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Mercoledì 20 Febbraio 2013

L’ Editoriale

di Beppe Vigani

“Questo, naturalmente, è il vantaggio del pessimismo; un pessimista va incontro solo a sorprese piacevoli, mentre un ottimista ne ha soltanto di spiacevoli”. E’ un’affermazione di Rex Stout, scrittore statunitense. Mi viene in mente chi ha definito una salma il Milan, contento di averlo onorato come defunto, nei momenti peggiori di questo campionato. Ora c’è il Barcellona, la squadra migliore del mondo, che annovera un gigante come Lione Lessi, un talento come Andrés Iniesta, o un genio come Xavi Hernandez. Una sfida senza speranza, ma il Milan ha fatto vedere che gli episodi possono cambiare le sorti di un match. Come contro il Parma, ad esempio. L’autorete di Paletta è stata una manna per gli Allegriboys che, fino a quel momento, sembravano un pugile alla mercé dell’avversario. Oppure come contro la Juventus. Un rigore “inventato” e tre punti sotto il cuscino. Di contro citiamo il derby, dove un gol “regolare” e un fallo in area sono stati dati in pasto alla serata nera della terna arbitrale. Il calcio è fatto di queste cose, ed è perciò che la sfida col Barça rende ancora di più il piatto gustoso. L’anno scorso il Milan andò al Camp Nou a rubare un punticino, poi fu sconfitto, con qualche ombra, ai quarti di finale, ma al ‘Meazza’ finì in parità. I rossoneri di quest’anno non c’entrano nulla con quelli dell’anno scorso, ma proprio per questo induce a qualche riflessione in più. La squadra di Allegri ha perso due partite nella fase a gironi (contro Malaga e Zenit), mentre il Barcellona ha dovuto piegarsi solo con il Celtic (la seconda sconfitta di questa stagione, se si conta anche quella con la Real Sociedad). I blaugrana, quindi, non sono imbattibili. Suona strano, ma anche loro si sono inchinati a qualcuno.

Come siam... Messi ? Anno 3 n. 10

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MILAN

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MercoledĂŹ 20 Febbraio 2013


MercoledĂŹ 20 Febbraio 2013

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Mercoledì 20 Febbraio 2013

Underdog

La Partita di Andrea Anelli

Contro ogni pronostico per scrivere la storia Arriva il Barcellona, tutti ai posti di combattimento! Deve aver pensato questo Allegri quando dall’urna di Nyon è uscito di nuovo il cartellino “sbagliato”. Il fato ha voluto ancora così e per certi versi si può anche pensare al bicchiere mezzo pieno per fare qualche sorsata di puro ottimismo. Il palcoscenico europeo non può proporre niente di meglio della formazione catalana che da qualche anno a questa parte esprime il miglior calcio e conquista coppe e campionati con relativa facilità, senza contare i successi personali dei propri giocatori, uno su tutti Leo Messi e i suoi quattro Palloni d’Oro consecutivi. Niente di meglio dunque, per dimostrare che anche da “underdog” si può scrivere la storia, anzi, proprio da sfavoriti si scrivono le pagine più belle. Un solo esempio, proprio contro i blaugrana: Atene, 18 maggio 1994, Milan– Barcellona 4-0 e tanti saluti alla squadra allenata da Johan Cruijff

data favoritissima da tutti con gli stessi interpreti, Romario e Stoičkov su tutti, convinti di prenderla per le grandi orecchie e alzarla al cielo. Oggi però, lo scenario è molto diverso. Il Barcellona orfano di Guardiola è, di fatto, orfano anche di Tito Vilanova che da New York tenta di guidare la squadra. In panchina siede il

fidato Roura, ma i meccanismi sono talmente oliati che, probabilmente, potrebbe anche non esserci nessuno. I numeri parlano chiaro, se da una parte bisogna fare i conti con la Pulce argentina che ha se-

gnato per 14 giornate di Liga consecutive mettendo a segno il gol numero 300 e 301 a fronte di 366 presenze in blaugrana, oltre ad essere arrivato già a quota 48 dall’inizio della stagione (!), dall’altra c’è che la difesa del Barca prende gol da nove partite consecutive tra campionato e Copa del Rey. Sempre nell’ottica dell’ottimismo e del bicchiere mezzo pieno, bisogna concentrarsi proprio su questo dato. Fase difensiva attentissima e cinismo inzaghiano davanti. Lo sviluppo del gioco catalano è sempre lo stesso, infinito possesso palla, con tre o quattro soluzioni comode di passaggio per chi ha il pallone tra i piedi, fino a trovare lo spiraglio giusto per entrare palla a terra in area di rigore. Allegri non snaturerà il modo di giocare del suo Milan, ma chiederà agli interpreti di sacrificarsi un po’ di più. In serate come questa, c’è bisogno di personalità e i più vecchi devono dare il buon esempio. Abbiati, Mexes, Montolivo, Boateng e Pazzini rappresentano la spina dorsale della formazione, giocatori abituati a disputare partite importanti che dovranno trascinare anche la famosa linea verde. Il capostipite di questa linea verde rappresenta anche il dubbio più grande di Allegri. El Shaarawy e il tendine del suo ginocchio terranno con il fiato sospeso fino all’ultimo tutti perché un ottavo di finale con il Barcellona è importante ma il derby di domenica sera non è da meno, allora il rischio deve essere calcolato bene. Tutti ai propri posti di combattimento, inizia lo show.

AVANTI SENZA PAURA Il Milan, con la testa al Barcellona, ha chiuso in modo indolore, ma non senza qualche polemica, la pratica Parma grazie all’ormai insostituibile Balotelli. “Avanti senza paura” questo è il pensiero di Massimiliano Allegri che urla ai suoi uomini. Oggi il Barcellona, il prossimo appuntamento è il derby e la terza partita lo scontro diretto con la Lazio. In effetti con un calendario così puoi solo andare avanti senza paura e giocartela tutta fino in fondo, proprio come sta facendo il Milan, e non stupirebbe un risultato pieno oggi a San Siro se il Milan gioca sereno senza la fretta

di vincere, proprio come sostiene il suo tecnico. Tornando al Parma, che ha visto un Balotelli un po’ nervoso a causa dei tanti falli subiti: “…se l’arbitro pensa di aver fatto una buona partita, deve riguardarsela”, ha detto SuperMario, le polemiche si sprecano. Ma non in casa Milan. Allegri molto sereno nel dopo gara sostiene i suoi ragazzi e non ci casca nella discussione relativa alla punizione vincente, contesa da Balotelli e Niang: “Ha deciso di tirare Balotelli, che le calcia molto bene. Le avevano provate sia lui che

di Severa Bisceglia

Niang giovedì in allenamento, lo stesso Boateng, e credo che alla fine siamo stati fortunati, perché ha tirato Balotelli e ha fatto gol”. Le polemiche continuano, ma non per il tecnico livornese: “Ho richiamato Balotelli perché era un po’ nervoso. Ha subito, credo molti falli, è stato tutto sommato bravo. Ogni tanto tende a perdere un attimo la calma e credo che piano, piano migliorerà su questa cosa. - relativamente all’esternazione dell’attaccante ex City - E’ stata un’esternazione a caldo. Io credo che l’arbitro abbia diretto una buona partita, ha lasciato molto correre. Balotelli viene molto guardato e gli vengono fatti dei falli, perché quando prende la palla è sempre pericoloso”. Il Milan ha giocato contro un Parma che per tutto il primo tempo ha corso e pressato molto creando non poche difficoltà ai rossoneri che, pur giocando male la prima frazione di gioco, hanno avuto due o tre situazioni favorevoli e che nel secondo tempo ha iniziato a correre aumentando l’intensità e creando molto di più. Il Milan, in grande rimonta in campionato, ha aumentato il suo tasso tecnico con l’arrivo di Balotelli e con lui, inevitabilmente, arrivano anche le polemiche.

STADIO MEAZZA ORE 20.45

Arbitro: Craig

Allenatore: Massimiliano Allegri

Alexander Thomson

Allenatore: Jordi Roura

MILAN (4-3-3)

BARCELLONA (4-3-3)

Abbiati; Abate, Zapata, Mexes, Constant; Boateng, Montolivo, Flaminì; El Shaarawi, Pazzini, Niang.

Valdes; Puyol, Piquè, Dani Alves, Alba; Xavi, Fabregas, Busquets; Villa, Messi, Iniesta.


Mercoledì 20 Febbraio 2013

I Bioritmi

di Enzo Occhiuto

Il Milan ritrova il Barcellona negli ottavi di Champions League. I catalani eliminarono la squadra di Allegri nei quarti della scorsa edizione, dove i valori bioritmici erano di 6,04 contro i 6,00 dei rossoneri. Adesso gli spagnoli saranno di nuovo gli avversari del Milan questa volta, però, i bioritmi sono a favore della squadra di Berlusconi con 6,14 contro 5,87 degli ospiti. Ora il Milan dovrà dimostrare di essere una grande squadra anche senza SuperMario, e la partita contro il Barca, con un centrocampo composto da Ambrosini 6,31, Montolivo 6,26, Muntari 6,49 e Salamon 6,41 potrebbe essere il vero ban-

MILAN DEVI CREDERCI IL CAPOLAVORO L’analisi

BARCELLONA

co di prova. L’analisi numerica della biosituazione (forza fisica, sensibilità tecnica, ragionata visione del gioca e istintività) dei singoli giocatori delle due squadre, premia lo stato medio di benessere psicofisico dei rossoneri 6,14 contro quello dei blaugrana valutato 5,87. Nello specifica delle contrapposizioni delle due squadre, i rossoneri hanno più energia e vitalità individuale da spendere 6,17 contro i blasonati ospiti di turno con 5,87: Yepes e Constant 6,50, Boateng 6,47, Muntari e Salomon 6,41, Ambrosini e Pazzini 6,20, (ambedue fortemente ispirati con 6,16), Montolivo 6,26 (emotivamente in for-

ma ottima 6,22 e concentrato al punto giusto), contro Dani Alves 6,44 (con istintività superiore alla media 6,31), Xavi, Pedro e Iniesta 6,13 (componente positiva di fiducia a 6,22). Dal punto di vista emotivo i diavoli, consci di dover dare il massimo, hanno maggior entusiasmo ed una forte concentrazione 6,13 rispetto agli sfidanti con 5,88: De Sciglio, Zapata e Bojan 6,49, Constant 6,45, Niang e Montolivo 6,22, Yepes, Pazzini e El Sharaawy 6,11 (con nota ottima per la cresta di 6,48 in fatto di intuizione personale di analisi finale), contro i blaugrana Sanchez 6,39 (intuizione elevata a 6,37), Xavi , Iniesta, Adriano e Masche-

rano 6,22. Anche dal punto di vista intellettivo e ragionata visione di gioco il Milan con 6,13 risulta superiore bioritmicamente alla squadra di Vilanova con 5,93: Abbiati e Munyari 6,49, Constant 6,50, Niang 6,41, Boateng 6,38, Zapata 6,35 contro Victor Valdes 6,50, Busquets 6,49 (bio alto in intuizione 6,16), Pique 6,43. La partita, quindi, contro il Barca potrebbe essere quella della definitiva “rinascita” dei rossoneri, che hanno la possibilità di combattere e vincere, cosa che sarebbe stata impensabile fino a qualche mese fa. Prepariamoci a vivere una delle partite più emozionanti dell’anno.

Milan-Barcellona

la Champions dei migliori Sono undici i titoli europei vinti tra rossoneri e blaugrana Statistiche del Match di Bianca Elton Ara

Mercoledì è Milan-Barcellona. Undici trofei continentali in due, sette per rossoneri e quattro per i blaugrana. Le due squadre si sono affrontate 15 volte in Europa: il Barcellona è in vantaggio nei precedenti con 6 vittorie a fronte dei 4 successi rossoneri. Il Milan ritrova così Leo Messi e compagni dopo che nella passata stagione le due compagini si erano affrontate nel girone eliminatorio e poi nei quarti di finale. Nel raggruppamento in Spagna era finita 2-2 con gol di Alexandre Pato e Thiago Silva poi il ritorno era stato un successo per i blaugrana per 2-3 (inutile uno spettacolare gol di Boateng). Nei quarti, invece, all’andata finì 0-0, mentre al ritorno terminò 3-1 per gli uomini di Guardiola. Le due squadre s’incontrarono per la prima volta nella stagione 19591960: nei quarti di Coppa dei Campioni il Barça s’impose a San Siro per 2-0 e vinse al Camp Nou per 5-1. Tornando a un passato più recente, nel 2006, le due

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squadre s’incontrarono nelle semifinali, che poi portarono il  Barça    a vincere la Champions. A San Siro i catalani s’imposero

annullata ad Andriy Shevchenko che grida ancora vendetta.  Riavvolgendo il nastro della memoria, si ritorna nel 2004/2005,

con il punteggio di 1-0: decise Shevchenko. Al ritorno successo spagnolo per 2-1, con Eto’o e Ronaldinho che ribaltarono il vantaggio iniziale sempre dell’ucraino. Un precedente nella fase a gruppi anche nella Champions 2000/2001, quando il Milan di Zaccheroni espugnò il Camp Nou per 2-0, con reti di Francesco Coco e Oliver Bierhoff. La sfida di Milano terminò invece 3-3, con doppietta di Demetrio Albertini e rete di José Mari per il Diavolo, e tripletta di Rivaldo, poi diventato rossonero. La partita più importante tra Milan e Barcellona è sicuramente quella del 18 maggio 1994, quando gli uomini guidati da Fabio Capello travolsero i blaugrana di Johan Cruijff. Doppietta di Daniele Massaro, poi gol di Savicevic e Desailly. Grande vittoria dei rossoneri guidati da Sacchi nella Supercoppa UEFA, nel 1989: all’andata finì 1-1 con Iiniesta e Messi attenti a quei due gol su rigore di van Basten e poi pareggio di Amor, mentre al ridi misura grazie a un sinistro del quando i rossoneri incontrarono torno basterà il gol di Evani per francese Giuly, mentre la gara di il Barça nel girone. La gara d’an- far vincere al Milan la sua prima ritorno terminò 0-0, con una rete data, giocata al “Meazza”, terminò Supercoppa.

MACCHIATO

Champions di Federico Zanon

I blaugrana sono una macchina da gol, ma soffrono la stagione no di Valdes tre della storia. Nel weekend, conUn mercoledì da leoni, per una sfida quasi impossibile. L’urna di Nyon ha regalato al Milan ancora una volta il Barcellona, l’avversario peggiore nella corsa alla finale di Wembley del 25 maggio. I recenti precedenti non sono favorevoli ai rossoneri, che non battono i blaugrana in Europa da sette partite, dall’1-0 firmato Shevchenko del 20 ottobre 2004, e la differenza evidente di qualità tra le rose non può far dormire sonni tranquilli ad Allegri, che rispetto agli anni passati è orfano di Thiago Silva e Nesta. Passano gli anni, cambiano gli allenatori, ma il Barcellona resta ancora la squadra migliore in Europa, la favorita numero uno ad alzare al cielo di Londra la Champions League numero quattro della sua storia (la quinta considerando la Coppa Campioni del 1992 vinta, proprio a Wembley, contro la Sampdoria grazie alla punizione di Rambo Koeman). L’addio di Guardiola e la malattia di Tito Vilanova non hanno rallentato una macchina quasi perfetta, che corre a mille all’ora da inizio anno, indipendentemente da chi vi sia seduto al volante. Prima in campionato con una sconfitta in 24 partite e il record di 65 punti (meglio anche del Real Madrid di Mourinho della scorsa stagione), prima nel girone di Champions davanti a Celtic e Benfica, e in semifinale di Coppa del Re, il Barcellona guidato ora da Jordi Roura (in foto) arriva a San Siro per chiudere da subito la pratica ottavi. Neanche a dirlo il pericolo numero uno sarà Lionel Messi, mister quattro Palloni d’Oro consecutivi, il giocatore più forte del mondo e tra i primi

tro il Granada, la Pulce ha segnato una doppietta, salendo a quota 37 nella Liga, per un totale di 301 gol in 366 partite con la camiseta blaugrana, praticamente una media di 0.82 a partita. Chapeau. (Provare ad arginare l’argentino non sarà la soluzione, il Barcellona ha già dimostrato di essere in grado di camminare con le sue gambe, senza il sostegno di Messi, grazie al talento infinito, che fa rima con i vari Pedro, Iniesta o Xavi, che dovrebbe essere regolarmente in campo dopo il riposo nell’ultimo turno di campionato. Tempi duri per il Milan, chiamato all’impresa ardua ma non impossibile, perché anche il Barcellona dei marziani ha il suo tallone d’Achille. In porta Victor Valdes, infatti, è tutto tranne che una sicurezza e le voci di un addio al termine della stagione non hanno certo aiutato a tranquillizzare l’ambiente. Se quest’anno il Barcellona ha segnato 115 gol in 39 partite (una media di 2.9 ), il rovescio della medaglia parla di 42 gol incassati in 39 gare, cioè più di uno a match (1.07), 25 di questi lontani dal Camp Nou. Numeri che valgono una speranza per un Milan che parte con tutti gli sfavori del pronostico, ma con un dodicesimo uomo in campo, il pubblico, che ha risposto alla grande: a San Siro sono attese ottantamila persone, per un incasso di oltre cinque milioni di euro, un record per il club. Non capita certo tutti i giorni di vedere giocare il Barcellona di Leo Messi.


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Mercoledì 20 Febbraio 2013

continua da pag.1 Con i baschi, ad esempio, gli uomini di Vilanova per ben due volte si sono fatti raggiungere, per poi lasciarci le penne in zona “Cesarini”. Anche loro hanno le loro debolezze. Soffrono i ritmi alti, il pressing costante e soprattutto non permettere loro di ragionare. Per vocazione il Milan non è una squadra fisica, non ha nel proprio Dna l’aggressività, la velocità e quindi qualcosa dovrà concedere. E’ nella convinzione che bisognerà lavorare. Il Milan di questa stagione è senz’altro meno forte, rispetto a quello dello scorso anno, lo sanno anche i giocatori, che comunque si sono rinforzati in attacco. Balotelli, però, non potrà essere della partita, quindi il valore aggiunto va a farsi benedire. Tutto appare contro i rossoneri, che hanno dalla loro parte la consapevolezza del più debole. Considerarsi più forte potrà essere pericoloso, invece, per il Barcellona. “Il suicida è uno che ha colto la morte di sorpresa”. Lo scrittore Giovanni Soriano parla così dell’inatteso, di quella cosa mai accarezzata come una certezza. Per parlare di cose pratiche è un po’ quello che è capitato alla Juventus contro la Roma. Per offendere nessuno è bello ogni tanto sorprendersi!

L’ Ospite di Alessandra Caronni

“Messi è uno spettacolo, fa sempre la differenza e migliora di anno in anno: è ancora un bambino in fase di sviluppo, se confrontato con me”. Sono le parole di Andrés Iniesta. Che aggiunge: “La filosofia del Barça non riguarda un allenatore ma si basa su una idea, una linea che unisce tutti i tecnici. È sempre stata la maniera di lavorare nella cantera. Dopo le idee, ci vogliono anche i giocatori per metterle in pratica. I giocatori di qualsiasi categoria, giovanili, Barcellona A e B possono allenarsi e capire subito cosa fare”. La pensa così da sempre, Iniesta, sin dai suoi primi passi, nel ’92, quando a 8 anni i genitori decisero di iscriverlo all’Albacete Balompié, una squadra del capoluogo di provincia della propria città. A 12 anni, mentre era in scena al Torneo Infantil de Brunete, cattura l’attenzione di molti club spagnoli. Tra questi, il Barcellona: la sua futura squadra. La famiglia pur lasciando in

Intervista esclusiva

Mazzola: Barça troppo forte Ci vuole un miracolo di Luigi Sada

Sarebbe stato fantastico vedere in campo Balotelli con Messi

Alzi la mano chi non conosce Sandro Mazzola. Anche la nonnina di Porta Cica (ndr Ticinese), quella del Vicolo dei Lavandai, sa chi è l’ex fuoriclasse della Nazionale e dell’Inter di Herrera. Non bastasse, pure un giovane in tenera età è al corrente di cosa è stato capace di fare il “Baffo” nerazzurro nella sua prestigiosa carriera. Ha vin-

to tutto. Coppa dei Campioni, Coppa Intercontinentale e scudetti. Dunque, chi meglio di Mazzola può mettere a fuoco la sfida di stasera fra il Milan e il Barcellona. Sandro, come andrà a finire stavolta con gli spagnoli? “Beh, sinceramente mi auguro che il Milan possa rovesciare il pronostico. Il Barca è una gran-

de corrazzata e batterlo non sarà facile. In tutta onestà credo che il Barcellona possa vincere senza tanti problemi”. Per via di Messi? “Sì, anche. L’argentino è il più grande giocatore degli ultimi dieci anni. Se non di tutti i tempi. Tratta la palla come nessuno. Quando parte diventa imprendibile. Bisognerebbe costruirgli una rete intorno per bloccarlo. E non sarebbe neanche sufficiente. Poi, naturalmente, dobbiamo considerare le potenzialità del Barca”. La settimana scorsa Josè Luis Mendilibar, tecnico del Getafe, ha provato a usare questa tattica per fermare l’argentino... “E ne ha beccati sei dai blaugrana. Comunque, pur con tutto il rispetto per il Getafe, il Milan non è il Getafe”. Quindi, può essere una buona occasione per bloccare la “Pulce”...

IniESTA LOCO Chi è Iniesta

lacrime il proprio figlio fece uno sforzo decidendo così di trasferire il piccolo Andres alla Masia Catalana. Dopo aver giocato per due stagioni nel Barcellona B, Iniesta esordisce a 18 anni con la prima squadra il 29 ottobre 2002 in Champions League contro il Club Brugge. Con l’arrivo di Rijkaard come allenatore gioca con maggiore continuità. Con l’infortunio di Xavi nel 2006 diventa definitivamente titolare e nell’estate seguente girano voci su un passaggio ai rivali del Real Madrid. Nella stagione 2008-

2009 sigla 4 reti in 26 partite di campionato e risulta decisivo nella semifinale di ritorno di Champions League: allo Stamford Bridge contro il Chelsea realizza all’ultimo minuto di recupero il gol decisivo per il passaggio in finale. I catalani trionfano 2-0 e si laureano campioni d’Europa. Iniesta realizza l’assist per il gol del vantaggio di Samuel Eto’o. A fine partita Wayne Rooney lo definisce “il miglior giocatore al mondo”. Il 27 novembre 2009 prolunga il suo contratto fino al 2015.

Nato a Fuentealbilla, Spagna, l’11 maggio dell’84, Andrés Iniesta Luján è soprannominato Don Andrés dai tifosi spagnoli. Cresciuto nel settore giovanile del Barcellona, squadra con cui ha già vinto diciassette trofei, inclusi cinque campionati spagnoli e tre UEFA Champions League, nella stagione 2008-2009 è stato eletto miglior calciatore spagnolo. Con la maglia della Spagna si è laureato Campione d’Europa nel 2008 e nel 2012 e Campione del Mondo nel 2010. Miglior Giocatore dell’Europeo nel 2012, è stato anche UEFA Best Player in Europe davanti al compagno Messi e Cristiano Ronaldo.

“Può starci. Ma torno a ripetere che Messi, se è in serata, non lo ferma nessuno”. La carta vincente per Allegri potrebbe essere El Shaarawy? “Il ragazzo ci sa fare. A dire il vero potrebbe essere veramente l’asso nella manica del Milan”. E Balotelli? “Balotelli purtroppo non può giocare. E’ un vero peccato perchè sarebbe stato fantastico vedere un duello a distanza fra lui e Messi”. Ma Berlusconi ha fatto bene acquistare SuperMario? “Balotelli deve solo maturare. Credo che Berlusconi abbia valutato a fondo la situazione quando ha deciso di strappare il giovane al City. Berlusconi è una persona in gamba, difficilmente commette degli errori, specialmente nel calcio”. Gli interisti dicono che Balotelli è un traditore... “Ma no. Balotelli è sempre stato

un tifoso del Milan. Quindi ha fatto bene a scegliere il club rossonero”. Senza Vilanova, con Roura in panchina, cambia qualcosa nel Barca? “Non credo la squadra gioca a memoria. In Liga sta mandando al macero tutti gli avversari. In Champions sarà la stessa cosa. Anche nel calcio, però, ogni tanto qualche miracolo accade”.


amarcord

Mercoledì 20 Febbraio 2013

Zlatan Ibrahimović

main per l’acquisto del suo cartellino, resta anche uno tra i calciatori più pagati al mondo, secondo solo a Samuel Eto’o (20,5 milioni di euro). La sua bravura in campo non è sinonimo di attaccamento alla maglia, anzi. Nel luglio del 2008 lo svedese indosserà la maglia numero 9 del Barcellona, lasciata libera dal camerunense Samuel Eto’o passato all’Inter, con cui a fine stagione vincerà già ben 3 trofei: Supercoppa di Spagna, Supercoppa UEFA e Mondiale per club. Lascerà i blaugrana per fare ritorno a Milano, sponda rossonera, nell’agosto 2010. Anche con il Milan vincerà subito lo scudetto, ottavo consecutivo per lui, oltre alla Supercoppa italiana. Anche Ronaldo Luís Nazário de Lima, conosciuto semplicemente come Ronaldo o ‘il Fenomeno’, ha indossato entrambe le maglie. A Barcellona arriva, non ancora ventenne, nel 1996 e vince subito, in un solo anno in Spagna, la Coppa delle Coppe segnando, nell’intera stagione, 47 reti in 49 partite, un vero fenomeno. Il 2 volte Pallone d’Oro arriva al Milan nel gennaio del 2007, acquistato dal Real Madrid, e nella sua seconda partita segnò la prima doppietta, ma in rossonero non vincerà alcun trofeo. Altro centrocampista – attaccante vincente nelle due squadre è Ronaldo de Assis Moreira, o semplicemente  Ronaldinho, che si afferma nel Barcellona (2003-2008) con cui vincerà due Campionati spagnoli, due Supercoppa di Spagna e una Champions League. Al Milan arriverà nel luglio del 2008 dove in due anni non vincerà nulla. Altro brasiliano a servizio delle due compagini Rivaldo, all’anagrafe  Rivaldo Vítor Borba Ferriera. Con il Barcellona, in cinque stagioni, vincerà - per due volte consecutive - il campionato spagnolo, una Coppa del Re e una Supercoppa eu-

di Severa Bisceglia

Ronaldo Luís Nazário de Lima

Ronaldo Luís Nazário de Lima

2000. Il terzino, considerato tra i più forti della sua generazione, sboccia nella Juventus guidata da Marcello Lippi e approda al Barcellona il 21 luglio 2006, a seguito delle vicende di calciopoli che hanno spedito la Juve in Serie B, za all’Atletico Madrid e poi, dopo per 14 milioni di euro. Durante una parentesi italiana alla Lazio la militanza spagnola è stato noe successivamente all’Atalanta, minato presidente onorario del al Barcellona. Con i Blaugrana Como, squadra in cui è cresciuto vincerà il Campionato spagnolo. ed ha esordito in Serie B. Con il Oltre ai trofei con il Milan, Albe- Barcellona di Frank Rijkaard ha rini in Italia conquista anche una vinto una Supercoppa spagnola, Coppa Italia con la Lazio e un disputato 58 partite e segnato 3 Campionato d’Europa Under-21 gol. Il 31 maggio 2008 Zambrotta nel 1992. Altro personaggio da lascia la Spagna diretto al Milan salutare ‘in piedi’ è Gianluca per 9 milioni di euro più due di Zambrotta, campione del mondo bonus. L’esordio in maglia rossocon la Nazionale italiana nel 2006 nera, 31 agosto 2008, è una scone vice-campione d’Europa nel fitta rimediata contro il Bologna nella prima giornata di campionato e il suo primo gol lo segnerà due giornate dopo contro la Lazio. Con il Milan vincerà uno scudetto e una Supercoppa italiana. La potenza dal nome Zlatan Ibrahimović non poteva mancare nei due Club più titolati, uno dei più forti attaccanti al mondo e unico svedese ad aver vinto per sette volte (di cui sei consecutivi) il Guldbollen (una sorta di Pallone d’Oro svedese) assegnato al miglior giocatore svedese dell’anno solare dal quotidiano Aftonbladet e dalla Federazione svedese. Con l’ingaggio da 14 milioni di euro a stagione oltre a 21 milioni pagati al Milan, Gianluca Zambrotta dal Paris Saint-Ger-

Demetrio Albertini

Gianluca Zambrotta

Demetrio Albertini

Anche la Champions League ha il suo amarcord, e che ricordi…, partendo dall’eroe di casa Demetrio Albertini, attualmente vicepresidente della Federcalcio, cresciuto nella ‘famiglia’ rossonera, fatta eccezione per la stagione 90-91 con il Padova in Serie B che gli valse, comunque, il premio quale migliore speranza italiana nello sport promosso dalla Diadora. Il centrocampista brianzolo dal 1988 al 2002 ha indossato la maglia rossonera vincendo cinque scudetti, due Coppe dei Campioni-Champions League, una Coppa Intercontinentale, due Supercoppe europee e tre Supercoppe italiane segnando anche 28 gol (8 nella stagione, per lui la migliore, 96-97) in 406 presenze. Nel Milan di Ancelotti ha dovuto fare spazio ad Andrea Pirlo partendo per la Spagna, prima in for-

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ropea. Nell’unica stagione al Milan vincerà la Champions League, la Supercoppa UEFA e la Coppa Italia. La ‘gallina de oro’ all’anagrafe Maximiliano Gastón López è stato un attaccante del Barcellona poco idealizzato pur vincendo un campionato, una Supercoppa di Spagna e una Champions League. Ancora meno gloriosa la permanenza dell’argentino al Milan. Chiudiamo con l’italiano Francesco Coco che cresce nel Milan, con cui vincerà due scudetti, e, dopo intervalli con cadenza annuale in altre squadre italiane, approda anche al Barcellona per la stagione 2001-2002.

Ronaldo de Assis Moreira

Ronaldo de Assis Moreira

Zlatan Ibrahimović


Mercoledì 20 Febbraio 2013

Cugini in trasferta di Emanuele Tramacere

A volte una batosta serve più di mille carezze. A volte un bagno d’umiltà aiuta a cambiare ritmo, passo e mentalità più di mille piccoli accorgimenti. Eppure vincere aiuta a vincere e la partita di ritorno d’Europa League contro il Cluj è una manna dal cielo per l’umore e la motivazione che l’Inter può e deve ritrovare in vista di un derby. I numeri della sfida di Firenze contro la Fiorentina sono tuttavia impietosi. 64% di possesso palla, più del doppio dei passaggi riusciti e ben 11 tiri in porta a 1 in favore dei viola mettono in mostra un limite tecnico-tattico fin troppo evidente. Andrea Stramaccioni ha indicato nel turnover mancato, nella gara di andata di Europa League, la principale motivazione della debàcle fiorentina. Ma le false scuse non reggono, soprattutto analizzando la prestazione degli undici titolari alla luce dei primi minuti dell’incontro. L’esaurimento delle forze fisiche sarebbe stato plausibile al 30’ del secondo tempo, dopo una gara passata a rincorrere palloni, ma la supremazia territoriale degli uomini di Montella è andata ben oltre il limite orario. La difesa a 4 ha traballato alle spalle di un centrocampo che non ha fatto filtro, preso in mezzo da una netta superiorità numerica e tecnica, e mal supportato

Obiettivo riorganizzarsi! L’Inter vola in Romania per ritrovare serenità ed entusiasmo in vista del derby

dagli uomini offensivi in fase di ripiegamento. L’assenza di Milito, che non ci sarà fino al termine della stagione, è pesata soprattutto nel numero di palloni “tenuti lontano” dall’area nerazzurra, che non hanno permesso di far respirare una squadra fin da subito in affanno. Per fortuna, quindi, la trasferta in Romania contro il Cluj (con un 2-0 acquisito nella sfida di andata grazie alla doppietta di Rodrigo Palacio) potrà servire a Stramaccioni come ultimo impegnativo “test-match”

in vista del Derby. Sì perché prendendo per buone le parole del tecnico romano nel post-partita di Firenze, ed analizzando i dati relativi alle gare successive agli impegni di Europa League (5 sconfitte su 7 partite di campionato disputate dopo la coppa), l’incontro di giovedì vedrà al 99% un’Inter rivoluzionata dal punto di vista degli uomini che scenderanno in campo. Cambio di uomini, quindi, ma soprattutto cambio di mentalità con numerose prove di piccoli aggiustamenti. Kovacic avrà un’altra chance, perché è giovane e non possono i 45 minuti giocati in terra di Toscana significare una grande e univoca bocciatura. Alvarez farà rifiatare un sempre più statico Antonio Cassano che si è trasformato sempre più, di partita in partita, nell’ “uomo

Mateo Kovacic, neo-acquisto dell'Inter

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Cluj, un lavoro all’italiana Serve un’impresa per battere l’Inter, occhio al portoghese Rui Pedro Serve un’impresa, contro un’Inter malconcia. Risultato d’andata, pronostico e precedenti sono tutti dalla parte dell’Inter, ma il Cluj sogna una notte da grande d’Europa per riscrivere la storia. Quella storia che vede i nerazzurri imbattuti nelle ultime otto sfide contro club rumeni (7 vittorie e 1 pareggio) e avanti di due gol nel “primo tempo” di San Siro. Non sarà facile, ma l’ex squadra dei ferrovieri, guidata dal controverso uomo d’affari Arpad Paszkany e punto di riferimento sportivo di Cluj-Napoca, capoluogo della regione della Transilvania, ha tanta voglia di prendersi qualche soddisfazione, in una stagione che ha raggiunto il punto più alto nella vittoria all’Old Trafford contro il Manchester United, nella fase a giorni di Champions League, chiusa al terzo posto con 10 punti. La squadra campione in carica di Romania, infatti, si trova

al quinto posto in campionato, a tre punti dall’Europa e addirittura a dodici dalla Steaua Bucarest capolista, in attesa della ripresa del campionato dopo la pausa invernale, prevista per il prossimo weekend contro il Vaslui. Anche quest’anno il Cluj rappresenta una Babele del calcio, con giocatori rumeni, portoghesi, francesi, uruguaiani, croati, greci, brasiliani e ovviamente (gli immancabili) italiani. Perché con l’Italia c’é un solido legame che dura da anni, fatto di allenatori, come Bergodi, Trombetta e Mandorlini, e di giocatori, da De Zerbi a Sforzini, per arrivare a Piccolo e Lignani. Il mercato invernale ha indebolito il Cluj, che ha perso in una sola finestra, la punta senegalese Sougou, passato al Marsiglia per tre milioni di euro, e soprattutto il centrocampista offensivo brasiliano Rafael Bastos, che ha scelto i soldi dell’Al Nassr. Per sostitu-

irli sono arrivati rinforzi ancora dall’Italia, la punta francese del Cittadella Maah e il centrocampista Nwankwo Obiora, fresco campione d’Africa con la Nigeria. Il tecnico Paulo Sergio, scelto dal Cluj a fine ottobre dopo i no di Marino e Novellino, fa giocare un calcio tipicamente portoghese, un 4-2-3-1 molto offensivo, che in fase di copertura può diventare un 4-4-1-1 all’italiana. Contro l’Inter servirà difendere bene e ripartire. L’uomo più pericoloso è la punta scuola Porto Rui Pedro, nove gol in 34 partite in questa stagione, passato alla storia per aver provato a battere, ai tempi dell’Under 21 in un’amichevole contro Capo Verde, un rigore “a due”, passando la palla ad un compagno (Pereirinha, ora alla Lazio), invece di tirare direttamente in porta. Quattro anni dopo vuole diventare l’uomo che ha eliminato l’Inter.

Malagò succede a Petrucci Il nuovo presidente del Coni ha superato a sorpresa il favorito Pagnozzi Lo sport in Italia cambia nome. Giovanni Malagò, superando a sorpresa la concorrenza di Raffaele Pagnozzi, è diventato il 15° presidente del Coni (Comitato Olimpico Nazionale Italiano), il sesto del dopoguerra. La nomina è arrivata

dal Consiglio Nazionale Elettivo. Succede a Gianni Petrucci. Romano, 53 anni, due figlie, al vertice del circolo sportivo canottieri Aniene, Malagò è stato eletto con 40 voti, uno in più della maggioranza necessaria, e ha battuto il grande fa-

vorito Raffaele Pagnozzi, che ha ottenuto 35 preferenze (una scheda nulla tra i 76 grandi elettori). Tra le sue attività extrasportive, Malagò è al momento amministratore delegato e socio del Gruppo Sa.Mo. Car. Spa; presidente, amministra-

faro” della squadra. Ci sarà spazio anche e, soprattutto, per Tommaso Rocchi, arrivato a Milano come unica vera alternativa a Diego Milito, ma rimasto inchiodato ai seggiolini della panchina a causa della sua precaria condizione atletica. Poche le conferme, quindi, in vista di un derby di campionato che si annuncia molto combattuto. Tanti cambi negli interpreti, ma non nel modulo, il 4-3-1-2, che dovrà, più per necessità che per virtù, essere riproposto anche e soprattutto contro il Milan del grande ex Mario Balotelli. La stracittadina di San Siro è una sfida che vale, con il terzo posto direttamente in ballo, ancor più di una “semplice” stagione. Proprio per questo la squadra nerazzurra non può permettersi di presentarsi ai blocchi di partenza con il morale sotto i piedi e poco entusiasmo in cascina. Il diktat è reagire e dimenticare al più presto la “caporetto di Firenze”. Anche una piccola vittoria in Europa League, quindi, potrebbe significare tanto; del resto dopo la disfatta di Caporetto per gli italiani arrivò la prima resistenza vittoriosa sul Monte Grappa che significò l’inizio della svolta per la vittoria della Grande Guerra. Vincere aiuta a vincere, a volte basta davvero poco.

L’analisi Europa League

di Federico Zanon

Rui Pedro, pericolo pubblico numero uno dei romeni

tore delegato e socio della Samofin Spa, società di partecipazioni. Dal 2002 al 2008 è stato poi consigliere di Air One Spa, consigliere d’Amministrazione (dal 2002) e attualmente Socio de «La Grande Cucina Srl» (Proprietà Casina Valadier - Roma). Dal 2002 al 2010 consigliere di amministrazione di Banca di Roma e successivamente di Unicredit. Membro dal 2002 della Consulta Regionale FAI La-

zio e socio promotore e consigliere (dal 2002) dell’Associazio-

ne «Amici dell’Ospedale Bambino Gesù Onlus.


Mercoledì 20 Febbraio 2013

Lo Schalke 04 La Champions non regala solo Milan-Barcellona. Stasera va in onda un’altra importante gara, quella di Istanbul, fra il Galatasaray e lo Schalke 04. Un match capace di regalare sicuramente tante emozioni dal momento che i tedeschi si presentano con l’eclatante biglietto da visita di vincitori del Gruppo B davanti all’Arsenal, che non è l’ultimo arrivato. La stessa cosa non la si può affermare per i turchi piazzatisi alle spalle del Manchester United nel Gruppo H. Intanto in questa fase degli ottavi una sola squadra ha fatto voce grossa centrando un risultato importante e prestigioso a Glasgow

Europa League di Luigi Sada

Tre italiane in corsa. Una vincente (Inter), l’altra pareggiante (Lazio), la terza perdente (Napoli). L’Europa League regala sorprese a non finire. La più inguaiata delle nostre rappresentanti è sicuramente il Napoli che andrà in Repubblica Ceca ad affrontare il Viktoria Plzen trionfatore al San Paolo con un secco 0-3 capace di far venire le lacrime agli occhi a De Laurentiis e imbufalire tremendamente Mazzarri. Ci vuole l’impresa. Ma il Napoli di questi tempi, vedi lo 0-0 con la Samp dell’altro giorno, non sembra in grado di poter rovesciare la situazione centrando il passaggio del

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prova a fare lo sgambetto al Galatasaray Stasera i tedeschi nella tana del lupo turco Champions

col Celtic: la Juventus. In Scozia ci aveva lasciato le penne anche il Barcellona dei fenomeni e aver espugnato il Celtic Park con un significativo 0-3 è sicuramente un motivo di grande soddisfazione per la squadra di Conte. IL prossimo 6 marzo a Torino i bianconeri, salvo terremoti, di conseguenza dovrebbero regalare ai propri tifosi il passaggio ai quarti di finale. Le altre gare registrano il successo del Psg a Valencia con Ibrahimovic cacciato dal terreno di gioco nel finale per un calcione a Guardado e di conseguenza assente al Parco dei Principi nella partita di ritorno, mentre

fra Real Madrid e Manchester al Bernabeu finisce in parità (1-1) dopo che gli inglesi stavano assaporando la vittoria. Mourinho, infuriato, non ha ancora perdonato le amnesie difensive della sua squadra e nella sfida del 5 marzo rischierà grosso se non ce la farà a superare il turno. Altra gara, altro pareggio. A portarsi a casa un punto prezioso è stato il Borussia Dortmund che in Ucraina, allo scadere, ha agganciato il 2-2 gettando nello sconforto Lucescu che già stava festeggiando la vittoria. Ieri sera, mentre il giornale era in chiusura, sono scese in campo Porto-Malaga e Arsenal-Bayern

di Laura Tangari

Monaco. Nella classifica dei marcatori della Champions 2912-13 comanda Cristiano Ronaldo con sette reti seguito Yilmaz del Galatasaray con sei mentre con cinque gol ci sono Lewandowski (Borussia Dortmund), Oscar (Chelsea), Alan (Braga) e Leo Messi che proprio sabato in Liga è andato a segno per la quattordicesima volta consecutiva portando a quota 37 le realizzazioni in campionato in 24 gare.

L’Inter nella terra dei vampiri I nerazzurri in Transilvania si giocano il passaggio del turno con i ferrovieri del Cluj. Napoli disperato a Plzen turno. Sta un po’ meglio, si fa per cancellata. Fare pronostici in que- è molto difficile, anche se con le sono dalla nostra parte. Chi può dire, l’Inter, brava a battere i ru- sto momento, di conseguenza, rumene finora i risultati positivi guardare con un po’ più di seremeni del Cluj a San Siro nità il programma di docol classico 2-0, ma perimani sera è sicuramente colosamente sulla china la Lazio che, però seccadi una crisi assai preocmente battuta per 3-0 dal cupante dopo il poker Siena dovrà guardrsi alle incassato in campionato spalle in merito alle cridomenica sera dalla Fiotiche piovutegli addosso. rentina. Con quale moIntanto dovrà respingere rale la Beneamata incrogli attacchi del Borussia cerà le armi con l’undici Monchengladbach il quaguidato da Paulo Sergio le, in Germania bene o non si sa, anche se in male, ha ribattuto colpo campo internazionale la su colpo segnando tre reti psicosi del campionato pesantissime (3-3 il finale) potrebbe essere in parte che le regalano due risulta-

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ti su tre nella gara dell’Olimpico. Concedendo una piccola panoramica sulle altre partite di ritorno dei sedicesimi, si presentano bene le tre russe, l’Anzhi di Eto’o, lo Zenit di Spalletti e il Rubin Kazan. Il primo andrà ad Hannover forte del 3-1 casalingo, il secondo sarà a Liverpool con in tasca il 2-0 di San Pietroburgo e il Rubin ospiterà a Kazan quell’Atletico Madrid campione in carica battuto al Calderon per 0-2 grazie ai gol di Karadeniz e Orbaiz. Da seguire Lione-Tottenham dove gli inglesi presentano un Bale in forma strepitosa.


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Mercoledì 20 Febbraio 2013

i Club

di Giovanni Labanca

Sono davvero molto arrabbiati i tifosi milanisti che fanno capo all’Associazione Milan Club del Belgio. Più di tutti, ci sembra Pino Dessole, presidente del Milan Club “La Louviere” che conta 550 iscritti. Dessole e la sua “armata” hanno da sempre seguito il Milan nelle trasferte europee, trovando ovunque serena ospitalità nel settore a loro riservato. Non è stato così, invece, nello stadio “Constant Van den Stock” dove è andata in scena la partita di Coppa Campioni tra i belgi ed i milanesi. Lasciamo, dunque, “la penna” a Pino Dessole che non vede l’ora di denunciare l’accaduto. “Come in ogni trasferta noi non lasciamo niente al caso, tutto è preparato nei minimi dettagli, perché vengono con noi intere famiglie anche con bambini piccoli. Non deve accadere nulla, perché noi rispettiamo rigorosamente le disposizioni che ci vengono date dai responsabili delle forze di sicurezza dello stadio. A Bruxelles, le cose non sono andate per il verso giusto per colpa della stessa tifoseria milanista proveniente dall’Italia. Mi spiego meglio: eravamo nel nostro settore con il posto numerato e ci apprestavamo a consumare una sana colazione, felici di vedere il nostro Milan all’opera per la vittoria (come poi è successo, per nostra fortuna). All’improvviso, come una vera e propria orde di barbari inferociti,

Milan Club Belgio trasferta difficile ad Anderlecht I soci Milan Club La Louviere

sicuramente avevano dato fondo a parecchie bottiglie di vino e birre, i tifosi della Curva Sud, con una prepotenza inaudita, hanno cominciato prima a sbeffeggiarci e poi a pretendere che noi lasciassimo la nostra pagata postazione. Un comportamento assolutamente incomprensibile, trattandosi di tifosi dello stesso colore. Abbiamo cercato, prima con calma e poi con più insistenza, di farli recedere dai loro belli-

cosi propositi, ma ogni tentativo di ragionevolezza è stato vano. Nel frattempo, i bambini spaventati hanno cominciato a piangere, per la disperazione dei genitori, mentre il settore a noi assegnato si andava sempre più affollando nell’imminenza del fischio d’inizio. Purtroppo, gli esponenti della CURVA SUD, spesso esagitati anche a Milano, non hanno voluto sentire ragioni e, alla fine, l’hanno avuta vinta loro perché noi abbiamo sapientemente ceduto, per evitare guai peggiori e salvaguardare l’incolumità di tutti i ragazzi. Attraverso la vostra testata voglio apertamente segnalare quanto è accaduto al Presidente Berlusconi e all’AIMC, perché prendano dei provvedimenti punitivi nei confronti di questi pseudo tifosi,

che con il loro comportamento davvero non encomiabile e poco esemplare, gettano cattiva luce sul Milan stesso e sugli altri tifosi che, invece, mantengono sempre un contegno degno di civiltà e sportività. Lo chiedo non solo a nome dei miei soci, ma anche per conto degli oltre tremila iscritti di tutti i Milan Club del Belgio. Noi questa sera saremo a San Siro, come sempre nelle partite decisive, per assistere al grande incontro con il Barcellona. Non dovrebbe accadere nulla, come speriamo tutti. Se dovessimo essere ancora bersaglio di stupide intemperanze da parte di chicchessia, reagiremo di conseguenza. Insomma, “CURVA SUD avvisata, Curva Sud mezza salvata”. Stadio5 ha ritenuto giusto rendere noto questo brutto episodio che non fa onoIl presidente del Milan Club “La Louviere” Pino Dessole al Parlamento Europeo re a tifosi che hanno sempre dimostrato massima correttezza, però le pecore nere, purtroppo, non mancano mai.

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Mercoledì 20 Febbraio 2013

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Ajax, l’ultima squadra a reinventare il calcio

Gli imitatori migliori : Torino, Barcellona e il Milan di Sacchi superiori. A parità di bravura.

L’Angolo

di Franco Rossi gentilmente concesso da francorossi.com

L’ignoranza, specialmente quella degli italiani, è stata la causa di molti, troppi, delitti calcistici commessi in nome dell’Ajax. All’inizio degli anni Settanta la squadra di Amsterdam, fondata da emigranti greci (da qui il nome in memoria di Ajace), incantò il mondo con un calcio assolutamente nuovo, straordinario e bellissimo persino da un punto di vista estetico. Difensori in grado di giocare con entrambi i piedi in ogni settore, centrocampisti capaci di costruire e concludere, attaccanti che segnano e ripartono. Tutti dotati di grandissima tecnica individuale messa al servizio di una squadra tatticamente straordinaria. Fuorigioco sistematico, pressing dappertutto e gli avversari non semplicemente battuti, ma stracciati e annichiliti. I successi europei di quell’Ajax convinsero molti allenatori a intraprendere la strada del “gioco all’olandese” senza accorgersi, però, che quella strada poteva essere seguita a patto che si disponesse di atleti straordinari, capaci anche e sopratutto a giocare al calcio. Di gente simile in precedenza se ne era vista poca. In Italia c’erano stati Ferrari negli anni Trenta e Valentino Mazzola nel decennio successivo che avevano personificato il calciatore capace di fare tutto e farlo bene. Nel mondo l’argen-

tino Di Stefano, l’ungherese Boszik, il brasiliano Pelè e l’inglese Bobby Charlton erano riusciti a mostrare una bravura tecnica, una duttilità tattica e una potenza atletica simile a quella degli olandesi. Ma non se ne erano mai visti tanti assieme come in quell’Ajax. Johann Cruijff era un fuoriclasse assoluto, Krol e Sourbier difensori in grado di dettare precisi passaggi da quaranta metri come se avessero un telemetro nei piedi, Haan era in grado di fare il regista, il cursore, l’incontrista e l’attaccante con la stessa naturalezza. E così via. L’Ajax vinceva tutto e la nazionale olandese niente. Perchè? La domanda se la ponevano in pochi, non se la ponevano di sicuro quegli allenatori che in ogni parte del mondo (e purtroppo anche in Italia) decisero di imitare quel modo di interpretare il calcio. L’Ajax vinceva perchè aveva dei campioni che altre squadre di club non avevano. Non vinceva “solo” per il modulo. L’Olanda perdeva i campionati del mondo per un motivo molto semplice: la Germania nel 1974 e l’Argentina nel 1978 disponevano di squadre che sul piano individuale erano

e anche quando il gap era minimo, vincevano gli olandesi perchè sul piano tattico erano superiori. Quando le individualità degli avversari, invece, erano superiori l’Olanda perdeva. Non solo per inferiorità, ma anche perchè il suo modo di giocare era a senso unico e non prevedeva variazioni tattiche. Illuminante la finale del Mondiale ‘74 con la Germania. In vantaggio per uno a zero dopo un minuto (rigore di Cruijff) l’Olanda continua a giocare in attacco senza

pensare a difendersi e, seppur con contropiedi micidiali, è riuscita a perdere un titolo che con un minimo di saggezza mai e poi mai avrebbe perso. In Italia le squadre che meglio hanno saputo imitare l’Ajax sono state il Torino di Radice, che in Europa non ha vinto niente perchè i suoi giocatori erano “solo” i migliori degli italiani (le frontiere erano chiuse) e il Milan di Sacchi che ha vinto ovunque perchè con Gullit, Rijkaard, Van Basten, Baresi, Maldini, Donadoni ecc, sarebbe stato difficile anche pareggiare. Senza tenere conto che non c’erano le squadre inglese che negli otto anni precedenti la squalifica avevano visto sette coppe campioni: quattro con il Liverpool, due con il Nottingham e una con l’Aston Villa.

In foto: Hendrik Johannes Cruijff, è un dirigente sportivo, allenatore di calcio ed ex calciatore olandese, commissario tecnico della Selezione di calcio della Catalogna e consulente dell’Ajax.

BALOTELLI E’ COME IBRA di Marjlja Bisceglia

“Sui compagni ha lo stesso effetto dello svedese, infonde loro forza queste le parole dell’amministratore delegato del Milan sull’attaccante che ha deciso la partita contro il Parma grazie ad una magistrale punizione - Credo che la partita di venerdì sera dimostri a chi riteneva quello di Mario un acquisto mediatico che si sbagliava. Si è trattato di un innesto importante dal punto di vista tecnico. Balotelli ha prodotto sui suoi compagni una sorta di ‘effetto Ibrahimovic’, dà forza e la infonde anche agli altri. Fortunatamente l’abbiamo preso per permettere a Pazzini ed El Shaarawy di recuperare dai loro problemi fisici”. Anche Allegri ha sottolineato, nel dopo partita, la prestazione di Balotelli: “Ha deciso di tirare lui, che li calcia molto bene. Giovedì in allenamento le avevano provate sia lui che Niang e Boateng, alla fine ha tirato Mario ed è andata bene, dal momento che ha segnato. Nel corso della partita ha subito diversi falli ed è stato molto bravo a non reagire. Ogni tanto tende a perdere un po’ la calma, credo che progressivamente migliorerà su questa cosa”. 

SuperMessi altro record

di Luigi Sada

In Liga 37 gol in 24 partite 2 gol dell’argentino anche al Granada

Il Barca, qualche volta, sa anche essere tenero con gli avversari. Dopo il 6-1 inflitto al Getafe la scorsa settimana la squadra di Vilanova, nel match di preparazione della Liga per la trasferta odierna di San Siro col Milan, non ha pigiato il piede sull’acceleratore andando a vincere a Granada soltanto per 2-1 rimontando con una doppietta di Messi il gol d’apertura siglato da Ighalo al 26’. Coincidenze del calcio giocato perché anche il Milan nella sfida casalinga di venerdì col Parma aveva concluso la sua fatica con lo stesso risultato. La differenza tuttavia c’è. Il Barca nel suo organico ha un certo Messi che, non contento del Pallone d’oro, continua a infilare record su record in Liga. Con le due reti messe a segno col Granada il fuoriclasse argentino ha infatti centrato la 37° marcatura in Liga in 24 gare. Inoltre il ragazzo di Rosario è riuscito a segnare per la quattordicesima volta consecutiva polverizzando (già da qualche settimana) il primato del brasiliano Ronaldo. Record personale e Granada a parte, per i blaugrana è un nuovo allungo in Liga dove il vantaggio in classifica sull’Atletico Madrid, secondo, ha toccato quota dodici.


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Mercoledì 20 Febbraio 2013

Fuori il cuore

Hockey su ghiaccio di Debora Cheli

Milano è ai playoff contro il Val Pusteria

Andrew Raycroft, portiere del Milano

Il momento della verità è arrivato. L’Hockey Milano Rossoblu ha pescato la carta Val Pusteria dal mazzo delle formazioni più forti in circolazione e dovrà dare letteralmente l’anima se vorrà sperare di proseguire il cammino nei playoff. La squadra che, al meglio delle sette partite, ne vincerà quattro accederà di diritto alle semifinali. La truppa milanese si trova ad affrontare il team più fisico della serie A, capace di mantenere la vetta della classifica per tutto il corso della stagione e di tenere il passo con Renon e Bolzano anche nella seconda parte del campionato, concludendo proprio in mezzo alle due rivali, rispettivamente prima e terza classificate. I precedenti in campionato premiano nettamente i

pusteresi, vincitori di tre incontri su quattro, grazie ai numeri di Jo Jensen, top scorer dei Lupi con 44 punti, assieme all’ex rossoblu Pat Iannone, autore di 19 reti e quasi altrettanti assist in campionato. Anche il goalie Aubin non è da sottovalutare, secondo a prestazioni sono a Hell del Bolzano, grazie anche al turnover effettuato dall’allenatore Adey, il quale lo ha sapientemente alternato nel corso della regular season con il back-up Kosta. Archiviata gara 1, Milano ospiterà il Brunico domani sera per il secondo atto: la sirena d’inizio è prevista per le 20.30. Sarà una partita molto importante sul piano morale perché i rossoblu devono approfittare fino in fondo del sostegno della tifoseria al completo e soprattutto del fat-

L’Olimpia ha messo la quinta

tore campo, in quanto gara 4 si giocherà al Pala Tazzoli di Torino causa indisponibilità dell’Agorà. Nel palazzetto milanese, infatti, sono previsti i Mondiali juniores di pattinaggio artistico a partire dal 27 febbraio e fino al 3 marzo. A conti fatti, quella di domani potrebbe essere l’ultimo match che i ragazzi di Insam giocheranno sul ghiaccio di casa. Una brutta tegola che cade sulla società milanese, proprio quando l’interesse verso il campionato si fa più intenso e la visibilità del team è massima. Milano è da sempre una città problematica quando si parla di strutture sportive. Chiuso da tempo lo storico Piranesi, resta solo lo Stadio Agorà, unico spazio privato a disposizione di professionisti e appassionati del ghiaccio.

Basket

di Beppe Vigani

I milanesi tornano alla vittoria: Coppa Italia dimenticata

L’’EA7 che non ti aspetti. Dopo il fallimento in Coppa Italia, la squadra di Sergio Scariolo se la doveva vedere con l’Acea Roma, che al Forum settimana scorsa aveva fatto fuori Cantù ai quarti. Per l’Olimpia con i capitolini è arrivata la quinta vittoria consecutiva (per 79-66), ma la vera notizia di domenica scorsa è stata il ritorno di Fotsis, che con 21 punti (5/5 da tre) e 7 rimbalzi ha rispolverato il cannone, che l’ha reso famoso in tutta Europa. Male Borousis, ma quello che contava era vincere. Con l’arrivo di Marques Green i milanesi

sono più equilibrati, Langford, Hairston, Gentile e Fotsis ricevono palle più pulite, anche se a volte pecca un po’ in difesa. Green, quando è aggredito nella propria metà campo, deve essere protetto, altrimenti è dura difendere. L’ex playmaker di Avellino riesce a trovare geometrie di gioco, soprattutto, quando la squadra è in velocità. Il regista tascabile è anche un ottimo tiratore da tre e qualche spacca in due la partita. Non è oro tutto ciò che luccica, se è vero che quello che ha detto la Coppa Italia. I milanesi, contro Roma, sono stati sempre in van-

taggio e non hanno faticato più di tanto. Da rivederli nei match più infuocati, quando saranno chiamati a giocare di squadra. I Scariolo-boys, contro Varese per esempio, arrivati a -6 si sono sciolti come neve al sole, incapaci a reagire e colpevoli di perdere dei palloni decisivi. Tornando al match di Roma, a giustificazione della squadra allenata da Marco Calvani c’era l’assenza di Luigi Da Tome, il giocatore più forte italiano, troppo importante per non far pesare una sconfitta comunque meritata. Domenica prossima l’Armani andrà a far visita

Foto di Savino Paolella 2013

Antonis Fotsis, ala dell'EA7 protagonista contro Roma

alla Trenkwalder Reggio Emilia, con la quale uscì sconfitta al Forum per 78-66. Un particolare: in quella partita mancava ancora Langford e Fotsis fece un’ottima partita, cosa che ultimamente non capita più. I reggiani sono reduci da due vittorie consecutive, con Roma e Biella, e hanno raggiunto il settimo posto in coabitazione con Venezia (sconfitta da Sassari) e Brindisi (che ha battuto Cantù). Sorride anche la classifica di Milano, che ora è al quarto posto insieme con Roma e Cantù, cui pesa sempre di più la cessione di Markoshvili.

Campionato B1F Il Beach volley travolge Milano Saugella Team Monza - Lilliput Settimo

di Silvia Fortunato

Saugella in campo con il pubblico delle grandi occasioni, presenti circa 500 spettatori, tra cui una folta delegazione di squadre del CSI che, prima della partita, ha realizzato striscioni per le loro beniamine. Una partita praticamente a senso unico, con Monza pienamente padrona del campo che non regala nulla alle avversarie. Saugelle sempre più sole al comando della classifica, Albese che perde un punto sul campo di Desio e rimane staccata di ben otto punti dalla capolista. Mazzola schiera il solito starting seven, con Sintoni in regia, Agostinetto opposto, le bande Lugli e Bonetti, la coppia dei centrali Facchinetti e Agostinetto ed il libero Polato; Moglio risponde con Saveriano in palleggio in diagonale con Fragonas, Biganzoli e Giacomel schiacciatrici, le centrali Bogliani e Akrari e come libero la giovane Parlangeli. Il commento del DS  Christian Merati: “La vittoria di oggi è la

miglior risposta a chi diceva che il Saugella Team era in calo; la squadra ha espresso un gioco spumeggiante e fluido, con difese e contrattacchi da manuale”. Il Saugella Team Monza tornerà al PalaIper di via Stucchi  sabato 23 febbraio alle 21:00  contro Vigneti Valle Roncati.

Continua la pallavolo sulla sabbia nei palazzetti meneghini Be. Vig. - Dal mese di gennaio, il capoluogo meneghino sta ospitando un intero circuito invernale di Beach Volley: il Milano Beach Volley Mikasa Winter Circuit, organizzato dal Comitato Regionale della Lombardia e dal Comitato Provinciale di Milano della Federazione Italiana Pallavolo, con la collaborazione di Mikasa. La manifestazione, articolata in quattro tappe maschili e altrettante femminili, ha preso il via da gennaio e terminerà a maggio 2013 in quattro impianti di Milano e provincia: il Palauno Beach Volley di largo Balestra, il Quanta Sport Village di via Assietta, il Centro Pavesi FIPAV di via De Lemene e il Beach Volley Marconi di Segrate. Possono partecipare al circuito tutti gli atleti regolarmente tesserati per l’attività di beach volley e per una società affiliata alla FIPAV. Ogni tappa vedrà la partecipazione di un numero massimo di 32 coppie di giocatori, per un totale complessivo di 512 atleti; la formula prevede la formazione di 8 gironi da 4 coppie ciascuno

e un tabellone a eliminazione diretta a partire dai quarti di finale. Calendari e orari di gioco di ogni singola tappa saranno pubblicati sul sito del Comitato Regionale, www.lombardia.federvolley.it. Le tappe del torneo femminile dopo le giornate del 13 gennaio e 17 febbraio, dà appuntamento per il 17 marzo e 21 aprile (sempre nella giornata di domenica), mentre i protagonisti del torneo maschile, dopo essere scesi in campo il 3 febbraio, torneranno il 3 marzo, 7 aprile e 5 maggio. Alla conclusione del circuito si svolgerà il Master finale, entro la fine di maggio, in data ancora da stabilire. Il torneo assegnerà punti per la classifica nazionale di Beach Volley, secondo le modalità previste per i tornei regionali Over 16, e riconoscimenti alle prime tre coppie classificate di ogni tappa. L’iscrizione ha un costo di 50 euro a tappa per ciascuna coppia partecipante. Per qualsiasi informazione è possibile contattare l’indirizzo mail beach.lombardia@federvolley.it o il numero telefonico 02-66101821.


Mercoledì 20 Febbraio 2013

A Monza il regno della 10K Chrono Atletica In primavera grande kermesse nel capoluogo brianzolo La 10K Liberi di Correre, giunta alla sesta edizione, torna alla grande a invadere il centro di Monza, sabato 18 e domenica 19 maggio 2013. L’appassionante corsa su strada prevede come sempre la 10K CHRONO, gara agonistica nazionale Fidal che nelle edizioni passate ha coinvolto alcuni tra i migliori interpreti italiani del fondo e mezzofondo, in programma quest’anno alle ore 21.00 di sabato 18 maggio, e la DIECIK POPULAR, al via alle ore 10.00 di domenica 19 maggio per 5 o 10 km a passo libero tra le suggestive vie e i luoghi storici del centro di Monza. L’appuntamento nel centro di Monza è in piazza Trento e Trieste, per battere i record ottenuti entrambi, proprio nella scorsa edizione, dal marocchino di Casablanca, classe 1979

in forze alla Daini Carate Brianza, Lahcen Mokraji, già campione nel 2011, con 30’50” a una media di 3’04” al chilometro e dall’azzurra del CS Esercito Elena Romagnolo che ha dominato la gara, non solo femminile (quarta assoluta), in 34’09” abbassando il record precedente della manifestazione di quasi due minuti (precedente della maratoneta azzurra Lucilla Andreucci con 36’03” nel 2008). Come ogni anno, chi correrà la 10K CHRONO potrà gratuitamente correre anche nella DIECIK POPULAR sempre sullo stesso percorso della prova agonistica. Il sito www.diecik.it è disponibile per ogni delucidazione e per soddisfare qualunque curiosità così come l’indirizzo mail info@ diecik.it

ALBO D’ORO MASCHILE 2008 Migidio Bourifa (Atl. Valle Brembana) 31’25” 2009 Amor Rached (Pro Sesto) 31’05” 2010 Paolo Finesso (Ginn. Comense 1872) 30’56” 2011 Lahcen Mokraji (Daini Carate Brianza) 30’53 2012 Lahcen Mokraji (Daini Carate Brianza) 30’50” (Record della manifestazione) ALBO D’ORO FEMMINILE 2008 Lucilla Andreucci (Forestale) 36’03” 2009 Marzena Michalska (Fiamme Oro Padova) 36’27” 2010 Cecilia Sampietro (Ginn. Comense 1872) 37’49” 2011 Anna Maria Mazzetti (Friesian Team) 36’04” 2012 Annamaria Romagnolo (CS Esercito) 34’09” (Record della manifestazione)

IL FESTIVAL DI BARCELLONA APRE IL “WORLD FICTS CHALLENGE 2013”

nematografiche e televisive provenienti dai 5 Continenti che si sviluppa in 14 fasi compresa la Fase Finale. Barcellona, che ospiterà dal 17 al 20 aprile la quarta edizione del “BCN Sports Film - Barcellona International FICTS Festival”, sarà la prima tappa del 2013. L’evento è organizzato - nell’ambito del Campionato Mondiale di Cinema e Televisione Sportiva “World FICTS Challenge” - dalla “Fundacio Barcelona Olimpica” diretta dal Dott. Juli Pernas Lopes (direttore del Museu Olímpic i de l'Esport) in collaborazione con la “Nikita Distribution”, con il sostegno della FICTS, del Comitato Olimpico Spagnolo, dell’Ayuntament de Barcelona Institut Barcelona Esport e del Consiglio Superiore dello Sport. Il “Museu Olímpic i de l'Esport” di Barcellona, che rientra nel Network dei Musei Olimpici del CIO, ospiterà la Cerimonia di Inaugurazione alla quale sarà presente il Presidente della FICTS Prof. Franco Ascani. La Sala Àmbit cultural of el Corte Inglés sarà le sede delle proiezioni e dei Meeting. Nell’ambito del “Barcelona International FICTS Festival” – diretto da Augustì Argelich - avrà luogo il Workshop "Contenuti sportivi audiovisivi: opportunità di business" che mira alla progettazione e allo sviluppo di una nuova strategia di business in linea con le tendenze del mercato. Le iscrizioni scadono il 15 febbraio. Info: www.bcnsportsfilm.org.

Il mezzo di presentazione che la FICTS utilizza per la promozione e la diffusione dei valori olimpici e della cultura dello sport è il “World FICTS Challenge”, Campionato Mondiale del Cinema e della Televisione sportiva, una competizione per opere ci-

Archivio: tutte le newsletter della FICTS pubblicate nel 2009/2010/2011/2012/2013 sono a Vostra disposizione. Richiedile al nostro Ufficio Stampa: ufficio.stampa@sportmoviestv.com.

col brivido Continua l’inseguimento al secondo posto

Rugby

di Toni Morandi

È stata una vittoria brutta, sporca e cattiva e nessuno a Rugby Grande Milano ha voglia di fare lo schizzinoso. La trasferta di Lecco ha portato i quattro punti della vittoria con un 21-20 maturato grazie ad un calcio di punizione di Fabrizio D’Amico, quando ormai il tempo era scaduto. “Ci siamo complicati la partita da soli - afferma il direttore sportivo Antonio Raimondi - facendoci tirare dentro nella

Simone Rossi del RGM lanciato in meta confusione e rischiando veramente la clamorosa sconfitta”. L’impegno non è mancato, ma non c’è stata la maturità e la freddezza di indirizzare la partita su un livello di tranquillità, facendo fruttare la superiorità mostrata praticamente in tutte le aree del gioco e in particolare in mischia ordinata e in rimessa laterale. “E’ un momento difficile della stagione - spiega Achille Bertoncini - soprattutto perché non riusciamo ad allenarci con continuità a causa del mal tempo e delle conseguenti condi-

restituire il secondo posto a RGM. E’ un incrocio pericoloso di questa stagione, perché Parabiago, salito al quarto posto della classifica, è la rivelazione del girone A del Campionato Nazionale di Serie B. “Parabiago è una bella squadra sostiene Antonio Raimondi - ha investito bene le proprie risorse. Ha delle individualità interessanti, che in serie B possono fare la differenza in qualsiasi momento. Noi dobbiamo dimostrare maturità e avere l’aggressività necessaria in queste situazioni”.

di Beppe Vigani

Di seguito il prestigioso albo d’oro maschile e femminile:

Vittoria

zioni del campo di gioco”. A onor del vero, spavento per la sconfitta a parte, il tabellino della partita di Lecco racconta di tre mete a uno per RGM, segnate dal capitano Daniele Morabito, Filippo Vicinanza e Alberto Catanese. Segnature che indicano il potenziale offensivo della squadra di Bertoncini che possiamo prevedere che tornerà a esprimersi al massimo, quando i campi torneranno buoni e aiuteranno la volontà di giocare, più di quella di distruggere. La brutta vittoria, deve dare forza alla squadra, per affrontare domenica il recupero con Parabiago. Una trasferta molto difficile, che potrebbe

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PRESIDENTE FICTS PROF. ASCANI AL COMITATO INTERNAZIONALE OLIMPICO MEETING A LOSANNA PER I PROGRAMMI FICTS 2013 IL PRESIDENTE FICTS PROF. FRANCO ASCANI AL CIO A LOSANNA Il Presidente della FICTS Prof. Franco Ascani, Membro della Commissione “Cultura ed Educazione Olimpica del CIO”, parteciperà, il 28 Febbraio a Losanna, ad una serie di riunioni con i rappresentanti del Comitato Internazionale Olimpico e con i dirigenti del Museo Olimpico tra cui il Direttore Dott. Francis Gabet. Il Prof. Ascani presenterà il nuovo Progetto – già approvato in Commissione - per produzioni audiovisive ispirate all’idea di Olimpismo e alla diffusione dei suoi valori. Saranno definiti: il Calendario ufficiale dei 14 Festival del Circuito Internazionale “World FICTS

Challenge 2013” ed i Programmi delle attività internazionali della Federazione che mirano a sfruttare il linguaggio universale dell’immagine sportiva e le straordinarie potenzialità della televisione, di Internet e dei nuovi mezzi di comunicazione (Social Network, Web Tv e Portable Device).


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Mercoledì 20 Febbraio 2013

Musica

di Riccardo Sada

Suoni e visioni moderne Due libri da avere, della musica italiana interessante, della sana Italodisco e della techno avanguardista Tanto arrosto e poco fumo, tra le uscite discografiche e bibliografiche

Tripoli, un… “raccontatore di storie” Beppe Tripoli nasce a Palermo. Giovanissimo, frequenta una scuola d’arte e grazie alla sua passione per il teatro e la musica inizia a lavorare in Rai come speaker. Viene quindi chiamato a collaborare presso un’importante emittente radiofonica privata. Proprio grazie alla radio viene notato da una grande e irripetibile voce della Sicilia: la folk singer Rosa Balistreri. Da quest’ultima viene artisticamente… “adottato”. Per anni i due girano insieme tenendo spettacoli in cui si alternano con perfetto equilibrio corale. Tripoli entra in contatto con numerosi artisti dello spettacolo e della discografia, tra questi Giuni Russo e Mark Dagosto, giovane produttore discografico. Mettendo insieme alcuni brani editi e non, nasce l’album “A Sesso Unico”, che comprende quattro brani portati al successo da Giuni Russo (“Limonata Cha Cha”, “Le Contrade di Madrid”, “I Ragazzi del Sole” e “Babilonia”). I sette lavori inediti che completano l’album spaziano dalle più intime emozioni (“Amore Nuovo”, “Ulivi Saraceni”, “Nei Bar di Brest”, “Al Vento”, “A Sesso Unico”), all’ironia sorniona (de “La Mia Vespa e “Specchio Specchio delle Mie Brame”). Info su www.beppetripoli.com

“The Disco Files 1973-78…” le classifiche settimanali dei dischi top Le graduatorie del periodo che va dalla metà alla fine degli anni Settanta sono tutte nel nuovo libro di Vince Aletti (colui che coniò il termine… “Discomusic”): “The Disco Files 1973-78…”. Un libro interessante, che racchiude le classifiche dettagliate e settimanali dei dischi top dal 13 settembre 1973 al 16 dicembre del 1978. Arricchito da commenti e recensioni, il lavoro infinito e accurato dello scrittore risulta un vero e proprio viaggio all’interno di un settore fantastico e in piena espansione. Oggi la Disco deve molto ad Aletti, probabilmente il primo grande giornalista americano a occuparsi dell’emergente ascesa del fenomeno underground in fatto di clubbing. “Le discoteche non sono mai morte, sono solo rientrate in quell’ambito underground a cui gli irriducibili del ballo, come neri, latinoamericani e omosessuali, alla fine appartengono”, sostiene Aletti. “Il dj viene prima di tutto: il destino di molte persone è nelle sue mani. È la sua idiosincrasia che mi affascina e che contribuisce a definire i gusti particolari”. Info su www.maurizioclemente.com/site/vince-aletti-discofile.html

Donpasta: musica, ballo, “La Parmigiana e la Rivoluzione” Presso Oca (Officine Creative Ansaldo), Pugliapromozione e Barley Arts hanno presentato Food Sound System, una serata di concerti, dj set, immagini, cibo e vini pugliesi sapientemente remixata dal celebre Donpasta. Il dj che cucina (o lo chef che mixa: dipende dai punti di vista) ha da poco dato alla stampa il suo nuovo libro, “La Parmigiana e la Rivoluzione”, presentato durante la manifestazione anche grazie alla partecipazione straordinaria ai fornelli e ai vinili di Alioscia (e con Raffaele Casarano, Marco Bardoscia, Ziblab e Insintesi). Il performer salentino è abile ad aprire le danze con il Cookin’ DJ Set, in cui cucina e consolle da dj, senza distinzione alcuna, come nello stile originale di Donpasta, formano un’unica postazione. Tutti i sensi sono chiamati in causa: vista, gusto, olfatto, tatto, udito. Ogni testo, ogni parola, ha un controcanto nelle immagini e nei suoni con la cucina che a sua volta è la musa ispiratrice per la musica e le melodie. Info su http://cucinamilitante.wordpress.com/ e www.donpasta.com

Marc Romboy & Ken Ishii, se hai voglia di ballare duro Sia chiama “Taiyo” il nuovo album di Marc Romboy e Ken Ishii uscito su Systematic. Nonostante più di settemila chilometri distanzino i due dj, “Taiyo” (che in giapponese significa “sole” o, meglio ancora, “l’origine di tutto”) risulta essere un album molto intimo, che mette d’accordo i pensieri dei due autori. Una visione musicale condivisa, questa della coppia. “La sfida infatti è stata quella di bilanciare le nostre sottili differenze portando al centro dell’ascolto i nostri fan comuni”, dicono i due. A livello tecnico e di

Disco Modernism, ma è tornata l’Italodisco? Disco Modernism Records annuncia il ritorno dei leggendari produttori Francesco Rago e Gigi Farina, che hanno dato vita durante la prima parte degli anni Ottanta a diverse produzioni destinate alla discoteca sotto lo pseudonimo di Atelier Folie, ‘Lectric Workers, Expansives, Message From The Future, Wanexa e Decadance. Ora, dopo trent’anni dalla nascita e dalla distribuzione della versione originale, “On And On (Fears Keep On)” viene ripubblicata dal team Italoconnection in collaborazione con Rago e Farina e con l’aggiunta della voce femminile di Vik. Il risultato è il progetto Decadance vs. Italoconnection contenente una versione completamente nuova,

design sonoro la produzione è superiore alla media. Insieme così Romboy e Ishii hanno creato un’opera “post house” che rappresenta in realtà lo yin e lo yang della techno. L’ovest incontra l’est estremo e i club ringraziano. Info su www.systematic-recordings.com

rinfrescata nei suoni ma ancora fedele allo spirito unico degli anni Ottanta. Ad arricchire la release ci sono ben tre remix: uno curato dal danese Flemming Dalum, uno dal talentuoso Sandro Codazzi e infine uno dalla coppia Leo Mas e Fabrice. Sono solo 300 copie in doppio vinile. Chi se le aggiudicherà? Info su https://soundcloud.com/italoconnection


Mercoledì 20 Febbraio 2013

*** Carmen Russo ha partorito Maria, una bellissima bambina capellona come il papà, il giorno di San Valentino. La coppia è

al settimo cielo. Il papà, Enzo Paolo Turchi, non sta più nella pelle dalla felicità, diventare padre all’età di 63 anni è impegnativo e molto importante: “Ce l’abbiamo fatta” ha urlato l’ex ballerino ai tanti fan in attesa di notizie. Il neo papà, in una prima intervista: “La bambina sta benissimo, è una capellona. E’ nata alle 9,45 e pesa 2.950 kg. Ogni scarafone è bella a mamma sua, ma tutti dicono che è bellissima, quindi siamo stati fortunati anche in questo. La cosa ancora più bella sta nel fatto che non ho pianto. Spesso una persona è debole su certe cose e su altre esce fuori una forza che è innata. Sono felicissimo. Ho tenuto la mano a Carmen e qualcosa ho anche sbirciato. Sono stato il primo a vedere Maria, ovviamente dopo i dottori. Mia moglie sta bene, è una donna eccezionale, fortissima, è davvero in gamba. Auguri.

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Gossip & Curiosità di Marjlja Bisceglia

*** Fabrizio Corona continua a far parlare di sé, non potrebbe esse-

re diversamente. La sua battaglia personale è tutta spostata nei salotti tv contro chi, a suo dire, è poco informato sui fatti o più semplicemente contro chi cercherebbe, in modo subdolo, di infangare ulteriormente il suo nome, come se non lo fosse già abbastanza. Continua il braccio di ferro con Massimo Giletti e con Barbara D’Urso. Il primo sarebbe semplicemente poco informato definendolo, sempre a suo dire, un criminale che ha industrializzato il denaro per le estorsioni e, quindi, il re del gossip gli consiglia di studiare prima di parlare: “Vergognati e non fare lo schiavo. Fai del giornalismo poco informato”. Per la D’Urso meno parole ma più aspro: “Passando a Canale 5, è inutile ogni mio commento. Tutti sanno che i miei rapporti con la conduttrice sono quelli che sono, e il parterre, compreso il mio amico Sorge, sembrava il cast di avanti un altro Bonolis”. Assolto invece Mentana che avrebbe portato avanti il caso con la dovuta serietà e, soprattutto, con la necessaria professionalità.

*** Diego Armando Maradona è padre per la quinta volta e sembra che l’erede gli somigli molto. Ha finalmen-

te vinto la battaglia contro il fisco italiano e i 40 milioni di euro, giustamente risparmiati, potrà tranquillamente utilizzarli per sfamare la prole. L’ultimo arrivato è Diego Fernando, pesa 3,2 kg e la mamma è Veronica Ojeda, ex compagna del calciatore, lo ha messo al mondo all’ospedale “Los Arcos” di Buenos Aires. Il bambino è nato dalla relazione, finita a novembre, con il Pibe de Oro. L’ex calciatore, oltre alle due figlie Giannina e Dalma avute dall’ex moglie Claudia Villafane, sembra provarci gusto a fare figli in rapporti extra coniugali e soprattutto sembra si diverta a non riconoscerli in modo semplicemente civile. Questa sorte è già toccata all’italiano Diego Armando Junior e a Jana.

*** Enrico Mentana

*** Lapo Elkann

insiste con i libri. Ha presentato a Roma il suo ultimo capolavoro “Le regole del mio stile” che il giornalista Roberto D’Agostino l’ha presentato con una frase che la dice tutta: “Ha una capacità fondamentale di mettersi nei guai con le zoccole” e che ha molto divertito l’autore. Il rampollo di casa Agnelli ha dichiarato di non voler insegnare niente a nessuno ma insiste nella galoppata delle presentazioni. Saggia la non presunzione di insegnare ad altri come fare, quando si è all’estero, a subire un furto di gioielli e beni non dichiarati e per questo beccarsi una multa. Durante la presentazione del libro si è anche prestato a dare buoni consigli sulla situazione difficile del nostro Paese: “Per rilanciare un Paese, un’azienda bisogna essere una squadra, un gruppo”. Semplicemente geniale.

sembrerebbe ancora in difficoltà, almeno da quanto si intuisce dai post di sua moglie, Michela Rocco, sui social network che insinuerebbe di una migliore amica che come una serpe velenosa si intrufola nei rapporti di coppie già collaudate nel tempo e che al momento opportuno punge e avvelena. Non sembrerebbero diretti al marito, ma lasciano riflette: “Se vostro marito vi tradisse con la vostra migliore amica che ha tenuto in braccio i vostri figli e ne approfittasse di un momento buio, come reagireste? Il peggior nemico lo troverete tra le persone che frequentano la vostra famiglia. Sono a conoscenza delle vostre dinamiche e dei vostri punti deboli”. E ancora più intrigante è il post dove si augura, se il marito avesse l’amante, che abbia scelto una giornalista impegnata a livello di una Barbara Serra e non una borgatara.


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