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Domenica 22 aprile 2012

Domenica 22 aprile 2012 Anno 2 N. 23

www.stadio5.it - info@stadio5.it

COPIA OMAGGIO

MILAN - BOLOGNA

PERICOLO MORTADELLA


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Domenica 22 aprile 2012


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Domenica 22 aprile 2012

L’Editoriale

Morire a 25 anni per una partita di pallone Ferruccio Mazzola (fratello di Alessandro Mazzola, grande bandiera dell’Inter degli anni ’60 e ’70) denunciò nel 2004 al settimanale L’Espresso alcuni fatti riguardanti l’abuso di sostanze dopanti da parte di calciatori allenati da Helenio Herrera (allora allenatore della Roma). La morte di Taccola è stata associata a quelle di altri atleti prematuramente scomparsi come, tra gli altri, Carlo di Beppe Vigani Tagnin, Mauro Bicicli e Armando Picchi. Il tecnico argentino, seppur avvisato, “Quando non ho avuto più niente da utilizzò l’attaccante, che venne colto da perdere, ho ottenuto tutto. Quando ho un malore all’interno degli spogliatoi e cessato di essere chi ero, ho ritrovato nel giro di pochi minuti entrò in coma e me stesso. Quando ho conosciuto si spense improvvisamente. l’umiliazione, ma ho continuato a camminare, ho capito che ero libero di scegliere il mio destino”. Dedico queste bellissime parole di Paulo Coelho a Piermario Morosini, il giocatore del Livorno fulminato, a quanto pare dalla prima autopsia, da una malformazione genetica, sabato scorso a Pescara, nel match con gli abruzzesi. Hanno scritto tutto già i miei colleghi: è stato aperto anche un fascicolo dalla Le cause della morte di Taccola furono Procura della città adriatica per capire se misteriose, il ragazzo nel corso della vi sono responsabilità sul decesso dello stagione aveva sofferto di continue sfortunato giocatore. Alcuni parlano di febbri, causate da un’infezione della fatalità, altri di negligenza. Non sono né quale i medici non sapevano dare un cardiologo né il padrone del destino alcuna spiegazione chiara. In mente, di alcuno, ma una domanda mi martella però, ho ancora quel tragico 1977: a da una settimana a questa parte: “Chi febbraio Luciano Vendemini, cestista muore a 25 anni per una partita di della Chinamartini Torino, stramazza al pallone?”. Una lunga lista di giocatori suolo, non aveva ancora 25 anni, e a ha perso la vita sul campo di gioco: nel ottobre, nel corso di Perugia-Juventus, tocca a Renato Curi a morire a soli 26 1969 toccò a Giuliano Taccola. anni. Da allora è cambiato qualcosa? Roberto Mancini, quando Muamba, giocatore del Bolton, fece spaventare tutti cadendo a terra nel corso del match col Tottenham, disse che i controlli in Italia sono più accurati rispetto a quelli inglesi. In un paese di corrotti e corruttori come il nostro è difficile pensare che ci sia tutta questa accuratezza come afferma il Mancio, ma siccome ne conosco la sua onestà intellettuale, alzo le mani.

la morte accidentale capita solo a uno su mille, a coloro i quali non hanno mai avuto problemi di cuore

E allora c’è dell’altro. La farmacologia ha fatto passi da gigante… Nel 1977, prima del match con la Juventus, Curi era dato per infortunato, si attese fino all’ultimo per farlo entrare. Un’iniezione di novocaina e via, il motorino marchigiano cominciò a girare come un forsennato. Dopo cinque minuti della ripresa, il suo cuore cessò di battere. Mi sono sempre chiesto se un calciatore professionista mangi come noi o metta nel suo cestino della merenda anche qualcos’altro che possa beneficiarne dal punto di vista del recupero fisico. I controlli semestrali, cui sono sottoposti i professionisti, dovrebbero essere fatti con più frequenza. La morte accidentale capita solo a uno su mille, a coloro i quali non hanno mai avuto problemi di cuore. È giusto non avere la cultura del sospetto, ma non ho mai creduto che nel calcio non ci sia doping. In uno sport che richiede continuamente la

perfezione nella prestazione, è giusto stringere il cerchio. Mi dispiace, ma pane e salame sono sulla tavola degli impiegati e degli operai, già manager e dirigenti si montano la testa. Dimenticavo un buon bicchiere di vino rosso… Le morti premature devono fare riflettere sulle strane iniziazioni che si fanno in qualche situazione. La morte di Nello Saltutti (nel 2003), avvenuta all’età di cinquantasei anni a causa di un infarto, è al centro di un’inchiesta aperta nel 2005 dal Nucleo anti-sofisticazione dei carabinieri di Firenze, tesa ad accertare le effettive cause del decesso di alcuni giocatori della Fiorentina impiegati negli anni settanta, fra cui i difensori Ugo Ferrante (deceduto per un tumore alla gola) e Bruno Beatrice (morto di leucemia), cui sarebbero stati somministrati farmaci non idonei. Secondo la vedova di Beatrice la morte di Saltutti sarebbe da mettere in relazione con quella di suo marito,

di Ugo Ferrante e di Giuseppe Longoni (morto per una vasculopatia cardiaca). Secondo la stessa vedova, anche le malattie di Adriano Lombardi (deceduto per il morbo di Gehrig), Massimo Mattolini (morto il 12 ottobre 2009 dopo aver subito un trapianto di reni), Domenico Caso (tumore al fegato), Giancarlo Antognoni (arresto cardiaco) e Giancarlo De Sisti (ascesso frontale) sarebbero da mettere in relazione al doping negli anni in viola. Nell’agosto del 2010, un altro calciatore della Fiorentina anni settanta, Giancarlo Galdiolo, si è gravemente ammalato di demenza frontale temporale. Un distinguo che non deve fare allontanare la mente dalla morte di Piermario Morosini. Visto quello che è successo negli ultimi tempi, rispetto ad anni fa, ora i calciatori muoiono come prima e più di prima. Si faccia qualcosa e se vi sono teste da tagliare si chiami Robespierre: potrebbe salvare la vita a tanti altri ragazzi.

è stato aperto anche un fascicolo dalla Procura della città adriatica per capire se vi sono responsabilità sul decesso dello sfortunato giocatore

Arbitro: Andrea De Marco di Chiavari

MILAN (4-3-1-2)

BOLOGNA (3-4-2-1)

All. M. Allegri

All. S. Pioli

32 Abbiati; 25 Bonera, 13 Nesta, 76 Yepes, 77 Antonini; 22 Nocerino, 4 Van Bommel, 14 Muntari; 10 Seedorf; 11 Ibrahimovic, 70 Robinho.

Stadio ‘G. Meazza’ ore 15.00

13

14

77

70

10

76 4

32 13

Fai vincere il “Giovane Calciatore” che ritieni il migliore in assoluto, e potrai premiarlo personalmente.

84 15

90

9

10 11

22 25

25 Agliardi; 84 Raggi, 90 Portanova, 21 Cherubin; 13 Pulzetti, 15 Perez, 26 Mudingayi, 48 Rubin; 10 Ramirez, 23 Diamanti; 9 Di Vaio.

23

26

25 21

48

Invia una mail a: crazycable@tiscali.it oppure un sms al 333-2746746


Domenica 22 aprile 2012

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La Partita

No ai cali di tensione Il Milan è forte ed è in corsa per lo scudetto. Ma il Bologna a San Siro contro l’Inter targata Ranieri ha inaspettatamente vinto

di A.S. Bisceglia Il campionato riprende, dopo il lutto di Piermario Morosini, e il Milan a San Siro scende in campo affrontando un Bologna sempre più assetato di punti in prospettiva dello sprint finale del torneo. La squadra di Pioli sente il fiato sul collo del Lecce, in grande rimonta, e lo spettro della B in queste ultime settimane è tornato a farsi vedere all’ombra delle due torri. Il tecnico emiliano sa benissimo che con i rossoneri non si scherza, in primo luogo perché il Milan è forte ed è in corsa per lo scudetto, in secondo perché le trasferte a Milano, per qualsiasi squadra, sono sempre state difficili e insidiose, anche se l’ultimo

viaggio del Bologna nel capoluogo meneghino ha regalato a Di Vaio e compagni una clamorosa vittoria con l’Inter targata Ranieri. Allegri in settimana ha messo sotto pressione i suoi giocatori tenendo d’occhio l’infermeria che non finisce mai di riempirsi ogni domenica. Allegri di regola recupera tre elementi ma ne perde due così, per mettere in piedi un Milan competitivo per la gara con i petroniani, è in pratica costretto a verificare il bollettino sanitario stilato dal dottor Tavana, medico responsabile della società. Oggi a San Siro, comunque sia, non sono ammessi cali di tensione. Negli ultimi tempi il Milan ha segnato il passo: dopo l’eliminazione dalla Champions per opera del Barcellona i campioni d’Italia hanno accusato il colpo perdendo in casa con la Fiorentina e la Juventus, di conseguenza, ne ha immediatamente

approfittato recuperando lo svantaggio in classifica. Poi, Ibra e compagni, hanno rialzato la testa andando a vincere a Verona col Chievo ed ora, in attesa del verdetto di stasera nel posticipo fra Juve-Roma, hanno un solo obiettivo, quello della conquista dei tre punti con gli emiliani. Col Chievo, Allegri è stato costretto a schierare ben sette over 30 ma anche col Bologna, probabilmente, la musica non sarà diversa. Pioli, dal canto suo, recupererà Di Vaio fuori per squalifica contro il Cagliari. Il modulo difficilmente sarà quello impiegato al Dall’Ara con i sardi lo scorso giovedì nell’infrasettimanale. Tornerà il 3-4-2-1, con Di Vaio unica punta davanti a Diamanti, con Acquafresca, salvo sorprese, panchinaro. Per quanto concerne i rossoneri, possibile una staffetta Robinho-El Shaaravy.

Il Programma di Serie A Turno Odierno Sabato 21 Aprile - 34. Giornata

La Classifica

La Classifica Marcatori

Serie A

Gio Vin Nul Per GF

GS

Diff P.ti

1

32

18

+35 68

Parma - Cagliari

Ore 18:00

Chievo - Udinese

Ore 18:00

Napoli - Novara

Ore 20:45

2

Milan

32

20

7

5

62

26

+36 67

Catania - Atalanta

Ore 20:45

3

Lazio

32

16

6

10

48

40

+8

Juventus

18

14

0

53

54

Domenica 22 Aprile - 34. Giornata

4

Udinese

32

14

9

9

44

32

+12 51

Fiorentina - Inter

Ore 12:30

5

Roma

32

15

5

12

52

42

+10 50

Cesena - Palermo

Ore 15:00

6

Napoli

32

12

12

8

56

41

+15 48

Genoa - Siena

Ore 15:00

7

Inter

32

14

6

12

47

45

+2

48

Milan - Bologna

Ore 15:00

Lazio - Lecce

Ore 15:00

8

Catania

32

10

13

9

42

43

-1

43

Juventus - Roma

Ore 20:45

Prossimo Turno Sabato 28 Aprile - 35. Giornata Palermo - Catania

Ore 18:00

Cagliari - Chievo

Ore 18:00

Roma - Napoli

Ore 20:45

Domenica 29 Aprile - 35. Giornata Bologna - Genoa

Ore 12:30

Siena - Milan

Ore 15:00

Novara - Juventus

Ore 15:00

Lecce - Parma

Ore 15:00

Atalanta - Fiorentina

Ore 15:00

Inter - Cesena

Ore 15:00

Udinese - Lazio

Ore 20:45

9

Chievo

32

11

9

12

30

40

-10 42

10

Palermo

32

11

7

14

44

49

-5

40

11

Bologna

32

10

10

12

33

38

-5

40

12

Atalanta *

32

11

13

8

37

34

+3

40

13

Siena

32

10

9

13

37

34

+3

39

14

Cagliari

32

9

11

12

33

39

-6

38

15

Parma

32

9

11

12

41

50

-9

38

16

Fiorentina

32

9

10

13

32

38

-6

37

17

Genoa

32

9

9

14

43

58

-15 36

18

Lecce

32

8

10

14

37

48

-11 34

19

Novara

32

5

10

17

27

54

-27 25

20

Cesena

32

4

9

19

19

48

-29 21

* 6 punti di penalizzazione

23 reti: Ibrahimovic (Milan; 9 rigori) 20 reti: Milito (Inter; 5 rigori), Di Natale (Udinese; 4 rigori) 19 reti: Cavani (Napoli; 2 rigori) 16 reti: Palacio (Genoa; 3 rigori) 15 reti: Denis (Atalanta; 3 rigori) 13 reti: Jovetic (Fiorentina; 4 rigori), Klose (Lazio) 12 reti: Miccoli (Palermo; 1 rigore) 11 reti: Di Michele (Lecce; 4 rigori), Giovinco (Parma; 4 rigori), Osvaldo (Roma), Calaiò (Siena; 4 rigori) 10 reti: Di Vaio (Bologna; 1 rigore), Matri (Juventus) 9 reti: Pinilla (Cagliari/Palermo; 3 rigori), Nocerino (Milan), Lavezzi (Napoli; 1 rigore), Borini (Roma) 8 reti: Lodi (Catania; 5 rigori), Mutu (Cesena; 2 rigori), Hernanes (Lazio; 4 rigori), Destro (Siena) 7 reti: Larrivey (Cagliari; 2 rigori), Bergessio (Catania), Marchisio (Juventus), Muriel (Lecce), Hamsik (Napoli), Rigoni M. (Novara; 3 rigori) 6 reti: Diamanti (Bologna; 1 rigore), Pellissier (Chievo; 2 rigori), Thereau (Chievo), Pepe (Juventus), Pandev (Napoli), Budan (Palermo), Floccari (Parma; 1 rigore), Bojan (Roma) 5 reti: Moralez (Atalanta), Acquafresca (Bologna), Ramirez (Bologna), Paloschi (Chievo), Jankovic (Genoa), Rossi (Genoa), Gilardino (Genoa/ Fiorentina; 2 rigori), Pazzini (Inter), Vucinic (Juventus), Rocchi (Lazio), Robinho (Milan), Hernandez (Palermo; 2 rigori), Totti (Roma; 2 rigori), Basta (Udinese) 4 reti: Marilungo (Atalanta), Conti (Cagliari; 1 rigore), Ribeiro (Cagliari), Almiron (Catania), Barrientos (Catania), Legrottaglie (Catania), Moscardelli (Chievo), Cerci (Fiorentina), Sculli (Genoa/Lazio), Cambiasso (Inter), Quagliarella (Juventus), Vidal (Juventus; 1 rigore), Lulic (Lazio), Giacomazzi (Lecce), Boateng (Milan), Maxi Lopez Milan/Catania; 2 rigori), Morimoto (Novara) 3 reti: Gomez (Catania), Motta (Inter), Bonucci (Juventus), Mauri (Lazio), Candreva (Lazio/Cesena; 1 rigore), Cuadrado (Lecce), Dzemaili (Napoli), Maggio (Napoli), Caracciolo (Novara/Genoa), Mascara (Novara/Napoli), Silvestre (Palermo), Biabiany (Parma), Modesto (Parma), Paletta (Parma), De Rossi (Roma), Juan (Roma), Lamela (Roma), Pjanic (Roma), Simplicio (Roma), Bogdani (Siena), D’Agostino (Siena; 1 rigore), Asamoah (Udinese), Floro Flores (Udinese), Isla (Udinese)


Domenica 22 aprile 2012

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Domenica 22 aprile 2012

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Il Caso

Ciao Moro, ragazzo d’oro di A.S. Bisceglia

La morte di Morosini ha scosso il mondo del calcio al punto di sospendere la giornata di tutti i campionati. Facendoci riflettere

Noi genitori, spinti dal desiderio di una vita sana dei nostri figli, sin da bambini cerchiamo di insegnare loro l’importanza di dedicarsi ad uno sport. Certo, non tutti abbiamo ambizioni agonistiche per la nostra prole, ma siamo promotori, a volte contro la loro pigrizia, di attività fisica. Mi chiedo, al di là dell’encomiabile e, per me, sovraumano tentativo (ved. famiglia Simoncelli) di andare oltre il peso più grande, quello di non avere più un figlio, quanto noi genitori vediamo da vicino il possibile rischio nello sport. Non parlo di attività già di per sé pericolose come la Formula 1, il motociclismo o il rally, ma di sport in cui puoi al

massimo preventivare il naso rotto o un danno ai legamenti. Insomma, rischi… accettabili, soprattutto se sull’altro piatto della bilancia vi sono fama e danaro. Sovente, dobbiamo fare i conti con una realtà durissima, la vita lasciata sul campo o, come nei casi più fortunati, il “solo” rischio. Insomma, è decisamente in contrapposizione al pensiero del genitore “fai sport, ti fa bene”. Mah... C’è da riflettere sulla reale sicurezza dei tanti esami, test e controlli annuali a cui sono sottoposti gli atleti professionisti e non. Nomi eccellenti e meno noti hanno rischiato la vita o l’hanno lasciata direttamente sul campo. Le cause ricorrenti sono legate a problemi cardiovascolari che

non sempre sono prevedibili, ma spesso si sottovalutano o, peggio ancora, a volte non si diagnosticano affatto piccole malformazioni che, se trascurate e soggette a grandi sforzi, possono portare alla morte. Non voglio ricordare i Colin McRae, i Gilles Villeneuve, i Ronald Ratzenberg (la cui morte, a Imola nel ‘94, passò inosservata ai più). Oppure i Marco Simoncelli (…). Il rischio è stato il loro mestiere. E non vorrei neppure partire da Giuliano Taccola, attaccante della Roma, morto a Cagliari per attacco cardiaco, tanto per cambiare (…), nel lontano 16 marzo 1969 all’età di 25 anni, e neppure passare dal ventiquattrenne ungherese, Mikios Fehér, calciatore del Benefica morto di arresto cardiaco durante una partita di Superliga, il 9 maggio 2004. Nello stesso anno, in ottobre, la fortuna si presenta di spalle anche a Paulo Sergio Oliveira da Silva, per tutti “Serginhò”. Laddove il miracolo tiene in vita, e felicemente tornato a casa, Fabrice Muamba, il 24enne calciatore inglese di origine congolese, colpito sempre da arresto cardiaco durante una partita contro il Tottenham, la malasorte continua invece a presentare il conto ad altri atleti. Il 24 marzo scorso l’attacco cardiaco “fa visita” al 37enne Vigor Bovolenta durante il terzo set contro il Macerata. L’ex pallavolista azzurro ebbe solo il tempo di chiedere aiuto ai compagni. Sabato scorso è toccato a Piermario Morosini, centrocampista 25enne del Livorno, morto in campo a Pescara. Un ragazzo a cui la buona

sorte, a parte il calcio tanto voluto anche dai genitori, ha fatto poche visite. Rimasto orfano a 15 anni, prima la madre e due anni dopo il padre, vive con un fratello, che poco dopo si suicida, e con una sorella disabile. La vita di questo ragazzo finisce all’Adriatico, è sotto gli occhi di tutti. Barcolla, prova a rialzarsi due volte ma il cuore dice basta. La disperazione degli altri calciatori in campo che si rendono subito conto della gravità. A nulla è servito l’immediato massaggio cardiaco, la respirazione artificiale, i due defibrillatori ed inutile è stata anche la corsa dell’ambulanza all’ospedale di Pescara dove i medici, per un’ora e mezza, hanno provato a far ripartire quel cuore. Tutto inutile. La morte di Morosini ha scosso il mondo del calcio al punto di sospendere la giornata di tutti i campionati italiani, e chi è già sceso in campo rientra negli spogliatoi. La decisione è stata presa dalla FIGC. Ora tutto è di rito. Le parole servono a poco. A tutti voi, anche i tanti non citati, che ci avete comunque sempre emozionato, un immenso grazie.

Nostra sorella per sempre Maria Carla Morosini, sorella del compianto Piermario, sarà supportata da tutta l’Italia

(r.s.) Antonio Di Natale, capitano e bandiera dell’Udinese, prenderà in affidamento la sorella invalida di Piermario Morosini. “Conosciamo bene la situazione della sorella e noi come squadra, la società con Udinese per la Vita e la signora Pozzo tutti insieme abbiamo deciso di dare una mano alla ragazza che ha tanto bisogno di noi”, ha detto Di Natale ai microfoni di Udinese Channel. Gli amici dell’attaccante dei bianconeri si sono resi disponibili a dare una mano. Oggi é importante restare vicini alla sorella di

Morosini. “E non solo per un giorno ma per tutta la vita. La ragazza ha bisogno di noi e vogliamo aiutarla, per lei ma anche per Mario”. Anche il presidente dell’Atalanta, Antonio Percassi, attraverso una breve nota pubblicata sul sito della società, fa sapere che la sorella non sarà lasciata sola: “Maria Carla Morosini sarà per sempre parte della famiglia atalantina e non dovrà mai preoccuparsi di nulla”.


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Domenica 22 aprile 2012

Il Campionato

Duello sotto la Mole Il clou della giornata è senza dubbio la sfida di Torino dove la Juve capolista questa sera affronterà la Roma

di Laura Tangari Il calcio piange il povero Morosini. Il campionato domenica scorsa si è fermato per una riflessione sulla tragedia del giovane giocatore del Livorno ma oggi riprende a grande velocità per rispettare gli impegni televisivi e di calendario fissati dalla Lega e dalla Federcalcio in precedenza. Il clou della giornata è senza dubbio la sfida di Torino, dove la Juve capolista questa sera affronterà una Roma decisa a salire sul treno dell’Europa dopo il convincente successo conquistato all’Olimpico con l’Udinese la scorsa settimana. La Vecchia Signora sente il fiato sul collo del Milan e con i giallorossi di Luis Enrique farà sicuramente tutto il possibile per intascarsi l’intera posta.Il braccio di ferro fra le due dominatrici del campionato, cioè Milan e Juve, è giunto quasi all’epilogo. Ormai mancano poche tappe per arrivare al traguardo del 13 maggio e chi sbaglia paga. Lo sa benissimo la squadra di Allegri che ospiterà un Bologna in frenata dopo

gli acuti dello scorso mese. Il Lecce è in piena rimonta ed ha messo nei pasticci non solo i petroniani ma anche un bel gruppetto di squadre, capitanate, in questa circostanza, da un Genoa che non riesce più a vincere malgrado il cambio in corsa dell’allenatore, valuto dal presidente Preziosi, dell’allenatore Marino sostituito da Malesani. A Marassi andrà, in effetti, in onda una partita da batticuore: i liguri riceveranno quel Siena di Sannino che ha fatto vedere i sorci verdi all’Inter a San Siro nell’ultimo turno di campionato. Anche i toscani in classifica non sono messi bene, pur vantando tre lunghezze in più di Palacio e compagni, attualmente al diciassettesimo posto, vale a dire un gradino sopra il Lecce di Cosmi. Sarà dura anche per il Cagliari in trasferta a Parma mentre la Fiorentina, al Franchi con l’Inter di Stramaccioni, dovrà cercare di tirarsi fuori dalle sabbie mobili per non farsi agganciare dal già citato Lecce in campo all’Olimpico contro una Lazio ancora frastornata dalla sconfitta con la Juve. Catania-Atalanta sembrerebbe una partita da ics fisso, considerata la posizione in classifica delle due squadre. Infine, il Palermo andrà a Cesena contro i romagnoli ormai praticamente retrocessi insieme al Novara che ieri ha giocato al San Paolo col Napoli.

Arturo Vidal festeggiato dai compagni

I Bioritmi

Con il cuore gonfio e favorito I pilastri sono Nesta, al top della condizione fisica, e un Thiago Silva davvero tonico

di Enzo Occhiuto Malinconicamente si torna a giocare sui campi di calcio dopo che il mondo del pallone è ripiombato in un incubo divenuto purtroppo ricorrente. Piermario Morosini, 25 enne centrocampista del Livorno, ha perso la vita durante la partita di calcio contro il Pescara allo stadio Adriatico. Le scioccanti immagini,

viste in tivù in quel tristissimo sabato, sono certo che rimarranno per sempre impresse nei nostri cuori. Ma veniamo ai bioritmi. Dall’analisi dei potenziali bioritmici (forza fisica, sensibilità tecnica e ragionata visione del gioco) dei singoli giocatori, che presumibilmente scenderanno in campo al Meazza, emerge un maggior stato di benessere psicofisico del Milan (6,08 valore medio bio) rispetto a quello del Bologna (6,04). Anche dalla lettura dei valori medi dei moduli tattici, studiati dai rispettivi allenatori, si evidenzia la

diversa impostazione di competitività delle due squadre. Allegri (4 – 3 – 1 – 2 = v. 6,12 – 6,01 – 6,12 -6,12) ha una coriacea difesa diretta da un tonico Nesta al top della condizione fisica (6,44) e orchestrata da Tiago Silva al meglio della sua forma sia intellettiva (6,49) che intuitiva (6,31). I due anche da soli riuscirebbero a fermare con tecnica e stile le incursioni offensive dei bolognesi. Abbiati (6,19) è in ottimo stato di forma. Coeso il centrocampo con Nocerino (6,41), Van Bommel (6,31) e Muntari (6,37) in grado di fare

muro e proporre incursioni al servizio delle punte avanzate Robinho (6,31) e Ibrahimovic (6,44 v.f. e 6,41 v.i.) in grande spolvero e in grado quindi di creare azioni da gol. Di contro, Pioli (3 – 4 – 2 – 1 = v. 6,02 – 6,13 – 5,94 – 5,94) può far leva su una difesa e un centrocampo ben sorrette da un Gillet (6,46 v.i.) in ottima forma e Cherubin (6,45 v.e.), Perez (6,31 v.i.) Mundingayi (6,49 v.i.) molto aggressivi e determinati a difendere e aiutare la fascia avanzata che vede Diamanti (6,37 v.f.) e Di Vaio (6,13 v.f.) pericolosi e pronti a

lottare contro la difesa avversaria. Nello specifico delle potenzialità di rendimento si vedrà un Milan (6,16) più resistente alla fatica con 79% dei giocatori positivi rispetto alla squadra bolognese (5,98) con solo il 50% di giocatori positivi. Anche sul piano dell’intelligenza tattica ed intuizione del gioco, i rossoneri (6,05) risultano più creativi dei rosso blu (6,01). I due allenatori si presentano caricati in modo diverso: Allegri (6,22) è fortemente motivato, Pioli (5,61) è scarsamente incentivato.


Domenica 22 aprile 2012

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Ringhio, finalmente Il Personaggio del Milan: Gennaro Gattuso

Nel 2003 ha creato una fondazione ONLUS, “Forza Ragazzi”, per sostenere gli adolescenti meno fortunati della Calabria

di Alessandra Caronni Una stagione all’insegna dei tanti infortuni. E il primo pensiero, Ringhio Gattuso, lo dedica a un amico. “Cassano, già lo vedo carico, ha un grande desiderio: andare all’Europeo. Ha lavorato tantissimo questi due mesi, la sua qualità è immensa”. E Pato? “Vederlo in palestra mi dispiace, è un patrimonio del Milan e riesce a fare cose incredibili. Non deve fare l’errore di voler tornare in fretta, deve prendersi il tempo necessario”. Per quanto riguarda il proprio futuro, Ringhio si dichiara ottimista. “Fin quando ci sono Berlusconi e Galliani, io lo vedo roseo. Dobbiamo mettercela tutta”. Lo scudetto? “Se vinciamo noi, il prossimo anno potremmo puntare alla seconda stella. Sarebbe bellissimo vincere la seconda stella, un traguardo storico per la società e bello per chi ci sarà”. Consigliato al Milan dal team manager

della Salernitana, ed ex rossonero, Ruben Buriani, Gattuso approda alla corte del Diavolo nell’estate del 1999, rifiutando una proposta della Roma. Con addosso la maglia numero 8, diventa subito beniamino dei tifosi. Esordisce da milanista il 15 settembre del ‘99 nella partita di Champions League Chelsea-Milan, finita 0-0. Si fa amare già dal primo derby, il 24 ottobre, quando affronta a muso duro l’allora interista Ronaldo. La stagione 20022003 è stata una delle migliori per lui. Vince la Champions League nella finale dell’Old Trafford di Manchester contro la Juventus e la Coppa Italia contro la Roma. Il 23 maggio 2007 vince la sua seconda Champions League contro il Liverpool, due anni dopo la sconfitta patita in finale di Champions League contro gli inglesi. Il 16 dicembre successivo si aggiudica la Coppa del mondo per club. Nell’estate del 2008 è vicino al trasferimento in Germania al Bayern Monaco, ma viene convinto a rimanere al Milan da Galliani. Il 7 dicembre 2008, nel corso della partita

contro il Catania, s’infortuna ma rimane in campo per tutti i 90 minuti di gioco. L’esito della risonanza magnetica fatta due giorni dopo evidenzia una lesione al legamento crociato anteriore del ginocchio destro. Il 15 dicembre 2008 viene operato ad Anversa per la ricostruzione del legamento crociato. Sei mesi e tornerà in campo. La prima partita ufficiale dopo l’infortunio è del 31 maggio 2009. Il 22 agosto 2009, in occasione della gara valida per la prima giornata della Serie A 2009-2010 contro il Siena, disputa la 400esima partita in maglia rossonera indossa ndo anche la fascia di capitano. Con l’arrivo di Allegri, torna a essere uno dei titolari. Il 9 settembre 2011, nel corso della seconda giornata di campionato, contro la Lazio, abbandona il campo nel corso del primo tempo per via di problemi alla vista. Gli viene riscontrata una paralisi del sesto nervo cranico (sarà poi una miastenia oculare). Sospende l’attività agonistica, ma continua ad allenarsi. Il 17 marzo è tornato in campo nella partita vinta per 2-0 in casa del Parma.

Chi è Gennaro Gattuso Nato a Corigliano Calabro, provincia di Cosenza, il 9 gennaio del ‘78, Gennaro Ivan Gattuso è un Campione del Mondo (2006). Con il Milan ha conseguito i titoli di campione d’Europa nel 2003 e nel 2007, campione del mondo per club nel 2007 e campione d’Italia nel 2004 e nel 2011.

Il Personaggio del Bologna: Alessandro Diamanti

Un Diamanti è per sempre di Debora Cheli

Il trequartista toscano, uno dei gioielli del Bologna targato Pioli, è in netta ascesa da parecchie settimane

Uno dei trequartisti più pregiati del campionato di Serie A ce l’ha il Bologna. Alessandro Diamanti (29 anni fra una decina di giorni), mancino: mai fu più azzeccato il suo cognome. Geniale, estroso, magari discontinuo, ma capace di giocate imprevedibili da lasciare a bocca aperta persino i suoi tifosi. Specialista sui calci di punizione, è a suo modo un cultore del gioco estetico. Alessandro è di Prato, dove diventa professionista, dopo essere cresciuto nell’Associazione Calcio Santa Lucia, di cui il padre Luciano è allenatore. Dopo tre stagioni nelle giovanili, esordisce in prima squadra nel 2000, in NovaraPrato, nel campionato di Serie C2. In seguito passa in prestito all’Empoli, dove resta una stagione giocando nella Primavera, salvo tornare a Prato per l’inizio del campionato 2001/2002. Poco dopo viene però dato in prestito al Fucecchio, allora in serie D. Nell’estate del 2002 ritorna al Prato, nel frattempo promosso in Serie C1. Diamanti scende in campo solo una volta, contro lo Spezia. Nel gennaio 2003 passa alla nuova Florentia Viola di Della Valle, in Serie C2, sotto la guida tecnica di Alberto Cavasin. Il centrocampista si alterna tra primavera e prima squadra, guadagnando la promozione in C1 a fine stagione. Purtroppo la Florentia non lo riscatta e Alessandro torna a Prato, dove gioca da titolare per la prima parte della stagione. L’anno successivo passa in comproprietà all’AlbinoLeffe, in Serie B, dove si rende

protagonista con 5 assist, nonostante una stagione passata in panchina. Diamanti resta anche per il campionato successivo, ma a gennaio torna ancora una volta a Prato. Convinti dalle sue prestazioni, i dirigenti lanieri riscattano la metà del cartellino appartenente all’AlbinoLeffe. Il bilancio finale di Diamanti coi toscani parla di 76 presenze (di cui 2 da capitano) e 24 gol. Nel luglio del 2007 passa al Livorno, esordendo in Serie A contro la Juventus, mentre la sua prima partita da titolare è in occasione di Livorno-Inter. Per la prima rete nella massima serie, Diamanti dovrà attendere il match contro il Napoli, terminato 2-1 per i partenopei. Al termine della stagione gli amaranto retrocedono, ma si assicurano le prestazioni del pratese con un contratto quinquennale. Diamanti non delude chiudendo il campionato con 20 reti all’attivo, il suo record personale, e diventando uno dei migliori 11 del campionato di Serie B, come miglior fantasista. Le sue qualità non sfuggono a Gianfranco Zola, che lo vuole al West Ham. Il trequartista firma un quinquennale ed esordisce in Premier League nel settembre 2009 contro il Wigan, mentre il primo gol lo segna al Liverpool su rigore. L’esperienza in Inghilterra termina nell’agosto 2010, con un bilancio di 8 gol in 29 presenze, e Diamanti passa al Brescia.

Chi è Alessandro Diamanti Nato a Prato il 2 maggio 1983, Alessandro Diamanti, nonostante alcuni problemi disciplinari, si mette in luce contro la Juventus (suo il gol del pareggio dell’1-1 finale) e contro l’Inter, realizzando 7 reti in totale con le rondinelle. Dall’agosto 2011 è al Bologna, dove ha già messo a segno 7 gol. Il suo talento non sfugge a Cesare Prandelli che lo chiama per indossare la maglia della nazionale il 17 novembre 2010 per l’amichevole con la Romania.


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Domenica 22 aprile 2012

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Domenica 22 aprile 2012

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La Champions

Il ritorno delle grandi di Luigi Sada

Chelsea e Bayern Monaco hanno sconfitto rispettivamente Barcellona e Real Madrid. E la Spagna è kaput con le sue due regine

Bayern Monaco e Chelsea sugli scudi nel primo round di Champions League andato in onda a metà settimana. I tedeschi sono riusciti a battere il Real di Mourinho sul filo di lana con due gol siglati da Ribery e Gomez mentre gli inglesi di Di Matteo hanno superato brillantemente il favoloso Barca di Pep Guardiola con una prodezza di Drogba. All’Allianz Arena il Bayern ha acciuffato con Gomez la vittoria a una manciata di secondi dal fischio di chiusura dopo che Ozil, all’inizio della ripresa, aveva messo i conti in parità lasciando intravvedere una rimonta delle Merengues. Non è stato così, perché i tedeschi, che sono tosti, hanno ribattuto colpo su colpo agli spagnoli chiudendo la gara in crescendo malgrado i tentativi di CR7, cioè Cristiano Ronaldo, di portare a casa un risultato positivo. In pratica è stato confermato che i bavaresi sono la vera bestia nera della squadra di Madrid, dal momento che negli ultimi anni, naturalmente in Champions, sono usciti sempre con le ossa rotte nei confronti diretti. Il gol di Ozil, nel match di ritorno del Bernabeu, potrebbe rivelarsi fatale per i panzer di Germania ma come dice il Trap “non dire gatto se non ce l’hai nel sacco”. Al Real sarà sufficiente vincere con un gol di scarto senza subirne. E i giochi sono fatti. Stessa musica allo Stamford Bridge dove il Chelsea ha fatto sua la sfida “impossibile” col Barcellona

Chelsea-Barcellona

rispondendo a distanza sulla stessa lunghezza d’onda del Beyern alla favoritissima coppia spagnola. L’immenso Drogba ha matato i blaugrana proprio allo scadere del primo tempo quando Guardiola stava ancora mordendosi le mani per la traversa centrata al quarto d’ora da

Bayern - Real Madrid

Sanchez con Cech fuori causa. Ma il calcio è così: il Barca ha fatto la partita, il Chelsea ha vinto. Di Matteo ha costruito una gabbia perfetta per bloccare l’extraterrestre Messi. L’argentino è tornato sulla Terra perché, dopo aver dribblato tre giocatori, puntualmente è stato fermato da

Ivanovic e Terry. La rabbia degli Invincibili non è servita a niente, anche se il lungo e interminabile forcing ha spesso fatto saltare le coronarie ai tifosi dei Blues. Guardiola per rimettere in sesto la partita ha provato ad inserire Thiago Alcantara e Pedro, col risultato che Pedro sul finire ha centrato un palo. Sintesi della sfida:

Classifica Serie C1

Classifica Femminile

Classifica Serie C2/A

Classifica Serie C2/B

Pos Squadra

P.ti

Pos Squadra

P.ti

Pos Squadra

Pos Squadra

P.ti

1

Futsal San Damiano

79

1

Mojto Footbal Club

46

1

Eurobrianza 1999 Futsal 60

1

MGM 2000

55

2

Rho Ca5

58

2

Rosa Futsal Bresso

40

2

La Fortezza

57

2

Atletico Brianteo

55

3

Pavia

53

3

Kennedy

40

3

Cardano 91

56

3

Bellagio Ca5

52

4

1999 Calcio Valmalenco 50

4

Cenate Sotto

37

4

Elle Esse 96

54

4

Pol. Renatese

50

5

Saints Pagnano

46

5

Plavan Robbio

30

5

Ticinia

47

5

Ca5 Mese

45

6

Boys Bellinzago C5

45

6

Rho Ca5

30

6

Trezzano Soccer Five

43

6

Malgrate C5 Avis

45

7

Vignate

43

7

Real Cornaredo

18

7

Cuvio Valcuvia Ca5

42

7

Valtellina Futsal

39

8

Meyland Calcio a 5

43

8

Basiglio Milano 3

11

8

Mortara Virtus Ca5

33

8

Sondrio Calcio srl

35

9

Metropolis FB

Five to Seven

Vittuone

Calcioacinque Meda

29

1-0 per gli inglesi, due legni colpiti dagli spagnoli. Adesso il Chelsea aspetta il ritorno con maggior fiducia. L’altra sera “Telelombardia” ha titolato la Caduta degli dei. Real e Barcellona alle corde, ma il ritorno sarà sicuramente un’altra musica.

Calcio a 5

Roberta Menegon Archiviato il 51° Trofeo delle Regioni con la rispettiva vittoria della Sicilia nel maschile e dell’Abruzzo nel femminile, il Futsal San Damiano festeggia la vittoria nel campionato di C1. Rimane da assegnare il quarto posto utile per accedere ai play-off. In fondo alla classifica con l’Ispra e L’Acsi Aurora, già retrocesse, è lotta serrata tra Vasca e Laveno Mombello; mentre Carioca, Bergamo Calcio a 5 e Bocconi attendono di conoscere la vincente dei play-off di C2, che si disputeranno il 9 maggio, per l’ultimo posto disponibile che varrebbe la permanenza o la retrocessione in C2. In C2 girone B l’ultima gara di recupero del Brianteo può decidere il campionato, altrimenti si va allo spareggio con l’MGM 2000. Negli altri due gironi vince sono l’Euro Brianza e il Basiano. Per quanto riguarda la serie D nel fine settimana partono i play off per accedere alla C2. Ecco le società già promosse Girone A: Sportin Vanzago Girone B: San Carlo Girone C: Base 96 Seveso Girone D: Xenia

P.ti

40

9

10

9

29

9

10 Carioca

37

10 La Benvenuta

9

10 Kick Off Legnano

28

10 S.Fermo

11 Bergamo Calcio a 5

37

11 Atletico Milano ASD

4

11 Olmi Cesano

25

11 Castionetto

27

12 Bocconi Sport T.

36

12 Rovellasca 1910 Victor

13

12 Campodolcino

16

13 Laveno Mombello

31

13 Sportleague

10

13 Brasilia

9

14 Vasca

28

14 Vigejunior

9

14 Arcellasco

7

15 Acsi Aurora

18

16 Ispra

12

Prossimo Turno C1

Prossimo Turno Femminile

Venerdì 20 aprile - Giornata n° 30

Venerdì 20 aprile - Giornata n° 30

Ore 15:00

1999 Calcio Valmalenco - Acsi Aurora

Ore 18:00

Kennedy - Atletico Milano ASD

Ore 15:00

Bocconi Sport T. - Boys Bellinzago C5

Ore 18:00

La Benvenuta - Cenate Sotto

Ore 15:00

Saints Pagnano - Carioca

Ore 18:00

Basiglio Milano 3 - Real Cornaredo

Ore 15:00

Bergamo Calcio a 5 - Ispra

Ore 18:00

Plavan Robbio - Rho Ca5

Ore 15:00

Laveno Mombello - Metropolis FB

Ore 18:00

Five to Seven - Rosa Futsal Bresso

Ore 15:00

Futsal San Damiano - Pavia

Ore 15:00

Vignate - Rho Ca5

Ore 15:00

Meyland Calcio a 5 - Vasca

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Domenica 22 aprile 2012

La Vita dei Club

Milan Club Pesaro Sono stati raccolti anche i fondi per opere di beneficienza e organizzati numerosi tornei di calcio dedicati ai ragazzi

di Giovanni Labanca

Il Direttivo Presidente, Camillini; vice, Marcello Leonardi; segretario, Albertini; consiglieri, Bruscolini, L.Leonardi, Palazzi, Ricciolini, Matteacci, Tomassini e Ridolfi

“Il tifo va bene, ma mettiamoci in testa all’estero nelle varie finali vittoriose che allo stadio si va per far festa”. delle più prestigiose Coppe europee. Questo è il motto che i soci del Milan Il Milan Club Pesaro, per aumentare la Club “Ambrosini” di Pesaro si ripetono sua forza ed autorevolezza, ha fatto da ogni qual volta si recano a San Siro. Lo forte richiamo anche per tifosi dei centri fanno sin dal gennaio del 1973, anno di vicine, fino a inglobare appassionati fondazione di uno dei più longevi Milan di Urbino, Catria, Nerone e stringere Club d’Italia. L’iniziativa e l’avventura le fattive collaborazioni con gli amici di si devono a due tifosissimi del Diavolo, Fano e di altri centri della Provincia. Marcello Leonardi e Felli, subito Insomma, l’unione fa la forza, anche in seguiti da Albertini, Stefanelli, Panzieri, campo sportivo. Mazzoli, Francucci, Barbieri, Donati, In quasi quarant’anni, hanno fatto visita Bassi, Gargbarino, Carnaroli, Gasperotto, Sani, Berroni, Montesi, Pezzolesi, Maurizio (Bar Guerra), Meliffi, Matteacci e Camillini, attuale Presidente. In tutti questi anni, sono state tante le iniziative sportive e sociali che ad elencarle non basterebbe l’intero articolo, ma non possiamo non segnalare quelle dedicate alla raccolta fondi per opere di beneficienza o l’organizzazione di numerosi tornei di calcio dedicati ai ragazzi, oltre alle trasferte domenicali a Milano per assistere alla partita ed ai Ambrosini e Gattuso in visita al Club trionfi del Milan, seguito anche

al Club e sono stati premiati campioni di vari sport, tra cui il “compaesano” Valentino Rossi, oltre ai numerosi giocatori e dirigenti del Milan, Gattuso, Ancelotti, Rossi, Ambrosini, cui il Club è stato successivamente intitolato. Il presidente Camillini, la cui carica viene costantemente rinnovata a furor di popolo, si appella alla sua grande passione e professionalità ed all’aiuto di tutti i numerosi iscritti, per continuare una storia bellissima, che diventa sempre più appassionante, anno dopo anno, tanto da costituire un prestigioso punto di aggregazione sportivo e sociale di tutta la costa marchigiana e anche esempio per la vicina Romagna. Al traguardo dei quarant’anni manca poco, ma già i soci si stanno organizzando per preparare una festa che, a dir poco, si preannuncia memorabile, proprio come la storia infinita del Milan Club Pesaro.

Lo striscione dell’Unione.

Tifosi premiati


Domenica 22 aprile 2012

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Iosonopompilio

Giocate al calcio, per favore…

se ci riuscite Complimenti alla Federcalcio per aver interrotto il campionato in memoria allo sfortunato Morosini. Intanto, continua il braccio di ferro tra Allegri e Conte

di Cesare Pompilio Gli sia lieve la terra, a Mario Morosini. Non è formalità ma un grido che tiro fuori dal cuore. Plaudo l’atto politico della Federcalcio e di Giancarlo Abete di bloccare per una giornata il campionato di calcio. Per una volta lo spettacolo si è fermato. Spero, però, che abbia un seguito, altrimenti ricadiamo nel proverbio: “Il morto è morto, diamo aiuto al vivo”. Abete, bloccando il campionato, ha consegnato a tutti, politici compresi, una memoria: “Aiutateci, la stupidità della chimica e le scommesse stanno distruggendo il gioco più bello del mondo”.

Suma è un giornalista di razza, ha il senso della notizia, capisce quello che vogliono i tifosi rossoneri a tutti i livelli Spero che una norma elementare entri a far parte del regolamento calcistico: il medico di una squadra di calcio deve essere un cardiologo. Se voi sapeste quanti pediatri e ginecologi (nulla avendo contro le succitate specializzazioni) sono medici di squadre calcistiche o peggio ancora medici di questa o di quella palestra. Vedo che

trasbordo, l’impeto del combattente c’è, ma è la voglia e l’amore per il calcio e per la Juve che mi fa ritornare nei ranghi. Dunque, siamo al rush finale, ritornano i lamenti… fiato alle trombe il gol non gol di Muntari? Ancora! Allora diventiamo tromboni, mi schiero dalla parte di Ninozzo Conte che dice: “Basta non ne posso più…”. La domanda a Massimiliano Allegri gliela fa Maurino Suma, intelligente direttore della Tv Milan Channel. In sé non è una domanda perversa, ma la medesima invade le prime pagine dei tre quotidiani sportivi. Suma è un giornalista di razza, ha il senso della notizia, capisce quello che vogliono i tifosi rossoneri a tutti i livelli: Galliani e Silvio B. compresi. Egli è la carne del tifoso rossonero che soffre, che mangerebbe un tordo vivo per una Champions, una gallo cedrone per uno scudetto. È anche, però, l’uomo che ama il calcio, dunque un opinionista di classe che Telelombardia si onora di possedere nelle proprie fila. Il Milan che incontra il Bologna non può prescindere ai consigli di Giovanni Rana: “I tortellini vanno cucinati con circospezione, altrimenti restano sullo stomaco”. Il mio amico Stefano Pioli, allenatore del Bologna, ex giocatore della Juve “trapattoniana” non ci sta ad essere la vittima sacrificale. Stefano è un giovane tecnico preparato perciò sa già come

ingabbiare Ibra. Spero che Nocerino abbassi l’audio, si è forse dimenticato di essere stato alla Juve? Perché questi attacchi ai bianconeri? La Juve è grande, grandissima nel bene e nel male. Gli ex dirigenti bianconeri di notte dormono senza prendere alcun calmante, mi risulta invece, che molti “protagonisti e coautori” che hanno mandato la Juve in serie B e gli hanno tolto due scudetti, sono in continuo concorso con le farmacie.

i grandi del calcio di ogni secolo sono spariti nel tempo... fuori dal proprio tempo Dunque, giocate al calcio, fate correre la palla, buttatela dentro, fate gol, con questi concetti Ninozzo Conte ha rianimato la Juve. I sotterfugi, i pettegolezzi, le “mandriate” contro l’allenatore sono valse nulla. Conte ha parlato chiaro in faccia a tutti: Amauri, Felipe Melo, Iaquinta, Krasic, a nessuno di loro ha promesso l’Eldorado, neppure Borriello, arrivato come il salvatore della patria, ha trovato “trippa per gatti”, quindi sono fiducioso dell’intelligenza di Ninozzo che ha saputo diminuire i carichi, è al limite delle tossine spietate, trangugia

ottimismo per darlo a tutta la truppa fino alla vittoria finale. Conte non parla di rinnovi, anzi hanno dovuto indossare i panni dei gentiluomini di sua Santità ancora qualche giorno fa, per evitare che ogni impressione si formasse come una statua ingombrante, cancellando quanto di buono e di felice han saputo dare in un ventennio di vittorie e di gioie. Intempestivo, dunque, il sommario del libro di Del Piero. Meazza, Schiaffino, Van Basten, Paolo Rossi ecc… non hanno scritto libri quando ancora indossavano i calzettoni, anzi. Un libro è un libro, se si ha da dire qualche cosa, se è il sommario di tante cronache non vende. Allora non si tratta di un libro, se il contenuto cambia col sorgere del sole. Un libro è uno spazio senza tempo. Se fra 50 anni il lettore de “Il Nome della Rosa” dovesse trovare il

un libro sulla storia della Juve? Sì, ma gli autori omettono venti anni circa di gestione Moggi, Giraudo, Bettega contenuto superato allora si tratta di una presa per i fondelli. Ma chi consiglia i campioni? La cronaca non è letteratura, è come se gli allenamenti valessero punti per la classifica e quindi per lo scudetto. Un personaggio non deve mai scrivere un

libro, un personaggio deve ricevere critiche o elogi dagli altri. Altrui devono esaltare il tono della notorietà, altrimenti andiamo tutti a ramengo a scopare il mare. I grandi del calcio di ogni secolo sono spariti nel tempo fuori dal proprio tempo. Viviamo in un’epoca di comunicazione d’immagine. Per carità, giocate al calcio se potete, gli “stracciaculi” disposti a umiliarsi per il retrobocca esistono e come, scrivere un libro sulla Juve è un fatto grande, scrivere un libro su Del Piero è una cosa nobile, ma in entrambi i casi i diretti interessati devono essere estranei. Ecco perché tanto can can è sospetto. Non penso che questo libro possegga la formula segreta contro l’invecchiamento delle cellule, racconterà la vita e i miracoli di un calciatore che ha prestato la propria opera nella squadra più amata del mondo, pure esso amato e profumatamente pagato. Eppure è come se la Juve stesse facendo chissà quale sfregio di lesa maestà. Un dubbio mi sorge; siccome a scrivere il libro è stato un collega di alto profilo, ma antjuventino, Maurizio Crosetti di Repubblica, non vorrei che fosse inavvertitamente per Del Piero, un cappio per tutto l’ambiente Juve a sole 6 giornate del raggiungimento del 30 scudetto. Dico incolpevolmente per Del Piero, perché la fede calcistica di Crosetti è tutt’altro che juventina, anzi, se potesse… Perché è una regola segnata dai parrocchiani dell’Immacolata: i giornalisti di Torino si dividono in due grandi categorie: chi lavora a La Stampa e chi vorrebbe andarci a lavorare. Fate voi e bacio le mani!!!

Gli Avversari

Un Bologna da prendere con le pinze

I rossoblù non sono ancora salvi. E a San Siro Di Vaio e compagni hanno già fatto scherzi al Milan

di Alessia Scurati Essere salvi a questo punto della stagione doveva essere un merito, ancor di più per il Bologna. Dopo aver vissuto negli anni passati complicate vicende societarie, l’inizio di campionato con Bisoli è stato tutto da dimenticare. Poi, l’arrivo di Pioli sulla panchina felsinea ha un poco raddrizzato un torneo che sembrava pregiudicato dalla falsa partenza. Quota 40 è già stata raggiunta e il Bologna arriva a San Siro con qualche pressione in meno rispetto al passato, deciso a giocarsi fino in fondo una partita che è molto più delicata per il Milan che per i rossoblù. Il ruolino di marcia del Bologna fuori casa non presenta disomogeneità rispetto a quanto combinato in precedenza nelle partite casalinghe. Su 6 gare disputate in trasferta nel girone di ritorno, l’unica sconfitta rimediata dal Bologna è stata lo scorso 25 marzo contro l’Atalanta, un 2-0 senza troppe storie che, comunque, non è esemplificativo

di quanto fatto di buono dagli emiliani lontano dalla propria città. Gli altri 3 pareggi e 2 vittorie, raccontano di un Bologna equilibrato anche nelle gare esterne, abituato a difendersi con ordine e ad attaccare con precisione, cercando il momento buono per colpire. Nell’ultimo turno di campionato i rossoblù hanno vinto in casa contro il Cagliari grazie a una punizione di Diamanti (che ha portato verso la salvezza matematica la squadra), mentre nel turno precedente il Cesena era riuscito a bloccare i bolognesi al Manuzzi sullo 0-0. È anche vero che l’11 marzo il Bologna è stato in grado di ridicolizzare la Lazio all’Olimpico mettendo a segno un 3-1 fortemente penalizzante per i sogni Champions dei biancocelesti. Se qualcosa è mancato, al Bologna di questo torneo, sono forse stati i gol di Di Vaio, finora 10, un calo di rendimento rispetto alla passata stagione, ma pronto a ritoccare la sua media di realizzazione proprio sotto il naso di colui che, verosimilmente, sarà il capocannoniere di quest’anno, il valoroso Ibra. Dando un’occhiata ai precedenti, la media gol urla a favore del Milan, andato a segno a San Siro 119 volte

contro le 57 del Bologna. Una vittoria annunciata, dunque? Mica tanto: gli ultimi 2 precedenti si sono conclusi con un risicato 1-0 per i rossoneri. La scorsa stagione fu Flamini a decidere con un gol la partita dopo solo 6 minuti di gioco, e una settimana dopo sarebbe pure arrivata la certezza matematica per i rossoneri di essere Campioni d’Italia. Nel 2009/2010, invece, la rete della vittoria milanista non arrivò che al ’75, quando Seedorf decise con la sua classe. Quando si parla di MilanBologna, però, viene sempre in mente, ormai, il nome di Valiani. Il centrocampista siglò una storica vittoria rossoblù a San Siro nel 2008/2009, l’anno del ritorno in A degli emiliani, grazie a un gol spettacolare, di quelli che vengono una volta nella vita e poi non si ripetono più. Era un 31 agosto, prima di campionato, e Di Vaio (sempre lui) provò a gelare il Meazza già al 18’. Ambrosini pareggiò al 41’, ma il gol di Valiani fu il sigillo a una vittoria storica. Ricordi che il Milan non vuole evocare. Oggi per il Bologna conta solo non perdere per raggiungere la tranquillità in classifica. I petroniani arrivano a Milano in cerca di un altro tiro mancino da ricordare.


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Domenica 22 aprile 2012

L’Onorevole nel Pallone: Lara Comi intervista Pasquale Salvatore

Licenziamo i calciatori che truccano le partite Firmino un codice etico che preveda la rescissione automatica del contratto in caso di combine

di Lara Comi - Europarlamentare

La tragedia di Morosini ha scosso il mondo del calcio. Si chiedono più controlli, si accusa di giocare troppo, ci si interroga se i giocatori patiscano uno stress eccessivo o abusino di farmaci. È utile questa riflessione o alla fine è stata una pura casualità. Qual è la sua idea? “La morte di Morosini non deve essere rubricata a casualità ed è stato giusto fermare il campionato. Si deve intensificare la frequenza dei controlli medici che devono essere sempre più approfonditi, soprattutto nei campionati minori anche se in Italia il quadro è confortante”. La drammatica vicenda Morosini si somma alla sconfortante inchiesta sul Calcioscommesse, alla crisi del debito delle società. Dopo l’antipolitica può serpeggiare anche disaffezione verso il mondo del pallone? Quali antidoti? “C’è questo rischio, anche se il calcio è uno svago e tale resta mentre la politica e i politici sono chiamati a

governare, e bene, la cosa pubblica nell’interesse di tutti. Come antidoto propongo la firma di un codice etico da parte di ogni giocatore da allegare ai loro contratti che devono prevedere espressamente il licenziamento nel caso di coinvolgimento in combine”. Torniamo al calcio giocato. La sfida Milan Juve continua sull’asse dei veleni. Allegri ha detto che il gol fantasma di Muntari conto la Juve al momento pesa in maniera “devastante”. Conte se l’è presa. “Il gol di Muntari e anche quello di Robinho contro il Catania rischiano di pesare sul Campionato. Il resto sono chiacchiere. Detto questo il Milan ha perso contro la Fiorentina e adesso la palla è nel campo della Juve. Se loro sbagliano tocca a noi approfittarne”. Ibra a parte, davanti i bomber rossoneri realizzano poco. Robinho ha segnato 5 gol, eppure in Brasile è stato votato come il giocatore preferito del Santos dopo Pelè. Poi c’è la via crucis degli infortuni. Che

cura avrebbe bisogno il Milan? “Un po’ di sfortuna in meno se penso agli infortuni di quest’anno e credo che Milan Lab non abbia responsabilità. Nel tridente El Shaarawy con la sua agilità deve avere più spazio per alleggerire il peso del centrocampo nel 4-3-3”. I rossoneri ospitano il Bologna. Se vogliono tenere il passo della Juve, che dimostra di avere fame di vittoria, non possono più sbagliare. Quali insidie? “Il Bologna è una squadra ben allenata e compatta. Avanti Di Vaio può far male e attenzione alla classe di Ramirez”. Allegri si è detto convinto che alla fine lo scudetto andrà al Milan e sulla panchina rossonera siederà ancora lui. È D’accordo? “Credo che Allegri meriti la riconferma. Ha vinto lo scudetto alla prima stagione e si sta giocando la riconferma. Se riesce a dare continuità al suo gioco può fare molto bene anche in Europa”.

L’Angolo di Franco Rossi

Quella maglia numero 28 Il grande merito della Juve è di avere uno staff medico straordinario: è l’unica squadra al mondo che, a metà aprile, ha tutta la rosa a disposizione. Nessuno infortunato di Franco Rossi (gentilmente concessa da francorossi.com)

Cari amici e nemici, se la Juve vince lo scudetto, la prossima maglia di Del Piero dovrà essere per forza la numero 28, perché la vittoria deve considerarsi sua. La rete che ha permesso di battere la Lazio è un suo personale capolavoro, come capolavoro è stato il passaggio di Pirlo a Pepe per il gol del vantaggio. Pirlo e Del Piero, i migliori di questo campionato, settant’anni in due, e viene naturale chiedersi: che futuro ha il calcio italiano? Pirlo rischia di non giocare gli europei per motivi etici (ha contattato uno dei calciatori del Milan invitandolo alla Juve, comportamento non certo corretto), ma Prandelli farà finta di niente, questo è poco ma sicuro. Il Milan ancora sorpassato, grande dimostrazione di forza della Juve. Mi viene naturale l’interrogativo: se conte avesse lasciato giocare Del Piero per qualche quarto d’ora in più, lo scudetto sarebbe già assegnato? Il grande merito dei bianconeri è anche quello di avere uno staff medico

straordinario, è l’unica squadra al mondo ad avere, a metà aprile, tutta la rosa a disposizione, nessuno infortunato. Il primo posto è merito di Conte, dei giocatori e anche della società che è stata bravissima a mettere su una struttura medica assolutamente straordinaria. Il Napoli è crollato, non disputerà la Champions, e Mazzarri continua a parlare di stagione storica, ma la conosce la storia di questa gloriosa squadra che fu di un certo Maradona? Per un Napoli che arrivò terzo nella passata stagione e che ha speso una cifra notevole per rinnovare l’organico, questo campionato si annuncia fallimentare. Non so quanto sia bravo Stramaccioni, sicuramente è fortunato. E se Moratti imitasse Napoleone che sceglieva i suoi Generali anche in base alla fortuna? Il City ha vinto 4-0 e c’è persino chi insinua che il merito è dell’assenza di Balotelli, dimenticandosi però che, all’ Old Trafford, il trascinatore attaccante italiano aveva strapazzato lo United per 6-1 vincendo la Coppa d’Inghilterra…

Pasquale Salvatore, segretario dell’Udc di Milano

Olimpiade

Meno di 100 giorni (l.s.) Mancano meno di cento giorni all’inaugurazione ufficiale delle Olimpiadi, che si svolgeranno a Londra dal 27 luglio al 12 agosto prossimi. Presso il Consolato Generale Britannico di Milano, in contemporanea con tutti gli altri Consolati, si è svolta la cerimonia protocollare

ufficiale con l’esposizione della bandiera delle Olimpiadi (posizionata all’esterno della sede) alla presenza del Console Generale, Vic Annells, del Console Generale Aggiunto, Elsa Einarsdottir e dell’Assessore al Benessere Sport e Tempo libero del Comune di Milano, Chiara Bisconti. Nella foto, il momento culminate della cerimonia. Da sinistra l’Assessore del Comune di Milano, Chiara Bisconti, il Console Generale Aggiunto, Elsa Einarsdottir e il Console Generale, Vic Annells


Domenica 22 aprile 2012

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Motori

Rossi, Alonso

Pallavolo

Forum capitale del volley Ad Assago si disputa la finale, in gara unica, per l’assegnazione del 67° scudetto: di fronte Trento e Macerata

e quel rombo nel cuore di A.S. Bisceglia

Il “dottore” contesta apertamente la Ducati mentre lo spagnolo recita il mea culpa

L’annata italiana dei motori lascia intravedere poche speranze di successi, parlo dei successi che contano. Valentino Rossi è sull’orlo del divorzio con la Ducati, e il suo compagno di scuderia, Hayden, è messo poco meglio. Dopo il decimo posto in Qatar, primo GP della stagione, il “dottore” contesta apertamente la Ducati provocando una crisi forse irrecuperabile. Il pilota di Tavullia non riesce proprio a guidarla questa moto, sta facendo persino peggio dell’anno scorso. Il centauro attacca i suoi ingegneri incapaci, a suo dire, di risolvere i problemi della sua moto. Ora che a gestire sarà la tedesca Audi, andrà meglio? La Formula 1 non promette molto di più. Niente dea bendata in Cina. Niente pioggia, niente miracolo, niente podio. Prevedibile delusione in casa Ferrari, che, nel tentativo di limitare i danni, ha optato per due strategie diverse, una con due pit-stop e l’altra con tre; strategie che comunque non

hanno portano a nulla. Fernando Alonso, arrivato nono, fa il mea culpa: “Dobbiamo essere onesti, abbiamo sbagliato la strategia”. La macchina, poco veloce nei rettilinei, ha creato non poche difficoltà allo spagnolo che ha comunque provato a portare i tempi oltre le possibilità offerte dalla stessa monoposto. Felipe Massa, dopo tre gare, è ancora una volta fuori dalla zona punti arrivando tredicesimo. Sul circuito di Shangai si sono sicuramente

divertiti gli uomini targati Mercedes che hanno dettato legge tutto il weekend di prove e qualifiche. Rosberg e Schumacher hanno letteralmente dominato la gara, un errore ai box per Schumi che poi abbandonerà la gara al 13° giro. Le Red Bull confermano il momento di difficoltà. Vince il GP un grande Nico Erik Rosberg, il resto del podio è tutto inglese. Secondo posto per Jenson Button che ha lottato fino all’ultimo giro, ma nulla da fare contro l’egemonia Mercedes e soprattutto contro l’errore commesso dai meccanici intervenuti sul posteriore della sua McLaren . Arriva terzo l’altro inglese, un grande lottatore, Hamilton che, grazie a questo piazzamento, torna in testa alla classifica piloti con 45 punti, seguito da Button con 43 punti e Alonso con 37. La classifica costruttori vede al primo posto la scuderia McLaren con 88 punti, 64 per la Red Bull e 37 punti per la Ferrari. Oggi la gara sul circuito di Bahrain.

di Beppe Vigani Oggi alle 17.30 al Mediolanum Forum di Assago (MI) arriva il V-Day Sustenium, l’evento che in gara unica assegna lo scudetto. Per la Lega Pallavolo Serie A, che ha varato questa formula per la Finale di due anni or sono a Bologna, ripetendola nella scorsa stagione a Roma. è l’occasione di concentrare l’attenzione di tutto il mondo del volley su due ore di adrenalina pura, con il massimo degli obiettivi stagionali in palio da giocarsi sul gigantesco tricolore del campo Mondo. Le due finaliste sono L’Itas Diatec Trentino, campione in carica, e la Lube Banca Marche Macerata, che in semifinale hanno sconfitto rispettivamente l’Andreoli Latina (2-0) e la Bre Banca Lannutti Cuneo (2-1). Per Macerata si tratta della seconda finale scudetto di sempre in sedici partecipazioni ai playoff: nell’unico

precedente (stagione 2005/06) si aggiudicò il titolo italiano superando in cinque gare (3-2) la Sisley Treviso. Dopo due V-Day consecutivi contraddistinti dalla sfida fra Trento e Cuneo (a Bologna nel 2010, a Roma nel 2011), l’accoppiamento di finale offrirà quindi un confronto inedito. La Trentino Volley affronterà un avversario che nei playoff scudetto ha trovato sulla propria strada solo una volta: nella stagione 2009/10 Itas Diatec TrentinoLube Banca Marche Macerata fu infatti una delle due semifinali; i gialloblu se la aggiudicarono in quattro gare (31). Sarà il remake della finale di Del Monte Coppa Italia 2012 e del doppio confronto dei Playoff 6 di 2012 CEV Volleyball Champions League; il sesto di sempre durante questa stagione in cui la squadra di Stoytchev è avanti 3-2 nel computo delle vittorie. I prezzi dei biglietti Gradinata: Ridotto € 14,00 (Under 14, tesserati FIPAV)* Intero € 18,00 *con acquisto tramite Società di appartenenza solo c/o C.R. FIPAV Lombardia o Lega Pallavolo Serie A Tribuna € 25,00 Parterre € 50,00 **Ingresso gratuito per diversamente abili con accompagnatore (inviando la richiesta alla Lega Pallavolo Serie A) ***I prezzi sono da considerare al netto del diritto di prevendita.


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Teatro

“Tre Cuori in Affitto” trasloca su un palco di Alessia Scurati Centosettantadue episodi in otto stagioni fecero di “Tre Cuori in Affitto” una delle serie cult, a cavallo tra il 1979 e il 1984. Per tutti coloro che si fossero persi in quegli anni questa pietra miliare del serial made in Usa, vero capostipite di molte sit-com che ancora oggi vengono ritrasmesse sui canali italiani, è assolutamente consigliabile recarsi al Teatro Nuovo dove va in scena fino al 29 aprile l’adattamento musicale italiano della serie. Paolo Ruffini, Justine Mattera e Arianna ripercorrono in modo condensato (se condensato si può definire uno spettacolo di due ore e mezza) le vicende di Jack, Janet e Chrissy. Jack è un aspirante cuoco spiantato con fama da playboy, che

“Tre cuori in affitto”, con Paolo Ruffini, Justine Mattera, Arianna, testi di Eduardo Tartaglia, musiche di Giovanni Maria Lori, regia di Claudio Insegno – al Teatro Nuovo fino al 29 aprile

si trasferisce in una casa già occupata da due belle fanciulle. Peccato che i proprietari dell’appartamento non vogliano promuovere la convivenza tra sessi opposti, quindi a Jack non resta che inventarsi di essere gay, salvo poi tentare ad ogni occasione di corteggiare le due belle coinquiline. Da questa improbabile convivenza avrà luogo un’infinita serie di equivoci, gag

esilaranti e situazioni paradossali. La commedia prevede anche una partecipazione diretta del pubblico, che sarà vero e proprio protagonista di alcune scene insieme agli attori. Gli spettatori saranno interattivamente coinvolti nello spettacolo per un divertimento sfrenato in 3D. Tutta la commedia ruota sugli equivoci che si vengono a creare e sulle parti

musicali ben interpretate dagli attori – su tutti Arianna: non a caso è l’unica dei tre principali interpreti ad avere un passato da cantante, con tanto di partecipazione e piazzamento a Sanremo Giovani. La recitazione è brillante e veloce, con gli attori particolarmente adatti a calarsi nelle parti: Ruffini come gay isterico o cascamorto da strapazzo, Arianna come

quasi farmacista posata e razionale e Justine Mattera come modella bionda tipicamente “blonde”, svampita, imbranata, adorabile e fatale per qualunque uomo le capiti a tiro. Le contaminazioni scelte dal regista Claudio Insegno sono, tutto sommato, godibili, soprattutto la scelta di sfruttare le doti da cabarettista di Ruffini già viste all’opera sul piccolo schermo nella conduzione di Colorado. L’unica provocazione potrebbe essere quella di chiedersi se lo spettacolo non avesse potuto stare in piedi solo come commedia e non come commedia musicale. Sicuramente, quando andrete a vedere “Tre cuori in affitto”, aspettatevi di trovarvi in una sala gremita di giovani. L’appeal del protagonista maschile su questa fascia di pubblico, vuoi per le apparizioni al cinema, vuoi per la già citata conduzione di Colorado, vuoi per i notissimi video del Nido del Cuculo su Youtube, è veramente notevole. Pubblico giovane, quindi,caldo e partecipativo, pronto a ridere e a farsi coinvolgere. Un fattore da non tralasciare quando si vuole passare una bella serata.

Gossip & Curiosità

Libri

Franco Battiato Pato, futuro del Milan

in 100 pagine La vera “Fisiognomica di un Cantore” raccontata da Riccardo Storti, autore e grande conoscitore dell’artista siciliano

Pato e Barbara Berlusconi potrebbero convolare a giuste nozze durante la prossima estate. I tifosi rossoneri si chiedono: “Ma allora Pato sarà il futuro del Milan?” Una domanda alla quale, a oggi, nessuno sa dare una risposta definitiva… Barbara, che intanto si è tinta i capelli di rosso, vuole sposare il giocatore. I fiori d’arancio dunque sono in arrivo… E magari insieme allo scudetto. Auguri e figli maschi.

di Marjlja Bisceglia Totti e la Blasi Francesco Totti e sua moglie Ilary Blasi avranno ancora un figlio. Francesco è molto geloso della bellissima Ilary, perciò ha chiesto e ottenuto dalla moglie l’arrivo di un terzo figlio e l’addio alla tv e a tutte le forme di spettacolo. “Abbiamo un accordo segreto”, ha detto Francesco, “Il terzo figlio è una garanzia”. Non hanno scelto il nome, ma dopo Cristian e Channel (i nomi dei due bambini della famiglia) aspettiamoci di tutto.

di Riccardo Sada “Fisiognomica di un Cantore” di Riccardo Storti (15 x 21; 108 pagine; collana 100 Pagine; € 12,00) è un volume di 100 pagine su Franco Battiato, secondo di una collana che la casa editrice Aereostella dedica ai più importanti musicisti, cantanti e cantautori italiani e stranieri. Il testo parte dalle canzoni di una discografia quarantennale e s’addentra in un affascinante labirinto di letture, pitture e congetture. Dallo sperimentalismo degli esordi ai successi popolari, attraverso incontri con uomini straordinari. La vera fisiognomica di un cantore, tratteggiata in poche ed essenziali linee, come i paralleli e i meridiani di un planisfero su cui navigare sicuri. Ogni canzone di Battiato può portare molto lontano e regalare inaspettate intuizioni su noi stessi, come un viaggio. Questo

è l’atlante perfetto per scoprire ogni percorso. L’autore, Riccardo Storti, è un escursionista rock e coltivatore diretto di passioni sonore, ha contratto la melomania da piccolo.

Ma quando ritorno in me, sulla mia via, a leggere e studiare, ascoltando i grandi del passato... Mi basta una sonata di Corelli, perché mi meravigli del creato! Docente per ostinazione, insegna materie letterarie alle scuole medie e storia della musica all’Università della Terza Età. Tra i colpi di testa, la fondazione del Centro Studi per il Progressive Italiano (CSPI) di Genova nel 2002. Cura la grafomania presso Aereostella per la quale ha pubblicato Codice Zena (2004), Tutti pazzi per Mozart (2007), New Trolls. Dal pesto al sushi (2008), Rock Map. Viaggio in Italia dal 1967 al 1980 (2009), I vangeli di Fabrizio De André - la buona novella compie 40 anni (2009) e Professore e gentiluomo. Roberto Vecchioni in 100 pagine (2011) Info: Aereostella www.aereostella.it

Mario Balotelli e Raffaella Fico Si sposeranno nel prossimo mese di luglio, Mario Balotelli e Raffaella Fico. Lo ha annunciato quest’ultima giorni fa. Ogni nube tra i due è scomparsa, lei è sempre più innamorata di Mario, il quale in questi giorni è in “crisi” con i suoi compagni del Manchester City. Balotelli ama l’Italia, dunque vuole ritornare a giocare per una squadra italiana, ama la Raffa. Perciò vuole vivere con lei. Scommettiamo che andrà al Napoli? Prima lasciamolo sposare.

Ilda Boccassini Di professione magistrato, Ilda Boccassini è un personaggio autorevole. Stando ad una autorevole rivista legale, la Boccassini è al 57 posto nella lista delle persone che hanno influenzato l’andamento della politica e della economia nel mondo. Il meglio di sé, Ilda, lo da nelle aule di tribunale e da immediatamente la sensazione di essere una persona che non teme, anzi si fa temere. Nella vita non rinuncia mai al tocco di femminilità.


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Editore Edizioni SBM Via Domodossola, 21 Milano Tel/fax 02.36563906 Sito internet: www.stadio5.it Amministrazione: E-Mail: info@stadio5.it

Direttore responsabile Beppe Vigani E-Mail: redazione@stadio5.it

Collaboratori A.S. Bisceglia, Marjlja Bisceglia, Alessandra Caronni, Debora Cheli, Lara Comi, Bianca Elton Ara, Giovanni Labanca, Valerio Marini, Roberta Menegon, Enzo Occhiuto, Cesare Pompilio, Franco Rossi, Luigi Sada, Riccardo Sada, Alessia Scurati, Laura Tangari, Daniela Veronese

Concessionaria di pubblicitĂ  Edizioni SBM E-Mail: commerciale@stadio5.it

Grafica Chiara Maggioni - E-Mail: grafica@stadio5.it

Registrazione del Tribunale di Milano: n° 446 del 3 agosto 2011

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