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Mercoledì 11 aprile 2012

Mercoledì 11 aprile 2012 Anno 2 N. 21

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COPIA OMAGGIO

INTER - SIENA

UN MERCOLEDì

DA LEONI


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MercoledĂŹ 11 aprile 2012


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Mercoledì 11 aprile 2012

L’Editoriale

Solo chi cade può risorgere troppo facile pensare che il Milan sia più forte, perché nello sport conta anche… altro di Beppe Vigani Il campionato ha subito la spallata che tutti da un momento all’altro si aspettavano. La corsa della Juventus contro la tecnica del Milan: in questo momento vince chi corre più forte. Per metterla giù bene è giusto dire che la condizione psicofisica degli uomini di Conte è migliore, anche se mancano sette partite e tutto può succedere. Il mio pensiero vuole per un momento adagiarsi sulla promozione in Serie A della squadra di hockey su ghiaccio del Milano rossoblu.

un momento adagiarsi sulla promozione in Serie A della squadra di hockey su ghiaccio del Milano rossoblu In un momento dove le compagini meneghine fanno una gran fatica, è giusto sottolineare l’impresa di questi ragazzi che sembrano avere solo muscoli e poco cervello e che invece, ahi voi, di

per niente. Chapeau a tutti! Scusate qualche riga di troppo, ma la mia non fa mai male al corpo. Abbandoniamo questo spazio tornando a scrivere di calcio. Ai tifosi del Milan invito ad andare a vedere “Solo chi cade può risorgere”, del 1947, un film di John Cromwell, con Humphrey Bogart, Lizabeth Scott,

Morris Carnovsky, Charles Cane. Non potete cadere in depressione per una sconfitta che è il normale rigurgito di un’eliminazione in Champions League che sa ancora di rabbia. Ci sono ancora ventun punti e di acqua ne deve ancora passare sotto i ponti. Troppo facile pensare che il Milan sia più forte, perché nello sport conta anche

‘altro’. E quell’‘altro’ ce l’ha la Juventus. La guerra psicologica del club bianconero sta sortendo i suoi effetti: elogiare in pubblico che gli avversari sono i più forti e che sono i veri favoriti per la vittoria finale. Meditate gente, meditate.

“grano salis”, come diceva Plinio il Vecchio, ne hanno in quantità industriale. Applausi quindi a questa squadra che dopo quattro stagioni di purgatorio (tornata dalle ceneri dell’armata Vipers di Alvise di Canossa) è riuscita a centrare l’obiettivo della promozione nella massima serie. Tantissimi milanesi, qualche figlio d’arte, due o tre stranieri e un tecnico con “palle che fumano” e che dai giovani riesce a trovare sempre l’alchimia vincente. Visto che siamo ai titoli di coda di questo piccolo spazio, cito Ico Migliore come il vero artefice di questa rinascita dell’hockey milanese (lui che è nato a Torino) e, dulcis in fundo, i tifosi, il settimo uomo in campo. Un grande esempio di dolore, passione, attaccamento alla squadra. Una filosofia che solo chi appartiene a quella curva può capire, altrimenti vietato sprecare fiato

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Fai vincere il “Giovane Calciatore” che ritieni il migliore in assoluto, e potrai premiarlo personalmente. Invia una mail a :crazycable@tiscali.it oppure un sms al 333-2746746 Arbitro: Andrea Romeo di Verona

Stadio ‘G. Meazza’ ore 20.45

SIENA (4-4-2)

INTER (4-3-3) All. A. Stramaccioni

All. G. Sannino

1 Julio Cesar; 4 Zanetti, 6 Lucio, 25 Samuel, 26 Chivu; 14 Guarin, 5 Stankovic, 19 Cambiasso; 28 Zarate, 22 Milito, 9 Forlan.

25 Pegolo; 2 Vitiello, 19 Terzi, 13 Rossettini, 3 Del Grosso; 7 Giorgi, 8 Vergassola, 14 Gazzi, 23 Brienza; 9 Larrondo, 22 Destro.

Invia la tua foto a redazione@stadio5.it e la vedrai pubblicata


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La Partita

Col coltello fra i denti L’Inter deve conquistare i tre punti col Siena. Augurandosi nel contempo una piccola frenata di chi sta avanti in classifica

di A.S. Bisceglia A Trieste col Cagliari l’Inter poteva fare di più. È finita in parità e Stramaccioni, pur storcendo il naso, incassa il 2-2 facendo comunque capire ai suoi giocatori che altri cali di tensione come quelli del Nereo Rocco non sono più accettabili se si vuol tentare un aggancio disperato all’Europa e ai piani alti della classifica. Dunque, oggi col Siena, in questo appuntamento infrasettimanale, l’Inter deve conquistare i tre punti augurandosi nel contempo una piccola frenata di chi sta avanti in classifica. Il Siena è un brutto cliente, in particolare modo in questi ultimi tempi. I toscani, guidati da uno scatenato Destro, sono riusciti

(o quasi) ad uscire dalle zone paludose del campionato. La squadra di Sannino, dalla sconfitta interna col Novara di qualche settimana fa, ha fatto passi da gigante cogliendo addirittura a Bergamo con l’Atalanta una vittoria che, classifica alla mano, potrebbe regalarle la salvezza con qualche turno di anticipo. L’Inter da questa accelerata dei senesi dovrebbe (forse) trarne beneficio perché l’avversario, non avendo più l’acqua alla gola, sicuramente non scenderà in campo col coltello fra i denti per conquistare la posta in palio. Stramaccioni ha i suoi problemi, qualcuno afferma che con Julio Cesar fra i pali al posto di Castellazzi l’Inter a Trieste avrebbe vinto. Ma è il senno del poi perché Castellazzi col Cagliari, bene o male,

la sua parte l’ha fatta. Semmai c’è da chiedersi ancora una volta cosa non ha funzionato in attacco e nel meccanismo centrale nerazzurro, visto che il Cagliari per l’espulsione di Pinilla ha giocato per una buona mezz’ora in inferiorità numerica. Insomma, oggi Stramaccioni ha fatto capire a chiare lettere che l’Inter deve essere più determinata se si vogliono centrare gli obiettivi finali della stagione. Capitan Zanetti concorda con il tecnico. Sa che l’Inter deve assolutamente battere il Siena per tenere acceso il lumino della speranza per il recupero in classifica. Intascarsi i tre punti è molto importante per i nerazzurri, soprattutto in prospettiva dalla gara esterna del Friuli di sabato prossima contro l’Udinese.

Stramaccioni

Il Programma Turno Odierno Martedì 10 Aprile - 32. Giornata Chievo - Milan Ore 20:45 Mercoledì 11 Aprile - 32. Giornata Inter - Siena Ore 20:45 Fiorentina - Palermo Ore 20:45 Parma - Novara Ore 20:45 Napoli - Atalanta Ore 20:45 Catania - Lecce Ore 20:45 Roma - Udinese Ore 20:45 Juventus - Lazio Ore 20:45 Genoa - Cesena Ore 20:45 Giovedì 12 Aprile - 32. Giornata Bologna - Cagliari Ore 20:45

Prossimo Turno Sabato 14 Aprile - 33. Giornata Milan - Genoa Ore 18:00 Udinese - Inter Ore 20:45 Domenica 15 Aprile - 33. Giornata Novara - Lazio Ore 12:30 Lecce - Napoli Ore 15:00 Palermo - Parma Ore 15:00 Cesena - Juventus Ore 15:00 Siena - Bologna Ore 15:00 Cagliari - Catania Ore 15:00 Atalanta - Chievo Ore 15:00 Roma - Fiorentina Ore 20:45

La Classifica Marcatori

La Classifica della Serie A Serie A 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20

Juventus Milan Lazio Udinese Napoli Roma Inter Catania Chievo Palermo Siena Cagliari Bologna Atalanta * Fiorentina Parma Genoa Lecce Novara Cesena

Gio Vin Nul Per GF 31 31 31 31 31 31 31 31 31 31 31 31 31 31 31 31 31 31 31 31

17 19 16 14 12 14 13 10 11 11 10 9 9 10 9 8 9 7 5 4

14 7 6 9 12 5 6 13 9 6 9 11 10 13 9 11 8 10 10 8

0 5 9 8 7 12 12 8 11 14 12 11 12 8 13 12 14 14 16 19

51 61 47 43 55 49 45 41 30 44 36 33 32 34 32 39 42 35 27 18

GS

Diff P.ti

17 26 38 29 38 41 44 41 39 49 32 38 38 33 38 50 57 47 52 47

+34 +35 +9 +14 +17 +8 +1 0 -9 -5 +4 -5 -6 +1 -6 -11 -15 -12 -25 -29

65 64 54 51 48 47 45 43 42 39 39 38 37 37 36 35 35 31 25 20

* 6 punti di penalizzazione Al momento di andare in stampa si sta disputando Chievo– Milan. Stadio 5 si scusa pertanto con i propri lettori se la classifica di Serie A e quella dei marcatori non sono aggiornate.

23 reti: Ibrahimovic (Milan; 9 rigori) 20 reti: Di Natale (Udinese; 4 rigori) 19 reti: Cavani (Napoli; 2 rigori) 18 reti: Milito (Inter; 4 rigori) 16 reti: Palacio (Genoa; 3 rigori) 15 reti: Denis (Atalanta; 3 rigori) 13 reti: Jovetic (Fiorentina; 4 rigori), Klose (Lazio) 12 reti: Miccoli (Palermo; 1 rigore) 11 reti: Calaiò (Siena; 4 rigori) 10 reti: Di Vaio (Bologna; 1 rigore), Matri (Juventus), Di Michele (Lecce; 4 rigori), Giovinco (Parma; 4 rigori), Osvaldo (Roma), 9 reti: Pinilla (Cagliari/Palermo; 3 rigori), Nocerino (Milan), Borini (Roma) 8 reti: Lodi (Catania; 5 rigori), Hernanes (Lazio; 4 rigori), Lavezzi (Napoli; 1 rigore), Destro (Siena) 7 reti: Larrivey (Cagliari; 2 rigori), Mutu (Cesena; 2 rigori), Marchisio (Juventus), Muriel (Lecce), Hamsik (Napoli), Rigoni M. (Novara; 3 rigori) 6 reti: Bergessio (Catania), Pellissier (Chievo; 2 rigori), Thereau (Chievo), Pandev (Napoli), Budan (Palermo), Floccari (Parma; 1 rigore), Bojan (Roma) 5 reti: Moralez (Atalanta), Acquafresca (Bologna), Diamanti (Bologna; 1 rigore), Ramirez (Bologna), Paloschi (Chievo), Jankovic (Genoa), Gilardino (Genoa/Fiorentina; 2 rigori), Pazzini (Inter), Pepe (Juventus), Vucinic (Juventus), Rocchi (Lazio), Robinho (Milan), Hernandez (Palermo; 2 rigori), Basta (Udinese) 4 reti: Marilungo (Atalanta), Conti (Cagliari; 1 rigore), Ribeiro (Cagliari), Almiron (Catania), Barrientos (Catania), Legrottaglie (Catania), Moscardelli (Chievo), Cerci (Fiorentina), Rossi (Genoa), Sculli (Genoa/Lazio), Cambiasso (Inter), Quagliarella (Juventus), Vidal (Juventus; 1 rigore), Lulic (Lazio), Giacomazzi (Lecce), Boateng (Milan), Maxi Lopez (Milan/Catania; 2 rigori), Morimoto (Novara), Totti (Roma; 2 rigori) 3 reti: Gomez (Catania), Motta (Inter), Bonucci (Juventus), Candreva (Lazio/ Cesena; 1 rigore), Cuadrado (Lecce), Dzemaili (Napoli), Maggio (Napoli), Caracciolo (Novara/Genoa), Mascara (Novara/Napoli), Silvestre (Palermo), Biabiany (Parma), Modesto (Parma), Paletta (Parma), De Rossi (Roma), Juan (Roma), Lamela (Roma), Pjanic (Roma), Simplicio (Roma), Bogdani (Siena), Asamoah (Udinese), Floro Flores (Udinese), Isla (Udinese)


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Juve irrefrenabile Il Campionato

Il Milan sta scontando l’eliminazione dalla Champions e la Vecchia Signora ne approfitta a mano bassa

di Laura Tangari La Juve padrona del campionato. Chi parlava di pareggiate della squadra di Conte adesso è accontentato. La Vecchia Signora travolge tutto sul suo cammino e oggi, salvo sorprese, al Nuovo Stadio dovrebbe contro la Lazio confermare il proprio stato di salute centrando il suo trentaduesimo risultato utile consecutivo. La Lazio, dopo tre sconfitte, ha dato segni di vita liquidando il Napoli con un significativo 3-1, ma se si analizza la prestazione del Barbera (della Juve) e quella dell’Olimpico (della Lazio) è facile capire che la differenza fra le due squadre è quasi abissale, al di là delle defezioni a cui è stato costretto Reja in questi ultimi tempi.

La Juventus non vuol più scendere dal treno, anche perché ha capito che il Milan sta scontando l’eliminazione dalla Champions. I rossoneri hanno pagato un prezzo alto perdendo a San Siro con la Fiorentina e ieri col Chievo è stata dura. Il cartellone odierno dell’infrasettimanale riserva alle immediate spalle delle due protagoniste (più la Lazio) una sfida da fuori o dentro, vale a dire Roma-Udinese. I giallorossi hanno pagato un conto salato a Lecce mentre, al contrario, i friulani hanno riaperto i giochi superando in casa un Parma brutta copia di quello visto contro la Lazio al Tardini qualche settimana fa. La squadra di Luis Enrique è sotto processo per le quattro reti incassate da Muriel e compagni e di conseguenza non battere i bianconeri di Guidolin stasera all’Olimpico significherebbe crisi profonda se non addio all’Europa

League con largo anticipo. Un po’ come succederebbe al Napoli se non si intascasse la vittoria al San Paolo con un’Atalanta dal dente avvelenato per la sconfitta interna con il Parma. E l’Inter? I nerazzurri incroceranno le armi con un Siena che sprizza di allegria dopo il colpaccio di Bergamo. Stramaccioni vuole la posta intera ma non sarà facile perché i toscani contrappongono un’arma letale come Destro che ogni settimana puntualmente va in gol. Per i piani bassi della classifica sembra ormai deciso il destino del Cesena e del Novara, entrambe reduci da pareggi, rispettivamente con il Bologna e il Genoa. I piemontesi andranno a Parma mentre i liguri ospiteranno

StraMilito I Bioritmi

Il motore trainante di questa felice ripartenza sarà senza dubbio l’argentino. Che ha la massima intesa con il nuovo allenatore

di Enzo Occhiuto Finalmente, dopo la vittoria contro il Genoa prevista chiaramente dai bioritmi il primo aprile scorso, è iniziata la nuova fase dell’Inter che le consentirà di arroccarsi tra le squadre di alta classifica. Il motore trainante di questa felice ripartenza sarà senza dubbio lui: lo STRAniero Milito (argentino), lo STRAordinario Milito (goleador), l’abbinata vincente STRAmaccioniMilito, la cui intesa intellettiva bioritmica sfiora l’80%, gli consente di avere una alta affinità di idee sulla stessa lunghezza d’onda del suo allenatore. Pertanto dall’analisi dei potenziali bio dei singoli giocatori delle due squadre che scenderanno in campo al Meazza,

emerge uno stato superiore di benessere psicofisico dell’Inter (6,08) rispetto a quello evidenziato del Siena (5,95). Anche i valori medi dei due moduli tattici dei rispettivi trainer confermano questa differenza. Andrea Stramaccioni: (4 – 3 - 3 = v. 6,11 – 6,00 – 6,18) conta su una difesa murata davanti a Julio Cesar (6,45) in stato emotivo ottimale; grazie a una linea di centrocampo più dinamica rispetto al recente passato con Poli (6,31), Stankovic (6,47) e Cambiasso (6,49), il rilancio alle punte risulterà più efficace con Zarate (6,26) molto tonico: Furlan (6,48) intuitivo al top e Milito (6,32 – 6,49 – 6,31) con contemporaneità di bioritmi positivi che gli consentono di esprimersi con grande personalità e determinazione sottoporta avversaria. Per Sannino (4 – 4 – 2 = v. 5,70 – 6,08 – 5,96), sotto la media nella linea difensiva, i soli Rossettini (6,49)

e Contini (6,50) sono in condizione ottimale; buono il centrocampo con Vergassola (6,31) e Brienza (6,45) che potranno offrire palloni interessanti alle due punte Destro 6,35) e Larrondo (6,42), in ottima condizione intuitiva. Nello specifico delle potenzialità di rendimento si avrà che i neroazzurri con 6,06 saranno più corroborati alla fatica dei bianconeri del Siena con 5,92. Sul piano della sensibilità emozionale (6,12) e dell’intelligenza di gioco (6,14) Inter più grintosa e determinata con 71% di giocatori in stato positivo, rispetto alla compagine avversaria (5,97 e 5,98) e con appena il 50% di giocatori positivi. Anche sul piano dell’intuizione la squadra di casa (6,04) è favorita rispetto a quella ospite (5,99). Gli allenatori risultano nettamente positivi all’esame della concentrazione mentale e intuito.

il Cesena. Da seguire Fiorentina-Palermo con i viola in gran spolvero per aver espugnato San Siro tre giorni fa.


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Il Guarín sportivo Il Personaggio dell’Inter: Fredy Guarín

Il colombiano si sente pronto per qualsiasi ruolo. Fino al 30 giugno 2016 sarà nerazzurro a tutti gli effetti

di Alessandra Caronni Stramaccioni conferma non solo tridenti. Ma dà chance ovviamente a chi sino a ieri non era mai stato preso in considerazione. Porte aperte, all’Inter. Fredy Guarín è un centrocampista e alla Beneamata è arrivato lo scorso gennaio già infortunato. Guarín ci aveva pensato su ben due anni, prima di mettere su calce l’accordo con i nerazzurri. Ne aveva parlato a lungo con Cordoba. Aveva pensato anche di andare alla Juventus. Ma ha optato per Milano. Ha detto di essere disponibile a scendere in campo ma che spetta al tecnico decidere se schierarlo o meno. Diplomatico, parla tre lingue e… mezza: lo spagnolo, il francese, il portoghese e inizia a masticare alcune parole di italiano. Oggi, Marco Branca dica grazie al presidente del Porto per aver avallato la volontà del giocatore di lasciare il club per venire all’Inter. La carriera. Dopo gli esordi in patria, nel 2005 il colombiano va in prestito prima al Boca Juniors, in Argentina, e poi al Saint-Étienne, in Francia. La stagione successiva i transalpini lo riscattano; rimane in Ligue 1 per due anni prima di essere ceduto al Porto. Nel 2010-2011 vince l’Europa League e la Primeira Liga. La cessione di Raul Meireles al Liverpool permette all’allenatore Andrè

Villas-Boas di impiegarlo con continuità soprattutto nella seconda metà di stagione e nelle fasi finali dell’Europa League. Guarín realizza 5 reti in 22 presenze in campionato, 4 reti in Europa e, nella finale contro il Braga, l’assist per il gol decisivo di Radamel Falcao. In tre anni e mezzo con la maglia dei dragões ha giocato in totale 91 partite e ha segnato 22 gol. Il 31 gennaio 2012 si trasferisce all’Inter in prestito per 1,5 milioni di euro. Il contratto, come confermato direttamente dal Porto, permette all’Inter un’opzione per comprarlo a titolo definitivo per un importo di 13,5 milioni. Guarín firma un contratto con i nerazzurri fino al 30 giugno 2016. Le visite mediche hanno evidenziato una lesione al polpaccio non perfettamente guarita risalente a un infortunio rimediato con la nazionale a novembre con una conseguente ricaduta del mese successivo. Il primo aprile, dopo oltre due mesi di attesa, esordisce in Serie A contro il Genoa, subentrando al posto di Dejan Stankovic al 60’. Al 79’ della stessa partita si procura un prezioso rigore per aumentare il vantaggio di due lunghezze, portando il risultato sul 5-3 (partita poi conclusasi 5-4 per i nerazzurri). È stato ufficialmente presentato alla stampa il 5 aprile Ha fatto parte della Nazionale colombiana Under-20 e dal 2005 fa parte della Nazionale maggiore.

Chi è Fredy Guarín Nato a Medellín, in Colombia, il 30 giugno dell’86, Fredy Alejandro Guarín Vásquez è un giocatore in prestito dal Porto. Guarín il meglio lo dà sulla fascia. Centrocampista centrale, che sa disimpegnarsi anche come mezz’ala o esterno, è un destro naturale anche capace di calciare con il piede sinistro. Fa della forza fisica e dell’abnegazione tattica due tra le sue doti più importanti. Bravo sia in fase di impostazione che di rottura dell’azione, veloce e rapido, gioca sempre con molta personalità grazie anche alla buona esperienza internazionale maturata in questi anni in Europa e con la maglia della sua nazionale.

Il Personaggio del Siena: Mattia Destro

Il Destro che non t’aspetti di Debora Cheli

Suo padre Flavio giocava nell’Ascoli. Un figlio d’arte questo che da ottimo attaccante vede la porta con gran facilità

Mattia Destro è uno dei talenti dell’Inter vincitrice del Torneo di Viareggio del 2008 con la Primavera dell’Inter. Attaccante dotato di ottima tecnica specie nel controllo in condizione precarie (ottimo il secondo controllo, meno il primo), nella pulizia del calcio (destro, potente e preciso da vero centravanti, in costante evoluzione con il mancino), nel saper tenere il controllo con la palla anche sotto pressione e nel riuscire spesso a trovare soluzioni davvero di grandissima classe: colpi ad effetto sia in fase di conclusione (a giro ed al volo molto abile), sia nel sapersi smarcare palla al piede e di concludere a rete con spiccata velocità e precisione. Arrivato nella squadra nerazzurra nel 2005, l’attaccante vince due scudetti con Giovanissimi e Allievi. Presto diventa il bomber della squadra

Primavera ed uno dei suoi punti fermi, insieme a Joel Obi, Luca Caldirola e Davide Santon; ma al contrario di questi, Destro non esordirà in prima squadra. Dopo il Viareggio, chiude la stagione Primavera 2009-2010 da capocannoniere con 18 reti. Il 21 luglio 2010 è ceduto al Genoa, attraverso la formula del prestito con diritto di riscatto della metà del cartellino in favore del club ligure. Il 12 settembre 2010 debutta in Serie A nella gara Genoa-Chievo (1-3) dove dopo 6 minuti realizza il suo primo gol tra i professionisti. Nel mercato di gennaio all’interno dell’affare Ranocchia il Genoa acquisisce il giocatore dall’Inter a titolo di prestito con diritto di riscatto dell’intero cartellino. A fine stagione i rossoblù lo riscattano con l’Inter che

ha ottenuto un’opzione morale per un eventuale ritorno di Destro nelle proprie fila. Il 4 luglio il Siena annuncia di aver acquisito in prestito con diritto di riscatto obbligatorio della metà del cartellino del calciatore con il Genoa che si è però tenuto un… controdiritto. Realizza il suo primo gol con il Siena il 25 settembre, alla prima partita da titolare, nella gara contro il Lecce (3-0) disputata al Franchi. Il 30 ottobre segna la sua prima doppietta nella vittoria per 4-1 contro il Chievo. Si ripete bissando la doppietta con la Lazio il 7 gennaio 2012, nel clamoroso 4-0 rifilato alla aquile capitoline. Il 25 gennaio realizza il gol decisivo nella partita dei quarti di Coppa Italia ChievoSiena (0-1), che qualifica i toscani alle semifinali.

Chi è Mattia Destro Nato ad Ascoli Piceno il 20 marzo del ’91, Mattia Destro ha giocato in diverse nazionali giovanili, tra cui l’Under17 e l’Under-9 con le quali ha partecipato ai rispettivi Europei di categoria. E’ convocato per la prima volta in Nazionale Under21 da Casiraghi in sostituzione di Paloschi vittima di un infortunio. Esordisce con gli Azzurrini il 7 settembre 2010 nell’ultima partita di qualificazione all’Europeo 2011 vinta per 1-0 contro il Galles, subentrando all’80’ al posto di Okaka. Alla sua seconda presenza, l’8 ottobre, gioca titolare e realizza il suo primo gol in Under21 nella partita contro la Bielorussia (2-0) valida per l’andata dei play-off di qualificazione all’Europeo. Il 10 novembre 2011 segna una doppietta alla Turchia.


Mercoledì 11 aprile 2012

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La Baviera impera Calcio Estero

Il Bayern Monaco sconfigge il Augsburg in Bundesliga. In Spagna il Barcellona soffre

di Luigi Sada Borussia Dortmund corsaro in Bundesliga a Wolfsburg con una doppietta di Lewandoswi e gol di Gundagan. Risponde il Bayern con il successo per 2-1 all’Allianz Arena col solito Gomez che manda a casa il modesto Augsburg. Ora occhio alla Champions dove affronteranno il Real di Mourinho. I campioni di Germania in carica, intanto, sono sempre al comando con tre lunghezze di vantaggio sui bavaresi. Oggi potrebbe decidersi la Bundesliga con lo scontro diretto di Dortmund in programma fra le due

protagoniste del torneo, cioè Borussia e Bayern. Lotta aperta per la terza piazza con lo Schalke 04 leggermente favorito sul Monchengladbach bloccato sullo zero a zero al Borussia Stadium da un Herta Berlino che sta facendo tutto il possibile per risalire la corrente. Perde ancora il Kaiserslautern in casa con l’Hoffenheim ed è sempre più ultimo. In Francia continua a correre il Montpellier. La capolista supera il Sochaux 2-1 grazie ai gol di Behlanda e Camara. Il Psg di Ancelotti tiene il passo battendo il Marsiglia. Torna al successo il Lione vincitore col fanalino di coda Auxerre. Va a segno con una doppietta Lopez. In Liga il Barcellona soffre, parte male, va sotto di un gol ma poi a mettere a posto le cose col Saragozza ci pensa il solito Messi con due reti straordinarie. Al comando il Real Madrid con l’undici di Guardiola

alle spalle. Le Merengues sono bloccate sullo 0-0 dal Valencia al Bernabeu. Ora i punti di svantaggio del Barca sono scesi a 4. Stasera derby al Calderon fra Atletico e Real. In Premier frenano un po’ tutte meno l’United, dal Liverpool al Tottenham, vale a dire chi tenta di calare l’asso per un posto in Europa. Gli Spurs sono caduti addirittura fra le mura amiche martedì sera per opera del Norwich. Il Newcastle espugna Swansea e passa al quinto posto mentre il Chelsea è fermato dal Fulham sull’ 1-1. Oggi turno spezzatino con il City e lo United in campo. City battuto dall’Arsenal, con Balotelli espulso e bocciato definitivamente da Mancini. Titolo ormai in pugno ai cugini dello United. Intanto in Scozia, il Celtic vince con largo anticipo il suo 43esimo titolo. La squadra guidata dal tecnico Lennon battendo il Kilmarnock per 6-0.

L’Angolo di Franco Rossi

Piagnistei, retorica e luoghi comuni a danno del Milan di Franco Rossi (gentilmente concessa da francorossi.com) di Franco Rossi (gentilmente concessa da francorossi.com)

Cari nemici e amici, quante balle e quanti luoghi comuni sulla sconfitta del Milan a Barcellona. Parlare di arbitri dopo una partita del genere è solo patetico, come patetico è dire che una squadra esce a testa alta: che significa? L’arbitro al Camp Nou ha assegnato due rigori che c’erano e ne ha negato un terzo al Barcellona che sarebbe costato il rosso a Nesta già ammonito. Il Barcellona ha vinto perché più forte nei singoli, più organizzato nel gioco e più bravo nel gestire la partita. In base al gioco il risultato è persino bugiardo e qualcuno dovrà pur spiegare perché è stato mandato in campo Pato in condizioni penose. Pato è sembrato “imbarbarito”. Il Milan ha fatto quel che poteva, come all’andata: poca cosa. Nel

Si può perdere contro una squadra più forte senza abbandonarsi alle lamentele sull’arbitro. Il migliore è stato Nocerino, nullo Robinho, il solito Ibra da Champions e Boateng confusionario. Grave il caso Pato che sembra “imbarbarito”. Futuro grigio per il paese dove si comprano le retrocessioni

calcio vince anche la squadra più forte e così è stato martedì sera a Barcellona. Va bene il tentativo di ingraziarsi lettori e telespettatori, ma sostenere che il Milan è stato danneggiato dall’arbitro, quando all’andata furono negati due rigori al Barcellona, è un cosa puerile che non fa certamente onore alla critica, critica che spesso perde il senso della realtà. Il Barcellona ha esagerato, come al solito nei ghirigori e nel palleggio prolungato, ma è riuscito a creare tante palle gol e se non è finita in goleada è per i troppi errori dei catalani, errori dovuti a presunzione non a broccaggine. La difesa del Milan non ha retto molto bene anche perché non è stata quasi mai protetta dal centrocampo. In attacco il solito Ibra delle partite europee, nullo Robinho, confusionario

Boateng. Ha giocato bene Nocerino e questo la dice lunga sulla forza del Milan a livello internazionale. Negli ultimi anni il Milan è stato eliminato dall’Arsenal (la seconda volta no, ma gli inglesi ci sono andati vicinissimi) dal Manchester United e dal Tottenham. Tutte squadre superiori al Milan, che non deve rimproverarsi niente: contro i più forti si può perdere senza abbandonarsi a piagnistei infiniti che servono solo a danneggiarne l’immagine a livello internazionale. L’Italia perde così anche l’ultima squadra che era rimasta nelle coppe europee con il futuro che non lascia speranze visto che già dalla prossima stagione le inglesi sicuramente torneranno a far meglio. Ma il calcio dove si vendono e comprano le retrocessioni, è questo. Purtroppo….


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Mercoledì 11 aprile 2012

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Inter Club Lipari La Vita dei Club

Campioni di Vita

di Giovanni Labanca Ogni anno, l’Inter Club Isole Eolie “Peppino Prisco”, presieduto da Andrea Tesoriero, organizza una ricca lotteria tra soci e isolani, per destinarne il ricavato in scopo benefico. Con i proventi ricavati dalla vendita dei biglietti, in questa tornata, è stato comperato un moderno defibrillatore, donato alla locale sezione della Croce Rossa Italiana. La consegna della vitale apparecchiatura, avvenuta durante una festosa cerimonia, è stata fatta direttamente al dottore Giovanni Noto, direttore territoriale, alla presenza dell’intera squadra dei Volontari, dei soci del Club e di numerosi cittadini, a testimonianza del valore altamente sociale e collettivo del dono fatto dall’Inter Club all’isola intera. Il presidente Tesoriero, nel suo intervento e saluto, ha dichiarato: “È bello sapere che un nostro supporto può aiutare molte persone, ma soprattutto è bello continuare a sposare e rendere pubbliche le attività benefiche che sono alla base della vita degli Inter Club”. La donazione del defibrillatore è, infatti, una delle tante attività di questo anno sportivo. Va ricordata anche la campagna “a piccoli tappi”:

I Volontarii della CRI

Tribuna d’onore Il presidente Tesoriero, a destra, ed il dottore Giovanni Noto una raccolta di tappi di plastica che, oltre a ricavare dei guadagni dovuti al riutilizzo della plastica, offre anche un notevole contributo di pulizia e rispetto verso l’ambiente; la donazione di una sedia a rotelle all’ospedale di Lipari; il sostentamento di varie famiglie bisognose; la partecipazione con la donazione di una maglia autografata del Capitano Zanetti all’asta organizzata

dall’ospedale “La Nostra Famiglia”, Bosisio Parini Lecco. In attesa di tornare campioni d’Italia, d’Europa e del Mondo, su un campo sportivo, è fondamentale continuare ad essere Campioni della Vita”. Stadio5, per questi motivi, è ben lieto di fare da megafono mondiale alle benemerenze di questo Inter Club, Isole Eolie, uno dei più bei posti della Terra.

In occasione di Inter-Genova, sono stati ospiti della Società e del Centro Coordinamento alcuni Inter Club della Liguria. E’ toccato a quelli di Arma di Taggia, Andora, Arcola, Lerici, Rapallo, San Remo, S. Margherita Ligure, Savona, Spotorno, Toirano, Vado Ligure e Ventimiglia. Nella foto ricordo, sono stati immortalati sul terreno di San Siro.


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Mercoledì 11 aprile 2012

Adesso viene il bello… Iosonopompilio

E che bello, bello, bello. O no? Diario di viaggio con Brera, che presagiva la fine del calcio. Intanto, Milan e Juventus si stanno giocando lo scudetto

di Cesare Pompilio Milano-Torino sono esattamente 127 km, con la mia auto, una X19, impiegavo quasi due ore. Una spider carrozzata Bertone che Giuan Brerafucarlo mio ospite aveva soprannominato “la nana” perché era bassissima. Durante le due ore parlavamo di tutto: il vino migliore, il piatto più saporito, la classifica dei giocatori più grandi di tutti i tempi, il giornalista più competente, gli incontri di pugilato “truccati”, il doping nel ciclismo, e poi ancora: le famiglie italiane più importanti, le dinastie più ricche (in soldi dico) e poi ancora parlavamo di calcio, quindi di dirigenti più competenti. Durante uno di questi viaggi si è addormentato appena fuori Milano e si è svegliato al casello dell’autostrada di Torino. Appena sveglio mi ha detto: “Numa, ho fatto un brutto sogno, ho sognato la fine del gioco del calcio. Tante domeniche con le persone ai margini delle piazze, negli stadi poca gente. Le sagome delle persone fatte di cartone, gli applausi finti…le partite che finivano 5-4”. Una pausa. Io impietrito, lui si è accesa la pipa, ha bevuto un po’ di cognac e subito ha ripreso: “Non lo so se io ci campo, mi creda Numa,

sarebbe la mia più grande delusione. Ma lei pensi, le domeniche senza calcio? Cosa farebbero Van Basten, Falcao, Maradona, Platini”. Mentre mi diceva questa sua preveggenza, diventavo verde in faccia, la lingua asciutta, non trovavo la risposta. Solo dopo essere arrivati davanti alla porta del solito ristorante “Il Cambio” trovai la forza di rispondere: “Spero lei stesse scherzando. Il calcio non muore mai. Nonostante tutti i tentativi dei ricconi, dei sapientoni, dei cialtroni, degli incompetenti. Il calcio non morirà mai”. Quando mai?! Ho voluto raccontare questo aneddoto perché siamo nella settimana della passione di Cristo. È appena passata la Pasqua, il termine deriva da una parola ebraica Parches che vuol dire “guardiamo avanti”. Io guardo avanti e, se i rumors mi dicono la verità, potrebbero esserci degli arresti eccellenti entro la fine del mese di aprile, dunque la classifica attuale della serie A verrebbe stravolta, le retrocessioni verrebbero decise nelle aule giudiziarie, i terzi posti diventerebbero di cartone, come lo scudetto 2004, insomma sarebbe un

dolore che spero di non provare mai, la ferita ancora sanguina dal 2006 e non cessa un attimo. I grandi giudici, gli uomini al di sopra delle parti, hanno riconfermato la radiazione a Luciano Moggi e Antonio Giraudo. Non mi risulta che i due avessero truccato le partite, addirittura anche la sentenza di Napoli (tribunale civile) ha ammesso che non sono emerse irregolarità nei campionati. Conosco e vivo Luciano Moggi, una perla di galantuomo, un lottatore, un grande competente che fa paura a tutto il mondo del calcio che vede “leccaculo”

e affini a mungere le tette della mucca (calcio), ma il calcio, pian piano si avvia alla fine come il ciclismo. E dai e dai ci siamo quasi, ma i parrucconi stanno al loro posto da quaranta anni. E dai, il sogno di Giuan si avvera: a Trieste dove si gioca Inter-Cagliari, per riempire i posti hanno già messo le sagome di cartone, i calciatori davanti ai giudici ammettono di essersi vendute le partite, i dirigenti presi con i soldi in borsa sono al loro posto a continuare la loro epopea, nessuno indaga sui contratti dei calciatori, le cifre realmente pagate, nessuno osa entrare nel santuario della Confindustria del calcio: la Lega. Procuratori senza scrupoli portano i loro assistiti da una squadra all’altra smentendo i presidenti incaricati. Un architrave che non può durare a lungo. Da cinque anni lo scudetto resta a Milano, ma allora era questa Calciopoli, altro che Moggi, altro che le telefonate di Luciano Moggi. Calciopoli è la traduzione degli scudetti a Milano. Pensate, prima un ex capostazione riusciva a portare a Torino sia gli scudetti, sia in Champions la Juventus a fare finali una dopo Gianni Brera l’altra. Un ex capostazione,

Gli Avversari

un genio del calcio riconosciuto universalmente, ha vinto un Mondiale (vero Lippi) con i giocatori segnalati all’allenatore e nella finale Italia-Francia sembrava Juve A-Juve B eppure deve stare li a Monticiano, fuori dal calcio. Il calcio deve morire o diventare una sorta di Cricket. Tutti contenti, dunque? Tutti felici appena arriveranno gli arresti eccellenti? Tutti tranquilli perché occuperanno le prime pagine dei giornali al pari delle dimissioni di Umberto Bossi. Il mio cuore scoppia di lacrime, la mia coscienza si ribella. Preparatevi, entro 15 giorni finirà qualche fondazione intestata a un personaggio che fino ad ora è servito, ma adesso è diventato ingombrante. E allora? Chiudiamo la fondazione, vediamo se riusciamo a stemperare Calciopoli. Lo scudetto a chi lo diamo? Alla Juve? Al Milan? Vediamo chi lo meriterà meglio. Io sarei per lasciare tutto come scritto nel libro degli arcani. Intanto il malato calcio soffre, indebitato lancia gli ultimi rantolii, ha bisogno d’ossigeno? Se magari nascesse un Maradona o un Messi in Italia. Intanto ributtiamo nella mischia Antonio Cassano (auguri amico, se senti dolorini smetti) chissà… chi lo sa. La vita non finisce. Lo scudetto? Ancora? Te l’ho detto, sei duro di cervice, vatti a curare. Bacio le mani.

Bianconeri all’assalto di Alessia Scurati

Il Siena è in forma e cerca a San Siro un punto per la salvezza matematica

Sono i bianconeri meno celebrati del campionato (Cesena a parte), vuoi perché non occupano le posizioni buone di classifica come Juve e Udinese, vuoi perché i loro giocatori non hanno nomi altisonanti, di quelli che fanno sognare i tifosi durante il calciomercato. Eppure il Siena sta disputando un campionato di tutto rispetto, mostrando un calcio piacevole. Sannino ha dimostrato di poter essere all’altezza di una panchina in Serie A, sostituendo un tecnico carismatico come Conte, che aveva riportato al calcio che conta il Siena, la passata stagione. Dopo il pareggio della settimana scorsa, a Bergamo contro un’Atalanta in gamba, i toscani cercano i 3 punti che consentano loro di garantirsi la permanenza in Serie A anche l’anno prossimo. I numeri del Siena fuori casa lasciano delle speranze per la trasferta di San Siro. Fino a sabato scorso l’unica vittoria fuori dall’Artemio Franchi è stata

quella con il Cesena l’11 marzo scorso, ma vincere contro i romagnoli non era di certo un’impresa probante. Poi a Bergamo è arrivata una vittoria che corona il buon momento dei toscani. L’Atalanta era passata in vantaggio con Schelotto, ma i bianconeri hanno reagito subito procurandosi un rigore trasformato da Larrondo e hanno portato a casa la vittoria grazie a un gol di Destro a 3 minuti dalla fine. Su 6 partite fuori casa nel girone di ritorno, il Siena ha collezionato finora 2 vittorie, 2 pareggi e 2 sconfitte, il che non è male per una squadra che, di fatto, aveva come obiettivo stagionale di confermare la presenza in Serie A. L’Inter, però, con il Siena ha decisamente dei buoni ricordi, al di là dell’ultimo scudetto conquistato con Mourinho in panchina proprio al Franchi. A San Siro l’Inter non è mai stata sconfitta dai toscani. In 7 precedenti le vittorie interiste sono state 5 e 2 i pareggi. L’ultimo scontro tra le due contendenti risale al 4-3 del 9 gennaio 2010, una gara rocambolesca che dopo le doppiette di Maccarone e Snejider e i

gol di Ekdal e Milito, fu decisa da un gol di Samuel nei minuti di recupero. L’anno precedente i nerazzurri avevano vinto a San Siro in parata per celebrare lo scudetto conquistato la giornata precedente. 3-0 con gol di Cambiasso, Ibrahimovic e Balotelli per chiudere la stagione in bellezza e mettere in bacheca il secondo “titulo” dell’era Mourinho. Il trend generale dice che le due squadre non hanno mai pareggiato 0-0, quindi c’è da aspettarsi una buona dose di gol, soprattutto considerando le difficoltà dell’Inter in difesa e la buona forma degli attaccanti di entrambe le squadre. Il Siena, di certo, vuole proseguire il suo momento positivo e raggiungere il prima possibile la salvezza matematica che consentirebbe ai toscani di giocare in tutta tranquillità gli ultimi turni di campionato. Per arrivare a 40 basterebbe ai bianconeri un misero punticino, un pareggio senza patemi. Considerando la voglia e la forma dei ragazzi di Sannino però c’è da aspettarsi che l’Inter, anche oggi, farà tremare i propri tifosi.


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Stramaccioni bel segnale al mondo dello sport

L’Onorevole nel Pallone: Lara Comi intervista Alessandro Colucci

di Lara Comi - Europarlamentare Stramaccioni, 36 anni, nuovo allenatore dell’Inter, è l’uomo del momento. C’è chi lo vede come un simbolo meritocratico e un motivo di speranza in più per quei giovani che accusano l’Italia di essere un Paese per vecchi. Vero o falso? “Certamente in un mondo del tutto particolare diviso per comparti come quello del calcio italiano, l’incarico a Stramaccioni è un bel segnale a tutto il mondo dello sport. Più in generale credo non siano sufficienti le credenziali anagrafiche, occorre dimostrare passione, voglia di imparare e di crescere professionalmente, e un po’ di umiltà. Caratteristiche che vedo nel nuovo giovane allenatore dell’Inter e che anche la politica dovrebbe avere sempre presenti”. A sorpresa il presidente Moratti ha usato parole molto dure contro Gasperini. È lui la causa prima della cattiva stagione nerazzurra o è solo un capro espiatorio, di chi sono le responsabilità? “Personalmente non ho mai condiviso, fin dall’inizio, la scelta di Gasperini. Troppo distante dal mondo Inter, con un’idea di calcio che non poteva trovare applicazione con giocatori abituati da anni a un diverso gioco, a una diversa impostazione tattica. Certo poi non si può addossare solo a Gasperini ogni colpa. Non possiamo sottacere due anni di mercato non propriamente di ‘primo piano’, che non significa investire quantità infinite di risorse, significa scelte oculate e tecnicamente valide. Il colpo finale credo sia stata la cessione di un giocatore come Eto’o che lo scorso anno ha dato un contributo straordinario, facendo vincere tantissime partite tanto da arrivare secondi in campionato, vincere il mondiale per club e la finale di Coppa Italia”. Sulla carta l’ostacolo Siena sembra alla portata. Ma l’Inter può ancora aspirare al terzo posto? Immaginabile pensare a una Champions League senza la

Il calcio va sottoposto a una gestione virtuosa: servono una riforma fiscale, impianti moderni e tetto agli ingaggi. Terzo posto? L’Inter ha il dovere di crederci

presenza dei nerazzurri? “Finché la matematica non dice diversamente la squadra e la dirigenza, e noi tifosi, abbiamo il dovere e l’obbligo di crederci e di fare il possibile per raggiungere questo obiettivo. Certo, sarebbe una Champions più ‘povera’ senza la società che solo due anni fa ha raggiunto tutti e tre i traguardi più importanti”. Spuntano nuovi inquietanti sviluppi dal filone calcioscommesse. Intanto, secondo l’ultimo report, l’indebitamento complessivo della Serie A nel 2010-2011 è salito a 2,6 miliardi di euro e solo 19 club su 107 hanno riportato un utile. Cosa bisognerebbe fare per migliorare la gestione e l’immagine del calcio? “Certo non sono bei segnali. La vicenda del calcioscommesse è veramente odiosa. Lo sport deve essere sempre vissuto per i suoi principi sani, per la voglia di vincere, in modo pulito e trasparente, per i meriti sul campo. L’altro aspetto su cui è necessario porre l’attenzione è la gestione delle società calcistiche. Si deve pensare a una gestione virtuosa del sistema calcio: da una nuova normativa di legge alla riforma fiscale, dalla realizzazione d’impianti moderni e ospitali a una valutazione relativa agli ingaggi. In questo senso, il ‘fair play’ finanziario lanciato da Platini, se davvero applicato, potrebbe essere un bel deterrente e un buon aiuto per riportare il fantastico mondo del calcio a una dimensione più consona ai tempi che viviamo”. Si avvicina il 6 maggio, giorno del derby. Un crocevia importante anche sul fronte politico, visto che in quella data cadono le elezioni amministrative. Scambierebbe un buon successo del Pdl per una sconfitta dei nerazzurri? “Molti degli elettori del Pdl sono

interisti e il Presidente Berlusconi ne è pienamente consapevole, al punto tale che è sempre stato fra i primi a complimentarsi per le vittorie dell’Inter. I tifosi del Milan per il campionato della

loro squadra del cuore credo siano già dare un’iniezione di energia ai tifosi sufficientemente euforici e quindi, se interisti., quindi per il derby solo un elettori del Pdl, potranno riservare il motto: Forza Inter!”. loro entusiasmo anche in campagna elettorale. Abbiamo invece bisogno di Alessandro Colucci, assessore ai Sistemi verdi e paesaggio della Regione Lombardia

La Strana Coppia

“La Strana Coppia” non si ferma La prossima puntata ci saranno ospiti di spicco. È atteso anche il tecnico di hockey ghiaccio del Milano, fresco di promozione in A (r.s.) Non si ferma “La Strana Coppia di Stadio5” su Telemilano (ch 288) e Radio Milaninter (91.6 fm) ogni venerdì dalle 13 alle 14. Cesare Pompilio e il direttore del giornale, Beppe Vigani, danno voce a importanti colleghi della carta stampata, a volti noti della televisione (come Maria Teresa Ruta), oltre che a politici (più volte è intervenuta in studio la deputata europea Lara Comi), soubrette e personaggi del mondo dello spettacolo e dello sport (fa ancora eco l’intervista realizzata a Luciano Moggi).

In studio, oltre alla “strana coppia”, c’è anche Alessia Scurati, entrata nello staff di Stadio5 e colonna inamovibile. Gli argomenti si snodano intorno al tema del giorno organizzato attraverso una scaletta zeppa di ospiti illustri (soprattutto ex calciatori come Pietro Anastasi, Mauro Bellugi, Mario Corso, Alessandro Mazzola, Mario Bertini, Ruben Buriani o direttori sportivi come Luciano Passirani) e conduttori televisivi e apprezzati giornalisti (Fabio Ravezzani, Xavier Jacobelli, Simona Marchetti, Fabrizio Biasin, Maurizio Dall’O’). Nel contenitore c’è spazio anche per

battute, a volte, irriverenti, ma che trovano sempre interlocutori intelligenti e pronti alla replica. Nella prossima puntata è atteso il tecnico del Milano di hockey su ghiaccio Massimo Da Rin, che ha appena conquistato la promozione in Serie A, poi altre sorprese. Il ritorno della dea Eupalla ha aggiunto quel tocco trasgressivo in più alla puntata che ogni settimana cerca di rinnovarsi per dare un motivo in più per essere seguita da qualche spettatore in più.


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Hockey Ghiaccio

Il Milano torna in Paradiso di Beppe Vigani Il Milano torna in A. Quattro anni di purgatorio, prima di tornare nell’hockey che conta. Superato il Gardena 2-1, grazie a una magia di Tommaso Migliore, che è riuscito a segnare nel momento più terribile del match. Una liberazione che ha fatto esplodere le centinaia di tifosi che si sono rovesciati al Pranives di Selva di val Gardena. Dopo il gol di Benjamin Kostner, su assist di Senoner, al termine del primo periodo, ci pensava Constant, su passaggio di Klouda, a riequilibrare le sorti e chiudere 1-1 i tempi regolamentari. Ci pensava la rete di Migliore, al secondo tempo supplementare, a mettere tutti d’accordo e a portare i colori rossoblu in trionfo. Una stagione piena di problemi, superati dall’ottima organizzazione del club del presidente Ico Migliore che è riuscito con Massimo Da Rin a portare in A i colori rossoblu.

una stagione piena di problemi, superati dall’ottima organizzazione del club del presidente Migliore che è riuscito con Da Rin a portare in A i colori rossoblu

Coach, finalmente… “Pensavo di non farcela più… È stata una partita davvero durissima. Il disco sembrava non entrare mai. Caletti per ben quattro volte si è trovato davanti alla porta senza fare gol. Una vera maledizione. Una partita che sembrava non finire mai. Avevamo giocato bene, un match tirato, poi Tommaso ha fatto un gol incredibile, alla Oveckin… Dopo averne sbagliati di incredibili, abbiamo segnato quello più difficile…”. Dopo il gol della vittoria cos’ha pensato? “Sono rimasto con gli occhi sbarrati per almeno tre secondi, quasi incredulo… Una rete bella e difficile, che in un attimo ha spazzato via tutte le paure che stavano assumendo contorni sempre più inquietanti. Una sensazione, intensa, fortissima…”. Ha vinto la più forte, secondo lei? “Abbiamo vinto meritatamente. Credo che, alla fine, il successo sia andato alla squadra che l’ha voluto di più. È stata una stagione lunga, piena di problemi. Poco alla volta siamo venuti fuori e poi il lavoro ha fatto il resto”. È una sua vittoria, in tutti i sensi… “No, è la vittoria di tutti. Dei ragazzi, mia e della dirigenza. È stata una grande stagione, terminata con la promozione in A. Una cosa bellissima. Quando lo pensi è tutto facile, poi sul campo è tutto molto più difficile”. Dopo ventiquattro anni, un’altra promozione e per giunta ancora contro il Gardena. Davvero una coincidenza… “Sì, è incredibile, questo è il destino. Non so allora, ma questa volta vi erano un mare di tifosi, almeno 400-500.

Davvero eccezionali. Non ho mai visto una cosa così. Il pubblico di Milano è davvero speciale, in Italia nessuno è così attaccato alla propria squadra”. Si spieghi meglio… “L’attaccamento dei tifosi rossoblu è particolare. Ci sono stati vicini tutta la stagione, con un calore straordinario. Quando siamo tornati da Selva di Val Gardena, io sono passato a casa e poi sono andato alle 10 al Palagorà. Ebbene lì c’erano ancora i tifosi che festeggiavano. L’hockey a Milano è una cosa particolare, difficile da descrivere. Ho visto la gente in lacrime, che ci ringraziava. Ho ancora la pelle d’oca. Questa vittoria è anche loro”. Eppure nelle valli c’è una tradizione molto profonda… “Sì, ma è un’altra cosa. Una situazione simile l’avevo trovata quando allenavo

foto di Elena Di Vincenzo

La squadra di coach Da Rin sbanca il Pranives e vince la serie 4-2 portando i colori rossoblu in Serie A

tutti hanno dato l’anima. La squadra venerdì sera è stata molto intelligente, anche se mai come in questa partita è mancato un vero sniper il Courmaosta. In ballo c’era una regione che si aggrappava interamente all’hockey, perché lì non c’era altro. E’ un paragone che ho fatto per far capire l’entusiasmo di quei posti, ma qui a Milano è ancora più profonda la passione”. Si dà una spiegazione? “Milano è tradizione. Ventinove scudetti non sono da ridere. Questa città respira hockey, è la storia di questo sport. Anche in gara 5 il pubblico è stato numerosissimo. Se guardiamo indietro vediamo il Saima, la finale di undicimila del Forum. Poi ci sono stati i cinque scudetti dei Vipers”. Tornando alle sei partite di finale, qual è quella che l’ha soddisfatta di più? “Devo dire la verità, l’ultima. Tutti i ragazzi sono stati disciplinati, ognuno ha fatto il suo. Klouda, come sempre, è stato discontinuo, ma ha dato sei dischi al bacio ai compagni, Luca (Ansoldi ndr) ha lavorato tanto, Lutz che ha avuto qualche difficoltà in queste finali ha giocato a livelli della

Nazionale. Insomma, tutti hanno dato l’anima. La squadra venerdì sera è stata molto intelligente, anche se mai come in questa partita è mancato un vero sniper. Davanti soffriamo tanto e alla fine dobbiamo lavorare il triplo per vincere. In gara 6 c’è stata la dimostrazione. È vero che eravamo stanchi, ma loro lo erano un po’ di più tanto che il loro tecnico (Erwin Kostner, padre di Karolina, recente vincitrice dei Mondiali di pattinaggio artistico) Comunque è andata bene ed è la cosa che conta di più”. Cosa le rimarrà dentro, a parte il campionato vinto? “Tanto entusiasmo, la voglia di continuare più forte di prima. Poi i tifosi, il loro calore, il loro entusiasmo. Poi questi ragazzi, che sono riusciti a dare

quello che gli ho chiesto, Veramente una bella stagione”. Lei ha vinto già col Milano, era il secondo di Insam. C’è una differenza? “A dire il vero questa è una vittoria diversa. Intanto, in A2 le cose cambiano. Con i Vipers giocavamo per lo scudetto, mentre qui stiamo parlando di una promozione. Questa è la squadra del popolo, di quella che ha attraversato parecchie difficoltà prima di arrivare a questo punto e la gente ci apprezza di più anche per questo. A ogni buon conto torniamo in A, ma il pubblico non cambierà. Da anni è così. È cambiato un po’ l’hockey, ma il pubblico di Milano è unico e inimitabile”. Complimenti coach!


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Gossip & Curiosità

Fioriscono le marce nuziali

Mario Balottelli sposa Raffaella Fico La bellissima show girl Raffaella Fico si dice molto soddisfatta del rapporto con super Mario Balotelli. Raffa è innamoratissima e infatti appena può corre a Manchester per stare con lui. Le nozze? Prima il lavoro, mormora Raffa alle sue amiche. Mario, invece, è geloso, pare sia questo il motivo del rendimento altalenante in campo. Prandelli spera che Balo nei prossimi campionati Europei sia protagonista. Allora dai Raffaella, tu sai come rasserenare Mario...

Anche Aquilani si sposa Fiori d’arancio per Alberto Aquilani nel prossimo mese di luglio con Michela Quattrociocche. L’attrice e il giocatore del Milan sono genitori da un anno di Aurora. La Quattrociocche e Alberto, la sera del 24 dicembre scorso, hanno preso la decisione di convolare a giuste nozze. “Perché non ci sposiamo?”, Alberto chiede alla sua compagna. E lei ha risposto “si” annuendo. Questa è la vera felicità.

di Marjlja Bisceglia

Ciao Emilio Emilio Fede è stato sollevato dall’incarico da direttore del Tg4 in dieci minuti. Fedele Confalonieri, presidente del gruppo, ha firmato la lettera di sollevamento dall’incarico. La carriera del direttore per eccellenza è stata esemplare. Al Tg1, a Rete A (Peruzzo editore) In Fininvest direttore di Studio Aperto e Tg4. Insomma una volpe, e come ogni vecchia volpe che si rispetti, ha chiuso in pellicceria.

No Vasco! Vasco Rossi ha paura delle malattie, stando a quanto ha detto all’accademia della Scala alcuni giorni fa. “Se leggo la parola malattia vado a casa di chi l’ha scritto e lo prendo a bastonate”. Il re del rock italiano non ha usato giri di parole per dimostrare che il periodo di riposo che, a suo dire, si è auto imposto, non è stato dovuto ad un periodo di “malattia”. Sarà vero?

Occhi sulla De Sio Giuliana De Sio è certamente una donna di successo. E’ stata premiata al festival internazionale Film Corto. L’attrice salernitana ha iniziato la sua carriera in tv, uno sceneggiato su Rai uno “Una donna” con Biagio Pelligra, attore di talento siciliano e molto amato da Camilleri. Giuliana ha deciso di non sposarsi perché innamorata del suo lavoro, nonostante le suppliche di decine di corteggiatori.

Motociclismo

Le preghiere del Mancio Roberto Mancini, ex allenatore dell’Inter e attuale tecnico del Manchester City, è un uomo tutto d’un pezzo. Tecnico brillante, ma anche un personaggio molto riservato. Appena può si reca al santuario mariano di Medjugorje, nella località del sud della Bosnia-Erzegovina, vivendo giorni da vero pellegrino, messa e preghiera. In compagnia della moglie Federica Morelli e della figlia Camilla. Il Mancio, è risaputo sia in Italia che im Inghilterra, è una persona molto devota alla madonna.

Lorenzo il magnifico La Yamaha ha battuto le Honda. Tutto come previsto: il mondiale con re Jorge lo corrono Stoner e Pedrosa. Difficile esordio per Valentino Rossi

di A.S. Bisceglia La stagione MotoGP 2012, a Doha sul circuito di Losail in Qatar, si è aperta con uno strepitoso Jorge Lorenzo che sul finale, e con un sorpasso “alla Valentino Rossi”, è andato a vincere in modo spettacolare la prima gara di questo mondiale davanti a Pedrosa e Stoner. Lorenzo è partito dalla pole position e si è lasciato superare dall’australiano campione del mondo

in carica Stoner, che ha tentato la fuga restando al comando per tutta la gara. Lorenzo però è rimasto sulla scia e, a tre giri dalla fine, riporta la sua Yamaha M1 al comando, e sorpassando con intelligenza e minuzioso calcolo. Suo pertanto il gradino più alto del podio. La Yamaha ha sconfitto le Honda. Pare che all’origine del rallentamento di Stoner, sul finire della gara, ci sia stato un problema alla mano destra (danno riportato in un incidente della scorsa stagione). Nella volata finale anche Dani Pedrosa ha superato il suo compagno di squadra occupando il secondo gradino del podio. Interessante anche la quinta posizione dell’italiano Andrea Dovizioso, Yamaha Team Tech 3, che

ha lottato disperatamente per il quarto posto con il suo compagno di squadra Cal Crutchlow. Sesta posizione per Nicky Hayden su Ducati. Difficile esordio, in questo mondiale, di Valentino Rossi e la sua Ducati. Esordio che non tradisce le aspettative dei test invernali. Malissimo le qualifiche che lo vedono partire in dodicesima posizione, persino il suo compagno di scuderia, Nicky Hayden, è partito dalla quinta posizione. E questo non può che portare Rossi e i suoi tecnici a riflettere. La Ducati di Hayden tiene la pista, quella del “dottore”, dopo le ultime modifiche, è… irriconoscibile. Tutto da rifare, si torna alle origini, ancora cambiamenti e

ancora grandi difficoltà. Il centauro di Tavullia, con la sua Desmosedici lontana dall’assetto di gara, ha avuto problemi per tutta la corsa, soprattutto nelle curve a destra, grandi difficoltà con le gomme in frenata e dopo il contatto con Barbera ha perso di vista completamente la testa della corsa arrivando decimo. La prima gara della stagione demoralizza ancora una volta il dottore e il team di Borgo Panigale, dando purtroppo, se ce ne fosse stata la necessità, la conferma che questa stagione sarà dedicata allo sviluppo di una moto che accorci le distanze dalle altre. Difficile pensare a un Valentino Rossi che corre solo per limitare i danni e non per il podio.


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Teatro

“Le Relazioni Pericolose”,

classicissimo rock

di Alessia Scurati Il Visconte di Valmont, irrefrenabile libertino, icona della letteratura francese del’700, diventa un po’ rock. Il merito di questa trasformazione, che lo rende più adatto a rivivere nei tempi nostri, è della nuova versione de “Le Relazioni Pericolose”, firmata da Giovanni De Feudis, che ha fatto del grande classico della lettura epistolare scritto da Pierre Ambroise François Choderlos de Laclos un musical che fa tappa al Teatro Smeraldo. “È la prima volta che questo testo di pura evasione viene presentato in una versione musicale. La storia è quella di un di un libertino a metà fra il collezionismo rude e senza scrupoli di Don Giovanni e la poesia erotica del sessismo di Casanova, ambientato nella Francia pre-rivoluzionaria fra la miseria deprimente di un popolo esausto e l’indolenza dei vizi della nobiltà”, spiega il regista De Feudis. In questo contesto Valmont cerca di conquistare Madame de Tourvel confidando nell’aiuto della sua perfida ex-amante, la marchesa de Merteuil. Quest’ultima gli consiglia di sedurre la giovane Cecile de Volanges, innamorata a sua volta di Danceny. Valmont riuscirà a portare a termine entrambe le sfide amorose

per cercare di riconquistare i favori della Merteuil, che infine lo costringerà a rompere con Madame de Tourvel e a battersi a duello con Danceny. “La trama è un intreccio perfetto e a

tratti morboso, fatto di tradimenti, passioni, sfide e memorabili notti d’amore dove ognuno ha un proprio ruolo ed una vita da giocarsi a testa o croce fra le luci e le ombre di una calda

alcova”, dice il regista De Feudis. “Ma sbaglia chi vuole cercare in quest’opera particolari significati reconditi, messaggi sociali o non ben definiti moniti morali: ‘Le Relazioni Pericolose’

“Le Relazioni Pericolose”, tratto dal romanzo di Choderlos de Laclos, adattamento e regia Giovanni De Feudis, con Corrado Tedeschi, Lorenza Mario, Anna Vinci, musiche di Alessandro Foglietta. Il 13 aprile alle 20.45 al Teatro Smeraldo

Musica

altro non è che un grande spettacolo di parole, danza e duelli, sotto l’egida erotica della bellezza che commuove”. Nei panni di Valmont c’è un elegantissimo Corrado Tedeschi, affiancato da Lorenza Mario – Marie de Tourvel e da Anna Vinci – Isabelle de Merteuil. “‘Le relazioni pericolose’ è un capolavoro della letteratura epistolare ed è molto noto anche nella sua trasposizione cinematografica di Stephen Frears con John Malkovic, che ha vinto tre Oscar. Noi però abbiamo pensato di cambiare prospettiva, cercando di fare una cosa completamente diversa”, aggiunge Corrado Tedeschi. “Abbiamo utilizzato la trama meravigliosa di Lachlos per fare un musical, così da cercare di avvicinare i giovani a questo tipo di teatro e di letteratura, rendendoli più fruibili anche a chi magari non è abituato a questi generi. È un intreccio meraviglioso di storie con musica rock bellissima”. Un Settecento rock, dunque, è quello che aspetta gli spettatori, con grande sfoggio di costumi stupendi e musiche d’atmosfera. Sul palco con gli attori ci sarà anche un corpo di ballo composto da sei elementi. Il tutto per dare vita a uno spettacolo di grande impatto scenico, recitato magnificamente e che rivede in una prospettiva particolare un grande classico letterario.

Le lune di Marco Carta Siti Internet: www.youtube.com/marcocarta www.facebook.com/marcocartaofficialpage www.itunes.it/marcocarta www.facebook.com/warnermusicitaly

di Riccardo Sada

Da qualche ora in circolazione il nuovo album di inediti “Necessità Lunatica” che include il singolo “Mi hai guardato per caso” A due anni dal precedente lavoro discografico, Marco Carta con un nuovo album di inediti. Ieri è stato pubblicato “Necessità Lunatica”, il quarto disco del giovane cantante sardo. Anticipato in radio da “Mi hai guardato per caso”, è attesissimo dai fan. Carta ha ricevuto la nomination nella categoria “miglior cantante italiano” ai Kids’ Choice Awards 2012, il grande appuntamento di Nickelodeon che quest’anno festeggia la 25esima edizione. Molti sono i riconoscimenti che hanno visto Carta protagonista in questi anni, dopo la vittoria ad Amici (2008) e dopo la vittoria al Festival di Sanremo (2009) ha ricevuto due premi ai TRL Awards a Trieste (Man Of The Year e Best #1 Of

The Year), tre premi agli Wind Musici Awards (uno per il disco di platino di “Ti rincontrerò”, uno per il disco di platino di “La Forza Mia”, e il terzo come artista più votato da RTL 102.5); a luglio a Venezia ha ritirato il premio speciale Venice Music Awards come artista maschile dell’anno. A gennaio 2010 Marco Carta ha trionfato con “la Forza Mia e” e Dentro ad ogni brivido” nella classifica dei migliori video del 2009 selezionati da Mtv Hits e votati dagli utenti di SKY.it. Nel 2011 il cantante vince i TRL Awards 2011 nella categoria Best Talent Show Artist e ritira i “Wind Music Awards” a Verona per le vendite di “Il cuore muove”.


Mercoledì 11 aprile 2012

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Grafica Chiara Maggioni - E-Mail: grafica@stadio5.it

Registrazione del Tribunale di Milano: n° 446 del 3 agosto 2011

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