas, percussioni e Peppe Sannino, timbali, percussioni), fondata dallo stesso Arbore, trascinata anche dall’entusiasmo dei suoi fan, si esibisce nei più prestigiosi teatri italiani e del mondo: New York, Londra, Parigi, Mosca, Tokyo, Caracas, Buenos Aires, San Paolo, Rio de Janeiro, Toronto, Sidney, Montreal, Melbourne, Pechino, Shanghai… insomma un vero “ambasciatore” della musica italiana nel mondo. L’entusiasmo e l’impegno

dell’artista pugliese è quello di sempre, consapevole delle bellezze della nostra cultura e della musica italiana, come lui stesso dichiara: “ Girando il mondo, nei 20 anni di vita dell’Orchestra Italiana, ho frequentemente fatto una constatazione, secondo me inoppugnabile: l’Italia, il nostro Paese,

è un meraviglioso “concentrato” di bellezze antiche e moderne, di culture, di arte, di genialità, di gusto, tutte qualità le più varie possibili proprio perché dal nord al sud, dal centro alle isole è espressione di differenti matrici e quindi di differenti culture. Tutte insieme costituiscono le peculiarità

che rappresentano il nostro Paese e che, per un animo d’artista, sono assolutamente straordinarie. Da questo punto di vista siamo i più ricchi del mondo e forse non è lontano il tempo in cui per visitare l’Italia il turista dovrà pagare un biglietto come per entrare in un prezioso museo”.


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Musica

Amsterdam, si torna a ballare di Riccardo Sada

Ancora una volta l’Ade, in Olanda, annuncia grandi feste e altisonanti nomi tra la club culture. E aggiunge un giorno in più all’evento

Dal 17 al 21 ottobre, grazie alla Buma Cultuur, torna l’Amsterdam Dance Event: oltre ottocento artisti per altrettante esibizioni nel contesto di una cinquantina di differenti location. “Due anni fa abbiamo inserito la giornata di mercoledì al fine di accogliere un numero crescente di conferenze e feste, oltre che di partecipanti, e anche perché ci sono tanti eventi durante l’intero weekend, che ora è ufficialmente incluso nelle date della kermesse”, spiega con puntiglio Richard Zijlma, direttore dell’ADE. L’edizione 2012 dell’Amsterdam Dance Event pertanto conterrà anche le versioni “allargate” dell’ADE University (volta a ispirare ed educare i giovani studenti e professionisti del settore musica) e Ade Play (luogo di intrattenimento con mostra tecnologia e innovazione tecnologica). Ci saranno anche notevoli miglioramenti e nuovi sviluppi per l’Hard Dance Event (HDE), Music & Bits e ADE Next. Presso l’ADE University si terranno delle lezioni tenute da Simon Dunmore, mentre il duo Afrojack e Nalden sarà protagonista al Music and Bits presso il De Balie) e durante i tre giorni si registreranno parecchi interventi dei rappresentanti di Sound Cloud, Pitchfork e Boiler Room. Per Hard Dance Event e ADE NeXT, spazio ai workshop, alle dimostrazioni e alle sessioni di miti come Sven Väth e Frankie Knuckles. Ogni anno più di tremila tra artisti, A&R, giornalisti, rappresentanti di etichette discografiche, booking manager, produttori ed editori musicali provenienti da tutto il mondo si

riuniscono ad Amsterdam per fare affari, mettere in piedi la propria rete, scoprire nuovi talenti e aggiornarsi sugli ultimi sviluppi tecnologici e legislativi. I 140mila visitatori del festival, di cui circa 25mila turisti, riempie i locali della città: la vasta gamma di spettacoli e di feste che caratterizzano i migliori artisti nazionali e internazionali è ormai nota a tutto il mondo. Nell’ultima edizione, quella targata 2011 (220 eventi in 52 sedi per un totale di oltre 800 dj e artisti in generale) ha visto all’opera personaggi come David Guetta, Armin van Buuren, Afrojack, Frankie Knuckles, Ferry Corsten, Joris Voorn, Carl Cox, Groove Armada, Dave Clarke, Modeselektor, Martyn, Chris Liebing, David Morales, Sander van Doorn, Goldie, Hudson Mohawke, Roger Sanchez , Richie Hawtin e moltissimi altri. Negli ultimi quindici anni, l’Ade è diventato l’evento più importante per la musica elettronica in tutto il mondo. “Durante la scorsa edizione sono stati rappresentati più di 52 paesi: i visitatori possono scegliere tra più di 140 diversi eventi sparsi per la città di Amsterdam”. L’Ade in questo tempo ha dimostrato che i Paesi Bassi e Amsterdam in particolare offrono il meglio della musica elettronica. “Siamo orgogliosi per il coinvolgimento internazionale della scena e questo è possibile grazie a una città come Amsterdam. Anche quest’anno siamo in grado di garantire un migliore mix di talenti emergenti e nomi affermati”.

Amsterdam Dance Event 2011, Canali e bandiere, foto di Mike Breeuwer

Per informazioni: www.amsterdam-dance-event.nl www.bumastemra.nl www.holland.com/it

Amsterdam Dance Event 2010 foto di Aico Lind

Amsterdam Dance Event 2011, Ferry Corsten all’ Escape di Amsterdam, foto di Betribes

Amsterdam Dance Event 2011, VRIJ, ADE Weekender, foto di Martijn Klijmij

Teatro

di Alessia Scurati Netty è un arzilla signora di una certa età, anziana, sì, ma non ancora disposta a rinunciare alla sua vita e alla sua indipendenza, capace di cavarsela ancora con le sue forze. Almeno finché una brutta malattia agli occhi non la costringe a dover trovare un modo originale per superare il suo handicap nella persona di Sphrintzy. “Guida alla sopravvivenza delle vecchie signore”, la nuova produzione del Teatro Carcano, è una commedia delicata e deliziosa che affronta il tema della vecchiaia con una lucidità e una sensibilità davvero notevoli, che a tratti sconfina nel poetico. Mayo Simon, l’autore del testo, riesce a fotografare la realtà del tempo che passa per le due donne senza indugiare troppo in sentimentalismi di maniera, anzi, ci sono persino momenti comici e ridicoli battibecchi tipici dell’età avanzata.

Da una parte c’è l’orgoglio di Netty, vedova da poco, che soffre di un problema alla vista e, una volta giunta alla stazione degli autobus non riesce a leggere orari e tragitti. Dall’altra parte c’è la timida Sphrintzy con il suo affetto ingenuo che si offre di aiutarla, lei, perfettamente a posto di vista, ma affetta da un Alzheimer incipiente che inizia a farle perdere i colpi, eccezion fatta per i mezzi pubblici, dei quali ricorda orari, tratte, fermate e ogni minimo dettaglio. Sphrintzy si attacca a Netty e non la molla più, la vuole come compagna nel suo mondo irreale e Netty, che all’inizio cerca di non farsi risucchiare dalla realtà estrosa quanto inaffidabile dell’altra donna, finisce per arrendersi all’affetto disinteressato dell’amica. Netty e Sphrintzy diventeranno

amiche, nonostante tutto. Nonostante le differenze caratteriali e le diverse difficoltà fisiche, nonostante una viva in un mondo di fantasia legato a viaggi più immaginari che reali, mentre l’altra sia un concentrato di pragmatismo e azione. Sul palcoscenico per interpretare questa storia tenera di un’amicizia da mutuo soccorso ci sono due grandi signore del teatro, Marina Bonfigli e Isa Barzizza, guidate dalla regia di un altro grande attore del nostro teatro, Giuseppe Pambieri. Saranno loro a condurre gli spettatori per mano in questa storia tenera di relazioni in età avanzata, quando l’egoismo e le abitudini consolidate prevalgono, ma quando anche la consapevolezza di dover dipendere dagli altri inizia ad acutizzarsi. Uno spettacolo che fa riflettere pur rimanendo leggero, dotato del lirismo necessario a commuovere anche gli spettatori meno attenti alle sfumature delicate delle storie. Come scrive Giuseppe Pambieri nelle note di regia “In un’epoca come quella attuale in cui la violenza, la prepotenza, l’apparire a tutti i costi sembrano diventati strumenti necessari per imporsi nella vita, la vicenda di Netty e Shprintzy

ci invita a fermarci per un attimo per guardarci dentro e considerare quanto siano importanti, proprio per la nostra sopravvivenza - come recita il titolo - la solidarietà e la comprensione umana”. Le due attrici protagoniste di “Giuda alla sopravvivenza delle vecchie signore”

offrono una prova di altissimo livello, la regia è sapiente, la scena essenziale e adatta a sottolineare il clima poetico della narrazione. Questa commedia è da consigliare a tutti gli amanti del teatro che vogliono godersi una bella serata. foto di Angelo Redaelli

foto di Angelo Redaelli

Guida alla sopravvivenza delle vecchie signore

Guida alla sopravvivenza delle vecchie signore, di Mayo Simon, Traduzione di Luca Simonelli e Giuseppe Pambieri, regia di Giuseppe Pambieri, con Marina Bonfigli e Isa Barzizza, al Teatro Carcano fino al 13 maggio.


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Editore Edizioni SBM Via Domodossola, 21 Milano Tel/fax 02.36563906 Sito internet: www.stadio5.it Amministrazione: E-Mail: info@stadio5.it

Direttore responsabile Beppe Vigani E-Mail: redazione@stadio5.it

Collaboratori A.S. Bisceglia, Marjlja Bisceglia, Alessandra Caronni, Debora Cheli, Lara Comi, Bianca Elton Ara, Giovanni Labanca, Valerio Marini, Roberta Menegon, Enzo Occhiuto, Cesare Pompilio, Franco Rossi, Luigi Sada, Riccardo Sada, Alessia Scurati, Laura Tangari, Daniela Veronese

Concessionaria di pubblicitĂ Edizioni SBM E-Mail: commerciale@stadio5.it

Grafica Chiara Maggioni - E-Mail: grafica@stadio5.it

Registrazione del Tribunale di Milano: n° 446 del 3 agosto 2011

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